IA personalizzata su Instagram, come crearla
(Adnkronos) - Meta continua a spingere sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei suoi prodotti e lo fa portando su Instagram Meta AI Studio, uno strumento che consente di creare IA personalizzate pensate per chattare, intrattenere, generare immagini o supportare il brainstorming creativo. Non si tratta però di una funzione già disponibile per tutti: l’accesso è graduale e, almeno per ora, limitato a una parte degli utenti. L’idea alla base è semplice ma ambiziosa. Attraverso Meta AI Studio è possibile definire personalità, tono e comportamento di un’IA, costruendola attorno a uno scopo preciso o a uno stile comunicativo riconoscibile. Una volta creata, l’IA può essere condivisa su Instagram e, in alcuni casi, anche su Messenger e WhatsApp, diventando un’estensione digitale dell’identità del creator o un vero e proprio personaggio autonomo. La creazione avviene da desktop, passando dal sito dedicato di AI Studio. Dopo aver scelto se partire da un modello suggerito o da una descrizione completamente personalizzata, il sistema genera automaticamente nome, slogan e avatar, offrendo diverse opzioni visive modificabili tramite prompt. A quel punto si entra nella parte più delicata: la definizione della personalità. Qui si stabilisce come l’IA interagisce con le persone, come avvia le conversazioni e quali esempi di domande può suggerire per facilitare il dialogo. Un passaggio chiave riguarda la visibilità. Meta consente di decidere se rendere l’IA pubblica, limitata agli amici più stretti o visibile solo al creator. La scelta del pubblico non influisce sulla privacy dell’account personale, ma determina chi può vedere l’IA, usarla e persino prenderla come modello per crearne una nuova. Se resa pubblica, l’IA può comparire anche in chat di gruppo e interagire con altre IA, aprendo scenari inediti sul piano dell’esperienza utente. Prima di diventare attiva, ogni IA viene sottoposta a un controllo. Solo dopo l’approvazione le persone possono iniziare a chattare con essa, e l’utente riceve una notifica di avvenuta pubblicazione. Meta sottolinea che tutte le interazioni restano soggette agli standard della community e alle Condizioni d’uso, esattamente come accade per i contenuti tradizionali. Ed è proprio sul tema delle responsabilità che l’azienda alza l’asticella delle avvertenze. Le risposte generate dalle IA possono essere inesatte o inappropriate e non devono essere utilizzate per prendere decisioni importanti. Non solo: le IA personalizzate non sono professionisti né esperti qualificati e non possono sostituire consulenze mediche, legali, finanziarie o psicologiche. In caso di violazioni degli standard, anche i contenuti generati dall’IA possono essere rimossi, con possibili restrizioni o sospensioni dell’account che li ha condivisi. Sul fronte dei dati, Meta conferma che le interazioni con le IA vengono utilizzate per migliorare i modelli. Informazioni come la regione dell’utente, la posizione approssimativa, l’età, il genere e gli interessi dedotti dall’attività sulle piattaforme possono essere impiegati per rendere le risposte più pertinenti. In alcuni casi, se l’IA non riesce a fornire una risposta adeguata, i messaggi possono essere condivisi con partner selezionati, sempre nel quadro delle condizioni d’uso di Meta AI. Un dettaglio non secondario riguarda la privacy delle conversazioni: chi crea un’IA non può vedere le chat che altre persone hanno con essa, salvo casi specifici legati a IA basate sul creator stesso per la gestione automatica dei messaggi personali.
