Parità di genere e leadership: la dispersione del talento femminile nel mercato italiano
(Adnkronos) - L'evoluzione del mercato del lavoro italiano presenta oggi un quadro a due velocità. Se da un lato l’ingresso delle nuove generazioni avviene in un contesto di apparente equilibrio, i dati dell’Economic Graph di LinkedIn rivelano che il divario di genere tende ad accumularsi e ad accentuarsi man mano che si risale la scala gerarchica.
In Italia, le donne rappresentano il 48% della forza lavoro totale, una quota che segnala una crescita costante rispetto al 45% del 2015. Tuttavia, questa prossimità alla parità numerica svanisce nei ruoli di vertice: solo il 31% delle posizioni di top leadership è occupato da donne, dato che scende ulteriormente al 27% se si considerano esclusivamente i ruoli C-Suite. Il fenomeno, spesso descritto come "tubo che perde" (leaky pipeline), mostra una dispersione sistematica lungo il percorso professionale. In Italia, la rappresentanza femminile passa dal 51% dei livelli entry-level al 36% del primo livello manageriale. Olga Farreras Casado, Career Expert di LinkedIn Italia, sottolinea la natura progressiva di questa disuguaglianza: “il gender gap non nasce all’improvviso, ma si accumula nel tempo. Se guardiamo alle transizioni verso ruoli più senior, in Italia il divario cresce con il numero di anni di esperienza professionale: dal 5% per la Gen Z, al 9% per Millennials e Gen X, fino al 18% per i Baby Boomer”. Le interruzioni di carriera, legate principalmente alla genitorialità, rimangono un fattore determinante: a livello globale, il 34% delle donne indica la cura della famiglia come motivo di pausa lavorativa, a fronte di un esiguo 7% tra gli uomini. L'ascesa della GenAI introduce un'ulteriore variabile critica. Secondo l’analisi condotta in collaborazione con il World Economic Forum, esiste un netto squilibrio nell'acquisizione di competenze chiave. In media, gli uomini hanno il doppio delle probabilità di dichiarare skill di AI Engineering rispetto alle donne. In Italia, la quota femminile in questo settore si attesta al 35%, sebbene i dati dedotti dai profili suggeriscano una presenza latente superiore (45%). Il rischio reale risiede nella natura dei ruoli occupati: le donne sono più esposte a mansioni soggette ad automazione (38% contro il 31% degli uomini), mentre i colleghi maschili riescono più frequentemente a transitare verso ruoli "augmented", dove l'IA potenzia la produttività e favorisce l'upskilling. Questa dinamica suggerisce che gli uomini stiano trasformando la disruption tecnologica in una leva per accelerare la carriera, mentre le donne rischiano di rimanere in traiettorie professionali più vulnerabili. Per evitare che l'innovazione cristallizzi disuguaglianze preesistenti, diventa strategico allineare la governance dell'IA e i processi di selezione a obiettivi concreti di equità. Non si tratta solo di una questione di rappresentanza, ma di una necessità economica: garantire che il talento femminile acceda ai livelli decisionali è fondamentale per definire strategie tecnologiche inclusive e resilienti.
