Aragno (Eikon): "Tema entrato nella sfera del benessere quotidiano"

(Adnkronos) - "Il 92% degli intervistati, su un campione di 2000 persone, dice che la salute delle persone e quella del pianeta sono assolutamente interconnesse tra di loro. E tra gli obiettivi dell'Agenda 2030 mette al primo posto la salute e il benessere. Questo che cosa significa? Che la sostenibilità è entrata nella sfera del benessere quotidiano, cioè nel modo in cui mangiamo, ci muoviamo, lavoriamo, respiriamo". Così Paola Aragno, vicepresidente Eikon Sc intervenendo all’appuntamento Adnkronos Q&A, 'Sostenibilità al bivio', questa mattina al Palazzo dell’Informazione a Roma, illustrando i dati di una ricerca di Eikon Sc per la Social Sustainability Week. "La sostenibilità non significa ridurre solamente le emissioni ma significa vivere meglio. L'economia circolare diventa strategica se ha una funzione anche sociale, per cui rigenera non solo le risorse ma la salute, le competenze, i valori", osserva.  "Se andiamo a guardare anche ai giovani, cioè a quelli che saranno i nostri protagonisti della sostenibilità, della transizione, il 65% si sente coinvolto negli obiettivi dell'Agenda 2030 e il 70% dice che si sentirebbe più motivato a lavorare in un'azienda che tiene conto ed è molto attenta alla sostenibilità. Per cui i giovani vogliono delle aziende coerenti, a 360 gradi, capaci di unire impatto ambientale, ma anche benessere", conclude. 
---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Galletti (Novo Nordisk Italia): "Sostenibilità è centrale, noi impegnati per zero emissioni al 2045"

(Adnkronos) - "Nel 2020 abbiamo lanciato la 'Circular for Zero', che ci ha posto come obiettivo nel 2045 di avere emissioni zero, che chiaramente per una società farmaceutica, che comunque ha impianti di produzione, è un obiettivo molto sfidante. Noi già oggi abbiamo tutte le nostre fabbriche che si affidano esclusivamente a fonti di energia rinnovabili e contiamo ad arrivare nel 2045 all'obiettivo. Da questo poi nascono tante altre progettualità, la cui cosa più importante è far sì che siano tangibili e calate sul territorio". Così Alfredo Galletti, corporate vice president e gm Novo Nordisk Italia, intervenendo all'evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità al bivio’ tenutosi oggi al Palazzo dell’Informazione a Roma. che ha ricordato come il cammino dell'azienda in ambito di sostenibilità sia iniziato 50 anni fa, nel 1975. "Una delle progettualità a cui tengo maggiormente -ha continuato- è il nostro 'Cities for Better Health', che è una partnership fatta con varie città a livello di tutto il mondo, che inizia da dieci anni fa. E noi in Italia abbiamo partnership con vari comuni e copriamo 23 milioni di italiani, con progettualità piccole e ben specifiche, fatte in accordo con le istituzioni locali e secondo i bisogni di ciascuna città o di ciascuna realtà. Perché poi chiaramente questo obiettivo, la nostra ambizione non la possiamo raggiungere da soli e chiaramente tutti gli attori devono prendervi parte", ha sottolineato.  E Galletti ha sottolineato che "abbiamo molta attenzione per la biodiversità, con ad esempio un'oasi ecologica con 60 mila api, in Toscana, che abbiamo creato per continuare a garantire il nostro impegno per la biodiversità". "E c'è anche innovazione dal punto di vista ambientale e di sostenibilità nei nostri prodotti. Qualche mese fa abbiamo lanciato la prima insulina settimanale al mondo. Chiaramente le nostre penne sono usa e getta, mentre prima un'iniezione giornaliera richiedeva chiaramente uno spreco di plastica che deve essere smaltita. Noi non solo ne abbiamo una settimanale, ma abbiamo anche messo in piedi un sistema di riciclo che si chiama ReMed, in sette città italiane con più di 230 farmacie dove il paziente può riportare queste penne una volta utilizzate e noi le ricicliamo e da questo facciamo svariati materiali", ha concluso.  
---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Menopausa vista da 'lui', solo 40% è informato sui cambiamenti di 'lei'

(Adnkronos) - Non soffrono direttamente le vampate di calore, gli sbalzi d’umore o i cali della libido ma risentono lo stesso dei cambiamenti, spesso senza gli strumenti per capirli o affrontarli. La menopausa è un evento naturale nella vita di ogni donna: i suoi effetti però non si fermano a chi li vive in prima persona e si ripercuotono anche sui partner. Un recente questionario, ideato dal portale sulla salute VediamociChiara ha coinvolto oltre 4.400 uomini italiani, mettendo in luce quanto la menopausa influenzi la vita di coppia, soprattutto in termini di comunicazione, intimità e consapevolezza. L’indagine ha ricevuto il patrocinio dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma che ha collaborato alla realizzazione.  I risultati saranno presentati durante l’evento 'L’età della saggezza', organizzato dal portale, con il patrocinio dell’Associazione Ginecologi Territoriali (Agite), a Milano, presso il Talent Garden Calabiana (Via Arcivescovo Calabiana, 6), sabato 25 ottobre dalle ore 15 alle 17.30 in occasione della Giornata mondiale della menopausa che si celebra sabato. Uomini informati. La maggior parte degli uomini che ha partecipato all’indagine appartiene a una fascia d’età matura, con legami affettivi di lunga durata. Si colloca infatti tra i 51 e i 60 anni, ha figli e una relazione stabile da più di 20 anni. Non sempre sanno cosa stia succedendo alla compagna: sebbene il 97,8% confermi che la partner sia in menopausa o in perimenopausa, solo il 40% dichiara di sentirsi informato sui cambiamenti legati a questa fase della vita femminile.  