Ail, in un volume l'impatto di ambiente e stili di vita sul rischio onco-ematologico
(Adnkronos) - Un momento di confronto istituzionale per ribadire che prendersi cura della salute significa anche ridurre i rischi ambientali, promuovere consapevolezza sociale e rafforzare strategie condivise per la prevenzione delle patologie onco-ematologiche. E' l'obiettivo con cui viene presentato il volume che raccoglie gli atti del Convegno nazionale Ail 2024, dal titolo 'L'impatto dell'ambiente e degli stili di vita nel rischio onco-ematologico'. Il testo - che verrà illustrato martedì 10 febbraio alle 12 nella Sala Tatarella della Camera dei deputati (via Uffici del Vicario, 21) - è a cura di Aurelio Angelini e Mariaclaudia Cusumano, promosso dall'Ail-Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, su iniziativa dell'onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente XII Commissione Affari sociali della Camera, con il patrocinio dell'Intergruppo parlamentare One Health. Edito da FrancoAngeli e con la prefazione di Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail, il volume - informa una nota - nasce dall'esigenza di rendere disponibili i contributi scientifici, sociali e istituzionali emersi durante la quarta edizione del convegno Ail 'Curare è prendersi cura. Impatto ambientale e rischio sanitario, benessere e stili di vita', che ha messo a confronto esperti di medicina, epidemiologia, scienze ambientali e sociali, rappresentanti delle istituzioni e dell'associazionismo, con l'obiettivo di approfondire le possibili correlazioni tra inquinamento, stili di vita e rischio onco-ematologico. A presentare il testo ci saranno l'onorevole Ciocchetti; il sociologo dell'ambiente e del territorio Angelini, che modererà l'incontro; Adriano Venditti, direttore del Dipartimento di Onco-ematologia della Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma, e il presidente Toro. Il cancro rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie e sociali - spiega Ail - L'aumento dell'incidenza è legato non solo all'invecchiamento della popolazione, ma anche all'esposizione a fattori di rischio ambientali modificabili, come l'inquinamento dell'aria, del suolo e dell'acqua, oltre a comportamenti individuali non salutari. In questo scenario, Ail intende contribuire costantemente al dibattito pubblico promuovendo una visione integrata tra politiche ambientali e sanitarie, nel rispetto del diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione. La pubblicazione - descrive Ail - raccoglie gli interventi di oltre 30 relatori che hanno affrontato temi centrali come l'impatto degli inquinanti atmosferici, delle plastiche e dei Pfas, l'alimentazione e la nutrizione, i cambiamenti climatici, l'inquinamento elettromagnetico, la prevenzione primaria, gli stili di vita sostenibili e il modello One Health. Ampio spazio è dedicato anche alle esperienze delle sezioni Ail sul territorio e al ruolo della prevenzione come strumento di tutela individuale e collettiva. Con questo volume - sottolinea l'associazione - Ail conferma il proprio impegno, accanto al sostegno alla ricerca scientifica e all'assistenza ai pazienti ematologici, nel diffondere conoscenza e nel favorire una cultura della salute che integri ambiente, stili di vita e benessere psicofisico, nell'interesse dell’intera collettività. Da oltre 55 anni Ail, con le sue 83 sezioni provinciali e gli oltre 17mila volontari in tutta Italia - si ricorda nella nota - promuove e sostiene la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma. Assiste i malati e le loro famiglie, accompagnandoli in tutte le fasi del lungo e spesso sofferto percorso della malattia, offrendo loro servizi, conoscenza e comprensione. E' al loro fianco per migliorarne la qualità della vita e sostenerli nel percorso di cura.
