AI per gli uccelli: il riconoscimento facciale per la conservazione della biodiversità in Cina
(Adnkronos) - Ogni inverno, il rituale migratorio porta decine di migliaia di gabbiani comuni dalla Siberia fino a Kunming, la "Città della Primavera" nella provincia cinese dello Yunnan. La consueta accoglienza da parte dei residenti si affianca quest'anno a un'infrastruttura tecnologica avanzata. Sul lago Dianchi, è stato infatti dispiegato un sistema di telecamere ad alta definizione e droni progettato per attivare un monitoraggio innovativo, basato su un metodo di "riconoscimento facciale per uccelli" potenziato dall'intelligenza artificiale. Questa tecnologia sta ridefinendo il rapporto tra uomo e natura, integrando profondamente l'AI nella protezione della fauna selvatica e creando un sistema di osservazione intelligente che supera i limiti dei metodi tradizionali. Dal mese di ottobre 2022, l'Istituto di Ricerca del Lago dell'Altopiano di Dianchi a Kunming ha implementato un programma di osservazione intelligente che, dopo due anni di monitoraggio continuo, ha già fornito dati cruciali. Il sistema ha rivelato, ad esempio, che l'arrivo dello stormo principale nel 2024 è avvenuto con circa 10 giorni di ritardo rispetto al 2022 e 2023. A differenza dell'osservazione manuale, il sistema sfrutta telecamere, droni, microfoni e algoritmi di deep neural network per identificare gli uccelli. Caratteristiche distintive come il piumaggio, le dimensioni del corpo e la forma del becco diventano "marcatori di identità" unici, consentendo l'identificazione delle specie in tempo reale, il conteggio della popolazione e la creazione di un archivio dinamico della avifauna locale. L'efficienza è notevolmente superiore. "In precedenza, il monitoraggio manuale della stessa area richiedeva almeno due ornitologi professionisti per un'intera giornata. Ora, il sistema AI compie la stessa operazione in poche ore con un'accuratezza del 90%, registrando simultaneamente dati comportamentali come l'alimentazione e il riposo," ha affermato Pan Min, vicedirettore dell'istituto. I metodi tradizionali, basati sull'osservazione umana, erano ad alta intensità di lavoro, richiedevano competenze elevate e faticavano a garantire una precisione costante. L'integrazione dell'AI sta ora guidando una vera e propria trasformazione digitale nel censimento degli uccelli in tutta la Cina.
A Kunming, il sistema ha già identificato 17 specie di uccelli, costruendo un database con centinaia di migliaia di immagini, video e registrazioni audio. Il team ha inoltre implementato sistemi di riconoscimento acustico in grado di identificare specie come l'airone notturno e la gazza attraverso le loro firme vocali uniche. Secondo Zhang Zhizhong, ingegnere dell'istituto, l'AI permette non solo di monitorare i cambiamenti a lungo termine nelle comunità di uccelli, ma anche di studiare i modelli di attività e le rotte migratorie, fornendo dati vitali per valutare la salute ecologica delle zone umide. La validità di questa tecnologia è stata confermata da un articolo pubblicato dal team di ricerca sul Journal of Environmental Management nel maggio 2025. L'uso del monitoraggio AI si sta espandendo oltre Kunming. Nel Parco Nazionale delle Zone Umide di Shuangguihu a Chongqing e nella Riserva Naturale Nazionale del Delta del Fiume Giallo nella provincia dello Shandong, sistemi simili stanno già fornendo un robusto supporto dati per la gestione delle riserve, registrando migliaia di uccelli, tra cui cicogne bianche orientali e cigni selvatici. "L'uso di mezzi tecnologici ci permette di comprendere e proteggere la natura in modo più scientifico e delicato," ha dichiarato Zhang. Ha aggiunto che l'introduzione di questi sistemi, oltre a minimizzare il disturbo umano, "risolve le carenze dei dati incompleti e imprecisi insite nei metodi tradizionali, creando così nuove possibilità per la conservazione della biodiversità."
Immagine di cover. L'immagine di monitoraggio, non datata, mostra il sistema di "riconoscimento facciale per uccelli" basato sull'IA mentre identifica i gabbiani comuni e altri volatili a Kunming, nella provincia dello Yunnan, nel sud-ovest della Cina. (Istituto di Ricerca del Lago dell'Altopiano di Dianchi di Kunming/Materiale fornito tramite Xinhua)
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PlayStation 6, Sony e AMD svelano i primi dettagli sulla nuova generazione di console
(Adnkronos) - La prossima console Sony, la PlayStation 6, è ancora a qualche anno di distanza, ma i primi segnali su ciò che bolle in pentola sono già arrivati. A parlarne è stato Mark Cerny, lead architect di PS5 e PS5 Pro, in un video pubblicato su YouTube insieme a Jack Huynh, vicepresidente senior e general manager del gruppo computing & graphics di AMD. Nel filmato, i due hanno discusso per quasi dieci minuti delle nuove tecnologie grafiche co-sviluppate tra le due aziende, sottolineando tuttavia che si tratta ancora di soluzioni sperimentali, “solo in simulazione” al momento. Al centro della collaborazione c’è un obiettivo chiaro: superare i limiti attuali del rendering e delle tecniche di upscaling, ray tracing e path tracing che rendono i mondi di gioco sempre più realistici. “L’approccio attuale ha raggiunto il suo limite”, ha ammesso Cerny, spiegando come Sony e AMD stiano integrando nel futuro hardware componenti della nuova architettura RDNA. Huynh ha quindi presentato i nuovi Radiance Cores, unità dedicate alla gestione di ray tracing e path tracing, analoghe ai RT Cores di Nvidia. Queste nuove componenti promettono un notevole incremento di velocità e una distribuzione più efficiente del carico di lavoro, liberando risorse per l’elaborazione di shader e texture. La tecnologia troverà spazio non solo nella prossima PlayStation, ma anche nelle future GPU desktop AMD e, con tutta probabilità, anche nei futuri progetti Xbox che condividono lo stesso partner tecnico. Un altro aspetto cruciale riguarda l’upscaling AI. AMD sta perfezionando il suo sistema FSR Redstone, che integra metodi di caching neurale come il Neural Radiance Caching, per migliorare la resa visiva senza sacrificare le prestazioni. A ciò si aggiunge un’importante evoluzione sul fronte della compressione dei dati: la tecnica “Delta Color Compression” utilizzata su PS5 lascerà il posto alla nuova Universal Compression, capace di comprimere qualsiasi elemento della pipeline grafica. Il risultato, secondo Huynh, sarà una GPU in grado di offrire “più dettaglio, frame rate più elevati e maggiore efficienza”. L’efficienza, del resto, sembra essere una parola chiave anche in ottica portatile. Molti osservatori vedono in questi sviluppi un possibile collegamento con il chiacchierato handheld PlayStation in fase di sviluppo. La riduzione dello stress sulle GPU e i nuovi sistemi di gestione dell’energia, come la recente modalità Power Saver introdotta su PS5, sarebbero elementi perfettamente compatibili con una console portatile di nuova generazione.
