Wi-Fi 7 e reti Mesh: in Italia il sistema MSI Roamii BE Pro
(Adnkronos) - MSI ha annunciato ufficialmente l’arrivo in Italia del sistema Roamii BE Pro, il nuovo ecosistema di rete mesh progettato per portare le prestazioni del Wi-Fi 7 (802.11be) in ogni angolo di case e uffici. La soluzione si posiziona nel segmento premium delle infrastrutture di rete, puntando a risolvere le criticità di connettività in contesti dove la cablatura fisica risulta complessa, garantendo al contempo stabilità per smart worker, gamer e professionisti digitali.
Il sistema Roamii BE Pro sfrutta la larghezza di banda del protocollo di nuova generazione per abbattere le latenze e massimizzare il throughput. Grazie all'implementazione di canali estesi da 320 MHz e alla tecnologia MLO (Multi-Link Operation), il dispositivo può trasmettere dati simultaneamente su diverse frequenze, raggiungendo una velocità aggregata di 9,4 Gbps.
L'integrazione del 4096-QAM e della funzionalità di Puncturing permette di ottimizzare lo spettro radio anche in presenza di interferenze, garantendo flussi fluidi per lo streaming in 8K e le sessioni di gioco competitive che richiedono tempi di risposta istantanei. La configurazione a doppia unità del Roamii BE Pro è stata sviluppata per coprire superfici superiori ai 550 m². Il sistema assicura un roaming adattivo senza soluzione di continuità: gli utenti possono spostarsi tra i nodi senza subire disconnessioni, un fattore critico durante videoconferenze o sessioni di streaming. In un mercato dove "alla connettività sono richieste sempre più prestazioni e affidabilità", MSI risponde con una capacità di gestione fino a 200 dispositivi connessi contemporaneamente, eliminando i colli di bottiglia tipici dei router tradizionali. Oltre alla velocità, l'infrastruttura punta sulla protezione attraverso il sistema FortiSecu. Questa suite integrata monitora costantemente le minacce, offre controlli parentali granulari e permette di creare reti isolate per i dispositivi IoT o per gli ospiti. Tutte le operazioni sono gestibili tramite l’app MSI Router 2.0, che guida l’utente nel posizionamento ideale dei nodi e supporta protocolli VPN avanzati come WireGuard. Il sistema, caratterizzato da un design versatile adatto al montaggio a parete o su ripiano, è già disponibile in prevendita su Amazon.
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STIGA Vista: i nuovi robot tagliaerba con AI e senza cavi
(Adnkronos) - Il settore del garden care assiste a un cambio di paradigma: la nuova gamma di otto robot tagliaerba autonomi presentata dall'azienda veneta promette una gestione del prato completamente svincolata da barriere fisiche e stazioni di riferimento esterne, puntando tutto sulla visione artificiale e sul calcolo neurale integrato. La vera innovazione risiede nell'integrazione della telecamera basata sull'AI che consente al robot di "vedere" e interpretare la morfologia del giardino. Il sistema distingue autonomamente le superfici erbose da vialetti, aiuole o ostacoli mobili, garantendo una navigazione fluida anche in ambienti complessi. Grazie alla tecnologia HDR global shutter e a un alloggiamento in vetro temperato, il modulo ottico mantiene precisione costante in diverse condizioni di luce. Il superamento dei limiti fisici è garantito da due sistemi complementari:
Antenna-FREE: questa funzionalità elimina la necessità di installare cavi perimetrali o antenne di riferimento, rendendo la base di ricarica l'unico elemento statico necessario.
Active Guidance System (AGS): il sistema analizza la qualità del segnale satellitare in tempo reale. Supportato da un motore RTK-GNSS quad-band, il robot prevede i cali di segnale sotto fronde o vicino a edifici, ottimizzando il percorso di taglio per evitare interruzioni. Maggiori dettagli sulle configurazioni e sui modelli sono disponibili su stiga.com. Oltre alla navigazione, l'attenzione si sposta sulla salute del prato. I robot seguono pattern sistematici (griglie o strisce) che favoriscono un mulching quotidiano delicato. Questo approccio non solo garantisce un'estetica uniforme, ma contribuisce a rendere l'erba più soffice e resistente. Sensori di pioggia e umidità regolano l'attività in base al meteo, evitando passaggi superflui che potrebbero danneggiare il suolo bagnato.
