Raccolta rifiuti, accordo Gruppo Cap e Amga per acquisire 20% Ala

(Adnkronos) - Dopo il via libera dell'assemblea dei soci di Cap, il 3 ottobre, e di Amga, il 7 ottobre, si è concretizzato oggi, con la ratifica ufficiale, l’ingresso di Gruppo Cap in Aemme Linea Ambiente (Ala), alla presenza del presidente Yuri Santagostino e del presidente di Amga, Pierluigi Arrara. L'operazione prevede una quota iniziale del 20%, destinata a crescere fino al 40% entro tre anni attraverso un aumento di capitale legato al raggiungimento del 70% dei target di fatturato previsti dal piano industriale. L’operazione rappresenta un passo concreto nella realizzazione della strategia condivisa dalle due società: dare vita a un soggetto aggregatore di società attive nell’igiene urbana diventando il player di riferimento del settore nell’area Nord-Ovest di Milano, migliorando l’efficienza operativa, la sostenibilità ambientale e la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Ala serve attualmente 19 comuni per un totale di 299.512 abitanti e un fatturato di 46.188.646 euro. Questo ingresso consolida il posizionamento di Gruppo Cap come green utility, capace di integrare idrico, rifiuti ed energia in un unico modello industriale. Dopo aver aumentato il numero degli impianti gestiti con il revamping dei depuratori tramite Cap Evolution, con gli interventi sul termovalorizzatore di Busto Arsizio attraverso Neutalia e con il nuovo impianto di trattamento fanghi di Sesto San Giovanni grazie a Zeroc, il Gruppo completa il percorso entrando, con Ala, nel mondo della raccolta dei rifiuti. Un tassello fondamentale per chiudere il cerchio dell’economia circolare e sviluppare sinergie industriali a supporto dei territori e delle comunità locali. Quest'operazione, condivisa dai soci e perfettamente in linea con gli sviluppi industriali e strategici del Gruppo Amga, contribuirà non solo all’industrializzazione dei processi, ma anche ad una significativa crescita e consolidamento sul territorio. Grazie ai 25 anni di esperienza nel settore dell’Igiene urbana da parte della sua controllata, Ala, il Gruppo Amga, che si riconferma partner strategico dei Comuni, è stato scelto da Cap per quest’alleanza industriale, a riprova della sua affidabilità operativa e della condivisa capacità di raggiungere obiettivi ambiziosi, sempre nell’ottica del servizio alla comunità. Dal punto di vista economico-finanziario, l’acquisizione conferma la progressiva diversificazione del Gruppo. Se oggi i ricavi derivano in larga parte dal servizio idrico, entro il 2030 le attività delle società partecipate arriveranno a rappresentare quasi un terzo del totale, con una crescita dell’86% rispetto al 2025. Una traiettoria che evidenzia come la strategia di Cap punti a rafforzare il ruolo di green utility integrata, capace di coniugare la stabilità e l’affidabilità del core business idrico con lo sviluppo di settori complementari ad alto potenziale, come trattamento rifiuti, bioenergia ed economia circolare. "Con questa acquisizione -spiega dichiara il presidente di Gruppo Cap, Yuri Santagostino- compiamo un passo decisivo verso la costruzione di un modello industriale integrato, capace di unire la gestione del servizio idrico con quella dell’igiene urbana, in un’ottica di economia circolare e sostenibilità ambientale. L’ingresso in Ala ci consente di valorizzare le sinergie tra i due settori, riducendo costi e frammentazione e migliorando la qualità dei servizi per i cittadini. È una scelta che rafforza la vocazione pubblica di Gruppo Cap e la nostra volontà di essere protagonisti della transizione ecologica nel territorio metropolitano di Milano". "La firma di oggi -commenta il presidente di Amga, Pierluigi Arrara- non sancisce solo la vendita di quote societarie di Ala, ma formalizza l'alleanza tra due partner solidi e qualificati, per un progetto industriale che rivoluzionerà il mondo dell'igiene urbana nel Nord Ovest milanese e che guarda al futuro dei servizi pubblici, in un'ottica di efficienza e innovazione. Oggi non sottoscriviamo un'operazione per diventare semplicemente più grandi, ma anche e soprattutto per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi che eroghiamo ai cittadini, traducendo nel concreto quel concetto di economia circolare dal quale non si può prescindere per uno sviluppo sostenibile". 
