Iran, Guidi (Assologistica): "Da Hormuz tempesta che si scarica su prezzi per imprese e famiglie italiane"

(Adnkronos) - Una 'tempesta' che parte dal Golfo e rischia di abbattersi sul nostro Paese in modo sempre più pesante, colpendo famiglie e imprese, che stanno vedendo già i primi effetti su carburanti e bollette. E' lo scenario concreto a cui va incontro l'Italia se la guerra in Medio Oriente dovesse proseguire anche nelle prossime settimane, come spiega in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia Paolo Guidi, presidente di Assologistica, principale associazione italiana che rappresenta le imprese di logistica in conto terzi, inclusi magazzini generali, frigoriferi e terminalisti (portuali, interportuali, aeroportuali). In pratica tutte le aziende che iniziano a risentire dei costi di petrolio e gas alle stelle, nonchè dello stop al traffico nello Stretto di Hormuz.
 
Come sta impattando la guerra in Medio Oriente sulle attività di logistica? In particolare cosa sta comportando la situazione che si è venuta a creare nello Stretto di Hormuz? E il boom del costo di petrolio e gas?
 "La guerra in Medio Oriente sta colpendo la logistica su due fronti: sicurezza delle rotte e costo dell’energia. Lo Stretto di Hormuz è il passaggio da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale e grandi volumi di gas, e oggi abbiamo traffico fortemente ridotto, navi ferme e diversi armatori che hanno sospeso o limitato i passaggi. In pochi giorni il prezzo del Brent è salito di quasi 10 per cento e, rispetto all’inizio del conflitto, parliamo di rialzi complessivi superiori al 25 per cento sui mercati internazionali dell’energia. Per un Paese come l’Italia, che trasporta su gomma circa l’80 per cento delle merci, questo significa costi immediatamente più alti per camion, magazzini e terminal. Vediamo già diesel in forte aumento: alcune stime parlano di rincari alla pompa nell’ordine del 30–35 per cento rispetto a fine 2025, con un aggravio superiore a 11mila euro l’anno per camion per i piccoli trasportatori. È una tempesta che parte da Hormuz, ma si scarica molto concretamente sulla logistica italiana e sui prezzi finali per imprese e famiglie". 
Per le aziende che importano ed esportano usando questa rotta cosa comporta questa situazione in termini di tempi e di costi? Quali i settori più colpiti nel nostro Paese?
 "Per le aziende che usano quella rotta gli effetti sono doppi: su tempi e costi. Sul fronte costi, le tariffe per le petroliere in uscita dal Golfo sono più che raddoppiate: il noleggio di una VLCC è salito in pochi giorni oltre i 400mila dollari al giorno, con picchi sopra i 420mila, livelli record. Sul gas liquefatto abbiamo visto noli LNG crescere di oltre 40 per cento, mentre in Europa i future sul gas sono balzati fino a un +45 per cento, in alcuni casi quasi raddoppiando. Sul fronte tempi, la combinazione di tensioni su Hormuz e deviazioni su Suez può significare diversi giorni di ritardo e, negli scenari peggiori, anche 2–3 settimane in più di transito se le navi devono circumnavigare l’Africa o attendere finestre di sicurezza. I settori italiani più esposti sono quelli energivori – chimica, plastica, acciaio, vetro, ceramica – e le filiere che dipendono da fertilizzanti e input petrolchimici, già sotto pressione per un gas europeo salito in due giorni di oltre 30 per cento. In concreto, importare ed esportare lungo quelle direttrici oggi costa molto di più e richiede più tempo". 
Per le vostre aziende con questa situazione quali sono le voci che pesano di più in termini di costi?
 "Per le imprese di Assologistica oggi pesano soprattutto tre voci. Primo, il carburante: con il diesel europeo che in alcuni mercati ha registrato rialzi fino a +34 per cento in pochi giorni, parliamo di migliaia di euro di extra‑costo l’anno per ciascun mezzo pesante. Secondo, tutta la componente marittima accessoria: sovrapprezzi di rischio e assicurazioni sulle rotte mediorientali, che in alcuni casi si sono moltiplicati rispetto ai livelli pre‑crisi, e noli su certe tratte oceaniche più che raddoppiati. Terzo, il capitale immobilizzato: se una nave che prima impiegava 25 giorni oggi ne impiega 35–40, significa una o due settimane in più di scorte in mare o in magazzino, con effetti su costi di spazio, finanziamento e rischio. È un mix che erode rapidamente i margini dei logistici e rende difficile assorbire tutto l’impatto senza rinegoziare tariffe o rivedere i contratti con i clienti". 
