Rientro, i consigli del veterinario e l’aiuto della tecnologia per il benessere dei pet

(Adnkronos) - Il rientro dalle vacanze segna per molti il ritorno a una quotidianità fatta di orari serrati e impegni di lavoro. Un passaggio che non riguarda solo le persone: anche cani e gatti, spesso felici di ritrovare ciotole piene e divani accoglienti, devono affrontare un cambiamento non privo di insidie. Per aiutare i proprietari a gestire questo momento, Roborock – azienda attiva nella robotica domestica – ha interpellato il medico veterinario Luca Buosi, conosciuto online come Dr. Quattrozampe, che ha stilato un vademecum di buone pratiche. Secondo il dott. Buosi, il primo punto è la gradualità: cani e gatti vanno accompagnati con attenzione nel ritorno alle abitudini. “Per i cani è fondamentale ristabilire poco alla volta gli orari di pappa, passeggiate e interazioni – spiega – mentre i gatti richiedono più delicatezza: mantenere spazi familiari e rispettare i loro tempi è la chiave per evitare stress”. Altro elemento decisivo è la routine, che favorisce benessere e stabilità comportamentale. Cambiamenti persistenti come apatia o iperattività meritano invece un consulto veterinario. 
Spazio e stimoli sono altrettanto importanti: giochi interattivi per i cani e tiragraffi o punti di osservazione per i gatti riducono il rischio di noia e disagio. Un’attenzione particolare va anche alla sicurezza domestica: i prodotti troppo aggressivi per la pulizia dei pavimenti possono diventare pericolosi, perché gli animali esplorano con zampe e lingua. In questo contesto, la tecnologia può rappresentare un valido supporto. Dispositivi come i robot aspirapolvere Roborock aiutano i proprietari a mantenere puliti gli spazi condivisi, affrontando senza difficoltà peli e polvere, e sono progettati per ridurre al minimo il disturbo verso gli animali. “All’inizio – osserva Buosi – un elettrodomestico può sembrare un intruso, ma basta un’introduzione graduale per farlo diventare parte della normalità domestica”. Il ritorno dalle ferie può così trasformarsi in un’occasione per rafforzare il legame con i propri pet, garantendo loro attenzioni, spazi sicuri e un ambiente confortevole, in cui anche la tecnologia contribuisce a rendere più serena la convivenza. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nelle case degli italiani 8 milioni di cani, compagni ma anche un po' medici

(Adnkronos) - Compagni capaci di aiutare e sostenere e ma anche un po' t
erapeuti. Sono circa 7-
8 milion

i i cani che vivono nelle case degli italiani. Il più delle volte sono componenti a tutti gli effetti delle famiglie che se ne prendono cura e che, in cambio, curano. E non è solo un modo di dire. Negli ultimi anni il miglior amico dell'uomo ha messo al servizio degli umani i suoi 'super poteri' per il benessere psicofisico, rivelandosi in grado di 'fare diagnosi' con il proprio fiuto in caso di diabete e, in via sperimentale, nei tumori. Oppure di offrire sostegno psicologico migliorando il decorso della malattia. Nella Giornata mondiale del cane, che si celebra oggi, ci sono anche le virtù 'curative' tra i molti motivi che ci fanno amare questi animali.  "Oggi festeggiamo un essere vivente, senziente, importantissimo nella vita di molti esseri umani. In questo senso ogni giorno dovrebbe essere la giornata del cane", spiega all'Adnkronos Salute il veterinario Federico Coccia. "Avere un cane - continua - è come avere un amico in casa con cui si può passare del tempo, giocare, sperimentare emozioni positive". E oltre questo "una buona percentuale sono 'cani eroi', perché salvano tante vite. Solo un cane, con suo il fiuto, può infatti salvare una persona sotto le macerie, solo un cane può sentire se c'è un ordigno esplosivo sotto terra o se c'è un uomo a 5 metri sotto la neve dopo una valanga". Ma anche nella quotidianità sono in grado di essere eroici, secondo Coccia, nel sostegno continuo in caso di fragilità. "La pet therapy - continua - è una vera e propria scienza, nata in America negli anni '70, che offre un concreto beneficio per persone che hanno problemi fisici o psichici".  Ed è benefica persino la semplice presenza dei cani nei reparti pediatrici o nelle strutture per anziani, dove "la cosiddetta 'assistenza assistita con animali' (Aaa) aiuta a superare il senso di isolamento o la solitudine". Questa capacità "è particolarmente utile anche per gli anziani che vivono da soli in città. Il solo fatto di occuparsene, di portarli fuori, di dare loro da mangiare offre una motivazione quotidiana". Poi ci sono quelli che "io chiamo i 'cani medici' che riescono attraverso il fiuto a percepire delle anomalie. Per esempio aiutano i diabetici segnalando un'alterazione dello zucchero nel sangue: abbaiano e avvertono i familiari o la stessa persona che deve assumere l'insulina. Si sono rivelati in grado anche di 'annusare' la presenza di tumori che non erano stati diagnosticati", spiega Coccia. "Tutto questo ci dice che in qualche modo i cani ci ripagano per le attenzioni che diamo loro anche in virtù dell'accresciuta sensibilità nei loro confronti. Una volta il rapporto con il cane era mediato dal fatto che serviva a qualcosa: a fare la guardia, ad andare a caccia, a fare le gare sportive. Erano considerati come delle cose, oggi sono più rispettati, abbiamo capito che sono esseri viventi senzienti. E loro rispettano noi dandoci in cambio benessere", conclude Coccia. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sfiducia nella scienza? Ecco cosa crea il cortocircuito. L'analisi degli esperti italiani