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Ancora forte divario di genere in discipline Stem, la sfida vista da esperti e aziende

(Adnkronos) - La Giornata internazionale delle Bambine e delle Ragazze (International Day of the Girl Child) che si celebra ogni anno l’11 ottobre, istituita dalle Nazioni Unite nel 2011, continua a rappresentare un'importante occasione per richiamare l’attenzione globale sui diritti, le sfide e le potenzialità delle bambine e delle ragazze in tutto il mondo. Italia inclusa. Sono tantissimi gli ambiti in cui si esplicita: dal diritto alla scuola, persino secondaria, al divario di genere che diventa abissale nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics). In un’epoca segnata dall’innovazione tecnologica e scientifica, l’accesso paritario a queste competenze diventa essenziale per permettere alle ragazze di essere protagoniste del cambiamento e contribuire pienamente al futuro della società.  I dati che verranno presentati il 15 a Milano allo Stem Women Congress lo dicono chiaramente. In Italia il divario di genere nelle Stem resta netto: tra i giovani 25-34enni solo il 16,8% delle donne ha una laurea in discipline scientifiche e tecnologiche, contro il 37% degli uomini. Anche all’università la forbice è evidente: appena una immatricolata su cinque sceglie corsi Stem, con picchi minimi nell’informatica e tecnologie Ict (15,1%). Eppure, nel confronto europeo, l’Italia si posiziona sopra la media per la presenza femminile, soprattutto nelle scienze naturali e matematiche, segno che i margini di crescita ci sono, ma ancora frenati da barriere culturali e divari occupazionali che restano ampi. A confermarlo Morena Rossi, di Orange Media, e Laura Basili, presidente di Swc Italia: “Crediamo fortemente che ogni ragazza dovrebbe avere la possibilità di immaginare e creare il proprio percorso professionale senza barriere, trasformando talento e passione in opportunità concrete. E oggi le Stem rappresentano la chiave per costruire il futuro. Vogliamo celebrare non solo il potenziale delle giovani donne, ma anche la responsabilità di tutta la società di supportarlo, promuovendo un mondo del lavoro equo e una cultura Stem inclusiva. E lo sosteniamo anche con la seconda edizione italiana dello Stem Women Congress per ribadire che ogni scelta professionale deve essere libera, consapevole e coraggiosa, e che le nuove generazioni sono pronte a guidare l’innovazione del domani”. Aggiunge Francesca Adriana Boccalari, cofondatrice e direttrice clinica di Therapsy, un servizio di psicoterapia multilingue che si rivolge principalmente a giovani adulti, in prevalenza donne: “Il nostro impegno quotidiano è garantire che ogni persona, giovane e vulnerabile, possa accedere a un supporto psicologico di qualità, che risponda alle sue necessità specifiche. Molti dei nostri pazienti non a caso sono giovani ragazze e donne, che si trovano ad affrontare sfide quotidiane legate allo sviluppo, allo studio, ma anche a difficoltà emotive da contesti sociali apparentemente semplici ma, per loro, complessi".  "È importante ribadire - sottolinea - la necessità di continuare a promuovere i diritti e il benessere delle ragazze e delle giovani donne, soprattutto quando affrontano la maternità, affinché possano sentirsi parte di un ecosistema che le supporti e le aiuti a realizzare il loro pieno potenziale, perché la strada da compiere è ancora molto lunga e solo insieme possiamo farcela”. Da parte sua, Martina Giacomelli, Communication & Digital Pr Manager di VoipVoice, assicura: “Crediamo che l’innovazione nasca solo in un contesto di inclusione reale e pari opportunità. In VoipVoice promuoviamo una cultura aziendale dove non conta il genere ma le competenze e le capacità, dove l’accesso ai percorsi di carriera è guidato da impegno, passione e creatività, e dove equità salariale e rispetto non sono slogan, ma principi concreti. È attraverso questi esempi, con la creazione di modelli di prossimità, di role model concreti e ordinari nella loro straordinarietà, che possiamo ispirare bambine e ragazze a intraprendere percorsi di studio e di carriera liberi dallo stereotipo del 'non è da femmina'. Sostenere le materie Stem significa dare a bambine e ragazze gli strumenti per costruire il proprio futuro, libere da barriere e discriminazioni". Francesca La Rocca Sena, avvocato partner dello studio Sena &Partners e professore a contratto all’Università Statale di Milano di 'Intellectual Property Rights: Legal Aspects' per il master Management Innovation and Enterprenurship, non ha dubbi: “Credo profondamente nell’importanza di sostenere le ragazze fin da piccole: è ciò che ho ricevuto dalla mia famiglia e che mi ha reso ciò che sono e ciò che cerco di trasmettere ai miei figli. Spesso vedo che, ancora oggi, tra figli e figlie, c’è chi riceve incoraggiamenti diversi. Eppure, nelle aule universitarie noto da anni un cambiamento: sono le ragazze a concludere più rapidamente i percorsi di studio e ad avere più coraggio di intervenire e farsi ascoltare. Questo è un segno importante, che dobbiamo continuare a nutrire e valorizzare, perché la vera rivoluzione di genere non può che passare da qui". Come sostiene Giada Innocenti, Hr Manager di Webidoo, inserita da Forbes nella lista Top Hr 2025, “negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambiamento reale: il ruolo delle donne nel mondo tecnologico e nelle professioni Stem è sempre più centrale, non si tratta solo di un segnale positivo, ma di un vero e proprio vantaggio competitivo per tutto il sistema". "L’innovazione funziona davvero quando nasce da punti di vista diversi, esperienze differenti e approcci complementari. Continuare a investire nella presenza femminile in questi ambiti significa scegliere un futuro più ricco di idee, di soluzioni e di impatto", conclude. Per Elisabetta Pellicciotta, Ceo di Make Me Home, infine, “è fondamentale contribuire al consolidamento del ruolo delle donne in ambiti storicamente presidiati dagli uomini, come quello della gestione e valorizzazione degli investimenti". "Non si tratta solo di aprire porte, ma di costruire competenze, credibilità e autorevolezza - dice - in un settore che richiede visione strategica e capacità di leggere il mercato. La mia esperienza nasce da lì: dalla volontà di affermarmi in un contesto complesso, portando un approccio solido e pragmatico, orientato ai risultati e alla creazione di valore”.  