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AI Salon Bologna, la sostenibilità entra nell'architettura AI
(Adnkronos) - Il dibattito globale sulla sostenibilità dell'intelligenza artificiale ha finora privilegiato l'analisi dell'impatto infrastrutturale, concentrandosi prevalentemente sui consumi energetici dei data center e sulle relative emissioni di gas serra. Tuttavia, durante la seconda tappa dell'AI Salon di Bologna, svoltasi il 4 marzo presso il CTE COBO, è emersa una prospettiva tecnologicamente più avanzata: la possibilità di progettare architetture capaci di valutare il proprio costo computazionale preventivamente. Il focus si sposta quindi dall'analisi dei consumi a posteriori verso una responsabilità integrata direttamente nel codice e nelle decisioni operative delle macchine. Uno degli aspetti tecnici più rilevanti emersi durante l'evento riguarda lo sviluppo di sistemi di orchestrazione in grado di ragionare sul proprio impatto economico e ambientale in tempo reale. Francesco Lumpp, PhD e Platform&FinOps Engineer di Krateo PlatformOps, ha illustrato questa evoluzione ingegneristica spiegando come sia stato sviluppato un layer di governance specifico per rendere tali variabili visibili e governabili prima dell'azione. Secondo Lumpp: “con Krateo abbiamo lavorato per costruire un layer di governance che renda questi costi visibili e governabili in tempo reale, con l’obiettivo di fare in modo che il sistema stesso ne sia consapevole prima di agire, non dopo. È un cambio di paradigma nel modo di pensare l'infrastruttura: non un rendiconto a posteriori, ma una responsabilità progettata dentro l'architettura”. L'iniziativa, supportata da IFAB (International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development), ha messo in rete il mondo della ricerca accademica e quello dell'impresa, consolidando il ruolo di Bologna come polo d'eccellenza per l'AI responsabile. La community di AI Salon, con oltre 40 sedi nel mondo, punta proprio a connettere sviluppatori e investitori attorno a soluzioni che non siano solo performanti, ma anche sostenibili per design. In questo contesto, l'applicazione della metodologia FinOps all'intelligenza artificiale diventa uno strumento indispensabile per garantire che la crescita tecnologica sia compatibile con i limiti ambientali, trasformando l'efficienza algoritmica in una metrica di valore primario per le organizzazioni moderne.
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Il piano da 5 miliardi per il rilancio della SS 106 "Jonica"
(Adnkronos) - Il potenziamento della dorsale ionica si conferma l'asse portante della strategia infrastrutturale per il Mezzogiorno, con un piano di ammodernamento che in Calabria si estende per circa 415 chilometri. Al centro della recente verifica tecnica effettuata a Palizzi Marina (RC), la Variante all'abitato rappresenta un nodo cruciale: un intervento da 108 milioni di euro per 3,5 chilometri di tracciato, essenziale per garantire la continuità a quattro corsie dell'arteria. L'opera, la cui chiusura è prevista per il 2027, si inserisce in un quadro di investimenti complessivi che ha già mobilitato 5 miliardi di euro, segnando un passaggio fondamentale dalla fase di programmazione a quella di esecuzione record. Sotto il profilo tecnologico, il cantiere della "Jonica" non rappresenta solo un avanzamento fisico, ma un laboratorio per nuovi standard di sicurezza e gestione. L'approccio di ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali) punta infatti su una vigilanza orientata alla mitigazione del rischio attraverso la trasparenza dei dati tecnici e l'innovazione digitale. Come dichiarato da Domenico Capomolla, Direttore di ANSFISA: “Oggi la sfida è l'innovazione: la digitalizzazione e la trasparenza dei dati tecnici sono gli strumenti che ci permettono di prevenire le criticità, trasformando i cantieri in infrastrutture moderne, sicure e davvero resilienti per il territorio”. Questo metodo permette di monitorare l'opera in tempo reale, assicurando che ogni nuovo tratto risponda a criteri omogenei di resilienza. Parallelamente al cantiere di Palizzi, i dati forniti da ANAS confermano il rapido avanzamento del Terzo Megalotto tra Roseto Capo Spulico e Sibari, giunto all'80% della realizzazione con una prima apertura parziale programmata per aprile 2026. L'integrazione di questi lotti con le scelte strategiche per l'aeroporto di Reggio Calabria e il potenziamento della logistica regionale sono considerati pilastri vitali per la crescita del territorio. Secondo il Sottosegretario Alessandro Morelli, “gli investimenti infrastrutturali sono pilastri vitali per la Calabria, come testimoniano i 5 miliardi di euro già messi in campo”, confermando un'unità d'intenti volta a garantire collegamenti rapidi e sicuri su una direttrice storicamente attesa. La visione d'insieme, che include i futuri lotti tra Sibari, Rossano, Crotone e Catanzaro, punta a trasformare la SS 106 in un'infrastruttura moderna capace di sostenere lo sviluppo economico dell'intera regione.