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Dungeon Crawler Carl, il fenomeno del LitRPG arriva in Italia
(Adnkronos) - Dopo aver conquistato milioni di lettori e ascoltatori nel mondo, Dungeon Crawler Carl sbarca finalmente in Italia. L’universo creato dallo scrittore americano Matt Dinniman, già diventato un cult internazionale del genere LitRPG (Literary Role Playing Game), sarà disponibile dal 14 ottobre in doppio formato: audiolibro in esclusiva su Audible.it e romanzo pubblicato da Mercurio Books. In un futuro improvvisamente collassato, la Terra si trasforma in un enorme dungeon sotterraneo di diciotto livelli, popolato da creature mostruose, trappole e tesori. A sopravvivere è Carl, ex membro della Guardia Costiera, accompagnato dall’inseparabile e regale gatta Princess Donut. In un universo dove l’unica regola è intrattenere un pubblico alieno per ottenere preziose loot box, ogni scelta diventa una questione di vita o di “game over”. Dinniman mescola fantasy, azione e satira sociale per costruire un racconto che parla tanto di eroismo quanto di resistenza, trasformando la lotta per la sopravvivenza in una riflessione sull’intrattenimento e sulla natura umana. A dare voce ai protagonisti dell’audiolibro ci sono Gianandrea Muià, nei panni del protagonista umano, e Arianna Craviotto, interprete della sofisticata e pungente Donut. “Giocare di ruolo e raccontare storie sono due delle mie più grandi passioni, e poter prestare la voce a un libro che le unisce è un piacere immenso,” racconta Muià. “Carl è un personaggio astuto, sfrontato, ma con un grande cuore. Entrare nella sua psiche, nel suo modo di reagire al caos, è stato affascinante. Spero che la mia interpretazione renda giustizia al mondo creato da Dinniman.” Craviotto aggiunge: “Dare voce a Princess Donut è stata un’esperienza fantastica. È una gatta principessa elegante, ironica e un po’ snob: mi sono divertita a giocare con i suoi toni e a renderla viva. Le sue battute con Carl sono irresistibili, e non vedo l’ora che gli ascoltatori italiani scoprano quanto sia divertente.” Per celebrare il debutto italiano, Audible organizza un incontro esclusivo al Lucca Comics & Games 2025. L’appuntamento è per sabato 2 novembre alle 10:30 presso l’Auditorium San Girolamo, dove l’autore Matt Dinniman incontrerà il pubblico insieme con Gianandrea Muià e Arianna Craviotto. Moderato da Christian Zoltar Bellomo, l’evento offrirà letture dal vivo, curiosità sulla serie e un’immersione nel mondo di Dungeon Crawler Carl.
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Scoperta astronomica INAF: l'immagine più nitida di un arco gravitazionale
(Adnkronos) - Grazie a uno sforzo congiunto che ha coinvolto una rete mondiale di radiotelescopi, tra cui la parabola dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) a Medicina (vicino a Bologna), un team internazionale ha riscritto un nuovo capitolo nell'osservazione delle galassie remote. L'applicazione della tecnica di interferometria a lunga base (VLBI) e lo studio delle cosiddette lenti gravitazionali hanno prodotto due risultati rivoluzionari, pubblicati rispettivamente su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e su Nature Astronomy
: l'immagine radio più definita di un arco gravitazionale e l'identificazione del più piccolo oggetto celeste mai rilevato a distanze cosmologiche unicamente tramite l'effetto della gravità. I risultati aprono prospettive inedite sull'indagine delle galassie lontane e, soprattutto, della sfuggente materia oscura. Il fenomeno della lente gravitazionale, come previsto dalla teoria della relatività generale di Einstein, si verifica quando una massa imponente curva lo spazio-tempo, deviando la luce o la radiazione proveniente da una sorgente più distante. Lo studio si è concentrato sulla lente gravitazionale JVAS B1938+666, un sistema in cui una galassia ellittica massiccia, situata a circa 6,5 miliardi di anni luce, deforma la radiazione di una radiosorgente posta a oltre 11 miliardi di anni luce. Per ottenere un dettaglio estremo, è stata impiegata la tecnica VLBI (Very Long Baseline Interferometry), che ha collegato 22 radiotelescopi a livello globale, inclusi l'European VLBI Network, il Very Long Baseline Array americano e il Green Bank Telescope. La parabola da 32 metri "Gavril Grueff" di Medicina, gestita dall'INAF, è stata parte integrante di questa rete. La correlazione dei dati, gestita presso JIVE, ha permesso di simulare un'unica antenna virtuale con un diametro pari alla distanza tra le parabole più distanti, raggiungendo una risoluzione pari a un millesimo di secondo d'arco. Questa risoluzione equivale a distinguere strutture grandi appena una trentina di anni luce alla distanza della radiosorgente.
Le osservazioni, durate 14 ore alla frequenza di 1,7 GHz, hanno svelato "un arco gravitazionale sottilissimo e quasi completo, il più definito mai osservato con questa tecnica
."
