Sostenibilità, Davines: rimosse oltre 3.400 tonnellate di plastica dall'ambiente in cinque anni

(Adnkronos) - Aumenta l’impegno nel sostenere la raccolta di rifiuti plastici per prevenirne la dispersione nell’ambiente da parte del Gruppo Davines - azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi Davines e comfort zone, B Corp dal 2016 - attraverso l’avvio a fine 2025 della collaborazione con la B Corp CleanHub. E' quanto fa sapere il Gruppo in una nota. La raccolta di rifiuti di plastica rappresenta una delle iniziative chiave nella strategia per la sostenibilità ambientale del Gruppo Davines. Nel 2021 il Gruppo ha avviato la collaborazione con Plastic Bank; dal 2022 il Gruppo ha rafforzato il suo impegno per raccogliere un quantitativo di rifiuti in plastica equivalente a quello dei packaging Davines e comfort zone venduti nel mondo, con un rapporto uno a uno. Dal 2021 al 2025 il Gruppo ha contribuito alla raccolta di oltre 3.436 tonnellate di plastica. Le quantità di plastica rimosse dall’ambiente negli anni sono via via aumentate, di pari passo con l’aumento della produzione e dei prodotti venduti, per arrivare nel 2025 a oltre 868 tonnellate. La raccolta è stata realizzata in parte da Plastic Bank (sulle coste di Filippine e Indonesia) e in parte dal nuovo partner CleanHub (in India, Indonesia, Filippine e Guatemala), B Corp che Davines Group ha scelto per supportare modelli diversi di recupero dei rifiuti in plastica e, in particolare, per prevenire che una maggiore quantità di plastiche non riciclabili inquini gli ecosistemi. I rifiuti raccolti da CleanHub sono infatti costituiti per circa il 70% da plastiche sottili e multistrato, come pellicole trasparenti, sacchetti di patatine e confezioni di caramelle. Si tratta di materiali misti che non essendo riciclabili non hanno valore di mercato e rischierebbero di non essere raccolti e di rimanere dispersi nell’ambiente. In ottica di economia circolare, la plastica che non risponde agli standard del riciclo meccanico viene avviata al co-processing, per il recupero energetico nei cementifici dove viene utilizzata come combustibile alternativo, riducendo l’utilizzo di fonti fossili vergini - spiega Davines - Le ceneri di scarto della combustione vengono inoltre riutilizzate nelle miscele di cemento e le emissioni di CO2 generate dal co-processing sono inferiori rispetto a quelle che sarebbero state prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili. Il co-processing rappresenta oggi la soluzione di transizione a minor impatto ambientale per la gestione della plastica non riciclabile. Rispetto all’inceneritore tradizionale, le plastiche non riciclabili utilizzate per alimentare i forni industriali come quelli del cemento, ad altissime temperature, non rilasciano sostanze tossiche come diossine e furani. Inoltre, grazie al co-processing è possibile evitare di smaltire ulteriori rifiuti in discarica. I rifiuti in plastica sottratti alla dispersione nell’ambiente, riciclati o non conferiti in discarica, sono anche una importante fonte di reddito per le comunità locali delle aree vulnerabili. Con CleanHub il Gruppo Davines contribuisce alla creazione di posti di lavoro contrattualizzati e con salari equi: gli addetti alla raccolta vengono pagati a ore, indipendentemente dal volume raccolto, e hanno così un'occupazione stabile e una maggiore sicurezza finanziaria. Un esempio virtuoso è il progetto Clean Kerala in India per l'impiego etico di donne provenienti da contesti svantaggiati. “La circolarità e la biodiversità sono due dei pilastri del nostro modello di crescita rigenerativo e di lungo periodo. E il packaging è una delle leve strategiche per perseguirlo: da una parte riduciamo il consumo di risorse, emissioni e rifiuti con l’eco-design e allo stesso tempo ci impegniamo a rimuovere dall’ambiente una quantità di rifiuti in plastica equivalente al totale dei packaging in plastica di prodotti che vendiamo - commenta Davide Bollati, presidente del Gruppo Davines - Per il 2025 abbiamo evoluto il nostro modello di raccolta con un nuovo partner, CleanHub, una B Corp come noi, che ci permette di contribuire alla raccolta della plastica non riciclabile, con un modello che è premiante non solo per l’ambiente ma anche per le comunità locali che ricevono un reddito certo e sicuro”. Nella propria strategia di sostenibilità ambientale al 2030 'Davines Group Towards Planet Regeneration', il Gruppo ha fissato obiettivi ambiziosi, tra cui: raccogliere cumulativamente 5mila tonnellate di rifiuti plastici dall’ambiente entro il 2030 (traguardo già raggiunto al 51% nel 2025); limitare l’uso di plastica vergine fossile a non più del 10% del peso totale degli imballaggi acquistati; e utilizzare il 100% di alluminio, carta e cartone riciclati per il packaging dei prodotti. 
