Per aziende imperativo adottare visione strategica e di lungo periodo andando oltre le scelte tattiche

(Adnkronos) - "Nello scenario commerciale di oggi, per le aziende italiane diventa imperativo adottare una visione strategica e di lungo periodo, andando oltre le scelte tattiche volte a contrastare la volatilità e frammentazione del mercato globale. In questo modo, le imprese potranno continuare a contribuire agli scambi commerciali e alle esportazioni, che nel 2024 - secondo Istat e Ice - hanno registrato una modesta flessione dello 0,4% rispetto al 2023, con un valore complessivo di 623,5 miliardi di euro per le merci. L’export è uno dei principali driver strategici per la crescita delle aziende e di tutta l’economia italiana: grazie all’eccellenza del Made in Italy, le esportazioni generano quasi un terzo del Pil nazionale". Così Ernesto Lanzillo, Partner e Deloitte Private Leader, parla delle sfide per il Made in Italy nel nuovo scenario commerciale su Voices, la nuova piattaforma che ospita commenti sui temi di attualità firmati dagli esperti di Deloitte Italia.  "A ulteriore conferma della centralità della internazionalizzazione e dell’export - spiega - ci sono i dati emersi dall’ultima edizione del Best managed companies (Bmc), l’award di Deloitte Private che premia le eccellenze imprenditoriali italiane. Tra le aziende Bmc, circa la metà guarda sempre all’estero per ampliare il proprio bacino di vendite e clienti (48%), mentre una su quattro lo fa per avviare collaborazioni con nuovi fornitori. Analizzando le modalità di ingresso nei mercati esteri, poi, emerge che il 74% delle Bmc affida la propria strategia di internazionalizzazione all’esportazione diretta; altre soluzioni sono l’investimento diretto (44%), l’esportazione indiretta tramite consorzi, trading company, buyer e importatori (36%), nonché accordi strategici come joint ventures, licensing, franchising (29%)".  "Nel nuovo quadro internazionale, la qualità del 'bello e ben fatto' del Made in Italy, deve rappresentare un primo punto di consapevolezza dei nostri esportatori: la qualità viene pagata e le nostre aziende devono puntare su questo con azioni di branding, ma soprattutto con efficientamento ed innovazione di processi e prodotti che, oltre a ridurre i costi di produzione, le rendano ancora più essenziali nelle catene di valore e ambite dai consumatori globali, al di là dell’effetto tariffario", scrive il Private Leader di Deloitte.  "Inoltre - spiega - il nostro export ha un ampio margine di diversificazione verso nuovi mercati ad alto potenziale: oltre ai territori strategici per l'export italiano, le imprese possono espandersi verso nuove aree che, grazie alla loro dinamicità, possono offrire opportunità di crescita e contenere gli effetti di politiche tariffarie avverse. In questo senso, il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha fissato l’obiettivo di portare il valore dell’export italiano a 700 miliardi di euro nel 2027, varando un Piano d’azione strategico per l’export nei mercati extra-Ue ad alto potenziale, basato sulla sinergia tra tutti gli attori del Sistema-Italia: è importante che le aziende conoscano e facciano leva su questo piano, non solo per quanto riguarda lo scouting di nuovi paesi di sbocco, ma anche per l’esistenza di vantaggi fiscali e tariffari che, in questa fase, possono rivelarsi particolarmente utili".  E se, secondo Sace, le imprese esportatrici registrino un aumento del fatturato dell'1,5% in più rispetto a quelle che non esportano, l’export è soltanto un tassello del processo di internazionalizzazione. Dal punto di vista delle imprese, internazionalizzare può significare quindi andare oltre l’export. "Guardando alle possibili opzioni strategiche per internazionalizzare, le aziende possono, infatti, avviare rapporti commerciali come l’esportazione indiretta, attuare investimenti diretti esteri oppure stringere alleanze strategiche. Inoltre, per promuovere lo sviluppo del business all’estero, le imprese possono fare leva su una serie di abilitatori, quali il commercio elettronico tramite e-commerce, i market place o il presidio a fiere, eventi e consorzi", continua Lanzillo.  "Pur avendo un potenziale di crescita - precisa - spesso tante pmi italiane fanno fatica a internazionalizzare le attività, e reggere la concorrenza di realtà più grandi e strutturate, a causa dell’assenza di competenze dedicate, di un approccio sistematico e strategico all’internazionalizzazione e della capacità di comunicare la forza del proprio prodotto. Pertanto, il contatto strategico con enti pubblici e privati e operatori specializzati operanti sia in Italia che all’estero è cruciale per le imprese. In generale, la capacità di fare rete è un aspetto fondamentale per le imprese: l’appartenenza ad una filiera, assicura una serie di benefici. Secondo Sace, le aziende che innovano e puntano al rafforzamento della propria filiera registrano una crescita del fatturato superiore di 2 punti percentuali rispetto a quelle che non investono in questi ambiti".  "Infine - conclude il Private Leader - nell’ampliare il proprio business, l’innovazione rimane cruciale ed è uno dei motori che può rendere le imprese più agili e competitive. Oggi, solo una impresa su tre in Italia investe in innovazione (Sace). Tuttavia, vanno tenute in conto sfide importanti come la disponibilità di risorse finanziarie e l’accesso a strumenti per la digitalizzazione. Investire in innovazione e nel digitale significa per le imprese non solo rafforzare la propria competitività e agilità operativa nel servire mercati internazionali, ma anche puntare sullo sviluppo e adattamento dei propri prodotti alle varie aree geografiche, diversificando i rischi e ampliando il proprio business. In un momento storico come quello attuale, orientarsi verso l’innovazione e il digitale può aiutare nell’approccio all’internazionalizzazione, dove diventa cruciale scegliere la giusta strategia, nonché comunicare con efficacia il valore distintivo del Made in Italy". ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tributaristi a presidente Meloni e ministri Bernini e Nordio: "Salvaguardare il settore"

(Adnkronos) - Nei giorni scorsi il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int) Riccardo Alemanno ha scritto, in tema di riforme professionali, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al ministro dell’Università Anna Maria Bernini. Alemanno, che riveste anche la carica di vice presidente vicario di Confassociazioni, senza entrare nel merito delle problematiche di governance o di modernizzazione di altre categorie, prendendo spunto dalla proposta di modifica del dlgs.139/2005, presentata dal Consiglio nazionale Dcec, ha evidenziato la necessità di salvaguardare le professioni di cui alla legge 4/2013.  Si legge infatti nella lettera: "Dallo scorso mese di maggio, proprio in tema di riforma dell’albo unico Dcec, sulla stampa specializzata si legge della volontà del Governo di iniziare l’iter modificativo con l’emanazione di una legge delega che fornisca le indicazioni di massima per la riforma, da attuarsi con decreto legislativo. Della predetta legge delega al Governo, sempre dal maggio scorso, circola una bozza, che all’art. 2 lettera a) prevede la salvaguardia dell’attività di altre professionalità: ferme rimanendo le competenze attribuite dalla normativa vigente alle altre professioni regolamentate nei suddetti ambiti". Pur condividendo tale indicazione è necessario, al fine di evitare interpretazioni strumentali e discriminazioni, inserire dopo la parola ambiti la seguente indicazione 'o dalla Legge n. 4 del 14/01/2013'. In questo modo il Governo garantirebbe la salvaguardia di tutte le professionalità operanti nella nostra Nazione". La missiva di Alemanno dei tributaristi Int si conclude poi con un riferimento alla normativa dell’Unione europea in materia di professioni e con un appello ai rappresentanti del Governo: "Evitare ulteriori riserve in ambito professionale che sfocino in un regime di monopolio, evidentemente deleterio per i cittadini consumatori e per altre categorie professionali, è l’ obiettivo della direttiva (UE) 2018/958 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 giugno 2018, relativa a un test di proporzionalità prima dell'adozione di una nuova regolamentazione delle professioni o di modifiche di quelle già esistenti, direttiva recepita integralmente dallo Stato italiano con il Decreto Legislativo 16 ottobre 2020, n. 142. Mi appello pertanto a Voi affinché si evitino esclusive per attività oggi libere e che in ambito professionale siano rispettati i diritti di chi svolge, come i tributaristi, la propria professione nel rispetto delle norme e in particolare della Legge 4/2013. Migliaia di donne e di uomini che lavorano e danno lavoro e che rappresentano un’ importante risorsa per la Nazione". Dopo la pausa estiva i tributaristi Int auspicano che scendano in campo le Confederazioni di rappresentanza delle singole associazioni, con l’obiettivo unitario di tutelare tutte le professionalità ex lege 4/2013. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Xiaomi torna protagonista: la strategia che ha riconquistato il mercato italiano degli smartphone

(Adnkronos) - Xiaomi, gigante dell'elettronica di consumo e produttore di dispositivi smart, ha annunciato, per mezzo di una nota ufficiale, il suo ritorno nella Top 3 del mercato smartphone in Italia, registrando una crescita eccezionale. Secondo il nuovo report di Canalys (Omdia), nel secondo trimestre del 2025, Xiaomi ha conquistato il terzo posto con una quota di mercato del 14%, segnando un'impressionante crescita su base annua del +52%.  Questo risultato non è soltanto un numero, ma un segnale forte in un contesto di mercato in difficoltà. Mentre l'intero settore degli smartphone in Italia ha visto un calo delle spedizioni di circa il 15% anno su anno, Xiaomi si è affermato come l'unico brand tra i primi cinque a registrare una crescita positiva. Un successo che analisti e dirigenti attribuiscono a una formula consolidata e vincente. La risalita di Xiaomi è stata guidata da una strategia che combina innovazione accessibile, qualità costruttiva e un eccellente valore percepito. Il successo si è concentrato in particolare sul segmento di fascia media, dove modelli dei sub-brand come Redmi e POCO hanno offerto caratteristiche tecniche di fascia alta a prezzi competitivi, intercettando la preferenza dei consumatori italiani in un momento di incertezza economica. 

