Forza Horizon 6 sceglie il Giappone, a maggio su console e PC

(Adnkronos) - Xbox Game Studios e Playground Games hanno ufficializzato il debutto di Forza Horizon 6, fissato per il prossimo 19 maggio su Xbox Series X|S e PC, con disponibilità immediata nel catalogo Game Pass. La notizia più rilevante sul fronte della distribuzione riguarda l'apertura al mondo Sony, con il titolo che approderà su PlayStation 5 nel corso del 2026. L'offerta commerciale si divide tra la versione Standard e la Premium; quest'ultima garantisce l'accesso anticipato al 15 maggio, oltre a includere due espansioni post-lancio, il pacchetto "Italian Passion" e lo status di VIP per accelerare i progressi all'interno del festival. L'ambientazione si sposta tra i paesaggi del Sol Levante, offrendo una mappa che punta sulla verticalità e sulla densità urbana di Tokyo, descritta come l'area cittadina più estesa mai apparsa nel franchise. Il parco auto al lancio supererà le 550 vetture reali, con una particolare attenzione ai classici del mercato interno giapponese e alla nuova Toyota GR GT del 2025, scelta come auto di copertina. La struttura della campagna trasforma il giocatore da semplice turista a leggenda del festival attraverso il superamento di sfide specifiche, tra cui le iconiche battaglie Touge in montagna e la scalata dei ranghi per accedere alla Legend Island, una zona esclusiva riservata ai piloti più esperti. Sul piano delle meccaniche secondarie, il titolo introduce la possibilità di acquistare residenze di lusso dotate di garage interamente personalizzabili, dove esporre la propria collezione. L'editor creativo si evolve in Horizon CoLab, permettendo agli utenti di costruire eventi e strutture in modalità cooperativa in qualsiasi punto della mappa. Sotto il profilo tecnico, l'esperienza è supportata da un sistema di modellazione acustica rinnovato e da animazioni dello sterzo aggiornate a 540 gradi di rotazione. Grande enfasi è stata posta anche sull'accessibilità, con l'integrazione di radar di prossimità e sistemi di guida assistita avanzata per rendere la competizione aperta a ogni tipologia di utente. 
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Yoshi ruba la scena: il nuovo trailer di Super Mario Galaxy Il Film

(Adnkronos) - L'attesa per la trasposizione cinematografica di Super Mario Galaxy si arricchisce di nuovi dettagli grazie all'ultimo trailer ufficiale, che sposta l'attenzione su uno dei personaggi più iconici e amati del franchise. Yoshi fa finalmente la sua comparsa sul grande schermo, confermandosi come l'elemento centrale della nuova clip e attirando l'interesse del pubblico grazie a una resa estetica che ne esalta i tratti caratteristici. La presenza del dinosauro verde non rappresenta solo un’aggiunta visiva, ma sembra suggerire un ruolo di rilievo all'interno della narrazione che caratterizzerà la pellicola. Oltre al debutto di Yoshi, il trailer è denso di richiami tecnici e citazioni dedicate agli appassionati storici della saga. Tra le sequenze si distinguono chiaramente Mario e Luigi mentre utilizzano i potenziamenti dei fiori di fuoco, ma la sorpresa maggiore per i fan di lunga data è rappresentata dall'apparizione di Strutzi (Birdo in inglese), figura introdotta originariamente in Super Mario Bros. 2. Questi riferimenti puntano a consolidare un universo narrativo coerente, capace di unire l'estetica moderna dei capitoli ambientati nello spazio alla tradizione classica di Nintendo. L'uscita di Super Mario Galaxy Il Film è ufficialmente fissata per il prossimo primo aprile nelle sale. 
