"Compiti delle vacanze, ogni anno 250 milioni buttati". Veto assoluto dal pediatra

(Adnkronos) - "Ogni anno le famiglie italiane spendono un totale di 250 milioni di euro in libri per i compiti delle vacanze, con una spesa media di 40 euro ad alunno". Sono "soldi buttati" per il pediatra Italo Farnetani, storico paladino dell'estate libera da esercizi da svolgere e nozioni da apprendere: "Uno stress inutile e controproducente per i bambini e i ragazzi" che nei mesi di pausa dalla scuola dovrebbero avere un unico dovere: svagarsi, fare sport, divertirsi con genitori, parenti e amici, conoscere gente nuova e nuovi ambienti. In poche parole: riposare la mente e arricchirla con esperienze di vita. Mentre si avvicina l'ultima campanella, il medico rilancia il suo "veto assoluto ai compiti delle vacanze. Sempre e soprattuto al mare", dice all'Adnkronos Salute Farnetani, papà delle 'Bandiere Verdi' che contrassegnano le spiagge a misura di bimbo e torneranno a giorni a sventolare. E' atteso infatti per venerdì prossimo, 23 maggio, l'annuncio dei lidi vincitori per il 2025.  "Gli stessi soldi che ogni anno vengono spesi per i libri delle vacanze sarebbe più utile investirli in una pizza insieme, genitori e figli", sentenzia Farnetani, professore ordinario di Pediatria dell'università Ludes-United Campus of Malta. "Le vacanze estive senza pensieri, tantomeno didattici - spiega - sono necessarie per due motivi. Innanzitutto perché le temperature alte della bella stagione, oggi ancora più roventi complice il cambiamento climatico, sono incompatibili con l'apprendimento. E non è neanche giusto invitare allo studio nelle ore fresche - precisa l'esperto - perché al mattino l'organismo ancora non è in piena forma, specie sul piano del ragionamento".  La seconda ragione è che "bambini e adolescenti hanno bisogno di avere un tempo libero dagli impegni scolastici, sia per poter stare di più all'aria aperta - e si sa quanto sia importante il movimento, l'attività fisica - sia per arricchirsi di nuove esperienze. Devono esplorare l'ambiente, conoscere luoghi, situazioni e persone diverse. Anche con tutto questo i compiti delle vacanze sono incompatibili, oltre a essere controproducenti perché si rischia di prolungare lo stress dell'apprendimento. E' chiaro che il ruolo della scuola è fondamentale nella formazione dei giovani - chiarisce Farnetani - ma è opportuno che i ragazzi abbiano un periodo in cui possano svuotare la mente, azzerare gli impegni scolastici e coltivare quella che chiamiamo 'resilienza dalla fatica di imparare'". Una messa in modalità 'off' che, non si stanca di ripetere il pediatra, "è necessaria e imprescindibile".  "Il 23 maggio comunicheremo le nuove Bandiere Verdi che indicano le spiagge adatte ai bambini scelte dei pediatri", ricorda lo specialista. "Ecco, se i compiti delle vacanze sono sconsigliati sempre, durante la vacanza al mare sono vietatissimi - avverte - perché dobbiamo lasciare i bambini e gli adolescenti liberi di potersi immergere completamente nell'atmosfera marina, senza richiamo alcuno alla scuola. La vacanza al mare è" per Farnetani "una delle più grandi esperienze che può fare un minore, quindi per favore lasciamogliela vivere in piena libertà. Non solo sarà un arricchimento affettivo, ma sarà fonte di nuove esperienze che si riveleranno utili anche per facilitare il ragionamento quando, tornato a scuola, il bambino o adolescente sarà chiamato a capire nuove realtà".  "L'unico 'compito' che affido, la sola lezione che ammetto e che anzi consiglio è quella di nuoto", chiosa il pediatra. "Raccomando di promuovere l'attività fisica sempre e comunque, ma in particolare quando siamo al mare: preoccupiamoci che i bambini imparino a nuotare, a stare in acqua in sicurezza", è l'appello del medico. Farnetani ha condotto delle ricerche raccogliendo alcuni dati: "Solo il 30% dei minori sa nuotare in modo efficace", riferisce; "il 30% sa solo galleggiare, il 10% sa nuotare in piscina, ma non al mare, e il 30% non sa nuotare affatto. Cerchiamo allora di colmare questa lacuna", esorta l'esperto. "Non per allevare dei campioni di nuoto, ma per permettere ai ragazzi di vivere il mare in massima sicurezza. Questa - in conclusione - è l'unica lezione a cui i bambini devono assistere, l'unico compito delle vacanze ammissibile, consigliato e utile per la vita". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Palio di Legnano, bebè contradaioli in ospedale: stemmi sulle culle

(Adnkronos) - Contradaioli in fasce all'ospedale di Legnano, la città del palio che dal 1935 commemora la battaglia combattuta il 29 maggio 1176 nei dintorni del comune dell'Alto Milanese fra le truppe della Lega Lombarda e l'esercito imperiale di Federico Barbarossa. Da quest'anno sulle culle dei bebè di maggio, quando l'intera città si anima in attesa della sfilata e della corsa ippica fissate per l'ultima domenica del mese, verranno apposti gli stemmi della contrada di famiglia. I genitori che lo desiderano potranno scegliere il simbolo (o i simboli) del cuore e imprimerlo sul cartoncino identificativo del figlio. Bimbi e bimbe affiliati dalla nascita a uno degli 8 stendardi che colorano Legnano, dividendola in altrettanti quartieri l'un contro l'altro vestiti: le contrade Flora, Legnarello, San Bernardino, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant'Ambrogio e Sant'Erasmo.  "A maggio anche in reparto si respira aria di Palio", annuncia l'Asst Ovest Milanese, azienda socio sanitaria territoriale che vede l'ospedale civile di Legnano quale presidio capofila dei 4 che le fanno capo (Legnano, Abbiategrasso, Cuggiono e Magenta). "Siamo nel pieno del mese più legnanese che ci sia - sottolineano dall'azienda - e allora perché non portare un pizzico di tradizione anche accanto alle culle dei più piccoli?". Ecco quindi "un piccolo gesto per sentirsi parte di qualcosa di grande, fin dai primissimi giorni" di vita. "Vogliamo sostenere e promuovere come possiamo una tradizione bella e sana che fa bene ai giovani", dichiara all'Adnkronos Salute Laura Pogliani, direttore della Struttura complessa di Pediatria, Neonatologia e Patologia neonatale del nosocomio legnanese, spiegando com'è nata l'idea che nei prossimi anni il reparto vorrebbe "rendere ancora più visibile e ampliare".  "Sono di Milano, ho lavorato 15 anni al Buzzi e 12 al Sacco", racconta il primario. "Sono a Legnano da 7 anni e mezzo, ma è una realtà che ho conosciuto già prima tramite un nostro specializzando diventato poi un ottimo pediatra neonatologo: Fabio Meneghin, legnanese doc, capitano della contrada di Sant'Erasmo negli ultimi anni. Vedevo questo ragazzo che quando arrivava maggio diceva 'prendo le ferie, non ci sono, non posso esserci'. Mi domandavo perché, cosa stesse succedendo, e poi quando sono arrivata qui ho capito tutto. Ho compreso che il Palio di Legnano era un evento importantissimo, di cui i cittadini sono estremamente appassionati. Ed è fantastico perché si vede la tradizione, si vede l'affiatamento, l'aggregazione rispetto a un appuntamento che coinvolge l'intera comunità e che è storia, è nel Dna del territorio. Anche i giovani - osserva la pediatra - si concentrano su un interesse positivo, su qualcosa di buono, di pulito, di sportivo e onesto. Penso sia un evento da promuovere e da favorire in assoluto ed era già da qualche anno che volevamo fare qualcosa". In mente "c'erano diversi progetti. Ma tra i costi per realizzarli, e il Covid che poi è arrivato e ha cambiato tutto, finora non ce l'abbiamo fatta. Quest'anno però sì: cominciamo con questi piccoli adesivi, poi nel futuro - si augura Pogliani - speriamo di riuscire a organizzare qualcosa di più". 
In cosa consiste precisamente il progetto? "Sulle culle dei bimbi nati in reparto", minuscoli 'letti su ruota' che permettono ai neonati di stare accanto alle madri girando insieme a loro in corsia e negli spazi ricreativi, "vengono sempre apposti con un cartoncino la data di nascita, il nome del bambino e quello della mamma, senza cognome per ragioni di privacy - precisa il primario - e questo cartoncino al momento delle dimissioni viene dato ai genitori. Per il mese di maggio abbiamo dunque predisposto degli stemmini adesivi delle contrade da attaccare sui cartoncini" che identificano i bebè. "I genitori possono scegliere di imprimere lo stemma della contrada di famiglia o anche più simboli, in caso di 'rivalità' nella coppia. C'è addirittura chi li vorrebbe tutti e 8", sorride Pogliani. "Diamo anche una specie di attestato con l'impronta del piedino del bimbo, che quando diventa grande e magari porta il 46 lo può conservare come un bel ricordo".  A Legnano, che i suoi 'figli' amano descrivere come l'unica città - insieme a Roma, citata nell'Inno di Mameli - negli ultimi anni "abbiamo avuto un significativo incremento delle nascite e molti genitori vengono a partorire qui anche da fuori", evidenzia il medico. "In questo mese stiamo offendo gli stemmi delle contrade a tutti e la gran parte ha accettato, pure mamme e papà non legnanesi o coppie in cui un solo genitore lo è". Anche i 'forestieri', specialmente se da zone limitrofe, "spesso conoscono il palio, lo seguono e simpatizzano per una o più contrade. In questi casi ci chiedono più stemmi e noi li accontentiamo. Non sono che adesivi", però mettono allegria. Ma quanti sono i bebè di maggio, quanti i baby-contradaioli e quali colori indossano di più? "In maggio da noi nascono circa 100 bambini - risponde Pogliani - quindi finora abbiamo avuto una cinquantina di neonati e la grande maggioranza dei genitori ha aderito all'iniziativa". Quale contrada vince il 'Palio della Neonatologia'? Il medico non si sbilancia: "C'è un po' di tutto", compresa "tanta Flora" rosso-blu, che poi è la contrada dove sorge l'ospedale nuovo. "Gli adesivi di quest'anno sono davvero una piccola cosa, nata dall'iniziativa del nostro personale, delle nostre ragazze che sono meravigliose" e il primario ci tiene proprio a rimarcarlo. "Abbiamo una magnifica équipe - afferma Pogliani - a cui va il merito di gran parte dei successi che riscuotiamo. Un team competente, motivato e affiatato, che ci crede" e pensa in grande. "Qui a Legnano in maggio vediamo per le strade delle carrozzine con la copertina della contrada, addirittura con la bandiera sopra. Crediamo sia bello che a celebrare una tradizione, ad amare il proprio territorio, si parta da subito. E vorremo che si cominciasse dall'ospedale", chiosa la pediatra. Perché non valutare corredini ricamati dalle 8 operose contrade e donate al reparto? "Non osiamo chiederlo, ci sembra troppo. Però certo che sarebbe bellissimo". (di Paola Olgiati) ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Red Fryk Hey, la danza e l'autismo scoperto a 31 anni: "Includere è capire gli altri"

(Adnkronos) -
