Energia: Cina avvia la più grande smart microgrid con AI e V2G
(Adnkronos) - La provincia di Jiangsu, nella Cina orientale, segna un passo decisivo verso un sistema energetico più ecologico e resiliente. È entrato in funzione un imponente progetto di smart microgrid nella città di Suqian, il più grande del suo genere sul lato utente nella regione. L'iniziativa, che integra e gestisce localmente fonti e consumi, rappresenta una pietra miliare nell'accelerazione della transizione energetica cinese. Occupando una superficie di circa 3.400 metri quadrati, l'infrastruttura fonde in un unico sistema continuo l'energia eolica, solare, lo stoccaggio e la ricarica dei veicoli. Il sistema vanta una capacità fotovoltaica di 5,15 megawatt, un impianto di accumulo energetico da 20 megawattora e sei turbine eoliche, ponendosi come un modello di rete elettrica localizzata e flessibile che può operare in modo indipendente o in sincronia con la rete principale. La vera spinta innovativa del progetto risiede nelle tecnologie all'avanguardia impiegate, che garantiscono un'efficienza e una gestione della potenza senza precedenti.
Hou Xiaobing, vicedirettore del dipartimento marketing della State Grid Suqian Power Supply Company, ha evidenziato l'utilizzo di soluzioni pionieristiche: “Il progetto è pioniere nell'uso di diverse tecnologie all'avanguardia, tra cui pannelli solari a inseguimento, micro-turbine eoliche e piastrelle di vetro fotovoltaico”. In particolare, il sistema sfrutta la tracciabilità solare: “Il sistema di tracciamento solare impiega algoritmi di posizionamento e astronomici per massimizzare l'assorbimento della luce solare, aumentando l'efficienza di generazione di energia fino al 40% rispetto ai tradizionali pannelli fissi”, ha dichiarato Hou Xiaobing. Grazie all'utilizzo esclusivo di energia rinnovabile generata da fonti proprie, la microgrid opera a zero emissioni di carbonio. Inoltre, una volta connessa a una Virtual Power Plant (VPP) regionale, la sua efficacia gestionale è potenziata da algoritmi di big data e intelligenza artificiale (AI), capaci di ottimizzare l'erogazione di potenza a livello di millisecondo. Charging Hub Ultra-Veloce e Tecnologia V2G La microgrid di Suqian funge anche da avanguardia per la mobilità elettrica. Il progetto include un ampio charging hub dotato di: Quattro colonnine di ricarica bidirezionale "vehicle-to-grid" (V2G). Sei caricatori ultra-veloci a raffreddamento liquido da 600 kilowatt. Quindici caricatori rapidi "dual-gun" da 500 kilowatt. Secondo la State Grid Suqian Power Supply Company, i caricatori ultra-veloci sono in grado di fornire energia sufficiente per percorrere un chilometro di guida in appena un secondo, senza danneggiare la batteria. Ciò è reso possibile da un sistema intelligente che regola automaticamente la corrente ottimale per ciascun veicolo. Il lancio di questa infrastruttura si inserisce nella strategia energetica nazionale cinese. Il Paese sta convogliando investimenti significativi nelle microgrid, incoraggiando progetti smart che soddisfino le esigenze regionali, come delineato nell'Action Plan per accelerare la costruzione di nuovi sistemi energetici e nel 14° Piano Quinquennale. Secondo la State Grid Jiangsu Electric Power Co., Ltd., la regione di Jiangsu sta attivamente sviluppando diversi progetti di microgrid per accelerare la costruzione di sistemi energetici di nuova generazione. Suqian, in particolare, sta esplorando attivamente un modello di sviluppo integrato "microgrid più virtual power plant" per rafforzare l'affidabilità dell'alimentazione locale e favorire la trasformazione a basse emissioni di carbonio della regione.
