COP30: Lago d'Aral, Sogesid e AICS presentano il modello Italia per il ripristino ambientale

(Adnkronos) - La COP30 in Brasile ha ospitato la presentazione di un'iniziativa italiana di grande rilievo per la rigenerazione ambientale globale. Sogesid e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), hanno svelato il modello italiano di governance partecipativa per il ripristino ambientale del Lago d’Aral. Il progetto si concentra su una delle aree più colpite al mondo dal degrado ecologico, che storicamente coinvolge cinque Paesi dell’Asia Centrale: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. L’iniziativa, concepita come simbolo dell’impegno dell’Italia per la gestione sostenibile delle risorse naturali, ha portato alla definizione di un approccio metodologico condiviso e approvato da tutti i cinque Paesi asiatici partner. Questo modello operativo ha già prodotto due strumenti fondamentali: Uno studio di fattibilità dettagliato per l’individuazione di priorità e linee guida di intervento mirate sull'acqua e sul suolo. Un manuale operativo che raccoglie buone pratiche, procedure e strumenti sviluppati attraverso la cooperazione tecnica e istituzionale tra i Paesi coinvolti. 
Massimiliano Panero, Vicepresidente di Sogesid, ha sottolineato la capacità d'intervento del Paese in contesti complessi: “Insieme ad AICS e con il sostegno del MAECI, abbiamo presentato un modello che dimostra la capacità del sistema Italia di affrontare con efficacia scenari ambientali complessi.” Il progetto si configura come un passo concreto nell'ambito della Cooperazione italiana per il clima, prefigurando una possibile prima iniziativa dedicata nella Valle di Fergana. L'obiettivo è rafforzare il dialogo regionale e promuovere sinergie per la gestione condivisa delle risorse comuni. 
Marco Riccardo Rusconi, Direttore AICS, ha evidenziato il valore simbolico e pratico dell'operazione: “Il caso del Lago d’Aral è un simbolo dell’impatto dell’uomo sull’ambiente, ma anche un esempio concreto di come cooperazione, competenza tecnica e governance partecipativa possano tradursi in azioni condivise con i Paesi coinvolti nella rigenerazione del territorio.” 
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Apply AI: come l’Ue può recuperare terreno spingendo sull’adozione

(Adnkronos) - Nonostante una solida base industriale, l’uso dell’intelligenza artificiale in Ue secondo gli ultimi dati disponibili si limita al 13,5% delle imprese e il 12,6% delle piccole e medie imprese. Questa è la “desolante” constatazione alla base della strategia Apply AI, il piano da un miliardo di euro presentato lo scorso ottobre dalla Commissione europea per accelerare l’adozione dell’IA nei settori industriali strategici e nella pubblica amministrazione europei. L’obiettivo rimane quello più generale di rafforzare la competitività europea e la sovranità tecnologica, con particolare attenzione alle realtà più piccole, a partire dalla consapevolezza che l’Ue non può permettersi di rimanere indietro in una corsa che sta definendo i contorni del futuro dell’economia. Quel “desolante” era la constatazione di Małgorzata Nikowska, capo dell’unità Innovazione e coordinamento delle politiche in materia di IA presso l’Ufficio per l’IA di DG Connect (la direzione generale della Commissione europea che si occupa di digitale). Aprendo il suo intervento all’evento “AI4Growth: come potenziare la competitività settoriale in tutta Europa”, organizzato da Techno Polis Forum-Lab presso la sede brussellese dell’Istituto per la competitività (I-Com), la funzionaria ha rimarcato l’importanza di incrementare l’adozione della tecnologia. Il dato di diffusione “è basso, in alcuni settori e Stati membri è ancora più basso. E sì, l’Italia è effettivamente uno di quelli che non stanno andando particolarmente bene”, ha aggiunto. Oltre al favorire la diffusione dell’IA, la strategia punta a renderla “made in Europe”, ha continuato Nikowska. “Ovviamente, una sovranità tecnologica al 100% nel mondo globale di oggi non è possibile. Ma più soluzioni abbiamo sviluppate in Europa, da europei, e che siano valide e possano essere adottate dalle nostre aziende, meglio è per tutti noi. E questo aumenta effettivamente la nostra sovranità tecnologica e la nostra resilienza complessiva”. Una delle ricadute positive a cui si punta con il terzo pilastro della strategia: i benefici sociali dovuti all’adozione dell’IA oltre al suo impatto positivo su competitività e produttività delle aziende. 