La danza è sempre stata il suo "spazio sicuro", un linguaggio con cui parlare di sé al mondo, fin da piccola, oltre ogni barriera o difficoltà. Ma oggi è ancora di più: la sua professione. Red Fryk Hey, al secolo Federica Giusto, è una ballerina, coreografa professionista di hip-hop. All'attivo ha un fumetto con lei come protagonista, un film danzato ('The mind with red wings') e una tournée di spettacoli e panel-show in giro per l'Italia. In ogni cosa che fa c'è il racconto della sua esperienza di giovane donna che ha scoperto di essere autistica da grande, e all'Adnkronos Salute racconta cosa significa oggi inclusione - quella vera - per le persone che appartengono allo spettro autistico. Lo spiegherà anche domenica 18 maggio all'EduFest 2025, evento dedicato a bambini, famiglie, insegnanti e professionisti del mondo dell'educazione che si incontrano a Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo, per una due giorni di confronto e laboratori. Il tema sarà quello degli 'Equilibri', per guardare all'educazione e alla scuola come uno spazio aperto, evidenziano i promotori, dove le domande contano quanto le risposte, e le differenze diventano risorse.  Proprio la diversità e le difficoltà dell'inclusione delle persone con disabilità sono al centro del racconto di Red Fryk Hey. "Io ho scoperto di essere autistica a 31 anni, è stata una riscoperta di me stessa - dice - Ho capito tante cose di me, ho dato finalmente delle risposte ed è stato un cambio vita in positivo. Ho deciso da subito di fare informazione e attivismo, sono una persona autistica che parla - non tutte parlano - e cercare di far capire meglio alcune cose che vivo, è stata una spinta che ho sentito dentro, soprattutto per chi non sa di essere nello spettro autistico. Spesso si inizia a soffrire di depressione, di altri disturbi d’ansia, perché non si sa come funziona la propria mente. A me la consapevolezza ha creato tanto benessere, può essere importante per le altre persone e soprattutto per le loro famiglie".  Un percorso di consapevolezza sulla propria mente che è iniziato da piccolissima, per Red, proprio a scuola: "Mi sentivo sbagliata, perché non funzionavo come gli altri, cioè il mio cervello non percepiva bene la realtà, provavo emozioni e avevo reazioni sempre troppo forti, e quindi arrivavo anche alla dissociazione, tra giudizio e vergogna di cosa si prova", ripercorre. La chiave anche per lei è stata comprendere se stessa. Una chiave universale. "Come racconterò al talk dell'EduFest, oggi si pensa che l'inclusione voglia dire far partecipare la persona con disabilità, con una diversità più diversa delle altre, ma nel modo e con il modello con cui vivono gli altri, ma quella non è l'inclusione. L'inclusione è capire i bisogni e rispettarli, e far sì che ognuno possa stare dove in realtà avrebbe già di diritto il suo posto, ma spesso viene escluso".  Red Fryk Hey torna di nuovo col pensiero a quando era più piccola: "Ad esempio, quando c'era l'intervallo a scuola si doveva andare in corridoio, ma io lì stavo male perché c'era troppo caos. Chiedevo di restare in aula e la risposta era: 'No, perché non c'è nessuno che ti guarda'. Una persona autistica come me, però, già dopo tutti gli stimoli della lezione non poteva reggere anche il rumore, tutti quegli odori. Per i miei insegnanti includermi era non lasciarmi da sola. Ho capito nel tempo che inclusione non vuol dire 'ti includo per forza dove stai male', perché così non mi stai includendo". A scuola, spiega ancora, "ho avuto tante difficoltà, ad esempio sono molto lenta anche solo nella comprensione di tante cose che mi vengono dette, e in classe troppe informazioni non riuscivo ad assorbirle tutte insieme, e avevo bisogno dei miei tempi. Ma al tempo mi veniva detto che ero stupida, che non ero capace, perché non ero come gli altri. Ho iniziato a soffrire di depressione nell'infanzia perché magari appunto non sapevo di essere nello spettro autistico". "Prendendo la consapevolezza del proprio funzionamento - aggiunge - si può andare da uno psicoterapeuta specializzato in funzionamento autistico, che tratta la depressione su menti autistiche perché ovviamente è diversa da una mente neurotipica. Anche se ora va molto meglio, la depressione fa parte della mia vita e devo affrontarla giorno dopo giorno". È stata la danza a trasformare la vita di Red, un rapporto così forte da farle trovare una sua identità positiva fuori da ogni stigma, pregiudizio o bullismo subito. "Io dico sempre che è come se mi avesse scelto lei, perché da quando ho memoria io ballavo, ho iniziato a camminare e a ballare inconsapevolmente. La danza mi ha sempre fatto stare bene. È il mio spazio sicuro. Mi ricordo di tantissime volte in cui con altre persone mi isolavo perché stavo bene così. Loro dialogavano e giocavano, poi mi veniva chiesto - qualche volta anche per prendermi in giro e non lo capivo - di ballare. Per me era importante perché mi autorappresentavo, è sempre stato un modo di esprimermi al di là delle mie difficoltà. Crescendo ho studiato ed è diventata la mia professione che mi rende felice e libera". Con la danza "parlo di come noi funzioniamo". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Su TikTok video fake di Burioni con l'Ai. "Frustrante non riuscire a fermarli"

