Dazi, l'esperto: "Con crisi commerciale opportunità per manager italiani 'espatriati' in Usa"
(Adnkronos) - Il prossimo 1° agosto rischia di segnare una data che potrebbe cambiare radicalmente l’equilibrio commerciale tra Europa e Stati Uniti: il presidente Trump ha annunciato l’introduzione di dazi del 30% su tutti i prodotti importati dall’Unione Europea. Si tratta di una misura che colpisce duramente l’export italiano proprio verso il suo principale mercato extra-Ue. Per molte imprese italiane il mercato statunitense non è solo un canale di vendita: è un vero e proprio hub operativo, con stabilimenti produttivi, reti distributive locali e trading companies controllate dalla casa madre. È in questo contesto che assume un ruolo chiave una figura spesso trascurata nella riflessione strategica, ma centrale nell’operatività quotidiana: il manager espatriato. "Nel linguaggio della geopolitica commerciale, i dazi sono spesso letti come cifre, grafici, percentuali. Ma dietro ogni percentuale c’è un ciclo produttivo da riorientare, una filiera logistica da riadattare, un prezzo da ricalibrare. E, soprattutto, persone chiamate a gestire l’impatto di questi stravolgimenti: manager e team locali, che operano in loco o controllano una regione più ampia basandosi presso la casa madre, ma in continuo e perenne movimento nella regione medesima attraverso presenze ripetute e business trip strategici. Per questo, in un momento come quello in corso, non possiamo non interrogarci sulle competenze, le responsabilità e le opportunità dei dirigenti italiani già operativi negli Stati Uniti”, spiega ad Adnkronos/Labitalia Andrea Benigni, ceo Eca Italia.
Ma quante sono figure presenti negli Usa? "Non esiste in generale un censimento preciso sul numero di manager e tecnici italiani inviati stabilmente negli Usa dalle capogruppo italiane che hanno delle società controllate negli Stati Uniti. Nel 2023, lo stock italiano di investimenti diretti negli Usa ha raggiunto 49,3 miliardi dollari statunitensi, con flussi netti pari a 1,09 miliardi dollari (Fonte Ambasciata Italiana Washington). Considerando una rete di circa 3.150 filiali italiane, ciascuna con una media di 80 dipendenti, e ipotizzando che tra il 12 % e il 18 % siano figure manageriali o specialistiche, possiamo stimare con prudenza che i manager e i tecnici italiani impegnati in assegnazione ricorrente e stabile negli Usa siano compresi in un range tra 25 e 35.000 unità, occupando ruoli che vanno dal ceo al coo, dal cfo al marketing director passando per plant manager, product manager, supply chain manager e tecnologi di prodotto”. Espatriati: non più ambasciatori, ma operatori di frontiera. “In passato si tendeva a considerare gli espatriati come figure di rappresentanza, portatori della cultura aziendale all’estero", continua Benigni. "Oggi, come emerge chiaramente anche da una recente analisi McKinsey sul 'beyond expats', questi manager devono essere molto di più: operatori di frontiera, capaci di leggere i segnali del mercato americano in tempo reale, influenzare le scelte locali, e dialogare efficacemente con l’headquarter in Italia. Forse mai come in questa fase è il momento di valorizzare gli espatriati quali ambasciatori interni, facilitatori del reverse knowledge transfer: far sì che ciò che imparano sul campo ritorni in azienda come patrimonio condiviso”. E i possibili dazi rappresentano una prova di maturità per il sistema Italia. “Se da un lato il dazio del 30% impone una reazione rapida e decisa, dall’altro rappresenta anche un banco di prova per la maturità organizzativa delle aziende italiane internazionalizzate. Quelle che hanno investito in una presenza solida negli Usa, stabilimenti produttivi, centri logistici, reti di vendita locali, oggi hanno strumenti per contenere i danni", prosegue il ceo di Eca Italia. "Ma non bastano le infrastrutture: servono le persone giuste al posto giusto. È in questo contesto che i manager espatriati diventano un asset cruciale: non solo per il mantenimento dell’operatività, ma per il disegno di un nuovo equilibrio strategico tra Italia e Stati Uniti. Un equilibrio che dovrà fare i conti con normative in evoluzione, consumatori più esigenti e supply chain sempre più frammentate”, continua. E Benigni sottolinea come in questo scenario complesso esiste una norma che può venire incontro alle imprese italiane. "Nel contesto attuale di incertezza geopolitica e riorganizzazione delle filiere internazionali, molte aziende italiane -spiega- con presenza diretta negli Stati Uniti stanno valutando piani di localizzazione di propri manager presso le controllate americane. In questo scenario, una disposizione spesso trascurata può rappresentare un prezioso strumento di semplificazione per i dipartimenti risorse umane: si tratta dell’articolo 7 par. 3 della Convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra Italia e Stati Uniti. Questa norma prevede l’obbligo, in caso di assunzione di un cittadino italiano da una legal entity statunitense controllata da capitale italiano, di versamento dei contributi previdenziali in Italia, anziché negli Usa", sottolinea. "Ciò permette al professionista aziendale -continua- di non interrompere la propria anzianità contributiva nel sistema previdenziale italiano, pur lavorando stabilmente negli Stati Uniti con contratto locale. Il vantaggio è duplice: da un lato, l’azienda ha la possibilità di strutturare contratti di lavoro in linea con il mercato del lavoro americano, semplificando la compliance locale e potendo far leva su un mercato salariale estremamente incentivante, dall’altro il lavoratore può essere più sereno nell’accettare un incarico estero, sapendo di non compromettere la propria posizione previdenziale in Italia", conclude. “Oggi più che mai - chiosa Benigni - sono i manager italiani negli Usa a rappresentare la continuità, la visione e la capacità di adattamento del nostro tessuto industriale. Investire su di loro, nella selezione, nella formazione, nel supporto, significa costruire anticorpi robusti contro le turbolenze del commercio globale”. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Estate, esperto: "Momento ideale per costruire abitudini di benessere e longevità"
