Vaccini: Vaia, polemiche sul Nitag? "Tempesta in un bicchiere d'acqua"

(Adnkronos) - Le polemiche sul Nitag, il gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni azzerato nei giorni scorsi? "Una tempesta in un bicchier d'acqua", per Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e Dg dell'Inmi Spallanzani di Roma, oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Dal dibattito di questi giorni emergono tanti temi, osserva l'esperto: "Potenzialità e limiti, benefici ed errori, cattiva e buona comunicazione - elenca in un post sui suoi canali social - interessi industriali, geopolitica e solidarietà, silenzi di allora e prese di posizione di oggi, coerenza e salto sul carro, allarmismi e rassicurazioni, coraggio e 'donabbondismo'". E annuncia: "Ne riparleremo a settembre in Tv", senza rivelare al momento altri dettagli del progetto.  ---salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


SpaceX lancia il misterioso aereo spaziale X-37B: segreti militari e innovazioni tecnologiche in orbita

(Adnkronos) - Un razzo SpaceX Falcon 9 ha squarciato la notte di Cape Canaveral per lanciare in orbita il misterioso aereo spaziale riutilizzabile X-37B della U.S. Space Force. La missione, classificata, è l'ottavo volo del programma dal suo debutto nel 2010 e segna il ritorno del velivolo dopo la sua ultima missione di 434 giorni conclusasi a marzo. Il Falcon 9 è decollato dalla storica piattaforma 39A del Kennedy Space Center, spinto da 1,7 milioni di libbre di spinta. Dopo aver rilasciato il suo carico, il booster del primo stadio è tornato a terra, atterrando con successo presso la vicina base di Cape Canaveral Space Force Station.  
Come di consueto per le missioni classificate, SpaceX ha interrotto la sua telecronaca dopo l'atterraggio del booster, senza fornire dettagli sulla salita in orbita del secondo stadio o sulla traiettoria dell'X-37B. Le missioni precedenti del velivolo sono durate da 224 a quasi 909 giorni, ma la durata di questo nuovo volo rimane sconosciuta. Nonostante la segretezza che circonda la missione, la Space Force e i funzionari di Boeing hanno divulgato pubblicamente due dei carichi utili a bordo, evidenziando le importanti innovazioni tecnologiche che verranno testate in orbita. 
Una delle missioni principali è un test per le comunicazioni laser ad alta velocità. Il sistema mira a stabilire un collegamento mirato tra l'X-37B e i piccoli satelliti di relay che compongono la crescente rete di comunicazione spaziale "proliferata". Il generale Chance Saltzman, direttore delle operazioni spaziali per la U.S. Space Force, ha dichiarato che i test "segneranno un passo importante nella capacità della U.S. Space Force di sfruttare le reti spaziali proliferate come parte di un'architettura spaziale diversificata e ridondante". L'obiettivo è "rafforzare la resilienza, l'affidabilità, l'adattabilità e la velocità di trasporto dei dati della nostra architettura di comunicazioni satellitari". 
L'altro carico utile reso pubblico è un sofisticato sensore di navigazione quantistica. Questo sensore è progettato per determinare la posizione precisa di un veicolo spaziale nello spazio, "rilevando la rotazione e l'accelerazione degli atomi senza fare affidamento sulle reti satellitari come il GPS tradizionale", come ha spiegato la Space Force. Questo progresso è cruciale per le operazioni "oltre le orbite terrestri nello spazio cislunare o in ambienti privi di GPS". Il colonnello Ramsey Horn, comandante della Space Delta 9, ha aggiunto che "in definitiva, questa tecnologia contribuisce in modo significativo al nostro slancio all'interno del Quinto Squadrone Operazioni Spaziali e in tutta la Space Force, garantendo movimento e manovrabilità anche in ambienti privi di GPS". 
L'X-37B, costruito da Boeing, assomiglia a una mini navetta spaziale, con ali a delta e pinne di coda. Il veicolo, senza equipaggio, è gestito dal Pentagon's Rapid Capabilities Office e funge da banco di prova per l'avionica, i sensori avanzati e per valutare i componenti riutilizzabili. Alimentato da celle solari e batterie, il velivolo dispone di un piccolo vano di carico che può ospitare una varietà di sensori ed esperimenti. Le sue missioni si concludono con un atterraggio su pista, un'ulteriore testimonianza della sua natura riutilizzabile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Meo (Artemisia Lab): "Contro botulismo sicurezza alimentare comincia a casa nostra'"

