Green Building Council Italia: l'Associazione si apre a studenti e professionisti
(Adnkronos) - Una giornata di profonda trasformazione per il Green Building Council Italia (GBC Italia). L'assemblea straordinaria dell'associazione ha approvato, con una larghissima maggioranza, il nuovo Statuto, testo che è il culmine di oltre un anno e mezzo di confronto interno e lavoro preparatorio. La riforma è destinata a incidere significativamente sulla governance e sulla composizione della rete associativa. Le modifiche sono state introdotte con l'obiettivo di rendere più efficiente il funzionamento complessivo di un'organizzazione in continua crescita per numero di associati e peso politico, specialmente sui temi della sostenibilità dell'ambiente costruito. Il nuovo impianto statutario introduce due innovazioni chiave. La prima riguarda la struttura direttiva, con la possibilità di introdurre la figura del Direttore Generale. Questo passo è stato concepito per accompagnare in modo strutturato l'evoluzione organizzativa del GBC Italia nel contesto, in continua espansione, dell'edilizia green e della sostenibilità.
La seconda novità di rilievo è l'apertura della rete associativa a nuove categorie di membri, rendendo l'associazione più inclusiva. Il GBC Italia accoglierà ora studenti, professionisti, soci onorari, enti di ricerca e amministrazioni pubbliche. Inoltre, viene stabilita una distinzione più netta tra i principi fondanti dell'associazione e le regole operative. Queste ultime verranno gestite attraverso regolamenti interni, più snelli e facilmente aggiornabili, garantendo una maggiore agilità decisionale.
Il presidente Fabrizio Capaccioli ha commentato l'esito del voto: “L’approvazione del nuovo Statuto rappresenta una tappa storica per GBC Italia. È la dimostrazione di una comunità coesa e lungimirante, capace di governare il cambiamento e non subirlo. Ringrazio tutti i soci e la governance che hanno contribuito a questo risultato.” Con il voto dell’assemblea straordinaria si avvia ora la fase attuativa che prevede l'aggiornamento dei regolamenti interni e l'attivazione delle nuove categorie di soci. L'obiettivo dichiarato dai promotori è rendere l’associazione più inclusiva, moderna e autorevole, rafforzando il suo ruolo nel dialogo con il mercato e le istituzioni.
Capaccioli ha sintetizzato la visione a lungo termine della riforma, affermando: “Costruiamo le basi per un futuro più aperto, innovativo e autorevole.”
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L'evoluzione della robotica domestica: Ecovacs ridefinisce la pulizia intelligente
(Adnkronos) - In collaborazione con Ecovacs Robotics Il mercato della robotica domestica continua la sua rapida evoluzione, con produttori come Ecovacs Robotics che presentano sistemi avanzati volti a massimizzare l'autonomia e l'efficacia della pulizia. L'ultima gamma di dispositivi del brand si distingue per l'integrazione di intelligenza artificiale e stazioni di gestione dello sporco completamente automatizzate. Dai robot aspirapolvere DEEBOT alle soluzioni per vetri e giardini, Ecovacs punta a un ecosistema sostenibile e tecnologicamente avanzato che oggi raggiunge più di 38 milioni di famiglie in tutto il mondo, "con innovazioni nate direttamente dai bisogni reali degli utenti", così come affermato da Danny An, General Manager Emea & Nbd di Ecovacs Robotics. Uno dei modelli di punta, il Deebot X9 Pro Omni, incarna questa convergenza tra potenza e smart technology. Il dispositivo è progettato per prestazioni elevate, combinando un'intensa potenza d'aspirazione con un flusso d'aria ottimizzato per la rimozione anche delle polveri più sottili. La pulizia dei pavimenti viene gestita tramite la tecnologia OZMO ROLLER, che applica una pressione di lavaggio superiore. Grazie alle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale come AIVI 3D 3.0 Omni-Approach e AI Stain Detection 2.0, riconosce oggetti e macchie, adattando la pulizia in tempo reale. Il sistema è completato dalla stazione OMNI, un'unità intelligente che gestisce autonomamente i cicli di lavaggio e asciugatura dei panni, assicurando risultati omogenei su diverse superfici. Il vertice della tecnologia senza sacchetto Al vertice dell'innovazione presentata dal marchio si posiziona il nuovo Deebot X11 Omnicyclone, descritto dal produttore come il robot più avanzato mai realizzato. L'elemento distintivo è la sua stazione OmniCyclone, che introduce un sistema di raccolta e gestione dello sporco senza sacchetto di ultima generazione, garantendo una pulizia profonda e automatizzata. L'autonomia operativa è spinta al limite grazie alla tecnologia PoweBoost, che consente al robot di ricaricare la batteria del 6% durante ogni pausa necessaria per il lavaggio del rullo. Questo meccanismo ingegneristico permette al DEEBOT X11 di pulire una superficie stimata fino a 1.000 mq in un singolo ciclo. Per chi cerca soluzioni con ingombro ridotto, il Deebot T50 PRO Omni Gen 2 (disponibile nelle colorazioni nera e bianca) offre prestazioni elevate in un form factor compatto. Con un'altezza di soli 81 mm, il modello è pensato per accedere facilmente anche agli spazi più angusti, mantenendo la potente aspirazione e l'automatizzazione fornita dalla stazione OMNI. Pulizia delle superfici verticali con autonomia avanzata L'attenzione del brand non si limita ai pavimenti. Il Winbot W2 PRO Omni è un robot lavavetri intelligente dotato di tecnologia di navigazione avanzata. Il dispositivo è equipaggiato con un sistema di sicurezza a 12 livelli e una base portatile che conferisce la massima autonomia operativa, portando i benefici della robotica anche nella manutenzione delle superfici verticali. Il Winbot W2 PRO Omn è il primo a integrare la tecnologia TruEdge per una pulizia impeccabile di bordi e angoli difficili da raggiungere, arricchito da nebulizzazione grandangolare a tre ugelli e da un sistema di navigazione Win-Slam 4.0.