(Adnkronos) - "Abbiamo bisogno di una rivoluzione culturale nella prevenzione: non possiamo più pensare alla salute solo quando qualcosa si rompe". Benessere e la longevità si costruiscono ogni giorno e "l'estate è il momento propizio. Bastano 2 mesi per avviare un cambiamento profondo e 3 mesi per consolidarlo". Così Ennio Tasciotti, professore ordinario di Tecnologie mediche avanzate per invecchiamento e benessere presso l'università San Raffaele di Roma e direttore dello Human Longevity Program all'Irccs San Raffaele di Roma, commenta i temi della campagna 'Vivi l'età', promossa da Meritene. "Uno studio del London University College ha evidenziato che la formazione di una nuova abitudine richiede mediamente 66 giorni - spiega Tasciotti - Durante questo periodo, si attivano e rafforzano i circuiti neurali nella corteccia prefrontale e nei gangli della base, trasformando un atto deliberato in un comportamento spontaneo". Inoltre, aggiunge, "uno studio del CalTech ha dimostrato che quando si parla di abitudini più complesse - come l'attività fisica regolare, specie se richiede un cambio drastico della routine - servono dai 3 ai 6 mesi per consolidare quella nuova abitudine e stabilizzarla all'interno della propria routine. Questo 'automatismo neurale' è la ragione per cui una scelta salutare sostenuta con disciplina diventa parte del nostro stile di vita senza sforzo. Quindi serve metodo e costanza, ma partire al momento giusto semplifica il processo e quel momento è proprio l'estate". Per l'espertto ci sono almeno 4 ragioni che rendono luglio e agosto i mesi ideali per dare il via a un nuovo stile di vita orientato alla salute: 1) Mangiare meglio è più facile, la tavola estiva è naturalmente ricca di frutta e verdura di stagione che presenta concentrazioni superiori di vitamine, antiossidanti e composti fitochimici (polifenoli, flavonoidi e carotenoidi) che aiutano l'organismo a contrastare l'infiammazione, lo stress ossidativo e l'invecchiamento cellulare. A questi si aggiungono le fibre alimentari, fondamentali per il benessere dell'intestino, la regolazione glicemica e la modulazione del microbiota. E' stato dimostrato che una dieta ricca di frutta e verdura varia e stagionale favorisce un migliore equilibrio dei micronutrienti e ha un impatto positivo su pressione arteriosa, colesterolo e risposta immunitaria; 2) Fare movimento è più piacevole, le giornate lunghe e il clima favorevole incentivano l'attività fisica all'aperto, dal camminare al nuoto, con effetti positivi immediati su corpo e mente. Allenarsi in ambienti naturali (parchi, spiagge, boschi e percorsi verdi) migliora l'umore, favorisce il rilassamento, riduce i livelli di cortisolo e stimola il recupero fisiologico più di quanto accada in ambienti chiusi o urbani. "Alcuni studi - precisa Tasciotti - hanno confrontato gli stessi individui in contesti diversi, evidenziando come il contatto con la natura aumenti anche l'adesione a lungo termine all'esercizio. I benefici si osservano anche in persone con patologie croniche". E ancora: 3) Le relazioni sociali rifioriscono. Le lunghe giornate estive, la sospensione delle routine quotidiane e l'invito a uscire favoriscono incontri, hobby e attività di gruppo all'aperto e la socialità non è solo un piacevole passatempo: è un fattore chiave per la salute psico fisica e per una vita più lunga, come dimostrano numerosi studi clinici. "Una meta-analisi condotta dal Centre for Healthy Brain Ageing - evidenzia l'esperto - ha dimostrato che chi mantiene relazioni sociali regolari riduce in modo significativo il rischio di declino cognitivo lieve, demenza e mortalità. L'interazione sociale attiva è quindi una forma di prevenzione neurocognitiva, al pari dell'attività fisica e di una dieta equilibrata". Infine, 4) si dorme (e si recupera) meglio. La luce del sole è il più potente attivatore del nostro orologio biologico, attraverso il rilascio di melatonina e l'allineamento del ritmo sonno veglia. "E' ormai consolidato che esporsi alla luce solare - soprattutto al mattino - favorisce un riallineamento naturale, favorendo addormentamento più veloce e sonni più profondi. Inoltre l'estate, grazie all'attività fisica rilassata all'aperto e alla riduzione dello stress, aiuta a regolarizzare i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. Una vasta analisi basata sui dati Uk Biobank (400mila partecipanti) mostra che ogni ora in più passata all'aperto durante il giorno è associata a un miglioramento dei ritmi circadiani, dell'umore e della qualità del sonno". Se iniziare è importante, lo è altrettanto non vanificare gli sforzi fatti. Ecco perché Tasciotti sottolinea l'importanza di una transizione graduale, al rientro dalle vacanze. "Settembre non deve essere uno spartiacque traumatico - avverte - Il segreto è reintegrare gradualmente le buone abitudini nella routine quotidiana, senza sovraccaricare corpo e mente. La costanza è un ingrediente chiave della longevità e del benessere duraturo. Studi clinici dimostrano che la regolarità nello stile di vita ottimizza la stabilità metabolica e migliora l'efficienza dei tessuti, producendo effetti positivi su cuore, muscoli e cervello. Ricerche longitudinali - rimarca - indicano che mantenere una routine costante di attività fisica, alimentazione equilibrata e sonno regolare riduce l'incidenza di malattie cardiovascolari e metaboliche, preserva la massa muscolare e la funzionalità fisica, favorisce la plasticità cerebrale, e rallenta il declino cognitivo. Questi benefici - chiarisce - derivano dal fatto che gli organi e i sistemi fisiologici rispondono positivamente a stimoli regolari e continui, che permettono di consolidare le modifiche salutari fino a renderle automatiche e sostenibili nel tempo. In altre parole, non serve un cambiamento drastico e immediato, ma un impegno costante e progressivo che faccia della salute un’abitudine stabile, sostenibile e naturale". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Infezioni respiratorie, studio evidenzia impatto metapneumovirus su anziani
