Ipertensione per 1 italiano su 3, il 17 maggio controlli gratuiti in tutta Italia

(Adnkronos) - Tra i più importanti fattori di rischio per infarto, ictus e insufficienza cardiaca, l'ipertensione si stima colpisca a livello globale oltre 1,28 miliardi di persone tra i 30 e i 79 anni. Circa la metà, però, non è consapevole della propria condizione e solo una minoranza riesce a mantenere valori pressori adeguatamente controllati. Anche in Italia la diffusione della patologia è molto elevata. Secondo i dati della Società italiana dell'ipertensione arteriosa (Siia), circa 1 italiano su 3 è iperteso, una condizione che aumenta significativamente con l'età e rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica. Per sensibilizzare la popolazione sull'importanza del controllo della pressione arteriosa, in occasione della Giornata mondiale dell'ipertensione che si celebra il 17 maggio la Siia promuove iniziative di prevenzione con gazebo e punti di misurazione gratuita della pressione su tutto il territorio nazionale. In alcuni pazienti - spiega Siia in una nota - nonostante le modifiche dello stile di vita e le cure farmacologiche, i valori pressori possono rimanere elevati, configurando quadri di ipertensione difficile da controllare (situazione clinica identificata da valori pressori superiori a 140/90 mmHg, nonostante l'impiego di più farmaci antipertensivi). Si tratta di una condizione particolarmente rilevante perché associata a un aumento significativo del rischio di eventi cardiovascolari maggiori.  Negli ultimi anni - informano gli esperti - si è progressivamente affermata un’opzione terapeutica innovativa per questi pazienti: la denervazione renale, una procedura endovascolare mini-invasiva che agisce sul sistema nervoso simpatico a livello delle arterie renali e consente di ottenere una riduzione duratura dei valori pressori. La tecnica prevede l'introduzione di un catetere molto sottile attraverso l'arteria femorale, guidato fino alle arterie renali. Attraverso l'erogazione di energia a radiofrequenza, il dispositivo consente di disattivare selettivamente parte delle terminazioni nervose simpatiche coinvolte nei meccanismi di regolazione della pressione arteriosa. Al termine della procedura il catetere viene rimosso e non viene impiantato alcun dispositivo nel paziente. Le più recenti linee guida della Società europea dell'ipertensione (European Society of Hypertension - Esh) hanno riconosciuto la denervazione renale come terzo pilastro nel trattamento dell'ipertensione non controllata, accanto ai cambiamenti dello stile di vita e alla terapia farmacologica. Le raccomandazioni sottolineano come questa procedura rappresenti un'opzione terapeutica sicura ed efficace nei pazienti nei quali i farmaci non consentono di ottenere un adeguato controllo dei valori pressori.  Accanto ai progressi terapeutici, la prevenzione resta uno strumento fondamentale per contrastare la diffusione dell'ipertensione. "Il controllo della pressione arteriosa è un elemento chiave nella prevenzione delle malattie cardiovascolari - rimarca Agostino Virdis, presidente Siia - La denervazione renale, accanto alla terapia farmacologica e al corretto stile di vita, rappresenta un'opzione terapeutica innovativa che consente un approccio più mirato e amplia le possibilità di trattamento per i pazienti".  L'iniziativa proposta per la Giornata mondiale dell'ipertensione - appuntamento internazionale dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione riguardo una delle principali cause di malattie cardiovascolari - contiene un messaggio preciso: la diagnosi precoce è fondamentale, insiste la Siia. L'ipertensione è infatti spesso definita 'killer silenzioso', perché può rimanere a lungo asintomatica mentre aumenta progressivamente il rischio cardiovascolare. 
