EA Sports FC 26, ritorno alle origini con gameplay finalmente rinnovato
(Adnkronos) - Il debutto di EA Sports FC 26 si annuncia come uno dei più importanti della storia recente del franchise calcistico. Dopo un anno caratterizzato da molte critiche per i problemi di bilanciamento e reattività di EA FC 25, lo studio canadese ha raccolto le osservazioni della community e ha presentato un titolo che, almeno nelle prime prove sul campo, appare capace di riportare la serie ai suoi giorni migliori. Dalla prova della closed beta, l’impressione generale è quella di un gameplay molto più rapido, fluido e coerente, con meccaniche che eliminano diversi difetti storici. Il senior producer Sam Rivera lo ha dichiarato chiaramente: "Se il gameplay non è reattivo, non è divertente". FC 26 introduce infatti un sistema di passaggi istantanei chiamato one-frame passing, che consente di giocare di prima con maggiore precisione e naturalezza. La differenza rispetto al passato si avverte immediatamente: la costruzione dell’azione è più dinamica e il ritmo della partita aumenta sensibilmente. Un’altra novità di rilievo riguarda i tiri. Le conclusioni a basso rimbalzo, un tempo attivabili con il doppio tocco del pulsante di tiro, tornano come soluzione di base al posto del timed finishing, risultando molto efficaci soprattutto se combinati con tiri a giro o conclusioni potenti. L’obiettivo di EA è restituire varietà e soddisfazione in fase realizzativa, riducendo al contempo le situazioni poco realistiche che affliggevano l’edizione precedente. Il dribbling con lo stick sinistro è stato completamente rivisto: i movimenti dei giocatori risultano più rapidi, i tocchi di palla sono più frequenti. In parallelo, il sistema degli stili di gioco si arricchisce di nuove opzioni. Tra queste spicca Enforcer, che consente agli attaccanti di resistere ai contrasti fisici con maggiore efficacia. Una caratteristica che, nelle prime prove, è apparsa quasi troppo incisiva e che probabilmente richiederà ulteriori aggiustamenti prima del lancio ufficiale. Accanto a Enforcer troviamo Precision Header per i colpi di testa offensivi, Aerial Fortress per i difensori dominanti nel gioco aereo, Gamechanger per finalizzazioni spettacolari e Inventive per i passaggi di fino. La volontà è chiara: dare identità e unicità a ogni calciatore, premiando la varietà tattica. Uno dei punti deboli di EA FC 25 era la gestione difensiva, spesso frustrante per i rimbalzi favorevoli agli attaccanti. In FC 26, i contrasti risultano più decisi e il pallone tende a rimanere sotto il controllo del difendente, evitando situazioni caotiche. Le intercettazioni sono state rese più naturali, mentre i portieri appaiono più attenti nelle uscite e nel posizionamento. La resistenza è stata rielaborata: i calciatori controllati direttamente dal giocatore dispongono di una barra stamina sempre piena, mentre quelli gestiti dall’IA si affaticano progressivamente. Una soluzione pensata per premiare il controllo manuale. L’intelligenza artificiale mostra inoltre movimenti più intelligenti e meno legati rigidamente ai ruoli: gli esterni possono accentrarsi, i difensori si sganciano per supportare la manovra e compaiono nuove posizioni specializzate che arricchiscono la varietà tattica a disposizione. All’interno della modalità più giocata di sempre, Football Ultimate Team, EA introduce cambiamenti di rilievo che riflettono anni di richieste da parte della community. In FC 26 fanno il loro debutto i Live Events, competizioni a tempo limitato con regole personalizzate, criteri d’ingresso specifici e ricompense mirate. Non si tratta solo di un modo per diversificare le partite, ma anche di un’occasione per mettere alla prova la propria abilità di costruzione della rosa, obbligando i giocatori a sperimentare nuove combinazioni di club, nazionalità e ruoli. Un’altra novità significativa è il ritorno dei Tornei a eliminazione diretta, che affiancano le nuove modalità Gauntlet: qui non basta avere undici titolari forti, perché ogni incontro richiede una rosa completamente diversa, inclusa la panchina. Una scelta che punta a valorizzare la profondità del club e la capacità di pianificazione dei giocatori, premiando chi riesce a mantenere qualità e competitività anche al di fuori della formazione principale. Infine, EA ha introdotto modifiche importanti a Rivals e Champions, eliminando i playoff settimanali e semplificando l’accesso alle fasi principali. A questo si aggiungono sistemi innovativi come le Bounties, sfide casuali che si attivano durante le partite e garantiscono ricompense immediate, e i Limited Checkpoints, pensati per ridurre le frustrazioni legate a salti di divisione troppo bruschi. Tutte queste innovazioni confermano l’intento di EA: rendere FUT meno grind e più gratificante, senza sacrificare il livello competitivo. Sebbene la build provata non rappresenti la versione definitiva, EA FC 26 appare già sorprendentemente rifinito. Le differenze rispetto al capitolo precedente sono nette e, soprattutto, incidono direttamente sulla qualità dell’esperienza. Dalla fluidità dei passaggi alla varietà delle conclusioni, passando per un’intelligenza artificiale più credibile, tutto sembra orientato a rendere le partite più divertenti e meno prevedibili. Se queste premesse verranno confermate al lancio, EA FC 26 potrebbe segnare davvero un ritorno all’età dell’oro per la serie, ponendosi come la base solida su cui costruire il futuro del calcio virtuale targato EA Sports. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Il nutrizionista: "in forma e senza stress dopo il rientro? Il segreto è nutrire bene i batteri dell'intestino"
(Adnkronos) - Per rimettersi in forma e contrastare lo stress del rientro il punto di partenza è il nostro intestino. Il nutrimento ideale della flora batterica, infatti, è il vero segreto del benessere psico-fisico oltre che della linea. Parola del nutrizionista e fitoterapeuta Ciro Vestita che invita ad "avere cura di ciò che si dà da mangiare ai nostri batteri intestinali", dice all'Adnkronos Salute. "Da qualche anno abbiamo ormai compreso - continua - che la flora batterica è la vera regista del nostro organismo". Dal punto di vista 'tecnico', aggiunge, "possiamo suddividere la 'popolazione' dell'intesino in flora proteolitica e in flora saccarolitica. Cosa vuol dire? La saccarolitica è quella che si nutre di zuccheri. Se però noi esageriamo con alcuni alimenti, ad esempio mangiamo troppi zuccheri, troppo bevande zuccherate, la saccarolitica prenderà il sopravvento e avremo mal di pancia". Per star bene serve attenzione a "questo nostro esercito personale, che ci permette di difenderci dai virus e da tanto altro". Importante, innanzitutto, "non dare noia a questi 'soldati', come accade utilizzando antibiotici fai-da-te che il più delle volte non servono e sono dannosissimi per i batteri 'buoni'". Un altro modo di danneggiare questo patrimonio di salute "è esagerare con le bevande alcoliche". Ma come dare correttamente da mangiare alla flora batterica intestinale? Tra i cibi giusti, spiega Vestita "ci sono i cereali, ricchissimi di sostanze utili a equilibrarla". Altri alimenti importanti sono i cavoli e i cibi fermentati come i crauti ma soprattutto il kefir, un latticello acido, privo di lattosio, che è ricchissimo di fermenti lattici". Importante, ovviamente, anche l'attenzione alle quantità in particolare se si deve perdere qualche chilo. In generale, al rientro, "per qualche giorno è utile mangiare in maniera molto molto leggera: una piccola colazione, un pranzo semplice (riso, formaggio, insalata) una cena con verdura e pesce o carne bianca, al vapore o ai ferri". Per quanto riguarda lo stress, poi, "ci sono dei cibi fortemente calmanti. L'avena, ad esempio. E' un cereale calmante. Se la sera mangio una zuppa di fagioli, con farro e avena, probabilmente dormirò meglio. Ci calma anche una tazza di latte e miele, soprattuto se usiamo miele con ulteriori proprietà calmanti come quello di tiglio o di biancospino. Un paio di giorni di questa dieta depurativa-disintossicante sono utili a fortificare le nostre difese anche in vista dell'arrivo dei virus autunnali". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
realme travolge il mercato smartphone: in arrivo una batteria da oltre 10.000 mAh
(Adnkronos) - realme si prepara a celebrare il suo settimo compleanno con l'attesissimo evento annuale 828, che si terrà il prossimo 27 agosto e durante il quale, il brand svelerà due tecnologie rivoluzionarie, a dimostrazione del suo costante impegno verso l'innovazione nel settore mobile. La novità più attesa è senza dubbio l'annuncio di una rivoluzionaria batteria ad alta densità, con una capacità di oltre 10.000 mAh, progettata per ridefinire il concetto di autonomia e liberare gli utenti dall'ansia da ricarica. Questa nuova batteria, che si preannuncia come una svolta per il settore, integra un anodo al 100% in silicio, una soluzione tecnica senza precedenti che le consente di raggiungere un'eccezionale densità di 1200 Wh/L. Un risultato che la rende la batteria per smartphone con la più alta densità al mondo, segnando un progresso significativo nel bilanciare capacità e design sottile. Questa innovazione risponde direttamente alle esigenze degli utenti più esigenti, garantendo una lunga durata per sessioni di gioco prolungate, creazione di contenuti o avventure di viaggio. L'annuncio della nuova batteria non è un evento isolato, ma si inserisce in un percorso di leadership tecnologica che realme ha consolidato nel tempo. Nell'ultimo anno, il brand ha costantemente alzato l'asticella, presentando nel 2024 il sistema di ricarica SuperSonic da 320 W, in grado di ricaricare una batteria da 