'Sapere' però non significa 'comprendere'. Molti uomini riconoscono la fase, ma non conoscono le conseguenze fisiche, emotive, relazionali e sessuali che essa comporta. A mancare è un coinvolgimento attivo, dal momento che gli uomini restano spesso spettatori di un mutamento che non sentono proprio, anche se li coinvolge direttamente nella vita di coppia. La carenza di informazioni provoca effetti importanti: aumenta il rischio di malintesi e tensioni di coppia ('non capisco cosa le stia succedendo'); altera la capacità di gestire i cambiamenti nella sessualità, portando alla frustrazione; può far sentire l’uomo escluso dal percorso della partner, generando distanza. Dottor Google e Social. Gli uomini attingono le nozioni sulla menopausa prevalentemente su Google e sui social (90%). Il dato ribadisce ancora una volta la rilevanza che ormai detengono questi mezzi e la necessità di diffondere anche tramite il web una informazione scientificamente corretta, in assenza di spazi istituzionali e relazionali dedicati al tema. Dialogo nella coppia. Solo 1 uomo su 5 parla apertamente con la partner dei cambiamenti legati alla fase, mentre l’83% ritiene che la comunicazione sia peggiorata da quando questa è iniziata. Il risultato suggerisce che la disinformazione non è solo una questione culturale, ma anche comunicativa: se non si parla, non si impara a conoscersi e non si cresce insieme. Confronto a letto. Il 90% ha notato cambiamenti importanti, come calo del desiderio, dolore, fino ad un minore coinvolgimento sessuale. Il 94% vive questi cambiamenti con frustrazione e difficoltà che a lungo andare potrebbero avere ripercussioni anche sulla sessualità maschile. Non si tratta solo di disagio fisico, ma anche (e forse soprattutto) emotivo e relazionale. Nonostante ciò, il 91% non ha cercato di risolvere insieme alla partner per ritrovare l’intimità. Il timore che non ci siano soluzioni, la difficoltà a parlarne e a pensarsi ancora desideranti oppure la vergogna rischiano di allontanare la coppia, di chiudere i partner in un senso di solitudine, in un periodo importante di vita.  Scostamento emotivo e sessuale. Gli uomini mantengono nella maggior parte dei casi lo stesso desiderio sessuale (90%), ma si trovano a gestire un mutamento nella partner che vivono spesso come improvviso, non comunicato e non compreso. Questo contribuisce a creare uno squilibrio percepito, in cui uno dei due sperimenta una frustrazione crescente, mentre l’altra sta attraversando un momento di trasformazione che richiederebbe ascolto, delicatezza e adattamento. Le richieste degli uomini. L’87% degli intervistati vorrebbe ricevere più informazioni o supporto per affrontare questo periodo insieme alla partner. Il risultato contribuisce a smentire uno stereotipo dell’uomo disinteressato o emotivamente distante. Secondo l’indagine, infatti, gli uomini non sono indifferenti, spesso sono solo esclusi dalla narrazione, lasciati soli con dubbi, frustrazioni e un senso di impotenza.  Nelle parole di alcuni di loro si legge il bisogno di trovare un supporto. Paolo (59 anni), per esempio, afferma che la sua vita di coppia è cambiata molto, “non solo perché sono quasi 20 anni che stiamo insieme e il tempo si sa…attenua certe ‘impellenze”. Confessa che andare da un sessuologo lo imbarazzerebbe molto, “ma chissà – dice – forse è una buona soluzione, se non altro per tirare fuori il problema”. Anche per Marco (63 anni), la sfera sessuale ha subito un cambiamento: “Da quando mia moglie è in menopausa lo facciamo, se va bene, una volta alla settimana. La nostra sessualità è cambiata tanto e mi manca. La cerco solo io, lei mi cerca molto di rado ed è dura. Spero che servizi informativi come questo possano servire a migliorare le cose tra di noi”. “La menopausa è anche un fatto di coppia – conferma la professoressa Roberta Rossi, psicosessuologa, responsabile della formazione dell’Istituto di Sessuologia Clinica e consulente di VediamociChiara nella realizzazione dell’indagine – esiste, quindi, un terreno fertile per costruire una nuova cultura della menopausa: più aperta, più di coppia, più umana. Parlare di menopausa solo al femminile non basta più. Per molte coppie, è un momento di crisi silenziosa che può creare distanza o unire, a seconda di come viene affrontata. Aprire spazi di dialogo, promuovere l’informazione anche per gli uomini, coinvolgere i partner nei percorsi di consapevolezza: sono questi i primi passi per trasformare la menopausa in un’occasione di crescita comune”. “Non mi stupisce che i nostri partner vivano con disagio la nostra menopausa – conclude la dottoressa Maria Luisa Barbarulo, coordinatrice del portale - noi stesse facciamo fatica a capire cosa ci accade, un po’ perché non sempre incontriamo medici che ci illustrino l’intero “corteo di sintomi”, un po’ perché la menopausa è percepita come uno stigma e, quindi, arriviamo a negare anche l’evidenza, un po’ perché la vita di tutti i giorni ci impone ritmi non sempre compatibili con il 'sediamoci e parliamo, ti racconto come sto e cerchiamo di capire come possiamo superare questa fase insieme, anche con il supporto di uno specialista'. Ma è proprio qui che noi di VediamociChiara vogliamo fare la differenza, sensibilizzando l’opinione pubblica su questi temi così importanti e invitando i partner ai nostri eventi per coinvolgerli e renderli partecipi del nostro cambiamento”.  
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Manovra, Feltrin (FederlegnoArredo): "Bene se rinnovo bonus mobili sarà confermato"

(Adnkronos) - “La conferma del bonus mobili anche per il prossimo anno, come riportato da alcuni organi di informazione, rappresenterebbe per la filiera legno-arredo una notizia molto positiva che dimostrerebbe l'attenzione concreta del Governo a un settore che esporta oltre il 50% dei propri prodotti di arredo e che, alla luce delle tensioni geopolitiche e dei dazi commerciali Usa, sta riscontrando rallentamenti e raffreddamenti in alcuni mercati strategici. Motivo per cui confermare misure come il bonus mobili e interventi edilizi (ecobonus e bonus casa) significherebbe dare ossigeno al mercato interno, stimolando la domanda e dando fiducia ai consumatori". Lo dichiara Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. Secondo Feltrin, "il bonus mobili si è dimostrato negli anni uno strumento efficace in questa direzione, capace di accompagnare le famiglie nelle scelte di rinnovamento degli arredi e di contribuire alle performance delle imprese di una filiera che rappresenta circa il 4,3% del Pil nazionale".  "Il nostro auspicio è che, sempre nel rispetto dei vincoli di bilancio, le anticipazioni di stampa trovino conferma nei documenti ufficiali indispensabili per comprenderne tutti i dettagli della misura e che il Governo individui ulteriori strategie volte a sostenere un settore bandiera del Made in Italy nel mondo che ha fra i suoi punti di forza, una produzione e una forza lavoro rigorosamente nazionali", conclude.  
