MINI JCW x Deus Ex Machina: due anime, un’unica passione
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MINI e Deus Ex Machina hanno dato vita a una collaborazione che fonde performance, creatività e lifestyle. Due modelli esclusivi, concepiti come manifesti su ruote, rappresentano l’incontro tra il DNA sportivo di John Cooper Works e la filosofia artigianale del brand australiano: The Skeg, elettrica e ispirata al surf, e The Machina, spinta da un motore a combustione dal carattere corsaiolo. Il progetto MINI mette al centro il design puro e funzionale, con dettagli che esprimono autenticità e personalità. Dalle grafiche ai materiali, ogni elemento racconta una cultura condivisa, dove la passione per le auto si intreccia con l’estetica e l’innovazione.
The Skeg è una MINI JCW Electric da 190 kW/258 CV, pensata per incarnare la leggerezza e l’energia delle tavole da surf. La carrozzeria in giallo e argento si distingue per i pannelli in fibra di vetro semitrasparente, capaci di ridurre il peso e migliorare l’aerodinamica. Lo spoiler Flex Tip Surf, ispirato alla curvatura delle tavole, traduce la filosofia del surf in efficienza dinamica. All’interno, il design richiama un surf shop: sedili sportivi rivestiti in neoprene, vani per le mute e comandi ridotti all’essenziale. L’abitacolo esalta l’autenticità, con materiali tattili e funzionali che celebrano la bellezza dell’imperfezione artigianale. The Machina incarna l’anima più grintosa della collaborazione. Con il suo motore a combustione da 170 kW/231 CV, la MINI JCW sfoggia una livrea rosso-bianco-nera che richiama le competizioni. Passaruota allargati, fari supplementari e diffusore ispirato alle corse sul Nürburgring rafforzano l’identità racing, mentre lo scarico centrale amplifica il carattere della vettura. Gli interni sono essenziali e votati alla performance: cinture a 5 punti, pannelli porta alleggeriti, roll-bar a vista e comandi meccanici diretti. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
BMW Motorrad Vision CE 2: nuova era per la mobilità elettrica urbana
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BMW Motorrad presenterà al Salone IAA Mobility 2025 il Vision
CE 2, un concept destinato a ridefinire la mobilità urbana a due ruote. L’obiettivo è offrire un’esperienza di guida sicura, innovativa e sostenibile, senza rinunciare al piacere e alla libertà tipici del marchio. Il nuovo prototipo introduce soluzioni inedite, come la struttura cage con cintura di sicurezza integrata, che permette di circolare senza casco né abbigliamento protettivo tradizionale. Si tratta di un ritorno all’idea anticipata con la BMW C1 di venticinque anni fa, reinterpretata ora con un linguaggio stilistico più emozionale e tecnologico. Il Concept si distingue per un design leggero e dinamico, caratterizzato da linee allungate e da un aspetto arioso, reso possibile dall’impiego di alluminio verniciato e contrasti cromatici netti tra bianco opaco e nero. Dettagli grafici in rosso neon e una seduta essenziale completano l’estetica futuristica del veicolo. Oltre all’impatto visivo, il concept integra una tecnologia di bilanciamento automatico, capace di mantenere la moto in equilibrio anche da ferma. Un’innovazione che unisce sicurezza e praticità, rendendo l’esperienza di guida più rilassata e accessibile.
BMW Motorrad ribadisce così la propria leadership nella mobilità elettrica premium, dopo il successo del CE 04 e del CE 02, modelli che hanno già definito nuovi standard nel settore. Con Vision CE 2, il marchio tedesco proietta ancora una volta la mobilità urbana verso il futuro, puntando su emissioni zero, design rivoluzionario e un approccio emozionale al commuting quotidiano. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Euro 7: test sugli pneumatici e l’importanza di metodi di prova credibili
(Adnkronos) - Con l’introduzione della normativa Euro 7, l’Unione Europea ha compiuto un passo significativo nella transizione verso una mobilità più sostenibile. Il regolamento, approvato nell’aprile 2024, stabilisce per la prima volta dei limiti alle emissioni generate dall’usura degli pneumatici, un fenomeno spesso trascurato ma responsabile di quasi 500.000 tonnellate di particelle disperse ogni anno sulle strade europee.
Michelin, da oltre vent’anni impegnata nella riduzione di questo impatto, sostiene la scelta europea e sottolinea come un metodo di misurazione serio e riproducibile sia essenziale per distinguere i produttori più innovativi e rispettosi dell’ambiente. Non tutti gli pneumatici, infatti, offrono le stesse prestazioni: materiali, architettura e durata chilometrica influiscono direttamente sulle emissioni, con differenze che possono arrivare fino a quattro volte. Al centro della discussione vi è il metodo di prova da adottare. Da un lato, i test su strada in condizioni reali, già sviluppati congiuntamente dall’industria automobilistica e validati dall’ADAC, offrono risultati affidabili e coerenti. Dall’altro, i test in laboratorio su tamburo, ancora in fase di definizione, rischiano di fornire dati parziali e manipolabili, con scostamenti significativi: lo stesso pneumatico può risultare non conforme in un caso e idoneo nell’altro.
