Acura Integra 2026: più stile, più tecnologia, più personalità
(Adnkronos) - La Acura Integra si aggiorna per il model year 2026 con un restyling mirato a rafforzarne l’identità sportiva e premium. Il modello, prodotto esclusivamente nello stabilimento di Marysville, in Ohio, introduce importanti novità estetiche, tecnologiche e funzionali, rinnovando una tradizione lunga quattro decenni. Tra le principali novità presenti sulla nuova Acura Integra 2026 spiccano tre nuove tinte per la carrozzeria: Solar Silver Metallic, Urban Gray Pearl e Double Apex Blue Pearl. Quest’ultima, insieme alla Performance Red Pearl, può essere abbinata a una nuova calandra in tinta, mentre tutte le altre versioni presentano una griglia nera lucida, opzionale su richiesta. All'interno, l’Integra 2026 guadagna un touchscreen da 9", più grande e veloce rispetto al precedente, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Di serie anche il caricatore wireless per smartphone e il quadro strumenti digitale da 10,2". L’allestimento A-Spec introduce nuove finiture, illuminazione ambientale estesa e cuciture a contrasto, con rivestimenti in microsuede blu o dettagli gialli a seconda del colore dell’abitacolo. Sotto al cofano resta il motore 1.5 turbo VTEC da 200 CV, disponibile con cambio CVT oppure manuale a 6 marce con differenziale autobloccante. La dinamica di guida può essere personalizzata grazie all’Integrated Dynamics System con modalità Comfort, Normal, Sport e, nei modelli con Technology Package, anche Individual. L’Adaptive Damper System opzionale permette di regolare la risposta delle sospensioni per ogni modalità. Dal punto di vista della sicurezza, la Integra 2026 adotta il pacchetto completo AcuraWatch con frenata automatica, mantenimento corsia, monitoraggio angoli ciechi e riconoscimento segnaletica. L’allestimento A-Spec con pacchetto Technology aggiunge sensori di parcheggio e assistenza alla frenata in manovra. La nuova Acura Integra arriverà nei concessionari il prossimo mese, con una combinazione di stile, prestazioni e contenuti tecnologici pensata per rafforzare il suo ruolo di riferimento nel segmento delle compatte premium sportive. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Range Rover Sport SV Bespoke: il SUV che riflette la tua visione
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Range Rover porta la personalizzazione a un livello superiore con l’arrivo del servizio SV Bespoke sulla versione Sport. Questo programma esclusivo consente di configurare il SUV in ogni dettaglio, dai colori esterni agli interni sartoriali, offrendo un’esperienza su misura in perfetto stile Modern Luxury. La verniciatura diventa espressione di unicità grazie alla gamma SV Curated Bespoke, che propone oltre 230 tonalità con finiture lucide, opache o satinate. Per chi desidera un colore esclusivo, il servizio Match-to-Sample replica qualsiasi campione con precisione artigianale. Il cofano in carbonio a vista, i contrasti su tetto e specchietti e la nuova finitura “effetto vetro” completano l’offerta stilistica. All’interno, la libertà creativa si moltiplica con oltre 1.500 combinazioni disponibili. Pelle pregiata, impunture a contrasto, ricami esclusivi, battitacco personalizzati e inserti unici trasformano ogni abitacolo in un ambiente esclusivo. I badge Range Rover si declinano in metalli pregiati e finiture rare, mentre cerchi e pinze freno offrono nuovi spunti di espressione personale. Il primo modello realizzato con questo approccio si chiama “Nocturne”: carrozzeria Indigo Gloss, dettagli in fibra di carbonio e interni Ebony e Lunar rifiniti con precisione. Presentato alla Range Rover House di Mykonos, rappresenta la sintesi perfetta tra prestazioni e stile su misura. La rete di Commissioning Suite, già attiva in diverse città del mondo, permette ai clienti di collaborare direttamente con gli esperti SV Bespoke, in presenza o da remoto, per creare un veicolo unico in ogni aspetto. Range Rover Sport SV Bespoke è oggi molto più di un SUV: è un’opera d’arte su quattro ruote, creata intorno a chi la guida. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, risparmiare? Sì può se si gestisce l'export in modo strategico, ExportUsa spiega come fare
