L'estetica del benessere e l'evoluzione degli spazi domestici alla Milano Design Week

(Adnkronos) - In occasione della Milano Design Week, l'esposizione "The Swedish Home by Electrolux" propone una riflessione sulla trasformazione della casa in un rifugio dedicato alla riconnessione e alla gestione consapevole del tempo. Situato nel distretto di Porta Venezia dal 21 al 26 aprile, lo spazio espositivo utilizza un cortile rigoglioso che richiama le foreste svedesi per introdurre i visitatori in ambienti interni focalizzati sulla semplificazione e sulla flessibilità domestica. Il concetto portante si basa sulla "giusta misura" scandinava, interpretando la tecnologia non come elemento invasivo, ma come strumento integrato per favorire l'equilibrio tra vita privata e attività quotidiane. L'allestimento prevede un programma multidisciplinare che alterna momenti di approfondimento teorico a esperienze pratiche. Il giardino interno ospita sessioni di Yoga e Sound Meditation, seguite da approfondimenti sulla cultura gastronomica nordica. Parallelamente, l'Auditorium diventa sede di Design Talk curati da esperti del settore, volti a esplorare i temi più attuali del vivere contemporaneo. L'area dedicata al gusto propone invece sessioni di cucina e laboratori sensoriali, con workshop creativi estesi anche alle fasce d'età più giovani per favorire la sperimentazione in ambito domestico. Il piano superiore dell'esposizione è riservato all'approfondimento dell'estetica funzionalista, con un focus sul brand AEG. Il linguaggio visivo, radicato nei principi della corrente Bauhaus, si traduce in linee essenziali e rigore formale. In quest'area è installata la "Silence Room", un'esperienza multisensoriale progettata per dimostrare come l'eccellenza tecnologica delle nuove gamme di lavastoviglie possa contribuire al comfort acustico dell'abitazione. L'integrazione tra design ed emozione viene così analizzata attraverso la cura del dettaglio e la ricerca della perfezione tecnologica, ponendo l'individuo al centro di un ecosistema domestico orientato al benessere psicofisico. 
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Dieci milioni di euro per l'adozione dell'intelligenza artificiale in Europa per le PMI

(Adnkronos) - Factorial ha annunciato lo stanziamento di un fondo da dieci milioni di euro destinato ad accelerare la digitalizzazione delle aziende in oltre dieci Paesi, con un focus particolare sul mercato italiano. L'iniziativa punta a sostenere gli investimenti in automazione nelle funzioni chiave del business, tra cui le risorse umane, la finanza e la gestione dell'infrastruttura IT. L'urgenza di tali interventi è confermata dai dati di mercato: secondo McKinsey, l'IA generativa potrebbe incrementare la produttività globale di 4,4 trilioni di dollari annui. Tuttavia, i rilievi di Boston Consulting Group indicano che attualmente solo il 5% delle imprese trae valore significativo da queste tecnologie su larga scala, mentre il 60% non riscontra ancora benefici concreti nonostante gli investimenti sostenuti.  
Come osservato da Jordi Romero, CEO di Factorial: "il prossimo decennio della performance aziendale in Europa sarà determinato dalla capacità delle imprese di integrare efficacemente l'intelligenza artificiale nelle proprie operazioni”. L'obiettivo dichiarato è la rimozione degli ostacoli economici che impediscono alle organizzazioni di costruire un vantaggio competitivo attraverso la digitalizzazione dei processi. 
Il fondo è strutturato in due componenti paritetiche da cinque milioni di euro ciascuna. La prima tranche è dedicata alla riduzione diretta dei costi iniziali di adozione della piattaforma, applicata al momento della sottoscrizione contrattuale. La seconda parte viene erogata sotto forma di crediti per l'utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale integrati, facilitando la scalabilità dei progetti di trasformazione digitale nel tempo. Oltre al supporto finanziario, le imprese aderenti possono accedere a programmi di formazione, webinar e attività di coaching per il management. 
L'accesso alle risorse è riservato alle aziende con un organico compreso tra 20 e 1.000 dipendenti che sottoscrivono per la prima volta un contratto annuale per i pacchetti specifici della piattaforma. Le agevolazioni vengono applicate automaticamente alle realtà idonee fino a esaurimento dei fondi. Questa iniziativa coincide con il decimo anno di attività della società, consolidando un percorso orientato alla gestione aziendale basata sull'analisi dei dati. 
