Tumori, l'indagine: oncologi costretti a fare i burocrati per il 40% del tempo
(Adnkronos) - Il peso della burocrazia che grava ogni giorno sui medici genera inefficienze e costi evitabili. Pur senza intaccare la qualità delle cure, oggi circa il 40% del tempo lavorativo degli oncologi è assorbito da compiti amministrativi, secondo quando emerge dall'indagine nazionale 'Oncology and the Administrative Burden: an Italian Survey', presentata oggi a Firenze al 29esimo Congresso nazionale del Cipomo (Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri). Promossa da Isheo, La Lampada di Aladino-Ets e Cipomo, l'indagine ha coinvolto circa 200 oncologi e fotografa una mole di compiti burtocratici che cresce, parallelamente ad altri avanzamenti nel campo della ricerca e sul fronte delle scoperte terapeutiche, e secondo i risultati della survey rallenta l'attività clinica. Il profilo dei partecipanti all'indagine è uno spaccato della categoria: l'età media si attesta sui 48,9 anni, con una distribuzione bilanciata fra i diversi contesti ospedalieri. Quasi 6 oncologi su 10 operano in unità dotate di letti di degenza ordinaria, segno di attività assistenziale intensa e continuativa. "La giornata tipo di un oncologo non si esaurisce nella diagnosi e nella terapia - spiega Luisa Fioretto, presidente del Cipomo e direttrice del Dipartimento oncologico Ausl Toscana Centro - Tra le attività cliniche si aggiungono anche la partecipazione ai team multidisciplinari, la formazione continua, l'attività di ricerca e la presenza a conferenze scientifiche. Un quadro che testimonia l'impegno globale richiesto a chi si occupa di malattie oncologiche". Accanto a questi compiti ad alto valore clinico, c'è il tempo speso in attività amministrative: la modulistica (richieste alla farmacia ospedaliera, alle autorità regionali e nazionali), ritenuta gravosa dal 79% degli oncologi, la gestione dei guasti informatici (61%), la compilazione e gestione dei dati clinici (56%). "Tutte queste attività, che insieme a molte altre potrebbero essere delegate, oggi impattano soprattutto sull'attività clinica e sul tempo di relazione con il paziente - aggiunge Davide Petruzzelli, autore dello studio, Oncology Patient Advocate e presidente de La Lampada di Aladino Ets - Il 62,5 % degli oncologi richiede più tempo per la comunicazione con il paziente, anche alla luce di una sua sempre maggiore consapevolezza e partecipazione nelle scelte terapeutiche". "La relazione di cura, quella che dà senso al lavoro medico, ne esce indebolita - riflette Monica Giordano, segretaria Cipomo e direttore Struttura complessa di Oncologia all'ospedale Sant'Anna di Como - Eppure, una parte significativa di questo fardello potrebbe essere trasferita a personale amministrativo o tecnico. Un intervento praticabile, che restituirebbe tempo alla clinica e migliorerebbe l'efficacia complessiva del sistema, consentendo al medico di dedicarsi pienamente al proprio ruolo. Soprattutto, di poterlo fare negli orari previsti, senza essere costretto ad accumulare ore di straordinario". L'altra faccia del problema? Il burnout. Il peso amministrativo infatti non si limita a rubare ore preziose: lascia il segno anche sulla salute psicologica degli oncologi, sempre secondo quanto emerge dall'analisi. "Lo stress continuo e la sottrazione di senso alla propria attività alimentano il rischio di burnout - sottolinea Rosarita Silva, presidente del congresso e tesoriere Cipomo, oltre che direttrice della Struttura complessa Oncologia medica all'ospedale di Fabriano (Ancona) - Si tratta della sindrome da esaurimento professionale riconosciuta a livello internazionale (Icd-11), definita come una combinazione di esaurimento energetico, distacco emotivo dal lavoro e perdita di efficacia personale. Un campanello d'allarme che non può essere ignorato". In un settore come l'oncologia ad alto impatto psicosociale, è la conclusione, l'attenzione alla qualità dell'esperienza lavorativa dei collaboratori assume carattere strategico. "Il benessere dei nostri pazienti passa anche attraverso il benessere dei nostri professionisti -conclude Fioretto - e il burden amministrativo è un problema che riguarda l'intero sistema sanitario anche in termini di appropriatezza di impiego dei diversi profili professionali, generando ulteriori costi evitabili. Delegare, riorganizzare, semplificare i processi è oggi una necessità imprescindibile per sostenere l’oncologia del futuro". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Festival del lavoro, a Genova per guidare giovani su loro futuro professionale