4.420 mAh al 100% in soli 4 minuti e 30 secondi. All'inizio dell'anno, con realme GT 7, ha introdotto la prima combinazione al mondo tra una batteria da 7.000 mAh e una ricarica da 120 W, unendo capacità elevata e velocità ultra-rapida. Solo tre mesi fa, ha lanciato un concept phone con una batteria da 10.000 mAh con una densità già notevole di 887 Wh/L. Questi traguardi confermano la profonda competenza di realme nella tecnologia delle batterie e la sua attenzione verso gli utenti più giovani, che necessitano di dispositivi capaci di stare al passo con un lifestyle "sempre connesso", tra streaming, gaming ed esplorazione. Oltre alla rivoluzionaria batteria, all'evento sarà presentata una seconda tecnologia. I dettagli sono ancora segreti, ma si prevede che consoliderà ulteriormente la reputazione del brand come trendsetter nell'innovazione mobile. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Trainline Talk: come l’IA e la digitalizzazione cambiano il viaggio in treno
(Adnkronos) - Il 91% degli italiani si fida dell’intelligenza artificiale per migliorare la propria esperienza di viaggio. È il dato più eclatante emerso dalla ricerca “IA e mobilità” condotta da Doxa per Trainline, presentata durante il primo Trainline Talk organizzato in Italia, dal titolo “Smart travel: la nuova era del trasporto digitale”. Un panel che ha riunito a Milano figure di primo piano del settore, tra cui Paola De Filippo (Country Manager Italia Sabre), Leonardo Cesarini (COO Trenord), Mario Ferretti (co-founder di Wayla) e Simone Lini (CEO di Navifare), moderati dal giornalista Dario Donato. Al centro della discussione, il ruolo crescente delle piattaforme digitali e dell’IA nel ridisegnare il modo in cui gli italiani si spostano in treno e in pullman. Secondo lo studio, l’86% degli italiani utilizza piattaforme digitali per pianificare i propri spostamenti: una penetrazione ormai trasversale che coinvolge tanto i viaggiatori business (40% all’estero, 36% in Italia) quanto quelli leisure. Non solo convenienza, ma anche nuove abitudini: il 51% dichiara di aver risparmiato grazie al confronto dei prezzi online, mentre il 29% afferma di aver viaggiato più spesso grazie alle offerte trovate in rete. Non meno importante è la richiesta di servizi integrati: l’84% degli intervistati vorrebbe acquistare anche i biglietti regionali e locali da un’unica app. Un’esigenza particolarmente sentita dai viaggiatori tra i 45 e i 64 anni (39%) e dai professionisti che si muovono all’estero per lavoro (42%). “Gli italiani ci dicono chiaramente che vogliono più semplicità, più risparmio e soprattutto più integrazione", ha commentato Andrea Saviane, Country Manager di Trainline Italia. "La nostra sfida è costruire un ecosistema digitale che permetta a chiunque, con pochi click, di passare da un treno regionale a un’alta velocità, fino a un collegamento internazionale, senza frizioni. È qui che l’Intelligenza Artificiale farà la differenza”.
Nella foto: Andrea Saviane, Country Manager di Trainline Italia
Il panel ha evidenziato anche il legame sempre più stretto tra digitalizzazione e sostenibilità. Secondo i dati ufficiali del Gruppo Ferrovie dello Stato, nel 2024 il traffico passeggeri ferroviario in Italia ha raggiunto i 49 miliardi di passeggeri-chilometro, con una crescita del 6,7% rispetto al 2023. Un risultato che riflette l’impatto della liberalizzazione del settore ferroviario e della crescente propensione degli italiani a scegliere il treno, anche grazie a strumenti digitali che rendono più semplice e immediata la prenotazione. Questo indicatore esprime il volume totale di mobilità: se un passeggero viaggia per 100 km, si contano 100 passeggeri‑chilometro; se cento passeggeri viaggiano per un chilometro, sono sempre 100 passeggeri‑chilometro, e così via. Nonostante una rete capillare, i viaggi in treno in Italia tendenzialmente coprono distanze più brevi rispetto a nazioni come Germania e Francia, dove i viaggi a lunga percorrenza sono più diffusi. Ma cambiamenti tecnologici e strutturali possono (e lo stanno già facendo, come si scopre dal report) cambiare profondamente le cose. “Il treno è già oggi il mezzo più sostenibile per viaggiare a media e lunga percorrenza, ma perché diventi la scelta naturale bisogna abbattere tutte le barriere di accesso. La digitalizzazione è lo strumento che ci consente di farlo” ha aggiunto Saviane. “Se rendiamo l’esperienza più personalizzata, precisa e proattiva, convinceremo ancora più persone a lasciare l’auto a casa”. Lo studio Doxa ha messo in evidenza anche le funzioni che i viaggiatori ritengono più importanti in un’app di prenotazione: il risparmio tramite la combinazione di biglietti (42%), informazioni affidabili sulle coincidenze multimodali (20%), notifiche in tempo reale su ritardi o cambi di percorso (17%). Un quadro che conferma come il viaggiatore