Sanità, Aceti (Salutequità): "Bene aggiornamento Lea ma servono più tutele e accesso equo a cure"
(Adnkronos) - "L'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea) è un passo importante, ma non ancora sufficiente a garantire davvero il diritto alla salute per tutti". E' quanto emerso oggi durante l'audizione in XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati dedicata allo schema di decreto per l'aggiornamento dei Lea, alla quale è intervenuto anche Tonino Aceti, presidente di Salutequità. "L'ultimo aggiornamento - ricorda - risale al 2017 ed è entrato pienamente in vigore solo nel 2025. Da allora sono passati quasi 9 anni e dal nostro punto di vista permangono ancora importanti lacune. E' positivo che i Lea vengano finalmente aggiornati e integrati - afferma Aceti all'Adnkronos Salute - ma ci sono aspetti che vanno migliorati. Ad esempio, non sono ancora riconosciuti i codici di esenzione per patologie come la cefalea primaria cronica, la psoriasi severa a placche e la dermatite atopica". Un altro nodo critico, secondo Salutequità, riguarda l'oncologia di precisione. "Se l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) rimborsa farmaci oncologici per terapie mirate - sottolinea Aceti - non è comprensibile perché contestualmente nei Lea non sia prevista anche la rimborsabilità di tutti i relativi test genetici e diagnostici, che sono decisivi per accedere a questi farmaci innovativi. Attualmente nei Lea è presente una tabella dedicata ai test, che rappresenta un importante passo in avanti, ma l'elenco non è completo e non include tutti quelli necessari per le terapie oncologiche attualmente approvate dall'Aifa, come nel caso del colangiocarcinoma". Per questo Salutequità chiede che "l'aggiornamento dei Lea preveda contestualmente la rimborsabilità sia dei farmaci sia dei test diagnostici e genetici indispensabili per utilizzarli in modo appropriato". Sul fronte normativo, pesa anche la recente sentenza del Tar: "Il decreto Tariffe dovrà essere riscritto e approvato da ministero della Salute, Governo e Regioni entro settembre 2026. Tuttavia - sostiene Aceti - le Regioni non sarebbero ancora state pienamente coinvolte nel processo. Il rischio da scongiurare, in assenza di un'approvazione nei tempi previsti, è il ritorno ai Lea del 2001". Per Salutequità "servono tempi rapidi, procedure più snelle e un'autorità autonoma che aggiorni i Lea in modo continuo - suggerisce Aceti - inserendo le prestazioni più innovative ed eliminando quelle ormai superate, sulla base delle migliori evidenze scientifiche. Ma aggiornare i Lea non basta: bisogna anche garantire che siano applicati allo stesso modo in tutte le Regioni".
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Virus Nipah spaventa l'Asia, Nicastri (Spallanzani): "E' pericoloso, ma rischio casi d'importazione è virtuale"
(Adnkronos) - Allarme per un focolaio di virus Nipah in India. Non è una novità: i primi casi di infezione sono stati osservati in Malesia e Singapore tra il 1998 e il 1999, tra allevatori di suini che avevano avuto un contatto diretto con fluidi respiratori di animali infetti. Diverse epidemie sono state registrate in Bangladesh dal 2001 e vari focolai sporadici sono stati segnalati in India. "Inizialmente presente in ambito animale" - le volpi volanti e i pipistrelli della frutta sono considerati il serbatoio naturale di questo agente infettivo - "il virus Nipah è stato riscontrato in un'ampia gamma di mammiferi ospiti, come maiali, cavalli, gatti e cani, che possono essere asintomatici o sviluppare una malattia lieve o moderata, a differenza degli esseri umani che possono sviluppare una malattia con una letalità fino al 75%", spiega all'Adnkronos Salute Emanuele Nicastri, direttore dell'Uoc di Malattie infettive ad alta intensità di cura dell'Inmi Spallanzani di Roma. "In modo poco prevedibile, ma sicuramente sporadico, emerge dalla nicchia ecologica animale e questo fa ipotizzare che di fatto ci troviamo di fronte alla punta di un iceberg che causa focolai soprattutto quando i primi casi umani si recano in ospedale e lì la trasmissione non è contenuta in modo corretto". Il focolaio di virus Nipah in India può essere un pericolo per l'Italia con eventuali casi di importazione? "Penso proprio di no - risponde l'esperto - Il tipico turista non va nelle aree più povere dell'India dove c'è la possibilità di un contatto diretto con gli escrementi o le secrezioni di animali infetti e dove c'è rischio