(Adnkronos) - Il mondo del lavoro si apre ai giovani con una tre giorni ricca di stimoli, strumenti pratici e opportunità concrete: dal 29 al 31 maggio 2025 torna il 'Festival del lavoro': a Genova, presso i Magazzini del Cotone, all’interno del Porto Antico. La sedicesima edizione della manifestazione, che quest’anno si occuperà di etica e sostenibilità del lavoro, ospiterà un’apposita sezione dei lavori dal titolo: 'Il futuro del lavoro a portata di giovani – Talento, competenze e innovazione'. L’iniziativa, in collaborazione con università di Genova, si pone l’obiettivo di accompagnare studenti, neodiplomati e neolaureati alla scoperta delle proprie potenzialità e delle strade per entrare con consapevolezza nel mondo del lavoro. Attraverso laboratori, talk, esperienze digitali, giochi didattici e consulenze personalizzate, il Festival proporrà attività dedicate a tutti i giovani che vogliono mettersi in gioco. Nell’area Jobs Talk si concentreranno gran parte degli appuntamenti con esperti di orientamento al lavoro, responsabili di risorse umane e Consulenti del Lavoro. Nelle giornate del 29 e 30 maggio si discuterà del linguaggio e dei valori della Generazione Z, delle iniziative curate dalla manifestazione Orientamenti della regione Liguria, di quali sono gli sbocchi occupazionali più richiesti dalle imprese e delle “regole” per un efficace ingresso nel mondo del lavoro. Docenti universitari, ma anche hr manager e dirigenti LinkedIn si soffermeranno sui mestieri del futuro, sulle tecniche più utilizzate per il recruiting sulle piattaforme social e su come costruire la propria reputazione online. Passando per le opportunità di lavoro legate al mondo dello sport e dell’influencer e simulando situazioni che richiedono un uso efficace delle cosiddette soft skills: problem solving, leadership, gestione dello stress, comunicazione. Non c’è futuro, però, senza pensione. Questo argomento sarà, infatti, al centro dei workshop in programma il pomeriggio del 30 maggio, che si focalizzeranno anche sulle misure di welfare aziendale per favorire il benessere organizzativo in azienda e sugli effetti dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro. A disposizione dei giovani anche un’area Truck, nella quale imparare a evidenziare i propri punti di forza nel curriculum vitae, prepararsi per un colloquio e scoprire professioni come quella del consulente del lavoro. E un’area Games in cui sfidarsi in esperienze immersive, come un software di realtà virtuale per la sicurezza sul lavoro e il videogame GenL, pensato per imparare a distinguere il lavoro etico dall’illegalità, che consentirà di vincere un viaggio studio a Bruxelles per conoscere le istituzioni comunitarie. Non mancheranno momenti culturali: all’interno del Festival sarà allestita una mostra interattiva sulle trasformazioni del lavoro dal titolo 'Prospettive di lavoro. Riforme, cambiamenti, protagonisti' e il 30 maggio andrà in scena lo spettacolo teatrale 'Sui sedili posteriori', ispirato a una vera storia di ribellione alla mafia, messa in scena da un gruppo di giovani attori-studenti. La partecipazione all’evento è gratuita previa registrazione sul sito www.festivaldellavoro.it, dove è possibile trovare informazioni su tutti i dibattiti in cartellone. ---lavoro/offerte-lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Crescita record per Alfa Romeo: aprile 2025 segna il miglior risultato degli ultimi cinque anni
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Aprile 2025 si chiude con uno slancio senza precedenti per Alfa Romeo, che registra il miglior mese degli ultimi cinque anni. Il Marchio italiano ha totalizzato 3.273 immatricolazioni, con un balzo del +43% rispetto ad aprile 2024, conquistando una quota di mercato pari al 2,4%, in crescita di 0,7 punti percentuali su base annua. A trainare il risultato è la nuova Alfa Romeo Junior, protagonista indiscussa del segmento B-SUV Premium. La compatta sportiva, proposta sia in versione ibrida che elettrica, ha raccolto 1.775 immatricolazioni solo nel mese di aprile, superando il 50% dei volumi totali del brand.