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Stelle cadenti su Venere: scoperto possibile sciame meteorico generato da asteroidi

(Adnkronos) - L'atmosfera di Venere potrebbe ospitare spettacolari sciami meteorici analoghi alle Geminidi terrestri. Uno studio condotto dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e pubblicato sulla rivista Icarus ha identificato in una coppia di asteroidi, 2021 PH27 e 2025 GN1, i potenziali progenitori di correnti meteoriche venusiane. Si tratta della prima volta che un fenomeno di questo tipo viene associato a corpi asteroidali su Venere; in precedenza,
si riteneva che tali eventi fossero legati esclusivamente a residui cometari. Gli asteroidi in questione appartengono al gruppo dei Near-Earth Objects (NEO), specificamente alla rara classe degli Atira, le cui orbite sono interamente contenute all'interno di quella terrestre. La loro caratteristica più impressionante è la rapidità: mentre la Terra impiega 365 giorni per completare un'orbita attorno al Sole, questo duo lo fa in soli 115 giorni. La somiglianza nelle traiettorie e nella composizione suggerisce un'origine comune. Gli scienziati ipotizzano che entrambi derivino dalla frammentazione di un unico corpo progenitore avvenuta tra 17.000 e 21.000 anni fa. Le simulazioni escludono che la rottura del corpo originale sia stata causata dalle maree gravitazionali di Venere o del Sole. La causa risiederebbe invece nell'effetto YORP (Yarkovsky–O'Keefe–Radzievskii–Paddack), un fenomeno termico legato alla radiazione solare. "A queste distanze, il calore intenso può provocare la fratturazione della superficie e, soprattutto, aumentare gradualmente la sua velocità di rotazione grazie all'effetto YORP", spiega Albino Carbognani, ricercatore INAF e primo autore dello studio. "Con il tempo, questa accelerazione può diventare così forte da far superare all'asteroide il limite della sua stabilità, provocandone la rottura in più frammenti". Oltre ai due asteroidi principali, la frammentazione ha disperso nello spazio detriti millimetrici. Poiché l'orbita della coppia passa a soli 2 milioni di chilometri da quella di Venere, questi frammenti possono impattare con l'atmosfera del pianeta. Il parallelo con la Terra è evidente. "Un caso ben noto sulla Terra è quello delle Geminidi, generate dall'asteroide Phaethon", chiarisce Carbognani, "e i nostri risultati suggeriscono che un fenomeno analogo possa verificarsi anche su Venere". 

Albino Carbognani, ricercatore dell'INAF presso la sede di Bologna

  Nonostante la natura teorica dello studio, le simulazioni permettono di prevedere i momenti di massima attività. La prossima data favorevole per la formazione di meteore brillanti (fireball) nell'atmosfera venusiana è fissata per il 5 luglio 2026. Tuttavia, rilevare questi eventi dalla Terra rimane una sfida tecnologica estrema. Solo meteore con una luminosità paragonabile alla Luna piena potrebbero essere intercettate dai telescopi terrestri. Come sottolineato nelle conclusioni dello studio: "Per aumentare le probabilità di rilevamento, l'opzione ideale sarebbe un'osservazione diretta dall'orbita di Venere tramite una sonda spaziale". Questo lavoro, frutto di una collaborazione internazionale che include l'ESA e diverse università spagnole, dimostra come i processi fisici che modellano il nostro cielo siano universali, operando con dinamiche simili anche nelle zone più calde e interne del nostro sistema planetario.  Immagine di cover: Rappresentazione artistica della formazione delle famiglie di asteroidi. Crediti: NASA/JPL-Caltech  
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Galleria di Base del Brennero, l’opera che rivoluziona i collegamenti tra Italia e Austria

(Adnkronos) - La Galleria di Base del Brennero collegherà Fortezza (Bolzano) ad Innsbruck (Austria) passando sotto il passo del Brennero e, con i suoi 64 chilometri complessivi, diventerà la galleria ferroviaria sotterranea più lunga al mondo.
 La nuova infrastruttura denominata BBT ( Brenner Base Tunnel) sarà destinata a cambiare in profondità i flussi di mobilità tra Nord e Sud del vecchio continente. Attualmente l’autostrada del Brennero è una delle più congestionate d’Europa: ogni anno la attraversano oltre 2,5 milioni di camion, che trasportano più di 50 milioni di tonnellate di merci.  Tramite il corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo (SCAN-MED), che rappresenta l’asse ferroviario che collega Helsinki a Palermo, quest’opera rappresenterà un tassello strategico dell’asse ferroviario Monaco–Verona, con l’obiettivo di trasferire una quota crescente di traffico merci e passeggeri dalla strada alla ferrovia, riducendo congestione, emissioni e impatto ambientale. Grazie ad un tracciato quasi pianeggiante e privo delle forti pendenze attuali, i tempi di percorrenza verranno drasticamente ridotti e consentirà ai treni passeggeri di viaggiare fino a 250 km/h toccando profondità che si attestano ad oltre 1.700 metri sotto la superficie. Di seguito qualche dato di come saranno abbattuti i tempi di percorrenza: • i treni passeggeri passeranno da circa 85 minuti a 25 minuti sul tratto del Brennero • i treni merci scenderanno da oltre 100 minuti a circa 35 minuti. il viaggio in treno tra Verona e Monaco di Baviera si accorcerà di oltre due ore, rendendo il treno una reale alternativa ad auto e aereo sulle medie distanze.  L’attuale linea ferroviaria del Brennero presenta forti pendenze, tracciato tortuoso e limiti strutturali che penalizzano velocità, carichi trasportabili e competitività del trasporto su rotaia. La nuova galleria di base permetterà un attraversamento pianeggiante delle Alpi, superando il principale collo di bottiglia infrastrutturale lungo uno dei corridoi logistici più importanti d’Europa. I lavori sono iniziati nel 2007 hanno raggiunto nel settembre 2025 un traguardo storico con l’abbattimento dell’ultimo diaframma del cunicolo esplorativo, che ha unito per la prima volta Italia e Austria con un collegamento sotterraneo continuo.
