NISMO rilancia la propria identità: più motorsport e modelli ad alte prestazioni
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NISMO non è solo un marchio sportivo, ma una dichiarazione di intenti. È l’espressione più diretta del DNA prestazionale Nissan, un laboratorio di idee che da sempre trasforma la competizione in tecnologia applicata alla strada. Oggi questa filosofia entra in una nuova fase, con una strategia che punta a rafforzare il legame tra motorsport, prodotti di serie e passione per la guida, ampliando allo stesso tempo la presenza globale del brand. Il principio resta immutato: ciò che nasce in pista deve migliorare l’auto di tutti i giorni. Un approccio che negli anni ha reso NISMO sinonimo di coinvolgimento, carattere e soluzioni tecniche derivate dalle competizioni più impegnative. L’obiettivo è rendere questo patrimonio ancora più accessibile, senza snaturarne l’anima. L’esperienza maturata nei campionati di alto livello continua a rappresentare il cuore del progetto. Le competizioni diventano un banco di prova per soluzioni avanzate, sia hardware sia software, con un flusso costante di know-how che passa dai circuiti ai modelli stradali NISMO.
Questo scambio bidirezionale permette di affinare assetti, sistemi di controllo e gestione della potenza, mantenendo un forte legame con la guida reale. Parallelamente cresce l’attenzione verso nuove categorie e format sportivi, pensati per accelerare lo sviluppo tecnologico e testare soluzioni destinate a influenzare l’intera gamma ad alte prestazioni. Sul fronte prodotto, l’ambizione è chiara: aumentare in modo significativo il numero di modelli NISMO disponibili nei principali mercati, ampliando la platea di appassionati senza perdere esclusività. L’idea è quella di proporre versioni capaci di offrire emozione autentica al volante, ma anche utilizzabilità quotidiana, combinando prestazioni, design dedicato e soluzioni tecniche mirate. Accanto alla produzione di serie, si apre anche alla collaborazione con partner esterni, con l’obiettivo di sviluppare progetti speciali e ampliare ulteriormente l’offerta, mantenendo elevati standard qualitativi e un’identità coerente.
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Hyundai Bayon MY26: l’Urban SUV che punta su tecnologia e razionalità
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Hyundai rinnova Bayon con il Model Year 2026, intervenendo in modo mirato su gamma, motorizzazioni e contenuti per rafforzare la posizione del suo Urban SUV nel segmento B. L’obiettivo è chiaro: offrire una proposta più leggibile, moderna e coerente con le esigenze di chi cerca un’auto compatta, efficiente e ricca di tecnologia per l’uso quotidiano. Sotto il cofano della rinnovata Hyundai Bayon trova spazio il 1.0 T-GDi da 90 CV, motorizzazione a benzina omologata Euro 6E-Bis, disponibile sia con cambio manuale a sei rapporti sia con trasmissione automatica DCT a doppia frizione. Una scelta che privilegia equilibrio e fluidità di marcia, con prestazioni adeguate al contesto urbano ma capaci di garantire comfort anche nei trasferimenti extraurbani e autostradali. Il design resta uno degli elementi distintivi di Bayon, con una forte identità visiva sottolineata dalla firma luminosa anteriore orizzontale e da paraurti ridisegnati che ne rafforzano la presenza su strada. Un linguaggio stilistico riconoscibile, pensato per chi vuole distinguersi senza rinunciare alla praticità tipica di un SUV compatto. L’abitacolo è progettato per massimizzare lo spazio a bordo, con un bagagliaio generoso e soluzioni ergonomiche che migliorano la vita quotidiana. La tecnologia gioca un ruolo centrale grazie al display touchscreen da 10,25 pollici, alla compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto e ai servizi connessi Bluelink, che permettono aggiornamenti da remoto e un’interazione costante con il veicolo. La gamma MY26 si articola su tre allestimenti: XTech, Business ed Excellence, tutti accomunati da una dotazione di sicurezza completa. I sistemi di assistenza alla guida Hyundai SmartSense sono disponibili fin dall’ingresso in gamma, includendo funzioni di prevenzione delle collisioni, supporto al mantenimento di corsia e monitoraggio dell’attenzione del conducente.
