Inapp, retribuzioni basse e scarse opportunità rallentano transizione scuola-lavoro
(Adnkronos) - La transizione dalla scuola al lavoro continua a rappresentare uno dei nodi più critici del sistema economico e sociale italiano. I dati dell’ultima Indagine Inapp-Plus, condotta su oltre 45.000 individui, evidenziano come la difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro sia legata non solo a fattori economici, ma anche a limiti strutturali e culturali che riducono le possibilità di realizzazione personale e professionale. Tra i giovani tra i 18 e i 29 anni – circa 3,9 milioni di persone – quasi la metà (44%) considera il lavoro un modo per guadagnare, mentre il 29% lo percepisce come una necessità e solo il 26% come un’occasione per realizzarsi. Una visione che riflette un cambiamento profondo: il lavoro tende a perdere la sua valenza identitaria e sociale, risultando spesso precario, frammentato e poco riconosciuto. Le disuguaglianze di origine familiare continuano a pesare in modo significativo. I giovani provenienti da famiglie con più elevato capitale culturale e relazionale mostrano maggiori possibilità di inserimento e di crescita professionale. Al contrario, chi proviene da contesti meno favoriti incontra maggiori ostacoli (34%) e spesso resta intrappolato in percorsi lavorativi discontinui o a bassa qualificazione. Il problema delle retribuzioni inadeguate emerge con forza: circa un terzo dei giovani ritiene insoddisfacenti le offerte di lavoro disponibili, soprattutto per i salari troppo bassi. Seguono la scarsa qualità dell’inquadramento, la mancata coerenza tra titolo di studio e mansione e, non da ultimo, la diffusione di rapporti di lavoro irregolari o instabili. A pesare sono anche le difficoltà logistiche e relazionali: nei piccoli centri incidono gli spostamenti e la carenza di reti professionali, mentre nelle grandi città cresce il divario di riconoscimento e di prospettiva. Le giovani donne segnalano una maggiore attenzione alla flessibilità oraria e alla possibilità di lavoro da remoto, ma anche una persistente difficoltà nel conciliare i tempi di vita e di lavoro, con un’offerta aziendale ancora insufficiente sul piano del welfare e della conciliazione familiare. Il contesto familiare resta un fattore decisivo nella qualità delle opportunità. I giovani con meno risorse economiche e culturali si dichiarano più spesso insoddisfatti per il livello di inquadramento e per la scarsa possibilità di crescita, mentre chi dispone di un background familiare più solido tende a privilegiare la coerenza tra competenze, interessi e percorsi occupazionali. "Serve un nuovo patto generazionale - sottolinea Natale Forlani, presidente dell’Inapp - capace di restituire al lavoro un significato pieno, come fattore di identità e partecipazione sociale. E' necessario connettere orientamento, formazione, impresa e conoscenze, per soddisfare i fabbisogni collettivi e le aspettative personali offrendo più lavori dignitosi, stabili e coerenti con i loro talenti. L’andamento della domanda di lavoro, che risulta superiore all’offerta di lavoratori disponibili - anche per le professionalità più qualificate - apre nuove opportunità e tende a favorire un miglioramento delle condizioni retributive complessive". Le evidenze raccolte delineano dunque un quadro che va oltre la sola dimensione economica. Restituire valore al lavoro e alle competenze delle nuove generazioni è la condizione essenziale per costruire un futuro non fondato sulla mera sopravvivenza, ma sulla realizzazione personale e sociale.
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Cni, con 'Visioni' si apre il 69° Congresso nazionale degli ordini degli ingegneri d’Italia
(Adnkronos) - L’ingegneria italiana è a disposizione del Paese con tutte le proprie competenze per garantire lo sviluppo e la sicurezza in tutti i settori: dalle infrastrutture alle sfide della transizione energetica ed ecologica, dall’Intelligenza artificiale alle criticità legate alla cybersecurity. Gli ingegneri, dunque, restano fedeli alla propria funzione storica ma con uno sguardo e un approccio rivolti al futuro della comunità. Questo, in sintesi, quello che preannunciano i confronti e i dibattiti del 69° Congresso nazionale degli ordini degli ingegneri d’Italia, organizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e dagli Ordini degli ingegneri di Ancona e Macerata. Il titolo dell’evento, in programma dal 13 al 16 ottobre, è evocativo: 'Visioni'. Il percorso degli ingegneri vuole segnare un vero e proprio cambio di passo in vari ambiti. Dai valori condivisi all’innovazione, sino alla sicurezza declinata in tutti i suoi molteplici aspetti. Un evento itinerante che farà tappa principale al Teatro delle Muse di Ancona, a poche centinaia di metri dal porto dove sarà attraccata una nave da crociera in grado di ospitare gli oltre 1.300 congressisti provenienti da tutta Italia. E proprio con la 'nave-albergo' gli ingegneri salperanno alla volta di Fiume, in Croazia, per un interessante scambio culturale e professionale tra i colleghi dei due paesi. L’obiettivo è mettere a confronto informazioni, condividere conoscenze e scambiare pareri e punti di vista su argomenti di valenza internazionale. La filosofia è ormai quella consolidata e che guida da tempo il Consiglio nazionale degli ingegneri: la categoria deve aprirsi al mondo, accogliere proposte e offrire competenze di alto livello. Un arricchimento reciproco e continuo per tutti i colleghi. “Gli ingegneri - afferma Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni -sono i garanti della sicurezza in tutti i settori della società civile. Dagli ambiti tradizionali, come infrastrutture e cantieristica, sino alle nuove frontiere tecnologiche, dall’Intelligenza artificiale alla cyber security, i professionisti italiani hanno le competenze per gestire situazioni complesse. Ma c’è bisogno delle istituzioni. Il Consiglio Nazionale è da sempre a disposizione degli enti preposti per collaborare, in maniera armonica e sinergica, ad individuare quella giurisprudenza idonea, semplice e chiara, in grado di valorizzare le competenze e le prestazioni professionali rese, fondamentali per realizzare opere indispensabili per il