Da New York a Milano col grant Ue. Folloni: "Cervello di ritorno? La curiosità è la mia bussola"
(Adnkronos) - Non ama la definizione di 'cervello in fuga-cervello di ritorno' Davide Folloni, 38 anni, tra i ricercatori italiani premiati con gli Erc Starting Grant 2025, annunciati oggi dallo European Research Council. Lui, che è partito da Bagnolo in Piano, comune di 9mila anime in provincia di Reggio Emilia, e dopo gli studi tra Parma e Padova ha piantato diverse bandierine nella mappa che traccia la sue rotte scientifiche, spiega di aver messo in valigia semplicemente la sua "curiosità". E' stata quella la bussola che lo ha guidato prima in Danimarca per un anno, e poi - mentre finiva il suo training come psicologo clinico - in Gb dove ha vinto una borsa Wellcome Trust all'università di Oxford per un programma di neuroscienze. Qui è rimasto dal 2014 al 2020, anno clou della pandemia di Covid. "Non ho mai pensato all'esperienza all'estero in sé, o allo stipendio - racconta all'Adnkronos Salute - era più la sfida della domanda scientifica o la passione che respiravo in un determinato posto a guidarmi". Passione che nel 2020 lo porta Oltreoceano. Finito il suo Phd ad Oxford, Folloni riceve infatti un'offerta da New York e qui alla Icahn School of Medicine at Mount Sinai mette le fondamenta degli studi che oggi lo riportano in Italia. Nella Grande Mela lavora come ricercatore affiliato alla Yale University e vince anche un premio dai National Institutes of Health per aprire un laboratorio negli Usa. Con l'arrivo dei fondi Erc sposterà la sua attività a Milano all'università Vita-Salute San Raffaele, "dove ho trovato molta attenzione all'ambito di sviluppo di nuove terapie neuroscientifiche mediche", sottolinea. La molla è "seguire i propri interessi scientifici, che a volte portano fuori e a volte portano indietro. Ci sono opportunità che richiedono anche talvolta dei sacrifici. Con me" nella nuova parentesi lavorativa 'in patria' "vorrei portare un po' di visione internazionale". "Sono sempre stato molto pragmatico - continua - e ho sempre voluto anche comunicare quello che faccio in un modo che sia accessibile alle altre persone. Ma il mio percorso scientifico è partito da una fase abbastanza distante dall'applicabilità ai pazienti". E torna sempre il tema della curiosità, la prima spinta per Folloni: "Da piccolo - ricorda - passavo ore a guardare la gente. Mi incuriosiva un aspetto in particolare: perché ci comportiamo in un certo modo? Perché il nostro comportamento è così simile a quello per esempio di certi animali?". Da una domanda 'filosofica' all'altra, però, il punto di approdo ora è "cercare di rispondere a quelle domande e soprattutto trasformare questa curiosità in un'opportunità per sviluppare nuove terapie in aree in cui ancora non riusciamo a intervenire, fornire una serie di strumenti che possano aiutare chi spera in nuove cure". Sotto la lente di Folloni e del suo team "i circuiti cerebrali dell'umore". Missione: "Capire le sue fluttuazioni, fino ai casi più estremi", quindi depressione e bipolarismo, "capire come questi circuiti nell'interazione con la nostra quotidianità a un certo punto sfuggono di mano". Un tema molto ampio, assicura. Si parla di "mental health, e anche di benessere". Folloni risponde dagli Usa, mentre è impegnato nelle operazioni che a breve lo porteranno a mettere in moto la sua attività scientifica qui a Milano. "Contiamo di iniziare al più presto. Mi trovo adesso a New York, alle prese con tutte quelle questioni pratiche che il dover chiudere anni di vita implica". Quello che più pesa quando si lascia il proprio Paese, spiega, è "il non riuscire ad esserci per le persone a cui teniamo, è uno dei prezzi che paghi. Quindi è sicuramente positivo il fatto che con una macchina potrò raggiungerli in breve tempo. Molte volte quando gli studenti mi chiedono un consiglio, dico loro: tutto dipende da come vedete voi stessi nel futuro. Deve esserci anche questo fattore da considerare, perché la scienza ti dà tanto e ti toglie tanto. E una delle cose da accettare è essere lontani da casa e dagli affetti". I fondi Erc per Folloni rappresentano una nuova opportunità. "Siamo in un momento unico a livello scientifico e tecnologico. Assistiamo a quanto la tecnologia possa fare e non semplicemente a livello di macchine". Intelligenza artificiale significa anche "algoritmi che sono parte della ricerca scientifica. Se i finanziamenti aumentano, col tempo possiamo avere grosse possibilità anche per rispondere a quelle famose domande che muovono la scienza. Un altro problema è che non basta produrre validi scienziati, dottorandi, ricercatori, se quando arrivano al momento di essere indipendenti e stabilizzarsi", per queste menti brillanti "non ci sono più i fondi. Deve esserci un sistema che permetta a chi sceglie questa carriera di avere possibilità e prospettive e svilupparsi in un proprio cammino. E non è detto che in Italia questo non vada bene e in America sia tutto un sogno. Per esempio, una nota altamente positiva dell'Italia è che si può andare all'università a costi accessibili, senza dover fare dei debiti per poter studiare". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
De Luca (ProfessionItaliane): "Soddisfazione per approvazione ddl riforma professioni ordinistiche"
(Adnkronos) - "Esprimo grande soddisfazione per l'approvazione del ddl di riforma delle professioni ordinistiche, un comparto centrale e fondamentale per il Paese che merita di avere regole moderne che esaltino il valore sociale degli Ordini. Ringrazio la Premier Meloni e tutto il Governo per avere voluto dare questo forte segnale verso i professionisti ordinistici". Così Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei Consulenti del lavoro e di ProfessionItaliane, l'associazione che riunisce 24 dei 28 Ordini, commenta l'approvazione della riforma degli ordini da parte del Consiglio dei Ministri. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Appello a leader G20, economia globale a un bivio, ecco la nuova via per la crescita