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Protocollo d'Intesa ASI per il monitoraggio di Taranto e Terra dei Fuochi
(Adnkronos) - Le tecnologie spaziali italiane diventano strumenti operativi per la tutela ambientale e la sicurezza del territorio. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato presentato l’Accordo Quadro tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e i Commissari Straordinari per l’area vasta di Taranto e la Terra dei Fuochi. La finalità è l’avvio di un’azione coordinata di monitoraggio ambientale integrato, sfruttando i dati satellitari per supportare le operazioni di risanamento e bonifica. Il cuore dell'intesa risiede nell'utilizzo sinergico delle infrastrutture spaziali nazionali. I dati iperspettrali di PRISMA, i sistemi radar COSMO-SkyMed e la futura costellazione IRIDE permetteranno di identificare con precisione la distribuzione spaziale della contaminazione e le fonti di impatto ambientale. Queste tecnologie, in raccordo con le Prefetture e le Forze di Polizia, svolgeranno inoltre una funzione di deterrenza contro l'abbandono dei rifiuti e i reati ambientali. "Oggi più che mai il supporto dei dati provenienti dai satelliti di osservazione della Terra rappresenta un fattore essenziale per la tutela dell’ambiente terrestre", ha dichiarato il Presidente dell’ASI, Teodoro Valente. "L’ampia mole di informazioni permette di fornire un contributo articolato e altamente tecnologico per la definizione di misure a contrasto dell’inquinamento e per l’avvio di puntuali strategie in materia di bonifica e risanamento". L'impiego del telerilevamento non si limita alla diagnosi iniziale, ma si estende al monitoraggio post-intervento, consentendo di verificare l'efficacia delle azioni intraprese. Vito Felice Uricchio, Commissario per l'area di Taranto, ha sottolineato come questo approccio permetta di "ottimizzare l'efficacia degli sforzi e di ridurre sensibilmente i costi operativi, privilegiando interventi più mirati e meno invasivi". Secondo Uricchio, l'accordo "eleva l'ASI a fulcro tra la scienza di frontiera e le impellenti necessità del Governo del territorio in tema di bonifiche". L'operatività sul campo sarà rafforzata dalla collaborazione tra le professionalità scientifiche e le strutture commissariali. Il Col. Nino Tarantino, Subcommissario per la Terra dei Fuochi, ha evidenziato il valore pratico della cooperazione: "Si compie un atto di funzionale e fattiva operatività. Una operatività per monitorare, per agire meglio e più funzionalmente contro contaminazioni, abbandoni e distorsioni". Il protocollo segna l'avvio di un processo virtuoso in cui l'eccellenza tecnologica nazionale viene posta al servizio della riparazione e della resilienza dei territori più critici del Paese, garantendo un monitoraggio costante e accurato dall'alto.
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Sinner batte il Papa nelle ricerche Wikipedia, 2025 tra tennis e true crime
(Adnkronos) - Il tennis si conferma il grande protagonista delle ricerche online nel nostro Paese, specchio di un interesse sportivo ormai consolidato. Jannik Sinner mantiene saldamente la vetta della classifica delle pagine più visitate su Wikipedia in italiano per il secondo anno consecutivo, confermando il suo status di icona nazionale. La sua popolarità trascina nelle ricerche anche il rivale spagnolo Carlos Alcaraz, che si piazza in ottava posizione, a testimonianza di quanto il duello ai vertici del ranking ATP abbia catalizzato l'attenzione del pubblico generalista oltre che degli appassionati. L’attualità storica e religiosa ha inevitabilmente influenzato i volumi di traffico sull’enciclopedia libera in modo massiccio. Il 2025, anno giubilare segnato dalla scomparsa di Papa Francesco e dalla successiva elezione di Leone XIV, vede i due pontefici occupare rispettivamente il terzo e il secondo gradino del podio. Questo passaggio epocale ha riacceso l'interesse per la storia ecclesiastica, spingendo in alto anche le consultazioni relative alla lista dei papi e alla figura di Giovanni Paolo II, segno di una necessità di approfondimento storico di fronte ai grandi cambiamenti istituzionali. Sul fronte dell’intrattenimento, il Festival di Sanremo