State già riscontrando ritardi negli approvvigionamenti nel nostro Paese? Cosa potrebbe accadere con il perdurare della guerra?
 "Sì, qualche segnale lo vediamo già: tempi di consegna che si allungano, arrivi meno regolari e slot di stiva più scarsi su alcune direttrici, in particolare verso il Golfo e l’Asia. Alcune analisi internazionali stimano che, se il blocco di Hormuz dovesse prolungarsi, fino a un 20 per cento dei flussi mondiali di greggio e gas potrebbe restare sospeso o doversi riposizionare su rotte alternative. Per ora parliamo di criticità gestibili, grazie al lavoro di pianificazione delle imprese e degli operatori. Se però la guerra dovesse durare mesi, il rischio è di una vera instabilità strutturale: nuove fiammate dei prezzi energetici, carenze temporanee di alcune materie prime critiche e un ulteriore colpo ai modelli di “just in time” che hanno guidato la logistica globale. A livello europeo si parla di un possibile trasferimento sull’economia reale di decine di miliardi di euro; per l’Italia alcune stime sull’impatto del solo rincaro energetico sfiorano già i 10 miliardi di euro potenziali. Ecco perché insistiamo su resilienza delle supply chain – diversificare fonti, rotte e fornitori – e su un dialogo stretto con il governo per calibrare eventuali misure di sostegno mirate e tempestive". (di Fabio Paluccio)  
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Google Maps si aggiorna con l'IA di Gemini e la navigazione 3D

(Adnkronos) - Google prosegue l'integrazione capillare di Gemini all'interno dei suoi servizi di punta, annunciando il debutto di "Ask Maps". Questa nuova funzionalità trasforma il navigatore in un assistente conversazionale capace di elaborare quesiti articolati che superano i limiti della ricerca tradizionale. Il sistema è progettato per interpretare richieste specifiche basate su contesti reali, come la necessità di individuare un locale con una determinata atmosfera o caratteristiche logistiche particolari, filtrando le informazioni attraverso l'analisi di recensioni, fotografie e dati storici forniti dagli utenti. L'interazione avviene in modo naturale, permettendo di descrivere i propri piani con diversi livelli di dettaglio. Gemini analizza la query per offrire opzioni personalizzate, attingendo ai luoghi salvati o alle interazioni precedenti dell'utente su Maps e sulla Ricerca Google, escludendo però i dati provenienti da altre applicazioni come Gmail. Oltre alla semplice consultazione, lo strumento consente di passare rapidamente all'azione, integrando un sistema di prenotazione diretta che semplifica l'organizzazione delle attività nel mondo fisico. Per quanto riguarda l'aspetto commerciale, l'azienda ha precisato che i posizionamenti pubblicitari non influenzeranno i suggerimenti generati dall'intelligenza artificiale, sebbene i piani di monetizzazione a lungo termine rimangano in fase di definizione. Parallelamente alle capacità testuali, Google ha introdotto la cosiddetta "Navigazione Immersiva", definendola il più importante aggiornamento estetico e funzionale dell'ultimo decennio. L'interfaccia cartografica viene arricchita da edifici in 3D, vegetazione realistica e una rappresentazione precisa del terreno e delle infrastrutture stradali. Durante la guida, la telecamera virtuale regola dinamicamente lo zoom per evidenziare elementi critici come corsie, strisce pedonali e segnaletica, garantendo una maggiore consapevolezza dell'ambiente circostante. Il sistema fornisce inoltre una giustificazione analitica per ogni percorso suggerito, spiegando le ragioni dietro una specifica rotta basandosi sul traffico in tempo reale e sulle segnalazioni della community relative a cantieri o incidenti. Una volta giunti a destinazione, il software assiste l'utente nella ricerca del parcheggio e fornisce indicazioni pedonali dettagliate per completare l'ultimo tratto del viaggio. Il rilascio di queste innovazioni parte dagli Stati Uniti e dall'India su dispositivi Android e iOS, con una successiva estensione al resto del mondo e alla versione desktop. 