Immagine in falsi colori dell'arco gravitazionale del sistema JVAS B1938+666 osservato alla frequenza radio di 1,7 GHz con la tecnica VLBI. Crediti: J. P. McKean et al. / MNRAS 2025
Attraverso la modellazione estremamente precisa della distribuzione di massa della galassia-lente, il team è riuscito a ricostruire la morfologia reale della radiosorgente di sfondo. I risultati indicano che la sorgente remota, a 11 miliardi di anni luce, è una struttura compatta e simmetrica coerente con una fase giovanile di attività di un buco nero supermassiccio. La struttura appare estesa per circa 2000 anni luce, priva di un nucleo centrale evidente, ma caratterizzata da due regioni di emissione radio brillanti ai bordi. "Questo articolo è il primo di una serie e presenta le osservazioni VLBI, che sono state particolarmente complesse," ha commentato la ricercatrice INAF e co-autrice dello studio, Cristiana Spingola. Il coordinatore delle osservazioni, John McKean dell'Università di Groningen, ha aggiunto che "fin dalla prima immagine ad alta risoluzione, abbiamo immediatamente notato una certa anomalia nell'arco gravitazionale, segno rivelatore che eravamo sulla buona strada."
L'anomalia riscontrata nell'arco gravitazionale, una sottile distorsione, è diventata la firma inequivocabile di una scoperta ancora più sorprendente. Basandosi sullo stesso complesso set di dati VLBI, un secondo studio ha portato all'identificazione del più piccolo oggetto mai individuato nell'Universo lontano grazie al solo effetto della forza di gravità.
Immagine in falsi colori della sorgente compatta con massa pari a 1 milione di soli, identificata nello studio pubblicato su Nature Astronomy. Crediti: D. M. Powell, et al. / Nature Astronomy
Sviluppando nuovi algoritmi avanzati per l'analisi dei dati, il team ha identificato una concentrazione di massa addizionale, probabilmente alla stessa distanza della galassia-lente (6,5 miliardi di anni luce), con una massa di circa un milione di Soli. Questo valore è di gran lunga inferiore ai mille miliardi tipici di una galassia. La scoperta è rivoluzionaria: "È la prima volta che un oggetto di massa così ridotta viene rilevato a una distanza cosmologica basandosi unicamente sul suo effetto gravitazionale," ha affermato Spingola.
Cristiana Spingola, co-autrice dello studio e ricercatrice INAF presso l'Istituto di Radioastronomia, Bologna. Crediti: INAF
Questa piccola massa rappresenta la prova dell'esistenza di oggetti troppo deboli e compatti per essere osservati direttamente, e la sua identificazione è considerata un "test cruciale per comprendere la natura della materia oscura." L'oggetto potrebbe essere un alone di materia oscura, un ammasso stellare compatto o una piccola galassia nana spenta. Come ha sottolineato Simona Vegetti dell'Istituto Max Planck per l'astrofisica, "Ci aspettiamo che ogni galassia, compresa la nostra Via Lattea, sia piena di ammassi di materia oscura, ma trovarli e convincere la comunità scientifica della loro esistenza richiede un'enorme quantità di calcoli." Se ulteriori analisi e la ricerca di altri casi simili dovessero confermare la presenza di corpi oscuri di questa scala, alcune teorie consolidate sulla natura della materia oscura potrebbero essere definitivamente escluse, aprendo nuove frontiere per la cosmologia. Immagine di Cover. Sovrapposizione dell'emissione infrarossa (in bianco e nero) con l'emissione radio (a colori) dell'arco gravitazionale del sistema JVAS B1938+666. L'oggetto oscuro e di piccola massa si trova nel vuoto nella parte luminosa dell'arco sul lato destro. Crediti: Keck/EVN/GBT/VLBA/John McKean
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Battlefield 6: recensione e hype trailer
(Adnkronos) - Dopo anni di attesa e un’Open Beta che aveva lasciato qualche ombra, Battlefield 6 è finalmente arrivato, data d'uscita prevista per il 10 ottobre 2025. Abbiamo messo alla prova il titolo più ambizioso e costoso di sempre per EA sul nostro desktop replacement di riferimento, l'MSI Titan 18 HX A14VHG (con RTX 4080 e display QHD+ 240Hz), per valutare se il caos della guerra next-gen sia all'altezza delle aspettative tecniche e di gameplay.
Il cuore pulsante di Battlefield 6 risiede nel suo comparto multiplayer, che ha saputo ascoltare le richieste della community e tornare alle sue gloriose radici, ma con una veste moderna e tecnicamente impeccabile. La All-Out Warfare è la protagonista, un teatro di guerra su scala massiccia che, sui display ad alto refresh rate come quello del MSI Titan 18 HX (240 Hz), si traduce in un caos gestibile e altamente reattivo. Il framerate costante, garantito dalla RTX 4080 o superiori, è essenziale per dominare in queste modalità. La struttura portante del multiplayer si basa su una triade di modalità classiche potenziate, ciascuna fondamentale per l'esperienza bellica su larga scala. Il fulcro è Conquest, l'iconico scontro che getta nella mischia tank, jet, elicotteri e fanteria, dove il coordinamento di squadra si rivela cruciale per la cattura e il mantenimento degli obiettivi distribuiti sulla mappa. A questa si affianca Breakthrough, una modalità push-and-pull intensa: qui gli attaccanti devono avanzare settore per settore, mentre i difensori cercano disperatamente di esaurire le vite limitate della fazione avversaria; è proprio in questa dinamica che molti hanno individuato l'esperienza Battlefield al suo massimo, per l'intensità strategica e il concentrato di fuoco che genera. Infine, non può mancare Rush, l'adrenalinica missione incentrata sull'attacco o la difesa dei Military Communication systems (M-COMs), dove l'uso strategico degli esplosivi da parte degli attaccanti e la prontezza nel disinnesco da parte dei difensori creano un gameplay teso e ravvicinato. La vera novità è Escalation, una modalità che condensa progressivamente l'azione. Man mano che gli obiettivi vengono conquistati, il campo di battaglia si restringe, spingendo il combattimento verso un climax di guerra totale per gli ultimi punti sulla mappa, un meccanismo che esalta il caos controllato tipico del franchise. Il sistema di classi (Assault, Engineer, Support, Recon) è tornato in piena funzione, mettendo fine all'approccio free-for-all e reintroducendo la necessità di ruoli specifici. Sebbene sia possibile personalizzare l'arsenale (Open Weapons), ogni classe dispone di Signature Weapon sets che massimizzano l'efficacia del ruolo. Il gameplay di squadra è incentivato da un nuovo sistema di Training che sblocca trait aggiuntivi, ricompensando i giocatori che si attengono all'obiettivo: l'Assault ottiene un buff alla velocità di estrazione, il Support può rianimare i compagni più velocemente (in 2.5 secondi) e il Recon può richiamare un UAV per lo spotting passivo. L'equilibrio tra classi è stato un punto focale sin dall'uscita, con un feedback che indica come la classe Support sia eccezionalmente forte per la sua utilità multi-ruolo. Il Kinesthetic Combat System è una rivoluzione per il movimento. Le nuove azioni come Drag and Revive (trascinare un alleato ferito fuori dalla linea di fuoco), Peek and Lean (sporgersi dagli angoli) e Mounting Weapons (stabilizzare la mira sulla copertura) aggiungono un livello di controllo e realismo tattico mai visto prima nella serie. Parallelamente, la Tactical Destruction è stata perfezionata. La distruzione degli ambienti è più reattiva e precisa e non è solo un effetto scenico: è una dinamica di gameplay cruciale. La Distruzione Tattica è l'elemento fondamentale che distingue l'esperienza di Battlefield 6 e la eleva oltre il concetto di semplice spettacolarità. La tecnologia è stata ottimizzata per essere più reattiva e precisa che mai, trasformando l'ambiente in un vero e proprio strumento strategico a disposizione del giocatore.
