Estate, tempo di terme: identikit ospiti 'over 50 cerca terapia e 35enne relax'

(Adnkronos) - Dall'over 50 in cerca degli effetti 'terapici' al 35enne che sogna un momento di relax. L'estate è tempo di terme per molti ma chi le sceglie come meta? L'identikit dei frequentatori è cambiato rispetto al passato. Se un tempo le località termali venivano considerate un segmento turistico esclusivo e di scarso appeal per i giovani, oggi non è più così. Le terme non sono più percepite esclusivamente come luoghi di cura, ma rappresentano un universo che tiene insieme benessere e salute, relax e prevenzione. La componente delle cure tradizionali resta fondamentale - spiegano da Federterme Confindustria - I cicli di fangobalneoterapia, le terapie inalatorie e i programmi riabilitativi attraggono soprattutto un pubblico adulto, nella fascia 50-70 anni, che considera le terme un presidio di salute e un alleato concreto nella prevenzione. Questo segmento continua a garantire stabilità al settore, sostenuto anche dalle convenzioni con il Servizio sanitario nazionale. Accanto a quest'anima più 'classica', si è imposta anche la dimensione del relax: un turismo termale fatto di piscine, spa, trattamenti rigeneranti, attività outdoor e scoperte enogastronomiche. Qui il pubblico è più giovane, tra i 35 e i 55 anni, con soggiorni brevi da 2 a 4 notti, spesso in coppia o con amici. In forte aumento anche i visitatori giornalieri, che in alcune località superano il 60% del totale: scelgono le terme per una sola giornata, trasformandole in un'esperienza accessibile a costi contenuti.  Non mancano le famiglie con bambini, accolte da strutture che hanno sviluppato servizi dedicati: aree attrezzate, piscine a misura di piccolo ospite e pacchetti pensati per integrare benessere e divertimento. "Un segnale della crescente capacità delle terme di rivolgersi a target diversi - spiegano dal settore - intercettando esigenze che spaziano dalla salute al tempo libero". Il profilo del cliente-tipo 2025 è quindi più variegato che mai. C'è chi le terme per la salute, chi per rigenerarsi dopo periodi di stress, chi le abbina a escursioni, cammini e borghi. Comune a tutti è "l'attenzione alla qualità della vita, alla sostenibilità delle strutture, al contatto con la natura e a formule di vacanza più umane, lontane dal turismo di massa". Secondo i dati di Federterme Confindustria, l'estate 2025 si conferma positiva per il termalismo italiano, che nel solo mese di agosto registra oltre 500 mila presenze e un tasso di occupazione medio compreso fra il 75 e l'85% nelle circa 290 strutture alberghiere termali attive. A emergere è anche una trasformazione nei comportamenti di viaggio: i flussi non si concentrano più solo ad agosto, ma crescono anche nei mesi di giugno e settembre, con un incremento medio dell'8% rispetto al 2024, segnale di una domanda più distribuita e sostenibile per i territori. A trainare i flussi restano le grandi regioni del termalismo - Veneto, Campania, Toscana ed Emilia-Romagna - cui si affiancano Lazio, Lombardia, Basilicata, Puglia e aree appenniniche. Il termalismo italiano si conferma così un settore doppio e complementare: da un lato cura e prevenzione, dall'altro motore di relax. "Una risorsa che contribuisce a destagionalizzare i flussi - spiegano gli addetti ai lavori - sostiene l'economia dei territori e offre esperienze accessibili a un pubblico sempre più ampio". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Infortuni, 'Safety Expo 2025-Prevenzione Incendi': 17-18 settembre a Bergamo Fiera

