Dacia Duster e Bigster Hybrid-G 150 4x4: GPL, ibrido e trazione elettrica

(Adnkronos) - Dacia amplia l’offerta di Duster e Bigster con il nuovo Hybrid-G 150 4x4, una soluzione tecnica inedita che combina alimentazione bi-fuel benzina/GPL, sistema mild hybrid a 48V e trazione integrale elettrica. Una scelta che conferma l’approccio del marchio: proporre tecnologie concrete, accessibili e pensate per l’utilizzo quotidiano, senza rinunciare alla robustezza e alla libertà di movimento. Il sistema delle Dacia Duster e Bigster abbina un motore benzina 1.2 mild hybrid da 140 CV sull’asse anteriore a un motore elettrico posteriore da 31 CV. La potenza complessiva arriva a 154 CV, con 230 Nm di coppia per il motore termico e fino a 87 Nm per l’unità elettrica posteriore. Il cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti lavora insieme a una trasmissione posteriore dedicata a due rapporti, pensata per migliorare la risposta sia in fuoristrada sia alle velocità più elevate.  La trazione integrale non utilizza un tradizionale albero meccanico, ma il motore elettrico posteriore. Questo consente un’erogazione immediata della coppia quando viene rilevata una perdita di aderenza, con funzionamento 4x4 da 0 a 140 km/h. Il retrotreno può inoltre disinnestarsi quando non serve, riducendo attriti e consumi. La batteria agli ioni di litio da 0,84 kWh si ricarica automaticamente in marcia grazie alla frenata rigenerativa. In città, Dacia Duster Hybrid-G 150 4x4 e Dacia Bigster Hybrid-G 150 4x4 possono viaggiare fino al 60% del tempo in modalità elettrica, con benefici su comfort acustico, fluidità e consumi. Il GPL resta un elemento centrale della strategia Dacia. I due serbatoi da 50 litri, uno per la benzina e uno per il GPL, permettono un’autonomia complessiva fino a 1.500 km nel ciclo WLTP. I consumi partono da 7,1 l/100 km a GPL e da 5,9 l/100 km a benzina, con emissioni da 115 g/km e 133 g/km di CO2. Su Duster, questa motorizzazione rafforza le qualità off-road del modello. Su Bigster, valorizza spazio, comfort e capacità outdoor, offrendo una proposta adatta a chi cerca un SUV versatile, efficiente e con costi di gestione sotto controllo. 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Renault Niagara: il pick-up che rafforza la strategia globale Renault

(Adnkronos) -
Renault accelera la propria offensiva internazionale e sceglie un nome evocativo per il nuovo pick-up destinato al mercato latinoamericano: Renault Niagara. Un modello che punta su robustezza, tecnologia e versatilità, inserendosi nel piano strategico futuREady con cui la Casa francese lancerà 14 nuovi modelli fuori dall’Europa entro il 2030.  Il nome Niagara non è stato scelto casualmente. Renault ha voluto legare il nuovo pick-up a concetti di energia, potenza e libertà. Di origine amerindiana, Niagara richiama infatti il fragore dell’acqua e la vastità dei territori naturali, elementi che ben rappresentano il carattere del veicolo.  Per Sylvia dos Santos, Responsabile della Strategia Naming del marchio Renault, il nome racchiude la promessa di un mezzo pensato sia per il lavoro quotidiano sia per il tempo libero, capace di adattarsi a molteplici utilizzi grazie a un’impostazione pratica ma al tempo stesso moderna.  Ispirato al Concept svelato nel 2023, il nuovo pick-up sarà assemblato nello stabilimento Renault di Cordoba, in Argentina, e verrà presentato ufficialmente il 10 settembre 2026. La commercializzazione nei mercati dell’America Latina inizierà entro la fine dello stesso anno.  Renault punta molto sull’area latino-americana, considerata strategica per la crescita del Gruppo. Con Niagara, il marchio amplia ulteriormente una gamma recentemente rafforzata anche dai lanci di Renault Boreal e Renault Kardian.
 