Non da meno la performance della Tonale, che continua a rappresentare una colonna portante per la gamma. Con 1.147 unità immatricolate, il C-SUV conferma il suo ruolo strategico nel percorso di elettrificazione del marchio. Prodotto nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, ha da poco raggiunto lo storico traguardo delle 100.000 unità costruite, un dato che sottolinea l’impegno industriale e la qualità del made in Italy. Tonale si distingue per l’equilibrio tra eleganza, sportività e innovazione, elementi che ne fanno un ambasciatore globale del marchio. Da gennaio ad aprile sono state immatricolate 11.794 vetture, con un aumento del 33% rispetto allo stesso periodo del 2024. La quota di mercato si attesta al 2,0%, in crescita di mezzo punto percentuale. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Automotive: mercato europeo in declino almeno fino al 2030
(Adnkronos) - Secondo il nuovo studio condotto da ANIASA e Bain & Company
“Navigare nella nebbia
" presentata i nel corso di un evento a Milano, il settore automotive mondiale si trova oggi davanti a un momento di svolta senza precedenti: dopo decenni di espansione, il comparto è entrato ufficialmente in una fase di stagnazione prolungata. Dopo un periodo di sviluppo prolungato (dal 2001 al 2017, con un tasso di crescita annuo composto del +3,3%), il rallentamento delle vendite, anche a causa del Covid, ha segnato la fine di un’epoca e il settore si è assestato su livelli stabilmente inferiori rispetto al passato. Se nel periodo 2001-2017 l’Asia (e in particolare la Cina) ha guidato la crescita globale del settore auto, oggi lo scenario è cambiato: per il periodo 2017-2030, si prevede una sostanziale stagnazione in Cina (+0,3%) e un declino nei mercati maturi come Europa (-0,6%), Nord America (-0,4%), Giappone e Corea (-1,2%). Al contrario, emergono nuove aree di potenziale espansione come l’Asia meridionale (+2,7% di CAGR) e il Sud America (+1,5%), che potrebbero diventare i nuovi motori della domanda. Secondo le stime, entro il 2028 l’Europa accumulerà un divario di circa 15 milioni di veicoli rispetto alle previsioni fatte nel 2022. Il Nord America segue un trend analogo, con uno scarto negativo di 7,5 milioni di unità. A complicare ulteriormente lo scenario, si aggiungono le tensioni commerciali tra grandi blocchi economici, le Case automobilistiche tedesche sono tra le più esposte, con circa metà dei propri volumi a rischio: devono affrontare contemporaneamente la stagnazione in Europa, la perdita di slancio in Cina e le barriere doganali imposte dagli Stati Uniti.
In Italia l'auto resta fondamentale ma non si compra più. Secondo l'indagine ANIASA – Bain & Company sulle abitudini di mobilità evidenzia un deciso ritorno all’uso dell’auto privata come mezzo principale per gli spostamenti. Questo però evidenzia non un aumento delle vendite di nuove vetture ma solo una crescita dell’usato, più economico e più immediato come disponibilità. “L’industria automobilistica europea si trova dunque, come evidenziato dallo studio, di fronte a un bivio. La combinazione tra vincoli normativi stringenti (soprattutto sulla transizione elettrica), domanda stagnante e instabilità geopolitica impone un profondo ripensamento. La frammentazione dell’offerta, la bassa saturazione degli impianti e l’assenza di una visione unitaria minacciano la competitività del continente nel medio periodo.”, ha commentato il Presidente ANIASA – Alberto Viano a margine della presentazione. “Il settore è oggi chiamato a confrontarsi con una realtà in profondo cambiamento: la stagnazione della domanda, le trasformazioni tecnologiche e le tensioni geopolitiche impongono un cambio di paradigma. Il comparto automotive non può più contare sulla crescita come driver naturale. In questo contesto, solo chi saprà ripensare la propria presenza geografica, rivedere la catena del valore e investire in flessibilità potrà restare competitivo nel medio-lungo termine. L’Europa, in particolare, deve ridefinire con decisione e coraggio il proprio ruolo industriale”, conclude Gianluca Di Loreto, Partner e responsabile italiano automotive di Bain & Company.
