Food, Gentile (Easy Coop): "Con IA consumatore più informato su prodotti"
(Adnkronos) - “L'intelligenza artificiale ormai è concreta, si pratica. Cogliere le opportunità che derivano da un suo utilizzo intelligente può rappresentare, soprattutto per il consumatore che acquista su siti e-commerce, uno strumento per creare dei percorsi di acquisto orientati al mangiar bene o prodotti che incarnano un po’ quei principi che la dieta mediterranea, nel senso più ampio, racchiude”. Così, Gian Maria Gentile, direttore generale di Easy Coop, partecipando oggi alla XV edizione dello Human&Green Retail Forum 2025, ‘La dieta mediterranea come bussola del retail sostenibile’, presso la Fondazione Università degli Studi di Milano (UniMi). Un evento che il Dg considera “un momento assolutamente importante per i consumatori e il pianeta, in un'ottica di innovazione del retail. Un tema - conclude - che si inserisce trasversalmente su un mondo che cerca sempre di soddisfare le esigenze dei consumatori”.
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Food, Persia (Ripet): "Sinergia tra retail e mondo del riciclo"
(Adnkronos) - “In giornate come quella di oggi si riescono a creare delle sinergie importanti fra il mondo del riciclo e dell’economia circolare e il retail, in una chiusura del cerchio della sostenibilità”. Sono le dichiarazioni di Alessandro Persia, amministratore delegato di Ripet, alla XV edizione dello Human&Green Retail Forum 2025, dal titolo ‘La dieta mediterranea come bussola del retail sostenibile’ presso la Fondazione Università degli Studi di Milano (UniMi). “Ripet S.r.l è una società che produce eco compattatori intelligenti per la gestione e la raccolta degli imballaggi primari, lattine e bottiglie, principalmente in Italia - spiega Persia - Sicuramente la nostra tecnologia vede una riduzione volumetrica drastica degli imballaggi raccolti, generando un risparmio di CO2 immenso. La tecnologia applicata ai compattatori determina una sostenibilità ambientale, prima ancora di quella economica, per la raccolta degli imballaggi stessi. Trovarsi a questo forum mette insieme più attori anche attorno al tema della sostenibilità”, conclude.
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A ComoLake nasce Q-Alliance, per costruire in Italia 'il più potente quantum hub al mondo'
(Adnkronos) - Nasce oggi, nella cornice del Digital Innovation Forum 2025, quello che promette di essere il "più potente hub quantistico al mondo", da realizzare in Italia. Così i membri fondatori descrivono Q-Alliance, iniziativa frutto di un memorandum congiunto siglato da due società statunitensi: IonQ, la più grande compagnia al mondo di calcolo quantistico, e D-Wave, leader nei sistemi, software e servizi di calcolo quantistico e primo fornitore commerciale di computer quantistici al mondo. L'iniziativa, a cui partecipano anche scienziati indipendenti e che gode del supporto delle autorità istituzionali italiane, mira a creare in Lombardia un ecosistema di calcolo quantistico all'avanguardia del settore, rendendolo aperto, responsabile e sostenibile. Obiettivo di Q-Alliance è quello di realizzare un'infrastruttura di rilevanza globale, garantendo l'accessibilità alla comunità scientifica italiana, al mondo accademico e all'industria, e promuovendo il coinvolgimento di giovani ricercatori attraverso borse di studio, tirocini e programmi di formazione. I partecipanti si sono impegnate a impiegare questa piattaforma per usi esclusivamente civili, sostenibili ed eticamente responsabili. Per il sottosegretario di Stato al Digitale, Alessio Butti, l'iniziativa - radicata nel quadro strategico del governo italiano per le tecnologie digitali e quantistiche - non è solo una pietra miliare tecnologica, ma anche un modello di innovazione aperta e di cooperazione, che simboleggia la leadership dell'Italia nella transizione quantistica europea. L'iniziativa si pone lo scopo di "supportare la missione dell'Italia di diventare un leader globale nel calcolo quantistico", ha spiegato il ceo di D-Wave Alan Baratz, a margine dell'evento soprannominato ComoLake. "Di conseguenza, noi, insieme agli altri membri dell'alleanza, collaboreremo a ricerche rivoluzionarie per sfruttare il calcolo quantistico nell'innovazione