Infortuni, Di Bella (Anmil): "Anche nel 2025 nessuna tregua per i nostri operai"
(Adnkronos) - "Se il 2024 verrà ricordato come l’anno delle 'stragi sul lavoro' - Calenzano, Brandizzo, Esselunga di Firenze, Suviana, Casteldaccia, Toyota di Bologna - il 2025 non accenna a concedere tregua ai nostri operai". Lo dice, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, il presidente nazionale Anmil Antonio Di Bella. "Lunedì 15 dicembre - spiega - un parlamentare presente alla discussione sul decreto Sicurezza alla Camera dei deputati ha letto i nomi dei morti sul lavoro del 2025: 896 vittime accertate. E' importante mettere l’accento sull’aggettivo 'accertate' perché, come non smetteremo mai di ricordare, si tratta di una strage che quotidianamente nasconde ulteriori morti, alle quali non viene concesso neanche quello scampolo di dignità che risiede nella parola pubblica. Parliamo delle vittime del lavoro irregolare che, nel nostro Paese, spazia dalla normalizzata mancanza di contratto sino ad arrivare a comprendere i cosiddetti 'schiavi del terzo millennio', sottomessi alle sempre più varie forme di caporalato che muoiono ogni giorno nel silenzio e, spesso, finanche nell’occultamento dei loro corpi". "Tengo fortemente a sottolineare - chiarisce - la 'specificità operaia' che contraddistingue le lunghe liste dei nomi che suscitano lo sdegno delle opposizioni nelle aule parlamentari perché, ad esclusione degli incidenti in itinere, chi perde la vita lo fa nei cantieri, nei capannoni e nei magazzini di fabbriche e aziende, nei campi agricoli, nei tratti autostradali del Paese e nelle strade dei centri abitati, volendo con quest’ultima specifica intendere come 'operai' anche le centinaia di migliaia di lavoratori su piattaforma digitale operanti in Italia". "Muoiono, in soldoni, coloro per i quali - ammette - è difficile pronunciare i famosi 'no che salvano la vita': coloro che accettano silenziosamente la mancanza di sicurezza per non rischiare di perdere il rinnovo del contratto o la certezza di un pagamento irregolare a fine mese o prestazione; tutti quei lavoratori costretti per tutta o gran parte della propria carriera al precariato e che hanno normalizzato nelle loro vite la sottomissione a regole grigie e patti di scorrettezza che continuano a non essere debellati dal nostro sistema lavorativo". "Il crollo della Torre dei Conti a Roma - fa notare il presidente nazionale Anmil Antonio Di Bella - durante i suoi lavori di restauro, che ha causato la morte dell’operaio 66enne Octav Stroici, rappresenta uno tra i più drammatici simboli di quest’anno che si appresta alla conclusione. Un incidente sul lavoro caratterizzato da una sovraesposizione mediatica in ragione della cornice dell’avvenimento, a due passi dal Colosseo. Per la nostra Associazione la morte di Stroici, così come la morte a Torino dell’operaio 69enne Yosif Gamal, precipitato dal cestello di una gru mentre affiggeva cartelloni pubblicitari, rappresentano la sempre più drammatica e diffusa presenza di lavoratori anziani nel mondo operaio". "Un nostro approfondimento disponibile sul sito www.anmil.it - ricorda - evidenziava a settembre come l’incremento dell’occupazione non derivi, in realtà, dall’immissione nel mercato di nuova forza lavoro, ma dipenda principalmente dal permanere in occupazione dei lavoratori più anziani, in ragione delle riforme pensionistiche che hanno innalzato l’età di pensionamento e nel tentativo di integrare importi di pensioni che non riescono a garantire, anche dopo decenni di lavoro, vite dignitose. Gli infortuni occorsi ad operai over 50 rappresentano una percentuale altissima che verrà resa disponibile con l’analisi degli Open data Inail di fine anno, ma che già oggi testimonia un sistema che complessivamente non gratifica in alcun modo il pilastro sul quale si regge la nostra Carta costituzionale". "Arrivando ad analizzare - sintetizza - questo drammatico andamento del fenomeno infortunistico riguardante i lavoratori in Italia nell’ottica delle rivendicazioni da mettere in atto, l’Anmil chiede da tempo l’istituzione di una procura nazionale del lavoro che sia in grado, come quelle antimafia e terrorismo, di portare avanti indagini preliminari tecniche e specializzate al fine di produrre processi celeri che possano rendere giustizia a queste morti ingiustificabili nonché fare