digitale non cerchi solo il prezzo migliore, ma anche strumenti che riducano l’incertezza e facilitino decisioni rapide. “In Trainline stiamo lavorando per anticipare i bisogni dei passeggeri, non semplicemente per rispondere alle loro richieste – ha spiegato Saviane –. Vogliamo arrivare a un punto in cui la nostra piattaforma suggerisce in automatico la soluzione migliore, combinando offerte, coincidenze e orari, e lo fa al momento giusto, prima ancora che il passeggero debba chiederselo”. Il dibattito si è poi allargato al ruolo dell’innovazione in un mercato reso sempre più competitivo dalla liberalizzazione e dall’ingresso di nuovi operatori. Paola De Filippo (Sabre) ha sottolineato l’importanza di un ecosistema aperto e modulare, capace di superare le logiche tradizionali del GDS, mentre Leonardo Cesarini (Trenord) ha rimarcato la necessità di coniugare tecnologia e affidabilità del servizio quotidiano. A dimostrazione di un settore in fermento, anche l’intervento di Simone Lini (Navifare), che ha raccontato come l’IA stia ridisegnando l’offerta turistica globale, e quello di Mario Ferretti (Wayla), che ha insistito sulla centralità della sostenibilità nei trasporti urbani serali. Per Trainline, l’evento ha rappresentato anche l’occasione per ribadire il percorso di crescita in Italia. Dal 2021, la piattaforma ha registrato numeri in costante aumento, superando i 10 milioni di biglietti venduti nel 2023 e consolidando la propria reputazione tra i viaggiatori più giovani e digitalizzati. Non a caso, nel 2025, Trainline è stato eletto Prodotto dell’Anno in Italia, un riconoscimento che premia i servizi più innovativi e apprezzati dai consumatori. “Il riconoscimento come Prodotto dell’Anno è per noi una conferma che la strada è quella giusta", ha concluso Saviane. "Ma la vera sfida è quella che ci attende: integrare ancora di più l’offerta, usare l’IA per ridurre complessità e incertezza, e accompagnare i cittadini nella scelta di un trasporto collettivo, sostenibile e digitale. È così che si costruisce la mobilità del futuro”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La sonda cinese Chang'e-6 svela il segreto dei vulcani lunari
(Adnkronos) - Un recente studio sui campioni lunari prelevati dalla missione Chang'e-6 ha fornito indizi cruciali sul meccanismo termico che ha alimentato i “giovani” vulcani del satellite, rivoluzionando la comprensione dell'evoluzione della sua storia. Le scoperte sono state pubblicate sulla rivista scientifica
Science Advances
. Per lungo tempo la comunità scientifica ha creduto che la Luna fosse entrata in una fase “dormiente” circa 3 miliardi di anni fa, con un arresto quasi totale dell'attività vulcanica. Tuttavia, le missioni cinesi Chang'e-5 e Chang'e-6 hanno riportato basalto formatosi 2 miliardi e 2,8 miliardi di anni fa rispettivamente, confermando che le eruzioni vulcaniche sono continuate anche durante i cosiddetti "ultimi anni" del satellite.
Un team guidato da Wang Chengyuan e Xu Yigang dell'Istituto di Geochimica dell'Accademia Cinese delle Scienze
ha analizzato i campioni della missione Chang'e-6, identificando due tipi di basalto formatisi tra 2,8 e 2,9 miliardi di anni fa. Nonostante l'età simile, i due tipi di rocce differiscono in composizione e profondità di origine: un basalto a bassissimo contenuto di titanio proveniva da uno strato profondo del mantello lunare (oltre 120 km), mentre un basalto a basso contenuto di titanio proveniva da uno strato più superficiale (60-80 km). Tradizionalmente, si ipotizzava che il vulcanismo tardivo fosse alimentato da fonti ricche di acqua o da elementi radioattivi. Tuttavia, i ricercatori hanno smentito questa teoria: le fonti dei basalti raccolti erano infatti "asciutte e prive di elementi radioattivi che producono calore". Basandosi sull'analisi di questi campioni, il team di ricerca ha proposto un nuovo meccanismo. Con il raffreddamento della Luna, la sua litosfera si è addensata, rendendo difficile l'eruzione diretta del magma profondo. Questo magma, intrappolato in profondità, avrebbe condotto il calore verso l'alto, innescando una parziale fusione nel mantello lunare più superficiale e provocando le eruzioni vulcaniche. L'analisi dei dati globali ha supportato questa teoria, rivelando che il meccanismo termico è diventato più uniforme circa 3 miliardi di anni fa, dominato dal trasporto di calore dal basso verso l'alto. Questo ha concentrato l'attività vulcanica nel mantello superficiale. Il team ha inoltre rilevato un'interessante differenza tra i due lati della Luna: le rocce vulcaniche più giovani sul lato vicino hanno caratteristiche simili ai basalti riportati dalla missione Chang'e-5, mentre quelle sul lato lontano sono più simili ai basalti della missione Chang'e-6. Questo suggerisce che la composizione del mantello lunare possa essere diversa tra il lato vicino e quello lontano, con il primo che contiene più ilmenite nel mantello superficiale. Queste scoperte forniscono indizi fondamentali per comprendere l'evoluzione asimmetrica della Luna, un passo avanti significativo nella conoscenza del nostro satellite. La sonda Chang'e-6, lanciata il 3 maggio 2024, è tornata a casa il 25 giugno 2024, portando con sé 1.935,3 grammi di campioni dal lato nascosto della Luna. Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