di contagio. Secondo me, il rischio di importazione in Italia di casi dall'India è puramente virtuale". L'allarme dall'India arriva proprio a ridosso dell'anniversario dei 6 anni dalla coppia cinese di Wuhan positiva a Covid-19 e ricoverata allo Spallanzani: l'inizio della pandemia in Italia. "Non siamo di fronte a un nuovo Covid", chiarisce Nicastri. Quella causata dal Nipah, spiega, "è una patologia altamente contagiosa che necessità di isolamento ed è autolimitante, ovvero è molto grave. Il ricovero dei primi pazienti presso le strutture ospedaliere, nella fase iniziale dell'epidemia, comporta un rischio di trasmissione tra il personale sanitario. In questa fase, la mancata consapevolezza del rischio porta gli operatori a non adottare le necessarie misure di protezione individuale. Una volta che il personale prende coscienza della situazione, il focolaio tende generalmente a esaurirsi con l'esito clinico dei pazienti, ovvero attraverso la guarigione o il decesso". I pazienti colpiti mostrano inizialmente sintomi simil-influenzali come febbre, nausea, mal di gola, mialgia e mal di testa; successivamente sviluppano manifestazioni più gravi come una polmonite atipica con difficoltà respiratoria e tosse o, più frequentemente, un'encefalite acuta e rapidamente progressiva con un alto tasso di mortalità. La solida evidenza della trasmissione da uomo a uomo deriva dalle osservazioni effettuate durante le epidemie verificatesi in Bangladesh e India, mentre lo stesso non è stato osservato durante l'epidemia malese. Come si diagnostica il virus Nipah? "Il test molecolare Pcr si esegue su sangue come per altre patologie virali", illustra Nicastri, mentre sul versante del trattamento "non abbiamo farmaci realmente efficaci - evidenzia - anche se ci sono una serie di ipotesi di terapia che vengono prese in considerazione, come sempre avviene nelle prime fasi di una epidemia quando ancora non ci sono strumenti efficaci. C'è molta letteratura scientifica sui tentativi di trattamento con antivirali o anticorpi monoclonali, ma nessuno ha dato un'evidenza di efficacia. La stessa cosa vale per i vaccini: non ne esistono di efficaci".
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Opel, un anno di riconoscimenti per il trio di Suv
(Adnkronos) - Una pioggia di riconoscimenti internazionali ha scandito gli ultimi dodici mesi della rinnovata offerta Opel nel segmento dei Suv. A iniziare dal nuovo Opel Mokka GSE che fin dalla sua prima mondiale presso IAA Mobility a Monaco di Baviera, ha convinto conquistando la vittoria nel 'Golden Steering Wheel 2025'. La nuova generazione di auto da rally elettrica a batteria vanta una potenza di 207 kW (281 hp) e 345 Newton-metri di coppia e sarà il primo veicolo da competizione sviluppato secondo le nuove normative eRally5 della FIA. Peraltro i lettori della rivista tedesca auto motor und sport hanno votato l'Opel Mokka come 'Migliore Innovazione di Design 2025' nella categoria 'Small SUV/Crossover' alla 25ª edizione dei premi 'autonis'. Ma i riconoscimenti non sono mancati anche per gli altri modelli del 'trio' e cioè le nuove Grandland e Frontera premiate per il design così come le tecnologie innovative. Dopo essere stato nominato vincitore del 'Golden Steering Wheel 2024' un anno prima di Opel Mokka GSE, il SUV di fascia alta ha continuato a collezionare premi nel 2025. Tra le altre cose, Opel Grandland ha stabilito nuovi standard con la sua illuminazione pionieristica Intelli-Lux HD antiabbagliamento. Questa innovazione è stata confermata dalla comunità di esperti di Driving Vision News. Nella categoria 'Migliori Fari Anteriori', il sistema di illuminazione di Opel Grandland e gli Intelli-Lux HD hanno ricevuto il prestigioso DVN Award 2025. Opel Grandland Electric è stato nominato 'Miglior SUV medio EV' ai 'Great British Fleet Awards 2025' nel Regno Unito. E il SUV di Eisenach è partito alla grande nel 2026, venendo nominato 'Auto Media dell'Anno' ai British 'Company Car & Van Awards'. Il terzo membro del trio, l'Opel Frontera, è stato anche riconosciuto dai membri della giuria dei 'News UK Motor Awards 2025' che lo hanno scelto come 'Value Car of the Year’' elogiando l'impegno del marchio a rendere la mobilità elettrica accessibile a tutti. Ma non è tutto: in Croazia, Opel Frontera è stato recentemente nominato 'Auto dell'Anno 2025' e ai premi 'Test the Best 2025' di Auto Bild Bulgaria, ha vinto il titolo di 'Miglior SUV Compatto' solo pochi giorni fa.