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Il panorama dello sviluppo videogiochi in Italia a Join the Indie

(Adnkronos) - Il 22 maggio 2026 torna a Milano Join the Indie, la manifestazione ad accesso gratuito focalizzata sulle produzioni della filiera videoludica indipendente italiana. L'incontro si svolgerà presso gli eStudios di viale Angelo Filippetti 41, offrendo al pubblico la possibilità di testare le versioni dimostrative dei software e di interagire direttamente con i team di programmazione. L'ingresso all'area espositiva è programmato dalle ore 15:00 alle ore 19:00 e richiede la registrazione preventiva attraverso questo LINK, mentre i panel e gli interventi tecnici verranno trasmessi anche in diretta streaming a partire dalle ore 14:00. La sessione espositiva accoglierà una pluralità di studi di sviluppo locali impegnati nella presentazione di titoli afferenti a diversi generi interattivi. Tra i progetti presenti figurano le simulazioni di guida e le avventure di 3DClouds, il picchiaduro di A Few Round Games, i giochi di ruolo di Beehive Studios e le produzioni di bit ManiaX, Crossfall Games, Horns Level Up Games e Iron Duck. Completano il quadro dei software in mostra i titoli horror e i sistemi di gioco roguelite sviluppati da Megalith Interactive Studios, Sanobusiness, Shiresoft, Stormind Games, Studio Evil, Studio Pizza e Stupidi Pixel. Il programma dei lavori prevede inoltre la partecipazione di figure di rilievo dell'industria del software globale e nazionale. Presenzieranno agli incontri Jon Beltran de Heredia, autore della serie strategica Commandos, Andrea Basilio di Milestone, il compositore Richter di Basiscape, Davide Soliani di D4N Studios, Martin Edmondson di Reflections Interactive e l'illustratrice Roberta Sorge di Nara Studio, offrendo un'occasione di confronto sulle metodologie di design, sulla composizione audio e sulle dinamiche di mercato del settore indipendente. 
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Fumo, esperto Usa: "Aiutare a smettere con prodotti alternativi"

(Adnkronos) - Smettere di fumare le sigarette per milioni di persone è una scelta che deve prevedere "delle politiche e oggi le migliori sono quelle che offrono ai fumatori alternative alle sigarette che li soddisfino e che siano meno pericolose. Ora sappiamo che c'è una buona base scientifica a supporto del fatto che questi prodotti alternativi, che non bruciano il tabacco e non generano combustione, sono meno pericolosi. Sappiamo anche, e dobbiamo educare i fumatori, che la nicotina non è la causa di nessuna malattia legata al fumo. Questi due concetti possono essere alla base di una riduzione dei fumatori e salvare vite". Lo spiega all'Adnkronos Salute Brad Rodu, professore emerito dell'università della Louisiana (Usa) ed esperto di politiche della riduzione del fumo, tra i relatori della conferenza 'Technovation-smoke free' promossa a Stoccolma da Philip Morris International. "Per alcune persone la dipendenza potrebbe non essere eliminabile o riducibile - continua - Sono fumatori che non riescono a smettere. Ecco perché è così importante poter offrire loro altri modi per soddisfare la dipendenza senza incorrere nei pericoli del fumo. Possiamo provare a dare consigli e lezioni comportamentali per aiutarli a spostare la loro mente dalla nicotina - suggerisce - ma non possiamo rimuovere del tutto il bisogno di nicotina di alcuni fumatori. Ma possiamo aiutare queste persone dando loro alternative che siano molto più sicure".  Dal punto di vista della sanità pubblica quanto sarebbe importante distingure i prodotti legati al fumo in base al loro rischio? "Sarebbe estremamente importante - avverte - Voglio dire, se guardiamo alla società, trattiamo le auto tutte allo stesso modo? Siamo contrari alle auto mal fatte e che presentano molti pericoli. Le sigarette tradizionali presentano molti pericoli, mentre è documentato che lo 'snus', le 'nicotine pouches', le e-cig e il tabacco riscaldato sono molto più sicuri. Quindi perché dovremmo trattarli in modo identico alle sigarette? Non ha alcun senso logico farlo". Perché l'Oms mantiene il punto sui prodotti alternativi considerandoli ancora quasi alla stregua delle sigarette? "L'Oms sembra sia fortemente influenzato da Michael Bloomberg, uno dei maggiori contribuenti dell'Oms, e Bloomberg è indiscutibilmente un proibizionista del tabacco e della nicotina. Non capisce la scienza - sottolinea il medico - Credo che abbia influenzato in modo schiacciante l'Oms per essere un'organizzazione proibizionista. Ecco l'identico approccio che hanno verso tutti i prodotti con tabacco e con nicotina". Vede nel futuro una cambiamento dell'Oms? "Ho visto l'Iarc (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro) peggiorare non solo per quanto riguarda il tabacco, ma anche per altri agenti. Hanno iniziato a sviluppare un'intera rete non solo di organizzazioni, ma anche di avvocati, studi legali per opporsi ad altri prodotti. E semplicemente - conclude Rodu - non capisco perché stiano adottando un approccio così antiscientifico a tutti questi prodotti. Gli oppositori dei prodotti alternativi al fumo non si impegneranno mai in alcun dibattito pubblico con persone come me e io faccio questo da 32 anni".  