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Toyota guida il mercato Full Hybrid: Yaris, Aygo X e Lexus trainano i primi 4 mesi 2025
(Adnkronos) - Nei primi quattro mesi del 2025, Toyota continua a rafforzare la propria presenza nel mercato italiano, confermandosi il costruttore leader tra gli importatori. Ad aprile, la Casa giapponese ha registrato 10.603 immatricolazioni, raggiungendo una quota del 7,6% e migliorando di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2024, in un mercato complessivamente in crescita del 2,6%. Particolarmente significativa la leadership nel comparto Full Hybrid, dove Toyota si impone con una gamma estremamente competitiva. I modelli Yaris e Yaris Cross occupano stabilmente le prime posizioni tra le auto ibride più vendute, contribuendo a un portafoglio che da solo rappresenta circa il 44% dell’intero mercato nazionale Full Hybrid. Un ulteriore segnale del successo arriva dall’ottimo andamento di Aygo X, che nel mese di aprile ha totalizzato 1.956 unità, guadagnando il 13,6% della sua fascia di mercato. Crescita netta anche per Yaris Cross, con 3.167 immatricolazioni e una quota del 10,8% nel segmento B-SUV, in aumento di circa 3 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Entrambi i modelli si confermano tra i preferiti dagli automobilisti italiani nelle rispettive categorie. Toyota domina anche a livello territoriale, imponendosi come primo marchio per volumi in Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio, regioni che complessivamente rappresentano oltre il 60% delle vendite del brand. Parallelamente, Lexus rafforza la sua posizione nel segmento Premium, che ad aprile ha mostrato un’espansione del 4%. Con 536 vetture immatricolate e una quota del 2%, il marchio di lusso del Gruppo Toyota cresce di 0,4 punti rispetto allo stesso mese del 2024. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Citroen Ami Buggy 2025: nuovo look
(Adnkronos) - Citroen amplia la gamma Ami con la nuova versione Buggy, una proposta elettrica dallo spirito libero pensata per chi vive la mobilità come un’esperienza personale, dinamica e sostenibile. Pensata per il tempo libero, la nuova Citroen Ami Buggy 2025 interpreta la micromobilità urbana con stile e funzionalità, confermando le caratteristiche che hanno reso Ami un fenomeno europeo. Il design si rinnova con superfici più decise, fari anteriori rialzati e il nuovo logo rosso inserito in una capsula frontale. I paraurti squadrati e gli elementi simmetrici rafforzano l’identità della vettura, mantenendo l’architettura compatta lunga 2,41 metri. Tra le novità estetiche presenti sulla nuova Citroen Ami spicca il colore Night Sepia, affiancato dai pack Spicy, Icy e Minty, personalizzabili con copricerchi, adesivi e accessori per l’abitacolo.
Con un’autonomia di 75 km e ricarica completa in quattro ore, Ami rimane una soluzione agile, sicura e accessibile anche a chi non possiede la patente.
La nuova versione Buggy esalta il contatto con l’ambiente: niente porte, tetto apribile, dettagli in metallo e cerchi dorati da 14". Per le condizioni meteo più avverse sono previste coperture removibili. La versione Palmeira si distingue per la tinta gialla vivace e l’inclusione di Andy, una statuetta mascotte montata sul cruscotto.
La gamma si articola anche nelle varianti Cargo, dedicata ai professionisti, e Ami for All, pensata per persone con disabilità. Quest’ultima, sviluppata con PIMAS, prevede accessi facilitati, leve manuali, sedili modificati e sistemi di ancoraggio per sedie a rotelle.