“Settore per settore”
 La strategia guarda soprattutto ai settori critici dell’economia Ue: la Commissione ne ha individuati dieci, e spaziano dalla manifattura alla sanità, dalla difesa alla cultura e creatività, dalle telecomunicazioni al settore pubblico. “Sono importanti per l’economia europea, sono settori in cui l’Europa è tradizionalmente forte e in cui ci aspettiamo di vedere il maggiore potenziale trasformativo dell’IA”, spiega la funzionaria della Commissione, spiegando che l’esecutivo Ue ha anche “beneficiato della saggezza del professor Mario Draghi” nel delineare la strategia, che non chiude le porte ad altri settori: “potrebbero ancora aggiungersi, discuteremo con loro per concordare quali potenziali misure possiamo proporre”. L’idea dell’esecutivo Ue è partire da azioni-faro orizzontali. Il primo è il sostegno diretto alle imprese attraverso gli European Digital Hub, già presenti in tutti i Paesi Ue e capaci di modellare soluzioni per ogni azienda, ha spiegato Nikowska, aggiungendo che ora possono anche guidare le aziende verso altri elementi dell’ecosistema grazie a strutture di test e sperimentazione, sandbox per l’IA, la piattaforma AI on Demand, l’AI Skills Academy e altre iniziative. “Ma le nostre aziende e i nostri stakeholder del settore pubblico non devono conoscere tutto questo, non devono capire la differenza tra l’uno e l’altro: possono andare all’hub e riceveranno il supporto necessario”. Seguono competenze e alfabetizzazione digitale: l’idea è “costruire capacità per una forza lavoro ‘AI-ready’ in tutti i settori” attraverso formazioni sull’IA adattate alle esigenze settoriali e a profili specifici, “perché oggi non sono solo gli specialisti di IA che devono capire l’IA, ma anche medici, infermieri, insegnanti, giornalisti, lobbisti—tutti devono capire dove e come può essere usata l’IA, tenendo conto anche dei rischi che la tecnologia porta con sé”. In parallelo, si vogliono rafforzare le competenze degli specialisti IA nei domini settoriali per rispondere alle richieste dei settori. 
‘AI-first’, ma non sempre
 “L’approccio che stiamo usando è ‘AI first’. Questo non significa IA ogni volta, per tutto, a tutti i costi: assolutamente no. Significa IA quando necessario e in base ai benefici”, tenendo conto dei costi e ai rischi che questa tecnologia porta con sé, ha spiegato la funzionaria della Commissione. “Tuttavia, vorremmo davvero che i nostri responsabili politici, gli stakeholder chiave, i leader dell’industria considerassero cosa può fare l’IA quando devono affrontare una decisione trasformativa, quando devono cambiare la catena logistica del valore, quando devono cambiare l’organizzazione di uno stabilimento, quando devono sviluppare un nuovo prodotto”: l’IA può semplificare, ottimizzare, rendere più efficienti vari processi, a patto che sia inclusa a livello dei processi fondamentali, spiega, sottolineando che non si tratta di vantaggi marginali come scrivere un’email. “Vorremmo vedere una tecnologia europea. Quindi incoraggeremo, anche attraverso i nostri strumenti, lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie made in Europe”, ha continuato Nikowska, spiegando che la Commissione punta sulla piattaforma AI on Demand, “dove si possono trovare molte soluzioni che possono essere acquistate, adottate dalle aziende, che sono state sviluppate in Europa e che possono già essere utilizzate oggi”. 
Una questione paneuropea
 “Se non guidiamo nel campo dell’IA seguiremo le regole che altri scriveranno in futuro. Dobbiamo essere leader e allo stesso livello di Usa e Cina”, ha riassunto Diego Solier, europarlamentare spagnolo dell’Ecr, facendo seguito all’intervento di Nikowska. Poi ha sottolineato l’importanza di investire nella tecnologia se si vuole conseguire una sovranità europea. Non solo in modelli IA, ma anche nelle reti digitali e nel loro mantenimento, oltre a quelle energetiche, al fine di permettere alle compagnie di stabilire data center in Ue. 
Il lato pratico
 Nel corso dei panel successivi, Amal Taleb di Sap (“un’azienda europea”) ha portato il discorso sul piano della concretezza aziendale. “La generazione di immagini è divertente ma poco utile, abbiamo bisogno di IA per il business”, ha chiosato, sottolineando che la strategia della Commissione non sia sufficiente per due ragioni fondamentali. Primo, “non c’è IA senza cloud, specialmente per le aziende, e le imprese nell’Ue sono in ritardo con l’adozione del cloud”. Secondo, bisogna “capire che abbiamo una catena del valore globale e tecnologia globale, e le aziende devono adottarla per avere successo”. L’adozione dovrebbe essere “semplice e non spaventosa”, e soprattutto rispondere ai parametri più pratici per le aziende: “clienti soddisfatti, operazioni semplificate, chiara comprensione dei dati che stanno usando”. E per farlo occorre “decostruire l’IA come concetto globale e equipararla al denaro per le pmi. In questo, Apply AI è la strada giusta”. 
Il nodo regolamentazione-competitività secondo Big Tech
 L’IA è “l’invenzione che genererà altre invenzioni”, ma per sfruttarla serviranno “urgenza e scala”, ha riassunto Karen Massin di Google in un segmento che ha evidenziato la tensione tra ambizioni normative europee e competitività globale. Tomas Jakimavicius di Microsoft ha sottolineato come la necessità di fare ricorso ai migliori modelli IA sul mercato nel breve termine possa scontrarsi con l’aspetto della sovranità. “L’Ue è in ritardo, è molto triste, ma nulla le impedisce davvero di essere leader”, ha rincarato Marco Pancini di Meta, richiamando i punti di forza storici dell’Ue, mercato unico e una storia di innovazione tecnologica, ma sottolineando la mancanza “di una visione a lungo termine e un reale supporto per creare le condizioni per avere successo. E di certo la regolamentazione non è una di queste”. 