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Fumo, Di Giovanni (Pmi): "Su revisione norme tabacco 'Ue segua esempio Nuova Zelanda"

(Adnkronos) - La Commissione europea ha avviato una consultazione sulla revisione della Direttiva Ue sui prodotti del tabacco e della Direttiva sulla pubblicità del tabacco, tramite un invito a presentare contributi pubblicato oggi. "Noi speriamo che la direzione sia simile a quella presa dai Paesi più avanzati quando si tratta di politiche pubbliche sul tabacco e la nicotina. Paesi come gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda, hanno legislazioni molto avanzate che permettono di incoraggiare lo sviluppo di questi prodotti, ma anche di incoraggiare le persone ad adottarle. C'è un trattamento differenziato della sigaretta che è il prodotto più pericoloso di tutti, con tabacco e nicotina, rispetto a prodotti che non generano combustione e che sono delle alternative valide alla sigaretta. La Nuova Zelanda non solo ha una normativa differenziata, ma in quel Paese fanno campagna attiva al consumatore affinché si trasferisca da un prodotto all'altro. Ecco, noi speriamo che l'Unione europea faccia esperienza di queste realtà che stanno funzionando". Cosi Tommaso Di Giovanni, vice presidente Communications and Engagement di Pmi, a margine dell'evento Technovation promosso da Philip Morris International a Stoccolma. "In Europa - sottolinea Di Giovanni - abbiamo ancora un quarto delle persone adulte che fumano, mentre Paesi come la Nuova Zelanda sono tra il 5-6%. Secondo me bisogna imparare e andare in quella direzione".  
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Fumo, Di Giovanni (Pmi): "Scienza e innovazione hanno eliminato combustione, sigaretta da museo"

(Adnkronos) - "Fino ad una decina di anni fa le sigarette erano l'unico prodotto di tabacco disponibile ai consumatori e questo era problematico perché coloro che non smettevano non avevano alternative. Nell'ultimo decennio si è aperta una opportunità molto importante perché tramite la tecnologia, la scienza e l'innovazione si è riusciti ad eliminare la combustione dai prodotti che non generano più fumo e che sono delle alternative per chi non vuole smettere di fumare. Ed è su questo che noi stiamo basando la nostra ambizione di un mondo senza fumo. In cui le sigarette vengono relegate in un museo e tutti coloro che continuano - perché non smettono con la nicotina - lo fanno con dispositivi che non generano combustione e non generano fumo. Sono le sigarette elettroniche, sono i dispositivi a tabacco riscaldato e le 'nicotine pouches'. Questa è la nostra ambizione e ci stiamo avvicinando a questa visione molto rapidamente. In Italia nelle grandi città più di un terzo ha già adottato IQos e in Giappone siamo a più della metà a livello nazionale. Il cambiamento è reale e sta succedendo". Lo ha detto Tommaso Di Giovanni, vice presidente Communications and Engagement di Pmi, a margine dell'evento Technovation promosso da Philip Morris International (Pmi) a Stoccolma. "Ad oggi 40 milioni di consumatori nel mondo hanno adottato le nostre alternative e i nostri dispositivi", ha ricordato. L'Italia è stata ed è molto importante per Pmi, è il Paese insieme al Giappone dove nel 2014 è stata lanciata IQos e dove sono stati investiti 3 miliardi di euro da Pmi costruendo una delle filiere più importanti". La possibilità di mettere la sigaretta nel museo potrebbe essere una sfida del nostro Paese e cosa manca per realizzarlo? "C'è ancora molto lavoro da fare - ha precisato Di Giovanni - Oggi non è possibile informare i consumatori sui rischi dei nuovi prodotti. Questo vuol dire che agli occhi di un consumatore ci può essere la percezione che fumare la sigaretta, la e-cig o usare un dispositivo a tabacco riscaldato sia la stessa cosa. Ma non lo è - avverte - perché uno genera combustione e l'altro no. Il dialogo deve continuare, la scienza è abbastanza chiara, in Usa la Fda è stata chiara ed ha autorizzato questi prodotti come migliori alternative alla sigaretta tradizionale. Dovremmo arrivare anche in Italia a questo, e a far sì che i consumatori ricevano informazioni corrette". 