AeroSteam, test dello stiratore verticale Rowenta
(Adnkronos) - Il mondo degli elettrodomestici vive una fase di profonda trasformazione: accanto alla crescente automazione della casa e all’arrivo di dispositivi sempre più smart, emerge la necessità di prodotti in grado di rispondere a uno stile di vita frenetico, fatto di tempi compressi e richieste last minute. È in questo contesto che Rowenta presenta AeroSteam, il nuovo stiratore verticale pensato per chi non vuole rinunciare a un aspetto curato ma cerca un’alternativa rapida e funzionale al ferro da stiro tradizionale. Il tratto distintivo di AeroSteam è rappresentato dalla tecnologia Optiflow, un sistema che abbina la potenza del vapore all’azione dell’aspirazione. Non si tratta quindi di un semplice vaporizzatore verticale: l’aspirazione pressa il tessuto contro la piastra riscaldata, garantendo una stiratura uniforme, rapida e senza fatica. Questo significa che bastano pochi secondi per eliminare pieghe e grinze, senza il rischio che il tessuto resti umido e senza la necessità di attendere che si asciughi. Un vantaggio non da poco per chi ha bisogno di rendere immediatamente presentabile un capo, magari poco prima di un appuntamento di lavoro o di un evento. Il dispositivo è dotato di una piastra Monotemp capace di lavorare con diverse tipologie di tessuti. Un unico livello di calore, studiato per rispettare anche i materiali più delicati, elimina la necessità di regolazioni manuali e rende l’esperienza più semplice e sicura. A questo si aggiungono tre livelli di aspirazione e vapore: la modalità solo vapore, ideale per ritocchi leggeri e veloci; aspirazione delicata, pensata per tessuti più sottili; e la modalità turbo, che sfrutta al massimo la combinazione di calore e aspirazione per affrontare capi più spessi o pieghe particolarmente resistenti. Uno degli elementi che colpisce maggiormente nell’uso quotidiano è la rapidità di accensione: AeroSteam è pronto all’uso in appena 30 secondi. A completare l’esperienza contribuisce il serbatoio da 100 ml, amovibile e facilmente ricaricabile, che assicura autonomia sufficiente per sessioni di stiratura frequenti ma non eccessivamente lunghe, perfette per un utilizzo domestico dinamico. Con AeroSteam, Rowenta intercetta un bisogno concreto: non sostituire necessariamente il ferro da stiro tradizionale, ma proporre un alleato per i momenti in cui non c’è tempo. Una camicia da sistemare prima di una cerimonia, un vestito da rendere presentabile all’ultimo minuto, oppure un capo dimenticato in valigia durante un viaggio: scenari reali che raccontano quanto la praticità di un dispositivo del genere possa diventare parte integrante della routine. Rowenta non trascura nemmeno l’aspetto della sostenibilità. AeroSteam è made in France e garantisce la riparabilità fino a 15 anni, un impegno raro nel settore degli elettrodomestici di piccola taglia, spesso accusato di prodotti dalla vita troppo breve. In un momento storico in cui l’attenzione all’economia circolare diventa sempre più centrale, questo approccio rappresenta un valore aggiunto importante. Sul fronte estetico, AeroSteam si presenta con linee moderne e due varianti cromatiche: grigio scuro e verde, disponibili su Rowenta.it, Amazon.it e negli store Home & Cook, e la combinazione eucalipto e arancione, distribuita nei principali negozi di elettronica e online. Scelte cromatiche pensate per incontrare i gusti di un pubblico trasversale, giovane e attento al design anche negli oggetti di uso quotidiano. Il prezzo consigliato al pubblico è di 139,99 euro, una cifra che colloca AeroSteam nella fascia medio-alta del mercato degli stiratori verticali. Un posizionamento coerente con le caratteristiche offerte: dalla combinazione unica di vapore e aspirazione fino alla garanzia di durata, passando per la cura dei dettagli e la velocità d’uso. Considerando che spesso i concorrenti diretti si limitano alla funzione di vaporizzazione, il valore aggiunto della tecnologia Optiflow rende la proposta Rowenta competitiva e di interesse. Rowenta AeroSteam non è semplicemente un nuovo stiratore verticale, ma una reinterpretazione moderna della stiratura domestica, che mette al centro la praticità senza sacrificare l’efficacia. Con tempi di preparazione ridottissimi, risultati immediati e una progettazione orientata alla sostenibilità, il dispositivo riesce a conquistare un posto nel quotidiano di chi vive ritmi serrati e non vuole rinunciare a presentarsi al meglio. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