(Adnkronos) - Manca meno di un mese al 'Safety Expo 2025 - Prevenzione incendi', in programma il 17 e 18 settembre nei padiglioni della Fiera di Bergamo. L’evento si presenta con un format rinnovato e monotematico, che quest’anno sarà interamente dedicato alla prevenzione incendi: un’opportunità concreta per rafforzare la cultura della sicurezza attraverso soluzioni tecnologiche innovative e il dialogo tra istituzioni, tecnici e imprese su un tema oggi più che mai urgente, offrendo contributi concreti sulla semplificazione dei procedimenti e su alcune criticità normative che necessitano di essere rese più accessibili ai professionisti del settore, spesso alle prese con regole complesse e frammentarie. Il contesto attuale ne evidenzia l’urgenza. Dal cinquantesimo anniversario dell’incendio al Pirellone di Milano (29 gennaio 1975) ai roghi della Grenfell Tower (14 giugno 2017) e della Torre del Moro (29 agosto 2021) fino agli incendi boschivi che ogni estate colpiscono il Paese, l’urgenza di rafforzare la prevenzione antincendio è sotto gli occhi di tutti. Nel solo 2023, i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 239.000 interventi per incendi e/o esplosioni. La prevenzione non è più rinviabile. Bonus edilizi e rischio incendio: una sfida attuale. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche alle criticità emerse con la spinta alla riqualificazione energetica degli edifici degli ultimi anni. Ma la sicurezza antincendio delle facciate è rimasta spesso in secondo piano. “Molti edifici rinnovati - avverte Daniele Marmigi, direttore tecnico di Safety Expo - potrebbero non rispettare le normative antincendio, la prevenzione va progettata ‘by design’, non improvvisata. È il momento di integrare la sicurezza nei criteri dei bonus futuri”. 'Safety Expo 2025 - Prevenzione incendi' proporrà convegni, tavole rotonde, corsi con crediti formativi professionali e dimostrazioni pratiche incentrate sulle soluzioni più avanzate: barriere tagliafuoco, impianti di spegnimento, dispositivi di protezione individuale, sistemi di controllo del fumo e del calore, materiali resistenti al fuoco, tecnologie di rilevazione, pressurizzazione e pompaggio, oltre a un focus sulle facciate e le nuove norme europee.  Tra gli appuntamenti più attesi: tavole rotonde su normativa edilizia, progettazione integrata e riqualificazione responsabile; dimostrazioni su comportamenti virtuosi, evacuazione e gestione delle emergenze. Una sessione sarà dedicata alle regole tecniche verticali (Rtv), con il coinvolgimento dei vigili del fuoco che risponderanno alle argomentazioni e ai quesiti emersi dalla consultazione avviata dalla rivista antincendio e tramite i comitati tecnici regionali per la prevenzione incendi e ritenuti di maggior interesse per il mondo delle professioni.  L’obiettivo è individuare le necessità di aggiornamento o integrazione delle Rtv, a supporto dell’attività progettuale. Uno spazio speciale sarà dedicato all’attentato alle Torri Gemelle: qualcosa che non ci si aspetta. Sul palco salgono un padre e un figlio: una narrazione a due voci - ora cruda e tecnica, ora intima e piena di stupore - che esplorerà i dettagli meno noti del crollo: l’incendio che ha deformato l’acciaio, la progettazione strutturale delle torri, le zone d’ombra nella risposta antincendio, ma anche le piccole storie vere di chi ha fatto la differenza in quei 135 minuti. Particolare rilievo sarà dato all’introduzione dell’obbligo di qualifica per i tecnici manutentori dei presidi antincendio, in vigore dal 25 settembre 2025. L’obbligo coinvolge non solo le imprese impiantistiche abilitate secondo il dm 37/2008, ma anche tutti coloro che effettuano manutenzioni su estintori, idranti, porte tagliafuoco, sprinkler, rilevatori, sistemi Evac, impianti a gas, a schiuma, a polvere, a riduzione di ossigeno e altri. La qualifica sarà rilasciata dai Vigili del Fuoco previa verifica.  I laboratori sulla manutenzione organizzati al Safety Expo offriranno una panoramica sulle principali operazioni e periodicità, rivolgendosi a figure come asseveratori, Rspp, progettisti, responsabili acquisti e responsabili manutenzione di aziende e strutture complesse. Non finalizzati al rilascio della qualifica, questi incontri hanno l’obiettivo di formare chi deve vigilare sulla corretta esecuzione degli interventi. Una cultura da costruire insieme. Safety Expo non è solo una vetrina: è un laboratorio di cultura, un’occasione di confronto e crescita per una comunità che vuole rendere la sicurezza un valore condiviso. Perché, come ci ricordano gli incendi di questi anni, “la prevenzione non può nascere solo dopo la tragedia e un incendio - conclude Marmigi - non è mai davvero casuale Nasce spesso da scelte sbagliate o superficiali: è tempo di diffondere una cultura della sicurezza concreta, quotidiana, fatta anche di piccoli gesti e consapevolezza”. Grande attesa anche per la partecipazione del Capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Eros Mannino, che aprirà ufficialmente la manifestazione. Fondamentale sarà, per tutta la durata dell’evento, il coinvolgimento del Corpo nazionale, punto di riferimento per la comprensione e l’applicazione pratica delle normative, oltre che promotore di una cultura condivisa della sicurezza. “La scelta di dedicare un evento esclusivo alla prevenzione incendi - sottolinea Andrea Pais, presidente di Safety Expo - nasce dall’ascolto del settore e dal bisogno di approfondire i temi tecnici con maggiore specializzazione. Contribuire a costruire una cultura della prevenzione e offrire strumenti concreti per affrontare le sfide di oggi e domani è la nostra priorità”. Organizzato da Epc periodici in collaborazione con Istituto Informa e con il supporto del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di istituzioni, associazioni e aziende leader del settore, Safety Expo si conferma un appuntamento imprescindibile per tutti gli operatori del mondo antincendio: progettisti, tecnici, manutentori, responsabili aziendali, installatori, decisori pubblici e privati. Tutte le iniziative in programma a Safety Expo 2025 - Prevenzione incendi sono a partecipazione gratuita, previa registrazione obbligatoria su www.safetyexpo.it. ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Svelata la vera età di Giove

(Adnkronos) - Un nuovo studio guidato da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Università di Nagoya ha dimostrato che la nascita del pianeta ha innescato la formazione delle condrule nei meteoriti, permettendo di datare con precisione l'evento: Giove si è formato 1,8 milioni di anni dopo l'inizio del Sistema solare. Pubblicato su Scientific Reports, lo studio ha per la prima volta chiarito il processo di formazione di queste piccole sfere di roccia fusa, risolvendo un enigma che ha incuriosito gli scienziati per decenni. Circa quattro miliardi e mezzo di anni fa, la rapida crescita di Giove ha innescato un'enorme forza gravitazionale, perturbando le orbite di planetesimi, i piccoli corpi rocciosi e ghiacciati. Le collisioni risultanti, avvenute a velocità estreme, hanno fuso le rocce e le polveri, trasformandole in goccioline incandescenti di silicato, le cosiddette condrule, oggi conservate nei meteoriti.  