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Fumo, a Stoccolma Technovation di Pmi, scienza guida rivoluzione

(Adnkronos) - La scienza guida la rivoluzione di un mondo che sta dando addio alle sigarette puntando a far passare i 'vecchi' fumatori a prodotti senza combustione('nicotine pouches' o bustine di nicotina - contenenti nicotina e aromi, ma senza tabacco, che rappresentano l'evoluzione dello snus svedese, e-cig e dispositivi a tabacco riscaldato come iQOS di Pmi). Il processo di evoluzione è iniziato già da diversi anni e vede alcuni Paesi - come il Regno Unito o la Svezia - camminare spediti nell'offrire a chi vuole smettere con le 'bionde' prodotti senza combustione, in continua evoluzione grazie alle nuove tecnologie. Su queste basi si è aperto a Stoccolma 'Technovation-smoke free', evento di Philip Morris International (Pmi) ispirato all'evoluzione della tecnologia e dell'innovazione. Sono 136 i giornalisti da tutto il mondo accreditati. L'evento vede tra i relatori, oltre a figure di primo piano di Pmi, esperti del settore, ricercatori e medici che lavorano da anni nel campo della riduzione del danno da fumo. Ad aprire i lavori Tommaso Di Giovanni, vice presidente Communications and Engagement di Pmi: "L'innovazione deve lavorare con i comportamenti umani, non contro di essi. Questo modo di pensare è ciò che permette all'innovazione di avere un vero impatto. Spesso i governi ci mettono anni per capire l'impatto delle innovazioni - ha spiegato Di Giovanni, citando il caso delle cinture di sicurezza per le macchine - approvarle e renderle operative per i cittadini. Sta accadendo con la carne sintetica, la guida automatica delle auto, i dispositivi i indossabili che monitorano i parametri vitali; allo stesso modo è accaduto con le innovazioni come i dispositivi a tabacco riscaldato, le e-vapor o le nicotine pouches. Dal 2008 Pmi ha investito 16 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo per i nuovi dispositivi senza combustione. E ha assunto più di 1.600 tra ricercatori e ingegneri". "Oggi più di 1 miliardo di persone fumano ancora nel mondo - ha aggiunto Di Giovanni - per questo dobbiamo farci guidare dall'innovazione e dalla scienza per dare risposte e mettere finalmente la sigaretta in un museo".  Uno dei temi affrontati durante l'incontro è stato anche l'impatto di questi nuovi dispositivi sui giovani e come Pmi lavora per affrontare questo tema. A rispondere sono stati Christos Harpantidis, Group Chief Corporate Affairs Officer di Pmi, e Nick Ricketts, Ceo Swedish Match AB e President Oral Products di Pmi. Entrambi hanno rimarcato il lavoro che l'azienda mette in campo "per formare e monitorare i propri rivenditori" e sensibilizzarli su eventuali abusi. Inoltre, su questo fronte Pmi sta costruendo anche "alleanze con le istituzioni nei Paesi dove è possibile".  La sessione scientifica ha visto confrontarsi Karl Fagestrom, professore emerito ed esperto di riduzione del danno da tabacco; Brad Rodu, Brad Rodu, Professor Emeritus at the University of Louisville and Leading Tobacco Harm Reduction Researcher (Usa); Gizelle Baker, vice presidente Scientific Affairs di Pmi. "Ho visto tanti pazienti ammalarsi di tumore e ho visto gli effetti quando hanno smesso presto - ha detto Rodu - Chi non fuma ha una aspettativa di vita di 80,96 anni, chi usa prodotti senza combustione ha 80,92 anni e chi fuma di 76 anni. E' chiaro che la differenza tra i primi due non è così lontana e dimostra l'efficacia dei nuovi dispositivi". I dati di Rodu arrivano da un suo studio pubblicato su 'Nature' nel 1994.  Il medico ha ricordato anche il caso svedese sui dati del tumore al polmone, tra i più bassi in Unione europea, collegato al fatto che la Svezia negli ultimi 30 anni è riuscita ad avere la minor prevalenza di fumatori in Ue, poco sopra al 5% della popolazione (in Europa siamo al 29%), e di malattie legate al consumo di sigarette tradizionali. E' negli ultimi 20 anni che c'è stato il sorpasso dello 'snus'. Oggi le nicotine pouches vengono vendute in diversi mercati. La Svezia intanto è l'unico dei Paesi Ue ad aver quasi azzerato i 'vecchi' fumatori. "Una scelta del governo svedese è stata quella di alzare le tasse sulle sigarette e abbassarle sullo snus. Questo ha aiutato ad avere i dati che oggi ha la Svezia sulla riduzione dei fumatori", ha chiosato Fagestrom. "Non è proibendo i nuovi dispositivi che si eviterà l'accesso al fumo, ma gestendo questo fenomeno", ha concluso Rodu. 