(Adnkronos) - Questa volta il campo d'azione è TikTok. "Guarda i fantastici video brevi creati da Dr Roberto Burioni", l'invito agli utenti. Dr Roberto Burioni sembra essere anche il nome dell'account (che in realtà è @italionos), un profilo che ha già accumulato 26mila follower e 71mila like. Le clip sono una decina. L'ultimo video postato si apre con il virologo in giacca e cravatta che guarda fisso in camera e dice: "Se al mattino non hai fame per la colazione è un segno di alti livelli di cortisolo. Ti svegli alle 3 di notte per andare in bagno? Cortisolo alto. Tensioni e dolori alle spalle? Ancora cortisolo". L'elenco va avanti - la musica in sottofondo rende il tutto quasi ipnotico - finché Burioni rassicura: "Non è colpa tua. Il mio consiglio? Inizia a prendere Moringa". Quel video è un fake confezionato con l'Ai. E ogni giorno Burioni apre la sua casella email e sa che troverà "diverse richieste" da parte di persone in cerca di chiarimenti o consigli sulla posologia di prodotti con nomi fantasiosi. "Ho fatto tutto quello che potevo per bloccare questi video - spiega all'Adnkronos Salute - però non ci sono riuscito. Il risultato è stato zero. E' frustrante".  Nelle clip, racconta il professore di Microbiologia e Virologia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, "tipicamente c'è un'intervista in studio in cui Fabio Fazio mi fa delle domande e io rispondo con la mia voce. Sembro proprio io. Poi ovviamente sentendo l'audio io mi accorgo degli errori sulle vocali toniche che non farei mai, le differenze per me sono chiare. Però alla fine succede che tantissime persone ci credono e io ricevo mail in cui c'è anche chi mi chiede perché non gli sono arrivati i prodotti ordinati, o come fare ad averli. Ho persino creato una risposta automatica per dire subito a queste persone che è una truffa. Lo scrivo anche in continuazione sui social".  L'ultimo alert postato da Burioni è proprio di oggi, 16 maggio. "I video nei quali promuovo farmaci, integratori, terapie e via dicendo sono falsi - avvisa il virologo - C'è un account su TikTok che ho segnalato e via dicendo, ma rimane in bella vista (a conferma che nei social la legge non esiste) e io non posso fare altro che mettervi di nuovo in guardia". In uno di questi filmati fake, è uno degli esempi portati da Burioni, "sono io che sto facendo una lezione durante la trasmissione 'Che tempo che fa'". Sono registrazioni facilmente reperibili online, e le immagini vengono manipolate con l'Ai, il che rende tutto più credibile. Burioni non è l'unico esperto nel mirino. Molti altri specialisti si sono visti rubare l'immagine per questi video che li trasformano in 'testimonial a loro insaputa'. "O peggio - precisa Burioni - in testimonial falsi 'a nostra conoscenza'. Perché in realtà questi video li scopriamo, vediamo quello che succede, ma non si riescono fermare. E' assurdo. Anche perché, diversamente, se un giornalista pubblica un'intervista falsa, viene subito fatta togliere".  Avvertire il pubblico che sono video falsi non basta ad arginarne l'impatto. "Si va da falsi rimedi contro l'artrosi a prodotti per i capelli, e io continuo a ricevere richieste di informazioni da persone che o stanno per comprare questi prodotti falsi o li hanno comprati già prima di scrivermi". Negli ultimi tempi è stato "un crescendo. Le email che ricevo - osserva Burioni - vanno a ondate. Ogni volta che esce un nuovo account, e ora c'è questo su TikTok, ne arrivano di più. E' molto grave, perché così è il 'far west', queste persone stanno facendo una cosa illegale e noi possiamo solo raccontarla. Allo stesso modo in questi video falsi potrebbero farmi dire cose di ogni tipo - parolacce, insulti - e non va bene. A me non piace che nel mio Paese qualcuno possa usare l'immagine di una persona per truffare dei pazienti e non si possa fare niente. E tutto davvero molto frustrante". ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nintendo, aggiornamento a Switch 2 gratis per 12 giochi: ecco quali

(Adnkronos) - Nintendo ha annunciato una serie di aggiornamenti gratuiti dedicati a dodici titoli first-party per Nintendo Switch, pensati per migliorare significativamente l’esperienza di gioco su Nintendo Switch 2. A partire dal 5 giugno 2025, i giocatori potranno usufruire di miglioramenti grafici, ottimizzazioni delle prestazioni e nuove funzionalità sociali che sfruttano le capacità avanzate della nuova console. Tra i titoli interessati figura ARMS, che beneficia di una risoluzione ottimizzata per il display della Switch 2 e i televisori ad alta definizione, un frame rate migliorato anche durante le partite multigiocatore e il supporto all’HDR. Anche Big Brain Academy: Sfida tra menti si arricchisce, introducendo il supporto a GameShare per permettere sessioni multigiocatore locali e online fino a quattro partecipanti in modalità Party. Captain Toad: Treasure Tracker riceve un aggiornamento visivo con supporto HDR e consente a due utenti di affrontare tutti i livelli condividendo l’esperienza tramite GameChat, sia in locale sia online. Anche Clubhouse Games: 51 Worldwide Classics introduce la possibilità di giocare a 34 giochi con un massimo di quattro persone grazie a GameShare, ampliando le occasioni di socialità digitale. Tra le novità tecniche spiccano i miglioramenti a Game Builder Garage, che oltre a beneficiare di una resa visiva superiore, supporta ora controlli via mouse utilizzando i Joy-Con 2, estendendo le opzioni creative dei giocatori. Lo stesso vale per New Super Mario Bros. U Deluxe, che viene ottimizzato per sfruttare al meglio la nuova risoluzione e l’hardware aggiornato. Particolare attenzione è stata riservata anche al comparto Pokémon. Sia Pokémon Scarlatto che Pokémon Violetto ricevono significativi aggiornamenti grafici e miglioramenti al frame rate, rendendo l’esplorazione delle rispettive regioni più fluida e visivamente appagante su Switch 2. Super Mario 3D World + Bowser’s Fury viene potenziato