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Turismo: al via Ttg e Inout 2025, domani a Rimini con ministro Santanchè apre fiera mondiale
(Adnkronos) - Aprono domani, 8 ottobre, alla Fiera di Rimini, Ttg Travel Experience e InOut | The Contract Community, i due appuntamenti organizzati da Italian Exhibition Group (Ieg) che insieme rappresentano la più grande piattaforma italiana per la promozione turistica e per l’industria dell’ospitalità e del design indoor e outdoor. Con circa 2.700 brand espositori, oltre 1.000 buyer esteri provenienti da 75 Paesi - tra cui Stati Uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna, Sud America, India e Cina - e 66 startup pronte a presentare nuove soluzioni per il settore, i padiglioni riminesi ospiteranno tre giorni di incontri, contrattazioni e visioni sul turismo globale. La cerimonia inaugurale di Ttg Travel Experience e InOut | The Contract Community si terrà mercoledì 8 ottobre, alle ore 12.00, nella Main Arena (Hall Sud). Sul palco saranno presenti don Massimo Vacchetti, direttore per la Pastorale dello Sport, Turismo e Tempo libero della Diocesi di Bologna, Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group, Jamil Sadegholvaad, sindaco di Rimini, Roberta Frisoni, assessora al Turismo, Commercio e Sport della Regione Emilia-Romagna, e Daniela Santanchè, ministro per il Turismo. Al termine della cerimonia è previsto il taglio del nastro ufficiale, con la partecipazione, oltre ai relatori, del vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, dell’amministratore delegato di Ieg, Corrado Peraboni, della presidente Enit, Alessandra Priante, di Matteo Masini, per Ice Agenzia, e di Gloria Armiri, group exhibition manager Tourism & Hospitality Division di Ieg. Sette arene, oltre 200 eventi e più di 400 voci autorevoli: dal 8 al 10 ottobre, la Fiera di Rimini si trasforma in un laboratorio del turismo che verrà, con talk, panel e dibattiti che attraversano i grandi temi dell’attualità: intelligenza artificiale, formazione, ristorazione, sostenibilità, turismo nautico e nuove tendenze dell’hospitality. In contemporanea, InOut | The Hospitality Community, la principale manifestazione B2B italiana dedicata all’ospitalità e al design degli spazi di accoglienza, occuperà 12 padiglioni dell’ala Est del quartiere fieristico. Hotel e catene internazionali, architetti, interior designer, gestori di campeggi, operatori del glamping e del balneare si incontreranno per scoprire tendenze, stringere relazioni e disegnare le nuove rotte dell’accoglienza.
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Turismo, quando l'hotel diventa polo artistico: a Napoli l'autunno di Caracciolo Hospitality Group
(Adnkronos) - L’ospitalità che diventa arte e l'albergo un salotto cittadino, dove poter ammirare opere e partecipare a incontri. E' l'iniziativa firmata Caracciolo Hospitality Group, società di gestione alberghiera nata nel 2022 e diventata punto di riferimento in Campania, che ora si afferma anche come Corporate Art Company. Grazie a un progetto culturale lanciato quest'anno che trasforma le sue strutture - l’hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton, Palazzo Caracciolo Naples - Hilton Affiliate e Grand Hotel Telese immerso nell’Appennino beneventano - in veri e propri spazi espositivi, ospitando sei mostre firmate da artisti campani e aperte al pubblico. Ad aprire ogni evento un vernissage con la presenza dell’artista, che offre agli ospiti e ai visitatori un’occasione unica di incontro e dialogo con l’arte. E anche per l'autunno riserva appuntamenti di rilievo. Il 21 ottobre inaugura, alle 18,30, al Palazzo Caracciolo Naples, la mostra di Daniela Pergreffi, 'Erotic Secret Garden', che resterà aperta fino al 21 novembre: un’installazione immersiva fatta di legni di mare, sculture zoomorfe e tavole pittoriche che evocano un’umanità ancestrale in simbiosi con la natura, un giardino segreto, sensuale e simbolico, tra suoni, visioni e materia. Mentre all’hotel de Bonart Naples, dal 1° al 30 novembre, sarà la volta di 'Santi Migranti' di Massimo Pastore, in cui l’arte si fa manifesto sociale: i soggetti fotografati, avvolti in coperte isotermiche dorate, evocano santi contemporanei e figure migranti, icone di speranza, fragilità e rinascita, pensate per dialogare anche con gli spazi pubblici della città. Al Grand Hotel Telese, invece, si è appena chiusa la personale di Alessandro Rillo, 'L’anima nascosta', che per tutta l'estate ha mostrato come l’artista lavora con materiali