Ghost of Yotei alza l’asticella su PS5
(Adnkronos) - Ghost of Yotei, arrivato cinque anni dopo l’uscita dell’epopea di Jin Sakai in Ghost of Tsushima, è un’evoluzione profonda, che corregge le debolezze del predecessore e consolida quanto di buono era già stato fatto. Il gioco sposta l’azione 300 anni avanti, nel 1603, tra i paesaggi del nord del Giappone, alle pendici del Monte Yōtei. Qui non c’è più Jin, ma Atsu, un’Onryō consumata dal desiderio di vendetta per l’assassinio dei suoi genitori. La sua missione la porterà sulle tracce degli assassini della sua famiglia, in un percorso che alterna presente e passato attraverso flashback giocabili, ricostruendo gradualmente la notte della tragedia e le motivazioni che la guidano. È un racconto che, pur non partendo da un incipit originalissimo, offre una tensione emotiva costante e una serie di incontri che spaziano da alleati fedeli a nemici implacabili. Se Ghost of Tsushima aveva già sorpreso con l’uso del vento come bussola naturale, Ghost of Yotei sceglie di spingere oltre il senso di scoperta. La mappa di Ezo è coperta da una nebbia densa che non rivela nulla finché non ci si addentra davvero nei villaggi, nei templi e nelle foreste. Gli incarichi non vengono consegnati a caso: si guadagnano interrogando nemici o aiutando i personaggi incontrati lungo il cammino. Il risultato è un open world che stimola la curiosità senza sommergere il giocatore di icone. Tra pitture sumi-e, tane di lupi, santuari e campi nemici da liberare, ogni deviazione sembra valere il tempo speso. Non mancano ritorni attesi, come le sorgenti termali o le volpi guida, ma tutto appare distribuito con equilibrio, evitando ripetitività e mantenendo alta la voglia di esplorare. Sul fronte del gameplay, la grande novità è il sistema di armi multiple. Alla katana tradizionale si affiancano le doppie lame, l’odachi, la lancia e il kusarigama, ognuna studiata per contrasti specifici. A queste si aggiungono armi a distanza come arco e fucile a pietra focaia, oltre a strumenti di supporto che spaziano da bombe a nebbie occultanti. La varietà obbliga ad adattarsi costantemente, rendendo ogni scontro teso e appagante. Non mancano potenziamenti tramite alberi delle abilità, attacchi speciali e persino la possibilità di disarmare gli avversari e usare le loro armi contro di loro. La componente stealth rimane presente, ma meno centrale: la vera forza del titolo sta nel flusso continuo tra approccio diretto, azioni furtive e uso creativo del proprio arsenale. Una menzione a parte merita il lupo, una presenza evocata in combattimento dopo aver completato specifici incarichi. Non è un compagno fisso, ma un alleato casuale che compare per sorprendere i nemici: un dettaglio che aggiunge imprevedibilità, senza trasformarsi in un espediente eccessivo. Visivamente, Ghost of Yotei è una delle produzioni più spettacolari su PS5. Le vallate innevate, i villaggi dell’epoca Edo e i paesaggi dominati dal Monte Yōtei compongono scenari da cartolina. Da vicino, però, la qualità non è sempre uniforme: volti secondari e NPC anonimi tradiscono un dettaglio meno curato rispetto alle cutscene principali. La resa complessiva resta comunque eccellente, soprattutto grazie alla varietà di modalità grafiche disponibili, con supporto al Ray Tracing anche a 60 fps su PS5 Pro. La fluidità rimane stabile per tutta la durata del gioco, senza bug o rallentamenti degni di nota. Altro punto di forza è l’uso creativo del DualSense: non solo vibrazioni e grilletti adattivi, ma anche gesture sul touchpad, pittura sumi-e con movimenti del controller e persino il suono dello shamisen da pizzicare in tempo reale. È forse il titolo che meglio sfrutta ogni funzionalità della periferica Sony, dimostrando cosa significhi pensare un gioco davvero nativo per PS5. Come già accaduto con Ghost of Tsushima, anche qui l’omaggio alla cultura giapponese è costante. Tornano le modalità extra, tra cui il “Kurosawa mode” in bianco e nero, affiancato da varianti ispirate ai film di Takashi Miike e Shinichirō Watanabe. Sono esperienze collaterali, pensate più per celebrare il medium e i suoi riferimenti che per accompagnare una prima run, ma aggiungono fascino e carattere a un’opera già ricca. Ghost of Yotei è un sequel che conferma la maturità artistica e tecnica di Sucker Punch. Più libero, più intenso e più ambizioso, amplia la formula del predecessore senza tradirne lo spirito. Con un combat system raffinato, una protagonista complessa e un mondo vivo e sorprendente, il gioco si impone come una delle esperienze open world più significative della generazione. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