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Infortuni, Consulenti del lavoro e Ilo insieme per sicurezza e diffusione Ia nelle pmi
(Adnkronos) - I consulenti del lavoro e l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) delle Nazioni Unite uniscono le forze per favorire maggiore consapevolezza sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sviluppando un utilizzo etico e responsabile dell’intelligenza artificiale nelle imprese, soprattutto tra le pmi. Con questo obiettivo il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine, Rosario De Luca, e il vicedirettore dell’Ufficio regionale dell’Ilo per l’Europa e l’Asia centrale, Emmanuel Julien, hanno firmato oggi a Ginevra un accordo di collaborazione, che mira alla realizzazione di eventi e attività congiunte di ricerca e formazione e che rappresenta un riconoscimento a livello internazionale del valore sociale dei consulenti del lavoro. Tra le attività da sviluppare nella cornice dell’accordo anche quelle di diffusione di buone prassi nelle imprese per rendere la gestione delle attività e degli ambienti di lavoro sicura e innovativa, nel rispetto di una visione umano-centrica dell’innovazione. Oltre all’attenzione riposta sul tema della prevenzione degli infortuni sul lavoro, le due organizzazioni avvieranno iniziative riguardanti l’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese. Partendo dalla raccolta dei dati in Italia, che ha un tessuto produttivo fatto in stragrande maggioranza da pmi, si punta ad arrivare alla definizione di linee guida internazionali per uno sviluppo consapevole di queste tecnologie. “Quello firmato oggi è un accordo molto significativo per noi. Innanzitutto per l’opportunità di portare il nostro contributo alla sicurezza e legalità del lavoro anche fuori dai confini nazionali, ampliando peraltro il nostro patrimonio di conoscenze ed esperienze. Ma questa firma ci riempie anche di orgoglio, perché testimonia il nostro costante impegno nel migliorare il mondo del lavoro, bilanciando le esigenze produttive con la tutela dei diritti dei lavoratori. Rappresenta il riconoscimento a livello internazionale del nostro ruolo sussidiario”, ha commentato il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca.