poveri - ferro, juta, carta, pietra - per indagare l’essenza più profonda dell’identità e dell’anima: un percorso visivo essenziale, materico e carico di tensione interiore. Tra le altre mostre che si sono succedute a partire da maggio, 'PlasticArte' di Renato Bozzaotra e 'Silenzio Napoletano' di Sergio Siano, entrambe all’hotel de Bonart Naples, e 'Madri' di Gennaro Vallifuoco al Palazzo Caracciolo Naples. Corporate Art Company, quindi, è molto più di un programma espositivo: è un invito a vivere l’arte come esperienza quotidiana, immersiva e condivisa. Coniugando design, arte e cultura, Caracciolo Hospitality Group trasforma i propri hotel in veri e propri centri di cultura diffusa e le mostre, tutte a ingresso libero, arricchiscono il soggiorno degli ospiti e aprono le porte alla comunità locale, rafforzando il legame tra turismo, arte e territorio. A fare da apripista a questo inedito polo artistico la partnership con Finarte, storica casa d’aste che consolida così la sua presenza a Napoli, siglata a febbraio tra Costanzo Jannotti Pecci, Ceo di Caracciolo Hospitality Group, e Rosario Bifulco, presidente di Finarte, con l’obiettivo di creare nuove sinergie e promuovere la cultura e la bellezza non solo tra collezionisti ed esperti, ma anche tra un pubblico più ampio, arricchendo il panorama culturale della città. Tra le iniziative previste dalla partnership: la Preview delle aste di Finarte, con esposizioni esclusive negli spazi dell’hotel per offrire agli ospiti un’esperienza nel mondo del collezionismo; gli Art Talks, incontri con esperti e collezionisti dedicati alle dinamiche del mercato dell’arte e alla gestione delle collezioni; i Valuation Days, giornate di consulenza personalizzata per chi desidera acquistare, vendere o valorizzare le proprie opere. Questa partnership rafforza la vocazione del Caracciolo Hospitality Group nel promuovere l'arte e nell’incentivare la scoperta del patrimonio culturale, trasformando l'ospitalità in un viaggio tra bellezza, storia e cultura. Significativo il profondo legame con l'arte, in particolare, dell’hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton, che ospita oltre 150 opere realizzate da artisti campani all'interno dei suoi spazi ed è costantemente impegnato nella promozione della cultura del territorio. "Il nostro Gruppo ha sempre creduto nella vocazione intellettuale di Napoli, una città nata con un'incredibile propensione culturale. L'hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton non è solo un luogo di ospitalità, ma un vero e proprio punto di riferimento per esperienze esclusive legate all'arte. Da sempre ospitiamo una collezione di artisti e proponiamo incontri con grandi protagonisti del panorama artistico campano", ha affermato Costanzo Jannotti Pecci, Ceo di Caracciolo Hospitality Group. L’arte contemporanea, quindi, è il cuore pulsante del de Bonart Naples Curio Collection, by Hilton: dalla fotografia alla scultura, dalla terracotta al collage, in tutti gli ambienti dell’hotel è possibile ammirare opere d’arte create ad hoc per questi spazi, che offrono una nuova chiave di lettura sulla città. La missione è stata affidata a un gruppo di giovani artisti partenopei che sono stati chiamati a interpretare miti e leggende della città: storie affascinanti, note a ogni napoletano ma ancora sconosciute a chi viene da fuori. Un’atmosfera che celebra la cultura e la storia partenopea, che si può vivere anche in una vera e propria esperienza immersiva personalizzata nelle 6 esclusive 'Suite Mito', ognuna delle quali è un omaggio a un mito leggendario della città. Queste suite incarnano l’essenza dello spirito napoletano, unendo bellezza e alta gamma, calore e colori, arte e leggenda, attraverso installazioni e decorazioni che dialogano con la storia della città. Ogni Suite, infatti, è una piccola galleria d’arte contemporanea, con opere firmate da alcuni dei più importanti artisti partenopei tra cui Stefano Mango, Danilo Ambrosino, Roxy in the Box, Simona Lanzillo, Ludovico Fusco e Daniela Pergreffi. Inoltre, attraverso la conciergerie, ogni ospite può entrare in contatto con l’artista. Una proposta artistica unica che si aggiunge ai servizi esclusivi e alla vista mozzafiato sul Golfo di Napoli, che rendono il de Bonart Naples Curio Collection, by Hilton sempre più una destinazione iconica per chi desidera vivere un soggiorno all’insegna della bellezza, grazie a un'offerta che unisce l'ospitalità d’eccellenza a design e arte, celebrando la cultura e la storia partenopea.
