Volkswagen ID. Polo: la compatta elettrica che cambia le regole del segmento

(Adnkronos) - Con la Volkswagen ID. Polo il marchio tedesco apre una nuova fase della propria strategia elettrica, portando un nome storico del segmento B in un progetto completamente ripensato. Non una semplice erede della Polo tradizionale, ma una compatta elettrica sviluppata su base dedicata, pensata per rendere la mobilità a zero emissioni più concreta e accessibile. A cinquant’anni dalla nascita della Polo, il brand tedesco sceglie di non rinnegare il passato ma di reinterpretarlo. La Volkswagen ID. Polo introduce un linguaggio stilistico più pulito ed essenziale, coerente con la nuova identità del marchio, mantenendo proporzioni equilibrate e una forte attenzione alla funzionalità. L’obiettivo è chiaro: offrire una vettura elettrica utilizzabile ogni giorno, senza compromessi su qualità percepita e spazio a bordo. Il progetto punta molto sull’efficienza complessiva. La nuova compatta elettrica è pensata per clienti urbani ed extraurbani, ma con caratteristiche che la rendono adatta anche a un utilizzo più ampio, superando i limiti tipici delle elettriche di primo livello.  La ID. Polo elettrica debutta sulla piattaforma MEB+, evoluzione dell’architettura modulare Volkswagen per i veicoli a batteria. Per la prima volta nella gamma ID., viene adottata la trazione anteriore, soluzione che consente una migliore gestione dei costi, maggiore efficienza e soprattutto più spazio per passeggeri e bagagli. Al lancio sono previste tre potenze: 85 kW, 99 kW e 155 kW, con l’arrivo successivo di una variante ID. Polo GTI. Due le batterie disponibili: una LFP da 37 kWh per le versioni meno potenti e una NMC da 52 kWh per quelle di vertice, capace di garantire un’autonomia stimata fino a 450 km. La ricarica rapida arriva fino a 130 kW in DC, rendendo la vettura adatta anche ai viaggi extraurbani. Con un prezzo di partenza annunciato intorno ai 25.000 euro, la Volkswagen ID. Polo punta a diventare uno dei modelli chiave per la diffusione dell’elettrico in Europa 
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Suzuki Hayabusa MY2026: la supersportiva nipponica continua nella sua evoluzione

(Adnkronos) - Da oltre vent’anni la Suzuki Hayabusa rappresenta uno dei riferimenti assoluti nel mondo delle ipersportive. Un modello capace di attraversare le generazioni mantenendo intatta la propria identità, aggiornata con interventi mirati e mai invasivi. Con la versione MY2026, Suzuki sceglie ancora una volta la strada dell’evoluzione coerente, affinando tecnologia, funzionalità e dettagli estetici senza snaturare il progetto originale. La nuova Suzuki Hayabusa punta a migliorare l’esperienza di guida reale, sia nell’uso sportivo sia nei trasferimenti più lunghi.  Le nuove livree rafforzano il carattere del modello, mentre l’adozione di una batteria agli ioni di litio più leggera ed efficiente contribuisce a una gestione elettrica più moderna e reattiva.  L’impostazione generale resta fedele a una filosofia che ha reso la Hayabusa celebre: una moto estremamente stabile alle alte velocità, ma sorprendentemente gestibile anche nella guida quotidiana. Un equilibrio raro, che continua a distinguere il modello all’interno del segmento.  Il cuore tecnologico della Suzuki Hayabusa MY2026 è rappresentato da un’elettronica evoluta, capace di adattare il comportamento della moto allo stile del pilota e alle condizioni di utilizzo. Il sistema di gestione delle modalità di guida consente di intervenire su trazione, risposta del motore, freno motore, controllo dell’impennata e cambio elettronico, offrendo un elevato livello di personalizzazione. Tra gli aggiornamenti più significativi spiccano il Launch Control, ora più progressivo nelle partenze, e il Power Mode Selector, ottimizzato per rendere la coppia più sfruttabile ai regimi medio-bassi. Evoluzione importante anche per lo smart cruise control, che rimane attivo durante i cambi di marcia, aumentando il comfort nei viaggi a lungo raggio. Il quattro cilindri in linea da 1.340 cc conferma valori di riferimento con 190 CV e 150 Nm, garantendo accelerazioni poderose e una spinta costante. Telaio in alluminio, sospensioni completamente regolabili e impianto frenante Brembo completano un pacchetto tecnico pensato per offrire prestazioni elevate sempre sotto controllo. 