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Odontoiatra, 'dal caffè allo svapo, 5 gesti quotidiani per proteggere il sorriso'

(Adnkronos) - Nel cucchiaino di zucchero che finisce nel caffè, nello ‘svapo’ percepito come alternativa innocua alla classica sigaretta, nel bicchiere d'acqua che dimentichiamo di bere al risveglio o nella fretta con la quale laviamo (o non laviamo) i denti: il rischio di abbassare le difese dei nostri denti si nasconde nei gesti più comuni. In vista della Giornata mondiale della Salute orale (20 marzo), Mentadent e l'odontoiatra Luca Levrini, professore associato all'università degli Studi dell'Insubria e direttore della Scuola di specializzazione in Ortodonzia, richiamano l'attenzione su 5 comportamenti, diffusi tra adulti e giovani, che possono influenzare la salute orale di tutta la famiglia.  Il primo è forse quello al quale si pensa meno: l'aggiunta dello zucchero nel primo caffè del mattino, avverte l'esperto. "Il saccarosio viene metabolizzato immediatamente dai batteri responsabili della carie - spiega Levrini - Questo processo riduce il pH salivare al di sotto della soglia critica dello smalto (circa 5,5), favorendo la sua demineralizzazione e l'avvio del processo carioso. Il caffè, invece, contiene polifenoli con attività antiossidanti ed è un ottimo alleato della salute orale". Altro tema attuale è l'utilizzo delle sigarette elettroniche. "Gli effetti negativi vengono spesso sottovalutati, ma, soprattutto se contengono nicotina, rischiano di compromettere la salute gengivale - illustra lo specialista - Determinano infatti una vasocostrizione periferica, con riduzione dell'apporto nutritivo ai tessuti gengivali. Questa condizione influisce sulla risposta infiammatoria e sui meccanismi di guarigione, aumentando il rischio di patologie alle gengive e all'osso di sostegno del dente. Oltre ad avere potenziali effetti negativi sull'equilibrio dei batteri del cavo orale. E' importante che questi aspetti vengano considerati e condivisi, anche in famiglia, alla luce dell'incidenza del fumo nelle fasce più giovani della popolazione".  Tra le abitudini più diffuse e sottovalutate della giornata c'è poi la scarsa idratazione dei denti al risveglio. "Durante le ore notturne - evidenzia l'odontoiatra - la fisiologica riduzione del flusso salivare rende l'ambiente orale più suscettibile all'abbassamento del pH e alla proliferazione batterica. L'assunzione di acqua minerale, soprattutto se ricca di fluoro, calcio e bicarbonati, contribuisce al ripristino dell'equilibrio del pH orale e fornisce minerali utili ai processi di remineralizzazione dello smalto". Da qui il consiglio di bere un bel bicchiere d'acqua appena svegli. Anche il 'quando' lavarsi i denti fa la differenza. "L'igiene orale - chiarisce Levrini - dovrebbe essere effettuata dopo la colazione, preferibilmente attendendo circa 30-40 minuti per consentire la stabilizzazione del pH. E' consigliabile limitare il risciacquo con acqua dopo lo spazzolamento per trattenere parte del dentifricio in bocca e prolungare l'azione topica dell'idrossiapatite, del fluoro o degli altri principi attivi contenuti nel dentifricio". Infine la routine serale, il momento più importante per la prevenzione: "L'igiene orale serale riveste un ruolo fondamentale nella prevenzione delle patologie orali. Un accurato spazzolamento, associato all'utilizzo di collutori, filo interdentale o scovolini, riduce significativamente il rischio di carie e malattia parodontale", rimarca l'esperto. Se per i bambini tutto questo significa consolidare un'abitudine che li accompagnerà anche da grandi, per gli adulti rappresenta la difesa principale contro problematiche gengivali spesso silenziose.  La prevenzione, insomma, comincia già con il primo gesto del mattino e cresce dentro le mura di casa, dove ogni comportamento può diventare un (buon) esempio. "La famiglia è un nucleo educativo fondamentale in grado di influenzare in modo determinante l'acquisizione e il consolidamento delle corrette abitudini legate anche alla salute orale - afferma Levrini - I comportamenti vengono appresi prevalentemente per osservazione e imitazione, rendendo il ruolo dei genitori centrale nella costruzione di routine corrette e durature. I genitori devono essere d'esempio e la coerenza tra quello che viene raccomandato e quello che viene praticato è un elemento essenziale per l'efficacia educativa. Non solo i genitori - precisa - ma anche gli adolescenti possono essere un modello per rendere ogni momento della famiglia un esempio da emulare. La cena e le vacanze sono ottime occasioni per condividere gesti e comportamenti utili a prevenire carie e gengiviti, rendendo la famiglia l'ambiente migliore per educare alla prevenzione primaria e contribuendo in modo significativo al mantenimento globale della salute orale".  