Alimentata dalle batterie proprietarie ePower, la gamma opera con un impatto acustico ridotto e un consumo energetico ottimizzato, integrandosi in un ecosistema di gestione remota tramite la STIGA.GO App. La gestione della nuova gamma di robot è interamente centralizzata nell'ecosistema digitale STIGA.GO App, premiata con il Red Dot Design Award 2025 per l'intuitività della sua interfaccia. Questa piattaforma permette un controllo remoto ubiquitario: dall'impostazione iniziale della mappatura alla programmazione granulare dei cicli di lavoro, fino alla possibilità di sospendere o variare i parametri di taglio in tempo reale, ovunque ci si trovi. Oltre al monitoraggio costante garantito dalle notifiche push, l'esperienza d'uso è semplificata da una progettazione meccanica orientata alla praticità. I componenti interni sono facilmente accessibili per le operazioni di pulizia ordinaria, mentre l'efficienza nel lungo periodo è assicurata dal supporto diretto della rete di rivenditori specializzati. Quest'ultima non solo gestisce l'assistenza rapida, ma offre anche aggiornamenti e integrazioni hardware, come l'installazione del kit Climb & Mud, progettato per potenziare la trazione del robot su pendenze critiche o terreni particolarmente fangosi. La scalabilità della nuova offerta copre una vasta gamma di necessità, con modelli progettati per aree che variano dai 600 m² fino ai 14.000 m² dei contesti professionali o sportivi. La struttura, dotata di scocca protettiva flottante e resistente ai raggi UV, è concepita per una manutenzione semplificata e una lunga durata nel tempo. Con questa release, il garden care si allinea alle più avanzate tecnologie di mobilità autonoma, trasformando la cura del verde in un processo predittivo e quasi invisibile per l'utente finale. Maggiori dettagli sulle configurazioni e sui modelli sono disponibili su stiga.com.
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Mamme dopo i 35 anni con la Pma, studio apre nuove prospettive
(Adnkronos) - Nuove speranze per le aspiranti mamme. Uno studio pre-clinico apre nuovi scenari nella ricerca sull'infertilità legata all'età, suggerendo possibili sviluppi futuri per migliorare l'efficacia della fecondazione in vitro (Ivf) nelle donne over 35. La ricerca - che ha guadagnato le pagine del quotidiano britannico 'The Times' - è stata condotta dall'azienda biotech Ovo Labs (sedi in Uk a Londra e in Germania a Monaco) e si è concentrata su uno dei principali limiti della procreazione medicalmente assistita: il progressivo invecchiamento ovocitario, riconosciuto come la principale causa del calo dei tassi di successo della Ivf dopo i 35 anni. Nei test di laboratorio, condotti su oltre 100 ovociti umani donati da donne di età compresa fra 22 e 43 anni, è stato osservato un incremento della percentuale di ovociti cromosomicamente idonei dal 47% al 71%. Un successo ottenuto intervenendo su specifici meccanismi cellulari coinvolti nella corretta separazione dei cromosomi prima della fecondazione. "Se questi risultati venissero confermati da studi clinici, potrebbero rappresentare uno dei progressi più rilevanti nella Ivf degli ultimi decenni", prospetta Antonio Pellicer, pioniere della medicina riproduttiva e fondatore di Ivi, Instituto Valenciano de Infertilidad. Con l'aumentare dell'età materna - ricorda il gruppo in una nota - la qualità degli ovociti tende a ridursi e aumenta il rischio di anomalie cromosomiche (aneuploidie), una delle principali cause di fallimento dei trattamenti di fecondazione in vitro e di abortività precoce. Il nuovo studio individua come fattore chiave l'indebolimento delle strutture cellulari responsabili della stabilità cromosomica durante la maturazione ovocitaria. L'approccio testato in laboratorio, denominato EmbryoProtect, agisce rafforzando una proteina naturalmente presente negli ovociti e coinvolta nel mantenimento dell'assetto cromosomico. Una metodica che non modifica il patrimonio genetico né arresta l'invecchiamento biologico - si precisa - ma mira a ridurre l'incidenza degli errori cromosomici intervenendo su specifici meccanismi cellulari. Il tema è particolarmente rilevante anche nel contesto italiano, osservano gli esperti Ivi. In un Paese in cui l'età media alla prima maternità ha raggiunto i 33,8 anni e il numero medio di figli per donna è pari a 1,18, tra i valori più bassi in Europa, sempre più donne si confrontano con le conseguenze biologiche del rinvio della genitorialità, spesso legato a fattori sociali, lavorativi ed economici. "Da decenni sappiamo che la riduzione della qualità ovocitaria è la principale causa di fallimento della fecondazione in vitro, soprattutto nelle donne sopra i 35 anni. Finora non abbiamo avuto strumenti per intervenire direttamente su questo aspetto", ma i nuovi risultati potrebbero aprire a una svolta, commenta Pellicer, professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'università di Valencia, in Spagna. La comunità scientifica invita però alla "massima cautela. I risultati sono ancora pre-clinici, non pubblicati su riviste scientifiche peer-reviewed, e dovranno essere validati attraverso studi clinici controllati per valutarne sicurezza, efficacia e reale applicabilità". Ma "se confermati - conclude la nota Ivi - questi dati potrebbero contribuire ad ampliare le prospettive della medicina della riproduzione, alimentando il dibattito sul ruolo dell'innovazione scientifica nel superare, in modo etico e responsabile, i limiti biologici legati all'età materna".