(Adnkronos) - In un'era di frammentazione e volatilità, l'economia mondiale si trova a un bivio, in cerca di un nuovo motore per la crescita. E' in questo contesto che il G20, quest'anno sotto la presidenza del Sudafrica, si riunisce per affrontare le sfide più pressanti. Il Business 20 (B20), che riunisce le associazioni datoriali e imprenditoriali dei Paesi membri, ha appena presentato le sue raccomandazioni, sottolineando la necessità cruciale di collaborazione e standardizzazione per raggiungere gli obiettivi di sviluppo globale. Ad integrazione delle raccomandazioni, come ormai prassi consolidata, è stata pubblicata la relazione congiunta di B20, Business at Oecd (il forum imprenditoriale dell'OCSE) e International organisation of employers (Ioe). Il documento, a quanto apprende Adnkronos/Labitalia, intitolato 'Implementare le piattaforme di finanziamento: una soluzione alla frammentazione', è un appello ai leader del G20: creare sinergie per sostenere gli investimenti in Africa e non solo, con l'obiettivo di generare una crescita duratura e resiliente, ponendo particolare attenzione alle comunità locali e alle piccole e medie imprese. Il documento, redatto sotto la guida di Gianluca Riccio, presidente del Comitato Finanza del Business at Oecd e co-presidente della commissione Finanza e Infrastrutture del B20, presenta soluzioni pratiche e casi concreti che dimostrano come tali piattaforme possano catalizzare la crescita economica e integrare aspetti sociali e ambientali. Come ha spiegato Riccio, il documento rappresenta un'esortazione all'azione per i leader del G20: dare seguito agli impegni assunti nel 2023 e 2024, accelerando l'adozione di meccanismi pratici per mobilitare risorse adeguate e tempestive per i programmi di investimento a lungo termine. "Il comunicato dei leader del G20 del 2024 ha già posto le basi per questo cambiamento," ha affermato Riccio, "concordando sull'importanza di piattaforme di finanziamento flessibili e interconnesse, prive di attriti amministrativi. Questo documento si basa su tale visione, proseguendo il lavoro del B20 sul 'Propulsore di crescita sostenibile' (SGP), come un percorso concreto per mobilitare capitali pubblici e privati". L'obiettivo è superare i limiti degli approcci tradizionali basati sugli aiuti per dirigersi verso un modello di investimento che generi una trasformazione duratura. Il vero progresso, prosegue Riccio, “deriva dalla creazione di opportunità economiche autosufficienti che attraggono capitali a lungo termine, stimolano la partecipazione del settore privato, alimentano l'innovazione (anche con l'adozione dell'intelligenza artificiale) e rafforzano le capacità locali. Le piattaforme finanziarie, se ben strutturate, sono il perno cruciale di questo meccanismo, incanalando i capitali in modo efficiente attraverso infrastrutture digitali e tassonomie condivise. Si abbandonano così approcci frammentati e incoerenti, basati sulla dipendenza dagli aiuti, per abbracciare soluzioni strategiche guidate dagli investimenti, che rafforzano il ruolo delle MPMI, delle startup e delle fintech, aiutando anche le imprese informali a regolarizzarsi". Le nazioni africane non sono solo partecipanti in questa nuova agenda, ma il suo cuore pulsante. Con 1,4 miliardi di abitanti e un'età media inferiore ai 20 anni, l'Africa è il continente più giovane del pianeta. Le strategie di investimento che sbloccano il loro potenziale, rappresentano un pilastro essenziale per la crescita economica globale, la riduzione della povertà e lo sviluppo sociale. Con il passaggio del continente africano dagli aiuti agli investimenti si promuoverebbe una collaborazione innovativa tra settore pubblico e privato e una maggiore integrazione regionale. Gli sforzi devono concentrarsi su un approccio sistemico, sfruttando i progressi tecnologici per migliorare la produttività e la competitività. È fondamentale favorire la collaborazione per gestire le dipendenze reciproche e rafforzare la resilienza in un contesto globale sempre più frammentato frammentato. In linea con gli obiettivi della presidenza sudafricana del G20, le soluzioni delineate possono contribuire a implementare in modo efficace i programmi di investimento. Con l'implementazione di azioni e politiche coordinate, i governi possono creare un ambiente favorevole per innescare il potenziale delle economie locali, promuovendo crescita, emancipazione femminile e inclusione finanziaria. Riccio cita l'esempio dell'Italia: "Il Piano Mattei è lo sforzo dell'Italia per ridefinire il suo rapporto con l'Africa su un approccio di sviluppo basato sulla partnership, favorendo il mutuo beneficio e la crescita economica". Tuttavia, le sfide persistono. Oltre ai rischi tradizionali, ostacoli cruciali come la mancanza di formazione manageriale per gli imprenditori e il crescente divario nelle competenze digitali minacciano di limitare gli investimenti e l'adozione dell'Ia. Affrontare queste problematiche in maniera sistematica è di primaria importanza. Riccio conclude richiamando "l’importanza di guardare a meccanismi che si basino su dinamiche della domanda: stimolando così la produttività, e quindi attirando capitali privati. Questo può generare moltiplicatori economici misurabili che possono affiancare, e non sostituire, le misure di aiuto. I leader del G20 dovrebbero sostenere attivamente tali 'sandbox' controllate e, in caso di successo, estenderle a contesti più ampi, rendendo gli investimenti lo strumento centrale e relegando le sovvenzioni a un ruolo di complemento". ---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Studio Asl Roma 2-Novartis, 145mila persone a rischio evento cardiovascolare
(Adnkronos) - Nel territorio dell'Asl Roma 2 sono 145mila le persone a rischio di sviluppare un evento cardiovascolare, di cui 41.800 a rischio alto e molto alto, ma circa il 40% di loro non ha effettuato alcuna visita cardiologica e il 15% non ha mai monitorato il colesterolo. E' quanto emerge dai risultati della stratificazione realizzata su circa 1,3 milioni di cittadini della Asl nell'ambito del protocollo d'intesa tra l'Asl Roma 2 e Novartis, focalizzato sulle dislipidemie. L'accordo, siglato nel 2022 con una lettera di intenti con la Regione, ha l'obiettivo di esplorare strategie volte a ridurre l'impatto delle patologie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte nel Lazio. Nell'ambito del progetto, Novartis ha messo a disposizione le proprie competenze applicandole a informazioni anonime e aggregate, nel pieno rispetto della privacy dei cittadini. Secondo le stime - ricorda una nota - nel Lazio sono oltre 110mila le persone con colesterolo Ldl (quello cosiddetto 'cattivo') che non si controllano regolarmente: a partire dai risultati della stratificazione del rischio cardiovascolare, la Asl Roma 2 ha delineato uno specifico percorso di salute, con l'apertura presso l'ospedale Sandro Pertini di un ambulatorio dedicato alle dislipidemie per rispondere ulteriormente ai bisogni dei cittadini e attuare interventi di prevenzione secondaria per ridurre il rischio cardiovascolare. "L'iniziativa messa in campo per le persone a rischio cardiovascolare e l'apertura di un ambulatorio dedicato alle dislipidemie