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BMW accelera sull’economia circolare: il riciclo diretto delle batterie entra in funzione

(Adnkronos) - La transizione verso la mobilità elettrica passa anche dalla gestione intelligente delle risorse. In questo scenario, BMW compie un passo strategico inaugurando in Baviera un centro dedicato al recupero diretto dei materiali delle celle batteria. Un progetto industriale che rafforza la filiera europea delle batterie e riduce l’impatto ambientale della produzione. Il nuovo polo del Gruppo BMW nasce per affrontare uno dei nodi centrali dell’elettrificazione: il riutilizzo efficiente delle materie prime critiche. Attraverso un processo meccanico avanzato, i residui della produzione delle celle, comprese celle complete non conformi, vengono smontati e reinseriti direttamente nel ciclo produttivo, senza passare da trattamenti chimici o termici ad alto consumo energetico.  Una scelta che migliora l’efficienza complessiva e accorcia la catena di approvvigionamento.  Il principio del riciclo diretto delle batterie si basa sulla conservazione delle caratteristiche funzionali dei materiali recuperati. Anziché riportarli allo stato originario, vengono trattati per essere riutilizzati immediatamente nella produzione pilota di nuove celle. Questo approccio consente di ridurre sprechi, tempi e consumi energetici, con benefici concreti in termini industriali e ambientali. Il centro bavarese opera in stretta connessione con le altre strutture di competenza del gruppo: ricerca, produzione sperimentale e riciclo sono concentrate in un raggio geografico ridotto. Una scelta che limita i trasporti e favorisce un modello produttivo più sostenibile. A regime, l’impianto sarà in grado di trattare decine di tonnellate di materiale ogni anno, contribuendo in modo tangibile alla strategia di economia circolare del costruttore. Dal punto di vista industriale, l’iniziativa rafforza l’autonomia tecnologica del gruppo e consolida il know-how europeo nel campo delle batterie ad alta tensione. La proprietà intellettuale del processo resta interna, mentre la gestione operativa è affidata a una realtà specializzata nella logistica e nel recupero dei componenti automotive.
 
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Infermieri dall'estero in deroga, Fnopi: "Elenchi speciali per garantire competenze"

(Adnkronos) - "Chiediamo che vengano istituiti degli elenchi speciali all'interno dei quali iscrivere gli infermieri che provengono da Paesi diversi dall'Italia per garantire il controllo necessario della formazione universitaria e della conoscenza della lingua: requisiti fondamentali per dialogare e operare all'interno la nostra organizzazione". Così in una nota la Federazione nazionale Ordini professioni Infermieristiche (Fnopi), inserendosi nel dibattito sull'esercizio in deroga delle professioni sanitarie, sottolineando la necessità di interrompere la deroga all'esercizio professionale in Italia prima della scadenza fissata al 2027. Attualmente, riferisce, in Italia sono quasi 20mila gli infermieri non certificati. "Come enti sussidiari dello Stato - spiega la Fnopi - crediamo sia indispensabile attivare un percorso ordinario di controllo per monitorare i professionisti dal punto di vista deontologico, delle competenze e dell'obbligo formativo, perché l'aggiornamento è indice di qualità dell'assistenza". 