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Pnrr e Agenda 2030, Italia colma il 39% del divario ma servono nuovi investimenti

(Adnkronos) - Italia più vicina agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) anche se resta ancora un ampio divario da colmare. Il dato emerge dal Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS Ets), realizzato con il sostegno e il contributo scientifico della Fondazione Enel (come Knowledge Partner) e Unioncamere, che analizza il contributo del Pnrr al percorso dell’Italia verso l’attuazione dell’Agenda 2030.  Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma al Consiglio dell’Economia e del Lavoro (Cnel), nel corso dell’evento 'L’impatto del Pnrr sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile', con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e della ricerca. Se a livello nazionale, nel 2021 si rilevava una distanza media dagli obiettivi analizzati pari al 78%, nel 2026, grazie al Pnrr, tale valore scende al 39%, cosicché per centrarli entro il 2030 sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi, un valore pari al 14% degli investimenti del Pnrr diretti a specifiche Regioni/Pa e a 338 euro pro capite.  L’analisi, sviluppata dall’ASviS utilizzando una metodologia innovativa applicata alle singole Regioni e Province Autonome, evidenzia in primo luogo come gli investimenti del Pnrr si concentrino soprattutto su alcuni ambiti dello sviluppo sostenibile. Le quote più rilevanti di spesa riguardano l’energia (circa il 25% delle risorse), l’innovazione, le infrastrutture e il sistema produttivo (20%), e le città sostenibili (14%). Rilevanti sono anche gli investimenti destinati a salute e istruzione, che assorbono ciascuno circa l’11 % dei fondi. Al contrario, risultano molto limitati o quasi assenti gli investimenti direttamente orientati agli Obiettivi dell’Agenda 2030 riguardanti la parità di genere, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela della biodiversità e la partnership globale. “Questo Rapporto, basato su un approccio metodologico molto innovativo, mostra come il Pnrr abbia rappresentato un passaggio importante per sostenere la trasformazione dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, grazie alla forte spinta impressa agli investimenti pubblici e privati lungo linee progettuali in gran parte coerenti con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 - osserva Marcella Mallen, presidente dell’ASviS - Ma ancora molta strada resta da fare. Da questo punto di vista la prossima programmazione europea può consentire, se ben orientata, un ulteriore passo avanti per migliorare la qualità della vita delle persone e la competitività delle nostre imprese”. Dall’analisi emergono significative differenze territoriali: tra le Regioni che beneficiano maggiormente del contributo del Pnrr in termini di progresso verso gli Obiettivi figurano Abruzzo, Marche e Basilicata, mentre all’estremo opposto si collocano Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Provincia autonoma di Trento e Umbria. Per colmare il divario residuo, il Rapporto stima i fabbisogni finanziari aggiuntivi per raggiungere gli 11 Obiettivi considerati, fabbisogni molto differenti tra le Regioni anche in funzione della loro dimensione demografica: si va da circa 30 milioni di euro per la Valle d’Aosta a 42 milioni per il Molise a oltre tre miliardi per la Lombardia e il Lazio. “La sfida ora è guardare oltre il Pnrr e rafforzare la capacità del Paese di programmare politiche pubbliche coerenti con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile - dichiara Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS - Il modello sviluppato dall’ASviS può essere utilizzato dalle istituzioni europee, nazionali e territoriali anche per programmare le politiche successive al 2026, contribuendo a ridurre i divari esistenti e ad accelerare il percorso dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, anche in vista della definizione delle priorità del bilancio europeo per il periodo 2028-2034”. “Questo lavoro fotografa a livello regionale e in diversi casi anche provinciale la distanza dagli obiettivi di Agenda 2030 - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - L’Italia ha ricevuto a questo riguardo una spinta importante dal Pnrr. Certo non erano sufficienti le pur ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per raggiungere tutti gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile. Con questo rapporto, però, i decisori pubblici avranno uno strumento che consentirà loro di capire come, su cosa e dove intervenire per colmare i divari, utilizzando al meglio le risorse del ciclo finanziario europeo 2028-2034”. 
