I valori record della glicemia scritti sulla mano. "Così abbiamo salvato un naufrago"
(Adnkronos) - Quando Rebecca, leader del team medico che opera a bordo della nave Ocean Viking di Sos Mediterranee, ha visto il numero scritto a penna sulla mano di un migrante sopravvissuto a un naufragio non riusciva a crederci. Quel numero era il valore della sua glicemia. "L'equipaggio di Astral", la nave che lo aveva soccorso, "aveva identificato un diabetico" tra le persone aiutate in mare "e aveva effettuato un test, scrivendo il risultato sulla sua mano. Quello che ho letto mi ha sconvolto. Il numero era così alto che inizialmente pensavo si trattasse di un errore. Non era possibile che qualcuno avesse livelli di zucchero nel sangue 7 volte superiori alla norma e continuasse a camminare e a parlare come quell'uomo. Abbiamo ricontrollato la glicemia e abbiamo scoperto che era ancora più alta del valore iniziale. Nonostante la barriera linguistica, abbiamo appreso che gli era stato diagnosticato il diabete di tipo 2 qualche mese prima. Da allora, aveva avuto un accesso molto limitato alle cure mediche e non era stato in grado di gestire adeguatamente la sua condizione". Come lui tanti migranti sono affetti da malattie pregresse e mai curate. Ed è solo una delle tante situazioni che finiscono sotto gli occhi dei soccorritori impegnati a scandagliare il Mediterraneo, immenso specchio d'acqua e di dolore, rotta obbligata per tanti che, pur di lasciare il proprio Paese in cerca di salvezza, rischiano la vita fra le onde. Persone ferite, stanche, traumatizzate, donne incinte. Sulla Ocean Viking c'è una clinica galleggiante: a bordo lavora un team di 4 professionisti (infermiera, ostetrica, medico, leader del team medico) che si occupa di offrire le prime cure alle persone appena soccorse. Tra loro c’è Rebecca, ostetrica di formazione, si dedica a questo lavoro "impegnativo e per sua natura imprevedibile" ormai da molti anni: "Le condizioni mediche che ci troviamo ad affrontare sono estremamente varie, coprendo condizioni croniche debilitanti, disabilità, malattie tropicali, traumi e cure primarie. Accrescere le mie conoscenze cliniche è stato essenziale e apprendo sempre di più ad ogni soccorso", sono le sue parole, raccolte per l'Adnkronos Salute. C'è chi nel suo Paese d'origine non ha mai visto un dottore. Un carico che si aggiunge alle problematiche che insorgono durante la traversata: ipotermia, mal di mare, disidratazione, ustioni da carburante. Capita anche che il team di Sos Mediterranee si trovi a soccorrere persone con disabilità, in alcune occasioni si tratta di minori che viaggiano accompagnati dai loro genitori. Nel 2023, sono state circa 20 le persone con disabilità che hanno ricevuto assistenza a bordo della Ocean Viking. Oltre alla salute fisica, ci sono spesso disturbi mentali o disturbi legati ai traumi che hanno vissuto nei campi di detenzione libici, o durante la traversata in mare. "È incredibile vedere le comunità unirsi a bordo quando si tratta di salute mentale e di reazioni a situazioni traumatiche - racconta ancora Rebecca - Molte volte ho visto sopravvissuti, che magari erano sconosciuti prima della traversata, sostenersi l'un l'altro nella gestione dei sintomi, aiutandosi a rivolgersi all’équipe medica quando non riescono a dormire o hanno difficoltà a prendersi cura di sé. Spesso si preoccupano degli altri prima che di sé stessi, costruendo intorno a loro una comunità aperta e solidale". "La cosa che amo di più del mio lavoro, confida, è proprio "la possibilità di aiutare persone che spesso non hanno mai ricevuto cure: persone che hanno subito violenze, torture, abusi sessuali, che non hanno mai avuto accesso all'assistenza sanitaria o persone affette da malattie croniche che non sono state curate: la possibilità di fare la differenza per loro e dimostrare che c'è ancora qualcuno cui interessa ciò che gli accade è incredibilmente gratificante". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Estate, sindrome da rientro anche per i pet. Il veterinario: "Ecco come gestirla"
(Adnkronos) - Anche cani e gatti, tornando dalle vacanze, possono provare stress da rientro. Le conseguenze principali sono apatia, diminuzione di ricettività agli stimoli, isolamento o al contrario agitazione continua. "E' normale, specialmente se il viaggio per tornare in città è stato molto lungo. Prima la vacanza e poi il ritorno alla vita di sempre provocano nel cane uno stress da cambiamento da ambiente, ci vuole pazienza per alcuni giorni per farlo tornare alle regole e agli orari di sempre". Lo afferma all'Adnkronos Salute Federico Coccia, medico veterinario Ca' Zampa, per il quale "esistono diversi modi per gestire" la situazione.