industriale e nell'uso del calcolo quantistico. E, molto importante, formeremo una forza lavoro specializzata nel settore quantistico qui in Italia". D-Wave è in una posizione di vantaggio per supportare questa iniziativa, prosegue, in qualità di "prima e unica azienda di calcolo quantistico commerciale", i cui computer quantistici sono già utilizzati oggi dalle aziende come parte delle loro operazioni e in grado di affrontare in pochi minuti problemi che i calcolatori classici impiegherebbero centinaia di migliaia di anni a risolvere. Il Belpaese ha dunque la potenzialità di guidare un "Rinascimento quantistico" così come ha guidato quello originale, secondo Niccolò De Masi, presidente e amministratore delegato di IonQ. L'azienda statunitense "è qui per investire in Italia e in Lombardia, è qui per creare posti di lavoro, nell'ambito della creazione di applicazioni che alimenteranno ogni segmento della grande industria, dalla difesa all'agricoltura, dall'automotive alla sanità. Non c'è un pezzo dell'economia italiana che non sarà accelerato attraverso l'hardware, la tecnologia e le soluzioni di IonQ", spiega all'evento di Cernobbio. Il lancio di Q-Alliance è un momento "storico", aggiunge De Masi, perché tra qualche anno "guarderemo indietro a questo momento e riconosceremo che tutto è iniziato qui".
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MTV ai saluti dopo quaranta anni, la fine di un'era
(Adnkronos) - L'era in cui tre lettere – M-T-V – definivano la coolness e la cultura giovanile globale si avvia a una definitiva conclusione. Dopo oltre quattro decenni in cui ha ridefinito la pop culture mondiale, MTV si appresta a chiudere silenziosamente alcuni dei suoi canali musicali più iconici in diverse parti del mondo, in quella che per milioni di fan appare come la fine di un'epoca.
Paramount Global, la società madre del network, ha confermato l'intenzione di dismettere cinque canali musicali con brand MTV nel Regno Unito e in diverse aree d'Europa entro il 31 dicembre 2025. Le reti interessate includono MTV Music, MTV 80s, MTV 90s, MTV Live e Club MTV, network che hanno rappresentato l'ultima vestigia della programmazione musicale non-stop del marchio. La ragione di questa trasformazione è strutturale: Internet è diventato la nuova MTV. Con piattaforme come YouTube, TikTok e Spotify che garantiscono accesso istantaneo e on-demand ai contenuti musicali, il pubblico ha smesso di sintonizzarsi sui palinsesti tradizionali. La chiusura di questi spin-off regionali, che per ultimi hanno portato avanti il testimone della programmazione video, è un chiaro "segno dei tempi". La decisione non è solo culturale, ma strettamente finanziaria. Fonti aziendali indicano che la mossa rientra nel piano di riduzione dei costi globali di Paramount Global, mirato a un risparmio aggressivo di 500 milioni di dollari in seguito alla fusione con Skydance Media. Il focus aziendale si sposta sul canale flagship MTV HD (che ormai trasmette prevalentemente reality show) e sul servizio di streaming Paramount+, dove il brand MTV continuerà a esistere attraverso i social media e la piattaforma digitale. Per comprendere la portata culturale di questa chiusura, è cruciale ripercorrere l'eredità di coloro che hanno plasmato l'identità del network. Andrea Pezzi, figura iconica della televisione italiana e uno dei primi VJ italiani a trasmettere da Londra per l'Italia negli anni Novanta, ora imprenditore, saggista e ideatore e fondatore del Festival dell'Umano, ha offerto la sua prospettiva sulla fine di questo modello: "È inevitabile. Passa il tempo e i fenomeni si esauriscono, ma la verità è che MTV non ha saputo – o forse non doveva e non poteva – aggiornarsi per diventare qualcosa di diverso da sé stessa. Questo accade spesso quando un fenomeno è profondamente radicato nel suo tempo, quasi simbolico di un’epoca: è difficile che sappia trasformarsi seguendo i tempi."
"Io credo che la fine simbolica di MTV sia stata l’undici settembre. Con l'arrivo dei primi filmati sulle Torri Gemelle – pur essendo girati da telecamere amatoriali ma con dignità televisiva – ho capito che, tra l'arrivo del Grande Fratello e l'arrivo dello user generated content, MTV doveva cambiare strada radicalmente, altrimenti era persa.