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Il Consorzio della mozzarella di bufala campana Dop porta alla Bit la storia dei Borbone
(Adnkronos) - Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano, dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 - H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra 'La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone', in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia. L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo. “L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani. “La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
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L’Italia del tech a due velocità: il boom dei dati e la "sindrome" del fornitore straniero
(Adnkronos) - VivaTech presenta la terza edizione del Tech Confidence Barometer, realizzato da OpinionWay. Affrontando i temi della sovranità, dell’adozione dell’IA e degli investimenti, executives da sette Paesi esprimono una forte fiducia nelle nuove tecnologie e condividono le loro prospettive. Il panorama tecnologico globale del 2026 è segnato da una profonda frattura nelle strategie di adozione e nella percezione della sovranità tra le due sponde dell'Atlantico. Mentre i dirigenti degli Stati Uniti e del Regno Unito considerano la nazionalità del fornitore un criterio essenziale per garantire la sicurezza e l'autonomia, in Europa prevale una visione più aperta, dove l'origine locale del software è spesso percepita come un valore aggiunto ma non come un requisito vincolante. Questa divergenza riflette un consolidamento dei blocchi regionali: la maggior parte degli executive statunitensi si affida esclusivamente a soluzioni nordamericane, mentre i leader europei iniziano a mostrare una preferenza crescente per l'ecosistema continentale, spinti dalla necessità di proteggere la propria indipendenza digitale in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche. L'intelligenza artificiale domina l'agenda degli investimenti, ma il suo impiego rivela un pericoloso paradosso comportamentale che minaccia la sicurezza aziendale. Nonostante quasi nove dirigenti su dieci dichiarino di fidarsi dell'IA per guidare le decisioni strategiche, circa il 40% ammette di aver condiviso informazioni riservate con strumenti di cui non aveva piena fiducia. Questo scarto tra convinzione e pratica operativa suggerisce che la velocità di adozione stia superando la capacità delle organizzazioni di stabilire protocolli di sicurezza adeguati. Parallelamente, pur permanendo timori di bolle speculative in alcuni mercati come la Francia, la fiducia nella tenuta occupazionale rimane elevata, con la stragrande maggioranza dei leader convinta che l'IA non comporterà licenziamenti di massa nel breve termine. François Bitouzet, CEO di VivaTech, commenta: "Il barometro 2026 disegna un nuovo quadro della fiducia tecnologica: gli executives americani e britannici considerano la nazionalità del fornitore tecnologico un elemento essenziale, mentre la maggior parte degli europei la considera un 'plus'. Questa divergenza non è aneddotica: rivela due visioni della sovranità, una “de facto” e l’altra “contraddittoria”. In risposta, stiamo assistendo a una reale accelerazione in Europa sui temi tecnologici, con investimenti in IA e cybersecurity che diventano prioritari. Dobbiamo comunque prestare attenzione a un nuovo paradosso che stiamo osservando: mentre 9 executives su 10 si fidano dell’IA, 4 su 10 ammettono di aver condiviso dati riservati con strumenti di cui non si fidavano pienamente". In questo scenario, l'Italia si muove con una strategia di rincorsa basata sulla specializzazione e sulla flessibilità. La competitività delle aziende nazionali è percepita in crescita, passando dal 64% del 2025 al 75% del 2026, ma il sistema soffre ancora di carenze strutturali rispetto ai partner internazionali. Gli investimenti italiani nel Cloud Computing e nell'IA rimangono al di sotto della media globale, mentre si registra un vero e proprio "boom" nel settore dei Big Data e dell'Internet of Things (IoT), con tassi di crescita che allineano il Paese agli standard mondiali. La forza delle imprese italiane sembra risiedere non tanto nell'infrastruttura, quanto nella capacità di adattare l'innovazione alle esigenze specifiche dei clienti, trasformando il gap tecnologico in un'opportunità di personalizzazione del servizio. Tuttavia, persiste una debole fiducia degli stessi executive italiani verso le soluzioni tecnologiche domestiche. Solo il 34% dei dirigenti considera affidabili i prodotti nazionali, preferendo spesso soluzioni europee o americane per la loro percepita solidità e reputazione. Questo clima di incertezza è alimentato da un'infrastruttura digitale ancora fragile e da investimenti in ricerca e sviluppo che restano sensibilmente inferiori alla media dei sette Paesi analizzati. Anche il supporto governativo è percepito come meno incisivo rispetto alla media globale, con solo il 60% dei leader locali che ritiene adeguate le politiche nazionali di sostegno all'ecosistema tech. La sfida per il futuro prossimo dell'Italia sarà dunque consolidare la propria reputazione internazionale partendo da una maggiore fiducia interna nei propri talenti e nelle proprie infrastrutture.