(Adnkronos) - Il Covid, l'infodemia pandemica e il rigurgito di polemiche sui vaccini. E in tempi più recenti la fatica di far comprendere cosa succede con il virus West Nile, fra mille voci che dicono la propria su quello che accade e i social a fare da cassa di risonanza distorta. Può capitare in diverse circostanze - soprattutto in situazioni come emergenze infettivologiche e crisi sanitarie - che la fiducia nella scienza venga messa a dura prova. Ma come scatta il cortocircuito che la fa crollare, che spezza il legame fra medici e ricercatori e opinione pubblica? Un team di ricercatori italiani prova a ricostruire 'l'anatomia' di questa caduta in un'analisi in pubblicazione sulla rivista 'Infectious Agents and Cancer'.  Il tema è caldo, un dilemma irrisolto, e resta al centro di un dibattito che proprio in questi giorni ha raggiunto il suo acme con la vicenda del Nitag, il gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, finito sotto i riflettori prima per l'inclusione di due esperti con posizioni critiche sui vaccini e poi azzerato. L'accaduto ha riacceso lo scontro fra fazioni contrapposte, sollevando il velo sui rischi della politicizzazione di materie scientifiche, e riproponendo annose questioni come il 'pluralismo' e la 'democrazia' della scienza. Gli autori del paper - 3 dei quali fanno parte del gruppo Gabie (Genomics, Ai, Bioinformatics, Infectious diseases, Epidemiology), cioè Francesco Branda e Massimo Ciccozzi dell'università Campus Bio-Medico di Roma, e Fabio Scarpa dell'università di Sassari - partono proprio dalla pandemia di Covid, un periodo che "ha evidenziato le complessità che circondano la fiducia delle persone nella scienza, in particolare nel contesto di dati schiaccianti e polarizzazione politica".  In contesti simili, l'appello a 'credere nella scienza', dicono, "è emerso sia come simbolo di fiducia che come fonte di tensione pubblica", mettendo in luce sia "la sfida di comunicare l'incertezza scientifica", sia quella dell'interpretazione dei dati e delle competenze. "Abbiamo esaminato - spiega Ciccozzi all'Adnkronos Salute - il ruolo cruciale della comunicazione nel plasmare la percezione pubblica della scienza, sottolineando la necessità di umiltà epistemica e di trasparenza di fronte all'incertezza". Umiltà del sapere e trasparenza, come antidoto a rischi che sono dietro l'angolo in situazioni di tensione. Mentre la disponibilità dei dati aumenta, "la vera sfida risiede nella loro interpretazione e nella formulazione dei messaggi scientifici per pubblici diversi". Quello che le crisi sanitarie hanno dimostrato, osservano, è che "il sovraccarico di informazioni e una comunicazione carente a volte possono portare a confusione, sfiducia e politicizzazione della scienza", ragionano gli esperti.  
Come si fa dunque una comunicazione scientifica efficace? Per gli autori dell'analisi, l'obiettivo si può ottenere trascendendo "gli approcci puramente razionali" e affrontando anche "i fattori emotivi e sociali attraverso strategie persuasive". C'è poi un'insidia moderna che aumenta la portata dell'impresa e "aggrava la sfida di mantenere la fiducia del pubblico nella scienza": è quella che viene definita "l'infocrazia", una situazione che deriva dalla "trasformazione strutturale dei flussi informativi nelle società digitali".  Il messaggio dei ricercatori (fra cui figurano anche Laura Leondina Campanozzi e Vittoradolfo Tambone dell'Unità di ricerca Bioetica e Humanities dell'università Campus Bio-Medico di Roma) è che occorre rimodulare le strategie di comunicazione, cambiare adottando "un approccio ripensato alla comunicazione scientifica che dia priorità a chiarezza, contesto e coinvolgimento responsabile". La ricostruzione della fiducia nella scienza "richiede qualcosa di più dei dati accurati; richiede una trasformazione nel modo in cui vengono trasmessi e compresi. È dovere delle istituzioni scientifiche porre la chiarezza comunicativa al vertice della propria agenda" e "coltivare una cultura della responsabilità".  Di conseguenza, "il pubblico deve essere dotato degli strumenti necessari per confrontarsi con il discorso scientifico in modo critico. In periodi di incertezza, non è l'infallibilità" della scienza e degli scienziati "a sostenere la fiducia, ma piuttosto l'integrità, la competenza e un impegno condiviso per il bene pubblico". Potrebbe essere questa, conclude Ciccozzi, "la migliore comunicazione per far capire alle persone non addette ai lavori cosa sta realmente accadendo". ---salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Cina: al via il più grande rivelatore di neutrini per svelare i 'fantasmi' dell'universo