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Gmail, l’IA può leggere le e-mail a fini pubblicitari: come impedirlo
(Adnkronos) - Una nuova funzione di Gmail sta per cambiare il modo in cui Google analizza la nostra posta elettronica. A partire dal 10 ottobre, la piattaforma attiverà in automatico un sistema chiamato “AI Enhanced Classification and Review”, che utilizzerà i modelli linguistici Gemini per esaminare ogni messaggio ricevuto e perfezionare la profilazione pubblicitaria degli utenti. Dietro un nome apparentemente tecnico si cela un passaggio significativo: le email (inclusi mittenti, oggetti, testi e allegati) verranno processate dall’intelligenza artificiale per ricavare informazioni utili a personalizzare gli annunci mostrati non solo su Gmail, ma anche su YouTube e sul motore di ricerca. L’obiettivo ufficiale è offrire suggerimenti più pertinenti e banner su misura, aumentando la precisione delle campagne pubblicitarie integrate nell’ecosistema Google. Secondo la documentazione diffusa dall’azienda, nessun operatore umano leggerà i messaggi: tutto avverrà in modo completamente automatizzato, attraverso un’analisi semantica dei testi basata su Gemini. Tuttavia, la decisione di attivare la funzione per impostazione predefinita ha immediatamente acceso i riflettori su privacy e tutela dei dati personali. Il sistema, infatti, non si limita a individuare termini ricorrenti: può estrarre dettagli da allegati come fatture, biglietti elettronici, prenotazioni e comunicazioni commerciali, costruendo così un profilo pubblicitario estremamente accurato. Ed è proprio questa capacità di lettura profonda, unita all’assenza di un consenso esplicito iniziale, a preoccupare molti osservatori. Chi preferisce non autorizzare questa scansione preventiva può intervenire manualmente dalle impostazioni di Gmail. Per disattivare la nuova scansione automatica da smartphone non è necessario seguire procedure complesse, ma è importante sapere dove intervenire. Si apre innanzitutto l’app di Gmail e, nel caso siano presenti più account, si verifica di essere su quello corretto controllando l’icona del profilo in alto a destra. Dal menu laterale, accessibile tramite le tre linee orizzontali in alto a sinistra, si accede alla sezione “Impostazioni”. A questo punto si entra nell’account desiderato e si scorre verso il basso fino a individuare la voce “Funzionalità intelligenti e personalizzazione”. In questa sezione sono raccolti tutti i controlli che permettono a Gmail di utilizzare il contenuto delle email per attivare servizi aggiuntivi. Disattivandoli, si rinuncia a funzioni come la scrittura e la risposta intelligente, i promemoria automatici per i messaggi non letti o non evasi e il tracciamento delle spedizioni direttamente nella casella di posta. In cambio, si impedisce all’intelligenza artificiale di Google di analizzare sistematicamente i messaggi per estrarre informazioni utili alla profilazione pubblicitaria, mantenendo così un maggiore controllo sulla propria corrispondenza. Per rafforzare ulteriormente la protezione, è consigliabile intervenire anche dalle impostazioni generali dell’Account Google su desktop. Sempre da Gmail, si tocca l’icona del profilo in alto a destra e si seleziona “Gestisci il tuo Account Google”. Nella scheda “Dati e privacy” si trova la sezione “Controlli attività”, dalla quale è possibile disattivare “Attività Web e App”, uno dei principali canali attraverso cui Google raccoglie informazioni per la pubblicità personalizzata. Nello stesso menu si può accedere alla sezione “Impostazioni annunci” e disattivare la personalizzazione, impedendo così che i dati provenienti da Gmail vengano utilizzati per mostrare inserzioni mirate. Queste due operazioni permettono di ridurre in modo significativo la quantità di dati analizzati a fini pubblicitari. Pur non eliminando del tutto le automazioni, si limita la capacità dell’IA di leggere e interpretare in profondità i contenuti della posta elettronica.
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Chirurgia plastica rigenerativa: il futuro del settore a Roma
(Adnkronos) - La Città Eterna si prepara a ospitare un evento di rilievo mondiale nel settore medico-chirurgico: il "3rd Regenerative Plastic Surgery International Conference", in programma dal 4 al 6 dicembre 2025 presso il centro congressi dello storico Grand Hotel Palace in Via Veneto. Il congresso, giunto alla sua terza edizione e patrocinato dall’Università di Roma Tor Vergata, è presieduto dal Prof. Pietro Gentile, figura di spicco della chirurgia plastica internazionale. Il Prof. Gentile, che vanta un indice bibliometrico scientifico (H-index) di 54 (secondo Scopus) e ricopre il ruolo di Professore Associato di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso l’Università degli Studi di Roma, Tor Vergata, ha curato un programma scientifico che mira a unire l'eccellenza accademica alla pratica clinica. L'evento si configura come un punto di riferimento per l'intera comunità scientifica internazionale, riunendo chirurghi plastici, accademici, ricercatori e professionisti sanitari. Il focus è sulla chirurgia plastica rigenerativa, un campo interdisciplinare in rapida espansione che fonde le tecniche chirurgiche classiche con le più recenti scoperte in medicina rigenerativa, biotecnologie e ingegneria tissutale. Il programma prevede un'articolazione su tre giorni. Le prime due giornate, il 4 e 5 dicembre, saranno dedicate a relazioni scientifiche e lectio magistralis che esploreranno i temi emergenti della rigenerazione tissutale. La giornata conclusiva, il 6 dicembre, si concentrerà sulla chirurgia dal vivo presso la Clinica Madonna della Fiducia a Roma, articolata in tre moduli specifici: Breast (Senologia), Face (Volto) e Hair (Capelli), che illustreranno tecniche avanzate come il lipofilling e l'uso di biomateriali e cellule staminali adipose (PRP).
Il Prof. Gentile ha sottolineato il valore del confronto scientifico: "Sarà un’occasione unica
per condividere conoscenze, confrontarsi sui risultati della ricerca e delineare insieme il futuro della chirurgia plastica rigenerativa, in un contesto interdisciplinare che va dalla chirurgia/medicina estetica alla chirurgia ricostruttiva, passando per l’uso dei tessuti autologhi come il grasso con il lipofilling e l’uso di biomateriali avanzati." Il congresso si conferma un appuntamento cruciale per definire le traiettorie future di questa disciplina, che promette di rivoluzionare i processi di ricostruzione e rigenerazione dei tessuti.