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La collezione Bertone torna a Torino, la nuova casa sarà l’Heritage Hub di Stellantis

(Adnkronos) - Torna a casa la Collezione ASI Bertone torna a Torino. La preziosa raccolta – che nel 2015 era stata acquisita dall’Automotoclub Storico Italiano ed era attualmente conservata presso il Museo Volandia di Somma Lombardo, a due passi dall’aeroporto di Malpensa – dall’aprile 2026 sarà esposta nell’Heritage Hub di Stellantis in via Plava 80. L’annuncio è stato dato oggi in occasione della conferenza stampa di Salone Auto Torino 2026, dal Presidente dell’ASI Alberto Scuro insieme all’Assessore Regionale Andrea Tronzano e a Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage Italia. La Collezione ASI Bertone è composta da modelli di serie, prototipi e one-off. Fino alla definitiva chiusura del Centro Stile Bertone, avvenuta nel 2014, era esposta nella sua sede di Caprie inaugurata il 15 ottobre 1972. La struttura era stata concepita per poter far lavorare diversi team su progetti differenti, in piena autonomia e riservatezza. Vi si insediarono fino a 140 designer capitanati da Marcello Gandini e Marc Deschamps e all’interno c’erano tutte le attrezzature per la realizzazione di prototipi completi e marcianti. Nel corso degli anni venne allestito un vero e proprio museo ma nell’ultimo periodo di attività, nel tentativo di salvare l’Azienda, alcuni prototipi della collezione vennero venduti a diversi collezionisti internazionali e, per certi versi, il fallimento fermò questa “fuga di opere d’arte”: l’intera collezione sarebbe andata all’asta solamente nella sua totalità e con il vincolo di rimanere in Italia. Così, il 28 settembre 2015, alla chiusura dell’asta telematica l’intero lotto dei pezzi rimasti è stato acquisito dall’Automotoclub Storico Italiano diventando patrimonio dell’intera comunità. Peraltro, molte di queste opere d’arte su quattro ruote girano il mondo per essere esposte e ammirate, e per raccontare una storia forse irripetibile. “Siamo davvero contenti di questa collaborazione – ha evidenziato il Presidente Scuro, eletto di recente anche alla guida della FIVA, la federazione mondiale dei veicoli storici – perché fin dall’inizio l’obiettivo era quello di riportare a Torino un patrimonio che appartiene alla città e al Piemonte. Torino rinnova così il suo status di capitale mondiale del motorismo storico. Con questo ritorno possiamo dire di aver chiuso il cerchio e di aver completato la nostra missione di tutela e salvaguardia”. “Il tutto accadrà in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione dell’ASI che festeggeremo nel 2026” ha concluso Scuro evidenziando il valore “della rete sistemica sempre più efficace creatasi con molti altri stakeholder del territorio, con istituzioni, aziende ed enti che continuano a credere nel valore culturale ed economico dell’automotive piemontese”.
 Soddisfazione anche da parte di Giolito, che ha sottolineato come “la missione dell’Heritage Hub è raccontare, attraverso una prospettiva evolutiva, oltre cento anni di storia dell’automobilismo intimamente connessa alla città di Torino. L’ingresso della Collezione ASI Bertone rafforza ulteriormente il ruolo dell’Heritage HUB come polo di riferimento unico nel panorama museale, capace di narrare le tappe fondamentali dell’evoluzione tecnologica e del design in vari ambiti” Per l’assessore Tronzano questa “è una notizia che dà valore alla storia, all’identità e alla vocazione industriale del nostro territorio. La Regione lavorava da tempo per arrivare a questa soluzione perché rafforza anche il sistema culturale, espositivo e turistico. Il Piemonte è terra di innovazione e design: la presenza della Collezione nell’Heritage Hub di Stellantis conferma la centralità di Torino nel panorama dell’automotive nazionale e internazionale”.  “Come ultimo Design Director di Bertone dal 2009 al 2014 – spiega all’Adnkronos Mike Robinson- per cinque anni ho vissuto quotidianamente accanto ai capolavori della collezione. Volandia è stato un luogo speciale, dove ho accompagnato decine di gruppi come guida, ma sapere che oggi quei pezzi approdano all’Heritage Hub è motivo di grande orgoglio”. “Sarà una gioia rivedere a Torino le sculture automobilistiche create in Bertone fra cui due miei prototipi Jaguar del 2011” aggiunge il celebre designer riconoscendo che “Roberto Giolito sta svolgendo un lavoro straordinario nel valorizzare il patrimonio automobilistico torinese”. 