Paese. Al congresso in programma nelle Marche sarà questo il messaggio che, grazie alla platea qualificata di relatori, agli approfondimenti e alle tavole rotonde ed analisi, cercheremo di veicolare: l’ingegneria come cassa di risonanza per un’Italia sempre più sicura, sensibile a tematiche così importanti. Senza dimenticare che il compito dell’ingegnere è assicurare che le prestazioni offerte siano all’altezza delle nostre capacità e competenze e siano in grado di dare certezze al sistema Paese”. “Le Marche - spiega Stefano Capannelli presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona - diventeranno, per alcuni giorni, non una semplice vetrina, ma un vero e proprio palcoscenico di confronto per offrire soluzioni concrete alle fragilità che colpiscono questa ed altre meravigliose terre italiane. Ogni tema, inviterà a comporre una solida ed efficace prospettiva risolutrice, una visione, al servizio dei nostri territori. Si discuterà di prevenzione sismica ed idrogeologica. Saranno affrontate inoltre le innovazioni volte ad un’effettiva crescita delle infrastrutture fisiche e telematiche con una particolare attenzione al tema dei porti. Denso sarà il capitolo sulle funzionalità e la centralità delle opere pubbliche con un focus ad hoc sul nuovo Codice dei contratti”. “Siamo stati entusiasti - afferma Maurizio Paulini, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Macerata - di ospitare, nei giorni che hanno preceduto l'assise nazionale, a Macerata, le attività aggregative e sportive, con circa 1600 atleti, organizzate dal nostro Ordine. Abbiamo offerto ai nostri colleghi l’opportunità di scoprire incantevoli meraviglie paesaggistiche e culturali, convinti del fatto che la nostra professione possa crescere in un luogo dove tradizione, arte e natura si fondono in un abbraccio perfetto”. Dopo l’inaugurazione del Congresso, in programma lunedì 13 ottobre, che prevede, oltre alla presenza di numerosi ospiti istituzionali, la relazione del presidente Angelo Domenico Perrini, il dibattito raggiungerà il clou mercoledì 15 ottobre e sarà articolato prevalentemente attraverso quattro tematiche. La prima è l’ecosistema sostenibile e sicuro, l’ingegneria come strumento di sicurezza e prevenzione del rischio in molteplici ambiti. Un percorso che vede il Cni in prima linea da anni, grazie al dialogo col sistema Paese volto a mettere a fuoco tre aspetti imprescindibili: messa in sicurezza degli edifici in chiave antisismica, interventi di prevenzione e mitigazione del rischio di dissesto del territorio, sicurezza nei luoghi di lavoro e delle persone, con specifico riferimento al proliferare delle nuove tecnologie guidate da Ia. La seconda tematica riguarda le infrastrutture moderne e resilienti. La modernizzazione del Paese dipende soprattutto dalla disponibilità di infrastrutture e nodi viabilistici moderni ed efficienti. L’ingegneria pone l’attenzione sul binomio infrastruttura-sicurezza, sempre più di attualità visti i cambiamenti climatici che, insieme ad altri fattori, stanno rendendo il patrimonio infrastrutturale fragile e obsoleto. L’ingegneria sta studiando, progettando e realizzando opere di mitigazione e di prevenzione del rischio. Il terzo tema è la sicurezza e l’affidabilità delle reti intelligenti. Ogni processo decisionale e di transizione ormai non può prescindere dalle nuove tecnologie, dal sopravvento dell’Intelligenza Artificiale. Ma soprattutto, da una gestione oculata e competente della sicurezza delle reti. L’ultimo tema è dedicato a una riflessione su trenta anni di contratti pubblici alla ricerca dell’efficienza, a partire dalla Legge Merloni. Un confronto particolarmente utile, con esperti sulle norme del Codice dei contratti pubblici, strumento di uso quotidiano per molti professionisti. Infine, nel corso dei lavori sarà aperto un momento di confronto sulle ultime novità relative al ddl delega sulla riforma delle professioni, attualmente in esame, a proposito della quale il Cni è impegnato in un serrato confronto istituzionale.
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Clair Obscur: Expedition 33 a quota 5 milioni di copie, update in arrivo
(Adnkronos) - Clair Obscur: Expedition 33, il gioco di ruolo degli sviluppatori francesi Sandfall Interactive, ha superato i cinque milioni di copie vendute. Il titolo, uscito lo scorso aprile su PC e console, è stato un incredibile successo di critica e pubblica, riportando in auge i titoli doppia A sviluppati da un team ristretto, ma in grado di comptere con i giochi più blasonati. Per festeggiare il traguardo raggiunto, gli sviluppatori hanno annunciato che è attualmente in sviluppo un update per il gioco, che espanderà la storia e aggiungerà nuovi elementi al gameplay. Il major update sarà totalmente gratuito e aggiungerà al titolo un nuovo ambiente giocabile che porterà i protagonisti a incontrare nuovi nemici e vivere nuove avventure. Ci saranno anche nuovi boss più difficili da sconfiggere per i giocatori più esperti, nuovi costumi per ogni membro della Expedition, il supporto per nuove lingue (Ceco, Ucraino, Spagnolo dell’America Latina, Turco, Vietnamita, Tailandese e Indonesiano) e altre sorprese che verranno annunciate in seguito. Inoltre, Sandfall Interactive ha fatto sapere che la colonna sonora del gioco, composta da Lorien Testard, ha totalizzato oltre 333 milioni di stream su tutte le piattaforme musicali, con oltre 10 settimane al numero uno della classifica di Billboard "Classical Crossover Album". "La risposta del pubblico al nostro gioco è stata semplicemente incredibile", ha dichiarato Guillaume Broche, direttore creativo di Sandfall Interactive, in un comunicato stampa. "Abbiamo trascorso anni a lavorare al progetto dei nostri sogni, e sapere che ha trovato una risonanza così forte tra i fan di tutto il mondo è al tempo stesso meraviglioso e travolgente. Siamo immensamente grati ai nostri fan per l’amore dimostrato verso l’universo che abbiamo creato, per le loro fan art, le cover musicali, i cosplay sfoggiati alle convention e per il loro straordinario supporto. Speriamo che l’aggiornamento su cui stiamo lavorando possa essere un grazie a tutti loro per il sostegno ricevuto: vi chiediamo solo un po’ di pazienza".