con migliorie grafiche, un frame rate più stabile e l’introduzione del supporto HDR, limitato alla sezione Bowser’s Fury. Anche in questo caso, GameShare consente fino a quattro giocatori nella modalità principale e due nella modalità alternativa, in cui uno controlla Mario e l’altro Bowser Jr. Un altro titolo di punta che riceve un aggiornamento è Super Mario Odyssey. La nuova versione include miglioramenti visivi, Hdr e funzionalità GameShare che permettono a due utenti di condividere l’avventura nei panni di Mario e Cappy, sia localmente che online. Infine, Nintendo ha annunciato aggiornamenti per The Legend of Zelda: Echoes of Wisdom e The Legend of Zelda: Link’s Awakening. Entrambi beneficiano di un comparto visivo rinnovato e supporto HDR, valorizzando l’atmosfera e i dettagli delle ambientazioni. Con questa serie di aggiornamenti, Nintendo intende offrire ai propri utenti una transizione fluida verso la nuova generazione hardware, arricchendo giochi già amati con funzionalità avanzate e una maggiore integrazione sociale, senza costi aggiuntivi. Una strategia che mira a valorizzare la libreria esistente e al contempo incentivare l’adozione della Nintendo Switch 2. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


A Raffaella Ammirati il premio Sime 2025

(Adnkronos) - Assegnato a Raffaella Ammirati, redattrice dell'Adnkronos Salute, il premio giornalistico della Società italiana di medicina estetica (Sime), intitolato Carlo Alberto Bartoletti. Il riconoscimento, si legge nella motivazione, "per aver realizzato un articolo giornalistico sul ruolo dell'intelligenza artificiale nella medicina estetica utilizzando una terminologia ineccepibile e al contempo di facile comprensione. Un contributo puntuale e chiaro ad una corretta informazione giornalistica in un settore, come quello della medica estetica, spesso vittima di fake news". Ammirati, per le agenzie di stampa, si è aggiudicata il riconoscimento ex aequo con Manuela Correra dell'Ansa. Per la sezione radio-televisioni, web e servizi on line il premio è andato a Margherita Lopes di Fortune, già giornalista dell'Adnkronos Salute.  "Questa 2° edizione del premio - ha detto Emanuele Bartoletti, presidente Sime - è stata un successo al di là delle nostre più rosee previsioni, con una partecipazione di giornalisti da tutta Italia che ci ha costretti ad un lavoro impegnativo e a scelte a dir poco ‘dolorose’. Le scelte della giuria, come previsto dal regolamento, sono insindacabili. Anche quest’anno si sono aggiudicati premi 3 giornaliste ‘storiche’ del nostro settore".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Fisco, tributaristi: "Prorogare adempimenti telematici per blocco accesso a sito Ag.Entrate "

(Adnkronos) - L’ Istituto nazionale tributaristi (Int) per mano del suo presidente Riccardo Alemanno ha inviato al direttore dell’Agenzia delle Entrate, avvocato Vincenzo Carbone, la richiesta di proroga degli adempimenti tributari in scadenza a causa del blocco dell’accesso ai sistemi telematici da parte di contribuenti e intermediari fiscali. Alemanno non ha enfatizzato la negatività della problematica, coincidente con i primi accessi alle dichiarazioni precompilate, ma si è limitato alla sostanza e ha scritto: "omissis... date le persistenti problematiche di accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate, si chiede la proroga di tutti gli adempimenti in scadenza attraverso un suo provvedimento, come previsto dalla normativa vigente in caso di blocco dei sistemi telematici della Pubblica amministrazione. Non mi dilungo oltre confidando in un suo intervento tempestivo, che eviti a contribuenti e intermediari fiscali ulteriori problematiche". ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Roma, l'Ordine dei medici propone Qr code anti-abusivi negli studi a tutela dei pazienti

(Adnkronos) - Un Qr code 'anti-abusivi' negli studi medici per aiutare il cittadino a verificare "che il professionista a cui si rivolge abbia le carte in regola per fornire le risposte di salute richieste". Una proposta che il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, poterà all'attenzione del Governatore del Lazio Francesco Rocca, "che - annuncia Magi - a breve incontrero". L'idea è apporre il codice, messo a punto da Ordine dei medici e Regione, all'ingresso in ogni studio, "in modo che il cittadino semplicemente inquadrandolo con il cellulare, possa sapere in modo rapido e chiaro se quel professionista è formato per fornire le risposte di salute richieste", aggiunge Magi nel suo intervento, oggi a Roma, all'apertura del 46esimo congresso della Societa italiana di medicina estetica (Sime), particolarmente sensibile al tema della formazione specifica dei professionisti.  L'idea del codice nasce, spiega Magi all'Adnkronos Salute a margine della sessione d'apertura del Congresso Sime, per "tutelare il cittadino, non soltanto per quanto riguarda la medicina estetica, ma per permettere in modo semplice di essere sempre sicuri che gli studi o i centri dove si svolgono le attività sanitarie siano regolarmente autorizzati per le specifiche attività che fanno e, soprattutto, che i professionisti che ci lavorano abbiano quelle competenze e quelle capacità, certificate, per poter fare quella tipologia di atto medico. Due importanti elementi di trasparenza che possono essere verificati rapidamente: la tecnologia ci consente di tutelare le persone con gli strumenti di uso comune". Insomma, "un bollino di qualità che, allo stesso tempo, aiuta a sensibilizzare e responsabilizzare le persone perché, in tema di salute, non è bene affidarsi a quanto ha detto l'amico dell'amico e scegliere magari perché si paga poco. Con il Qr code si può certificare la qualità del professionista e verificare che il centro abbia le autorizzazioni necessarie a fornire i servizi di cura specifici", conclude Magi. (segue) ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lo studio, 'funziona' cura cicatrici di guerra con metodologia Biodermogenesi