(Adnkronos) - Un ampio studio multicentrico condotto da Sapienza università di Roma, dall'università Statale di Milano e dall'università di Pavia ha raccolto e analizzato i dati ottenuti tra il 2022 e il 2024 da 17 centri distribuiti su tutto il territorio nazionale, evidenziando la diffusione e l'impatto, nei soggetti più anziani, del metapneumovirus umano (hMpv). E' un agente respiratorio che rappresenta una delle cause più frequenti di malattie delle vie aeree - ricordano gli esperti - con un grado di severità molto ampio, e colpisce tutte le fasce d'età, ma soprattutto i bambini piccoli e gli anziani. La ricerca, finanziata dai fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) nell'ambito delle iniziative sulle infezioni emergenti, è stata pubblicata su 'The Journal of Infectious Diseases' in un numero interamente dedicato all'hMpv. "Lo studio - spiega Guido Antonelli, Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza, co-autore dello studio e responsabile Uoc Microbiologia e virologia Policlinico Umberto I di Roma - ha analizzato quasi 100mila campioni respiratori provenienti da pazienti di tutte le età, ambulatoriali e ospedalizzati, rilevando un tasso di positività all'hMpv del 3,4%. Nella fascia di età superiore ai 50 anni la positività si attestava al 2,6%, con un terzo dei casi riscontrati in soggetti con più di 80 anni". I dati hanno evidenziato 2 picchi stagionali del virus - a febbraio 2023 e ad aprile 2024 - che, seppur con alcune variazioni geografiche, hanno un'incidenza sovrapponibile tra la popolazione generale e quella anziana, riporta una nota. In alcune aree del Nord Ovest l'hMpv è stato riscontrato più frequentemente nei pazienti ambulatoriali piuttosto che nei ricoverati. L'analisi genetica dei ceppi virali ha rilevato una distribuzione equilibrata tra i due principali sottotipi del virus (hMpv-A e hMpv-B), con la predominanza di varianti emergenti e la scomparsa di alcuni ceppi precedentemente circolanti. "I risultati emersi indicano chiaramente che l'hMpv è un patogeno respiratorio rilevante soprattutto degli adulti più anziani - rimarca Alessandra Pierangeli, docente di Virologia della Sapienza, co-autrice dello studio - Ciò evidenza l'importanza dello sviluppo di strategie preventive mirate, inclusi eventuali strumenti vaccinali, per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione". La ricerca - conclude la nota - rappresenta il primo rapporto di tale ampiezza in Italia e un passo fondamentale per migliorare la comprensione dell'epidemiologia dell'hMpv, fornendo un'utile fonte di riferimento per valutare il rapporto costo-beneficio in vista di una futura campagna vaccinale, e proponendosi come supporto per le autorità nello sviluppo di interventi mirati di sanità pubblica. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sicurezza stradale, Anci-Unasca-Ass. Gabriele Borgogni: intesa per promozione in ambito urbano
(Adnkronos) - Promuovere percorsi di collaborazione e di informazione sulla sicurezza stradale in ambito urbano a tutta la cittadinanza, a partire dalle giovani generazioni, con una particolare attenzione al fenomeno dell’incidentalità stradale. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa che Anci, Unasca e Associazione Gabriele Borgogni hanno siglato oggi a Roma alla Camera dei Deputati.
“L’incidentalità stradale è da tempo un’emergenza nazionale in Italia e i Comuni sono da sempre in prima linea: gestiscono direttamente le strade, i controlli, le infrastrutture, i sistemi di riduzione della velocità, le attività educative e i dati che contribuiscono a definire anche le politiche nazionali” ha detto il vicepresidente vicario Anci e sindaco di Ancona Daniele Silvetti indicando come “i numeri dicono che la maggior parte degli incidenti avviene sulle strade urbane, dove si registra il 73% del totale e oltre il 65% dei rilevamenti è effettuato dalle Polizie Locali”. “E’ quindi evidente -ha precisato il vicepresidente vicario Anci- che le città rappresentano il fronte più esposto e strategico per un’azione efficace. Grazie a queto protocollo, mettiamo in rete esperienze, conoscenze e strumenti preziosi: dalle attività di sensibilizzazione al supporto psicologico per le vittime della strada, dalle iniziative di educazione stradale nelle autoscuole fino al lavoro quotidiano nei Comuni”. Da parte sua il segretario nazionale autoscuole Unasca, Alfredo Boenzi ha sottolineato come “la formazione alla guida non può e non deve limitarsi all’insegnamento delle regole del Codice della Strada e come formatori, abbiamo il compito di accompagnare i futuri conducenti verso una maggiore consapevolezza del rischio, senso di responsabilità e attenzione verso gli utenti più fragili della strada. Questo protocollo – ha rimarcato – rappresenta un passo concreto in questa direzione e grazie alla capillarità delle autoscuole Unasca possiamo portare ovunque il messaggio della sicurezza stradale che è una responsabilità collettiva”. "Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto, primo in Italia e unico nel suo genere, una grande opportunità per diffondere una cultura della sicurezza stradale senza dimenticare l’aspetto umano e il sostegno a chi, ogni giorno, si trova a fronteggiare le conseguenze più dolorose della strada”, ha ribadito Valentina Borgogni, presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni Ets da anni impegnata nella formazione rivolta alle scuole. “Sentivamo – ha aggiunto - la necessità di rivolgerci anche agli addetti ai lavori: a chi, ogni giorno, vive la strada e fa di un mezzo di trasporto il proprio lavoro. In questo senso, gli istruttori di guida rappresentano per noi interlocutori privilegiati. Parlare con loro significa, infatti, poter arrivare a moltissime persone: un effetto di amplificazione a catena che rende la prevenzione ancora più efficace e capillare. Il protocollo prevede inoltre un aspetto per noi fondamentale: il supporto psicologico, nell’ambito del progetto ‘Mai più soli’, che offre il sostegno di psicologi professionisti in caso di sinistri stradali mortali o particolarmente gravi, sia ai familiari delle vittime, sia alle forze dell’ordine che intervengono in quei drammatici momenti”. ---lavoro/normewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lavoratori specializzati cercasi, la sfida dell’imprenditrice Paola Veglio
(Adnkronos) - I lavoratori specializzati sono sempre più introvabili: lo confermano i dati pubblicati da Unioncamere e il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel 2024 ammonta al 47,8% la difficoltà di reperire personale, in aumento del 2,7% rispetto al 2023. Tra le regioni più in difficoltà ci sono Veneto, Umbria e Friuli-Venezia Giulia con il 65% circa di lavoratori introvabili; seguono Trentino-Alto Adige con 62,7%, Piemonte – Valle d’Aosta, Toscana ed Emilia-Romagna, con il 61,7% e la Lombardia con 61,2%. A pesare su questa carenza il mismatch tra scuola e lavoro, la denatalità e l’invecchiamento della popolazione, ma anche il cosiddetto paradosso del ‘grande spreco’ rappresentato dai giovani inattivi, che riguarda un quarto dei giovani tra 25 e 34 anni. Ne parla con Adnkronos/Labitalia l’imprenditrice piemontese Paola Veglio, amministratore delegato di Brovind, attiva nel mondo dell’automazione industriale, che da anni denuncia la difficoltà a trovare giovani lavoratori. Nel suo caso, il problema è acuito dalla particolare dislocazione geografica della sua azienda: il piccolo borgo di Cortemilia, nell’Alta Langa, lontano dai servizi offerti dalle grandi città. “Impazzire per trovare lavoratori qualificati - spiega - è un lusso che il nostro Paese non può permettersi. Penso sia sempre più importante che tra scuola e tessuto imprenditoriale ci sia maggior vicinanza, in modo che i giovani possano toccare con mano cosa significhi lavorare in azienda. I percorsi di stage o l’alternanza scuola lavoro sono utili ma non sufficienti. Dovrebbe esserci una maggior presenza fisica dei ragazzi sul luogo di lavoro, per capire cosa si faccia realmente, in modo che una volta preso il diploma possano avere le idee più chiare su ciò che vorranno fare. Sto lavorando concretamente per ridurre questo gap, costruendo un dialogo produttivo con le scuole tecniche del territorio. Spero che anche altre aziende vorranno fare altrettanto”. “Brovind - sottolinea - vive un duplice problema, da un lato fatica a trovare personale qualificato, dall’altro i giovani sono poco inclini a lavorare in un piccolo borgo. Per queste ragioni cerchiamo di far coincidere le esigenze del welfare aziendale con quelle del welfare territoriale. Con la crescita dell’organico, in Brovind la mensa era diventata troppo piccola, ma il territorio non offriva soluzioni utili per agevolare la pausa pranzo. Per questo, ho ristrutturato e riaperto un ristorante pizzeria chiuso da anni che ospita 60 dipendenti a mezzogiorno, ma accoglie anche i cittadini e i turisti del borgo. Grazie agli sforzi del comune, finalmente a Cortemilia è presente un asilo nido e Brovind paga la retta ai figli dei propri lavoratori”. “Da qualche anno - racconta - il mondo del lavoro è cambiato: oggi sono le persone a scegliere l’azienda in cui lavorare. È più difficile agganciare i giovani, perché il loro modo di pensare è diverso dalle generazioni precedenti; finché non entreremo in sintonia con loro sarà difficile coinvolgerli. Si potrebbe partire da una narrazione diversa del lavoro in fabbrica, oggi sempre più tecnologicamente sofisticato, per riqualificare l’immagine dell’operaio e renderla più interessante”. “Ci vorrebbero più incentivi - sottolinea l’imprenditrice - per assumere i giovani e dovrebbe essere reintrodotta l’opportunità ai minorenni di partecipare agli stage estivi: oggi i ragazzi hanno a disposizione solo l’esperienza di alternanza scuola-lavoro e spesso arrivano ai 18 anni completamente spaesati e senza avere la minima idea di come funzioni il mondo lavorativo. Il paradosso - ammette - di un’Italia che non trova lavoratori mentre i giovani restano ai margini dovrebbe farci riflettere: forse non sono loro a essere lontani dal lavoro, ma il lavoro a non parlare più la loro lingua. Se vogliamo che borghi storici come Cortemilia continuino a vivere, serve più coraggio nel ripensare il lavoro: renderlo accessibile, umano e connesso al futuro delle nuove generazioni, non al passato delle imprese”. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Hiv, avviati studi per pillola mensile in profilassi pre-esposizione