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Annunciati i vincitori del 'Premio Acea Contemporanea' per giovani talenti

(Adnkronos) - L’acqua si trasforma in arte grazie ai giovani talenti. Acea e Valore Italia hanno annunciato oggi i vincitori della prima edizione del Premio Acea Contemporanea, il concorso rivolto a studentesse, studenti e neodiplomati dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia Italiana e Sae Institute. Attraverso pittura, scultura, fotografia, arte digitale, performance, design e moda, i partecipanti sono stati chiamati a riflettere sul valore dell’acqua e sul suo ruolo nella società contemporanea. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle Giornate del Made in Italy, promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La giuria, composta da rappresentanti di Acea, curatori e critici d’arte, ha assegnato il primo premio a Rucsanda Cristache dell’Accademia di Belle Arti di Roma con 'Flowing', installazione dedicata alla fragilità dell’acqua come risorsa; il secondo premio a Silvia Spoti, sempre dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con 'La misura dell’acqua', progetto sulla trasformazione dei fiumi causata dalla scarsità idrica; il terzo premio ex aequo a Valerio Pacini dell’Accademia di Belle Arti di Roma con '240 Liters (way of finding)', dedicato all’impronta idrica individuale, e a Giorgia Armario di Accademia Italiana con 'Che ne sarà di noi, che ne sarà della neve?', un progetto fotografico sul cambiamento climatico e la scomparsa delle nevicate. La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale a Lars Lattacher di Accademia Italiana per 'Acea Heritage Box', progetto educativo che unisce arte e sensibilizzazione ambientale.  Il Premio - ricorda Acea in una nota - nasce con l’obiettivo di creare un ponte tra il mondo dell’impresa e la ricerca artistica contemporanea, offrendo spazio e visibilità ai linguaggi delle nuove generazioni. Attraverso le opere selezionate, Acea arricchisce la propria collezione corporate con interpretazioni originali dedicate a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il valore dell’acqua e la sostenibilità delle risorse. L’iniziativa conferma inoltre il ruolo dell’arte e della cultura come strumenti capaci di stimolare consapevolezza, innovazione e riflessione sui temi Esg. Le opere finaliste, selezionate attraverso bandi interni delle istituzioni coinvolte, entrano a far parte di una mostra collettiva permanente ospitata all’interno di Acea Heritage, il nuovo spazio espositivo inaugurato nella storica sede di Piazzale Ostiense. Sabato 23 e domenica 24 maggio 2026 il pubblico potrà visitare gratuitamente l’esposizione accompagnato da alcuni degli studenti artisti protagonisti del progetto, in un percorso di confronto diretto con le opere e i loro autori. Al centro del concorso, l’acqua come risorsa vitale ma non infinita, reinterpretata dagli studenti attraverso opere che esplorano il rapporto tra uomo, natura e ambiente. I lavori affrontano temi cruciali del nostro tempo come la scarsità idrica, l’inquinamento, il cambiamento climatico, la gestione responsabile e le disuguaglianze nell’accesso alla risorsa. “Con il Premio Acea Contemporanea abbiamo voluto offrire ai giovani artisti uno spazio concreto di espressione e confronto attorno a un tema cruciale per il nostro presente e per il futuro del Pianeta: l’acqua. Le opere selezionate dimostrano come l’arte contemporanea possa contribuire a diffondere consapevolezza e ad aprire nuove prospettive sui temi della sostenibilità” – ha dichiarato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Acea -. Questa iniziativa rappresenta una tappa importante del percorso che Acea porta avanti con convinzione: crediamo che il dialogo tra impresa e cultura sia un fattore capace di generare innovazione, responsabilità e valore nel tempo". "Il Premio Acea Contemporanea dimostra come il dialogo tra impresa, cultura e formazione possa generare opportunità concrete per le nuove generazioni - ha dichiarato Salvatore Amura, Amministratore Delegato di Valore Italia -. Attraverso questo progetto, i giovani artisti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con un tema centrale per il nostro futuro trasformando riflessione e sensibilità in linguaggi artistici contemporanei. Sostenere il talento significa offrire esperienze capaci di connettere ricerca, consapevolezza e mondo produttivo, così che anche l’arte possa diventare uno strumento attivo di innovazione culturale e sociale".  Nel dettaglio dei progetti vincitori: 'Flowing' di Rucsanda Cristache, che si aggiudica il primo premio è un'installazione si ispira ai solidi platonici, richiamando l’icosaedro come simbolo dell’acqua: una sfera frammentata e fragile, racchiusa in un cubo di plexiglas che evoca la terra e la materia contemporanea. In un equilibrio precario tra acqua e materia, lo spettatore, attraverso il movimento e lo sguardo, diventa parte attiva del processo, chiamato a riconoscersi responsabile della condizione attuale dell’acqua come risorsa limitata e dipendente dall’azione umana. Il secondo premio 'La misura dell’acqua' di Silvia Spoti mette in relazione lo scorrere dell’acqua e quello del tempo, sottolineando la loro forza silenziosa e incessante. L’alveo del fiume è inciso nel plexiglas seguendo le tracce delle cartine di un vecchio atlante geografico, mentre la luce ne rivela la trasformazione, evidenziando la perdita di portata e la natura alterata dei corsi d’acqua a causa della carenza idrica.  Il terzo premio pari merito a '240 Liters (way of finding)' di Valerio Pacini è un’installazione site‑specific utilizza una vasca da 240 litri, la quantità media giornaliera d’acqua utilizzata da una persona, per riflettere sull’impronta idrica individuale e sull’inquinamento ambientale: l’acqua è sostituita da shade ball, sfere in plastica alimentare nere impiegate per proteggere e ridurre l’evaporazione delle riserve idriche in periodi di siccità, trasformando la vasca in un’immagine metaforica della possibile perdita di accesso a questa risorsa. Sempre terzo a pari merito 'Che ne sarà di noi, che ne sarà della neve?' di Giorgia Armario è un progetto fotografico che intreccia immagini contemporanee e fotografie d’archivio di paesaggi innevati, mettendo a confronto le abbondanti nevicate del passato con la progressiva rarefazione della neve nel presente. Attraverso un dialogo tra memoria personale e trasformazione ambientale, l’opera riflette sulla perdita della ciclicità climatica e sulla responsabilità umana nel mutamento del rapporto tra uomo e natura, evocando un paesaggio sempre più fragile. Menzione speciale ad 'Acea Heritage Box' di Lars Lattacher è una campagna educativa dedicata alle scuole dell’infanzia e primarie che trasforma la cura dei 'nasoni' di Roma in un’esperienza creativa e partecipativa. Attraverso la raccolta di foglie, la produzione di carta fatta a mano e inchiostri naturali e i timbri decorativi ispirati ai nasoni e agli acquedotti, i giovani studenti riscoprono il patrimonio storico della città tra arte e tutela dell’ambiente. 