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Sanità, Marino (Unindustria): "Tariffe uniformi e regole chiare a tutela dei cittadini"
(Adnkronos) - La sezione Sanità di Unindustria torna a sollecitare interventi urgenti e strutturali per garantire equità di accesso alle cure, qualità delle prestazioni e certezza delle regole nel comparto della sanità privata e accreditata. Il ruolo concreto e imprescindibile svolto dal settore come supporto fondamentale al servizio sanitario pubblico - informa una nota - è stato evidenziato oggi al Club House di Montecitorio a Roma, in un incontro con la stampa promosso dall'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap), che riunisce tutte le principali sigle del comparto della sanità privata e accreditata. "La sanità privata e accreditata - afferma Luca Marino, vice presidente della sezione Sanità di Unindustria - rappresenta oggi un pilastro imprescindibile del Servizio sanitario nazionale: senza il nostro contributo quotidiano sarebbe impossibile garantire tempi di risposta adeguati e continuità assistenziale. I cittadini riconoscono il valore dei nostri servizi in termini di competenza, accuratezza e velocità, ma per continuare a svolgere efficacemente questo ruolo servono regole certe, tariffe adeguate e condizioni di operatività omogenee su tutto il territorio nazionale. E' impellente - sottolinea - dotare finalmente il Paese di un nuovo tariffario nazionale della specialistica ambulatoriale che elimini le forti differenze tra le varie Regioni e garantisca a tutti i cittadini le stesse possibilità di cura e gli stessi diritti di accesso, indipendentemente dal luogo in cui vivono. Non è accettabile che la qualità delle prestazioni sanitarie cambi da territorio a territorio". Ogni giorno, sottolinea Unindustria, la sanità provata e accredita "consente di ridurre le liste d'attesa, ampliare l'offerta di prestazioni e garantire risposte tempestive ai bisogni di salute dei cittadini. Una funzione riconosciuta anche dalla stessa utenza, che percepisce i servizi della sanità privata come caratterizzati da elevati livelli di accuratezza, professionalità e rapidità di accesso, elementi oggi essenziali per assicurare continuità e qualità delle cure". Nel corso dell'incontro - riporta la nota - è stato inoltre sottolineato come un'eventuale riduzione o cessazione dei servizi erogati dalla sanità privata e accreditata avrebbe conseguenze gravissime sull'intero Ssn, con un inevitabile aumento delle liste d'attesa, un sovraccarico insostenibile per le strutture pubbliche e una drastica riduzione della capacità di risposta ai bisogni di salute della popolazione, con ricadute dirette sulla tutela del diritto alla cura. Inoltre, "è indispensabile chiarire e regolamentare in modo uniforme il ruolo delle farmacie dei servizi - evidenzia Marino - assicurando che le prestazioni vengano erogate con regole uguali per tutti, controlli adeguati e standard di sicurezza certi. La tutela della salute dei cittadini deve essere garantita ovunque e sempre, senza zone grigie o disparità di trattamento. E' urgente aprire una riflessione seria sulle ricadute del Ddl Concorrenza sulla sanità privata e accreditata, affinché le nuove regole non penalizzino un settore che rappresenta una componente fondamentale del Servizio sanitario nazionale e un presidio essenziale per la qualità delle cure". La sezione Sanità di Unindustria, insieme al Uap e alle altre sigle promotrici, ribadisce la disponibilità al confronto con le istituzioni per costruire un sistema sanitario più equo, sicuro e vicino ai bisogni dei cittadini.
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Sei anni fa la pandemia Covid in Italia, Vaia: "Ritrovare unità e coraggio che portarono la scienza a batterlo"
(Adnkronos) - Domani saranno 6 anni dal ricovero della coppia cinese di Wuhan all'Inmi Spallanzani di Roma, l'inizio della pandemia Covid-19 in Italia. "L'inizio di una sfida storica per il nostro Paese. Due pazienti positivi a un virus sconosciuto, accolti allo nostro istituto che per primo isolò il Sars-CoV-2 e promosse una comunicazione di coraggio, equilibrio e speranza. Ogni giorno, alle 12, il bollettino alla fontana dello Spallanzani diventava un rito atteso da milioni di italiani: 'Non abbiate paura. Insieme ce la faremo'. Così è stato: la coppia guarì e il Paese imparò a combattere un nemico nuovo grazie a scienza, cura e responsabilità di ciascuno". Così in un post social Francesco Vaia, già direttore generale dell'Inmi Spallanzani di Roma e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. "In quegli anni - ricorda - ci siamo trovati in grande sintonia con Papa Francesco: vaccini e cure come bene comune, accesso universale e tutela dei più fragili. Abbiamo denunciato le battaglie economiche e geopolitiche sul vaccino e sostenuto il superamento dei brevetti, per renderlo accessibile a tutti. L'equilibrio nell'uso dello strumento vaccino, insieme alla forza e al coraggio degli italiani, è stato talvolta messo alla prova, generando disaffezione verso la vaccinazione. Un fenomeno grave da contrastare, ricordando gli errori del passato e rafforzando i piani di prevenzione e risposta alle pandemie future". "Oggi più che mai il Paese deve essere unito - esorta Vaia - dalle istituzioni e forze politiche fino a ciascun cittadino, per garantire equità, accesso universale e tutela dei più fragili. La scienza salva vite, il coraggio ispira, i fragili vanno protetti sempre. I valori di coraggio, equilibrio e solidarietà che animarono quel momento devono continuare ad ispirare le nostre azioni. Abbiamo imparato la lezione e stiamo davvero facendo tutto in questa direzione?".