Il cane, "che con noi in vacanza si è sentito libero di correre, fare il bagno in mare, impiegherà qualche giorno prima di tornare alle abitudini che in vacanza sono saltate - sottolinea Coccia - La vita cittadina significa per il nostro amico a quattro zampe uscire 3 volte al giorno, mattina, pomeriggio e sera, andare al parco una volta al giorno, se è fortunato. Ecco, per tornare a rispettare gli orari di uscita e dei pasti serviranno alcuni giorni, perché il cane manifesterà nervosismo, è stressato dal cambiamento di ambiente". Anche "a livello alimentare - aggiunge l'esperto - il cane non deve cambiare la qualità del cibo ma la quantità, che in vista dell'autunno occorre aumentare di poco, e gradualmente, poiché in estate tende a mangiare di meno". La 'sindrome' da rientro non risparmia nemmeno i gatti. Anzi. "Anche in vacanza, i mici - al contrario dei cani - vivono in ambienti chiusi: casa al mare o in montagna, albergo, roulotte. Tuttavia, il gatto non ha fatto in tempo ad abituarsi al nuovo ambiente che deve già rientrare nella casa di città, nella sua comfort zone", fa notare Coccia. "Per questo motivo lo stress da cambiamento da ambiente per il gatto è ancora più importante, perché si lega alla famiglia e alla casa, vero punto di riferimento dove si sente al sicuro e protetto". Ecco perché "una volta rientrato, il gatto per alcuni giorni si isolerà, inizierà a sentire i vari odori della casa perché deve riadattarsi all'ambiente. Nessun allarme, sono tutti comportamenti normali", conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, Coppola (Federalberghi Capri): "Stagione buona, ma leggero calo su 2024"
(Adnkronos) - "La stagione è iniziata interrompendo il trend di crescita degli ultimi anni, nel senso che almeno nella prima parte c'è stato un rallentamento nelle presenze sull'Isola, un po' perché Pasqua è stata più avanti nel calendario, un po' per il meteo, e anche perchè l'anno scorso il G7 e una grossa produzione cinematografica hanno un po' 'falsato' i risultati. Quest'anno tra giugno e luglio ci sono stati dei piccoli rallentamenti rispetto all'anno scorso, ma poi comunque i tassi di occupazione delle strutture ricettive sono ancora più che buoni". Così, con Adnkronos/Labitalia, Lorenzo Coppola, presidente di Federalberghi Capri, sull'andamento della stagione turistica nell'Isola. Secondo Coppola "contrariamente al passato, quando ci sono stati dei cali, non ho visto altre destinazioni o comunque destinazioni concorrenti, che magari hanno beneficiato di questo calo di Capri. Questo mi lascia pensare che a impattare sull'andamento del turismo nella nostra Isola è stata la situazione internazionale, con più fronti di incertezza aperti, dalle guerre ai dazi", aggiunge. E Coppola sottolinea come "negli ultimi anni sull'Isola è cresciuto molto il turismo internazionale anche nel mese di agosto, che normalmente era quasi esclusiva degli italiani. Forse perché è un po' cambiato il concetto di vacanze: non è più villeggiatura ma è esperienza, si tende a fare meno giorni più volte l'anno o più volte durante l'estate piuttosto che stare un mese in una sola località. Questo ha fatto sì che il numero di turisti stranieri crescesse rispetto a quelli italiani. A Capri l'anno scorso c'è stato un boom di sudamericani, quest'anno tante persone dagli Stati Uniti, dalla Francia. Devo dire che non è possibile identificare una nazionalità prevalente ma c'è un respiro di turismo internazionale". E sulla durata media di permanenza dei turisti sull'Isola Coppola fa un distinguo. "Se io devo ragionare -spiega- sull'intero numero di visitatori dell'isola di Capri, devo registrare un grosso numero di turisti giornalieri. Non che non mi facciano piacere, ma credo che non sia