MTV rappresentava un’intera generazione. Era la finestra sulla globalizzazione che stavamo vivendo negli anni Novanta, la cui chiusura coincide ora con la chiusura della globalizzazione stessa, un fatto che trovo tristemente attuale. Era un periodo pazzesco perché c’era l'esplosione di una normalità che non aveva bisogno di essere codificata con nomi o simboli; era semplicemente normale."
L'algoritmo come gabbia anti-creativa e il rischio della decadenza
"Il problema dell'algoritmo, oggi," continua Andrea Pezzi, "è quello di presentare un sistema che replica le tue idee e i tuoi stereotipi. Non c'è più nulla che ti sorprenda o ti spinga a pensare in modo 'fuori dagli schemi' (out of the box). Il processo creativo è un gioco di spaesamento che aiuta a considerare la vita in altri termini. Questo è un processo anti-algoritmico, ed è ciò che oggi succede sempre meno, contribuendo alla decadenza culturale che stiamo vivendo." Questa omologazione e la conseguente decadenza culturale, accelerate dalla logica algoritmica, ci spingono a interrogarci sui confini ultimi dell'essere umano. Tali dilemmi si fanno acuti di fronte alle macchine moderne: è proprio nella sfera della sopravvivenza e della coscienza che si gioca la vera differenza tra l'uomo e l'Intelligenza Artificiale. "L'istinto di sopravvivenza delle IA che cercano di replicarsi, credo sia dettato da una psicologia robotica che è tipica del genere umano: la paura della morte e la tensione verso l'immortalità, che però è un dato esistenzialmente non umano", aggiunge Andrea Pezzi. "L'uomo, invece, considera la morte come parte fondante del senso della vita, una caratteristica profondamente umana che non appartiene all'algoritmo. Il concetto più impressionante è che ci stiamo avvicinando alla fase in cui l'Intelligenza Artificiale sarà dotata di consapevolezza e volontà specifica. Per la prima volta, uno strumento inventato dall'uomo, da oggetto, sta per diventare soggetto della storia. Quando succederà,"
conclude il fondatore del Festival dell'Umano
,
"sarà una rivoluzione paragonabile all'invenzione della ruota, perché è la prima volta che un nostro strumento dialoga con noi con una specifica volontà, mettendoci in una condizione di dialettica con l'oggetto da noi inventato."
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Mondo aziendale sempre più 'giungla': ecco consigli per crescere e fare la differenza
(Adnkronos) - Il mondo aziendale assomiglia sempre più a una giungla: all’apparenza piena di opportunità, ma costellata di insidie invisibili che rischiano di bloccare sul nascere il percorso dei giovani professionisti. Secondo recenti ricerche internazionali, i giovani professionisti guardano con grande attenzione a opportunità di crescita e percorsi su misura. "Le trappole non sono mai dichiarate: si presentano in silenzio, con segnali impercettibili che chi è all’inizio tende a sottovalutare. Imparare a riconoscerle significa non farsi logorare e, soprattutto, non perdere di vista la propria energia e i propri obiettivi", spiega Alessandro Castelli, senior hr, strategy & communication advisor. Temi, dai segnali deboli al falso cameratismo, dall’indecisione aziendale ai ruoli rigidi – Castelli li approfondisce nel suo audiolibro 'La giungla aziendale. Spoiler: tu sei la preda?', (https://www.alessandrocastelli.it/pubblicazioni-audiolibri), offrendo strategie pratiche per orientarsi e crescere nel mondo del lavoro. Gli avvertimenti in azienda non arrivano mai urlati. Un manager che smette di rispondere, un collega che cambia improvvisamente atteggiamento, un progetto che perde priorità senza spiegazioni: sono dettagli che parlano più di mille mail ufficiali. Chi li ignora rischia di restare tagliato fuori dalle decisioni. L’ambiente di lavoro pullula di sorrisi e inviti a pranzo, ma questo non equivale a solidarietà. Spesso si tratta di relazioni strumentali, che svaniscono al primo cambio di scenario o di convenienza. Fidarsi troppo può trasformarsi in vulnerabilità. Basta un incarico mancato o una consegna in ritardo perché la credibilità si incrini. E, in un contesto aziendale competitivo, la reputazione non è solo immagine: è la vera moneta di scambio che determina accesso a opportunità, progetti e visibilità. Gli organigrammi rigidi trasformano i talenti in numeri. Un giovane con competenze trasversali può sentirsi soffocato in una casella prestabilita, senza possibilità di sperimentare. Non è un caso che sempre più under 30 scelgano di cambiare azienda piuttosto che restare intrappolati. Dopo aver riconosciuto segnali deboli, falso cameratismo, indecisione e ruoli rigidi, la vera domanda è: come orientarsi e crescere in questo contesto complesso? Alessandro Castelli individua quattro chiavi strategiche per affrontare la giungla aziendale e trasformare le insidie in opportunità: soft skill come moneta del futuro; attenzione all’overskilling; formazione reale e immersiva, andare oltre il 'welfare di facciata'. Il vero antidoto a un ambiente 'tossico' è la libertà di scelta. Aggiornare continuamente le proprie competenze, ampliare il network e coltivare passioni parallele significa non dipendere da un unico habitat. Una sorta di 'paracadute professionale' sempre pronto. "Il rischio maggiore non è cadere in una trappola, ma restare fermi a subirla", conclude Castelli. "Solo chi sviluppa consapevolezza e flessibilità riesce a trasformare la giungla aziendale in un ecosistema fertile, dove non si sopravvive soltanto, ma si cresce e si fa la differenza", conclude.