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Turismo: eDreams Prime in Italia, da abbonati valutazioni del 36% superiori rispetto a non iscritti
(Adnkronos) - eDreams Odigeo (di seguito 'la società' o in breve 'eDO'), la piattaforma di abbonamenti di viaggio leader nel mondo, ha diffuso oggi i nuovi dati sulla soddisfazione dei clienti relativi al servizio Prime in Italia. I dati indicano che il sentiment degli iscritti ha raggiunto un nuovo massimo storico, con un net promoter score (nps) medio di 61 per la categoria 'accommodation' durante l'ultimo trimestre. Sulla scala nps standard di settore, che va da -100 a +100, un punteggio di questa portata è classificato come eccellente. Questo record segna l'ultimo traguardo di un trend di crescita costante durato cinque anni. Le analisi condotte dal 2021 a oggi confermano che l’effetto abbonamento si sta progressivamente rafforzando, offrendo un valore costantemente superiore rispetto all'esperienza di viaggio standard. Mentre i tassi di soddisfazione risultano aumentati per tutti i clienti, riflettendo i miglioramenti generali della piattaforma, il sentiment dei membri Prime ha subito un'accelerazione molto più rapida. Oggi, in Italia, i membri Prime valutano la propria esperienza il 36% in più rispetto agli utenti standard non abbonati. Il divario di soddisfazione tra i due gruppi è aumentato negli ultimi cinque anni, a dimostrazione del fatto che le caratteristiche esclusive del programma Prime stanno creando un livello di esperienza premium ben distinto. Questi risultati seguono i significativi investimenti nella proposta di valore di Prime, tra cui l'introduzione di opzioni di flessibilità (come la possibilità di cancellare le prenotazioni per qualsiasi motivo) e un'offerta di prodotti ampliata con offerte riservate ai soci su voli, hotel, pacchetti, noleggio auto e treni. Le performance attuali supportano la tabella di marcia strategica della società, che punta a raggiungere 13 milioni di abbonati entro il 2030 (rispetto agli oltre 7,7 milioni di oggi), confermando che il servizio sta diventando sempre più attraente per i consumatori alla ricerca di una soluzione di viaggio flessibile e orientato al valore. Dana Dunne, ceo di eDreams Odigeo ha dichiarato: "Il raggiungimento di questo picco storico nella soddisfazione degli abbonati è una pietra miliare significativa che convalida la nostra visione: offrire ai nostri membri un'esperienza premium basata sull'intelligenza artificiale. Quando abbiamo lanciato Prime, abbiamo aperto la strada a una categoria completamente nuova, quella dei viaggi in abbonamento, che prima semplicemente non esisteva". "Questi punteggi record - ha spiegato - confermano che, man mano che facciamo crescere la nostra piattaforma aggiungendo prodotti e perfezionando il servizio giorno dopo giorno, il valore che offriamo diventa sempre più evidente per i nostri membri. Il crescente divario tra abbonati e utenti standard dimostra che il modello su abbonamento offre fondamentalmente un'esperienza superiore. Ci impegniamo a continuare a guidare la categoria degli abbonamenti di viaggio in Italia e non solo, con una piattaforma che migliora ogni singolo giorno, assicurando che i nostri iscritti abbiano sempre il miglior partner possibile per i loro viaggi".
