Doogee Fire 7 Ultra trasforma il lavoro estremo in missione hi-tech

(Adnkronos) - L'evoluzione dei dispositivi mobili per ambienti ostili segna un nuovo capitolo con l'introduzione del DOOGEE Fire 7 Ultra. Questo strumento, progettato per superare i limiti dei comuni smartphone resistenti, si propone come un vero e proprio multi-tool professionale destinato a squadre di soccorso, ingegneri di campo e team operativi impegnati in scenari dove la connettività convenzionale può risultare insufficiente. Il design riflette una praticità industriale: l'alloggiamento esagonale della fotocamera e il pannello posteriore con trama a griglia sono studiati per garantire una presa sicura anche con l'utilizzo di guanti o in condizioni di bagnato, bilanciando robustezza strutturale e comfort ergonomico durante i lunghi turni di lavoro.   Il vero elemento distintivo della serie Fire 7 Ultra disponibile su Amazon anche nella versione Fire 7 Pro (con codice sconto "Discounted Price 38% OFF") risiede nel sistema di comunicazione a doppia modalità. Grazie alla tecnologia Push-to-Talk Over Cellular (PoC), il dispositivo permette comunicazioni in tempo reale a bassa latenza sfruttando le reti 4G, 5G e Wi-Fi, emulando il funzionamento di un sistema radio professionale per chiamate di gruppo o individuali su scala globale. Per le operazioni a breve raggio o in assenza di copertura di rete, è integrato un walkie-talkie Bluetooth con una portata di circa 100 metri, ideale per la coordinazione logistica in loco. Un microfono dedicato alla funzione walkie-talkie assicura la cattura della voce nitida anche in ambienti caratterizzati da un elevato inquinamento acustico.   Sul fronte dell'autonomia, il dispositivo è equipaggiato con una batteria da 13.000mAh, supportata da una ricarica rapida da 33W, garantendo prestazioni ininterrotte per diversi giorni lontano da fonti di energia. L'infrastruttura di ricarica comprende inoltre una base desktop da 10W per facilitare il ripristino energetico presso stazioni di lavoro o campi base. La dotazione tecnica è completata da un sensore fotografico principale da 64MP e una lente macro da 2MP, supportati da una memoria interna di 256GB per l'archiviazione di dati sensibili, rilievi fotografici e video operativi. Con questa configurazione, il Fire 7 Ultra si posiziona non solo come uno smartphone, ma come un centro di comando portatile costruito per professionisti che operano in contesti dove l'affidabilità dell'hardware è un requisito essenziale per il successo della missione. 
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Onetag acquisisce Aryel e lancia il nuovo "Value Exchange"