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Tiroide sotto osservazione, nel Lazio parte campagna di prevenzione
(Adnkronos) - Circa 6 milioni di italiani convivono con un disturbo alla tiroide, ma è una condizione a tutt’oggi sottostimata. Sono numeri che parlano chiaro e che spiegano perché la Fondazione Consulcesi ha scelto di lanciare la 'Campagna di prevenzione Tsh – Focus Ipotiroidismo', in collaborazione con Fimmg Roma, con il patrocinio della Regione Lazio e il contributo non condizionante di Merck. Il primo appuntamento è fissato per il 24 ottobre a Roma, davanti alla sede della Regione Lazio (via Cristoforo Colombo 212): per l’intera giornata, medici e infermieri saranno a disposizione dei cittadini e dei dipendenti regionali nell’Unità mobile 'Salute e inclusione' della Fondazione Consulcesi e in un gazebo dedicato per offrire screening e consulenze gratuite. Durante la giornata, la Regione Lazio darà il buon esempio e inviterà allo screening e alla consulenza gratuita i suoi circa 6 mila dipendenti, ma questa è soltanto la prima tappa di un percorso che mira non soltanto a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione delle malattie tiroidee, ma anche a intercettare chi ne è colpito in maniera silenziosa. "Con questa campagna vogliamo portare la prevenzione fuori dagli ospedali e vicino ai luoghi di vita quotidiana – dichiara Simone Colombati, presidente della Fondazione Consulcesi –. La tiroide è una piccola ghiandola, ma con un impatto enorme sulla salute: troppo spesso i suoi disturbi vengono diagnosticati tardi, quando hanno già compromesso la qualità della vita. Il nostro impegno come Fondazione è proprio questo: intercettare i bisogni di salute prima che diventino emergenze. Lo facciamo con progetti di prossimità, collaborando con istituzioni e medici sul territorio, perché crediamo che la prevenzione non sia un lusso ma un diritto di tutti. È un modo concreto di rispondere a un problema reale, non con le parole ma con i fatti". Secondo i dati SaluteLazio, l’ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto - riporta una nota - sono al terzo posto tra le patologie più diffuse nella Regione, dopo ipertensione e ipercolesterolemia, con un incremento di quasi il 9% in soli cinque anni. Nel 2023 i casi registrati hanno sfiorato quota 360 mila, di cui oltre 300 mila riguardano donne. "Il Lazio è tra le aree italiane più colpite dalle malattie tiroidee, specie nelle province di Frosinone e Latina. Esistono fattori di rischio e sintomi spesso sottovalutati, ma – sottolinea Alessandro Falcione, coordinatore dell’Unità mobile 'Salute e inclusione' della Fondazione Consulcesi e medico di famiglia Fimmg Roma – il medico di famiglia, grazie alla vicinanza e alla profonda conoscenza dei suoi assistiti, svolge un ruolo centrale nell’identificazione precoce e nella gestione di queste patologie, promuovendo strategie di case finding, cioè test mirati e personalizzati in base alle caratteristiche di ogni paziente". "Il nostro sostegno a questa campagna rappresenta un segnale concreto di attenzione verso la salute pubblica e la prevenzione. I dati - sottolinea Fabio De Lillo, responsabile Coordinamento attività strategiche spesa farmaceutica della Regione Lazio - ci dicono che le patologie tiroidee sono in aumento e che l’ipotiroidismo, in particolare, viene spesso diagnosticato tardi. Per questo è fondamentale promuovere iniziative di screening diffuse sul territorio e investire in un’educazione sanitaria continua. La Regione attraverso le Asl ed i propri ambulatori, insieme ai medici di famiglia e le farmacie territoriali, possono avere un ruolo strategico nel sensibilizzare i cittadini sull’importanza dei controlli periodici e sull’aderenza terapeutica. Solo attraverso una corretta informazione e una gestione consapevole del farmaco e dei dispositivi medici possiamo garantire percorsi di cura più efficaci e una spesa sanitaria più sostenibile". "Le