(Adnkronos) - "Meglio rinunciare a un barattolo di dubbia provenienza piuttosto che rischiare la vita. La sicurezza alimentare comincia a casa nostra". A dirlo Paolo Meo, direttore del Polo malattie infettive- Clinica del viaggiatore Artemisia Lab - Cesmet, che invita a tenere alta l'attenzione sul botulismo che quest'anno nel nostro Paese, tra Sardegna e Calabria, ha fatto registrati quattro decessi e numerosi ricoveri legati al consumo di alimenti contaminati.  "La tossina botulinica è invisibile, non altera il sapore né l’odore del cibo, ma può essere letale. Basta una piccola distrazione nella preparazione o nella conservazione delle conserve per trasformare un alimento apparentemente buono in un grave pericolo per la salute", continua Meo I primi segnali di questa intossicazione, ricorda il medico, "compaiono anche poche ore dopo aver mangiato il cibo contaminato: nausea, vomito, visione doppia, palpebre che si abbassano, difficoltà a parlare o a deglutire, secchezza della bocca. Nei casi più gravi la tossina paralizza i muscoli fino a compromettere la respirazione. In presenza di sintomi sospetti è fondamentale recarsi subito al pronto soccorso e spiegare che cosa si è mangiato: una diagnosi rapida e la somministrazione immediata dell’antidoto possono salvare la vita". Per ridurre il rischio di intossicazione è importante, sottolinea il medico, "sterilizzare accuratamente i vasetti e le conserve fatte in casa; non consumare conserve con coperchi gonfi, odori strani o muffe; acquistare solo prodotti con etichette chiare e da produttori affidabili; cuocere bene gli alimenti conservati prima di mangiarli; evitare cibi scaduti o acquistati da venditori ambulanti non controllati". Tra le conserve più a rischio "ci sono funghi sott’olio, olive in acqua, cime di rapa sott’olio, insaccati e alcune conserve di pesce. Più sicure, invece, le marmellate, le composte di frutta, le passate di pomodoro, le conserve sott’aceto o in salamoia preparate correttamente, oltre ai prodotti industriali controllati e pastorizzati".  ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Google rivoluziona la ricerca: arriva l'AI Mode con funzionalità di 'Assistente Personale'

