Dazi, Marzano (Confagricoltura Campania): "Più a rischio produzioni meno strutturate"

(Adnkronos) - "Per quanto riguarda le imprese agricole campane, l’impatto potrebbe variare in modo significativo in base alle modalità di applicazione del dazio. Se l’imposizione riguarda il valore del prodotto alla partenza e non il prezzo finale al consumo, la ricaduta lungo la filiera potrebbe risultare più attenuata del previsto. Parliamo infatti di un comparto, quello agroalimentare, che si fonda su produzioni ad alto valore aggiunto, esito di processi di trasformazione, qualità certificata e forte legame con il territorio. Elementi che creano un significativo scarto tra il prezzo all’origine e quello finale e che possono contribuire ad ammortizzare, almeno in parte, l’effetto della misura". Così, con Adnkronos/Labitalia, Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania, commenta l'accordo Usa-Ue su dazi al 15% per l'export europeo.  "Naturalmente, in presenza di produzioni meno strutturate, con lavorazioni minime e margini ridotti, un’imposizione del 15 per cento -continua- risulterebbe più difficile da sostenere. Ma l’agricoltura campana ha costruito negli anni un’identità solida, fondata su qualità, sicurezza alimentare e distintività, che consente oggi di affrontare con maggiore flessibilità le dinamiche del mercato internazionale". Secondo Marzano "oltre alla gestione dell’emergenza, l’introduzione di nuovi dazi apre anche un fronte strategico che va affrontato con decisione: rafforzare la capacità di esportazione del sistema agricolo nazionale. Troppe imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, continuano ad affrontare i mercati esteri senza una visione strutturata e senza strumenti adeguati, perdendo occasioni importanti di crescita e consolidamento. Diventa quindi fondamentale investire in formazione, accompagnamento all’internazionalizzazione, aggregazione dell’offerta e promozione di filiere integrate. In questo scenario, sarebbe utile coinvolgere anche le Camere di Commercio in un tavolo condiviso, che metta insieme istituzioni e rappresentanze imprenditoriali per costruire percorsi comuni e strategie di lungo periodo. Solo così potremo trasformare anche una difficoltà in un’occasione di sviluppo per l’intero comparto agricolo”, conclude.  ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Dazi, Fontana (Confindustria Puglia): "Disgrazia insormontabile per alcune aziende, ora serve sostegno"

(Adnkronos) - "Noi siamo assolutamente contrari a qualsiasi forma di dazi, sono una disgrazia, noi siamo per il libero mercato. E quindi anche al 15% non ci fanno piacere. E le nostre imprese verranno penalizzate non solo dai dazi, ma anche dalla svalutazione del dollaro, un problema enorme che rende i nostri prodotti sempre più cari i nostri prodotti per il consumatore americano. In Puglia siamo molto colpiti nell'agroalimentare, per chi esporta ad esempio olio e pasta, e anche del farmaceutico. Ci sono imprese che esportano fino al 20% negli Usa, in alcuni casi i dazi saranno un problema insormontabile". E' preoccupato Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia, nel commentare, con Adnkronos/Labitalia, l'intesa sui dazi al 15% trovata tra Usa e Ue.  "L'Italia -ricorda Fontana- è la quarta potenza esportatrice al mondo, esportiamo più di quello che importiamo e quindi siamo penalizzati da qualsiasi forma di dazio. E la mia personale posizione è che gli unici dazi che vorremmo avere sono quelli sociali, nei confronti di coloro che non rispettano i diritti dell'uomo, fanno lavorare i bambini e non permettono i sindacati; e ambientali, per coloro che producono creando problemi all'ambiente", aggiunge.  E Fontana chbiede che le imprese non vengano lasciate sole. "In attesa di una politica di sostegno europea, italiana e anche regionale a tutela delle nostre imprese, l'unica cosa che possono fare gli imprenditori è puntare sull'avere un prodotto di altissima qualità, aumentare il valore aggiunto e poi cercare di trasformare il dazio, che è una disgrazia, in opportunità, puntando su altri mercati come l'America Latina, gli Emirati Arabi e l'India", conclude.    ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Estate, 'caldo e clima peggiorano malattie reumatiche', i consigli salva-vacanze