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Int: "Depositata memoria alla comm. Giustizia su riforma ordinamento commercialisti"
(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, dopo l’audizione dei giorni scorsi in Commissione Giustizia della Camera sulla riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista ed esperto contabile ed aver in quella occasione dichiarato che sarebbe stata prodotta una memoria, soprattutto alla luce di alcune affermazioni fatte da altri auditi, ieri, tramite la propria segreteria, ha inviato una memoria che verte soprattutto sulla giurisprudenza e sulla figura professionale del tributarista ai sensi della Legge 4/2013 e di altre norme di legge. Alemanno apre la memoria con una affermazione, già evidenziata in audizione: “La riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile AC 2628, riguarda i professionisti di cui alla legge n.4/2013 ed in particolare i tributaristi, poiché ogni revisione o nuova emanazione di leggi riguardanti categorie e funzioni professionali devono salvaguardare, le peculiarità e il libero esercizio delle professioni esistenti”. E la delega oggetto di discussione lo indica in modo puntuale. Dopo alcuni passaggi sulle norme UE in tema di professioni e sul fatto che, come indicato nella relazione introduttiva al ddl 2628: “Il legislatore delegato non sarà chiamato ad attribuire ai dottori commercialisti e agli esperti contabili nuove competenze professionali, bensì a censire le attività professionali già previste in altre disposizioni di legge”, il presidente dell’Int scrive: “Non si possono ignorare riferimenti giurisprudenziali citati in audizione in modo parziale” e si apre un’analisi su sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione e del Consiglio di Stato. Corte Costituzionale, sentenza n. 144 del 2024, ha dichiarato non fondate le questioni di illegittimità costituzionale dell’art. 35, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 sollevate sul rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni dei redditi, (visto di conformità peraltro non di esclusiva delle professioni ordinistiche, potendo, sempre ai sensi del D.Lgs. 241/97, essere apposto anche dai tributaristi iscritti nel Ruolo dei periti esperti in tributi al 30/9/93). Una richiesta improvvida di illegittimità costituzionale della parte ricorrente, che l’Int non ha mai condiviso, tanto meno nell’ipotesi di una equiparazione ordini ed associazioni ex lege 4/2013. Quindi non una sentenza sul libero esercizio di attività professionali, ma una specifica singola norma, poiché il libero esercizio di attività non riservata era già stato oggetto di sentenza della Corte Costituzionale del 12-27 dicembre 1996 N. 418: al di fuori delle attività comportanti prestazioni che possono essere fornite solo da soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio), per tutte le altre attività di professione intellettuale o per tutte le altre prestazioni di assistenza o consulenza (che non si risolvono in un'attività di professione protetta ed attribuita in via esclusiva, quale l'assistenza in giudizio), vige il principio generale di libertà di lavoro autonomo o di libertà di impresa di servizi a seconda del contenuto delle prestazioni e della relativa organizzazione. Corte di Cassazione, sezione II civile, ordinanza 7 febbraio 2024, n. 3495 che ha condannato per abuso di professione una società commerciale che esercitava attività in ambito fiscale, contabile e assistenziale, ha ribadito le indicazioni di altre sentenze della stessa Cassazione anche a Sezioni Unite, evidenziando come la previsione di condanna per abuso di professione e titolo si concretizzi quando il soggetto che opera nel settore contabile tributario non espliciti sempre in tutte le comunicazioni con i terzi indicazioni tali da non creare confusione tra le varie figure professionali del settore ordinistico e di quello associativo. Pertanto chi svolga attività professionale in ambito contabile dovrà sempre rendere chiare e visibili indicazioni quali: l’attività svolta, i riferimenti legislativi alla sua attività professionale e quelli alle abilitazioni normative, nonché eventuale iscrizione ad associazione professionale di cui alla legge 4/2013 iscritta nell’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, autorizzata a rilasciare l’attestato di qualità e di qualificazione professionale ai propri iscritti, come nel caso dell’Istituto nazionale tributaristi. Una sentenza che ricalca perfettamente quanto i tributaristi Int attuano da sempre, ancor prima della Legge 4/2013 e delle indicazioni della Cassazione, stigmatizzando ogni forma di abusivismo. Per quanto poi riguarda la coesistenza di ordini ed associazioni professionali ex lege 4/2013, senza paventare alcuna equiparazione, si richiama la sentenza del Consiglio di Stato 9408/2024 pubblicata il 22 novembre 2024, che ha ribadito come sia legittimo un sistema professionale fatto di ordini e di libere associazioni e che tale quadro è coerente con il principio della concorrenza. Alemanno aggiunge un passaggio sulle attività tipiche che rientrano nell’alveo di quelle libere e fornendo un breve accenno alla peculiarità dell’attività professionale di tributarista: "In