ChatGPT presenta Pulse: l'assistente AI diventa proattivo
(Adnkronos) - L'intelligenza artificiale non si limiterà più a rispondere a una domanda. Con il lancio in anteprima di ChatGPT Pulse per gli utenti Pro su dispositivi mobili, OpenAI introduce un nuovo paradigma di interazione: un assistente che non attende di essere interrogato, ma opera in modo proattivo per aiutare gli utenti a raggiungere i propri obiettivi. La nuova funzionalità, presentata come un primo passo verso un'IA che lavora in autonomia, si propone di fornire informazioni pertinenti per accelerare il progresso personale e professionale. Pulse si basa su una ricerca asincrona. Ogni notte, il sistema sintetizza dati dalla memoria di ChatGPT, dalla cronologia delle chat e dal feedback diretto dell'utente per apprendere gli argomenti più rilevanti. La mattina successiva, consegna aggiornamenti personalizzati e mirati in un formato di schede visuali. Gli argomenti possono variare da follow-up su discussioni recenti a suggerimenti per ricette salutari o indicazioni sui prossimi passi per obiettivi a lungo termine. Il sistema consente all'utente di mantenere il pieno controllo sul contenuto. È possibile richiedere in modo esplicito gli argomenti da includere nelle edizioni future tramite una funzione di "curatela" e fornire un feedback immediato con un semplice "pollice in su" o "pollice in giù". Nel tempo, questa guida renderà Pulse sempre più personalizzato ed efficace. Ogni aggiornamento è disponibile solo per la giornata corrente, a meno che non venga salvato o venga richiesta una successiva elaborazione, evitando così di generare un'eccessiva quantità di contenuti da consultare.
Il vero potenziale di Pulse emerge con l'integrazione di servizi esterni. Connettendo account come Gmail e Google Calendar, l'IA ottiene un contesto aggiuntivo per fornire suggerimenti ancora più pertinenti. L'assistente può, per esempio, redigere la bozza di un'agenda per una riunione, ricordare un compleanno imminente o suggerire ristoranti per un viaggio in programma. Le integrazioni rimangono disattivate di default e possono essere attivate o disattivate in qualsiasi momento nelle impostazioni.
Questa evoluzione segna una transizione da un sistema che risponde a domande a un assistente proattivo che lavora per conto dell'utente. L'obiettivo a lungo termine di OpenAI è creare sistemi in grado di svolgere ricerche, pianificare e intraprendere azioni concrete, in base alle direttive ricevute. Pulse introduce questo futuro in una forma iniziale, con l'intenzione di espandere le sue funzionalità a un numero crescente di app e a un'erogazione di contenuti in tempo reale, al fine di diventare uno strumento che "accelera silenziosamente il lavoro e le idee che contano". ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Attacchi informatici: 300 miliardi di euro di perdite in Europa
(Adnkronos) - La minaccia informatica ha un costo ben quantificato: circa 300 miliardi di euro. È questa la cifra delle perdite subite dalle quattro principali economie europee – Italia, Francia, Germania e Spagna – a causa degli attacchi informatici negli ultimi cinque anni. A rivelarlo è una nuova ricerca di Howden, broker assicurativo globale, che mette in luce l'urgente necessità di colmare un significativo “divario di protezione” che affligge il continente. Secondo il report, il 49% delle aziende intervistate ha subito almeno un attacco tra il 2020 e il 2025. Nonostante la crescente frequenza e sofisticazione delle minacce, in Europa oltre il 70% delle imprese non dispone di una polizza assicurativa contro i rischi cyber. Si tratta di una percentuale decisamente superiore al 61% del Regno Unito, a dimostrazione di una scarsa consapevolezza o di un approccio ancora troppo passivo alla gestione del rischio.