sono molto importanti, peraltro nell'Asl con più popolazione nel Lazio e in Italia: 1 milione e 300mila abitanti. La prevenzione e la presa in carico sono le strade maestre da perseguire, per ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso ma anche, nel caso specifico di questa importante campagna, la mortalità e le ospedalizzazioni legate alle patologie cardiovascolari", dichiara Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio. "Questa campagna, utile alla stratificazione del rischio cardiovascolare per circa 145mila assistiti della Asl Roma 2 - aggiunge - dimostra come la sinergia tra un'azienda sanitaria pubblica e una grande azienda farmaceutica, come Novartis, possa dare dei risultati di assoluta rilevanza per i cittadini della nostra regione. E' fondamentale, ora, continuare su questa strada: la prevenzione in sanità non è un costo, ma costituisce un investimento, in particolare in termini di salute e benessere". L'ambulatorio - si legge nella nota - rappresenta un nuovo modello di medicina basata sul valore, per affrontare in modo concreto le sfide cruciali della sanità, migliorando la presa in carico dei pazienti a rischio cardiovascolare e contribuendo alla sostenibilità del sistema sanitario. "I risultati emersi dal progetto - commenta Antonino Granatelli, direttore Uoc Cardiologia ospedale Pertini Asl Roma 2 - mettono in evidenza l'urgenza di intervenire con un follow-up mirato sui pazienti a rischio cardiovascolare elevato, che presentano peggiori condizioni di salute rispetto alla media della popolazione. Grazie alla stratificazione del rischio cardiovascolare, realizzata nell'ambito del protocollo d’intesa tra la Asl Roma 2 e Novartis, abbiamo la possibilità di intervenire in modo mirato e per questo abbiamo delineato uno specifico percorso di salute, con un ambulatorio dedicato alle dislipidemie presso l'ospedale Pertini. Ci auguriamo che questa iniziativa possa contribuire a ridurre in modo significativo il tasso di ospedalizzazione e di mortalità causato dalle malattie cardiovascolari sul nostro territorio". Secondo quanto stimato nell'ambito dell'analisi svolta, il miglioramento del follow-up dei soggetti a rischio alto e molto alto potrebbe ridurre la mortalità ospedaliera fino a 7 punti percentuali, oltre che ridurre la degenza ospedaliera da 11 a 6 giorni, permettendo di ottimizzare l'uso delle risorse del Ssn anche a beneficio delle liste d'attesa. "Come azienda, impegnata a contrastare le malattie cardiovascolari, siamo orgogliosi di avere avuto l'opportunità di mettere le nostre competenze al servizio della Asl Roma 2, per collaborare a questo importante progetto, volto a ridurre il pesante impatto delle dislipidemie sul territorio - afferma Valentino Confalone, amministratore delegato di Novartis Italia - I risultati emersi non lasciano dubbi sull'emergenza sanitaria rappresentata dalle malattie cardiovascolari e sul valore di interventi mirati di follow-up sulla popolazione a rischio elevato. Ci auguriamo che questo progetto possa rappresentare un esempio virtuoso anche per altre realtà dove le malattie cardiovascolari mettono a rischio la salute delle persone e dell’intera società". Questa collaborazione si aggiunge a quella già in corso nell'ambito cardiovascolare in Toscana, Campania, Sicilia e Piemonte. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
GeForce NOW: l'architettura Blackwell RTX rivoluziona il cloud gaming
(Adnkronos) - Il futuro del gaming è sempre più nel cloud e GeForce NOW si prepara a compiere il suo più grande salto di qualità. A partire da mercoledì 10 settembre, il servizio di streaming di NVIDIA si aggiornerà con l'architettura Blackwell RTX, portando una potenza di calcolo equivalente a una GPU di classe GeForce RTX 5080 direttamente sui dispositivi dei suoi abbonati. Questo massiccio upgrade non solo promette di spingere il cloud gaming a livelli mai visti prima in termini di risoluzione e frame rate, ma lo fa senza aumentare i prezzi di abbonamento. L'architettura Blackwell RTX rappresenta il cuore pulsante di questa rivoluzione. Le nuove GPU di classe GeForce RTX 5080 garantiranno un'impressionante potenza di calcolo di 62 teraflops, con un frame buffer da 48 GB, offrendo performance superiori di oltre tre volte rispetto alle attuali console e un frame rate 2,8 volte più veloce rispetto ai server della generazione precedente. L'aggiornamento introduce anche una serie di funzionalità avanzate: Massime prestazioni nel cloud: NVIDIA DLSS 4 con Multi Frame Generation permetterà lo streaming a risoluzione 5K e 120 fotogrammi al secondo (fps), performance un tempo esclusiva dei PC più potenti. Per i titoli competitivi, la tecnologia NVIDIA Reflex assicurerà un'esperienza fluida con stream fino a 360 fps a 1080p e una latenza di rete inferiore a 30 millisecondi. Fedeltà visiva rivoluzionaria: la nuova modalità Cinematic Quality Streaming garantirà colori più ricchi, testi più nitidi e scene cristalline grazie al campionamento 4:4:4 chroma, all'AI sharpening e alla codifica AV1 avanzata.
Supporto per più dispositivi: gli abbonati Ultimate potranno ora godere di 90 fps su Steam Deck e 4K a 120 fps su Lenovo Legion Go S. Il supporto si estende anche a monitor e TV LG compatibili e a periferiche come i volanti da corsa Logitech. L'innovazione più significativa per gli utenti è l'introduzione della funzionalità Install-to-Play. Sfruttando lo storage cloud ad alte prestazioni basato sulla tecnologia NVIDIA NVMesh, i giocatori potranno installare i giochi direttamente nel cloud. Questo raddoppia istantaneamente il catalogo supportato, aggiungendo oltre 2.200 titoli Steam che erano precedentemente non disponibili. In totale, la libreria di GeForce NOW raggiunge ora oltre 4.500 giochi. Gli abbonati Ultimate e Performance disporranno di 100 GB di spazio di archiviazione per sessione, con la possibilità di aggiungere ulteriore spazio persistente a costi flessibili.
L'upgrade arriva in tempo per una serie di uscite molto attese, che saranno tra le prime a sfruttare appieno la potenza della nuova piattaforma. Tra i titoli più caldi in arrivo:
Borderlands 4: il celebre looter-shooter arriverà l'11 settembre su Steam ed Epic Games Store.
Dying Light: The Beast: un mix unico di survival horror e azione in uscita il 19 settembre. The Outer Worlds 2: l'attesissimo sequel di Obsidian Entertainment. Arc Raiders: uno sparatutto co-op dinamico e ad alta tensione. Vampire: The Masquerade – Bloodlines 2: un'avventura GDR oscura e intrigante nel sottosuolo di Seattle.
Hell Is Us: un'avventura misteriosa che unisce combattimento frenetico e un mondo atmosferico.
