Oltre 64mila truffe online nel 2025, senior i più vulnerabili
(Adnkronos) - Secondo i dati della Polizia Postale relativi al 2025, le vittime di raggiri telematici sono state oltre 64.000, suddivise quasi equamente tra phishing (32.203 casi) e truffe perpetrate tramite social network (31.799 casi). In questo contesto, l'Internet Day diventa l'occasione per riflettere sulla vulnerabilità degli utenti senior: una ricerca condotta da emporia rivela infatti che tre quarti dei cittadini sopra i 70 anni non percepiscono i rischi reali della navigazione, nonostante l'aumento costante delle insidie digitali. Per gli over 70 italiani, lo smartphone non è più un oggetto estraneo, ma un elemento integrato nella quotidianità. Circa tre senior su cinque utilizzano regolarmente strumenti tecnologici e il 28% degli intervistati ritiene che l'uso del digitale abbia sensibilmente migliorato la propria qualità della vita. Le attività principali includono il mantenimento dei legami familiari (77%), l'informazione sull'attualità (60%) e la gestione di operazioni bancarie o pagamenti (52%). Tuttavia, proprio questa familiarità può trasformarsi in un punto di debolezza. L'automatismo nell'uso di app e servizi porta spesso a una riduzione della soglia di attenzione, rendendo più efficace l'azione di phishing o la diffusione di falsi siti di e-commerce che sfruttano il senso di urgenza o la fiducia degli utenti. Dalla ricerca emerge una crescente attenzione verso specifiche funzionalità di sicurezza integrate nei dispositivi. Oltre la metà dei senior considera fondamentale la presenza di un tasto SOS, mentre il 45% si affida al blocco automatico delle chiamate sospette. Cresce anche l'uso di tecnologie biometriche (31%) e dei pagamenti tramite NFC (48%), percepiti come più protetti rispetto ai metodi tradizionali.
Mauro Invernizzi, Amministratore Delegato di emporia Italia, sottolinea l'importanza di coniugare innovazione e prudenza: “I risultati della nostra ricerca dimostrano che gli over 70 hanno compreso il valore del digitale e stanno riuscendo a inserirsi in una società in continuo cambiamento. È qui che entra in gioco il nostro impegno: sviluppare soluzioni pensate su misura per semplificare la vita quotidiana dei senior e garantire loro una partecipazione piena e sicura al mondo digitale”. Invernizzi rimarca tuttavia che gli strumenti tecnici “non sostituiscono consapevolezza e prudenza”, rendendo necessaria una costante attività di informazione per aiutare i cittadini a riconoscere i segnali di rischio.
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Trent'anni di Pokémon: al via la campagna globale "Qual è il tuo preferito?" - Il video
(Adnkronos) - Il franchise Pokémon inaugura ufficialmente le celebrazioni per il suo trentesimo anniversario con il lancio della campagna mondiale "Qual è il tuo preferito?". L'iniziativa, presentata durante il palcoscenico del Super Bowl LX, segna l'inizio di un anno caratterizzato da eventi interattivi e integrazioni digitali volti a consolidare il legame tra il brand e la sua community intergenerazionale. Lo spot di lancio, disponibile sul canale YouTube ufficiale del brand, ha visto la partecipazione di figure di rilievo mondiale come Lady Gaga, Trevor Noah, Charles Leclerc e Lamine Yamal. Il coinvolgimento di icone della musica, dello sport e dell'intrattenimento sottolinea la trasversalità di un marchio capace di influenzare la cultura di massa per tre decenni.
Secondo Kenji Okubo, Presidente di The Pokémon Company International, la domanda cardine della campagna "incarna la missione di Pokémon: unire le persone attraverso una passione comune". Okubo ha evidenziato come la scelta di un Pokémon preferito sia, fin dagli esordi, lo strumento principale per innescare conversazioni tra gli appassionati, riflettendo la diversità di una community globale che continua a espandersi. La celebrazione si sposta sul piano dell'interazione digitale attraverso Pokémon GO, l'applicazione mobile che quest'anno taglia il traguardo del suo decimo anniversario. È stata introdotta una funzionalità inedita che permette agli utenti di immortalare il proprio Pokémon scelto e condividere lo scatto sui social media utilizzando l'hashtag #Pokemon30. I dettagli tecnici sulla nuova modalità di scatto e le istruzioni per partecipare alla sfida fotografica sono consultabili sul portale ufficiale Pokemon.it/30. Oltre alle attività virtuali, la strategia per il trentennale prevede una serie di eventi fisici strutturati per diverse fasce di utenza:
Giornata radiosa: appuntamenti pensati per il coinvolgimento delle famiglie attraverso attività interattive.