La prevenzione orale "è un percorso continuo che combina scienza, abitudini quotidiane e ruolo educativo della famiglia - conclude Luigi Amicarelli, Marketing Lead Oral Care Unilever Italia - In occasione della Giornata mondiale della salute orale del 20 marzo, ricordiamo quanto ogni gesto, piccolo ma costante, contribuisca a proteggere il sorriso e a consolidare comportamenti virtuosi, osservati e imitati dai più giovani. Quando la prevenzione diventa parte della routine familiare, il suo effetto si moltiplica, offrendo benefici duraturi per adulti e bambini". 
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Cni, ingegneri sostengono progetto nuovo Codice costruzioni ma vanno risolte alcune criticità

(Adnkronos) - “Il vigente Testo unico dell'edilizia è più che maggiorenne avendo raggiunto i cinque lustri. In questo arco di tempo è stato oggetto di numerosi interventi di modifica puntuali ma oggi non basta più una revisione: serve un Codice integralmente nuovo possibilmente di natura legislativa e non regolamentare come il DPR, che dia al Paese una cassetta degli attrezzi all'altezza degli obiettivi di rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale, contenimento del consumo di suolo e sicurezza del patrimonio costruito che l'Europa e l'Agenda 2030 ci chiedono”. Così si è espresso Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni in occasione della partecipazione al convegno 'Il progetto di nuovo Codice delle costruzioni' tenutosi oggi presso la Camera dei Deputati. “Il Consiglio nazionale degli ingegneri - ha proseguito Perrini - ritiene utile il disegno di legge delega oggi all'esame del Parlamento. Un anno fa, quando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avviò la consultazione attraverso la piattaforma digitale, il Cni partecipò congiuntamente con il Consiglio nazionale degli architetti e con il Consiglio nazionale dei geometri. Il contributo fu elaborato dal nostro Gruppo di Lavoro sulle normative edilizie e urbanistiche e si concentrò su tre priorità: il principio della responsabilità professionale non solidale, limitata nel tempo e circoscritta all'attività effettivamente svolta; il fascicolo digitale del fabbricato e l'anagrafe delle costruzioni; le norme tecniche per le costruzioni. Desidero sottolineare che tutti e tre i punti che avevamo proposto sono stati recepiti nella legge delega. E' la conferma che quando il dialogo istituzionale è reale, i risultati arrivano”. L'impostazione della riforma, a giudizio del Cni, è quella giusta: sostituzione e abrogazione delle norme vigenti, non ennesima stratificazione. Tuttavia, il presidente Perrini ha tenuto a sottolineare anche alcune criticità che per il Cni vanno corrette. La prima riguarda lo stato legittimo degli immobili. La legge delega prevede che sia il professionista ad asseverare i titoli pregressi, con responsabilità anche penale. Questo meccanismo risulta squilibrato: la conoscenza della storia edilizia di un immobile compete in primo luogo al proprietario, mentre si chiede al tecnico di garantire la legittimità di atti e provvedimenti storici sui quali non ha avuto alcun controllo. La seconda criticità riguarda la doppia conformità. Per le lievi difformità il principio del suo superamento va nella giusta direzione. Ma per le costruzioni in zona sismica permane l'obbligo di conformità alle norme tecniche vigenti sia al momento della realizzazione sia a quello del rilascio del titolo in sanatoria. Questo doppio vincolo rischia di rendere la sanatoria impraticabile per un numero molto ampio di immobili, vanificando nella pratica lo sforzo di semplificazione ed anche di messa in sicurezza del patrimonio esistente.  La terza criticità riguarda il rapporto con la pianificazione urbanistica. La legge delega sembra ammettere interventi di natura urbanistica in assenza di strumento attuativo e consente cambi di destinazione d'uso in deroga alla pianificazione. Questo approccio preoccupa il Cni: il governo del territorio richiede una visione organica degli interventi. Senza un progetto urbanistico d'insieme, si rischia la frammentazione e l'incoerenza. Serve una riforma della legge urbanistica nazionale, incentrata non più sull'espansione ma sulla rigenerazione, sulla prossimità dei servizi, sulla sostenibilità e sull'inclusione sociale.  “La legge delega - ha concluso Perrini - è un punto di partenza, non di arrivo: la qualità della riforma si misurerà sui decreti legislativi attuativi. Per questo chiediamo che nella fase di redazione del nuovo Codice sia garantito un coinvolgimento strutturato delle professioni tecniche. I Consigli Nazionali delle professioni tecniche si rendono disponibili ad avviare un tavolo di lavoro permanente per la stesura del nuovo testo normativo. Il Consiglio nazionale degli ingegneri è pronto a fare la propria parte, con competenza e spirito costruttivo”. 
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Progetto paternità consapevole, dall'Iss 8 consigli per coinvolgimento attivo

(Adnkronos) - Papà che si prendono cura di figli e figlie e lo fanno fin dai primi momenti dalla nascita, in maniera concreta ed empatica: sono i cardini del progetto europeo '4E-Parent', coordinato dall'Istituto superiore di sanità che in occasione della Festa del papà propone 8 consigli legati proprio ai risultati del progetto. Un coinvolgimento dei padri nella genitorialità - sottolineano gli esperti e le esperte - ha esiti positivi per lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei bambini e delle bambine, crea fin dall'inizio un forte legame affettivo, migliora la salute psico-fisica di figli e figlie e della madre, contribuisce alla parità fra uomini e donne e al contrasto alla violenza domestica. Inoltre, per una donna avere accanto un compagno più informato, consapevole e partecipe (senza essere intrusivo o controllante) è un grande beneficio: per condividere responsabilità e lavoro di cura e domestico, per conciliare lavoro, famiglia e tempo libero con minore stress, per relazioni familiari più equilibrate e più ricche. Grazie al progetto - informa l'Iss - è disponibile per il pubblico una mappa delle risorse di sostegno per i padri. Infine, nella pagina dedicata ai materiali di comunicazione del progetto sono scaricabili le schede informative dedicate a temi come occupazione femminile, offerta di asili nido, legislazione sui congedi, welfare aziendale.  Questi gli 8 consigli per una paternità attiva e consapevole che l'Iss propone ai papà: 1) Inizia subito, fin dalla gravidanza. Il tuo ruolo non comincia al parto. Vai alle visite, partecipa agli incontri di accompagnamento alla nascita nel tuo consultorio familiare di zona. Il legame si costruisce già prima che il bambino o la bambina nasca; 2) Tieni in braccio e in contatto pelle-a-pelle la tua bambina o il tuo bambino. Il contatto fisico precoce non è solo tenero: cambia il tuo cervello. La relazione si costruisce con il tempo trascorso insieme, la presenza e il contatto; 3 )Cambia i pannolini, fai il bagnetto, leggi ad alta voce, recita filastrocche, canta. E cucina per tutta la famiglia. Il coinvolgimento pratico fin dall'inizio migliora lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo di tuo figlio o tua figlia e contribuisce alla relazione di co-genitorialità; 4) Sostieni l'allattamento. Allattare è impegnativo. Stai vicino, incoraggia, occupati del resto della casa. Il tuo supporto è importante e fa la differenza. Ancora: 5) Prenditi i 10 giorni di congedo, tutti e 10. Sì, sono pochi, ma sono un tuo diritto. Non rinunciarci per nessun motivo. Quei 10 giorni valgono per te, per il tuo bambino o la tua bambina, e per la tua compagna; 6) Se puoi, chiedi anche il congedo parentale. Oltre ai 10 giorni obbligatori, esiste il congedo parentale, facoltativo e retribuito. Informati. Usarlo non è un lusso, è un tuo diritto e contribuisce al benessere di tutta la famiglia; 7) Parla di come stai. Il periodo dopo il parto può essere difficile anche per i papà. Anche tu puoi sentirti in difficoltà. Chiedi aiuto se ne hai bisogno, i consultori familiari, i servizi per la famiglia e le associazioni del territorio offrono sostegno alle mamme e ai papà. Non sei solo; 8) Essere un papà presente e coinvolto fa bene anche a te. Più ti prendi cura dei tuoi figli e figlie, più stai bene. Il coinvolgimento nella cura produce cambiamenti positivi anche nel tuo corpo e nella tua mente. La scienza lo dice, tanti papà lo confermano. 
