IL GRUPPO BYD È GLOBAL AUTOMOTIVE PARTNER DI

(Adnkronos) -
BYD e FC Internazionale firmano un accordo, che rappresenta una delle collaborazioni più significative tra il mondo automotive e quello calcistico. Si tratta di un sodalizio che unisce due eccellenze mondiali accomunate da una sola visione condivisa: trasformare le emozioni in realtà tangibili attraverso la valorizzazione del talento, la determinazione nell’affermarsi come leader dei rispettivi settori, la costante ricerca dell’eccellenza e una visione innovativa e pionieristica del futuro. 
Stella Li, Executive Vice President di BYD, ha dichiarato: "Siamo entusiasti di collaborare con FC Internazionale Milano. L'Inter ha una vasta base di tifosi in tutto il mondo, il che rappresenta una naturale affinità con i marchi del nostro Gruppo, BYD e DENZA. Le nostre realtà sono ispirate dalla passione, animate da uno spirito di innovazione e da un impegno nell'investire nei talenti del futuro. Sono certa che esploreremo possibilità entusiasmanti per dare forma a questa visione condivisa nelle prossime stagioni”.
 
“Siamo estremamente soddisfatti di annunciare questa nuova partnership, che unisce due gruppi globali accomunati dalla costante spinta verso il futuro e dalla ricerca dell’eccellenza”
le parole di Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer di FC Internazionale Milano.
“Siamo orgogliosi che il Gruppo, con i suoi marchi BYD e DENZA, abbia scelto l’Inter come primo club di calcio a cui legarsi. E’ una testimonianza del crescente appeal del nostro brand su scala globale. Questa partnership apre nuove prospettive per attivazioni e contenuti di respiro internazionale, capaci di coinvolgere fan e consumatori in tutto il mondo. Insieme vogliamo sviluppare progetti innovativi che contribuiscano ulteriormente al posizionamento del Gruppo punto di riferimento nel panorama globale della mobilità sostenibile”.
 Il contratto sarà pluriennale e sarà un'occasione per far conoscere l'arrivo di DENZA in Europa mentre l’Inter per BYD rappresenterà uno degli asset rilevanti della strategia di lancio del marchio Premium del Gruppo. L’Inter inizialmente avrà in dotazione un’edizione speciale della BYD Sealion 7, circa 70 vetture, e sarà personalizzata con caratteristiche che richiamano i colori nerazzurri. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


BMW stampa 3D riciclo: quando l’economia circolare diventa realtà produttiva

(Adnkronos) -  Nel cuore della produzione BMW nasce una strategia concreta per trasformare il vecchio in nuovo: il riciclo delle polveri esauste e dei componenti dismessi della stampa 3D. Un tempo considerati rifiuti, questi materiali vengono oggi rigenerati in filamenti e granuli, pronti per essere utilizzati nella realizzazione di attrezzi e dispositivi tecnici. Il centro di riferimento è il BMW Additive Manufacturing Campus di Oberschleibheim, dove innovazione, produzione e formazione si incontrano. Qui si lavora con due tecnologie complementari: FFF (Fused Filament Fabrication) per i filamenti su bobina e FGF (Fused Granulate Fabrication) per pezzi di grandi dimensioni. Il risultato è un sistema produttivo più efficiente, sostenibile e capace di generare valore da ciò che prima veniva scartato.  Dal 2018 il BMW Group ha costruito una rete solida attorno alla stampa 3D sostenibile. Ogni anno vengono recuperate fino a 12 tonnellate di polveri, riconvertite in materiale pronto all’uso nei vari impianti produttivi. Ogni stabilimento è oggi dotato di stampanti 3D in grado di realizzare internamente centinaia di migliaia di componenti all'anno. Tra le applicazioni: supporti magnetici per avvitatori, piedistalli per il montaggio delle decorazioni moto e staffe temporanee per l’assemblaggio della barra dello sterzo. Ogni soluzione nasce direttamente dalle esigenze degli operatori e si traduce in maggiore ergonomia, risparmio di tempo e flessibilità tecnica. Un approccio concreto alla sostenibilità industriale, dove la tecnologia additiva si unisce all’efficienza circolare per ridefinire il futuro della produzione. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dacia Duster 2025: un SUV per ogni esigenza, tra città e avventura