---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Lenovo presenta a Milano il futuro dell’intelligenza artificiale on-device

(Adnkronos) - Nello Spazio Lenovo di Corso Matteotti, Lenovo ha presentato in anteprima italiana la sua nuova lineup 2025, una gamma di dispositivi che integra l’intelligenza artificiale direttamente nell’hardware, offrendo prestazioni più intelligenti, personalizzate e sicure. Dai laptop Yoga Aura Edition ai ThinkPad per il business, fino ai dispositivi gaming Legion con AI Engine+, la strategia è chiara: rendere l’AI una parte naturale dell’esperienza utente quotidiana. “Con la nuova lineup AI-powered portiamo in Italia un’innovazione concreta e accessibile, che migliora l’esperienza utente in modo intelligente e personalizzato,” spiega Alessandro De Lio, PCSD Product Leader di Lenovo Italia. “L’obiettivo non è solo stupire, ma far capire al pubblico che l’intelligenza artificiale può semplificare il lavoro, stimolare la creatività e potenziare il divertimento.” Per De Lio, l’AI sta attraversando oggi la stessa fase che Internet visse ai suoi esordi. “Siamo un po’ come agli inizi della rete, quando potevi solo scambiare messaggi o vedere qualche sito primordiale. In poco tempo Internet ha cambiato tutto: il modo di cercare, di acquistare, di comunicare. Ora l’intelligenza artificiale sta compiendo lo stesso salto,” spiega. Secondo il manager, il consumatore italiano è curioso e aperto: “Chi entra in un centro commerciale oggi chiede cosa può fare con l’intelligenza artificiale. Noi cerchiamo di raccontarlo in modo semplice, attraverso le pagine prodotto su lenovo.com e sui siti dei retailer.” Tra le funzioni più apprezzate ci sono quelle legate alla ricerca, alla sintesi dei contenuti e alla creazione di immagini. “Personalmente uso spesso l’AI per sintetizzare documenti o creare elementi grafici da zero: un badge per un progetto o un’immagine per una chat tra amici,” racconta De Lio. “Ognuno trova la propria strada. L’importante è rimanere curiosi e sperimentare.” La nuova gamma Lenovo integra l’AI direttamente sui dispositivi, grazie ai processori Intel Core Ultra con NPU dedicate. “Il prossimo passo sarà quello del Digital Twin: un assistente personale integrato nel device, capace di dialogare con noi nel nostro stesso stile comunicativo, senza bisogno di connessione costante,” spiega De Lio. “Questo significa produttività immediata e un livello di privacy molto alto, perché i dati restano sul dispositivo.”  Sul fronte gaming la linea Legion si conferma una garanzia con i nuovi laptop Legion Pro 7i, 5i, 9i, 7i e 5i Gen 10, oltre al compatto LOQ 15i G10 e all’ibrido Legion Go 2, console portatile con AI Engine+ e display ottimizzato. A completare l’esperienza visiva c’è il monitor Legion Pro 32UD-10, un 4K pensato per i gamer più esigenti. Per creator e intrattenimento, Lenovo propone i Yoga Pro 9i e Yoga 9i 2-in-1 Aura Edition, dotati di AI per editing intelligente e videoconferenze ottimizzate, oltre ai nuovi Yoga Tab e Idea Tab Plus, che integrano funzioni smart come AI Note, AI Transcript e Circle to Search per un’interazione naturale e produttiva. Nel mondo business, i nuovi ThinkPad X9 Aura Edition, X1 2-in-1, T14s, E14, L13 e P16v portano l’AI sul posto di lavoro, migliorando produttività e sicurezza. Da segnalare anche i monitor ThinkVision P32U e P34WD-40, capaci di adattarsi automaticamente alla luce ambientale e al tipo di contenuto, e il futuristico ThinkBook Plus Gen 6 Rollable, con schermo OLED arrotolabile da 14” a 16.7” e multitasking gestito dall’AI. Uno degli aspetti più interessanti della nuova strategia Lenovo è la connessione tra dispositivi. Con Smart Connect, i nuovi PC comunicano con gli smartphone Motorola, permettendo di condividere file, notifiche e app tra PC e mobile. “Non parliamo di un ecosistema chiuso,” precisa De Lio. “Lenovo non vuole dire ‘o sei con noi o sei contro di noi’. Vogliamo rendere la tecnologia accessibile e compatibile, anche con prodotti esterni. L’obiettivo è semplificare la vita dell’utente, non vincolarlo.” L’hardware è solo una parte della proposta. Lenovo affianca ai suoi prodotti una gamma di servizi che completano l’esperienza: Premium Care Plus per assistenza e protezione, Smart Lock per la sicurezza dei dati e Lenovo Vantage per la gestione delle prestazioni e delle funzioni AI. Nel corso dell’evento sono stati esposti anche due concept che guardano al futuro: “Verti Flex”, un PC verticale modulare pensato per spazi flessibili e collaborativi, e il Transparent PC, prototipo con display trasparente che esplora nuovi linguaggi di interazione. De Lio conclude con una visione che riassume perfettamente la filosofia Lenovo: “Non sappiamo come sarà il mondo tra cinque anni, ma stiamo già vedendo che i PC, i tablet e gli smartphone si stanno adattando al nostro modo di comunicare, invece di costringerci a imparare il loro. È questo il vero passo avanti: una tecnologia che finalmente parla la nostra lingua.” 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Apple lancia M5 sui nuovi iPad Pro e MacBook Pro da 14 pollici, prezzi e date

(Adnkronos) - Apple ha presentato due nuovi prodotti che condividono lo stesso cuore tecnologico: il chip M5. Il nuovo MacBook Pro da 14 pollici e l’iPad Pro di ultima generazione segnano l’ingresso in una fase in cui l’intelligenza artificiale non è più solo un’aggiunta, ma una componente strutturale dell’esperienza d’uso. Il MacBook Pro 14” con M5 punta a ridefinire il concetto di portatile “pro”. Il nuovo processore, realizzato da Apple, offre un incremento tangibile nelle prestazioni, soprattutto in ambito AI e grafico, ma senza rinunciare all’efficienza. Rispetto alla generazione precedente, il nuovo chip promette un’elaborazione dell’intelligenza artificiale fino a 3,5 volte più veloce e una GPU capace di gestire rendering e giochi con un margine di potenza superiore del 60%. Numeri che, al di là della retorica, si traducono in un portatile che reagisce meglio ai carichi intensi, mantiene le stesse prestazioni anche senza alimentazione e spinge le app creative e di sviluppo con un margine di fluidità visibile. Il design resta quello familiare, con il display Liquid Retina XDR da 