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Tumori al polmone Nsclc e mutazione Egfr, rimborsate 2 nuove indicazioni terapia mirata
(Adnkronos) - L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di nuova combinazione - osimertinib con chemioterapia - per il trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) localmente avanzato (Stadio IIIB-IIIC) o metastatico (Stadio IV) e mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (Egfrm). La terapia mirata combinata migliora il controllo della malattia nei pazienti con Nsclc e mutazione del gene Egfr: a 4 anni è vivo il 49% dei pazienti. Osimertinib è stato inoltre approvato in monoterapia nei pazienti con Nsclc localmente avanzato, non resecabile, con mutazioni di Egfr, la cui malattia non è progredita durante o dopo chemioradioterapia. I passi avanti nella cura del carcinoma polmonare sono stati presentati oggi a Milano in un incontro con la stampa promosso da AstraZeneca. Come evidenziato nello studio Flaura2 - che ha coinvolto 557 pazienti Nsclc metastatico e con mutazione di Egfr, pubblicato nel 2023 sul The New England Journal of Medicine e per il quale sono stati presentati importanti aggiornamenti lo scorso settembre a Barcellona nel Simposio presidenziale della Conferenza mondiale sul tumore del polmone (World Conference on Lung Cancer 2025) - osimertinib con l’aggiunta di chemioterapia offre un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (Pfs) e della sopravvivenza globale (Os). In particolare, - dettaglia la farmaceutica in una nota - la combinazione "ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 38% rispetto al solo osimertinib, con un vantaggio di quasi 9 mesi in più nella Pfs mediana. La sopravvivenza globale mediana ha raggiunto quasi 4 anni (47,5 mesi) nel braccio di combinazione rispetto a circa 3 anni (37,6 mesi) ottenuti con osimertinib in monoterapia". Inoltre - ricorda la farmaceutica - l'apporvazione di Aifa per la rimborsabilità di osimertinib in monoterapia, "offre per la prima volta ai pazienti con Nsclc localmente avanzato, non resecabile, con mutazioni di Egfr, la cui malattia non è progredita durante o dopo chemioradioterapia, la possibilità di accedere a una terapia target dopo la chemioradioterapia". "Osimertinib in monoterapia è lo standard di cura di prima linea per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule localmente avanzato o metastatico e mutazione di Egfr", spiega Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologia toracica dell’Istituto europeo di oncologia di Milano e presidente di Aiot, Associazione italiana di oncologia toracica. "L’approvazione della rimborsabilità di osimertinib in combinazione con la chemioterapia da parte di Aifa - aggiunge de Marinis - permette, a questi pazienti con malattia avanzata, di avere a disposizione due opzioni terapeutiche in prima linea basate su osimertinib. I clinici, in questo modo, possono scegliere la cura più efficace in relazione alle caratteristiche di ogni paziente, mantenendo dunque un approccio personalizzato. Osimertinib in combinazione con chemioterapia “stabilisce un nuovo punto di riferimento, con il più esteso beneficio in termini di sopravvivenza globale mai riportato in questo setting – continua l’esperto - Grazie alla nuova combinazione, è stata ottenuta una sopravvivenza globale mediana di quasi 4 anni, un anno in più rispetto a osimertinib in monoterapia, con una riduzione del rischio di morte del 23%. L’aggiunta della chemioterapia ad osimertinib permette di superare i meccanismi di resistenza messi in atto dal tumore e di realizzare un ulteriore progresso nella cura, ora disponibile anche per i pazienti del nostro Paese". "Nel 2024, in Italia, sono stati stimati circa 45mila nuovi casi di tumore del polmone – illustra Silvia Novello, presidente di Women Against Lung Cancer in Europe (Walce), direttore dell’Oncologia medica all’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano e professore ordinario di Oncologia medica all’Università degli Studi di Torino - Purtroppo, circa l’80% delle diagnosi avviene in fase avanzata, da qui l’importanza di opzioni terapeutiche sempre più efficaci per questi pazienti. La mutazione del gene Egfr - chiarisce - è presente nel 15% circa dei casi di Nsclc nella popolazione caucasica, e con maggior frequenza nei non fumatori. Lo studio Flaura2 ha confermato la rilevanza della profilazione molecolare per un ottimale inquadramento diagnostico e terapeutico del tumore del polmone. La mutazione a carico di Egfr - sottolinea l’esperta - è un biomarcatore che, nel tempo, si è rivelato uno dei driver più importanti, in grado di guidare in maniera efficace la scelta della cura. Ogni indicazione terapeutica nel carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato deve essere preceduta dalla profilazione molecolare. Altrettanto importante è la collaborazione multidisciplinare, a partire dal momento della diagnosi. Questi aspetti - osserva - diventano ancora più decisivi alla luce dei dati dello studio Flaura2 e dell’approvazione della rimborsabilità della combinazione osimertinib più chemioterapia da parte di Aifa". In particolare, "nello studio, il 63% dei pazienti trattati con la combinazione era vivo a 3 anni e il 49% a 4 anni, rispetto al 51% e al 41% con osimertinib in monoterapia - rimarca Novello - Per i pazienti con questa tipologia di tumore del polmone in fase avanzata e con mutazione di Egfr, grazie alla nuova combinazione, è possibile parlare di sopravvivenza a lungo termine e queste persone possono essere reinserite nel contesto sociale e lavorativo. In questo setting, cominciamo a parlare di allungamento della sopravvivenza, caratterizzata dal mantenimento della qualità di vita". Per l’indicazione da parte di Aifa su osimertinib in monoterapia per i pazienti con tumore del polmone in stadio localmente avanzato non resecabile e con mutazione di Egfr, in cui la terapia mirata ha dimostrato di ottimizzare l’efficacia della chemioradioterapia - precisa l’azienda - nello studio Laura, pubblicato sul The New England Journal of Medicine, osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell’84%, prolungando la sopravvivenza libera da progressione a più di 3 anni. "Sono risultati senza precedenti nei pazienti con tumore del polmone di Stadio III non resecabile con mutazione di Egfr - commenta de Marinis - una popolazione che finora non ha potuto beneficiare di un trattamento specifico di mantenimento dopo la chemioradioterapia. Questi dati sottolineano la necessità di diagnosticare e trattare i pazienti con tumore del polmone il più presto possibile. Osimertinib, grazie all’approvazione di Aifa, diventa la prima terapia mirata disponibile in questo setting ad intento curativo". "Le 2 recenti approvazioni da parte di Aifa confermano osimertinib, inibitore tirosin-chinasico di ultima generazione, come terapia fondamentale per il trattamento del tumore del polmone metastatico con mutazione di Egfr sia in monoterapia che in combinazione con chemioterapia, e in monoterapia nel tumore del polmone in Stadio III non resecabile – conclude Paola Morosini, Medical Affairs Head Oncology AstraZeneca - Siamo orgogliosi che la ricerca di AstraZeneca abbia contribuito a dimostrare il valore di un farmaco capace di ridefinire il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione Egfr, garantendo benefici concreti ai pazienti in ogni stadio della malattia, dalle forme avanzate a quelle più precoci".