Gli ordini per la nuova Ami partiranno dal 6 maggio, con consegne previste da agosto. Citroen conferma così la propria leadership nei quadricicli elettrici, con oltre 75.000 unità vendute e una quota del 40,4% in Italia nel primo trimestre 2025. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Jeep Avenger guida il mercato italiano
(Adnkronos) -
Jeep prosegue la sua crescita in Italia e registra risultati brillanti ad aprile. Il modello Avenger, nato a Torino, è il SUV più scelto dagli italiani sia nel mese appena concluso sia nel periodo gennaio-aprile. Il suo successo rafforza il primato del marchio nel 2024, consolidato già nel primo trimestre. In particolare, la versione completamente elettrica di Avenger si conferma come B-SUV a zero emissioni più venduto in Italia, mese per mese e su base quadrimestrale. Il modello non solo domina il proprio segmento, ma raggiunge anche la quarta posizione tra i veicoli più venduti in assoluto dall’inizio dell’anno e la seconda nel solo aprile. Alla base di questi risultati si trova un’offerta pensata per adattarsi a ogni esigenza. La gamma Avenger include il motore 1.2 turbo benzina con cambio manuale, la versione e-Hybrid automatica e la nuova 4xe con trazione integrale, caratterizzata da un sistema ibrido a 48V da 145 CV complessivi. Questa versione unisce doti fuoristradistiche autentiche e agilità urbana, incarnando appieno lo spirito Jeep. Una cifra che richiama l’altezza del Monte Bianco. La versione speciale “The North Face Edition” è realizzata con materiali resistenti, dettagli in Summit Gold e motivi topografici caratterizzano questa serie limitata, espressione della collaborazione tra due marchi uniti dalla passione per l’avventura. Anche Compass e Renegade, simboli della produzione italiana Jeep, si rinnovano con l’edizione speciale North Star. Entrambi i modelli offrono contenuti più raffinati rispetto agli allestimenti di serie, con un’estetica curata e dotazioni orientate al comfort e alla praticità quotidiana. Renegade, in particolare, si posiziona tra i B-SUV Plug-In Hybrid più venduti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Volkswagen Polo: 50 anni di una compatta diventata icona
(Adnkronos) - Nel maggio del 1975 debuttava sul mercato una piccola auto destinata a lasciare un segno profondo: la Volkswagen Polo. Cinque decenni più tardi, con oltre 20 milioni di unità vendute, la Polo si conferma una delle compatte più influenti della storia dell’automobile. Sin dalla prima generazione, la Volkswagen Polo ha rappresentato una risposta concreta alla domanda di mobilità accessibile, combinando dimensioni contenute e innovazione tecnica. Nato come derivato semplificato dell’Audi 50, la Polo ha saputo conquistare il pubblico con praticità, efficienza e un prezzo competitivo. L’idea di offrire qualità tedesca in formato ridotto ha contribuito a ridefinire gli standard del segmento B. Dalla prima serie a due porte fino alla sesta generazione basata sulla piattaforma MQB, ogni versione ha introdotto novità rilevanti. Si va dalle versioni GTI e G40 sportive alle efficienti varianti BlueMotion, passando per interpretazioni originali come la coloratissima Harlekin o la robusta CrossPolo. Il design, l’equipaggiamento e la tecnologia si sono evoluti in modo continuo, anticipando spesso le tendenze del settore. La Polo ha fatto da apripista anche sul fronte della sicurezza, introducendo progressivamente ABS, airbag, ESP e sistemi avanzati di assistenza alla guida. Oggi offre funzioni di connettività e comfort proprie di segmenti superiori, pur restando fedele alla propria filosofia. Prodotta inizialmente a Wolfsburg, la Polo è poi uscita dalle linee in diversi Paesi, diventando un successo globale. Ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi come “World Car of the Year” e continua a essere un punto di riferimento per chi cerca un’auto compatta ma completa. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Alfa Romeo, Jasmine Paolini è la nuova Brand Ambassador
(Adnkronos) - E' Jasmine Paolini, una delle più brillanti stelle del tennis internazionale, la nuova Brand Ambassador di Alfa Romeo: con un palmarès in continua crescita e una forte immagine pubblica a livello globale, grazie al suo sorriso 'contagioso', la giovane tennista toscana - si spiega in uina nota - "incarna i valori di Alfa Romeo – eleganza, performance e innovazione – e rappresenta al meglio l’eccellenza italiana in termini di tenacia, capacità e quella giusta dose di allegria che rende la vita più semplice e bella da vivere". Come Brand Ambassador, nei prossimi mesi Jasmine Paolini sarà protagonista di diverse iniziative di comunicazione di Alfa Romeo, rappresentando il marchio in eventi nazionali e internazionali e consolidandone