(Adnkronos) - La nuova Dacia Duster 2025 è pensata per chi non vuole scegliere tra funzionalità urbana e spirito d’esplorazione. Perfetta per affrontare la settimana in città e partire per il weekend fuori porta, offre una combinazione vincente di robustezza, tecnologia, efficienza e prezzo accessibile. Grazie alla piattaforma CMF-B, già condivisa con altri modelli del gruppo Renault, la Dacia Duster garantisce maggiore comfort e dinamica di guida. La versione a due ruote motrici migliora la stabilità del 21% nei cambi di direzione, mentre la 4x4 adotta il sistema Terrain Control con cinque modalità di guida per affrontare neve, fango o sterrato con sicurezza. L’altezza da terra di 217 mm e gli angoli d’attacco fino a 36° esaltano le capacità fuoristrada. 
Tre motorizzazioni per ogni stile
 • HYBRID 140: full hybrid con cambio automatico, percorre fino all’80% del tempo in elettrico in ambito urbano, con consumi ridotti del 40% • TCe 130: mild hybrid a 48V, disponibile anche con trazione integrale, ottimizza efficienza e fluidità • ECO-G 100: motore bifuel benzina-GPL, autonomia fino a 1.400 km, con il 10% in meno di emissioni di CO2.  Esteticamente evoluta ma fedele alla propria identità, la nuova Duster adotta elementi in Starkle®, plastica riciclata al 20% e resistente ai graffi. Gli interni sono funzionali e curati, con rivestimenti lavabili e soluzioni pratiche per un uso intenso. La dotazione tecnologica include uno schermo touch da 10,1", ricarica wireless, prese USB-C e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto. I sistemi di assistenza alla guida aumentano la sicurezza in ogni condizione. Offerta in quattro allestimenti, Essential, Expression, Journey ed Extreme, Duster parte da 19.900 euro nella versione Eco-G 100, confermandosi il SUV più accessibile nel suo segmento. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nuovo Citroen C5 Aircross: ordini aperti in Italia

(Adnkronos) -
Citroen apre ufficialmente gli ordini per il nuovo C5 Aircross, disponibile in Italia con una gamma completa che include versioni ibride, plug-in e 100% elettriche. Progettato per offrire massimo comfort e tecnologia, è il modello più evoluto della gamma SUV del Marchio. Al lancio sono immediatamente disponibili la versione Hybrid 145 e la e-C5 Aircross Comfort Range, dotata di motore da 210 CV e batteria da 73 kWh per un’autonomia di 520 km. A breve si aggiungeranno la Citroen e-C5 Aircross Long Range da 680 km e il modello Plug-In Hybrid 195 CV con cambio automatico a 7 rapporti.  La gamma prevede tre livelli di allestimento: YOU, PLUS e MAX. Il primo offre una dotazione ricca che include display centrale da 13", sedili Advanced Comfort, climatizzatore bizona, fari full LED e sistemi di sicurezza attiva come cruise control adattivo e frenata automatica d’emergenza. Il PLUS introduce elementi premium come navigatore 3D, illuminazione ambientale, retrocamera a 180°, Keyless Entry & Start e ricarica wireless. La versione MAX è il top della gamma, con fari LED Matrix, Head-Up Display, Drive Assist 2.0 e portellone elettrico. Il nuovo C5 Aircross cresce nelle dimensioni (4.652 mm di lunghezza) migliorando abitabilità e capacità del bagagliaio, che arriva a 1.668 litri. Il comfort è garantito dalle sospensioni Citroen Advanced Comfort e da una configurazione interna modulare con sedili posteriori indipendenti. Tempi di ricarica ottimizzati: le versioni elettriche supportano fino a 160 kW in corrente continua, mentre le plug-in si ricaricano in meno di 3 ore con Wallbox da 7,4 kW. Prestazioni brillanti su tutta la gamma: l’ibrido da 145 CV raggiunge i 201 km/h, mentre la versione elettrica Long Range accelera da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi con emissioni zero. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Scienza, neurologi Sin: "Lavoro Boncinelli essenziale per comprensione cervello"