Sanità e pharma: tra potenziale, incertezza normativa e costi
 Il settore sanitario e farmaceutico rappresenta un caso emblematico delle difficoltà di implementazione della strategia Apply AI. “C’è molto potenziale per l’IA ma siamo principalmente in uno spazio esplorativo, abbiamo bisogno di certezza normativa”, ha evidenziato Aneta Tyszkiewicz di Efpia (l’associazione europea dell’industria farmaceutica), spiegando che l’AI Act pecca di mancanza di chiarezza e che nuove linee guida nel contesto di Apply AI sarebbero benvenute. Si pone anche il tema dei dati: “per garantire un output affidabile abbiamo bisogno di accesso a database di alta qualità, lo spazio dati europeo può aiutare”. Vlad Olteanu di EuropaBio ha ricordato come testare i sistemi su dati reali sia “molto più facile in Cina e negli Stati Uniti”, e che l’autonomia Ue nello spazio farmaceutico “è quasi impossibile: basta guardare dove vengono prodotti i farmaci”. E Melanie Wahl di MedTech Europe ha evidenziato il problema della certificazione dei dispositivi, processo dispendioso in termini di tempo e denaro, che addirittura si duplica se il macchinario utilizza l’IA. 
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Pressione alta, anche i bimbi sono ipertesi: casi raddoppiati in 20 anni

(Adnkronos) -
E' boom di bambini ipertesi nel mondo. Secondo una nuova analisi pubblicata sulla rivista 'The Lancet Child & Adolescent Health', la percentuale di under 19 con pressione alta è quasi raddoppiata tra il 2000 e il 2020, arrivando a quota 114 milioni di giovanissimi che ne soffrono. Se nel 2000 i bambini e adolescenti ipertesi erano circa il 3,2%, entro il 2020 la prevalenza era aumentata a oltre il 6,2%. Lo studio suggerisce che l'obesità sia un fattore determinante in questo aumento dell'ipertensione infantile: quasi il 19% dei bambini e degli adolescenti oversize risultano affetti da ipertensione, rispetto a una quota pari a meno del 3% che si registra nella fascia considerata normopeso.   "L'aumento di quasi 2 volte dell'ipertensione infantile nell'arco di 20 anni dovrebbe far suonare un campanello d'allarme per gli operatori sanitari e chi si prende cura dei bambini", commenta l'autore dello studio, Igor Rudan, direttore del Centre for Global Health Research al The Usher Institute dell'University of Edinburgh (Regno Unito). "Ma la buona notizia è che possiamo adottare misure fin da ora, come perfezionare gli sforzi di screening e prevenzione, per contribuire a controllare l'ipertensione nei bambini e ridurre il rischio di ulteriori complicazioni di salute in futuro". Gli autori hanno condotto una metanalisi di dati provenienti da 96 ampi studi che hanno coinvolto oltre 443mila bambini in 21 Paesi, e hanno scoperto che il modo in cui viene misurata la pressione sanguigna negli under 19 può influenzare le stime di prevalenza. Quando l'ipertensione viene confermata da un operatore sanitario in almeno 3 visite, la prevalenza è stimata in circa il 4,3%, ma quando i ricercatori hanno incluso anche valutazioni come il monitoraggio della pressione arteriosa ambulatoriale o domiciliare la prevalenza di ipertensione sostenuta è salita a circa il 6,7%.  La ricerca evidenzia anche situazioni come l'ipertensione mascherata - cioè quando la pressione alta non viene rilevata durante i controlli di routine - che colpiscono quasi il 9,2% dei bambini e adolescenti a livello globale, indicando una potenziale sottodiagnosi. Allo stesso tempo, la prevalenza della cosiddetta 'ipertensione da camice bianco' (una condizione in cui la pressione sanguigna di una persona è elevata solo quando si trova in un ambiente medico, ma è normale a casa) è stata stimata al 5,2%, il che suggerisce che una percentuale considerevole di bambini potrebbe essere classificata erroneamente.
 In ogni caso, osserva l'autrice Peige Song, della Zhejiang University School of Medicine (Cina), "l'ipertensione infantile è più comune di quanto si pensasse in precedenza e affidarsi esclusivamente alle tradizionali misurazioni della pressione sanguigna in ambulatorio probabilmente sottostima la reale prevalenza o porta a una diagnosi errata". E' invece cruciale che la diagnosi arrivi e sia precoce, continua. Insieme a "un migliore accesso alle opzioni di prevenzione e trattamento, sono fattori più importanti che mai per identificare i bambini ipertesi o a rischio di ipertensione. Affrontarla ora è fondamentale per prevenire future complicazioni di salute durante il passaggio all'età adulta".  
L'analisi mostra che i bambini e gli adolescenti con obesità hanno un rischio quasi 8 volte maggiore di sviluppare ipertensione, e questo - spiegano gli autori - accade perché l'obesità può causare altri problemi di salute, come la resistenza all'insulina e alterazioni dei vasi sanguigni, che rendono più difficile mantenere la pressione sanguigna entro un intervallo sano. Lo studio suggerisce infine che un ulteriore 8,2% di bambini e adolescenti presenta pre-ipertensione, cioè livelli di pressione arteriosa superiori alla norma, ma non ancora dentro i valori considerati da ipertensione. Si tratta di una condizione particolarmente diffusa durante l'adolescenza, con tassi che raggiungono circa l'11,8% tra i teenager, rispetto a circa il 7% nei bambini più piccoli. I livelli di pressione arteriosa tendono ad aumentare bruscamente durante la prima adolescenza, raggiungendo il picco intorno ai 14 anni, soprattutto tra i ragazzi. Questo andamento sottolinea l'importanza di uno screening regolare durante gli anni critici, sottolineano gli esperti, dal momento che chi ha pre-ipertensione ha maggiori probabilità di sviluppare ipertensione conclamata.  