Renault Niagara nasce con l’obiettivo di coniugare un’estetica possente con contenuti tecnologici avanzati e una forte attenzione al comfort. Il nuovo pick-up promette abitabilità generosa, grande versatilità e soluzioni dedicate sia alla mobilità professionale sia all’utilizzo familiare e ricreativo.  
Jan Ptacek, VP Renault Brand LCV Business Unit, afferma che il pick-up è stato progettato per rispondere alle esigenze dei clienti latinoamericani che cercano un veicolo spazioso, pratico e adatto a differenti contesti d’uso. 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


DS N°7: il SUV premium francese apre gli ordini

(Adnkronos) -
DS Automobiles apre ufficialmente gli ordini della nuova DS N°7, SUV compatto premium che raccoglie l’eredità della DS 7 e inaugura una nuova fase per il marchio francese. Disponibile sia in versione full electric E-TENSE sia HYBRID, la nuova N°7 punta su design sofisticato, comfort di alto livello e tecnologie avanzate dedicate alla mobilità elettrificata.  La nuova DS N°7 sarà proposta in quattro allestimenti (N°7, PALLAS, ÉTOILE e LA PREMIÈRE).  Dal punto di vista stilistico, il SUV francese introduce un linguaggio estetico evoluto ispirato al concept DS AERO SPORT LOUNGE. Le proporzioni equilibrate e l’aerodinamica particolarmente curata, con un CX di 0,26, contribuiscono a migliorare efficienza e comfort di viaggio. Crescono anche abitabilità e luminosità interna grazie alle superfici vetrate ampliate e al nuovo tetto panoramico maggiorato del 40%.  La gamma elettrica della DS N°7 comprende tre motorizzazioni E-TENSE da 230, 245 e 350 CV, quest’ultima con doppio motore e trazione integrale AWD. Le batterie, prodotte in Francia, consentono autonomie particolarmente elevate: la versione E-TENSE FWD LONG RANGE arriva infatti fino a 740 km nel ciclo WLTP combinato.  La ricarica rapida fino a 160 kW permette di passare dal 20 all’80% in circa 27 minuti. Per chi preferisce una soluzione ibrida, la DS N°7 HYBRID abbina un motore turbo benzina 1.2 mild hybrid a un’unità elettrica integrata nel cambio automatico doppia frizione. La nuova DS N°7 porta al debutto anche numerose tecnologie dedicate al comfort e alla sicurezza. Tra queste figurano il sistema DS DRIVE ASSIST 2.0 con guida semi-autonoma di livello 2, il DS PIXELVISION con fari adattivi intelligenti, il sistema multimediale DS IRIS SYSTEM 2.0 con integrazione ChatGPT e il DS NIGHT VISION, capace di rilevare pedoni e animali fino a 300 metri di distanza.  Pensata anche per il mondo business, la DS N°7 sarà disponibile in versioni BUSINESS LINE dedicate alle flotte aziendali, mantenendo contenuti premium e vantaggi fiscali legati all’elettrificazione. 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


LoJack lancia MyLoJack, l’App per auto connessa

(Adnkronos) - Auto sempre connessa, protetta e sotto controllo attraverso un’unica applicazione. LoJack ha presentato in anteprima all’Automotive Dealer Day 2026 di Verona la nuova App MyLoJack, pensata per offrire agli automobilisti una gestione più semplice e immediata del veicolo e, allo stesso tempo, rafforzare il rapporto digitale tra concessionario e cliente. La nuova applicazione trasforma lo smartphone in una centrale di controllo dell’auto, consentendo all’utente di monitorare in tempo reale le principali informazioni sul veicolo, dal chilometraggio all’elenco dei viaggi effettuati. Inoltre i dati possono essere consultati lungo l’intero ciclo di vita della vettura. Uno degli elementi centrali di MyLoJack è la sezione dedicata agli avvisi intelligenti e personalizzabili. L’App permette infatti di ricevere notifiche in caso di superamento di un limite di velocità impostato, uscita del veicolo da un’area prestabilita o spostamenti in fasce orarie sensibili, come quella notturna.  “Con MyLoJack compiamo un ulteriore passo avanti nella nostra missione: offrire a dealer e a clienti finali non solo la massima protezione del veicolo, ma anche un’esperienza di mobilità sempre più semplice, connessa e personalizzata. In un contesto in cui sicurezza, connettività e servizi digitali sono sempre più centrali, la nuova APP rappresenta l’evoluzione naturale delle nostre soluzioni telematiche. Grazie alle informazioni aggiornate sullo stato del veicolo, il concessionario può intervenire in modo proattivo con comunicazioni mirate, migliorare l’esperienza di assistenza e incrementare le opportunità di business per il service.”, ha evidenziato Nicola Mannari, EMEA Sr Sales Director di LoJack.
 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