(Adnkronos) - La Cina ha segnato una nuova tappa nel campo della fisica delle particelle con l'avvio operativo del Jiangmen Underground Neutrino Observatory (JUNO). Situato a 700 metri di profondità nella provincia meridionale del Guangdong, JUNO è il più grande rilevatore sferico trasparente al mondo, dedicato alla ricerca sui neutrini con una precisione senza precedenti. Dopo oltre un decennio di preparazione e costruzione, secondo quanto riporta l'agenzia stampa cinese Xinhua, l'osservatorio ha completato il riempimento del suo rilevatore con 20.000 tonnellate di scintillatore liquido e ha iniziato a raccogliere dati. Le prime rilevazioni, ottenute durante la fase di prova, hanno confermato che gli indicatori di performance hanno soddisfatto o superato le aspettative di progetto. Questo successo posiziona JUNO come uno strumento fondamentale per rispondere a una delle questioni più importanti della fisica delle particelle: l'ordine di massa dei neutrini. I neutrini, spesso soprannominati "particelle fantasma" per la loro natura elusiva e la rarità con cui interagiscono con la materia, sono tra le particelle fondamentali meno comprese. JUNO li rileverà attraverso deboli lampi di luce generati dalla loro interazione con l'idrogeno all'interno del rilevatore, trasformando questi segnali in dati analizzabili.  

Ricercatori al lavoro in una sala di controllo del Jiangmen Underground Neutrino Observatory (JUNO) a Jiangmen, nella provincia cinese del Guangdong. Crediti immagine Liu Yuexiang/Xinhua

   "Completare il riempimento del rilevatore JUNO e avviare la raccolta dei dati segna una tappa storica. Per la prima volta, abbiamo messo in funzione un rilevatore di questa scala e precisione dedicato ai neutrini. JUNO ci permetterà di rispondere a domande fondamentali sulla natura della materia e dell'universo", ha dichiarato Wang Yifang, portavoce di JUNO e ricercatore presso l'Istituto di Fisica delle Alte Energie (IHEP) dell'Accademia Cinese delle Scienze (CAS) all'agenzia stampa Xinhua. La costruzione di JUNO, proposta nel 2008 e approvata nel 2013, ha rappresentato un'enorme sfida ingegneristica. "Costruire JUNO è stato un percorso di sfide straordinarie", ha affermato Ma Xiaoyan, ingegnere capo di JUNO. "Ha richiesto non solo nuove idee e tecnologie, ma anche anni di pianificazione accurata, test e perseveranza." Al centro della struttura si trova una sfera acrilica di 35,4 metri di diametro che ospita lo scintillatore liquido, supportata da un traliccio in acciaio inossidabile e da oltre 45.000 tubi fotomoltiplicatori. 

Dopo aver completato il riempimento del suo rilevatore con 20.000 tonnellate di scintillatore liquido, il JUNO nel Guangdong ha iniziato a raccogliere dati dopo oltre un decennio di preparazione e costruzione. (Crediti Foto Xinhua/Jin Liwang)