(Adnkronos) - La Sin, Società italiana di neurologia "si unisce con commozione al cordoglio per la scomparsa del professor" Edoardo Boncinelli, "figura eminente della scienza italiana, il cui pensiero e lavoro hanno profondamente influenzato anche il campo delle neuroscienze". Così i neurologi ricordano in una nota il genetista e intellettuale che si è spento ieri a Milano, all'età di 84 anni. "Genetista e biologo di eccezionale valore - afferma Alessandro Padovani, presidente Sin - Boncinelli ha dedicato la sua vita allo studio dei meccanismi fondamentali dello sviluppo, offrendo contributi essenziali alla comprensione del cervello umano e della mente. Il suo lavoro pionieristico sull'attivazione di specifici geni coinvolti nell'organizzazione del corpo durante le prime fasi embrionali ha aperto nuove strade nella comprensione dei processi che guidano la formazione del sistema nervoso centrale, esercitando un impatto duraturo sulla ricerca neurologica".  Oltre alla sua "intensa attività di ricerca - ricordano i neurologi - è stato instancabile divulgatore, contribuendo con rigore e chiarezza al dibattito culturale e scientifico italiano, rendendo accessibili a tutti temi complessi della genetica, delle neuroscienze e della filosofia della scienza". Nel celebrare "con riconoscenza la memoria e il lascito intellettuale" di Boncinelli, la Sin esprime "la propria vicinanza ai familiari, ai collaboratori e a tutta la comunità scientifica che oggi ne onora la figura". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vino, Gallo: "Successo per Vinitaly and The City Calabria, pronti per terza edizione"

(Adnkronos) - "La seconda edizione di 'Vinitaly and The City Calabria', al parco archeologico di Sibari, è andata bene, molto bene. Ci sono state tantissime presenze, anche di natura istituzionale, con il ministro Lollobrigida che ha inaugurato la manifestazione. E poi il ministro dell'agricoltura albanese, i vertici della nostra agricoltura nazionale. Tante presenze di 'wine lover', di buyer, di giornalisti, che hanno dato la dimensione di una manifestazione che ha ormai travalicato i confini nazionali. Ritengo quindi che ci sarà una terza edizione, anche perchè i vertici di Veronafiere che sono stati in Calabria in questi giorni hanno manifestato questa intenzione, apprezzando la serietà e la professionalità della nostra Regione". Così, con Adnkronos/Labitalia, Gianluca Gallo, assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, sulla seconda edizione 'Vinitaly and The City Calabria', conclusasi ieri sera al Parco archeologico di Sibari.
 Il format firmato Veronafiere, che unisce vino, cultura, storia e paesaggi può spingere la crescita del settore vitivinicolo calabrese, secondo Gallo. "In questi anni -sottolinea- è cresciuta la qualità dei vini calabresi, le aziende hanno gestito bene il passaggio generazionale: sono tanti i giovani e le donne che guidano le cantine, e si sono affidati a enologi di livello nazionale e internazionale. Noi sosteniamo questo movimento che è cresciuto ma è poco conosciuto, lo facciamo con entusiasmo perchè siamo convinti che il prodotto vino sia un traino che porta con sè lo sviluppo dell'agricoltura, dell'enogastromia, dell'agroalimentare".  E per Gallo il momento positivo del prodotto vino e in generale dell'agroalimentare calabrese non verrà 'macchiato' dai possibili dazi Usa. "Noi abbiamo un buon export verso gli Usa, ma non abbiamo grossi numeri. E poi i nostri sono prodotti di qualità, che ritengo risentiranno meno di altri l'eventuale applicazione di dazi. In ogni caso attraverso queste manifestazioni noi stiamo andando alla ricerca di mercati alternativi", conclude Gallo.      ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dazi, Cennamo (Unione industriali Napoli): "Forte incertezza, a rischio margini e competitività"