Michelin invita quindi ad adottare senza esitazioni il metodo basato su prove reali, continuando parallelamente a perfezionare la ricerca in laboratorio, che in futuro potrà rappresentare un complemento valido se supportato da una piena maturità tecnica. Negli ultimi anni, gli studi condotti da ADAC hanno evidenziato le performance del marchio francese, i cui pneumatici emettono in media il 26% di particelle in meno rispetto ai concorrenti premium. Investimenti in ricerca e sviluppo, nuove soluzioni nella scienza dei materiali e un’attenta progettazione hanno permesso di ridurre sensibilmente le emissioni, con l’obiettivo di rispettare pienamente le soglie Euro 7 già dal 2028 sui nuovi modelli e dal 2030 sull’intera gamma per auto. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Audi Concept C: quando il design incontra l’essenzialità
(Adnkronos) - Milano, città che più di ogni altra racconta il linguaggio del design, ha fatto da palcoscenico alla première mondiale di Audi Concept C, la visione stilistica che segna un nuovo capitolo per la Casa dei quattro anelli. Un evento che ha unito tecnologia, creatività e cultura in un contesto che è già simbolo di rinascimento contemporaneo. Il motto “
Strive for clarity
” sintetizza la nuova filosofia Audi: linee pure, riduzione all’essenziale, nessuna concessione al superfluo. È una dichiarazione di stile, ma anche un modo di ripensare l’automobile come oggetto di desiderio e impatto culturale. «La radicale semplicità è al centro della nostra vision» ha spiegato Massimo Frascella, Chief Creative Officer. Non solo design, ma emozioni: ogni dettaglio, dagli esterni agli interni, è pensato per liberare dalle distrazioni e restituire un’esperienza autentica. La presentazione milanese non è stata solo un unveiling: è stata una celebrazione del legame tra Audi e la città, che dal 2014 ospita l’Audi House of Progress durante il FuoriSalone. Il board di AUDI AG e di Volkswagen Group, designer, architetti, imprenditori e artisti hanno accolto l’invito, trasformando il Portrait Milano in un crocevia di idee e visioni. Tra gli ospiti, nomi come Anna Foglietta, Michele De Lucchi, Gilda Bojardi e Matteo Lunelli.
Audi Concept C si ispira al glorioso passato sportivo della Auto Union Type C, ma lo proietta nel futuro con un linguaggio fatto di verticalità, geometrie pure e interni digitali intelligenti. Una vettura che non è soltanto show car, ma manifesto della direzione che il marchio intraprenderà nei prossimi anni. «Il modo in cui disegniamo le nostre vetture è il modo in cui plasmeremo la nostra Azienda» ha sottolineato Gernot Döllner, CEO di Audi AG. Una dichiarazione che va oltre il design per abbracciare processi, prodotti e strategie, con l’obiettivo di ridefinire il concetto stesso di mobilità premium. Milano, con il suo mix unico di storia e innovazione, ha fatto da cornice a un nuovo inizio: un rinascimento del marchio Audi, in cui la chiarezza diventa lusso e l’essenzialità un nuovo paradigma estetico e culturale. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Settembre d'oro, i ragazzi guariti dal cancro ricominciano dallo sport
(Adnkronos) - Il Settembre d'oro, mese dedicato a livello internazionale all'oncologia pediatrica, parte da Roma con il progetto 'Fatemi provare', lanciato da Fiagop Ets (Federazione associazioni genitori e guariti oncoematologia pediatrica) in collaborazione con Fispes (Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali) e con il contributo di Bristol Myers Squibb. L'iniziativa fa parte del progetto più ampio 'Insieme per crescere', cofinanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ed è dedicata a ragazze e ragazzi con disabilità fisiche e sensoriali che hanno affrontato alcune varie patologie oncologiche. Il progetto - spiega Fiagop in una nota - offre un percorso sportivo intensivo e inclusivo, pensato per aiutare i giovani a riscoprire il movimento e l'autonomia attraverso lo sport. Le discipline proposte includono atletica leggera, tiro a segno, calcio e, per i partecipanti idonei, rugby in carrozzina. Non si tratta solo di allenamenti, ma di un'esperienza che unisce il divertimento alla scoperta di sé e alla costruzione di nuove relazioni. I partecipanti avranno la possibilità di continuare l'attività sportiva anche al termine del progetto, grazie alla vasta rete di società affiliate a Fispes. "Vedere i nostri bambini giocare, ridere e muoversi accanto ad atleti che ogni giorno superano barriere fisiche e mentali sarà una bellissima