Serata elettrizzante: eventi progettati specificamente per la fascia di pubblico adulta, cresciuta insieme al franchise negli ultimi trent'anni.
The Pokémon Company International ha confermato che i dettagli relativi a date e location di questi appuntamenti saranno svelati progressivamente nel corso dei prossimi mesi tramite i canali ufficiali.
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Il Dipartimento di Stato Usa cancella i post pre-Trump su X
(Adnkronos) - Il Dipartimento di Stato americano ha avviato un’operazione di rimozione integrale di tutti i contenuti pubblicati sui propri account ufficiali della piattaforma X prima dell'insediamento della nuova amministrazione. La misura riguarda non solo i post pubblicati durante la presidenza di Joe Biden e Barack Obama, ma anche quelli risalenti al primo mandato di Donald Trump. I contenuti verranno archiviati internamente, ma non saranno più consultabili pubblicamente; per accedervi, i cittadini e i ricercatori dovranno ora ricorrere a formali richieste tramite il Freedom of Information Act, una procedura nota per la sua lentezza e per le frequenti omissioni dovute a ragioni di sicurezza o riservatezza. Questa decisione rappresenta una netta divergenza rispetto alla prassi consolidata del governo statunitense in materia di impronta digitale. Tradizionalmente, il passaggio di consegne tra amministrazioni prevedeva il mantenimento della visibilità dei record storici, spesso migrati su account di archivio specifici come avvenuto per i profili presidenziali. Al contrario, la nuova direttiva coinvolge l'intera rete del Dipartimento, includendo le ambasciate, le missioni diplomatiche e i vari uffici operativi, eliminando di fatto anni di comunicati, immagini di incontri bilaterali e cronache quotidiane della diplomazia americana, che spesso rappresentavano l'unica traccia pubblica di determinati eventi internazionali. Le motivazioni fornite dai portavoce del Dipartimento di Stato sottolineano la necessità di evitare confusione sulla politica estera attuale e di parlare con una voce univoca per promuovere gli obiettivi dell'amministrazione. Secondo la visione ufficiale, gli account social sono considerati strumenti strategici per l'avanzamento dei messaggi legati all'agenda "America First", rendendo necessario un distacco netto dalle comunicazioni passate. Tuttavia, il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di revisione dei dati governativi, che ha già visto la rimozione di informazioni su ambiente e salute, oltre alla chiusura di risorse storiche come il World Factbook della CIA, pubblicato ininterrottamente dal 1962. Esperti di comunicazione politica e accademici hanno espresso preoccupazione per l’innalzamento di queste barriere all’informazione. Sebbene i record siano formalmente preservati secondo il Federal Record Act, la perdita dell'accesso immediato e ricercabile su piattaforme pubbliche riduce drasticamente la trasparenza e la capacità di ricostruire la storia diplomatica recente. La strategia attuale riflette una gestione del contenuto digitale in cui il confine tra governo e creazione di messaggi politici si fa sempre più sottile, trasformando i canali istituzionali in piattaforme dedicate esclusivamente alla narrazione presente dell'amministrazione in carica.