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Lavoro, Angeleri (Assosoftware): "Fabbrica software volano crescita, possibili 500mila occupati"
(Adnkronos) - Sono quelli che programmano i codici che oggi sono alla base di tantissime nostre azioni quotidiane, dall’usare il pc o il telefonino fino alla lavatrice e altri elettrodomestici. Ma anche usare l’auto, prendere un ascensore e tantissime altre azioni. Sono i programmatori che operano nelle ‘fabbriche dei software’, un comparto che oggi in Italia conta tra le 1.500 e le 2mila aziende, come racconta ad Adnkronos/Labitalia Pierfrancesco Angeleri, presidente di Assosoftware, che aderisce al sistema Confindustriale ed è l’associazione delle aziende che sviluppano e commercializzano prodotti software in Italia, e non solo. “Il software -afferma- oggi è dappertutto, in qualsiasi oggetto che tocchiamo c’è del software, anche nelle macchine, negli elettrodomestici. Praticamente oggi il software è qualcosa che è presente in tutte le componenti della vita delle persone, sia ‘aziendale’ che personale, famigliare. E’ invasivo e pervasivo. La stima sulle aziende che fanno primariamente lo sviluppo del software è tra le 1.500 e le 2mila in Italia. Noi riteniamo -continua- di rappresentare tra il 65 e il 70% del fatturato complessivo, in termini dimensionali, delle aziende che producono software in Italia. E’ un comparto che cresce ogni anno a doppia cifra, ci sono stati anni in cui è cresciuto del 20%, e quindi cresce molto più del Pil italiano”. E la crescita potrebbe essere molto più sostenuta. “Oggi ci lavorano secondo la nostra stima -spiega Angeleri- circa 150mila persone, ma si potrebbe arrivare a 500mila, puntando sul settore come volano di crescita economica, cosa che nessun governo finora ha fatto. La componente più importante in un’azienda di software è la ‘fabbrica’, e con questa intendo persone che sviluppano software, programmano e producono codici. I nostri prodotti sono applicazioni che girano sui computer, su degli apparecchi dedicati. Applicazioni dietro le quali ci sono delle linee di codici e dietro di esse c’è la componente programmazione che è quella più significativa in termini umani e di risorse ed è la ‘fabbrica’ del software. E poi tutto intorno c’è un mondo di persone che progetta il software, lo ‘assiste’, lo vende. Ma tutto ruota intorno alla ‘fabbrica’ che crea l’oggetto, dietro la quale ci sono persone che stanno dietro un computer e producono prodotto intangibile che è il software”, sottolinea Angeleri. Un prodotto, il software, che, secondo Angeleri, potrebbe fare la fortuna del nostro Paese, se solo a livello politico si decidesse di ‘puntare’ su di esso. “La potenzialità inespressa del settore -spiega- è grandissima, finora c’è sempre stata poca attenzione da parte di tutti i governi che si sono succeduti, nel pensare che questo settore potesse essere un volano per la crescita economica del Paese”. Oggi il ‘regno’ dello sviluppo dei codici dei software è l’India. “Lì ci sono più di 5 milioni di programmatori, noi come Paese non siamo mai stati attrattivi per diventare un luogo dove le grandi aziende del software, che non sono purtroppo quelle italiane, decidono di fare delle fabbriche. E questo nonostante Siamo un paese che ha delle eccellenti università, eccellenti università di informatica distribuite sul territorio, e con costi del personale assolutamente competitivi e agevolazioni anche importanti”, avverte. E allora oggi serve “fare diventare questo comparto uno dei cavalli di battaglia per la crescita di questo Paese nei prossimi 5-10 anni. Attiriamo il mondo delle aziende del software a venire a lavorare in Italia, perché in Italia ci sono tutti gli elementi corretti per poter avere successo”, sostiene. Ma per Angeleri serve anche una svolta nella visione delle aziende, pubbliche e private, sull’oggetto software. “Nessuno -spiega- parla di rottamazione del software. Abbiamo un patrimonio applicativo software nelle aziende, nella pubblica amministrazione, molto molto vecchio, molto più vecchio di tutta la tecnologia in termini di tempo. Ancora all'interno delle banche girano codici di programmazione che hanno quarant'anni. I software moderni, oltretutto, sono molto meno energivori, molto più efficienti e quindi oggi la grande battaglia da fare è quella della rottamazione del software”. Nel futuro delle aziende del software made in Italy per Angeleri è centrale l’intelligenza artificiale: “Per noi non costituisce assolutamente una minaccia, anzi, è una grandissima opportunità, perché ci permettere, ci permetterà di programmare molto più rapidamente, di rendere molto prodotti disponibili in tempi di sviluppo accorciati". "Molte delle aziende hanno già rilasciato delle applicazioni che utilizzano l'intelligenza artificiale, che è una grande opportunità per crescere, essere più rapidi, più efficaci, fornire più servizi”, conclude.