esperienza - dichiara Sergio Aglietti, presidente di Fiagop - E' un esempio concreto che la vita può continuare anche nei momenti più difficili e che la resilienza si può allenare, proprio come un muscolo. Sarà come costruire un ponte tra due mondi solo in apparenza lontani, ma uniti da una stessa voglia di vivere". L'iniziativa è stata inaugurata presso il Campo Fispes delle Tre Fontane, a Roma, dove è stato siglato un protocollo d'intesa tra Fispes e Fiagop attraverso il quale verranno promosse le attività sportive verso giovani malati o guariti in tutta Italia. Ogni gruppo di 5 ragazzi è seguito da un allenatore qualificato, e per i partecipanti non vedenti è presente un operatore dedicato. Sono in programma anche attività collaterali e incontri con atleti paralimpici di alto livello, per offrire ai ragazzi un'ulteriore fonte di ispirazione. Inoltre, dal 21 al 28 settembre Fiagop promuove la nuova edizione della campagna nazionale 'Accendi d'oro, Accendi la speranza', un'iniziativa di sensibilizzazione che mette al centro il diritto di ogni bambino e adolescente con tumore di accedere alle migliori cure, ovunque si trovi nel mondo. Il programma della campagna, si articola in tre momenti chiave, si legge nella nota. Il primo: illuminazione in luce dorata. Dal 21 al 28 settembre, monumenti e luoghi simbolo in tutta Italia verranno illuminati di luce dorata. Questo gesto vuole 'accendere' l'attenzione del pubblico e delle istituzioni sui temi dell'oncoematologia pediatrica. Durante l'evento sarà possibile distribuire il Gold Ribbon, il nastrino dorato simbolo della causa, che rappresenta la forza e la resilienza dei giovani pazienti e delle loro famiglie. Secondo momento chiave della campagna: la raccolta di sangue 'Ti voglio una sacca di bene'. Sempre dal 21 al 28 settembre, si terrà un'iniziativa dedicata alla donazione di sangue, essenziale per i pazienti pediatrici. Il progetto, realizzato in collaborazione con Fidas e altre realtà locali, sarà attivo presso i principali centri trasfusionali pediatrici e su tutto il territorio nazionale. Infine 'European Standards of Care': un momento cruciale di quest'anno sarà la pubblicazione della nuova versione degli 'European Standards of Care for Children and Adolescents with Cancer', frutto di 4 anni di lavoro di Cci Europe in collaborazione con la Società europea di oncologia pediatrica. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Formazione, Torrielli: "In 2024-26 22mila iscritti a Its, ora finanziamenti o rischio chiusura"
(Adnkronos) - "Il biennio 24-26 ha riportato 22 mila iscritti che sono stati rilevati dalla piattaforma del ministero attraverso i codici fiscali dei ragazzi che si sono iscritti, quindi non sono numeri campati per aria, sono numeri reali". Così, con Adnkronos/Labitalia, Guido Torrielli, presidente di Rete Its Italia, l’associazione che riunisce le Fondazioni degli Istituti tecnologici superiori – Its Academy, rappresentandone la larghissima maggioranza. Secondo Torrielli le aree formative con più iscritti negli Its attualmente sono: "ict tecnologie della comunicazione e dell’informazione dei dati, mobilità sostenibile e logistica, meccatronica e turismo, ciascuna con oltre 5.000 iscritti, fino a 6.000 per biennio", sottolinea. "Noi offriamo, ai ragazzi che sono interessati, percorsi che sono progettati dalle imprese e sono valorizzati dalla presenza di più del 60% di formatori che vengono dalle stesse imprese, da un anno completamente passato in azienda, per poi essere assunti dopo due anni, nel 90% dei casi a tempo indeterminato, in 10 importanti aree tecnologiche che vanno dal meccatronico all'Ict, all'energia ma anche alla moda, anche alla farmaceutica e chimica, all'agroalimentare, al turismo ai servizi alle imprese, compreso il terzo settore" "I nostri numeri, a seconda dei comparti, viaggiano -ribadisce Torrielli- tra il 75% e il 100%, quindi abbiamo una media di quasi il 90% dei ragazzi che entrano e terminano il loro percorso con un posto di lavoro, un interesse, ma anche una potenzialità di arrivare ad avere anche una start-up o di partecipare ad un piano di ricerca. E oltre questo c'è da ricordare che, secondo l'analisi fatta da alcuni importanti enti di ricerca, è di 80.000 il numero dei ragazzi che potrebbero interessare le imprese nelle aree tecnologiche che citavo". E Torrielli sottolinea che "siamo un momento delicato per gli Its, dopo la fine della stagione delle risorse del Pnrr. Per il 2025-27 speriamo che il ministro Giorgetti