(Adnkronos) - Risparmiare sui dazi? Una 'mission possible' per ExportUsa - società specializzata nello sviluppo commerciale sul mercato americano, attiva da oltre 20 anni con sedi a New York, Dayton (Ohio), Miami (Florida), Rimini (Italia) e Bruxelles (Belgio) - che ha appena lanciato uno Sportello dazi, dedicato proprio alle aziende italiane che esportano negli Stati Uniti e vogliono orientarsi tra categorie doganali, tariffe e regolamenti complessi. Lo sportello (dazi@exportusa.us) fornisce consulenza su classificazioni doganali corrette, simulazioni di costo e strategie per evitare errori che portano a dazi cumulativi. Per affrontare questa 'spada di Damocle' che pende sulle imprese italiane esportatrici, infatti, è fondamentale gestire l’export in modo consapevole e strategico, e in qualche caso si può trovare il modo per risparmiare in modo consistente. Come dire: trasformare un ostacolo in opportunità. A spiegarlo, in un'intervista a Adnkronos/Labitalia, è il presidente di ExportUsa, Lucio Miranda. Si parla spesso di dazi quando si discute di esportazioni verso gli Stati Uniti. Perché questo tema è così centrale oggi? "I dazi sono senza dubbio uno dei temi più caldi nel commercio con gli Usa, e lo sono ancora di più da quando Donald Trump ha iniziato a sfidare i partner europei. Ne parlano i media di tutto il mondo, ma nonostante questo molte aziende italiane che vogliono esportare negli Stati Uniti si trovano ancora in difficoltà su un aspetto fondamentale che sta a monte: il calcolo corretto del dazio. Molte volte manca una strategia chiara. Le imprese si affidano a procedure frettolose o a soggetti esterni che, comprensibilmente, non hanno a cuore il risparmio per l’azienda. Il risultato è che spesso si pagano più dazi del necessario". E' da qui che nasce l’idea dello Sportello dazi Usa di ExportUsa (dazi@exportusa.us). Come funziona? "Abbiamo creato uno sportello dedicato, già attivo e contattabile alla mail dazi@exportusa.us, proprio per supportare le aziende italiane nel districarsi tra categorie doganali e le tariffe. È un servizio di consulenza che nasce dall’esperienza quotidiana sul campo. Niente teoria astratta, andiamo dritti al punto: aiutare le imprese a risparmiare, anche cifre molto consistenti, grazie a un protocollo d’importazione sviluppato insieme a uno studio legale americano esperto di diritto doganale".
Quali sono gli errori più comuni che riscontrate tra le aziende italiane?
"Il primo è delegare in bianco il calcolo del dazio allo spedizioniere. Lo capisco: le imprese vogliono semplificare il processo. Ma lo spedizioniere tende a scegliere l’opzione più prudente per evitare contestazioni, e questo ha un costo. Il nostro consiglio è chiaro: non delegare alla cieca, ma seguire da vicino la classificazione delle merci e verificare sempre i codici utilizzati". E i Codici doganali sono gli stessi in Europa e negli Usa? "Molti pensano di sì, ma non è vero. Le prime quattro cifre del sistema armonizzato sono uguali, ma le successive sei cambiano. Ed è proprio lì che si gioca la partita del risparmio. Una classificazione più accurata può abbassare di molto l’aliquota applicata. Ignorare questa differenza significa esporsi a un’imposizione più elevata, del tutto evitabile".
Quindi tutto parte da una corretta classificazione delle merci?