   JUNO è un progetto collaborativo che vede la partecipazione di più di 700 ricercatori provenienti da 74 istituzioni in 17 Paesi e regioni. La comunità internazionale ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo del progetto. "Questo risultato storico che annunciamo oggi è anche il risultato di una fruttuosa cooperazione internazionale garantita da molti gruppi di ricerca al di fuori della Cina, che hanno portato a JUNO la loro esperienza acquisita in precedenti configurazioni di scintillatori liquidi", ha spiegato Gioacchino Ranucci, professore dell'Università di Milano e vicedirettore di JUNO. Con una vita operativa prevista fino a 30 anni, JUNO ha il potenziale per diventare un'infrastruttura di ricerca leader a livello mondiale. È stato progettato per indagare la massa assoluta dei neutrini e testare se sono particelle di Majorana, ossia identiche alle proprie antiparticelle. L'osservatorio aprirà nuove finestre per esplorare la fisica sconosciuta, con ricadute significative sulla comprensione della fisica delle particelle, dell'astrofisica e della cosmologia.   Crediti Immagini ( Xinhua/Jin Liwang) ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Spotify introduce i messaggi diretti, come inviarli

(Adnkronos) - Spotify ha annunciato l’arrivo di Messages, una funzione di messaggistica che consente agli utenti di scambiarsi raccomandazioni audio senza dover ricorrere ad applicazioni di terze parti. La novità, disponibile da questa settimana in alcuni mercati selezionati, è accessibile su dispositivi mobili per tutti i profili Free e Premium a partire dai 16 anni. Per utilizzare i messaggi diretti basta toccare l’icona di condivisione mentre si ascolta un brano, un podcast o un audiolibro nella schermata di riproduzione, quindi selezionare un contatto con cui avviare la conversazione. Si potrà inviare contenuti a chi condivide lo stesso piano Spotify o a persone già connesse tramite funzioni collaborative come Jams, Blend e playlist condivise. Tutti i contenuti inviati o ricevuti verranno raccolti in una casella Messages, accessibile dall’icona del profilo in alto a sinistra, così da poterli ritrovare facilmente. La piattaforma sottolinea che i messaggi sono protetti da crittografia “a livello industriale” e che le conversazioni saranno esclusivamente uno a uno, con supporto a testo ed emoji. Gli utenti possono decidere se accettare o rifiutare le richieste, bloccare mittenti indesiderati o disattivare completamente la funzione. Sarà inoltre possibile segnalare contenuti, messaggi o account sospetti: Spotify effettuerà controlli proattivi per individuare materiale illecito o dannoso e passerà in revisione le chat segnalate. Non è ancora chiaro se gli account artistici potranno utilizzare i messaggi per interagire con i fan, ma l’azienda precisa che la novità vuole rendere più immediata la condivisione di contenuti già attiva su Instagram, WhatsApp, TikTok e altre piattaforme, senza sostituirla. Resta il fatto che, con questa funzione disponibile anche per gli utenti free, solitamente soggetti a forti limitazioni, Spotify apre la strada a un’evoluzione più social della propria esperienza di ascolto. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Hiv, via libera Ue a primo trattamento PrEP da somministrare 2 volte l’anno