I valori record della glicemia scritti sulla mano. "Così abbiamo salvato un naufrago"
(Adnkronos) - Quando Rebecca, leader del team medico che opera a bordo della nave Ocean Viking di Sos Mediterranee, ha visto il numero scritto a penna sulla mano di un migrante sopravvissuto a un naufragio non riusciva a crederci. Quel numero era il valore della sua glicemia. "L'equipaggio di Astral", la nave che lo aveva soccorso, "aveva identificato un diabetico" tra le persone aiutate in mare "e aveva effettuato un test, scrivendo il risultato sulla sua mano. Quello che ho letto mi ha sconvolto. Il numero era così alto che inizialmente pensavo si trattasse di un errore. Non era possibile che qualcuno avesse livelli di zucchero nel sangue 7 volte superiori alla norma e continuasse a camminare e a parlare come quell'uomo. Abbiamo ricontrollato la glicemia e abbiamo scoperto che era ancora più alta del valore iniziale. Nonostante la barriera linguistica, abbiamo appreso che gli era stato diagnosticato il diabete di tipo 2 qualche mese prima. Da allora, aveva avuto un accesso molto limitato alle cure mediche e non era stato in grado di gestire adeguatamente la sua condizione". Come lui tanti migranti sono affetti da malattie pregresse e mai curate. Ed è solo una delle tante situazioni che finiscono sotto gli occhi dei soccorritori impegnati a scandagliare il Mediterraneo, immenso specchio d'acqua e di dolore, rotta obbligata per tanti che, pur di lasciare il proprio Paese in cerca di salvezza, rischiano la vita fra le onde. Persone ferite, stanche, traumatizzate, donne incinte. Sulla Ocean Viking c'è una clinica galleggiante: a bordo lavora un team di 4 professionisti (infermiera, ostetrica, medico, leader del team medico) che si occupa di offrire le prime cure alle persone appena soccorse. Tra loro c’è Rebecca, ostetrica di formazione, si dedica a questo lavoro "impegnativo e per sua natura imprevedibile" ormai da molti anni: "Le condizioni mediche che ci troviamo ad affrontare sono estremamente varie, coprendo condizioni croniche debilitanti, disabilità, malattie tropicali, traumi e cure primarie. Accrescere le mie conoscenze cliniche è stato essenziale e apprendo sempre di più ad ogni soccorso", sono le sue parole, raccolte per l'Adnkronos Salute. C'è chi nel suo Paese d'origine non ha mai visto un dottore. Un carico che si aggiunge alle problematiche che insorgono durante la traversata: ipotermia, mal di mare, disidratazione, ustioni da carburante. Capita anche che il team di Sos Mediterranee si trovi a soccorrere persone con disabilità, in alcune occasioni si tratta di minori che viaggiano accompagnati dai loro genitori. Nel 2023, sono state circa 20 le persone con disabilità che hanno ricevuto assistenza a bordo della Ocean Viking. Oltre alla salute fisica, ci sono spesso disturbi mentali o disturbi legati ai traumi che hanno vissuto nei campi di detenzione libici, o durante la traversata in mare. "È incredibile vedere le comunità unirsi a bordo quando si tratta di salute mentale e di reazioni a situazioni traumatiche - racconta ancora Rebecca - Molte volte ho visto sopravvissuti, che magari erano sconosciuti prima della traversata, sostenersi l'un l'altro nella gestione dei sintomi, aiutandosi a rivolgersi all’équipe medica quando non riescono a dormire o hanno difficoltà a prendersi cura di sé. Spesso si preoccupano degli altri prima che di sé stessi, costruendo intorno a loro una comunità aperta e solidale". "La cosa che amo di più del mio lavoro, confida, è proprio "la possibilità di aiutare persone che spesso non hanno mai ricevuto cure: persone che hanno subito violenze, torture, abusi sessuali, che non hanno mai avuto accesso all'assistenza sanitaria o persone affette da malattie croniche che non sono state curate: la possibilità di fare la differenza per loro e dimostrare che c'è ancora qualcuno cui interessa ciò che gli accade è incredibilmente gratificante". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Estate, sindrome da rientro anche per i pet. Il veterinario: "Ecco come gestirla"
(Adnkronos) - Anche cani e gatti, tornando dalle vacanze, possono provare stress da rientro. Le conseguenze principali sono apatia, diminuzione di ricettività agli stimoli, isolamento o al contrario agitazione continua. "E' normale, specialmente se il viaggio per tornare in città è stato molto lungo. Prima la vacanza e poi il ritorno alla vita di sempre provocano nel cane uno stress da cambiamento da ambiente, ci vuole pazienza per alcuni giorni per farlo tornare alle regole e agli orari di sempre". Lo afferma all'Adnkronos Salute Federico Coccia, medico veterinario Ca' Zampa, per il quale "esistono diversi modi per gestire" la situazione.