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Electrolux supplier award, Borgna Vetri premiata a Stoccolma

(Adnkronos) - Borgna Vetri, azienda piemontese specializzata nella produzione di vetri tecnologici, è stata premiata a Stoccolma dal Gruppo Electrolux nell’ambito degli Electrolux supplier award. Il riconoscimento è stato assegnato nella categoria miglior fornitore per l’innovazione, valorizzando qualità, ricerca e capacità di sviluppo tecnologico. Il premio assume particolare rilievo se si considera che Electrolux si avvale di una rete globale di oltre 4.000 aziende fornitrici. Tra i dieci fornitori premiati a livello mondiale in questa edizione, Borgna Vetri è risultata l’unica realtà europea, distinguendosi in un contesto fortemente competitivo e dominato da grandi operatori asiatici. Un risultato che conferma l’efficacia del percorso di modernizzazione intrapreso dall’azienda. Tra le soluzioni più recenti introdotte sul mercato spiccano Ecovision silver, vetro sviluppato in esclusiva per progetti statunitensi, caratterizzato da elevate prestazioni ottiche, resistenza e attenzione alla sostenibilità, e Best10-Borgna energy saving tempered glass, soluzione innovativa destinata al mercato europeo dei forni pirolitici. "Questo premio dimostra che anche un’azienda italiana di dimensioni contenute, ma con una forte vocazione internazionale e una solida cultura dell’innovazione, può giocare un ruolo da protagonista nella supply chain globale dell’elettrodomestico", ha dichiarato Enzo Borgna, amministratore delegato di Borgna Vetri. "Siamo orgogliosi di essere stati scelti come unico fornitore europeo tra migliaia di candidati". 
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"Napoli Explosion"restituisce alla città il Real Albergo dei Poveri

(Adnkronos) - Un evento che coniuga storia e visione futura ha riportato il Real Albergo dei Poveri (Palazzo Fuga), il più grande edificio monumentale d'Europa, al centro della vita cittadina. L'inaugurazione si è svolta nell'anno del 2500 anniversario della fondazione di Napoli e ha sancito la conclusione del triennio di sperimentazione tecnologica del progetto CTE - Infiniti Mondi. L’evento ha rappresentato un importante momento di restituzione del patrimonio artistico del capoluogo campano, con l'apertura al pubblico dei grandi ambienti restaurati del primo livello, nell'ala est. Un passo decisivo nella rinascita del complesso settecentesco, portato avanti con tenacia dall'Amministrazione Comunale. 
A celebrare questo momento storico è stata l'arte di Mario Amura con la mostra "Napoli Explosion", curata da Sylvain Bellenger (ex direttore di Capodimonte). Le opere di Amura, che trasformano i fuochi d'artificio del Golfo in "partiture pittoriche di lava e luce", sono state scelte per dialogare con la potenza architettonica del luogo. L'allestimento, curato da Lucio Turchetta, suggerisce una metafora chiara: l'energia vulcanica della città, catturata dall'obiettivo dell'artista, "è servita a riaccendere metaforicamente gli spazi rimasti per troppo tempo in attesa", trasformando il monumento in una tela viva. L'apertura delle nuove sale eventi è il risultato di un imponente lavoro di squadra istituzionale e tecnico. L'azione di recupero dell’edificio settecentesco è stata guidata dall'Amministrazione Comunale, con la dirigente Rosa Pascarella e il RUP Nicola Masella. La qualità dello spazio restituito ai napoletani porta la firma progettuale dello studio ABDR del professor Paolo Desideri. La gestione del cantiere ha richiesto una "sinergia rara", che si è letta nella maestria della Direzione Lavori, affidata all'architetto Francesca Brancaccio e all'ingegnere Ugo Brancaccio della B5 srl, e nel lavoro delle maestranze e dei restauratori dell'impresa esecutrice Cobar spa. Il vernissage è giunto a coronamento di una mattinata di confronto sul futuro delle industrie creative e del tessuto artigiano, vocazione primaria della nascente Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE).Grazie al supporto del Ministero della Cultura e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'Albergo dei Poveri si è mostrato non più come un monumento al passato, ma come un laboratorio di "futuri possibili", proiettato sull'innovazione. Dopo l'inaugurazione, il Real Albergo dei Poveri resta stabilmente aperto alla città. La mostra "Napoli Explosion" è visitabile gratuitamente, previa semplice registrazione sui canali ufficiali, offrendo a tutti la possibilità di riappropriarsi di "un pezzo di identità collettiva finalmente risanato e restituito a Napoli." 