(Adnkronos) - La Commissione europea (Ce) ha concesso l'autorizzazione all'immissione in commercio di lenacapavir (Yeytuo®), l'inibitore del capside dell'Hiv-1 iniettabile due volte all'anno da utilizzare come profilassi pre-esposizione (PrEP) per ridurre il rischio di Hiv-1 acquisito sessualmente negli adulti e negli adolescenti con un aumentato rischio di acquisizione dell’infezione, che pesano almeno 35 kg. Si tratta della prima e unica opzione di PrEP somministrabile 2 volte all'anno ad essere approvata per l'uso nei 27 Stati membri dell'Unione Europea, così come in Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Lo annuncia Gilead, in una nota, specificando che la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio (Maa) è stata esaminata con una tempistica accelerata sulla base della valutazione del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) secondo cui “la somministrazione di lenacapavir due volte all'anno è di grande interesse per la salute pubblica. Inoltre, a seguito della nuova indicazione, a lenacapavir sarà concesso un ulteriore anno di esclusiva di mercato nell'Unione europea (Ue), a seguito di una valutazione scientifica precedente l'autorizzazione che ne ha stabilito il beneficio clinico significativo rispetto alle terapie esistenti. L'autorizzazione - informa la farmaceutica - fa seguito, "all'approvazione da parte della Food and Drug Administration (Fda) statunitense a giugno, nonché all'emissione di linee guida da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a luglio che raccomandano lenacapavir due volte all'anno come opzione aggiuntiva di PrEP" per la prevenzione dell'Hiv. "Con circa 25 mila nuove diagnosi di Hiv in Europa, è chiaro che le attuali opzioni di prevenzione non funzionano per tutti coloro che ne hanno bisogno o le desiderano, soprattutto tra le popolazioni vulnerabili - ha affermato Jean-Michel Molina, medico Université Paris Cité, professore di Malattie infettive e capo del dipartimento di Malattie infettive presso gli ospedali Saint-Louis e Lariboisière - Il nuovo programma di dosaggio semestrale e l'elevata efficacia di lenacapavir potrebbero essere l'opzione trasformativa di prevenzione dell'Hiv in Europa che stavamo aspettando per aiutarci a ridurre le nuove infezioni e fare progressi reali verso la fine dell'epidemia di Hiv". L'autorizzazione Ce di Yeytuo* - si legge nella nota - è stata supportata dai dati degli studi di fase 3 Purpose 1 e Purpose 2 condotti da Gilead. Nello studio Purpose 1, "i dati dell'analisi primaria hanno mostrato che la somministrazione di lenacapavir per via sottocutanea 2 volte all'anno ha portato a zero infezioni da Hiv tra 2.134 partecipanti; a una riduzione del 100% delle infezioni da Hiv e a una superiorità nella prevenzione delle infezioni da Hiv rispetto alla somministrazione orale una volta al giorno di emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil fumarato 300 mg (F/Tdf) nelle donne cisgender nell'Africa subsahariana".  Nello studio Purpose 2, all'analisi primaria "si sono verificate 2 infezioni da Hiv tra 2.179 partecipanti nel gruppo lenacapavir per via sottocutanea 2 volte all'anno, dimostrando che il 99,9% dei partecipanti non ha contratto l'infezione da Hiv e la superiorità della prevenzione delle infezioni da Hiv rispetto alla somministrazione orale una volta al giorno di emtricitabina 200 mg e tenofovir disoproxil fumarato 300 mg in un gruppo ampio e geograficamente diversificato di uomini cisgender e persone transgender di genere non binario". In entrambi gli studi, lenacapavir ha dimostrato una superiorità nella prevenzione delle infezioni da Hiv rispetto all'incidenza di base dell'Hiv ed è stato generalmente ben tollerato, senza che siano stati identificati problemi di sicurezza significativi o nuovi. I dati di entrambi gli studi sono stati pubblicati sul ‘New England Journal of Medicine’ e, in parte sulla base dei risultati dello studio, nel dicembre 2024 la rivista ‘Science’ ha nominato lenacapavir ‘Breakthrough of the Year’ per il 2024.  Oltre alle approvazioni negli Stati Uniti e nell'Ue, Gilead ha anche presentato una richiesta di revisione regolatoria di lenacapavir per la PrEP 2 volte all'anno, alle autorità australiane, in Brasile, Canada, Sudafrica e Svizzera e sta avviando il processo anche in Argentina, Messico e Perù.  A seguito del recente parere positivo per la procedura Medicinali per tutti (EU-M4all) relativa a lenacapavir per la PrEP, la farmaceutica - dettaglia la nota - intende presentare le richieste alle autorità nazionali di regolamentazione dei Paesi a basso e medio reddito (Lmic), utilizzando il parere per accelerare i tempi di revisione. Ciò comprende registrazioni prioritarie che coprono 18 Paesi che, tutti insieme, rappresentano il 70% del carico di Hiv dei 120 Paesi menzionati negli accordi volontari di licenza precedentemente annunciati. La procedura EU-M4all consente inoltre una valutazione semplificata per la prequalificazione dell'Oms. Inoltre, a luglio, Gilead ha annunciato un accordo di partnership strategica con il Fondo globale per la lotta all'Aids, alla tubercolosi e alla malaria per la fornitura di lenacapavir per la PrEP a un massimo di due milioni di persone in Paesi a reddito prevalentemente basso e medio-basso, se approvato.  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, Unicef-Oms: "Una persona su 4 nel mondo non ha accesso ad acqua potabile sicura"