Ecco il launch hype trailer pubblicato da Electronic Arts
Non si tratta più solo di far crollare un intero grattacielo (fenomeno noto come Levolution nei capitoli precedenti), ma di gestire la micro-distruzione con finalità strategiche immediate. Dal crollo al vantaggio tattico. Su piattaforme ad alte prestazioni come l'MSI Titan 18 HX, la resa di questo caos è fondamentale. La capacità della RTX 4080 di mantenere un framerate elevato (oltre i 130 FPS in QHD+) garantisce che l'impatto visivo sia non solo mozzafiato, con edifici che si sbriciolano e detriti che piovono dal cielo, ma soprattutto fruibile in tempo reale. Assistere a un edificio che collassa e si trasforma in detriti, tuttavia, non è solo spettacolare, è un elemento tattico utilizzabile per creare nuove linee di tiro o negare la copertura ai cecchini, cambiando il flusso della battaglia in un istante. Il multiplayer di Battlefield 6 è un trionfo ingegneristico e ludico che, pur necessitando di piccole limature al bilanciamento post-lancio, fornisce le basi per un'esperienza di guerra virtuale senza pari, destinata a definire il genere negli anni a venire.
Il gameplay, infatti, subisce una vera e propria trasformazione grazie a questa dinamica distruttiva, elevando la componente strategica del conflitto. Le implicazioni tattiche sono immediate: la più evidente è la negazione della copertura, dove cecchini e squad rintanate possono essere espulsi dalla loro postazione con un colpo ben piazzato di RPG o un proiettile di carro armato, rimuovendo letteralmente il loro riparo. Questa capacità di manipolazione ambientale si estende all'apertura di nuovi varchi: i muri non sono più barriere assolute; un Engineer può creare nuove linee di tiro attraverso un edificio o, in modo più spettacolare, un carro armato può aprire una scorciatoia abbattendo una sezione di muro per sorprendere il nemico. Infine, le esplosioni non si limitano a lasciare buchi, ma modellano il terreno e l'ambiente urbano, determinando il controllo del territorio e costringendo i giocatori a un costante riadattamento strategico basato sulle rovine lasciate dal conflitto. In sintesi, la distruzione tattica in Battlefield 6 è una dinamica di gameplay profondamente integrata. È l'arma che garantisce che nessuna battaglia sia mai uguale alla precedente, poiché lo stesso campo di battaglia evolve e si deteriora in base alle azioni dei giocatori, fornendo uno stato di immersione e strategia che solo la serie Battlefield è in grado di offrire. Al lancio, Battlefield 6 offre un totale di nove mappe progettate per abbracciare l'intera scala della All-Out Warfare, fornendo ambienti vasti e tatticamente diversi che spingono al limite la Distruzione Tattica. Il tour parte dalla Mirak Valley, un vasto e iconico scenario che funge da mappa più grande in assoluto, ideale per il multiplayer su larga scala dove ogni tipo di veicolo – dai tank ai jet – può trovare il proprio ruolo. Il conflitto si sposta poi in Egitto con un dittico urbano: Siege of Cairo e New Sobek City. La prima si concentra sull'intenso combattimento di fanteria supportato dai tank nelle strade urbane strette, mentre la seconda è ambientata in un frenetico cantiere edile, un campo di battaglia in continua evoluzione a causa della distruttibilità ambientale. Non mancano gli scontri ambientati in Nord America: Manhattan Bridge offre un all-out war dove il close-quarters gunplay si fonde con gli assalti degli elicotteri e una distruzione su vasta scala cruciale per alterare il flusso della battaglia, mentre Liberation Peak e Empire State (con la sua variante stagionale ghiacciata, Ice Lock Empire State) garantiscono layout complessi che supportano tutte le dimensioni di combattimento. A completare l'offerta ci sono la mappa Gibraltar, costruita per un combattimento ravvicinato e urbano più intenso, e due ritorni che faranno la gioia dei veterani: la Iberian Offensive e l'immancabile Operation Firestorm, il remake della classica mappa petrolifera di Battlefield 3, qui riproposta in un ambiente in fiamme che spinge i giocatori alla convergenza e al conflitto ravvicinato. Ogni mappa è stata calibrata per supportare l'azione dinamica e le varie modalità, garantendo che Conquest utilizzi l'intera estensione del territorio e che Rush si concentri in tasche più piccole e oggettivamente definite. Se il multiplayer tradizionale assicura il successo immediato di Battlefield 6, la modalità Portal è la vera promessa di longevità illimitata e creatività. Non si tratta di una semplice custom lobby, ma di un Sandbox Builder Tool diversificato che permette a creator e giocatori di riscrivere le regole della guerra. Portal offre un livello di controllo senza precedenti sull'esperienza di gameplay. I giocatori possono manipolare variabili estreme per creare scenari unici:
Asimmetria Totale: è possibile impostare match con squadre asimmetriche, sia per il numero di giocatori (ad esempio 20 contro 50) sia per la dotazione. Un esempio classico è la creazione di team armati solo di pistole contro team che hanno accesso a tank e jet.