(Adnkronos) - "L’annuncio di nuovi dazi al 30% sulle importazioni europee da parte dell’amministrazione Trump, con entrata in vigore prevista per il prossimo 1° agosto, sta già creando un clima di forte incertezza tra le nostre imprese esportatrici. Gli Stati Uniti rappresentano circa il 9-12% dell’export campano, con un valore stimato intorno a 1,2 miliardi di euro nel 2024, distribuito tra settori chiave come agroalimentare, moda, automotive e aerospazio. L’aumento dei costi doganali potrebbe erodere i margini, rendere meno competitivi i prodotti campani e spingere le aziende a riconsiderare le strategie di mercato". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Antonio Cennamo, vicepresidente del Gruppo Piccola Industria dell’Unione Industriali di Napoli, sui possibili effetti dei dazi Usa al 30% sull'export campano.  "Come associazione -continua- stiamo suggerendo di accelerare la diversificazione dei mercati, rafforzare la qualità e la tracciabilità delle produzioni, e chiedere al governo nazionale e all’Ue misure di compensazione concrete".  "Le pmi -aggiunge Cennamo- non devono essere lasciate sole in questa fase: serve una risposta coesa e strutturata prima che si arrivi a insensate guerre commerciali di cui il nostro tessuto produttivo non ha alcun bisogno". Ma una spinta all'economia campana, secondo Cennamo, sta arrivando dalla Zes unica. "La Zes Unica rappresenta un cambio di passo importante per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno. È uno strumento che, per la prima volta, unifica il quadro normativo e fiscale in tutto il Sud, superando la frammentazione delle precedenti Zes regionali e aumentando l’attrattività per gli investitori. In Campania stiamo assistendo a un risveglio significativo dell’iniziativa imprenditoriale, con numerosi progetti superiori alla soglia minima dei 200mila euro e alcuni investimenti strategici che superano i 20 milioni",sottolinea.  Secondo Cennamo, "va riconosciuto che questa misura sta incentivando non solo l’espansione di imprese già presenti sul territorio, ma anche l’interesse di nuovi operatori che vedono nel Sud un’area finalmente più competitiva". "I segnali di risposta dal tessuto produttivo campano sono incoraggianti, soprattutto nei settori della logistica, dell’agroalimentare evoluto, della manifattura e della meccatronica", sottolinea.  E per il vicepresidente del Gruppo Piccola Industria dell’Unione Industriali di Napoli "va ricordato che la Zes unica ha proprio in Campania i suoi investimenti più consistenti dal punto di vista numerico: più della metà del totale". "La Campania è quindi l’area che, nel sistema Zes, attrae il maggior numero di investitori anche internazionali. Sarebbe utile accelerare e semplificare la fruibilità del credito d’imposta perché il sistema di prenotazione e di comunicazione a consuntivo finale rallentano l’utilizzo", sottolinea.  Fondamentale per Cennamo nei prossimi anni sarà il contributo dell'intelligenza artificiale. "Oggi l’intelligenza artificiale è un driver essenziale per la competitività. In Campania, solo una parte ancora ridotta delle pmi ha già adottato soluzioni di ia, in linea con la media nazionale che si attesta attorno al 6% per le imprese con almeno 10 dipendenti. Ma la sensibilità sta crescendo rapidamente, anche grazie ai bandi regionali e alle sinergie con università, Digital Innovation Hub e centri di ricerca".  "Le strategie che proponiamo come sistema associativo -continua- puntano su quattro direttrici: formazione e aggiornamento delle competenze; accesso agevolato ai finanziamenti per la digitalizzazione; creazione di ecosistemi tecnologici locali; promozione della cultura dell’innovazione anche nelle filiere più tradizionali. In tema di scelte politiche, penso che per gli investimenti in AI sarebbe importante ipotizzare un credito d’imposta ad hoc. L’obiettivo è quello di accompagnare le pmi in un percorso di trasformazione che aumenti produttività, efficienza e apertura ai mercati internazionali", continua.  Altro tema centrale per le piccole e medie imprese è il passaggio generazionale. "Il passaggio generazionale -spiega- è un nodo cruciale per la tenuta e l’evoluzione del sistema produttivo. In Campania, come nel resto d’Italia, molte imprese si stanno trovando a gestire questa transizione: tra il 2016 e il 2023, circa il 10% delle pmi italiane ha vissuto un ricambio alla guida. Tuttavia oggi un’ulteriore criticità è legata anche allo scenario di 'inverno demografico' vissuto dall’Italia: un elemento che mette a rischio il 30% delle imprese interessata dal passaggio generazionale. La parola chiave è pianificazione. Occorre avviare per tempo il coinvolgimento dei successori, definire ruoli e governance, investire in formazione manageriale e affiancamento. Stiamo assistendo a una crescente apertura all’inserimento di manager esterni, e alla valorizzazione della sostenibilità e dell’innovazione come principi guida delle nuove generazioni". "Il ricambio generazionale non è solo un atto formale, ma un’occasione per ripensare il modello di business in una chiave più moderna e competitiva, senza trascurare il patrimonio di competenze e relazioni maturato negli anni. Non va trascurato anche un altro elemento: strumenti per il passaggio generazionale in un'azienda sono anche l’apertura del capitale e, in alcuni casi, la quotazione su Euronext per attrarre nuovi investitori e favorire l’ingresso della nuova generazione", conclude.   ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Salute, test genetico predice obesità nei bimbi under 5: maxi-studio internazionale