conclusione si chiede che la riforma, pur comprendendo l’esigenza di innovazione l’ordinamento della categoria interessata, mantenga il principio in essa espresso, cioè nessuna nuova funzione o attività riservata, nessun tentativo di rendere esclusive le attività tipiche, che possono essere svolte anche dal contribuente o da un suo incaricato di fiducia". "Ciò - precisa - a tutela della concorrenza, del mercato, dei contribuenti e dei tributaristi associativi ex lege 4/2013 che svolgono legittimamente attività professionali libere e non soggette a riserva, come la consulenza fiscale, contabile e amministrativa, ma lo fanno anche in virtù di precise norme legislative, come quelle relative alle funzioni di intermediario fiscale abilitato, di assistenza e rappresentanza del contribuente presso l’amministrazione finanziaria o in caso di verifiche e accertamenti, di Ctu e di periti presso il tribunale quali ausiliari del giudice, di perizie, che rappresentano solo alcune funzioni di legge a mero titolo esemplificativo. Tributaristi associativi qualificati, indicati dal Legislatore come soggetti che devono svolgere verifiche ai sensi delle norme antiriciclaggio della clientela e che sono soggetti, per legge, all’aggiornamento professionale, al possesso di adeguata polizza di r. c. professionale verso terzi, a specifiche norme deontologiche". E ancora: "Tributaristi associativi qualificati, non solo soggetti al controllo e alle sanzioni da parte dell’associazione di appartenenza riconosciuta dal Mimit o inserita con decreto del Ministero della Giustizia nelle associazioni rappresentative a livello nazionale, come nel caso dell’Istituto nazionale tributaristi, ma anche al controllo e alle sanzioni ai sensi del Codice del consumo, come richiamato dalla Legge 4/2013. Tributaristi associativi qualificati, che versano, con sistema contributivo, dal 1996 i loro contributi previdenziali alla gestione separata Inps, a cui hanno obbligo di iscrizione tutti i professionisti non dotati di cassa previdenziale privata. Tributaristi associativi qualificati, che sono donne e uomini che lavorano e danno lavoro e chiedono di poterlo fare nel rispetto delle leggi e delle altre professioni, ma chiedono al contempo rispetto". Alemanno sulle motivazioni della memoria dichiara: “Vorrei solo chiarezza sulle norme e sulla giurisprudenza, senza penalizzare o demonizzare nessuno, si sono anche limitate, nella memoria, le indicazioni sulle peculiarità della professione di tributarista ex lege 4/2013, le norme, i regolamenti della nostra professione al di là del libero esercizio delle attività professionali libere, sarebbe una mole di informazioni che potrebbero essere oggetto di un libro, ma non certo di una memoria". "Così come - avverte - si sono limitati i riferimenti al ruolo dell’Istituto nazionale tributaristi, non citando gli impegni istituzionali al tavolo ministeriale del Mimit sull’equo compenso o a quello sul lavoro autonomo del Ministero del Lavoro, sostenendo e implementando il lavoro di Confassociazioni, la nostra Confederazione di cui mi onoro di essere vice presidente vicario con delega alle professioni, il nostro ruolo di Referente stabile del comitato Ateco o, per citare quelli attualmente in corso quali l’ interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate per rinnovare ed implementare i protocolli d’intesa nazionali e regionali o la partecipazione alla commissione del Mef sugli Isa. Voglio essere chiaro, difendiamo i nostri diritti, ma nel massimo rispetto dei nostri doveri, chi sostiene il contrario è in malafede negando l’evoluzione normativa del settore professionale economico-contabile”.
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Disabili: riforma, Fnopi: "Rete territoriale infermieri al lavoro su formazione"
(Adnkronos) - La Federazione nazionale Ordini della professioni infermieristiche (Fnopi) plaude all’avvio della nuova fase di sperimentazione del nuovo sistema previsto dal decreto legislativo n. 62 del 2024 che semplifica il sistema di accertamento dell’invalidità civile e introduce la nuova valutazione multidimensionale per l’elaborazione del Progetto di vita. La riforma promossa dal ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli - spiega Fnopi in una nota - "pone al centro la persona, superando un modello basato esclusivamente sul riconoscimento dell’invalidità". In questa forma "multidimensionale del processo di presa in carico della persona con disabilità, la professione infermieristica conferma il ruolo strategico, soprattutto a livello territoriale. grazie alle competenze dell’infermiere di famiglia e comunità". Gli Ordini provinciali interessati sono "già al lavoro per coinvolgere i propri iscritti nel percorso di formazione promosso dal ministero per le Disabilità, indispensabile - chiarisce la nota - per consentire a tutti gli operatori sanitari e sociosanitari di acquisire le conoscenze e gli strumenti adeguati a garantire risposte integrate e non frammentate a tutela della persona assistita e delle famiglie". Con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto-legge Pnrr, dopo il coinvolgimento iniziale di 20 province, il progetto, a partire dal primo marzo 2026 viene così esteso a ulteriori 40 territori.