Call of Duty: Black Ops 7: l'ultima iterazione dell'iconica serie sparatutto. Cinder City: Uno sparatutto tattico futuristico sviluppato internamente da Bigfire Games. Questa settimana, nel frattempo, la libreria si arricchisce di nuovi giochi tra cui l'attesissimo Hollow Knight: Silksong, finalmente disponibile anche su PC Game Pass, e Hell Is Us. La spinta all'innovazione non si ferma alle performance. NVIDIA, Discord ed Epic hanno annunciato una nuova esperienza integrata che permetterà agli utenti di Discord di provare nuovi giochi con gli amici direttamente in streaming, senza la necessità di scaricare o installare nulla, e persino senza possedere il gioco o un abbonamento a GeForce NOW. Il primo titolo a sfruttare questa integrazione è Fortnite. Inoltre, il servizio si espande in nuove regioni come l'India e collaborazioni con provider come Comcast e Deutsche Telekom promettono di migliorare ulteriormente la connettività ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Startup, Digithon: 100 in gara da 11 settembre per decima edizione, ecco programma e grandi ospiti
(Adnkronos) - Cento startup, cinque minuti per convincere, tre giorni di maratona e un solo vincitore: Digithon 2025 è pronta a ripartire. Dall’11 al 13 settembre, le Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie tornano ad ospitare la maratona tech più grande d’Italia, in un’edizione speciale che celebra dieci anni di sfide, visioni e innovazione, con al centro l’intelligenza artificiale, forza trainante della trasformazione globale. Grandi ospiti per un’edizione che segna un nuovo inizio: la nascita della Fondazione con cui Digithon si evolve e si trasforma in un distretto permanente dell’innovazione, con l’obiettivo di trasformare il Mezzogiorno in un hub strategico per il Sud Europa. Sul palco insieme all’ideatore e fondatore Francesco Boccia e alla presidente Letizia D’Amato si alterneranno il presidente della Camera Dei Deputati Lorenzo Fontana, in collegamento il Cardinale Matteo Maria Zuppi, il presidente della Siae Salvatore Nastasi, la direttrice Rai Fiction Maria Pia Ammirati, la giornalista Rai e inviata di guerra Lucia Goracci con Corrado Formigli, il presidente di Unipol Assicurazioni S.p.A Carlo Cimbri, la cantante Sarah Toscano, l’attore Nicolas Maupas, e tanti altri ancora. Non una semplice competizione, ma un luogo in cui le idee si misurano attraverso pitch dinamici e incisivi. In scena, la gara tra le startup più innovative, il confronto diretto con il mondo aziendale, sessioni formative e interventi di rilievo da parte di rappresentanti delle istituzioni e dell’imprenditoria. L’edizione 2025 prenderà il via giovedì 11 settembre alle Vecchie Segherie Mastrototaro, che dalle ore 10, ospiteranno la sfida tra le startup: centinaia di inventors finalisti, selezionati tra oltre 300 progetti arrivati da tutta Italia grazie alla call for ideas, si contenderanno il titolo. L’apertura ufficiale sarà affidata a Francesco Boccia e Letizia D’Amato, mentre timonieri della maratona saranno Giuseppe Mastrodonato, cto e cofounder Digithon, ed Ennio De Iapinis, lawyer e cofounder Digithon. Nel corso della giornata non mancheranno momenti di approfondimento e dibattiti con esperti di innovazione e nomi di primo piano delle aziende a partire dalle 12 con il panel a cura di Marianna Ronzoni, responsabile valutazione e crescita startup Intesa Sanpaolo innovation center. Numerosi i confronti con figure di spicco del panorama aziendale anche nel pomeriggio: alle ore 16, Salvatore Nastasi, presidente della Siae, in dialogo con Francesco Boccia, parlerà di 'AI e nuove sfide sul copyright', analizzando opportunità e rischi dell’Intelligenza Artificiale nel mondo della creatività. Alle 17.30, Tiziana Loporchio, talent acquisition and university relations group director di Fincons Group approfondirà i 'Ponti Digitali: dove l’innovazione incontra il talento'. In chiusura, spazio ai Digithon beer&code con 'Da caos a controllo: guidare progetti Tech al successo (e come l'Ia può diventare il tuo copilota)', il primo boot camp a cura di AuLab con Giancarlo Valente, Cto di AuLab, presso la Terrazza delle Vecchie Segherie. Anche la seconda giornata di competition, venerdì mattina dalle 10, sarà scandita da una serie di interventi di rilievo e momenti di riflessione sul futuro dell’innovazione: alle 10.30 Francesco Boccia insieme al Cardinale Matteo Maria Zuppi in collegamento con le Vecchie Segherie, affronteranno il tema centrale di questa edizione in 'Intelligenza Artificiale: restiamo umani', un dialogo che intreccia tecnologia, etica e visione sociale. Alle 12, il panel 'Digithon: 10 anni di idee' celebrerà il decennale della maratona digitale con alcuni dei suoi partner storici: si confronteranno Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari-Bat, Alessandra Modenese, direttrice regionale Basilicata, Puglia e Molise Intesa Sanpaolo, Michele Ruta, Politecnico di Bari, moderati da Raffaele Barberio. Nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, spazio alla contaminazione tra arte e tecnologia con 'Dall’osso all’intelligenza artificiale', il panel del musicista, artista concettuale e inventore Alex Braga. A seguire il talk del Gruppo Fs Italiane, a cura di Stefano D’Albora, group innovation head di Ferrovie dello Stato Italiane, Angela Nocita, responsabile innovation factory-Fs Group, Giulia Santopaolo, responsabile innovation governance-Fs Group, con la partecipazione di Raffaele Barberio. Per concludere, il secondo appuntamento con Digithon beer & code dedicato a 'Agentic applications in pratica con il vibe coding. Costruire applicazioni agentiche con CrewAI e il paradigma multi-agente', con Giancarlo Valente di AuLab. L'ultimo giorno di maratona, sabato 13 settembre, si aprirà alle ore 10 con i pitch finali dei progetti ancora in gara, pronti a conquistare l’attenzione del Comitato scientifico. Alle 10.30 Giuseppe Perrone, Partner, technology consulting ai&data leader di EY Italy & blockchain leader di Ey emeia, Carlo Rosini, ceo Postel Spa, società del Gruppo Poste Italiane, Mario Ettorre, chief information security officer presso Invitalia - S.p.A, e Davide Longo, department of computer engineering, modeling, electronics, and systems engineering - university of Calabria, con la partecipazione di Pier Luigi Pisa, giornalista de La Repubblica, saranno protagonisti di 'Ai: rivoluzione o evoluzione? focus su physical e sovereign Ai'. Alle 12 con Philip Morris manufacturing & technology Bologna, si parlerà di 'Partnership pubblico-privato per l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie: casi e iniziative di successo', insieme ad Euclide Della Vista, ceo Mediafa e presidente Its Academy Lazio Digital e Antonio Sacchetti, presidente della piccola industria di Confindustria Bari-Bat. Alle 18.30 uno dei momenti più attesi dell’intera manifestazione, aspettando la proclamazione del vincitore di Digithon 2025: l’annuncio dei riconoscimenti delle aziende, con l’assegnazione di borse di studio, grant economici e percorsi di accelerazione per un montepremi complessivo di oltre 50.000 euro. Dalle 19.30, Piazza Castello diventerà il cuore pulsante dell’evento: Francesco Boccia e Letizia D’Amato apriranno la serata, seguiti da Barbara Gallavotti, giornalista, scrittrice, divulgatrice scientifica e conduttrice Rai3, con il suo intervento 'Il Futuro è già qui', un viaggio tra le intelligenze umane e quelle artificiali. Quindi a salire sul palco sarà il presidente della Camera Dei Deputati, Lorenzo Fontana, intervistato da Myrta Merlino