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Super Mario Galaxy + Galaxy 2: due classici che brillano ancora, ma a caro prezzo
(Adnkronos) - Sono passati quasi vent’anni dal debutto del Wii, una delle console più rivoluzionarie della storia Nintendo, capace di trasformare il videogioco in un fenomeno culturale globale. Da allora l’industria ha attraversato cicli di trasformazione, tra successi e crisi, e anche la casa di Kyoto ha vissuto momenti altalenanti. Eppure, nonostante il progresso tecnologico e la maturazione del medium, la nostalgia prende sempre il sopravvento quando si parla di grandi classici. Nel caso di Wii, quel richiamo prende il volto di due titoli iconici: Super Mario Galaxy e Super Mario Galaxy 2. In occasione del 40º anniversario della saga di Super Mario e per accompagnare l’uscita del futuro film animato dedicato a Galaxy, Nintendo ha deciso di riportare entrambi i giochi su Switch. Un’operazione che ha un sapore particolare, perché Galaxy 2 era rimasto escluso dalla raccolta 3D All-Stars del 2020. La domanda è inevitabile: queste due pietre miliari del platform 3D reggono ancora oggi? La risposta, sorprendentemente, è quasi sempre sì. Ma c’è un “quasi” importante, e riguarda meno il gameplay, più la strategia commerciale dietro al rilascio di questa collection. La storia dei due Galaxy è nota: Mario deve salvare la Principessa Peach dalle grinfie di Bowser, questa volta attraversando galassie e pianeti sospesi nel cosmo. Non è la narrativa a fare la differenza (resta un pretesto), bensì il tono e la messa in scena. Il primo Galaxy sorprende ancora oggi per la sua introduzione epica, con un Bowser mai così imponente, e per l’atmosfera sospesa e malinconica che pervade l’avventura. Il racconto parallelo di Rosalinda, narrato attraverso un delicato storybook, conferisce alla vicenda un’aura inedita per la serie, quasi poetica, sottolineata da una colonna sonora orchestrale maestosa e struggente. Galaxy 2 abbandona quella tensione narrativa per tornare su binari più convenzionali. La storia è ridotta all’osso e l’introduzione perde la scala drammatica che aveva reso unico il predecessore. Ma questo scambio non è una perdita secca: se sul piano emotivo il primo resta imbattuto, sul versante ludico il secondo rilancia con un level design ancora oggi sorprendente per inventiva e precisione, nonché per la presenza di Yoshi, fedele amico di Mario sin dai tempi di Super Mario World per SNES. Entrambi i giochi condividono un’impostazione più lineare rispetto a Super Mario 64 e Sunshine, ma con sfumature importanti. Galaxy 1 mantiene un hub centrale, l’Osservatorio Cometa, che cresce man mano che si avanza, mentre Galaxy 2 opta per una mappa piuttosto anonima. È un dettaglio che pesa più di quanto sembri: il primo titolo dà la sensazione di vivere un viaggio coeso, il secondo somiglia più a un gigantesco “pacchetto di livelli” di altissima qualità. Il cuore, naturalmente, resta il platforming. Tripli salti, balzi laterali e lunghi slanci aerei si combinano con la meccanica della gravità, elemento chiave della serie Galaxy. Camminare, correre e saltare su pianeti sferici, invertendo prospettive e direzioni, dona un senso di meraviglia che nessun altro Mario ha mai replicato del tutto. I veterani possono sfruttare questa fisica per compiere incredibili acrobazie, ottenendo grande soddisfazione da un genere puntualmente reinventato da quelli che sono gli episodi 3D di Mario indubbiamente più originali di sempre. La varietà resta impressionante: mondi ghiacciati, giungle fluttuanti, meccanismi a tempo, trasformazioni che non stancano mai tranne, forse, qualche sezione subacquea meno ispirata. Galaxy 2 brilla per quantità e qualità delle sfide, con livelli più compatti e richieste di precisione più elevate. Le Medaglie Cometa spingono all’esplorazione senza snaturare la linearità, e l’arrivo di Yoshi, con il suo salto svolazzante e la capacità di inghiottire nemici, aggiunge ulteriore varietà. Ci sono anche elementi meno riusciti. Le Comete burlone, sfide alternative che impongono restrizioni come speedrun, boss fight senza subire danni o la raccolta di 100 monete viola, funzionano all’inizio ma diventano ripetitive se affrontate in blocco. Galaxy 2 le gestisce meglio, con una distribuzione più equilibrata, mentre nella parte finale del primo titolo rischiano di diventare un freno al ritmo. Sul fronte dei contenuti extra, Galaxy 2 propone 120 stelle verdi nascoste, che funzionano meglio della seconda campagna di Galaxy 1, che si limita a ripetere l’avventura con Luigi. Ma dietro a una collection che ripropone due giochi invecchiati benissimo e forse non invecchiati affatto, la nota più dolente è il prezzo. I due titoli vengono venduti singolarmente a 40 euro ciascuno, o 70 in bundle. Una cifra alta per due giochi Wii con ritocchi visivi e aggiunte minime, soprattutto considerando che Galaxy 1 era incluso nella raccolta 3D All-Stars (tre giochi per 60 dollari). La politica di prezzo rende difficile consigliare l’acquisto a cuor leggero: è un pacchetto eccellente dal punto di vista ludico, ma fuori mercato dal punto di vista economico. Le novità esclusive di queste versioni per Switch sono minime: supporto amiibo per piccoli bonus, autosalvataggio, modalità assistita, un lettore musicale e un’espansione dello storybook di Rosalina, piacevole ma marginale. Nulla che giustifichi da solo un secondo acquisto per chi possiede già questi titoli, se non per i fan irriducibili. Sul piano tecnico, l’adattamento ai Joy-Con, al Pro Controller e al touchscreen è impeccabile, con controlli di movimento sorprendentemente precisi. Qualche caricamento insolitamente lungo dopo la perdita di vite è l’unico difetto degno di nota. Notevole anche la pulizia grafica: i titoli dimostrano pochissimo la loro età, grazie anche a una scintillante risoluzione 4K su Switch 2 in modalità TV. Super Mario Galaxy + Galaxy 2 è una raccolta straordinaria per ciò che i giochi sono, non per come sono stati riproposti. Due capolavori del platform 3D che conservano una freschezza quasi intatta, con livelli che rasentano l’eccellenza per ritmo, creatività e pulizia meccanica. Il primo resta una fiaba spaziale indimenticabile, il secondo un concentrato di sfide di precisione e invenzioni geniali. Se non vi spaventa il prezzo, questa doppietta è un ritorno luminoso nel firmamento Nintendo. Ma per chi sperava in un’edizione ricca e accessibile, il viaggio tra le stelle rischia di sembrare più costoso che magico.