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'Il cuore del VI municipio', al via progetto prevenzione cardiovascolare per over65
(Adnkronos) - Sarà inaugurato domenica 19 ottobre alle ore 11, presso il Centro commerciale Roma Est (piano 2°, via Collatina Km 12.800), il progetto di prevenzione cardiovascolare 'Il Cuore del VI Municipio', alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci. L’iniziativa, organizzata dalla Società italiana di cardiologia geriatrica (Sicge), in collaborazione con il Prorettorato alle Politiche di Innovazione Sociale dell’Università di Roma Tor Vergata, la Terza Missione e Impatto Sociale di UniCamillus Università Medica Internazionale e il VI Municipio di Roma, vede la partecipazione di numerosi partner: Fondazione Longevitas, Cuore Nostro, Salute e Società Odv, il Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’Università di Firenze, grazie a un grant incondizionato della Edwards Lifesciences Europa. Dopo l’inaugurazione, il progetto 'Il Cuore del VI Municipio' partirà ufficialmente in modo operativo dal 20 ottobre al 9 novembre, e poi di nuovo dal 24 novembre al 14 dicembre 2025. Sei settimane in cui saranno offerti controlli cardiologici gratuiti ai cittadini over 65 residenti nel VI Municipio di Roma. "L’amministrazione municipale – commenta il presidente del Municipio VI delle Torri di Roma, Nicola Franco – dimostra per l’ennesima volta di saper creare sinergie con le eccellenze del territorio, a partire dall’Università di Roma Tor Vergata che, insieme a UniCamillus, alla Fondazione Longevitas, alla Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, Cuore Nostro, Salute e Società Odv, al Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’Università di Firenze e alla proprietà del centro commerciale di Roma Est si aprono al territorio offrendo ai cittadini opportunità importanti ai fini della tutela della salute". Le visite, che si svolgeranno dal lunedì al sabato (10-14 e 15 -19) e la domenica (10-14) presso i locali del Centro commerciale Roma Est, prevedono visita cardiologica, elettrocardiogramma (Ecg) ed ecocardiogramma, oltre alla somministrazione di un questionario per individuare il profilo di rischio cardiovascolare individuale. I dati raccolti durante queste visite - riporta una nota - saranno parte del progetto Prevasc 2 (Prevenzione cardiovascolare), che mira a combinare prevenzione cardiovascolare e valutazione socio-sanitaria degli over 65, con particolare attenzione alla fragilità socio-economica e al benessere globale. Il progetto coinvolge circa 1.800 anziani del VI Municipio di Roma, utilizzando un approccio integrato che combina questionario infermieristico, visite cardiologiche e screening diagnostici. Il progetto Prevasc 2 segue al successo del Prevasc 1, che ha visto coinvolti 10 borghi in Italia con il controllo di 1500 anziani. "I nostri risultati di esperienze precedenti indicano che il modello di prevenzione di comunità è altamente efficace nell’incoraggiare la partecipazione - afferma Alessandro Boccanelli, coordinatore scientifico del progetto, nonché docente di Filosofia Morale e di Malattie dell’Apparato cardiovascolare dell’Università UniCamillus -. Inoltre, è ampiamente riconosciuto che uno status socio-economico basso costituisce un fattore di rischio significativo per le malattie cardiovascolari, principalmente a causa della scarsa consapevolezza e delle barriere nell'accesso ai servizi sanitari. Di conseguenza, è essenziale identificare strategie coordinate che migliorino sia le misure preventive cardiovascolari che quelle generali, in particolare nelle regioni con uno status sociale ed economico più basso". "Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la missione formativa e scientifica dell’Università possa tradursi in un impatto reale sulla vita delle persone – sottolinea Gianni Profita, Rettore dell’Università UniCamillus – La collaborazione tra università, sanità e territorio è fondamentale per promuovere una cultura della prevenzione e per costruire modelli sostenibili di salute pubblica. Sinergie come queste dimostrano come l’università possa essere motore di innovazione sociale e sanitaria, contribuendo al benessere della comunità, in particolare delle fasce più fragili della popolazione". "Con questa iniziativa – evidenzia Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata – diamo piena espressione alla Terza missione dell’Università: portare sapere e competenze nel territorio, al servizio delle persone. Non si tratta solo di esserci, ma di costruire