(Adnkronos) - Il panorama globale dell'AdTech registra un'importante evoluzione con l'annuncio dell'acquisizione di Aryel da parte di Onetag. L'operazione, supportata dal fondo di private equity Wise Equity attraverso Wisequity V, segna la nascita di una piattaforma integrata che punta a ridefinire gli standard del programmatic advertising. L'obiettivo strategico è la creazione di un "Value Exchange": un ecosistema dove la qualità dei media, la tecnologia creativa e i processi decisionali guidati dall'intelligenza artificiale convergono in un'unica soluzione self-serve. Grazie a questa integrazione, il gruppo punta a chiudere l'anno con ricavi netti superiori ai 60 milioni di euro e un EBITDA oltre i 30 milioni, consolidando una posizione di rilievo nell'Open Internet. 
Il settore pubblicitario odierno si trova ad affrontare sfide crescenti legate alla misurazione del ROI e alla semplificazione dei flussi di lavoro. La risposta di Onetag a questa frammentazione si articola su tre direttrici fondamentali. In primo luogo, l'accesso a media di alto profilo tramite un exchange globale connesso a oltre 2.000 editori premium. In secondo luogo, l'integrazione delle esperienze creative immersive di Aryel, progettate per stimolare interazioni profonde, superando i formati standard. Infine, un sistema di AI decisioning che utilizza dati unici su scala globale per ottimizzare le campagne in tempo reale, orientandole verso risultati di business concreti come la reputazione del brand e le conversioni effettive. L'integrazione dei formati interattivi di Aryel direttamente nell'exchange di Onetag permette ai dati di performance creativa di influenzare istantaneamente il processo di distribuzione dei media. Questa connessione nativa trasforma la creatività da asset statico a elemento dinamico dell'ottimizzazione. Mattia Salvi, CEO di Aryel, ha sottolineato la portata del cambiamento dichiarando: "Aryel è nata per spingere la pubblicità digitale in una direzione attiva e dinamica [...] Entrando a far parte di Onetag, la nostra creative intelligence viene integrata direttamente nella fase di distribuzione, in cui ogni tipo di attività dell’utente può contribuire in modo attivo alla performance e alla misurazione". Con una copertura che abbraccia Nord America, EMEA e LATAM, la nuova realtà connette 5.000 inserzionisti a un'inventory di alta qualità, con una forte specializzazione nei settori del lusso, del beauty e del fashion. L'unione di queste competenze mira a ridurre la complessità del settore a favore di una maggiore trasparenza e velocità d'azione. Filippo Gramigna, Co-CEO di Onetag, ha ribadito questa visione affermando: "Il settore non ha bisogno di maggiore complessità, ma di una migliore value exchange [...] uniamo l’alta qualità dei media a tecnologia creativa, dati unici e decisioning guidato dall’AI in un’unica soluzione". Anche Valentina Franceschini, Senior Partner di Wise Equity, ha confermato la validità strategica dell'operazione, indicando la piattaforma integrata come "lo strumento ideale per definire un nuovo standard nella creazione di valore nel programmatic advertising". 
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Salute, più obesità tra chi ha disturbi mentali, 17% vs 10% e rischio triplo nei giovani

(Adnkronos) - Il 17% dei pazienti seguiti dai Servizi di Salute mentale soffre di obesità, contro il 10% della popolazione generale italiana. E il divario è ancora più marcato nei giovani dai 18 ai 34 anni: 13,7% vs 5,5%, un dato quasi triplo. Sono i risultati preliminari della prima indagine sistematica sul rischio di obesità fra le persone con problemi di salute mentale, condotta dalla Società italiana di neuropsicofarmacologia - Sinpf coinvolgendo circa 2mila utenti dei Servizi di Salute mentale in diverse regioni (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana e Puglia) e confrontando i numeri raccolti con quelli della popolazione generale rilevati dall'Istituto superiore di sanità (Passi 2023-24). I dati - presentati al Congresso nazionale della Sinpf che si è svolto a fine gennaio a Milano - vengono resi noti oggi in vista della Giornata mondiale dell'obesità in calendario il 4 marzo. La ricerca è in corso e intende approfondire anche altri aspetti del problema, "ma se il dato generale fosse esteso all'intera platea nazionale - calcola la società scientifica - si parlerebbe di oltre 150mila pazienti con obesità nei Servizi di Salute mentale, su circa 900mila.  "L'obesità rappresenta una delle principali malattie croniche del nostro tempo e colpisce in modo particolarmente significativo le persone con disturbi mentali - spiegano Claudio Mencacci e Matteo Balestrieri, presidenti Sinpf - Numerosi studi dimostrano che chi vive con disturbi depressivi, bipolari o schizofrenia presenta un rischio doppio di sovrappeso e obesità rispetto alla popolazione generale. Questo spiega l'importanza di questa ricerca, che già in queste fasi preliminari traccia un quadro molto chiaro anche nel panorama italiano". Virginio Salvi, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell'Asst di Crema, che ha condotto l'indagine, precisa che "l'impatto non è solo metabolico. Nelle persone con disturbi mentali l'obesità contribuisce in modo rilevante all'aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete, con una conseguente riduzione dell'aspettativa di vita. Si stima che chi soffre di gravi disturbi psichiatrici possa avere un'aspettativa di vita ridotta di 10-20 anni, anche per l'aumentata mortalità cardio e cerebrovascolare". Gli studi clinici indicano inoltre che l'obesità può incidere negativamente sul funzionamento mentale, peggiorando le funzioni cognitive e influenzando il decorso di alcuni disturbi.  Le cause di questo legame fra obesità e disturbi mentali "sono molteplici - illustra Salvi - Se alcuni farmaci psicotropi possono favorire l'aumento di peso, un ruolo rilevante è giocato dalla sedentarietà, dalle difficoltà socioeconomiche che orientano verso alimentazioni meno salutari e dall'alimentazione disregolata in risposta a emozioni negative. A ciò si aggiunge una maggiore vulnerabilità genetica, che contribuisce alla più alta prevalenza di obesità anche tra adolescenti con disturbi psicotici e bipolari rispetto ai coetanei sani". Per gli esperti della Sinpf i dati della ricerca indicano già "con chiarezza la necessità di superare la frammentazione tra salute mentale e salute fisica. Le due dimensioni si influenzano reciprocamente e richiedono percorsi di cura integrati, capaci di affrontare la persona nella sua globalità". 
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Motorola al MWC 2026: pieghevoli 'd’oro' e un nuovo sensore