(Adnkronos) - Negli ultimi anni, con il cambiamento climatico, le temperature estreme sono diventate una minaccia ambientale e una sfida crescente per la salute pubblica, in particolare per milioni di persone affette da malattie reumatologiche. "I nostri pazienti sono molto vulnerabili agli stress termici - spiega Andrea Doria, presidente Sir, Società italiana di reumatologia - Fenomeni quali ondate di calore, aumenti dell'umidità e dell'inquinamento atmosferico possono influire sulla comparsa e la recrudescenza di artrite reumatoide, lupus e gotta, portando anche a un aumento delle ospedalizzazioni". "Gli effetti del cambiamento climatico sull'impatto delle malattie reumatologiche stanno diventando così evidenti che l'American College of Rheumatology ha recentemente dedicato al tema un white paper, in cui si analizzano i possibili meccanismi biologici alla base del problema - evidenzia Gian Domenico Sebastiani, past president Sir - L'esposizione a temperature elevate stimola il rilascio di citochine infiammatorie e aumenta lo stress ossidativo, peggiorando i sintomi di molte malattie autoimmuni. L'inquinamento atmosferico, invece, può agire sull'epigenetica, ossia modificare il modo in cui i nostri geni funzionano, 'accendendo' quelli che scatenano infiammazione o autoimmunità e favorendo l'insorgenza di malattie reumatiche in persone predisposte". Eventi estremi possono interferire con l'accesso alle cure, nella catena di distribuzione dei farmaci, sulla produzione di cibo. "Si tratta di problematiche che riguardano principalmente le aree più povere del pianeta - precisa Sebastiani - ma alcune minacce, che un tempo sembravano confinate a luoghi lontani, oggi iniziano a fare la loro comparsa anche da noi. Pensiamo, ad esempio, a come sta cambiando la diffusione degli insetti, che sono vettori di malattie infettive, verso cui i pazienti reumatici sono più suscettibili. Il West Nile, che attualmente sta destando particolare preoccupazione - sottolinea - rappresenta un pericolo per chi convive con una malattia reumatologica e ha un sistema immunitario reso più fragile dall'assunzione di farmaci immunosoppressori. Il virus Chikungunya e la malattia di Lyme possono innescare manifestazioni reumatologiche reattive, che rischiano poi di evolvere in vere e proprie malattie infiammatorie croniche. Il clima", inoltre, "sta modificando anche il microbioma, ossia l'insieme del materiale genetico, il 'genoma', dei microrganismi che vivono in simbiosi con l'organismo, con effetti sull'immunomodulazione. Soprattutto in giovani e bambini, che stanno ancora forgiando il loro sistema immunitario, il cambiamento climatico può produrre alterazioni del microbioma, condizionando il potenziale sviluppo di malattie reumatiche autoimmuni". Di fronte a questo scenario, caratterizzato da temperature sempre più elevate e da condizioni meteorologiche estreme, la Società italiana di reumatologia invita i pazienti a prestare particolare attenzione, soprattutto in occasione di spostamenti o viaggi, e ad adottare alcuni semplici accorgimenti 'salva-estate'. Il primo consiglio della Sir è di "evitare di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, indossare cappelli e occhiali da sole, utilizzare adeguati filtri solari". E' quello che dovrebbero fare tutti, ma soprattutto le persone affette da una malattia reumatologica. Nel lupus, ad esempio - spiegano gli esperti - le radiazioni ultraviolette possono provocare riacutizzazioni della malattia, non solo a livello cutaneo, ma anche sistemico. "In tutti i pazienti che seguono una terapia farmacologica, il sole può scatenare reazioni di fotosensibilizzazione. In particolare, chi assume cortisone, che inibisce la sintesi del collagene, ha una pelle più vulnerabile: esponendola ai raggi solari corre il rischio di danni cutanei legati alla vasodilatazione. Stare sotto l'ombrellone non ci mette al sicuro dagli Uv che si riflettono sulla sabbia". E' inoltre fondamentale mantenere "una buona idratazione - proseguono i reumatologi - perché in caso contrario si diventa più suscettibili alle malattie infettive, molto insidiose per i malati reumatici. Non solo: gli squilibri metabolici ed elettrolitici in chi è disidratato possono favorire attacchi acuti di gotta. Le alte temperature, inoltre, inducendo danni a livello della cartilagine, sono nemiche anche di malattie come l'artrosi". Se le vacanze sono un periodo in cui è giusto concedersi qualche sgarro alimentare, "chi soffre di gotta deve ricordare che alcuni alimenti tipici delle tavolate estive, come pesce azzurro e crostacei, contengono molte purine e andrebbero quindi evitati - avverte la società scientifica - Mangiando cibi ricchi di purine, infatti, si produce più acido urico e questo può peggiorare o scatenare un attacco di gotta".  I malati reumatologici sono più suscettibili sia a contrarre le infezioni sia a svilupparne forme più complicate. Prima di partire alla volta di mete particolari - raccomanda infine la Sir - è quindi indispensabile sottoporsi alle opportune vaccinazioni, rivolgendosi ai centri vaccinali. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