legami duraturi e risposte concrete ai bisogni di salute. Rin-grazio tutti i partner e ribadisco l’impegno dell’Ateneo per una salute pubblica più vi-cina e partecipata". "Progetti come questo sono un esempio di come l’Università possa rispondere concretamente ai bisogni sociali e sanitari delle persone anziane, intervenendo direttamente nei territori e nelle comunità locali per promuovere benessere e salute" aggiunge Rosaria Alvaro, Prorettrice alle Politiche di Innovazione Sociale di Roma Tor Vergata. L'iniziativa coinvolge anche gli studenti del corso di laurea in Infermieristica di Roma Tor Vergata, che affiancheranno i professionisti nelle attività di prevenzione e screening, contribuendo alla formazione sul campo e alla costruzione di un modello di prevenzione e diagnosi precoce replicabile su scala nazionale. "Il coinvolgimento degli studenti rafforza il valore formativo del progetto, perché la prevenzione si impara anche sul campo, attraverso l’incontro con le persone e la costruzione di una cultura condivisa della salute" conclude Alvaro. Donatella Padua, professoressa associata di Sociologia e delegata alla Terza Missione di UniCamillus definisce il ruolo dell’Ateneo: "In particolare, l'Università UniCamillus è impegnata nel mettere in relazione la vulnerabilità sociale ed economica con quella legata alla salute, offrendo una lettura integrata che includa anche variabili relazionali, affettive e socio-culturali. Questa prospettiva innovativa aiuterà a ridefinire la nozione di fragilità socio-economica, e potrà rivelarsi cruciale per migliorare l'approccio alla salute e al benessere della popolazione anziana". "La prevenzione nelle comunità è cruciale in un Paese come il nostro, dove l'87% degli over 65 ha almeno una cronicità, e il 60% ne ha due o più – rimarca Eleonora Selvi, presidente della Fondazione Longevitas – Riuscire a intercettare precocemente le patologie cardiovascolari e altre malattie croniche è fondamentale per migliorare la qualità della vita e rendere il nostro sistema sanitario più sostenibile. In questo contesto, l’approccio comunitario ci permette di raggiungere una fascia di popolazione che spesso è più difficile da coinvolgere". Il progetto Prevasc 2 rappresenta un’evoluzione del modello di prevenzione di comunità avviato con la prima fase, che ha posto le basi per un nuovo paradigma di intervento integrato tra sanità, università e società civile. L’obiettivo è quello di identificare precocemente malattie cardiovascolari molto diffuse nella popolazione anziana — come fibrillazione atriale, scompenso cardiaco e malattie valvolari — per prevenire complicazioni future e migliorare la qualità della vita degli anziani di Roma Est. I cittadini interessati, con più di 65 anni, possono prenotare il proprio controllo gratuito contattando la Presidenza del Municipio Roma VI delle Torri ai numeri 06.69608212 – 06.69608203.
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Salute, 1 italiano su 10 colpito da fatica perenne, ecco perché cervello 'amplifica' sforzi
(Adnkronos) - Già stanchi fin dal mattino. Accade a 1 italiano su 10, persone che si trascinano sentendosi prive di energia da oltre 6 mesi, senza stare meglio neppure dopo il riposo. E' una stanchezza perdurante, fenomeno che si accentua ai cambi di stagione e in particolare nel passaggio verso l'autunno, quando i cambiamenti nella temperatura, nelle ore di luce e nella routine quotidiana aumentano in molti la sensazione di fatica. Secondo gli studi di ricercatori dell'università di Verona condotti nell’ambito del programma 'Mnesys' sulle neuroscienze, il più ampio mai realizzato in Italia e in Europa con circa 800 scienziati a lavoro in oltre 90 centri in tutto il Paese, potrebbe dipendere da un 'cortocircuito' nel cervello, meno capace del dovuto di valutare realisticamente quanto sforzo serva per compiere un'azione. Mirta Fiorio e Angela Marotta, del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell'Università di Verona, lo hanno dimostrato in persone con patologie neurologiche in cui la stanchezza è molto comune, come la malattia di Parkinson, e in persone sane che si sentono più affaticate del normale nella vita di tutti i giorni. "La fatica è utile, serve a proteggerci da uno stress eccessivo che potrebbe essere dannoso per il benessere fisico e mentale - spiega Fiorio, professore ordinario di neuropsicologia dell'Università di Verona - Può però diventare un problema, se è così pervasiva da non risolversi neanche con il riposo o se è un tratto di personalità, una tendenza a