Formato: Switch Editore: Nintendo Sviluppatore: Nintendo Voto: 8
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Final Fantasy Tactics: The Ivalice Chronicles, il ritorno di un classico senza tempo
(Adnkronos) - Ci sono giochi che, più che semplici prodotti d’intrattenimento, diventano pietre miliari nella storia del medium. Final Fantasy Tactics è uno di questi. Uscito originariamente nel 1997 in Giappone e l’anno successivo in Nord America, il titolo non raggiunse mai l'Europa fino al 2007, quando Square Enix ne pubblicò una versione rinnovata per PSP, War of the Lions, dotata di supporto widescreen, nuove cutscene e una modalità multiplayer inedita. A distanza di quasi trent’anni, The Ivalice Chronicles arriva come una remaster che sembra più un remake vista la mole di novità: questa nuova edizione rappresenta senza ombra di dubbio la versione definitiva per vivere o riscoprire Final Fantasy Tactics, con un insieme di migliorie tecniche e strutturali che ne rinnovano l’esperienza senza snaturarla. Al centro di tutto resta una storia che, ancora oggi, ha pochi eguali per complessità politica, sfumature morali e capacità di coinvolgere. Ambientato pochi anni dopo la conclusione della “Guerra dei cinquant’anni”, il gioco ci catapulta in un regno in bilico: il sovrano è morto lasciando un erede ancora in fasce, e le grandi casate nobiliari cominciano a muovere le loro pedine per contendersi il trono. È l’inizio del conflitto che travolge il giovane Ramza Beoulve, destinato a diventare una figura chiave nel destino del regno di Ivalice. La forza del racconto non sta solo nella dicotomia tra le due fazioni principali, ma nella moltitudine di interessi, intrighi e personaggi che animano ogni sfumatura della trama, costruendo un mosaico narrativo ricco e imprevedibile, capace di tenere alta la tensione dall’inizio alla fine. Una delle innovazioni più evidenti di The Ivalice Chronicles è l’introduzione del doppiaggio integrale. Le fitte sequenze di dialoghi, un tempo affidate a interminabili finestre di testo, trovano ora nuova vita grazie alle voci di Joe Pitts (Ramza), Greg Lowe (Delita), Emily Carey (Alma) e Ben Starr (Dycedarg), insieme a un cast corale che riesce a infondere profondità e carisma ai personaggi. Per chi fatica a immergersi in lunghi blocchi testuali, l’effetto è quasi terapeutico: la narrazione scorre con un ritmo più naturale e cinematografico, rendendo più accessibili le intricate vicende politiche del gioco. Dispiace che il gioco non sia stato tradotto in italiano, nemmeno i testi: questa mancanza può far perdere diverse sfumature dell'ottima trama a chi non padroneggia una delle lingue disponibili (inglese, francese, giapponese, tedesco). Un titolo tattico vive e muore sulla qualità del suo sistema di combattimento, e sotto questo profilo The Ivalice Chronicles dimostra quanto l’opera originale fosse avanti sui tempi. Il gioco conserva la struttura a turni e la profondità strategica che hanno reso celebre il gioco, ma introduce una serie di accorgimenti moderni che migliorano la fruibilità senza compromettere l’essenza. La possibilità di accelerare le animazioni dei turni avversari, di salvare a metà battaglia o di scegliere fra tre livelli di difficoltà (Squire per i neofiti, Knight come impostazione standard e Tactician per i veterani) rende l’esperienza più flessibile e accessibile a ogni tipo di giocatore. Interessante anche la scelta, già all’avvio, tra la versione “moderna” e quella fedele all’edizione originale del 1997, un tocco di rispetto verso la storia che farà la gioia dei puristi. Sul fronte tecnico, il titolo nasce più da una necessità di ricostruzione che da un desiderio di stravolgimento visivo. Le texture e i modelli sono stati upscalati, il supporto widescreen è ormai uno standard, ma non ci si trova davanti a un rifacimento spettacolare in stile Final Fantasy VII Remake. Piuttosto, si tratta di una presentazione pulita, curata e rispettosa, in cui le migliorie sonore e la chiarezza dell’interfaccia moderna fanno la differenza. Non tutto il materiale aggiuntivo di War of the Lions è stato riproposto, dato che l’obiettivo principale del team è stato ricreare fedelmente la versione PS1. Tuttavia, tra i nuovi elementi e i miglioramenti strutturali, questa rimane la versione più completa e raffinata mai pubblicata. Le sfumature della narrazione trovano nuova forza nella recitazione vocale, il gameplay tattico brilla come non mai, e la direzione artistica, pur datata, mantiene un fascino unico e inconfondibile. Final Fantasy Tactics: The Ivalice Chronicles non è solo un ritorno: è un atto d’amore verso un capolavoro. Che siate veterani desiderosi di rivivere uno dei migliori esponenti del genere, o curiosi pronti a scoprire un classico per la prima volta, questa è l’occasione perfetta. La leggenda di Ramza Beoulve torna a splendere, più accessibile che mai.