Schema che mostra come la gravità di Giove ha causato collisioni tra planetesimi che hanno poi fuso la roccia in goccioline, disperse dal vapore acqueo in espansione. Crediti: Diego Turrini e Sin-iti Sirono

  "Il legame genetico tra la formazione di Giove e delle condrule determina che il pianeta si sia formato 1,8 milioni di anni dopo l’epoca delle cosiddette inclusioni ricche di calcio e alluminio, anticipando di 1-3 milioni di anni la formazione del pianeta gigante rispetto alle datazioni precedenti", ha affermato Diego Turrini, coautore dell’articolo e primo ricercatore INAF. Le condrule, piccole sfere di dimensioni tra 0,1 e 2 millimetri, hanno sempre rappresentato un enigma. Le teorie precedenti, infatti, non riuscivano a spiegare in maniera soddisfacente le loro caratteristiche, come le dimensioni ridotte e il rapido raffreddamento. La nuova ricerca, invece, spiega il processo grazie all’acqua contenuta nei planetesimi. "Quando questi antichi planetesimi si scontravano, l’acqua contenuta al loro interno vaporizzava istantaneamente generando espansioni di vapore simili a piccole esplosioni. Questo processo frantumava e raffreddava la roccia silicatica fusa in gocce molto piccole, dando origine alle condrule che oggi osserviamo nei meteoriti", ha spiegato Sin-iti Sirono, coautore dello studio e docente presso la Graduate School of Earth and Environmental Sciences dell’Università di Nagoya. "Il modello descritto nel nostro lavoro riesce a spiegare l'esistenza e le caratteristiche delle condrule grazie a un processo naturale... senza richiedere condizioni speciali".  

Condrule tonde visibili in una sezione sottile del meteorite Allende al microscopio. Crediti: Akira Miyake, Università di Kyoto

  Le simulazioni dinamiche e collisionali condotte dai due ricercatori hanno dimostrato che la massima produzione di condrule coincide con la fase di rapida acquisizione di gas da parte di Giove, che ha portato alla sua enorme massa. Le loro caratteristiche, così come la loro quantità, sono in perfetto accordo con i dati provenienti dai meteoriti. Questa scoperta non solo getta nuova luce sul processo di formazione del nostro sistema planetario, ma offre anche una chiave per ricostruire la sequenza di nascita degli altri pianeti. Le condrule, infatti, possono avere età diverse, e la loro produzione limitata nel tempo suggerisce che anche altri giganti come Saturno potrebbero aver innescato eventi simili. Analizzando le condriti di epoche differenti, sarà possibile ricostruire l'intera storia evolutiva del Sistema solare. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lavoro: Ferie non godute? ecco la guida di C&P per ottenere il rimborso

(Adnkronos) - L’estate volge al termine, ma per molti ex dipendenti pubblici si apre una nuova opportunità: ottenere l’indennizzo per le ferie non godute e mai monetizzate. Non è un diritto automatico, ma lo diventa se, cessata l’attività, si compiono i passi giusti, come suggerito dal network legale Consulcesi.  Secondo l’ultima analisi di C&P (Consulcesi & Partners), solo nella prima parte del 2025 sono state 425 le sentenze sul tema, di cui 412 con esito favorevole ai lavoratori, per un totale di oltre 3 milioni di euro di indennità riconosciute. E questo senza contare le transazioni stragiudiziali, sempre più diffuse. Ma chi ha diritto al rimborso? Cosa dice la normativa europea? È vero che serve una richiesta formale?  Ecco una guida chiara in 5 punti essenziali. Hai cessato il servizio? Il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute vale per tutti i dipendenti pubblici (statali, regionali, comunali, sanitari, scolastici, ecc.) che abbiano interrotto il rapporto di lavoro per pensionamento, dimissioni, trasferimento o licenziamento. L’unica condizione è che le ferie non siano state godute per cause non dipendenti dalla volontà del lavoratore.  Non è necessario dimostrare di aver chiesto le ferie o che siano state negate. La Corte di Cassazione (sentenza n. 5496/2025) ha chiarito che l’onere della prova è sempre a carico del datore di lavoro, che deve dimostrare di aver messo il lavoratore nelle condizioni di fruire delle ferie. Il dipendente non deve provare nulla.   La Cassazione (sentenza n. 9877/2024) ha confermato che anche chi ricopre ruoli apicali, come i direttori di Unità ospedaliera complessa, ha pieno diritto all’indennità: l’autonomia gestionale non esclude il risarcimento. Cosa dice l’Europa secondo la direttiva 2003/88/CE (art. 7), il diritto alle ferie retribuite è fondamentale e irrinunciabile. La monetizzazione è ammessa solo alla fine del rapporto di lavoro e non può essere ostacolata da leggi nazionali. La Cgue ha ribadito questo principio nel 2024 in due sentenze storiche (c-218/22 e c-699/22).  L’indennità si calcola in base alle giornate residue e alla retribuzione giornaliera, comprensiva di accessori. Nel 2025 sono stati riconosciuti risarcimenti fino a 72.000 euro per dirigenti medici, 50.000 euro per funzionari e oltre 12.000 euro per docenti precari. "La giurisprudenza si sta ormai consolidando nel riconoscere il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute – ricorda Bruno Borin, responsabile del network legale Consulcesi Partners- è fondamentale che i lavoratori hanno prestato servizio presso la pubblica amministrazione siano informati su come far valere questo diritto, soprattutto prima della prescrizione".  ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