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Levialdi Ghiron (Univ. Tor Vergata): "Mille studenti a visite oculistiche gratuite di Campus visivo"

(Adnkronos) - "È molto importante per il nostro ateneo mettere a disposizione dei nostri studenti la possibilità di effettuare una visita per verificare le capacità di vista. Non solo per lo studio, ma per tutte le attività dei giovani che intraprendono il percorso universitario. È molto importante essere a conoscenza tempestivamente di eventuali problemi e risolverli nel modo più rapido possibile". Così Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università di Roma Tor Vergata, intervenendo oggi a Roma alla presentazione di 'Campus visivo', la clinica oculistica temporanea allestita presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata dalla Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia. Dal 2 al 27 marzo offre visite e occhiali da vista gratuiti agli studenti dell'ateneo che si trovano in condizioni di fragilità economica.  "Abbiamo circa mille studenti che si sono prenotati per queste visite oculistiche e che stanno realizzando tutti i singoli esami necessari per poter avere un quadro approfondito. Credo che questa iniziativa pionieristica potrà poi estendersi anche ad altri atenei" conclude. 
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Silent Hill 2 Remake: superate le 5 milioni di copie vendute

(Adnkronos) - Il mercato videoludico registra un importante traguardo per il segmento horror con il superamento delle cinque milioni di unità vendute per il remake di Silent Hill 2. Il dato, riferito al 31 gennaio 2026, include le vendite fisiche e digitali, i download dagli store ufficiali e le fruizioni tramite servizi in abbonamento su PC, PlayStation 5 e XBOX Series X|S. Pubblicato originariamente l'8 ottobre 2024, il titolo ha mantenuto una performance costante nel tempo, consolidando il ritorno di uno dei franchise storici della casa di produzione giapponese. Il successo commerciale è stato accompagnato da una serie di riconoscimenti della critica. Nel corso del 2024, il titolo ha ottenuto sei premi ai "
PlayStation Blog Game of the Year
", tra cui il Platinum Trophy per la miglior storia. L'anno successivo, l'opera è stata insignita del Grand Prize per il comparto sonoro ai "
CEDEC AWARDS 2025
", oltre a ricevere nomination in manifestazioni di rilievo internazionale come i "
The Game Awards
" e i "
BAFTA Games Awards
". Questo consenso sottolinea l'efficacia dell'operazione di restauro di un'opera che "offre un'esperienza coinvolgente, fedele all'originale ma rinnovata grazie all'utilizzo delle moderne tecnologie". Sotto il profilo tecnico, il remake ha introdotto cambiamenti strutturali rispetto all'originale del 2001. Tra le novità principali figurano l'adozione della visuale over-the-shoulder, un sistema di combattimento aggiornato e l'espansione delle aree esplorabili all'interno della città di Silent Hill. Questi interventi hanno permesso di approfondire la narrazione psicologica che vede protagonista James Sunderland, rendendo l'esperienza "apprezzabile sia dai fan dell'originale sia dai nuovi giocatori". In concomitanza con questi risultati, la strategia di distribuzione si è ampliata con il debutto del pacchetto SILENT HILL 2 & SILENT HILL f Dual Pack su XBOX Series X|S. Questa mossa si inserisce in una campagna promozionale più ampia che vede coinvolto anche il nuovo capitolo della serie, SILENT HILL f, attualmente proposto con riduzioni di prezzo in occasione dei saldi stagionali. Il rilancio del brand sembra dunque poggiare su un equilibrio tra la riproposizione dei classici e l'introduzione di nuovi episodi inediti. 
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Idi Farmaceutici e Sunrise promuovono il Master executive in management della farmacia

(Adnkronos) - Idi Farmaceutici, azienda italiana leader nello sviluppo di soluzioni dermatologiche e dermocosmetiche, annuncia la partecipazione alla terza edizione del Master executive in management della farmacia, organizzato da Skills for Health in collaborazione con la Saa - School of Management dell'università di Torino, con il supporto del suo partner commerciale Sunrise. Per questa edizione, Idi Farmaceutici e Sunrise partecipano all'iniziativa con l'obiettivo di sostenere la crescita professionale dei farmacisti italiani e favorire l'accesso a un percorso formativo innovativo. Nell'ambito di questa collaborazione, le aziende promuoveranno il master presso i farmacisti e contatteranno direttamente i professionisti interessati per condividere le opportunità di partecipazione al percorso formativo. Il master, rivolto a farmacisti titolari, collaboratori e professionisti del settore, si svolgerà presso la Saa - School of Management di UniTo, con supporto online garantito tramite la piattaforma Cisco Webex. Il programma del master integra competenze manageriali, strategiche e operative, affrontando i temi chiave per il futuro della farmacia: gestione economico-finanziaria della farmacia; leadership e gestione del team; marketing e comunicazione in farmacia; sviluppo dei servizi sanitari; evoluzione del ruolo del farmacista nel sistema salute. Le lezioni saranno tenute da farmacisti esperti, senior manager del settore healthcare e docenti universitari, offrendo ai partecipanti strumenti pratici e momenti di confronto diretto con professionisti del settore. "In un momento in cui la farmacia italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione, riteniamo fondamentale supportare i farmacisti nello sviluppo di competenze manageriali e strategiche - afferma il management di Idi Farmaceutici - Con la nostra partecipazione all'iniziativa vogliamo contribuire alla diffusione di un percorso formativo innovativo e pratico, favorendo il confronto e la crescita professionale dei farmacisti". Oltre alla formazione, il master rappresenta un'importante occasione di networking e confronto tra colleghi, elemento fondamentale in un contesto professionale in continua evoluzione. 