AsConAuto punta al service del futuro

(Adnkronos) - Elettrificazione, veicoli connessi, sistemi avanzati di assistenza alla guida, crescita delle flotte e nuove aspettative dei clienti stanno trasformando in profondità il settore del post vendita automotive. In questo scenario AsConAuto, l’associazione che riunisce i concessionari italiani e promuove la distribuzione dei Ricambi Originali sul territorio nazionale, punta a rafforzare il proprio ruolo a supporto di officine autorizzate e riparatori indipendenti attraverso logistica, formazione specialistica, strumenti digitali e consulenza tecnica. Il tema è stato al centro dell’incontro promosso da AsConAuto all’Automotive Dealer Day 2026, il Presidente
Roberto Scarabel e Luca Montagner, Senior Advisor di AsConAuto Academy, hanno illustrato dati, analisi e strategie per accompagnare la filiera nelle sfide dei prossimi anni.  
AsConAuto ha avviato in questi giorni la fase di test dell’integrazione tra ARiA, l’area riservata accessibile alle officine del network, e partslink24, piattaforma sviluppata da LexCom Informationssysteme GmbH. L’obiettivo è consentire agli affiliati di accedere ai Ricambi Originali di 52 marchi inserendo semplicemente il numero di telaio o la targa del veicolo, rendendo più rapido e preciso il processo di identificazione e ordine. “La cooperazione tecnica con partslink24, ha spiegato il Presidente Scarabel,
consentirà di migliorare ulteriormente il lavoro quotidiano di concessionari e autoriparatori, riducendo al minimo il rischio di errore nell’identificazione del ricambio. Oggi l’82% dei Ricambi Originali viene consegnato in meno di cinque ore grazie alla logistica AsConAuto. Individuare rapidamente il componente corretto significa ridurre i tempi di lavorazione, aumentare l’efficienza dell’officina e garantire un servizio di elevato livello al cliente automobilista”. Tra i fronti strategici indicati dall’associazione figura anche quello delle flotte e del noleggio a lungo termine, segmenti in crescita che stanno ridefinendo gli equilibri del mercato automotive. Secondo Scarabel, il noleggio a lungo termine rappresenta oggi circa il 25% delle immatricolazioni e quasi il 18% del parco circolante fino a quattro anni, un cambiamento strutturale che modifica anche le logiche dell’assistenza. 
AsConAuto sta lavorando infatti allo sviluppo di un’offerta modulare e personalizzabile, che potrà includere la sola fornitura di ricambi e manodopera, oppure offrire servizi full service con gestione sinistri, perizie e auto sostitutiva. 
AsConAuto ha chiuso il 2025 con un giro d’affari di 1,175 miliardi di euro e il 2026 si è aperto con un incremento del 2,1% nei primi tre mesi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sfiorando quota 308 milioni di euro. 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


China Car Company importa in Italia con i quadricicli elettrici ASTRAUX

(Adnkronos) -
China Car Company amplia la propria presenza nel mercato italiano della mobilità urbana elettrica e annuncia di essere diventata importatore e distributore ufficiale per l’Italia del marchio ASTRAUX. La novità è stata presentata in occasione dell’Automotive Dealer Day 2026.
 Già attiva in Italia come importatore e distributore esclusivo del brand DFSK e membro UNRAE, China Car Company presenta i modelli modelli ASTRAUX AL6 e AL7 EV, dei quadricicli elettrici compatti, pensati per muoversi con agilità nei contesti urbani, nei centri storici e nelle aree soggette a limitazioni alla circolazione delle auto tradizionali. La gamma si articola nelle versioni L6e e L7e. La prima è limitata elettronicamente a 45 km/h ed è conforme alla normativa che consente la guida dai 14 anni. La seconda, omologata come quadriciclo pesante, è guidabile dai 16 anni e può raggiungere una velocità massima compresa tra 80 e 90 km/h La strumentazione, collocata al centro della plancia, è chiara e facilmente leggibile. Tra le dotazioni figura anche la duplicazione dello schermo dello smartphone in alta definizione, che permette di visualizzare applicazioni come Google Maps, Spotify e altri servizi direttamente sul cruscotto del veicolo. La garanzia prevista è di 3 anni e include una copertura estesa sui principali componenti del sistema di propulsione elettrica. 
---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Malattie rare, arriva 'La Nf minuto per minuto': serie animata che accende i riflettori sulle neurofibromatosi