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Psoriasi nella donna che sogna un bebè, la strategia vincente della gestione multidisciplinare
(Adnkronos) - La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica sistemica che colpisce circa il 2-3% della popolazione generale, con un impatto significativo sulla qualità di vita. Le donne in età fertile rappresentano una fetta rilevante dei pazienti. Per loro la gestione della patologia presenta specificità cliniche, psicologiche e terapeutiche che richiedono un approccio attento e condiviso. Se ne è parlato oggi a Roma nel corso dell'evento di formazione Ecm di PharmaTarget, realizzato con il contributo non condizionato di Ucb e con il patrocinio della Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse). Il desiderio di gravidanza, la gestazione e l'allattamento rappresentano momenti particolarmente delicati in cui le scelte terapeutiche devono garantire il controllo della malattia senza compromettere la sicurezza della madre e del bambino. "La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle: cronica come altre patologie, ad esempio l'ipertensione o il diabete, e per questo non va sottovalutata - spiega Annunziata Dattola, professoressa associata di Dermatologia e Venereologia all'università Sapienza di Roma e specialista in Dermatologia e Venereologia al Policlinico Umberto I - Durante la gravidanza, a causa dei cambiamenti ormonali e delle numerose trasformazioni che interessano il corpo della donna, la psoriasi può modificare il proprio andamento. Le manifestazioni della patologia possono restare stabili, andare incontro a un peggioramento per il 30-40% dei casi, soprattutto nell'ultimo trimestre o immediatamente dopo il parto e durante l'allattamento, o anche migliorare naturalmente". La gestione della malattia durante la gravidanza richiede una conoscenza approfondita dei meccanismi immunologici coinvolti e dei possibili effetti delle terapie. "La malattia psoriasica è una patologia immunomediata con una componente genetica e fattori scatenanti ambientali - continua Clara De Simone, professore associato di Dermatologia e Venereologia dell'università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile del Centro per le malattie rare dermatologiche del Policlinico Gemelli - Durante la gravidanza si verificano modifiche ormonali che servono anche a evitare il rigetto del feto, il quale è antigenicamente diverso dalla madre. Questi cambiamenti ormonali influenzano il sistema immunitario e possono modificare l'andamento della psoriasi: in circa metà dei casi la severità di malattia può rimanere invariata o addirittura peggiorare". Le donne con psoriasi che affrontano una gravidanza si pongono frequentemente numerose domande riguardo ai potenziali rischi, alle complicazioni e alla possibilità di proseguire la terapia. "Oggi sappiamo, grazie alle evidenze scientifiche e agli studi clinici, che anche le donne in gravidanza e in allattamento possono essere curate in modo efficace e sicuro - rassicura Dattola - Disponiamo di terapie mirate, comprese alcune terapie biologiche, che non attraversano la placenta né passano nel latte materno e che quindi non comportano rischi per il feto o per il neonato. Questo è particolarmente importante se pensiamo che, soprattutto nel primo trimestre, le donne in gravidanza hanno pochissime opzioni terapeutiche disponibili". "Le forme più severe" di psoriasi "possono associarsi a esiti di gravidanza sfavorevoli, come basso peso alla nascita o parto pretermine, secondo dati provenienti soprattutto da registri del Nord Europa. Per questo motivo è importante garantire un adeguato controllo della malattia anche durante la gravidanza - continua De Simone - scegliendo terapie efficaci e sicure sia per la madre che per il bambino, sia durante la gestazione che durante l'allattamento. Gli anticorpi monoclonali sono utilizzati da oltre vent'anni nella psoriasi e non sono teratogeni, quindi non causano malformazioni. Tuttavia possono attraversare la placenta, entrare nella circolazione fetale e lasciare traccia nel sangue del neonato per alcuni mesi dopo la nascita. Di conseguenza, nei bambini esposti per tutta la gravidanza è sconsigliata la somministrazione di vaccini vivi nei primi mesi di vita. Per ovviare a questo problema è possibile utilizzare farmaci biologici che non attraversano la barriera placentare. Un esempio è il certolizumab pegol, i cui livelli nel sangue del cordone e nel neonato risultano trascurabili dopo che la madre è stata trattata durante tutta la gravidanza. Questo permette di effettuare senza rischi il programma vaccinale previsto per il neonato, comprese le vaccinazioni con vaccini vivi. Si tratta quindi di un farmaco efficace e con un alto profilo di sicurezza". La pianificazione della gravidanza emerge come un elemento cruciale. "La gravidanza idealmente dovrebbe essere pianificata in un periodo di remissione della malattia, ma l'uso dei farmaci è possibile, quando necessario, con un approccio sempre personalizzato. Bisogna considerare che circa la metà delle gravidanze non è pianificata e c'è ancora poca consapevolezza su questo tema, sia tra le pazienti, sia tra alcuni professionisti sanitari. Le donne affette da psoriasi talvolta non informano il dermatologo della gravidanza; altre volte il ginecologo non conosce in modo approfondito i farmaci utilizzati oppure la paziente interrompe autonomamente la terapia per timore di effetti negativi sul bambino. Quando la malattia è gestita correttamente, è possibile arrivare al termine della gravidanza con un bambino sano e con peso adeguato", sottolinea De Simone. Insomma, "per le donne in età fertile, per le donne incinte e per quelle che allattano esistono oggi percorsi terapeutici personalizzabili e sicuri. Le molecole biologiche, in particolare un anti-Tnf alfa pegilato, hanno dimostrato efficacia e sicurezza e rappresentano un'opportunità concreta per gestire anche i casi più severi di psoriasi durante questo periodo così delicato", conclude Dattola.