Manipolazione Ambientale: il sistema offre strumenti per muovere, scalare e duplicare oggetti all'interno delle mappe, consentendo ai creator di costruire percorsi a ostacoli, fortificazioni complesse o persino ambienti completamente nuovi per modalità inusuali.
Scripting Avanzato: i creator più ambiziosi possono spingersi fino allo scripting NPC (personaggi non giocanti) per simulare esperienze single player o horde mode con un'intelligenza artificiale personalizzata. Il risultato è un ecosistema che supporta una varietà di gameplay impressionante: dal puzzle arcade allo shooter arena ultra-hardcore, fino alle wave-based survival che ricordano i classici zombie mode. Un aspetto cruciale di Portal è la sua perfetta integrazione con la progressione del gioco principale. L'esperienza EXP è disponibile anche nelle Verified Community Experiences, incoraggiando i giocatori a esplorare il sandbox senza timore di perdere tempo prezioso per lo sblocco di armi e gadget. La potenza di questo editor non è fine a sé stessa, ma è un chiaro segnale dell'impegno di Battlefield Studios nel far evolvere il gioco assieme alla sua community. Portal è la piattaforma che permette ai gamer di intercettare le frustrazioni di altri shooter e ricreare le "regole d'oro" dei vecchi Battlefield (come i match con armi chiuse per classe), garantendo che l'esperienza rimanga fresca e rilevante per gli anni a venire. Nonostante la maestosità tecnica del comparto multiplayer, Battlefield 6 include una breve esperienza in singolo. Questa sezione serve principalmente a introdurre il contesto geopolitico del conflitto, stabilendo le fazioni (NATO contro la corporazione Pax Armata) e le motivazioni che guidano la guerra nel 2027. La Campagna, da affrontare in singolo, segue le vicende della squadra d'élite Dagger 13 attraverso nove missioni che si svolgono in scenari come l'Egitto e New York. Sebbene lo shooting e l'impatto grafico siano in linea con l'eccellenza della serie, l'esperienza è più breve rispetto alle aspettative e va considerata un'aggiunta che fornisce una cornice alla guerra totale che si combatte online, piuttosto che un motivo d'acquisto autonomo.
Battlefield 6 è un gioco che colpisce immediatamente per la sua spettacolarità e la sua grafica eccezionale. Dimenticate i limiti: ogni scontro è concepito per essere un'epica battaglia cinematografica su larga scala, dove centinaia di soldati, carri armati ed elicotteri si affrontano contemporaneamente, spingendo al massimo l'impatto visivo e sonoro.
Ma la vera magia è il gameplay fluido e reattivo. Nonostante il caos visivo e le esplosioni che riempiono lo schermo, l'azione non si blocca mai, permettendo ai giocatori di muoversi, sparare e reagire con una precisione incredibile. Il gioco introduce un nuovo e intuitivo sistema di movimento (Kinesthetic Combat System) che ti fa sentire completamente padrone del soldato, rendendo ogni manovra tattica, come sporgerti dagli angoli o trascinare un alleato ferito, incredibilmente intuitiva. Con l'introduzione di nuove modalità mozzafiato come Escalation (che aumenta progressivamente l'intensità del caos) e lo strumento Portal (che ti permette di creare le tue personali regole di guerra), Battlefield 6 non è solo un bellissimo gioco da vedere e da sentire, ma una piattaforma che promette divertimento e novità per moltissimo tempo.
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Automotive Talks 2025 – Il futuro del sistema distributivo e della mobilità in Italia
(Adnkronos) - Si è svolto a Roma l'Automotive Talks, l’appuntamento che ha riunito istituzioni, associazioni e operatori del settore per un confronto aperto sul futuro della mobilità e sulle politiche europee legate alla transizione energetica. Al centro del dibattito, i modelli di alimentazione del futuro, il ruolo strategico del noleggio e le sfide che il sistema distributivo dovrà affrontare nei prossimi anni. Nel suo intervento, Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Federmotorizzazione, ha tracciato un quadro lucido e critico dell’attuale scenario europeo, sottolineando come le politiche ambientali e industriali abbiano finora trascurato la realtà del mercato. “Per comprendere la situazione attuale, ha spiegato, bisogna tornare al 2015, quando il Dieselgate, circoscritto a un solo costruttore, fu trasformato in un atto d’accusa contro l’intera motorizzazione diesel. Da lì prese forma un percorso ideologico che condusse al Green Deal del 2019 e alla decisione di vietare dal 2035 la vendita di veicoli endotermici. Una scelta che non nasce dal progresso tecnologico, ma da logiche politiche, e che oggi si rivela penalizzante per l’industria automobilistica europea.”
Buongiardino ha evidenziato come la penetrazione delle auto elettriche nel circolante europeo sia ancora limitata, appena l’1,5%, mentre la concorrenza asiatica, sostenuta da costi energetici inferiori e forti sussidi statali, stia erodendo la competitività delle case europee. “È necessario un cambio di rotta – ha proseguito – per restituire equilibrio e realismo al percorso verso la decarbonizzazione, valorizzando tutte le tecnologie disponibili.”
In questa prospettiva, il Presidente di Federmotorizzazione ha richiamato l’impegno dell’associazione a sostegno della neutralità tecnologica, principio oggi condiviso anche da diversi governi europei. L’evento ha confermato il ruolo di Federmotorizzazione come punto di riferimento per la rappresentanza delle imprese della filiera: dai concessionari di auto, moto e veicoli ricreazionali ai rivenditori di ricambi, pneumatici e prodotti nautici, fino alle attività di autorimessa e autoriparazione. La Federazione continua a farsi portavoce di un settore che contribuisce in modo determinante all’economia nazionale e che chiede oggi politiche industriali più equilibrate, inclusive e basate su una reale sostenibilità economica e ambientale.