L'analisi di Howden sottolinea che l’adozione di misure di sicurezza di base e di adeguate coperture assicurative avrebbe potuto prevenire perdite per 204 miliardi di euro, dimostrando che la protezione non solo è necessaria, ma anche economicamente conveniente. Un'azienda con un fatturato annuo di 500 milioni di euro, ad esempio, potrebbe risparmiare circa 16 milioni di euro in dieci anni grazie a una polizza, ottenendo un ritorno sull'investimento del 19% solo in termini di prevenzione e minor gravità degli attacchi. Gli esperti di Howden concordano sul fatto che l'assicurazione non sia più un semplice strumento finanziario, ma una componente strategica della resilienza aziendale. “In un contesto in cui le minacce informatiche diventano sempre più sofisticate e mirate, anche a causa dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale, è fondamentale che le aziende adottino un approccio proattivo alla gestione del rischio,” ha commentato Roberto Panzeri, Head of Financial Lines di Howden, aggiungendo che una strategia integrata “è perfettamente in linea con le direttive europee come la NIS2 e il DORA."
Questo approccio diventa ancora più critico per le piccole e medie imprese (PMI). “Spesso meno strutturate rispetto alle grandi imprese, le piccole e medie imprese sono particolarmente esposte agli attacchi informatici,” ha spiegato Anthea Vasta, Specialty Manager di Howden. “Per loro, una polizza cyber non è solo uno strumento di protezione finanziaria, ma un elemento chiave per garantire continuità operativa e conformità normativa.” Il report evidenzia che, nonostante la bassa penetrazione, il mercato assicurativo cyber in Europa offre significative opportunità di crescita. Il 31% delle aziende con un fatturato superiore a 1 milione di euro prevede di acquistare una polizza nei prossimi cinque anni. Tuttavia, il mercato deve fare di più per comunicare questo valore e semplificare la sua offerta.
Shay Simkin, Presidente, Global Cyber, Howden, ha dichiarato
: “La nostra ricerca ha quantificato i costi degli attacchi europei in circa 300 miliardi di euro dall'inizio del decennio. Il divario nella protezione informatica è una questione sociale che richiede un'attenzione urgente e noi di Howden ci impegniamo a collaborare con i clienti e i mercati per costruire una resilienza duratura. Attraverso una maggiore copertura assicurativa e una maggiore consapevolezza sull'implementazione, possiamo supportare le aziende nel migliorare la loro resilienza informatica e proteggerle dalla perdita di ricavi causata da questi attacchi”. ---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Toyota, la Corolla Cross si rinnova nel look (e non solo)
(Adnkronos) - Arrivata a metà percorso della generazione lanciata nel 2022 la Corolla Cross si aggiorna con un look più dinamico e personale, grazie a un frontale ridisegnato e moderno, ma anche con dotazioni più ricche, un aggiornamento del powertrain e una nuova versione - la GR Sport - che offre un comportamento stradale più 'deciso'. Sono le armi con cui il C-Suv Toyota si inserisce in una offerta a 360 gradi del marchio giapponese, che al fianco della C-HR ibrida e plug-in a breve vedrà l'arrivo anche della C-HR+, full electric di dimensioni più generose e dal design dai chiari richiami alle coupé. Un'offensiva in un segmento cuore del nostro mercato con cui in Italia Toyota punta a raccogliere almeno 16 mila unità il prossimo anno. Con un contributo in crescita proprio della Corolla Cross, condizionata dalla produzione giapponese, che comunque dal lancio ha raccolto nel nostro paese 12 mila unità, di cui il 60% nella versione più potente, spinta da un motore 2.0 da 197 CV. L'aggiornamento del powertrain (sempre nel segno sistema ibrido di quinta generazione di Toyota) prevede peraltro proprio per questa versione un abbassamento della potenza, che scende a 178 CV ma con consumi ed emissioni migliorate, ma con l'offerta sia con trazione anteriore che con trazione integrale intelligente (AWD-i). Peraltro la nuova modalità AWD-i Snow