EA Sports FC 26, ritorno alle origini con gameplay finalmente rinnovato

(Adnkronos) - Il debutto di EA Sports FC 26 si annuncia come uno dei più importanti della storia recente del franchise calcistico. Dopo un anno caratterizzato da molte critiche per i problemi di bilanciamento e reattività di EA FC 25, lo studio canadese ha raccolto le osservazioni della community e ha presentato un titolo che, almeno nelle prime prove sul campo, appare capace di riportare la serie ai suoi giorni migliori. Dalla prova della closed beta, l’impressione generale è quella di un gameplay molto più rapido, fluido e coerente, con meccaniche che eliminano diversi difetti storici. Il senior producer Sam Rivera lo ha dichiarato chiaramente: "Se il gameplay non è reattivo, non è divertente". FC 26 introduce infatti un sistema di passaggi istantanei chiamato one-frame passing, che consente di giocare di prima con maggiore precisione e naturalezza. La differenza rispetto al passato si avverte immediatamente: la costruzione dell’azione è più dinamica e il ritmo della partita aumenta sensibilmente. Un’altra novità di rilievo riguarda i tiri. Le conclusioni a basso rimbalzo, un tempo attivabili con il doppio tocco del pulsante di tiro, tornano come soluzione di base al posto del timed finishing, risultando molto efficaci soprattutto se combinati con tiri a giro o conclusioni potenti. L’obiettivo di EA è restituire varietà e soddisfazione in fase realizzativa, riducendo al contempo le situazioni poco realistiche che affliggevano l’edizione precedente. Il dribbling con lo stick sinistro è stato completamente rivisto: i movimenti dei giocatori risultano più rapidi, i tocchi di palla sono più frequenti. In parallelo, il sistema degli stili di gioco si arricchisce di nuove opzioni. Tra queste spicca Enforcer, che consente agli attaccanti di resistere ai contrasti fisici con maggiore efficacia. Una caratteristica che, nelle prime prove, è apparsa quasi troppo incisiva e che probabilmente richiederà ulteriori aggiustamenti prima del lancio ufficiale. Accanto a Enforcer troviamo Precision Header per i colpi di testa offensivi, Aerial Fortress per i difensori dominanti nel gioco aereo, Gamechanger per finalizzazioni spettacolari e Inventive per i passaggi di fino. La volontà è chiara: dare identità e unicità a ogni calciatore, premiando la varietà tattica. Uno dei punti deboli di EA FC 25 era la gestione difensiva, spesso frustrante per i rimbalzi favorevoli agli attaccanti. In FC 26, i contrasti risultano più decisi e il pallone tende a rimanere sotto il controllo del difendente, evitando situazioni caotiche. Le intercettazioni sono state rese più naturali, mentre i portieri appaiono più attenti nelle uscite e nel posizionamento. La resistenza è stata rielaborata: i calciatori controllati direttamente dal giocatore dispongono di una barra stamina sempre piena, mentre quelli gestiti dall’IA si affaticano progressivamente. Una soluzione pensata per premiare il controllo manuale. L’intelligenza artificiale mostra inoltre movimenti più intelligenti e meno legati rigidamente ai ruoli: gli esterni possono accentrarsi, i difensori si sganciano per supportare la manovra e compaiono nuove posizioni specializzate che arricchiscono la varietà tattica a disposizione. All’interno della modalità più giocata di sempre, Football Ultimate Team, EA introduce cambiamenti di rilievo che riflettono anni di richieste da parte della community. In FC 26 fanno il loro debutto i Live Events, competizioni a tempo limitato con regole personalizzate, criteri d’ingresso specifici e ricompense mirate. Non si tratta solo di un modo per diversificare le partite, ma anche di un’occasione per mettere alla prova la propria abilità di costruzione della rosa, obbligando i giocatori a sperimentare nuove combinazioni di club, nazionalità e ruoli. Un’altra novità significativa è il ritorno dei Tornei a eliminazione diretta, che affiancano le nuove modalità Gauntlet: qui non basta avere undici titolari forti, perché ogni incontro richiede una rosa completamente diversa, inclusa la panchina. Una scelta che punta a valorizzare la profondità del club e la capacità di pianificazione dei giocatori, premiando chi riesce a mantenere qualità e competitività anche al di fuori della formazione principale. Infine, EA ha introdotto modifiche importanti a Rivals e Champions, eliminando i playoff settimanali e semplificando l’accesso alle fasi principali. A questo si aggiungono sistemi innovativi come le Bounties, sfide casuali che si attivano durante le partite e garantiscono ricompense immediate, e i Limited Checkpoints, pensati per ridurre le frustrazioni legate a salti di divisione troppo bruschi. Tutte queste innovazioni confermano l’intento di EA: rendere FUT meno grind e più gratificante, senza sacrificare il livello competitivo. Sebbene la build provata non rappresenti la versione definitiva, EA FC 26 appare già sorprendentemente rifinito. Le differenze rispetto al capitolo precedente sono nette e, soprattutto, incidono direttamente sulla qualità dell’esperienza. Dalla fluidità dei passaggi alla varietà delle conclusioni, passando per un’intelligenza artificiale più credibile, tutto sembra orientato a rendere le partite più divertenti e meno prevedibili. Se queste premesse verranno confermate al lancio, EA FC 26 potrebbe segnare davvero un ritorno all’età dell’oro per la serie, ponendosi come la base solida su cui costruire il futuro del calcio virtuale targato EA Sports. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il nutrizionista: "in forma e senza stress dopo il rientro? Il segreto è nutrire bene i batteri dell'intestino"