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Toyota rilancia sull'elettrico con il C−HR+, suv 'emozionante' con 600 km di autonomia

(Adnkronos) - Prestazioni di alto livello e autonomia sempre più estesa: Toyota sa bene come questi elementi siano decisivi per la progressiva affermazione delle elettriche 'pure'. Per questo la casa giapponese rafforza la sua offerta 'multi-tecnologica' con il nuovo C−HR+, un Suv elettrico che rilancia la proposta a zero emissioni e grazie alla disponibilità di due batterie differenti punta a soddisfare un'ampia gamma di clienti, offrendo elevata potenza - da 167 a 343 CV - ed efficienza, tramite una tecnologia condivisa con le altre Bev, bZ4X e bZ4X Touring.  Il C−HR+ propone anche nuove soluzioni avanzate per la gestione della batteria, e un caricatore rapido DC da 150 kW, un caricabatterie AC di bordo da 22 kW (sull'allestimento Premium) e sistemi che ottimizzano l’autonomia e i tempi di ricarica migliorati grazie alle funzioni di riscaldamento e pre-condizionamento della batteria. La gamma del nuovo Suv elettrico - sviluppato sulla piattaforma eTNGA specificamente progettato per i BEV - prevede due opzioni di batterie agli ioni di litio da 57,7 kWh e 77 kWh con un'autonomia estesa fino a 607 km (nel ciclo Wltp): gli accumulatori sono forniti da Prime Planet Energy & Solutions , una joint venture di Toyota Motor Corporation (51%) e Panasonic (49%).  Per 'rassicurare' la clientela Toyota offre una garanzia della batteria fino a 10 anni, con la possibilità - dopo il periodo convenzionale - di attivare la garanzia Toyota Relax Plus, semplicemente effettuando il tagliando del veicolo presso un operatore della rete Toyota. In questo modo si ottiene una garanzia aggiuntiva di 12 mesi/15.000 km che potrà essere attivata ogni anno fino a 15 anni dalla data della prima immatricolazione del veicolo o fino a 250.000 km. La versione con maggiore capacità è offerta anche a quattro ruote motrici con un'accelerazione 'emozionante' (0–100 km/h in 5,2 secondi), una stabilità migliorata in condizioni scivolose e una capacità di traino di 1.500 kg.  Il design è quello della nuova generazione di C−HR con un andamento da SUV coupé che combina un linea dinamica con una ampia disponibilità di spazio interno, grazie anche a un passo di 2.750 mm – 110 mm più lungo rispetto al C−HR 'normale'. La lunghezza complessiva sale così a 4,53 m. Le dimensioni maggiori si traducono poi in una capacità di carico fino a 416 litri. Le prime consegne in Italia sono previste a partire dal prossimo mese di maggio. 