Gli autori riconoscono alcuni limiti dello studio, tra cui la variabilità dei dati legata a differenze nei metodi di misurazione o il fatto che molte delle ricerche analizzate provenivano da Paesi a basso e medio reddito, il che potrebbe influenzare l'applicabilità delle stime complessive a livello globale. "Criteri diagnostici armonizzati, monitoraggio esteso fuori sede e sorveglianza contestuale sono i prossimi passi essenziali - scrive in un commento correlato l'autore principale Rahul Chanchlani della McMaster University (Canada), non coinvolto nello studio - Anche la formazione degli operatori sanitari, delle famiglie e dei responsabili politici è fondamentale. L'integrazione dell'ipertensione infantile in strategie più ampie di prevenzione delle malattie non trasmissibili è una priorità, riconoscendo che il rischio cardiovascolare non inizia nella mezza età, ma nell'infanzia. Il compito che ci attende è semplice: garantire che nessun caso di pressione alta nei piccoli passi inosservato, non riconosciuto o non trattato". 
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Il satellite COSMO-SkyMed CSG-FM3 è pronto al lancio

(Adnkronos) - L’Italia si prepara ad ampliare ulteriormente la sua costellazione strategica per l’Osservazione della Terra. Presso la sede romana di Thales Alenia Space (joint venture Thales 67%, Leonardo 33%) si è tenuto l'evento di saluto per il satellite COSMO-SkyMed Seconda Generazione – Flight Model 3 (CSG-FM3), che sta per lasciare il Paese per raggiungere la base di lancio di Vandenberg, in California. Il programma COSMO-SkyMed, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal Ministero della Difesa, è concepito per un uso duale – civile e militare – e si conferma tra i più avanzati al mondo, fornendo dati cruciali per la sicurezza, la gestione delle emergenze e la tutela ambientale in ogni condizione meteo, giorno e notte. La realizzazione di CSG-FM3 è il risultato di una sinergia pubblico-privato che coinvolge l'intera filiera industriale nazionale, guidata da Leonardo e dalle sue joint venture. In particolare: 
Thales Alenia Space è responsabile della missione, del sistema e della realizzazione del segmento spaziale. 
Telespazio ha realizzato e gestisce il segmento di terra e le operazioni. 
e-GEOS opera per la distribuzione e la valorizzazione dei dati a livello globale. 
Leonardo fornisce tecnologie e sistemi di bordo ad alta precisione. 
Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha evidenziato il valore strategico dell’imminente lancio: “È particolarmente importante questo passaggio che vede la preparazione verso la rampa di lancio del terzo satellite COSMO-SkyMed di seconda generazione. L’arrivo in orbita, previsto nei prossimi mesi, rappresenterà un traguardo sfidante per l'osservazione della Terra e per la costellazione italiana di seconda generazione. L’Italia con l’Agenzia Spaziale Italiana afferma, così, il suo ruolo di leadership globale in questo settore delicato che vede come fulcro la tutela e la difesa del nostro Pianeta.” 
Il col. Federico Iannone del Ministero della Difesa ha ribadito la virtuosità della cooperazione: “Il programma COSMO-SkyMed è uno degli esempi più virtuosi di cooperazione tra la Difesa, l’Agenzia Spaziale Italiana e l’industria nazionale. Rappresenta un modello di sinergia pubblico-privato che dimostra come innovazione, ricerca e sviluppo possano integrarsi con le esigenze di sicurezza e di difesa, generando valore strategico per il Paese”. Il satellite CSG-FM3 introduce capacità di monitoraggio ulteriormente avanzate grazie all’adozione di nuove tecnologie che ne aumentano precisione, flessibilità ed efficienza. È dotato di un’antenna radar di nuova generazione che può orientarsi dinamicamente per acquisire aree diverse con maggiore rapidità, superando i vincoli delle modalità SAR convenzionali. Il satellite ospita inoltre il Laser Retroreflector Array (CORA-S), sviluppato dall’INFN, che consentirà di determinarne la posizione in orbita con accuratezza millimetrica. Queste caratteristiche garantiranno la continuità delle osservazioni radar tra la prima e la seconda generazione e potenzieranno la capacità di analisi di stabilità, cruciali per applicazioni urbanistiche, ambientali, marine e minerarie. Giampiero Di Paolo, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia, ha sottolineato l'eccellenza industriale del progetto: “Salutiamo con grande soddisfazione il terzo satellite della costellazione COSMO-SkyMed di Seconda Generazione che a breve partirà dal nostro centro integrazioni satelliti alla volta del sito di lancio. La costellazione COSMO-SkyMed, oggi alla sua seconda generazione, rappresenta una delle nostre maggiori storie di successo, iniziata nel 2007. È prova della tradizione industriale d’eccellenza di Thales Alenia Space basata sulla tecnologia radar e sull'impegno costante dei nostri team.” La missione del CSG-FM3, come ribadito da Massimo Claudio Comparini (Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo), è quella di rafforzare la posizione strategica dell'Italia: “Accompagniamo questo satellite verso il lancio come un nuovo successo di COSMO-SkyMed: un programma dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa esempio dell’eccellenza italiana nelle tecnologie per l’osservazione della Terra, dalla manifattura ai servizi ed elaborazione dei dati. La costellazione è il risultato di una collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e un’ampia filiera industriale guidata da Leonardo e le joint venture Thales Alenia Space, Telespazio ed e-GEOS. Un sistema che rafforza sicurezza, sostenibilità e capacità competitiva del Paese, proiettando l’Italia tra i leader globali del settore spaziale.” 