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Il regista di Mad Max e l'IA nel cinema: "Non possiamo fermare l'onda"
(Adnkronos) - Nel mondo del cinema, l’intelligenza artificiale continua a suscitare entusiasmi e paure in egual misura. La presentazione di Tilly Norwood, la prima “attrice” digitale di Hollywood, ha scatenato una valanga di proteste da parte dei sindacati di categoria, ancora scossi dallo sciopero record del 2023 contro l’uso non regolamentato delle tecnologie generative. Intanto, in Australia, persino la Productivity Commission è stata accusata di sottovalutare l’impatto potenzialmente devastante dell’IA sull’industria creativa nazionale. Durante l’ultimo Festival di Cannes, il tema ha infiammato le discussioni tra autori e produttori: l’IA minaccia posti di lavoro, diritti d’autore e, secondo alcuni, l’integrità stessa del processo creativo. Ma non tutti condividono questa visione apocalittica: George Miller, il regista e produttore di Mad Max, guiderà la giuria del nuovo Omni 1.0 AI Film Festival, primo festival australiano interamente dedicato a opere realizzate con l’intelligenza artificiale. “L’IA è probabilmente lo strumento più dinamico che il cinema abbia mai conosciuto”, ha spiegato Miller al Guardian. “Da regista, sono sempre stato attratto dagli strumenti. L’intelligenza artificiale è qui per restare, e cambierà le regole del gioco”. Miller racconta di aver accettato l’incarico per “curiosità intellettuale”, ma anche per esplorare una questione più profonda: come sta cambiando il concetto stesso di autorialità nell’era digitale. “Il vero nodo è l’equilibrio tra creatività umana e capacità della macchina,” riflette. “È un dibattito che ricorda quelli di altre epoche: la nascita della pittura a olio nel Rinascimento, o l’arrivo della fotografia nell’Ottocento. L’arte è sempre cambiata, ma non è mai scomparsa.” Il festival, ideato da Aryeh Sternberg e Travis Rice, punta a fare dell’Australia un polo internazionale per il cinema IA. L’obiettivo è ambizioso: creare uno spazio in cui registi, artisti e tecnologi possano confrontarsi su come le storie nascono e si evolvono quando la fantasia umana incontra la potenza del machine learning. Ogni film in concorso sarà sottoposto a controlli rigorosi contro il plagio e a standard etici stringenti, per garantire che l’innovazione tecnologica non prevalga sull’integrità artistica. Secondo Rice, la qualità delle opere cresce a ritmo vertiginoso: “Rispetto alla nostra anteprima, l’Omni 0.5 di aprile, i film che stiamo ricevendo ora potrebbero tranquillamente essere proiettati su piattaforme come Netflix o HBO”. Miller, da parte sua, dice che cercherà nei film una cosa sola: l’emozione. “Non la novità tecnica, ma la capacità di restare nella mente dello spettatore. Ci sono film che dimentichi appena arrivi al parcheggio, e altri che ti accompagnano per tutta la vita”. Per Rice, il rischio di un cinema senz’anima non riguarda solo l’intelligenza artificiale. “C’è già un’enorme quantità di contenuti umani vuoti, superficiali e privi di senso. Noi vogliamo storie che abbiano qualcosa da dire, non demo tecnologiche o meme virali”. Se l’IA non potrà mai replicare del tutto la magia dell’interazione tra attori, registi e sceneggiatori, Miller ne riconosce il potere democratizzante. “Permetterà a chiunque di raccontare storie. Conosco ragazzi di dodici anni che realizzano cortometraggi con l’IA, senza budget o finanziamenti. È un cambiamento radicale”. Rice aggiunge che l’intelligenza artificiale può dare voce anche a chi vive in contesti oppressivi: “Abbiamo ricevuto un film dalla Malesia sulla corruzione della polizia, una storia che sarebbe pericolosa da girare lì senza IA”. Quanto al timore che l'IA possa sostituire i professionisti, Miller adotta una prospettiva evolutiva. “Il primo Mad Max aveva 30 persone nei titoli di coda. Furiosa ne ha oltre mille, molti dei quali lavorano sugli effetti digitali. Le cose cambiano, si adattano. È sempre stato così”. Eppure, conclude con una riflessione che sembra mettere un punto fermo al dibattito: “Puoi ricreare il volto e la voce di Marlon Brando, ma non potrai mai avere la sua essenza. Le emozioni nascono dalla collaborazione, dal rapporto umano. E quella scintilla, nessuna macchina potrà mai simularla davvero”.
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Sanità: per conti in rosso, nasce task force per tutelare farmacie, strutture e professionisti
(Adnkronos) - La crisi finanziaria sta colpendo sempre più farmacie, cliniche private, poliambulatori e professionisti sanitari. A pesare sono l'aumento dei costi fissi, i ritardi nei rimborsi del Ssn, l'inflazione e la ripresa delle riscossioni fiscali, sospese durante la pandemia. Nel settore sanitario questa pressione si traduce in un aumento dei costi energetici e dell'inflazione farmaceutica, che portano molte strutture al blocco operativo con Durc (documenti unici di regolarità contributiva) non rilasciati, forniture interrotte e stipendi a rischio. Un quadro descritto da Consulcesi in una nota, nel quale assume un ruolo di assoluto rilievo - si legge - il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, pienamente operativo dal 2022. Se il Codice viene attivato correttamente, affidandosi ai professionisti del settore, prevede strumenti come la composizione negoziata, il concordato minore e l'accordo di ristrutturazione, che permettono di ristrutturare il debito, bloccare le azioni in corso e garantire la continuità operativa, anche in presenza di situazioni molto complesse. Per rispondere a questa emergenza, Consulcesi & Partners (C&P), network legale specializzato nella tutela dei professionisti sanitari, e Cfi (Crisi fiscale d'impresa), struttura specializzata nella risoluzione delle situazioni debitorie, hanno avviato una partnership strategica con il servizio 'Soluzione debito' (www.soluzionedebito.com). Si tratta della prima task force legale-fiscale dedicata al settore sanitario, in grado di accompagnare farmacie, cliniche e professionisti nell'attivazione degli strumenti previsti dal Codice della crisi, sottolinea Consulcesi. Il servizio nasce dall'ascolto costante del mondo della sanità, nostro target di riferimento da oltre 20 anni - spiega Bruno Borin, responsabile del team legale di Consulcesi & partners - Abbiamo raccolto un vero e proprio grido d'allarme: a settembre le segnalazioni di difficoltà di farmacie e cliniche sono aumentate del 12% rispetto al trend dell'anno. Un dato che deve far riflettere, perché proteggere la continuità delle strutture sanitarie significa tutelare non solo le strutture e il personale, ma anche i pazienti e i percorsi di cura". Aggiunge Carlo Carmine, fondatore di Cfi: "Strumenti come la composizione negoziata, il concordato in continuità o gli accordi di ristrutturazione consentono di ridurre il debito fino al 60–70% e bloccare immediatamente le azioni esecutive Con questa partnership li rendiamo finalmente accessibili al mondo sanitario, che non può permettersi interruzioni". Consulcesi cita un caso concreto: una farmacia lombarda con oltre 1,1 milioni di euro di debiti (450mila euro verso l'Agenzia delle entrate, 320mila con l'Inps e oltre 350mila con fornitori e banche) ha rischiato la sospensione delle forniture e dei Durc, mettendo in allerta il personale. Grazie all'intervento congiunto di Cfi e C&P, è stato avviato un concordato in continuità che ha permesso: il blocco immediato delle procedure esecutive; la riduzione del debito del 65%; il rientro della quota residua in 7 anni; il mantenimento dei 3 posti di lavoro e la piena operatività della farmacia. Oggi la struttura ha recuperato fornitori, rapporto con l'Asl e fiducia del territorio.