(Adnkronos) - Nonostante i progressi compiuti dal 2015, 1 persona su 4, ovvero 2,1 miliardi di persone in tutto il mondo, non ha ancora accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro, tra cui 106 milioni che bevono direttamente da fonti di superficie non trattate; 3,4 miliardi di persone non hanno ancora accesso a impianti igienici di base (bagni) gestiti in modo sicuro, tra questi 354 milioni praticano la defecazione all'aperto; 1,7 miliardi di persone non dispongono ancora di impianti idrici (strutture per lavarsi le mani) nelle loro abitazioni, di cui 611 milioni che non hanno accesso ad alcuna struttura. Questi alcuni dati del nuovo rapporto: Progressi nell'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici nelle case 2000-2024: focus speciale sulle disuguaglianze – pubblicato dall'Oms e dall'Unicef durante la Settimana mondiale dell'acqua 2025 (24-28 agosto) – rivela che, "nonostante alcuni progressi, permangono notevoli disparità. Le persone che vivono in paesi a basso reddito, in contesti fragili, nelle comunità rurali, i bambini e le minoranze etniche e indigene sono quelli che subiscono le maggiori disparità".  Secondo il rapporto, le persone che vivono nei paesi meno sviluppati hanno una probabilità più che doppia rispetto a quelle di altri paesi di non avere accesso ai servizi di base per l'acqua potabile e agli impianti igienici, e una probabilità più che tripla di non avere accesso agli impianti idrici di base. In contesti fragili, la copertura di acqua potabile gestita in modo sicuro è inferiore di 38 punti percentuali rispetto ad altri paesi, evidenziando forti disuguaglianze. Sebbene ci siano stati miglioramenti per le persone che vivono nelle zone rurali, queste ultime sono ancora in ritardo. La copertura idrica potabile gestita in modo sicuro è aumentata dal 50% al 60% tra il 2015 e il 2024, mentre la copertura degli impianti idrici di base è passata dal 52% al 71%. Al contrario, la copertura dell’acqua e degli impianti idrici (strutture per lavarsi le mani) nelle aree urbane è rimasta stagnante.  I dati provenienti da 70 paesi mostrano che, sebbene la maggior parte delle donne e delle ragazze adolescenti disponga di prodotti per l’igiene mestruale e di un luogo privato dove cambiarsi, molte non hanno a disposizione prodotti sufficienti per cambiarsi con la frequenza necessaria. Le ragazze adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni sono meno propense delle donne adulte a partecipare ad attività durante il ciclo mestruale, come la scuola, il lavoro e i passatempi sociali. Nella maggior parte dei paesi con dati disponibili, le donne e le ragazze sono le principali responsabili della raccolta dell'acqua, con molte di loro nell'Africa subsahariana e nell'Asia centrale e meridionale che dedicano più di 30 minuti al giorno alla raccolta dell'acqua.  Mentre ci avviciniamo agli ultimi cinque anni del periodo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il raggiungimento degli obiettivi del 2030 per porre fine alla defecazione all'aperto e garantire l'accesso universale ai servizi di base di acqua e servizi igienici richiederà un'accelerazione, mentre la copertura universale di servizi gestiti in modo sicuro in questo settore sembra sempre più irraggiungibile.  “L’acqua e i servizi igienici non sono privilegi, ma diritti umani fondamentali”, ha affermato il dottor Ruediger Krech, direttore ad interim del Dipartimento Ambiente, cambiamenti climatici e salute dell'Oms. “Dobbiamo accelerare gli interventi, soprattutto a favore delle comunità più emarginate, se vogliamo mantenere la nostra promessa di raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”.  “Quando i bambini non hanno accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici, la loro salute, la loro istruzione e il loro futuro sono a rischio”, ha affermato Cecilia Scharp, direttrice per Acqua e servizi igienici dell'Unicef. "Queste disuguaglianze sono particolarmente evidenti per le ragazze, che spesso devono sobbarcarsi il peso della raccolta dell'acqua e affrontare ulteriori ostacoli durante il ciclo mestruale. Al ritmo attuale, la promessa di acqua potabile e servizi igienici per ogni bambino sta diventando sempre più irraggiungibile, ricordandoci che dobbiamo agire più rapidamente e con maggiore coraggio per raggiungere coloro che ne hanno più bisogno".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scuola, blockchain in aula? Colmare gap di competenze per futuro digitale e occupazionale