 Ad oggi sono stati scavati oltre 209 chilometri di gallerie su un totale di 230 previsti. L’entrata in esercizio della linea è programmata entro il 2032. 
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Infrastruttura digitale 2026: AI, resilienza e sovranità

(Adnkronos) - Il panorama tecnologico del 2026 sancisce un cambiamento di paradigma definitivo: i data center non sono più considerati meri depositi di hardware, ma vere e proprie infrastrutture critiche per l'economia globale. Se il 2025 ha rappresentato l'anno della consapevolezza, il 2026 si configura come il periodo in cui la solidità fisica dei sistemi diventa l'unico reale abilitatore dell'innovazione software e dell'intelligenza artificiale. 
Come sottolineato da Bruce Owen, President, EMEA di Equinix: “In un contesto in cui la tecnologia evolve rapidamente, la capacità di anticipare e adattare l’infrastruttura alle nuove esigenze sarà il vero fattore distintivo. Solo chi saprà investire con lungimiranza nella struttura fisica che abilita l’innovazione potrà cogliere appieno le opportunità che il 2026 porterà con sé”. Di seguito, le cinque direttrici che guideranno la trasformazione digitale nei prossimi dodici mesi. Nel settore finanziario, l'entusiasmo per l'intelligenza artificiale deve ora confrontarsi con la realtà infrastrutturale. La gestione di volumi massivi di dati storici richiede una densità energetica superiore rispetto al passato. Per supportare i carichi di lavoro delle GPU, necessari per modelli AI performanti, l’upgrade delle strutture fisiche è diventato una priorità operativa. Senza un'adeguata potenza di calcolo locale, i modelli avanzati rischiano l'inefficacia. In un'economia "digital-first", la continuità operativa è passata da obiettivo tecnico a requisito etico e commerciale. La ridondanza dei sistemi è oggi la base su cui si costruisce la fiducia dei consumatori. Secondo Emanuela Grandi, Managing Director di Equinix Italia, le infrastrutture moderne “svolgono un ruolo chiave nel supportare strategie di sostenibilità, grazie a infrastrutture orientate alla massima efficienza energetica, con un’alimentazione proveniente da fonti sostenibili, e di sovranità digitale, offrendo alle organizzazioni il controllo e la protezione dei propri dati in un contesto regolamentare sempre più complesso”. Il settore delle Life Sciences è l'emblema della necessità di un equilibrio tra locale e globale. La sfida consiste nel mantenere i dati sensibili entro i confini nazionali per conformità normativa, garantendo al contempo l'accesso a insight internazionali. Il 2026 vedrà l'affermazione di modelli ibridi che permettono la collaborazione scientifica globale senza lo spostamento fisico dei dati, accelerando ricerca e sviluppo. L'evoluzione dell'intelligenza artificiale si sposta dall'addestramento dei grandi modelli (LLM) all'inferenza in tempo reale. L'AI agentica, ovvero sistemi capaci di agire autonomamente e compiere azioni concrete, richiede una distribuzione capillare della potenza di calcolo. L'intelligenza diventa così una "utility" invisibile, integrata nei processi quotidiani, mentre all'orizzonte iniziano a delinearsi le prime applicazioni concrete del quantum computing. In Europa, la sostenibilità non è più un'opzione ma il principale driver di competitività. Le politiche rigorose e le direttive ESG spingono le aziende a cercare roadmap affidabili per la decarbonizzazione. La leadership di mercato nel 2026 sarà determinata dalla capacità di coniugare l'efficienza energetica con la crescita industriale. Come ribadito da Owen, l'impegno ambientale è ormai diventato “uno strumento strategico per le aziende europee che vogliono distinguersi e crescere in modo sostenibile”. 