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Chirurgia, Docimo (Sic): "Con crisi vocazione giovani a rischio 4 mln interventi"
(Adnkronos) - In occasione del 127esimo congresso della Società italiana di chirurgia (Sic), svoltosi a Bari, è entrato ufficialmente in carica il nuovo presidente della società scientifica: Ludovico Docimo, professore ordinario di Chirurgia generale e presidente della Scuola di Medicina dell'università della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli. Nel suo primo intervento da presidente, Docimo ha lanciato un forte allarme sulla crisi vocazionale dei giovani medici verso le discipline chirurgiche: "Chi eseguirà - si è chiesto - gli oltre 4 milioni di interventi chirurgici che ogni anno vengono eseguiti nel nostro Paese?". La chirurgia, ha sottolineato, è "una professione tanto indispensabile quanto affascinante: basti pensare alla chirurgia d'urgenza, alla chirurgia oncologica e dei trapianti, ma anche agli interventi per patologie croniche e degenerative che incidono profondamente sulla qualità della vita dei pazienti. Tuttavia, fino allo scorso anno i posti disponibili nelle scuole di specializzazione in chirurgia generale erano coperti in misura inferiore al 50%, e circa il 20% degli iscritti abbandonava il percorso formativo. Una tendenza preoccupante, aggravata dai pensionamenti e dalla carenza di organico già diffusa negli ospedali italiani". Quest'anno, però, si intravede un'inversione di rotta: le iscrizioni preliminari in chirurgia generale - riporta una nota - hanno raggiunto il 64%, un dato incoraggiante favorito dall'innovazione tecnologica (chirurgia mini-invasiva e robotica, particolarmente attrattive per i giovani) e dalle recenti riforme in tema di colpa medica. "E' un segnale di speranza - ha commentato Docimo - ma non possiamo abbassare la guardia. Nei prossimi anni il chirurgo sarà richiestissimo e dobbiamo prepararci a colmare carenze strutturali che riguardano tutti gli ambiti". Il nuovo presidente ha infine sottolineato come la chirurgia in Italia si stia declinando sempre più al femminile: nelle nuove generazioni le donne chirurgo superano numericamente gli uomini, segno di un cambiamento culturale e della caduta di antichi pregiudizi. Con la guida di Docimo - conclude la nota - la Sic si prepara a rafforzare il proprio ruolo di punto di riferimento scientifico e professionale, al servizio della sanità italiana e dei pazienti.
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Patronati, Pagliaro (Inca Cgil): "Serve riforma per settore che tutela milioni di persone
(Adnkronos) - "Parlare della riforma patronati oggi significa parlare di una grandissima rete di prossimità che ogni anno in Italia e nel mondo accompagna diversi milioni di lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati e più in generale i cittadine e cittadini, giovani e meno giovani, in quella che è la tutela individuale, che negli ultimi vent’anni è cambiata tantissimo perché sono cambiate le prestazioni". A dirlo, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Michele Pagliaro, presidente dell'Inca Cgil. "Se è pur vero - avverte - che siamo di fronte ad uno stato sociale via via sempre meno generoso, per cui l’accesso alle prestazioni spesso è sempre più difficile, va anche detto che ambiti come la digitalizzazione, l’avvento dell’intelligenza artificiale stanno contribuendo alla riduzione del front-office gran in parte della Pa, per cui il lavoro dei patronati diventa sempre più prezioso. Modernizzarlo significa agganciarlo alla realtà del Paese e al cambiamento in atto: l’obiettivo è quello di accrescere efficienza e soprattutto qualità dei nostri servizi". "Da oltre un decennio - sottolinea - rivendichiamo una riforma. Con l’attuale governo abbiamo svolto un incontro molto importante il 20 febbraio del 2024, alla presenza della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone. E' stata aperta la discussione sulla riforma ma, dopo oltre un anno e mezzo, ci troviamo di fronte a un nulla di fatto. L’idea su cui abbiamo discusso è stata quella di semplificare l’attività ispettiva attraverso l’aiuto della tecnologia: basterebbe mettere in linea mandato di patrocinio-domanda-provvedimento per arrivare alla definizione dell’attività svolta da ogni singolo patronato attraverso un semplice clic: una scelta che consentirebbe di liberare così gli ispettori del lavoro, che ogni anno sono chiamati a verificare le pratiche una ad una. In un paese dove la carenza degli ispettori del lavoro è cronica e dove ogni giorno quasi 4 persone fra lavoratrici e lavoratori muoiono di lavoro, con una simile scelta, da un lato, si potrebbe efficientare il sistema dei patronati e dall’altro mandare gli ispettori nei luoghi di lavoro per verificarne salubrità e sicurezza". In che modo l'Inca guarda al futuro dei patronati, in attesa della riforma? "In primo luogo - spiega il presidente Pagliaro - rivendicando il tema della semplificazione delle visite ispettive, che resta un tema prioritario. Tra l’altro, qualche giorno fa il Tar del Lazio ha pubblicato una sentenza, su nostro ricorso, che ci dà ragione, obbligando il ministero del Lavoro a chiudere l’annualità 2022 entro 30 giorni dalla sentenza". "I ritardi delle chiusure - rimarca - sono assurdi: il 2017 è stato chiuso nel 2025 dopo ben 8 anni