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Nuove strategie per la transizione ecologica nazionale

(Adnkronos) - In occasione di LetExpo 2026, la fiera dedicata alla logistica e alla mobilità sostenibile di Verona, è stata ufficializzata un’intesa operativa destinata a ridefinire i modelli di sviluppo territoriale in ottica green. L'accordo quadro, sottoscritto dal Segretario Generale del Tecnopolo del Mediterraneo, Manlio Guadagnuolo, e dall'Amministratore Delegato di Sogesid, Errico Stravato, stabilisce una collaborazione tecnica e progettuale per l'implementazione di iniziative sia su scala nazionale che internazionale. Il fulcro del documento risiede nella volontà di "mettere a sistema competenze tecnico-specialistiche e capacità progettuali", promuovendo un approccio integrato che unisce gestione ambientale, energia e pianificazione urbana. L'intesa si focalizza su direttrici d'intervento specifiche che riguardano la rigenerazione delle aree critiche del Paese. Tra i punti prioritari figurano la bonifica e il risanamento dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) e delle zone industriali in riconversione, con l'obiettivo di restituire valore a territori compromessi. Parallelamente, la collaborazione prevede lo sviluppo di modelli di economia circolare per una gestione efficiente delle risorse, oltre a strategie mirate alla transizione energetica e alla decarbonizzazione dei sistemi infrastrutturali e produttivi. L'accordo non si limita alla dimensione operativa, ma estende il raggio d'azione alla formazione e alla ricerca. È infatti prevista un'intensa attività di "alta formazione e divulgazione scientifica sui temi della sostenibilità e dell’innovazione", mirata a diffondere una cultura della trasformazione ecologica. Questo partenariato viene inquadrato come un passaggio verso la creazione di modelli replicabili di sviluppo, finalizzati a generare benefici tangibili per le comunità locali e ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi climatici definiti nell'agenda nazionale. 
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Ia, Alix: con i dati la vera sfida è organizzativa, ecco come nasce il data transformation manager

(Adnkronos) - Non è la tecnologia il principale ostacolo all’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella filiera moda, tessile e accessori (mta) ma la capacità organizzativa e manageriale di governarla. E' questa una delle evidenze più significative emerse dal progetto Alix- AI learning innovation Experience, iniziativa strategica promossa da Fondirigenti e realizzata da Fondazione Piemonte Innova con la collaborazione di Unione Industriali Torino, Federmanager Torino Apdai e Federmanager Academy. I risultati del percorso, che ha coinvolto oltre 300 imprese attraverso una survey dedicata e una trentina di manager in tre incontri di co-design tra Torino e Biella, sono stati presentati presso l’Unione Industriali di Torino, segnando il momento conclusivo di un lavoro di analisi, confronto e modellizzazione delle competenze nel settore. Dall’indagine emerge un quadro chiaro: le imprese del settore non partono da idee astratte di AI, ma da problemi operativi concreti. I dati, nella maggior parte dei casi, sono già disponibili: sistemi Erp, dati di produzione, vendite e documentazione amministrativa costituiscono una base informativa spesso solida. Anche i processi aziendali risultano abbastanza ripetitivi e sufficientemente strutturati, ma poco integrati tra loro e raramente utilizzati per analisi predittive. “L’innovazione tecnologica - spiega Marco Bodini, presidente di Fondirigenti - ridisegna costantemente il modo in cui le imprese affrontano le nuove sfide, adattandosi alle esigenze dei diversi comparti produttivi e generando sempre nuovi fabbisogni di professionalità e competenze manageriali Da questa consapevolezza nasce Alix, un progetto promosso da Fondirigenti che si rivolge a un settore fondamentale del made in Italy, quello della moda e del tessile, per accompagnare le aziende nella trasformazione digitale, identificando nuove skills manageriali e trasferendo strumenti per muoversi con sicurezza in un futuro che cambia”.  