(Adnkronos) - L'intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il modo in cui interagiamo con il web, e Google sta portando questa evoluzione a un livello superiore con la sua AI Mode in Search. L'azienda ha annunciato l'introduzione di nuove funzionalità "agentic" e risposte personalizzate, progettate per consentire a Google di agire per conto degli utenti e semplificare la gestione delle attività quotidiane. La novità più rilevante è la capacità della modalità AI di agire come un vero e proprio assistente personale. La funzionalità, che ha iniziato il rollout negli Stati Uniti per gli abbonati a Google AI Ultra, permette di gestire attività complesse con pochi semplici comandi. Per esempio, è ora possibile chiedere a Google di trovare una prenotazione per una cena tra amici con molteplici vincoli, come la dimensione del gruppo, la data, l'ora, il luogo e la cucina preferita. L'AI, grazie a potenti integrazioni con piattaforme di prenotazione come OpenTable, Resy e Tock, scansionerà il web per trovare disponibilità in tempo reale e presenterà una lista curata di opzioni. Il tutto si conclude con un link diretto alla pagina di prenotazione per finalizzare l'operazione. In futuro, questa funzionalità sarà estesa anche alla prenotazione di appuntamenti per servizi locali e all'acquisto di biglietti per eventi, in collaborazione con partner come Ticketmaster e StubHub. Sotto il cofano, l'AI Mode utilizza le capacità di navigazione web in tempo reale di Project Mariner, insieme al Knowledge Graph e a Google Maps, per aiutare gli utenti a compiere azioni sul web. L'evoluzione dell'AI Mode non si ferma alla delega di compiti. Negli Stati Uniti, la funzionalità si sta arricchendo con risposte personalizzate in base alle preferenze e agli interessi degli utenti, a partire dal settore della ristorazione. Ad esempio, una ricerca come "ho solo un'ora, ho bisogno di un posto veloce per il pranzo, qualche suggerimento?" può generare risultati su misura, basati sulle conversazioni passate e sui luoghi visitati in Search e Maps. Gli utenti mantengono il pieno controllo sui dati condivisi e possono modificare le proprie impostazioni in qualsiasi momento. Un'altra novità è la condivisione dei link, che consente di collaborare facilmente con amici e familiari. Con un semplice tocco, è possibile condividere una risposta dell'AI Mode, permettendo ai contatti di continuare la ricerca, fare domande di approfondimento e pianificare insieme attività come un viaggio o una festa di compleanno. 
Dopo il successo riscontrato negli Stati Uniti, in India e nel Regno Unito, Google ha annunciato che la modalità AI si espanderà in oltre 180 nuovi paesi e territori in lingua inglese. Questo lancio globale porterà il potere dell'AI a un pubblico molto più vasto, consentendo a un numero maggiore di persone di affrontare domande complesse e di scoprire la ricchezza del web in un modo completamente nuovo. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Il paradosso dell'AI Generativa: il 95% dei progetti fallisce e il futuro potrebbe essere decentralizzato