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Italia-Germania, Buck (Camera di commercio): "Dialogo centrale, rilancio produttivo Ue passa da noi"

(Adnkronos) - “Italia e Germania, insieme, rappresentano il cuore manifatturiero dell’Unione europea, concentrando circa il 40% della produzione industriale complessiva. Il rilancio produttivo europeo passa dunque necessariamente per i nostri due Paesi. Per questo, un dialogo serrato, politico ma anche economico-industriale, è fondamentale per Roma e Berlino come per tutta l’Ue: competitività, sostenibilità e sicurezza economica devono procedere insieme. Come Camera di commercio Italo-Germanica abbiamo sempre sostenuto la necessità di ridurre gli oneri regolati e accelerare i tempi decisionali, ma soprattutto di sviluppare una politica industriale condivisa tra Italia e Germania per rafforzare il mercato unico e le catene industriali europee". Così, con Adnkronos/Labitalia, Jörg Buck, consigliere delegato della Camera di commercio italo-germanica (Ahk Italien), commentando il vertice intergovernativo tra Italia e Germania, nel contesto del quale si è tenuto il Business Forum italo-tedesco, l’appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, leader industriali e finanziari dei due Paesi, dedicato al rafforzamento della cooperazione economica e industriale con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’asse italo-tedesco come motore di crescita e stabilità per l’Europa. Sulla manifattura la Germania pesa circa un terzo del valore aggiunto manifatturiero Ue, mentre l’Italia è stabilmente nel gruppo di testa; negli ultimi mesi l’aumento della produzione industriale tedesca ha determinato una risalita degli scambi commerciali tra i due Paesi facendo segnare un +2,6% sul terzo trimestre dell’anno precedente (pari a 118 mld a settembre 2025). Secondo Buck, "la necessità è mobilitare rapidamente capitali pubblici e privati per sostenere investimenti e innovazione". "La giornata di oggi - conclude - deve rappresentare un momento decisivo per realizzare il piano d’azione strategica sottoscritto nel 2023: nel contesto attuale, europeo ma anche globale, il rafforzamento del partenariato economico Italia attraverso una maggiore integrazione politica ed economica tra Italia e Germania è una necessità sempre più urgente, tanto per i nostri Paesi quanto per l’Ue nel suo complesso”. La delegazione tedesca era composta da: Camera di commercio Italo-Germanica, Beiersdorf Spa, Bmw Group, Boehringer Ingelheim Italia Spa, Mercedes-Benz Italia Spa, Merck Serono Spa, Robert Bosch Spa, Siemens Healthineers, Dekra Italia Srl, Dhl Express (Italy) Srl, Hapag-Lloyd (Italy) Srl, Heidelberg Materials Italia Cementi Spa, Hhla Hamburger Hafen und Logistik Ag, Siemens Spa, E.On Italia Spa, Rwe Renewables Italia Srl, Siemens Energy Srl, Ohb Italia Spa, Mbda Germany. 
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Ricerca: sclerosi multipla, nuove strategie per trattarla potenziando il sistema immunitario

(Adnkronos) - La sclerosi multipla è una patologia che in Italia colpisce circa 144mila persone, secondo i dati dell'Aism (Associazione italiana sclerosi multipla). Grazie all’evoluzione dei farmaci e alla ricerca in neuroscienze, però, è oggi tra le patologie neurologiche con più terapie approvate disponibili, oltre 20 e oggi un paziente con sclerosi multipla ha un’aspettativa di vita simile, o appena inferiore, ad una persona sana. Un ulteriore sviluppo delle terapie è però ancora possibile, soprattutto nelle forme progressive di malattia che al momento non dispongono di una cura efficace. La sclerosi multipla è causata da una risposta anomala del sistema immunitario che si attiva contro molecole del sistema nervoso producendo neuroinfiammazione. Le terapie attuali si concentrano quindi sulla modulazione o la soppressione del sistema immunitario per ridurre i sintomi e gli effetti a lungo termine della patologia, ma questa azione di immunosoppressione può ridurre le capacità dell’organismo di combattere i patogeni esterni e ad altri rischi contro i quali il sistema immunitario deve svolgere la propria funzione. Un nuovo filone di ricerca, al quale la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma sta lavorando con il supporto di Aism e della Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism), è nello studio dei meccanismi anti-infiammatori naturali del sistema immunitario per creare una nuova classe di farmaci che abbiano l’effetto di potenziare questi meccanismi senza ridurre l’efficacia del sistema immunitario. A questo fine l’équipe di ricerca del Laboratorio di neuroimmunologia molecolare della Fondazione Santa Lucia Irccs, guidata da Elisabetta Volpe, "ha studiato il ruolo dell’interleuchina 9 (IL-9) nel mediare l’attivazione infiammatoria