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Energia green, solidarietà e rigenerazione, 293 progetti di Csr

(Adnkronos) - Energia pulita e condivisa che nasce dai tetti delle case popolari, ortofrutteti solidali che coltivano l’inclusione, ecosistemi rigenerati che rendono i territori più resilienti. Azioni concrete che si rivelano tasselli di un modello di Responsabilità Sociale d'Impresa (Csr) che si sta facendo strada in Italia, basato su collaborazioni strategiche capaci di generare valore condiviso. Una fotografia che si basa sui risultati delle tre campagne nazionali di Csr promosse da Legambiente e AzzeroCO2 - EnergyPop, Ortofrutteto Solidale Diffuso e Mosaico Verde - che in sette anni, grazie al sostegno di oltre 60 aziende e 200 partner tra enti locali e associazioni, hanno realizzato complessivamente 293 progetti, dimostrando come la Responsabilità Sociale d’Impresa possa contribuire al miglioramento del benessere collettivo e alla tutela del patrimonio naturale. È quanto emerso dal convegno 'Connessioni sostenibili. Affrontare le sfide ambientali e sociali: dal contesto all’azione', che si è tenuto oggi, 13 maggio, a Milano presso il Talent Garden.  È nella convergenza di tre pilastri, fondamentali per le strategie Esg, che prende forma questo paradigma di Responsabilità Sociale d’Impresa: innovazione, rigenerazione e cooperazione. Il primo pilastro è l'innovazione, intesa soprattutto come capacità di ripensare strumenti consolidati per rispondere alle emergenze socio-ambientali del nostro tempo.   È proprio nell'affrontare sfide complesse come la povertà energetica che questa strategia rivela tutta la sua efficacia. A delineare con precisione i contorni di questa emergenza è stata, nel corso dell’incontro, Paola Valbonesi, presidente dell'Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (Oipe). Durante il suo intervento, ha illustrato come nel 2024 la povertà energetica abbia raggiunto il picco storico del 9,1%, coinvolgendo 2,4 milioni di famiglie. Di queste, 1,3 milioni si trovano in una condizione di spesa energetica eccessiva rispetto al reddito, mentre ben 1,1 milioni vivono in una condizione di 'povertà energetica nascosta' ovvero sono costrette a rinunciare al riscaldamento per contenere i costi. Un dato particolarmente allarmante riguarda l'impatto sui più giovani: sono oltre 1 milione i minori esposti a questa forma di vulnerabilità.  In risposta a questo scenario, la campagna EnergyPop impiega il fotovoltaico come un mezzo per ridurre le disuguaglianze. Ad oggi sono stati installati oltre 70 kW di potenza fotovoltaica su quattro edifici di edilizia residenziale pubblica a Firenze, Empoli, Catania e Santarcangelo di Romagna (RN), oltre che sul tetto di uno degli edifici della Cooperativa Sociale Agricoltura Capodarco a Grottaferrata (RM), portando energia pulita e accessibile a 154 nuclei familiari e 17 lavoratrici e lavoratori della cooperativa sociale. L'impatto è duplice: da un lato si agisce per rispondere a un bisogno primario di accesso all’energia; dall'altro, si contribuisce alla transizione energetica, evitando l'emissione di oltre 28.450 kg di CO2 all'anno, grazie alla produzione di energia pulita. Il secondo pilastro, la rigenerazione, si fonda sulla necessità di rispondere ai rischi climatici, la cui gravità è stata illustrata durante il convegno da Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana. Nel suo intervento, ha spiegato come il mancato rispetto dell'Accordo di Parigi possa condurre a un aumento termico globale fino a 5 gradi entro la fine del secolo, con una conseguente intensificazione di siccità, eventi estremi e innalzamento del livello del mare. L'analisi descrive un'umanità che, nell'era dell'Antropocene, sta superando i limiti planetari, mettendo a rischio la sopravvivenza delle generazioni future. La possibilità di ridurre i danni esiste ma richiede un impegno collettivo. La rigenerazione attiva, ovvero interventi mirati a ricostruire la funzionalità, la ricchezza e la capacità di adattamento del capitale naturale, assume quindi un ruolo centrale per fronteggiare queste sfide. A tradurre in pratica questo principio è la campagna Mosaico Verde con oltre 341mila piante messe a dimora, 336 ettari di territorio rigenerato e 243 progetti realizzati in 19 regioni. Un'azione capillare il cui beneficio economico e sociale è stimato in oltre 1,7 milioni di euro per ogni anno di vita degli impianti arborei e arbustivi messi a dimora.  