(Adnkronos) - Per rimettersi in forma e contrastare lo stress del rientro il punto di partenza è il nostro intestino. Il nutrimento ideale della flora batterica, infatti, è il vero segreto del benessere psico-fisico oltre che della linea. Parola del nutrizionista e fitoterapeuta Ciro Vestita che invita ad "avere cura di ciò che si dà da mangiare ai nostri batteri intestinali", dice all'Adnkronos Salute. "Da qualche anno abbiamo ormai compreso - continua - che la flora batterica è la vera regista del nostro organismo".  Dal punto di vista 'tecnico', aggiunge, "possiamo suddividere la 'popolazione' dell'intesino in flora proteolitica e in flora saccarolitica. Cosa vuol dire? La saccarolitica è quella che si nutre di zuccheri. Se però noi esageriamo con alcuni alimenti, ad esempio mangiamo troppi zuccheri, troppo bevande zuccherate, la saccarolitica prenderà il sopravvento e avremo mal di pancia". Per star bene serve attenzione a "questo nostro esercito personale, che ci permette di difenderci dai virus e da tanto altro". Importante, innanzitutto, "non dare noia a questi 'soldati', come accade utilizzando antibiotici fai-da-te che il più delle volte non servono e sono dannosissimi per i batteri 'buoni'". Un altro modo di danneggiare questo patrimonio di salute "è esagerare con le bevande alcoliche". Ma come dare correttamente da mangiare alla flora batterica intestinale? Tra i cibi giusti, spiega Vestita "ci sono i cereali, ricchissimi di sostanze utili a equilibrarla".  Altri alimenti importanti sono i cavoli e i cibi fermentati come i crauti ma soprattutto il kefir, un latticello acido, privo di lattosio, che è ricchissimo di fermenti lattici". Importante, ovviamente, anche l'attenzione alle quantità in particolare se si deve perdere qualche chilo. In generale, al rientro, "per qualche giorno è utile mangiare in maniera molto molto leggera: una piccola colazione, un pranzo semplice (riso, formaggio, insalata) una cena con verdura e pesce o carne bianca, al vapore o ai ferri". Per quanto riguarda lo stress, poi, "ci sono dei cibi fortemente calmanti. L'avena, ad esempio. E' un cereale calmante. Se la sera mangio una zuppa di fagioli, con farro e avena, probabilmente dormirò meglio. Ci calma anche una tazza di latte e miele, soprattuto se usiamo miele con ulteriori proprietà calmanti come quello di tiglio o di biancospino. Un paio di giorni di questa dieta depurativa-disintossicante sono utili a fortificare le nostre difese anche in vista dell'arrivo dei virus autunnali".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


realme travolge il mercato smartphone: in arrivo una batteria da oltre 10.000 mAh