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La guida operativa, 'Tredicesime dei lavoratori tra regole e particolarità'

(Adnkronos) - Tutto quello che c'è da sapere sulla mensilità aggiuntiva erogata a fine anno nella guida operativa della Fondazione studi consulenti del lavoro: 'Tredicesime dei lavoratori tra regole e particolarità'. Nella versione aggiornata a dicembre 2025 ci si sofferma, non solo sui casi che determinano la maturazione della gratifica natalizia, l'assoggettamento contributivo e fiscale ma anche sull'esame di alcuni casi particolari: dalla gestione della malattia, dell'infortunio e della maternità obbligatoria al lavoro intermittente e a domicilio, passando per i trattamenti di cassa integrazione. Trovano spazio nella guida anche alcuni esempi di calcolo per le qualifiche più comuni e le risposte degli esperti ai quesiti. La tredicesima costituisce una mensilità aggiuntiva rispetto alle 12 normalmente spettanti ai lavoratori in cambio della prestazione lavorativa, rientra nel concetto di retribuzione differita, in quanto viene in genere corrisposta in un momento successivo a quello di competenza cui la stessa si riferisce. Nella gestione della tredicesima mensilità, la contrattazione collettiva riveste un ruolo fondamentale in quanto i contratti collettivi di lavoro disciplinano la retribuzione da prendere a riferimento, il computo, la mutazione, nonché il termine per la corresponsione.  Dobbiamo ricordare però che solo coloro che hanno effettuato un intero anno di lavoro regolare, escludendo le assenze per malattia, infortunio, ferie ed ogni altro evento comunque retribuito, come ad esempio l’intervento degli ammortizzatori sociali, troveranno in busta paga l’equivalente di una mensilità lorda. E', infatti, la natura delle assenze dal lavoro che fa la differenza in fase di elaborazione, in quanto non tutte danno diritto alla maturazione della tredicesima. Il netto in busta paga però sarà certamente inferiore a quello di una normale mensilità in quanto sulla tredicesima mensilità il lavoratore non ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente e per gli eventuali familiari a carico. Il periodo di riferimento per il calcolo della tredicesima è l’anno solare che si conclude con l’erogazione e matura in ragione di un dodicesimo al mese. Il presupposto di base per il diritto alla maturazione è la prestazione di attività lavorativa o la presenza di eventi a vario titolo comunque tutelati con o senza l’integrazione economica da parte del datore di lavoro.  In generale le assenze in qualche modo indipendenti dalla volontà del lavoratore di particolare rilievo sociale e quindi tutelate, danno diritto alla maturazione della 13sima, mentre quelle dovute ad una sua libera scelta o, se obbligate, di minore rilievo e/o che non comportano integrazioni da parte del datore di lavoro, non danno il diritto alla maturazione. Per avere diritto ad una 13sima intera occorre dunque aver prestato la propria opera per tutto l’anno o essere comunque stati considerati tali in funzione di obblighi di legge. Se il rapporto di lavoro è iniziato o cessato nell’anno, spetta un importo ridotto nella misura di tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio prestato. Per individuare nel dettaglio quando considerare o meno valida la maturazione di un dodicesimo, occorre fare riferimento ai contratti collettivi.  L’importo lordo della tredicesima mensilità costituisce imponibile contributivo e va assoggettato alle normali aliquote in vigore nel mese dell'erogazione. Lo stesso imponibile va assoggettato ai premi Inail. L’importo al netto delle ritenute previdenziali a carico del dipendente è assoggettato alla normale tassazione Irpef applicando le aliquote in vigore nel mese di erogazione, utilizzando gli scaglioni mensili senza cumulare l’imponibile con quello della retribuzione del periodo di paga in cui la gratifica viene erogata. Per tale motivo, ed anche rispettare per i tempi di erogazione (solitamente prima di Natale) è uso comune elaborare un cedolino a parte. All’imposta così calcolata non si applicano le detrazioni mensili per lavoro e per i carichi familiari, che spettano solo sulla retribuzione corrente di ogni mese. Infine, l’erogazione, anche se avviene una sola volta l’anno, non ha il carattere di occasionalità e pertanto, ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile rientra nella retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto. Il bonus fiscale da 100 euro è una integrazione al reddito concessa ad alcune categorie di lavoratori dipendenti, che ha sostituito il credito fiscale da 80 euro previsto dal cosiddetto 'bonus Renzi'. Rientra tra le misure a favore dei titolari di redditi da lavoro dipendente e di taluni redditi ad essi assimilati introdotte dal Decreto Legge 5 febbraio 2020, n., convertito, con modificazioni, dalla Legge 2 aprile 2020, n. 21 , al fine di ridurre il cuneo fiscale. 