(Adnkronos) - Scoprire cosa significa vivere con la neurofibromatosi, quali percorsi seguire, come orientarsi nella complessità di una malattia che richiede visite, controlli e la cura di tanti specialisti. E' l'obiettivo di 'La Nf minuto per minuto', il primo progetto di animazione realizzato in Italia dedicato alle neurofibromatosi (Nf). Un racconto per informare e dare forza alle famiglie che vivono ogni giorno con queste patologie rare, realizzato da Linfa - Lottiamo insieme contro le neurofibromatosi Aps, con il contributo non condizionante di Alexion, AstraZeneca Rare Disease. A fare da cicerone in questo viaggio è Vincent, piccolo leopardo curioso e gentile, mascotte dell'associazione, che guiderà il pubblico alla scoperta della Nf attraverso una serie di 10 episodi brevi e accessibili a tutti. Ogni episodio affronta un tema specifico del percorso di cura - dalle visite di controllo all’orientamento tra gli specialisti - con l'obiettivo di informare in modo semplice, rispettando la complessità della malattia e i bisogni reali di chi la vive.  "Il progetto - spiega Andrea Errico, presidente di Linfa - nasce dal desiderio di offrire alle famiglie uno strumento informativo utile e chiaro, affidabile, profondamente vicino alle persone che convivono ogni giorno con questa patologia rara. Abbiamo messo a punto tutti i contenuti sotto la supervisione rigorosa del nostro Comitato scientifico e in modo coerente con le necessità della comunità della Nf. Informare significa dare forza e vogliamo che nessuno si senta solo di fronte alla diagnosi. Al contrario, vogliamo accompagnare e sostenere le famiglie in ogni passo e esperienza legata alla malattia, nell'ottica di favorire anche una presa in carico più consapevole da parte di persone con Nf e caregiver". Alla realizzazione del progetto ha contribuito il disegnatore Marco Gavagnin, in arte Gava, che ha creato il personaggio di Vincent, poi animato da Giacomo Bompan. "Da tempo collaboro con l'associazione Linfa e ho abbracciato con passione questo nuovo progetto - racconta Gava - Ho realizzato le illustrazioni per 'La neurofibromatosi minuto per minuto' con la matita, ma soprattutto con il cuore. Lavoro assieme ad un fantastico team perché, come dice Vincent, la nostra mascotte, 'insieme siamo più forti'". La scelta dell'animazione non è solo estetica: è un modo di raccontare qualcosa di complesso e spesso doloroso con delicatezza e rispetto, senza mai perdere la capacità di sorridere, spiegano i promotori. L'illustrazione può abbattere muri dove le parole faticano ad arrivare, con l'effetto di aiutare a ridurre l'ansia, facilitare la comprensione e creare un legame più diretto e umano con chi guarda. E' lo spirito con cui sono stati pensati i video: uno strumento per le famiglie, ma anche per pediatri, insegnanti e operatori sanitari e per sensibilizzare chi, a vario titolo, entra in contatto con persone che convivono con la Nf. Il lancio del progetto si inserisce in un momento importante per la Nf: dal 17 al 22 maggio torna 'Shine a Light 2026', l'iniziativa internazionale che ogni anno, durante la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulle neurofibromatosi, riunisce associazioni, pazienti, famiglie e operatori sanitari di tutto il mondo per illuminare l'importanza della diagnosi precoce, dell'accesso alle cure e del supporto psicologico per chi convive con queste patologie. Questa serie animata è parte del contributo che Linfa vuole dare alla campagna globale, evidenziano dall'associazione, mettendo in luce come l'informazione e l'empatia possano trasformare l'esperienza di chi convive con la Nf. Tutti gli episodi della serie saranno disponibili sul sito di Linfa (linfaneurofibromatosi.org) e sui canali social dell'associazione (Facebook, Instagram e YouTube). 
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Le donne dell'Ieo raccontano il cancro al seno. Ex ministro Bonetti: "Siamo fragili ma non sole"