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iPhone, come attivare le notifiche che lampeggiano sul display
(Adnkronos) - iOS 26.2 è arrivato ufficialmente e, come spesso accade con gli aggiornamenti più ricchi, accanto alle novità annunciate nasconde anche qualche funzione meno visibile ma potenzialmente molto utile. Oltre agli allarmi “Urgenti” di Promemoria, ai capitoli generati dall’IA in Podcast, ai ritocchi grafici di Apple News e ai testi offline in Apple Music, l’update introduce infatti un nuovo modo per non perdersi nemmeno una notifica. Apple ha ampliato una funzione di accessibilità storica di iOS: il flash LED della fotocamera che si attiva alla ricezione di un avviso. Finora era l’unica opzione disponibile per chi aveva bisogno, o semplicemente preferiva, un segnale visivo forte. Con iOS 26.2, però, arriva un’alternativa distinta e complementare: il display dell’iPhone può ora illuminarsi improvvisamente con un lampo a tutta luminosità quando arriva una notifica. L’impostazione si trova, non a caso, nelle opzioni di Accessibilità, all’interno della sezione Audio ed effetti visivi, sotto la voce “Lampeggiamento per gli avvisi”. Qui, accanto al classico flash LED, compare la nuova opzione “Schermo”, che permette di sfruttare direttamente il pannello dell’iPhone come segnale visivo. Volendo, è anche possibile attivare entrambe le modalità contemporaneamente, per ottenere l’effetto più evidente possibile. Quando il flash su schermo è attivo, il display si accende brevemente al massimo della luminosità prima di tornare al livello precedente. L’effetto è particolarmente evidente sugli iPhone con Always-On Display disattivato, dove il contrasto tra schermo spento e lampo improvviso rende la notifica praticamente impossibile da ignorare. Non è una funzione pensata per tutti. Chi utilizza un Apple Watch, ad esempio, continua a ricevere la maggior parte degli avvisi tramite feedback aptico al polso e difficilmente sentirà il bisogno di un segnale visivo così marcato. Per chi invece non indossa uno smartwatch, o tiene spesso l’iPhone silenzioso e lontano dalla vista, il nuovo flash su schermo può rappresentare una soluzione più elegante e meno invasiva rispetto al LED della fotocamera.
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La parabola mediatica di Fabrizio Corona in una docuserie Netflix
(Adnkronos) - Il confine tra cronaca giudiziaria e intrattenimento è il filo conduttore di “Fabrizio Corona: Io sono notizia”, produzione Bloom Media House diretta da Massimo Cappello. Non si tratta di una semplice biografia, quanto di un tentativo di storicizzare un periodo preciso dell'Italia contemporanea, partendo dall'era berlusconiana fino alle contraddizioni del sistema giudiziario attuale. Attraverso i cinque episodi previsti, la narrazione esamina come il concetto di realtà sia stato progressivamente sovrapposto a quello di reality show nella percezione collettiva, usando la vicenda personale del protagonista come caso studio sociologico. Al centro del racconto emerge il complesso rapporto con l'eredità paterna. Se Vittorio Corona ha rappresentato un giornalismo editoriale visionario volto alla ricerca della verità, il percorso del figlio si delinea come una reazione opposta e speculare: l'aggressione al sistema dall'interno e la trasformazione del gossip in puro strumento di potere. L'alleanza con Lele Mora e la mercificazione della privacy altrui vengono rilette non solo come strategie di business, ma come riscatto distorto verso un ambiente editoriale che aveva progressivamente emarginato il padre. L'analisi tocca inevitabilmente lo snodo di Vallettopoli. L'inchiesta per estorsione segna il momento in cui l'imprenditore cede il passo al "personaggio", innescando una dinamica in cui le aule di tribunale diventano palcoscenico. La serie evidenzia come Corona abbia sfruttato la sua stessa posizione di nemico pubblico per alimentare una polarizzazione costante, rendendo spesso impossibile distinguere l'uomo dalla performance mediatica.