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VisitMalta Italia lancia 'Explore The Unexplored', nuovo progetto multimedia
(Adnkronos) - Malta, Gozo e Comino si raccontano attraverso una prospettiva più intima. Nasce 'Explore The Unexplored', il progetto multimedia ideato e sviluppato da VisitMalta Italia come spin-off strategico della campagna internazionale 'Explore More...', con l’obiettivo di offrire una narrazione più profonda e articolata dell’arcipelago sul mercato italiano. Il progetto, presentato in una conferenza stampa ospitata presso Libreria Spazio 7, a Roma, prende forma da un lavoro di brainstorming interno al team Italia di VisitMalta, in stretta sinergia con la sede centrale, e rappresenta un’evoluzione consapevole della comunicazione: uno strumento pensato per avvicinarsi in modo ancora più concreto alle esigenze del target italiano, valorizzando i cambiamenti e l’evoluzione del prodotto turistico maltese, offrendo spunti insoliti per visitare l’arcipelago. Malta si propone come destinazione multi-target e multi-experience, capace di parlare contemporaneamente a un pubblico multigenerazionale, nuclei familiari, coppie, gruppi di amici, viaggiatori business e repeater. 'Explore The Unexplored' stabilisce alcuni elementi centrali del prodotto turistico maltese: la fruibilità tutto l’anno di aspetti iconici insieme a realtà meno conosciute e la capacità di offrire esperienze differenti e complementari nello stesso viaggio. Il cuore del progetto è rappresentato da cinque pilastri narrativi, ciascuno identificato da un colore e da un elemento iconico, che interpretano le diverse anime dell’arcipelago: 'Unseen Heritage' approfondisce il patrimonio storico e culturale da una prospettiva meno convenzionale, mettendo in dialogo memoria collettiva, architetture, comunità locali e storie meno raccontate; 'Unexpected Vibes' esplora l’anima contemporanea e festosa delle isole (eventi, tradizioni popolari, creatività, atmosfere urbane e quel senso di allegria condivisa che caratterizza la vita maltese); 'Unforeseen Energy' valorizza il rapporto con la natura e il benessere, tra paesaggi costieri, trekking urbani, attività outdoor e nuove forme di equilibrio tra corpo e mente; 'Undiscovered Flavours' racconta il legame tra prodotti del passato e nuovi gusti (produzioni locali, aziende vitivinicole, cooking lab, tradizioni contadine e reinterpretazioni contemporanee); 'Unbelievable Escapes' interpreta Malta come luogo di evasione e trasformazione, tra design urbano, piazze rigenerate, lifestyle mediterraneo e servizi che accompagnano l’evoluzione dell’esperienza di viaggio. Nel corso dell’evento, VisitMalta Italia ha presentato la struttura narrativa, visiva e operativa di 'Explore The Unexplored'. Fulcro dell’iniziativa è un booklet, disponibile anche in formato digitale, articolato in cinque sezioni. Ogni capitolo si apre con i 'must see' e 'must do' e approfondisce poi esperienze meno note, offrendo una lettura emozionale e trasversale del territorio. Le immagini dialogano tra loro, creando un racconto visivo che affianca architetture, paesaggi, comunità, tradizioni ed esperienze contemporanee, ma soprattutto concreti spunti di viaggio. 