La banca del futuro: AI, innovazione digitale e rischi

(Adnkronos) - Un recente rapporto intitolato "Intelligent Banking: The Future Ahead", realizzato da Economist Impact con il supporto di SAS, leader globale nei dati e nell'intelligenza artificiale (AI), lancia un messaggio chiaro: le istituzioni finanziarie devono agire proattivamente per mantenere la loro rilevanza in un mercato in rapida evoluzione. 
Lo studio, basato sulle prospettive di 1.700 senior executive e dirigenti selezionati del settore bancario e fintech provenienti da sei continenti, dipinge uno scenario complesso. La tecnologia è identificata come un'arma a doppio taglio, la gestione del rischio assume una centralità inedita e lo scenario competitivo è in costante accelerazione. Secondo il rapporto, il panorama bancario sta vivendo una trasformazione profonda, guidata da diverse tendenze cruciali e sfide complesse. L'intelligenza artificiale generativa (GenAI), per esempio, ha raggiunto un'adozione quasi universale nel settore bancario, con il 99% dei dirigenti che ne segnala un certo grado di implementazione. Eppure, più della metà di questi riconosce che le iniziative iniziali hanno generato benefici finanziari limitati o nulli. Se da un lato la GenAI affina il rilevamento delle frodi, dall'altro introduce nuove e insidiose minacce, come i deepfake e le identità sintetiche, che sfuggono ai sistemi di rilevamento tradizionali, portando quasi l'80% dei leader bancari a prevedere un impatto operativo significativo da attacchi informatici e crimini finanziari nel prossimo decennio. Parallelamente, la gestione del rischio si è ridefinita, assumendo una centralità senza precedenti. L'attuale instabilità macroeconomica, caratterizzata da forti oscillazioni dei tassi di interesse e da sistemi finanziari sempre più frammentati, ha reso il risk management un elemento cruciale nelle strategie di resilienza delle istituzioni finanziarie. L'instabilità dei tassi d'interesse, in particolare, sta esercitando pressione sulla liquidità delle banche e sul valore degli asset, spingendo gli istituti a impiegare l'AI per test di stress dinamici, analisi in tempo reale e una gestione più efficace dei rischi normativi. Interessante è anche la mutata percezione di governance e regolamentazione, che non sono più viste come ostacoli, ma come veri e propri abilitatori dell'innovazione. Il 68% dei leader del settore considera le nuove normative su AI, open banking e blockchain un'opportunità per adottare tecnologie in modo responsabile. Quadri regolatori chiari, infatti, promuovono fiducia e conformità, accelerando l'integrazione di innovazioni future come il quantum computing, e le banche stanno attivamente implementando modelli di governance dell'AI per garantire trasparenza, equità e innovazione sostenibile. Infine, le banche tradizionali si trovano di fronte a una concorrenza crescente. Questo include non solo istituti esclusivamente digitali e fintech, ma anche le Big Tech e persino le valute digitali delle banche centrali (CBDC). Molte banche stanno puntando sulla finanza integrata per esplorare nuove fonti di ricavo, ma le partnership strategiche, in particolare con fintech e Big Tech, rimangono tra le vie più rapide per scalare l'innovazione e raggiungere nuovi segmenti di clientela. Tuttavia, questa strategia comporta rischi intrinseci: il 43% dei dirigenti cita la condivisione dei dati con terze parti come una delle principali preoccupazioni, sottolineando la necessità di un equilibrio tra innovazione e sicurezza. 