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Inquinamento dell'aria, smog in calo nelle città italiane
(Adnkronos) -
Smog in calo nelle città in Italia. Nel 2025 scendono a 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di Pm10 (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all'anno), contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Si tratta di uno dei dati più positivi degli ultimi anni, ma che non deve far abbassare la guardia. Se si guarda al 2030, anno in cui entreranno in vigore dei nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell'aria (20 µg/m3 per il Pm10, 20 µg/m3 per l’NO2, 10 µg/m3 per il Pm2.5), l'Italia resta ancora lontana dai parametri richiesti: applicandoli ad oggi, sarebbe oltre i limiti il 53% delle città per il Pm10, il 73% per il Pm2.5 e il 38% per l'NO2. Sono i dati del nuovo rapporto 'Mal'Aria di città 2026' di Legambiente che fa il punto sullo stato della qualità dell'aria nei capoluoghi di provincia italiani. Stando al report, nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero di Pm10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all'anno. La maglia nera quest'anno va a Palermo, con la centralina di Belgio che ha registrato 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano (centralina Marche) con 66 sforamenti, Napoli (Ospedale Pellegrini) con 64 e Ragusa (Campo di Atletica) con 61. Sotto le sessanta giornate si collocano Frosinone con 55 sforamenti, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36 giorni di superamento. Nel resto dei capoluoghi monitorati non si registrano sforamenti oltre i limiti di legge e, come già avvenuto negli ultimi anni, nessuna città supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per Pm10, Pm2.5 e biossido di azoto.
La fotografia - rivela l'analisi di Legambiente - cambia radicalmente quando si guarda ai nuovi limiti che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030 con la revisione della Direttiva europea sulla qualità dell'aria: il 53% dei capoluoghi italiani (55 città su 103) non rispetta già ora il limite previsto per il Pm10 di 20 microgrammi per metro cubo al 2030. Le situazioni più distanti dall'obiettivo si registrano a Cremona, dove serve una riduzione del 35%, seguita da Lodi con il 32%, Cagliari e Verona con il 31%, Torino e Napoli con il 30%. La situazione è ancora più critica per il Pm2.5, dove 68 città su 93, pari al 73%, hanno una media annuale superiore a 10 microgrammi per metro cubo. I casi più problematici sono Monza, che ha una media annuale attuale di 25 microgrammi per metro cubo e dovrebbe ridurre le concentrazioni del 60%, Cremona con il 55%, Rovigo con il 53%, Milano e Pavia con il 50%, Vicenza sempre con il 50%. Per quanto riguarda il biossido di azoto, 40 città su 105, pari al 38%, non rispettano il nuovo valore di 20 microgrammi per metro cubo, con le situazioni più distanti dall'obiettivo registrate a Napoli dove serve una riduzione del 47%, Torino e Palermo con il 39%, Milano con il 38%, Como e Catania con il 33%. "I miglioramenti registrati nel 2025 sono tra i più positivi degli ultimi anni, ma restano fragili e non sostenuti da scelte coerenti - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - È irragionevole che, proprio mentre iniziano a emergere segnali concreti, il governo scelga di tagliare le risorse invece di consolidare questi progressi. La scelta di ridurre drasticamente già dal 2026 - e per tutto il prossimo triennio - le risorse destinate al Fondo per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano non va nella giusta direzione. Serve invece un cambio di passo: investire con continuità nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile, accelerare la riqualificazione energetica degli edifici e il superamento delle fonti più inquinanti nel riscaldamento domestico e dal comparto industriale, intervenire in modo strutturale su agricoltura e allevamenti intensivi". Il dato più preoccupante è la lentezza con cui molte città stanno riducendo le concentrazioni di inquinanti anno dopo anno. Questa edizione di Mal'Aria ha analizzato i dati di Pm10 degli ultimi quindici anni (2011-2025), calcolando attraverso una media mobile quinquennale la tendenza in ogni città e stimando i valori che potrebbero essere raggiunti entro il 2030. Delle 89 città analizzate, 49 nel 2025 registrano valori di Pm10 superiori al nuovo limite europeo di 20 microgrammi per metro cubo. Di queste, 33 rischiano concretamente di non raggiungere l'obiettivo mantenendo l'attuale ritmo di riduzione: Cremona potrebbe scendere solo a 27 µg/mc, Lodi a 25, Verona a 27, Cagliari a 26. Situazione critica anche per Napoli, Modena, Milano, Pavia, Torino, Vicenza, Palermo e Ragusa (oggi a 28 µg/mc) che potrebbero rimanere tra i 23 e i 27 µg/mc. Potrebbero invece centrare l'obiettivo città come Bari, Benevento, Bergamo, Bologna, Caserta, Como, Firenze, Foggia, Latina, Lucca, Ravenna, Roma, Salerno, Sondrio, Trento e Vercelli, oggi sopra la soglia dei 20 µg/mc ma sulla traiettoria giusta. La fotografia di Legambiente relativa al Lazio vede Roma ancora nella top ten delle peggiori città per concentrazione di NO2, settima come lo scorso anno, con una media annua di 28 µg/mc (microgrammi per metro cubo di aria) e Frosinone, con 55 giorni oltre i limiti, quinta peggior città italiana per giornate di superamento degli attuali valori massimi consentiti di Pm10 (nel report dello scorso anno era il peggior capoluogo in assoluto). Roma, Frosinone e Latina, poi, sono tra i tanti capoluoghi italiani dove si superano i nuovi limiti europei che scatteranno dal 2030.