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Google mostra (per errore) un assaggio di Android per computer
(Adnkronos) - L'attesa per il debutto di Android nel mondo dei personal computer sembra destinata a terminare prima del previsto a causa di una fuga di notizie interna a Mountain View. La piattaforma ibrida nota con il nome in codice Aluminium OS è apparsa in una serie di registrazioni video pubblicate erroneamente all'interno di un report relativo a un malfunzionamento delle schede in incognito di Chrome. Sebbene Google abbia rimosso tempestivamente l'accesso alla segnalazione originale, il materiale catturato su un Chromebook HP Elite Dragonfly ha già iniziato a circolare, confermando la natura del progetto identificato dalla sigla ALOS. Le immagini mostrano un'interfaccia che fonde elementi grafici di ChromeOS con la struttura tipica di Android 16. La barra delle applicazioni mantiene l'impostazione desktop ma sposta il pulsante di avvio in posizione centrale, seguendo un'estetica più vicina agli smartphone, mentre la parte superiore dello schermo ospita una barra di stato con icone per batteria e connettività mutuate direttamente dai dispositivi mobili. Le sequenze video, pur nella loro brevità, illustrano il funzionamento del Play Store e la gestione del multitasking in modalità split-screen, suggerendo un'esperienza d'uso che punta alla massima convergenza tra i due ecosistemi. Il riferimento esplicito alla versione software ALOS all'interno del bug tracker convalida le precedenti dichiarazioni di Sameer Samat, responsabile di Android, che aveva anticipato novità significative per il settore durante l'anno in corso. Nonostante la natura frammentaria del leak, l'esperimento condotto sull'hardware di un laptop esistente dimostra come la transizione verso un sistema operativo unico sia ormai in una fase di test avanzata, in attesa di una presentazione ufficiale che possa chiarire le ambizioni di Google nel mercato dei portatili di fascia alta.
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Accordo Ucbm-Plastic Free, meno plastica in ateneo, sì alle buone pratiche
(Adnkronos) - Meno plastica, più buone pratiche e attenzione all’ambiente per ridurre ulteriormente l’inquinamento da plastica, stimolare la partecipazione, la raccolta differenziata e il riciclo, intensificando le attività di educazione e sensibilizzazione sui comportamenti virtuosi. Ruota intorno a questi cardini l’accordo siglato tra Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm) e Plastic Free Onlus, uno dei maggiori soggetti del volontariato nazionale e internazionale attivo nella lotta all’inquinamento da plastica. Alla firma hanno partecipato l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi e Margherita Maiani, segretaria generale di Plastic Free Onlus, e il referente regionale Plastic Free Onlus del Lazio, Lorenzo Paris. Grazie a questo accordo, coordinato dal direttore Operations Antonio Bottini, Ucbm entra nella 'Rete delle Università per l'Ambiente Plastic Free', network nazionale dedicato allo scambio di buone pratiche per la riduzione dell'uso della plastica, promuoverà nuove iniziative e potrà aderire a quelle promosse da Plastic Free Onlus accrescendo così in tutta la comunità universitaria la consapevolezza su questi temi. La collaborazione tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e Plastic Free Onlus si inserisce in un percorso avviato da diversi anni dall’Ateneo sul fronte della sostenibilità ambientale. In questo contesto, Ucbm ha istituito il Dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie, valorizzando linee di ricerca collegate alle grandi sfide globali delineate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) delle Nazioni Unite. A conferma di questo impegno, nell’ambito della campagna 'That’s Life', l’Università ha donato a tutti gli studenti borracce riutilizzabili, promuovendo uno stile di vita attento alla sostenibilità ambientale a partire dalle piccole scelte