sentirci stanchi ancora prima di agire. I nostri dati mostrano che esiste una stretta relazione fra la stanchezza e un 'difetto' nel processo che integra le informazioni sensoriali e motorie che arrivano al cervello e che è fondamentale per il controllo volontario delle azioni. Quando vogliamo compiere un gesto, infatti, il cervello 'prevede' sulla base dell'esperienza le sensazioni che proverà affrontandolo e ne regola l'intensità percepita". "Studiando 77 persone con Parkinson o disturbi neurologici funzionali in cui la fatica è un sintomo frequente e invalidante, utilizzando un test di forza target (cioè la pressione esercitata su un dito da un braccio robotizzato) abbiamo osservato che nei pazienti con stanchezza patologica, e non in quelli senza, le sensazioni motorie vengono percepite più intense del dovuto - interviene Marotta, ricercatrice del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell'ateneo veronese - ciò porta il cervello a commettere errori di previsione, ad attribuire un livello di sforzo maggiore alle proprie azioni e ritenerle perciò più faticose di quanto siano in realtà. La fatica patologica sembra derivare dal ripetersi di queste previsioni errate associate al movimento". I ricercatori Mnesys hanno quindi studiato lo stesso fenomeno nella popolazione generale, analizzando 50 persone in cui la fatica non è un sintomo di malattia ma una compagna assidua di tutte le giornate. "Le prime osservazioni rivelano che anche in chi ha la tendenza più marcata a sentirsi affaticato nella vita di tutti i giorni il cervello ha una minore capacità di ridurre l'intensità delle sensazioni che provengono dai propri movimenti - riprende Fiorio - Questo fa ritenere le azioni più faticose del dovuto, amplificando la stanchezza, e porta anche ad avere una percezione di minor controllo sulle proprie azioni". Ciò spiega, continua l'esperta, "perché sentirsi affaticati spesso si accompagna alla sensazione di non essere pienamente in grado di portare a termine i compiti che ci prefiggiamo, come se qualcosa ci impedisse appunto di avere il pieno controllo delle nostre azioni. Sulla base di questi primi risultati potremmo perciò ipotizzare nuove strategie di intervento, preventive e di trattamento per migliorare la qualità di vita di chi convive con la fatica patologica e anche di chi ha una predisposizione a sentirsi privo di energie. In tal senso, una strada da esplorare in studi futuri potrebbe essere, per esempio, quella di sfruttare tipi di attività fisica, come lo yoga e il pilates, che aiutano a rafforzare la consapevolezza del proprio corpo e potrebbero rappresentare un utile allenamento per il nostro cervello a prevedere in modo corretto le sensazioni legate al movimento, prevenendo così il senso di stanchezza".
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Sanità digitale: il modello Lazio contro l’emergenza disturbi alimentari
(Adnkronos) - I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si confermano una grave emergenza sociale e sanitaria, con impatti sempre più evidenti sulle nuove generazioni e sul tessuto demografico del Paese. La Dott.ssa Donatella Possemato, Fondatrice dell’Osservatorio Vita e Natalità, è intervenuta oggi sulla questione, sottolineando la necessità di un'azione strutturale a livello nazionale che si ispiri alle iniziative di avanguardia promosse dalla Regione Lazio nel campo della salute digitale e dell'innovazione sanitaria. I disturbi alimentari, che colpiscono in Italia oltre tre milioni di persone (con una quota crescente di giovanissimi), hanno gravi ripercussioni non solo sulla salute fisica, ma anche su quella riproduttiva. La Dott.ssa Possemato ha definito i DCA “un’emergenza sociale e sanitaria, che colpisce soprattutto giovani e adolescenti, con gravi ripercussioni anche sulla salute riproduttiva”. A contrastare tale fenomeno con un approccio proattivo è la Regione Lazio, che si sta distinguendo per le iniziative che coniugano innovazione e radicamento territoriale. In particolare, l'attenzione è stata posta sul recente fabbisogno regionale approvato, che prevede l'attivazione di percorsi terapeutici integrati e multidisciplinari. Queste iniziative mirano non solo a potenziare l'assistenza tradizionale (come l'incremento di posti letto e ambulatori specialistici), ma anche a integrare soluzioni digitali e di rete, come confermato dalle recenti strategie regionali che enfatizzano l'uso degli strumenti della comunicazione a distanza e la realizzazione di reti per il trattamento e l'individuazione precoce dei DCA.