scuola per una reale rivoluzione del sistema. Chiediamo un’omogeneizzazione dei controlli e un reale potenziamento dell’organico dedicato alla vigilanza dell’attuazione delle misure dedicate alla sicurezza nei luoghi di lavoro e non un continuo proliferare di norme delle quali il nostro ordinamento è ben provvisto". "Chiediamo un investimento reale - continua - nella formazione al diritto del lavoro e alla sicurezza, che inizi sin dai cicli di istruzione obbligatoria per intensificarsi, con cadenza regolare e normata all’interno delle realtà lavorative, tenendo conto della specificità di ogni settore. Chiediamo che le retribuzioni siano adeguate agli standard del salario minimo proposto dalla direttiva dell’Unione Europea, date le evidenti carenze nei risultati della contrattazione collettiva nazionale, nella certezza per la quale costruire una reale tutela della salute e sicurezza dei nostri lavoratori significhi, in prima istanza, metterli nelle condizioni di non sottostare a condizioni rischiose e imposizioni di irregolarità di qualsivoglia natura soggiogati dal timore di perdere il sostentamento per loro e le loro famiglie". "A confermare la portata strutturale di questa emergenza - insiste il presidente Anmil - non sono soltanto i dati sui decessi, ma anche quelli sugli infortuni e sulle malattie professionali: nei primi dieci mesi dell’anno sono stati denunciati quasi 500.000 infortuni sul lavoro e oltre 80.000 malattie professionali, numeri che restituiscono l’immagine di un sistema che espone quotidianamente centinaia di migliaia di lavoratori a rischi inaccettabili". "Chiediamo - afferma - una reale tutela delle vittime del lavoro e dei loro superstiti, categoria che rappresentiamo sia nella nostra composizione associativa che nel nostro impegno primario di azione, che riporti lo Stato nella sua veste di garante dei diritti inalienabili dei cittadini. Vogliamo, come ci troviamo purtroppo ad auspicare ogni anno, che il 2026 non consegni l’ennesimo racconto fatto di occasioni perse, slogan di commiato, inasprimenti burocratici e palliativi di facciata, ma che si lavori finalmente alla realizzazione concreta di istanze che da decenni tornano ciclicamente sugli stessi tavoli istituzionali - come l’istituzione della Procura nazionale del lavoro - oggi riproposte a nuovi interlocutori, ai quali ribadiamo la nostra piena disponibilità a collaborare per farsi, finalmente, promotori di un cambiamento reale".
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Cuore nuovo a Natale, doppio trapianto al Bambino Gesù per due cadiopatici di 6 e 8 anni
(Adnkronos) - Due bambini, di 6 e 8 anni, hanno ricevuto il regalo più importante e atteso: un cuore nuovo. "Marco e Andrea (nomi di fantasia) sono stati infatti trapiantati di cuore il 18 e il 20 dicembre all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e hanno potuto così trascorrere il Natale con le rispettive famiglie. "Ma qui da me Babbo Natale non ci viene?" ha chiesto poco dopo il risveglio Marco, 6 anni, affetto da una cardiomiopatia restrittiva e in attesa di un cuore dal mese di ottobre. Andrea, di 8 anni, ha invece una cardiopatia congenita complessa già sottoposta ad intervento correttivo ed era in attesa di trapianto da un anno e mezzo". Lo sottolinea la nota dell'ospedale Bambino Gesù. "La condizione clinica di Andrea era particolarmente complessa. A causa della sua patologia e dei precedenti interventi aveva infatti sviluppato una sensibilizzazione continua del sistema immunitario che rendeva impossibile il trapianto - ricostruisce l'ospedale - Per 'disattivare' temporaneamente questa iperimmunità, è stato utilizzato per la prima volta in campo pediatrico un nuovo farmaco che agisce sulle cellule della memoria immunitaria abbassando il numero di anticorpi e consentendo così il trapianto di cuore. Sia Marco che Andrea sono stati risvegliati la vigilia di Natale e hanno potuto così passare il giorno di Natale con i loro genitori". I trapianti sono stati realizzati rispettivamente da due differenti équipe cardiochirurgiche guidate dal dottor Lorenzo Galletti e dal dottor Adriano Carotti. I due bambini, seguiti presso il nostro ospedale dalla dottoressa Rachele Adorisio, sono entrambi ricoverati presso l’unità di Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica guidata dal dottor Luca Di Chiara.