 
Michael Feng, General Manager di Xiaomi Italia, ha commentato il risultato con ottimismo: “Il mercato italiano riconosce sempre più il valore dell’ecosistema Xiaomi: innovazione continua, design curato e accessibilità sono i pilastri che ci stanno premiando. Questo risultato è la conferma che la nostra visione di tecnologia per tutti sta trovando una risposta concreta nel pubblico italiano. Continueremo su questa strada, rafforzando sempre di più la nostra presenza”.  L'azienda ha peraltro annunciato l'intenzione di consolidare la propria posizione nella seconda metà dell'anno, rafforzando le partnership strategiche e ampliando la propria offerta. In particolare, il focus si sposterà verso due segmenti chiave. Il primo è il mercato premium, con una maggiore spinta su dispositivi di fascia alta come la serie Xiaomi 15. Il secondo, e più strategico, è il potenziamento dell'ecosistema AIoT (Artificial Intelligence of Things). La visione di Xiaomi è quella di creare un ambiente tecnologico connesso e intelligente che integri non solo smartphone, ma anche una vasta gamma di dispositivi smart per la casa, dall'illuminazione ai purificatori d'aria fino agli indossabili e agli elettrodomestici. Questa strategia si allinea con la filosofia "Human x Car x Home", che punta a creare una piattaforma unificata e interconnessa, posizionando Xiaomi non solo come un produttore di telefoni, ma come un leader nell'innovazione tecnologica per la vita quotidiana. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Botulino, Grillo (Turismo Verde-Cia): "Aceto e misura ph, ecco come conservare gli alimenti in sicurezza"

(Adnkronos) - Conserve alimentari casalinghe? Sì, ma attenendosi in pieno ai dettami della tradizione sulla sicurezza alimentare e aiutandosi con la tecnologia. Nel pieno dell'allarme legato ai casi di botulino killer per i panini street food a Diamante in Calabria, Turismo Verde, l'associazione dedicata alla valorizzazione e alla promozione dell'agriturismo di Cia-Agricoltori italiani, lancia, interpellata da Adnkronos/Labitalia, un decalogo di consigli per realizzare conserve alimentari casalinghe genuine in tutta sicurezza e senza tossine, con i dovuti distinguo rispetto alla produzione industriale. "E' tradizione fare le conserve alimentari -spiega Mario Grillo, presidente nazionale di Turismo Verde- ma essendo una tradizione verbale che si tramanda di generazione in generazione è necessario seguirla senza discostarsene in alcun modo per non incorrere in spiacevoli inconvenienti. E mentre in passato c'era un rispetto assoluto della tradizione e della saggezza popolare, al di là se il gusto era di proprio gradimento o meno, oggi questo a volte è venuto a mancare", sottolinea.  Ma se non si vogliono seguire le ricette del passato quali i consigli per realizzare prodotti genuini e allo stesso tempo sicuri? "E' necessario studiare perché l'empirica popolare ha portato alla sicurezza alimentare per decenni. Ad esempio, perché si usa l'aceto nelle conserve alimentari? Perché abbassa il Ph delle verdure da un 7-8 originario a un livello di sicurezza per evitare la proliferazione di botulino che è 4.6. Le industrie alimentari, che sanno bene cosa è la sicurezza alimentare e come evitare il proliferare del botulino, si mantengono su un ph di 3.8-4", spiega il presidente di Turismo Verde-Cia.  Come fanno? "Vanno ad acidificare con aceto, acido lattico e acido citrico le verdure. Quindi le lessano, le verdure vengono penetrate dall'acqua acidificate e viene fatta questa operazione di sicurezza", spiega ancora. Ma per chi ha la passione di realizzare conserve alimentari in casa oggi arriva in soccorso anche la tecnologia. "Un phmetro di qualità oggi costa all'incirca 100 euro, si trova ovunque e ti salva la vita", sottolinea Grillo, "permettendoti di misurare il ph del prodotto realizzato e verificare che sia nei range di sicurezza citati", spiega ancora Grillo.  E la procedura per l'uso del phmetro, tra melanzane e altre conserve di verdure, è abbastanza semplice. "Quando vado a fare una conserva di verdure -spiega Grillo- la strizzo, inserisco il phmetro nel 'cuore' della stessa e verifico che tutto il composto acidificato abbia il ph desiderato. Quando vado ad aggiungere l'olio posso acidificare anche esso con un po' di aceto in modo da avere il ph giusto sia per il prodotto che per il condimento e non favorire il botulino. E poi posso fare anche una bollitura, che a casa non è una sterilizzazione a 121 gradi che consente uccidere la spora, ma si può fare una pastorizzazione a 90 gradi per sanificare dalla carica batterica del prodotto", sottolinea.  Ma per chi, dopo aver realizzato queste operazioni, non si sente ancora sicuro "allora è meglio affidarsi a una sana industria alimentare del posto che ha dalla sua sia la tradizione ma anche la sicurezza alimentare scientifica", spiega ancora. E comunque, prosegue Grillo, "quando si ha un dubbio di qualsiasi tipo per un prodotto, essendo la tossina del botulino termolabile è necessario portarlo a temperatura alta per eliminare qualsiasi dubbio", sottolinea Grillo. E Grillo conclude invitando i cittadini a degustare in tranquillità i prodotti degli agriturismi italiani visto che “la sicurezza alimentare per i clienti negli agriturismi italiani è garantita dal manuale Hccp e dai corsi di formazione che Cia-agricoltori italiani fa a tutti in tutte le strutture agrituristiche e per tutti i dipendenti”.  ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Campionati Mondiali Pokémon 2025, tutto pronto per lo show di Anaheim