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Salutequità: "9 anni dopo pubblicazione Lea in Gu nessuna certezza per pazienti"

(Adnkronos) - "Nove anni fa - il 18 marzo 2017 - sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale i nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini. Queste misure sono entrate pienamente in vigore solo quasi 8 anni dopo, grazie all'approvazione del nuovo tariffario per l'assistenza specialistica ambulatoriale e protesica (decreto del 25 novembre 2024). A circa 1 anno di distanza, però, lo stesso decreto è stato rimesso in discussione: 2 sentenze del Tar del Lazio, emesse a settembre e dicembre 2025, lo hanno annullato per problemi procedurali. In particolare, i giudici hanno rilevato che non è stata svolta un’istruttoria adeguata. Per questo motivo il ministero della Salute dovrà approvare un nuovo provvedimento entro 365 giorni dal deposito delle sentenze, quindi entro il 2026, altrimenti si rischia di lasciare senza tutele i diritti dei pazienti". Così all'Adnkronos Salute Tonino Aceti, presidente di Salutequità.  "Questa vicenda dimostra come, nella pratica, la garanzia e l'ampliamento dei diritti dei pazienti siano ancora limitati. Ora non sono più ammissibili errori: è necessario assicurare equità nell'accesso alle cure e all'innovazione per tutte le persone, in tutte le regioni", conclude Aceti. 
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Giornata vittime Covid, Ordini dei medici: "In pandemia una strage di operatori, c'è stata rabbia e ora c'è delusione"

(Adnkronos) - A 6 anni dal 18 marzo 2020, quando una lunga colonna di camion militari sfilò a Bergamo, nel silenzio del lockdown, trasportando verso altre città le bare delle vittime del Covid, i sentimenti dei medici sono di "rabbia e delusione", dice all'Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). "Allora i professionisti sono stati lasciati soli. Ricordiamo i sacchi dell'immondizia attaccati alle gambe perché non c'erano sistemi di protezione, ed è solo uno degli esempi possibili. La rabbia è legata al fatto che abbiamo perso tante persone che potevano essere salvate se il sistema fosse stato pronto. E dopo quella rabbia oggi c'è la delusione per quell'impegno che era stato assunto - 'non deve succedere mai più' - ma che non è stato ancora mantenuto. Quindi rabbia per ciò che è successo, delusione per quello che non è successo", evidenzia Anelli nella Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Covid. "Se guardo indietro penso al numero dei medici che sono deceduti per via del coronavirus, 380 che sommati alle perdite nelle altre professioni sanitarie è una vera e propria strage - continua il presidente dei medici italiani - sicuramente a causa di una malattia che nessuno di noi si aspettava, ma anche a causa del fatto che il Servizio sanitario nazionale non è stato sufficientemente pronto a proteggere i suoi professionisti", evidenzia Anelli che ricorda anche "la solidarietà e la vicinanza di tanta gente che poi ha apprezzato l'impegno e il sacrificio degli operatori in quel periodo, nei confronti dei malati. Quello che resta oggi, come insegnamento, è che sicuramente il Covid e il sacrificio dei professionisti è presente nella coscienza collettiva della nostra società. Ne abbiamo riscontro anche nell'indagine demoscopica appena realizzata da Fnomceo, secondo la quale l'84% dei cittadini esprime una grande fiducia nella medicina, che significa che quella lezione è rimasta impressa". Ma "resta l'amaro in bocca perché ancora oggi non c'è un piano straordinario per le professioni sanitarie".  Quello che manca, insomma, "è la risposta al sacrificio attraverso un investimento concreto sui professionisti. Continuo a ripetere: non è sufficiente, non è stato sufficiente, anche se è importante, l'impegno economico con il Pnnr. Oggi noi abbiamo bisogno di fare delle politiche che incentivino soprattutto l'attrattività della professione medica in termini economici, ma soprattutto in termini di valorizzazione delle loro competenze e delle loro autonomie. Questo ci sarammo aspettati dal sistema. Se sono morti 380 medici, significa che il sistema non è riuscito a dare quella sicurezza che avrebbe dovuto dare", ammonisce Anelli. Il Ssn, prosegue, "non può essere soltanto costiuito da strumenti e strutture, è fatto soprattutto di persone: di donne e uomini che lavorano nel sistema. Non è una mera infrastruttura tecnica, ma è un'infrastruttura che permmette la coesione sociale, fondamento della pace. E i medici oggi sono operatori di pace - sottolinea il presidente - perché nel momento in cui incontrano il dolore, incontrano la sofferenza, incontrano la fragilità, si mettono in gioco. Rappresentano esattamente il contrario di quello che fa oggi: la violenza e la guerra che tutti noi abbiamo sotto gli occhi". 