Extra promette una guida più sicura su fondi ghiacciati e in situazioni di scarsa aderenza, regolando la distribuzione della coppia tra l'asse anteriore e quello posteriore. Solo trazione anteriore per la versione da 1.8 litri con potenza massima di 140 CV. All'interno - connotato dalla 'solita' qualità Toyota - si percepisce il miglioramento in termini di silenziosità che in marcia viene disturbato solo dall'effetto 'scooter' del cambio automatico, nelle accelerazioni più decise. Sul fronte tecnologia la Corolla Cross propone la terza generazione del sistema Toyota Safety Sense con ulteriori sistemi avanzati di assistenza alla guida e al parcheggio mentre è di serie lo Smart Connect, con touchscreen ad alta definizione da 10,5 pollici e la strumentazione completamente digitale da 12,3 pollici. L'offerta sul mercato italiano è strutturata su sole quattro versioni, due con motorizzazione 1.8 (Corolla Cross e Icon) e due con il 2.0 (Premium e Gr Sport). Quest'ultima non si riconosce solo per la grigla anteriore con design dedicato ma anche per gli interventi su assetto (ribassato di 10 mm e ritarato per migliorare la risposta), ammortizzatori e servosterzo elettrico, mentre all'interno oltre alle finiture dedicate spiccanole paddle al volante per un cambio marcia più preciso. Per il lancio la nuova Corolla Cross può contare su un pacchetto di promozione che abbassa il prezzo della versione di ingresso a 32.950 euro mentre la top Gr Sport scende a 38.950 con un vantaggio di 6.050 euro sul listino ufficiale. ---motoriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Previdenza, 'OKPensione': errori di calcolo per un assegno su 2 analizzati
(Adnkronos) - Le pensioni degli italiani valgono sempre meno. Secondo i dati Istat di agosto, l’inflazione acquisita per il 2025 è già al +1,7%, con un aumento annuo dei prezzi al consumo dell’1,6%. Un dato che, insieme alle rivalutazioni parziali degli ultimi anni, ha progressivamente eroso il potere d’acquisto: negli ultimi 14 anni, gli assegni hanno perso fino al 21% del loro valore reale. Oltre all’inflazione, molte pensioni sono calcolate in modo errato. Le verifiche del network legale Consulcesi & Partners, tramite il servizio 'OKPensione', evidenziano errori di calcolo nel 50% dei casi analizzati, con perdite fino a 200-300 euro al mese e arretrati mancanti anche per decine di migliaia di euro spesso legati a liquidazioni erronee di Tfr o Tfs. Gli errori più comuni riportati sul portale www.okpensione.it sono: mancato riconoscimento di periodi contributivi (maternità, malattia, servizio militare); registrazione incompleta o errata dei contributi; applicazione sbagliata del calcolo misto (retributivo + contributivo); rivalutazioni non correttamente applicate; dati anagrafici o contributivi incompleti. I cittadini rischiano una doppia perdita: erosione reale dell’assegno a causa di inflazione e rivalutazioni parziali; errori di calcolo che riducono ulteriormente l’importo dovuto. "L’inflazione – commenta Bruno Borin, responsabile legale di Consulcesi & Partners - è un nemico silenzioso che riduce ogni anno il valore reale delle pensioni. Ma ancora più grave è partire da una base già sbagliata. Con 'OKPensione' offriamo un servizio di chiarezza e tutela. Non un semplice simulatore, ma un’analisi professionale che evidenzia eventuali discrepanze degli importi e consente di recuperare ciò che spetta di diritto”. Il servizio offre due principali strumenti: ricalcolo pensione: verifica la correttezza dell’assegno e recupera eventuali arretrati; calcolo pensione futura: simula scenari di uscita e l’impatto dell’inflazione sui redditi futuri. Il servizio è disponibile su www.okpensione.it con il supporto di un team di esperti legali e previdenziali. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Dolore cronico, online il vodcast per aiutare nel percorso di diagnosi e cura