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Brevetti AI: Cina domina con 38.000 depositi, Stati Uniti guidano la maturità aziendale

(Adnkronos) - La Cina si posiziona come leader mondiale assoluto nel deposito di brevetti relativi all’Intelligenza Artificiale (AI) generativa. È quanto emerge da un’analisi condotta in occasione del rilascio della seconda edizione del AI Maturity Index dell'International Institute for Management Development (IMD), che valuta l’efficacia con cui le aziende hanno adottato l'AI per trasformare strategie e operazioni. 
L'indice, che ha analizzato le prime 300 aziende del Forbes Global 2000, colloca NVIDIA al primo posto per maturità nell'adozione dell'AI, seguita da Microsoft e Alphabet. Tra le 300 aziende, la rappresentanza cinese è seconda solo a quella degli Stati Uniti. Nonostante i controlli sulle esportazioni abbiano limitato l'accesso della Cina ai chip di calcolo avanzati, essenziali per lo sviluppo dell'AI, il Paese asiatico mantiene un netto vantaggio nella proprietà intellettuale. 
Michael Wade, professore di Strategia e Digitale presso l'IMD e direttore del TONOMUS Global Center for Digital and AI Transformation, ha enfatizzato il divario sui brevetti in una recente intervista virtuale: "La Cina è leader mondiale nei brevetti di intelligenza artificiale generativa con oltre 38.210 depositati dal 2014 al 2023, un numero sostanzialmente superiore ai 6.276 brevetti degli Stati Uniti", ha sottolineato. 
Secondo Wade, la Cina sfrutta questo vantaggio concentrandosi sull'applicazione pratica e commerciale: "La Cina è meno preoccupata di costruire le capacità di AI più potenti, ed è più focalizzata nel portare l'AI sul mercato con un approccio guidato dall'efficienza e a basso costo", ha affermato Wade. Questa strategia di enfasi sull'efficienza e sul basso costo fornisce una solida base per la creazione di valore e la crescita in settori chiave come la produzione, l'assistenza sanitaria e i veicoli a guida autonoma. L'IMD AI Maturity Index non valuta solo la tecnologia, ma anche l'equilibrio tra essa, la leadership, la cultura aziendale e l'etica. Sebbene le aziende tecnologiche dominino la vetta della classifica generale, il settore finanziario occupa un significativo 32% dei primi 100 posti. Relativamente alla Cina, Wade ha evidenziato le differenze tra i vari settori: "I settori della tecnologia e delle assicurazioni mostrano la maturità AI più forte tra le aziende cinesi, mentre le imprese statali tradizionali (SOEs) nel settore energetico e delle costruzioni si collocano all'ultimo posto". I risultati dell'indice dimostrano inoltre una chiara correlazione tra la maturità nell'adozione dell'AI e le performance economiche. Le aziende più mature nell'AI mostrano una crescita dei ricavi su base annua in media del 6,79%, nettamente superiore al -0,51% registrato dalle aziende meno mature. L'IMD, un istituto universitario indipendente con sede in Svizzera e campus a Losanna e Singapore, ha recentemente stabilito un team a Shenzhen, in Cina, a conferma della centralità strategica del mercato asiatico. 