(Adnkronos) - La farmaceutica Msd, nota come Merck negli Stati Uniti e in Canada, ha annunciato l’avvio degli studi clinici di Fase 3 Expressive, volti a valutare la sicurezza e l’efficacia di MK-8527, un inibitore nucleosidico della traslocazione della transcrittasi inversa (NrttI) orale sperimentale somministrato una volta al mese, per la profilassi pre-esposizione (PrEp) all’Hiv. Nel dettaglio - informa una nota - lo studio Expressive -11 (MK-8527-011 NCT 07044297) valuterà il profilo di sicurezza ed efficacia di MK-8527 in persone con maggiore probabilità di esposizione all’Hiv-1 in 16 paesi, con inizio degli arruolamenti previsto ad agosto 2025. L’Expressive-10 (MK-8527-010), in collaborazione con la Fondazione Gates, valuterà il profilo di sicurezza ed efficacia dello stesso farmaco in donne e ragazze adolescenti nell’Africa subsahariana con l’inizio dell’arruolamento previsto nei prossimi mesi. "Secondo i dati Unaids, 1,3 milioni di persone, nel 2023, hanno acquisito l’infezione da Hiv - afferma Eliav Barr, vicepresidente senior, responsabile dello sviluppo clinico globale e direttore medico dei Merck Research Laboratories - Questo evidenzia la persistente necessità di nuove opzioni di PrEp, come il nostro candidato sperimentale orale da assumere una volta al mese, MK-8527, in particolare per le donne nell’Africa subsahariana e gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, popolazioni che presentano tassi di infezione da Hiv particolarmente elevati. La nostra collaborazione con la Fondazione Gates - aggiunge - ci consentirà di esplorare il potenziale di MK-8527, sostenerne l’accesso a livello mondiale e contribuire agli sforzi globali per ridurre il numero di nuove infezioni da Hiv". La decisione di avviare il programma di sperimentazione clinica di Fase 3 - spiega l’azienda - è stata supportata dai risultati di uno studio di Fase 2, multicentrico, in doppio cieco (MK-8527-007, NCT 06045507), volto a valutare la sicurezza e la farmacocinetica di MK-8527. Lo studio ha arruolato 350 partecipanti, di età compresa tra 18 e 65 anni, con bassa probabilità di esposizione all’HIV-1, randomizzati con rapporto 2:2:2:1 a ricevere MK-8527 (3, 6 o 12 mg) o placebo una volta al mese per 6 mesi. Nello studio, i tassi di eventi avversi sono risultati simili tra i gruppi trattati e il placebo, e non sono state osservate variazioni clinicamente significative nei test di laboratorio, inclusa la conta dei linfociti totali e di cellule T Cd4. La farmacocinetica del farmaco e della sua forma attiva MK-8527-TP supporta la prosecuzione del suo sviluppo come opzione orale mensile per la PrEp. I risultati dello studio di Fase 2 sono stati presentati durante la conferenza stampa di apertura dell’Ias 2025, la 13esima Conferenza della International Aids Society sulla scienza dell’Hiv, tenutasi recentemente a Kigali, Rwanda. "I progressi scientifici nella lotta contro l’Hiv - osserva Trevor Mundel, presidente di Global Health presso la Fondazione Gates - ci hanno portato più lontano di quanto si potesse immaginare e stanno inaugurando una nuova era nella prevenzione dell’Hiv. Con solo il 18% del fabbisogno globale di PrEp attualmente soddisfatto, esiste un’esigenza chiara e urgente di opzioni come MK-8527, che potrebbero offrire la possibilità di prevenire l’infezione. Questi studi di Fase 3 - precisa - rappresentano un passo fondamentale per tradurre i progressi in opzioni a lunga durata d’azione che potrebbero contribuire a invertire la tendenza dell’Hiv". Nello studio Expressive-10, l’International Clinical Research Center (Icrc) del dipartimento di Salute Globale dell’Università di Washington, in collaborazione con l’Università dell’Alabama a Birmingham, riceverà un finanziamento dalla Fondazione Gates per supportare la collaborazione dell’Icrc con 31 siti di sperimentazione clinica in Kenya, Sudafrica e Uganda. Questi siti - si legge nella nota - avranno il compito di informare e coinvolgere le comunità, nonché di reclutare, iscrivere e seguire le donne che parteciperanno allo studio. Msd sarà lo sponsor del trial clinico, occupandosi delle approvazioni regolatorie e doganali, oltre a fornire competenze operative e risorse per la gestione delle sperimentazioni. La Fondazione Gates fornirà inoltre supporto ai gruppi consultivi comunitari a livello globale, che offriranno indicazioni sulle prospettive, riguardo alla compressa mensile per la PrEp, sui materiali e le strategie di reclutamento dei partecipanti e sulle considerazioni culturali relative a questi studi. Separatamente, la Fondazione Gates fornirà un finanziamento per il trial Expressive-11 finalizzato esclusivamente all’istituzione di un gruppo consultivo comunitario e allo sviluppo di materiali per il reclutamento e la retention dei partecipanti. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo: a tutta 'birra' Pilsen, che festeggia 10 anni dal titolo di Capitale europea della cultura
(Adnkronos) - Decimo anniversario della designazione come 'Capitale europea della cultura' per Pilsen, quarta città della Repubblica Ceca, famosa in tutto il mondo per la sua birra. Era il 2015, infatti, quando questa città, a un’ora da Praga e vicina al confine con la Germania, si preparava a un anno che ha segnato un punto di svolta. Una grande opportunità di trasformazione e di innovazione, ma soprattutto di promozione del suo patrimonio e della sua identità culturale. Oggi, a dieci anni di distanza, Pilsen è una meta apprezzata a livello internazionale e uno dei centri più visitati del paese. Dall’onnipresente birra alle specialità gastronomiche, dalle chiese gotiche agli edifici rinascimentali, e poi teatri, parchi, musei e un’infinità di attrazioni per adulti e bambini, Pilsen è una destinazione che ha saputo imporsi e mantenere il suo appeal turistico. E in questo speciale 2025, in cui ricorrono anche i 730 anni dalla sua fondazione nel cuore della Boemia occidentale, alla confluenza di quattro fiumi, Pilsen guarda in grande e ha in serbo un palinsesto di eventi davvero speciali. Per celebrare il decimo anniversario come 'Capitale europea della cultura', infatti, è in programma una kermesse spettacolare che terrà tutti con il naso all’insu. Tutto ruoterà attorno a performance acrobatiche, a ricordare lo spettacolo che nel 2015 segnò la cerimonia di apertura dell’anno, con acrobati e circensi arrivati da tutto il mondo per esibirsi nella piazza centrale, con un momento di grande suspence quando il funambolo svizzero David Dimitri rimase sospeso in equilibrio a un’altezza di 20 metri. Questo che sarà il momento