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Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"
(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.
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GeForce NOW festeggia sei anni con 24 nuovi titoli a febbraio
(Adnkronos) - Il servizio di streaming videoludico di NVIDIA inaugura il suo settimo anno di attività con un bilancio che supera il miliardo di ore di gioco erogate. Questo anniversario non viene celebrato solo come un successo statistico, ma come l'avvio di una fase di espansione tecnologica mirata a rendere la potenza delle GPU RTX accessibile su ogni tipologia di schermo domestico. Per il mese di febbraio, il calendario delle pubblicazioni prevede l'inserimento di 24 nuovi giochi. La prima ondata, già disponibile in streaming, vede come protagonisti titoli di alto profilo tattico. Tra questi spicca il debutto di Delta Force di Team Jade e PUBG: BLINDSPOT di KRAFTON, quest'ultimo caratterizzato da un approccio 5v5 con visuale dall'alto e dinamiche di squadra accelerate. L'integrazione con i servizi di abbonamento prosegue con l'arrivo di titoli provenienti dal catalogo Xbox Game Pass, come Indika e Roadcraft, facilitando l'accesso ai giochi senza la necessità di download locali o hardware di fascia alta. Uno degli aspetti più rilevanti della celebrazione riguarda l'aggiornamento dell'infrastruttura server. NVIDIA ha confermato che diversi titoli in uscita questo mese sono già ottimizzati per la GeForce RTX 5080. Tra i software pronti a sfruttare questa nuova capacità computazionale figurano:
Menace: strategico tattico disponibile su Steam e Game Pass.
PUBG: BLINDSPOT: la nuova interpretazione tattica dell'universo PUBG.
Carmageddon: Rogue Shift: il ritorno del celebre franchise in chiave moderna.
HumanitZ: titolo survival già presente su Steam. Il resto del mese vedrà una distribuzione costante di contenuti, con titoli attesi come Resident Evil: Requiem (26 febbraio) e l'espansione del catalogo Trine sull'Epic Games Store. La strategia di NVIDIA punta chiaramente a una diversificazione dei generi, includendo dall'RPG storico Kingdom Come Deliverance all'avventura open-world Avatar: Frontiers of Pandora.
Con oltre un miliardo di ore di gioco alle spalle, il servizio si propone di eliminare definitivamente i "colli di bottiglia" dell'hardware fisico, consolidando il cloud come una realtà solida e complementare per l'industria del gaming globale.