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Ricerca scientifica: l'eccellenza della chirurgia rigenerativa italiana ai vertici mondiali
(Adnkronos) - La ricerca scientifica italiana consolida la propria posizione di rilievo nel panorama medico internazionale. Secondo l’ultimo aggiornamento del ranking "World’s Top 2% Scientists", pubblicato dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier, il Prof. Pietro Gentile, docente presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, è stato riconfermato tra i ricercatori più influenti al mondo per l'impatto delle proprie pubblicazioni nel campo della chirurgia plastica e rigenerativa. La classifica, curata dal Prof. John P.A. Ioannidis, si basa sull'analisi di oltre 8,6 milioni di ricercatori globali, suddivisi in 174 sottocampi disciplinari. La selezione dei 100.000 scienziati che rientrano nel top 2% non si limita al conteggio numerico delle pubblicazioni, ma utilizza indicatori standardizzati corretti per le autocitazioni e le dinamiche bibliometriche specifiche di ogni area, come il posizionamento degli autori e l'h-index. I dati, consultabili nell'ultimo aggiornamento del database Elsevier, evidenziano la continuità della ricerca italiana: Gentile è infatti l'unico chirurgo plastico del Paese ad essere stato inserito stabilmente in questa élite scientifica per cinque edizioni consecutive dal 2020. L'attività di ricerca che ha portato a questo prestigioso riconoscimento si concentra sullo sviluppo e sulla rigorosa standardizzazione di metodologie d'avanguardia che hanno radicalmente trasformato l'approccio alla chirurgia ricostruttiva ed estetica contemporanea. Tra i contributi scientifici di maggior rilievo emerge lo studio del lipofilling e delle tecniche ibride, che permettono un rimodellamento mammario estremamente naturale grazie alla combinazione sinergica tra l'utilizzo di protesi e l'innesto di grasso autologo prelevato dal paziente stesso. Un altro pilastro fondamentale della sua ricerca riguarda la medicina rigenerativa, con particolare attenzione all'applicazione del Plasma Ricco di Piastrine (PRP) e all'impiego di microinnesti di cellule follicolari per il trattamento avanzato dell'alopecia androgenetica. A queste innovazioni si affiancano studi d'eccellenza sulla riparazione tissutale, dove l'uso strategico delle cellule staminali apre nuove prospettive sia nella cura delle cicatrici complesse che nel ringiovanimento profondo del volto, promuovendo una rigenerazione biologica dei tessuti che va ben oltre il semplice miglioramento estetico superficiale. Il riconoscimento bibliometrico si riflette anche nell'impegno istituzionale per la condivisione del sapere. Il Prof. Gentile presiede infatti la Regenerative Plastic Surgery International Conference, il congresso internazionale che riunisce annualmente a Roma i massimi esperti mondiali del settore. La prossima edizione, prevista dal 3 al 5 dicembre 2026, si conferma un appuntamento nevralgico per la definizione di nuovi standard procedurali e per il progresso della ricerca traslazionale.