14 pollici, disponibile anche nella versione con vetro nanotexture, e una costruzione solida, ora proposta nei colori nero siderale e argento. L’autonomia dichiarata arriva a 24 ore, un dato che nella pratica andrà verificato ma che conferma l’attenzione di Apple per il bilanciamento tra potenza e consumi. La scheda tecnica prevede SSD più rapidi, memoria unificata con banda più ampia e prestazioni migliorate in ogni contesto: dal montaggio video al coding, fino al gaming, che beneficia di frame rate più stabili e realistici. Il tutto gira su macOS Tahoe, la nuova versione del sistema operativo, che introduce un’interfaccia ridisegnata e una maggiore integrazione con Apple Intelligence, la suite di funzioni AI che attraversa ormai tutto l’ecosistema dell’azienda. Non mancano la videocamera Center Stage da 12MP, un sistema audio a sei altoparlanti e un parco porte completo, pensato per chi lavora in mobilità o in studio. Il prezzo di partenza per l’Italia è di 1.849 euro, con disponibilità dal 22 ottobre. Se il MacBook Pro guarda al mondo professionale in movimento, il nuovo iPad Pro con M5 consolida il percorso di Apple nel posizionare il tablet come vero strumento di lavoro. Anche qui il salto generazionale si gioca tutto sul chip, che porta l’elaborazione AI a un livello superiore. L’aumento di potenza, fino a tre volte e mezzo rispetto al modello con M4, si percepisce nella gestione di progetti complessi, nel rendering 3D e nelle app creative che sfruttano l’intelligenza artificiale per generare immagini o ottimizzare video direttamente sul dispositivo. Il nuovo iPad Pro è disponibile in due formati, da 11 e 13 pollici, con un design ancora più sottile (5,3 mm e 5,1 mm rispettivamente) e un display Ultra Retina XDR basato su tecnologia OLED, in grado di raggiungere i 1.600 nit di luminosità di picco. La resa cromatica e il contrasto lo rendono ideale per il lavoro di illustratori, videomaker e designer, ma anche per chi cerca semplicemente un dispositivo versatile per l’uso quotidiano. Le novità tecniche includono il modem C1X, sviluppato internamente da Apple, che migliora la velocità delle connessioni cellulari fino al 50%, e il chip N1, dedicato alle comunicazioni wireless e compatibile con Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. L’integrazione con iPadOS 26 aggiunge un sistema di gestione delle finestre completamente rinnovato, la nuova app Anteprima per i PDF e una maggiore fluidità nell’uso di più app in contemporanea. Anche qui l’intelligenza artificiale si intreccia con le funzioni di sistema, offrendo traduzioni in tempo reale, azioni contestuali e strumenti di automazione che sfruttano i modelli on-device, senza dipendere dal cloud. La linea di accessori si arricchisce con la Magic Keyboard riprogettata, più sottile e con tasti funzione dedicati, e la nuova Apple Pencil Pro, che punta a migliorare sensibilità e controllo nei flussi creativi. L’iPad Pro parte da 1.119 euro per il modello da 11” Wi-Fi, mentre la versione da 13” parte da 1.469 euro; entrambe saranno disponibili dal 22 ottobre. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Just Eat conquista l'elettronica on-demand con gaming e tech

(Adnkronos) - Il mercato del delivery estende i suoi confini: il settore della tecnologia è ormai conquistato dalla comodità delle consegne a domicilio. Just Eat, parte di Just Eat Takeaway.com, conferma un marcato interesse europeo per gli acquisti on-demand di prodotti elettronici, registrando oltre 22.000 ordini di articoli tech nell'ultimo anno solo tra Regno Unito, Germania e Australia. Per capitalizzare su questa domanda crescente, Just Eat rafforza la propria offerta in Italia attraverso una nuova partnership con La Casa de Las Carcasas. Cover, custodie per smartphone, powerbank, caricabatterie e auricolari sono ora disponibili a domicilio, ampliando l'offerta del leader del delivery oltre il settore alimentare. Il servizio garantisce consegne sicure, dove "i prodotti, infatti, non vengono mai lasciati incustoditi e, in caso di mancata consegna, vengono restituiti al punto vendita." L’analisi condotta da Just Eat sui mercati europei e australiani rivela che il successo della categoria tech è trainato in modo significativo da prodotti di fascia alta e dal mondo del gaming. Console, controller e videogiochi rappresentano oltre il 40% delle vendite complessive di elettronica, con la Nintendo Switch come protagonista assoluta. Non mancano gli acquisti di dispositivi premium: l'iPhone 16 Pro 5G e gli Apple AirPods sono tra i prodotti più richiesti, confermando che i consumatori si affidano a Just Eat anche per articoli di alto valore. L'ordine medio di questa categoria si attesta sui 79 euro, con picchi che "hanno superato i 5.800 euro per un singolo acquisto". La domanda è fortemente correlata all'esigenza di immediatezza e alla mancanza di tempo. Il 62% degli ordini viene effettuato nelle ore più frenetiche, tra le 12 e le 17, quando le opportunità di shopping in negozio si riducono. Non a caso, tra i best seller figurano accessori essenziali per la quotidianità e la connettività, come cavi di ricarica, cuffie e AirTag. I dati europei fungono da chiaro indicatore del trend che Just Eat mira a consolidare in Italia. La partnership con La Casa de Las Carcasas rappresenta un tassello cruciale in questa strategia di espansione. L'obiettivo è chiaro: ampliare l'offerta con accessori tecnologici di qualità, rendendoli disponibili "proprio nei momenti in cui i clienti ne hanno più bisogno", cavalcando così il crescente interesse dei consumatori italiani per il delivery tech. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


AI & VR Festival: innovazione, cybersicurezza e mobilità intelligente

(Adnkronos) - La IV edizione dell’AI & VR Festival Multiverse World, promosso da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori e conclusosi con successo al Museo Nazionale del Cinema, ha ospitato interventi di alto profilo da parte di leader aziendali e istituzionali. Di seguito, le testimonianze principali dei rappresentanti delle aziende partner, che hanno approfondito temi come trasformazione digitale, cybersecurity, mobilità intelligente e applicazioni pratiche dell’AI. 