(Adnkronos) - Migliaia di Allenatori da ogni parte del globo si stanno preparando per Anaheim, in California, dove dal 15 al 17 agosto si terranno i Campionati Mondiali Pokémon 2025. Un evento che promette tre giorni di competizione serrata e adrenalina, pronto a incoronare i migliori giocatori del pianeta in una varietà di titoli, dai videogiochi ai giochi di carte. Per tutti gli Allenatori, i Campionati Mondiali Pokémon 2025 si preannunciano come un vero e proprio festival del divertimento. La competizione abbraccia, infatti, l'intero universo del franchise, mettendo alla prova i partecipanti in diverse discipline. Dalle lotte strategiche dei videogiochi principali, Pokémon Scarlatto e Pokémon Violetto, alle intricate partite del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon (GCC), con un'attenzione particolare alle versioni digitali GCC Live e GCC Pocket. Non mancheranno, ovviamente, le sfide di Pokémon GO, perfette per chi ama l'azione in mobilità, e le battaglie di squadra in Pokémon UNITE, il MOBA che ha conquistato tantissimi appassionati. E l'emozione non è riservata solo a chi è presente ad Anaheim. Chi seguirà l'evento comodamente da casa avrà la possibilità di ricevere ricompense digitali in tutti questi titoli.  
Per scoprire tutti i dettagli su come riscattare tali premi, è sufficiente consultare la pagina ufficiale dedicata
. Per gli appassionati che non potranno essere presenti di persona, l'esperienza non sarà meno coinvolgente. L'intero evento sarà trasmesso in diretta su Twitch e YouTube, con una copertura dedicata a ciascun gioco e la possibilità di ottenere esclusive ricompense digitali semplicemente seguendo lo streaming ufficiale o le dirette dei co-streamer selezionati. Per non perdere nemmeno un momento delle sfide, ecco dove consultare il programma completo delle dirette, con gli orari indicati in fuso orario italiano. L'appuntamento è fissato per tutti i fan che vorranno seguire in tempo reale le gesta dei migliori giocatori del mondo, pronti a contendersi il titolo di campione del mondo Pokémon 2025. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Instagram Map sotto accusa: polemiche per privacy e rischi di localizzazione

(Adnkronos) - Il recente lancio di Instagram Map ha sollevato numerose critiche e preoccupazioni, a pochi giorni dalla sua introduzione. La nuova funzione, che ricorda da vicino Snap Maps di Snapchat, consente di visualizzare post e Reels organizzati in base alla posizione geografica indicata, e di condividere la propria posizione attuale con gli amici selezionati. Le reazioni degli utenti spaziano da un semplice fastidio per la mancanza di un feed “solo amici” alla preoccupazione per potenziali rischi legati alla privacy e al doxing, con particolare attenzione alla sicurezza di persone vulnerabili, come le vittime di violenza domestica, che potrebbero essere esposte a episodi di stalking.  
Meta ha sottolineato che la condivisione della posizione è facoltativa e attivabile solo con il consenso dell’utente. Chi non ha abilitato l’accesso alla posizione nelle impostazioni del dispositivo non potrà utilizzare la funzione, che risulterà disattivata di default. 
Per disattivare la localizzazione su Instagram Map, la piattaforma indica di accedere alla sezione Messaggi, selezionare Map nella parte superiore, aprire Impostazioni e scegliere “Nessuno” tra le opzioni disponibili, salvando poi la modifica. Alcuni utenti hanno segnalato di vedere sulla mappa contenuti di persone che, a loro conoscenza, non hanno attivato la funzione. Adam Mosseri, responsabile di Instagram, ha chiarito che si tratta di post o Reels con tag di localizzazione, visibili sulla mappa come contenuti statici e non come posizione in tempo reale. Ha inoltre assicurato che la posizione live non verrà mai condivisa senza autorizzazione esplicita e ha annunciato l’arrivo, già dalla prossima settimana, di miglioramenti grafici per rendere più chiaro il funzionamento dello strumento. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Giornata mondiale dell'elefante, specie in pericolo dall'Africa all'Asia

(Adnkronos) - 'Matriarche e Memorie'. È questo il tema della Giornata mondiale dell'elefante (World Elephant Day) di quest’anno, celebrata come ogni anno il 12 agosto. La Giornata 2025 ha infatti un focus sul ruolo cruciale delle femmine di elefante nel guidare e preservare la storia dei loro branchi. Così il Wwf in una nota in cui ricorda che la leadership del branco di elefanti è affidato ad una femmina adulta ed esperta che è responsabile di guidare il gruppo, prendere decisioni cruciali su dove andare a reperire acqua e cibo e su come reagire ai pericoli.  La Giornata mondiale dell’elefante è anche occasione, per il Wwf, di lanciare l’allarme sullo stato di conservazione di queste specie, promuovendo le azioni di conservazione che contrastano bracconaggio, commercio di avorio, perdita di habitat e conflitti con l’uomo, e sensibilizzando sul ruolo chiave che gli elefanti svolgono negli ecosistemi e sul loro valore culturale.  In 8 Paesi asiatici (Cambogia, Cina, Laos, Indonesia, Malesia, Myanmar, Thailandia e Vietnam) restano fra gli 8-11mila elefanti in natura. La popolazione residua di elefante asiatico oggi occupa appena il 5% del suo areale storico.  