possibile esprimere le bellezze e il potenziale turistico dell'isola con una visita di poche ore. Pertanto io lavorerei dal punto di vista comunicativo su una proposta di visita a Capri che si prolunghi con il pernottamento. Se invece dovessimo analizzare il numero di turisti stanziali, posso dire che il soggiorno medio è circa due notti e mezzo". E sull'andamento del fatturato per le strutture alberghiere sull'Isola Coppola specifica: "Rispetto all'anno scorso ci potrebbe essere un meno 10% di fatturato, però ripeto dobbiamo considerare che l'anno scorso, nel mese di marzo, il 30% degli alberghi era aperto per il G7 e abbiamo avuto una produzione cinematografica che ha bloccato un buon 40% di alloggi sull'Isola. Chiaramente questo è un dato che gira sul fatturato. Se dovessi fare soltanto un riferimento per la stagione estiva, cioè giugno, luglio, agosto possiamo dire che registriamo un leggerissimo calo", aggiunge. Per il presidente degli albergatori le mosse per il futuro dell'Isola sono chiare. "Sicuramente il nostro impegno, collaborando molto con le altre associazioni e con le amministrazioni, è quello di lavorare molto sulla comunicazione, per rendere più noti i percorsi turistici di Capri. A noi va bene, fa piacere, l'idea che Capri venga vista come una destinazione di lusso, però ci teniamo a non far sì che venga vista solo così, altrimenti rischiamo di diventare una destinazione di lusso mordi e fuggi, che sono un po' i due opposti. Il nostro obiettivo è invece pubblicizzare e promuovere il patrimonio artistico e culturale dell'Isola". Secondo Coppola infatti "il turismo culturale tra l'altro è utile anche quando si parla di destagionalizzazione, che è il migliore antidoto, attualmente all'over tourism, cioè pensare di allungare il periodo di attività sicuramente serve a deconcentrare e decongestionare i periodi più affollati". E dall'altra parte, secondo il presidente di Federalberghi Capri, "per quanto riguarda invece i servizi è chiaro che dobbiamo capire come agire sul grosso problema della viabilità. Sappiamo che una migliore mobilità aumenta la probabilità che un turista che non deve perdere tempo nelle file sicuramente avrà un ricordo migliore della sua vacanza, oltre che una qualità dei servizi nettamente migliorata", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, Martellozzo (Bellussi): "15% è tanto ma americani compreranno ancora nostro prosecco"
(Adnkronos) - "Il dazio 15% è tanto, però se consideriamo che comunque una bottiglia di prosecco va allo scaffale negli Usa sui 15 dollari non credo che gli americani siano disposti a rinunciare al prosecco per pochi dollari in più. Quello che ha fatto più male in questi mesi è stata l'incertezza". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giovanni Martellozzo, chief financial officer di Bellussi, tra le aziende che rappresentano l'eccellenza dei prosecchi e spumanti italiani, oltre che produttori di Brunello di Montalcino con Belpoggio, commenta il no all'esenzione di vini e superalcolici Ue dai dazi al 15% sul mercato Usa. E Martellozzo, che insieme alle sorelle rappresenta la quarta generazione di imprenditori vitivinicoli che producono prosecco e anche Brunello di Montalcino con l'altra azienda di famiglia Belpoggio, ricorda che i dazi hanno scatenato "terrore" per mesi sui mercati. "Bellussi è un'azienda per lo più 'domestica' -sottolinea- il 65-70% del fatturato è in Italia, il 30% invece all'estero. E il primo mercato per noi fuori dall'Italia sono gli Stati Uniti. Bellussi, che fa anche da hub logistico per Belpoggio, produce prosecco e spumanti, mentre con Belpoggio a Montalcino facciamo il Brunello", ribadisce. I numeri delle realtà produttive del Gruppo sono rilevanti. "Con Bellussi