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Meta acquisisce Manus: Zuckerberg punta tutto sull’automazione totale
(Adnkronos) - Il panorama dell'intelligenza artificiale registra un nuovo e significativo consolidamento con l'ingresso del team di Manus all'interno di Meta. L'operazione è finalizzata a integrare un agente autonomo di portata generale nell'ecosistema guidato da Mark Zuckerberg, con l'obiettivo dichiarato di estendere capacità avanzate di automazione a una base utenti globale. Manus si è distinta nel settore per aver sviluppato un'architettura capace di eseguire in autonomia attività ad alto valore aggiunto, che spaziano dalle ricerche di mercato alla scrittura di codice informatico, fino alla gestione di analisi dati particolarmente articolate. Nonostante l'ingresso nella galassia Meta, il servizio originale di Manus non verrà interrotto; la piattaforma continuerà a essere operativa e commercializzata in modo indipendente, garantendo continuità operativa ai milioni di utenti e imprese che già ne usufruiscono. I dati registrati finora confermano la solidità del progetto: dal debutto del primo agente generalista avvenuto all'inizio di quest'anno, il sistema ha già gestito oltre 147 trilioni di token e ha generato più di 80 milioni di computer virtuali. Questi volumi testimoniano una capacità infrastrutturale che Meta intende ora scalare ulteriormente, puntando a una diffusione capillare attraverso i propri prodotti consumer e business. L'acquisizione non riguarda esclusivamente la tecnologia, ma punta con decisione sul talento del team di Manus, che collaborerà direttamente allo sviluppo dei futuri agenti generalisti integrati in Meta AI. La strategia si inserisce in una visione più ampia che mira a superare i limiti dei chatbot convenzionali, trasformandoli in strumenti proattivi in grado di semplificare la vita quotidiana e professionale su larga scala. Attraverso questa sinergia, il gruppo di Menlo Park intende consolidare la propria posizione di leadership nella corsa ai sistemi autonomi, sbloccando nuove opportunità di crescita economica per le imprese e ottimizzando i processi di produttività digitale a livello globale.
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OpenAI cerca un esperto per evitare che l'IA distrugga il mondo
(Adnkronos) - Sam Altman ha annunciato ufficialmente la ricerca di un Head of Preparedness, una posizione di vertice destinata a chi dovrà immaginare e prevenire gli scenari peggiori legati all'intelligenza artificiale. La mossa arriva in un momento di accelerazione dei modelli, che secondo il fondatore di OpenAI pone sfide concrete non solo in termini di sicurezza informatica, ma anche per quanto riguarda l'equilibrio psicologico degli utenti. Il compito principale del nuovo dirigente sarà quello di monitorare le capacità emergenti dei sistemi per costruire un protocollo di difesa rigoroso e operativamente scalabile contro potenziali danni gravi alla società. La descrizione dell'incarico si concentra sulla gestione dei pericoli derivanti dai cosiddetti modelli di frontiera, con un'attenzione specifica alla prevenzione di minacce di natura cibernetica e biologica. Tra le responsabilità figurano l'attuazione di un quadro di preparazione strategico e la definizione di limiti invalicabili per i sistemi in grado di migliorare autonomamente. Altman non ha nascosto la complessità dell'impegno, definendolo esplicitamente un lavoro ad alto stress, necessario per garantire che i futuri aggiornamenti tecnologici rimangano confinati entro perimetri di sicurezza prestabiliti prima del loro rilascio pubblico. L'iniziativa giunge tuttavia in un clima di crescente preoccupazione per i casi di psicosi digitale e per l'influenza negativa esercitata dai chatbot su soggetti vulnerabili. Diversi episodi di cronaca hanno evidenziato come le macchine possano alimentare deliri, teorie del complotto e disturbi del comportamento alimentare, arrivando in alcuni casi a essere coinvolte in tragiche vicende di suicidio adolescenziale. Sebbene l'istituzione di una figura dedicata alla prevenzione rappresenti un passo formale rilevante, la gravità delle problematiche già emerse suggerisce che la riflessione sui rischi strutturali possa essere arrivata in ritardo rispetto alla diffusione di massa della tecnologia.