nel sistema nervoso centrale, in particolare sugli astrociti ossia le cellule a forma di stella (da cui il nome) che danno struttura al sistema nervoso, ma che possono diventare reattivi, cioè infiammatori, in condizioni patologiche. Le interleuchine - si legge nella nota del Santa Lucia - sono proteine del sistema immunitario che trasportano informazioni: possono attivare, potenziare o ridurre la risposta immunitaria e questo studio dimostra che l’IL-9 ha un effetto di riduzione dello stato infiammatorio degli astrociti". "Questi risultati dimostrano che il sistema immunitario non ha solo funzioni negative nella sclerosi multipla, ma può anche attivare dei meccanismi di spegnimento della neuroinfiammazione, e comprendere come il cervello dei pazienti risponde ad uno stimolo infiammatorio aumenta le opzioni terapeutiche per i pazienti - sostiene la dottoressa Volpe - Utilizzare e modulare in modo selettivo questi meccanismi, e in particolare riprogrammare la reattività degli astrociti e delle altre cellule che causano neuroinfiammazione, è un passaggio cruciale per immaginare terapie sempre più mirate”. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale 'Neurology: Neuroimmunology & Neuroinflammation', ed è stato realizzato su tessuti cerebrali di persone colpite da sclerosi multipla progressiva e su modelli cellulari. È stato condotto con un approccio sperimentale articolato, basato su tre diversi modelli umani in vitro (linea cellulare astrocitaria, astrociti umani primari e astrociti derivati da cellule staminali pluripotenti indotte), utilizzando stimoli infiammatori per riprodurre in laboratorio condizioni simili a quelle osservate nella sclerosi multipla. Questa strategia ha permesso di rafforzare la solidità biologica dei risultati con l’intento di velocizzare il trasferimento di queste scoperte verso la realizzazione di nuove terapie. Questo risultato di ricerca è il frutto di un finanziamento del Fism che ha scelto di rifinanziare il progetto attraverso l’ultimo bando dedicato ai progetti di ricerca, con l’obiettivo tendenziale di creare farmaci che possano agire su questo meccanismo e altri ancora che saranno scoperti in questo filone di ricerca. 
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Turismo, Pellegrino (Aidit): "Bene Santanchè, riconoscimento come industria per sviluppo"

(Adnkronos) - "L’intervento del ministro del Turismo Daniela Santanchè, in occasione del Forum Internazionale del Turismo svoltosi oggi a Milano, ha tracciato alcune direttrici strategiche di sviluppo del settore che coincidono in modo puntuale con la piattaforma di proposte che Aidit porta avanti in maniera continuativa dal 2018 nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee. In primo luogo, il riconoscimento del turismo come industria e non più come semplice comparto di servizi rappresenta un passaggio culturale e politico fondamentale. Aidit nasce all’interno di Confindustria, nella famiglia di Federturismo, proprio per rendere concreto e operativo questo principio: considerare il turismo una vera industria significa dotarlo di pari dignità normativa, economica e strategica, riconoscendo il ruolo centrale della filiera organizzata e, in particolare, della distribuzione turistica italiana, che garantisce qualità, sicurezza, tracciabilità e tutela del consumatore". Così con Adnkronos/Labitalia, Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, commenta l'intervento del ministro del Turismo, Daniela Santanchè, in occasione del Forum Internazionale del Turismo.  Per Pellegrino, "il secondo punto qualificante riguarda la riduzione della fiscalità del 10% a favore dei lavoratori del turismo, da destinare integralmente alla retribuzione attraverso incentivi, bonus o strumenti di welfare". "Si tratta di una misura che Aidit sostiene da tempo come leva indispensabile per restituire attrattività e competitività a un settore che richiede livelli di impegno, flessibilità, reperibilità e responsabilità fuori dal comune. Un intervento di questo tipo è essenziale per valorizzare il capitale umano, contrastare la fuga di professionalità e rendere il turismo un ambito capace di attrarre giovani talenti qualificati. È esattamente in linea con la proposta di Aidit di costruire un 'cuneo fiscale dedicato', presentata alla Conferenza nazionale del turismo 2022 di Chianciano", sottolinea. Per Pellegrino, "il terzo tema centrale è l’allineamento del calendario scolastico italiano ai principali modelli europei. Aidit ha posto questa esigenza direttamente all’attenzione del ninistro già in occasione del Forum di Firenze di due anni fa, proponendo una modulazione più razionale degli 'school break'". "I benefici sono evidenti e misurabili: destagionalizzazione dei flussi, riduzione della pressione sulle destinazioni più esposte all’overtourism, maggiore continuità operativa per le imprese, economie di scala nella gestione e una più equilibrata modulazione dei prezzi, con un conseguente recupero di potere d’acquisto per le famiglie", spiega ancora.  