7 L’importo viene riconosciuto in base al reddito complessivo annuo. In particolare: quelli con reddito fino a 15.000 euro continuano a percepire il bonus in busta paga per intero, fino a un massimo di 1.200 euro l’anno; quelli con reddito con reddito oltre i 15.000 euro, ma fino a 28.000 hanno diritto al beneficio solo se la somma delle detrazioni fiscali spettanti supera l’Irpef lorda dovuta; chi percepisce un reddito superiore a 28mila euro non riceve nessun trattamento integrativo. Il lavoratore non troverà l’erogazione del bonus di 100 euro. La motivazione sta nel fatto che, analogamente al meccanismo di calcolo delle detrazioni fiscali, il bonus di 100 euro spetta in riferimento ai giorni di detrazioni per lavoro dipendente. Pertanto, riguardo alla doppia mensilità percepita dal lavoratore a dicembre, il lavoratore troverà il bonus di 100 euro soltanto nella busta paga di dicembre e non in quella della tredicesima. In sostanza al lavoratore spettano 960 euro diviso 365 per 31 giorni = 101,91 euro erogati nella busta paga di dicembre.   
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Leucemia mieloide cronica, nuovi dati confermano efficacia primo inibitore Stamp

(Adnkronos) - L'analisi a 96 settimane dello studio Asc4first ha mostrato che i pazienti di nuova diagnosi con leucemia mieloide cronica in fase cronica (Lmc-cp) trattati con asciminib, primo inibitore Stamp, hanno meno effetti collaterali, una migliore qualità di vita e una efficacia superiore rispetto alle terapie di prima linea attualmente disponibili. Un risultato importante, emerso anche dalla valutazione dei Pros (Patient-Reported Outcomes), questionari compilati dai pazienti che hanno permesso di misurare la qualità di vita nell’ambito dello studio Asc4first. I dati sono stati presentati in occasione del congresso della società americana di ematologia, ASH, che si è svolto recentemente a Orlando (Florida). "In Italia la leucemia mieloide cronica colpisce circa 9 mila persone e viene di solito diagnosticata casualmente attraverso l’esame del sangue in pazienti tra i 50 e i 60 anni che non presentano sintomi particolarmente evidenti – spiega Fabio Efficace, Responsabile della Health Outcomes Research Unit e Chair del Working Party Quality of Life (QoL) della Fondazione Gimema– Il termine ‘cronica’ indica la possibilità di una convivenza di lungo periodo con la malattia, resa possibile grazie a terapie target molto efficaci. Gli inibitori della tirosin-chinasi (Tki) sono i farmaci che hanno aumentato la sopravvivenza, ma che possono determinare effetti collaterali persistenti nel tempo, come fatigue, disturbi gastrointestinali, mal di testa o reazioni cutanee.” Nel trattamento cronico a lungo termine, anche eventi avversi di grado lieve possono influire molto negativamente sulla qualità di vita, con conseguente riduzione dell’aderenza alla terapia e possibili ripercussioni negative sugli esiti clinici. Per questo, diventa fondamentale valutare attentamente non solo l’efficacia clinica, ma anche l’impatto del trattamento sulla vita quotidiana dei pazienti. L’utilizzo dei Pros nello studio Asc4first ha mostrato che asciminib è associato ad un miglioramento della qualità di vita e ad una riduzione del burden dei sintomi rispetto ai Tki selezionati dagli sperimentatori: “Integrare in modo sistematico questi strumenti validati che ci permettono di ascoltare il vissuto dei pazienti è essenziale per comprendere l’impatto reale dei trattamenti e intervenire precocemente – continua Efficace –. Il loro inserimento nella pratica clinica permette non solo di migliorare il benessere quotidiano ma anche di sostenere l’aderenza terapeutica, che nella leucemia mieloide cronica è un prerequisito indispensabile per ottenere risposte molecolari ottimali e durature. Sarebbe