Anche nel contesto italiano, la trasformazione digitale del settore bancario è in pieno svolgimento. I dati della survey indicano che i decision maker bancari italiani si considerano complessivamente preparati ad affrontare le sfide tecnologiche dei prossimi dieci anni, sebbene permangano alcune preoccupazioni rilevanti. Tra queste, i rischi operativi (citati dal 62% degli intervistati) e quelli legati alla governance (53%) emergono come le principali sfide connesse all'adozione dell'AI generativa. Nonostante queste preoccupazioni, c'è fiducia nelle soluzioni tecnologiche: il 37% degli intervistati individua proprio nelle tecnologie avanzate, come l'intelligenza artificiale, lo strumento più efficace per identificare e prevenire le frodi. Inoltre, una quota significativa, il 31% degli intervistati, ritiene che adottare tecnologie all'avanguardia e promuovere una cultura di apprendimento continuo tra i dipendenti siano le strategie migliori per alimentare l'innovazione nel prossimo decennio, garantendo al settore la capacità di evolvere e rimanere competitivo. Considerando lo scenario attuale, il rapporto identifica cinque strategie fondamentali per guidare il settore bancario nell'era delle "banche intelligenti". Come ha sottolineato Stu Bradley, Senior Vice President of Risk, Fraud and Compliance Solutions di SAS, "un decennio decisivo attende il settore bancario, guidato dalla frammentazione normativa, dalla disruption tecnologica e da rischi sempre più interconnessi ed elevati. Per perseverare – ed essere leader – nell'Era dell'Intelligenza Digitale, le aziende finanziarie devono ristabilire la fiducia dei consumatori su larga scala rafforzando la governance dei dati e innovando con integrità." Secondo lo studio diventa quindi imperativo per le banche rafforzare la Governance dei Dati e dell'AI, poiché solide fondamenta digitali sono essenziali per un'innovazione sicura ed efficace; già oggi, il 34% dei decision maker bancari ritiene che i framework di governance dei dati con responsabilità definite siano la leva più efficace per la gestione e protezione delle informazioni, con le banche che monitorano le applicazioni GenAI tramite alert in tempo reale. Sempre stando a quanto emerge dal rapporto non solo è cruciale costruire la fiducia dei clienti in un ambiente sempre più digitale, dove trasparenza e protezione dei dati sono fondamentali (il 32% delle banche ha già adottato protocolli di cifratura avanzata e sistemi di accesso controllato, mentre il 28% utilizza tecnologie biometriche, e l'ascolto attivo, anche tramite analisi del sentiment con AI) ma è prioritario anche semplificare la Compliance tramite Automazione e Collaborazione, dato che la crescente complessità normativa richiede nuove soluzioni: il 37% delle banche investe in "regtech" per automatizzare compliance e reporting, il 28% sviluppa audit periodici di compliance e il 21% ha attivato team globali di monitoraggio, con il 38% che considera le tecnologie avanzate per il rilevamento delle minacce e la gestione automatizzata dei dati come leve per una compliance efficace. Inoltre, è essenziale perseguire Partnership Strategiche con Fintech e Big Tech, poiché l'innovazione passa dalla collaborazione: il 32% dei decision maker vede le partnership con fintech e Big Tech come strategie efficaci per l'innovazione, mentre il 37% investe in tecnologie emergenti per nuovi servizi, pur mantenendo un'elevata attenzione alla sicurezza e privacy dei dati. Infine, le banche devono accelerare l'innovazione aziendale attraverso Formazione e Modernizzazione, promuovendo una cultura di apprendimento continuo e investendo in tecnologie all'avanguardia; la formazione tecnologica avanzata per i leader (36%) e per il personale (30%) è considerata essenziale per prepararsi alle sfide future e mantenere la competitività. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