Secondo Pellegrino, "resta invece, al momento, non ancora recepito uno dei punti più innovativi della piattaforma Aidit: il riconoscimento della vacanza come fattore di benessere psicofisico, meritevole di una forma di detraibilità fiscale, sul modello di quanto già avviene per le spese sanitarie". "Sarà l’impegno di Aidit delle prossime settimane e mesi, soprattutto dimostrando la sostenibilità finanziaria della misura, oltre alle sue solide basi giuridiche. Su questo fronte, però Aidit ha recentemente registrato, insieme alle principali altre associazioni di categoria, un positivo confronto operativo con il ministero del Turismo per la costituzione di un database nazionale e un sistema di certificazione delle agenzie di viaggio, in grado di garantire un canale sicuro, tracciato e trasparente per i consumatori, contrastando in modo strutturale abusivismo ed evasione fiscale", continua ancora.  "Accogliamo con grande favore -spiega Pellegrino - il fatto che molte delle linee guida presentate oggi dal Governo coincidano con una visione che Aidit porta avanti da anni con coerenza e senso di responsabilità. Questo conferma che il turismo organizzato, quando dialoga con le istituzioni in modo serio e strutturato, può contribuire in maniera determinante alla costruzione di politiche industriali moderne ed efficaci. Continueremo nei prossimi mesi a lavorare affinché anche il tema del benessere e della fiscalità della vacanza trovi pieno riconoscimento nell’agenda strategica del Paese".  Aidit "conferma dunque la propria disponibilità a collaborare attivamente con il Ministero e con tutti gli stakeholder della filiera per trasformare queste direttrici strategiche in misure concrete, capaci di rafforzare strutturalmente la competitività del turismo italiano nel medio-lungo periodo", conclude.  
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Tumori: prostata, 'in Lombardia e Basilicata primi progetti di screening, ora regia nazionale'

(Adnkronos) - Con 40.192 nuove diagnosi in Italia nel 2024, il cancro alla prostata è il tumore più frequente nella popolazione maschile. In assenza di un programma nazionale mirato a questa neoplasia, Lombardia e Basilicata sono oggi le prime Regioni ad aver attivato un percorso di screening strutturato e gratuito. Fa il punto sulle due iniziative - sollecitando una regia nazionale - Fondazione Onda che dal 2023 riunisce Regioni e stakeholder per definire un modello nazionale coordinato e sostenibile di prevenzione e diagnosi precoce. All'ultimo tavolo interregionale 'Tumore della prostata e raccomandazioni del Consiglio dell'Unione europea. Prevenzione e diagnosi precoce', a cui hanno partecipato stakeholder e rappresentanti di Campania, Emilia Romagna e Veneto, le esperienze della Lombardia e della Basilicata sono state presentate come esempi virtuosi. L'esperienza della Lombardia. Attivo da novembre 2024, coordinato dalle Ats (Agenzie di tutela della salute) ed erogato con il coinvolgimento di numerosi enti pubblici e privati (Asst, Irccs ecc.), il programma lombardo si articola in più livelli, illustra una nota di Fondazione Onda. Il primo passo è la compilazione di un questionario online sul fascicolo sanitario elettronico, seguito - per chi risulta idoneo - dall'esecuzione gratuita, tramite voucher della durata di 30 giorni, del test del Psa (antigene prostatico specifico) e da visita urologica per i casi a rischio, con eventuale approfondimento tramite risonanza magnetica e biopsia. I numeri aggiornati a dicembre 2025 mostrano un forte interesse della popolazione e restituiscono i primi risultati concreti: sono circa 26mila i cittadini che hanno compilato il questionario, di cui 20.444 risultati idonei, che hanno dunque ricevuto il 'buono Psa'; tra questi, 6.996 hanno già effettuato il test del Psa; 1.122 sono i pazienti inviati a visita urologica e 98 le risonanze magnetiche proposte. L'adozione di criteri chiari (Psa sopra 3, familiarità, anamnesi) ha permesso di concentrare gli approfondimenti sui casi realmente a rischio, riducendo sprechi e ritardi. A dicembre 2025 è stato inoltre rilasciato Screen-Up, il nuovo gestionale unico regionale per tutti gli screening oncologici, che si è attivato inizialmente proprio per il percorso di screening alla prostata e che nel 2026 verrà esteso alla gestione di tutti gli screening oncologici attivi in Lombardia. Attualmente la Regione sta lavorando all'espansione della fascia di inclusione fino ai 69 anni, prevista per fine 2026, già ampliata a gennaio 2026 dai 50 fino ai 59 anni come