produciamo 2 milioni di bottiglie in totale, e prevalentemente il nostro primo prodotto è il Prosecco Docg di Valdobbiadene. Poi facciamo anche altri spumanti, per un catalogo di 25 prodotti. Il Brunello invece è una realtà a sè stante, è un'azienda piccolina, 5 ettari e facciamo sulle 30 mila bottiglie in totale. Ma è solitamente un ottimo biglietto da visita all'estero. Noi infatti molto spesso entriamo nei mercati con il Brunello e poi magari dopo, quando conquistiamo il cliente, l'importatore, gli diamo anche il prosecco", spiega. I viticoltori italiani hanno sperato fino alla fine in un'esenzione. "Naturalmente abbiamo sperato che ci fosse un'esenzione per il vino ma almeno ora abbiamo finalmente una certezza e sulla base di questa si può impostare una strategia tra noi produttori, l'importatore e il rivenditore finale e si va avanti. Invece finora l'incertezza ha portato solo danni", sottolinea. Secondo Martellozzo "i dazi hanno creato 'terrore' non solo nei rapporti economici con gli Stati Uniti ma anche sugli altri mercati, 'rompendo' gli equilibri dei tassi di cambio. Ad esempio il dollaro australiano ha perso sull'euro quindi l'importatore australiano ci ha detto 'aspettiamo un attimo a ordinare perché ci rimettiamo' perché il dollaro australiano è sceso e quindi avrebbe dovuto pagare di più. Ed è un po' il clima in giro per i mercati in tutto il mondo", sottolinea. E per il vino non è un periodo semplice. "Il mercato del vino in questo momento sta affrontando un periodo di crisi, perché i consumi sono diminuiti per il cambiamento dello stile di vita. I giovani sempre più non bevono e non apprezzano il vino. Basti pensare che abbiamo in giacenza in totale in tutta Italia qualcosa come un'intera vendemmia di vino. E quindi a mio parere il Governo e l'Unione Europea dovrebbero cercare di promuovere la cultura del consumo del vino, non demonizzarla. Invece si sta portando avanti un po' il concetto che il vino fa male e questa tendenza ha messo in crisi il settore", conclude Martellozzo. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Vaccini: Vaia, polemiche sul Nitag? "Tempesta in un bicchiere d'acqua"
(Adnkronos) - Le polemiche sul Nitag, il gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni azzerato nei giorni scorsi? "Una tempesta in un bicchier d'acqua", per Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e Dg dell'Inmi Spallanzani di Roma, oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Dal dibattito di questi giorni emergono tanti temi, osserva l'esperto: "Potenzialità e limiti, benefici ed errori, cattiva e buona comunicazione - elenca in un post sui suoi canali social - interessi industriali, geopolitica e solidarietà, silenzi di allora e prese di posizione di oggi, coerenza e salto sul carro, allarmismi e rassicurazioni, coraggio e 'donabbondismo'". E annuncia: "Ne riparleremo a settembre in Tv", senza rivelare al momento altri dettagli del progetto. ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
SpaceX lancia il misterioso aereo spaziale X-37B: segreti militari e innovazioni tecnologiche in orbita
(Adnkronos) - Un razzo SpaceX Falcon 9 ha squarciato la notte di Cape Canaveral per lanciare in orbita il misterioso aereo spaziale riutilizzabile X-37B della U.S. Space Force. La missione, classificata, è l'ottavo volo del programma dal suo debutto nel 2010 e segna il ritorno del velivolo dopo la sua ultima missione di 434 giorni conclusasi a marzo. Il Falcon 9 è decollato dalla storica piattaforma 39A del Kennedy Space Center, spinto da 1,7 milioni di libbre di spinta. Dopo aver rilasciato il suo carico, il booster del primo stadio è tornato a terra, atterrando con successo presso la vicina base di Cape Canaveral Space Force Station.