(Adnkronos) - L'integrazione della blockchain e del Web3 nei programmi di studio tradizionali è sempre più cruciale. Sebbene molti studenti europei abbiano una conoscenza emergente delle criptovalute come Bitcoin, la comprensione della tecnologia alla base, delle applicazioni pratiche e del più ampio ecosistema Web3 è spesso limitata. Ne parla all’Adnkronos Labitalia Vugar Usi Zade, coo di Bitget, società Web3 tra i principali exchange di criptovalute al mondo. "Questa lacuna di conoscenza - afferma - è in gran parte dovuta alla scarsità di risorse educative complete. La maggior parte della formazione sulla blockchain, infatti, è relegata a corsi brevi, università private o diplomi post-laurea. Sono disponibili anche programmi di master accreditati e corsi gratuiti dedicati a questo argomento, ma ciò rimane raro in tutta l'UE”. "La domanda di professionisti con competenze nella tecnologia blockchain - spiega - è in forte crescita. Una recente ricerca di Bitget ha previsto che il settore creerà 500.000 posti di lavoro entro il 2030, con applicazioni che si estenderanno dalla logistica, alla sanità, fino alla finanza. L’istruzione tradizionale fornisce una solida base, ma le competenze specialistiche in aree come sistemi decentralizzati, smart contract e crittografia non sono tipicamente coperte. Incorporando questi argomenti, si potranno preparare gli studenti alle carriere future, aiutandoli a sviluppare un nuovo modo di pensare al business e alla tecnologia".  Al di fuori del mondo professionale, queste tecnologie offrono anche nuovi modi per risparmiare, investire e effettuare transazioni. "Senza sapere come utilizzare questi strumenti - avverte Vugar Usi Zade - le persone rischiano di essere escluse dai sistemi finanziari emergenti che potrebbero offrire un maggiore controllo e nuove opportunità per la creazione di ricchezza". Diventa, inoltre, importante comprendere sia i benefici di questa tecnologia, ma anche i potenziali rischi per la sicurezza: con l'ascesa dell'Ia, strumenti come i deepfake e altre forme di disinformazione rappresentano una minaccia significativa. Per il coo di Bitget "è cruciale, quindi, che gli studenti imparino a capire come valutare criticamente le informazioni e come queste tecnologie possono essere sfruttate per truffe e frodi". Insegnare ai giovani argomenti complessi come la blockchain e gli smart contract richiede approcci pedagogici innovativi e coinvolgenti. "I workshop pratici, ad esempio, consentono agli studenti - racconta - di partecipare attivamente e costruire la loro comprensione attraverso compiti pratici, andando oltre la conoscenza teorica. La gamification è un altro metodo efficace, come si vede nelle iniziative 'Learn2Earn' che premiano gli studenti con token digitali o badge per aver completato moduli educativi, rendendo il processo più interattivo".  "Allo stesso modo, l'apprendimento basato sul gioco trasforma concetti complessi in esperienze divertenti e memorabili. La Bitget Web3 Encyclopedia, con il suo formato A-Z adatto ai principianti e illustrazioni divertenti, esemplifica questo approccio rendendo argomenti come altcoin e zero-knowledge proofs accessibili ai giovani lettori", aggiunge. "Per migliorare la qualità e la rilevanza dell'educazione sulla blockchain, è fondamentale un approccio collaborativo tra le istituzioni. Le partnership tra università e leader del settore possono portare alla co-creazione di corsi e programmi specializzati che affrontano direttamente il gap di competenze nel mondo del lavoro, garantendo che il curriculum rimanga attuale e allineato con le esigenze di un’economia digitale in continua evoluzione" conclude Vugar Usi Zade di Bitget. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scuola, fra colori, praticità e benessere dal design un aiuto per il Back to school

(Adnkronos) - L’inizio delle scuole è alle porte e per venire incontro alle esigenze dei più piccoli, le aziende del settore dell’arredo propongono soluzioni per semplificare la vita e trasformare la casa in un luogo dove i bambini possano giocare, studiare e rilassarsi. Dalla cameretta con stile alla zona snack in cucina, le soluzioni sono molteplici e fanno tendenza.  “Potrà sembrare strano ma quando si parla di rientro a scuola - rivela Jessica Fistani, direttrice marketing del brand veneto Arredo3 - anche la cucina può contribuire a rilassare gli animi agitati dei più piccoli che a malincuore devono tornare tra i banchi. Per questo, possono essere utilizzati piani snack e postazioni home office: permettono ai nostri figli di uscire dalla cameretta per rilassarsi e fare un break o lavorare in un altro ambiente. Personalizzabili e disponibili in diversi materiali, si adattano perfettamente ad ogni esigenza garantendo comodità, confort e praticità. Un modo di concepire la gestione di spazi e tempi dei più piccoli confidando che questo li aiuti ad affrontare l’anno scolastico con il giusto spirito”. Per il rifugio dei più piccoli, va di moda anche il trend orientale con abitudini diverse come, ad esempio, le dimensioni che altrove sono più importanti. Ne è la conferma il giovane brand indiano Diviana che immagina una stanza con “arredi caratterizzati da linee pulite, sensazione di equilibrio e attenzione alla qualità", come sottolinea Fabio Miotto, ad of Sales Italia. "La Q Collection - spiega - prevede anche un’originale postazione studio firmata dal designer italiano Marco Corti che si inserisce in camerette decisamente più grandi. In questo contesto, gli arredi sono protagonisti e creatori di momenti indimenticabili. Tutta la bellezza della tradizione indiana fatta di colori, tessuti e ispirazioni ma con il tocco europeo per poter soddisfare il gusto del Vecchio Continente. Un ambiente sofisticato ma semplice allo stesso tempo che trasforma lo spazio in esperienza tattile e di vita". Punta invece su soluzioni capaci di incentivare l’apprendimento, Somma1867, marchio premium del Gruppo Gabel e sinonimo di eccellenza italiana nel mondo del tessile per la casa. “Per il back to school, il Gruppo Gabel - afferma Michele Moltrasio, presidente e ad del Gruppo - ha da sempre creato delle proposte tessili caratterizzate da una scelta di tessuti, sia per il letto che spugna per il bagno, di alta qualità, certificati e rigorosamente prodotti nei nostri stabilimenti in Italia (tutta la filiera produttiva Gabel è certificata Step). Per la nuova stagione Autunno/Inverno stiamo producendo dei designi pensati per i nuovi nati fino al target teen. L’offerta è contraddistinta da colori e stampe divertenti e vivaci sempre studiati per stimolare la curiosità, i sogni dei più piccoli di casa ed accompagnarli nella vita di tutti i giorni, come le lettere dell’alfabeto della linea Trudi di Somma1867, capaci di stimolare l’apprendimento come un gioco sia nel momento della nanna che dopo il bagnetto". Molteplici e mutevoli sono le esigenze dei bambini e sistemi organizzativi durevoli e modificabili nel tempo sono la soluzione pratica e al tempo stesso sostenibile, per accompagnare i piccoli di casa durante ogni fase della crescita. “Usm Modular Furniture - ricorda Dario Caspani, Country Manager Italia - da 60 anni offre soluzioni modulari per tutti gli ambienti domestici, incluso la cameretta dei bambini. Grazie ai mobili Usm Haller è possibile progettare una cameretta funzionale e colorata, partendo dai primi giorni di vita fino ai teenager".  "Alla base della filosofia di Usm Modular Furniture c’è il desiderio di realizzare creazioni in continua evoluzione. I moduli possono essere sempre modificati a seconda dei gusti e delle esigenze, grazie all'inserimento di nuovi elementi e accessori, ideali come proposte per riporre anche il materiale scolastico e giochi. Infinite sono le possibilità di personalizzazione, un approccio sostenibile per chi preferisce un prodotto durevole negli anni in grado di crescere assieme al proprio bambino”, conclude. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Peugeot 308, un restyling per riaffermare un'offerta per tutti i gusti