(Adnkronos) - Anche nell'era dell'Ai, il fattore umano conta. Ed è così che a Milano sul palco di 'Ieo con le donne' - consueto evento annuale organizzato dall'Istituto europeo di oncologia per le pazienti che hanno vissuto l'esperienza di un tumore del seno (quest'anno hanno superato quota 1.600), restano protagoniste le testimonianze. Come quella dell'ex ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti: "Racconto la mia personale esperienza di donna a cui è stato diagnosticato un tumore e che ha dovuto subire una mastectomia bilaterale e lo faccio per dire alle donne che non siamo sole - dice dal palco la deputata di Azione - proprio perché sto sperimentando quella paura, quel senso di fragilità che la diagnosi di un tumore porta con sé, la fatica per le cure e l'intervento chirurgico. In realtà non mi sento una super donna e non penso di aver fatto un atto di coraggio straordinario. Semplicemente ho vissuto quel baratro e quel senso di paura e smarrimento che tutte le donne provano quando viene detto loro: hai un tumore al seno". Bonetti spiega di aver avuto "la fortuna di essere accompagnata in un percorso di screening genetico" in cui era inserita a causa della familiarità per la malattia, "e quando ho ricevuto la diagnosi - che è arrivata presto grazie a questo - non ero completamente sola". Un'altra fortuna è stata "poter chiedere aiuto alle persone che potevano accendere una luce in quel buio che all'improvviso si era fatto avanti nella mia vita. E queste persone sono i medici a cui mi sono rivolta. Via via, pur con tutta la fatica, si è aperto il percorso della cura, per me una cura chirurgica importante, significativa".  In quei momenti difficili, però, continua Bonetti, "ho sentito che lì c'era il rischio di sentirsi abbandonate. E ho pensato a tante donne che di fronte a questa paura e solitudine sono realmente abbandonate e si sentono bloccate. Quindi ho ritenuto di dover fare la mia parte, che è quella della voce e dell'azione per cambiare le cose che devono essere cambiate. Ho deciso di avere l'onestà di dire che sono una donna in un percorso di fragilità, che sto facendo fatica a muovere il braccio perché non ho ancora recuperato tutto il movimento, eppure posso parlare da un palco a tante donne che sono un po' mie sorelle in questo percorso. E' un modo per dirci che non c'è nulla di cui ci dobbiamo vergognare, che non c'è sguardo o stigma che può fermarci nel nostro essere donne e femminili. Si fa fatica, io lo sto vivendo, alterno le mie giornate tra lo scoramento di chi dice 'non tornerò più come prima' e la profonda consapevolezza che c'è una speranza e una prospettiva, e che anche questo pezzo di strada mi sta ricentrando. Credo sia una responsabilità prenderci davvero per mano".  Infine un appello per la prevenzione. "Quante donne non hanno questa opportunità? - si chiede Bonetti - E non è sempre e comunque colpa loro. Quante donne oggi per prendersi un permesso dal lavoro e andare a fare una mammografia o un pap test devono fare salti mortali e magari non hanno neanche la copertura da un punto di vista contrattuale per poterlo fare? Ci sono liste d'attesa" e altri ostacoli. "E alla politica compete cambiare le regole del gioco". Quando c'è un vuoto, poi, il rischio è di affidarsi alla Rete, e "la presenza così forte di un finto accesso all'informazione può portare a farsi autodiagnosi attraverso i chatbot e l'Ai. Lo dico come un appello: l'istinto di andare a chiedere lì l'ho avuto anch'io, ma dobbiamo essere consapevoli che questi strumenti sono costruiti in modo da essere rispondenti alle nostre aspettative. Se hai paura amplificano la paura, se hai bisogno di conforto amplificano questo aspetto, ma in entrambi i casi non ti stanno raccontando la verità. Noi come pazienti dobbiamo incontrare il medico, che deve conoscere la vita della paziente. Questo richiede consapevolezza e fiducia. Noi donne non possiamo rinchiudere la nostra solitudine in questa sterile interazione con uno strumento di informazione, che come tale deve essere usato". E proprio all'Ai era dedicato un sondaggio condotto su un campione pilota di 170 pazienti dell'Ieo. Il messaggio che emerge per il momento è chiaro: dottor chatbot? No grazie. Quando una donna vive l'esperienza del tumore al seno difficilmente ricorre a strumenti di questo tipo, ha un approccio cauto, preferendo mantenere centrale il medico in carne e ossa come punto di riferimento del suo percorso. Secondo i dati, il 43% delle pazienti non utilizza mai i chatbot basati sull'Ai, come ChatGpt, per informarsi sulla propria salute; il 40% lo fa raramente e solo il 15% invece le consulta spesso. Tra le utilizzatrici, più del 45% ha l'obiettivo di interpretare un referto, il 24% di fare ipotesi sul proprio stato di salute e solo il 19% di prendere decisioni. "I chatbot - commenta Paolo Veronesi, direttore del Programma Senologia dell'Ieo, che ha condotto l'incontro - sono l'interfaccia accessibile a tutti dell'intelligenza artificiale, ma avendo possibilità informative tendenzialmente infinite, comportano anche dei rischi di cui bisogna essere consapevoli. Il ruolo centrale del medico va difeso e potenziato. Se vogliamo che i chatbot siano un vero aiuto per i pazienti, sta a noi e a tutto il mondo sanitario non lasciare quei vuoti che spingono le persone 'abbandonate' a cercare indiscriminatamente risposte e aiuto nell'Ai. Il rapporto umano non è delegabile alla tecnologia". D'altro canto, però, aggiunge Veronesi, "in medicina sono tanti i processi che l'intelligenza artificiale esegue meglio di noi umani con effetti che sono già tangibili nella diagnosi, nella terapia e nella ricerca oncologica. Un esempio è il sistema di intelligenza artificiale adottato in Ieo, che permette di migliorare la qualità delle immagini della Rm Diffusion Whole Body e di dimezzare la durata dell'esame da 40 a 20 minuti, contribuendo così a ridurre il disagio del singolo paziente e a ridurre le attese per un esame che diventa sempre più importante nella diagnostica oncologica. Più in generale la mole enorme di dati biologici e genetici, i cosiddetti 'Big data' su cui si basa la moderna oncologia di precisione, se analizzati attraverso sistemi complessi di Ai aiutano a creare percorsi diagnostico-terapeutici più efficienti, a migliorare l'efficacia delle terapie standard, e a velocizzare e potenziare i processi di ricerca per le terapie innovative". Porta invece sul palco il suo amore per la musica Malika Ayane, ospite speciale della mattinata. Musica che può essere tante cose: medicina, terapia "per qualsiasi cosa, anche per le giornate storte - sottolinea - E' quella carezza calda quando non stai bene e hai diritto a non stare bene, così come la detonazione della forza grandiosa che hai quando stai bene. Può essere il modo di far funzionare le cose". E deve entrare sui grandi temi, "in primo luogo perché dobbiamo restituire un po' della fortuna che ci è capitata, ma questo vale per tutti: chi ha grandi risorse deve fare grandi investimenti; chi può cavarsela cantando una canzone, che canti una canzone". Così ha fatto Ayane, che a margine dell'evento, scherza e si definisce "una maratoneta anomala". Neanche tanto visto che ha appena affrontato la 42 km a New York, la sua prima maratona (che ha chiuso con un tempo di 4 ore, 18 minuti e 33 secondi). Parlando di questa sua passione si schermisce: "Non sono proprio esattamente l'esempio da seguire sulla condotta esemplare. Però, proprio perché nella realtà non siamo tutti asceti e, giustamente ci si gode anche la vita, quello che io consiglio alle donne è di fare prevenzione, il più possibile, cerco di farlo anch'io. Per cui andare a fare i controlli, imparare a capire quello che possiamo fare da sole, documentarsi sempre. E non avere paura, perché per fortuna sono stati fatti tantissimi passi avanti e ogni cosa fatta per tempo può essere meno spaventosa".  
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Tumori, oncologo Giuliano: "Con test genomici -40% chemioterapia in cancro al seno"