l’immagine come simbolo di stile italiano e performance esaltanti nel panorama globale. “Siamo entusiasti di accogliere Jasmine nella famiglia Alfa Romeo - ha dichiarato Cristiano Fiorio, responsabile di Alfa Romeo Marketing e Comunicazione global -. La sua energia e la sua passione per il tennis, unita alla sua determinazione a raggiungere nuovi traguardi, rappresentano il binomio perfetto dell’eccellenza, lo stesso che coltiviamo in Alfa Romeo da oltre un secolo. Siamo certi che questa collaborazione ispirerà una nuova generazione di appassionati di entrambi i mondi, quello sportivo e quello automobilistico, da sempre dominati dalla creatività e capacità italiana.” "Sono molto onorata di entrare a far parte della famiglia Alfa Romeo con la quale condivido non solo la stessa passione per lo sport, ma anche l’orgoglio di rappresentare l’Italia nel mondo. Ho ritrovato nelle vetture Alfa Romeo la stessa cura per i dettagli e la medesima ricerca d’innovazione volta al raggiungimento delle massime prestazioni", ha dichiarato Jasmine Paolini. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
INGV individua le "soglie critiche" del clima: l'Era Glaciale attuale più sensibile ai cambiamenti
(Adnkronos) - Un recente studio condotto dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con istituzioni di ricerca e università internazionali ha approfondito la comprensione del ruolo cruciale delle soglie critiche (o "tipping points") nei cambiamenti climatici globali. La ricerca, pubblicata sulla rivista 'Scientific Reports', ha analizzato i dati climatici degli ultimi 66 milioni di anni, evidenziando come l'attuale periodo climatico terrestre presenti caratteristiche distintive che lo rendono particolarmente sensibile a perturbazioni, con implicazioni significative per le previsioni sul futuro del clima.
I tipping points climatici rappresentano quelle soglie oltre le quali il sistema climatico terrestre subisce trasformazioni irreversibili su larga scala, come il collasso delle calotte glaciali o il rallentamento della circolazione oceanica globale. Lo studio ha rivelato che le dinamiche di questi punti critici non sono uniformi nel corso delle diverse ere geologiche.
La storia geologica del nostro pianeta è stata caratterizzata da fasi climatiche eterogenee, oscillando tra periodi "Hothouse" e "Warmhouse", contraddistinti da temperature elevate e assenza di calotte polari, e periodi "Icehouse", come l'epoca attuale, in cui la presenza di ghiacci ai poli svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del clima globale. I risultati di questa ricerca a guida INGV, ottenuti grazie all'impiego di avanzati strumenti matematici per l'analisi della variabilità climatica, capaci di identificare segnali precursori di transizioni critiche, offrono nuove prospettive sulla stabilità del clima terrestre e sulla valutazione del rischio di transizioni irreversibili, strettamente connesse al cambiamento climatico in atto. "Il nostro lavoro dimostra che i tipping points climatici non si manifestano con le medesime dinamiche nei diversi periodi geologici della Terra," spiega Tommaso Alberti, ricercatore dell'INGV e primo autore dell'articolo. "In particolare, l'attuale periodo Icehouse, caratterizzato da cicli glaciali-interglaciali, presenta caratteristiche distintive rispetto alle epoche passate, con implicazioni cruciali per la comprensione della stabilità climatica e del cambiamento in atto." Un'osservazione chiave emersa dalla ricerca è la particolare sensibilità dell'attuale periodo Icehouse a piccole perturbazioni, un aspetto che lo rende intrinsecamente più vulnerabile agli impatti dei cambiamenti climatici indotti dalle attività umane. Le metriche analizzate hanno inoltre evidenziato come l'avvicinarsi alle soglie critiche sia accompagnato da un aumento della persistenza e dell'intensità degli eventi meteorologici estremi, con conseguenze potenziali significative per il futuro del clima terrestre. Le analisi condotte hanno permesso di distinguere tra cambiamenti climatici graduali e bruschi, sottolineando come, nell'attuale fase Icehouse, le fluttuazioni climatiche siano più frequenti e caratterizzate da una maggiore variabilità rispetto alle epoche più calde del passato. "I risultati ottenuti suggeriscono che la nostra epoca è caratterizzata da un comportamento più 'intermittente' rispetto ai periodi caldi del passato, con transizioni più rapide tra stati climatici diversi," aggiunge Fabio Florindo, Presidente dell'INGV e co-autore dello studio. "Questa variabilità rende ancora più difficile prevedere con precisione l'evoluzione del nostro clima e impone un'attenzione particolare nello studio dei tipping points." Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)