L'intrattenimento immersivo di Ikono punta a oltre 15 milioni di euro nel 2025

(Adnkronos) - IKONO, il brand spagnolo specializzato in esperienze immersive, ha raggiunto il suo quinto anniversario con proiezioni di crescita significative. Fondata nel 2019 a Siviglia da David Troya e Fernando Pastor, l'azienda stima di chiudere il 2025 con un fatturato superiore ai 15 milioni di euro, proseguendo una serie di tre anni consecutivi con una crescita superiore al 100% su base annua. Questa performance si inserisce in un contesto di mercato in espansione per l'intrattenimento esperienziale. 
Il modello di IKONO, basato su una combinazione di esperienze artistiche, condivise e immersive, ha attratto oltre 1,5 milioni di visitatori a livello globale. Dal suo debutto a Madrid nel 2020, in un periodo segnato dalla pandemia di COVID-19, IKONO ha avviato un percorso di rapida espansione. Attualmente, il brand conta sette sedi operative in Europa: Madrid, Roma, Barcellona, Vienna, Berlino, Budapest e Copenaghen. La sede di Roma, aperta nel 2023 all'interno dello storico Palazzo Serlupi Crescenzi, è un esempio dell'approccio del brand. La scelta di integrare spazi innovativi con un edificio tardo cinquecentesco permette ai visitatori di fruire di un percorso immersivo che include elementi architettonici originali e affreschi storici, legando l'esperienza all'eredità culturale del luogo. Negli ultimi 24 mesi, il brand ha registrato una crescita sostenuta, riflettendo la solidità del suo modello di business e la crescente domanda di proposte di intrattenimento innovative. Il 2024 è stato un anno chiave per l'espansione internazionale e il rafforzamento organizzativo. Con l'apertura di nuove sedi a Vienna, Copenaghen e Berlino, e il consolidamento delle operazioni nelle location esistenti, il team aziendale ha incrementato la propria forza lavoro di sei volte, raggiungendo circa 200 professionisti. 
Fernando Pastor, Co-fondatore e CEO di IKONO, ha dichiarato: "IKONO è nato dal desiderio di trasformare il modo in cui le persone si rapportano all'arte e al tempo libero. Progettiamo spazi che stimolano la creatività, ispirano l'immaginazione e creano connessioni autentiche con chi li visita. Cinque anni dopo, vedere quel sogno evolversi in una rete internazionale di quasi 200 persone e oltre 1,5 milioni di visitatori la dice lunga sul potenziale che ci attende". La crescita di IKONO è parallela a una più ampia trasformazione delle abitudini di consumo culturale. Stime di GlobeNewswire indicano che il mercato globale dell'intrattenimento immersivo, valutato a 134 miliardi di dollari, potrebbe raggiungere i 473 miliardi di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale superiore al 23%. Questa tendenza si riflette nel profilo dei visitatori di IKONO, prevalentemente giovani adulti (oltre l'80%) che cercano esperienze concrete e interazioni tangibili. IKONO si propone di offrire spazi artistici e interattivi che promuovano il gioco, la scoperta e la libera espressione. L'azienda intende fungere da catalizzatore per nuove forme di interazione sociale e artistica. "Il nostro progetto è riuscito a conquistare un pubblico eterogeneo e globale, contribuendo a definire una nuova tipologia di svago", ha aggiunto Pastor. "Crediamo fermamente che il futuro dell'intrattenimento sia immersivo e autentico, e per questo il nostro obiettivo è costruire una rete globale di luoghi in cui la creatività divenga un linguaggio universale, invitando le persone a sperimentare l'arte, il tempo libero e la connessione in un modo completamente nuovo". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


MPH: dall'Italia il modulo lunare chiave per la presenza umana su Luna e Marte

(Adnkronos) - L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Thales Alenia Space, una joint venture Thales (67%) e Leonardo (33%), hanno annunciato la firma di un contratto per l'avvio della fase di progettazione preliminare del modulo lunare MPH (Multi-Purpose Habitat). Questo modulo abitativo multiuso rappresenta un elemento cardine nella roadmap del programma Artemis, volto a stabilire una presenza umana permanente e sostenibile sulla Luna. Il contratto include anche lo sviluppo di tecnologie abilitanti critiche, indispensabili per affrontare le sfide dell'ambiente lunare. Con un lancio previsto dal Kennedy Space Center della NASA nel 2033, MPH è destinato a diventare il primo vero asset abitativo dedicato alla superficie lunare nell'ambito degli accordi Artemis tra NASA e ASI, che delineano una cooperazione bilaterale per l'esplorazione lunare. Il modulo è progettato per ospitare gli astronauti in sicurezza durante le loro missioni, fornire supporto essenziale per le operazioni in superficie e consentire esperimenti di ricerca scientifica sia in presenza che in assenza di equipaggio. Una delle sue funzionalità più innovative sarà la capacità di muoversi autonomamente sulla superficie lunare. Progettato per una durata operativa di dieci anni, MPH fungerà da habitat permanente in superficie, operando in sinergia con gli altri elementi dell'architettura Artemis.  
Da sinistra: Giampiero Di Paolo, AD Thales Alenia Space Italia, Teodoro Valente, Presidente ASI, Luca Salamone, Direttore Generale ASI
 