quotidiane. Parallelamente, sono stati installati all’interno dell’Ateneo distributori di acqua microfiltrata, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo della plastica monouso. Più di recente Ucbm ha adottato al suo interno il Sistema di Gestione Ambientale con Certificazione ISO 14001 ed è inoltre membro della 'Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile”' (Rus), promossa dalla Crui. "Grazie a questo accordo con Plastic Free Onlus avviamo un’azione concreta per ridurre l’uso della plastica monouso nei nostri spazi - ha sottolineato l’ad e dg di Ucbm Andrea Rossi - Il nostro campus vive a contatto con un’area naturale protetta come la Riserva di Decima Malafede, qui la sostenibilità non è un tema astratto, è responsabilità quotidiana. Coerentemente con l’approccio One Health, vogliamo tradurre il legame tra ambiente e salute in scelte reali, capaci di incidere sul modo in cui viviamo l’Università ogni giorno. Questo percorso ha anche un valore educativo, perché il cambiamento passa da comportamenti semplici, ripetuti e condivisi. È un impegno che chiediamo a tutta la comunità accademica, con un obiettivo chiaro: ridurre l’impatto e aumentare la consapevolezza". “Con l’ingresso dell’Università Campus Bio-Medico di Roma nella nostra Rete delle Università per l’Ambiente - ha ricordato Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus - si consolida un’alleanza preziosa tra impegno ambientale e formazione scientifica centrata sulla persona. L’inquinamento da plastica non è più solo un’emergenza ecologica: è una minaccia concreta per la salute pubblica, che richiede competenze trasversali, ricerca rigorosa e una visione integrata dell’essere umano e dell’ambiente che lo circonda. Le micro e nanoplastiche sono ormai state rinvenute nei polmoni, nel sangue, nella placenta e in altri tessuti del corpo umano, con possibili effetti sul sistema endocrino, sul neurosviluppo e sul metabolismo. Per questo è così importante poter contare su un Ateneo come il Campus Bio-Medico, che unisce scienza, cura e responsabilità sociale: insieme possiamo costruire un cambiamento culturale profondo, che metta al centro la salute delle persone e del pianeta”.
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Social Media alla sbarra: in California il dibattimento del secolo sulle responsabilità algoritmiche
(Adnkronos) - Il sistema giudiziario statunitense ha ufficialmente aperto, nel gennaio 2026, una delle fasi più critiche per il futuro della Sillicon Valley. Presso la Corte Distrettuale del Distretto Settentrionale della California, ha preso il via il dibattimento relativo alla cosiddetta Social Media Adolescent Addiction/Personal Injury Products Liability Litigation (MDL 3047). Il processo, presieduto dalla giudice Yvonne Gonzalez Rogers, vede i colossi Meta (Instagram e Facebook) e Alphabet (YouTube) rispondere dell'accusa di aver progettato intenzionalmente piattaforme capaci di indurre dipendenza e danni psicologici negli utenti più giovani. L'elemento di rottura di questo procedimento risiede nella strategia legale dei ricorrenti. A differenza dei tentativi passati, che si scontravano con la Sezione 230 del Communications Decency Act — che protegge le piattaforme dai contenuti pubblicati da terzi — l'accusa attuale si concentra sul design del prodotto. Si sostiene che le architetture tecnologiche, come lo scroll infinito, i sistemi di ricompensa dopaminergica e gli algoritmi di raccomandazione predittiva, costituiscano "difetti di progettazione". Secondo i legali della pubblica accusa, tali funzioni non sono legate alla libertà di espressione, ma rappresentano strumenti tecnici ingegnerizzati per massimizzare l'estrazione di dati e il tempo di permanenza, a scapito della sicurezza dell'utente. Durante le prime audizioni, la tensione tra le parti è emersa chiaramente. I portavoce dei giganti tech hanno ribadito la validità degli investimenti effettuati negli ultimi anni per la protezione dei minori.