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Startup Tuidi chiude seed round da 3 mln euro per accelerare trasformazione digitale Gdo

(Adnkronos) - Tuidi, startup italiana fondata da Giulio Martinacci e Vincenzo Morelli, founder & amministratori, specializzata nello sviluppo di piattaforme proprietarie di machine learning per la grande distribuzione organizzata, annuncia la chiusura di un seed round da 3 milioni di euro. La grande distribuzione alimentare italiana è un pilastro dell’economia nazionale: con oltre 135 miliardi di euro, nel 2024 ha pesato quasi il 6% del Pil italiano. Un’industria importante ma che subisce molte inefficienze dovute ad una gestione dei dati ancora non ottimale. E' su questo terreno che interviene Tuidi, foodtech pugliese che con la propria piattaforma di intelligenza artificiale, affronta il tema di come rendere automatizzata ed economicamente più efficiente la gestione dei punti vendita. Per rafforzare la propria traiettoria di crescita, Tuidi ha chiuso un aumento di capitale da 3 milioni di euro sottoscritto da due investitori istituzionali: Vertis Sgr, tramite i fondi Vertis Venture 6 Digital Sud - parzialmente finanziato dall'Unione Europea Next Generation EU - e Vertis Venture 7 Digital Puglia, e Azimut tramite i fondi Azimut Eltif – Venture Capital ALIcrowd III e IV e il fondo Azimut Digital Equity Italy gestiti da Azimut Libera Impresa Sgr. All’operazione ha partecipato anche QBerg, player attivo nel settore del market research e price intelligence, che avrà anche un ruolo di partner strategico al piano di sviluppo. "Al centro dell’offerta di Tuidi - spiega Giulio Martinacci, co-founder di Tuidi - c’è Delphi, la piattaforma che agisce da controller di punto vendita, un sistema che suggerisce quotidianamente come gestire l’approvvigionamento, i prezzi di sell-out, gli assortimenti e i turni del personale". Con questo passaggio la startup punta a rafforzare il suo posizionamento di brand tecnologico sul mercato potenziando ulteriormente i propri prodotti anche grazie all’utilizzo di agenti Ia ed Ia generativa.  A queste parole si collega Vincenzo Morelli, co-founder di Tuidi, che sottolinea: "Il cuore della soluzione è rappresentato dai modelli di machine learning proprietari che elaborano milioni di dati, incrociandoli con variabili interne ed esterne al fine di anticipare i comportamenti di acquisto dei consumatori e migliorare i processi operativi all’interno del punto di vendita". L’impatto della tecnologia di Tuidi si misura già nei risultati dei propri clienti: aumenti delle vendite fino al +2% e diminuzione dei costi degli ordini fino -10%. Con oltre 620 milioni di prodotti gestiti attraverso Delphi, la società ha già contribuito a ridurre sprechi, migliorare le performance di vendita e ottimizzare l’efficienza operativa di realtà come Conad Centro Nord, Maiora, Retail Pro, Ama Crai Est e Gruppo Romano. Tuidi ambisce a guidare la trasformazione quotidiana della grande distribuzione italiana, traducendo la complessità dei dati in scelte operative concrete per i punti vendita. "L’Italia - spiegano i founder - ha nell’alimentare uno dei suoi settori più iconici e riconosciuti nel mondo e il nostro obiettivo è far sì che diventi anche un modello di innovazione tecnologica. Un Paese in cui il foodtech non sia una promessa futura, ma una leva reale di competitività, sostenibilità e qualità per consumatori e retailer". Per Giacomo Giurazza, Partner di Vertis Sgr, il valore dell’innovazione è evidente già dall’esperienza quotidiana del consumatore: «Da consumatore vedo ogni giorno problemi nei supermercati: da scaffali vuoti a prezzi che non soddisfano le aspettative. Tuidi dimostra che esiste una tecnologia all’avanguardia capace di affrontare queste criticità reali. Per questo vogliamo supportarli nel loro percorso di crescita, così da portare l’intera industria alimentare italiana verso standard più elevati di efficienza e innovazione". Guido Bocchio, head of venture capital di Azimut Libera Impresa aggiunge: "Con oltre 28.000 punti vendita in tutta Italia, la gdo rappresenta un mondo con molte aree di miglioramento: oltre il 7% del fatturato è eroso da inefficienze come rotture di stock e sprechi che impoveriscono la competitività dei retailer Tuidi rappresenta la possibilità di migliorare concretamente questo problema". Fabrizio Pavone, founder e ceo di QBerg, sottolinea il valore strategico della partnership: L’ingresso di QBerg in Tuidi rappresenta non solo un investimento, ma la scelta di accompagnare una realtà tecnologica capace di incidere sulle dinamiche della gdo. L’avanguardia della loro tecnologia ci ha convinti a intraprendere un percorso comune, con l’obiettivo di sostenerne l’espansione e consolidarne la crescita in una fase decisiva per l’evoluzione del settore". 
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FuturoPresente, a Parma 1° festival universitario che unisce scienza, etica e società

(Adnkronos) - Parma, già Capitale italiana della cultura 2020 e futura Capitale europea dei giovani 2027, si prepara ad ospitare un evento del tutto nuovo nel panorama universitario italiano: dal 24 al 26 ottobre si terrà la prima edizione del Festival Futuropresente-scienza etica società, promosso dal Centro universitario di bioetica (Ucb) dell'Università di Parma. Un approccio innovativo che fa scuola in Europa Futuropresente si distingue nel panorama nazionale per il suo approccio interdisciplinare che mette in correlazione su scala così ampia i grandi temi del progresso scientifico con le loro implicazioni etiche, ambientali e sociali.  Un modello che fa della città emiliana un vero laboratorio, dove oltre 100 relatori di prestigio nazionale e internazionale - tra accademici, esperti e protagonisti del dibattito culturale contemporaneo - daranno vita a 50 appuntamenti tra lectures, tavole rotonde, dialoghi e presentazioni, creando uno spazio pubblico diffuso di dialogo sui principali interrogativi che emergono dai più recenti sviluppi scientifici e tecnologici e dalle loro implicazioni etiche, ambientali e sociali.  "Ci fa davvero molto piacere che questo festival nasca in seno all’Università", osserva il rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli, che aggiunge: "Del resto non poteva che essere così, visto che l’Università è luogo di dialogo, di confronto e di riflessione: un vero spazio di frontiera e un avamposto sul domani. I temi che sono al centro del festival sono fondamentali per il futuro prossimo, e spero che il pubblico partecipi numeroso cogliendo tutte le opportunità offerte da questa tre giorni". "L'università pubblica torna ad essere protagonista del dibattito culturale nazionale", sottolinea Antonio D'Aloia, direttore del Centro universitario di bioetica e ideatore del Festival. "Futuropresente è un invito alla consapevolezza e alla responsabilità, un progetto che nasce dalla convinzione che il mondo accademico debba uscire dalle proprie aule per diventare catalizzatore di una riflessione collettiva sui temi che definiranno il nostro futuro, e che in realtà stanno già (ri)definendo il nostro presente". Il Festival è concepito con una vocazione divulgativa e inclusiva, rivolgendosi prima di tutto alla cittadinanza. Gli eventi si svolgeranno in diversi luoghi del centro di Parma, creando una manifestazione diffusa che trasformerà la città in un grande palcoscenico di idee. Non si tratta di un congresso accademico, ma di un'esperienza culturale accessibile che mira a rendere il dibattito sui riflessi etici e sociali dello sviluppo scientifico e tecnologico comprensibile e coinvolgente per tutti.  "La scelta di Parma - dichiara il sindaco, Michele Guerra - non è casuale. La città, che nel 2027 diventerà Capitale europea dei giovani, ha vinto questo titolo proprio per la sua capacità di stimolare la partecipazione giovanile e rafforzare la sua identità europea. Il Festival si inserisce perfettamente in questo percorso, alimentando una vocazione che ha sempre fatto parte della storia istituzionale e culturale della città e che la caratterizzerà ancor di più nei prossimi anni". I grandi temi e i protagonisti Il programma spazierà tra le questioni più urgenti del nostro tempo. Si parlerà di intelligenza artificiale, neuroscienze, declinazioni della sostenibilità, giustizia climatica e tutela delle generazioni future, decisioni di fine vita, tecnologie riproduttive e modelli di famiglia, etica dei viaggi spaziali, identità di genere, malattie rare, genetica e applicazioni in medicina, etica animale.  Tra i principali eventi in programma: 'Governare l’Intelligenza artificiale: la sfida europea tra tutela dei diritti e innovazione' con Brando Benifei, deputato del Parlamento Europeo e relatore della legge europea sull'Ia, Giulio Centemero, relatore di maggioranza sulla legge italiana in materia e Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente del Garante della protezione dei dati personali. 'Le famose razze umane' con Guido Barbujani, genetista di fama internazionale dell'Università di Ferrara. 'Riscrivere il Dna umano: opportunità e rischi dell'era Crispr' con Anna Meldolesi, tra le voci più autorevoli del giornalismo scientifico italiano. 'Oltre la tecnofobia. Il digitale dalle neuroscienze all'educazione' con Vittorio Gallese, uno dei più autorevoli neuroscienziati del nostro tempo e componente del gruppo dell'Università di Parma che nel 1992 individuò i 'neuroni specchio'. 'La pelle. Che cosa significa pensare nell'epoca dell'intelligenza artificiale' con Maurizio Ferraris, filosofo di fama internazionale dell'Università di Torino.  'Why bioethics needs environmental philosophy?' con Dale Jamieson, professore emerito alla New York University e tra i massimi esperti mondiali di etica ambientale. 'Essere genitori. Il nodo della maternità surrogata' con Filomena Gallo, avvocato e Segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, e Chiara Lalli, filosofa, bioeticista e docente alla Sapienza di Roma 'Creatività oltre l'umano? Dove si può spingere l'intelligenza generativa', con Amedeo Santosuosso, tra i più autorevoli esperti di bioetica e di Science Law, docente della Scuola Universitaria Superiore Iuss di Pavia 'Tabù. Il nucleare ai tempi della transizione energetica' con Stefano Besseghini, presidente dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera).  'Esseri spaziali. Il viaggio dell'uomo oltre la terra', con Tommaso Ghidini, capo della divisione di Strutture, meccanismi e materiali dell’Agenzia spaziale europea. L'evento è promosso dal Centro universitario di bioetica dell'Università di Parma, centro interdipartimentale istituito nel 2016 che rappresenta un punto di riferimento nazionale per la riflessione interdisciplinare sui progressi della medicina, della ricerca scientifica e delle politiche ambientali. Il Festival, organizzato in collaborazione con l’Università e il Comune di Parma, ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Ministero dell'Università e della Ricerca. Tra i partners del Festival Fondazione Monteparma, Fondazione Crt, Barilla, Synergetic, Credit Agricole, Opem, Rodolfi, Rotary Club Parma, Fondazione Teatro Regio, Food for future (progetto Dipartimento di Eccellenza 2023-2027) - Dipartimento di Giurisprudenza, Studi politici e Internazionali. L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie ai fondi del progetto Fape - Università di Parma. Alla realizzazione di FuturoPresente ha collaborato [humans/AI] Advisory Lab.  
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Sostenibilità, Zappi (Uni): "Nostro modello fa convivere governance e innovazione"

(Adnkronos) - "Governance e innovazione non sono un ossimoro", al contrario "possono convivere. E questo è il modello di sostenibilità che ci siamo dati". Lo ha spiegato Gianna Zappi, vice direttrice generale Sostenibilità e valorizzazione di Uni - Ente italiano di Normazione, che questa mattina è intervenuta al panel 'Innovare con armonia: l'importanza di una buona governance', nell'ambito del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, in corso dall’8 al 10 ottobre all’università Bocconi. "In genere la governance è vista come una zavorra, per noi invece è una bussola: dà una cornice di riferimento rigorosa, all'interno della quale però si può innovare e creare. Le due cose riescono a convivere", assicura Zappi, spiegando che benché 'governance" sia vista come "regola ferma e rigida" e invece "innovazione" sia intesa come "creatività", le due cose "possono stare insieme, si può farle funzionare". In Uni - Ente italiano di Normazione "ci siamo dati come framework di riferimento la buona governance e pensiamo che le due cose possano essere assolutamente compatibili, perché l'innovazione non dev'essere necessariamente creatività senza regola. Ci può essere una regola che è una cornice di riferimento. Per noi per altro la sostenibilità è la nostra regola di governance, abbiamo infatti adottato lo standard Iso 26000 sulla responsabilità sociale. La sostenibilità è il framework e noi ci muoviamo lì dentro", ha concluso la vice direttrice generale Sostenibilità e valorizzazione di Uni. 