"Direi di sì: è il primo passo per un calcolo doganale corretto. Ma non è banale: non si tratta solo di descrivere il prodotto, ma di capire come viene classificato secondo la logica americana, che non sempre coincide con quella europea. Gli Usa seguono criteri rigorosi, e spesso un errore porta a pagare dazi più alti. Noi aiutiamo le aziende a utilizzare strumenti ufficiali come i pareri vincolanti della dogana americana, che offrono chiarezza e sono fondamentali in caso di dubbi". E, concretamente, quanto si può risparmiare seguendo questi consigli? "Dipende da diversi fattori: volume della merce, dazio medio applicato e costo industriale del prodotto. Ma parliamo di cifre davvero significative. Un’azienda che esporta imbarcazioni, cosmetici o integratori per un valore annuo di 12 milioni di dollari, con un costo di produzione del 40% e un dazio medio del 10%, può risparmiare 500.000 dollari in un anno, 1,7 milioni in tre, fino a 2,9 milioni in cinque anni. Anche nel settore dei macchinar i margini ci sono. Se un’azienda esporta 15 milioni di dollari l’anno, con un costo industriale del 60% e un dazio medio del 14%, il risparmio può arrivare a 400.000 dollari in un solo anno e 2,5 milioni in cinque anni".
Come si svolge il lavoro dello sportello?
"Facciamo simulazioni caso per caso, valutando tutti i parametri rilevanti. Molti imprenditori stanno aspettando il primo agosto nella speranza che i dazi vengano cancellati. Ma il dazio del 30% annunciato da Trump è ancora solo un’ipotesi. Quello che è molto più probabile è che il 10% diventi la nuova base di partenza. Aspettare senza muoversi non è una strategia".
Quindi il suo consiglio finale per le imprese italiane?
"Essere proattivi. Non aspettare che la situazione cambi da sola, ma gestire l’export in modo consapevole e strategico. I dazi sono un costo, ma non sono inevitabili. Con le giuste competenze e strumenti, si possono ridurre in modo importante. Lo Sportello Dazi nasce proprio per questo". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Lavoratori specializzati cercasi, la sfida dell’imprenditrice Paola Veglio
(Adnkronos) - I lavoratori specializzati sono sempre più introvabili: lo confermano i dati pubblicati da Unioncamere e il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel 2024 ammonta al 47,8% la difficoltà di reperire personale, in aumento del 2,7% rispetto al 2023. Tra le regioni più in difficoltà ci sono Veneto, Umbria e Friuli-Venezia Giulia con il 65% circa di lavoratori introvabili; seguono Trentino-Alto Adige con 62,7%, Piemonte – Valle d’Aosta, Toscana ed Emilia-Romagna, con il 61,7% e la Lombardia con 61,2%. A pesare su questa carenza il mismatch tra scuola e lavoro, la denatalità e l’invecchiamento della popolazione, ma anche il cosiddetto paradosso del ‘grande spreco’ rappresentato dai giovani inattivi, che riguarda un quarto dei giovani tra 25 e 34 anni. Ne parla con Adnkronos/Labitalia l’imprenditrice piemontese Paola Veglio, amministratore delegato di Brovind, attiva nel mondo dell’automazione industriale, che da anni denuncia la difficoltà a trovare giovani lavoratori. Nel suo caso, il problema è acuito dalla particolare dislocazione geografica della sua azienda: il piccolo borgo di Cortemilia, nell’Alta Langa, lontano dai servizi offerti dalle grandi città. “Impazzire per trovare lavoratori qualificati - spiega - è un lusso che il nostro Paese non può permettersi. Penso sia sempre più importante che tra scuola e tessuto imprenditoriale ci sia maggior vicinanza, in modo che i giovani possano toccare con mano cosa significhi lavorare in azienda. I percorsi di stage o l’alternanza scuola lavoro sono utili ma non sufficienti. Dovrebbe esserci una maggior presenza fisica dei ragazzi sul luogo di lavoro, per capire cosa si faccia realmente, in modo che una volta preso il diploma possano avere le idee più chiare su ciò che vorranno fare. Sto lavorando concretamente per ridurre questo gap, costruendo un dialogo produttivo con le scuole tecniche del territorio. Spero che anche altre aziende vorranno fare altrettanto”. “Brovind - sottolinea - vive un