(Adnkronos) - "I test genomici consentono oggi" miglioramenti "non solo in termini clinici - che è l'aspetto più importante - ma anche sotto il profilo economico e organizzativo. Nei primi 18 mesi di utilizzo dei test multigenici presso la nostra istituzione abbiamo registrato una riduzione di circa il 40% dell'impiego della chemioterapia". Lo ha detto Mario Giuliano, professore di Oncologia medica all'università Federico II di Napoli, intervenendo oggi nel capoluogo campano all'incontro 'Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer', dedicato all'evoluzione del percorso di cura nel tumore del seno in fase precoce. "Grazie a circa 400 test effettuati nei primi 18 mesi, siamo riusciti a evitare quasi 1.700 accessi al nostro Day Hospital per la chemioterapia - chiarisce Giuliano - Questo si traduce in una riduzione dei costi legati ai farmaci e alle risorse umane coinvolte, ma anche dei costi indiretti: giornate di lavoro perse dalle pazienti, accessi al pronto soccorso, trattamenti necessari per gestire eventuali tossicità. Oltre alla riduzione dei costi clinici e umani, quindi, si registra anche un importante contenimento dei costi economici, grazie all’utilizzo dei test". "E' fondamentale ottimizzare il trattamento, evitando chemioterapie inutili e quindi tossicità che possono essere risparmiate - rimarca l'esperto - I test multigenici ci aiutano molto. Tuttavia bisogna ricordare che il trattamento adiuvante", dopo l'intervento, "serve ad aumentare la percentuale di pazienti che guarisce completamente. L'obiettivo finale è quindi guarire le pazienti. I test non servono soltanto a evitare la chemioterapia nelle donne a basso rischio, ma anche a individuare quella piccola quota di pazienti - stimata intorno al 5% - che, sulla base delle sole variabili cliniche, non riceverebbero la chemioterapia, ma che invece, grazie al test genomico, risultano candidate a questo trattamento. In questi casi la chemioterapia è fondamentale perché, senza il test, si rischierebbe un sottotrattamento". Questa procedura "serve quindi sia a evitare tossicità inutili sia, più in generale, a ottimizzare le strategie terapeutiche oggi disponibili". 
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sanità, Salutequità: "Revisione prontuario farmaci non tocchi diritti e tasche pazienti"