su 'L’Intelligenza artificiale al servizio della Repubblica'. Merlino si confronterà poi con Carlo Cimbri, presidente di Unipol Assicurazioni S.p.a., per riflettere su come 'Innovare al tempo della trasformazione'. Barbara Carfagna, giornalista Rai, parlerà di 'Agentic Ai: il ruolo dell'intelligenza artificiale per la ricostruzione dei territori colpiti da guerra e cambiamenti climatici', mentre Lucia Goracci e Corrado Formigli affronteranno il tema 'Verità sotto assedio: il ruolo dell’informazione in un mondo in guerra'. Spazio alla musica con 'Talento nella giungla dei social', dove la giovane artista Sarah Toscano dialogherà con Paolo Giordano e regalerà una performance live per accendere la piazza. A seguire, Maria Pia Ammirati, direttrice Rai Fiction, e l’attore Nicolas Maupas intervistati da Nunzia De Girolamo, esploreranno il mondo de 'Le serie Tv e le nuove frontiere delle piattaforme'. E ancora i 'Digithon Heroes: quelli che ce l’hanno fatta', le startup più innovative per cui Digithon è stato un vero e proprio volano verso il successo. Subito dopo le conclusioni affidate a Mario Aprile e Francesco Boccia, l’atteso verdetto con la proclamazione dei vincitori di Digithon 2025 decretati dal comitato scientifico insieme alle votazioni on-line: per loro un assegno di 10.000 euro offerto da Confindustria Bari e Bat. A determinare il vincitore assoluto di Digithon 2025 oltre ai giudizi del comitato scientifico, come sempre contribuirà anche il voto social: per supportare e far vincere la propria startup preferita, infatti, si potrà votare online attraverso la pagina web www.digithon.it dove è consultabile l’elenco completo dei progetti in gara; il portale è oggi il principale punto di riferimento in rete in continua espansione che conta oltre 2400 startup. Tra i partner di Digithon i nomi delle più importanti imprese italiane, le over the top, i grandi investitori e alcuni tra i principali operatori finanziari del nostro Paese: Confindustria Bari e Bat, Intesa Sanpaolo, EY, Enel, Poste italiane, Siae – società italiana degli autori ed editori, GoBeyond, Telenorba, Google, Ferrovie dello Stato Italiane, Fincons Group, Philip Morris Italia, Aifi, Aulab, Bitdrome, Aws, Binp, B4i - Bocconi for Innovation, Mint, Maldarizzi, Zest. Partner istituzionali: Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università del Salento, Invitalia, Esa Bic Brindisi, Distretto produttivo dell’informatica. ---lavoro/start-upwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
L'Università Campus Bio-Medico di Roma lancia Piano parità di genere 2025
(Adnkronos) - L'Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) rafforza il suo impegno per la parità di genere con il Piano di Parità di genere 2025 (Gep), frutto di un lavoro pluriennale e di investimenti concreti in persone, strutture e cultura organizzativa. Il piano fotografa la realtà dell'ateneo e traccia un percorso strategico per consolidare i progressi, valorizzare il merito e sostenere le carriere femminili, in linea con la missione di eccellenza e innovazione dell'ateneo. All'Ucbm - sottolinea l'ateneo in una nota - le studentesse stanno ridefinendo il panorama delle discipline Stem (Scienza, Tecnologia, Matematica e Ingegneria), rappresentando oggi il 61,4% degli iscritti e consolidando un trend di crescita costante nelle aree ingegneristiche, delle scienze biologiche e tecnologie alimentari, e nelle discipline medico-sanitarie. I numeri raccontano anche performance accademiche eccellenti: nel 2023 il 63,8% dei 585 laureati sono state donne. Il 55% delle studentesse si laurea con votazione massima, contro il 42,9% dei colleghi. Nei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico le studentesse si laureano in corso in percentuale superiore o pari rispetto agli studenti. Il successo accademico non si limita ai confini nazionali, precisa Ucbm: i programmi di mobilità internazionale confermano una partecipazione femminile significativa. Nell'anno accademico 2023/2024, il 64,6% degli studenti Erasmus+ in uscita sono state donne e l'ateneo ha accolto studentesse straniere per un 77,8% del totale in ingresso. Anche nel mercato del lavoro, le laureate Ucbm confermano la loro leadership: a 1 anno dalla laurea triennale, il tasso di occupazione femminile supera quello maschile (40,5% contro 23,6%), e a 5 anni dalla laurea le donne mantengono percentuali più elevate di occupazione per tutti i corsi di studio, confermando la piena efficacia del percorso formativo. Questo andamento rappresenta una netta controtendenza rispetto al panorama nazionale, in cui solo il 16,8% delle giovani donne tra i 25 e i 34 anni si laurea in discipline Stem, contro il 37% degli uomini. Si tratta di un dato di grande rilevanza sociale: le competenze femminili in ambito ingegneristico, scientifico e medico-sanitario sono sempre più richieste dalle aziende, che affrontano un gap crescente tra domanda e offerta di talenti qualificati". Ucbm - si legge in una nota - dimostra come investimenti strategici, politiche mirate e un ambiente accademico inclusivo possano tradursi in risultati concreti, creando un modello virtuoso. Le studentesse sono protagoniste di un cambiamento strutturale, con impatto diretto sull'innovazione e sul futuro del lavoro in Italia. Dal 2010 al 2024 il numero complessivo degli assegnisti di ricerca all'Ucbm è molto cresciuto, passando da 20 unità nel 2010 a 57 nel 2024, accompagnando la crescita complessiva dell'ateneo. In questo contesto, la componente femminile ha registrato un incremento nettamente superiore rispetto agli uomini: dal 2018 al 2024 le donne sono aumentate del 154% circa, mentre gli uomini del 85% Tra docenti e amministrativi e dirigenti, cresce la leadership femminile all'Ucbm. Negli ultimi anni - riporta l'ateneo - il corpo docente dell'Università Campus Bio-Medico di Roma ha registrato una crescita complessiva del 44% della componente femminile: dal 2020 al 2024 le docenti sono passate da 39 a 56 unità. Parallelamente, la partecipazione femminile ai ruoli decisionali ha fatto registrare progressi importanti: nello stesso periodo, la loro presenza nelle commissioni concorsuali è cresciuta dal 23% al 35%. Anche nel personale tecnico-amministrativo si osserva un trend di crescita costante della componente femminile negli ultimi 14 anni. Complessivamente, le donne sono passate da 48 nel 2010 a 100 nel 2024, registrando un incremento del 108% rispetto agli uomini che nello stesso periodo sono aumentati da 48 a 72 unità, registrando un incremento del 50%. Inoltre, la componente femminile ha registrato una crescita particolarmente significativa nei ruoli operativi, passando da 32 nel 2010 a 82 nel 2024, con un aumento del 156%. A completare questo quadro, oggi si contano 4 donne dirigenti in posizioni strategiche, segno di una cultura che mette le donne al centro, riconoscendo il loro contributo nella gestione dello sviluppo dell'ateneo. L'incremento della presenza femminile nei ruoli decisionali non solo migliora l'equilibrio della governance, ma produce anche un cambiamento strutturale e solido, promuovendo una leadership che ispira le nuove generazioni e rafforza la coesione interna dell'università". Ucbm - ricorda l'ateneo - ha costruito un sistema di welfare integrato, progettato per accompagnare e sostenere le carriere femminili e rafforzare il senso di appartenenza e coesione della comunità accademica: "Asilo nido e centri estivi per i figli dei dipendenti, con iscrizioni agevolate, per permettere alle famiglie di conciliare lavoro e cura dei