(Adnkronos) - L'entusiasmo per l'Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) ha spinto molte aziende a investire in progetti pilota, ma un nuovo report del MIT rivela una realtà sconcertante: il 95% di queste iniziative fallisce o non port ai risultati sperati. Il documento, intitolato "
The GenAI Divide: State of AI in Business 2025", mette in luce una profonda spaccatura tra le promesse di un'AI che accelera i ricavi e i risultati deludenti a livello di profitto e perdite. La ricerca, basata su centinaia di interviste, sondaggi e analisi di implementazioni pubbliche, indica che solo una piccola parte delle aziende (circa il 5%) riesce a ottenere un impatto misurabile.  Il motivo? Non è da ricercare nella qualità dei modelli, ma in un "learning gap" fondamentale sia a livello di strumenti che di organizzazione. Mentre i dirigenti tendono a incolpare la regolamentazione o le performance dei modelli, la ricerca del MIT punta il dito contro una flawed enterprise integration (integrazione aziendale fallace). 
Secondo Aditya Challapally, autore principale del report: "il problema è che strumenti generici come ChatGPT, pur essendo flessibili per gli individui, non riescono ad adattarsi ai flussi di lavoro aziendali complessi. Le aziende più giovani e agili, invece, stanno eccellendo, spesso perché scelgono un solo punto critico, lo risolvono bene e collaborano in modo intelligente con le aziende che utilizzano i loro strumenti". Un altro dato sorprendente riguarda l'allocazione delle risorse: oltre la metà dei budget per la GenAI è destinata a vendite e marketing, mentre il ritorno sull'investimento (ROI) maggiore si registra nelle funzioni di back-office, come l'automazione dei processi o la riduzione dei costi per agenzie esterne. Inoltre, il report suggerisce che l'adozione ha maggiori probabilità di successo se le aziende acquistano strumenti da fornitori specializzati e creano partnership, piuttosto che costruire internamente le proprie soluzioni, un approccio che si è dimostrato fallimentare nel 67% dei casi. 
Il report del MIT NANDA si allinea a una prospettiva delineata in un altro studio del MIT Media Lab che analizza il problema dell'AI da un punto di vista differente ma complementare: la natura intrinsecamente centralizzata dei modelli attuali. L'attuale panorama dell'AI, dominato da poche grandi organizzazioni, si scontra con la mancanza di fiducia, problemi di privacy e una concentrazione di potere che frena la collaborazione e l'innovazione, soprattutto in settori sensibili come sanità e finanza. In risposta a queste sfide, i ricercatori propongono un cambio di paradigma verso l'Intelligenza Artificiale Decentralizzata. L'obiettivo è creare un framework che consenta a entità disparate di collaborare e condividere dati e risorse di calcolo senza la necessità di un'autorità centrale. Questa visione si fonda su cinque pilastri interconnessi: 
Privacy (Breachless): proteggere le informazioni sensibili senza la necessità di repository centralizzati vulnerabili. 
Verificabilità (Trustless): garantire l'integrità del sistema in un ambiente senza permessi, dove il contributo può essere verificato senza compromettere l'anonimato. 
Incentivi (Brokerless): creare meccanismi di compensazione trasparenti che superino il modello attuale in cui poche aziende fungono da intermediari, estraendo valore dai produttori di dati. 
Orchestrazione (Coordinatorless): coordinare individui e organizzazioni con obiettivi diversi in modo autonomo, senza un'entità centrale di supervisione. 
Crowd UX (Frictionless): semplificare la partecipazione attraverso un'interfaccia utente che riduca l'attrito e renda l'AI decentralizzata accessibile a tutti. La convergenza di questi due report suggerisce che il futuro dell'AI non risiede solo in modelli più potenti, ma anche in un approccio più equo e robusto. Le aziende che stanno già sperimentando con sistemi AI agentici (capaci di imparare e agire in modo indipendente entro limiti prestabiliti) offrono uno sguardo su come la prossima fase dell'AI aziendale potrebbe svolgersi. Superare la "GenAI Divide" richiederà non solo strumenti migliori, ma un intero ripensamento dei modelli di governance e collaborazione, con la decentralizzazione che si profila come una soluzione promettente per un'era di AI più democratica e sicura. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