Come di consueto per le missioni classificate, SpaceX ha interrotto la sua telecronaca dopo l'atterraggio del booster, senza fornire dettagli sulla salita in orbita del secondo stadio o sulla traiettoria dell'X-37B. Le missioni precedenti del velivolo sono durate da 224 a quasi 909 giorni, ma la durata di questo nuovo volo rimane sconosciuta. Nonostante la segretezza che circonda la missione, la Space Force e i funzionari di Boeing hanno divulgato pubblicamente due dei carichi utili a bordo, evidenziando le importanti innovazioni tecnologiche che verranno testate in orbita.
Una delle missioni principali è un test per le comunicazioni laser ad alta velocità. Il sistema mira a stabilire un collegamento mirato tra l'X-37B e i piccoli satelliti di relay che compongono la crescente rete di comunicazione spaziale "proliferata". Il generale Chance Saltzman, direttore delle operazioni spaziali per la U.S. Space Force, ha dichiarato che i test "segneranno un passo importante nella capacità della U.S. Space Force di sfruttare le reti spaziali proliferate come parte di un'architettura spaziale diversificata e ridondante". L'obiettivo è "rafforzare la resilienza, l'affidabilità, l'adattabilità e la velocità di trasporto dei dati della nostra architettura di comunicazioni satellitari".
L'altro carico utile reso pubblico è un sofisticato sensore di navigazione quantistica. Questo sensore è progettato per determinare la posizione precisa di un veicolo spaziale nello spazio, "rilevando la rotazione e l'accelerazione degli atomi senza fare affidamento sulle reti satellitari come il GPS tradizionale", come ha spiegato la Space Force. Questo progresso è cruciale per le operazioni "oltre le orbite terrestri nello spazio cislunare o in ambienti privi di GPS". Il colonnello Ramsey Horn, comandante della Space Delta 9, ha aggiunto che "in definitiva, questa tecnologia contribuisce in modo significativo al nostro slancio all'interno del Quinto Squadrone Operazioni Spaziali e in tutta la Space Force, garantendo movimento e manovrabilità anche in ambienti privi di GPS".
L'X-37B, costruito da Boeing, assomiglia a una mini navetta spaziale, con ali a delta e pinne di coda. Il veicolo, senza equipaggio, è gestito dal Pentagon's Rapid Capabilities Office e funge da banco di prova per l'avionica, i sensori avanzati e per valutare i componenti riutilizzabili. Alimentato da celle solari e batterie, il velivolo dispone di un piccolo vano di carico che può ospitare una varietà di sensori ed esperimenti. Le sue missioni si concludono con un atterraggio su pista, un'ulteriore testimonianza della sua natura riutilizzabile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Meo (Artemisia Lab): "Contro botulismo sicurezza alimentare comincia a casa nostra'"
(Adnkronos) - "Meglio rinunciare a un barattolo di dubbia provenienza piuttosto che rischiare la vita. La sicurezza alimentare comincia a casa nostra". A dirlo Paolo Meo, direttore del Polo malattie infettive- Clinica del viaggiatore Artemisia Lab - Cesmet, che invita a tenere alta l'attenzione sul botulismo che quest'anno nel nostro Paese, tra Sardegna e Calabria, ha fatto registrati quattro decessi e numerosi ricoveri legati al consumo di alimenti contaminati. "La tossina botulinica è invisibile, non altera il sapore né l’odore del cibo, ma può essere letale. Basta una piccola distrazione nella preparazione o nella conservazione delle conserve per trasformare un alimento apparentemente buono in un grave pericolo per la salute", continua Meo I primi segnali di questa intossicazione, ricorda il medico, "compaiono anche poche ore dopo aver mangiato il cibo contaminato: nausea, vomito, visione doppia, palpebre che si abbassano, difficoltà a parlare o a