(Adnkronos) - realme si prepara a celebrare il suo settimo compleanno con l'attesissimo evento annuale 828, che si terrà il prossimo 27 agosto e durante il quale, il brand svelerà due tecnologie rivoluzionarie, a dimostrazione del suo costante impegno verso l'innovazione nel settore mobile. La novità più attesa è senza dubbio l'annuncio di una rivoluzionaria batteria ad alta densità, con una capacità di oltre 10.000 mAh, progettata per ridefinire il concetto di autonomia e liberare gli utenti dall'ansia da ricarica. Questa nuova batteria, che si preannuncia come una svolta per il settore, integra un anodo al 100% in silicio, una soluzione tecnica senza precedenti che le consente di raggiungere un'eccezionale densità di 1200 Wh/L. Un risultato che la rende la batteria per smartphone con la più alta densità al mondo, segnando un progresso significativo nel bilanciare capacità e design sottile. Questa innovazione risponde direttamente alle esigenze degli utenti più esigenti, garantendo una lunga durata per sessioni di gioco prolungate, creazione di contenuti o avventure di viaggio. L'annuncio della nuova batteria non è un evento isolato, ma si inserisce in un percorso di leadership tecnologica che realme ha consolidato nel tempo. Nell'ultimo anno, il brand ha costantemente alzato l'asticella, presentando nel 2024 il sistema di ricarica SuperSonic da 320 W, in grado di ricaricare una batteria da 4.420 mAh al 100% in soli 4 minuti e 30 secondi. All'inizio dell'anno, con realme GT 7, ha introdotto la prima combinazione al mondo tra una batteria da 7.000 mAh e una ricarica da 120 W, unendo capacità elevata e velocità ultra-rapida. Solo tre mesi fa, ha lanciato un concept phone con una batteria da 10.000 mAh con una densità già notevole di 887 Wh/L. Questi traguardi confermano la profonda competenza di realme nella tecnologia delle batterie e la sua attenzione verso gli utenti più giovani, che necessitano di dispositivi capaci di stare al passo con un lifestyle "sempre connesso", tra streaming, gaming ed esplorazione. Oltre alla rivoluzionaria batteria, all'evento sarà presentata una seconda tecnologia. I dettagli sono ancora segreti, ma si prevede che consoliderà ulteriormente la reputazione del brand come trendsetter nell'innovazione mobile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Trainline Talk: come l’IA e la digitalizzazione cambiano il viaggio in treno

(Adnkronos) - Il 91% degli italiani si fida dell’intelligenza artificiale per migliorare la propria esperienza di viaggio. È il dato più eclatante emerso dalla ricerca “IA e mobilità” condotta da Doxa per Trainline, presentata durante il primo Trainline Talk organizzato in Italia, dal titolo “Smart travel: la nuova era del trasporto digitale”. Un panel che ha riunito a Milano figure di primo piano del settore, tra cui Paola De Filippo (Country Manager Italia Sabre), Leonardo Cesarini (COO Trenord), Mario Ferretti (co-founder di Wayla) e Simone Lini (CEO di Navifare), moderati dal giornalista Dario Donato. Al centro della discussione, il ruolo crescente delle piattaforme digitali e dell’IA nel ridisegnare il modo in cui gli italiani si spostano in treno e in pullman. Secondo lo studio, l’86% degli italiani utilizza piattaforme digitali per pianificare i propri spostamenti: una penetrazione ormai trasversale che coinvolge tanto i viaggiatori business (40% all’estero, 36% in Italia) quanto quelli leisure. Non solo convenienza, ma anche nuove abitudini: il 51% dichiara di aver risparmiato grazie al confronto dei prezzi online, mentre il 29% afferma di aver viaggiato più spesso grazie alle offerte trovate in rete. Non meno importante è la richiesta di servizi integrati: l’84% degli intervistati vorrebbe acquistare anche i biglietti regionali e locali da un’unica app. Un’esigenza particolarmente sentita dai viaggiatori tra i 45 e i 64 anni (39%) e dai professionisti che si muovono all’estero per lavoro (42%). “Gli italiani ci dicono chiaramente che vogliono più semplicità, più risparmio e soprattutto più integrazione", ha commentato Andrea Saviane, Country Manager di Trainline Italia. "La nostra sfida è costruire un ecosistema digitale che permetta a chiunque, con pochi click, di passare da un treno regionale a un’alta velocità, fino a un collegamento internazionale, senza frizioni. È qui che l’Intelligenza Artificiale farà la differenza”. 
Nella foto: Andrea Saviane, Country Manager di Trainline Italia
 Il panel ha evidenziato anche il legame sempre più stretto tra digitalizzazione e sostenibilità. Secondo i dati ufficiali del Gruppo Ferrovie dello Stato, nel 2024 il traffico passeggeri ferroviario in Italia ha raggiunto i 49 miliardi di passeggeri-chilometro, con una crescita del 6,7% rispetto al 2023. Un risultato che riflette l’impatto della liberalizzazione del settore ferroviario e della crescente propensione degli italiani a scegliere il treno, anche grazie a strumenti digitali che rendono più semplice e immediata la prenotazione. Questo indicatore esprime il volume totale di mobilità: se un passeggero viaggia per 100 km, si contano 100 passeggeri‑chilometro; se cento passeggeri viaggiano per un chilometro, sono sempre 100 passeggeri‑chilometro, e così via. Nonostante una rete capillare, i viaggi in treno in Italia tendenzialmente coprono distanze più brevi rispetto a nazioni come Germania e Francia, dove i viaggi a lunga percorrenza sono più diffusi. Ma cambiamenti tecnologici e strutturali possono (e lo stanno già facendo, come si scopre dal report) cambiare profondamente le cose. “Il treno è già oggi il mezzo più sostenibile per viaggiare a media e lunga percorrenza, ma perché diventi la scelta naturale bisogna abbattere tutte le barriere di accesso. La digitalizzazione è lo strumento che ci consente di farlo” ha aggiunto Saviane. “Se rendiamo l’esperienza più personalizzata, precisa e proattiva, convinceremo ancora più persone a lasciare l’auto a casa”. Lo studio Doxa ha messo in evidenza anche le funzioni che i viaggiatori ritengono più importanti in un’app di prenotazione: il risparmio tramite la combinazione di biglietti (42%), informazioni affidabili sulle coincidenze multimodali (20%), notifiche in tempo reale su ritardi o cambi di percorso (17%). Un quadro che conferma come il viaggiatore digitale non cerchi solo il prezzo migliore, ma anche strumenti che riducano l’incertezza e facilitino decisioni rapide. “In Trainline stiamo lavorando per anticipare i bisogni dei passeggeri, non semplicemente per rispondere alle loro richieste – ha spiegato Saviane –. Vogliamo arrivare a un punto in cui la nostra piattaforma suggerisce in automatico la soluzione migliore, combinando offerte, coincidenze e orari, e lo fa al momento giusto, prima ancora che il passeggero debba chiederselo”. Il dibattito si è poi allargato al ruolo dell’innovazione in un mercato reso sempre più competitivo dalla liberalizzazione e dall’ingresso di nuovi operatori. Paola De Filippo (Sabre) ha sottolineato l’importanza di un ecosistema aperto e modulare, capace di superare le logiche tradizionali del GDS, mentre Leonardo Cesarini (Trenord) ha rimarcato la necessità di coniugare tecnologia e affidabilità del servizio quotidiano. A dimostrazione di un settore in fermento, anche l’intervento di Simone Lini (Navifare), che ha raccontato come l’IA stia ridisegnando l’offerta turistica globale, e quello di Mario Ferretti (Wayla), che ha insistito sulla centralità della sostenibilità nei trasporti urbani serali. Per Trainline, l’evento ha rappresentato anche l’occasione per ribadire il percorso di crescita in Italia. Dal 2021, la piattaforma ha registrato numeri in costante aumento, superando i 10 milioni di biglietti venduti nel 2023 e consolidando la propria reputazione tra i viaggiatori più giovani e digitalizzati. Non a caso, nel 2025, Trainline è stato eletto Prodotto dell’Anno in Italia, un riconoscimento che premia i servizi più innovativi e apprezzati dai consumatori. “Il riconoscimento come Prodotto dell’Anno è per noi una conferma che la strada è quella giusta", ha concluso Saviane. "Ma la vera sfida è quella che ci attende: integrare ancora di più l’offerta, usare l’IA per ridurre complessità e incertezza, e accompagnare i cittadini nella scelta di un trasporto collettivo, sostenibile e digitale. È così che si costruisce la mobilità del futuro”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La sonda cinese Chang'e-6 svela il segreto dei vulcani lunari