ascolti le richieste del ministro Valditara per il finanziamento ordinamentale anche per noi come per le università. Abbiamo bisogno di oltre 300 milioni di euro, altrimenti chiudiamo", sottolinea. "Abbiamo già iniziato con la pubblicizzazione dei nostri corsi -spiega ancora Torrielli- che arrivano dopo una stagione ricca di risorse grazie al Pnrr. Con il Piano infatti abbiamo avuto un finanziamento di un miliardo e mezzo di cui 500 milioni sono stati messi a disposizione degli Its per aumentare il numero dei laboratori. E per ampliare quindi quelle che sono le attrezzature messe poi a disposizione dei ragazzi per ottenere le competenze che le imprese chiedono per entrare nel mondo del lavoro". Il piano nazionale di ripresa e resilienza ha rappresentato una svolta, sottolinea Torrielli. "Il finanziamento del Pnrr ha portato nel 2022 alla legittimazione del titolo del diploma di Its che rappresenta un po' il segmento della formazione terziaria professionalizzante, che non esisteva prima del 2022. Prima di questa data infatti il ragazzo che usciva fuori dagli istituti tecnici poteva iscriversi esclusivamente all'università oppure andare a lavorare. Oggi però gli Its hanno compiuto un percorso difficile e rivoluzionario, devono in qualche modo poter sostenere quelle che sono le spese maggiori che sono determinate dall'aumento del numero di attrezzature: più costi di energia, manutenzione, gestione", sottolinea ricordando che "le Regioni devono fare una programmazione tenendo conto di quelli che sono i finanziamenti che ovviamente potrebbero non essere più quelli del Pnrr, anche se il ministero dell'Istruzione sta pensando di recuperare con delle formule gestite attraverso degli accordi con l'Ue, anche per il 25-27, ovvero per il primo anno, la possibilità di spendere ciò che è avanzato del Pnrr in alcune particolari attività che erano previste", aggiunge "Noi -continua Torrielli- abbiamo un Paese di piccole e medie imprese e gli Its sono le Academy delle piccole e medie imprese. Le grandi imprese le Academy se le costruiscono da sole, e allo stesso tempo sfruttano anche le nostre, quelle delle aree tecnologiche di competenza, per portarsi a casa questi ragazzi una volta usciti da noi. Gli its devono avere alle spalle sicuramente il mondo produttivo, senza di questo non abbiamo un Its che rispetti il dna sul quale è stato creato", aggiunge.
---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Gemini Home, novità Google per la casa intelligente
(Adnkronos) - Google ha finalmente fissato la data per il rinnovamento del suo ecosistema domestico: il 1° ottobre. L’azienda ha iniziato a stuzzicare la curiosità degli utenti con un annuncio che recita “Gemini is coming to Google Home”, anticipando l’arrivo della sua nuova intelligenza artificiale nelle case connesse. La novità era già stata accennata durante l’evento Made by Google dello scorso mese, con la promessa di un accesso anticipato a partire da ottobre. Gemini andrà a sostituire gradualmente l’attuale Google Assistant, offrendo interazioni più naturali e un controllo della casa intelligente più intuitivo, grazie alla comprensione del linguaggio in tempo reale. Non si tratterà però solo di software: il teaser diffuso da Mountain View mostra anche una Nest Cam che, seppur identica al modello attuale, dovrebbe essere una nuova versione con supporto alla risoluzione 2K. In arrivo, secondo i rumor, anche un nuovo campanello Nest Doorbell con la stessa qualità video e un inedito speaker Nest, intravisto durante la recente presentazione, che potrebbe diventare il fulcro della prossima generazione di dispositivi smart home. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Antitrust, Google non dovrà vendere il browser Chrome
(Adnkronos) - Il tribunale distrettuale di Washington ha stabilito che Google non dovrà vendere il browser Chrome per rispondere alle accuse di monopolio illegale nel mercato delle ricerche online. Lo ha deciso il giudice Amit Mehta, che oltre un anno fa aveva già riconosciuto la violazione dello Sherman Antitrust Act da parte della società di Mountain View. La nuova sentenza non chiude il caso, ma definisce le misure che l’azienda dovrà adottare per correggere il proprio comportamento. Il Dipartimento di Giustizia aveva chiesto rimedi ben più drastici, inclusa la cessione del browser o il divieto assoluto di pagare partner come Apple e Mozilla per mantenere Google Search come motore predefinito. Richieste che Mehta ha respinto, ritenendole sproporzionate e