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Cellule Car-T e malattie autoimmuni, studio del Bambino Gesù conferma l'efficacia
(Adnkronos) - "Otto pazienti affetti da gravi malattie autoimmuni refrattarie ai trattamenti convenzionali hanno potuto interrompere completamente le terapie immunosoppressive. Sette di loro sono oggi in remissione clinica, mentre l'ottavo, affetto da sclerosi sistemica giovanile, mostra un miglioramento clinico importante e progressivo nel tempo". Questo risultato per il trattamento delle malattie autoimmuni pediatriche più gravi è stato ottenuto grazie all'uso delle cellule Car-T dirette contro il bersaglio rappresentato dalla molecola CD19. I dati definitivi (follow-up oltre i 24 mesi) dello studio coordinato dall'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con l'università di Erlangen (Germania), sono stati appena pubblicati su 'Nature Medicine'. Le malattie autoimmuni - spiegano dal Bambino Gesù - sono malattie caratterizzate da un'aggressione del sistema immunitario che, invece di difendere l'organismo da agenti patogeni come batteri e virus, aggredisce i tessuti sani scambiandoli per estranei e pericolosi. Questo malfunzionamento causa un processo infiammatorio che interessa potenzialmente qualsiasi parte del corpo, inclusi organi vitali quali il rene e i polmoni, le articolazioni, la pelle, i vasi sanguigni e altri tessuti. Gli 8 pazienti coinvolti nello studio, 7 femmine e 1 maschio tra 5 e 17 anni, 5 dei quali trattati con cellule Car-T dagli specialisti del Bambino Gesù e 3 dall'università di Erlangen, erano affetti da forme particolarmente aggressive di malattie autoimmuni a esordio pediatrico: 4 da lupus eritematoso sistemico (una malattia cronica che può attaccare vari organi tra cui reni, sistema nervoso centrale e polmoni), 3 da dermatomiosite (una rara patologia infiammatoria autoimmune che colpisce prevalentemente la cute ed i muscoli scheletrici) e 1 da sclerosi sistemica giovanile (una rara malattia autoimmune cronica caratterizzata da infiammazione, vasculopatia, fibrosi del tessuto connettivo, della pelle e degli organi interni). Tutti presentavano una storia clinica complessa, caratterizzata da risposta parziale o solo temporanea a numerosi trattamenti immunosoppressivi, inclusi farmaci biologici diretti contro i linfociti B, e da un grave coinvolgimento di organi vitali, come reni e polmoni, con episodi potenzialmente letali in più di un caso. La terapia con Car-T - ricordano gli esperti dell'Irccs della Santa Sede - prevede la manipolazione in laboratorio dei linfociti T del paziente per renderli capaci di riconoscere il bersaglio tumorale, attraverso l'introduzione di una sequenza di Dna che codifica per una proteina chiamata recettore chimerico antigenico (Car, Chimeric Antigen Receptor). Nelle leucemie linfoblastiche acute e nei linfomi non Hodgkin il Car riconosce un bersaglio rappresentato dall'antigene CD19 espresso dalle cellule tumorali, che vengono in questo modo riconosciute e attaccate. Lo stesso antigene CD19 è espresso anche dai linfociti B del sistema immunitario, che, nel caso di malattie autoimmuni B-mediate, giocano un ruolo cruciale nel determinare la malattia. L'eliminazione mirata di queste cellule consente non solo di ridurre l'infiammazione, ma di ripristinare l'equilibrio del sistema immunitario, aumentando la possibilità di remissioni durature senza terapie croniche. Un obiettivo particolarmente rilevante in età pediatrica, dove l'esposizione prolungata agli immunosoppressori può compromettere la funzione di organi critici, crescita, sviluppo e, soprattutto, qualità di vita. "Con le cellule Car-T anti-CD19 abbiamo applicato in modo innovativo un approccio di terapia genica già consolidato nelle leucemie e nei linfomi a un ambito completamente diverso, cioè quello delle malattie autoimmuni - afferma Franco Locatelli, responsabile dell'area di Oncoematologia e Terapia cellulare e genica del Bambino Gesù - In queste patologie il bersaglio non è una cellula tumorale, ma i linfociti B cosiddetti auto-reattivi che alimentano l'infiammazione e il danno d'organo. I risultati pubblicati oggi su 'Nature Medicine', ottenuti su 8 pazienti seguiti nel tempo, dimostrano che questo approccio può portare a un controllo profondo e duraturo della malattia, con sospensione completa delle terapie immunosoppressive: un traguardo particolarmente importante in età pediatrica. Questa ulteriore