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Espansione per Silksong e upgrade next-gen per il primo Hollow Knight
(Adnkronos) - Con sette milioni di copie vendute, il successo commerciale di Hollow Knight: Silksong è un dato acquisito, ma Team Cherry ha già delineato la roadmap per il prossimo biennio. Lo studio ha ufficializzato il rilascio di "Sea of Sorrow", un'espansione gratuita prevista per il 2026. Il contenuto aggiuntivo manterrà l'approccio classico della software house, introducendo nuove aree esplorabili, boss inediti e strumenti per Hornet, il tutto caratterizzato da un'ambientazione a tema nautico che espanderà l'universo narrativo del sequel. Parallelamente al supporto per il nuovo capitolo, il 2026 segnerà anche il ritorno tecnico del primo Hollow Knight. È stata confermata una Nintendo Switch 2 Edition, concepita come aggiornamento gratuito per chi possiede già il titolo sulla console attuale. L'operazione punta ad allineare le prestazioni del gioco originale agli standard visti su Silksong per la nuova piattaforma, integrando modalità ad alto frame rate, risoluzioni incrementate e un comparto di effettistica modernizzato. Nell'attesa del salto generazionale, il team ha avviato un'opera di manutenzione sulle versioni attualmente in commercio, con particolare attenzione all'utenza PC che può già accedere ai test tramite i canali beta. Le modifiche puntano alla concretezza dell'esperienza utente: viene introdotto il supporto nativo ai monitor 21:9 e 16:10, l'aggiornamento del sistema di input per una compatibilità controller più estesa e la funzione di pausa durante la navigazione nei menu.
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Tetris conquista i cieli di Dubai con un megaschermo fatto di droni
(Adnkronos) - Il Dubai Frame ha ospitato la più grande installazione giocabile di Tetris mai realizzata, diventando il palcoscenico per la prima Red Bull Tetris World Final. La struttura architettonica di 150 per 93 metri ha permesso di rendere la griglia di gioco direttamente nello spazio aereo, grazie all'impiego di un sistema di oltre 2.000 droni gestiti dalla tecnologia Lumasky. L'evento segna il passaggio del celebre videogioco dai tradizionali schermi a un formato a cielo aperto, superando il precedente riferimento del 2014 sulla facciata del Cira Centre di Philadelphia. Sessanta campioni nazionali si sono sfidati per il titolo, affrontando turni di qualificazione e duelli testa a testa basati su meccaniche avanzate come alterazioni di gravità e incrementi di velocità. La competizione è culminata nella finale tra il peruviano Leo Solórzano e il turco Fehmi Atalar. Solórzano, giocando per primo, ha chiuso la sua sessione di cinque minuti con 57.164 punti. Atalar, dopo un avvio cauto, ha incrementato il ritmo superando il punteggio dell'avversario a due terzi della gara e fissando il risultato finale a 168.566 punti. Con questa vittoria, Fehmi Atalar, studente diciannovenne di ingegneria informatica, si è aggiudicato il primo titolo mondiale. L'evento, arricchito dalla performance musicale di El Waili e della Firdaus Orchestra, dimostra come le tecnologie emergenti possano ridefinire l'ambito del gaming competitivo, integrando il gioco in contesti urbani e architettonici reali.