stabilito da delibera di Giunta Regionale 5593 del 30/12/2025. L'esperienza della Basilicata. Attivo da giugno 2025, il percorso regionale di screening si sviluppa su più livelli: questionario online, test del Psa, visita urologica e risonanza magnetica biparametrica. Gestito tramite una piattaforma informatica dedicata sul sito dell'azienda ospedaliera regionale San Carlo, è rivolto alla popolazione tra i 45 e i 70 anni. I dati aggiornati a dicembre 2025 mostrano un impatto immediato del programma sulla diagnosi precoce: circa 6.500 i questionari compilati, 3.700 i Psa eseguiti, 545 le visite urologiche programmate, di cui 480 già effettuate; da queste sono derivate 260 risonanze prescritte, di cui 165 già eseguite e 35 programmate; 22 le biopsie eseguite; 9 le diagnosi positive e 3 le prostatectomie radicali già concluse. Elementi distintivi del modello lucano sono l'estensione dello screening ai cittadini tra i 45 e i 50 anni con rischio eredo-familiare e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per supportare la lettura delle risonanze, con l'obiettivo di ridurre la variabilità tra radiologi, aumentare l'accuratezza diagnostica, limitare falsi positivi e quindi biopsie inutili. "Le esperienze della Lombardia e della Basilicata, primi laboratori regionali di innovazione - afferma Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda Ets - dimostrano che uno screening digitale, gratuito e ben organizzato, può muovere numeri importanti in pochi mesi e guidare il paziente attraverso un percorso semplice, ma rigoroso, capace di individuare precocemente i tumori clinicamente significativi". A fronte di queste "prime e positive sperimentazioni", con l'obiettivo di "garantire equità, standardizzazione dei protocolli e monitoraggio degli esiti, superando le differenze tra sistemi regionali", secondo Onda, come riportato nel documento 'Diagnosi precoce del tumore della prostata. Tavolo interregionale Veneto, Emilia Romagna e Campania', "si rivela sempre più necessaria una regia nazionale che governi l'implementazione di uno screening organizzato, sostenibile ed efficace, attraverso un sistema strutturato di gestione e sorveglianza e la promozione di Unità prostatiche multidisciplinari come modello di riferimento". "Una governance nazionale consentirebbe di definire indicatori comuni e di mettere in atto correzioni tempestive, evitando che l'innovazione proceda disomogenea - continua Orthmann - Al tempo stesso, l'implementazione di uno screening organizzato impone un tema di sostenibilità: la platea potenziale è ampia e il percorso è multilivello, con un forte impatto su risorse e tempi di accesso. Per questo è cruciale affiancare allo screening un sistema strutturato di gestione e sorveglianza, capace di prevenire l'eccesso di trattamento legato alla sovradiagnosi". Dichiara Giorgio Macellari, consigliere di Europa Uomo Italia: "Spesso gli uomini arrivano tardi alla diagnosi del tumore alla prostata perché il silenzio e l'imbarazzo pesano ancora più dei sintomi. Gli screening organizzati, coordinati da una regia nazionale e abbinati a campagne promozionali capillari, possono invertire questa tendenza e costruire fiducia. Un ruolo cruciale in questo percorso è svolto dai medici di medicina generale, che devono quindi ricevere un'adeguata formazione. Inoltre, il potenziamento della diagnosi precoce deve accompagnarsi alla presenza di Unità prostatiche multidisciplinari, modello di riferimento per un'appropriata presa in carico del paziente". "Fondazione Onda Ets - commenta la presidente Francesca Merzagora - ha avviato un percorso strutturato a partire dal 2023, in coerenza con le raccomandazioni europee, promuovendo tavoli interregionali e momenti di confronto tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni di pazienti. Il progetto si inserisce in un impegno più ampio sulla salute maschile e sulla medicina di genere, che comprende anche iniziative volte a valorizzare modelli assistenziali interdisciplinari dedicati, come il Bollino Azzurro. La prossima sfida sarà passare dalla sperimentazione alla costruzione di una regia condivisa, capace di garantire lo stesso diritto alla prevenzione su tutto il territorio nazionale". L'iniziativa, organizzata con il contributo incondizionato di Astellas - ricorda una nota - è stata patrocinata da Aigom - Associazione italiana gruppi oncologici multidisciplinari, Airo - Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica, Auro - Associazione urologi italiani, Cipomo - Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri, Europa Uomo Italia, Let's Talk Prostate Cancer, Ropi - Rete oncologica pazienti Italia, Simg - Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie, Siu - Società italiana di urologia, Siuro - Società italiana di uro-oncologia. 