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Anir, sosteniamo da soli aumento costi per cibo mense, serve riforma revisione prezzi

(Adnkronos) - Una riforma urgente dei meccanismi di revisione dei prezzi nei contratti pubblici, affinché il diritto al cibo non resti schiacciato tra l’aumento dei costi e la mancanza di risorse, e le imprese possano continuare a garantire ogni giorno un servizio che è, prima di tutto, un presidio di equità sociale. E' l'appello che Anir Confindustria rinnova al Governo e al Parlamento.  Secondo Anir "negli ultimi cinque anni i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 25%, quasi otto punti percentuali in più rispetto all’inflazione generale, come certifica l’Istat. Un dato che fotografa con chiarezza la situazione del settore della ristorazione collettiva, che sostiene da solo un aumento esponenziale dei costi mentre cresce, di giorno in giorno, la domanda sociale di accesso al cibo pubblico — mense scolastiche, sanitarie, aziendali e sociali".  "I costi continuano a salire, ma i contratti pubblici restano bloccati da anni", spiega Massimo Piacenti, presidente di Anir Confindustria. "Oggi ci troviamo nella condizione paradossale di dover garantire ogni giorno milioni di pasti a prezzi fermi al passato, mentre il costo di ogni singolo ingrediente, dell’energia e del lavoro cresce mese dopo mese. E nonostante questo, la domanda di accesso al cibo, soprattutto pubblico, aumenta: per molte famiglie il pasto servito nelle mense scolastiche o sociali è ormai l’unico pasto equilibrato della giornata. Siamo di fronte a una vera e propria istanza sociale, che il nostro settore affronta da solo", continua. "Il concetto di cibo pubblico -aggiunge Paolo Valente, direttore generale di Anir Confindustria – sintetizza il nostro ruolo: garantire, in modo industriale ma con finalità pubblica, un bene primario, un diritto universale. Non si tratta solo di alimentare, ma di educare, includere e costruire coesione. Per questo chiediamo che il valore sociale del pasto e delle imprese che lo rendono possibile venga riconosciuto e sostenuto dalle istituzioni con strumenti adeguati e strutturali", conclude. Anir Confindustria ribadisce infine la necessità che la revisione automatica dei prezzi nei contratti pubblici di servizi – già prevista per i lavori – venga estesa al settore della ristorazione collettiva, per assicurare stabilità economica alle imprese e continuità a un servizio che ogni giorno tiene insieme economia, salute e diritti. 
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Vaccini, appello igienisti: "Anti-Hpv e screening arma contro cancro cervice uterina"

(Adnkronos) - Il Papillomavirus umano Hpv "è responsabile del 100% dei tumori della cervice uterina e di una quota significativa dei tumori dell'ano, della vulva, della vagina, del pene e dell'orofaringe. L'infezione, molto diffusa nella popolazione generale, può essere prevenuta efficacemente grazie a strategie integrate di vaccinazione e screening, come sottolineato anche dalla nostra società scientifica in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sull'Hpv". Lo ricorda Enrico Di Rosa, presidente della Società italiana di igiene (Siti), in vista della Giornata di sensibilizzazione per l'eliminazione del tumore della cervice uterina e degli altri tumori Hpv-correlati, lunedì 17 novembre. La Siti rinnova il proprio impegno nel contrasto all'Hpv e dei tumori correlati con un appello: "Grazie alla vaccinazione e allo screening oncologico si ha un'opportunità concreta di eliminare il tumore della cervice uterina come problema di sanità pubblica". Nel 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito un obiettivo ambizioso, ovvero eliminare entro il 2030 il tumore della cervice uterina attraverso 3 traguardi fondamentali: 90% delle ragazze vaccinate contro l'Hpv entro i 15 anni; 70% delle donne sottoposte a screening con test ad alte prestazioni entro i 35 anni e nuovamente entro i 45 anni (target innalzato al 90% dallo EU Beating cancer plan); 90% delle donne con lesioni cervicali precancerose o invasive trattate in modo tempestivo. Questo percorso - sottolinea la Siti - richiede un impegno collettivo e continuo, perché solo l'azione coordinata può colmare i ritardi ancora presenti (le coperture vaccinali italiane sono purtroppo ancora lontane dall'obiettivo del 90%) e avvicinarsi agli standard richiesti anche tramite l'organizzazione di politiche vaccinali senza distinzioni di sesso o genere (gender neutral).  L'Italia, coerentemente con il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025, che tra i suoi obiettivi ha il rafforzamento della prevenzione del cancro della cervice uterina e delle altre malattie Hpv correlate - evidenzia la Siti - ha adottato la vaccinazione universale contro l'Hpv, riconoscendo che la protezione delle sole ragazze non è sufficiente a controllare la diffusione del virus. "Vaccinare anche i ragazzi significa interrompere più rapidamente la circolazione virale; proteggere direttamente gli uomini da tumori Hpv-correlati, come quelli del pene, dell'ano e dell'orofaringe; garantire equità di prevenzione e ridurre il gender gap ancora evidente nelle coperture vaccinali e tutelare le persone più vulnerabili, per le quali l'immunità di gruppo non è sufficiente", precisa Di Rosa.  