duplice problema, da un lato fatica a trovare personale qualificato, dall’altro i giovani sono poco inclini a lavorare in un piccolo borgo. Per queste ragioni cerchiamo di far coincidere le esigenze del welfare aziendale con quelle del welfare territoriale. Con la crescita dell’organico, in Brovind la mensa era diventata troppo piccola, ma il territorio non offriva soluzioni utili per agevolare la pausa pranzo. Per questo, ho ristrutturato e riaperto un ristorante pizzeria chiuso da anni che ospita 60 dipendenti a mezzogiorno, ma accoglie anche i cittadini e i turisti del borgo. Grazie agli sforzi del comune, finalmente a Cortemilia è presente un asilo nido e Brovind paga la retta ai figli dei propri lavoratori”. “Da qualche anno - racconta - il mondo del lavoro è cambiato: oggi sono le persone a scegliere l’azienda in cui lavorare. È più difficile agganciare i giovani, perché il loro modo di pensare è diverso dalle generazioni precedenti; finché non entreremo in sintonia con loro sarà difficile coinvolgerli. Si potrebbe partire da una narrazione diversa del lavoro in fabbrica, oggi sempre più tecnologicamente sofisticato, per riqualificare l’immagine dell’operaio e renderla più interessante”. “Ci vorrebbero più incentivi - sottolinea l’imprenditrice - per assumere i giovani e dovrebbe essere reintrodotta l’opportunità ai minorenni di partecipare agli stage estivi: oggi i ragazzi hanno a disposizione solo l’esperienza di alternanza scuola-lavoro e spesso arrivano ai 18 anni completamente spaesati e senza avere la minima idea di come funzioni il mondo lavorativo. Il paradosso - ammette - di un’Italia che non trova lavoratori mentre i giovani restano ai margini dovrebbe farci riflettere: forse non sono loro a essere lontani dal lavoro, ma il lavoro a non parlare più la loro lingua. Se vogliamo che borghi storici come Cortemilia continuino a vivere, serve più coraggio nel ripensare il lavoro: renderlo accessibile, umano e connesso al futuro delle nuove generazioni, non al passato delle imprese”. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
OMODA & JAECOO, un’ascesa senza precedenti nel mercato europeo
(Adnkronos) - In poco più di un anno, OMODA & JAECOO si è imposta come una delle realtà più dinamiche e sorprendenti del panorama automobilistico europeo. Dal debutto nel febbraio 2024, il brand ha raggiunto oltre 50.000 immatricolazioni in appena 16 mesi, aprendo oltre 300 showroom e affermandosi in 10 mercati strategici. Nel solo primo semestre del 2025, le vendite di OMODA & Jaecoo hanno toccato quota 31.727 unità, con un incremento vertiginoso del 1.135% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Giugno 2025 ha registrato un ulteriore picco, con 8.233 veicoli consegnati, segnando un +854% su base annua. La penetrazione del marchio in Europa ha superato ogni previsione. In Spagna, OMODA & JAECOO ha venduto oltre 10.000 veicoli in soli 11 mesi, raggiungendo a giugno 2025 un totale di 18.860 unità, un risultato mai registrato nella storia del settore. Nel Regno Unito, l’azienda ha conquistato una quota di mercato del 2% in appena 9 mesi, sorpassando i tempi di crescita di marchi consolidati come Hyundai e Tesla. In Italia, nonostante il calo del mercato (-17% su base annua a giugno), il marchio ha segnato un incremento mensile del 31%, superando le 1.000 immatricolazioni e consolidando una quota dell’1%. Uno dei principali fattori di successo è la Jaecoo 7 Super Hybrid, dotata del sistema SHS Super Hybrid System, riconosciuto come leader tecnologico mondiale. Con vendite mensili superiori alle 10.000 unità, il modello ha conquistato la leadership in diversi mercati ibridi europei, tra cui Polonia, Regno Unito, Spagna e Italia. In Polonia, a giugno 2025, il marchio ha superato Volvo nel segmento PHEV con 334 nuove immatricolazioni. In Spagna, la J7 PHEV ha raggiunto una quota del 3,7% del segmento, superando Toyota e Mercedes-Benz. Nel Regno Unito, la Jaecoo 7 Super Hybrid ha registrato 947 unità vendute nello stesso mese. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Kia Italia investe sul futuro supportando Val.Te.Mo.