Stefano D’Albora, Head of Group Innovation - Ferrovie dello Stato Italiane: “La trasformazione digitale del Gruppo FS passa dalla capacità di rendere le tecnologie emergenti strumenti quotidiani a servizio delle persone. L’obiettivo è costruire un ecosistema ferroviario più predittivo, sostenibile e interconnesso, dove tecnologia e competenze umane crescano insieme per migliorare la sicurezza, l’efficienza e l’esperienza di viaggio”. 
Sul tema dati e innovazione Igor Marcolongo - Head of Business Evolution, Tinexta InfoCert: "Nel panorama attuale, che vede l’intelligenza artificiale al centro di dinamiche di trasformazione profonde, è essenziale andare oltre l’hype per costruire soluzioni affidabili, sicure e rispettose dei diritti fondamentali della persona. Il rischio è un mondo dove i confini tra ciò che è vero e ciò che non lo è, tra ciò che è degno di fiducia e ciò che corrisponde a un pericolo, siano troppo sfumati se non assenti. In Tinexta Infocert stiamo facendo la nostra parte, promuovendo un’AI trustworthy che fa leva su soluzioni e strumenti ispirati ai framework europei AI Act eIDAS, in un approccio che coniuga innovazione, compliance e tutela della privacy per generare valore sostenibile per cittadini, imprese e istituzioni." 
Su cybersicurezza la voce di Davide Scatto, Head of Cybersecurity Advisory Services, Tinexta Cyber: "L’intelligenza artificiale sta ridefinendo in modo profondo anche il mondo della sicurezza informatica: da un lato moltiplica la velocità e la sofisticazione delle minacce, dall’altro rappresenta un alleato straordinario per chi sa governarla con competenza e visione. Essere oggi all’AI Cyber Festival di Torino significa proprio questo: partecipare a un dialogo necessario, dove innovazione e sicurezza non sono in contrapposizione, ma parte dello stesso percorso. Come professionisti della cybersecurity, abbiamo la responsabilità di guidare questa trasformazione, mettendo la tecnologia al servizio della fiducia, della consapevolezza e della resilienza digitale del Paese”. 
Dal mondo ANFIR e di Finpiemonte, il presidente Michele Vietti, invece dichiara: “L’innovazione digitale non è più un'opzione, ma una condizione imprescindibile per la competitività e la coesione economica del Paese. Le Associate ANFIR hanno oggi la responsabilità di diventare veri e propri hub di innovazione finanziaria pubblica, integrando soluzioni digitali e collaborando con il mondo Fintech per rendere più efficaci, trasparenti e sostenibili le politiche di sviluppo territoriali. Le nuove regole europee sull’Open Finance consentono ai cittadini e alle imprese di avere accesso a servizi più personalizzati e inclusivi. Il nostro obiettivo, come sistema, è fare in modo che ogni innovazione resti sempre al servizio delle persone e dei territori, trasformando la tecnologia in un ponte culturale e sociale che unisce pubblico e privato, locale ed europeo, tradizione e innovazione.” 
Elena Previtera, Senior Partner e membro del Consiglio di Amministrazione, Reply: “La mobilità sta vivendo una trasformazione profonda: da un sistema frammentato e centralizzato stiamo passando a una rete intelligente, connessa e distribuita, dove i dati rappresentano il nuovo carburante. In questo scenario, ogni veicolo, infrastruttura o passeggero diventa un nodo informativo attivo, parte di un ecosistema dinamico in cui la connettività e l’intelligenza artificiale abilitano decisioni più rapide e consapevoli. In Reply applichiamo l’AI lungo l’intera catena del valore della mobilità — dall’infrastruttura ferroviaria alla mobilità urbana, fino alla gestione energetica e all’esperienza del passeggero — per rendere le reti più resilienti, ottimizzare le operazioni e favorire una mobilità realmente intelligente, connessa e integrata. È così che dati, energia e infrastrutture possono dialogare in tempo reale, dando vita a città più efficienti, sostenibili e vivibili.” 
Da Confindustria Riccardo Di Stefano: “L’innovazione è molto più di un progresso tecnologico: è un processo culturale, economico e sociale che definisce il modo in cui vivremo e lavoreremo domani. Per questo serve un dialogo costruttivo tra imprese, istituzioni, mondo della ricerca e cittadini, capace di orientare il cambiamento e di trasformarlo in opportunità di crescita sostenibile, competitiva e inclusiva. Solo attraverso questa collaborazione, sempre più aperta, possiamo fare dell’innovazione un motore di sviluppo che migliora la vita delle persone e rafforza il futuro del Paese.” 
Dal mondo difesa Pierguido Iezzi, Direttore Business Unit Cyber di Maticmind: "L’intelligenza artificiale non rappresenta soltanto un fattore di ampliamento del rischio cyber e del perimetro d’attacco, aumentando la superficie vulnerabile delle organizzazioni, ma è anche un abilitatore strategico nella gestione dei framework di sicurezza e dei sistemi antifrode. Oggi l’AI è un supporto concreto per l’adeguamento alla direttiva NIS2, integrandosi nei processi di compliance, nella gestione del rischio e nel monitoraggio continuo. La sfida non è evitarne l’adozione, ma saperla governare: trasformare la sua capacità di amplificare i rischi in un’opportunità per rafforzare la resilienza, aumentare l’efficacia operativa e migliorare la protezione dei dati. Un processo che Maticmind porta avanti con Prometheus AI." 