 
Teodoro Valente, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha sottolineato l'importanza strategica di questo progetto: «MPH rappresenta una ennesima sfida scientifica per l'Italia e per l'ASI che pianificano, così, di fare giungere sulla superficie lunare un insediamento umano confortevole e sicuro, grazie anche alla competenza e agli elevati standard tecnologici competitivi che Thales Alenia Space Italia ha saputo acquisire a livello internazionale nel settore dell'abitabilità nello spazio». Ha proseguito evidenziando come il futuro modulo lunare, risultato degli storici rapporti tra NASA e ASI, si inserisca in una visione di investimenti di lungo termine che l'Italia ha messo in campo, permettendo al Paese di essere "sempre più protagonisti nella nuova corsa allo spazio" e "parte fondamentale nella Moon to Mars Strategy del programma Artemis della NASA". La firma odierna, ha concluso, "conferma l'importante e continuo impegno del Governo Italiano nel sostenere lo sviluppo della Space Economy e nel supportare le eccellenze italiane riconosciute nel mondo. Ed è significativo che questo atto segua di pochi giorni l'approvazione da parte del Parlamento della prima 'Legge Spazio' del Paese'". Nel corso della fase biennale del contratto, Thales Alenia Space Italia, in qualità di primo contraente globale, collaborerà strettamente con Altec (società partecipata da Thales Alenia Space Italia e ASI) e con altre importanti realtà industriali italiane. Questo consorzio lavorerà alla fase di progettazione preliminare di MPH, focalizzandosi anche sullo sviluppo delle necessarie tecnologie abilitanti. Lo sviluppo iniziale si concentrerà su soluzioni innovative per affrontare le condizioni ambientali estremamente ardue della superficie lunare. Tra le sfide principali da superare vi sono le variazioni termiche estreme, la pervasiva polvere lunare (regolite), gli elevati livelli di radiazioni, l'impatto di micro-meteoriti e gli effetti della ridotta gravità lunare. Con il supporto del consorzio industriale e delle agenzie spaziali, Thales Alenia Space guiderà lo sviluppo del modulo MPH con l'obiettivo di migliorare le scoperte scientifiche sulla Luna e consentire un'esplorazione lunare sostenibile. Questo processo contribuirà anche a far progredire la conoscenza e le tecnologie necessarie per supportare le future missioni umane su Marte, in linea con la visione "Moon to Mars" di NASA. 
Giampiero Di Paolo, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia, ha espresso grande soddisfazione per questo traguardo: «Siamo davvero orgogliosi che ASI ci abbia affidato questo contratto per lo sviluppo del modulo MPH, dandoci, come azienda leader in Europa, l'opportunità di guidare il progresso scientifico e tecnologico nella costruzione del primo avamposto umano italiano sulla superficie lunare. Ciò rafforzerà e sarà di supporto all'esplorazione umana nello spazio sulla Luna e oltre». ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Claudia Adamo, l'oncologo: "Lutto che colpisce ma la mortalità tra i giovani si è ridotta di oltre il 20% in 15 anni"