Conosciuti come 'ingegneri dell'ecosistema e giardinieri della foresta', gli elefanti asiatici svolgono un ruolo cruciale - spiega il Wwf - disperdendo semi e sostanze nutritive attraverso i loro escrementi mentre si spostano, creando percorsi nelle foreste dense e modificando gli habitat forestali a beneficio di altri animali. Anche le loro impronte possono formare piccoli ecosistemi che fungono da habitat per organismi come alcuni anfibi.  La perdita e la frammentazione degli habitat, i conflitti con l'uomo e il bracconaggio hanno causato un allarmante declino della popolazione: in alcuni Paesi sono rimasti solo poche centinaia di individui in natura.  La coesistenza è certamente un fattore chiave per garantire un futuro all’elefante. L’India è il paese dove è presente la più grande popolazione di elefante asiatico (la popolazione di elefanti in questo paese si attesta tra i 25-30mila individui, pari a quasi due terzi della popolazione globale di elefanti asiatici). "Nel complesso, il mantenimento della più grande popolazione esistente di elefanti selvatici al mondo, in un contesto fortemente antropizzato come quello indiano - spiega il Wwf - è reso possibile da un solido quadro istituzionale, politico e giuridico dedicato alla conservazione". Anche gli elefanti africani si trovano ad affrontare forti difficoltà. Il loro numero è drasticamente crollato, passando dai 12 milioni stimati circa un secolo fa ai 415mila riportati nell’ultimo censimento. Le due specie presenti sono l’elefante di savana (Loxodonta africana), classificato come 'in pericolo', e l’elefante di foresta (Loxodonta cyclotis), inserito tra le specie in 'pericolo critico'. Il bracconaggio resta la causa principale del declino di entrambe le specie: si stima che ogni anno, infatti, vengano uccisi circa 20mila elefanti per il commercio illegale di avorio. A questo si aggiungono le uccisioni generate dai conflitti con le comunità locali, in crescita a causa della deforestazione (trasformazione di aree di foresta e savana in coltivazioni), carenza di cibo o di acqua.  Da oltre 30 anni il Wwf porta avanti programmi di conservazione in Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo e Gabon come le azioni di mitigazione dei conflitti con l’uomo, lo sviluppo del programma 'Zero Poaching', la collaborazione con il programma Traffic per ridurre il commercio di avorio, il lavoro di sostegno alle comunità locali attraverso lo sviluppo di attività economiche sostenibili, l’educazione ambientale, l’assistenza medica e il sostegno alla scolarizzazione.  Grazie al progetto 'Una foresta per gli elefanti', nel territorio del Tridom (Gabon, Camerun, Repubblica del Congo) il Wwf sta realizzando azioni di studio e monitoraggio tramite fototrappole, analisi genetiche e tagging, rafforzamento del sistema antibracconaggio, aumentando le risorse disponibili per gli uffici che lavorano sul campo, le tecnologie avanzate e la formazione delle guardie. Il progetto prevede, inoltre, un’intensa attività finalizzata a migliorare la convivenza tra elefanti e comunità locali, tramite azioni volte a mitigare i conflitti attraverso un nuovo approccio, denominato Safe, che punta al raggiungimento di 5 obiettivi generali misurabili: sicurezza per le persone, sicurezza per la fauna selvatica, protezione delle proprietà umane, protezione dell’habitat, monitoraggio efficace.  ---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


One Piece: Netflix annuncia la terza stagione e pubblica le prime immagini della seconda - Il trailer

(Adnkronos) - Il viaggio di Monkey D. Luffy e dei Cappelli di Paglia non si ferma. In occasione delle celebrazioni del "One Piece Day" a Tokyo, Netflix ha scosso il mondo degli appassionati con un doppio, clamoroso annuncio: non solo sono state mostrate le prime immagini della attesissima seconda stagione, prevista per il 2026, ma la serie live-action è stata ufficialmente rinnovata per una terza stagione. Un segnale forte, che evidenzia la fiducia di Netflix in questo fenomeno globale, che ha infranto ogni record e si è posizionato al primo posto in oltre 75 Paesi al suo debutto nel 2023. La produzione della terza stagione avrà inizio entro la fine dell’anno a Cape Town, Sudafrica, con Ian Stokes che affiancherà Joe Tracz come co-showrunner, mentre l'ex showrunner Matt Owens ha confermato il suo addio alla produzione dopo il lavoro sulla seconda stagione. Ecco il trailer della seconda stagione che uscirà nel corso del 2026 La sinossi della seconda stagione promette un'avventura ancora più intensa e pericolosa: "L'impareggiabile avventura leggendaria ambientata in alto mare di Netflix, ONE PIECE, torna per la seconda stagione scatenando avversari più feroci e le missioni più pericolose di sempre. Luffy e i Cappelli di Paglia salpano per la straordinaria Rotta