potenzialmente dannose per l’intero ecosistema tecnologico. “Una separazione di Chrome sarebbe una soluzione innaturale, confusa e rischiosa”, ha scritto il giudice in un documento di oltre 200 pagine, sottolineando come il browser non rappresenti un’attività indipendente, ma sia profondamente integrato nelle infrastrutture di Google. La corte ha invece imposto limiti più circoscritti: l’azienda non potrà più siglare accordi esclusivi che soffochino la distribuzione di motori di ricerca o assistenti AI rivali e dovrà condividere una parte dei suoi dati di ricerca con concorrenti qualificati, in modo da permettere loro di avviare una competizione più equa. Non si tratta di un accesso illimitato o continuo, ma di un “pacchetto una tantum” di informazioni, pensato per dare ai rivali strumenti di partenza senza compromettere, secondo Mehta, la sicurezza degli utenti e la proprietà intellettuale di Google. La decisione segna uno dei più importanti interventi antitrust in USA contro un colosso tecnologico dai tempi della storica causa contro Microsoft negli anni Novanta. Eppure, le critiche non mancano. DuckDuckGo, diretto concorrente di Google, ha definito le misure “insufficienti” perché non scalfiscono il vero vantaggio competitivo del gigante della Silicon Valley. Anche l’American Economic Liberties Project ha parlato di un rimedio “debole” che rischia di consolidare, anziché ridurre, la posizione dominante di Google. Mountain View ora può appellarsi alla sentenza di colpevolezza e la battaglia legale potrebbe arrivare fino alla Corte Suprema. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Halloween, Magicland: "Al via casting mostruoso per selezionare 200 futuri zombie e clown horror"
(Adnkronos) - MagicLand, il più grande parco divertimenti del Centro-Sud Italia, annuncia il più mostruoso dei casting per la selezione di 200 nuovi volti pronti a trasformarsi in zombie, clown horror, medici psicopatici e altre creature terrificanti che animeranno i weekend di Halloween. Le selezioni si svolgeranno sabato 13 e domenica 14 settembre 2025, a partire dalle 10, presso il Gran Teatro Alberto Sordi sito all’interno del Parco. Per accedere al casting è necessario avere almeno 18 anni e tanta voglia di divertirsi interpretando ruoli da brivido. I candidati dovranno presentarsi in abiti scuri, mentre al trucco provvederanno i make-up artist di MagicLand, che trasformeranno gli aspiranti performer in autentiche figure da incubo. Zombie, clown horror, infermieri inquietanti, medici psicopatici, sopravvissuti post-apocalisse o militari spietati: l’obiettivo è dar vita a una performance capace di sorprendere e convincere i selezionatori. I candidati più talentuosi e convincenti verranno scelti per far parte del cast che animerà i viali del Parco, spaventando anche i visitatori più coraggiosi e intrattenendo i più piccoli con spettacoli e performance da brivido. Al termine delle selezioni, sarà inoltre possibile vivere l’esperienza delle attrazioni di MagicLand, per concludere una giornata all’insegna del divertimento. C’è tempo fino al 10 settembre 2025 per candidarsi al casting, compilando l’apposito modulo online. ---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Ikono, l'ascesa di un fenomeno esperienziale immersivo
(Adnkronos) - IKONO, il brand specializzato in esperienze immersive, non è un semplice fenomeno, ma un vero e proprio caso di studio nel mondo dell'intrattenimento. Fondato a Siviglia nel 2019, ha festeggiato il suo quinto anniversario con cifre impressionanti: un fatturato stimato superiore ai 15 milioni di euro e una crescita che per tre anni consecutivi ha superato il 100%. Un successo straordinario, soprattutto se si considera che la sua espansione è iniziata nel pieno della pandemia. Con sette sedi in Europa, da Madrid a Roma, fino a Copenaghen e Berlino, IKONO ha già incantato oltre 1,5 milioni di visitatori, dimostrando di aver intercettato una domanda crescente per esperienze culturali tangibili e interattive. Per approfondire il modello di business, la filosofia che lo anima e le prospettive future in un mercato in forte espansione, Adnkronos Tech&Games ha avuto l'opportunità di intervistare il co-fondatore e CEO Fernando Pastor.
Fernando Pastor, CEO e Co Founder IKONO
Considerando la straordinaria crescita di IKONO e la previsione di un fatturato superiore ai 15 milioni di euro nel 2025, quali sono stati i pilastri strategici che hanno consentito di superare il 100% di crescita annua per tre anni consecutivi?