Mosaico Verde è un progetto di rigenerazione ambientale che si applica a sistemi ecologici diversificati. Si spazia dalla messa a dimora di alberi in aree verdi urbane e boschive, a interventi a tutela di specie vegetali e animali a rischio, come nel progetto di salvaguardia dell'orso bruno marsicano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L'impegno si estende anche alla protezione degli habitat marini, con interventi che hanno permesso di recuperare oltre 5 quintali di reti fantasma a Santo Stefano al Mare (IM) e Polignano a Mare (BA), e con l’iniziativa per il ripristino della posidonia oceanica all’Isola del Giglio. Il terzo pilastro, la cooperazione, nasce dalla consapevolezza che la creazione di valore condiviso richieda la capacità di mettere in comune competenze, risorse e responsabilità. La Csr si configura così come uno spazio di raccordo tra aziende, enti locali e terzo settore, capace di superare la frammentazione e favorire percorsi partecipati che rafforzano progettualità già attive nei territori, creando le condizioni perché possano crescere, consolidarsi e accedere a nuove opportunità. È da questa idea di cooperazione strutturata che si sviluppa la campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso che, grazie al sostegno delle aziende partner e alla collaborazione con oltre 35 cooperative sociali, ha portato alla realizzazione di 59 ortofrutteti e alla messa a dimora di 4.960 piante. In tutti i progetti la tutela della biodiversità e la creazione di fonti di reddito alternative diventano il mezzo per sostenere l'inclusione sociale e lavorativa di donne e uomini in condizioni di svantaggio che vengono coinvolti in percorsi di formazione e reinserimento, pensati per restituire loro autonomia e fiducia. Tra questi, i detenuti del carcere di Sollicciano (FI), le detenute della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo e le persone accolte dalla Coop. Sociale La Nuova Arca e dalla Cooperativa Terra Felix di Caserta, impegnata quest’ultima in progetti di agricoltura sociale su terreni confiscati alla criminalità organizzata. "Analizzando l’evoluzione dei progetti che in questi anni abbiamo realizzato, emerge come la Csr sia cambiata nel tempo: da iniziative una tantum a un sistema di 'welfare generativo', in cui l'obiettivo non è più semplicemente 'restituire' qualcosa alla comunità, ma 'co-investire' nel suo futuro per rafforzare il tessuto sociale e rigenerare il capitale naturale - spiega Sandro Scollato, amministratore delegato di AzzeroCO2 - Parallelamente, l'investimento in Csr è diventato uno strumento chiave di coinvolgimento. Il volontariato aziendale, in particolare, rafforza l’engagement perché crea un legame diretto tra dipendenti, impresa e territorio, generando un impatto più profondo e strutturato. Quando le persone si sentono parte attiva del processo, infatti, sostengono con più forza le soluzioni adottate e contribuiscono a creare una cultura diffusa di solidarietà e tutela ambientale". E il futuro della Csr? Per provare a rispondere a questa domanda, in occasione del convegno si sono tenuti i 'Greendates': tavoli di lavoro pensati per favorire il confronto e creare sinergie operative tra le 25 aziende partecipanti. Un’opportunità concreta per condividere best practice replicabili, immaginare progetti comuni e dare avvio a nuove partnership. Dal confronto è emerso che il 68% delle imprese presenti ha investito in progetti di Csr da almeno 5 anni. Tra gli strumenti e le pratiche già adottate figurano bilanci di sostenibilità, certificazioni e politiche di diversity & inclusion. Si evidenzia anche un quadro chiaro delle priorità future: per l’87% delle aziende gli ambiti di investimento prioritario saranno l'ambiente, l'inclusione sociale e il welfare aziendale. "Il volto della Responsabilità Sociale d'Impresa sta cambiando e le campagne che portiamo avanti con AzzeroCO2 ne sono la prova concreta. Le direttrici di innovazione, rigenerazione e cooperazione che le guidano rappresentano la strada maestra per accelerare la transizione ecologica del nostro Paese. Abbiamo infatti compreso sul campo che le due giustizie, ambientale e sociale, sono inscindibili. Per questo, il nostro agire punta a investire sulla resilienza complessiva, riconoscendo nella salute degli ecosistemi e nella coesione delle comunità le fondamenta del nostro futuro", ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. "Il nostro ruolo non è portare soluzioni calate dall'alto - ha concluso Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - ma essere alleati dei territori. Questo significa affiancarli e costruire insieme risposte concrete che nascono dall'ascolto e sono modellate sulle esigenze specifiche di ogni contesto. È proprio questa vicinanza la chiave dell'efficacia di ogni progetto, perché garantisce che l'impatto generato metta radici profonde, agendo sulle cause e non solo sui sintomi, diventando così un vero atto di cura e di sviluppo". 