clou della stagione culturale estiva 2025 si terrà dal 12 al 14 settembre, con lo show Spotlight Pilsen. Una grande celebrazione con musica, teatro, luci, colori e, appunto, acrobazie, per tre giorni. Un evento di livello internazionale, che vedrà esibirsi, oltre ad artisti locali, anche la band belga The Rackers che aprirà i festeggiamenti, seguita da una sfilata per le strade con giochi di luce da parte della compagnia teatrale francese Picto Facto, con uno show interattivo di balli e canzoni. Quindi, una spettacolare esibizione acrobatica del gruppo spagnolo Voalá Station, che offrirà per la prima volta nel paese il nuovo spettacolo in aria Muaré Experience, accompagnato dalla band musicale Duchamp Pilot, in cui 12 membri dei 21 dell’ensemble fluttueranno sospesi e supportati da gru. Lo show sarà replicato per tre giorni, per poi lasciare la scena della domenica agli artisti locali, per uno spettacolo di luci preparato dal Teatro JK Tyl di Pilsen insieme con artisti indipendenti. Se questo grande evento di settembre, in omaggio al decennale della 'Capitale europea della cultura', promette emozioni memorabili, per tutta l’estate il cartellone di eventi organizzati a Pilsen è molto ricco, tra Festival, musica, sport ed enogastronomia. E’ ai nastri di partenza il Summer Circus, dal 28 luglio quattro giorni di giochi, animazione, spettacolo in riva al fiume. Sempre a fine luglio, il 26 e 27, è la volta della musica jazz, protagonista del X. International Dixieland Festival. Dal 4 agosto, per 6 giorni, Inspiral Garden è un invito in uno dei parchi che circondano il centro, un festival della città che nelle calde sere estive offre musica, teatro e gastronomia. Altro appuntamento molto popolare è il Festival on the Street, dal 15 al 23 agosto, con esibizioni della banda, concerti di musica e danza. Dal 16 al 24 agosto è la volta di Sportmania, il più importante evento sportivo dell’anno per il pubblico, dove grandi e piccini possono provare sport di tutti i tipi, partecipare a gare, sessioni di gruppo e dialogare con atleti professionisti. Settembre si apre con il Pilsen Busking Fest, dal 4 al 7, per le vie del centro, con artisti ambulanti di ogni genere, danzatori, acrobati, attori, musicisti, commedianti, pittori e illusionisti, ma anche il pubblico è invitato a esibirsi. Dal 18 al 20 settembre uno dei festival dell’anno dedicati alla birra, ‘Sun in a Glass’, dove si possono assaggiare specialità brassicole della Boemia ma anche internazionali. E, ancora, a chiudere l’estate, il 26-27 settembre, per festeggiare la vendemmia il Pilsen Wine Festival (edizione Autunno), dove si possono provare vini della Boemia. A fare da sfondo agli eventi estivi il centro storico di Pilsen, con i suoi giardini e parchi, come quello in riva al fiume ribattezzato la ‘Venezia di Pilsen’, e soprattutto il suo luogo di ritrovo per antonomasia, la piazza della Repubblica. E’ una delle piazze più grandi d’Europa, dove spicca la cattedrale gotica di San Bartolomeo, con la torre campanaria che è la più alta del paese, dove si può salire per ammirare il panorama a 360 gradi sui tetti della città. Da non dimenticare, su una delle cancellate poste sul retro a protezione di un’edicola sacra, di accarezzare uno degli angioletti dorati decorativi, quello più consumato, perché toccarlo porta fortuna. Intorno alla chiesa sono ormai iconiche le moderne fontane dorate e non distante si trova la colonna della peste, eretta nel 1681 durante un’epidemia. La piazza è circondata da palazzi dalle facciate decorate ma uno su tutti cattura l’attenzione: l’edificio rinascimentale del Municipio, costruito nel 1554 dall’architetto italiano Giovanni de Statia. A testimoniare la presenza in passato di un’importante comunità ebraica, Pilsen vanta due sinagoghe: quella antica, nascosta all’interno di un cortile, e quella chiamata ‘Grande’, che è infatti la più grande del paese e una delle cinque più grandi al mondo, costruita a fine XIX secolo. Poi, ci sono il vecchio e il nuovo teatro, il primo in stile neo-rinascimentale e il secondo con una originale facciata forata, soprannominata ‘Emmental’ perché ricorda il famoso formaggio. Vero e proprio angolo di pellegrinaggio, tutt’oggi, in questa città che ha vissuto l’occupazione nazista e poi quasi 50 anni di dominio sovietico, il monumento in omaggio all’esercito americano che la liberò nel 1945 (al Patton Memorial un’esposizione racconta la storia della liberazione). C’è poi una città nella città che resta invisibile, quella dei circa 15 chilometri di sotterranei, fatti di passaggi nascosti e di cantine, che sono in parte visitabili con tour guidati. Vi si accede dal Museo della Birra, sito in una malteria medievale, che ripercorre la storia dall’antichità a oggi di questo che è il vero simbolo della città, con l’esposizione di strumenti, documenti, ambienti, macchinari e la cantina sotterranea. Quello della birra è solo uno dei musei che Pilsen offre. Molto ricche, ad esempio, le collezioni custodite nel Museo della Boemia occidentale, dai reperti archeologici alle armi, fino alle porcellane e ai cristalli famosi di Boemia. Mentre si trova nell’antico monastero francescano il Museo dell’arte ecclesiastica, che consente anche la visita alla Cappello di Santa Barbara con affreschi gotici. Ed è diventato a tutti gli effetti un museo anche uno degli appartamenti ristrutturati dal famoso architetto Adolf Loos, padre del modernismo che a Pilsen ha lavorato all’inizio del Novecento: i Loos Interiors, benché privati, sono in parte visitabili e sono diventati uno dei ‘must-see’ della città. Ci sono poi musei che testimoniano quanto la città di Pilsen abbia da offrire anche ai piccoli ospiti: il Museo delle marionette, con oltre 100 esemplari storici e palcoscenici, il Museo delle fiabe e dei fantasmi, ispirati a miti e leggende locali, il Museo etnografico, per conoscere