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L’offerta di Netflix a Warner Bros finisce nel mirino della culture war americana
(Adnkronos) - L'audizione di Ted Sarandos davanti alla sottocommissione antitrust del Senato statunitense ha trasformato il tentativo di acquisizione di una quota di maggioranza di Warner Bros Discovery in un terreno di scontro ideologico. Oltre alle consuete preoccupazioni di natura economica, legate al possibile aumento dei costi per gli abbonati e alla contrazione del mercato del lavoro nel settore dell’intrattenimento, il dibattito si è spostato rapidamente sulla natura dei contenuti prodotti dal colosso dello streaming. La resistenza politica sembra riflettere una spaccatura che va oltre la semplice regolamentazione dei mercati, toccando le corde della rappresentazione sociale nei media. Le critiche più aspre sono giunte dal fronte repubblicano, con il senatore Eric Schmitt che ha accusato la società di voler instaurare un monopolio non solo commerciale, ma anche culturale. Durante il confronto, è stato contestato il presunto orientamento progressista della programmazione, citando esplicitamente la presenza di personaggi transgender come prova di una linea editoriale eccessivamente politicizzata. Queste contestazioni si inseriscono in un contesto competitivo complesso, dove Netflix deve guardarsi dalla proposta rivale di Paramount Skydance, guidata da David Ellison, figlio del co-fondatore di Oracle e figura vicina agli ambienti conservatori. Mentre i rappresentanti democratici hanno tentato di riportare la discussione su binari prettamente normativi e legati alla concorrenza, esponenti come la senatrice Ashley Moody hanno ribadito che la varietà dell'offerta e la limitatezza delle opzioni per i consumatori rendono il tema dei contenuti centrale per valutare l'opportunità dell'operazione. La partita per il controllo di Warner Bros Discovery rimane dunque sospesa tra la logica industriale e una pressione politica sempre più decisa a limitare l'influenza dei giganti digitali sulla cultura di massa.
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AMD suggerisce l'arrivo di una nuova Xbox nel 2027
(Adnkronos) - La tabella di marcia di Microsoft per la prossima generazione di console sembra aver subito una contrazione temporale rispetto alle previsioni iniziali. Sebbene i documenti emersi durante il contenzioso con l'FTC indicassero originariamente il 2028 come anno di uscita sul mercato, le recenti dichiarazioni di Lisa Su, CEO di AMD, hanno riposizionato l'obiettivo al 2027. Durante una call dedicata ai risultati finanziari, la dirigente ha confermato che lo sviluppo dei chip semi-custom per la nuova macchina di Redmond procede regolarmente, offrendo la base tecnologica necessaria per un debutto sul mercato tra meno di due anni. Questa partnership strategica non riguarda esclusivamente il silicio destinato al salotto, ma si estende a un ecosistema più ampio che comprende i dispositivi portatili e l'infrastruttura Cloud Gaming. L'obiettivo dichiarato da Sarah Bond, presidente di Xbox, è quello di realizzare un'esperienza di fascia alta capace di garantire il salto tecnico più significativo mai visto nella storia del marchio. Il progetto sembra muoversi verso una natura ibrida, dove i confini tra console e personal computer si fanno sempre più sfumati, traendo ispirazione dai primi esperimenti condotti con i dispositivi della linea Xbox Ally. L'integrazione di CPU e GPU co-ingegnerizzate mira a superare i limiti delle attuali architetture, puntando su un hardware che non sia più vincolato a una singola piattaforma di distribuzione. Microsoft e AMD lavorano a stretto contatto per definire un prodotto che, nelle intenzioni dell'azienda, dovrà rappresentare uno standard di riferimento per il settore premium. Nonostante manchi ancora un annuncio ufficiale sulla data esatta, l'allineamento dei partner produttivi suggerisce che la nuova generazione sia ormai entrata in una fase di sviluppo cruciale e accelerata.
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Aifa, nuova Nota su prescrivibilità inibitori pompa protonica a carico Ssn
(Adnkronos) - Una nuova Nota dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa disciplinerà le condizioni di prescrivibilità degli inibitori di pompa protonica (Ipp), farmaci gastroprotettori, a carico del servizio sanitario nazionale. Il Consiglio di amministrazione dell'ente regolatorio, nella seduta del 28 gennaio 2026, ha infatti deliberato l'introduzione della nota 'N01' con abrogazione contestuale delle precedenti Note 1 e 48. L'efficacia della nuova disciplina decorrerà con le modalità indicate nella determina di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, informa l'Aifa.