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Sono 9mila le pizzaiole italiane, in crescita ma ancora faticano a farsi notare

(Adnkronos) - Qual è la connessione tra donna e pizza? Quanto le donne sono incluse in questo contesto lavorativo? Quali sono i problemi e le difficoltà che possono incontrare? Perché sono ancora poche rispetto ai colleghi uomini? A queste domande risponde Giusy Ferraina nel volume 'Pizza(re) Connection - Visioni futuristiche e strategie innovative per pizzaioli ultramoderni' (Dario Flaccovio Editore). "Le donne pizzaiole in Italia - spiega - non sono poche, ma ancora in numero inferiore rispetto agli uomini. Non vogliamo però affrontare il tema della donna nel mondo pizza in modo retorico e come minoranza da valorizzare, ma lo facciamo risaltare come realtà quotidiana. Le donne pizzaiole si stanno facendo strada con determinazione e competenza, molto più di tanti colleghi che, alla ricerca di un lavoro negli anni passati, si sono improvvisati pizzaioli. Il numero di professioniste cresce a vista d’occhio soprattutto tra le nuove generazioni e, se fino a qualche anno fa potevano esistere degli ostacoli, oggi nessuna di loro lamenta discriminazioni di genere o trova difficoltà nel farsi accettare, tantomeno è vista come un’aliena". "Secondo i dati forniti dal Campionato mondiale della pizza - spiega all'Adnkronos/Labitalia Giusy Ferraina - dove ogni anno sono giurata le pizzaiole in Italia sono circa 9 mila, dato stimato dai numeri forniti dalla Cciaa che calcola codice fiscale, codice Ateco 56, stato operatività e dati del primo esponente dell’azienda e il suo ruolo. Risultano intorno alle 8.781 pizzerie su 79.831 aziende totali con presenza femminile come 1° referente conosciuto. La stessa Fip-Federazione pizzaioli riporta che per 600 uomini pizzaioli ci sono 55 donne tra i loro iscritti, attestandoci intorno un 9%. Dai numeri del Campionato, le donne registrate in gara (sempre campionato mondiale della pizza) sono state 67 nell’ultima edizione, il 9% degli iscritti totali e dal 1992 al 2024 sono state 330 le concorrenti partecipanti alla competizione. Seppur non sia un dato esattissimo le donne che 'fanno la pizza' sono sempre di più. Bisogna dire che le donne che lavorano in pizzeria in Italia ci sono sempre state, mogli dei pizzaioli che si occupano della sala, socie e anche le figlie d’arte che aiutano per poi magari ereditare passione e mestiere. E infatti in Campania la donna pizzaiola è un fenomeno più comune rispetto al resto dell’Italia".  "E pensare che - sottolinea - un tempo, erano proprio le donne a impastare e friggere la pizza, vendendola per strada con maestria e naturalezza. Per anni, però, quello del pizzaiolo non è stato percepito come un mestiere 'nobile' al pari dello chef: lo si considerava un lavoro semplice, quasi improvvisato, nato più dalla necessità che dalla vocazione. Forse anche per questo, col tempo, si è allontanato dal mondo femminile. Oggi, invece, la pizza è cresciuta e con lei la cultura che la circonda".  "La figura del pizzaiolo - avverte - sta percorrendo la stessa strada di quella del cuoco, conquistando riconoscimenti e riflettori. Non a caso, ormai, nel mondo della pizza non mancano vere e proprie pop star. Per fortuna il numero delle donne pizzaiole aumenta e il mondo pizza è sempre più una scelta femminile, che si avvicina ad esso con consapevolezza e passione, ma mai in modo improvvisato e superficiale. Alla base c’è sempre però una dimostrazione di caparbietà e impegno, la donna pizzaiola diventa anche simbolo di una donna riesce ad essere padrona di sé stessa e fare il mestiere che le piace e vuole fare, senza limiti o condizionamenti esterni".  "Da un punto di vista sociale - sostiene - per molti anni fare il pizzaiolo non è stato concepito come un mestiere nobile al pari dello chef, venendo immaginato come lavoro facile, quasi improvvisato, che si inventava più per necessità che per passione e per questo più distante dal genere femminile. Oggi, però, la pizza si è evoluta ed è cresciuta anche la sua cultura, di conseguenza per i suoi professionisti si sta delineando la stessa strada evolutiva del cuoco. Questa nostra ipotesi, con cui identifichiamo motivazioni relative alle differenze numeriche, alimentate anche dalle idee stereotipate che circolano tra gli stessi clienti, da un confronto fatto con alcune pizzaiole, è quella più plausibile. Non si possono tacere - ammette - anche altre difficoltà nella gestione di questo tipo di lavoro che comprende un’attività produttiva legata ad alte temperature, l'utilizzo di sacchi di farina pesanti, l’uso di varie attrezzature poco maneggevoli e, non ultimo, un mestiere poco comodo da coniugare con la famiglia". "Nelle interviste condotte ad alcune pizzaiole italiane - fa notare Giusy Ferraina - abbiamo registrato le loro storie e ottenuto un punto di osservazione diretto che ci ha permesso di capire quale sia la percezione della condizione della donna che opera in pizzeria sia dall’interno, dove persiste la sensazione che si tratti di un settore da uomini che tale deve rimanere e non adatto alle donne per il carico fisico e mentale, sia dall’esterno, con una parte di clientela che si continua a stupire davanti a una figura di pizzaiola donna, vista come una stranezza se non un’anomalia. Dal loro personale punto di vista è diffusa l’idea che se sei donna devi per forza impegnarti il doppio per emergere nella competizione con il pizzaiolo maschio". "Però - avverte - che il binomio donna-pizza non è del tutto nuovo come si pensa: ci sono sempre state mogli e figlie addette alla stesura o ai condimenti, che hanno deciso anche di portare avanti l’azienda di famiglia. Di esempi di figlie d’arte ne abbiamo tanti: la maggior parte delle pizzaiole campane, specie le napoletane, hanno la pizza nel Dna. Per questa ragione il numero delle pizzaiole aumenta e si espande in tutte le Regioni d’Italia e non solo, ma soprattutto il segmento produttivo è sempre più una scelta, consapevole e appassionata, mai improvvisata né superficiale. Ogni anno, durante il Campionato mondiale della pizza, abbiamo infatti la fortuna di assistere a una passerella al femminile in costante aumento, con una professione che sta conquistando le nuove generazioni, che innovano e rinnovano il settore sotto tutti i punti di vista". "In concomitanza con questa crescita generazionale - dice - il mondo pizza sta diventando sempre più inclusivo, prova che in questo ambiente professionale si sta percorrendo una strada nuova ma ben tracciata. Ci sono tante professioniste e tutte brave, non tutte famose o protagoniste di programmi tv, ma sicuramente capaci. Professioniste a cui bisogna dare voce, poiché sono attrici e partecipi di un cambiamento, riflesso di un