pubblicazione scientifica conferma, grazie alla presenza di un'Officina farmaceutica istituzionale, il ruolo pionieristico dell'ospedale Bambino Gesù nell'ambito delle terapie avanzate e, in particolare, delle cellule Car-T". I dati, si legge in una nota del Bambino Gesù, mostrano che tutti e 8 i pazienti hanno sospeso completamente le terapie immunosoppressive. Sette hanno raggiunto una remissione clinica completa, mentre nel paziente con sclerosi sistemica - una malattia che per sua natura evolve più lentamente - si osserva comunque una riduzione significativa e continua della gravità e una stabilizzazione del coinvolgimento d'organo, senza progressione della malattia. Nei pazienti con lupus è stata documentata una riduzione marcata e progressiva dell'attività di malattia, con remissione completa e miglioramenti clinicamente rilevanti anche nelle forme più gravi, comprese quelle con insufficienza renale avanzata. Nei pazienti con dermatomiosite giovanile si è osservato un recupero della forza muscolare, una regressione delle manifestazioni cutanee e una netta riduzione di complicanze croniche e dolorose come la calcinosi cutanea (cioè il deposito di calcio), tradizionalmente difficile da trattare". "I risultati sono stati straordinari, non avevamo mai visto una remissione clinica così profonda con le terapie tradizionali - sottolinea Fabrizio De Benedetti, responsabile dell'area di ricerca di Immunologia, Reumatologia e Malattie infettive dell'ospedale - I dati sono particolarmente importanti perché le malattie autoimmuni in età pediatrica hanno un costo sociale altissimo in termini di qualità della vita del paziente e del nucleo familiare, oltre a un costo economico rilevante per il sistema sanitario. Questi risultati rafforzano la prospettiva di avviare studi clinici dedicati per offrire questa strategia a un numero più ampio di bambini con malattie autoimmuni gravi. Non a caso negli ultimi 4 mesi abbiamo trattato con le Car-T altri 4 bambini e ragazzi". Lo studio - riferiscono gli esperti - evidenzia inoltre che i benefici clinici si mantengono anche dopo la ricostituzione delle cellule B, suggerendo che la terapia Car-T non agisca come una semplice soppressione temporanea, ma possa indurre un vero e proprio 'reset' del sistema immunitario. A questo si associano segnali di regressione del danno d'organo, documentati da biopsie renali di controllo e da esami radiologici e funzionali a carico del polmone. Dal punto di vista della sicurezza - conclude la nota - gli eventi avversi osservati sono stati lievi e transitori, senza infezioni gravi né complicanze a lungo termine. La terapia si è dimostrata ben tollerata anche in pazienti con condizioni cliniche estremamente complesse. Lo studio è stato realizzato anche attraverso il supporto dei fondi derivanti dalla progettualità CN3, nella quale l'ospedale Bambino Gesù svolge il ruolo di coordinatore per lo spoke 10 dedicato agli approcci di terapia genica.
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Innovazione e Cybersicurezza: alla Camera intesa bipartisan sui Centri di Competenza
(Adnkronos) - Presso la Camera dei Deputati, durante la conferenza stampa "Competence Center. Un contributo all’innovazione sicura del Paese", è emerso un consenso unanime sulla necessità di rafforzare gli otto centri d'eccellenza istituiti nel 2018 sotto l'egida del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). I Centri di Competenza rappresentano partenariati pubblico-privati capaci di connettere università, centri di ricerca e tessuto imprenditoriale. L'obiettivo primario è la digitalizzazione operativa, con un focus crescente su Intelligenza Artificiale e Cybersicurezza, temi su cui il centro START4.0 ha presentato i risultati raggiunti in questi anni.
L’On. Guerino Testa, promotore dell'iniziativa, ha ribadito l'importanza di una visione comune: "su temi come la digitalizzazione e l'innovazione, soprattutto nell'ambito dei competence center non ci deve mai essere divisione partitica o ideologica, né tra opposizione e maggioranza perché si parla di presente e futuro del paese". Il supporto politico si tradurrà a breve in azioni concrete. L’On. Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, ha annunciato l'avvio di un'indagine conoscitiva di settore. L'iniziativa mira a esplorare nuove modalità per dare impulso ai centri, riducendo la burocrazia nel passaggio dal brevetto all'applicazione industriale.