continua a dettare l’agenda culturale italiana. Lucio Corsi conquista la quarta posizione assoluta, forte di una partecipazione alla settantacinquesima edizione della kermesse che ne ha svelato l'estetica anni Settanta e l'originalità al grande pubblico, complice anche un duetto con Topo Gigio rimasto nell'immaginario collettivo. La stessa azienda radiotelevisiva di stato, la Rai, si attesta al quinto posto, mentre l'artista Olly avrebbe tecnicamente raggiunto la top 10 se i dati avessero aggregato le diverse voci enciclopediche a lui dedicate. Non manca l'attenzione verso la cronaca nera, un genere ormai dominante nella fruizione mediatica contemporanea grazie al connubio con le piattaforme di streaming. La serie televisiva dedicata a Ed Gein ha riportato in auge la macabra storia del "Macellaio di Plainfield", garantendogli un posto tra le voci più lette dell'anno. Parallelamente, il true crime italiano torna a far discutere con il delitto di Garlasco, rinvigorito da nuove indagini scientifiche, e con il Mostro di Firenze, la cui vicenda è stata rilanciata da una recente produzione Netflix che ha spinto la pagina a quasi due milioni di visite. A chiudere il quadro di un anno decisamente eterogeneo c’è la spiritualità legata alle nuove generazioni. La figura di San Carlo Acutis, il primo santo millennial canonizzato proprio quest'anno dal neo-eletto Leone XIV, ha sfiorato l'ingresso nelle prime dieci posizioni, complice anche l'attenzione mediatica derivata dalla serie firmata da Martin Scorsese. I dati, aggiornati al mese di novembre, restituiscono così la fotografia di un Paese diviso tra orgoglio sportivo, momenti storici solenni e curiosità pop, il tutto filtrato attraverso il lavoro di documentazione della comunità dei volontari.
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OpenAI corteggia Amazon per un affare da 10 miliardi
(Adnkronos) - OpenAI ha avviato colloqui preliminari con Amazon per discutere un potenziale investimento che potrebbe superare i 10 miliardi di dollari. Secondo indiscrezioni confermate dalla CNBC, al centro delle negoziazioni non c'è soltanto l'iniezione di liquidità, ma un accordo strategico per l'utilizzo dei chip per l'intelligenza artificiale sviluppati dal colosso di Seattle. La situazione è ancora fluida e i dettagli potrebbero mutare, ma l'operazione segnerebbe un punto di svolta nella gestione delle risorse computazionali necessarie per addestrare i futuri modelli di linguaggio. Le trattative giungono in una fase di profonda trasformazione per l'azienda di Sam Altman, che lo scorso ottobre ha completato una ristrutturazione societaria volta a garantire maggiore autonomia operativa. Sebbene Microsoft abbia investito oltre 13 miliardi di dollari dal 2019, i recenti accordi hanno eliminato il suo diritto di prelazione come fornitore esclusivo di potenza di calcolo. Questa nuova flessibilità permette a OpenAI di diversificare i partner nell'ecosistema tecnologico, cercando sponde alternative per sostenere una crescita infrastrutturale sempre più costosa. L'eventuale ingresso di Amazon nel capitale si inserirebbe in un quadro di investimenti incrociati molto complesso: il gigante dell'e-commerce ha già scommesso almeno 8 miliardi su Anthropic, il principale rivale di ChatGPT, una strategia di diversificazione adottata peraltro dalla stessa Microsoft. L'interesse di OpenAI per l'hardware di Amazon Web Services non è casuale: AWS progetta chip proprietari dal 2015 e ha recentemente lanciato la nuova generazione di processori Trainium, diventati un'alternativa cruciale per le aziende che tentano di ridurre la dipendenza dai costosi hardware di terze parti. La fame di risorse ha spinto OpenAI a sottoscrivere impegni infrastrutturali per cifre astronomiche negli ultimi mesi, coinvolgendo produttori come Nvidia, AMD e Broadcom. Solo poche settimane fa, la startup ha firmato un contratto da 38 miliardi di dollari proprio con AWS, il primo accordo formale con il leader mondiale del cloud. Questa mossa, unita alla recente vendita di azioni secondarie che ha consolidato la valutazione dell'azienda, suggerisce che la ricerca di capitale e potenza di calcolo è ormai l'unica priorità per mantenere la leadership nel settore.