Inoltre, con il Ce.Pa, il raggruppamento che mette insieme i patronati Inca, Inas, Ital e Acli, che da soli rappresentano oltre il 50% di tutta l'attività patrocinata in Italia e nel mondo, abbiamo avviato un gruppo di lavoro tecnico, per avanzare proposte: dalle attività svolte all’estero alla definizione di nuovi indicatori di qualità, dalla revisione delle tabelle ministeriali, a tutto quello che può essere utile per rafforzare la nostra rete di prossimità, senza escludere la possibilità di nuove attività". "Non a caso - fa notare - abbiamo intrapreso interlocuzioni con i Comuni italiani attraverso l’Anci e con le Regioni attraverso la Conferenza delle Regioni. Vogliamo evitare riforme affrettate, i patronati non sono semplici sportelli: rappresentano una rete di prossimità sociale che combatte solitudine, marginalità, isolamento nelle periferie e nelle aree interne del Paese. E' un valore costituzionale riconosciuto anche dalla Corte Costituzionale. Da quando siamo nati (e quest’anno a febbraio abbiamo compiuto ottant’anni) abbiamo contribuito all’emancipazione delle persone e più in generale della società e anche adesso abbiamo raccolto la sfida del cambiamento e vogliamo continuare a fare la nostra parte".
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Ddl Semplificazioni, Uap denuncia: "Rischio deregulation diagnostica"
(Adnkronos) - L'Italia rischia "una 'deregulation diagnostica' travestita da semplificazione". Lo denuncia la Uap, Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, che con il suo presidente Mariastella Giorlandino esprime "forte preoccupazione per l'approvazione in Senato del disegno di legge Semplificazioni che, pur perseguendo l'obiettivo di snellire procedure e accelerare i servizi, introduce nel settore sanitario misure che rischiano di compromettere la qualità e la sicurezza dell'assistenza ai cittadini". In particolare, "la norma che amplia le prestazioni sanitarie erogabili dalle farmacie rappresenta" per la Uap "una svolta impropria e pericolosa, poiché apre alla possibilità di eseguire test diagnostici e prestazioni di natura clinica in contesti privi dei requisiti di competenza, controllo e responsabilità propri della medicina di laboratorio". "Le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, in quanto operatori sanitari - spiega l'associazione - rientrano nel campo di applicazione della direttiva Ue 2022/2555 (NIS2) e del suo recepimento nazionale di cui al D.Lgs. n. 138/2024, con obblighi di sicurezza informatica, gestione del rischio e incident reporting, anche in ordine alla trasmissione dei dati sensibili al fascicolo sanitario elettronico (Fse). Le farmacie, di contro, pur erogando prestazioni analoghe e trattando dati sanitari sensibili, non sarebbero soggette a tali vincoli". Ma "chi tutela la riservatezza dei dati di un cittadino affetto da patologie i cui dati vengono trasmessi dalle farmacie alle Asl o addirittura in telemedicina?", chiede Uap. "Come verrà considerata 'applicazione della direttive Ue sulla sicurezza informativa nei confronti delle farmacie?", aggiunge l'Unione ambulatori "considerando, peraltro, che il mancato adempimento a tali norme per le strutture sanitarie private accreditate può essere causa di risoluzione del rapporto con il Ssr e/o di mancata assegnazione del budget Ssr nel 2026". "La salute non può essere trattata come un ambito di semplificazione burocratica - dichiara Giorlandino - Ogni prestazione diagnostica comporta atti medici, responsabilità professionali e standard di qualità che le farmacie, per loro natura, non possono garantire. Siamo di fronte a un intervento che appare più il frutto di un'azione lobbistica che di una riflessione sulla qualità del servizio erogato". Uap ribadisce che "non si fa sanità con le semplificazioni: la tutela della salute richiede qualità, appropriatezza e sicurezza, non scorciatoie normative o esperimenti dettati da interessi di categoria".
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MSI Titan 18 HX A14VHG: la recensione
(Adnkronos) - Il MSI Titan 18 HX A14VHG non è semplicemente un laptop da gaming; è una dichiarazione di forza, progettata per eliminare ogni compromesso nell'esperienza di gioco su piattaforma mobile. Questo modello rientra nella categoria dei "Desktop Replacement" (DR), che definisce notebook costruiti per offrire potenza, prestazioni e funzionalità paragonabili a quelle di un PC desktop fisso di fascia alta, sacrificando in parte la portabilità e l'autonomia. Il Titan è destinato all'élite dei giocatori che esigono fluidità, risoluzione e stabilità assolute, con la flessibilità di poter spostare la propria postazione vincente. Il design dell'MSI Titan 18 HX A14VHG è la rappresentazione fisica della sua potenza senza compromessi, dimenticando i sottili ultrabook; qui domina un'estetica imponente e aggressiva, tipica dei laptop di fascia enthusiast. Lo chassis da 18 pollici non è solo grande, ma è costruito con materiali di alta qualità che ne garantiscono la robustezza e un'efficace dispersione del calore. Le linee sono audaci, con sfoghi d'aria pronunciati per la presenza dell'avanzato sistema di raffreddamento Cooler Boost Titan. L'obiettivo primario del design non è la portabilità, ma la massima efficienza termica e una presenza visiva che afferma l'identità di desktop replacement.