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Cipollini e il nuovo intervento, il cardiologo: "Il suo cuore è in mani esperte, tornare in bici si può"

(Adnkronos) -
Il cuore di Mario Cipollini, ex ciclista, "è in mani esperte" e potrà "tornare a fare ciò che faceva prima dell'intervento", il secondo dopo quello dello scorso autunno durante il quale gli era stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo. A spiegarlo all'Adnkronos Salute il cardiologo Antonio Rebuzzi, docente di Cardiologia all'università Cattolica di Roma. "Potrà anche tornare in bici, perché no", precisa lo specialista, ricordando che a operare l'ex sportivo è stato Andrea Natale. "E' uno dei più grandi esperti che abbiamo per quanto riguarda le ablazioni di tachicardia ventricolare o di aritmie ventricolari. Si è specializzato alla Cattolica, al Gemelli. E poi è andato negli Stati Uniti, dove è diventato uno dei più stimati aritmologi del mondo. Per tornare infine a Roma, a Tor Vergata".   L'ex campione del mondo era stato operato lo scorso novembre per l'impianto del defibrillatore sottocutaneo. Dalle notizie, che lo stesso Cipollini ha diffuso sulla sua condizione, "ha avuto una miocardite", spiega Rebuzzi ripercorrendo la vicenda clinica dello sportivo. "In questi casi - continua - può succedere che, successivamente, alcune cellule del muscolo cardiaco possono 'rovinare' il progredire dell'impulso normale e scatenare delle aritmie importanti ventricolari. Quindi delle extrasistoli ventricolari o delle tachicardie ventricolari. Le extrasistoli sono insidiose perché, se ripetute, possono portare all'arresto cardiaco. Questo è il motivo per cui, sostanzialmente, gli è stato messo un defibrillatore. Questo strumento dà una scarica elettrica quando si ha un'aritmia pericolosa o tachicardia ventricolare precoce, molto veloce, oppure addirittura fibrillazione ventricolare. Sono due modalità che che portano o all'arresto cardiaco o al pre-arresto. Quando il defibrillatore 'vede' con i sensori che è arrivata una aritmia grave, dà la scarica. Il defibrillatore, però, cura l'evento, ma non cura la causa dell'evento". Allora cosa si fa? "In questi casi - prosegue lo specialista - si interviene con una ablazione delle tachicardie ventricolari o delle aritmie ventricolari. Cioè, con uno studio elettrofisiologico si vede da dove partono. E quella zona si 'brucia' in maniera tale che l'impulso non possa propagarsi da nessuna parte. Ed è quello che, a rigor di logica, hanno fatto a Tor Vergata, perché come abbiamo detto Andrea Natale è uno dei più grandi esperti nelle ablazioni di tachicardia ventricolari o di aritmie ventricolari", conclude Rebuzzi evidenziando che l'ablazione, "quando è fatta bene, elimina la causa delle aritmie, la zona da cui partono le aritmie gravi. E la funzionalità ritorna quella che era prima senza aritmie". 
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Turismo, FH55 Grand Hotel Palatino entra tra gli Alberghi Storici di Roma riconosciuti da Federalberghi

(Adnkronos) - L'FH55 Grand Hotel Palatino è stato inserito tra gli Alberghi Storici di Roma riconosciuti da Federalberghi Roma, un prestigioso traguardo che celebra e valorizza la lunga tradizione di ospitalità della struttura, il suo ruolo consolidato nel panorama alberghiero della Capitale e il profondo legame che da sempre la unisce alla storia, alla cultura e all’identità della Città Eterna. Il riconoscimento rappresenta un’importante attestazione del percorso intrapreso nel tempo, fondato su qualità, continuità e una costante attenzione all’eccellenza dell’accoglienza. L’ingresso nel circuito degli Alberghi Storici assume un significato particolarmente importante perché valorizza non soltanto la longevità della struttura, ma soprattutto il contributo culturale, sociale e turistico che gli hotel storici offrono alla città di Roma.  L’iniziativa degli Alberghi Storici di Roma, promossa da Federalberghi Roma attraverso il Comitato Alberghi Storici nato nel 2018, rappresenta il primo progetto italiano dedicato esclusivamente alla valorizzazione delle strutture alberghiere che hanno contribuito a scrivere la storia dell’ospitalità della Capitale. Il Comitato riunisce hotel con una consolidata tradizione storica, attivi da decenni e profondamente legati all’identità culturale e turistica della città, con l’obiettivo di tutelare e promuovere un patrimonio fatto non solo di accoglienza, ma anche di memoria, cultura e tradizione. L’iniziativa nasce per preservare e tramandare il valore storico dell’ospitalità romana, riconoscendo agli alberghi storici un ruolo centrale nella costruzione dell’immagine internazionale di Roma. Tra gli obiettivi del progetto vi sono la valorizzazione del patrimonio alberghiero storico, la promozione culturale della città attraverso percorsi ed esperienze legate alla sua storia e la creazione di sinergie con istituzioni, musei e realtà culturali del territorio. Gli alberghi storici vengono così riconosciuti non solo come luoghi di soggiorno, ma come autentici ambasciatori della tradizione e dell’eccellenza dell’ospitalità romana nel mondo.  