(Adnkronos) - La revisione del Prontuario farmaceutico nazionale "è una vera e propria revisione del livelli essenziali di assistenza farmaceutici", un'operazione che attiene "ai diritti esigibili dei cittadini" e che necessita, quindi, di "controllo e indirizzo politico di Parlamento e ministero della Salute, trasparenza del procedimento e partecipazione di tutti gli stakeholder". E va assolutamente evitato "l'incremento di spesa a carico del cittadino". Così Tonino Aceti, presidente di Salutequità interviene con un editoriale sul sito dell'associazione in merito all'adempimento della legge 30 dicembre 2025, n. 199, che all'art. 1 "prevede che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) provveda annualmente, alla revisione e all'aggiornamento del Prontuario farmaceutico nazionale dei medicinali erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale" per la "razionalizzazione della spesa farmaceutica". E per "i medicinali esclusi, l'Aifa può prevedere misure transitorie volte a garantire la continuità terapeutica dei pazienti già in trattamento, stabilendone modalità e durata", indica il provvedimento.  "Siamo di fronte - ribadisce Aceti - ad una vera e propria revisione dei livelli essenziali dell'assistenza farmaceutica pubblica, cioè del perimetro dei diritti esigibili dai pazienti. Un'operazione utile e attesa, ma al contempo anche molto delicata, perché la sua riuscita, dal punto di vista degli utenti, sarà ancorata alla capacità di garantire un incremento del livello di copertura pubblica dell'assistenza farmaceutica, di sostenibilità del Ssn e al tempo stesso la riduzione del livello di spesa privata dei cittadini. La differenza la farà quindi 'il come' si procederà alla revisione del prontuario e come si gestirà anche la continuità terapeutica dei pazienti già in trattamento. In un contesto caratterizzato da una rinuncia alle cure che galoppa, arrivando secondo l'Istat al 9,9% della popolazione nel 2024, e una spesa sanitaria privata che ormai si attesta a circa 43 miliardi di euro e a oltre 10 miliardi invece quella privata per la farmaceutica, in aumento di circa 1 miliardo e mezzo rispetto al 2020, sbagliare l'operazione di revisione del prontuario vuol dire andare ad intaccare i principi di universalità, equità e solidarietà del nostro Ssn", avverte il presidente di Salutequità.  Per questo, continua, "è importante aggredire criticità, inefficienze e ridondanze partendo da una base conoscitiva condivisa e certificata delle evidenze disponibili, a partire da quelle che vengono prodotte dalla stessa Aifa". L’iter di revisione "sembra essere stato avviato, partendo dal settore che è già sotto controllo (perché registra un importante avanzo), e cioè quello della farmaceutica convenzionata". Ma forse, "visti i risvolti e la delicatezza dell’operazione di revisione del prontuario, sarebbe opportuno aumentare il livello di confronto e dibattito pubblico su questa operazione", sottolinea Aceti. "Ridurre la revisione del Prontuario farmaceutico nazionale ad un'operazione meramente tecnico-amministrativa tra 'addetti ai lavori', e non accompagnarla da una forte attività di controllo e indirizzo politico delle altre Istituzioni e di tutti gli attori del Ssn - conclude - potrebbe portarci fuori strada e questo il Ssn non può proprio permetterselo".  
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)