Il più importante è il prodotto. Abbiamo creato qualcosa che davvero entra in connessione con le persone, qualcosa che appare fresco, diverso e offre loro un momento inaspettato. È quell’impatto emotivo che fa sì che l’esperienza resti impressa. Da lì, abbiamo costruito un brand forte, coerente, giocoso e chiaro nei suoi valori. Quando il tuo prodotto fa sentire le persone meglio di come erano quando sono entrate, la crescita viene naturale. Metriche e KPI sono solo la conseguenza di aver fatto bene questo, ripetutamente. Un altro elemento chiave è stata l’innovazione: infatti, l’IKONO che vedete oggi è molto diverso da quello lanciato a Madrid. Siamo cambiati tanto. Berlino è probabilmente la nostra esperienza più completa finora, e questo perché ascoltiamo costantemente, testiamo e miglioriamo, non ci accontentiamo mai. E poi, ovviamente, il team. Abbiamo costruito una squadra che lavora sodo, si assume responsabilità e crede in ciò che facciamo. Tutti danno il massimo, ed è questo che tiene il motore acceso. Infine, non abbiamo paura di sbagliare. Crescendo così rapidamente, non tutto può funzionare. Ma se si considera ogni errore come un’opportunità per imparare e adattarsi, in realtà si avanza più velocemente. Questa mentalità, unita a tanto lavoro, è ciò che ha reso possibile questa crescita.
IKONO ha aperto il suo primo spazio a Madrid nel 2020, in piena pandemia. Come siete riusciti a lanciare e successivamente a espandere il brand in un contesto così sfidante, trasformando le difficoltà in opportunità di crescita?
Guardando indietro, aprire durante il COVID sembra un po’ folle, e forse lo era, ma quel momento ci ha plasmati completamente. Abbiamo dovuto muoverci in fretta e sintonizzarci davvero su come si sentivano le persone. Uscivamo da un periodo di isolamento e, quando le restrizioni hanno iniziato ad allentarsi, la gente desiderava qualcosa che facesse sentire di nuovo umani. Abbiamo offerto un luogo dove giocare, riconnettersi con gli altri e rompere la routine del lockdown. È stato come una boccata d’aria fresca. Non si trattava solo di intrattenimento, era qualcosa di emotivo, e questo ha dato la prima scintilla a IKONO. Ma ciò che ha davvero contato è quello che ci ha insegnato: come restare vigili, adattarsi rapidamente e costruire con intenzione anche quando tutto sembra incerto. Quando abbiamo visto quanto le persone si sentivano coinvolte nell’esperienza, abbiamo capito di avere qualcosa di speciale. Se il concetto aveva senso anche in un contesto così difficile, era tutta la validazione di cui avevamo bisogno per iniziare a pianificare l’espansione. Ci ha dato la fiducia per fare i primi passi verso la crescita del brand. Ci ha anche dato un profondo senso di resilienza. Se siamo riusciti ad aprire e operare in quel contesto, con tutta l’incertezza, le restrizioni e la paura, sappiamo di poter affrontare qualsiasi cosa arriverà. Questa mentalità ci accompagna ancora oggi e ci spinge avanti.
Il vostro modello di esperienze immersive è stato adottato in sette città europee. In che modo riuscite a bilanciare la replicabilità del concept con la necessità di adattare e innovare le esperienze per ogni nuova location, mantenendone la freschezza?
Ci sono alcuni elementi che lo rendono possibile. Innanzitutto, i pilastri che definiscono il nostro brand restano gli stessi ovunque. Questo ci dà una base solida da cui partire e rende più facile aprire nuovi spazi e continuare a innovare senza perdere ciò che rende IKONO unico. Quando le fondamenta sono chiare, evolversi diventa molto più naturale. Restiamo anche molto vicini a ciò che accade sul territorio. Ascoltiamo i nostri visitatori, monitoriamo le performance del prodotto e osserviamo come si muove il settore. Questo feedback ci aiuta a migliorare costantemente e a restare un passo avanti.
La vera chiave è che abbiamo creato un prodotto che parla a qualcosa di universale. Le persone vogliono sentire, giocare, riconnettersi con sé stesse e con gli altri. Questo valore emotivo funziona attraverso le culture, ed è ciò che rende l’esperienza rilevante sia a Madrid che a Berlino o altrove. Ecco perché il brand si adatta bene ai diversi mercati: è radicato in qualcosa di profondamente umano. Facciamo anche piccoli aggiustamenti locali quando ha senso. Un buon esempio è Roma: integrare l’esperienza in un palazzo del XVI secolo ci ha permesso di creare qualcosa che fosse chiaramente IKONO ma anche connesso all’atmosfera e alla bellezza della città. Questo contrasto tra coerenza e sorpresa è ciò che mantiene l’esperienza fresca sia per i nostri ospiti che per noi.
La sede di Roma, all’interno dello storico Palazzo Serlupi Crescenzi, rappresenta un’interessante fusione tra innovazione e patrimonio. Qual è stata la visione dietro questa integrazione e come valorizzate il contesto storico all’interno dell'esperienza immersiva di IKONO?