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Ritocchi e interventi, 5 cose da chiedere sempre al chirurgo plastico
(Adnkronos) - Entrare nello studio di un medico estetico o di un chirurgo plastico con le domande giuste da fare, al di là della difficoltà dell'intervento. Nell'ultimo anno il settore ha visto diversi episodi di cronaca che hanno messo in luce il legame tra offerte 'low cost' e scarsa sicurezza per il paziente. "La scelta del professionista non deve avvenire in base al costo della procedura o dell'intervento", spiega all'Adnkronos Salute Erik Geiger, medico chirurgo specializzato in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. "Il risparmio che si può ottenere da queste offerte o prezzi troppo bassi va a discapito della sicurezza e deve essere un campanello d'allarme", aggiunge il chirurgo che stila un vademecum per chi sta pensando ad un intervento di medicina estetica o chirurgia plastica. "E' molto importante, anzi fondamentale, poter fare domande allo specialista - continua Geiger - Ad esempio: se si tratta di medicina estetica va chiesto che prodotto si userà e in che ambiente, capire gli standard igienici. Uno stesso filler se non fatto in un luogo che rispetta tutte le norme può portare a delle infezioni. E poi farsi rilasciare un tagliandino sul materiale usato per il trattamento". Oltre alle domande che il paziente deve poter fare, "c'è il tema della comunicazione del professionista", avverte Geiger. Ovvero "dobbiamo parlare con la persona, capire perché chiede alcuni trattamenti, informarla sui rischi e creare un rapporto di fiducia. Saper dire anche dei 'no', se quello che viene chiesto non si può fare o non va bene per l'aspetto estetico della persona". Oggi il settore vive a stretto contatto con i social, per capire le tendenze, ma anche per far conoscere il lavoro del professionista. "Cito Paracelso: 'Tutto è veleno, nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto' - afferma Geiger - I social possano avere una loro utilità, perché se io vado sul profilo del medico posso capire il suo senso estetico e questo potrebbe essere un primo filtro per il paziente per farsi un'idea. Quindi non demonizzo i social - precisa lo specialista, ma dico attenzione a chi minimizza certi interventi, la frase 'ci mettiamo 5 minuti' non va bene. Se parli di medicina non devi essere un venditore".
Il ritocco estetico è sempre di più una moda tra i giovanissimi. "Le minorenni non possono neanche citofonare al mio studio - chiosa il medico - A meno che non siano accompagnate da un genitore e se hanno evidenti problemi estetici - penso alle orecchie 'a sventola' - ovvero problematiche che influiscono sull'aspetto anche psicologico della ragazza o del ragazzo. In questo caso si condivide un percorso con la scuola, con la famiglia, con la psicologa. E' chiaro - avverte - che oggi, più che in passato, c'è un bombardamento dei social sull'aspetto estetico e la cura della propria immagine. Se una mamma ha usato da giovane la chirurgia estetica è difficile che possa dire di no alla figlia. Ripeto, gli under 18 vengono valutati attentamente e io già capisco dallo sguardo di un papà o di una mamma se sono d'accordo o meno con la volontà del figlio o della figlia. Ci facciamo una chiacchierata su ogni aspetto e poi si decide insieme".
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Ritocchi e interventi, 5 cose da chiedere sempre al chirurgo plastico
(Adnkronos) - Entrare nello studio di un medico estetico o di un chirurgo plastico con le domande giuste da fare, al di là della difficoltà dell'intervento. Nell'ultimo anno il settore ha visto diversi episodi di cronaca che hanno messo in luce il legame tra offerte 'low cost' e scarsa sicurezza per il paziente. "La scelta del professionista non deve avvenire in base al costo della procedura o dell'intervento", spiega all'Adnkronos Salute Erik Geiger, medico chirurgo specializzato in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. "Il risparmio che si può ottenere da queste offerte o prezzi troppo bassi va a discapito della sicurezza e deve essere un campanello d'allarme", aggiunge il chirurgo che stila un vademecum per chi sta pensando ad un intervento di medicina estetica o chirurgia plastica. "E' molto importante, anzi fondamentale, poter fare domande allo specialista - continua Geiger - Ad esempio: se si tratta di medicina estetica va chiesto che prodotto si userà e in che ambiente, capire gli standard igienici. Uno stesso filler se non fatto in un luogo che rispetta tutte le norme può portare a delle infezioni. E poi farsi rilasciare un tagliandino sul materiale usato per il trattamento". Oltre alle domande che il paziente deve poter fare, "c'è il tema della comunicazione del professionista", avverte Geiger. Ovvero "dobbiamo parlare con la persona, capire perché chiede alcuni trattamenti, informarla sui rischi e creare un rapporto di fiducia. Saper dire anche dei 'no', se quello che viene chiesto non si può fare o non va bene per l'aspetto estetico della persona". Oggi il settore vive a stretto contatto con i social, per capire le tendenze, ma anche per far conoscere il lavoro del professionista. "Cito Paracelso: 'Tutto è veleno, nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto' - afferma Geiger - I social possano avere una loro utilità, perché se io vado sul profilo del medico posso capire il suo senso estetico e questo potrebbe essere un primo filtro per il paziente per farsi un'idea. Quindi non demonizzo i social - precisa lo specialista, ma dico attenzione a chi minimizza certi interventi, la frase 'ci mettiamo 5 minuti' non va bene. Se parli di medicina non devi essere un venditore".