patologie tiroidee interessano, secondo le più recenti stime epidemiologiche, circa il 5-10% della popolazione italiana, con una netta prevalenza nel sesso femminile e un’incidenza crescente tra i 35 e i 60 anni. Tuttavia, è fondamentale ricordare che una prevenzione efficace non coincide con una prevenzione di massa - ricorda Riccardo Pofi, tesoriere del Consiglio direttivo della Società italiana di endocrinologia (Sie) -. In endocrinologia, parlare di prevenzione significa parlare di appropriatezza: identificare i soggetti realmente a rischio, per familiarità, presenza di autoimmunità, uso di farmaci interferenti o condizioni come la gravidanza, e indirizzarli verso percorsi diagnostici mirati. La Sie, in qualità di società scientifica di riferimento nazionale, è costantemente impegnata a produrre evidenze scientifiche solide che permettano di individuare i fenotipi nei quali una strategia di screening si traduce concretamente in un beneficio clinico, sia per il paziente sia per il sistema sanitario". "Un altro fronte di lavoro riguarda la collaborazione strutturata con la medicina territoriale e la sinergia con le altre società scientifiche, con cui la Sie - aggiunge Pofi - condivide percorsi e obiettivi comuni, fino all’impegno nella formazione degli endocrinologi del futuro e nella promozione di un approccio sempre più multidisciplinare alla patologia tiroidea. L’obiettivo finale è quello di indirizzare lo screening verso i pazienti realmente meritevoli, ottimizzando l’impiego delle risorse del Ssn e rafforzando la collaborazione con la medicina del territorio. L’impegno della Sie è chiaro, rendere la prevenzione intelligente, personalizzata e fondata sui dati, coniugando efficacia clinica, appropriatezza e sostenibilità del sistema sanitario". L’ipotiroidismo è una delle disfunzioni endocrine più diffuse al mondo: "in Italia si stima una prevalenza di circa il 4%, fino al 9% se si aggiunge anche l’ipotiroidismo subclinico, con circa 300.000 nuovi casi ogni anno - spiega Antonio Spada, referente regionale Ame (Associazione medici endocrinologi) Lazio, Endocrinologia Ao San Giovanni Addolorata - E’ una patologia a lenta evoluzione, con una quota significativa di casi non diagnosticati per la aspecificità dei sintomi iniziali. Pur non essendo raccomandato uno screening universale sulla popolazione, un identikit dei soggetti che dovrebbero sottoporsi a screening comprende: donne sopra i 35-40 anni con familiarità per patologie tiroidee, persone con sintomatologia suggestiva per ipotiroidismo o con riscontro di noduli tiroidei, pazienti con diabete di tipo 1 o altre malattie autoimmuni, donne in gravidanza o in fase pre-concezionale se affette da tiroidite autoimmune o con precedenti aborti, chi assume farmaci che interferiscono con la funzione tiroidea (come amiodarone o litio)". "Tra i giovani e negli uomini la consapevolezza resta ancora bassa - osserva l’endocrinologo - ma i disturbi tiroidei possono manifestarsi anche in queste fasce: per questo è importante riconoscere precocemente segnali come stanchezza persistente, aumento di peso non spiegato, ipertensione, cardiopatie, alterazioni del ciclo mestruale o dell’umore. Importante è anche segnalare alle famiglie i disturbi di crescita dei bambini. L’iniziativa del 24 ottobre è importante perché avvicina la prevenzione alla popolazione generale e consente un primo livello di orientamento consapevole: la tiroide, pur piccola, regola funzioni vitali e intercettarne precocemente le disfunzioni significa proteggere la salute complessiva dell’organismo". Per aderire alla campagna, i cittadini possono effettuare un test orientativo online sul sito della Fondazione Consulcesi (https://www.fondazioneconsulcesi.org/progetti/). La consulenza medica presso l’Unità mobile è consigliata a chi, in base al test, riceve un’indicazione di rischio. Lo screening del 24 ottobre si terrà nel parcheggio sito in via Rosa Raimondi Garibaldi 5.