Il cane, "che con noi in vacanza si è sentito libero di correre, fare il bagno in mare, impiegherà qualche giorno prima di tornare alle abitudini che in vacanza sono saltate - sottolinea Coccia - La vita cittadina significa per il nostro amico a quattro zampe uscire 3 volte al giorno, mattina, pomeriggio e sera, andare al parco una volta al giorno, se è fortunato. Ecco, per tornare a rispettare gli orari di uscita e dei pasti serviranno alcuni giorni, perché il cane manifesterà nervosismo, è stressato dal cambiamento di ambiente". Anche "a livello alimentare - aggiunge l'esperto - il cane non deve cambiare la qualità del cibo ma la quantità, che in vista dell'autunno occorre aumentare di poco, e gradualmente, poiché in estate tende a mangiare di meno". La 'sindrome' da rientro non risparmia nemmeno i gatti. Anzi. "Anche in vacanza, i mici - al contrario dei cani - vivono in ambienti chiusi: casa al mare o in montagna, albergo, roulotte. Tuttavia, il gatto non ha fatto in tempo ad abituarsi al nuovo ambiente che deve già rientrare nella casa di città, nella sua comfort zone", fa notare Coccia. "Per questo motivo lo stress da cambiamento da ambiente per il gatto è ancora più importante, perché si lega alla famiglia e alla casa, vero punto di riferimento dove si sente al sicuro e protetto". Ecco perché "una volta rientrato, il gatto per alcuni giorni si isolerà, inizierà a sentire i vari odori della casa perché deve riadattarsi all'ambiente. Nessun allarme, sono tutti comportamenti normali", conclude. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Turismo, Coppola (Federalberghi Capri): "Stagione buona, ma leggero calo su 2024"
(Adnkronos) - "La stagione è iniziata interrompendo il trend di crescita degli ultimi anni, nel senso che almeno nella prima parte c'è stato un rallentamento nelle presenze sull'Isola, un po' perché Pasqua è stata più avanti nel calendario, un po' per il meteo, e anche perchè l'anno scorso il G7 e una grossa produzione cinematografica hanno un po' 'falsato' i risultati. Quest'anno tra giugno e luglio ci sono stati dei piccoli rallentamenti rispetto all'anno scorso, ma poi comunque i tassi di occupazione delle strutture ricettive sono ancora più che buoni". Così, con Adnkronos/Labitalia, Lorenzo Coppola, presidente di Federalberghi Capri, sull'andamento della stagione turistica nell'Isola. Secondo Coppola "contrariamente al passato, quando ci sono stati dei cali, non ho visto altre destinazioni o comunque destinazioni concorrenti, che magari hanno beneficiato di questo calo di Capri. Questo mi lascia pensare che a impattare sull'andamento del turismo nella nostra Isola è stata la situazione internazionale, con più fronti di incertezza aperti, dalle guerre ai dazi", aggiunge. E Coppola sottolinea come "negli ultimi anni sull'Isola è cresciuto molto il turismo internazionale anche nel mese di agosto, che normalmente era quasi esclusiva degli italiani. Forse perché è un po' cambiato il concetto di vacanze: non è più villeggiatura ma è esperienza, si tende a fare meno giorni più volte l'anno o più volte durante l'estate piuttosto che stare un mese in una sola località. Questo ha fatto sì che il numero di turisti stranieri crescesse rispetto a quelli italiani. A Capri l'anno scorso c'è stato un boom di sudamericani, quest'anno tante persone dagli Stati Uniti, dalla Francia. Devo dire che non è possibile identificare una nazionalità prevalente ma c'è un respiro di turismo internazionale". E sulla durata media di permanenza dei turisti sull'Isola Coppola fa un distinguo. "Se io devo ragionare -spiega- sull'intero numero di visitatori dell'isola di Capri, devo registrare un grosso numero di turisti giornalieri. Non che non mi facciano piacere, ma credo che non sia possibile esprimere le bellezze e il potenziale turistico dell'isola con una visita di poche ore. Pertanto io lavorerei dal punto di vista comunicativo su una proposta di visita a Capri che si prolunghi con il pernottamento. Se invece dovessimo analizzare il numero di turisti stanziali, posso dire che il soggiorno medio è circa due notti e mezzo". E sull'andamento del fatturato per le strutture alberghiere sull'Isola Coppola specifica: "Rispetto all'anno scorso ci potrebbe essere un meno 10% di fatturato, però ripeto dobbiamo considerare che l'anno scorso, nel mese di marzo, il 30% degli alberghi era aperto per il G7 e abbiamo avuto una produzione cinematografica che ha bloccato un buon 40% di alloggi sull'Isola. Chiaramente questo è un dato che gira sul fatturato. Se dovessi fare soltanto un riferimento per la stagione estiva, cioè giugno, luglio, agosto possiamo dire che registriamo un leggerissimo calo", aggiunge. Per il presidente degli albergatori le mosse per il futuro dell'Isola sono chiare. "Sicuramente il nostro impegno, collaborando