(Adnkronos) - L'impatto emotivo di una morte per cancro "è sempre drammatico, tanto più quanto chi muore è giovane, in piena attività, con una cerchia professionale di affetti che inevitabilmente non può assorbire tanto facilmente una notizia così dura. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. Le statistiche ci aiutano ad inserire in un quadro più ampio il caso". E ci dicono che, in generale per tutti i tipi di tumore, i decessi tra i giovani "sono in deciso calo: tra il 2006 e il 2021 abbiamo riscontrato in Italia una riduzione del 21% della mortalità tra le donne al di sotto dei 50 anni. E per gli uomini della stessa fascia di età una riduzione del 28%. Questo grazie ai miglioramenti delle cure". A parlarne all'Adnkronos Salute - a partire dalla commozione suscitata dalla morte di Claudia Adamo, 51 anni, responsabile di Rai Meteo - è Francesco Perrone, presidente dell'Associazione italiana medici oncologi (Aiom) .  Nelle donne il tumore che più di tutti ha avuto una riduzione di mortalità "è quello della mammella, -31% - riporta Perrone - mentre negli uomini quello del polmone. Ma ci sono anche tumori per i quali i progressi tardano ad arrivare. Per il cancro del pancreas, ad esempio, i passi avanti sono stati piccolissimi e sporadici. E' sicuramente una neoplasia per la quale dobbiamo fare molto, ma molto di più. Continuare a fare ricerca è assolutamente necessario, perché è l'unica strada che può portare a migliorare le nostre capacità terapeutiche". I numeri comunque, continua l'oncologo, "ci dicono che i casi di tumore diagnosticati in giovane età non sono in crescita e su diversi tipi di cancro abbiamo fatto grandi progressi nelle cure".  E questo "non tanto nella diagnosi precoce, perché con l'eccezione dei tumori della cervice - ricorda Perrone - non esistono programmi di screening per i tumori che insorgono in età giovanile, ma abbiamo fatto dei notevoli passi avanti da un punto di vista terapeutico". Il problema, però, è che su scala globale "l'incidenza di cancro tende ad aumentare perché aumentano i fattori di rischio - rimarca il presidente Aiom - Pensiamo per esempio all'inquinamento e ai suoi effetti sommati anche ai cambiamenti climatici". Su qualcosa tuttavia "siamo migliorati: negli ultimi decenni, dopo tante battaglie, si è ridotta l'abitudine al fumo di sigaretta, ma non abbastanza e abbiamo ancora, come fattore di rischio, un'assunzione di alcol elevata. E anche le abitudini di prevenzione - una dieta ricca di frutta e verdura, il movimento fisico - non sono adottate sufficientemente". Il messaggio importante quindi, secondo Perrone, è richiamare "le persone ad scegliere sani stili di vita", ma anche chiedere "ai governi di mettere in campo politiche per ridurre l'inquinamento e i fattori di rischio ambientali. In modo da ridurre il più possibile le diagnosi di cancro e ancora di più i lutti".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Come si forma il tempo futuro in inglese?

(Adnkronos) -
in collaborazione con: novakid
 La lingua inglese offre diversi modi per esprimere il futuro, ognuno dei quali dipende dal contesto, dall'intonazione e dalla sfumatura di significato desiderata. In questo articolo esamineremo come si forma il futuro in inglese, quali sono le costruzioni più usate e in quali situazioni vengono impiegate. Queste informazioni saranno utili sia per gli adulti sia per coloro che studiano inglese online per bambini, perché comprendere i tempi verbali aiuta a costruire un linguaggio grammaticalmente corretto e naturale. A differenza di altre lingue, come il russo, l'inglese non ha un unico "tempo futuro" tradizionale. Invece, il futuro viene espresso attraverso varie strutture, ognuna adatta a contesti specifici. 
Will + infinito (Future Simple)
 Questa è la forma più comune per parlare del futuro. 
Formula:
 soggetto + will + verbo (senza "to") 
Esempio:
 I will call you tomorrow. — Ti chiamerò domani. 
Quando si usa:
 · Decisioni prese sul momento. · Promesse. · Previsioni basate su opinioni o sensazioni. 
Be going to + infinito
 
Formula:
 soggetto + to be (am/is/are) + going to + verbo Esempio: She is going to study medicine. — Ha intenzione di studiare medicina. 
Quando si usa:
 · Intenzioni o piani già decisi. · Previsioni basate su evidenze visibili. Nota! Nella lingua parlata informale, soprattutto nell'inglese americano, "going to" viene spesso abbreviato in "gonna". Ad esempio: I'm gonna go now. In inglese, anche il presente può indicare il futuro quando si parla di azioni pianificate. 
Esempio:
 We are meeting them at 6 p.m. — Ci incontriamo con loro alle 18:00. 
Quando si usa:
 · Azioni pianificate con dettagli precisi (tempo o luogo). 
Present Simple per eventi futuri
 Sebbene sia meno comune, il Present Simple viene usato per orari o programmi fissi. 
Esempio:
 The train leaves at 10 a.m. — Il treno parte alle 10 del mattino. Oltre alle strutture principali, ci sono altre forme che aggiungono sfumature al significato del futuro: 1. Future Continuous (will be + -ing). I will be working at that time. (Indica un'azione in corso in un momento specifico nel futuro.) 2. Future Perfect (will have + participio passato). She will have finished the project by Friday. (Indica un'azione completata entro un certo momento nel futuro.) 3. Future Perfect Continuous (will have been + -ing). By next year, he will have been working here for a decade. (Sottolinea la durata di un'azione fino a un momento specifico nel futuro.) 
Note importanti
 · Will è invariabile per tutte le persone grammaticali. · Nella forma contratta, will diventa ’ll: He’ll come soon. · Nelle domande e nelle negazioni si usa il verbo ausiliare will o won’t (will not). 
Will e Going to sono intercambiabili?
 A volte sì, soprattutto quando la differenza non è significativa. Tuttavia, i madrelingua tendono a usare going to per piani e will per decisioni prese sul momento. 
Come spiegare il futuro ai bambini?
 Attraverso esempi semplici e visivi, come immagini e esercizi interattivi online. 
Qual è la forma migliore per la corrispondenza formale?
 In contesti formali si preferisce will, considerata più neutrale e universale. Esempio: We will send you the documents tomorrow. Si può usare il futuro con i verbi modali? 
Sì, combinando will con i verbi modali:
 · I will have to go. — Dovrò andare. · You will be able to see the results soon. — Potrai vedere i risultati presto. Per imparare il tempo futuro in inglese, è meglio procedere gradualmente: iniziare con will e going to, poi passare al Present Continuous e al Present Simple con valore di futuro, e infine affrontare le forme più complesse come il Future Perfect. Per i bambini, l'approccio ludico attraverso piattaforme online è particolarmente efficace! ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Torna a flettere il mercato dell’auto usata