Formato: PS5 (versione testata), PS4, Switch, Switch 2, Xbox Series, PC Editore: Square Enix Sviluppatore: Square Enix Voto: 9
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Sanità, giovedì a Roma Stati generali cardiologi ospedalieri Anmco
(Adnkronos) - Le patologie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte e di invalidità nel nostro Paese. Non a caso la Commissione Europea ha posto queste malattie al centro delle proprie politiche sanitarie. Il modello italiano, fondato sull’universalità delle cure e riconosciuto come esempio virtuoso a livello internazionale, è oggi messo alla prova dalla necessità di garantire la sostenibilità economica. Le difficoltà derivano dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei costi dei percorsi diagnostico-terapeutici. L’Italia, un tempo tra i Paesi con la più elevata aspettativa di vita al mondo insieme al Giappone, si è vista negli ultimi anni sopravanzata da altre nazioni europee come Francia e Svizzera. I cardiologi ospedalieri Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) si sono dati appuntamento giovedì al ministero della Salute in occasione degli Stati Generali Anmco 2025 per riunire istituzioni, comunità scientifica, associazioni di pazienti e società civile per una giornata di lavoro e proposte operative dedicata alle priorità del Paese in ambito cardiovascolare. Si farà il punto sull’importanza della prevenzione primaria in ambito cardiovascolare e dell’impegno della Cardiologia Italiana nella lotta alla morte improvvisa. Ma anche sul futuro della ricerca in Italia, tra bisogni inevasi ed innovazione tecnologica, e sull’universalità delle cure cardiovascolari nel nostro Paese. Secondo Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore della Cardiologia dell’ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Ba): “L’obiettivo, dunque, non è soltanto prolungare la vita media, ma soprattutto migliorare la qualità degli anni vissuti, salvaguardando al contempo l’equilibrio di bilancio. In questo scenario, le società scientifiche possono rappresentare un interlocutore qualificato per i decisori istituzionali, contribuendo a rendere il sistema sanitario più efficace ed efficiente. Con questo spirito, Anmco si confronta oggi con le istituzioni negli Stati Generali, forte di oltre 6.500 cardiologi iscritti e di un’esperienza maturata in più di 60 anni di attività. Grazie anche alla Fondazione appositamente dedicata, alla raccolta e all’analisi di una vasta mole di dati da parte del Centro Studi Anmco, si è in grado di documentare sia l’elevato livello delle cardiologie ospedaliere italiane sia di fornire strumenti concreti per orientare le scelte di politica sanitaria. I risultati spingono l’Anmco a rivolgere lo sguardo anche oltre l’ambito medico-scientifico, con un impegno crescente sia nella promozione della prevenzione primaria sia nella diffusione della defibrillazione precoce sul territorio, a beneficio diretto della salute dei cittadini". “Gli Stati Generali Anmco – osserva Federico Nardi. presidente Designato Anmco e direttore della Cardiologia dell’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato - nascono per trasformare conoscenza scientifica e buone pratiche in azioni concrete per i cittadini. Prevenzione strutturata, protezione dalla morte improvvisa e ricerca clinica di qualità sono tre assi strategici che chiedono decisioni misurabili e condivise con le Istituzioni. Il nostro impegno è garantire, ovunque in Italia, cure cardiovascolari tempestive, appropriate ed eque: è così che si difende davvero la salute pubblica e si rafforza il Servizio sanitario nazionale.” "Gli Stati Generali Anmco rappresentano un’importante occasione di confronto tra noi cardiologi e di interlocuzione con le istituzioni con l’obiettivo di salvaguardare la salute cardiovascolare della popolazione. L’Anmco, forte della sua ampia rete operante nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, nelle terapie intensive, nei reparti e negli ambulatori cardiologici, con oltre 700 ospedali, desidera rafforzare il proprio lavoro costituendo quel patrimonio culturale, scientifico e organizzativo a tutela dei cittadini italiani", conclude Fabrizio Oliva, past president Anmco e direttore della Cardiologia dell’ospedale Niguarda di Milano.
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