ROG Xbox Ally, data di uscita delle nuove portatili Xbox

(Adnkronos) - Il mercato delle console portatili sta vivendo una nuova età dell’oro. Dopo l’arrivo di Nintendo Switch 2 e il consolidato successo dello Steam Deck di Valve, anche i PC da gaming in formato tascabile hanno trovato un loro pubblico sempre più ampio. In questo scenario in rapida espansione, Microsoft ha deciso di non restare a guardare e, in collaborazione con Asus, si prepara a lanciare due nuovi dispositivi che segnano l’ingresso ufficiale del marchio Xbox in questo settore: il ROG Xbox Ally e il ROG Xbox Ally X. I due modelli erano già stati presentati a giugno durante l’Xbox Games Showcase, ma è stato a Gamescom che è arrivata la notizia più attesa, ovvero la data di uscita. Entrambi i palmari saranno infatti disponibili a livello globale dal 16 ottobre 2025. Microsoft e Asus hanno spiegato che l’obiettivo è offrire un’esperienza che unisca la potenza del PC gaming alla praticità di un’interfaccia completamente ripensata per l’uso portatile. Non a caso, questi dispositivi abbandonano la pesantezza di Windows nella sua forma classica per proporre un ambiente più snello e ottimizzato, con un’app Xbox ridisegnata per agire da vera e propria libreria, in grado di raccogliere non solo i giochi acquistati nello store Microsoft ma anche quelli provenienti da piattaforme rivali come Steam, Epic Games o GOG. Dal punto di vista tecnico, i due modelli si differenziano soprattutto per potenza e memoria. La versione base, l’Ally, punta a un’esperienza di gioco a 720p con un processore AMD dedicato, 16 GB di RAM e 512 GB di archiviazione, mentre l’Ally X rappresenta la proposta più ambiziosa, pensata per il gaming a 1080p, con un processore Ryzen Z2 Extreme, 24 GB di RAM e un ampio spazio di archiviazione da 1 TB. Entrambi montano un display da 7 pollici con refresh rate fino a 120 Hz e supporto al VRR, promettendo fluidità e reattività in linea con le esigenze dei giocatori più esigenti. Oltre all’aspetto tecnico, Microsoft ha lavorato sull’ergonomia, introducendo impugnature più comode e simili a quelle dei controller Xbox tradizionali, con l’aggiunta dei celebri “impulse trigger” che migliorano il feedback tattile durante le sessioni di gioco. In pratica, il nuovo palmare cerca di ricreare l’immediatezza della console domestica, ma in formato portatile. La questione più spinosa resta quella del prezzo, che non è stata ancora affrontata ufficialmente. Tuttavia, diversi leak e listini comparsi online in Europa offrono già un quadro piuttosto chiaro: in Italia ci si aspetta che il modello base si aggiri intorno ai 599 euro, mentre l’Ally X dovrebbe posizionarsi tra i 900 e i 950 euro. Alcuni rivenditori, tra cui Amazon e Idealo, hanno già pubblicato pagine dedicate con cifre in linea con queste indiscrezioni. È un prezzo superiore a quello di una Xbox Series X, ma sostanzialmente in linea con i PC da gioco palmari più performanti già sul mercato, come la stessa ROG Ally di Asus, da cui questi modelli prendono ispirazione diretta. Il debutto del 16 ottobre si preannuncia dunque come un momento importante per Microsoft, che con il marchio Xbox tenta di conquistare uno spazio in un settore sempre più competitivo. La scelta di puntare su un dispositivo che si presenta come un vero e proprio PC portatile camuffato da console potrebbe rappresentare la chiave per distinguersi, soprattutto se il lavoro di ottimizzazione promesso dovesse tradursi in un’esperienza fluida, stabile e finalmente alla portata anche in mobilità. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Metal Gear Solid Delta: Snake Eater, la recensione