(Adnkronos) - A poco più di un anno dalla presentazione del progetto 'Mission to Kiev', nato per offrire un percorso terapeutico ai feriti di guerra ucraini, al congresso della Società italiana di Medicina estetica (Sime 2025) a Roma il dottor Yehor Kolodchenko di Kiev, ha illustrato i primi risultati nella cura di pazienti straziati da cicatrici devastanti con la metodologia Biodermogenesi di RigeneraDerma. Lo studio preliminare - pubblicato su 'PubMed' - ha preso in considerazione 67 pazienti (15 bambini, 26 donne e 26 uomini) e ha riscontrato dopo il trattamento con "esito positivo, estetico e funzionale". Secondo la Un Human Rights Office, tra febbraio 2022 e il 31 dicembre 2024, sono rimasti feriti almeno 28.382 civili, tra cui 1.833 bambini, ma si teme che i dati reali siano molto più alti. Dai pochi studi esistenti, le principali ferite sono da ustione, conseguenza del fatto che l'aria intorno alle esplosioni diventa rovente per un raggio di decine di metri e tutti coloro che vengono coinvolti da tali onde d'urto termiche sono esposti a lesioni a mani, volto e collo, ovvero le parti generalmente non coperte dall’abbigliamento. Da RigeneraDerma è nato Mission to Kiev. Il progetto RigeneraDerma, nato per curare gratuitamente le cicatrici delle donne vittime di violenza, è stato esteso, sempre pro bono, anche a militari e civili feriti nel corso della guerra d'Ucraina, confermando l'attenzione da sempre dimostrata verso pazienti particolarmente deboli, verso i quali la medicina non è riuscita ad offrire cure significative. Troppo spesso i feriti di guerra sono stati abbandonati a loro stessi, con problemi di relazione causati proprio dalle cicatrici, talvolta deturpanti, e molte volte impossibilitati a rientrare nel mondo del lavoro, perdendo di conseguenza la propria indipendenza economica. Mission to Kiev è nato da un’idea di Maurizio Busoni, professore presso il Master di Medicina Estetica delle Università di Barcellona e Camerino. Il progetto si avvale del Patrocinio dell’Università di Verona con la collaborazione del professor Andrea Sbarbati e dell’ingegner Sheila Veronese, del professor Francesco D'Andrea dell'Università Federico II di Napoli, del dottor Yehor Kolodchenko, president of Association of Laser Medicine and Cosmetology di Kyiv, Ucraina. RigeneraDerma "ha accumulato esperienze estremamente positive nella terapia delle ustioni e delle cicatrici in genere, grazie all’utilizzo della metodologia Biodermogenesi, e questo ha permesso di sviluppare dei protocolli terapeutici per le cicatrici di guerra, generalmente più complesse rispetto a lesioni simili maturate in ambiente civile - riporta la nota dell'azienda - Questo a causa dei composti chimici abbinati ai proiettili e agli esplosivi destinati ad aggredire la pelle in un secondo tempo, causando ulteriori lesioni di estrema gravità. Per capire la portata di tali danni progressivi è sufficiente sapere che molto spesso gli amputati di guerra devono subire una seconda amputazione sul tessuto che si riteneva sano nel corso del primo intervento chirurgico. "Nonostante la storia dell'umanità sia scandita dalle guerre, sino ad oggi nessuno si è preoccupato di curare le cicatrici dei feriti sopravvissuti, - sottolinea Maurizio Busoni -. Attualmente non esiste un protocollo terapeutico convalidato, né una scala di valutazione del danno determinato da tali cicatrici. Pertanto siamo partiti dallo studio delle cicatrici di guerra e delle loro conseguenze, quali ad esempio dermatiti gravi e talvolta croniche o devastanti forme di tumore cutaneo, come le ulcere di Marjolin, che si possono manifestare anche 30 anni dopo la ferita. Questo ha permesso di sviluppare una scala di valutazione delle cicatrici di guerra che abbiamo denominato Powasas (Patient and Observer WAr Scar Assessment Scale), che è stata adottata per Mission to Kiev e ha permesso di determinare la gravità delle lesioni e successivamente di valutare i miglioramenti apportati». La scala Powasas è stata sviluppata da Maurizio Busoni e d Yehor Kolodchenko, che ne ha validato i contenuti sulla base delle proprie esperienze maturate nella cura delle cicatrici di guerra nel corso degli ultimi 14 mesi. Tale scala di valutazione offre, quindi, una chiave di lettura effettiva dei livelli di complicazione delle cicatrici di guerra e sarà destinata ad una pubblicazione su una rivista scientifica ad elevato impact factor. "I risultati ottenuti, che saranno oggetto di una specifica pubblicazione, che permetterà di condividere il protocollo terapeutico a favore di feriti coinvolti in conflitti locali che continuano a causare vittime. In base al rapporto della ong Armed Conflict Location and Event Data (Acled), che mappa i conflitti in tutte le regioni del mondo, vi sono guerre in corso in: Ucraina, Israele, Gaza, Cisgiordania, Libano, Sudan e Yemen e conflitti locali di diversa intensità che coinvolgono l’intero Sahel africano, la Siria e Haiti, mentre sta salendo la tensione tra India e Pakistan ed in Messico e Colombia la guerriglia per il contrasto ed il controllo della produzione e la distribuzione di cocaina sta assumendo i connotati di scontro armato vero e proprio tra bande organizzate e gli eserciti nazionali. Purtroppo, nell’ottica di tutti i conflitti esistenti, l’esperienza di Yehor Kolodchenko è destinata ad assumere un rilievo sempre più importante, rappresentando la prima terapia la cui efficacia è stata documentata e validata", prosegue la nota.  "Come medico, apprezzo molto il trattamento delle cicatrici con Biodermogenesi nei nostri pazienti che hanno subito ustioni e lesioni da esplosione e da combattimento, poiché è completamente indolore, non traumatico e non invasivo, - afferma il dottor Kolodchenko -. È privo di tempi morti e migliora davvero la condizione della pelle, riduce le contratture senza effetti collaterali o restrizioni dei pazienti, a differenza delle diffuse tecniche di ablazione laser. Inoltre, al momento, mancano pubblicazioni sul trattamento delle cicatrici di guerra con Energy Based Device".  "Sono molto soddisfatto dei dati raccolti in Ucraina dal Dottor Kolodchenko e dai suoi colleghi che hanno aderito con entusiasmo al progetto Mission to Kiev - afferma Busoni -. Realizzare per primi un protocollo terapeutico per le cicatrici di guerra era una sfida che mi ha reso difficile dormire, sia per la difficoltà di tali cicatrici, sia perché non volevo illudere i pazienti, già provati dalla vita, di poter ottenere dei miglioramenti che non si sarebbero poi realizzati. Oggi sappiamo che anche le componenti chimiche che rendono così complesse queste cicatrici possono essere gestite con successo e che possiamo veramente contribuire a migliorare la qualità della vita di tante persone, al momento in Ucraina ma in futuro anche negli altri teatri di guerra purtroppo presenti in tanti Paesi del mondo. Il rapporto di Ohchr del 31 dicembre 2024 parlava di 1.833 bambini rimasti feriti in Ucraina. Sapere che oggi possiamo aiutarli a ritrovare il sorriso è la più grande soddisfazione per coloro che lavorano nell’ambito della medicina". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Food, la ricerca: evoluzione della cucina italiana, nuove tendenze tra tradizione e modernità

(Adnkronos) - Come sta evolvendo il rapporto degli italiani con la cucina nell'era della digitalizzazione? Quali sono le tendenze emergenti che ridefiniscono le abitudini alimentari nel nostro Paese? La nuova indagine 'Cucinare oggi: tra tradizione, sperimentazione e desiderio di semplificazione', commissionata da Vorwerk Italia ad AstraRicerche nell'aprile 2025, offre un quadro dettagliato analizzando un campione rappresentativo di oltre 1000 italiani tra i 25 e i 65 anni. L'indagine rivela che per gli italiani contemporanei il cibo rappresenta innanzitutto una fonte di piacere (29,9%), seguito da un veicolo di benessere e salute (24,1%) e un importante momento di condivisione sociale (21,8%). La tradizione culinaria mantiene un ruolo rilevante (16,7%), mentre si fa strada un approccio più ludico e personale all'esperienza gastronomica (7,6% cita il divertimento). L'analisi di genere evidenzia differenze significative: il piacere di cucinare è più accentuato tra gli uomini (34% contro il 26% delle donne), con picchi particolarmente elevati (45%) nella fascia 35-44 anni. Le donne, invece, tendono a valorizzare maggiormente la dimensione relazionale dell'esperienza culinaria (25% contro 18% degli uomini). Uno degli aspetti più significativi emersi dalla ricerca condotta da AstraRicerche è il forte legame con la tradizione culinaria, particolarmente evidenziato dalle generazioni più giovani. Secondo i ricercatori, il 21% degli intervistati tra i 25 e i 44 anni associa il cibo alla tradizione, un dato che sottolinea come i Millennials e la generazione Z stiano riscoprendo e valorizzando il patrimonio gastronomico italiano. “La cucina e il nostro rapporto con essa - afferma Giovanni Rainoldi, Consumer Insight Manager di Vorwerk Italia - rappresentano una fonte interessantissima attraverso la quale osservare la nostra società. L’ascolto delle persone è intrinseco nell’attività della nostra azienda, dalle nostre incaricate a contatto con i clienti quotidianamente fino all’analisi dei bisogni e della soddisfazione delle persone di cui questa collaborazione con AstraRicerche ne è esempio”. Nonostante l'accelerazione dei ritmi di vita contemporanei, la passione per la cucina non solo resiste ma si rafforza: il 69% degli italiani dichiara di amare dedicare tempo alla preparazione dei pasti e il 59% si considera competente ai fornelli. Emerge con forza la dimensione terapeutica dell'esperienza in cucina: per il 61% degli intervistati, cucinare rappresenta un momento di relax e decompressione dallo stress quotidiano. La cucina conferma inoltre la sua centralità come spazio di relazione interpersonale: oltre l'80% degli italiani considera il pasto un momento fondamentale di connessione con famiglia e amici. Il pranzo domenicale, emblema della tradizione gastronomica nazionale, conserva la sua importanza rituale per due italiani su tre, con percentuali che raggiungono il 76% nelle regioni meridionali. L'indagine documenta una significativa trasformazione nelle abitudini alimentari degli italiani: il 67,6% ha modificato orari e modalità dei pasti rispetto al passato, privilegiando una maggiore flessibilità (44,9%) in linea con i cambiamenti degli stili di vita. Sebbene il 60% continui a consumare i pasti a casa quotidianamente, emerge un quadro di crescente mobilità alimentare: il 55% mangia fuori almeno una volta a settimana, principalmente per ragioni professionali. Il food delivery è ormai parte integrante delle abitudini alimentari per oltre il 30% degli intervistati, che vi ricorre con cadenza settimanale, con una frequenza che si è stabilizzata negli ultimi anni per il 52,4%. Tuttavia, i ricercatori evidenziano anche come il 34,7% degli intervistati dichiara di aver ridotto il ricorso al delivery.  