Secondo Mollicone, "i Centri di Competenza non sono semplici nodi tecnologici, ma veri ecosistemi della conoscenza capaci di trasformare la ricerca in valore reale e sicurezza per il Sistema-Paese". Il piano prevede un ciclo di audizioni per approfondire come la ricerca possa garantire la sovranità digitale nazionale, coinvolgendo direttamente i vertici di realtà come Start 4.0. Anche l'On. Giulia Pastorella ha espresso sostegno per il modello, sottolineando come la valorizzazione delle competenze e gli investimenti mirati siano indispensabili per aumentare l'autonomia strategica del Paese e supportare le PMI. L'attuazione della Legge 132/2025 sull'Intelligenza Artificiale assegna ai Centri di Competenza un ruolo ancora più centrale. Questi soggetti sono chiamati a collaborare con istituzioni come AgID e CDP Venture Capital per attuare politiche che pongano l'Italia all'avanguardia nella gestione etica e sicura dell'IA.
Roberta De Donatis, Responsabile Esecutiva di START4.0, ha evidenziato come i centri siano lo strumento scelto dal MIMIT per accompagnare le imprese nella transizione: "mettiamo a disposizione know-how, rete e servizi per rendere l’innovazione un’opportunità accessibile, sicura e sostenibile, soprattutto per le PMI". L'esperienza maturata e il radicamento territoriale rappresentano oggi il capitale da investire per raggiungere obiettivi strategici misurabili, garantendo che l'innovazione tecnologica resti un motore di crescita sicuro per l'intera nazione.
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Garcea (Cisalpina): "Bene nostro 2025, per business travel sfida è internazionalizzare"
(Adnkronos) - "Nel 2025 registriamo una crescita di volumi del 9% e transazioni a +7,7%: un risultato sostenuto dall’ingresso di nuovi clienti (+27%) e da un tasso di fidelizzazione del 98%, che conferma la solidità del nostro modello e il valore riconosciuto dal mercato. Il nostro portafoglio clienti è sempre più diversificato, le aziende continuano a viaggiare, ma con un controllo più stringente della spesa. Utilities, trasporti e logistica e pubblica amministrazione guidano il mix, a dimostrazione della nostra capacità di gestire esigenze settoriali complesse e fortemente regolamentate. Guardando al 2026, la priorità è l’espansione internazionale, siamo l’unica travel management company italiana con un progetto così ampio". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giorgio Garcea, Chief commercial and operations officer di Cisalpina Tours International (Cti), sull'andamento dell'azienda in un mercato, quello del business travel, che come emerso dall'Osservatorio business travel 2026 (mercato Italia), attraversa una fase di rallentamento in Italia nel 2025, a causa di dazi, tensioni geopolitiche, differenziazione di strategie aziendali e politiche commerciali protezionistiche da parte dei governi. Fenomeni che hanno spinto le aziende a privilegiare trasferte locali o in Paesi con minori criticità. In questo contesto, secondo gli analisti emerge un picco di viaggi verso gli Stati Uniti nel primo semestre 2025, probabilmente legato alla chiusura di contratti prima dell’introduzione di nuove tariffe doganali. Ma le strategie di Cisalpina per il futuro sono chiare: "affiancheremo lo sviluppo di servizi premium e vip concierge, visto che la domanda evolve verso soluzioni sempre più tailor made: trasferte mirate per top management e funzioni tecniche e una maggiore razionalizzazione degli spostamenti del middle management". In un mercato complesso, Cti registra quindi risultati in controtendenza. Dal travel value (volume d’affari lordo) di 300 milioni di euro del 2015, la società ha raggiunto 640 milioni nel 2025 e opera già in 9 Paesi. La composizione delle aziende clienti evidenzia una maggiore attenzione alla spesa pur mantenendo frequenza di trasferte: al vertice utilities (29%), trasporti e logistica (25%), servizi (16%), a conferma della capacità di Cti di gestire esigenze verticali e complesse. Secondo Garcea "le aziende oggi viaggiano in maniera più consapevole: i top manager e i responsabili tecnici si spostano con maggiore frequenza, ma il middle management pianifica le trasferte con attenzione, ottimizzando i costi". Altro tema in evidenza, l’Osservatorio evidenzia criticità sul Duty of Care, con il 45% delle aziende che ne ha conoscenza parziale o nulla e solo il 45% delle aziende consapevoli che dispone di una travel policy conforme agli obblighi di legge. Garcea sottolinea: "Proteggere i dipendenti in viaggio non è solo un dovere morale o legale, ma un investimento nella continuità operativa e nella reputazione aziendale. Il nostro approccio proattivo intende preparare le imprese al rischio, offrendo soluzioni orientate alla mitigazione, andando oltre la gestione dell’emergenza. Dal periodo post-Covid, le trasferte verso destinazioni con fattori di rischio sono aumentate del 36%: consapevolezza e prevenzione diventano prioritarie per tutti", conclude.