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Giornata salute mentale, TikTok Italia insieme a Parole O_Stili e Polizia di Stato per #BodyNeutrality
(Adnkronos) - In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, TikTok Italia, Parole O_Stili e Polizia di Stato hanno presentato il manifesto #BodyNeutrality: una guida che invita a diffondere un linguaggio consapevole, inclusivo e libero da stereotipi e giudizi sui corpi. L’iniziativa è stata annunciata a Roma, nel truck 'Una vita da social' della Polizia Postale, allestito in Piazza della Cancelleria e aperto a istituzioni, creator, scuole superiori e cittadini e cittadine. Da cinque anni, ottobre è per TikTok il mese dedicato al benessere mentale, con iniziative e campagne dentro e fuori dall’app. Nel 2025 il focus è sulla 'body neutrality', un tema sempre più presente in app e al centro del dibattito sociale e istituzionale. TikTok "vuole essere non solo una finestra sul mondo e un ponte tra generazioni, ma anche un facilitatore di dialogo e cambiamento positivo, mettendo la propria community al centro per costruire una consapevolezza autentica e duratura. L’obiettivo non è contrapporsi o sostituirsi ad altri movimenti legati al corpo, ma favorire una riflessione comune su come le parole plasmino la percezione di sé e degli altri. Perché il modo in cui raccontiamo i corpi — i nostri e quelli degli altri — può liberare, accogliere e unire. La verità è che non esiste un solo modo per stare bene nella propria pelle, così come non esiste un solo modo per raccontarsi online", sottolinea la nota. Il manifesto #BodyNeutrality è stato sviluppato da Parole O_Stili – fondazione atta a promuovere una comunicazione responsabile dentro e fuori la rete – in collaborazione con TikTok Italia e Polizia Postale, il documento si fonda su quattro principi chiave racchiusi nella parola Body: Benessere: il corpo è casa, non apparenza; Originalità: ogni corpo è unico e irripetibile; Dimensione: il corpo è profondità, storia e relazione; You (Tu): il primo riconoscimento parte da sé stessi. Per diffondere il messaggio alla sua community italiana – che oggi conta oltre 23,9 milioni di utenti mensili – TikTok ha coinvolto creator come BigMama, Lara Speranza, Alessia Conte, Andrea Verde e Francesco Alioto, che hanno condiviso il loro punto di vista sul tema della body neutrality. Le loro testimonianze, intime e autentiche, si trasformano in racconti capaci di ispirare e accrescere la consapevolezza, contribuendo a rendere la conversazione online più inclusiva e rispettosa. Nel corso di tutto il mese di ottobre, la piattaforma dedicherà uno spazio speciale a #SaluteMentale e al Manifesto #BodyNeutrality: una sezione in-app che raccoglierà contenuti educativi, video e storie personali, ma anche strumenti pratici per il benessere digitale in generale, con consigli utili per affrontare le sfide della vita online in modo sicuro e con risorse per personalizzare la propria esperienza. "Ogni giorno su TikTok nascono voci e storie che alimentano conversazioni autentiche e inclusive. Dall’ascolto della nostra community è nato il Manifesto su Body Neutrality: un impegno concreto per promuovere un dialogo consapevole su un tema che tocca giovani e adulti, dentro e fuori dal web, anche in ambito scolastico e istituzionale. Insieme vogliamo trasformare questo concetto di neutralità in libertà di espressione e in un valore condiviso", ha spiegato Luana Lavecchia, responsabile relazioni istituzionali TikTok Italia e Grecia. “Parole O_Stili da sempre lavora sulle parole, e con il Manifesto Body Neutrality vogliamo sottolineare che le parole con cui raccontiamo il nostro corpo sono una forma di cura. Possono liberare o ferire, farci sentire a casa o farci sparire. Imparare a comunicare con rispetto e consapevolezza è il primo passo per cambiare la narrazione di noi stessi e di chi ci guarda. Con TikTok e la Polizia Postale condividiamo una sfida comune: cambiare la narrazione dei corpi per costruire una cultura del rispetto", ha evidenziato Rosy Russo, presidente e fondatrice di Parole O_Stili. "La Polizia Postale è impegnata ogni giorno per rendere Internet un luogo più sicuro. Partecipiamo con convinzione a questa iniziativa perché crediamo nell’importanza di promuovere l’autostima, l’accettazione di sé, il rispetto delle differenze e incoraggiare le persone a comunicare in modo sano e rispettoso. Ognuno ha diritto di sentirsi libero di esprimere la propria identità, senza il timore di essere giudicato o attaccato. Contrastare il cyberbullismo, i commenti offensivi, i contenuti discriminatori e i messaggi d’odio – spesso legati all’aspetto fisico o alla percezione del corpo – è parte del nostro impegno quotidiano. Grazie a strumenti pensati per riconoscere e segnalare contenuti dannosi le persone possono vivere internet in modo più sicuro e consapevole. Educare al rispetto, all’inclusione e a una comunicazione corretta significa costruire un web dove nessuno si senta sbagliato, escluso o invisibile. Perché una rete davvero sicura è quella in cui ognuno può sentirsi se stesso, senza paura". Così Barbara Strappato, primo dirigente della Polizia di Stato, direttore della Prima Divisione del Servizio Polizia Postale.
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L'esperto italiano: "Bene il primo xenotrapianto di fegato maiale-uomo. Sul rene dati inimmaginabili 2 anni fa"
(Adnkronos) - E' "un'ottima notizia" il primo xenotrapianto al mondo di fegato da maiale a uomo eseguito in Cina in un ricevente in vita, un 71enne con cirrosi da epatite B e carcinoma epatocellulare (senza alternative terapeutiche). I dati certificano che l'organo impiantato come fegato ausiliario ha funzionato più di 1 mese e l'uomo è sopravvissuto 171 giorni dopo l'operazione, ed è "una conferma che dal punto di vista immunologico sono stati fatti dei progressi molto importanti". Ma "se dobbiamo considerare la ricaduta futura sul sistema sanitario, quella più imminente si può individuare sul fronte di organi come il rene che oggi, alla luce degli avanzamenti preclinici e clinici e dei risultati incoraggianti, sembra essere il campo prioritario". A evidenziarlo all'Adnkronos Salute è il massimo esperto italiano di xenotrapiantologia, Emanuele Cozzi, professore ordinario di Immunologia dei trapianti all'università di Padova e consulente immunologo del Centro nazionale trapianti (Cnt).