(Adnkronos) - Un recente studio sui campioni lunari prelevati dalla missione Chang'e-6 ha fornito indizi cruciali sul meccanismo termico che ha alimentato i “giovani” vulcani del satellite, rivoluzionando la comprensione dell'evoluzione della sua storia. Le scoperte sono state pubblicate sulla rivista scientifica
Science Advances
. Per lungo tempo la comunità scientifica ha creduto che la Luna fosse entrata in una fase “dormiente” circa 3 miliardi di anni fa, con un arresto quasi totale dell'attività vulcanica. Tuttavia, le missioni cinesi Chang'e-5 e Chang'e-6 hanno riportato basalto formatosi 2 miliardi e 2,8 miliardi di anni fa rispettivamente, confermando che le eruzioni vulcaniche sono continuate anche durante i cosiddetti "ultimi anni" del satellite. 
Un team guidato da Wang Chengyuan e Xu Yigang dell'Istituto di Geochimica dell'Accademia Cinese delle Scienze
ha analizzato i campioni della missione Chang'e-6, identificando due tipi di basalto formatisi tra 2,8 e 2,9 miliardi di anni fa. Nonostante l'età simile, i due tipi di rocce differiscono in composizione e profondità di origine: un basalto a bassissimo contenuto di titanio proveniva da uno strato profondo del mantello lunare (oltre 120 km), mentre un basalto a basso contenuto di titanio proveniva da uno strato più superficiale (60-80 km). Tradizionalmente, si ipotizzava che il vulcanismo tardivo fosse alimentato da fonti ricche di acqua o da elementi radioattivi. Tuttavia, i ricercatori hanno smentito questa teoria: le fonti dei basalti raccolti erano infatti "asciutte e prive di elementi radioattivi che producono calore". Basandosi sull'analisi di questi campioni, il team di ricerca ha proposto un nuovo meccanismo. Con il raffreddamento della Luna, la sua litosfera si è addensata, rendendo difficile l'eruzione diretta del magma profondo. Questo magma, intrappolato in profondità, avrebbe condotto il calore verso l'alto, innescando una parziale fusione nel mantello lunare più superficiale e provocando le eruzioni vulcaniche. L'analisi dei dati globali ha supportato questa teoria, rivelando che il meccanismo termico è diventato più uniforme circa 3 miliardi di anni fa, dominato dal trasporto di calore dal basso verso l'alto. Questo ha concentrato l'attività vulcanica nel mantello superficiale. Il team ha inoltre rilevato un'interessante differenza tra i due lati della Luna: le rocce vulcaniche più giovani sul lato vicino hanno caratteristiche simili ai basalti riportati dalla missione Chang'e-5, mentre quelle sul lato lontano sono più simili ai basalti della missione Chang'e-6. Questo suggerisce che la composizione del mantello lunare possa essere diversa tra il lato vicino e quello lontano, con il primo che contiene più ilmenite nel mantello superficiale. Queste scoperte forniscono indizi fondamentali per comprendere l'evoluzione asimmetrica della Luna, un passo avanti significativo nella conoscenza del nostro satellite. La sonda Chang'e-6, lanciata il 3 maggio 2024, è tornata a casa il 25 giugno 2024, portando con sé 1.935,3 grammi di campioni dal lato nascosto della Luna.  Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