deglutire, secchezza della bocca. Nei casi più gravi la tossina paralizza i muscoli fino a compromettere la respirazione. In presenza di sintomi sospetti è fondamentale recarsi subito al pronto soccorso e spiegare che cosa si è mangiato: una diagnosi rapida e la somministrazione immediata dell’antidoto possono salvare la vita". Per ridurre il rischio di intossicazione è importante, sottolinea il medico, "sterilizzare accuratamente i vasetti e le conserve fatte in casa; non consumare conserve con coperchi gonfi, odori strani o muffe; acquistare solo prodotti con etichette chiare e da produttori affidabili; cuocere bene gli alimenti conservati prima di mangiarli; evitare cibi scaduti o acquistati da venditori ambulanti non controllati". Tra le conserve più a rischio "ci sono funghi sott’olio, olive in acqua, cime di rapa sott’olio, insaccati e alcune conserve di pesce. Più sicure, invece, le marmellate, le composte di frutta, le passate di pomodoro, le conserve sott’aceto o in salamoia preparate correttamente, oltre ai prodotti industriali controllati e pastorizzati". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Google rivoluziona la ricerca: arriva l'AI Mode con funzionalità di 'Assistente Personale'
(Adnkronos) - L'intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il modo in cui interagiamo con il web, e Google sta portando questa evoluzione a un livello superiore con la sua AI Mode in Search. L'azienda ha annunciato l'introduzione di nuove funzionalità "agentic" e risposte personalizzate, progettate per consentire a Google di agire per conto degli utenti e semplificare la gestione delle attività quotidiane. La novità più rilevante è la capacità della modalità AI di agire come un vero e proprio assistente personale. La funzionalità, che ha iniziato il rollout negli Stati Uniti per gli abbonati a Google AI Ultra, permette di gestire attività complesse con pochi semplici comandi. Per esempio, è ora possibile chiedere a Google di trovare una prenotazione per una cena tra amici con molteplici vincoli, come la dimensione del gruppo, la data, l'ora, il luogo e la cucina preferita. L'AI, grazie a potenti integrazioni con piattaforme di prenotazione come OpenTable, Resy e Tock, scansionerà il web per trovare disponibilità in tempo reale e presenterà una lista curata di opzioni. Il tutto si conclude con un link diretto alla pagina di prenotazione per finalizzare l'operazione. In futuro, questa funzionalità sarà estesa anche alla prenotazione di appuntamenti per servizi locali e all'acquisto di biglietti per eventi, in collaborazione con partner come Ticketmaster e StubHub. Sotto il cofano, l'AI Mode utilizza le capacità di navigazione web in tempo reale di Project Mariner, insieme al Knowledge Graph e a Google Maps, per aiutare gli utenti a compiere azioni sul web. L'evoluzione dell'AI Mode non si ferma alla delega di compiti. Negli Stati Uniti, la funzionalità si sta arricchendo con risposte personalizzate in base alle preferenze e agli interessi degli utenti, a partire dal settore della ristorazione. Ad esempio, una ricerca come "ho solo un'ora, ho bisogno di un posto veloce per il pranzo, qualche suggerimento?" può generare risultati su misura, basati sulle conversazioni passate e sui luoghi visitati in Search e Maps. Gli utenti mantengono il pieno controllo sui dati condivisi e possono modificare le proprie impostazioni in qualsiasi momento. Un'altra novità è la condivisione dei link, che consente di collaborare facilmente con amici e familiari. Con un semplice tocco, è possibile condividere una risposta dell'AI Mode, permettendo ai contatti di continuare la ricerca, fare domande di approfondimento e pianificare insieme attività come un viaggio o una festa di compleanno.