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Cancro al pancreas, studio spagnolo annuncia nuova cura ma esperti prudenti: "Serve validazione rigorosa attraverso trial clinici"
(Adnkronos) - La Giornata mondiale contro il cancro ha portato una novità importante nel mondo della Medicina e della lotta ai tumori del pancreas. Un gruppo di scienziati spagnoli del Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (Cnio) di Madrid, guidato da Mariano Barbacid, ha pubblicato su 'Pnas' i risultati di una ricerca - sui topi quindi pre-clinica - in cui si annuncia di avere trovato una terapia per curare una forma di tumore al pancreas tra le più aggressive. La notizia ha fatto il giro del mondo suscitando però anche alcune domande da parte della comunità scientifica. La Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige) invita "alla prudenza" in merito ai recenti e promettenti risultati pubblicati riguardanti l’efficacia di una terapia sperimentale per l'adenocarcinoma duttale pancreatico, "una patologia che conserva ancora oggi uno dei tassi di mortalità più elevati in ambito oncologico. Sebbene lo studio guidato dal professor Barbacid, "rappresenti un avanzamento scientifico di valore, è necessario ribadire come si posizioni in una fase sperimentale, condotta esclusivamente su topi, in un contesto che impone estrema cautela prima di poter parlare di una svolta terapeutica definitiva per i pazienti". "La ricerca ha evidenziato come l’azione combinata di inibizione su tre nodi strategici delle vie di segnalazione cellulare del gene KRAS, che codifica una proteina in grado di regolare la crescita cellulare, — nello specifico RAF1, EGFR e STAT3 — sia in grado di indurre una regressione completa del tumore senza la comparsa di resistenze farmacologiche per un periodo prolungato - ricorda la Sige - Questa strategia, ha dimostrato un’efficacia senza precedenti nei topi, superando uno dei principali ostacoli della terapia attuale: la rapidità con cui le cellule cancerose del pancreas imparano a eludere i farmaci" La Sige sottolinea "che il successo ottenuto in laboratorio non garantisce automaticamente un esito identico negli esseri umani. La biologia del tumore pancreatico umano è di una complessità tale da richiedere una validazione rigorosa attraverso trial clinici strutturati, indispensabili per confermare che la terapia sia non solo efficace, ma anche tollerabile nel lungo periodo", afferma il presidente della Sige, Luca Frulloni. “Il passaggio – aggiunge – dai modelli animali alla pratica clinica è un percorso lungo e delicato; pertanto, questi risultati devono essere interpretati non come un traguardo finale, ma come una preziosa bussola per orientare la futura ricerca clinica. La comunità scientifica – in primo luogo, la Sige - è fiduciosa, ma la priorità resta quella di procedere con rigore metodologico per trasformare queste evidenze di laboratorio in una reale speranza di cura”. Sebbene i risultati dello studio spagnolo "siano positivi, sono stati ottenuti su modelli animali (topi). Come spiegano esperti virologi e oncologi che hanno analizzato lo studio, il passaggio dal topo all’uomo è l’ostacolo più grande. Ci sono due problemi principali: la tossicità e la biologia", riassumono gli specialisti del sito anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?' curato dalla Fnomceo. La tossicità, "per ottenere quei risultati, i topi sono stati trattati con dosi di farmaci elevatissime, molto superiori a quelle che un essere umano potrebbe sopportare senza subire danni gravi. Bisogna trovare un dosaggio che sia efficace ma non dannoso per l’uomo", avvertono. La biologia. "Bloccare completamente alcune proteine (come STAT3) nei topi ha funzionato, ma nell’uomo queste stesse proteine svolgono funzioni vitali. Eliminarle potrebbe essere troppo pericoloso. Siamo quindi di fronte a una 'prova di concetto': sappiamo che la strategia dell’accerchiamento funziona, ma ci vorranno anni per sviluppare farmaci sicuri per l’uomo", concludono Perché questo tumore è così difficile da sconfiggere? "Il tumore al pancreas è un avversario temibile per la sua 'intelligenza' biologica - precisano gli esperti di 'Dottore ma è vero che...? '- Oltre a essere spesso diagnosticato tardi perché dà pochi sintomi iniziali, ha una caratteristica biologica particolare: si circonda di un tessuto molto denso e compatto (chiamato stroma) che agisce come una barriera fisica, rendendo difficile per i farmaci e per le cellule del sistema immunitario penetrare all’interno della massa tumorale. Inoltre, come abbiamo visto nello studio spagnolo, le sue cellule sono molto plastiche: se chiudiamo una porta, loro ne aprono un’altra. La sfida di oggi - concludono - si combatte su due fronti: da un lato la ricerca di base, come quella spagnola, che cerca di capire come bloccare tutte le vie di fuga del tumore; dall’altro la ricerca clinica, che porta in corsia nuovi farmaci per migliorare da subito la vita dei pazienti".