Il ritocco estetico è sempre di più una moda tra i giovanissimi. "Le minorenni non possono neanche citofonare al mio studio - chiosa il medico - A meno che non siano accompagnate da un genitore e se hanno evidenti problemi estetici - penso alle orecchie 'a sventola' - ovvero problematiche che influiscono sull'aspetto anche psicologico della ragazza o del ragazzo. In questo caso si condivide un percorso con la scuola, con la famiglia, con la psicologa. E' chiaro - avverte - che oggi, più che in passato, c'è un bombardamento dei social sull'aspetto estetico e la cura della propria immagine. Se una mamma ha usato da giovane la chirurgia estetica è difficile che possa dire di no alla figlia. Ripeto, gli under 18 vengono valutati attentamente e io già capisco dallo sguardo di un papà o di una mamma se sono d'accordo o meno con la volontà del figlio o della figlia. Ci facciamo una chiacchierata su ogni aspetto e poi si decide insieme".
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A Natale 'ritocco' tra regali più gettonati, chirurgo Geiger: "Tante richieste per 2026 senza rughe"
(Adnkronos) - Iniziare l'anno nuovo con la prospettiva di sentirsi più belli o belle. Tra i regali più gettonati in questo Natale c'è il 'ritocco', spesso leggero o quasi invisibile, che i partner pensano di regalare alla propria dolce metà. "Arrivano sempre più richieste di mariti o mogli che vogliono regalare una visita dal chirurgo plastico con l'obiettivo di un possibile trattamento estetico. Una visita in cui confrontarsi con il professionista sulla necessità o meno di intervenire. Ci capita di mariti che ci chiamano, perché la moglie o la compagna è nostra paziente o lo è stata. O chiamano amiche o amici per informarsi in vista del Natale. Per la maggior parte parliamo di medicina estetica, quindi filler e tossina botulinica" per dire addio alle rughe o ridefinire le labbra. "Oggi c'è anche il trend che riguarda la medicina anti-aging. E' finito però il tempo, per fortuna, in cui la medicina estetica o la chirurgia plastica cambiavano i connotati delle persone". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Erik Geiger, medico chirurgo specializzato in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Il 2025, secondo la Federazione italiana Medicina estetica, ha consacrato il 'less is more' o meno è meglio: quindi una espressività preservata, la scelta di linee morbide, la pelle luminosa. Sui social spopolano i 'tweakments': micro-interventi ravvicinati, rapidi, poco invasivi che migliorano progressivamente la qualità della cute. Tra le tendenze significative, anche 'ill resurfacing' tramite peeling evoluti e laser non ablativi, e di protocolli anti-aging integrati che uniscono estetica, nutrizione, medicina funzionale. Una delle mode che arriva dal Sud America è il 'vitino da vespa', ovvero una silhouette a clessidra accentuata come appunto quella dell'insetto, "vuol dire la rimozione delle costole - ricorda il chirurgo - mi sono sempre rifiutato e ha molte complicazioni". Prima il 'Black Friday' e ora il Natale anche la medicina estetica e la chirurgia plastica rischiano di essere vittime di consumismo che corre veloce, tra offerte al ribasso e promozioni troppo spinte. "Trattare il paziente come un cliente è orribile - avverte il medico chirurgo - Quando leggo 'punturina' o 'ritocchino' vuol dire che non si è capito che parliamo di un atto medico, non è possibile minimizzare perché il rischio è di una sottovalutazione dei rischi. Ecco perché il primo step per il medico è di comunicare ogni aspetto dell'intervento al paziente, che deve fare tutte le domande del caso e il professionista deve risponde. Va rispettato il desiderio della persona che c'è dietro la scelta di una procedura o un intervento, spesso si parla di benessere psico-fisico, o di un complesso che si vuole superare. Ma tutto deve essere fatto senza cadere nell'esagerazione come è accaduto in passato che ha portato ad una omologazione - che non è mai piacevole - dei canoni di bellezza".