Dopo il successo riscontrato negli Stati Uniti, in India e nel Regno Unito, Google ha annunciato che la modalità AI si espanderà in oltre 180 nuovi paesi e territori in lingua inglese. Questo lancio globale porterà il potere dell'AI a un pubblico molto più vasto, consentendo a un numero maggiore di persone di affrontare domande complesse e di scoprire la ricchezza del web in un modo completamente nuovo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il paradosso dell'AI Generativa: il 95% dei progetti fallisce e il futuro potrebbe essere decentralizzato
(Adnkronos) - L'entusiasmo per l'Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) ha spinto molte aziende a investire in progetti pilota, ma un nuovo report del MIT rivela una realtà sconcertante: il 95% di queste iniziative fallisce o non port ai risultati sperati. Il documento, intitolato "
The GenAI Divide: State of AI in Business 2025", mette in luce una profonda spaccatura tra le promesse di un'AI che accelera i ricavi e i risultati deludenti a livello di profitto e perdite. La ricerca, basata su centinaia di interviste, sondaggi e analisi di implementazioni pubbliche, indica che solo una piccola parte delle aziende (circa il 5%) riesce a ottenere un impatto misurabile. Il motivo? Non è da ricercare nella qualità dei modelli, ma in un "learning gap" fondamentale sia a livello di strumenti che di organizzazione. Mentre i dirigenti tendono a incolpare la regolamentazione o le performance dei modelli, la ricerca del MIT punta il dito contro una flawed enterprise integration (integrazione aziendale fallace).
Secondo Aditya Challapally, autore principale del report: "il problema è che strumenti generici come ChatGPT, pur essendo flessibili per gli individui, non riescono ad adattarsi ai flussi di lavoro aziendali complessi. Le aziende più giovani e agili, invece, stanno eccellendo, spesso perché scelgono un solo punto critico, lo risolvono bene e collaborano in modo intelligente con le aziende che utilizzano i loro strumenti". Un altro dato sorprendente riguarda l'allocazione delle risorse: oltre la metà dei budget per la GenAI è destinata a vendite e marketing, mentre il ritorno sull'investimento (ROI) maggiore si registra nelle funzioni di back-office, come l'automazione dei processi o la riduzione dei costi per agenzie esterne. Inoltre, il report suggerisce che l'adozione ha maggiori probabilità di successo se le aziende acquistano strumenti da fornitori specializzati e creano partnership, piuttosto che costruire internamente le proprie soluzioni, un approccio che si è dimostrato fallimentare nel 67% dei casi.
Il report del MIT NANDA si allinea a una prospettiva delineata in un altro studio del MIT Media Lab che analizza il problema dell'AI da un punto di vista differente ma complementare: la natura intrinsecamente centralizzata dei modelli attuali. L'attuale panorama dell'AI, dominato da poche grandi organizzazioni, si scontra con la mancanza di fiducia, problemi di privacy e una concentrazione di potere che frena la collaborazione e l'innovazione, soprattutto in settori sensibili come sanità e finanza. In risposta a queste sfide, i ricercatori propongono un cambio di paradigma verso l'Intelligenza Artificiale Decentralizzata. L'obiettivo è creare un framework che consenta a entità disparate di collaborare e condividere dati e risorse di calcolo senza la necessità di un'autorità centrale. Questa visione si fonda su cinque pilastri interconnessi:
Privacy (Breachless): proteggere le informazioni sensibili senza la necessità di repository centralizzati vulnerabili.
Verificabilità (Trustless): garantire l'integrità del sistema in un ambiente senza permessi, dove il contributo può essere verificato senza compromettere l'anonimato.
Incentivi (Brokerless): creare meccanismi di compensazione trasparenti che superino il modello attuale in cui poche aziende fungono da intermediari, estraendo valore dai produttori di dati.
Orchestrazione (Coordinatorless): coordinare individui e organizzazioni con obiettivi diversi in modo autonomo, senza un'entità centrale di supervisione.