L'ergonomia e l'efficacia in gioco trova il suo culmine nella tastiera, uno degli elementi più distintivi del Titan. Questo modello è infatti equipaggiato con una tastiera meccanica di altissima gamma, realizzata in collaborazione con SteelSeries e dotata di switch Cherry MX. L'esperienza di gaming e digitazione è nettamente superiore a quella offerta da qualsiasi tastiera a membrana standard: la corsa dei tasti è precisa, il feedback tattile è immediato e la velocità di attuazione è ottimizzata per il gioco competitivo, offrendo un'affidabilità fondamentale per gli eSports. Naturalmente, una tastiera di questo calibro vanta la retroilluminazione RGB per tasto, che consente una personalizzazione estetica virtualmente illimitata tramite il software MSI Center. Questa combinazione di design massiccio e periferiche di input meccaniche di precisione assicura che l'interazione con il Titan sia tanto robusta quanto le sue prestazioni. Se l'MSI Titan 18 HX A14VHG rappresenta l'apice della potenza di calcolo mobile, è fondamentale chiarire che questa supremazia ha un costo, e non è solo monetario. Parliamo di peso e portabilità, categorie in cui il Titan accetta di fare un passo indietro per garantire prestazioni ineguagliabili. Con un display da 18 pollici, un sistema di raffreddamento iper-dimensionato (il già citato Cooler Boost Titan) e lo chassis necessario per contenere core e chip al massimo TGP, il peso del laptop si attesta inevitabilmente oltre i 3 kg, senza contare l'alimentatore, spesso un vero e proprio "mattone energetico" anch'esso degno di nota.
Il Titan non è concepito per il pendolarismo quotidiano. È il classico desktop replacement che, per quanto mobile, richiede una borsa dedicata e una schiena robusta. Non aspettatevi di estrarlo in aereo per una sessione di gioco improvvisata; la sua missione è trasformare qualsiasi tavolo in una war station imbattibile. È l'equivalente digitale del portare con sé un'intera postazione fissa, ma con la comodità di un singolo cavo.
L'altro inevitabile compromesso riguarda la durata della batteria. L'autonomia è il tallone d'Achille di qualsiasi laptop da gaming di fascia estrema, a causa della voracità energetica della RTX 4080 e dell'i7-14700HX sotto sforzo. Sebbene l'efficienza della CPU ibrida consenta un'autonomia gestibile per le attività leggere, il vero punto è che, per liberare la potenza che giustifica il suo prezzo, il Titan deve essere preferibilmente collegato alla rete elettrica. L'efficacia del sistema di raffreddamento è senza dubbio il pilastro su cui si regge l'intera architettura del Titan, giustificando le sue dimensioni imponenti. Per gestire il calore generato dai componenti full-power – in particolare la CPU i7-14700HX e la RTX 4080 spinta a 175W di TGP – l'MSI Titan 18 HX sfrutta il suo avanzato sistema Cooler Boost Titan. Questo sistema è una vera e propria soluzione ingegneristica che include tipicamente più ventole con pale sottili e un complesso reticolo di heat pipe dedicate, spesso coadiuvato da una Vapor Chamber (Camera di Vapore) per massimizzare la velocità di trasferimento termico.
Il design ottimizzato e l'ampio chassis lavorano in tandem per garantire che il thermal throttling sia ridotto al minimo anche durante lunghe sessioni di gioco. Sebbene la rumorosità delle ventole sia inevitabilmente elevata quando il sistema è sotto sforzo massimo, la capacità di mantenere le prestazioni al picco in modo costante è il vero segno distintivo di un Desktop Replacement, assicurando che il giocatore non subisca cali di framerate critici.
Il display è un altro elemento centrale per l'esperienza premium offerta dal Titan. Il pannello da 18 pollici QHD+ (2560x1600) offre una superficie visiva ampia, cruciale per l'immersività e per la produttività. La qualità dell'immagine è eccezionale grazie alla risoluzione QHD+, che garantisce una densità di pixel perfetta per un display di queste dimensioni, mantenendo i dettagli nitidi senza il carico eccessivo del 4K. Ancora più importante per il gaming competitivo è il refresh rate di 240 Hz. Questo refresh rate elevatissimo, supportato pienamente dalla RTX 4080 (come dimostrato dagli FPS stimati in titoli come Fortnite), assicura una fluidità ineguagliabile e un'estrema reattività, riducendo l'effetto motion blur e garantendo che il giocatore veda l'azione con il minimo ritardo. La finitura Anti-Glare è il tocco finale, mitigando i riflessi ambientali per un'esperienza di gioco più confortevole in qualsiasi condizione di luce.
Scheda Grafica (GPU) e Processore (CPU): la doppia colonna portante
Il motore di prestazione del MSI Titan 18 HX A14VHG risiede nella equilibrata calibrazione di due componenti di punta: la NVIDIA GeForce RTX 4080 e l'Intel Core i7-14700HX.
La RTX 4080 in questa configurazione non è una versione depotenziata. Nello chassis spazioso del Titan, opera con un TGP (Total Graphic Power) massimizzato a 175W, sfruttando appieno il potenziale della serie Ada Lovelace di NVIDIA. Questa erogazione di potenza è essenziale per il concetto di Desktop Replacement, garantendo che la GPU possa sostenere frequenze operative elevate e gestire carichi complessi come il Ray Tracing e le simulazioni fisiche avanzate. La RTX 4080 è la chiave per raggiungere e mantenere i framerate necessari per sfruttare il display QHD+ a 240 Hz, supportando inoltre tecnologie cruciali come il DLSS 3 con Frame Generation, che aumenta artificialmente la fluidità senza compromettere la qualità visiva.