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Terremoto, Consulenti lavoro-Struttura Sisma 2016: rafforzata sinergia in cantieri ricostruzione
(Adnkronos) - Rafforzare la sicurezza nelle aziende dei territori colpite dal sisma del 2016 e nei cantieri degli interventi di ricostruzione, promuovendo strumenti che favoriscano trasparenza e legalità negli appalti, come l’Asse.Co., e misure previste a livello nazionale, come la patente a crediti e il badge di cantiere. Sono alcuni degli obiettivi del protocollo d’intesa rinnovato oggi presso la Presidenza del consiglio dei ministri dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e la Struttura commissariale sisma 2016.
L’accordo, operativo fino al termine della gestione commissariale, rappresenta un passo decisivo per coniugare ricostruzione materiale e rilancio sociale ed economico dei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, mettendo al centro la tutela dei lavoratori, la regolarità dei rapporti di lavoro e la competitività delle imprese. Il protocollo prevede, inoltre, la possibilità di introdurre importanti meccanismi premiali per le aziende asseverate, valorizzandone la regolarità contributiva e retributiva per la ricostruzione pubblica anche nelle procedure di gara. Il possesso dell’asseverazione Asse.Co. è criterio premiante nel caso in cui due o più operatori economici dovessero ottenere lo stesso punteggio finale. I bandi potranno, infatti, prevedere punteggi aggiuntivi per le imprese in possesso dell’asseverazione Asse.Co., fino a 2 punti sull’offerta tecnica, oltre a ulteriori indicatori premianti per chi aderisce volontariamente al sistema. Le parti riconoscono, inoltre, la formazione obbligatoria e continua come leva strategica e si impegnano a supportare le stazioni appaltanti nel controllo del rispetto delle norme in materia di lavoro e sicurezza. È inoltre prevista la progettazione di percorsi formativi modulari rivolti ai Responsabili unici del progetto (Rup) e ai Responsabili del servizio prevenzione e protezione (Rspp) da erogare anche tramite piattaforme accreditate, con particolare attenzione agli aspetti contrattuali, contributivi e retributivi. “Questo accordo rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso già avviato insieme alla Struttura commissariale nel 2023, con l’obiettivo di coniugare sicurezza nei luoghi di lavoro, legalità e trasparenza dei processi produttivi”, ha dichiarato il presidente del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca. “Attraverso strumenti come l’Asse.Co. e la formazione mirata di figure chiave come Rup e Rspp – ha aggiunto – vogliamo offrire un contributo concreto alla nascita di un sistema imprenditoriale sano, competitivo e socialmente responsabile, capace di trasformare l’esperienza della ricostruzione in un’occasione di crescita e sviluppo duraturo”, ha concluso. “Il percorso di ricostruzione e di rinascita dell’Appennino centrale che stiamo compiendo non può in alcun modo prescindere dal rispetto dei valori di sicurezza, trasparenza e legalità", ha dichiarato il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli. "A conferma di questo costante impegno è giunta oggi la sigla di questo protocollo, che rinsalda la proficua collaborazione con l’ordine dei consulenti del lavoro e si inserisce all’interno delle attività che già svolgiamo con l’Anac e la Struttura per la prevenzione antimafia del ministero dell’Interno. Attraverso l’utilizzo dell’asseverazione Asse.Co, strumento di certificazione promosso dai consulenti del lavoro, e a una accurata formazione contribuiamo a fare dei nostri territori luoghi più sicuri, nei quali vengono premiate l'efficienza e la legalità. Il cratere sisma è un laboratorio in costante evoluzione nel quale stiamo garantendo al tessuto imprenditoriale gli strumenti necessari per rialzarsi e crescere, in modo sano. Si tratta di premesse indispensabili per dare all’Appennino centrale un nuovo futuro nel segno della crescita duratura”, ha concluso.