(Adnkronos) - Un Leone illuminato per ribadire la sua immagine forte e la volontà di giocare ancora un ruolo chiave nel segmento C: è la scelta di Peugeot per l'aggiornamento di metà carriera per la 308 (berlina e SW), un restyling che aggiorna senza stravolgere il design esterno e interno, focalizzandosi soprattutto sull'esperienza di guida e di vita a bordo. Se il frontale adesso propone una griglia in tinta carrozzeria e paraurti con prese d'aria più efficienti, spiccano anche sugli allestimenti Style, Business e Allure i fari anteriori Full Led con la tecnologia Peugeot Matrix LED per GT e GT Exclusive. Nell'abitacolo, grande attenzione alla qualità (con l'opzione di sedili in Alcantara su alcune versioni) e al benessere dei passeggeri: si va dal sistema audio Focal Premium con 10 altoparlanti all'AQS (Air Quality System) che monitora costantemente la qualità dell'aria in ingresso nell'abitacolo e, se necessario, attiva automaticamente il riciclo dell'aria. Questo sistema è completato dal Clean Cabin, che tratta l'aria filtrando gas e particelle inquinanti. Ma è soprattutto sull'offerta di motorizzazioni che la berlina Peugeot - progettata in Francia e prodotta nello stabilimento di Mulhouse -gioca le sue carte più convincenti con quattro opzioni di propulsione, ibrida benzina (tre cilindri turbo 1.2 da 145 cv), ibrida plug-in (195 cv e una autonomia in elettrico da 85 km grazie alla batteria da 17,2 kWh), diesel (con un efficiente 1.5 BlueHDi da 130 cv) ed elettrica, con la versione E-308 100% elettrica che ora offre fino a 450 km di autonomia. Fra le novità spiccano poi le innovative funzionalità V2L e Plug & Charge. La prima consente alla batteria dell'auto di alimentare dispositivi elettrici esterni, ad esempio per ricaricare una bicicletta elettrica o azionare sistemi di illuminazione, fornendo fino a 3,5 kW e 16 A. La seconda funzione permette di facilitare le operazioni di ricarica: la stazione pubblica infatti riconosce automaticamente l'auto non appena il cavo di ricarica viene collegato, eliminando la necessità di badge, app dedicate e carte di credito. Il cliente può accedere a tutte le sue operazioni tramite lo schermo centrale della nuova 308 o l'app Free2move Charge. La funzione "Plug & Charge" è già accessibile in oltre 10.000 stazioni di ricarica in Europa, principalmente situate lungo le principali arterie stradali, e sarà ampiamente sviluppata nei prossimi anni. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)