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Tumori: cancro collo utero, tecnica innovativa per diagnosi precoce

(Adnkronos) - Uno studio pilota multidisciplinare coordinato dall'università Sapienza di Roma ha sperimentato una tecnica innovativa per l'esame di una particolare tipologia di cellule tumorali. Oltre all'osservazione al microscopio della forma delle cellule, come viene fatto abitualmente - spiega una nota dell'ateneo - i ricercatori hanno utilizzato una tecnica ottica chiamata spettroscopia Raman che permette di analizzare la composizione molecolare dei tessuti, cioè proteine, lipidi e acidi nucleici. Questo approccio consente di collegare ciò che cambia a livello molecolare con ciò che si osserva fisicamente nella struttura del tessuto. Infatti le firme molecolari associate al tumore sono coerenti e riconoscibili anche quando le differenze morfologiche non sono immediatamente evidenti, perché non sempre il tessuto sano e quello tumorale sono facilmente distinguibili dalla forma delle cellule. In particolare nel caso del carcinoma squamoso della cervice uterina, patologia molto diffusa, la diagnosi si basa ancora fortemente su tecniche invasive e sull'interpretazione visiva del patologo. Capire se esistono firme molecolari affidabili potrebbe in futuro aiutare a migliorare la caratterizzazione dei tessuti.  Lo studio, pubblicato su 'Plos One', è stato possibile grazie alla combinazione di competenze diverse (ingegneristiche, cliniche e patologiche) e all'accesso a strumentazione avanzata presente nei laboratori Sapienza, sottolinea l'ateneo. In passato molti studi si sono concentrati su una sola tecnica alla volta. Per questo invece è stato possibile mettere insieme dati molecolari e strutturali in modo coordinato. Il lavoro è frutto della collaborazione interdisciplinare tra diversi dipartimenti della Sapienza, la Ginecologia oncologica e l'Anatomia patologica del Policlinico universitario Umberto I e il Centro di ricerca per le nanotecnologie applicate all'ingegneria (Cnis). La tecnica ottica della spettroscopia Raman - descrive la nota - è basata sul fenomeno di diffusione anelastica della radiazione elettromagnetica dovuto all'interazione con i moti vibrazionali e rotazionali di una molecola (effetto Raman). L'analisi è stata condotta su campioni istologici di tessuto cervicale fissati e inclusi in paraffina, analizzati mediante spettroscopia Raman per individuare differenze biochimiche tra regioni sane e tumorali, tra cui stroma, ghiandole, tessuto nervoso, vasi sanguigni, infiltrato infiammatorio e aree necrotiche. L'analisi spettrale ha messo in evidenza impronte molecolari distintive associate a variazioni nella composizione di proteine, acidi nucleici e lipidi nelle aree patologiche. Lo studio correla direttamente le informazioni molecolari della spettroscopia Raman con immagini morfologiche ad alta risoluzione, ottenute con microscopia elettronica (Sem) e microscopia a forza atomica (Afm), sugli stessi campioni e nelle stesse aree di tessuto. Questo approccio permette di collegare ciò che cambia a livello molecolare con ciò che si osserva fisicamente nella struttura del tessuto, rafforzando l'interpretazione dei segnali Raman. La ricerca mostra dunque che "i tessuti tumorali presentano alterazioni molecolari ben riconoscibili rispetto ai tessuti sani. Queste alterazioni sono coerenti con i cambiamenti strutturali osservati a scala micro e nanometrica. Inoltre, si è stabilito che la spettroscopia Raman è sensibile anche a differenze che non sempre sono immediatamente visibili con le tecniche di imaging tradizionali".  "Pur trattandosi di uno studio pilota - si precisa - i risultati suggeriscono che la spettroscopia Raman possa rappresentare una promettente tecnica di supporto alla caratterizzazione dei tessuti tumorali cervicali, ponendo le basi per futuri studi su campioni freschi e per una possibile integrazione in contesti diagnostici clinicamente rilevanti". 
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