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PS5 si avvicina ai 100 milioni di console distribuite, il digitale vince
(Adnkronos) - Sony ha aggiornato lo stato di salute del proprio comparto gaming confermando che PlayStation 5 ha raggiunto quota 92,2 milioni di unità distribuite globalmente al 31 dicembre 2025. Nonostante il volume complessivo rimanga imponente, l'ultimo trimestre dell'anno ha registrato la spedizione di 8 milioni di macchine, segnando una flessione di un milione e mezzo di unità rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente. Il rallentamento fisiologico dell'hardware, tipico di una fase avanzata del ciclo vitale, non sembra tuttavia intaccare la tenuta della piattaforma nel suo complesso. La vitalità del marchio è testimoniata dai numeri del PlayStation Network, che ha toccato i 132 milioni di utenti attivi mensili, con un incremento di tre milioni su base annua. Parallelamente, il mercato del software ha mostrato segnali di crescita vendendo complessivamente 97,2 milioni di titoli tra PlayStation 4 e PlayStation 5. In questo scenario, le produzioni interne dei PlayStation Studios hanno giocato un ruolo determinante con 13,2 milioni di copie vendute, evidenziando un interesse crescente per le esclusive proprietarie e la capacità di Sony di capitalizzare sul proprio portfolio storico. Un dato particolarmente significativo emerge dalle abitudini di acquisto dei consumatori, ormai orientate in modo quasi definitivo verso la dematerializzazione dei contenuti. Il 76% delle vendite software è avvenuto infatti tramite download digitale, un valore in crescita del 2% rispetto all'anno scorso che conferma la centralità del PlayStation Store nelle attuali strategie di ricavo. La transizione verso un modello di business basato sui servizi e sulla distribuzione digitale appare dunque consolidata, permettendo al gruppo di mantenere margini elevati anche a fronte di una domanda hardware meno aggressiva rispetto ai picchi registrati nei periodi post-lancio.
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Overwatch 2 cambia nome e ricomincia dalla Stagione 1
(Adnkronos) - Blizzard Entertainment ha deciso di semplificare l’identità del proprio hero shooter, eliminando il numero distintivo per tornare alla denominazione originale. La scelta non rappresenta un semplice restyling grafico, ma sancisce l’inizio di un capitolo ambizioso che punta a trasformare il titolo in un universo narrativo dinamico, distanziandosi dalla struttura dei sequel numerati per abbracciare un modello di servizio più fluido. Secondo quanto dichiarato dall'azienda, la decisione riflette la volontà di considerare il gioco come un organismo in evoluzione capace di superare la logica delle iterazioni fisse. Il fulcro di questa rinascita è rappresentato da "The Reign of Talon", un arco narrativo della durata di un anno che debutterà ufficialmente il prossimo 10 febbraio. Nel corso del 2026 verranno introdotti dieci nuovi eroi, di cui cinque saranno giocabili già al lancio della prima stagione. Tra le novità più attese spiccano il debutto di Jetpack Cat e di personaggi legati all'organizzazione Talon come Domina, Emre e Mizuki. La narrazione verrà veicolata direttamente attraverso il gameplay, con eventi live, aggiornamenti delle mappe e contenuti multimediali che seguiranno l'espansione dell'egemonia globale di Talon. Oltre ai contenuti ludici, lo studio ha previsto un restyling completo dell'interfaccia utente, che includerà menu modernizzati e una lobby tridimensionale progettata per migliorare l'accessibilità e la navigazione. Il supporto hardware si espanderà ulteriormente in primavera con l'arrivo della versione dedicata a Switch 2, mentre sul fronte delle collaborazioni è stato confermato un evento crossover con Hello Kitty e i suoi amici. La competizione sarà alimentata dal meta-evento Conquest, una guerra tra fazioni che permetterà agli utenti di schierarsi con Overwatch o Talon per sbloccare ricompense esclusive e contenuti estetici.