(Adnkronos) - Un test genetico basato sui dati di oltre 5 milioni di persone promette di identificare i bambini che rischiano di diventare obesi, prima che il Dna associato a stili di vita scorretti cominci a influenzare effettivamente il loro peso. Si chiama Pgs (punteggio di rischio poligenico) e consentirebbe di indirizzare in modo mirato le strategie di prevenzione precoce volte a contenere una condizione ormai pandemica: la World Obesity Federation prevede infatti che entro il 2035 oltre la metà della popolazione mondiale svilupperà sovrappeso o obesità.  "Ciò che rende il Pgs così efficace è la sua capacità di predire, prima dei 5 anni d'età, se un bambino è a rischio di sviluppare obesità in età adulta", afferma Roelof Smit dell'Nnf Center for Basic Metabolic Research (Cbmr) dell'università di Copenhagen in Danimarca, autore principale del maxi-studio che descrive il test e le sue potenzialità, pubblicato su 'Nature Medicine'. Grazie a questo strumento si potrebbe quindi intercettare il pericolo genetico di obesità "ben prima che altri fattori di rischio inizino a influenzare il peso più avanti nell'infanzia. Intervenire in questa fase può avere un impatto enorme", assicura Smit. La ricerca nasce dal Consorzio Giant (Genetic Investigation of Anthropometric Traits), una collaborazione scientifica internazionale dedicata allo studio dell'architettura genetica che determina tratti antropometrici come l'altezza e l'indice di massa corporea Bmi. Al lavoro hanno contribuito oltre 600 scienziati di 500 istituzioni in tutto il mondo, Italia compresa. In particolare, 3 gruppi che fanno capo al Cnr - tra Napoli, Cagliari e Pavia - hanno fornito i dati relativi a 2 'isolati genetici' (popolazioni a bassa mescolanza genetica) del Cilento e della Sardegna. Lo studio ha coinvolto anche la società Usa 23andMe. (segue) ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La Lazio e l'Idi insieme per la prevenzione, screening della pelle per calciatori e staff

(Adnkronos) - La Lazio e l'Istituto dermopatico dell'Immacolata, Idi-Irccs di Roma, insieme per la prevenzione con due giornate - domani e dopodomani - dedicate alla salute della pelle per calciatori e staff. Nel quadro delle proprie attività di promozione della salute e della prevenzione, la Società sportiva Lazio ha scelto l'istituto romano specializzato nella cura e nella ricerca delle patologie della pelle per la campagna di screening dermatologico dedicata agli atleti della prima squadra e all'intero staff tecnico. L'iniziativa, articolata in due giornate di prevenzione dermatologica, è in programma presso il Centro sportivo di Formello. Durante gli incontri, gli specialisti dermatologi dell'Idi-Irccs effettueranno visite specialistiche e approfondimenti in videodermatoscopia digitale in epiluminescenza per il controllo delle lesioni della cute. L'attività rientra in un progetto più ampio mirato a rafforzare la cultura della prevenzione tra gli atleti professionisti e lo staff di una delle principali realtà sportive italiane, promuovendo comportamenti corretti legati alla protezione solare, all'autocontrollo cutaneo e alla cura della pelle. L'iniziativa rappresenta "un importante momento di collaborazione tra sport e sanità - spiega una nota - valorizzando l'impegno congiunto di Ss Lazio e Idi-Irccs nella diffusione di una maggiore consapevolezza sul tema della prevenzione dermatologica". "L'Idi Irccs - spiega Alessandro Zurzolo, consigliere delegato dell'istituto di ricovero e cura a carattere scientifico - conferma il proprio impegno mettendo a disposizione le competenze altamente specializzate dei nostri medici e del nostro personale sanitario al servizio di progetti di sensibilizzazione e diagnosi precoce anche in ambiti di altissima professionalità sportiva come avviene in questo caso". Lo screening dermatologico, afferma Gianni Di Lella, direttore dello Skin Cancer Center dell'Idi, "rappresenta uno strumento fondamentale per la diagnosi precoce e riveste un'importanza particolare per chi, come gli atleti e i professionisti sportivi, trascorre molto tempo all'aperto ed è esposto spesso all'azione dei raggi Uv". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Diabete 1, studio 'con screening pediatrico -26% casi di chetoacidosi'