Crowd UX (Frictionless): semplificare la partecipazione attraverso un'interfaccia utente che riduca l'attrito e renda l'AI decentralizzata accessibile a tutti. La convergenza di questi due report suggerisce che il futuro dell'AI non risiede solo in modelli più potenti, ma anche in un approccio più equo e robusto. Le aziende che stanno già sperimentando con sistemi AI agentici (capaci di imparare e agire in modo indipendente entro limiti prestabiliti) offrono uno sguardo su come la prossima fase dell'AI aziendale potrebbe svolgersi. Superare la "GenAI Divide" richiederà non solo strumenti migliori, ma un intero ripensamento dei modelli di governance e collaborazione, con la decentralizzazione che si profila come una soluzione promettente per un'era di AI più democratica e sicura. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
ROG Xbox Ally, data di uscita delle nuove portatili Xbox
(Adnkronos) - Il mercato delle console portatili sta vivendo una nuova età dell’oro. Dopo l’arrivo di Nintendo Switch 2 e il consolidato successo dello Steam Deck di Valve, anche i PC da gaming in formato tascabile hanno trovato un loro pubblico sempre più ampio. In questo scenario in rapida espansione, Microsoft ha deciso di non restare a guardare e, in collaborazione con Asus, si prepara a lanciare due nuovi dispositivi che segnano l’ingresso ufficiale del marchio Xbox in questo settore: il ROG Xbox Ally e il ROG Xbox Ally X. I due modelli erano già stati presentati a giugno durante l’Xbox Games Showcase, ma è stato a Gamescom che è arrivata la notizia più attesa, ovvero la data di uscita. Entrambi i palmari saranno infatti disponibili a livello globale dal 16 ottobre 2025. Microsoft e Asus hanno spiegato che l’obiettivo è offrire un’esperienza che unisca la potenza del PC gaming alla praticità di un’interfaccia completamente ripensata per l’uso portatile. Non a caso, questi dispositivi abbandonano la pesantezza di Windows nella sua forma classica per proporre un ambiente più snello e ottimizzato, con un’app Xbox ridisegnata per agire da vera e propria libreria, in grado di raccogliere non solo i giochi acquistati nello store Microsoft ma anche quelli provenienti da piattaforme rivali come Steam, Epic Games o GOG. Dal punto di vista tecnico, i due modelli si differenziano soprattutto per potenza e memoria. La versione base, l’Ally, punta a un’esperienza di gioco a 720p con un processore AMD dedicato, 16 GB di RAM e 512 GB di archiviazione, mentre l’Ally X rappresenta la proposta più ambiziosa, pensata per il gaming a 1080p, con un processore Ryzen Z2 Extreme, 24 GB di RAM e un ampio spazio di archiviazione da 1 TB. Entrambi montano un display da 7 pollici con refresh rate fino a 120 Hz e supporto al VRR, promettendo fluidità e reattività in linea con le esigenze dei giocatori più esigenti. Oltre all’aspetto tecnico, Microsoft ha lavorato sull’ergonomia, introducendo impugnature più comode e simili a quelle dei controller Xbox tradizionali, con l’aggiunta dei celebri “impulse trigger” che migliorano il feedback tattile durante le sessioni di gioco. In pratica, il nuovo palmare cerca di ricreare l’immediatezza della console domestica, ma in formato portatile. La questione più spinosa resta quella del prezzo, che non è stata ancora affrontata ufficialmente. Tuttavia, diversi leak e listini comparsi online in Europa offrono già un quadro piuttosto chiaro: in Italia ci si aspetta che il modello base si aggiri intorno ai 599 euro, mentre l’Ally X dovrebbe posizionarsi tra i 900 e i 950 euro. Alcuni rivenditori, tra cui Amazon e Idealo, hanno già pubblicato pagine dedicate con cifre in linea con queste indiscrezioni. È un prezzo superiore a quello di una Xbox Series X, ma sostanzialmente in linea con i PC da gioco palmari più performanti già sul mercato, come la stessa ROG Ally di Asus, da cui questi modelli prendono ispirazione diretta. Il debutto del 16 ottobre si preannuncia dunque come un momento importante per Microsoft, che con il marchio Xbox tenta di conquistare uno spazio in un settore sempre più competitivo. La scelta di puntare su un dispositivo che si presenta come un vero e proprio PC portatile camuffato da console potrebbe rappresentare la chiave per distinguersi, soprattutto se il lavoro di ottimizzazione promesso dovesse tradursi in un’esperienza fluida, stabile e finalmente alla portata anche in mobilità. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