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Auto sempre più vecchie in Italia: bandiera nera per Calabria, Sicilia e Basilicata

(Adnkronos) - In Italia continuano ad aumentare gli anni delle auto in circolazione e con essi crescono anche i costi assicurativi.  Secondo un’analisi realizzata da Facile.it su oltre 12 milioni di preventivi Rc auto raccolti nell’ultimo anno, l’età media del parco circolante italiano ha ormai raggiunto i 12 anni e mezzo. 
L’invecchiamento delle vetture non incide soltanto su manutenzione e consumi, ma ha effetti diretti anche sul costo delle polizze assicurative. I dati evidenziano infatti come il premio medio Rc auto aumenti sensibilmente con il crescere dell’età del veicolo. Se per un’automobile di 10 anni il premio medio si attesta a 461 euro, il costo sale a 559 euro per una vettura di 12 anni e arriva a 575 euro per un’auto di 14 anni. In appena quattro anni, quindi, il premio assicurativo cresce del 25%. «Dal punto di vista assicurativo, bisogna inoltre mettere in conto che l’offerta di garanzie accessorie per le autovetture più vecchie è limitata» spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Alcune coperture, ad esempio quella che tutela da furto e incendio, tendono ad essere meno efficaci all’avanzare dell’età del veicolo, mentre altre, come quelle contro gli eventi naturali o gli atti vandalici, difficilmente vengono offerte dalle compagnie assicurative se la vettura ha troppi anni sulle spalle». L’invecchiamento di una vettura è legata all’aumento delle richieste di assistenza stradale, ad aprile 2026 ben il 56% degli automobilisti che hanno scelto una garanzia accessoria insieme alla Rc auto ha optato proprio per la copertura dedicata all’assistenza stradale. Nel 2024 la percentuale era pari al 39%. Le auto più vecchie d’Italia circolano in Calabria e Sicilia, dove l’età media delle vetture ha raggiunto i 14 anni e 4 mesi, quasi due anni in più rispetto alla media nazionale. Seguono Basilicata con 14 anni e 2 mesi e, a pari merito, Puglia e Sardegna con 14 anni. La regione con il parco auto più giovane risulta invece la Toscana, dove l’età media delle vetture è pari a 11 anni e 5 mesi. Seguono il Lazio e la Lombardia con una media di 11 anni e 11 mesi, mentre l’Emilia-Romagna si attesta a 12 anni e 4 mesi. 
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'Tucci in Italy' su Disney+, la storia dei maccheroncini di Campofilone Igp arriva al pubblico internazionale

(Adnkronos) - Da ieri sera è disponibile su Disney+ l’intera serie Tucci in Italy, il nuovo viaggio gastronomico e culturale firmato da Stanley Tucci attraverso le eccellenze italiane. Tra le storie protagoniste della puntata dedicata alle Marche c’è anche quella della famiglia Spinosi e dei celebri Maccheroncini di Campofilone Igp, simbolo di una tradizione artigianale che da generazioni rappresenta uno dei patrimoni gastronomici più autentici del territorio marchigiano. La serie racconta il legame profondo tra cultura, persone e cibo, portando sullo schermo il lavoro quotidiano, la manualità e la storia che si tramandano attorno alla pasta all’uovo di Campofilone. Un riconoscimento importante per un prodotto che negli anni è diventato ambasciatore delle Marche in Italia e nel mondo. “Essere stati scelti per raccontare la nostra storia in una produzione internazionale come ‘Tucci in Italy’ rappresenta per noi un grande orgoglio”, dichiara la famiglia Spinosi. “E' il riconoscimento del valore della tradizione, del lavoro artigianale e dell’identità di un territorio unico come quello delle Marche.” La presenza nella serie offre inoltre una straordinaria occasione di visibilità internazionale per i Maccheroncini di Campofilone IGP e per tutta la cultura gastronomica marchigiana, contribuendo a far conoscere a un pubblico globale una delle eccellenze più iconiche della pasta italiana. La puntata è disponibile da oggi su Disney+ all’interno della serie Tucci in Italy. 