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Luigi Diotaiuti Foundation, nata per tutelare tradizioni gastronomiche italiane
(Adnkronos) - Proteggere la cucina italiana significa proteggere una civiltà. E' da questa visione che nasce la Luigi Diotaiuti Foundation, creata per dare forza, struttura e concreta continuità a un impegno maturato nel tempo nella tutela delle tradizioni gastronomiche italiane. Alla base della Fondazione c’è il percorso umano e professionale di Luigi Diotaiuti, ambasciatore della cucina italiana e lucana nel mondo da oltre vent’anni, che ha trasformato l’esperienza costruita tra territori, comunità e culture in un progetto capace di incidere nel tempo, mettendo in rete saperi, competenze e responsabilità. La Fondazione opera come realtà pionieristica nella protezione e valorizzazione della cucina italiana antica e tradizionale, intesa come patrimonio culturale, identitario e sostenibile, in linea con i valori riconosciuti dall’Unesco. Un lavoro che si traduce in ricerca, divulgazione e azione concreta, con l’obiettivo di salvaguardare pratiche culinarie, saperi agricoli e tradizioni pastorali a rischio di scomparsa. Attraverso la Luigi Diotaiuti Foundation sono stati promossi e organizzati forum, congressi e progetti di respiro internazionale, creando un dialogo continuo tra comunità locali, agricoltori, allevatori, ristoratori, produttori e studiosi, e favorendo modelli alimentari fondati sul rispetto della biodiversità, della stagionalità e dell’ambiente. Tra le principali iniziative della Fondazione figurano PastaLab, laboratorio di ricerca e sperimentazione sulla pasta tradizionale attivo tra Italia e Stati Uniti; Sirino in Transumanza, evento annuale dedicato a una pratica millenaria che tutela il paesaggio e il benessere animale; la promozione dei grani antichi e il Forum Mondo Pane; il Congresso Internazionale biennale dedicato alle cucine arcaiche; il docufilm 'Transumanza: un’antica pratica con valori moderni', vincitore del Golden Leaf all’Italia green film festival e che sarà disponibile su Amazon Prime Video. Nel corso del 2026 la Fondazione sarà inoltre protagonista di un evento pastorale dedicato alle specie di capre italiane (ottobre), con particolare attenzione a quelle in via di estinzione, e di un progetto innovativo sulla pasta e la cucina tradizionale, pensato come ponte tra memoria, sostenibilità e futuro. Questa visione prende forma anche nel piatto. Gesti essenziali, ingredienti autentici, sapori identitari: per citarne alcuni, dagli gnocchi di Fardella al pomodoro fresco alle laganelle, considerate la pasta più antica della tradizione italiana, fino al caciocavallo, simboli di una cucina che unisce territorio, memoria e innovazione. "La cucina italiana - afferma Luigi Diotaiuti - non è solo cibo: è cultura, storia, sostenibilità e bellezza. Difenderla significa custodire un patrimonio che appartiene a tutti". In un’Italia che accoglie oltre 75 milioni di visitatori l’anno e dove il rischio di omologazione e industrializzazione del gusto è sempre più concreto, la Luigi Diotaiuti Foundation lancia un messaggio chiaro: "la tradizione non è nostalgia, ma futuro. E va protetta, oggi più che mai".
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