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James Webb svela la doppia anima della protostella HH46
(Adnkronos) - Grazie alla tecnologia a infrarossi del James Webb Space Telescope (JWST), un tbeam guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) è riuscito a guardare all'interno di questo "bozzolo", portando alla luce una realtà molto più complessa del previsto. La scoperta principale riguarda la natura stessa della sorgente: HH46 non è una singola stella in formazione, ma un sistema binario. Le due stelle gemelle orbitano l'una attorno all'altra a una distanza di circa 90 volte quella tra la Terra e il Sole. "Le osservazioni del JWST hanno rivoluzionato la nostra comprensione del sistema", spiega Maria Gabriella Navarro, ricercatrice dell'INAF. "I dati hanno rivelato, per la prima volta, un forte vento molecolare finora sconosciuto, non associato al getto di materia che già conoscevamo." Ciò che rende questo sistema un "laboratorio d'eccezione" è la coesistenza di due tipi di emissioni completamente diverse tra loro: un getto atomico sottile e potentissimo, simile a un laser, che si allunga nello spazio, e un flusso molecolare più lento e diffuso, rivelato solo ora grazie alla sensibilità del James Webb. Questa differenza è stata analizzata studiando le molecole di idrogeno. "Abiamo dimostrato che la componente molecolare è dovuta a onde d'urto lente, che si muovono a circa 10 chilometri al secondo," aggiunge Navarro. Lo studio fa parte del progetto PROJECT-J, coordinato dall'INAF, che utilizza il James Webb per studiare le "culle" in cui nascono le stelle. Come sottolinea Brunella Nisini, responsabile del progetto: "Solo la combinazione di alta risoluzione e vista a infrarossi può svelare cosa accade davvero durante la formazione di una stella." La capacità di distinguere questi flussi permette agli scienziati di capire meglio come si formano i pianeti attorno a stelle binarie, un passaggio fondamentale per comprendere l'evoluzione dell'universo.
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Ricerca: il MUR finanzia 326 progetti di eccellenza con il bando FIS 3
(Adnkronos) - Il sistema della ricerca italiana riceve un nuovo e consistente impulso grazie alla pubblicazione delle graduatorie del terzo bando del Fondo Italiano per la Scienza (FIS 3). Il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) ha dato il via libera a investimenti per un valore complessivo superiore ai 432 milioni di euro, destinati a 326 progetti di eccellenza selezionati tra oltre 5.000 candidature. All'interno di questo stanziamento, un capitolo rilevante riguarda i quattro principali Centri di Ricerca nazionali, che beneficiano di 27.592.839,43 euro per lo sviluppo di 20 progetti vincitori, distribuiti nei macrosettori Life Science, Physical Sciences and Engineering e Social Science and Humanities. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) si conferma il principale beneficiario con oltre 20,7 milioni di euro per 15 progetti. La distribuzione dei fondi premia tutte le fasi della carriera scientifica: circa 7,8 milioni sono destinati a sette ricercatori emergenti (Starting grant), 7,5 milioni a cinque studiosi in carriera (Consolidator grant) e 5,4 milioni a tre ricercatori affermati (Advanced grant). Gli altri stanziamenti vedono l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ricevere 2,6 milioni di euro, l'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) 2,4 milioni e la Stazione Zoologica 'Anton Dohrn' 1,7 milioni. L'erogazione dei fondi FIS 3 non si configura come un intervento isolato, ma come parte di una riforma strutturale. Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha sottolineato come la ricerca italiana sia competitiva e capace di confrontarsi con i migliori standard mondiali: "I ricercatori sono il cuore pulsante di questo sistema. Il loro lavoro è fondamentale, genera conoscenza, apre nuove frontiere, crea opportunità per le generazioni future. Il nuovo Fondo unico per la ricerca offre certezze: criteri trasparenti, bandi pubblicati entro il 30 aprile e risorse definite."Il Ministro ha inoltre confermato che per il 2025 il sistema potrà contare su 460 milioni di euro, ai quali si aggiungono 150 milioni per i PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale), che diventeranno bandi annuali. Le reazioni dei vertici degli enti finanziati evidenziano l'eccellenza dei progetti. Andrea Lenzi, Presidente del CNR, ha ribadito come i risultati premino "la qualità della ricerca dei nostri istituti e rafforzano il ruolo del CNR come attore e garante della ricerca pubblica". Sulla stessa linea Nicola Casagli (OGS), che ha evidenziato l'importanza degli Starting Grant per valorizzare il talento dei giovani ricercatori impegnati nello studio dei rischi naturali. Roberto Bassi (Stazione Zoologica) e Roberto Ragazzoni (INAF) hanno invece posto l'accento su ricerche fondamentali che spaziano dalla biologia evolutiva dei ricci di mare allo studio dei sistemi di galassie, sfidando le attuali capacità di calcolo e osservazione. Con la previsione della quarta edizione del bando FIS per il prossimo biennio, il MUR mira a dare alla ricerca italiana
"il tempo, gli strumenti e la stabilità necessari per generare innovazione e futuro
."