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Ferrari Amalfi, la GT V8 che riporta il piacere di guida al centro

(Adnkronos) - Quando si parla della Ferrari Amalfi, la berlinetta V8 2+ per eccellenza, le parole non bastano mai. Questa supercar raccogliere in pieno l’eredità della Ferrari Roma reinterpretando il concetto di Granturismo contemporanea, diventanto più tecnologica, più affilata ma soprattutto piu'tecnica. Particolare il suo lungo cofano, le sue superfici pulite e il posteriore sempre molto compatto che restituiscono una presenza ancora più muscolare pur mantenendo un'eleganza da granturismo italiana. Molto apprezzato e caratterizzante è il nuovo colore Verde Costiera che enfatizza ulteriormente il lavoro fatto sulle superfici e sui nuovi volumi.   Appena si preme il nuovo tasto di accensione in alluminio sul volante la Ferrari Amalfi chiarisce immediatamente la propria identità. 
Il
V8 biturbo da 3,9 litri della famiglia F154 resta uno dei motori più riusciti dell’automotive contemporaneo e qui il propulsore evolve ulteriormente capace di sprigionare ben 640 CV e 760 Nm di coppia. La risposta all’acceleratore è resa ancora più immediata grazie alla nuova gestione dei turbocompressori e alla centralina derivata da Ferrari 296 GTB, Ferrari Purosangue e Ferrari 12Cilindri. Su strada il risultato si percepisce subito. La spinta è violentissima quando si supera la metà corsa dell’acceleratore, ma ciò che colpisce davvero è la progressione continua del motore. Non c’è il classico effetto “
on-off”
di molti turbo ad alte prestazioni, Amalfi costruisce la sua potenza con una linearità quasi aspirata, accompagnata inoltre da un sound più pieno e metallico rispetto alla Roma. I numeri parlano chiaro e dicono che sono la parte cruciale di un'esperienza unica: 0-100 km/h in 3,3 secondi, 0-200 in 9 secondi e 320 km/h di velocità massima. Lo sterzo rimane rapidissimo, come da tradizione Maranello, e nei tratti misti la sensazione di leggerezza dinamica che si prova è veramente unica. Lo spoiler posteriore attivo, completamente integrato nella carrozzeria, entra in funzione automaticamente in base alle condizioni di guida e genera fino a 110 kg di carico aggiuntivo a 250 km/h. Molto riuscito infine anche il compromesso tra sportività e comfort, la configurazione 2+ dispone di un bagagliaio da 273 litri capace di ospitare comodamente due discrete borse da viaggio. 
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MG rinnova la famiglia MG4

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MG Motor amplia e ridefinisce la propria strategia elettrica con il debutto della nuova famiglia MG4 EV e dell’inedita MG4 Urban.
 La nuova MG4 EV mantiene l’impostazione sportiva e tecnologica che ne ha decretato il successo, ma introduce un importante aggiornamento su interni, connettività e sicurezza. L’abitacolo viene completamente ridisegnato secondo il nuovo family feeling del marchio e integra il sistema “
Smart Cabin 2.0”
, con touchscreen centrale HD da 12,8 pollici e quadro strumenti digitale da 10,25 pollici. Sul fronte sicurezza debutta la suite MG Pilot 3.0 con 14 sistemi ADAS di nuova generazione. La nuova MG4 EV concentra invece l’offerta sulle batterie più capienti da 64 e 77 kWh, con un posizionamento più orientato verso clienti alla ricerca di maggiore sportività.  Diversa la filosofia della nuova MG4 Urban. Qui il progetto nasce completamente da zero con l’obiettivo di creare una compatta elettrica estremamente efficiente e spaziosa. Sul piano tecnico che MG4 Urban dispone di una batteria con architettura CTB (Cell-to-Body) e un nuovo motore elettrico “6-in-1” che integra motore, caricatore, centraline, riduttore e convertitore DC-DC in un unico modulo compatto. Un lavoro accompagnato da un’ampia ottimizzazione aerodinamica e meccanica che porta il coefficiente aerodinamico a 0,263 e un’efficienza dichiarata di 7,88 km/kWh.