Essere inseriti tra gli Alberghi Storici significa entrare a far parte di una narrazione collettiva fatta di accoglienza, cultura e continuità nel tempo: un riconoscimento che l'FH55 Grand Hotel Palatino accoglie come stimolo a proseguire nel proprio percorso di valorizzazione dell’esperienza alberghiera, coniugando la propria eredità storica con un costante rinnovamento dei servizi e dell’esperienza offerta agli ospiti. “Questo riconoscimento rappresenta per noi motivo di grande orgoglio”, dichiara Claudio Catani, vicepresident Operations del gruppo FH55 Hotels. “Far parte degli Alberghi Storici di Roma significa vedere riconosciuto il lavoro svolto in quasi sessant’anni di attività e il nostro impegno quotidiano nell’offrire un’ospitalità capace di trasmettere il fascino autentico della città. È anche una responsabilità: custodire e valorizzare una tradizione che appartiene non solo al nostro hotel, ma alla storia stessa dell’accoglienza romana", aggiunge. Negli anni, l'FH55 Grand Hotel Palatino ha saputo evolversi mantenendo intatta la propria identità, diventando un luogo simbolo per il turismo leisure e business nella Capitale, grazie alla sua posizione strategica, ai servizi di alta qualità e a una costante attenzione all’esperienza degli ospiti. Oggi l’hotel è inoltre quasi al termine di un’importante opera di ristrutturazione e riqualificazione, realizzata attraverso un significativo investimento economico, finalizzato a valorizzare ulteriormente la struttura, elevare gli standard dell’accoglienza e coniugare il prestigio della tradizione con il comfort e il design contemporaneo. L’inserimento tra gli Alberghi Storici di Roma conferma oggi il valore di un percorso costruito nel tempo e rafforza il ruolo del l'FH55 Grand Hotel Palatino come ambasciatore dell’ospitalità romana nel mondo. 
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Bertinoro celebra i 100 anni della 'Festa dell’ospitalità', da rito medioevale a Dna degli abitanti

(Adnkronos) - A Bertinoro (Forlì-Cesena) il senso di ospitalità è da sempre nel Dna di tutti gli abitanti. Era così nel Medioevo, quando le famiglie nobili si disputavano l’onore di accogliere nella propria casa i forestieri che arrivavano sul colle. È così da un secolo a questa parte, quando Bertinoro, domenica 5 settembre 1926, ha celebrato il primo 'Rito dell’Ospitalità', ancora oggi massimo momento identitario dell’intera cittadinanza. Per festeggiare questa importante ricorrenza, Bertinoro ha messo a punto un ricco programma di iniziative, che caratterizzerà l’intera l’estate e culminerà nel primo weekend di settembre proprio con la Festa dell’Ospitalità. “Ospitalità - sottolinea il sindaco di Bertinoro, Filippo Scogli - è il riferimento della nostra comunità. La Colonna delle Anelle venne ricostruita cento anni fa con la volontà di recuperare non solo il monumento ma anche il rito antico di accoglienza, dialogo e interconnessione fra persone diverse. Partendo da questo valore abbiamo costruito un percorso di eventi con l'intento di dare valore al senso profondo dell'ospitalità. Siamo particolarmente soddisfatti della qualità delle iniziative in cartellone, che hanno visto il coinvolgimento e l'impegno di diverse realtà. Abbiamo aggiunto nuove partnership alle abituali collaborazioni, con cui negli anni abbiamo consolidato rassegne di qualità, arricchendo ulteriormente l'offerta culturale. Con Come Acqua, l'antica Stamperia Pascucci e altri. C'è stato davvero un grande lavoro collettivo, che non è ancora terminato; insieme alle associazioni e ai cittadini di Bertinoro che devono sentirsi appieno protagonisti delle celebrazioni, stiamo continuando a progettare nuove occasioni ed eventi, capaci di ravvivare, ancora oggi, lo spirito autentico dell'accoglienza”.  “Abbiamo cercato di tenere insieme memoria e tradizione - prosegue il sindaco Scogli - con linguaggi artistici contemporanei, costruendo un programma capace di parlare al presente senza perdere il legame con le proprie radici. Avvalendoci delle competenze del professor Roberto Balzani, vogliamo inoltre approfondire i passaggi storici che hanno portato alla ricostruzione della Colonna delle Anella e al rilancio dell’ospitalità come tratto distintivo dell’identità romagnola. Le celebrazioni per il centenario della 'Festa dell’Ospitalità' si intrecciano, inoltre, con ricorrenze di grande valore civile e storico, gli 80 anni della Repubblica e del primo suffragio femminile. Un patrimonio di memoria che non vogliamo considerare separato, ma pienamente integrato nel percorso degli eventi celebrativi, attraverso iniziative dedicate alla riflessione, al confronto e alla partecipazione”.  “La 'Festa dell'Ospitalità' - dichiara l’assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Gessica Allegni - da sempre rappresenta e tiene vivi valori che sono parte dell'identità di questa terra. Da 100 anni contribuisce a trasmettere storia e tradizioni in un dialogo costante col presente. Negli anni è stata terreno fertile per coinvolgere la comunità locale su temi come pace, diritti, rispetto per l'ambiente, dialogo tra popoli e religioni. Bertinoro è un riferimento culturale a livello regionale in questo senso, perchè qui si trovano, oltre alla colonna simbolo di una storia di accoglienza e inclusione, il centro universitario e il museo interreligioso, istituzioni che quotidianamente insistono sullo studio, l'approfondimento, le relazioni. Questo centenario, che coincide con l'80° anniversario della Repubblica e del primo voto delle donne, è un'occasione per ribadire i principi in cui affonda le radici la nostra democrazia, in un mondo attraversato da nuove derive autoritarie e tragedie umanitarie. Il denso programma promosso dal Comune dimostra la volontà di continuare a credere nella cultura come leva di emancipazione e crescita della comunità, che sosteniamo con convinzione”. La 'Festa dell’Ospitalità' vede da sempre grande partecipazione, non solo per l’alto numero di persone che presenziano alle varie iniziative che si susseguono nei giorni dell’evento, ma anche per il forte coinvolgimento dei bertinoresi, molti dei quali nel corso del tempo hanno aperto le loro case agli ospiti e sono stati protagonisti della celebrazione del rito. Un coinvolgimento che si conferma e si rafforza in occasione dei 100 anni: l’amministrazione ha chiesto la collaborazione delle associazioni locali in modo da dare ancora più valore all’anniversario, facendo riecheggiare questa celebrazione anche nelle varie frazioni del Comune di Bertinoro.  Nell’estate del centenario il cartellone di Bertinoro è particolarmente ricco, con oltre trenta appuntamenti, che spaziano dalla grande musica, già da alcuni anni protagonista sul colle, al teatro, alla danza e ai talk. Il programma è stato messo a punto con la direzione artistica di Roberto De Lellis, il contributo della Regione Emilia-Romagna, la collaborazione di importanti realtà culturali e rassegne di grande richiamo (Ravenna Festival, Entroterre Festival, Drinkin’Jazz Festival, Slò Fest, a Come Acqua), l’apporto di altre realtà che celebrano come Bertinoro un’importante ricorrenza, quali i 200 anni della Stamperia Pascucci, i 120 anni dalla nascita di Secondo Casadei, gli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne.  “A Bertinoro - spiega il direttore artistico, Roberto De Lellis - l’accoglienza è una postura dell’anima. Da secoli, esiste un gesto semplice: arrivare, legare il proprio cavallo a un anello e diventare ospiti. Non di una persona, non di una famiglia, ma di un’intera comunità. È un gesto antico, eppure, oggi, suona quasi rivoluzionario. Viviamo in un tempo in cui l’incontro diventa fatica, distanza, a volte diffidenza. E allora la domanda è inevitabile: siamo ancora capaci di accogliere? Proviamo gioia in questo gesto? Da questa riflessione, fatta insieme a Fondazione Entro terre, è nato il programma della 'Festa dell’Ospitalità'. Non come risposta, ma come domanda condivisa, cui abbiamo tentato di rispondere non con un solo linguaggio, ma una pluralità di linguaggi. Perché accogliere significa anche questo: lasciare spazio a forme diverse, a sguardi diversi, a modi diversi di raccontare il mondo. E accettare di cambiare attraverso l’incontro con l’altro. E così la poesia incontra la filosofia, il teatro si mescola alla musica, la danza attraversa lo spazio pubblico, il pensiero diventa esperienza. Non è solo un programma multidisciplinare, è un gesto di ospitalità culturale. L’invito è ad accogliere linguaggi diversi così come accoglieremmo persone diverse. Senza gerarchie. Senza confini rigidi. Lasciando che ciascuno porti qualcosa, e che qualcosa resti”. Fra gli artisti che arriveranno sul colle di Bertinoro durante l’estate ci sono la poeta Mariangela Gualtieri (che apre ufficialmente il cartellone il 29 maggio), Vito Mancuso (che il 2 giugno presenta al pubblico una riflessione dal titolo 'La dialettica dell’ospitalità'), Giò Evan, Flavio Boltro, Mario Venuti, Franco Arminio, Marina Rei, Stefano Bollani, Elio Germano, Ascanio Celestini, Niccolò Fabi.  Cinque giorni di eventi che culmineranno nella celebrazione del 100mo 'Rito dell’Ospitalità' di domenica 6 settembre, nella centralissima piazza della Libertà di Bertinoro. Secondo un copione consolidato nel tempo, la cerimonia si aprirà con l’arrivo in piazza del corteo storico e l’esibizione degli sbandieratori, per poi arrivare al momento culminante, quando gli ospiti della Festa che saranno chiamati alla Colonna degli Anelli per staccare la busta e scoprire da chi saranno accolti a pranzo.  
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