La Nota N01 ha l'obiettivo di disciplinare le condizioni di prescrivibilità a carico del Ssn dei farmaci: omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e rabeprazolo, in varie formulazioni e dosaggi. Oltre ad aggiornare le condizioni di uso appropriato di questi medicinali, la Nota definisce alcuni elementi rilevanti, in relazione alle limitazioni della prescrizione cronica di inibitori di pompa protonica. In pratica, la Nota stabilisce quando e come questi farmaci possono essere prescritti gratuitamente ai pazienti tramite il SSN, con l’obiettivo di garantire un uso clinico appropriato e basato sulle evidenze, limitando prescrizioni eccessive o non indicate. - Abrogazione delle Note 1 e 48: La nuova Nota N01 sostituisce due norme precedenti (Note 1 e 48) che disciplinavano parzialmente o in modo non più aggiornato la prescrivibilità degli IPP. - Criteri di prescrizione aggiornati: La Nota aggiorna le condizioni di uso appropriato dei farmaci gastroprotettori, con attenzione particolare alle limitazioni della prescrizione cronica (ossia terapie lunghe senza chiari benefici clinici). - Focalizzazione sull’appropriatezza: Le regole sono state elaborate con un processo condiviso tra AIFA, medicina generale e società scientifiche per promuovere prescrizioni basate su evidenze mediche e ridurre potenziali usi non necessari o non indicati. Il testo è stato sviluppato nell'ambito del 'Tavolo tecnico per la revisione delle Note e dei Piani terapeutici', in collaborazione con le realtà che rappresentano la categoria medica e i farmacologi ospedalieri - Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici), Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Simg (Società italiana di medicina generale), Fmt (Federazione medici territoriali), Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), Smi (Sindacato medici italiani) e Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera) - e con le società scientifiche di interesse gastroenterologico, cioè Sige (Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia), Simi (medicina interna), Aigo (gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri), Sied (endoscopia digestiva) e Fadoi (dirigenti ospedalieri internisti).
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Turismo, al via a Roma Rise: dal 12 al 14 febbraio alta ospitalità, B2B ed esperienze premium
(Adnkronos) - Roma torna al centro del panorama internazionale del luxury travel con la seconda edizione di 'Rise - Rome Insights Style Experience', in programma dal 12 al 14 febbraio. L’evento è stato presentato oggi a Palazzo Ripetta alla presenza di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo di Roma Capitale, e dei principali player e stakeholder del sistema turistico della città. Rise è un evento della Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners, organizzato da Convention Bureau Roma e Lazio e promosso dall’assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Roma come destinazione di riferimento nel luxury travel internazionale. In questa prospettiva, il progetto nasce per intercettare una domanda internazionale sempre più evoluta, attenta alla qualità dell’offerta e al valore identitario delle destinazioni. "Rise è stata una scommessa vinta, con numeri impressionanti fin dall'edizione zero dell'anno scorso. Con noi, per la prima volta, il tessuto imprenditoriale della città ha capito che, facendo sistema e investendo sulla città i benefici sono di tutti. Per troppi anni a Roma il turismo è stato gestito in modo casuale. Noi invece abbiamo adottato un approccio scientifico con una costante attività di comunicazione e marketing. Organizzare Rise rientra in questa strategia, per rafforzare il posizionamento di Roma come meta per il turismo di lusso. Non è un caso che veniamo da un triennio da record. Nel 2025 con 52,9 milioni di presenze abbiamo battuto il record storico del 2024, l'occupazione cresce del 5,5% all'anno da un triennio, gli investimenti in città sono tantissimi con 27 alberghi 5 stelle e 79 4 stelle aperti dal 2021 e l'indotto economico del turismo, stimato dal Sole 24 ore nel 2024, è pari a 13,3 miliardi di euro", ha dichiarato l’assessore Alessandro Onorato. In un contesto cittadino in forte accelerazione sul fronte dell’offerta di lusso, con investimenti internazionali nel