(Adnkronos) - Quando si parla di Metal Gear Solid, si parla inevitabilmente di Hideo Kojima. La sua visione autoriale, a cavallo tra cinema e videogioco, ha contribuito a ridefinire l’industria negli anni ’90 e 2000, trasformando l’action stealth in un linguaggio narrativo unico. Non stupisce quindi che il ritorno di Metal Gear Solid 3: Snake Eater – forse il capitolo più amato della serie – fosse atteso da anni con un misto di nostalgia e timore reverenziale. Oggi, nel 2025, Metal Gear Solid Delta prova a riaccendere quella magia, riportandoci nella giungla degli anni ’60 con un rifacimento che oscilla tra fedeltà assoluta e un cauto rinnovamento. Uscito originariamente nel 2004 su PlayStation 2, Snake Eater rappresentava già allora una rivoluzione. Kojima decise di andare oltre le basi militari e le città futuristiche dei capitoli precedenti, catapultando i giocatori in un contesto inedito: la Guerra Fredda. Con Naked Snake, futuro Big Boss, intraprendevamo una missione che mescolava spionaggio, sopravvivenza, riflessione politica e melodramma personale. La natura stessa diventava un nemico da affrontare, tra caccia, ferite da curare e mimetiche da scegliere con attenzione. Una formula che ha lasciato un segno indelebile nella storia del medium. Konami e lo studio Virtuos hanno scelto un approccio particolare: non un remake radicale sul modello di Resident Evil 2 o del recente Silent Hill 2, ma una sorta di “restauro totale”. La struttura narrativa, i dialoghi e gran parte del gameplay restano immutati, mentre l’intervento principale riguarda il comparto tecnico e alcune migliorie di qualità della vita. Il risultato è un gioco che conserva lo scheletro del 2004 ma lo veste con un abito moderno. Graficamente, il lavoro è impressionante. La giungla appare viva e opprimente, con un dettaglio che sfrutta appieno le potenzialità dell’Unreal Engine e delle macchine attuali. Le cicatrici che restano sul corpo di Snake, la resa dei volti, la densità della vegetazione: tutto contribuisce a un’esperienza che restituisce lo stesso impatto evocativo che aveva l’originale davanti alle TV a tubo catodico, ma con la potenza del 4K e dell’HDR. Il cambiamento più tangibile riguarda i controlli. Delta introduce una telecamera libera sopra la spalla, permettendo di muoversi e mirare con maggiore fluidità, in linea con gli standard moderni. Un’aggiunta che ringiovanisce l’esperienza, ma che al tempo stesso mette a nudo la natura datata dell’intelligenza artificiale. Le guardie continuano a reagire come se fossimo negli anni 2000: con schemi prevedibili e limiti evidenti, ora ancora più facili da sfruttare. Altri ritocchi rendono il tutto più scorrevole: un menu rapido per il cambio di mimetiche e pitture facciali, scorciatoie per il Codec e qualche extra inedito. Ci sono nuovi collezionabili, e ritorna persino il folle crossover con Ape Escape (Bomberman sulle altre piattaforme), una “kojimata” che strappa ancora oggi un sorriso. Se il fascino della regia e delle lunghe conversazioni resta intatto, non si può negare che il ritmo del gioco soffra gli stessi problemi del passato. Le cutscene interminabili, i frequenti stacchi di camera e le transizioni a schermo nero tra un’area e l’altra sono retaggi di un’altra epoca. Konami avrebbe potuto osare di più, magari ripensando certe soluzioni per rendere la narrazione più fluida e meno interrotta. Allo stesso modo, il sistema di presa dei nemici e le animazioni di alcuni comandi risultano oggi macchinosi, segni evidenti di un design che, pur rispettato, avrebbe meritato maggiore coraggio nell’essere aggiornato. Sul fronte audio, invece, il tempo non ha scalfito nulla. La colonna sonora rimane una delle più memorabili della saga, il doppiaggio inglese è impeccabile, e l’atmosfera sonora complessiva riesce ancora a trasmettere tensione e pathos. L’aggiunta di nuove linee di dialogo per i contenuti extra arricchisce ulteriormente l’esperienza, anche se la mancanza di un doppiaggio in italiano potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Delta riesce là dove doveva: riportare in vita un capolavoro che rischiava di restare prigioniero del passato, offrendo una veste grafica spettacolare, controlli più moderni e piccoli accorgimenti che migliorano la qualità complessiva dell’esperienza. Non corregge tutte le rughe del tempo, e forse non aveva nemmeno l’ambizione di farlo. Ma il fascino di Naked Snake, dei suoi nemici carismatici e della drammatica epopea che porta alle origini della saga resta intatto, ricordandoci perché Metal Gear è stato – ed è ancora – un punto di riferimento insuperato del videogioco. 
Formato: PS5 (versione testata), Xbox Series, PC Editore: Konami Sviluppatore: Konami, Virtuos Voto: 8/10 ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Vaccini, Gismondo: "Delusa dalla revoca del Nitag, dato spazio a chi offende il pluralismo della scienza"