(Adnkronos) -
Kia Italia prosegue nel proprio programma di CSR, supportando Val.Te.Mo nella promozione dello sviluppo sostenibile delle montagne attraverso la donazione di una Kia EV9 e di materiali tecnologici di ultima generazione per la connessione digitale, che saranno messi a disposizione del polo Unimont dell’Università degli Studi di Milano.
Grazie alla donazione di una Kia EV9, SUV 100% elettrico, Kia si impegna a garantire la possibilità di una mobilità sostenibile ai collaboratori di Val.Te.Mo, del polo Unimont. Val.Te.Mo emerge per i suoi progetti di innovazione, ricerca e divulgazione scientifica, facilitando il superamento delle criticità generate dalla complessità della mobilità in montagna.
Giuseppe Mazzara, CX & Brand Marketing Director di Kia Italia ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di aver donato a Val.Te.Mo. una nostra vettura 100% elettrica, per supportarla negli ordinari impegni e di averla dotata di strumentazione digitale di ultima generazione, contribuendo concretamente al progresso per lo sviluppo sostenibile: un impegno che rafforza il nostro sostegno al cambiamento e all’innovazione per le generazioni future”
Sonia Visioli, Presidente di Val.Te.Mo. al riguardo dichiara “Grazie a Kia, Val.Te.Mo. potrà proseguire nella propria missione e spostarsi in modo sostenibile tutelando l’ambiente montano e coloro che qui vivono. La collaborazione con Kia dimostra che Val.Te.Mo. è in grado di interloquire anche ad alti livelli coinvolgendo grandi società che operano in tutto il mondo e che il territorio montano è oggetto di attenzione non solo da parte di chi ci vive ma è riconosciuto un bene universale.”
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MINI John Cooper Works 2025: potenza, innovazione e design sportivo
(Adnkronos) - La nuova gamma MINI John Cooper Works 2025 porta il DNA da pista del marchio in cinque declinazioni ad alte prestazioni: Hatch 3 porte, Cabrio, Countryman ALL4, All-Electric e Aceman elettrica. Una famiglia compatta ma ampia per gusti diversi, unita da settaggi di telaio agili e da un design che parla motorsport. Le radici JCW affondano nelle MINI che sconvolsero il Rally di Monte Carlo negli anni Sessanta e nel recente risultato alla 24 Ore del Nurburgring, eredità sportiva che vive in ogni dettaglio della nuova generazione. Le versioni termiche Hatch e Cabrio adottano il 2.0 TwinPower Turbo da 231 CV e 380 Nm: 0-100 km/h in 6,1 s per la chiusa e 6,4 s per la decappottabile, che apre la capote in 18 s fino a 30 km/h. Velocità massime: 250 e 245 km/h. Il cambio a doppia frizione esalta il suo DNA sportivo. Al vertice la Countryman ALL4: 300 CV (221 kW), 400 Nm, trazione integrale e 250 km/h di punta. Presenti anche avanzati sistemi di assistenza alla guida con ADAS di livello 2. Debutto elettrico per la All-Electric MINI JCW e per la JCW Aceman: 258 CV (190 kW) e 350 Nm subito disponibili, electric boost di +20 kW, 0-100 in 5,9 s e 6,4 s, 200 km/h di punta. Batterie da 54,2 kWh lordi: fino a 371 km e 355 km WLTP. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Brembo festeggia 50 anni dalla prima gara corsa nel Motorsport
(Adnkronos) - Grande festa in casa Brembo in occasione dei primi 50 anni dalla prima gara corsa nel Motorsport. Per l'occasione erano presenti i massimi rappresentanti della scuderia Ferrari HP a partire da Frédéric Vasseur - Team Principal, Jerome D’Ambrosio - Deputy Team Principal, Diego Ioverno - Direttore Sportivo e da Zhou Guanyu - Pilota di Riserva di Ferrari.