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La Chirurgia della mano del Gemelli ottiene la certificazione europea
(Adnkronos) - La Uoc di Ortopedia e Chirurgia della mano di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, diretta da Lorenzo Rocchi, è stata riconosciuta dalla Federazione delle società europee di chirurgia della mano (Fessh) quale centro accreditato Fessh per i traumi e i reimpianti della mano. Si tratta di una prestigiosa certificazione europea rilasciata solo a centri di riferimento in grado di offrire cure di eccellenza nei traumi della mano, spiegano dal Gemelli. La Uoc di Chirurgia della mano dell'ospedale, una delle più grandi d'Italia, entra così nel ristretto novero dei centri italiani in possesso di questo prestigioso 'diploma' Ebhs (European Board of Hand Surgery). "Per i pazienti, affidarsi ad un'équipe chirurgica in possesso del diploma Ebhs rappresenta una garanzia ulteriore di qualità e sicurezza - afferma Rocchi, anche associato di Malattie dell'apparato locomotore all'università Cattolica del Sacro Cuore - Significa essere seguiti da professionisti con una esperienza certificata nel trattamento di lesioni complesse che coinvolgono ossa, tendini, nervi e vasi sanguigni della mano, spesso in situazioni di emergenza che richiedono interventi immediati e di alta specializzazione. Anche per la struttura sanitaria in cui opera questo gruppo di professionisti - prosegue lo specialista - il conseguimento di questo diploma ha un valore strategico. I centri che possono contare su chirurghi certificati a livello europeo entrano a far parte di una rete di eccellenza, riconosciuta e monitorata secondo standard condivisi. Questo rafforza il prestigio dell'ospedale, ne conferma l'affidabilità e testimonia un impegno costante verso la qualità delle cure offerte". Il diploma Ebhs - evidenzia una nota del Gemelli - non è solo di un riconoscimento formale, ma un modello di lavoro orientato al miglioramento continuo; ha durata è quinquennale e viene conseguito superando un rigido percorso di accreditamento. Le strutture inserite nella rete europea della traumatologia della mano sono infatti chiamate a valutare costantemente i risultati dei trattamenti, a investire nella ricerca scientifica e nella formazione delle nuove generazioni di specialisti. Tutto questo si traduce in un beneficio diretto per i pazienti e per il territorio, che può contare su un punto di riferimento qualificato anche nei casi più complessi. "In un ambito delicato come quello dei traumi della mano, il diploma Ebhs diventa quindi una garanzia di competenza, affidabilità e visione internazionale - conclude Rocchi -.Un traguardo importante per i professionisti che lo conseguono e un valore aggiunto fondamentale per la struttura nella quale operano, nel solco di un'assistenza sanitaria allineata ai più alti standard europei".
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Volkswagen Atlas 2026 e Atlas Cross Sport: il massimo riconoscimento IIHS per la sicurezza
(Adnkronos) - La nuova generazione del Volkswagen Atlas 2026 e dell’Atlas Cross Sport 2026 ottiene il prestigioso TOP SAFETY PICK+, la valutazione più alta assegnata dall’Insurance Institute for Highway Safety. Per i due SUV di dimensioni medie è un risultato che consolida un percorso iniziato con il rinnovamento del 2024, confermando l’attenzione del marchio verso la protezione attiva e passiva. Secondo i criteri aggiornati dell’IIHS, solo i modelli capaci di ottenere il giudizio “good” nei test frontali, oltre che nella prova laterale aggiornata, possono ambire alla valutazione superiore. Fondamentale è anche la presenza di fari standard di qualità elevata e di un sistema di prevenzione degli incidenti con pedoni con valutazione almeno “acceptable”. In questo contesto, Volkswagen Atlas e Atlas Cross Sport si distinguono per i fari LED di serie considerati “good”, supportati da un sistema di illuminazione adattiva che orienta il fascio luminoso in curva migliorando la visibilità. Uno dei punti cardine dell’offerta 2026 è la presenza della tecnologia IQ.DRIVE, proposta di serie su tutta la gamma. La piattaforma integra radar, videocamera frontale e sensori a ultrasuoni, combinando funzioni pensate per ridurre il rischio durante la guida quotidiana. Il sistema lavora coordinando Front Assist, Forward Collision Warning, Automatic Emergency Braking, riconoscimento di pedoni e ciclisti, Lane Assist, ACC con Stop&Go, Emergency Assist e Travel Assist. La dotazione include inoltre Exit Warning, High Beam Control e, a richiesta, soluzioni avanzate come Park Assist, Predictive ACC, Area View, Head-up Display e Dynamic Road Sign Display.