La Presidente dell'Osservatorio ha elogiato questa concretezza: “Il Lazio sta dimostrando che è possibile passare dalle parole ai fatti, con azioni concrete a favore della salute mentale e fisica delle nuove generazioni. È un modello da replicare su scala nazionale”. L'intervento della Dott.ssa Possemato ha ulteriormente amplificato la discussione, collegando l'emergenza sanitaria dei DCA alla crisi demografica italiana. “C’è una connessione profonda tra i disturbi alimentari e la crisi della natalità. Le conseguenze sulla fertilità femminile non possono più essere ignorate. Serve un approccio integrato, innovativo, educativo e culturale”, ha dichiarato la Fondatrice. Questo appello rafforza il ruolo dell'Osservatorio Vita e Natalità nel promuovere non solo politiche di supporto alla famiglia e alla natalità (come già evidenziato da iniziative precedenti in tema di codici fiscali famiglia e sostegno alle madri fragili), ma anche l'uso strategico delle tecnologie digitali e dei social media per veicolare un messaggio positivo e supportare una nuova cultura della genitorialità. Il modello laziale, basato sulla programmazione di servizi potenziati e su una rete di assistenza che punta a un intervento precoce e su un approccio omogeneo e multidisciplinare, rappresenta dunque una prova tangibile di come l'innovazione nella sanità pubblica possa trasformarsi in uno strumento di politica sociale e demografica efficace.
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Urologi: "Antibioticoresistenza rischia di diventare catastrofe sanitaria"
(Adnkronos) - "Se continuiamo così, tra pochi anni l’antibiotico-resistenza diventerà una vera e propria catastrofe sanitaria". A lanciare l’allarme è Giuseppe Carrieri, presidente della Società italiana di urologia (Siu), in occasione della conferenza stampa 'Antibiotico-resistenze in Urologia' oggi a Roma. "È un’iniziativa volta a sensibilizzare non soltanto l’opinione pubblica, ma anche la comunità medica e scientifica su un tema di estrema importanza - sottolinea Carrieri - Si stanno sviluppando batteri ormai resistenti a qualsiasi tipo di terapia antibiotica, e questo lega le mani a noi medici, in particolare agli urologi, nel trattamento di patologie comunissime come le cistiti nelle donne o le prostatiti negli uomini". Secondo il presidente della Siu gli antibiotici sono diventati "inefficaci perché usati troppo e male. La nostra giornata punta a richiamare l’attenzione sulla necessità di cure mirate, basate su antibiogrammi ed esami specifici, e non più su terapie empiriche o sull’autogestione dei pazienti". Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il progetto Maga – Make antibiotics great again, "un’iniziativa – ha aggiunto – che vuole promuovere il corretto uso degli antibiotici". "Quest’anno l’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un incremento del 40% delle antibiotico-resistenze: un dato che dimostra come il problema stia diventando sempre più urgente" ha concluso Carrieri.
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Agsm Aim, Cerved conferma rating pubblico A3.1 grazie a fondamentali solidi
(Adnkronos) - Cerved Rating Agency, agenzia di rating italiana specializzata nella valutazione del merito di credito di imprese non finanziarie e nella valutazione del grado di sostenibilità degli operatori economici, ha confermato il rating pubblico di Agsm Aim a A3.1, attestando la solidità del Gruppo e la capacità di far fronte agli impegni finanziari con un basso rischio di credito. L’attestazione riflette l’efficace diversificazione del modello di business adottato dal Gruppo, la crescita dei risultati economici raggiunti nel primo semestre del 2025 e le previsioni future che confermano le performance positive e l’attuale assetto finanziario per l’anno in corso. Le motivazioni della conferma del rating evidenziano un modello di business ben diversificato e risultati economici semestrali in miglioramento. La capacità di Agsm Aim di operare con successo in diversi settori - dalla produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e gas, ai servizi di illuminazione pubblica e teleriscaldamento, fino alla gestione dei rifiuti - è dimostrata dai risultati raggiunti nel primo semestre 2025, che riflettono un miglioramento generalizzato su tutte le Business Unit del Gruppo. Nel primo semestre del 2025, Agsm Aim ha raggiunto un Ebitda di 95,4 milioni di euro, in crescita rispetto ai 80,9 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Cerved evidenzia poi il mantenimento di un assetto finanziario equilibrato. Nel primo semestre del 2025, il Gruppo ha registrato un alleggerimento della posizione finanziaria netta (PFN), con una riduzione a 361,5 milioni di euro rispetto ai 377,1 milioni di dicembre 2024. Rilevanti le operazioni finanziarie finalizzate dal Gruppo: a giugno 2025 la sottoscrizione di un prestito obbligazionario per un controvalore di 200 milioni di USD con una controparte di rilievo internazionale e, a luglio 2025, un contratto di finanziamento con BEI per 120 milioni di euro. Quanto alle prospettive future e Piano Industriale, le proiezioni economiche per il 2025 confermano la solidità delle performance, sostenute da nuovi investimenti strategici in linea con il Piano Industriale 2025-2030.