Frédéric Vasseur, Team Principal Scuderia Ferrari HP ha dichiarato “È con grande piacere che celebriamo i 50 anni di Brembo, nostro partner storico con il quale condividiamo una lunga storia di successi. Questa partnership è frutto di un costante lavoro fianco a fianco e si fonda su passione, innovazione e performance, valori che ci hanno accompagnato in tante vittorie e che raccontano una storia fatta di esperienza condivisa e obiettivi comuni”.
Lato Brembo era presente il Top Management di Brembo, più precisamente da Matteo Tiraboschi, Presidente Esecutivo – Alberto Bombassei, Presidente Emerito – Daniele Schillaci, Amministratore Delegato - Mario Almondo, COO Brembo Performance – Mauro Piccoli, CMO Brembo e Luca Di Leo, CCO Brembo.
Mario Almondo, Chief Operating Officer Brembo Performance durante l'incontro ha affermato “E’ un vero piacere ricevere oggi la visita del Team Scuderia Ferrari HP, con cui collaboriamo da mezzo secolo. Iniziò tutto con Niki Lauda, nel 1975 e da quell’anno noi forniamo costantemente il nostro contributo tecnologico per rendere le vetture del cavallino sempre più performanti. Oltre a Ferrari, Brembo oggi fornisce tutta la griglia di Formula 1 con le pinze - 9 team con Brembo e 1 team con AP Racing, brand che è parte del Gruppo.
La storia che ci lega a Scuderia Ferrari rimane però unica e irripetibile.
Questo è un anno speciale, ma come sempre d’altronde, sfidante e impegnativo: stiamo già lavorando agli impianti del 2026 anche con Scuderia Ferrari”.
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Nissan Formula E Team: livrea turchese dedicata alla nuova LEAF
(Adnkronos) - Il Team Nissan Formula E è pronto a sfidare i rivali nell’ultimo appuntamento del Campionato del Mondo ABB FIA Formula E 2024/25, in programma sull’Excel London Circuit. Il doppio round conclusivo (Round 15 e 16) si preannuncia decisivo per la corsa ai titoli Team e Costruttori, con la squadra giapponese in seconda posizione in entrambe le classifiche. Dopo la vittoria di Berlino, Oliver Rowland ha già conquistato il titolo Piloti, ma il team punta a chiudere la stagione da protagonista. Per le gare di Londra, la squadra sfoggerà una livrea turchese ispirata al lancio della terza generazione della Nissan LEAF, il modello 100% elettrico che dal 2010 ha aperto la strada alla mobilità a zero emissioni. Con oltre 700.000 unità vendute, la nuova LEAF combina esperienza tecnologica e design moderno, confermandosi un punto di riferimento per il segmento. Il circuito londinese, lungo 2,09 km, è l’unico semi-indoor del campionato, sviluppandosi tra i padiglioni dell’Excel London e i Royal Victoria Docks. La conformazione stretta e tecnica rende le qualifiche determinanti, con i punti chiave per i sorpassi concentrati alla Curva 1 e nella sezione esterna tra le Curve 10 e 11.