AeroSteam, test dello stiratore verticale Rowenta

(Adnkronos) - Il mondo degli elettrodomestici vive una fase di profonda trasformazione: accanto alla crescente automazione della casa e all’arrivo di dispositivi sempre più smart, emerge la necessità di prodotti in grado di rispondere a uno stile di vita frenetico, fatto di tempi compressi e richieste last minute. È in questo contesto che Rowenta presenta AeroSteam, il nuovo stiratore verticale pensato per chi non vuole rinunciare a un aspetto curato ma cerca un’alternativa rapida e funzionale al ferro da stiro tradizionale. Il tratto distintivo di AeroSteam è rappresentato dalla tecnologia Optiflow, un sistema che abbina la potenza del vapore all’azione dell’aspirazione. Non si tratta quindi di un semplice vaporizzatore verticale: l’aspirazione pressa il tessuto contro la piastra riscaldata, garantendo una stiratura uniforme, rapida e senza fatica. Questo significa che bastano pochi secondi per eliminare pieghe e grinze, senza il rischio che il tessuto resti umido e senza la necessità di attendere che si asciughi. Un vantaggio non da poco per chi ha bisogno di rendere immediatamente presentabile un capo, magari poco prima di un appuntamento di lavoro o di un evento. Il dispositivo è dotato di una piastra Monotemp capace di lavorare con diverse tipologie di tessuti. Un unico livello di calore, studiato per rispettare anche i materiali più delicati, elimina la necessità di regolazioni manuali e rende l’esperienza più semplice e sicura. A questo si aggiungono tre livelli di aspirazione e vapore: la modalità solo vapore, ideale per ritocchi leggeri e veloci; aspirazione delicata, pensata per tessuti più sottili; e la modalità turbo, che sfrutta al massimo la combinazione di calore e aspirazione per affrontare capi più spessi o pieghe particolarmente resistenti. Uno degli elementi che colpisce maggiormente nell’uso quotidiano è la rapidità di accensione: AeroSteam è pronto all’uso in appena 30 secondi. A completare l’esperienza contribuisce il serbatoio da 100 ml, amovibile e facilmente ricaricabile, che assicura autonomia sufficiente per sessioni di stiratura frequenti ma non eccessivamente lunghe, perfette per un utilizzo domestico dinamico. Con AeroSteam, Rowenta intercetta un bisogno concreto: non sostituire necessariamente il ferro da stiro tradizionale, ma proporre un alleato per i momenti in cui non c’è tempo. Una camicia da sistemare prima di una cerimonia, un vestito da rendere presentabile all’ultimo minuto, oppure un capo dimenticato in valigia durante un viaggio: scenari reali che raccontano quanto la praticità di un dispositivo del genere possa diventare parte integrante della routine. Rowenta non trascura nemmeno l’aspetto della sostenibilità. AeroSteam è made in France e garantisce la riparabilità fino a 15 anni, un impegno raro nel settore degli elettrodomestici di piccola taglia, spesso accusato di prodotti dalla vita troppo breve. In un momento storico in cui l’attenzione all’economia circolare diventa sempre più centrale, questo approccio rappresenta un valore aggiunto importante. Sul fronte estetico, AeroSteam si presenta con linee moderne e due varianti cromatiche: grigio scuro e verde, disponibili su Rowenta.it, Amazon.it e negli store Home & Cook, e la combinazione eucalipto e arancione, distribuita nei principali negozi di elettronica e online. Scelte cromatiche pensate per incontrare i gusti di un pubblico trasversale, giovane e attento al design anche negli oggetti di uso quotidiano. Il prezzo consigliato al pubblico è di 139,99 euro, una cifra che colloca AeroSteam nella fascia medio-alta del mercato degli stiratori verticali. Un posizionamento coerente con le caratteristiche offerte: dalla combinazione unica di vapore e aspirazione fino alla garanzia di durata, passando per la cura dei dettagli e la velocità d’uso. Considerando che spesso i concorrenti diretti si limitano alla funzione di vaporizzazione, il valore aggiunto della tecnologia Optiflow rende la proposta Rowenta competitiva e di interesse. Rowenta AeroSteam non è semplicemente un nuovo stiratore verticale, ma una reinterpretazione moderna della stiratura domestica, che mette al centro la praticità senza sacrificare l’efficacia. Con tempi di preparazione ridottissimi, risultati immediati e una progettazione orientata alla sostenibilità, il dispositivo riesce a conquistare un posto nel quotidiano di chi vive ritmi serrati e non vuole rinunciare a presentarsi al meglio. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)