(Adnkronos) - Cosa pensiamo quando sentiamo parlare di dolore cronico? Sappiamo che si tratta di un problema invalidante che si trascina da almeno 3 mesi e che dura per anni, anche per tutta la vita. Qual è l'impatto in chi ne soffre e nei suoi familiari? Cosa cambia dal punto di vista fisico, psicologico, sociale, lavorativo, quando si soffre, ad esempio, di emicrania o di artrosi? Perché è fondamentale agire tempestivamente? Cosa stanno facendo le istituzioni, i medici, i pazienti e il mondo farmaceutico per uscire dal ginepraio di visite ed esami, in un continuo rimbalzare da uno specialista all'altro, senza, a volte, trovare soluzione? A queste domande cerca di rispondere 'Corretta informazione e accesso alla rete', il primo episodio del vodcast 'E tu, sai cosa si prova? Comprendere e affrontare il dolore cronico', una serie realizzata da Adnkronos in partnership con Sandoz, che in modo semplice, autorevole e diretto, punta a far conoscere gli elementi necessari a facilitare l'accesso a percorsi adeguati alla cura del dolore cronico. Nel primo episodio - online da oggi nella sezione podcast di Adnkronos.com - a fornire informazioni essenziali dal punto di vista clinico e organizzativo intervengono Silvia Natoli, responsabile Area culturale Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) Medicina del dolore e cure palliative; Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica Fondazione Onda Ets, e Paolo Fedeli, Head of Corporate Affairs Sandoz Spa. Per favorire un'applicazione omogenea della legge 38 del 2010 (Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore) nelle varie regioni e contesti territoriali, è stato messo a punto un 'Manifesto sul dolore' realizzato con la partecipazione dei principali interlocutori dell'ecosistema salute - istituzioni, società scientifiche, rappresentanti di associazioni civiche e del Terzo settore - con proposte per migliorare il percorso diagnostico-terapeutico che va dalla promozione della cultura sulla condizione cronica, con una corretta informazione, alla messa a punto di un programma di formazione continua del personale sanitario fino al potenziamento delle reti di terapia del dolore cronico, coinvolgendo il territorio. In questo contesto multidisciplinare si inserisce anche la realtà dell'industria farmaceutica, impegnata a promuovere l'equità di accesso alle cure attraverso la collaborazione con tutti gli attori del sistema sanitario. Il vodcast 'E tu, sai cosa si prova? Comprendere e affrontare il dolore cronico' è online nella sezione podcast di adnkronos.com sul canale YouTube di adnkronos.com e su Spotify. ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Malattie cardiovascolari prima causa di morte nel mondo e in Italia
(Adnkronos) - Il 29 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del cuore per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della prevenzione cardiovascolare e per ricordare a tutti quanto sia fondamentale prendersi cura del proprio cuore. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo e in Italia, dove rappresentano circa il 31% di tutti i decessi. Conoscere e misurare i fattori di rischio individuali delle malattie cardiovascolari è importante per prevenirle e, quindi, ridurre drasticamente il numero di decessi associati. Sottolinea Domenico Gabrielli, presidente Fondazione per il Tuo cuore dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) e direttore della Cardiologia dell'ospedale San Camillo di Roma: "Quest'anno il tema della Giornata mondiale del cuore è 'Non perdere il battito', e l'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari, incoraggiando l'adozione di abitudini salutari. Stili di vita scorretti, quali la sedentarietà e scarsa attività fisica, il tabagismo, il consumo eccessivo di alcol e un'alimentazione squilibrata favoriscono la comparsa di importanti fattori di rischio intermedi quali ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete mellito, sovrappeso e obesità che è bene riconoscere precocemente e monitorare con l'aiuto del medico curante. I controlli di alcuni parametri diventano ancora più importanti se si è già affetti da malattie cardiovascolari, ed è sempre indispensabile adottare