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Ordine dei medici: "Acquisto antibiotici senza ricetta malcostume italiano"
(Adnkronos) - "L’Organizzazione mondiale della sanità indica l’antibiotico-resistenza come una delle principali cause di morte del futuro. È un tema essenziale e un allarme vero, che deve essere affrontato con determinazione per ridurre l’utilizzo degli antibiotici e salvaguardare la salute delle persone". Lo ha detto Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), intervendo alla conferenza stampa "Antibiotico-resistenze in Urologia" oggi a Roma. "Il problema – spiega Anelli – non riguarda soltanto i medici, ma anche il mondo veterinario e alimentare, dove gli antibiotici vengono impiegati negli allevamenti. È dunque una sfida complessa, che coinvolge sanità, agricoltura e alimentazione". Il presidente della Fnomceo ha poi sottolineato come il "ministero della Salute stia mostrando grande attenzione, in particolare grazie all’impegno del sottosegretario Gemmato, che ha più volte richiamato l’importanza della regolamentazione e, soprattutto, della formazione. Solo formando i professionisti sanitari si possono ridurre le prescrizioni inappropriate e favorire una valutazione clinica caso per caso". Anelli ha infine richiamato la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini: "In Italia esiste ancora il malcostume di acquistare antibiotici senza ricetta. È fondamentale sensibilizzare la popolazione a utilizzare questi farmaci solo dietro prescrizione medica e rendere tutti gli attori del sistema – medici, farmacisti e pazienti – responsabili di un uso corretto e consapevole".
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Gemmato: "Da governo impegno concreto contro l’antibioticoresistenza"
(Adnkronos) - "L’impegno del governo sul fronte dell’antibiotico-resistenza è già concreto. Quest’anno sono stati stanziati 100 milioni di euro per i cosiddetti antibiotici 'reserve', quelli indispensabili per combattere le infezioni resistenti". Lo ha detto Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, intervendo alla conferenza stampa 'Antibiotico-resistenze in Urologia' promossa dalla Società italiana di urologia (Siu) oggi a Roma. "Durante il G7 della Salute – ha ricordato Gemmato – il ministro Giorgetti ha annunciato l’investimento di 36 milioni di euro nel meccanismo 'push and pull', dedicato alla ricerca e alla sostenibilità di nuove molecole per la cura dei pazienti affetti da patologie resistenti. Inoltre, con l’aumento del fondo destinato alla farmaceutica, si dà un ulteriore segnale di attenzione verso questo tema". Il sottosegretario ha quindi sottolineato che l’antibiotico-resistenza "causa già oggi decine di migliaia di morti e, secondo le stime, entro il 2050 potrebbe diventare la vera emergenza sanitaria europea e mondiale". "L’Italia – ha aggiunto – sta dimostrando di essere proattiva: oltre al G7 dei ministri della Salute e delle Finanze ad Ancona, a Bari si è tenuto un evento interamente dedicato al tema, e nel documento conclusivo del G7 di Fasano e Borgo Egnazia l’antibiotico-resistenza è stata riconosciuta come priorità globale. È la conferma di un impegno non solo economico, ma anche scientifico", ha concluso Gemmato.
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Fiaso: "Antibioticoresistenza tema centrale per cittadini e sostenibilità Ssn"
(Adnkronos) - L’antibioticoresistenza è un "tema fondamentale per i cittadini prima ancora che per le aziende sanitarie e per i medici, perché sappiamo tutti il disagio che si prova quando manca un’alternativa terapeutica efficace per curare i pazienti". Lo ha detto Giovanni Migliore, presidente della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), intervendo alla conferenza stampa 'Antibiotico-resistenze in Urologia' promossa dalla Società italiana di urologia (Siu) oggi a Roma. "Prima di tutto bisogna informare e puntare sulla prevenzione delle infezioni, che anche in ambito ospedaliero rappresentano un rischio grave per la gestione clinica dei pazienti e per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale - ha sottolineato Migliore -. L’antibiotico-resistenza è infatti anche un problema economico, che pesa sulle casse della finanza pubblica e mette a rischio l’efficienza complessiva del sistema". Secondo Migliore, è necessario "agire partendo dal domicilio del paziente, come previsto dal Pnrr e dal Dm 77: puntare su prevenzione, uso corretto dei farmaci e integrazione con la consulenza specialistica. Servono competenza e attenzione per mantenere quegli standard assistenziali elevati che hanno reso il nostro Paese uno dei migliori al mondo in termini di sopravvivenza e qualità delle cure". Sul fronte delle risorse, il presidente di Fiaso ha poi ricordato che il "Fondo sanitario nazionale ha raggiunto livelli mai toccati prima e le nuove risorse previste dal governo sono un segnale positivo. Ma non basta: occorre - insiste - restituire alle aziende sanitarie quel margine di autonomia gestionale che permetta di utilizzare al meglio i fondi disponibili. Per salvaguardare davvero il Ssn servono competenza e capacità manageriale".