tutto sulle tradizioni popolari. Divertimento garantito anche allo Zoo e al Giardino botanico, così come al DinoPark, dedicato agli animali preistorici. Per un tuffo nell’altro volto di Pilsen, quello industriale, in questa città in cui è nata la Skoda e in cui tuttora l’Università è un’eccellenza nel campo ingegneristico, da non perdere è il Techmania Science Center, un centro scientifico e di intrattenimento sorto proprio nella sede della ex fabbrica, con una serie di punti interattivi e l’unico planetario in 3D della Repubblica ceca. Altro sito industriale riqualificato è il Depo2015, un vecchio deposito di autobus recuperato come spazio per eventi e centro culturale. Ma, appunto, Pilsen è sinonimo di birra, e ha dato il nome a una delle lager più amate al mondo, la pilsener. Per sapere tutto su come è nata, come viene prodotta e soprattutto per degustarla in tutte le sue varietà, non si può mancare la visita guidata al birrificio Pilsner Urquell, che dal 1842 occupa un ampio e gradevole spazio all’ingresso del centro città. Naturalmente, si possono visitare anche altri birrifici e in particolare quelli artigianali che costellano l’intera regione di Pilsen. Per i più goduriosi c’è perfino la ‘Beer Spa’, dove si può fare il bagno immersi nella birra o prenotarsi un trattamento che ne svela anche le proprietà terapeutiche ed estetiche. Per finire, non solo birra: a pochi chilometri da Pilsen c’è l’headquarter del maggior produttore ceco di vino frizzante: Bohemia Sekt, che offre visite guidate e degustazioni. Dunque, per un brindisi a questo importante 2025 per Pilsen, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Per tutte le informazioni su Pilsen, dagli eventi alle attrazioni turistiche, e per i consigli di viaggio, si possono visitare i siti web della città www.visitpilsen.eu, della regione www.turisturaj.cz e nazionale www.visitczechia.com. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Due italiani su 5 rimandano le visite mediche per l’imbarazzo, campagna Scottex-Airc
(Adnkronos) - Due italiani su cinque rimandano le visite mediche per l’imbarazzo. Nonostante siano in larga maggioranza consapevoli dell’importanza di prendersi cura della propria salute, il 76% dei nostri connazionali ritiene che parlare di alcuni aspetti legati a questo ambito sia ancora un tabù e il 41% ha sperimentato imbarazzo a causa di controlli o visite mediche, un dato che evidenzia un significativo ostacolo per l'accesso alle cure. Tra gli aspetti della salute considerati più difficili o imbarazzanti da affrontare ci sono le evacuazioni intestinali, indicate dal 23% degli intervistati. Sono alcuni dati di una ricerca condotta da Doxa su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana e commissionata da Scottex, marchio di Kimberly-Clark, società leader nei prodotti di largo consumo a livello internazionale, a supporto della partnership con Fondazione Airc per la ricerca sul cancro per sostenere la ricerca sul tumore del colon e sensibilizzare le persone sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. "Siamo estremamente orgogliosi di aver stretto questa partnership con Fondazione Airc co-finanziando per due anni un progetto Investigator Grant sul tumore del colon guidato da Giuseppe Bifulco, del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno", commenta Stefania Ghidetti, Head of Marketing Family Care di Kimberly-Clark Italia. "Ci auguriamo inoltre - continua - che il nostro impegno e i nostri sforzi congiunti possano promuovere la sensibilizzazione sui sintomi del cancro del colon sottolineando l'importanza della diagnosi precoce. La nuova campagna ‘Mettiamoci Comodi’ vuole infatti incoraggiare le persone a superare i tabù legati all'uso del bagno”. Per Chiara Occulti, Chief Marketing & Fundraising Officer di Fondazione Airc, "il nostro primo obiettivo è promuovere presso il grande pubblico una cultura della salute, utilizzando un linguaggio accessibile e positivo per affrontare un tema che, ancora oggi, genera imbarazzo in molti italiani. Allo stesso tempo, grazie all’impegno concreto dell’azienda, possiamo finanziare due annualità di un progetto innovativo dedicato allo studio del tumore del colon, contribuendo così a sostenere la migliore ricerca oncologica nel nostro Paese". In dettaglio, la collaborazione prevede un impegno biennale da parte dell’azienda di 150.000 euro destinato a un progetto di ricerca Investigator Grant sul tumore del colon - affidato a Giuseppe Bifulco dell’Università degli Studi di Salerno - che ha l’obiettivo di andare a bloccare alcuni dei mediatori dell'infiammazione coinvolti nella malattia e mettere a punto molecole attive contro il cancro del colon, per offrire nuove opzioni terapeutiche per questo tipo di tumore. La partnership si concretizza anche nella campagna di comunicazione di Scottex "Mettiamoci Comodi", che mira a sensibilizzare e incoraggiare le persone a superare i tabù legati all'uso del bagno. Kimberly-Clark darà infine visibilità alla partnership sui prodotti carta igienica a marchio Scottex attraverso la diffusione di 24 milioni di pacchi che raggiungeranno oltre 6 milioni di famiglie. Il tumore del colon retto è una patologia di grande impatto sociale: le stime indicano che nel nostro Paese ogni anno vengono colpite oltre 48.000 persone, facendone il secondo per incidenza tra le donne e la seconda causa in assoluto di morte per cancro. La ricerca ha evidenziato la necessità di promuovere una maggiore attitudine alla prevenzione da parte degli italiani: il 56% dei rispondenti, infatti, monitora le proprie evacuazioni per motivi di prevenzione solo se nota qualcosa di strano, mentre l’8% trova questa pratica fonte di disagio e il 4% la evita del tutto. Inoltre, ben il 31% degli italiani afferma di avere poche o nessuna conoscenza dei segnali di allarme per la propria salute che possono essere