processo di trasformazione sociale ed economica che ha fortemente influenzato anche il mondo del cibo e della pizza. La pizza è cambiata e si avvicina sempre di più all’offerta ristorativa, comportando una presenza sempre più femminile che firma, con la sua sensibilità ed empatia, nuovi progetti". Giusy Ferraina nel suo libro sottolinea il legame tra il turismo enogastronomico e la pizza. "Il turismo enogastronomico in Italia - dice - non è più solo una nicchia di mercato, ma un fenomeno in continua espansione, capace di valorizzare territori, tradizioni e comunità locali. Il cibo oggi non rappresenta soltanto nutrimento: è esperienza sensoriale, scoperta culturale e momento di piacere condiviso. In questo contesto, la pizza, simbolo nazionale riconosciuto in tutto il mondo, si presta a diventare protagonista di percorsi turistici innovativi e coinvolgenti. Non si tratta più solo di mangiarla, ma di viverla: degustazioni abbinate a vini locali, laboratori di panificazione, visite a pizzerie storiche o a piccole produzioni artigianali trasformano il consumo della pizza in un’esperienza immersiva e autentica. Così la pizza si trasforma in veicolo di conoscenza del territorio, capace di far scoprire eccellenze locali, tradizioni enogastronomiche e storie dei borghi rurali e delle aree meno note, contribuendo a creare un turismo sostenibile e di qualità". "Secondo il Rapporto sul turismo enogastronomico 2024 - continua - il 70% degli italiani ha effettuato almeno una vacanza negli ultimi tre anni motivata principalmente dal cibo, dal vino o dall’olio, segnando un incremento del 12% rispetto al 2023 e del 49% rispetto al 2016. Tra le eccellenze italiane più iconiche in ambito agroalimentare, la pizza si posiziona al terzo posto con il 22% delle preferenze, subito dopo il vino (38,1%) e l’olio extravergine di oliva (24%). Questo dato evidenzia quanto la pizza sia percepita non solo come alimento, ma come autentico simbolo della cultura culinaria italiana. I turisti moderni non si accontentano più di gustare un piatto: desiderano esperienze immersive, che uniscano la scoperta di sapori locali a momenti di benessere, cultura e socialità. Ciò apre nuove opportunità per pizzaioli e operatori del settore, che possono proporre percorsi esperienziali, come tour delle pizzerie artigianali, abbinamenti con vini e oli del territorio, o attività didattiche che raccontino la storia e le tradizioni locali attraverso la pizza". L'autrice elenca poi le tipologie di turisti enogastronomici della pizza. 1) Ricercatori (42,1%): viaggiano per scoprire nuove esperienze gastronomiche e immergersi nella cultura locale. Prediligono degustazioni e visite ai luoghi di produzione, cercando un contatto autentico con il territorio. Per la pizza, rappresentano il target ideale per percorsi di degustazione guidata e abbinamenti con prodotti locali, promossi attraverso i social. 2) Festaioli (23%): considerano l’enogastronomia un’occasione per socializzare e divertirsi, partecipando a eventi e visite aziendali. Per la pizza, sono il pubblico perfetto per format di degustazione da condividere e eventi in pizzeria, dove l’esperienza conviviale diventa protagonista. 3) Intellettuali (19%): viaggiano per arricchire il proprio bagaglio culturale e scoprire la cucina locale nei ristoranti tradizionali e nelle botteghe del gusto. Per la pizza, apprezzano esperienze di degustazione guidata e sperimentazioni con prodotti del territorio e abbinamenti enologici. 4) Figli dei fiori (11,5%): cercano il benessere psico-fisico attraverso il viaggio enogastronomico e attività che favoriscano relax e svago. Per la pizza, amano laboratori di panificazione e momenti ludico-educativi legati alla preparazione e al consumo del prodotto. 5) Edonisti (4,3%): si concedono viaggi enogastronomici per vivere esperienze di lusso e unicità, frequentando ristoranti gourmet e strutture a tema cibo. Per la pizza, rappresentano il target da conquistare con proposte luxury e fine dining, valorizzando prodotti di eccellenza e modalità di degustazione esclusive.   
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Medicina, in Italia 800mila casi di scompenso cardiaco: "Corretta terapia è svolta"

(Adnkronos) - Lo scompenso cardiaco è una patologia cronica in forte aumento che registra 800mila casi nel nostro Paese e rappresenta a livello mondiale la principale causa di ospedalizzazione nelle persone di età superiore ai 65 anni. Tra le cause più frequenti vi sono la cardiopatia ischemica, le coronaropatie, l'ipertensione, il diabete, un pregresso infarto e alcune malattie congenite. Ma anche aritmie, malattie del pericardio e dell'endocardio o problemi alle valvole cardiache possono scatenare questa patologia. Oggi e domani i cardiologi ospedalieri Anmco si sono dati appuntamento a Roma per la Convention nazionale dei Centri scompenso cardiaco Anmco 2025, un evento scientifico focalizzato sulle innovazioni e sulle strategie cliniche più efficaci per la gestione dell’insufficienza cardiaca. "L'insufficienza cardiaca rappresenta un importante problema di salute pubblica su scala globale, con alti tassi di morbilità, mortalità ed utilizzo di risorse sanitarie - spiega Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore della Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) - Essendo la destinazione finale di varie malattie cardiache, la sua prevalenza aumenta progressivamente con l'età. I pazienti affetti da un quadro di scompenso cardiaco hanno infatti una prevalenza nella popolazione generale di circa 1,7 %, che arriva intorno al 10% nel paziente con oltre 65 ani e raggiunge nell'ultraottantenne addirittura una prevalenza del 20%. Il numero dei pazienti affetti da scompenso cardiaco negli ultimi decenni è aumentato in maniera esponenziale a causa dell'allungamento della vita e grazie a migliori capacità diagnostiche. Anche le possibilità terapeutiche farmacologiche e non negli ultimi anni sono notevolmente migliorate.  