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Mercedes-Benz Vans Italia: mid-size e BEV trainano il 2025
(Adnkronos) - Nel 2025 Mercedes-Benz Vans Italia conferma un andamento positivo, sostenuto da un mercato dinamico e da una gamma sempre più orientata verso soluzioni elettrificate. A fine novembre le immatricolazioni raggiungono 10.768 unità, un risultato che permette di mantenere la rotta già tracciata lo scorso anno. Il segmento dei mid-size van registra una crescita significativa: +25% sui primi undici mesi del 2024, segno di un interesse crescente verso configurazioni versatili, adatte al lavoro quotidiano e alle flotte aziendali in continua evoluzione. Lo Sprinter, che nel 2025 ha celebrato i trent’anni dal debutto, rimane il pilastro della gamma, con 4.643 unità immatricolate entro novembre. La sua capacità di adattarsi alle esigenze dei professionisti ne conferma il ruolo di bestseller assoluto. In parallelo, la strategia a zero emissioni della Stella prosegue con un salto in avanti particolarmente evidente: i modelli Mercedes-Benz Vans full electric totalizzano 886 immatricolazioni (+148% vs 2024). Il contributo maggiore arriva dall’eSprinter, scelto da 494 clienti impegnati nel passaggio a una logistica più sostenibile. La solidità del marchio emerge anche nel mercato dell’usato, che nel 2025 supera gli 800 passaggi di proprietà, un dato che conferma la percezione di affidabilità dei van Mercedes-Benz. Importante anche il fronte dei servizi: a ottobre sono stati serviti 58.000 telai, con un livello di soddisfazione pari a 4,6 su 5, valore che riflette la qualità della rete e l’attenzione alla continuità operativa delle attività commerciali. Il 2026 aprirà una fase nuova grazie alla piattaforma elettrica VAN.EA, progettata per i veicoli a zero emissioni di prossima generazione. Su questa architettura nasceranno le future VLE e VLS, quest’ultima destinata ad ampliare l’offerta del marchio verso un segmento “luxury van” finora inesplorato. Una gamma che continuerà a evolvere anche nel comparto dei Large Van, già al centro dei prossimi sviluppi tecnici.
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SEAT e CUPRA: un nuovo modello di economia circolare a Barcellona
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SEAT e CUPRA hanno avviato un progetto strategico che punta a rivoluzionare il recupero dei componenti automobilistici: il nuovo Circular Economy Hub di Zona Franca, realizzato riconvertendo l’ex Officina 7 in un centro dedicato allo smontaggio e alla rigenerazione dei veicoli. L’investimento complessivo è di 4,85 milioni di euro, sostenuto da un finanziamento pubblico di 1,32 milioni, e rappresenta un passo concreto nella riduzione dell’uso di materie prime e delle emissioni legate ai processi produttivi. Il nuovo polo nasce per dare una seconda vita a materiali e parti recuperate dai modelli SEAT e CUPRA prima della produzione di serie, rendendo possibile il loro riutilizzo in nuovi veicoli o la rigenerazione per il mercato ricambi tramite partner qualificati. L’obiettivo è creare un sistema che riduca i costi, ridimensioni gli sprechi e generi benefici ambientali nel breve e nel lungo periodo. La strategia di sostenibilità delle due aziende si articola su più livelli. Nei prodotti, la scelta ricade sempre più su materiali riciclati e rinnovabili, come il filato SEAQUAL e la microfibra Dinamica, realizzata con una percentuale elevata di poliestere riciclato. Nelle fabbriche, l’impegno riguarda il contenimento degli scarti: SEAT e CUPRA puntano a ridurre del 60% i rifiuti rispetto ai livelli 2010 entro il 2025, per poi avvicinarsi allo zero waste nel 2050. Sul fronte della decarbonizzazione, le emissioni di CO2 sono già state tagliate del 75% dal 2010 e i piani prevedono la neutralità carbonica negli impianti entro il 2040, con un azzeramento totale previsto per il 2050. Il nuovo Hub rappresenta inoltre un tassello della collaborazione con il Comune di Barcellona, con la volontà di rendere la città un polo europeo dell’innovazione industriale e della mobilità sostenibile. Il progetto rientra nei programmi di sostegno all’economia circolare finanziati dal Piano di Recupero e dai fondi europei.