A bilanciare l'enorme potenza grafica interviene il processore Intel Core i7-14700HX di 14a generazione. Questo non è un semplice processore per laptop, ma una CPU di classe desktop con architettura ibrida, dotata di ben 20 core e 28 thread (grazie alla combinazione di P-Cores e E-Cores).
L'i7-14700HX assolve a due compiti fondamentali:
eliminare i colli di bottiglia. L'i7-14700HX assicura che la RTX 4080 sia sempre alimentata con i dati necessari, garantendo che i framerate rimangano stabili e vicini al picco massimo possibile.
In più per gli utenti che non si limitano al solo gioco, la mole di core disponibili gestisce con disinvoltura carichi paralleli come lo streaming su Twitch o YouTube, l'esecuzione di software di editing video o la compilazione di codice in background.
Questa sinergia tra la GPU full-power e la CPU multi-core di classe desktop definisce la superiorità prestazionale del Titan 18 HX rispetto ai laptop più sottili. La RAM e l'Archiviazione sul MSI Titan 18 HX A14VHG rappresentano il completamento di un'architettura da vera workstation mobile: con ben 64 GB di RAM DDR5 ad alta velocità, il sistema offre una quantità di memoria eccezionale che garantisce una fluidità e una reattività assolute, ideali non solo per i gamer più esigenti ma anche per i creator che utilizzano software di editing complessi, eliminando di fatto ogni potenziale bottleneck. A ciò si aggiunge una capacità di archiviazione monumentale distribuita su tre slot SSD M.2 PCIe, per un totale di 3 TB, che assicura velocità di caricamento fulminee, riducendo drasticamente i tempi di attesa e offrendo spazio illimitato per ospitare intere biblioteche di giochi e file multimediali senza preoccupazioni. Le prestazioni di gioco confermano poi la superiorità di questa configurazione: grazie alla potenza certificata della NVIDIA GeForce RTX 4080 con TGP massimizzato e all'ampio bandwidth della CPU i7-14700HX, il Titan 18 HX è perfettamente calibrato per offrire un'esperienza ottimale in QHD+ (1440p), massimizzando il refresh rate del display a 240 Hz. Nei titoli eSport come Fortnite, l'impostazione su Epic (massime) con Ray Tracing attivo genera FPS stimati tra 170 e oltre 220, confermando prestazioni eccezionali cruciali per sfruttare appieno i 240 Hz del pannello; in simulatori di guerra intensi come Battlefield 6, anche con settaggi Ultra/Massime in QHD+, il framerate si mantiene fluido e stabile tra i 130 e 170 FPS, gestendo scenari multiplayer complessi e Ray Tracing senza registrare crolli significativi. Per quanto riguarda titoli come Minecraft, le prestazioni rimangono eccellenti anche con carichi di Ray Tracing pesante e DLSS attivo, attestandosi tra i 110 e 150+ FPS, trasformando il gioco in una vetrina grafica grazie all'illuminazione realistica, mentre in Genshin Impact, le performance sono così elevate da superare il limite del gioco, garantendo oltre 120 FPS con la GPU che opera in modo efficiente a basso carico, dimostrando la notevole riserva di potenza della RTX 4080 che, nel Titan 18 HX, assicura che il laptop superi stabilmente la soglia critica dei 120 FPS nei giochi Tripla A più recenti in QHD+, confermandosi una desktop replacement senza rivali per fluidità e qualità visiva. Sebbene molti gamer professionisti si affidino a cuffie dedicate, la qualità del sistema audio integrato è cruciale per l'immersione e per l'utilizzo del laptop come centro multimediale. I modelli MSI Titan di fascia alta eccellono in questo campo, spesso grazie a collaborazioni con specialisti del suono come Dynaudio. Il Titan 18 HX tipicamente vanta una configurazione audio complessa, che può includere più altoparlanti (spesso un sistema a 6 speaker o più), con woofer dedicati per i bassi e tweeter per le alte frequenze. Questa architettura offre un suono più ricco, dettagliato e potente rispetto alla media dei laptop da gaming, garantendo un'ottima spazialità sonora fondamentale per percepire la direzione dei nemici nei giochi e per godersi film o musica con profondità. La presenza di un audio integrato di qualità, gestito da software dedicato Nahimic, migliora sensibilmente l'esperienza anche in assenza di periferiche esterne. La connettività è un elemento fondamentale per un Desktop Replacement, che deve sapersi interfacciare con periferiche, monitor esterni e reti ad alta velocità. Sul fronte wireless, il Titan è pronto per il futuro grazie alla presenza di Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4. Il Wi-Fi 7 offre velocità di trasferimento dati elevatissime e una latenza estremamente bassa (cruciale per il cloud gaming e lo streaming), mentre il Bluetooth 5.4 assicura connessioni stabili e veloci con headset e controller esterni. Sul fronte delle porte fisiche, la sua natura di DR si traduce in una ricchezza di opzioni: Porte Thunderbolt/USB-C: essenziali per la ricarica rapida, il trasferimento dati ultra-veloce e la connessione a hub o monitor 4K esterni. Porte USB-A: diverse porte per periferiche di gaming tradizionali (mouse, tastiera cablata). Uscita Video Dedicata: tipicamente una HDMI 2.1 che supporta l'uscita a monitor esterni ad altissimo refresh rate (fino a 4K@120Hz o QHD@240Hz). Porta Ethernet Veloce: cruciale per la connessione cablata stabile e a bassa latenza, indispensabile per il gaming competitivo. Questa gamma completa di opzioni assicura che il Titan 18 HX possa fungere da centro nevralgico della postazione, gestendo tutte le periferiche e le necessità di rete senza bisogno di adattatori aggiuntivi. Il Titan non è per chi cerca leggerezza, ma per chi esige dominio prestazionale in ogni sessione. È un investimento significativo, ma garantisce un'esperienza di gioco in QHD+ a 240 Hz e una stabilità provata poche volte.
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