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Food, 50 Top Italy 2026: Cipriani di Rio de Janeiro 'Miglior ristorante italiano al mondo'
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Il Ristorante Hotel Cipriani di Rio de Janeiro, guidato dallo chef Nello Cassese e ospitato nell'omonimo edificio, è stato nuovamente nominato miglior ristorante italiano al mondo dalla guida 50 Top Italy 2026 , che presenta il meglio della ristorazione italiana in Italia e all'estero. Il secondo posto è andato a Il Carpaccio, guidato da Alessandra Del Favero e Oliver Piras , situato presso Le Royal Monceau, a Parigi. Il terzo posto è andato a DaNico dello Chef Daniele Corona, a Toronto. La cucina italiana, recentemente dichiarata Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità dall'Unesco, è stata celebrata dai suoi massimi esponenti durante il gran galà della cucina italiana 50 Top Italy 2026 al Teatro Manzoni di Milano. Il quarto posto è andato al Rezdôra di Stefano Secchi a New York, mentre il quinto è andato al Da Vittorio Shanghai , di proprietà della famiglia Cerea. Il sesto posto è andato a Torno Subito a Singapore, sotto la direzione dello chef Alessio Pirozzi e la supervisione di Massimo Bottura. Il settimo posto è andato al Fiola di Fabio Trabocchi a Washington Dc, e l'ottavo posto a Otto e Mezzo Bombana a Hong Kong, dello chef Umberto Bombana. Il nono posto è andato ad 'Agli Amici Rovinj' a Rovigno, di proprietà della famiglia Scarello, e il decimo posto ad Acquarello di Mario Gamba a Monaco di Baviera. I paesi con il maggior numero di sedi nella classifica di quest'anno sono gli Stati Uniti, la Francia e la Svizzera con 7 sedi ciascuno, seguiti da Cina e Belgio con 4. Sono stati assegnati sedici premi speciali al meglio della cucina italiana dentro e fuori i confini del Belpaese: Il Premio Pranzo dell'Anno 2026 – Pastificio dei Campi è andato a Il Carpaccio di Parigi; il Premio Piatto dell'Anno 2026 – Premio Latteria Sorrentina è andato a Fusillo al Ferretto, Lamiaceae, Caprino e Lime di Marotta Ristorante di Squille, mentre il Miglior menu degustazione 2026 – Premio Latteria Sorrentina è andato a Miseria e Nobiltà dell'Osteria Francescana di Modena. Lo chef dell'Anno 2026 – Premio Ferrarelle è Nello Cassese del Ristorante Hotel Cipriani di Rio de Janeiro. Il Maître dell'Anno 2026 – Premio Maistà è Massimo Raugi presso Villa Crespi a Orta San Giulio. Il manager dell'Anno 2026 – Premio Il Fritturista – Oleificio Zucchi (Manager dell'anno 2026 – Premio Il Fritturista – Oleificio Zucchi) è Gianni Caprioli di Giando a Hong Kong. Il Premio novità dell'anno 2026 – Solania è andato a Orsini di Zurigo, mentre il Premio Sommelier dell'Anno 2026 è andato a Emanuele Izzo presso Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia. Il Premio made in Italy 2026 – Salumi Coati è andato a Torno Subito di Singapore, mentre il Premio Performance dell'Anno 2026 – D'Amico è andato a Roscioli Salumeria con Cucina di Roma. Il Premio migliore prima colazione 2026 – Latteria San Salvatore è andato a Il San Corrado di Noto , in Sicilia, mentre il Premio Icon 2026 – Latteria San Salvatore è andato a Mario Gamba di Acquarello di Monaco. Il Premio migliore comunicazione social 2026 – Premio Mammafiore è andato a Uliassi di Senigallia. Il Premio One to Watch 2026 – Goeldlin è andato a Sustànza di Napoli. Il Premio Pasticceria nella Ristorazione 2026 – Premio Mulino Caputo è andato al ristorante Duomo di Ragusa, mentre il Premio Pasticceria dell'Anno 2026 – Premio Mulino Caputo è andato a Pietro Macellaro di Piaggine.