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Antibiotico resistenza, urologi: "Ora nuova stagione di consapevolezza e responsabilità"
(Adnkronos) - "Dobbiamo intervenire subito, preservare l’efficacia delle terapie antibiotiche e promuovere una cultura di stewardship è oggi un dovere etico e clinico. L’urologia può e deve essere protagonista di questa battaglia". Lo ha detto Giuseppe Carrieri, presidente della Società italiana di urologia, nel suo intervento in occasione della conferenza 'Antibiotico-resistenze in Urologia', promossa dalla Siu a Roma e alla quale hanno partecipato clinici, rappresentanti istituzionali e società scientifiche. L’iniziativa ha posto al centro del dibattito nazionale un tema cruciale per la salute pubblica e la pratica clinica quotidiana: la crescente diffusione delle resistenze batteriche e la necessità di un uso razionale e consapevole degli antibiotici. Ad aprire i lavori il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ha ribadito "l’impegno del ministero nel contrasto alla antimicrobial resistance (Amr) e nella promozione di politiche sanitarie coordinate a livello nazionale". Nel corso dell’evento è stato presentato il nuovo progetto 'MAGA one – Make antibiotics great again', un programma strategico Siu - riporta una nota - che intende riportare al centro il corretto impiego degli antibiotici nella gestione delle infezioni urinarie. L’iniziativa si propone di: sviluppare linee di indirizzo clinico-terapeutiche a rapida consultazione per i professionisti sanitari; creare un osservatorio nazionale multidisciplinare sull’uso dell’antibioticoterapia e dell’antibiotico- profilassi in urologia; avviare la certificazione di centri di riferimento per la gestione delle infezioni urinarie e la prevenzione delle recidive; promuovere campagne di informazione al pubblico per scoraggiare l’autoprescrizione e sensibilizzare sull’importanza dell’uso corretto degli antibiotici. Durante la conferenza sono stati illustrati i dati più recenti relativi alle infezioni urinarie causate da batteri multi-resistenti (Mdr), come Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa. In particolare, si è sottolineato come: fino al 50% dei ceppi di E. coli sia ormai resistente a Tmp-Smx; le resistenze ai fluorochinoloni interessino circa il 30% degli isolati; si registri una crescita significativa di ceppi ESBL-positivi e resistenti ai carbapenemi. Il fenomeno, strettamente legato all’uso inappropriato degli antibiotici e alla gestione delle infezioni ricorrenti, impone un cambio di paradigma nella pratica clinica. In parallelo, la Siu - conclude la nota - ha annunciato l’attivazione di una Fad nazionale sul tema delle antibiotico- resistenze in urologia, rivolta a medici di tutte le specialità, farmacisti, infermieri e ostetriche. Il corso, accreditato Ecm, affronterà tematiche quali: epidemiologia e impatto sociale dell’antibiotico-resistenza; diagnosi e trattamento delle infezioni urinarie; ruolo dei medici di medicina generale e dei farmacisti nella corretta gestione terapeutica; strategie alternative agli antibiotici e aggiornamento sulle linee guida internazionali. Il percorso formativo, sviluppato con un approccio multidisciplinare che coinvolge urologi, infettivologi, farmacologi e farmacisti, mira a diffondere la cultura dell’antimicrobial stewardship e a promuovere comportamenti clinici appropriati in tutti i contesti assistenziali. La conferenza ha rappresentato un momento di confronto di alto profilo, confermando il ruolo della Siu come punto di riferimento nella ricerca, nella formazione e nella divulgazione scientifica sui temi delle infezioni urinarie e della resistenza antimicrobica. Con 'Maga one', la Siu si propone di guidare una nuova stagione di consapevolezza e responsabilità professionale, al servizio della salute pubblica e della medicina basata sull’evidenza.
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