Maggiore, un tratto di mare leggendario dove pericolo e meraviglia attendono a ogni angolo". L'attesa per i nuovi personaggi è stata finalmente ripagata con una serie di annunci che hanno entusiasmato i fan. Tra gli interpreti più attesi, a vestire i panni di due dei più formidabili avversari della ciurma ci saranno: Joe Manganiello (conosciuto per il ruolo di Deathstroke nel film Justice League) interpreterà il carismatico e letale Mr. 0, alias Sir Crocodile. Lera Abova sarà la misteriosa e affascinante Nico Robin (Miss All Sunday), già mostrata in una versione "femme fatale" nel trailer con i suoi poteri del frutto del diavolo Hana Hana. Katey Sagal, star di Sons of Anarchy, presterà il volto all'eccentrica e saggia Dr. Kureha, personaggio chiave dell'arco narrativo di Drum Island. David Dastmalchian sarà Mr. 3, mentre Sendhil Ramamurthy (Heroes) interpreterà il re Nefertari Cobra.  Il trailer ha inoltre offerto ai fan più attenti una pioggia di dettagli che anticipano le tappe fondamentali del nuovo viaggio, dall'iconica Reverse Mountain con la balena Laboon all'isola di Little Garden con la prima apparizione del gigante Brogy. Tutti indizi che confermano la volontà degli showrunner di omaggiare fedelmente l'opera originale, arricchendola con dettagli e approfondimenti per il grande pubblico. L'adattamento live-action di ONE PIECE è tratto dalla serie manga più venduta della storia del Giappone e scritta da Eiichiro Oda, con oltre 100 volumi e 500 milioni di copie vendute in tutto il mondo. L'amore del pubblico per questa "impareggiabile avventura leggendaria" si riflette nel successo della prima stagione, che "ha quasi 100 milioni di visualizzazioni ed è uno degli show più scaricati di tutti i tempi su Netflix", guadagnandosi ben 11
nomination ai Children's & Family Emmy Awards. ONE PIECE è un universo in continua espansione, un franchise che va oltre lo schermo. I fan possono esplorare il mondo della serie attraverso la "nuovissima esperienza immersiva" che sarà inaugurata alla Netflix House, o portare a casa prodotti ufficiali con marchi come LEGO e Moose Toys. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Turismo, fra dimore nobiliari e parchi in Boemia il 23 agosto è la 'Notte dei Castelli'

(Adnkronos) - Castelli da fiaba, dimore aristocratiche, palazzi maestosi, fortezze inespugnabili, circondati da rigogliosi parchi e da foreste a perdita d’occhio. Sono oltre tremila in Boemia, tanto che la Repubblica Ceca è chiamata anche il ‘Paese dei castelli’. Si possono trovare al centro di borghi pittoreschi, arroccati su pendii boscosi, in riva a fiumi, tutti pieni di storia e di storie da raccontare. Un’occasione per visitarli in una maniera inconsueta sarà la ‘Notte dei castelli e dei palazzi’, che si celebra il 23 agosto. Più che una visita, una vera e propria esperienza.  La maggior parte di questi straordinari edifici storici, infatti, si trasforma per una sera in un luogo magico. Ad attendere i visitatori un ricco programma fatto di visite guidate notturne, passeggiate al lume di candela, rappresentazioni teatrali, concerti di musiche tradizionali. Nelle antiche cucine dei palazzi si potrà in qualche caso persino degustare manicaretti dell’epoca. Dunque, una visita d’eccezione che porta là dove di solito non si può entrare. Protagonisti i castelli con le loro decorazioni del barocco ceco, gli arredi originali, i giardini fioriti. In ognuno una guida pronta a raccontare vita e gesta delle famiglie nobiliari che in questa parte di Europa centrale hanno vissuto il loro massimo splendore. Alberi genealogici che si perdono nella notte dei tempi a scandire i secoli d’oro della Boemia, quando i nobili si costruivano dimore sfarzose e residenze di caccia non da meno, che poi, con il passare degli anni, passavano di mano in mano ai discendenti o ai nuovi pretendenti.  Storie che si intrecciano con la storia del paese, custodite nelle stanze che un enorme lavoro di restauro e di recupero ha riportato alla luce - dopo il periodo buio del dominio sovietico durante il quale molti castelli, tranne poche eccezioni, furono abbandonati o trasformati in depositi o abitazioni - restituendo al pubblico di cittadini e turisti la possibilità di conoscerli. Una parte della Boemia particolarmente ricca di castelli è la regione che ruota attorno alla città di Pilsen, a Ovest, verso il confine con la Germania. Percorrendo le stradine che attraversano pianure e boschi, in tutte le direzioni, si trovano castelli barocchi, monasteri medievali, riserve nobiliari di caccia, torri di avvistamento diventate punti panoramici.  