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Cyberbullismo, insegnanti, genitori e sanitari a 'scuola 2.0' per batterlo
(Adnkronos) - Contrastare il cyberbullismo, con la formazione a distanza di oltre 5mila tra operatori sanitari, insegnanti e genitori e tra i banchi di scuola con esperienze immersive che prevedono l’utilizzo della realtà virtuale: è l’obiettivo di Educatamente 2.0, un nuovo progetto pilota finanziato nell’ambito del programma Ccm del ministero della Salute e coordinato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1 insieme al Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di Sanità e al Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma, presentato oggi all’Iss in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyber bullismo, in calendario domani, al convegno 'Oltre lo schermo. Insieme per un web sicuro – Educatamente 2.0: Promozione della salute digitale e prevenzione del cyberbullismo'. Il convegno è stato aperto con la proiezione di un video, realizzato dall’Iss, che vuole sensibilizzare e informare i ragazzi su come orientarsi per chiedere aiuto. "La salute, soprattutto nella fascia tra gli undici e i quindici anni, che è quella più colpita dai fenomeni di bullismo sulla rete, è anche benessere digitale – afferma il presidente dell’Iss Rocco Bellantone – formare con metodi basati scientificamente genitori, insegnanti e operatori sanitari a intercettare precocemente questi fenomeni e stabilire un’alleanza con le scuole è la via maestra per sconfiggere l’isolamento di chi è vittima di bullismo. Una solitudine che può portare a conseguenze gravi e a volte persino fatali". "Con Educatamente 2.0 – rileva Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma 1- mettiamo l’innovazione tecnologica al servizio della prevenzione. La salute oggi passa inevitabilmente dal benessere digitale: proteggere gli adolescenti dai rischi del web significa proteggere il loro futuro e la loro integrità psichica. Come Asl Roma 1, siamo orgogliosi di coordinare questo progetto, attraverso la stretta sinergia con l'Istituto superiore di Sanità e la Sapienza possiamo costruire una rete di protezione che coinvolge l'intero ecosistema del minore: operatori sanitari, insegnanti e famiglie per intercettare precocemente il disagio e fornire strumenti che siano concreti riferimenti per gli adulti". "La realtà virtuale – aggiunge Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma - rappresenta uno strumento particolarmente efficace nei percorsi di educazione perché consente di lavorare sull’esperienza, e non solo sulla conoscenza. Attraverso ambienti immersivi è possibile favorire una comprensione più profonda del vissuto della vittima di violenza online, rendendo percepibili le conseguenze emotive e relazionali delle condotte digitali. In questo modo, l’attenzione si sposta dal comportamento in sé alla persona che lo subisce, promuovendo nei giovani una maggiore consapevolezza, responsabilità e capacità di riconoscere i possibili rischi online". Educatamente 2.0 prevede iniziative di formazione, a cura dell’Iss rivolte da un lato agli operatori sanitari (corsi Fad) dall’altro a genitori e insegnanti con webinar tematici. E’ prevista la formazione di almeno 5.000 professionisti della salute e l’organizzazione di 10 webinar. "Faremo una formazione per l’identificazione precoce dei comportamenti problematici – sottolinea Adele Minutillo, del Centro nazionale Dipendenze e Doping- descrivendo i principali fattori di protezione, come per esempio la promozione dell’autostima o l’uso consapevole tecnologie. Un altro aspetto su cui vogliamo porre l’attenzione è l’importanza di lavorare sia con la vittima che con l’autore degli atti di bullismo, perché non si può cambiare la cultura senza cambiare quello che c’è dietro". L'Università Sapienza metterà a punto e sperimenterà un modello di intervento psicoeducativo che l'utilizzo della realtà virtuale finalizzato all’individuazione di strategie di prevenzione basate sull’evidenza (evidence based). Dal prossimo anno scolastico, sono previsti interventi in alcune scuole secondarie del distretto della Asl Roma 1 dove con l’ausilio di appositi visori i ragazzi verranno proiettati in maniera diretta e