La vaccinazione dei maschi è dunque un tassello indispensabile per raggiungere l'eliminazione, rimarcano gli igienisti. Una società che vaccina entrambi i generi è una società che si protegge meglio, e Paesi con coperture vaccinali molto elevate dimostrano in modo inequivocabile che la prevenzione funziona. In Australia, ad esempio, si è registrata una drastica riduzione delle lesioni cervicali precancerose e una previsione di eliminazione del tumore della cervice uterina nel giro di pochi anni. In Scozia, invece, una quasi completa scomparsa delle lesioni Cin3 nelle giovani donne vaccinate prima dell'esposizione al virus. Questi risultati mostrano che l'obiettivo Oms non è solo realistico - puntualizza la Siti - ma raggiungibile con un impegno deciso nella vaccinazione universale e nello screening, e pertanto è necessario incrementare le coperture vaccinali contro il Papillomavirus e ridurre i divari regionali di offerta. La Carta di Loreto, documento di advocacy promosso dalla Società italiana di igiene, sezione Marche - ricorda la Siti - richiama la necessità di un approccio multisettoriale e integrato per rafforzare la prevenzione dell'Hpv, sottolineando in particolare l'importanza di: un miglior coordinamento tra operatori sanitari, istituzioni e scuole; attività strutturate di recall e reminder per recuperare i non vaccinati; integrazione sistematica tra vaccinazione e screening; comunicazione chiara, coerente e basata sulle evidenze; coinvolgimento della società civile e delle agenzie educative. Per Di Rosa "la Carta rappresenta un modello di lavoro condiviso, che può essere esteso ben oltre i confini regionali. E in questa direzione si muove la Siti, che rivolge un appello a tutte le istituzioni, ai professionisti sanitari e alla società civile affinché si rafforzi l'impegno comune su 5 fronti: aumentare in modo significativo le coperture vaccinali, con particolare attenzione ai ragazzi e alle coorti non ancora protette; attivare un piano straordinario di recupero delle vaccinazioni anti-Hpv e dello screening cervicale; rendere sempre più accessibile e capillare lo screening cervicale utilizzando test ad alte prestazioni; garantire percorsi diagnostico-terapeutici rapidi ed equi per tutte le donne con lesioni precancerose o tumori invasivi; contrastare la disinformazione rafforzando una comunicazione trasparente e scientificamente fondata".  L'eliminazione del tumore della cervice uterina non è una sfida astratta, ma un obiettivo concreto e raggiungibile, sono convinti gli specialisti. Le esperienze internazionali lo dimostrano: dove si vaccina molto e si offre uno screening di qualità, il burden della malattia crolla rapidamente. Per questo la Siti richiama con forza "l'importanza della vaccinazione di ragazze e ragazzi, anche attraverso la chiamata attiva e il recupero in tempi brevi dei soggetti non vaccinati, della piena integrazione tra prevenzione primaria e secondaria e del coinvolgimento attivo di tutti gli attori del sistema. Proteggere oggi significa salvare vite domani. Lavoriamo insieme per un futuro libero dai tumori Hpv-correlati". 
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Cancro seno, Fondazione Aiom: "Ogni anno in Veneto 5.200 nuovi casi"

(Adnkronos) - In Veneto ogni anno 5.200 donne si ammalano di tumore al seno che, anche in questa regione, risulta essere la neoplasia più diffusa. A 5 anni dalla diagnosi oltre il 90% delle pazienti è vivo e con buone possibilità di sconfiggere definitivamente la malattia. Crescono le possibilità di cura anche grazie alla migliore selezione delle sempre maggiori terapie disponibili. Perfino per le forme più gravi e avanzate della patologia gli specialisti medici sono ora in grado di somministrare trattamenti adeguati e personalizzati. Sono alcuni dati emersi dal convegno 'Tumore del seno metastatico: l'importanza della medicina di precisione - Focus Regione Veneto', che si è svolto ieri a Padova presso lo Iov-Istituto oncologico veneto, organizzato nell'ambito di una campagna nazionale promossa da Fondazione Aiom-Associazione italiana di oncologia medica e che prevede un tour con incontri in 9 Regioni italiane.  "L'introduzione dei test molecolari ha cambiato la pratica clinica del carcinoma mammario - afferma Valentina Guarneri, direttore della Uoc Oncologia 2 Iov e professore ordinario di Oncologia medica all'università di Padova - Siamo riusciti ad andare oltre la tradizionale classificazione basata solo sull'espressione dei recettori ormonali e della proteina Her2. Oggi vi sono dei biomarcatori utili anche per la scelta dei trattamenti per le forme metastatiche della neoplasia. Si tratta di strumenti diagnostici che consentono di caratterizzare il cancro dal punto di vista del suo comportamento biologico. Al tempo stesso, evidenziano l'eventuale risposta ai trattamenti che già utilizziamo nella pratica clinica quotidiana. Di solito i tumori mammari ormonosensibili e Her2 negativi, a un certo punto, sviluppano resistenza alla terapia endocrina standard. Con le nuove armi terapeutiche garantiamo migliori possibilità di cura e di sopravvivenza". In questo quadro rientra un esame del sangue molto specifico e importante, la così detta biopsia liquida. "E' un test non invasivo, indolore e poco costoso, ma che permette di ottenere informazioni ormai indispensabili - spiega Guarneri - Deve essere eseguito solo in laboratori medici specializzati e forniti di adeguate tecnologie d'avanguardia. Può evidenziare, sul campione di sangue, la presenza di specifiche mutazioni come quella del recettore degli estrogeni Esr1 che è presente nel 30-40% dei casi di tumore mammario metastatico. Da questa - chiarisce - possiamo eventualmente ricorrere ad una nuova classe di farmaci che ha dimostrato di essere efficace come seconda linea di terapia. E' fondamentale quindi riuscire ad elargire la biopsia liquida a tutte le donne che ne hanno bisogno con una certa rapidità. Infine in Veneto, così come nel resto d'Italia - conclude l'oncologa - il cancro della mammella presenta una continua crescita del numero di nuovi casi l'anno. Bisogna quindi organizzare i diversi servizi sanitari regionali affinché garantiscano i test molecolari a sempre più pazienti".  
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Pensioni, Tra Quota 103 Opzione donna e vecchiaia ordinaria cosa vogliono gli italiani?