'Explore The Unexplored' non è solo un progetto editoriale, ma un vero e proprio strumento operativo per il mercato la cui strategia si sviluppa su tre direttrici. La prima, Consumer: insieme al booklet, si esprime con contenuti digitali, social, podcast, video-podcast e il coinvolgimento di nove microinfluencer che diventeranno Malta Explorers; i social rappresentano la democratizzazione del racconto e la possibilità di interagire con le community di riferimento; Podcast e video-podcast vedranno il team di VisitMalta Italia protagonista di un racconto diretto e attuale dell’arcipelago, offrendo contenuti utili sia al consumatore finale sia agli operatori del settore. La seconda, Trade: il progetto, oltre ad offrire strumenti validi di approfondimento e formazione per agenti di viaggio e per i propri clienti, prevede il coinvolgimento del trade con tre fam trip tematici nel 2026 (Unforeseen Energy ad aprile, Unseen Heritage a settembre, Unexpected Vibes a dicembre). La terza, Mice: spunti progettuali per costruire eventi in linea con idee innovative ed un forte legame con il territorio. A supportare il lato interattivo del progetto, l’ideazione del Creators Award, aperto a tutti i content creator che pubblicheranno su Instagram e TikTok contenuti di viaggio, in linea con il concept creativo, utilizzando l’hashtag #MaltaUnexplored. L’iniziativa accompagnerà tutto il 2026 e si concluderà con una cerimonia finale che annuncerà il vincitore. Come sottolinea Ester Tamasi, direttore Italia di Malta Tourism Authority - VisitMalta, “Malta non si visita, si attraversa nel tempo, seguendo le stagioni della propria vita, grazie alle emozioni che è in grado di raccontare". "L’obiettivo - spiega - è far percepire in modo sempre più diretto ciò che di insolito e inesplorato si può vivere nella destinazione, invitando a considerarla tutto l’anno come luogo fortemente emotivo, capace di rispecchiare esigenze e desideri diversi, creando aggregazione e nuovi stimoli. Una visione attuale, consapevole e attiva del viaggio”. 'Explore The Unexplored' è un invito a guardare Malta, Gozo e Comino da una prospettiva più profonda e consapevole. Una chiave di lettura che valorizza l’equilibrio tra memoria e visione, tradizione e innovazione, in un Paese che in appena 316 kmq custodisce oltre 8.000 anni di storia e dialoga oggi con il presente attraverso design, creatività e nuove architetture in linea col pensiero del Team VisitMalta Italia: “Ogni luogo di Malta e Gozo custodisce più di ciò che mostra: basta fermarsi, cambiare ritmo e lasciarsi guidare dalle sue storie”. E Malta continua a registrare risultati solidi sul mercato turistico, con 583.323 visitatori italiani su un totale di 4.022.310 arrivi e un market share del 14,5%. Numeri importanti che rendono necessario attivare nuove leve narrative per raccontare un arcipelago in continua crescita e trasformazione, preservando l’anima delle isole.
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Yamaha WR125R arriva nelle concessionarie
(Adnkronos) - La nuova Yamaha WR125R è una moto pensata per avvicinare i più giovani al mondo delle due ruote ma capace di convincere anche motociclisti più esperti alla ricerca di un mezzo leggero, versatile e divertente da guidare. La piccola cross stradale di Yamaha si propone come una soluzione ideale per chi muove i primi passi nel mondo delle moto. Grazie a un’impostazione intuitiva e a una grande maneggevolezza, la WR125R garantisce praticità nell’utilizzo urbano e allo stesso tempo offre il piacere di guida tipico delle moto dual-sport nei percorsi extraurbani.
Accessibile già a partire dai 16 anni con patente A1 – oppure dai 18 con patente B – la WR125R si rivolge direttamente alla nuova generazione di motociclisti. Il motore monocilindrico da 125 cc integra la tecnologia Variable Valve Actuation (VVA), progettata per ottimizzare la resa del propulsore lungo tutto l’arco di utilizzo. Versatilità, facilità di guida e spirito avventuroso rendono quindi la WR125R una proposta capace di conquistare un pubblico trasversale, dai neofiti agli appassionati più esperti.