immediata in scenari realmente accaduti, ricostruiti attraverso il supporto della Polizia postale. Interventi selettivi riguarderanno invece ragazzi e giovani adulti già segnalati o denunciati per condotte reato on line o cyberbullismo. Un impianto di valutazione e monitoraggio renderà poi gli esperti in grado di valutare l'efficacia di questo modello. "La sperimentazione di episodi di cyberbullismo in un ambiente controllato – rileva la dottoressa Emanuela Mari, del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma – permette ai ragazzi e alle ragazze di confrontarsi in modo guidato con situazioni ad alto impatto emotivo, trasformando l’esperienza in un’occasione di riflessione e confronto. Il dibattito successivo, condotto dagli operatori del progetto, favorisce una maggiore consapevolezza delle dinamiche relazionali online e delle conseguenze delle condotte agite, rappresentando un passaggio fondamentale anche in ottica preventiva rispetto alla violenza verbale e ad altre forme di discriminazione sul web". Insulti, epiteti offensivi, persino istigazioni a compiere gesti estremi non sono solo parole. Per questo non si deve minimizzare, rivolgendosi alle Forze dell’Ordine e in particolare alla Polizia postale. E’ questo il messaggio che vuole dare ai ragazzi un video proiettato in apertura del convegno, realizzato dall’ufficio stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, per la regia di Gianfelice Martini e l’interpretazione di Aurora Nikolli, in collaborazione con l’Associazione 'Paolo Ettorre – Socially Correct' che ne ha pensato il concept. Il video si sofferma sui danni psicologici del cyberbullismo, mostrando come possa ferire al pari di un’arma da fuoco. Colpo dopo colpo, può minare il benessere psicologico dei ragazzi, con parole che rimbombano dentro di loro a volte per sempre. Chiedere aiuto non è debolezza, ma al contrario un grande atto di forza.
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Influenza, ancora in calo infezioni, 551mila casi in una settimana
(Adnkronos) - L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 19 gennaio al 25 gennaio, è stata pari a 10 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alle 11,3 della settimana precedente. Lo indica il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva. Lo indica il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi. "Sono stati stimati circa 551mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 10,4 milioni di casi. L’incidenza è in diminuzione in tutte le fasce di età tranne la fascia 0-4 anni, dove è stabile rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti". "L’intensità è a livello di base in Liguria e Molise, media in Puglia, Basilicata e Campania e bassa in tutte le altre regioni e Province autonome. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da Ili ad Ari rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni. Nella settimana nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 14,1%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 14,7%. Per quanto riguarda la comunità, tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per Vrs, per Rhinovirus e i virus influenzali. La co-circolazione dei diversi virus respiratori contribuisce a determinare il valore di incidenza delle infezioni respiratorie acute (Ari). Nel flusso ospedaliero, tra i virus respiratori i tassi di positività più elevati sono stati rilevati per i Rhinovirus, per altri coronavirus diversi da Sars-Cov-2 e per Vrs". La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella quarta settimana dell'anno in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1) pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate. Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, tra i virus sottotipizzati, si osserva una percentuale lievemente più alta di virus A(H1N1)pdm09 rispetto ai virus A(H3N2). Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A 'non sottotipizzabile' come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA dei virus influenzali A(H3N2) evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K rimane prevalente. Per quanto riguarda i virus influenzali A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si raggruppa nel subclade D.3.1.1.