Oggi una corretta terapia può cambiare la traiettoria della storia naturale della malattia, garantendo una migliore sopravvivenza, riduzione delle ospedalizzazioni e migliore qualità di vita". "La migliore prevenzione per lo scompenso cardiaco - continua Grimaldi - inizia sicuramente con l'adozione di uno stile di vita sano e con il controllo dei fattori di rischio come ipertensione, ipercolesterolemia, diabete e obesità. Malgrado gli ottimi risultati registrati nel corso degli ultimi anni in numerosi protocolli di studio, le nuove terapie incontrano alcune difficoltà di diffusione nel mondo reale. Altri trattamenti risultano estremamente promettenti, ma ancora di nicchia o con dati non consolidati. Questa convention si pone l'obiettivo di coinvolgere tutti coloro che si occupano di insufficienza cardiaca sul territorio nazionale per focalizzare l'attenzione sulle innovazioni più rilevanti e sulle modalità, sia cliniche che organizzative, per ottimizzare le cure di una sindrome con un forte impatto sia prognostico che economico". "L'insufficienza cardiaca è davvero una sfida per la sanità, è fondamentale una diagnosi precoce perché oggi abbiamo a disposizione dei farmaci raccomandati, i cosiddetti quattro pilastri terapeutici - sottolinea Fabrizio Oliva, past president Anmco e direttore della Cardiologia 1 dell'ospedale Niguarda di Milano - I dati dello studio Bring Up 3 Scompenso, ultima puntata di ricerca osservazionale Anmco, ci hanno dimostrato la capacità da parte del cardiologo italiano di utilizzare questi quattro trattamenti in percentuale elevata, con numeri superiori a tutti i registri recentemente pubblicati in ambito internazionale. Lo studio Bring Up 3 Scompenso è stato concepito come un'iniziativa a livello nazionale con l'obiettivo di guidare l'implementazione delle più recenti linee guida nella pratica clinica nazionale e migliorare la qualità complessiva dell'assistenza ai pazienti con insufficienza cardiaca. Allo studio ha partecipato un numero molto elevato di centri cardiologici italiani, fornendo così un quadro completo della realtà cardiologica del nostro Paese, e più del 65% dei centri ha raggiunto o superato l'obiettivo di 30 pazienti previsto dal protocollo. Questa ricerca osservazionale rappresenta un'esperienza unica a livello nazionale ed europeo. Questo testimonia ancora una volta come la partecipazione associativa sia il motore per il miglioramento della qualità delle prestazioni sanitarie e per il raggiungimento di importanti obiettivi di ricerca scientifica". "Nel corso della convention si parlerà anche di ipertensione polmonare, malattia rara e complessa, in cui la definizione eziologica e il corretto inquadramento diagnostico sono gli unici e indispensabili presupposti per curare al meglio il paziente - evidenzia Federico Nardi, presidente designato Anmco e direttore della Cardiologia dell'ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (Alessandria) - Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha compiuto significativi progressi nella comprensione della fisiopatologia e nello sviluppo di terapie mirate, migliorando la qualità e l'aspettativa di vita dei pazienti. Pertanto, resta essenziale porre una diagnosi precoce, riconoscendo tempestivamente i segni dell'ipertensione polmonare e avviando un percorso efficace e personalizzato per i nostri pazienti".  "Spesso il quadro clinico con cui si manifesta l'ipertensione polmonare si intreccia con diverse malattie - prosegue Nardi - e il medico che si interessa di scompenso cardiaco deve essere pronto a impostare un corretto percorso diagnostico al fine di identificare la causa dell'aumento delle pressioni polmonari, presupposto indispensabile per curare al meglio il paziente. Il team multidisciplinare di cui tanto si parla nelle linee guida Esc/Ers sull'ipertensione polmonare non si improvvisa, ma è il risultato di un lungo percorso, di tanta esperienza, complicità e confronto. Questa parentesi della Convention dei Centri scompenso ha lo scopo di dimostrare come sia complesso il percorso diagnostico del paziente con ipertensione polmonare, quanto sia importante definire una corretta e se possibile precoce diagnosi eziologica, a cui deve sempre seguire un appropriato indirizzo terapeutico. Fare cultura è un obiettivo fondamentale non solo nelle cronicità, ma anche nelle fasi acute della malattia".  
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Progetto Lenovo-Belleville, scelti autori per laboratorio di scrittura creativa con l’AI

(Adnkronos) - Dopo il successo della lezione aperta online con Francesco D’Isa, seguita da oltre 500 utenti registrati da tutta Italia, Lenovo e la Scuola di scrittura Belleville annunciano i 10 autori selezionati a seguito della open call “Dimostra di essere umano. Scrivere storie al tempo dell’AI”, dedicata all’esplorazione del rapporto tra creatività e intelligenza artificiale. I 10 finalisti accederanno gratuitamente al workshop in presenza con Francesco D’Isa, in programma a Milano il 17 e 18 ottobre prossimi. Nell’arco dei due incontri, i partecipanti lavoreranno a un racconto originale con il supporto dell’AI PC Lenovo Yoga Slim 7i Aura Edition, progettato per potenziare il processo creativo grazie all’intelligenza artificiale on-device. Il workshop sarà articolato in due giornate da quattro ore ciascuna e alternerà momenti teorici e pratici. Sotto la guida di Francesco D’Isa, autore e artista digitale, i partecipanti esploreranno temi come la cornice filosofico-culturale dell’AI; esercizi di ideazione rapida con l’AI, per confrontare immaginari umani e artificiale; tecniche di prompting e generazione comparata, per riconoscere lo “stile AI” e usarlo consapevolmente; analisi dei limiti e bias dei modelli linguistici, con strategie per superarli; stesura e editing assistito di un racconto breve, con l’obiettivo di rafforzare la voce personale Il percorso si concluderà con una condivisione finale dei testi e una riflessione collettiva su cosa significa “scrivere con” un’intelligenza artificiale.I racconti prodotti durante il workshop saranno valutati da una giuria composta da Francesco D’Isa, Francesca Cristoffanini e Massimo Chiriatti, Chief Technology & Innovation Officer di Lenovo in Italia. L’autore del testo giudicato migliore riceverà un Lenovo Yoga Slim 7i Aura Edition e parteciperà alla quinta e ultima puntata del podcast “Dimostra di essere umano – scrivere storie al tempo dell’IA” con Matteo B. Bianchi, disponibile da dicembre 2025 sulle principali piattaforme. Come sottolinea Francesca Cristoffanini, Direttrice della Scuola di scrittura Belleville, "la scrittura è conoscenza e in quanto tale è chiamata a fare i conti con i cambiamenti che interessano il nostro presente e prefigurano il futuro. Le innovazioni più clamorose di oggi riguardino anche o soprattutto la scrittura, i suoi meccanismi e le sue applicazioni: questo rende il dialogo tra creatività letteraria e intelligenza artificiale ancora più urgente e emozionante". “Siamo davvero curiosi di vedere come i partecipanti si confronteranno con l’intelligenza artificiale durante il workshop - spiega Pietro Parodi, PR & Communication Leader, Lenovo Italia - Il dialogo tra la loro creatività e le potenzialità dei nostri Lenovo Yoga sarà centrale: non si tratta solo di scrivere, ma di esplorare nuovi modi di pensare, progettare e raccontare. Crediamo che questa esperienza possa trasformare il loro approccio al lavoro creativo, grazie alle competenze che acquisiranno e agli strumenti tecnologici che avranno a disposizione". 