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MERCEDES-BENZ lancia la nuova CLA Hybrid
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Mercedes-Benz amplia la nuova famiglia CLA introducendo la versione hybrid a 48 volt, che si affianca alla variante 100% elettrica e segna un passaggio strategico nella gamma della Stella. L’ibrido benzina di nuova generazione è progettato per offrire consumi, prestazioni e costi di gestione paragonabili ai tradizionali Diesel del marchio in questo segmento. Al centro della nuova proposta tecnologica c’è un inedito motore quattro cilindri turbo da 1,5 litri, completamente elettrificato, abbinato a una trasmissione a doppia frizione a otto rapporti con motore elettrico integrato e a una batteria agli ioni di litio da 1,3 kWh alimentata da un sistema a 48 volt. Il sistema consente alla CLA di viaggiare per brevi tratti in modalità completamente elettrica in città, di “veleggiare” fino a circa 100 km/h e di recuperare energia in tutte le marce con una potenza di rigenerazione fino a 25 kW. Sul fronte tecnologico, la nuova CLA introduce il sistema operativo proprietario MB.OS, che insieme alla quarta generazione del sistema di infotainment MBUX integra l’intelligenza artificiale sviluppata con Microsoft e Google. Grazie alla connessione con la Mercedes-Benz Intelligent Cloud, il veicolo può ricevere aggiornamenti software over-the-air. L’esperienza digitale è ulteriormente arricchita dall’MBUX Superscreen opzionale, che si estende su tutta la larghezza dell’abitacolo integrando il display del guidatore da 10,25 pollici, lo schermo centrale da 14 pollici e un ulteriore display da 14 pollici per il passeggero anteriore. Tra le dotazioni di sicurezza e assistenza alla guida debutta la piattaforma MB.DRIVE, che include di serie il Distance Assist DISTRONIC, mentre il pacchetto MB.DRIVE Assist integra funzioni avanzate come l’assistenza alla sterzata e il cambio di corsia assistito
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CUPRA BORN si rinnova con più autonomia e tecnologia
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CUPRA rinnova la sua offensiva nel segmento delle compatte elettriche con la nuova generazione di CUPRA Born, evoluzione della prima vettura 100% elettrica del marchio. Il modello si presenta con un design più audace, interni rivisitati e tecnologie di nuova generazione, confermando l’approccio non convenzionale del brand spagnolo. Tra le principali novità spicca il rinnovamento del linguaggio stilistico. Il frontale adotta il caratteristico “muso di squalo” e una nuova firma luminosa con fari Matrix LED triangolari, mentre al posteriore debutta il logo CUPRA tridimensionale illuminato integrato nel gruppo ottico. Anche la gamma colori si amplia con la nuova tinta Timanfaya Grey, affiancata da cinque ulteriori tonalità. All’interno l’abitacolo evolve con un’impostazione ancora più driver-centric, materiali sostenibili e una digitalizzazione più avanzata. Il sistema di infotainment cresce fino a 12,9 pollici con un nuovo sistema operativo basato su Android, affiancato da un Virtual Cockpit da 10,25 pollici e da un head-up display con realtà aumentata. Sul piano tecnico la gamma prevede tre configurazioni motore-batteria:
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Un milione di italiani con glaucoma ma 1 su 2 non lo sa, controlli gratis in 80 città
(Adnkronos) - “Prima che la luce si spenga, ferma il glaucoma”. È questo il claim che la Fondazione Iapb Italia Ets - Sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – ha scelto per la 'Settimana mondiale del glaucoma' che si celebra tra l’8 e il 14 marzo. In Italia si stima colpisca un milione di persone ma almeno la metà non sa di avere la malattia. L’obiettivo della settimana, istituita nel 2008 da World Glaucoma Association e World Glaucoma Patient Association , è quello di sensibilizzare cittadini e opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce per questa patologia che costituisce una delle principali cause di cecità irreversibile. Per questo Iapb Italia Ets e Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti (Uici) Ets-Aps organizzano e promuovono in circa 80 città italiane (elenco su www.settimanaglaucoma.it) controlli oculistici gratuiti e attività divulgative, utili a sensibilizzare la popolazione sui gravi rischi che gravano sulla vista a causa della malattia. Anche in questa settimana, come durante tutto l’anno, Iapb Italia offre un servizio gratuito di consultazione oculistica telefonica al numero verde 800-068506, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13. Il glaucoma è un insieme di malattie caratterizzate dal danno progressivo del nervo ottico, la struttura che trasmette le informazioni visive dall’occhio al cervello. Quando questo danno si verifica, la perdita visiva è irreversibile. Il principale fattore di rischio è l’aumento della pressione intraoculare, ma si tratta di una patologia complessa e multifattoriale: può svilupparsi anche con pressioni apparentemente normali e dipende da fattori genetici, vascolari e dall’età. La sua pericolosità sta soprattutto nel fatto che nella maggior parte dei casi non dà sintomi nelle fasi iniziali e la perdita visiva, nella maggior parte dei casi, interessa inizialmente la periferia del campo visivo, che il paziente non percepisce. I disturbi compaiono spesso solo quando la malattia è già avanzata. "Il glaucoma - spiega Mario Barbuto, presidente della Fondazione Iapb Italia e Uici- è una malattia silenziosa, perché nelle prime fasi è asintomatica e insidiosa poiché la vista persa non può più essere recuperata. Pertanto, non va aspettata ma anticipata con visite oculistiche regolari. Per questo portiamo la prevenzione nelle piazze, tra la gente, coinvolgiamo mass media e comunicazione sociale per rendere i cittadini agenti attivi della propria salute, affinché nessuno possa perdere la vista per cause evitabili. Quest’anno grazie al sostegno dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti riusciamo a garantire una maggiore incisività alle iniziative e a coinvolgere un maggior numero di stakeholder, con l’unico obiettivo di tutelare realmente il bene prezioso della vista". Il glaucoma "è un ladro silente. Quando arriva, spesso non lascia scampo. Ti cambia la vita. Ma la vita vale la pena di essere vissuta: Il sole non lo vedo, ma lo sento. Il mare non lo vedo più, ma ne ascolto il suono. Ogni onda ha una frequenza diversa. Tutto ciò che prima era scontato perché lo vedevi, oggi lo percepisci con altri sensi: odori, suoni, consistenze. È una questione di testa", testimonia Giovanna che ha dovuto affrontare la malattia. "Ho sofferto di miopia fin dalle scuole elementari. La mia vista non è mai stata perfetta, non ho mai raggiunto i 10/10, ma ero una donna indipendente: guidavo, lavoravo, facevo tutto". Ma "quando avevo 45 anni, ho iniziato ad accorgermi di una nebbia davanti agli occhi. La vista peggiorava al punto da non permettermi più di guidare in sicurezza. Una sera non so nemmeno come sono arrivata a un passaggio a livello: vedevo solo nebbia. Ho acceso le quattro frecce, sono scesa dall’auto e ho iniziato a chiedere aiuto. Non vedevo più nulla". "La diagnosi è stata immediata: glaucoma acuto, pressione oculare a 50, con segni emorragici a carico del nervo ottico. Mi hanno operata tre volte. È stato durissimo". Quando una persona perde la vista, continua, "è come se perdesse anche le gambe. Perdi l’indipendenza. Puoi riacquistare spazi di autonomia, ma è un percorso soggettivo e difficilissimo, soprattutto se non hai sostegno. Io ho sempre amato profondamente la mia vita. Quando il glaucoma mi ha colpita mi sono detta: 'Hai voluto sfidarmi? Io non mi fermo'", aggiunge Giovanna."Non è semplice perdere la vista. Ma se impariamo a valorizzare ciò che resta, possiamo trasformare il dolore in evoluzione.Oggi la mia missione è la prevenzione. Non voglio che accada ad altri ciò che è accaduto a me. Non tutti hanno la stessa forza. Durante una campagna di screening, una donna misurò quasi per caso la pressione oculare: era altissima. L’abbiamo intercettata in tempo. Oggi è in terapia. Abbiamo salvato una persona".