(Adnkronos) - Dopo 8 mesi consecutivi di crescita, torna a flettere il mercato dell’auto usata: maggio segna un -5% con 448.299 trasferimenti di proprietà rispetto ai 471.992 di maggio 2024. Sempre a maggio l’analisi per regione conferma inalterato il podio. La Lombardia è al 1° posto, al 15,9% nel mese seguita da Regione Lazio. Troviamo poi la Campania in 3a posizione con il 9,1% e al 4° posto la Sicilia. Anche fra le minivolture le auto diesel confermano la leadership nel mese, ma calano di 4,8 punti al 43,8% totale. Il motore a benzina sale al 32,8% mentre il Gpl cresce al 5,4% e il metano rimane stabile al 2,0%.  In sostenuta crescita le minivolture di auto ibride che segnano un 12,4% mentre le vetture ibride plug-in e le elettriche si posizionano rispettivamente al 2,0% e all’1,6% di quota, recuperando rispettivamente 0,5 e 0,3 punti. Nota positiva, la quota dei trasferimenti netti di vetture con oltre 10 anni di anzianità recupera 4 decimali e si attesta al 48,6%. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Stellantis e 4screen portano l’interattività a bordo

(Adnkronos) -
Stellantis rafforza il proprio ecosistema digitale grazie a una nuova alleanza strategica con 4screen, piattaforma specializzata nell’interazione intelligente tra veicolo e conducente. L’accordo introduce una suite di servizi basati sulla posizione in tempo reale, destinati a migliorare l’esperienza di guida in mercati chiave come Europa e Nord America. La tecnologia 4screen sarà disponibile inizialmente su modelli selezionati dei marchi FIAT, Jeep e Ram dotati dei sistemi Uconnect 4 e Uconnect 5. L’integrazione consentirà di visualizzare, direttamente dal display di bordo, informazioni contestuali e aggiornate su offerte commerciali, servizi locali e punti di interesse.  Grazie alla geolocalizzazione, la piattaforma fornisce suggerimenti dinamici su ristoranti, stazioni di servizio e ricarica, parcheggi, autolavaggi e persino concessionari del gruppo Stellantis. Tutto è pensato per ottimizzare le soste e semplificare la vita a bordo, garantendo al conducente uno strumento utile e discreto. I suggerimenti vengono filtrati in base al contesto del viaggio e alle preferenze del guidatore, con un’attenzione particolare alla sicurezza e all’assenza di distrazioni. Il layout è essenziale e integrato nativamente nell’infotainment, evitando la sovrapposizione di app esterne. Il sistema mostra informazioni utili come orari di apertura, contatti e promozioni attivabili direttamente dal veicolo, trasformando la mappa di navigazione in un vero strumento decisionale personalizzato. Un aspetto distintivo dell’ecosistema 4screen è la capacità di proporre contenuti pertinenti nel momento giusto, secondo logiche di contesto e rilevanza. Non si tratta solo di mostrare ciò che è vicino, ma di anticipare ciò che potrebbe servire. 
Cristiani Campos, Senior Vice President della Software Business Unit di Stellantis, ha commentato: “Vogliamo offrire soluzioni connesse che abbiano un impatto concreto sulla quotidianità dei nostri clienti. La partnership con 4screen ci consente di fare proprio questo, migliorando l’esperienza a bordo in modo rilevante e puntuale”.
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