Uno dei risultati più rilevanti del progetto è l’individuazione di una figura chiave per la trasformazione, il data transformation manager. Non un tecnico puro, né esclusivamente un profilo IT, ma un ruolo ponte capace di integrare visione strategica, competenze digitali e capacità di change management. Una figura spesso interna all’organizzazione, da far crescere attraverso percorsi di upskilling e capacity building. “Il vero salto - dichiara Laura Morgagni, ceo di Piemonte Innova - che le imprese sono chiamate a compiere oggi non è tecnologico, ma organizzativo l’Intelligenza Artificiale viene riconosciuta come un potente abilitatore di efficienza produttiva, di ottimizzazione dei processi amministrativi e di supporto alle decisioni commerciali. Tuttavia, perché queste opportunità si traducano in un reale vantaggio competitivo, è necessario rafforzare la visione strategica, integrare in modo strutturato i dati aziendali e investire in nuove competenze manageriali capaci di guidare il cambiamento”. Il ruolo dei manager, in questo scenario, emerge con forza: dare una direzione chiara, creare le condizioni organizzative e abilitare decisioni data-informed. Tra gli output principali dell’iniziativa, la roadmap settoriale per la trasformazione data & AI driven, articolata in tre fasi: valutazione dello stato attuale, definizione dell’iniziativa, delle priorità di intervento e opportunità competitive, piano di azione operativo con risorse, responsabilità e gestione dei rischi e il data & AI readiness tool, uno strumento operativo che consente alle imprese di misurare il proprio livello di maturità nell’utilizzo di dati e Intelligenza Artificiale, individuando gap organizzativi e priorità di intervento. Il data & AI readiness tool resterà a disposizione sul sito di Fondazione Piemonte Innova per tutte le imprese, come guida concreta per avviare o strutturare percorsi di trasformazione basati sulla valorizzazione dei dati. L’evento ha segnato anche la nascita della Community Alix, uno spazio digitale di confronto permanente e condiviso, con l’obiettivo di accompagnare nel tempo dirigenti e imprese nella gestione strategica di dati e Intelligenza Artificiale. Il modello sviluppato, raccontato nell’e-book 'Ali-un modello trasferibile per governare la trasformazione Data & AI', potrà essere replicato anche su altre filiere industriali, estendendo l’esperienza maturata nel comparto moda, tessile e accessori ad altri ambiti del sistema produttivo. 
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Con disturbi del sonno 5 volte più rischio di cadute accidentali, studio italiano

(Adnkronos) - Un sonno disturbato si traduce nella maggiorparte dei casi in stanchezza e sonnolenza. Due sintomi che hannno effetti negativi sulla salute a più livelli: dai più noti come la mancanza di concentrazione e l'irritabilità a quelli insospettati come una probabilità - di oltre cinque volte maggiore - di incorrere in cadute accidentali, ma anche un aumento esponenziale di disturbi visivi, dell'equilibrio, dell'udito, oltre a problemi d'ansia. A evidenziare questi inaspettati 'effetti collaterali' di un cattivo riposo notturno uno studio curato da Luciano Bubbico, medico otorino coordinatore scientifico del gruppo di ricerca sulle disabilità neurosensoriali dell'Istituto nazionale di analisi politiche pubbliche (Inapp) e pubblicato sulla rivista dell'istituto 'Sinappsi'.  "La stanchezza e la sonnolenza diurna - spiega Bubbico all'Adnkronos Salute alla vigilia della Giornata mondiale del sonno - rappresentano un serio tema di salute pubblica, con importanti implicazioni sulla sicurezza domestica, stradale, lavorativa e sulla qualità della vita". Per approfondire l'argomento il gruppo di ricerca ha analizzato un campione rappresentativo di 45.000 persone, di età compresa tra 18 e 74 anni. In questo campione il 32% ha riferito di soffrire di sonnolenza e stanchezza diurna. Tra questi più della metà (56%) ha riferito disturbi cronici del sonno nell’ultimo anno. In chi soffre, inoltre, di stanchezza e sonnolenza è stata registrata una probabilità di oltre cinque volte maggiore, rispetto alla media, di incorrere in cadute accidentali (23%). In più queste persone soffrono tra le quattro e le sette volte di più di disturbi visivi (34%), dell'equilibrio (31%), di problemi uditivi in ambiente rumoroso (29%) e disturbi d'ansia (29%) La maggiore novità che è emersa dallo studio, precisa Bubbico, "è stata proprio la correlazione tra l'aumento delle cadute accidentali con la sonnolenza e stanchezza cronica (dovute a disturbi del sonno). Io mi occupo di prevenzione delle cadute nell'anziano che normalmente sono legate a disturbi vestibolari. A fronte delle prime evidenze, quindi, è venuto quasi spontaneo incorciare i dati sulle cadute a domande sui disturbi uditivi, visivi e vestibolari, cioè dell'apparato sensoriale. Ed è la prima volta che l'analisi mette insieme questi elementi. I risultati sono stati molto significativi". Ma perché questo legame tra sonno e cadute? "Il problema - evidenzia il ricercatore - a mio avviso è bidirezionale. Il sonno, infatti, è regolato da un orologio cronobiologico che si trova a livello ipotalamico, e che controlla il passaggio dal sistema autonomo, cioè dal sistema simpatico al sistema parasimpatico. Per essere semplici: normalmente nell'uomo l'organismo attiva il sistema simpatico verso le ore 9-10 del mattino: praticamente aumentano gli ormoni, quindi si è pronti per affrontare la giornata. Verso le 19, il sistema simpatico abbassa la sua funzione e si attiva il sistema parasimpatico, che abbassa la frequenza cardiaca, la pressione e aiuta ad avvicinarsi al sonno".   Ora, "se questo sistema funziona, tutto va bene: funziona il sistema ormonale, il sistema sensoriale, eccetera. Quando viene alterato il meccanismo l'organismo cerca di attivare i sistemi sensoriali che vanno in iperattività. E questo potrebbe avere a che fare con l'aumento delle cadute. Ma servirà andare avanti con la ricerca per capire di più", sottolinea il ricercatore evidenziando gli effetti positivi di una maggiore conoscenza del fenomeno nella prevenzione degli infortuni. "C'è un legame tra rischio di infortuni sul lavoro e un alterato ciclo del sonno. Ma anche con la qualità dell'attività lavorativa, perché chiaramente il sonno disturbato altera sia le funzioni cognitive sia quelle attentive. La stanchezza può produrre un errore".  Questo è un elemento su cui si può agire. "Negli Stati Uniti per esempio, sono molto attenti. In alcuni settori a rischio - aziende con operai che lavorano sulla strada oppure sulle altezze - si sta utilizzando un sensore oculare, un pupillometro. Un apparecchio che studia la dinamica pupillare che è direttamente correlato allo stato di stanchezza e allo stato di sonno. Se una persona ha dormito bene, per le sue sette ore tranquille, ha un diametro pupillare nella norma. Se questo diametro pupillare si modifica, in queste aziende si evita alla persona quell'attività pericolosa. Un'altra pratica che molte aziende utilizzano all'estero è la sleep room, cioè una stanza dove il lavoratore di attività a rischio, se stanco, può riposare" . Per Bubbico, quindi, "studi futuri dovrebbero concentrarsi sull'identificazione e il trattamento della qualità del sonno, per sviluppare politiche pubbliche mirate e campagne di informazione ed educazione per la popolazione generale, per il personale sanitario e i lavoratori. Questo approccio integrato può incidere positivamente sulla salute pubblica, riducendo la spesa sanitaria e sociale", conclude. 