(Adnkronos) - Per molti italiani la pensione non è più un traguardo certo, ma un percorso complesso, fonte di ansia e incertezza. L’analisi di MiaPensione, realtà italiana specializzata in consulenza previdenziale obbligatoria, condotta su 10mila casi, mostra quanto sia cruciale pianificare in anticipo il proprio futuro previdenziale. Andrea Martelli, fondatore dell’azienda, ne parla all’Adnkronos/Labitalia. “Districarsi tra cavilli normativi e regole in continuo mutamento - spiega - spinge i futuri pensionati a cercare soluzioni personalizzate. I clienti ci richiedono in media 2 simulazioni diverse per ogni pratica. Il dato conferma la confusione generata dal continuo alternarsi di finestre, come Quota 103, Opzione donna, Anticipata, che rendono il calcolo e la scelta del timing d’uscita estremamente difficili, senza un supporto specialistico”. “L'importo lordo medio mensile della pensione - fa notare - simulato con un’età di 64.48 anni, ammonta a 2.067 euro. Sebbene la cifra possa apparire solida per i professionisti e i lavoratori con carriere discontinue o miste, l'incertezza può portare a simulazioni con scarti di centinaia di euro tra un'opzione e l'altra”. “Gli italiani - osserva Andrea Martelli - continuano a orientarsi verso le uscite standard e flessibili. Se la vecchiaia ordinaria copre quasi il 40% delle simulazioni, le forme anticipate superano complessivamente il 46% del totale, segno di un interesse marcato per la flessibilità nell’uscita dal lavoro”. “Confrontando - sottolinea - le due prestazioni più simulate - pensione anticipata ordinaria e pensione di vecchiaia ordinaria - e analizzando la mediana degli importi erogati, si osserva che l’assegno per chi sceglie di anticipare è superiore. L'importo mediano per l'anticipata ordinaria è, infatti, più alto di 217,12 euro rispetto a chi attende la vecchiaia ordinaria, una differenza che si traduce in circa 2.800 euro lordi su base annua. I dati dimostrano che chi opta per l'anticipo beneficia di un assegno mediano superiore, non perché la formula sia più vantaggiosa, ma semplicemente perché l'accesso a quel percorso è limitato ai lavoratori che hanno già massimizzato l'assegno grazie a una qualità e una continuità contributiva eccellenti".  "E' la carriera robusta - precisa - che genera l'assegno più alto; il percorso anticipato è solo il primo a cui possono accedere. Valutare tempestivamente la propria posizione previdenziale è l'unico modo per comprendere se la propria storia lavorativa sia sufficientemente solida da rientrare in questo gruppo 'elitario', evitando di essere costretti a ritirarsi con l'assegno mediano più contenuto previsto per chi può accedere solo alla pensione di vecchiaia”. “L'età media dei clienti che si sono avvalsi della nostra consulenza si aggira intorno ai 61 anni, suggerendo che la maggior parte degli italiani si attiva quando è ormai a ridosso della pensione. Un tempismo che può limitare drasticamente le possibilità di correzione della rotta. L’elevato numero di simulazioni per cliente è la prova che esistono margini di scelta, che possono però essere sfruttati al meglio, solo se si agisce con largo anticipo. Pensare alla pensione a quarant'anni non è solo una questione di risparmio, ma una strategia di gestione del rischio previdenziale”, conclude. 
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A Roma si premiano i 'Campioni per la salute', impegno sociale sotto i riflettori

(Adnkronos) - Una serata speciale a Roma per premiare i 'Campioni per la salute', figure di spicco che si sono distinte quest'anno per l'impegno nella creazione di opportunità mirate ad incoraggiare l'integrazione sociale e lo sviluppo personale. L'appuntamento è venerdì 21 novembre alle 19.30 al The St. Regis Rome Hotel, per la seconda edizione di 'Campioni per la Salute Awards - Gala Dinner'. L'evento ha i patrocini di ministero della Salute, Regione Lazio, Roma Capitale, Croce Rossa Italiana, Sport e Salute, Lilt associazione metropolitana di Roma, Summeet e Assitol, ed è condotto dalla giornalista Rai Eleonora Daniele. Missione: celebrare il connubio tra sport e salute. A promuovere l'iniziativa la sociologa Lorena Rutigliano, che con il progetto 'Campioni per la salute' intende "creare un ponte tra il mondo dello sport, dell'arte e della società", si legge in una nota. La serata riunirà, come l'anno scorso, un ampio parterre di ospiti: il ministro della Salute Orazio Schillaci, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l'assessore ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato, l'assessore alle Attività produttive, Pari opportunità e Attrazione investimenti di Roma Capitale Monica Lucarelli, la presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio Martina Semenzato, il presidente della Croce rossa Rosario Valastro, il fondatore di Tennis & Friends Giorgio Meneschincheri, l'imprenditore Danilo Iervolino, il Vice President Southern Europe della Divisione crociere del Gruppo Msc Leonardo Massa, il direttore generale del Giffoni Film Festival Jacopo Gubitosi, la campionessa paralimpica Ilenia Colanero, i campioni sportivi di judo e karate Emanuele Bruno e Stefano Maniscalco, l'atleta olimpico Stefano Pantano, la campionessa di fioretto Elisa Di Francisca, l'inviato di 'Striscia la Notizia' Jimmy Ghione. 
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