 La gamma MG4 Urban sarà disponibile con batterie LFP da 43 e 54 kWh. La versione d’ingresso promette fino a 325 km di autonomia WLTP combinata e 478 km in ciclo urbano, mentre la variante da 54 kWh arriva fino a 416 km WLTP e oltre 600 km in ambito cittadino. Ampio il suo bagagliaio che offe una capacità di 577 litri che sale a 1.364 litri abbattendo i sedili posteriori 
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Lotus Emeya, pura adrenalina elettrica

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Lotus con la sua super sportiva elettrica Emeya rappresenta la visione contemporanea del marchio britannico dove spiccano le alte prestazioni e una tecnologia super avanzata. La Lotus Emeya è presente sul mercato italiano con due versioni di potenza: la Emeya 600 GT che dispone di un doppio motore da 450 kW (612 CV), 4WD, pacco batterie da 102 kWh; la Emeya 600 GT SE e la Emeya 600 SPORT SE mentre ancora piu' potente troviamo la Emeya 900 SPORT con doppio motore da 675 kW (918 CV) e un cambio a 2 marce e la versione speciale Emeya 900 SPORT CARBON con pacchetto esterno in carbonio.  La sensazione dominante è la progressività con cui la potenza viene gestita. L’erogazione è brutale quando richiesto, ma mai realmente incontrollabile. Il lavoro fatto sull’elettronica e sul telaio permette alla Emeya di scaricare a terra la coppia in modo sorprendentemente efficace, limitando quella sensazione artificiale presente su molte granturismo elettriche ad altissima potenza. Lo sterzo rimane diretto e rapido anche nei tratti piu' stretti e nonostante le dimensioni importanti, la vettura trasmette una sensazione di compattezza superiore rispetto a quanto ci si aspetterebbe osservandola da ferma. Da segnalare il grande lavoro delle sospensioni pneumatiche attive e del torque vectoring che riescono a contenere rollio e inerzie in modo molto efficace.  Il risultato è un SUV elettrico capace di coniugare comfort e dinamismo con una guida sorprendentemente sportiva. 
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Newtron porta il retrofit elettrico nel mondo Vespa

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Newtron Group porta il retrofit elettrico nel cuore della mobilità urbana italiana con un progetto dedicato alla conversione delle Vespa termiche in scooter 100% elettrici. Il progetto si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la mobilità urbana sostenibile e propone un approccio alternativo all’acquisto di un nuovo veicolo elettrico. L’obiettivo è estendere il ciclo di vita degli scooter già presenti sul mercato attraverso tecnologie avanzate e processi industriali certificati. “Con Vespa Newtron, sostiene Nicola Venuto, Founder e CEO di Newtron,
vogliamo dimostrare che la transizione elettrica può passare anche dal riuso intelligente. Non si tratta solo di tecnologia, ma di cultura industriale: preservare ciò che esiste, migliorandolo”.  Dal punto di vista tecnico, il kit Newtron sostituisce integralmente il motore endotermico con un sistema elettrico composto da motopropulsore, batterie agli ioni di litio, inverter, centralina elettronica e sistemi di gestione e protezione. La configurazione delle batterie da 48 Volt e 100 Ah consente un’autonomia dichiarata di circa 120 km, con tempi di ricarica di circa quattro ore. Le configurazioni disponibili arrivano fino a 11 kW e 14 kW, con velocità autolimitata tra 90 e 110 km/h.