figli; smart working e flessibilità lavorativa per le donne in gravidanza e per i genitori in caso di adozione o affido, favorendo l'equilibrio tra vita privata e professionale; polizza assicurativa per tutti i dipendenti amministrativi, a garanzia di sicurezza e benessere. L'impegno per il futuro. Il Piano di Parità di genere 2025 delinea la visione strategica dell'ateneo per la promozione e il raggiungimento della parità di genere e si propone di valorizzare la piena partecipazione di tutte le persone alle attività dell'ateneo. Lo scopo è la promozione e diffusione di una cultura che contrasti ogni forma di discriminazione di genere e che promuova il livellamento delle asimmetrie determinate dall'orientamento sessuale e dalle differenti abilità psico-fisiche, attraverso un programma integrato di azioni che creino le condizioni favorevoli allo sviluppo di una realtà sempre più integrata, caratterizzata da relazioni interpersonali sane, che affonda le radici nelle virtù umane e nel rafforzamento dei valori fondanti. Per Eugenio Guglielmelli, rettore Ucbm, "il Piano di Parità di genere 2025 è una dichiarazione concreta della nostra missione: investire sulle persone, garantire pari opportunità e costruire un ambiente accademico dove merito, eccellenza e talento siano ben riconosciuti e valorizzati per tutta la comunità studentesca e per tutto il nostro personale accademico e tecnico-amministrativo". Commenta Simonetta Filippi, prorettore allo Sviluppo accademico integrato e responsabile del Gep Team: "Il Gep 2025 è un importante contributo a servizio della comunità accademica. Il lavoro di osservazione sulla realtà dell'università, lo scambio e il confronto di idee con i colleghi, la progettazione di attività e iniziative, sono stati un'esperienza di riflessione e di crescita, che ha portato alla definizione degli obiettivi operativi contenuti e pubblicati nel Gep 2025". Aggiunge Paolo Passi, direttore Risorse umane Ucbm: "La realizzazione del Piano di Parità di genere 2025 rappresenta per noi un impegno autentico verso una gestione più equa e inclusiva delle risorse umane. I risultati raggiunti negli ultimi anni confermano che investire sulla valorizzazione delle competenze femminili e sul welfare significa generare un impatto positivo non solo sulla qualità del lavoro, ma anche sulla coesione e sul benessere dell'intera comunità accademica. La crescita del personale femminile in ruoli manageriali e di ricerca dimostra che la parità di genere è una leva strategica per lo sviluppo sostenibile e innovativo del nostro ateneo. I nostri investimenti in strutture, welfare, eventi e politiche di conciliazione rappresentano un impegno tangibile per sostenere la crescita dei percorsi professionali delle donne e la cultura dell'inclusione." ---universita/politiche-universitariewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
La Cina svela un arsenale hi-tech: laser, missili e droni
(Adnkronos) - Un imponente dispiegamento di tecnologia e potenza militare ha sfilato ieri nel cuore di Pechino, in occasione della Parata della Vittoria per l’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. La Cina ha messo in scena una dimostrazione deliberatamente intimidatoria, presentando un arsenale d’avanguardia con l'obiettivo di rimarcare la propria autonomia tecnologica e la capacità di deterrenza in un contesto di tensioni geopolitiche crescenti. L'evento ha trasmesso un messaggio chiaro: la visione di un nuovo ordine mondiale di Xi Jinping sarà sostenuta da armi hi-tech che, in molti casi, sembrano aver superato quelle delle potenze rivali.
Al centro della parata si è imposta la triade nucleare, presentata in modo esplicito e coordinato. Ha debuttato il nuovo missile balistico intercontinentale DF-61, il primo ICBM a entrare in servizio dal 2019, trasportato su un lanciatore mobile a otto assi che ne aumenta significativamente la capacità di sopravvivenza. Accanto a esso, hanno sfilato la versione aggiornata del missile a lunghissimo raggio DF-5C e il JL-3, un missile balistico lanciato da sottomarini, elemento chiave per garantire una capacità di secondo colpo inattaccabile.
Il missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarini JL-3 durante la parata militare per l’80° anniversario della vittoria sul Giappone, Piazza Tiananmen, Pechino, 3 settembre 2025 - Credits GREG BAKER / AFP
Oltre ai sistemi strategici, Pechino ha messo in mostra i suoi nuovi missili ipersonici antinave, tra cui lo YJ-15, lo YJ-17, lo YJ-19 e lo YJ-20. Particolare attenzione ha suscitato lo YJ-17 che, con la sua architettura boost-glide, è progettato specificamente per eludere le difese e colpire obiettivi come le portaerei. Questi veicoli ipersonici (HGV) possono trasportare testate a velocità superiori a cinque volte quella del suono, seguendo traiettorie di volo irregolari che rendono inefficaci i sistemi di difesa missilistica.
Missili ipersonici durante la parata militare per l’80° anniversario della vittoria sul Giappone, Piazza Tiananmen, Pechino, 3 settembre 2025 - Credits GREG BAKER / AFP
Armi a energia diretta e droni intelligenti: il futuro della guerra
La parata ha messo in evidenza le armi a energia diretta (DEW), considerate all'avanguardia della tecnologia militare. Pechino ha esposto due versioni: un massiccio laser per la difesa aerea navale e una versione più compatta, montata su camion, per la protezione delle truppe di terra. Le armi a energia diretta (DEW) sono state tra i protagonisti della parata, ponendosi come una vera e propria rivoluzione tecnologica nel campo della difesa. La loro importanza strategica risiede non solo nella capacità di neutralizzare le minacce in modo silenzioso e invisibile, ma anche in un radicale cambio di paradigma rispetto alle armi cinetiche tradizionali. A differenza di proiettili o missili, le DEW, che includono sistemi laser e a microonde ad alta potenza (HPM), non si basano sulla forza di impatto per la distruzione, ma utilizzano energia elettromagnetica. Un raggio laser, ad esempio, concentra un fascio di fotoni su un punto preciso per surriscaldare, perforare o disattivare un bersaglio in frazioni di secondo. I sistemi HPM, invece, emettono fasci di energia a radiofrequenza che possono disturbare o distruggere i circuiti elettronici interni dei velivoli e dei droni nemici. Questo approccio presenta vantaggi operativi ed economici significativi. In primo luogo, le DEW sono estremamente economiche, con un "colpo" laser che costa una frazione rispetto a un singolo missile intercettore. In secondo luogo, la logistica è semplificata, poiché non richiedono il trasporto di munizioni pesanti, ma solo di una fonte di energia. Questo le rende ideali per affrontare gli "sciami" di droni e missili a basso costo che rappresentano una minaccia crescente nei conflitti moderni. Il focus della Cina su queste tecnologie rispecchia un trend globale, con Paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito e Israele che stanno sviluppando attivamente i propri sistemi. Tuttavia, la Cina ha mostrato un livello di maturità e un’applicazione su larga scala che ha sorpreso molti osservatori, come indicato dai sistemi navali e terrestri esposti. I recenti annunci di ricerca, come un nuovo sistema a microonde alimentato da motori Stirling e in grado di operare per ore, o la scoperta di un sistema di raffreddamento che permette ai laser di sparare "all'infinito", suggeriscono che Pechino sta risolvendo alcune delle principali sfide di questa tecnologia, come la dissipazione del calore e l'alimentazione energetica.