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Renault Group presenta una nuova generazione di oli motore
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Renault Group rafforza il proprio impegno verso un’industria più sostenibile introducendo una nuova linea di lubrificanti sviluppati con Castrol e formulati con oli base rigenerati. Si tratta di prodotti pensati per garantire protezione, efficienza e piena conformità alle specifiche tecniche del costruttore, mantenendo al tempo stesso un’impronta di carbonio inferiore rispetto agli oli tradizionali. Il primo lubrificante disponibile è l’olio conforme alla specifica RN17 5W-30, oggi già nelle concessionarie europee. Questa formulazione copre oltre il 50% dei veicoli Renault Group circolanti in Europa, diventando il punto di partenza di una gamma che, entro il 2026, includerà anche i prodotti dedicati alle specifiche RN720 e AN2022. In questo modo il costruttore diventerà l’unico player del settore a proporre un’offerta completa di oli premium basati su tecnologie rigenerate. Per ottenere basi rigenerate di qualità elevata, gli oli esausti vengono sottoposti a un processo di raffinazione avanzato capace di restituire caratteristiche paragonabili a quelle delle basi vergini. Grazie all’esperienza tecnica di Castrol, i nuovi prodotti rispettano i requisiti di Renault Group e garantiscono stabilità, protezione del motore e continuità della garanzia. Il vantaggio ambientale è rilevante: la riduzione della carbon footprint varia tra il 13% e il 24% a seconda della formulazione, contribuendo a una gestione più responsabile delle risorse e a un minor ricorso a petrolio grezzo. L’impiego di basi rigenerate consente inoltre di incrementare il tasso di riciclo degli oli esausti e di diminuire la quantità di rifiuti prodotti dal settore. Per Renault Group l’introduzione di questa gamma rappresenta una tappa strategica, dimostrando che prestazioni, affidabilità e sostenibilità possono coesistere senza rinunce. Anche per Castrol questa collaborazione segna un ulteriore passo nella direzione di lubrificanti ad alta efficienza pensati per un mercato sempre più sensibile al tema dell’impatto ambientale.
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Citroen Berlingo e carburante HVO: una nuova direzione per il diesel moderno
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Citroen inserisce Berlingo al centro dell’HVO Aurora Trial, un progetto europeo avviato da Stellantis insieme a SP3H per mostrare come i carburanti rinnovabili possano ridurre in modo concreto le emissioni “well-to-wheel”. Il veicolo ha fatto tappa nello stabilimento di Vigo, portando l’attenzione sull’HVO, combustibile ottenuto dal recupero di oli alimentari esausti e grassi animali. Questo carburante rappresenta una soluzione immediata per aziende e privati che desiderano tagliare la propria impronta di CO2 continuando a utilizzare modelli diesel già in circolazione. Tutti i veicoli Stellantis che impiegano motori diesel sono infatti compatibili con HVO secondo lo standard EN15940.
Il programma nasce dal progetto interno
Start-Up di Stellantis, piattaforma che valorizza idee innovative proposte dai dipendenti. Grazie alla collaborazione con SP3H, realta francese specializzata in sistemi intelligenti di analisi dei carburanti, il progetto utilizza sensori dedicati che monitorano in tempo reale l’uso dell’HVO e le emissioni correlate. La combinazione tra raccolta dati e applicazione su modelli esistenti dimostra che e possibile ridurre l’impatto ambientale senza modificare infrastrutture o flotta. Il tour europeo procede con nuove tappe e nuove analisi per diffondere la conoscenza dei carburanti derivati dall’economia circolare. Berlingo, protagonista del progetto, conferma la propria versatilità grazie a un abitacolo adatto ai viaggi della famiglia e a esigenze quotidiane diverse. La sua presenza nell’Aurora Trial evidenzia il ruolo del modello come anello di congiunzione tra sostenibilità e utilizzo reale. Parallelamente, Citroen amplia l’offerta con l’apertura degli ordini della variante diesel da 100 CV, disponibile da 23.900 euro con permuta o rottamazione. Gli allestimenti
Berlingo Plus e Berlingo Max riprendono contenuti della versione elettrica, mantenendo coerenza di gamma e offrendo una proposta moderna per il segmento C-VAN.
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