La diffusione del lavoro agile ha avuto un impatto significativo sulle routine alimentari degli italiani: il 35% dichiara di mangiare in modo più sano grazie alla flessibilità lavorativa, il 23% dedica più tempo alla cucina, mentre il 21,8% sperimenta maggiormente con nuove ricette. Particolarmente rilevante l'impatto sui giovani professionisti: tra gli uomini under 35, quasi uno su due (46%) afferma di aver incrementato il tempo dedicato alle preparazioni culinarie grazie alla possibilità di lavorare da casa, ridefinendo il rapporto tra sfera professionale e domestica. Il 69 % degli italiani vive oggi la cucina come un'opportunità di esplorazione e scoperta gastronomica. Tra le tendenze emergenti, spiccano le ricette 'svuotafrigo' che soddisfano il 61,4% degli intervistati, rivelando una crescente attenzione alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi alimentari, mentre il 32,2% si cimenta nella riproduzione domestica di piatti etnici assaggiati al ristorante. La consapevolezza alimentare guida molte delle scelte in cucina: l'80% cucina per mangiare in modo più sano, mentre il 77,4% lo fa per preservare i valori nutritivi degli alimenti. Si diffonde anche la pianificazione settimanale dei pasti, adottata dal 21% degli intervistati, con percentuali che raggiungono il 41% tra le donne nella fascia 25-34 anni, evidenziando una crescente attenzione all'organizzazione e all'efficienza domestica. “Gli italiani - conclude Rainoldi - mettono in luce un crescente investimento in cucina, dalla preparazione alla fruizione dei pasti ed è interessante notare come emerga un panorama di esperienze ed esigenze diverse, che solo superficialmente possono apparire in contrapposizione”. L'indagine evidenzia anche l'importanza crescente della dimensione estetica dell'esperienza culinaria: il 60,2% degli italiani considera importante l'impiattamento, con percentuali che salgono al 68% per gli uomini nella fascia 35-44 anni, più influenzata dalla cultura visuale dei social media. Un dato sorprendente emerge dall'analisi delle abitudini di condivisione: più che alla pubblicazione sui social network (praticata solo dal 17,8%), gli italiani preferiscono una condivisione più intima e personale delle loro creazioni culinarie, con il 27,3% che invia fotografie dei piatti ad amici e familiari attraverso messaggistica privata. Nonostante l'entusiasmo diffuso, l'attività culinaria presenta ancora delle sfide quotidiane: il 66,6% degli italiani cerca costantemente ispirazione per piatti appetitosi e accessibili. Le fonti principali di questa ispirazione restano la tradizione familiare (48,1%), seguita dai social network (33,4%, con picchi tra i 25-34enni) e dai programmi televisivi dedicati alla cucina (33,1%). La semplificazione emerge come un'esigenza sempre più diffusa nell'attuale contesto socioeconomico: il 47,2% degli intervistati cerca soluzioni per cucinare bene in minor tempo. Un italiano su quattro (26%) lamenta la necessità di troppi strumenti per determinate preparazioni, mentre il 36% vorrebbe poter adattare più facilmente le ricette alle proprie esigenze alimentari. I dati dell'indagine delineano l'emergere di un nuovo modello di cucina domestica in Italia, caratterizzato da maggiore consapevolezza, flessibilità e attenzione al benessere. Questi trend suggeriscono una crescita del mercato per prodotti e servizi che facilitano la preparazione di cibi sani, riducono gli sprechi alimentari e ottimizzano i tempi di preparazione, mantenendo al contempo un forte legame con la tradizione gastronomica italiana. L'analisi condotta mostra come la cucina italiana del 2025 stia evolvendo verso un paradigma che integra innovazione tecnologica e tradizione culturale, efficienza e piacere, individualità e condivisione, confermando la centralità dell'esperienza culinaria nell'identità culturale e nelle abitudini quotidiane degli italiani contemporanei. E' in questo scenario in continua trasformazione che si inserisce il nuovo Bimby, l’evoluzione del celebre robot da cucina multifunzione di Vorwerk. Con oltre 40 anni di storia accanto agli italiani, Bimby ha saputo evolversi in un vero sous-chef domestico, capace di adattarsi alle esigenze della cucina contemporanea. Semplice da usare e tecnologicamente avanzato il nuovo modello unisce un design elegante e compatto, un’interfaccia intuitiva e un display immersivo. La connessione ancora più fluida con le oltre 100.000 ricette disponibili su Cookidoo lo rende uno strumento potente e versatile, pensato per chi cerca performance e stile in un unico elettrodomestico.  Svolge il lavoro di 20 elettrodomestici in uno solo, semplificando con efficienza le operazioni più complesse e lasciando spazio alla creatività. Che si tratti di piatti della tradizione o di nuove sperimentazioni, di cucinare per sé o per gli altri, per chi è esperto o alle prime armi, Bimby è l’alleato ideale per vivere la cucina, oggi e domani, come uno spazio personale, creativo e autentico. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)