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Il gruppo Brembo celebra 50 anni nel motorsport: oltre 1.000 titoli mondiali dal 1975 a oggi
(Adnkronos) - Cinquant’anni di passione, innovazione e competizione ai massimi livelli. Brembo chiude il 2025 celebrando un traguardo storico: oltre 1.000 titoli mondiali conquistati nel Motorsport dal 1975 a oggi, confermando il proprio ruolo di leader globale nelle tecnologie per la performance racing. Un risultato che testimonia la forza di un ecosistema industriale integrato, ulteriormente rafforzato nel 2025 dalla recente acquisizione di Öhlins, e dalla sinergia con gli altri marchi del Gruppo come, Marchesini, AP Racing, SBS Friction e J.Juan, protagonisti delle principali competizioni internazionali. “Nel cinquantesimo anno dal nostro ingresso in Formula 1 abbiamo dimostrato ancora una volta la forza dell’innovazione Brembo: nel 2025 le nostre tecnologie hanno equipaggiato tutte le vittorie in Formula 1 e in MotoGP”, ha dichiarato Matteo Tiraboschi, Presidente Esecutivo di Brembo. “Essere al centro di questo successo globale conferma il ruolo del Gruppo come punto di riferimento nel Motorsport e come ambasciatore autorevole del Made in Italy”.
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XPENG Italia ed Electrip siglano una partnership strategica
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ATFlow, importatore e distributore esclusivo di XPENG in Italia, annuncia una partnership strategica con Electrip, operatore di riferimento nel settore della ricarica per la mobilità elettrica. L’accordo è finalizzato a offrire ai clienti XPENG un ecosistema di ricarica completo, semplice e integrato. La collaborazione, già avviata con il lancio dei Model Year 2025 dei SUV elettrici XPENG G6 e XPENG G9, viene ora confermata per il Model Year 2026. Per ogni G6 e G9 MY26 ordinato entro il 2026, i clienti riceveranno una wallbox domestica e 3.020 kWh di ricarica ( circa 20.000 Km) utilizzabili tramite la piattaforma Electrip, oltre a uno sconto del 15% sulle tariffe Electrip per cinque anni una volta esaurito il pacchetto di energia incluso. I modelli XPENG G6 e G9 MY26 si distinguono per l’architettura elettrica a 800 Volt e per l’impiego di batterie LFP di nuova generazione, che consentono una ricarica ultrarapida in corrente continua dal 10% all’80% in soli 12 minuti, con prestazioni ai vertici della categoria. “Con Electrip condividiamo una visione chiara: rendere la mobilità elettrica sempre più accessibile, concreta e affidabile,” ha dichiarato Mattia Vanini, Presidente di ATFlow. “Questa partnership rappresenta un tassello fondamentale per accompagnare la crescita di XPENG in Italia.”
“Abbiamo voluto costruire un’offerta di mobilità completa, che unisse veicoli tecnologicamente avanzati e un’infrastruttura di ricarica all’altezza,” ha aggiunto Gian Leonardo Fea, Consigliere Delegato di ATFlow e Managing Director di XPENG Italia. “Con G6 e G9 MY26, e grazie alla collaborazione con Electrip, affrontare anche i lunghi viaggi in elettrico diventa semplice e immediato.”
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