stili di vita salutari, effettuare i controlli nei tempi indicati ed assumere i farmaci prescritti, laddove necessario, secondo le modalità stabilite dal proprio medico curante". "Nel corso del congresso della Società europea di cardiologia che si è da poco concluso a Madrid - continua il Gabrielli - è stato presentato il primo Clinical Consensus Statement dedicato a salute mentale e malattie cardiovascolari, con l'obiettivo di ridurre eventi, migliorare esiti e qualità di vita per milioni di persone. Circa 1 persona su 3 con malattie cardiovascolari presenta anche un disturbo di salute mentale come depressione, ansia, disturbo da stress post traumatico, stress o isolamento. I pazienti dopo una diagnosi di malattia cardiovascolare presentano alto tasso di disturbi mentali e questo impatta molto sia sul percorso terapeutico che sulla prognosi del paziente stesso. E' noto, infatti, che le patologie cardiache hanno un impatto negativo sulla salute mentale, così come i disturbi dell'umore e malattie psichiatriche aumentano il rischio cardiovascolare; ciascuna condizione accresce il rischio dell'altra e quando coesistono gli esiti a lungo termine peggiorano sensibilmente. Questa interazione è clinicamente rilevante, incide su diagnosi, aderenza, prognosi e costi, ma resta spesso sottostimata nei percorsi cardiologici tradizionali". "La prevenzione è la prima arma, forse la più importante, per mantenere in salute il proprio cuore e per contrastare l'insorgenza e la progressione delle malattie cardiovascolari che restano ancora oggi la prima causa di morte nel nostro Paese. E' però doveroso ricordare che l'80% delle malattie cardiovascolari sono prevenibili semplicemente adottando stili di vita corretti e mantenendo sotto controllo alcuni fattori di rischio modificabili come ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, sovrappeso, sedentarietà, fumo e abuso di alcol", afferma Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore della Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari). "E' dunque fondamentale - rimarca - ricordare ai cittadini l'importanza di un'alimentazione sana (ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e povera di zuccheri e grassi saturi) e di un'attività fisica regolare. I cardiologi Anmco sono da sempre impegnati in prima linea nella prevenzione cardiovascolare promuovendo diverse attività di screening e di sensibilizzazione, poiché educare i cittadini in questo senso significa non solo salvare molte vite, ma anche prevenire o posticipare l'insorgenza delle malattie guadagnando in termini di qualità e di quantità di vita per gli italiani. Anche la ricerca, fiore all'occhiello di Anmco, ha fatto negli ultimi anni grandi passi in avanti grazie alla raccolta sul campo di una enorme mole di dati che forniscono dati preziosi sul trattamento delle patologie cardiovascolari in Italia e consentono di ottimizzare il percorso di diagnosi e cura in ambito cardiovascolare". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
World Dream Day. Marzullo: "La vita non è un sogno ma senza sogni non si vive"
(Adnkronos) -
La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? Nella trasmissione 'Sottovoce', icona della programmazione notturna della Rai che ha attraversato intere generazioni dagli anni '90, il conduttore televisivo Gigi Marzullo ha posto questa domanda a una lista interminabile di personaggi, da star internazionali del cinema a politici, imprenditori, sportivi. Oggi, invertendo per pochi minuti i ruoli, svela la sua risposta: "La vita non è un sogno", dichiara all'Adnkronos Salute proprio nel giorno in cui si celebra il World Dream Day, la Giornata mondiale dei sogni (25 settembre). E sulle prime potrebbe suonare spiazzante, pensando al ruolo che i sogni hanno avuto nella sua lunga carriera (ha all'attivo anche un libro che si intitola 'La vita è un sogno'). "A volte succedono delle cose che possono sembrare dei sogni - argomenta - ma la vita è dura, è dura realtà. I sogni intesi come illusioni, speranze, ottimismo, possono