auspicabile un follow-up più lungo di queste valutazioni, in grado di mostrare il beneficio a lungo termine sulla qualità di vita. La Commissione Europea (Ce) il 17 Novembre 2025 ha approvato l’estensione dell’indicazione di asciminib per il trattamento dei pazienti adulti con leucemia mieloide cronica in fase cronica sia nei pazienti di nuova diagnosi che in quelli precedentemente trattati con un Tki. Asciminib potrà offrire il raggiungimento di risposte molecolari ottimali, un buon profilo di tollerabilità e potenzialmente anche una migliore qualità di vita dei pazienti.” Asciminib costituisce oggi una delle innovazioni più importanti per i pazienti con leucemia mieloide cronica. In Italia questo farmaco è rimborsato al momento solo per il trattamento di pazienti adulti con Lmc-cp precedentemente trattati con due o più Tkis, “Asciminib presenta un meccanismo d’azione mirato e un profilo di tollerabilità particolarmente favorevole che lo rendono una scelta valida nel panorama delle terapie attualmente disponibili per questi pazienti – conclude Fabio Efficace –. I dati presentati al Congresso Ash non riguardano solo la riduzione di sintomi come fatigue, rash o cefalea, ma anche dimensioni più ampie, come funzioni fisiche e cognitive, attività sociali e capacità di condurre una vita quotidiana normale. Sono elementi determinanti: una buona tollerabilità favorisce l’aderenza, limita la necessità di cambi di terapia, e può permettere il raggiungimento di risposte ottimali aumentando le probabilità di raggiungere una futura sospensione del trattamento. Sarà molto importante continuare ad accumulare dati sulla qualità di vita dei pazienti con questa malattia per rispondere meglio ai loro bisogni e fare scelte terapeutiche sempre più informate”. 
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RFI e Sogesid per un'infrastruttura ferroviaria sostenibile

(Adnkronos) - La sostenibilità, l'innovazione e la tutela del territorio diventano pilastri centrali nella nuova collaborazione avviata tra Rete Ferroviaria Italiana (RFI), gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale (Gruppo FS), e Sogesid, la società di ingegneria ambientale delle amministrazioni centrali dello Stato. L'accordo, formalizzato attraverso un Memorandum of Understanding (MoU), unisce le competenze complementari delle due realtà con l'obiettivo di generare valore pubblico attraverso progetti ad alto impatto. L'intesa individua due grandi direttrici di azione, entrambe volte a migliorare e modernizzare il sistema ferroviario italiano. La prima area di collaborazione non prevede scambio economico ed è orientata alla sostenibilità ambientale. Tra le iniziative più rilevanti spicca il progetto per l'individuazione di aree pubbliche di RFI da destinare alla creazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. Una specifica attenzione è riservata alle aree precedentemente bonificate, incluse quelle situate nei Siti di Interesse Nazionale (SIN), nei Siti di Interesse Regionale (SIR) e nelle discariche in procedura di infrazione. Sfruttando queste aree, RFI mira a ottimizzare il riutilizzo di terreni complessi. Parallelamente, il MoU prevede un programma per la dismissione progressiva degli acquedotti gestiti da RFI, attraverso l'adozione di modelli di partenariato innovativi e sostenibili. La seconda direttrice impegna Sogesid a mettere a disposizione le proprie competenze tecnico-specialistiche per supportare RFI nella gestione degli interventi infrastrutturali più complessi. L'obiettivo è concentrato su tre aree strategiche per la sicurezza e la qualità progettuale: Semplificazione e accelerazione dei processi autorizzativi in materia paesaggistica. Riduzione dei tempi nelle attività di bonifica da ordigni bellici (BOB). Sviluppo di un sistema avanzato di monitoraggio del dissesto idrogeologico. Questi strumenti moderni sono al servizio della sicurezza, della prevenzione e della velocizzazione degli iter burocratici e operativi. Per garantire una piena coerenza con la normativa e le mission istituzionali, saranno istituiti gruppi di lavoro congiunti che avranno il compito di definire le priorità, le modalità operative e le condizioni per gli eventuali affidamenti diretti. Questo approccio è improntato alla trasparenza e alla responsabilità condivisa.  
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