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GCC Pokémon Megaevoluzione: lancio ufficiale e nuove carte ex

(Adnkronos) - The Pokémon Company International ha annunciato il lancio della nuova espansione del popolarissimo Gioco di Carte Collezionabili (GCC) Pokémon, intitolata Megaevoluzione. L'espansione, disponibile da oggi presso i rivenditori autorizzati in tutto il mondo, segna il trionfale e attesissimo ritorno dei Pokémon Megaevoluzione nel GCC. Questa wave di carte introduce una nuova classe di combattenti: i Pokémon-ex Megaevoluzione, tra i quali spiccano figure imponenti come Mega Lucario-ex e Mega Gardevoir-ex. Questi nuovi Pokémon portano nel meta una potenza di fuoco rinnovata e meccaniche di gioco uniche.  I Pokémon-ex Megaevoluzione si distinguono nettamente dalle carte standard e persino dai normali Pokémon-ex per via di un set di attributi potenziati e di un rischio strategico elevato. Come descritto dall'azienda, questi Pokémon "vantano PS più elevati nonché attacchi in grado di infliggere danni maggiori rispetto ai normali Pokémon-ex". La loro meccanica di evoluzione semplificata li rende estremamente versatili: possono essere "Pokémon Base, Pokémon di Fase 1 o Pokémon di Fase 2 e non richiedono un'evoluzione aggiuntiva". Tuttavia, la loro forza comporta un costo elevato in caso di sconfitta, bilanciando il gameplay: quando vengono messi KO, infatti, il giocatore avversario ottiene "tre carte Premio". Questo rende il loro utilizzo un calcolo strategico di rischio e ricompensa. 
L'espansione Megaevoluzione introduce anche un rinnovamento estetico per le carte ultrarare. È stato adottato un "nuovo stile di illustrazioni per le carte ultrarare dei Pokémon-ex Megaevoluzione, sulle quali potrebbe apparire il profilo della versione ordinaria del Pokémon in questione". L'innovazione non si limita ai Pokémon. L'espansione introduce per la prima volta nel GCC Pokémon versioni ultrarare di categorie di carte solitamente meno celebrate, specificamente: "carte Strumento, Stadio e Oggetto Pokémon", aggiungendo ulteriore valore collezionistico. Le carte dell'espansione sono disponibili nei canali fisici attraverso le classiche buste di espansione, i set Allenatore Fuoriclasse e varie collezioni speciali. Parallelamente alla distribuzione fisica, Megaevoluzione è immediatamente accessibile in versione digitale sull'app GCC Pokémon Live, disponibile per dispositivi iOS, Android, macOS e Windows. Il lancio digitale include incentivi per i giocatori: al primo accesso, il Pass lotta dell'espansione Megaevoluzione premierà gli utenti con "un nuovo mazzo incentrato su Mega Lucario-ex". I giocatori che proseguiranno nel gioco potranno sbloccare un ulteriore mazzo che vede protagonista Mega Gardevoir-ex, garantendo una rapida integrazione dei nuovi colossi nel panorama competitivo online. 
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Copilot su Windows, come creare documenti Office con l'IA

(Adnkronos) - Copilot di Microsoft continua la sua evoluzione su Windows, trasformandosi sempre più in un vero e proprio assistente operativo integrato nel sistema. La nuova versione dell’app, al momento in distribuzione per tutti i membri del programma Windows Insider, introduce la possibilità di creare documenti direttamente da una chat, oltre al supporto per collegare gli account Gmail e Outlook. L’aggiornamento sarà disponibile per tutti gli utenti di Windows 11 nelle prossime settimane. Con il nuovo Copilot, bastano poche parole per trasformare un’idea o una conversazione in un documento pronto all’uso. L’assistente può generare file Word, fogli Excel, presentazioni PowerPoint e persino PDF, tutto senza uscire dall’interfaccia di chat. “Con un semplice prompt puoi convertire appunti, dati o testi in documenti condivisibili e modificabili, senza passaggi aggiuntivi o strumenti esterni”, ha spiegato il team di Microsoft Copilot. Inoltre, per le risposte più lunghe (oltre i 600 caratteri), compare automaticamente un pulsante di esportazione che consente di inviare il testo direttamente in Word, PowerPoint, Excel o PDF. La nuova versione di Copilot consente anche di collegare i propri account di posta elettronica e cloud, integrando in un’unica esperienza Gmail, Outlook, Google Drive, OneDrive, Google Calendar e Google Contacts. L’opzione, del tutto facoltativa, permette di chiedere all’assistente di cercare un’email, individuare fatture o trovare rapidamente i contatti associati a un’azienda, il tutto in modo sicuro e controllato: l’utente deve autorizzare esplicitamente la connessione nella sezione “Connettori” dell’app. L'aggiornamento anticipa inoltre il debutto della nuova app OneDrive, attesa per il prossimo anno. La versione rinnovata introdurrà una galleria più intuitiva, slideshow generati dall’intelligenza artificiale e strumenti di editing avanzati. Copilot su Windows, insomma, non è più solo un assistente virtuale: diventa un vero strumento di produttività universale, capace di unire chat, documenti e comunicazione in un unico ecosistema intelligente. 
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