A che punto siamo? "La scorsa settimana - racconta Cozzi per dare un'idea della situazione - dal Congresso mondiale sullo xenotrapianto che si è svolto a Ginevra, e in occasione del quale si è tenuto anche un incontro con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è emerso un bilancio: noi sappiamo che ad oggi sono stati eseguiti in 2 Paesi - Usa e Cina - 9 xenotrapianti (2 di cuore, 1 di fegato e 6 di reni) nell'uomo consenziente e ad uso compassionevole, cioè in pazienti adulti senza alternative terapeutiche. Un numero molto limitato. Ma il dato importante è che in questo momento negli Stati Uniti, a Boston, ci sono 2 malati trapiantati con rene di maiale che sono in vita senza dover ricorrere alla dialisi, in un caso da quasi 4 mesi e nel secondo da 9 mesi. Numeri che fanno riflettere". Uno dei pazienti in questione è l'americano Tim Andrews, 67 anni, che vanta un record di sopravvivenza con un rene di maiale funzionante, ad oggi appunto 9 mesi. "Un traguardo storico", commenta Cozzi. "Altra informazione emersa a Ginevra è che anche in Cina gli esperti hanno una donna trapiantata con rene da maiale ingegnerizzato, in vita da 7 mesi con quest'organo. Ecco perché possiamo dire che in questo preciso momento sul rene siamo più avanti e la priorità va in quella direzione". Sembra, argomenta l'esperto, "che dal punto di vista fisiologico sia l'organo meno 'difficile'". Il periodo è sicuramente di grande fermento dal punto di vista scientifico per gli xenotrapianti. "Attualmente nel mondo 5 centri di ricerca hanno detto di aver mantenuto in vita dei primati non umani con un organo salvavita, che è o il cuore o il rene, per almeno 1 anno - riferisce lo specialista - Poche settimane fa, sempre negli Stati Uniti, la scimmia in vita con un rene di maiale da più a lungo ha appena festeggiato il quinto compleanno". Questo il quadro. "Io mi occupo di xenotrapianto da 30 anni - riflette Cozzi - e devo dire che, se qualcuno mi avesse detto 2 anni fa 'facciamo lo xenotrapianto di rene nell'uomo e pensiamo ad arrivare a 9 mesi', come sta succedendo oggi, gli avrei risposto: 'good luck', buona fortuna. I risultati sono davvero promettenti. Però non ci sbilanciamo. Ci tengo a dire che l'organo migliore sul quale possiamo contare nei prossimi 3-5 anni resta l'organo umano. Non vorrei che in un Paese come il nostro, in cui abbiamo il 30% di opposizioni" alla donazione di organi, "le persone possano pensare che tanto c'è lo xenotrapianto" e donare non serve. Per quanto riguarda il fegato, continua Cozzi, nello studio diffuso oggi "si parla di trapianto come organo ausiliare. Non è dunque una 'destination therapy'", ma un intervento pensato per avere una durata limitata. "E' un risultato importante, perché il fegato deve sostenere la vita di un paziente in una situazione critica e loro hanno dimostrato" che potrebbe funzionare "con dei criteri biologici essenziali che riguardano sia la produzione di albumina che la produzione di acidi biliari e il contributo nella cascata della coagulazione, cioè proprio il minimo che si vuole da un trapianto di fegato". Detto questo, "il fegato è una 'fabbrica' di tante proteine, di tanti elementi sotto diversi punti di vista, e questo tipo di approccio come fegato ausiliare è forse meno prioritario. C'è prima il rene, il cuore e poi il fegato, in questo settore. Anche perché per esempio noi in Italia molto raramente abbiamo bisogno di un fegato ausiliario in tempo reale. Avendo a disposizione circa mille fegati donati ogni anno, riusciamo per fortuna a soddisfare quasi sempre l'emergenza di un malato con un organo umano italiano".
Il percorso degli xenotrapianti, intanto, procede. "La statunitense Fda (Food and Drug Administration) quest'anno ha autorizzato, a mia conoscenza, 3 trial clinici e 2 sono proprio nel rene; il terzo riguarda il fegato, ma come organo 'bridge' (non ausiliario come fatto in Cina), un organo tenuto fuori dal corpo che serve per mantenere in vita il malato quelle poche ore necessarie per reperire un organo umano. Sembra dunque che il rene sia indubbiamente più avanti e la Fda adesso, accanto all'uso compassionevole che prevedeva l'ok per un singolo malato alla volta, ha autorizzato 2 studi da 30 malati l'uno. Vuol dire che credono" nelle prospettive di questo intervento.
Ma quanto tempo ci vorrà per un debutto nella pratica clinica? "E' una domanda alla quale forse potremo avere una risposta più certa tra 1 anno" quando le informazioni saranno ancora di più, ragiona Cozzi. "Basandosi su 9 malati" xenotrapiantati, "che sono pochi, possiamo dire che i risultati, parlando soprattutto di rene, sono davvero incoraggianti, migliori delle attese. Vedremo adesso quanto durano. E nei trial autorizzati dalla Fda si è stabilito di procedere per step, cominciando con 2 trapianti, documentando i risultati e poi procedendo con altri pazienti" fino a quota 30, "in modo da potersi fermare prima se i risultati non fossero buoni. Certo, avere oggi 2 persone - una a 7 mesi e una a 9 mesi - con reni di maiale che funzionano promette bene. Però, prima di dire che si farà lo xenotrapianto clinico, occorre vedere cosa succede in questi 60 malati. Vediamo come si evolve. Non è possibile sbilanciarsi" su un orizzonte temporale. "Tra 1 anno, se avremo un numero ragionevole di malati mantenuti in vita con rene di maiale, senza dialisi, per più di 1 anno, potremo dire che si va nella direzione giusta. Si investirà sempre di più e i risultati saranno sempre meglio. E, se dovesse esserci la svolta, significherebbe che si trasformerà il modo in cui cureremo il malato in insufficienza terminale d'organo. Inutile dire che sarebbe una svolta da Nobel".