in un certo senso aiutare a vivere meglio. Se poi si realizzano anche, la vita va proprio bene. Ma non sempre i sogni si realizzano. Bisogna però averli, perché se non si hanno sogni, non dico che è inutile vivere, ma è una vita un po' grigia". Di sogni ricorrenti ne ha anche Marzullo, 72 anni, creatura della notte, studi da medico e mestiere della vita giornalista: a occhi chiusi "ricordo i miei parenti, mio padre e mia madre, le situazioni di quando erano in vita. Mia mamma è un personaggio femminile che torna spesso - confessa - E poi delle volte sogno che non ho la laurea, e invece ce l'ho, oppure sogno che arrivo tardi ad un appuntamento, e invece no. Più o meno questo. Mi capita anche di sognare di cascare, però non casco mai. Arrivo sempre al momento in cui mi sento cadere, ma non arrivo a terra". E chissà come lo interpreterebbe l'esperta che nella sua trasmissione analizzava i sogni del Vip di turno. "Qualche volta con lei al telefono ci ho scherzato su", sorride. Ma ad animare le notti del conduttore che ha dato vita a format come 'Mezzanotte e dintorni' sono più i sogni o gli incubi? "Qualche volta faccio anche qualche incubo - ammette - E talvolta c'è anche qualche sogno di immagini erotiche, in verità". Sogni che colorano l'esistenza, che come carburante mettono in moto la vita delle persone. Nell'atmosfera intima di uno studio in penombra, in tanti hanno raccontato i propri. "Il sogno che ricorre spesso in parecchi ospiti che ho avuto è quello di volare - racconta - Anche il mare" è protagonista frequente. "Cosa significa lo dovremmo far dire alla psicologa per avere una spiegazione corretta, ovviamente". Della lunga carrellata di confidenze ricevute 'sottovoce' dai suoi intervistati, Marzullo ricorda in particolare la reazione alle domande sui sogni: "Mi colpisce che spesso è una domanda che loro non si fanno, e hanno voglia di rispondere, rimanendo meravigliati non solo dalla domanda, ma anche dalle loro risposte". Risposte di ogni tipo, perché la notte arriva per tutti, ma ognuno la declina a modo suo. "Io, personalmente - conclude Marzullo - ho un rapporto ottimo con la notte. E' buia e questo mi fa un po' paura, però è soprattutto silenzio. Anche se, ascoltandolo, a volte il silenzio può essere molto più assordante di qualsiasi parola. Comunque, nella notte ci sono più immagini e meno parole, più silenzio. E io amo tutto questo. Non amo molto le parole, amo le immagini e amo il silenzio". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Sos medici e infermieri Inail, assunti durante Covid ora rischiano di stare a casa
(Adnkronos) - Giovani medici e infermieri assunti dall'Inail durante l'emergenza Covid rischiano dopo il 31 ottobre di rimanere definitivamente a casa. Parliamo di specialisti in Medicina legale, Medicina del lavoro, Medicina fisica e riabilitativa, Malattie infettive, Psichiatria, Chirurgia generale, Ortopedia e traumatologia, Medicina interna - oltre agli infermieri - che in questi anni hanno aiutato l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro "nella cura, riabilitazione e reinserimento nella vita sociale e lavorativa nei confronti di coloro che hanno subito danni fisici a seguito di infortunio o malattia professionale", come ricorda l'Inail sul proprio sito. Oggi questo gruppo di medici e infermieri assunti all'epoca della pandemia con procedura straordinaria si è ridotto a meno 100 unità totali dalle 300 iniziali: molti hanno fatto altre scelte in virtù di poche certezze sulla stabilizzazione. Infatti il rapporto di lavoro con l'Inail si interromperà alla data 31 ottobre, in assenza dello specifico intervento normativo. Nel 2020 l'Inail ha instaurato rapporti di collaborazione coordinata e continuativa con 100 medici e 200 infermieri, con avvio del rapporto il 2 giugno 2020 e termine finale fissato al 31 dicembre 2020. C'è stata poi una proroga che successivamente si trasformata - previa verifica di idoneità, a decorrere dal primo novembre 2022 e per una durata di 36 mesi - in rapporto di lavoro a tempo determinato. Pertanto, il