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Starship archivia un altro successo: l'11° volo di test apre la via a Luna e Marte
(Adnkronos) - Il razzo-navetta Starship, l'imponente vettore sviluppato da SpaceX di Elon Musk, ha concluso con successo l'undicesima missione di prova, un traguardo fondamentale per le ambizioni lunari e marziane dell'azienda americana. Il lancio è avvenuto da Starbase, in Texas, poco dopo le 18:25 ora locale (23:25 GMT), con l'intera missione che si è conclusa nell'Oceano Indiano dopo 1 ora e 6 minuti dal decollo.
Alto più di 120 metri, il gigante della propulsione ha eseguito le manovre chiave con precisione. Circa tre minuti dopo il decollo, il primo stadio, il booster Super Heavy, ha spento i motori e, dopo essersi separato correttamente da Starship, ha eseguito con successo una manovra di discesa in mare. La navetta ha proseguito il volo raggiungendo una quota di circa 200 chilometri, un’altitudine di riferimento per l'orbita. Successivamente, ha rilasciato il suo carico utile composto da otto copie di satelliti Starlink e ha completato perfettamente una manovra di rientro e discesa controllata nell'Oceano Indiano.
Il successo del Flight 11 pone fine a una "serie di fallimenti nei test all'inizio di quest'anno," e consente a SpaceX di guardare con rinnovata fiducia al futuro, sperando di introdurre presto un prototipo Starship più avanzato. Il ruolo del veicolo nel futuro di SpaceX e dell'esplorazione spaziale è stato ribadito con forza dai vertici aziendali. "In definitiva, penso che Starship sarà ciò che ci porterà in cima come una delle aziende di maggior valore. Non riusciamo nemmeno a immaginare cosa farà Starship per l'umanità e per la vita degli esseri umani, e penso che questa sarà la parte di maggior valore di SpaceX," ha dichiarato la presidente di SpaceX, Gwynne Shotwell.
"Questa convinzione", ha aggiunto la Shotwell, "si basa sul fatto che il razzo completamente riutilizzabile, con una capacità di carico in orbita terrestre bassa che potrebbe superare le 100 tonnellate metriche, cambierà ogni cosa nel volo spaziale, andando oltre la mera riduzione dei costi di lancio. Starship è così grande che il concetto di come mettiamo le cose nello spazio, di come le persone viaggeranno nello spazio, è totalmente diverso."
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I videogiochi rendono più felici e creativi e riducono lo stress
(Adnkronos) - Non sono più considerati un semplice passatempo: i videogiochi esercitano un'influenza tangibile sul benessere psico-fisico e sulle capacità cognitive dei giocatori. È quanto emerge da "
The Power of Play
," uno studio globale di vasta portata condotto su circa 24.000 videogiocatori distribuiti in 21 Paesi, inclusa l’Italia. La ricerca, coordinata dalla Entertainment Software Association (ESA) in collaborazione con Video Games Europe, di cui fa parte IIDEA (l’associazione di riferimento per l'industria italiana dei videogiochi), è stata presentata a Pesaro in occasione della Giornata Mondiale sulla Salute Mentale, aprendo l'omonimo festival dedicato all'impatto sociale dei videogiochi. I risultati confermano che i videogiochi agiscono come una sana valvola di sfogo nei momenti di difficoltà. Lo studio evidenzia che, in tutti i 21 Paesi esaminati, "il sollievo dallo stress è tra i tre principali benefici percepiti dai videogiocatori."