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Cozzolino (Cdp): "Economia circolare leva per la competitività"
(Adnkronos) - L'economia circolare offre "vantaggi significativi" per le imprese italiane ed è "fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo". Mariangela Cozzolino, responsabile Competence Center Economia Circolare e Clean Tech di Cdp, fa il punto con l'Adnkronos su evoluzione, opportunità e sfide di un modello economico di produzione e consumo basato su riutilizzo, riparazione e riciclo. "L’Italia si distingue in Europa tra i Paesi più virtuosi nella transizione verso un'economia circolare - osserva - Le esperienze più mature nel settore si concentrano sul riciclo ma, negli ultimi anni, si registra da parte delle imprese un aumento del livello di adozione di pratiche circolari che spaziano dal design sostenibile ai servizi che permettono di allungare la vita del prodotto, segnalando un approccio sempre più integrato lungo l’intera filiera produttiva. La trasformazione dei modelli di business in ottica 'circolare' comporta per le imprese italiane vantaggi significativi sul fronte economico, quali ad esempio: valorizzazione degli scarti, riduzione dei costi di produzione, rafforzamento del marchio, minore probabilità di default e una maggiore generazione di cassa da destinare all’investimento". Non solo: "L’economia circolare rappresenta, inoltre, un fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo, perché rafforza l’autonomia strategica nello scenario geopolitico globale, stimola l’innovazione e l’avanzamento delle tecnologie". Guardando al futuro, però, non mancano le sfide da affrontare. "Servono investimenti forti su larga scala, puntando al potenziamento delle filiere, ma diventa fondamentale anche rafforzare il mercato delle cosiddette 'materie prime seconde', che derivano da scarti - osserva Cozzolino - Accanto a ciò è senz’altro necessario favorire accordi di lungo periodo per un approvvigionamento stabile delle materie prime e potenziare la sensibilizzazione dei consumatori. La finanza rappresenta una leva strategica per orientare gli investimenti grazie a prodotti finanziari dedicati e al ruolo chiave degli Istituti Nazionali di Promozione, come Cassa Depositi e Prestiti per l’Italia". In questo quadro, sottolinea, "l’economia circolare ricopre una notevole rilevanza nel Piano Strategico di Cdp. Le principali priorità di intervento riguardano sia la massimizzazione del recupero di materia e di energia a favore della chiusura del ciclo di rifiuti sia il potenziamento delle filiere innovative del riciclo e del riuso. In queste aree, Cdp interviene principalmente concedendo finanziamenti a favore di imprese, infrastrutture e Pubbliche Amministrazioni e offrendo, a queste ultime, servizi di Advisory nelle fasi di programmazione, progettazione e implementazione degli investimenti". La spinta nella direzione della circolarità può arrivare anche dall'Europa grazie alle norme approvate e in via di definizione. "La normativa europea costituisce una leva strategica che può consentire all’Italia di accelerare ulteriormente la transizione verso un modello industriale circolare e competitivo. Un esempio è rappresentato dall’adozione, avvenuta nel dicembre 2024, del Regolamento Ue che punta a rafforzare la circolarità nel settore della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio", ricorda. "Sono poi sicuramente destinati ad avere particolare rilievo il Clean Industrial Deal, che si pone l’obiettivo di raddoppiare il tasso di circolarità dell’economia europea al 2030, e il Circular Economy Act, atteso per questo anno. Con quest’ultimo si punterà a creare un comune framework legislativo, promuovere un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie a livello Ue e definire un quadro univoco ed aggiornato per la raccolta e il riciclo dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In aggiunta a ciò, sarebbe utile raggiungere una maggiore armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore e dei criteri sull’End of Waste, con una semplificazione delle procedure", conclude.
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