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Geologi italiani: eletto il nuovo Consiglio Nazionale per il 2025-2030
(Adnkronos) - Il Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) ha ufficialmente insediato la sua nuova composizione, che guiderà la categoria professionale per il quinquennio 2025-2030. L'insediamento avviene in un periodo definito come cruciale per il contributo della geologia alle politiche nazionali di gestione e tutela del territorio. Alla presidenza è stato eletto Roberto Troncarelli, geologo laziale con una lunga esperienza nei settori della progettazione e della tutela ambientale. La squadra direttiva, descritta come "di continuità" dagli stessi eletti, vede affiancare il Presidente Troncarelli dal Vicepresidente Filippo Cappotto (Sicilia), dal Segretario Mario Nonne (Sardegna) e dal Tesoriere Tatiana Bartolomei (Veneto). Il programma del nuovo Consiglio si concentra su un'ambiziosa mission, delineando diverse priorità strategiche. Tra queste, figurano la presentazione di proposte di riforme normative mirate e l'ottenimento di una maggiore presenza dei geologi nelle interlocuzioni istituzionali e associative. Parallelamente, il Consiglio intende promuovere collaborazioni più strutturate con università e centri di ricerca e sostenere investimenti significativi nella formazione professionale. Centrale per il futuro della professione sarà anche la promozione dell'innovazione tecnologica e l'impiego di strumenti digitali avanzati, essenziali per l'analisi e la prevenzione dei fenomeni naturali estremi, ormai sempre più frequenti. Nel suo discorso di insediamento, il Presidente Troncarelli ha ribadito l'indispensabilità della categoria per il futuro del Paese: “Il territorio italiano non può essere gestito senza il contributo di chi lo conosce nella sua struttura più profonda. I temi della pianificazione territoriale, della prevenzione dei rischi naturali e dello sviluppo sostenibile – afferma Troncarelli - continueranno a rappresentare i fari che guideranno ogni nostra azione. Per noi geologi, questo è ciò che possiamo definire il nostro giuramento di Ippocrate.” L'organo di indirizzo politico, ora pienamente operativo, ha anche espresso un sentito ringraziamento al presidente uscente, Arcangelo Francesco Violo: “A lui va il nostro riconoscimento per l’impegno, la dedizione e la passione con cui ha guidato il Consiglio in una fase delicata e di transizione.” La composizione del Consiglio si completa con i seguenti componenti eletti: Eros Aiello, Giovanni Capulli, Emanuele Emani, Giulio Iovine, Riccardo Martelli, Doriana Mastrangelo, Daniele Mercuri, Giovanni Pantaleo, Paola Pia Pino D’Astore, Rudi Ruggeri e Valentina Casolini. Una nuova stagione si apre per la geologia italiana, focalizzata sulla valorizzazione del geologo nella governance del territorio e nella mitigazione del rischio idrogeologico.
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Medicina estetica tra rigore scientifico e falsi miti da sfatare all'Agorà 2025
(Adnkronos) - Perché parlare ancora di sicurezza in medicina estetica? Perché nonostante i progressi, i rischi di trattamenti improvvisati e messaggi ingannevoli continuano a minacciare la fiducia dei pazienti. L'etica come cornice: la sicurezza non è ieri, ma il cuore del domani. Con il congresso 2025 all'Allianz MiCo - Milano Convention Center (9-11 ottobre), e il tema 'Precision Beyond the Surface - la precisione va oltre l'apparenza', Agorà rilancia la sfida: trasformare la sicurezza in precisione, responsabilità e rispetto dell'identità del paziente. Oltre 7mila professionisti da tutto il mondo si danno appuntamento nel capoluogo lombardo, capitale internazionale del settore, per 3 giorni di formazione, ricerca e confronto. Un programma scientifico con 99 sessioni, 654 contributi, 43 workshop aziendali, 27 sessioni di live injection, per osservare tecniche avanzate in tempo reale. Tra i focus, l'utilizzo dell'ecografia nell'estetica medica, la medicina rigenerativa, i fili di sospensione e le combinazioni laser-filler. Un congresso che trasforma la scienza in domande e risposte. Perché ogni domanda del paziente chiede una risposta onesta. E ogni decisione clinica richiede trasparenza. Cosa significa per Agorà 'oltre la superficie'? Precisione diagnostica per ridurre complicanze, accuratezza dei risultati per rispettare l'identità del paziente e sostenibilità nel tempo per evitare dipendenze da trattamenti ripetuti. "Un risultato estetico di qualità deve garantire efficacia clinica nel tempo, pur mantenendo il risultato reversibile, senza eccessi né forzature - sottolinea Maurizio Cavallini, chirurgo plastico e presidente di Agorà - perché la vera medicina estetica è quella che mette il paziente al centro, con etica e responsabilità". Come contrastare le false promesse che circolano sui social e nel marketing aggressivo? "Precision beyond the surface significa anche debunking - precisa Magda Belmontesi, dermatologa e vicepresidente di Agorà - smontare informazioni ingannevoli, distinguere scienza da pubblicità, restituire al paziente strumenti chiari e basati su evidenze. E' un impegno culturale prima ancora che clinico, che Agorà porta avanti con campagne istituzionali e linee guida trasparenti". Come garantire che il paziente sia davvero informato e partecipe delle proprie scelte? Agorà ha elaborato moduli di consenso specifici per ciascuna procedura, dalla tossina botulinica ai filler, fino al laser frazionale. "Una tutela giuridica, ma soprattutto un atto di responsabilità - afferma Claudio Plebani, segretario generale e responsabile dell'ufficio legale Agorà - perché il tempo della comunicazione medico-paziente è tempo di cura". Chi assicura che i medici siano formati e costantemente aggiornati? La risposta è la Scuola superiore post-universitaria in Medicina estetica di Agorà: oltre 1.500 diplomati, 4.000 trattamenti annui sotto tutoraggio e 3.000 pazienti reali seguiti ogni anno. "Ogni specializzando affronta almeno 150 ore di pratica supervisionata - ricordano i co-direttori Nadia Tamburlin e Mario Mariotti - e il 62% dei diplomati continua ad aggiornarsi al congresso".
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