Andando a Nord di Pilsen, si incontra il Castello di Manetin, un gioiello barocco che si apre al centro del paese che porta il suo stesso nome. Vi si accede da un terrazzamento, dove si affaccia anche la Chiesa di Santa Barbara, collegata all’edificio da un corridoio interno che veniva utilizzato dai proprietari per andare a sentire le funzioni religiose. Monumentale la scalinata principale che porta al piano nobile, affrescata e decorata con le statue allegoriche. La storia dell’edificio è legata a quella della dinastia aristocratica dei Lažanský, che lo fecero costruire nella prima metà del XVIII secolo. E sono numerosi i ritratti dei membri della famiglia, soprattutto delle ultime quattro generazioni, conservati all’interno. Motivo prevalente è la caccia, con esposizione di armi da fuoco risalenti alla metà del XIX secolo e mobili decorati con motivi venatori. Mentre a testimoniare gli interessi culturali della nobiltà dell’epoca è una enorme sala Biblioteca, con otto librerie originali in quercia vetrate, che conta oltre 5mila volumi. Alle spalle del Castello un vasto giardino all’inglese, dove si trova anche l’Orangerie, ultima parte del complesso ad essere stata, di recente, restaurata. Percorrendo una manciata di chilometri tra campi e boschi, si arriva alla spianata dove sorge l’imponente monastero cistercense di Plasy. Fondato nel XII secolo, è un complesso enorme riprogettato dall’architetto ceco di origini italiane Jan Blažej Santini Aichel, a cui si deve quel mix di gotico e barocco che rende uniche queste architetture. Ma soprattutto fu lui a inventare quella soluzione ingegneristica unica nel suo genere che vuole l’edificio poggiare, anziché su fondamenta in calcestruzzo, su oltre cinquemila palafitte di quercia che affondano in un suolo paludoso: il legno immerso nell’acqua assicura, infatti, una maggiore stabilità, a patto che questo stato di umidità venga mantenuto costante. Un sistema che il visitatore può vedere personalmente scendendo la scala che porta al piano seminterrato. Di questo enorme complesso, non ancora totalmente restaurato, si può visitare il convento, la torre dell’orologio, la cappella barocca, la Galleria Stretti, e la Chiesta di San Venceslao, con il cimitero dove riposa il principe Metternich e la sua famiglia.  A pochi chilometri da Pilsen, il Castello di Nebilovy è rinato dopo decenni di abbandono e distruzione e il suo restauro ancora non è terminato. L’aspetto attuale si deve alla casata dei Czernin che nel XVIII secolo trasformò il castello rinascimentale originario in una residenza aristocratica moderna per l’epoca. Il complesso si compone di due edifici gemelli uno di fronte all’altro, separati da un cortile con fontana. Gli interni sono arredati con mobili del XVIII e XIX secolo. Il tema dominante è il fiore, decorazione tipica del barocco ceco. Decorazioni che culminano nei muri e soffitti della grande sala da ballo, affrescata da Antonín Tuvora alla fine del XVIII secolo, raffigurando una giungla tropicale, con alberi ad alto fusto, uccelli, farfalle, paesaggi orientali. Spostandosi verso Sud, si trova Kozel, una tenuta di caccia in stile neoclassico, costruita attorno a un cortile su un piano solo e con un enorme parco circostante, curato con ogni specie di piante, che scende fino al torrente. Decori floreali e arredi originali si susseguono nelle stanze dalle mille sfumature pastello, spesso precedute da un vestibolo con un’originale parete divisoria per assicurare la privacy dell’ambiente principale. La visita segue in senso circolare la forma della struttura, fino ad arrivare a un vero e proprio gioiello: il teatro ‘di corte’, con pochissimi posti nelle panche frontali e il palcoscenico con scenografie originali tuttora semimoventi. Il maniero è famoso per essere location prescelta per matrimoni da favola, che si possono celebrare sfruttando anche l’ampio dehors. Ancora più a Sud, nei dintorni di Klatovy si trova il castello di Svihov, circondato da acqua, immerso in un’atmosfera da fiaba, tanto che qui è stato girato il film di Cenerentola. In estate ospita una tappa del Festival musicale che attraversa i Castelli della Boemia. Alle porte della cittadina di Susice, invece, si può visitare lo Château-Hotel Hrádek, un palazzo nobiliare oggi trasformato in albergo a quattro stelle. Il ristorante occupa le sale rinascimentali del piano terra con volte affrescate e quadri d’epoca. Anche le camere non sono da meno, su tutte quella riservata agli sposi con ingresso indipendente. Gli ospiti possono ripercorrere la storia dei proprietari passando da una stanza all’altra, fino alla Cappella annessa all’edificio. Dove una volta si trovavano le stalle oggi ha trovato posto una moderna Spa. Il giardino dell’hotel è aperto anche agli esterni e si articola in diversi spazi che si estendono anche al di fuori del perimetro della proprietà, con un parco dove svetta l’Orangerie, adibita a serra per piante esotiche.  