molto con le altre associazioni e con le amministrazioni, è quello di lavorare molto sulla comunicazione, per rendere più noti i percorsi turistici di Capri. A noi va bene, fa piacere, l'idea che Capri venga vista come una destinazione di lusso, però ci teniamo a non far sì che venga vista solo così, altrimenti rischiamo di diventare una destinazione di lusso mordi e fuggi, che sono un po' i due opposti. Il nostro obiettivo è invece pubblicizzare e promuovere il patrimonio artistico e culturale dell'Isola". Secondo Coppola infatti "il turismo culturale tra l'altro è utile anche quando si parla di destagionalizzazione, che è il migliore antidoto, attualmente all'over tourism, cioè pensare di allungare il periodo di attività sicuramente serve a deconcentrare e decongestionare i periodi più affollati". E dall'altra parte, secondo il presidente di Federalberghi Capri, "per quanto riguarda invece i servizi è chiaro che dobbiamo capire come agire sul grosso problema della viabilità. Sappiamo che una migliore mobilità aumenta la probabilità che un turista che non deve perdere tempo nelle file sicuramente avrà un ricordo migliore della sua vacanza, oltre che una qualità dei servizi nettamente migliorata", conclude. ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dazi, Martellozzo (Bellussi): "15% è tanto ma americani compreranno ancora nostro prosecco"
(Adnkronos) - "Il dazio 15% è tanto, però se consideriamo che comunque una bottiglia di prosecco va allo scaffale negli Usa sui 15 dollari non credo che gli americani siano disposti a rinunciare al prosecco per pochi dollari in più. Quello che ha fatto più male in questi mesi è stata l'incertezza". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giovanni Martellozzo, chief financial officer di Bellussi, tra le aziende che rappresentano l'eccellenza dei prosecchi e spumanti italiani, oltre che produttori di Brunello di Montalcino con Belpoggio, commenta il no all'esenzione di vini e superalcolici Ue dai dazi al 15% sul mercato Usa. E Martellozzo, che insieme alle sorelle rappresenta la quarta generazione di imprenditori vitivinicoli che producono prosecco e anche Brunello di Montalcino con l'altra azienda di famiglia Belpoggio, ricorda che i dazi hanno scatenato "terrore" per mesi sui mercati. "Bellussi è un'azienda per lo più 'domestica' -sottolinea- il 65-70% del fatturato è in Italia, il 30% invece all'estero. E il primo mercato per noi fuori dall'Italia sono gli Stati Uniti. Bellussi, che fa anche da hub logistico per Belpoggio, produce prosecco e spumanti, mentre con Belpoggio a Montalcino facciamo il Brunello", ribadisce. I numeri delle realtà produttive del Gruppo sono rilevanti. "Con Bellussi produciamo 2 milioni di bottiglie in totale, e prevalentemente il nostro primo prodotto è il Prosecco Docg di Valdobbiadene. Poi facciamo anche altri spumanti, per un catalogo di 25 prodotti. Il Brunello invece è una realtà a sè stante, è un'azienda piccolina, 5 ettari e facciamo sulle 30 mila bottiglie in totale. Ma è solitamente un ottimo biglietto da visita all'estero. Noi infatti molto spesso entriamo nei mercati con il Brunello e poi magari dopo, quando conquistiamo il cliente, l'importatore, gli diamo anche il prosecco", spiega. I viticoltori italiani hanno sperato fino alla fine in un'esenzione. "Naturalmente abbiamo sperato che ci fosse un'esenzione per il vino ma almeno ora abbiamo finalmente una certezza e sulla base di questa si può impostare una strategia tra noi produttori, l'importatore e il rivenditore finale e si va avanti. Invece finora l'incertezza ha portato solo danni", sottolinea. Secondo Martellozzo "i dazi hanno creato 'terrore' non solo nei rapporti economici con gli Stati Uniti ma anche sugli altri mercati, 'rompendo' gli equilibri dei tassi di cambio. Ad esempio il dollaro australiano ha perso sull'euro quindi l'importatore australiano ci ha detto 'aspettiamo un attimo a ordinare perché ci rimettiamo' perché il dollaro australiano è sceso e quindi avrebbe dovuto pagare di più. Ed è un po' il clima in giro per i mercati in tutto il mondo", sottolinea. E per il vino non è un periodo semplice. "Il mercato del vino in questo momento sta affrontando un periodo di crisi, perché i consumi sono diminuiti per il cambiamento dello stile di vita. I giovani sempre più non bevono e non apprezzano il vino. Basti pensare che abbiamo in giacenza in totale in tutta Italia qualcosa come un'intera vendemmia di vino. E quindi a mio parere il Governo e l'Unione Europea dovrebbero cercare di promuovere la cultura del consumo del vino, non demonizzarla. Invece si sta portando avanti un po' il concetto che il vino fa male e questa tendenza ha messo in crisi il settore", conclude Martellozzo. ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)