rilevati nelle evacuazioni intestinali. In generale, in Italia la ricerca rileva ancora un ampio margine di miglioramento in termini di attitudine alla prevenzione medica: solo il 22% degli intervistati, infatti, afferma di sottoporsi regolarmente a controlli medici preventivi in assenza di sintomi, mentre un italiano su due li effettua solo occasionalmente e ben il 10% non si sottopone mai a controlli preventivi. Le donne, col 29%, e le persone di età compresa tra i 55 e i 64 anni, col 31%, risultano più propense ad effettuare controlli regolari, mentre gli uomini si impegnano meno nella prevenzione. L’indagine, di tipo quantitativo, ha utilizzato la metodologia Cawi (Computer-Assisted Web Interviewing). Sono state raccolte un totale di 1.000 interviste, rappresentative della popolazione italiana di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Le interviste sono state condotte considerando precise quote di distribuzione per sesso, età, titolo di studio e area geografica. La rilevazione si è svolta dall’11 al 19 giugno. ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Balneari, Assobalneari: da Ue diktat che sa di ricatto, stavolta Italia non può piegarsi
(Adnkronos) - “Ancora una volta da Bruxelles arriva un diktat che sa di ricatto: le proposte del Governo italiano sulle concessioni balneari vengono bocciate da funzionari non eletti, che nessuno conosce e nessuno ha mai votato, ma che pretendono di decidere il destino delle nostre coste e delle migliaia di famiglie che da generazioni lavorano per dare al turismo italiano un volto umano, accogliente, vincente. Ma stavolta l’Italia non può piegarsi. Il Tavolo tecnico di Palazzo Chigi, con il lavoro di ben nove Ministeri e i rappresentanti delle regioni, lo ha detto a chiare lettere: la risorsa in Italia non è scarsa. Le nostre coste non sono un bene limitato, non c’è alcun motivo per metterle a gara e svendere il frutto del lavoro di intere comunità a multinazionali pronte a fare razzia delle nostre spiagge". Lo dichiara Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria.
"E allora diciamolo forte: basta svendere l’Italia! Basta accettare -continua Licordari- lezioni di 'mercato libero' da chi, in realtà, vuole solo spalancare le porte ai potenti dell’Europa del Nord. Vogliono farci credere che la Bolkestein sia un obbligo? Falso! È una scelta politica. E se Bruxelles pensa di piegarci con le sue minacce, stavolta si sbaglia di grosso. L’Italia deve alzare la testa. Basta sottomettersi a un’Europa che tratta gli Stati membri come vassalli e non come popoli sovrani. Le nostre spiagge non sono in saldo. Non sono un regalo da fare a chi specula dall’estero", continua. "Sono un patrimonio nazionale, costruito da lavoratori italiani con decenni di sacrifici, tasse pagate e investimenti. Il Governo ha il dovere morale e politico di resistere: nessuna svendita, nessuna gara che distrugga l’economia balneare. Se Bruxelles continuerà con il suo atteggiamento da tiranno burocratico, Roma deve reagire. La sovranità del nostro Paese viene prima di ogni trattato, prima di ogni direttiva scritta da tecnocrati che non conoscono nemmeno la nostra realtà. Questa non è solo una battaglia per le imprese balneari. È una battaglia per l’Italia", conclude. ---lavoro/sindacatiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
ProfessionItaliane: a confronto con Pd su ammodernamento sistema ordinistico
(Adnkronos) - Si è svolto questa mattina a Roma, presso la sede di via del Nazareno, l’incontro tra ProfessionItaliane e il Partito Democratico per discutere dell’impatto economico e occupazionale generato dal sistema ordinistico e dell’importanza di incentivare il ruolo sussidiario delle professioni per continuare a garantire la tutela della fede pubblica e fornire ai cittadini servizi efficienti e qualificati. Nel corso del confronto, a cui ha partecipato la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein; la responsabile per Pa, Professioni e Innovazione del Pd, Stefania Bonaldi; e il capogruppo alla Camera del Pd, Chiara Braga, ProfessionItaliane ha messo in evidenza la necessità di avviare una riforma degli ordinamenti professionali che porti ad un ammodernamento dell’intero sistema ordinistico e, in particolare, ad una maggiore armonizzazione delle regole riguardanti la formazione continua, il tirocinio, l’accesso alla professione e i procedimenti disciplinari. In tema di formazione i 23 ordini e collegi professionali che compongono l’Associazione hanno chiesto di sostenere maggiormente l’accesso dei giovani laureati al sistema ordinistico, anche rafforzando il collegamento con il mondo accademico, così da favorire percorsi di lavoro autonomo che siano basati sulla valorizzazione delle competenze, il rispetto delle regole e dell’etica professionale, ma anche capaci di rispondere adeguatamente alle nuove esigenze dettate dalle transizioni in atto. “Questo è uno degli incontri che abbiamo voluto organizzare con tutte le forze politiche per porre al centro il tema del valore degli Ordini professionali e le loro competenze trasversali. Abbiamo avuto così l’opportunità di rappresentare le esigenze del mondo ordinistico, nonché le istanze e le specificità delle singole professioni”, ha dichiarato il presidente di ProfessionItaliane, Rosario De Luca. “Un incontro molto proficuo e importante anche per noi per cogliere la varietà e le specificità degli ordini che ProfessionItaliane rappresenta”, ha sottolineato Elly Schlein, segretaria del Pd. “Siamo pronti a dialogare e confrontarci sulle proposte per un ammodernamento del sistema ordinistico, tracciando obiettivi e principi comuni, sui quali si può provare a intervenire con la nostra attività parlamentare, salvaguardando le specificità e le esigenze dei singoli ordini professionali”, ha concluso. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)