contratto di lavoro che l'istituto sta intrattenendo con il personale in parola - il cui contingente risulta ad oggi ormai ridotto a 29 medici e 66 infermieri distribuiti nelle sedi territoriali, nelle strutture centrali e regionali - si interromperà il prossimo 31 ottobre 2025, in assenza di uno specifico intervento normativo che i professionisti stanno da tempo chiedendo. "Considerata l'importanza che riveste per l'Inail continuare ad avvalersi di tali preziose professionalità, attesa l'elevata specifica esperienza maturata all'interno dell'Istituto e le carenze d'organico che si registrano, siamo certi di poter confidare nel supporto del Governo per la loro stabilizzazione". Così all'Adnkronos Salute Fabrizio D'Ascenzo, presidente dell'Inail, anche a nome del Cda. "Le competenze di questi medici e infermieri saranno utilizzate al meglio nell'ottica di rafforzare le attività di prevenzione e cura che l'Istituto promuove - ha aggiunto - garantire continuità agli interventi di tutela e presa in carico degli assistiti, consolidando così il ruolo dell'Inail in ambito sanitario. Non possiamo assolutamente perdere queste risorse", La situazione per i medici e gli infermieri che vivono con questa spada di Damocle sulla testa non è facile. Pur giovani molti hanno famiglia, o vorrebbero averla, e auspicano al più presto un segnale dalle istituzioni e dal Governo che risolva la situazione. Si è mossa anche la politica. A luglio Ilenia Malavasi, deputata del Pd e componente della Commissione Affari sociali, ha presentato un'interrogazione alla ministra del Lavoro Calderone per chiedere "chiarimenti urgenti e per sapere se il Governo intendesse attivarsi per la loro stabilizzazione, come già avvenuto per altri enti. Ma a oggi - ha ricordato la deputata in una nota - non c'è stata nessuna risposta. Non è accettabile che si scelga di ignorare una situazione che rischia di compromettere seriamente l'erogazione dei servizi Inail e mettere a rischio il posto di lavoro di molti professionisti. Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente: non si può continuare a far finta di nulla - ha rimarcato - mentre chi garantisce la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro viene lasciato nella più totale incertezza". ---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Notte dei ricercatori alla Lum, tra ospiti presidente Emiliano e ai rettori delle università pugliesi
(Adnkronos) - Domani 26 settembre l’università Lum Giuseppe Degennaro sarà protagonista della Notte europea dei ricercatori – Sharper con un doppio appuntamento: la mattina, presso la Torre Aldo Rossi, con una giornata di studio dedicata a 'L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nella ricerca e nella didattica universitaria', e dalle 16 alle 23 in Piazza Umberto I a Bari, con numerose attività, laboratori interattivi e talk organizzati dai dipartimenti dell’ateneo per avvicinare il pubblico alle sfide e alle opportunità della ricerca. L’evento 'L’impatto dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nella didattica universitaria' si aprirà alle ore 9:00 presso il Campus, con i saluti istituzionali di Emanuele Degennaro, presidente cda università Lum e di Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, insieme ai rettori delle università pugliesi. Dopo l’introduzione di Michele Ciavarella, docente del Politecnico di Bari, sarà Rocco De Nicola, già rettore Imt Lucca e presidente Gruppo 2003, a tenere la prima relazione. Il momento centrale della mattinata sarà l’inspirational speech 'AI per la Formazione e la didattica: sfide ed opportunità', moderato dal giornalista Dionisio Ciccarese, con la partecipazione di docenti e ricercatori di numerosi atenei italiani tra cui università di Bari, università del Salento, università di Foggia, Politecnico di Bari, università Campus Biomedico di Roma, università Pegaso e Università Lum. La relazione di chiusura sarà affidata ad Antonio Uricchio, presidente Anvur. ---lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)