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Ddl delega riforma Ssn, Salutequità: "Niente fondi e ospedale ancora centrale'
(Adnkronos) - "Il Ddl delega su riorganizzazione e potenziamento del Ssn, unitamente a quelli sulla legislazione farmaceutica e sulle professioni sanitarie, confermano un momento di fermento governativo in ambito sanitario. E questa è una buona notizia, perché indicativa della consapevolezza di dover mettere mano al Ssn. Però, la differenza per l’esigibilità del diritto alla salute la farà 'il come' ci si metterà mano. Per questo Salutequità ha realizzato attraverso il suo Osservatorio un'analisi del testo del Ddl delega per la riforma del Ssn con l’obiettivo di individuare le criticità presenti e l’auspicio di stimolare il Parlamento a perfezionarne il testo". Così Tonino Aceti, presidente Salutequità in una nota. "Le tre deleghe al Governo sulla sanità arrivano in assenza della stesura e approvazione del nuovo Piano sanitario nazionale (l’ultimo si riferisce al triennio 2006-2008), rispetto al quale da oltre due anni se ne comunica la priorità e l’avvio dei lavori. Sono gli ultimi atti di indirizzo del ministro della Salute a prevederne l’approvazione - si legge -. In particolare, l’atto di indirizzo 2025 attribuiva al Piano sanitario nazionale 2025-2027 la funzione di 'visione del sistema della salute per i prossimi anni, in termini di obiettivi strategici e di interventi necessari ad affrontare i nuovi bisogni e le profonde trasformazioni in atto nella società'. Ad oggi nessuna bozza è stata ancora trasmessa alle Regioni. Anche il Patto per la Salute è fermo al 2019-2021, in proroga per 'Legge'. Si è scelto invece di passare direttamente alle deleghe al Governo". Il Ssn "è stato istituito con legge dello Stato (833/78) ed è una delle infrastrutture pubbliche più importanti del nostro Paese: serve a realizzare in modo sostanziale l’unico Diritto che la Costituzione definisce come 'fondamentale' e cioè il diritto alla salute. E per il quale l’Italia investe oltre 142 miliardi di euro nel 2026. Ciò nonostante - sottolinea Aceti - il ruolo del Parlamento nel Ddl delega di riforma del Ssn è residuale. Il testo prevede infatti che gli schemi di decreti legislativi siano trasmessi alle Commissioni parlamentari per l’acquisizione del solo parere non vincolante per il Governo". Inoltre, "per la formalizzazione del parere, il Parlamento avrà a disposizione solo trenta giorni a differenza dei sessanta previsti, ad esempio, per il parere agli schemi di decreti legislativi sulla farmaceutica. Un ruolo maggiore del Parlamento nel ragionamento su una riforma di così grande portata ed impatto è indispensabile". "Il comma 2 dell’art. 3 del Ddl delega sancisce che dall’attuazione delle deleghe non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Eppure - sottolinea Aceti - tra i principi e criteri direttivi vengono previsti la revisione e l’aggiornamento della disciplina in materia di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale, nonché l’introduzione degli ospedali di terzo livello ed elettivi all’interno della classificazione delle strutture ospedaliere, oltre che la definizione di standard anche di personale per l’assistenza residenziale e semi-residenziale per le persone non autosufficienti e standard assistenziale e di équipe per cronici con evoluzione sfavorevole della malattia. Tutte operazioni che difficilmente riusciranno ad essere realizzate senza nuovi o maggiori oneri per le casse pubbliche. Diversamente, il Ddl delega sulla legislazione farmaceutica, per l’attuazione delle disposizioni di delega, autorizza la spesa di 16,250 milioni di euro per l’anno 2026, di 20,250 milioni di euro per l’anno 2027 e di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028". "Andando ad analizzare i criteri direttivi del Ddl Delega, quelli più specifici e concreti riguardano l’assistenza ospedaliera con, ad esempio, l’introduzione degli ospedali di terzo livello, quelli elettivi e nuove reti assistenziali tempo-dipendenti. Anche solo analizzando il testo lessicalmente si rileva che il riferimento alla parola 'ospedale' all’interno del testo compare ben 13 volte, mentre solo la metà quello all’assistenza territoriale. Le parole cittadino ed equità una sola volta". "I principi e criteri direttivi della delega al Governo presentano pochi elementi di forte innovazione. Di fatto - conclude il presidente di Salutequità - la gran parte li ritroviamo in molti provvedimenti già approvati. Nessun riferimento alla necessità di innovare i meccanismi di monitoraggio e valutazione delle performance dei servizi sanitari e degli esiti delle cure erogate in ospedale e soprattutto sul territorio. Inoltre, nessun accenno all’innovazione dei meccanismi di rimborso delle prestazioni sanitarie, passando dal rimborso a prestazione a quello per percorso diagnostico terapeutico e ai suoi esiti di salute. Quest’ultima unica vera leva per integrare ospedale e territorio e mettere al centro la persona".
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