Oliver Rowland, già campione Piloti, ha dichiarato di correre con maggiore serenità ma con l’obiettivo di massimizzare i punti per i titoli di squadra. Al suo fianco torna Norman Nato, determinato a confermare la buona forma mostrata sul tracciato londinese, dove ha raccolto punti in tre delle ultime quattro gare. Sergio Sette Camara, pilota di riserva, ha sottolineato come il layout semi-indoor richieda grande precisione e una strategia efficace, soprattutto grazie all’Attack Mode potenziato della Nissan e-4ORCE 05.
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Fiera Milano e IEG insieme per rafforzare il settore automotive d’epoca
(Adnkronos) - Una novità importante per il sistema fieristico nazionale. Fiera Milano e Italian Exhibition Group (IEG) acquisiscono da Andrea Martini il 70% di EMAC S.r.l., la specializzata nell’organizzazione di eventi fieristici per l’automotive d’epoca. La nuova compagine societaria vedrà, pertanto, Fiera Milano e IEG al 35% ciascuno, mentre il restante 30% resterà in capo a Andrea Martini, garantendo una gestione sinergica e strategica alle due manifestazioni di settore. “Questa operazione è perfettamente coerente con il nostro Piano Strategico 2024‑2027, che punta a rafforzare il portafoglio di mostre organizzate e ospitate, in Italia e all’estero. EMAC rappresenta un passo concreto nella direzione auspicata da tempo: unire le forze tra i grandi quartieri fieristici italiani”, dichiara l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano, Francesco Conci. “Solo attraverso sinergie reali possiamo affrontare con maggior forza i mercati esteri e consolidare il ruolo dell’Italia nel panorama fieristico globale. Accanto alla dimensione fieristica, EMAC è anche un banco di prova per nuovi modelli di collaborazione tra operatori italiani, in grado di generare economie di scala, attrattività internazionale e sviluppo di filiere verticali di eccellenza. I numeri lo dimostrano: secondo la più recente classifica ICCA 2024, l’Italia è prima in Europa e seconda al mondo con 635 congressi internazionali ospitati nell’ultimo anno – un risultato che evidenzia quanto possiamo ottenere quando lavoriamo insieme”.
Il debutto avverrà con la quindicesima edizione di Milano AutoClassica (21‑23 novembre 2025 a Fiera Milano). A seguire, in primavera la terza edizione di Vicenza Classic Car Show, alla Fiera di Vicenza dal 28 al 30 marzo 2026. “Abbiamo sempre pensato che il sistema fieristico nazionale potesse e dovesse ambire alla creazione di sinergie su singole verticali industriali e scenari internazionali”, spiega l’Amministratore Delegato di IEG, Corrado Peraboni. “Con Fiera Milano abbiamo trovato un partner che, per standing e postura, ha reso possibile questo primo e significativo passo. Collaborazioni di questo tipo consentiranno di creare valore per i territori e per gli azionisti delle società, oltre che la creazione di maggiori opportunità per le aziende che ospitiamo nelle nostre manifestazioni. Ove se ne presenti la possibilità, coglieremo future possibili operazioni di sistema Paese come un importante tassello, a fianco della crescita organica e per linee esterne, della strategia di espansione del nostro Gruppo”.
“Accolgo con entusiasmo l’ingresso di Fiera Milano e Italian Exhibition Group nella compagine societaria di Emac”, dichiara Andrea Martini. “Milano AutoClassica e Vicenza Classic Car Show sono manifestazioni con caratteristiche distintive ma fortemente complementari, ciascuna con propri punti di forza che ne hanno decretato il successo. Sotto una regia unificata e con il supporto di due soci del calibro di Fiera Milano e IEG potranno generare importanti sinergie e aprire nuove prospettive di crescita. Inoltre, la loro collocazione in due momenti strategici dell’anno, autunno e primavera, consentirà di presidiare l’intero arco della stagione fieristica, garantendo una presenza costante sul mercato e favorendo la fidelizzazione di espositori e pubblico”.
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