I dati italiani sono particolarmente netti: oltre sette persone su dieci (71%) dichiarano di giocare specificamente per rilassarsi e ridurre lo stress. Per il 60% degli intervistati, i videogiochi rappresentano un antidoto contro l'ansia, mentre il 54% li ritiene capaci di aumentare la felicità quotidiana. Il valore sociale emerge anche nel contrasto all'isolamento: per il 49% degli italiani, il gioco aiuta a combattere la solitudine. L'impatto positivo si estende al piano intellettuale. Quasi un videogiocatore su due afferma di dedicarsi al gioco per stimolare la mente e mantenersi mentalmente attivo. A dimostrazione di ciò, i generi più popolari in Italia sono i puzzle game (51%), seguiti dai giochi d’azione (35%). Oltre all'intrattenimento immediato, l'esperienza ludica è riconosciuta come un fattore di sviluppo di competenze spendibili nel mondo del lavoro e della formazione. Un intervistato su due ritiene che il videogiocare consenta di coltivare hobby o interessi altrimenti inaccessibili. Inoltre, una percentuale significativa di giocatori riconosce che l'esperienza ludica ha influenzato positivamente il proprio percorso di vita o professionale, grazie alle competenze acquisite durante il gioco. Tra queste, spiccano la capacità di potenziare la Creatività (indicata dal 70% degli intervistati), lo sviluppo del Problem Solving (67%) e l'abilità nel Lavoro di Squadra (64%), affiancate dall'affinamento del Pensiero Critico (57%) e da una migliore (50%). Il videogioco si afferma anche come un potente strumento di connessione e condivisione. Il 39% dei genitori intervistati dichiara che giocare insieme ai figli ha migliorato la relazione familiare, creando un momento di dialogo. Più in generale, il 61% riconosce ai videogiochi la capacità di creare nuove connessioni sociali, e il 55% ammette di aver scoperto musica, personaggi o storie grazie ai videogiochi, che sono poi diventati parte integrante dei propri interessi culturali in altri ambiti (film, libri o serie TV).
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Pokémon Legends 3 e non solo: trapelano dettagli sui prossimi giochi della serie
(Adnkronos) - Una nuova serie di leak sta scuotendo la community dei fan di Pokémon. Dopo le recenti indiscrezioni su Pokémon Wind e Pokémon Waves, nelle ultime ore sono emerse informazioni su due progetti inediti in lavorazione presso Game Freak: Pokémon Legends 3 e un misterioso remake multi-regione dal nome in codice Seed. Secondo quanto riportato, Pokémon Legends 3 sarebbe ambientato nella regione di Galar, ma ben 1.000 anni nel passato rispetto agli eventi di Pokémon Spada e Scudo. Il gioco racconterebbe la creazione della prima Poké Ball in grado di contenere forme Gigamax, suggerendo un legame diretto con le origini di questa particolare meccanica introdotta nell’ottava generazione. Al momento, tuttavia, non esistono immagini o conferme ufficiali, e il progetto potrebbe essere ancora in una fase preliminare di sviluppo. Ancora più enigmatico il secondo titolo, indicato dal nome in codice Seed, che secondo i file trapelati dovrebbe unire più regioni in un unico grande mondo di gioco. Il protagonista potrebbe spostarsi liberamente da Sinnoh a Hoenn, passando anche per Kitakami, la regione introdotta in Scarlatto e Violetto: Il tesoro dell’Area Zero. Un aggiornamento successivo ha inoltre chiarito che Seed sarebbe in realtà un prototipo per un gioco Pokémon online di nuova generazione, con un’enfasi sull’esplorazione condivisa e interconnessa tra più giocatori. Queste informazioni fanno parte del cosiddetto “Teraleak”, l’enorme fuga di dati proveniente da un attacco informatico ai server di Game Freak avvenuto circa un anno fa, che continua ancora oggi a rivelare documenti, concept e progetti mai annunciati. Tra questi, sarebbero stati rinvenuti anche materiali relativi a un mai realizzato Pokémon Legends: Ho-Oh e Lugia, poi cancellato in fase di concept. A completare il quadro, alcune note interne accennano alla Generazione 11 di Pokémon, la cui uscita sarebbe pianificata per il 2030. Un dettaglio che lascia intendere quanto lontano The Pokémon Company stia già guardando nel futuro della serie. Curiosamente, secondo le stesse fonti, il concept di Pokémon Legends: Galar avrebbe preso ispirazione da Xenoblade Chronicles X, usato come riferimento durante la presentazione interna del progetto. Un dettaglio che spiegherebbe l’attenzione di Game Freak verso mondi più vasti e connessi, forse preludio a una nuova era per il franchise. Come sempre, è bene prendere queste notizie con cautela: molte idee trapelate in passato sono state cancellate o completamente trasformate prima di arrivare sul mercato. Ma se anche solo parte di quanto emerso dovesse rivelarsi reale, il futuro di Pokémon potrebbe essere più ambizioso (e interconnesso) che mai.
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