Dal mondo AI e pmi Daniele Lombardo, Group Marketing, Institutional Relations & Communication Director di TeamSystem: "L’intelligenza artificiale rappresenta una leva strategica per la crescita e la competitività delle PMI italiane, soprattutto quando viene integrata nelle piattaforme che gestiscono i processi aziendali. Non è un punto di arrivo dello sviluppo tecnologico, ma un punto di partenza abilitante, in grado di semplificare il lavoro e liberare tempo e talento nelle organizzazioni. Il suo vero valore risiede nella capacità di sfruttare al meglio i dati, patrimonio prezioso generato dalle storie di eccellenza imprenditoriale che hanno reso l’economia italiana tra le più rilevanti a livello globale.” 
Enrica Valle, Responsabile Internal Audit CSI Piemonte: "L’intelligenza artificiale non è una moda, né un tema del momento: per il CSI Piemonte è un percorso strategico che parte da lontano. Da anni investiamo nell’AI come leva per migliorare i servizi pubblici, renderli più efficienti e più vicini ai cittadini. Abbiamo avviato un laboratorio dedicato all’intelligenza artificiale quando ancora se ne parlava poco: uno spazio di sperimentazione e confronto tra competenze tecniche, organizzative ed etiche.” 
Giovanni Russo, Head of AI, Data & Hyperautomation, Gruppo Lutech: "L’intelligenza artificiale ci consente di superare i limiti dei modelli tradizionali di mobilità, trasformandoli in ecosistemi intelligenti capaci di apprendere e adattarsi in tempo reale. Grazie alla piattaforma BrAIn e ai progetti sviluppati con il MOST, come OptiFaaS per la pianificazione urbana, stiamo migliorando l’efficienza dei trasporti. L’AI, insieme a tecnologie di IoT, Digital Twin e Data Analytics, ci permette di ottimizzare i flussi, ridurre le emissioni e fornire strumenti di monitoraggio a PA, operatori e ricercatori." 
Viviana Bacigalupo Direttore Generale Intesa Sanpaolo Innovation Center: “Lavoriamo con tutti gli stakeholder dei territori in cui è presente il gruppo per favorire la nascita di ecosistemi di innovazione. In particolare, esploriamo i trend emergenti per capire cosa impatterà la società e l’economia del futuro, sviluppiamo progetti di ricerca applicata, sosteniamo la crescita delle start- up, di cui la banca è il principale riferimento in Italia come quota di mercato. Aiutiamo le aziende attraverso programmi di Open Innovation e promuoviamo la transizione verso il paradigma della circular economy. L’obiettivo finale è interpretare l’innovazione come fattore abilitante di una crescita inclusiva e sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale.” 
Stefano Ronconi Director of Data Intelligence di Würth Italia: “Stiamo molto lavorando sul tema dell'AI agente. Abbiamo un team che si chiama AirLab, che fa ricerca in ambito intelligenza artificiale. Per quello che riguarda questo prototipo, è un agente, quindi è un LLM, un Large Language Model. Si può pensare come un contenitore che, all'interno di tutte le informazioni disponibili su Internet, è capace di compiere delle azioni. In questo caso, il nostro agente è stato addestrato sulle schede prodotto di Wurth: ci sono più di 100.000 schede prodotto, ed è in grado di interagire sulle domande che può fare un nostro venditore, un nostro direttore di negozio o un cliente, su qual è il corretto prodotto da utilizzare e su come utilizzarlo.” Queste testimonianze hanno arricchito il dibattito del Festival, confermando il ruolo delle aziende nel promuovere un’innovazione responsabile e applicata. Il supporto di partner come Intesa Sanpaolo Innovation Center, Ferrovie dello Stato Italiane, Reply, Wurth, Tinexta Infocert, Tinexta Cyber, Maticmind, TeamSystem, Lutech, CSI Piemonte ha reso l’evento un hub di idee per il futuro digitale italiano. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


GBC Italia lancia la roadmap nazionale per l’edilizia sostenibile

(Adnkronos) - L'Italia si prepara a definire una strategia concreta per la rigenerazione del proprio patrimonio immobiliare. Presso la Sala Salvadori della Camera dei Deputati, si è tenuta la presentazione ufficiale del Green Building Forum Italia, l'evento strategico promosso da GBC Italia (Green Building Council Italia) che si terrà a Palazzo Lombardia, Milano, il prossimo 27 ottobre. L'obiettivo è duplice: fare dell'edilizia il motore della triplice transizione (ecologica, economica e sociale) e presentare la prima Roadmap operativa di edilizia sostenibile per il Paese. L'iniziativa, sostenuta da Regione Lombardia e dai principali attori industriali, è stata definita come "un’azione corale" che mira a trasformare la sostenibilità in una vera e propria politica industriale. Al dibattito hanno partecipato esponenti di alto livello, i quali hanno sottolineato l'urgenza di un approccio integrato che vada oltre la mera efficienza energetica. 
Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha evidenziato l'impatto economico della rigenerazione: “La rigenerazione del costruito non è solo ambiente: è anche economia, perché incide sulla bolletta del Paese. L’Italia ha un gap energetico che si colma soprattutto con l’efficienza del patrimonio edilizio, contribuendo all’equilibrio energetico nazionale. Aggiornare le norme significa rigenerare il tessuto urbano secondo le esigenze di oggi, garantendo qualità della vita ed efficienza con soluzioni accessibili, dagli studentati all’housing per la fascia medio-bassa. Per riuscirci servono leve chiare: incentivi all’impiego di capitale privato, grandi fondi inclusi, e regole che rendano conveniente il riciclo dei materiali, il riuso di aree già edificate e una tutela del patrimonio più certa. Solo così la rigenerazione diventa concreta e sostenibile per l’Italia.” Rixi aveva precedentemente sottolineato la necessità di “integrare in modo strutturale innovazione e sostenibilità nelle infrastrutture e nel costruito”. Sulla stessa linea, Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPESS, ha posto l'accento sulla dimensione sociale e urbanistica della sfida: “Il Governo è impegnato a lavorare per un piano casa che cambierà il volto delle nostre città. Un piano Casa che dedicherà ampi spazi alle fasce più di deboli della popolazione e alle giovani coppie. Il Green Building Forum può darci un grande contributo e importanti suggerimenti su come sviluppare al meglio questi nuovi progetti urbanistici. Ovviamente per raggiungere l’obiettivo serve più dialogo tra le politiche urbanistiche e ambientali. Serve un approccio integrato. E in questo senso, il Forum può e deve diventare un ponte tra territori, istituzioni e operatori del settore, capace di tradurre obiettivi comuni in azioni concrete. La sfida, dunque non è solo energetica, ma anche sociale e urbanistica. È necessario promuovere un’idea di edilizia che non si limiti a ‘consumare meno’, ma che rigeneri, restituisca valore, crei coesione e bellezza. Un’edilizia che rimetta al centro le persone, il paesaggio, la salute, l’accessibilità e che sappia affrontare il futuro con coraggio e competenza”. 
Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, ha confermato l'impegno del suo ente nel fare della regione un laboratorio di rigenerazione: "Costruire in modo sostenibile significa immaginare città più umane, belle e vivibili, dove il rispetto per l’ambiente si traduce in qualità della vita. Rigenerare non vuol dire solo riqualificare edifici o spazi abbandonati, ma restituire senso e dignità ai luoghi, far rinascere comunità, dare nuova energia ai territori senza consumare nuovo suolo. È una sfida culturale prima ancora che urbanistica, che chiama tutti – istituzioni, imprese, cittadini – a fare la propria parte. Regione Lombardia crede in questa visione e continuerà a investire con coraggio e concretezza in un futuro che metta al centro le persone e le nuove generazioni". Il cuore del Forum del 27 ottobre sarà la presentazione di strumenti concreti per l'industria. Fabrizio Capaccioli, Presidente di GBC Italia e promotore dell’iniziativa, ha illustrato i due pilastri: la proposta metodologica per il Whole Life Carbon (per valutare l’impronta climatica lungo l’intero ciclo di vita degli edifici) e la Taxonomy Verification (per rendere credibili gli investimenti allineati alla normativa europea). 
Capaccioli ha rimarcato che la sostenibilità richiede azioni tangibili e non solo dibattiti: “La transizione ecologica non si realizza solo parlandone nei convegni, ma concretamente nell’attuazione di nuovi regolamenti, capitolati tecnici, flussi finanziari. Tuttavia, per essere autentica, la transizione deve essere anche sociale e inclusiva: non può lasciare indietro nessuno, deve generare benessere diffuso, nuove competenze e opportunità. La sostenibilità non è solo un obiettivo ambientale, ma un patto tra istituzioni, imprese e cittadini per costruire un Paese più equo, sicuro.” Il Green Building Forum presenterà anche l'Industry Report – Roadmap per il Paese Italia, un documento strategico con indicazioni concrete per riformare politiche urbane, normative e meccanismi di investimento in ottica green. L'iniziativa risponde a una necessità critica: l’80% del patrimonio edilizio italiano risulta energivoro e poco resiliente. Il mondo industriale ha testimoniato la sua piena adesione all'agenda. Stefano Gallini (AD di Heidelberg Materials Italia Cementi S.p.A.) ha sottolineato la convergenza strategica: “Heidelberg Materials e Green Building Council Italia condividono le strategie di lungo termine, ma soprattutto il percorso per raggiungere le sfide che ci aspettano, in particolare in materia di sostenibilità e decarbonizzazione. Dobbiamo lavorare insieme come sistema industriale e come Sistema Italia affinché gli obiettivi, siano essi di breve e di lungo periodo, vengano raggiunti congiuntamente.” 
Massimiliano Pierini (Managing Director di RX-Italy) ha definito la sostenibilità un "fattore imprescindibile per la salvaguardia degli aspetti sociali e ambientali", aggiungendo: “La nostra organizzazione opera su diversi fronti, mantenendo un osservatorio privilegiato sia sul mercato dell’impiantistica civile e industriale sia su quello immobiliare. Riteniamo fondamentale condividere le informazioni e, facendo sistema, creare le condizioni per un approccio proattivo al mercato basato sull’applicazione di best practice volte alla sostenibilità. Nei settori che rappresentiamo, la sostenibilità non solo continua a costituire un driver di vendita, ma rappresenta anche un fattore imprescindibile per la salvaguardia degli aspetti sociali e ambientali, essenziali per il nostro futuro. A nostro avviso, questo evento è riuscito a integrare efficacemente tutti questi elementi, rispondendo concretamente a tali esigenze.” L’ambizione finale del Forum è di armonizzare le pratiche locali agli standard globali e posizionare l’Italia come leader della trasformazione sostenibile nel comparto edilizio. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ricerca, fra Dna e Big data a Milano la 'Bollywood' dell'Ifom si prepara per il Diwali

(Adnkronos) - Lunedì 20 ottobre per loro - e per circa un miliardo di persone in tutto il mondo - sarà un giorno speciale: la 'festa delle luci', il Diwali, un giorno per pensare ancora di più all'amata India lontana. C'è una piccola 'Bollywood della ricerca' all'Ifom di Milano. E' la comunità di scienziate e scienziati indiani che ha scelto i laboratori dell'Istituto di oncologia molecolare di Fondazione Airc per realizzare i propri progetti. Insieme celebreranno nella metropoli lombarda la sentita ricorrenza che cade nel 14esimo giorno di luna calante, nel mese lunare di Karttika (fra ottobre e novembre). La 'luce' che li illumina non è solo quella della tradizione, ma la passione scientifica che li ha portati fino in Italia a condurre i loro studi. Quest'anno, poi, il Diwali sarà arricchito dalla visita del Console generale dell'India a Milano, Lavanya Kumar, che vanta un background scientifico, e andrà in istituto per conoscere le attività a cui stanno contribuendo, spiegano all'Adnkronos Salute.  