 
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Nuova Alfa Romeo Junior: più tecnologia di serie

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Alfa Romeo aggiorna la gamma Junior introducendo una serie di contenuti tecnologici che diventano ora disponibili di serie sulle versioni centrali della lineup. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente il posizionamento del B-SUV del Biscione, puntando su comfort, assistenza alla guida e connettività senza obbligare il cliente a ricorrere ai pacchetti optional. Le novità riguardano in particolare gli allestimenti Sprint e Ti, che ora integrano una dotazione più ricca e completa. Sulle varianti ibride debutta di serie il volante in pelle con palette del cambio integrate, soluzione che accentua il carattere sportivo della vettura e migliora l’interazione con la trasmissione automatica. Tra gli aggiornamenti più importanti figurano anche l’Adaptive Cruise Control, il sistema Keyless Entry e la ricarica wireless per smartphone, elementi ormai sempre più richiesti nel segmento premium compatto.  
Alfa Romeo introduce inoltre la retrocamera a 180 gradi, i sensori di parcheggio a 360 gradi e il monitoraggio dell’angolo cieco, tecnologie che migliorano sicurezza e praticità nella guida urbana e nei lunghi trasferimenti. Completano il pacchetto gli specchi retrovisori ripiegabili elettricamente e riscaldabili, soluzione utile soprattutto nella stagione invernale e nelle manovre in spazi ridotti. L’allestimento Ti mantiene i propri elementi estetici distintivi, tra cui il body kit nero lucido e l’illuminazione ambientale interna, dettagli che contribuiscono a creare una maggiore differenziazione rispetto alla versione Sprint e a rafforzare il posizionamento più ricercato della variante superiore. Novità anche per la serie speciale collegata alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Con la conclusione dell’evento, Alfa Romeo cambia denominazione alla versione dedicata, che diventa ora Sport Speciale. Una scelta che richiama direttamente il patrimonio sportivo del marchio e la tradizione storica del Biscione.  
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MINI alza l’asticella della sicurezza

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MINI rafforza ulteriormente il proprio approccio alla sicurezza portando su tutta la gamma un insieme di tecnologie dedicate alla protezione attiva e passiva degli occupanti. I risultati ottenuti nei test Euro NCAP, con numerosi modelli valutati con il massimo punteggio, confermano una strategia sempre più orientata alla prevenzione degli incidenti e alla tutela di guidatore e passeggeri.  La nuova filosofia del marchio punta su un ecosistema integrato di sensori, radar e telecamere capace di monitorare costantemente l’ambiente circostante. Le attuali MINI possono contare fino a dodici sensori a ultrasuoni, cinque telecamere e cinque radar che lavorano insieme per supportare il conducente nelle situazioni più delicate della guida quotidiana. Tra i sistemi presenti di serie figurano il mantenimento attivo della corsia, l’avviso di collisione frontale con frenata automatica, il riconoscimento dei limiti di velocità e il cruise control con funzione freno. A questi si aggiungono tecnologie dedicate alla sicurezza laterale e posteriore, come il monitoraggio dell’angolo cieco, l’avviso di traffico trasversale in retromarcia e la protezione durante l’apertura delle portiere in presenza di veicoli o ciclisti in arrivo.  Uno degli aspetti più evoluti introdotti da MINI riguarda il sistema Pre-Crash, progettato per preparare il veicolo prima di un possibile impatto. Analizzando dinamica di guida, posizione del veicolo e dati provenienti dai sensori, il sistema può intervenire chiudendo automaticamente finestrini e tetto apribile oppure predisponendo i sedili per ridurre le conseguenze di una collisione. Sulle MINI Cooper, MINI Aceman e MINI Countryman è inoltre disponibile il pacchetto Driving Assistant Plus, che introduce funzioni di guida parzialmente automatizzata come il mantenimento della distanza di sicurezza, il controllo attivo della corsia e la gestione automatica della velocità in base ai limiti rilevati. La MINI Countryman può spingersi ancora oltre grazie al Driving Assistant Professional, che integra assistenza al cambio corsia, guida evoluta in autostrada e riconoscimento dei semafori nel traffico urbano. Un pacchetto che punta ad alleggerire il lavoro del conducente senza rinunciare al controllo diretto della vettura. 
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