segmento luxury e ultra-luxury per oltre un miliardo di euro e l’ingresso di grandi gruppi alberghieri globali, Rise integra il lavoro di istituzioni e imprese, visione strategica ed esecutiva, offrendo uno spazio strutturato di networking esperienziale per favorire relazioni commerciali, partnership strategiche e condivisione di best practice. Rise è la piattaforma B2B internazionale che mette in relazione operatori qualificati, giornalisti e content creator con le eccellenze di Roma e del Lazio. L’evento combina momenti distintivi - Ice Breaker Registration (Hotel de La Ville, a Rocco Forte Hotel), Grand Opening Reception (Sala della Protomoteca in Campidoglio e Terrazza Caffarelli), Insight Meetings (The St. Regis Rome e Rome Cavalieri Waldorf Astoria), Style Experiences e l’evento serale conclusivo, Italian Passion - The Closing Night (L’Opificio Italiacamp) - con nuove prospettive che ampliano e diversificano l’esperienza della destinazione, restituendo una lettura autentica e contemporanea di Roma e del Lazio. I post tour su località alle porte di Roma, tra cui Bracciano e Cerveteri, oltre a Firenze, Napoli e il territorio irpino, estendono il racconto dell’Italia come sistema di destinazioni d’eccellenza, connesse e complementari, capaci di dialogare con i mercati chiave attraverso un linguaggio distintivo e contemporaneo. Dopo una prima edizione di successo nel 2025, che ha visto la partecipazione di circa 60 top buyer, decine di giornalisti e content creator provenienti da tutto il mondo, nonché oltre 50 operatori e stakeholder della destinazione in qualità di exhibitor, partner e sponsor, Rise 2026 amplia la propria dimensione internazionale: l’Europa conferma il ruolo di mercato principale, il Nord America mantiene una posizione centrale, mentre Middle East, Latam e Far East rafforzano la propria presenza, in linea con le attuali dinamiche globali. Questa distribuzione conferma RISE come piattaforma capace di intercettare mercati ad alto potenziale e di interpretare con precisione l’evoluzione del turismo di lusso. A supporto della seconda edizione di Rise, Enit e Zètema partecipano in qualità di Partner Istituzionali, Trenitalia in qualità di Official Green Carrier, UniCredit in qualità di Main Sponsor, Aeroporti di Roma e Ita Airways in qualità di Supporting Partner, e Aim GroupInternational come Destination Partner. "Come Dmo di Roma Capitale, abbiamo la responsabilità di trasformare l’attrattività della città in valore per il territorio. La prima edizione di Rise ha confermato che la sinergia pubblico-privato è la strada giusta da percorrere insieme: non solo un evento, ma uno strumento di racconto, di business e di posizionamento internazionale. Con la seconda edizione, siamo pronti a dare il via a un appuntamento ancora più ambizioso, che porterà Roma al centro dell’attenzione globale. Ringrazio l’assessore Alessandro Onorato per la visione che ha reso possibile questo progetto e il presidente Onorio Rebecchini per l’impegno, che con il Convention Bureau Roma e Lazio, ha tradotto la strategia in un modello operativo efficace", ha commentato Gianluca Lo Presti, direttore generale della Fondazione per l’Attrazione Roma & Partners. "La forza di Rise è la sua coralità. La prima edizione ha mostrato quanto la fiducia e l’impegno degli operatori possano intrecciarsi con promozione, relazioni e autentiche esperienze di destinazione. Con la seconda edizione, proseguiamo questo percorso con la stessa cura, arricchito da nuove idee e concept innovativi, andando oltre il format del workshop B2B tradizionale per affermarsi come un ecosistema dinamico capace di generare relazioni, opportunità concrete e valore per il territorio. Desidero ringraziare l’assessore Alessandro Onorato per il sostegno e l’impegno nella valorizzazione della destinazione e il direttore Gianluca Lo Presti per il contributo strategico alla crescita di Rise", ha dichiarato Onorio Rebecchini, presidente del Convention Bureau Roma e Lazio. Rise 2026 segna un nuovo capitolo per Roma, rilanciando l’ambizione della città di consolidarsi come capitale mondiale del turismo di lusso: una città capace di rinnovarsi senza sosta, dove l’heritage millenario incontra la contemporaneità e si traduce in esperienze di alto profilo.
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