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Fondazione Lgh, innovation workshop ascolto confronto e nuove direttrici per innovazione territoriale
(Adnkronos) - Si è svolto oggi nella sede di Ca’ Del Bosco a Erbusco nel Bresciano, l’innovation workshop promosso da Fondazione LGH in collaborazione con Teha - The European House Ambrosetti. Un appuntamento cruciale nel percorso di dialogo che la Fondazione porta avanti nei territori in cui opera. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia degli interventi a favore di innovazione e sviluppo sostenibile nel Sud della Lombardia. Fondazione Lgh – nata nel 2021 con la missione di stimolare, promuovere e sostenere l’innovazione generatrice di impatti ambientali, economici e sociali positivi – intende ora avviare una riflessione strutturata sulle proprie priorità di finanziamento, così da renderle sempre più aderenti ai bisogni dei territori, alle vocazioni locali e alle filiere produttive di riferimento. Fino a oggi, la Fondazione ha finanziato 24 progetti scientifici e ha avuto un impatto significativo anche nei settori culturale e sociale, come dimostrano le 87 iniziative supportate. Nell’anno 2025 il valore complessivo delle ricadute sui territori di riferimento ammonta a circa 1.049.000 di euro. “Ascoltare il territorio - ha sottolineato Giorgio Bontempi, presidente Fondazione Lgh - significa prestare attenzione alle sue caratteristiche uniche e valorizzare le relazioni tra le persone. Con questo workshop, abbiamo voluto attivare una riflessione strutturata con i nostri principali portatori d’interesse, rafforzando l’impatto ambientale, economico e sociale delle attività della Fondazione. La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica sono fondamentali per trovare soluzioni efficaci. In un periodo di profondi cambiamenti ambientali, economici e sociali, innovare insieme è essenziale". Attraverso sessioni plenarie e tavoli di lavoro, oltre quaranta qualificati stakeholder locali e nazionali – provenienti dal mondo della ricerca, dell’impresa e dell’ecosistema abilitante – sono stati coinvolti in un dialogo costruttivo per individuare le principali priorità di innovazione, analizzare la coerenza tra queste e il perimetro di intervento della Fondazione e definire i driver più rilevanti per orientare l’azione futura nelle diverse filiere di interesse: trasformazione alimentare, agricoltura e zootecnia, cosmetica e materiali. “Il sistema delle fondazioni del Gruppo A2A – che comprende Fondazione AEM, Fondazione ASM, Banco dell’Energia e Fondazione Lgh – rappresenta un pilastro fondamentale del nostro impegno verso la crescita sostenibile dei territori e delle comunità che serviamo - ha spiegato Roberto Tasca, presidente di A2A -. Con la nascita di A2A Life Ventures abbiamo creato in Italia un modello societario integrato di open innovation che permette di trasformare idee, tecnologie e collaborazioni con startup, università e centri di ricerca in soluzioni concrete per l’economia circolare, l’energia pulita e infrastrutture intelligenti, favorendo l’ingaggio di giovani talenti”. Il percorso avviato all’Innovation workshop costituisce l’inizio di una nuova fase di sviluppo per la Fondazione, finalizzata al consolidamento del suo ruolo come promotore di innovazione territoriale, con l’obiettivo di servire le comunità locali e le future generazioni impegnate nell’innovazione. “Momenti come questo - ha precisato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi - dimostrano quanto sia strategico mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo della ricerca a vantaggio del territorio. Regione Lombardia crede in un’innovazione che non resti un concetto astratto, ma diventi strumento concreto di competitività e coesione, capace di generare valore diffuso. Nel Sud della Lombardia esistono filiere produttive solide e identità economiche ben riconoscibili: accompagnarle con strumenti mirati, favorire l’accesso a competenze e capitale, sostenere la capacità progettuale significa rafforzare l’intero sistema regionale. Il confronto avviato oggi va nella direzione giusta”. L’incontro, gestito e moderato da Teha, ha rappresentato un momento di confronto di alto livello, volto ad allineare le priorità di finanziamento della Fondazione Lgh all’identità e alle vocazioni dei territori, alle economie locali e ai bisogni espressi dalle comunità. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli strumenti di ingaggio e di erogazione dei fondi: non solo modalità di finanziamento, ma anche accompagnamento, partnership e meccanismi di scouting come bandi, call for ideas e sportelli, per intercettare progettualità innovative e di qualità. A conclusione di questi primi anni di attività, la Fondazione ha voluto quindi avviare un processo di revisione delle proprie linee guida strategiche e operative, riassunte nelle nuove direttrici territoriali, in un’ottica di ascolto e valorizzazione delle specificità locali e delle relazioni tra le persone. L’obiettivo è posizionarsi come attore capace di promuovere un’innovazione radicata nei bisogni reali del territorio e validare le nuove direttrici in modo partecipato.