La comunità di 280 ricercatori Ifom si compone per il 25% di stranieri, provenienti da 30 Paesi del mondo. Gli scienziati indiani - in tutto 10, di cui 3 donne e 7 uomini in forze attualmente nei laboratori del centro milanese - si distinguono per densità e continuità nel tempo (per un totale di 50 talenti provenienti negli ultimi 15 anni dal subcontinente). Età media 30 anni, laureati prevalentemente in biologia e in medicina, ma anche in ingegneria e in informatica, competenze apprezzate per la caccia a nuove cure contro il cancro in Ifom. Tra Dna e Big Data, molti di loro sono 'fioriti' nell'istituto e hanno poi proseguito il proprio percorso - spesso assumendo posizioni di leadership - in altri Paesi, o sono tornati in India, oppure sono rimasti in Italia, mettendo anche radici permanenti di famiglia nel Belpaese. Bhat e Narayani Ganesh, per esempio, hanno ottenuto insieme un dottorato in Ifom nel 2012 e, una volta terminato, hanno scelto di rimanere a Milano: lui proseguendo il suo percorso di ricerca in neurobiologia al San Raffaele, lei come docente di scienze al Collegio San Carlo. "Nostra figlia ha 7 anni - racconta Narayani - frequenta la seconda elementare e va in una scuola italiana; parla fluentemente sia inglese che italiano. Si sta integrando bene, imparando nuovi sport e altre attività". Bhat fa un bilancio della sua esperienza meneghina. A colpirlo è "come le persone riescano a mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata e, allo stesso tempo, eccellere nella ricerca accademica. E' uno degli aspetti più apprezzabili della ricca cultura della ricerca europea". Quanto al contributo dei professionisti indiani alla scienza tricolore, "noto che gli studenti sono molto competitivi e laboriosi, con una forte ambizione di eccellere nella ricerca, e Ifom ne è certamente una prova. Come indiani abbiamo forti valori culturali e morali che cerchiamo di mantenere ovunque ci troviamo". Nella vita a cavallo fra due mondi, Bhat riserva un posto speciale alla cucina italiana: in cima alla lista dei piatti del cuore mette "gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, seguiti da tanti altri come le tagliatelle ai funghi porcini, la polenta con gorgonzola", sorride. Ma cosa attrae questi talenti all'ombra della Madonnina lo spiega Ramveer Choudhary, uno dei ricercatori 'storici' della comunità, approdato in Ifom nel 2014 col suo bagaglio di conoscenze in biologia molecolare e microscopia maturato in un colosso della ricerca indiano, il National Centre for Biological Sciences. Segni particolari: conosce Milano più di un milanese, ormai. Per lui le parole chiave sono "scambio interdisciplinare e innovazione", in un ambiente "collaborativo, ricco di risorse e internazionale". Sempre in prima linea per attività di volontariato (come al Pane Quotidiano) e iniziative sportive tra cui maratone, Ramveer nel polo che ha sede nel cuore dello Scalo di Porta Romana, ha incontrato anche l'amore: la sua attuale moglie, una scienziata di Bolzano ora a Cambridge. La loro storia continua a distanza, come tante nel mondo multiculturale e 'globetrotter' di chi fa ricerca. Ramveer è un esperto di Dna: studia com'è organizzato dentro le cellule, osserva le piccole curve e i giri che lo aiutano a sistemarsi bene e a funzionare correttamente ed esplora in particolare le specifiche proteine che mantengono stabile questa struttura. Quando queste proteine non funzionano, "il Dna può danneggiarsi, un problema chiamato instabilità genomica, che può portare al cancro". L'ultima arrivata nella comunità Ifom dal subcontinente è Moulikta Sanjeev, 25 anni. E' qui dal 2024 e spiega di aver trovato "un ambiente dove ognuno è rispettato per l'unicità che porta". Specializzata in biologia quantitativa, lavora in un laboratorio che, usando modelli matematici insieme a dati sperimentali, cerca di capire il checkpoint mitotico (il meccanismo che controlla la divisione cellulare) e l'adattamento delle cellule ai farmaci antimitotici, alla base della resistenza farmacologica. 
Dietro ogni storia di integrazione riuscita, spiegano dall'Ifom, c'è un supporto sistematico, che fa la differenza: una volta arrivati in suolo italico (e spesso anche prima di arrivare), al termine di un viaggio lungo migliaia di chilometri, i ricercatori vengono accolti sotto l'ala del Welcome Office, struttura creata ormai 13 anni fa. La sua anima è Marina. "Mi ha guidato con il visto, mi ha aiutato a trovare alloggio", racconta il dottorando Thennavan Jayaraman, 26 anni. E anche Moulikta elenca una lunga lista di pratiche: "Nulla osta, contratti, guest house gratuita per un mese, attivazione del codice fiscale, ricerca di un appartamento, apertura di un conto in banca. Praticamente tutto". Marina ha 'assistito' anche la nascita di tre bambini figli di ricercatrici e ricercatori indiani, colmando il 'canyon linguistico' in ospedale e la lontananza degli affetti familiari cruciali in quei momenti. Ora questi piccoli sono sparsi nel mondo, "zia Marina" resta nel loro cuore.  E poi ci sono i momenti conviviali. "Le pause caffè in Ifom sono un'ottima occasione per condividere", racconta Thennavan. "Ho cucinato piatti di casa mia e assaggiato i loro". E da milanese adottivo "ho iniziato a fare colazione con caffè e brioche e adoro l'aperitivo". Per il Diwali però il menu sarà rigorosamente indiano, proposto dalle ricercatrici e dai ricercatori allo chef della mensa per condividere le proprie radici con tutta la comunità Ifom. "Stiamo pianificando di vestirci in abiti tradizionali e offrire dolci", racconta Moulikta per il suo primo Diwali lontano da casa. "Bilanciare la mia identità - commenta Ramveer - significa celebrare le mie tradizioni abbracciando le usanze italiane. Il rispetto reciproco è centrale".  Nell'istituto milanese i dottorandi restano 3-5 anni, poi ripartono verso altri laboratori, altri Paesi. Ma i legami restano. "La comunità indiana in Ifom è sempre stata un supporto - dice Rajagopal Papagudi, ricercatore sostenuto da una borsa Airc - Poter parlare nella mia lingua madre mi ha aiutato significativamente". Così come, aggiunge Thennavan, l'apertura verso i colleghi italiani ("mi hanno aiutato enormemente a integrarmi"). Il consiglio per chi vuole venire a lavorare in Italia? "Siate aperti - dice Ramveer - cercate collaborazioni, approfittate dei sistemi di supporto. Costruire sia expertise scientifica che comprensione interculturale renderà il viaggio gratificante". 
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)