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A Bergamo la storia dell’Ucraina salvata dai volontari di Wikipedia

(Adnkronos) - Dal 19 al 28 marzo, la Biblioteca Civica Antonio Tiraboschi di Bergamo ospita una mostra fotografica che ripercorre l'identità e le ferite dell'Ucraina attraverso lo sguardo della cultura libera. L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra Wikimedia Italia e Wikimedia Ucraina, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e naturale di un Paese segnato da anni di ostilità. Il percorso espositivo attinge a un archivio digitale monumentale, alimentato nel tempo da concorsi globali come Wiki Loves Monuments, che da solo ha raccolto quasi 450.000 immagini in quattordici anni, insieme ai contributi di Wiki Loves Earth e Wiki Loves Folklore. L'impatto del conflitto sulla memoria storica ucraina è quantificabile in oltre duemila beni culturali danneggiati o distrutti. Tra questi figurano siti di inestimabile valore come la Cattedrale della Trasfigurazione a Odesa, il Museo di Ivankiv e strutture strategiche come la diga di Kakhovka. Anche il patrimonio naturale ha subito colpi pesanti, con circa il 30% delle aree protette coinvolto in operazioni militari o occupazioni, inclusa la Riserva Naturale di Askania-Nova. In questo contesto, la fotografia libera cessa di essere una semplice documentazione estetica per trasformarsi in uno strumento di conservazione digitale, capace di consegnare alle generazioni future l'essenza di monumenti e paesaggi che rischiano di scomparire. Il progetto riflette la resilienza della comunità ucraina dei volontari di Wikipedia, che continua a produrre contenuti di qualità nonostante le difficoltà operative imposte dalla guerra. La collaborazione tra i due Paesi, sostenuta anche dal patrocinio del Consolato Generale d’Ucraina, sottolinea come i valori della conoscenza aperta possano superare i confini nazionali e le contingenze belliche. Attraverso questa mostra, le immagini diventano una testimonianza collettiva che unisce la bellezza dei paesaggi alle ferite della cronaca, offrendo al pubblico italiano una prospettiva diretta sul lavoro di salvaguardia della memoria storica portato avanti dai volontari globali. 
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Sovranità digitale e sicurezza nazionale, il dibattito sulle nuove architetture tecnologiche

(Adnkronos) - L'incontro "Innovazione, AI e Cybersecurity: verso un nuovo paradigma nazionale" a Palazzo Giustiniani riunisce esperti e istituzioni per definire le strategie della trasformazione digitale. Il Senato della Repubblica ospita presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani un confronto istituzionale dedicato alla definizione di un nuovo modello di resilienza digitale per il sistema Paese. L'evento, promosso su iniziativa del senatore Cantalamessa, si focalizza sull'integrazione tra intelligenza artificiale e cybersicurezza, analizzandone l'impatto sullo sviluppo economico, sulla sicurezza nazionale e sulla competizione tecnologica globale. Il programma affronta le criticità legate alla governance della trasformazione digitale e alla necessità di consolidare la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato. Al centro del dibattito figurano l'implementazione di architetture di sicurezza integrate e la protezione delle infrastrutture strategiche dalle minacce informatiche in costante evoluzione. Gli interventi tecnici previsti analizzano come l'adozione dell'AI influenzi gli equilibri geopolitici e la capacità competitiva delle imprese. Gabriele Ferrieri, Presidente dell'Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI), ha sottolineato che l’incontro rappresenta “un’occasione per confrontarsi su priorità e strategie in materia di AI e cybersecurity, con l’obiettivo di consolidare la competitività digitale del Paese e favorire la collaborazione tra istituzioni e imprese”. Il panel dei relatori riflette la complessità della sfida tecnologica, includendo rappresentanti dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), analisti politici e vertici militari con esperienza presso il Quartier Generale della NATO. La discussione coinvolge inoltre i principali attori del settore privato e della formazione tecnologica, tra cui Netgroup, BIP, Maticmind, Cisco, Nscale ed EPICODE Institute of Technology. Il confronto mira a tracciare una rotta per lo sviluppo di competenze specialistiche, considerate fondamentali per supportare l'innovazione industriale e garantire una difesa cibernetica proattiva in un contesto di crescente instabilità digitale. 
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