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8 marzo, nei centri antiviolenza le giornate di prevenzione senologica e cardiologica
(Adnkronos) - In occasione della Giornata internazionale della Donna prende il via 'La salute è di tutte', il roadshow di prevenzione senologica e cardiologica dedicato alle donne che hanno subito violenza e accolte nei centri della rete D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. L’iniziativa è realizzata con il supporto di Novartis, azienda leader nell’innovazione in ambito farmaceutico, impegnata al fianco degli attori del sistema Paese per reimmaginare la salute del futuro, promuovendo equità e tempestività di accesso all’innovazione, in un percorso che va di pari passo con l’impegno per la parità di genere. Il progetto, patrocinato dalla Società italiana di cardiologia (Sic), mira a superare gli ostacoli che allontanano le donne dall’accesso alla prevenzione e cura, promuovendo il diritto alla salute contro la violenza di genere. I primi appuntamenti si terranno il 9 marzo a Genova e L’Aquila, per poi proseguire nelle settimane successive a Messina, Viareggio e Taranto. In ciascuna tappa - informa una nota - senologhe e cardiologhe realizzeranno visite e colloqui informativi rivolti alle donne che fanno riferimento ai centri antiviolenza, con un focus sulla prevenzione del tumore al seno e sulla salute cardiovascolare: due tra le principali cause di mortalità femminile in Italia. Le dottoresse che parteciperanno alle giornate di prevenzione sono state coinvolte grazie al supporto di Novartis e alla collaborazione di Fondazione Onda Ets, che dal 2007 attribuisce il Bollino rosa agli ospedali italiani che si distinguono per servizi e percorsi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura della salute femminile. "Grazie a questo progetto, sostenuto da Novartis, abbiamo avuto la conferma di quello che le operatrici dei nostri centri antiviolenza toccano ogni giorno. - commenta Cristina Carelli, presidente D.i.Re -. La violenza maschile alle donne incide in misura importante sulla loro salute e sulla possibilità di fare prevenzione. Proprio per questo, crediamo sia importante dare un segnale concreto, per consentire alle donne di mettere la loro salute al centro, come elemento fondamentale della libertà futura”. Ogni anno nel nostro Paese si registrano circa 53.000 nuovi casi di tumore al seno e sono 925.000 le italiane che convivono con questa malattia - si legge -. Le malattie cardiovascolari, invece, provocano 124.000 decessi femminili ogni anno e rappresentano la prima causa di morte tra le donne. Eppure, la prevenzione rimane poco accessibile per chi vive situazioni di violenza: l’indagine1, condotta nell’ambito del progetto, su 207 donne seguite dai centri della rete D.i.Re rivela che quasi la metà delle donne intervistate non ha mai preso parte a iniziative di screening promosse sul territorio (48,8%) e si rivolge al medico “solo in caso di sintomi (49,8%). Dati che mettono in evidenza come la violenza generi distanza dal percorso di cura e alimenti profonde disuguaglianze nell’accesso alla salute. Un calendario di appuntamenti che attraverserà l’Italia da Nord a Sud nei mesi di marzo e aprile, toccando città chiave, identificate in base a criteri di collocazione geografica, ampiezza dei centri antiviolenza e bacino di donne afferenti ai centri in ottica di prossimità territoriale. L’obiettivo è creare una prima occasione di incontro con esperte senologhe e cardiologhe, per favorire l’avvio di percorsi consapevoli di prevenzione e cura da parte delle donne vittime di violenza. Il diritto alla salute delle donne che subiscono violenza richiede azioni mirate e accessibili. In questa direzione si sviluppa 'La salute è di tutte', iniziativa che affronta le disuguaglianze legate alla violenza di genere e favorisce un accesso più equo alla prevenzione. Novartis, azienda leader nell’innovazione in ambito farmaceutico nell’area oncologia, cardio-renale-metabolico, neuroscienze e immunologia, lavora al fianco di istituzioni, comunità scientifica, Associazioni del Terzo settore per contribuire a un 'sistema salute' in cui l’accesso alle cure e all’innovazione sia equo e tempestivo, come spiega Chiara Gnocchi, Country Communication & Advocacy Head di Novartis Italia: "La salute è di tutte è un impegno concreto che procede insieme alla nostra attenzione per la parità di genere e alla volontà di costruire, giorno dopo giorno, un contesto di lavoro davvero inclusivo. In questa prospettiva è nato il sostegno a D.i.Re e siamo felici di vedere come possa concretamente aiutare a ridurre le barriere che limitano l’accesso alla prevenzione e ai servizi sanitari".
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