(Adnkronos) - L'esecuzione di screening pediatrici per il diabete di tipo 1 e la celiachia ha ridotto del 26% i casi di chetoacidosi diabetica (Dka) e del 49% quelli gravi nelle 4 regioni coinvolte dal progetto pilota D1Ce. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista 'Diabetes, Obesity and Metabolism', che per la prima volta dimostra l'impatto tangibile e l'utilità degli screening istituiti con la legge 130/23. L'indagine è stata coordinata dalla Società italiana di diabetologia ed endocrinologia pediatrica (Siedp), che ha condotto uno studio retrospettivo sull'incidenza della chetoacidosi diabetica in esordio di malattia in 58 centri pediatrici italiani, nel 2023 e nel 2024, comparando le regioni coinvolte nello studio D1Ce propedeutico all'applicazione della legge 130 (Lombardia, Marche, Campania e Sardegna), con quelle non coinvolte. Co-autrice la Fondazione italiana diabete (Fid), che ha supportato la genesi e il percorso di approvazione della legge 130. "I dati sono chiari - afferma Valentino Cherubini, presidente Siedp e primo autore dello studio - Nelle regioni dove è stato avviato il progetto di screening, i bambini hanno avuto una probabilità significativamente più bassa di arrivare alla diagnosi di diabete in chetoacidosi, anche grave. E' un segnale inequivocabile che la prevenzione funziona e che il coinvolgimento e la formazione dei pediatri fa la differenza". Il progetto D1Ce (Diabetes type 1 and Celiac disease Screen Study), implementato dall'Istituto superiore di sanità in collaborazione con un pool di esperti e i pediatri di libera scelta - ricorda una nota - mirava a definire una procedura di screening che potesse portare alla miglior applicazione della legge 130/23. L'obiettivo era fornire al ministero della Salute gli strumenti per poter definire i decreti attuativi della legge. Il progetto ha coinvolto i pediatri di libera scelta che, opportunamente formati e sensibilizzati sui rischi di un esordio non gestito di diabete di tipo 1, hanno eseguito i prelievi per lo screening nei bambini da loro seguiti.  Grazie all'impegno del vicepresidente della Camera dei deputati Giorgio Mulè e della Fid, l'Italia è stato il primo Paese al mondo a introdurre per legge uno screening gratuito e volontario del diabete tipo 1 e della celiachia nei bambini. Approvata nel settembre 2023 all'unanimità, la legge 130/23 mira a diagnosticare precocemente queste due malattie autoimmuni, evitando complicanze come la Dka che possono mettere a rischio la vita dei bambini, causare coma, necessitare di ricoveri in terapia intensiva e peggiorare la gestione del diabete di tipo 1 nel lungo periodo. "Abbiamo voluto questa legge - sottolinea Nicola Zeni, presidente Fid - perché troppi bambini arrivano tardi alla diagnosi e, con le loro famiglie, affrontano il trauma di un esordio con complicanze gravi. Oggi, grazie a questo nuovo studio, abbiamo l'ulteriore dimostrazione che il nostro impegno ha già salvato delle vite. E' necessario iniziare ad applicare la legge in tutte le Regioni italiane il prima possibile". Nel dettaglio - riporta la nota - lo studio ha confrontato i dati raccolti in 58 centri italiani di diabetologia pediatrica su 2.398 nuove diagnosi di diabete di tipo 1. Nei bambini residenti nelle regioni partecipanti al D1Ce si sono osservate una riduzione del 26% della probabilità di presentare chetoacidosi alla diagnosi e una riduzione del 49% della probabilità di chetoacidosi grave. Sorprendentemente, l'effetto si è evidenziato già nel 2023, prima che iniziasse lo screening, a dimostrazione del ruolo cruciale della formazione dei pediatri e della sensibilizzazione delle famiglie. "E' un risultato che va oltre le aspettative - dichiara Andrea Scaramuzza, principal investigator dello studio - Non è stato solo lo screening in sé, ma il cambiamento culturale tra i medici e nelle famiglie a ridurre soprattutto i casi gravi". Questo studio "dimostra che l'unione tra fondazioni, scienza, medicina specialistica e del territorio, politica e persone con diabete può migliorare la salute pubblica - rimarca Francesca Ulivi, direttore generale Fid e tra gli autori della pubblicazione - Continueremo a lavorare non solo per rendere la chetoacidosi diabetica una rarità in Italia, affinché nessun bambino muoia ancora per una mancata diagnosi o ne porti le conseguenze a vita, ma anche per fare in modo che il diabete di tipo 1 si possa finalmente prevenire e guarire". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)