Ci sono poi rovine di castelli e torri che sono dei punti panoramici naturali e privilegiati per ammirare la città di Pilsen e la regione che la circonda. E’ il caso del Castello di Radyne, una torre sentinella costruita da Carlo IV intorno al 1356. Resta solo un rudere, che tuttavia è visitabile all’interno negli orari di apertura. Per arrivarci bisogna arrampicarsi su un sentiero che parte da uno spiazzo all’interno di un bosco, dove si trova un parcheggio, un punto ristoro e informativo. Esperienza simile si fa se si vuole arrivare alla torre Bolfanek, costruita nel 1726, che originariamente faceva parte della chiesa barocca di San Volfango ma fu trasformata in una torre di osservazione nel 1845. E’ immersa nella foresta e raggiungibile attraverso sentieri segnalati e facili. Tra questi boschi si apre anche l’Americka Zahrada, un giardino fondato nel 1842 che custodisce oltre 200 specie di alberi e arbusti provenienti dall’America, ma anche dall’Europa e dall’Asia. Accessibile liberamente tutto l’anno, è un luogo dove immergersi nella natura e nel silenzio. Un altro punto panoramico a Sud di Pilsen, che guarda alla Selva boema, è la Torre Svatobor, di cui si ha traccia dalla fine dell’Ottocento, sebbene sia stata poi ricostruita negli anni Trenta. Sorge su una collina a 854 metri ed è alta 31,6 metri. Salendo 182 gradini, si può arrivare sulla sommità della sua struttura cilindrica e ammirare la vista a 360 gradi. E ripercorrere così con lo sguardo tutte le storie che la regione di Pilsen con i suoi castelli ha da raccontare. Per tutte le informazioni si possono visitare i siti web della città www.visitpilsen.eu, della regione www.turisturaj.cz e nazionale www.visitczechia.com.   ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Stelle cadenti di San Lorenzo: la guida per osservare il picco delle Perseidi

(Adnkronos) - L'atmosfera delle notti d'estate raggiunge il suo culmine con lo spettacolo annuale delle stelle cadenti, tradizionalmente associate a San Lorenzo. Sebbene la tradizione identifichi il 10 agosto come la "notte delle lacrime", la scienza astronomica ci ricorda che il picco di questo fenomeno si verifica in realtà con qualche giorno di scarto. Quest'anno, tra l'11 e il 13 agosto, il cielo notturno si illuminerà con il bagliore delle meteore, offrendo uno degli spettacoli più attesi, a patto di superare un ostacolo non indifferente: una Luna che si preannuncia "ingombrante". Le meteore che popolano i nostri cieli d'agosto sono note come Perseidi. Il loro nome deriva dalla loro apparente provenienza, il radiante, che si trova nella costellazione di Perseo. Questi frammenti sono i detriti lasciati dal passaggio della cometa Swift-Tuttle, un corpo celeste scoperto nel 1866. L’ultima volta che la cometa ha visitato il sistema solare interno è stato nel 1992, ma tornerà solo tra oltre un secolo, con un periodo di rivoluzione di circa 135 anni. Ogni anno, la Terra, nel suo percorso orbitale, incrocia la scia di questi detriti. Quando i frammenti di polvere e materiale, spesso non più grandi di un granello di sabbia, entrano nell'atmosfera terrestre, bruciano a una velocità impressionante, fino a 59 chilometri al secondo. Questo processo, chiamato ablazione, genera la scia luminosa che noi ammiriamo come una stella cadente. 
Date, orari e la sfida della Luna
 Il momento migliore per osservare le stelle cadenti nel 2025 sarà tra la notte dell'11 e il 13 agosto. Il culmine è atteso in queste date, quando la Terra attraverserà la parte più densa dello sciame meteorico. Tuttavia, quest'anno la visibilità potrebbe essere ridotta dalla presenza di una Luna quasi al primo quarto, la cui luminosità rischia di oscurare le meteore meno brillanti. Per massimizzare le possibilità di avvistamento, gli esperti consigliano di: 
Scegliere la location: allontanarsi il più possibile dai centri abitati e dall'inquinamento luminoso. 
Attendere l'ora giusta: l'osservazione migliore avverrà nelle ore prima dell'alba, quando la Luna sarà più bassa sull'orizzonte o sarà già tramontata. 
Adattare la vista: lasciare che gli occhi si abituino al buio per almeno 20-30 minuti, senza usare dispositivi elettronici. 
Guardare verso la costellazione di Perseo: anche se non è necessario puntare direttamente il radiante, poiché le meteore sono visibili in tutto il cielo, sapere dove si trova la costellazione può aiutare a orientarsi. Il fascino delle "Lacrime di San Lorenzo" affonda le sue radici nella tradizione. Secondo la leggenda, le stelle cadenti rappresentano le lacrime versate dal santo durante il suo martirio sulla graticola il 10 agosto del 258 d.C. Questi "punti di fuoco" simboleggerebbero il suo dolore, ma anche la sua speranza. Al giorno d'oggi, il picco dello sciame si è spostato di qualche giorno rispetto alla data del martirio, ma la suggestione di questo fenomeno rimangono immutati. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)