Cannone laser LY-I durante la parata militare per l’80° anniversario della vittoria sul Giappone, Piazza Tiananmen, Pechino, 3 settembre 2025 - Credits PEDRO PARDO / AFP
Un'impressionante schiera di droni ha sfilato in diverse formazioni, consolidando l'immagine di una Cina all'avanguardia nella tecnologia degli Unmanned Systems (sistemi senza pilota). L'esposizione non è stata solo una dimostrazione di forza, ma un chiaro segnale della direzione strategica intrapresa dal PLA (Esercito Popolare di Liberazione): l'automazione del campo di battaglia. Tra i sistemi aerei, Pechino ha messo in mostra droni che possono operare come “loyal wingmen”, ovvero gregari intelligenti in grado di supportare caccia stealth con operazioni di ricognizione avanzata, guerra elettronica o attacchi di precisione.
Composizione immagini di sistemi autonomi aerei e terrestri durante la parata militare per l’80° anniversario della vittoria sul Giappone, Piazza Tiananmen, Pechino, 3 settembre 2025 - Credits GREG BAKER e PEDRO PARDO / AFP
Sul fronte terrestre, hanno attirato l'attenzione i "robot wolves", robot quadrupedi armati con mitragliatrici. Soprannominati così per la loro capacità di operare in branco in modo coordinato, questi robot rappresentano un salto tecnologico significativo, come spiegato dalla televisione di Stato CCTV: sono capaci di muoversi agilmente in ambienti urbani e terreni accidentati, e di eseguire manovre complesse, riducendo l'esposizione al rischio dei soldati umani. "Due sviluppi principali segneranno la guerra del futuro: da un lato la proliferazione di droni da combattimento per operazioni sempre più sofisticate e a lungo raggio, dall’altro la necessità di disporre di droni tattici economici per il supporto ravvicinato. Nella guerra in Ucraina, l’impiego massiccio di quadricotteri ha reso possibile un’osservazione costante delle posizioni e dei movimenti avversari, imponendo un cambiamento radicale nelle tattiche terrestri, nel movimento e nel camuffamento. La Cina ha fatto tesoro di questa lezione, riconoscendo l’efficacia dei droni nel logorare le linee nemiche, e ora mira a sostituire parte delle strutture militari tradizionali con sistemi autonomi. Dieci anni fa la tecnologia militare messa in mostra tendeva a essere “copie rudimentali” di equipaggiamenti statunitensi molto più avanzati, ma la parata di Pechino ha rivelato una gamma di armi più innovativa e diversificata, in particolare droni e missili – segno di un complesso militare-industriale ormai maturo", osserva Michael Raska, assistente professore al programma di trasformazioni militari della Nanyang Technological University di Singapore, in relazione alla parata militare cinese.
Immagine di un "robot wolf" creata con il supporto di Gemini
Infine, anche il dominio subacqueo è stato protagonista con il debutto del drone-sottomarino extra-large AJX002. Con una lunghezza di circa 20 metri, questa piattaforma è stata concepita per missioni di sorveglianza e interdizione, replicando nel dominio marittimo la logica dello “swarming” dei droni aerei. Il concetto di "swarming" o guerra dello sciame, basato sulla capacità di coordinare un gran numero di sistemi robotici per risolvere problemi complessi, sembra essere un elemento cardine della futura dottrina militare cinese.
Il drone-sottomarino extra-large AJX002 durante la parata militare per l’80° anniversario della vittoria sul Giappone, Piazza Tiananmen, Pechino, 3 settembre 2025 - Credits GREG BAKER/AFP
Molti osservatori hanno sottolineato che la parata, per sua natura, non ha mostrato l'intera portata delle capacità strategiche di Pechino, lasciando una parte significativa del suo arsenale nascosta. Al contempo, diversi analisti hanno richiamato l'attenzione sulla distinzione tra esibizione pubblica e operatività reale, notando che molti dei sistemi presentati non sono ancora stati testati in contesti di conflitto. Ciononostante, numerosi commentatori hanno riconosciuto che l'evento ha messo in evidenza un significativo salto di qualità del complesso militare-industriale cinese. La parata ha mostrato un ventaglio sempre più diversificato e avanzato di droni, missili ipersonici e difese laser, confermando il crescente livello di maturità tecnologica del Paese. Immagine di cover Credits Alexander Kazakov / POOL / AFP ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Neonatologi, 'in Italia 2.500 casi l'anno di disturbi feto-alcolici'
(Adnkronos) - I disturbi dello spettro feto-alcolico sono la prima causa di disabilità intellettiva nei bambini dei Paesi ad alto tenore economico. Ogni anno nel mondo nascono circa 120mila i neonati destinati a sviluppare questi disturbi, con quasi 2.500 casi in Italia. L'assunzione di alcol durante la gravidanza, anche in piccole quantità - avverte la Società italiana di neonatologia (Sin) - costituisce un grave rischio per la salute del nascituro. Per far luce su questa problematica, il 9 settembre (non a caso il nono giorno del nono mese dell'anno) è stata istituita la Giornata internazionale di sensibilizzazione sui disturbi dello spettro feto-alcolico (Fasd), evento che mira a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle disabilità e sui problemi derivanti dall'esposizione all'alcol in utero. Il termine Fasd racchiude una vasta gamma di anomalie fisiche e neurocomportamentali che possono manifestarsi nei bambini esposti all'alcol durante la gravidanza e l'allattamento, spiega la Sin. Tra le forme più gravi spicca la sindrome feto alcolica (Fas), caratterizzata da malformazioni facciali, microcefalia, deficit di crescita e ritardi neuro psicomotori. I bambini con Fas possono presentare significative difficoltà cognitive e comportamentali, come deficit di funzionalità esecutiva e motoria, di elaborazione/integrazione delle informazioni, discrepanze tra abilità verbali e non verbali, disturbi di apprendimento, dell'attenzione e iperattività, che se non diagnosticate e trattate precocemente possono portare a conseguenze negative durante l'adolescenza e l'età adulta, quali scarso rendimento scolastico o lavorativo, mancanza di autonomia e difficoltà nelle relazioni sociali. La prevalenza della Fas a livello mondiale oscilla tra lo 0,5 e i 3 casi ogni mille nati vivi, mentre l'intero spettro dei disturbi correlati riguarda circa l'1% della popolazione globale. "Questi dati evidenziano come la Fasd sia la prima causa di disabilità intellettiva nei bambini dei Paesi ad alto tenore economico, totalmente prevenibile mediante l'astensione dal consumo di alcol in gravidanza", sottolineano i neonatologi. "Nonostante queste evidenze, molte future madri continuano a consumare bevande alcoliche, convinte che un consumo 'moderato' di vino, birra, aperitivi, amari o superalcolici non possa nuocere al feto", afferma Luigi Memo, segretario del gruppo di studio di genetica clinica neonatale della Sin. L'Europa - riporta la Sin in una nota - è al primo posto nel consumo di alcol, il doppio rispetto alla media mondiale. In particolare, in Italia un'indagine del 2020 ha rilevato che il 66% delle donne in età fertile ha assunto alcol, con tassi di consumo di alcol e di binge drinking in costante aumento tra i giovani e con l'aggravante che la grande percentuale delle gravidanze non è pianificata, aspetto che può portare a esporre involontariamente il feto a sostanze alcoliche. Inoltre, dalla raccolta dati 2022 del Sistema di sorveglianza bambini 0-2 anni, è emerso che il 15% delle gestanti ha assunto alcol durante la gravidanza, con una maggiore diffusione tra le madri del Centro-Nord. Il consumo di alcol in allattamento risulta ancora più esteso, con tassi attorno al 18% in alcune regioni, in particolare Toscana ed Emilia Romagna. Per avere un quadro più preciso sul consumo di alcol in gravidanza e sull'incidenza e la prevalenza della Fas/Fasd in Italia, il ministero della Salute ha recentemente rifinanziato all'Istituto superiore di sanità un progetto biennale sulla salute materno-infantile, nel quale è previsto il monitoraggio del consumo di alcol in gravidanza tra le donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Al progetto, diretto da Adele Minutillo del Centro nazionale Dipendenze e doping, parteciperanno strutture di Neonatologia e ostetricia in diverse regioni italiane. "E' necessario combattere l'accondiscendenza culturale verso il consumo di bevande alcoliche, anche da parte dei professionisti sanitari - dichiara Massimo Agosti, presidente della Sin - La totale astensione dall'alcol è la sola strada corretta da intraprendere, già da quando si comincia a pensare di voler concepire un figlio. La Fasd è una condizione prevenibile al 100% e i medici, in particolare ginecologi, neonatologi e pediatri, devono fornire informazioni chiare e dettagliate sui rischi associati al consumo di alcol in gravidanza. Per i piccoli esposti all'alcol durante la gravidanza è inoltre fondamentale la diagnosi precoce, che garantisca una presa in carico efficace che preveda cure mediche e neuro-psichiatriche/psicologiche, logopedia, terapia fisica, educazione speciale e altri servizi". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Adolescenti e malattie reumatiche, Sir: "Rientro a scuola aiuta a gestire patologia"
(Adnkronos) - L'inizio di ogni nuovo anno scolastico segna un fondamentale momento di passaggio nella vita di tutti gli studenti, che realizzano di essere diventati più grandi. Simbolo di ripartenza e riorganizzazione, il back to school può rappresentare per migliaia di giovani affetti da malattie reumatologiche pediatriche anche l'occasione in cui ripensare la gestione della propria patologia e affrontare la cosiddetta transizione, lasciando la reumatologia pediatrica per entrare nel mondo della medicina dell'adulto. "In Italia ogni anno 10mila minori ricevono la diagnosi di una malattia reumatologica, come artrite idiopatica giovanile, lupus, connettiviti o vasculiti - spiega Andrea Doria, presidente della Società italiana di reumatologia (Sir) - Dopo essere stati seguiti da uno specialista pediatra, per i più grandi di loro arriverà il momento in cui dovranno iniziare ad affidarsi a un nuovo medico, il reumatologo degli adulti, e diventare attori protagonisti nella cura della propria condizione, affrancandosi gradualmente dall'intervento dei genitori. Così come si preparano ad affrontare nuove sfide scolastiche e autonomia crescente, i ragazzi che convivono con una malattia reumatologica hanno davanti a sé un altro importante 'rito di iniziazione': imparare a gestire una patologia cronica". Nella stragrande maggioranza dei casi, le malattie reumatologiche pediatriche accompagnano il paziente anche nella vita adulta. Questo rende la transizione un passaggio inevitabile e molto delicato che, come ricordano gli esperti della Sir, non può essere lasciato al caso. "Il bambino non è un adulto in miniatura - sottolinea Roberto Felice Caporali, presidente eletto della Sir - Ha esigenze cliniche e assistenziali diverse, legate alla crescita fisica e psicologica. Allo stesso modo, il giovane adulto si confronta con nuovi bisogni, come la contraccezione o la gestione dell'autonomia terapeutica. Per questo la transizione deve essere un processo graduale, strutturato e condiviso tra pediatra reumatologo, reumatologo dell’adulto, paziente e famiglia. Un passaggio disorganizzato può portare a interruzioni di terapia, ritardi nelle cure o perdita di follow-up. La letteratura mostra, invece, che una transizione ben organizzata riduce riacutizzazioni e migliora l'aderenza terapeutica e la qualità di vita". La European Alliance of Associations for Rheumatology (Eular) e la Paediatric Rheumatology European Society (Pres - riporta una nota della Sir - hanno stilato alcune raccomandazioni in proposito: 1. La transizione dovrebbe prevedere una serie di incontri, e non un singolo evento, durante i quali siano presenti entrambi gli specialisti che si avvicenderanno nella presa in carico del paziente; 2. E' necessario un documento di transizione, che riassuma storia clinica e terapeutica del ragazzo; 3. Il processo deve iniziare intorno ai 16 anni e concludersi quando il giovane è pronto, di solito entro i 18–20 anni; 4. Va favorita l'autonomia del paziente nella gestione della malattia (conoscenza dei farmaci, gestione degli appuntamenti), mentre il coinvolgimento dei genitori deve diminuire gradualmente; 5. Quando possibile, va nominato un transition coordinator o nurse manager che accompagni il percorso. "Insomma, non basta spostare un nome da un'agenda a un'altra - precisa Caporali - La transizione non deve essere traumatica, ma un percorso costruito per garantire continuità di cura, fiducia e autonomia al paziente, supportando anche i genitori in questo cambiamento. E' il pediatra reumatologo che valuta quando iniziare il processo, che sarà sicuramente facilitato se la malattia è ben controllata e in remissione. Il reumatologo dell'adulto, dal canto suo, deve essere attento nell'approcciare un paziente che non è di nuova diagnosi, ma ha già un suo vissuto di malattia e di cura di cui tener conto". "E' fondamentale - conclude l'esperto - che il giovane veda i due professionisti collaborare durante gli incontri di transizione. Dovrà iniziare a recarsi in una nuova struttura e a interfacciarsi con nuove persone. Questo può creare disagio, timore, insicurezza. Se il paziente viene introdotto nel nuovo ambiente dal pediatra che lo ha seguito fin dall'inizio, il tutto risulterà più 'indolore'. E quando la reumatologia pediatrica e quella dell'adulto sono distanti, gli strumenti digitali possono venirci in aiuto. Grazie al teleconsulto è più semplice far partecipare tutti i medici necessari all'incontro". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)