(Adnkronos) - "Quando è stata nominata la commissione Nitag sono stata molto contenta. Il ministro Schillaci, che nutre tutta la mia stima e per il quale mi onoro di essere consulente, nella scelta dei diversi membri aveva mostrato l'apertura mentale che gli ho sempre riconosciuto e la sua indipendenza di pensiero. Purtroppo poi è arrivata la revoca, malgrado fosse consigliato di non farlo anche dai collaboratori più stretti. Sono stata molto delusa perché si è dato spazio a chi continua ad offendere la scienza, fatta di pluralismo e dubbi". E' il pensiero di Maria Rita Gismondo, ex direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, tra i camici bianchi in prima linea nei giorni più duri dell'emergenza Covid in Lombardia. "Certamente in una commissione del genere non hanno senso i no-vax - evidenzia all'Adnkronos Salute intervenendo nel dibattito sull'azzeramento del Nitag, gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni - ma purtroppo sono stati strumentalmente etichettati tali esperti che mostrano solo apertura alla discussione. Non riesco a spiegarmi il gesto del ministro, che stimo troppo per non pensare che ci siano motivazioni più solide". "Mi auguro solo - conclude - che la nuova Commissione rispetti il pluralismo necessario alla vera scienza e negato dai fanatici della pseudoscienza, che come abbiamo visto colpisce ancora". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


CUPRA Tindaya: quando design e emozione diventano un’esperienza

(Adnkronos) -
CUPRA alza il sipario sul suo futuro con la nuova showcar Tindaya, un nome che evoca la potenza primordiale di una montagna vulcanica di Fuerteventura, nelle Canarie. Come la sua omonima, la Tindaya cattura lo sguardo con tonalità ramate e forme materiche che rimandano al linguaggio stilistico distintivo del marchio. Verrà svelata in anteprima mondiale all’IAA Mobility 2025 di Monaco, la CUPRA Tindaya non è solo una showcar: è un manifesto del design CUPRA e della centralità del guidatore. Il claim “No Drivers, No CUPRA” sintetizza perfettamente l’anima di questa creazione, dove ogni dettaglio esterno e interno è pensato per esaltare l’emozione di guidare. Il design della Tindaya unisce audacia e semplicità, con linee scolpite che dialogano con materiali innovativi e texture sofisticate, creando un ambiente che celebra l’interazione tra uomo e macchina. In questa vettura, la guida diventa un’esperienza sensoriale totale: ogni curva, ogni accelerazione, è un invito a sentire l’energia pura del marchio.   Con la CUPRA Tindaya, il brand spinge oltre i confini del concetto di mobilità, proponendo una visione in cui estetica, tecnologia ed emozione convivono in perfetta armonia. Non è solo un’auto, è un’esperienza, un pezzo di design che promette di trasformare ogni viaggio in un momento unico. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Volvo: vendite in calo del 14% a luglio 2025

(Adnkronos) - Nel mese di luglio 2025, Volvo ha consegnato complessivamente 49.273 vetture nei vari mercati internazionali. Il dato segna una flessione del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando una fase di rallentamento per il marchio svedese, che resta comunque un punto di riferimento nel segmento premium. Le auto elettrificate Volvo, che comprendono sia le versioni a batteria sia i modelli ibridi plug-in, hanno inciso per il 45% sul volume complessivo delle vendite. Una quota significativa, che tuttavia segna un arretramento del 21% rispetto a luglio 2024, evidenziando un rallentamento nella domanda delle soluzioni a basse emissioni.  Analizzando nel dettaglio le performance dei singoli modelli, le vetture completamente elettriche hanno rappresentato il 21% del totale, mentre le ibride plug-in hanno coperto il 23%. Tra le auto più richieste, al primo posto si conferma la XC60, con 16.813 unità immatricolate, in crescita rispetto alle 15.577 dello stesso mese del 2024. Al secondo posto si collocano XC40 ed EX40, che insieme hanno raggiunto le 12.087 consegne, in calo rispetto alle 13.818 registrate l’anno precedente. La XC90 chiude il podio con 7.266 unità, rispetto alle 8.146 del 2024. Il quadro generale mostra come i SUV rimangano il cuore pulsante della gamma Volvo, pur in un contesto complessivo di contrazione. Il marchio continua a puntare con decisione sull’elettrificazione, confermando la centralità di modelli capaci di combinare innovazione tecnologica, sicurezza e design nordico, elementi che ne hanno decretato il successo a livello globale. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)