Ciò che ci ha entusiasmato di più di Roma è stato il contrasto: abbiamo visto l’opportunità di inserire un’esperienza immersiva e giocosa in uno spazio pieno di eleganza e storia, e sapevamo che, se fatto bene, il risultato poteva essere davvero potente. Non volevamo nascondere o competere con il passato dell’edificio. L’idea era di lavorare con esso, lasciando che la storia diventasse parte dell’esperienza. Ogni stanza è stata progettata per mettere in risalto l’architettura originale o per creare una tensione voluta con essa. Questo dialogo tra antico e nuovo aggiunge un nuovo livello di significato. Lo si percepisce appena si entra. È chiaramente IKONO, ma con un’anima romana. Questo tipo di contrasto rende l’esperienza non solo divertente, ma anche memorabile. Dimostra che intrattenimento immersivo e patrimonio culturale possono coesistere e persino valorizzarsi a vicenda, se fatti con cura.
Il team di IKONO è cresciuto notevolmente, arrivando a circa 200 professionisti in soli due anni. Quali sono le vostre strategie per attrarre, formare e mantenere i talenti in un settore in così rapida evoluzione, garantendo al contempo la coesione aziendale?
Le persone vengono in IKONO per il progetto, ma restano per la cultura. Fin dal primo giorno, ci siamo impegnati a costruire un luogo dove le persone si sentano parte di qualcosa di significativo. Un posto dove possano crescere, contribuire e vedere il reale impatto del loro lavoro. Cerchiamo profili diversi, pensatori creativi, operatori capaci e persone che vogliano costruire qualcosa di nuovo. Una volta entrati, non ci limitiamo a formarli, ma diamo loro vere responsabilità, autonomia e voce. Molti dei nostri collaboratori sono partiti da un ruolo e sono cresciuti con noi durante l’espansione. Questa mobilità interna mantiene alta la motivazione e rende l’azienda più dinamica. Ma ciò che fa davvero la differenza è quanto prendiamo sul serio i nostri valori. Non li scriviamo solo su una parete. Li viviamo e li usiamo per assumere, promuovere e guidare. Questo crea una rete potente di professionisti allineati e che parlano la stessa lingua. Per esempio, uno dei nostri valori è “Live Your Legend”. Le persone in IKONO sanno che avranno fiducia e opportunità di crescita. Abbiamo membri del team che hanno iniziato nel nostro primo spazio a Madrid quattro anni fa e ora guidano team globali e vivono in tutta Europa. Questo tipo di crescita non solo è permessa, ma è attesa. Ed è una parte fondamentale della forza della nostra cultura mentre cresciamo.
Con il mercato globale dell'intrattenimento immersivo che si prevede supererà i 473 miliardi di dollari entro il 2030, quali strategie a lungo termine sta implementando IKONO per consolidare la sua leadership e quale ruolo intende giocare nello sviluppo futuro di questo settore?
Il nostro obiettivo non è solo crescere, ma contribuire a plasmare ciò che diventerà questo settore. Ci concentriamo su cinque cose. Primo, l’innovazione. Vogliamo continuare a sorprendere le persone e spingere i confini di ciò che può essere un’esperienza immersiva. Secondo, mantenere la freschezza, ovvero evolvere costantemente le esperienze che creiamo, in modo che ogni visita sia nuova, rilevante ed emozionante. Stiamo anche investendo molto nel rafforzamento del nostro brand. In un mercato in
così rapida crescita, il brand è ciò che crea connessione a lungo termine. È ciò che fa sì che le persone ti riconoscano, si fidino di te e parlino di te anche prima di entrare in uno dei tuoi spazi. Un brand forte trasforma un buon prodotto in un movimento. Allo stesso tempo, miglioriamo costantemente il prodotto stesso. Desideriamo che l’esperienza dei nostri ospiti si arricchisca e si perfezioni anno dopo anno, non semplicemente che aumenti in scala. Allo stesso tempo, proseguiamo con l’espansione in nuovi mercati in cui siamo convinti che IKONO possa davvero trovare un forte riscontro.
Crediamo che questo settore sia solo all’inizio. Siamo stati pionieri fin dall’inizio e vogliamo continuare a guidare la strada. Non solo crescendo più velocemente, ma alzando il livello di ciò che l’intrattenimento immersivo può essere nel mondo.
Il vostro pubblico è composto per oltre l’80% da giovani adulti in cerca di connessioni reali. Come interpretate questa esigenza nell’era dell’iperconnessione digitale e in che modo IKONO risponde a questa ricerca di autenticità e interazione sociale?
L’autenticità sta diventando sempre più importante in un mondo dove l’IA è in crescita e tutto sembra filtrato, automatizzato o online. Le persone sono sopraffatte da schermi, algoritmi e rumore digitale. E più siamo connessi digitalmente, più ci sentiamo disconnessi nella vita reale. Quello che vediamo è un vero bisogno di tornare alle basi. Ridere, giocare, essere presenti e vivere momenti significativi con gli altri di persona. Le persone vogliono condividere qualcosa di divertente e memorabile con amici, partner o famiglia. Cercano luoghi dove possano semplicemente essere se stessi, senza pressioni o aspettative. Ed è qui che IKONO gioca un ruolo importante. Creiamo esperienze fisiche, emotive e pensate per essere condivise. Spazi che invitano a lasciarsi andare, a godere, a esplorare. Non si tratta di essere perfetti o curati. Si tratta di sentire qualcosa di reale insieme. È ciò che le persone cercano oggi, e noi siamo qui per offrire loro quel momento.