Uno dei rappresentanti legali di Meta ha dichiarato in aula: "Abbiamo sviluppato oltre 30 strumenti e funzionalità per supportare gli adolescenti e le loro famiglie, e continuiamo a perfezionare i nostri sistemi di intelligenza artificiale per garantire un'esperienza sicura ed equilibrata". Di contro, i legali dei distretti scolastici e delle famiglie citano documenti interni che dimostrerebbero una consapevolezza pregressa dei rischi. Nelle memorie difensive si legge come l'accusa intenda provare che "le aziende hanno dato priorità alle metriche di crescita rispetto ai rischi noti per la salute mentale, implementando funzioni studiate per aggirare l'autocontrollo dei minori". L'esito di questo processo potrebbe imporre standard di sviluppo software radicalmente nuovi. Se la corte confermasse la tesi del "design difettoso", le aziende sarebbero costrette a:
Disabilitare i sistemi di riproduzione automatica e gli algoritmi di raccomandazione non sollecitata.
Implementare controlli di identità basati su criteri di privacy-by-design estremamente rigidi.
Rivedere l'intera architettura delle interfacce utente (UX) per eliminare i cosiddetti dark patterns. Le ripercussioni superano i confini americani, influenzando direttamente l'applicazione del Digital Services Act in Europa e definendo un precedente globale per la responsabilità algoritmica. Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini
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Al Bambino Gesù di Roma riparata valvola del cuore con tecnica endoscopica 3D e HD
(Adnkronos) - Una riparazione della valvola mitrale – una delle quattro valvole del cuore che regola il flusso del sangue – eseguita interamente tramite tecnica mininvasiva video-assistita con endoscopia tridimensionale ad alta definizione è stata realizzata per la prima volta all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù da un’équipe multidisciplinare guidata dai cardiochirurghi dell’Unità di Cardiochirurgia diretta dal professore Lorenzo Galletti. L’intervento rappresenta un importante passo avanti nello sviluppo delle tecniche mininvasive in età pediatrica, un ambito in cui l’endoscopia cardiaca, già ampiamente diffusa tra gli adulti, è ancora poco utilizzata. Questa tecnica permette di effettuare interventi a cuore aperto attraverso incisioni di pochi centimetri grazie all’impiego di strumenti miniaturizzati e videocamere ad alta definizione che restituiscono immagini tridimensionali estremamente dettagliate. Questo approccio riduce in modo significativo il traumatismo chirurgico, il dolore post-operatorio, il rischio di infezioni e la durata della degenza ospedaliera, garantendo al contempo un risultato estetico nettamente migliore e un minore impatto psicologico su bambini e ragazzi. "La prima paziente del Bambino Gesù a beneficiare di questa procedura mininvasiva in HD è una ragazza di 17 anni affetta da insufficienza mitralica, che è stata sottoposta a un intervento di annuloplastica e chiusura del 'cleft' mitralico attraverso un’incisione laterale di soli 4 centimetri. In pratica, i chirurghi hanno ristretto e rinforzato l’anello della valvola – che risultava troppo largo – e hanno chiuso una piccola fessura anomala presente su uno dei lembi, così da permettere alla valvola di tornare a chiudersi correttamente senza far rifluire il sangue. Dopo una sola giornata in terapia intensiva e 5 giorni nel reparto di degenza, la giovane è stata dimessa in ottime condizioni generali", sottolinea la nota del Bambino Gesù. L’operazione è stata possibile grazie al lavoro coordinato di un’équipe multidisciplinare composta da cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti, tecnici di circolazione extracorporea e infermieri di sala operatoria del Bambino Gesù, con il supporto di un esperto della procedura sugli adulti, il dottor Andrea Salica, proveniente dall’European Hospital di Roma. "L’adozione dell’approccio totalmente endoscopico rappresenta un’evoluzione naturale del nostro programma di cardiochirurgia mini-invasiva - sottolinea Galletti - Questa tecnica ci consente di offrire ai giovani pazienti interventi sempre più sicuri e meno invasivi, ampliando le possibilità di applicazione dell’endoscopia anche in età pediatrica e riducendo la necessità di ricorrere a procedure più complesse". Questa innovazione apre la strada a un utilizzo sempre più esteso della chirurgia endoscopica per un numero crescente di patologie cardiache in età pediatrica. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Centro di riferimento per la cardiochirurgia avanzata, vengono trattati ogni anno 450 casi di malformazioni cardiache congenite o acquisite in età pediatrica, ma anche in giovani adulti il più delle volte già trattati in età pediatrica.
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