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Ig Nobel, il premio agli studi scientifici più pazzi del mondo trasloca dagli Usa all'Europa: "Effetto Trump"

(Adnkronos) - Le politiche Usa e gli ultimi sviluppi internazionali irrompono anche nel futuro di una delle cerimonie più amate dalla comunità scientifica: l'assegnazione dei cosiddetti Ig Nobel (parodia dei premi Nobel), riconoscimenti destinati agli studi più 'improbabili', alla scienza che fa sorridere. L'edizione 2025 potrebbe essere l'ultima celebrata a Boston negli Stati Uniti, almeno per ora. Dopo 35 anni a stelle e strisce, infatti, l'evento traslocherà in Europa e nel 2026 si terrà a Zurigo, in Svizzera, dando il via a un cambiamento potenzialmente permanente. La notizia è stata rilanciata anche da 'Science' online. Marc Abrahams, fondatore e maestro di cerimonia del Premio IgNobel e direttore della rivista di umorismo scientifico 'Annals of Improbable Research' già da un po' di tempo stava pensando a questa mossa, per ragioni finanziarie e per il desiderio di ampliare il team di pianificazione dell'evento, ormai invecchiato. Ma l'anno scorso, spiega, l'idea "si è trasformata in qualcosa di diverso, molto più specifico e concreto, quando la situazione negli Usa ha iniziato a diventare folle". Gli IgNobel sono concepiti per onorare la scienza che "prima fa ridere, poi riflettere", come recita lo stesso claim dell'evento. A ogni cerimonia, i vincitori provengono da tutto il mondo. Nel 2025, i membri di 4 dei 10 team che si sono aggiudicati il riconoscimento hanno declinato l'invito a recarsi negli Stati Uniti per la premiazione, citando guerre, restrizioni sui visti e preoccupazioni relative alle politiche di immigrazione e di frontiera, si legge. "Eravamo consapevoli che quest'anno avremmo potuto ritrovarci in una situazione simile", afferma Abrahams. Ma da settembre in poi, "la situazione è peggiorata notevolmente". Ci sono stati gli attacchi Usa in Iran. E, si ricorda, i viaggiatori internazionali continuano a essere fermati per essere sottoposti a domande o addirittura respinti al confine statunitense. Da qui l'annuncio di Abrahams, affidato a una nota in cui il 'papà della cerimonia' ha scritto che gli IgNobel non potevano "in buona coscienza" chiedere ai vincitori internazionali o ai giornalisti di andare negli Usa.  "Sono totalmente d'accordo con questa decisione", afferma Luca Luiselli, scienziato dell'Institute for Development Ecology Conservation and Cooperation, realtà con quartier generale a Roma, vincitore dell'IgNobel 2025 per aver dimostrato che le lucertole arcobaleno africane preferiscono la pizza ai quattro formaggi. L'ecologo ha rifiutato di partecipare alla cerimonia di premiazione dell'anno scorso sia per sovrapposizioni di impegni sia per il timore di essere trattenuto alla frontiera per i suoi post sui social media che criticavano il presidente Donald Trump. "In questo momento, è troppo rischioso per un europeo andare negli Stati Uniti se non è d'accordo con Trump", aggiunge. Poco dopo la cerimonia del 2025, dunque, Abrahams spiega di aver contattato alcune università svizzere con cui aveva precedentemente discusso di una potenziale partnership. Quella di Zurigo era ansiosa di ospitare l'evento, e gli IgNobel erano ansiosi di trovare una nuova sede, anche perché l'Eth Domain, che comprende l'Eth di Zurigo, e l'Università di Zurigo si sono offerti di fornire finanziamenti istituzionali (negli Stati Uniti, quasi tutti i finanziamenti provenivano dalla vendita dei biglietti, con il Massachusetts Institute of Technology, l'Università di Harvard e la Boston University che fornivano unicamente una sede). Le opzioni svizzere per le sedi sono paragonabili per dimensioni a quelle statunitensi, circa mille ospiti. E Abrahams spera ora di far ospitare la cerimonia in una diversa città europea ogni due anni.  Trasferirsi in Europa offre un altro vantaggio, la vicinanza, secondo l'analisi dei promotori dell'evento. Sebbene l'Europa imponga ancora alcune restrizioni sui visti, è una destinazione di viaggio molto più vicina di Boston per i vincitori di tutto l'emisfero orientale. Per quanto riguarda gli 'irriducibili' sostenitori dell'IgNobel negli Stati Uniti, alcuni hanno già comunicato ad Abrahams che stanno organizzando viaggi a Zurigo. E per i bostoniani che non possono viaggiare all'estero, la Boston University ospiterà un evento nelle settimane successive alla cerimonia di premiazione con vincitori nuovi e passati, premi Nobel e la classica tradizione del lancio degli aeroplanini di carta. "Mi aspetto che a un certo punto" la cerimonia torni Oltreoceano, conclude Abrahams. Ma "visto come stanno andando le cose in questo momento, dubito che succederà nei prossimi anni". 
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