Lei ha dichiarato che “IKONO è nato dal desiderio di trasformare il modo in cui le persone si rapportano all’arte e al tempo libero”. Può approfondire come gli spazi artistici e interattivi di IKONO stimolano la creatività, il gioco e la libera espressione nei visitatori?
Volevamo rompere le regole su come le persone interagiscono con l’arte e il tempo libero. Per troppo tempo, queste esperienze sono state passive, distanti e piene di limitazioni: non toccare, non muoverti, non esprimerti. IKONO è stato creato per fare l’opposto. I nostri spazi invitano a giocare, esplorare, sperimentare senza filtri o aspettative; non c’è un modo giusto o sbagliato di viverli, la curiosità è l’unico requisito. Attraverso colore, texture, suono e luce, creiamo un viaggio multisensoriale che stimola la creatività e invita all’espressione libera. I visitatori non sono solo spettatori, diventano parte dell’esperienza, modellandola a modo loro. IKONO è giocoso, interattivo e, soprattutto, umano. In questo spazio di libertà, le persone si riconnettono non solo con la propria creatività, ma anche con la semplice gioia di essere presenti e condividere momenti reali con gli altri.
Con l’obiettivo di “costruire una rete globale di luoghi in cui la creatività diventi un linguaggio universale”, quali sono le prossime tappe geografiche o i mercati emergenti che IKONO ha in programma di esplorare nei prossimi anni per la sua espansione internazionale?
La nostra visione è chiara: vogliamo costruire una rete globale di spazi in cui creatività, gioco e connessione umana diventino un linguaggio universale. Abbiamo già fatto i primi passi, con sette sedi in Europa, ma questo è solo l’inizio. Stiamo valutando attivamente nuovi mercati in cui vi sia una significativa richiesta di esperienze immersive, innovative e focalizzate sulle persone. Si tratta di creare spazi in cui le persone possano sentire, interagire ed essere presenti con gli altri. Questo mix di gioco, arte ed emozione è qualcosa che le persone desiderano sempre di più. Crediamo che il settore stia evolvendo in questa direzione. Esperienze di questo tipo diventeranno parte di come le persone trascorrono il tempo, si connettono ed esplorano la cultura. E vogliamo essere lì per loro, guidando il cambiamento. Non posso ancora nominare città specifiche, ma il nostro focus è su una crescita attenta e sostenibile. Scegliamo ogni nuova location con cura, assicurandoci che sia in linea con la
nostra vision e ci permetta di creare qualcosa di veramente unico. Non si tratta solo di aprire più sedi. Si tratta di espandersi con uno scopo. Portare IKONO in nuove città, nuove culture e nuovi pubblici, restando sempre fedeli allo spirito che rende speciale questo progetto.
La rapida espansione e il successo portano con sé nuove sfide. Quali sono, a suo parere, le principali complessità che IKONO dovrà affrontare nel prossimo futuro, e come intendete superarle per mantenere l’efficacia del modello di business e l’innovazione delle esperienze?
La crescita è entusiasmante, ma porta con sé anche una maggiore complessità. Man mano che ci espandiamo in nuove città e il team cresce, una delle principali sfide sarà mantenere il prodotto sempre fresco e la cultura aziendale solida. Abbiamo costruito qualcosa che colpisce perché è umano e frutto di una scelta consapevole. Tuttavia, con l’aumentare della scala, c’è il rischio che tutto diventi più meccanico o si perda di autenticità. Per questo motivo ci concentriamo su due aspetti fondamentali: restare vicini all’esperienza e rimanere fedeli ai nostri valori. Sul fronte del prodotto, ascoltiamo costantemente i nostri ospiti e lavoriamo per migliorare ciò che offriamo. L’innovazione deve essere parte integrante della quotidianità, non qualcosa da affrontare solo quando c’è tempo. Ogni nuova sede rappresenta un’opportunità per far evolvere il nostro concetto. lavoriamo affinché la nostra crescita vada di pari passo con il mantenimento di una cultura aziendale vibrante e autentica: questo significa assumere persone che credono davvero in ciò che facciamo, affidare loro vere responsabilità e fare in modo che i nostri valori non siano solo parole, ma criteri concreti per prendere decisioni, guidare i team e crescere insieme. Il nostro modello di business funziona perché si fonda su emozione, design ed esperienza. La sfida ora è mantenerlo sempre dinamico, personale e ambizioso anche durante la crescita. E siamo pronti ad affrontarla.
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