(Adnkronos) - Il protagonista hardware del Mobile World Congross, per Motorola, è il nuovo edge 70 fusion, che si distingue per essere il primo smartphone a integrare il sensore fotografico Sony LYTIA 710 da 50MP con stabilizzazione ottica. Il dispositivo monta un display Extreme AMOLED da 6,78 pollici con frequenza di aggiornamento a 144Hz e una luminosità di picco che raggiunge i 5200 nit. Sotto la scocca si trova la piattaforma Snapdragon 7s Gen 3, supportata da batterie con capacità fino a 7000 mAh e ricarica rapida TurboPower da 68W. In qualità di partner ufficiale della FIFA World Cup 2026, Motorola ha presentato una collezione dedicata che include il nuovo motorola razr fold e una versione speciale dell’edge 70 fusion. Entrambi i modelli sono caratterizzati da accenti placcati in oro 24 carati e finiture che richiamano la texture dei palloni da calcio. Il razr fold, in particolare, introduce un display interno pieghevole da 8,1 pollici e un pannello esterno da 6,6 pollici, posizionandosi come un prodotto di fascia ultra-premium con un prezzo di pre-ordine fissato a 2399 euro, che include un biglietto per una partita del mondiale. La collaborazione si estende al software con il gioco arcade FIFA Heroes, ottimizzato per sfruttare l'ampio schermo del pieghevole.  L’espansione dell’ecosistema passa anche per il settore audio con i nuovi moto buds 2 plus e moto buds 2. I primi sono stati sviluppati con tecnologia Sound by Bose e driver Knowles per garantire una fedeltà sonora elevata, supportata dalla cancellazione attiva del rumore dinamica e dall’audio spaziale. I moto buds 2 puntano invece sull’autonomia, offrendo fino a 48 ore di utilizzo totale. Entrambi i modelli integrano funzionalità basate su moto ai, come la sintesi delle notifiche o la traduzione in tempo reale, attivabili direttamente dagli auricolari su dispositivi compatibili. Sul fronte della sicurezza e delle soluzioni aziendali, Motorola ha annunciato una partnership a lungo termine con la GrapheneOS Foundation per sviluppare dispositivi con standard di protezione avanzati e compatibilità con il loro sistema operativo rinforzato. Contestualmente, è stata introdotta la piattaforma Moto Analytics per la gestione delle flotte aziendali e un aggiornamento per Moto Secure denominato Private Image Data. Quest'ultima funzione permette di eliminare automaticamente i metadati sensibili dalle fotografie, come la posizione geografica, agendo direttamente in background per tutelare la privacy dell'utente. 
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Honor punta sui robot: umanoidi ma anche nello smartphone

(Adnkronos) - In occasione del Mobile World Congress 2026, Honor ha tracciato la rotta per la propria trasformazione tecnologica attraverso l’evoluzione dell’Alpha Plan, una strategia strutturata sui tre pilastri Alpha Phone, Alpha Store e Alpha Lab. La visione presentata a Barcellona, definita Augmented Human Intelligence, mira a superare il tradizionale concetto di software reattivo per approdare a un’integrazione fisica e sensoriale tra uomo e macchina. Secondo quanto dichiarato dal CEO James Li, l’obiettivo del marchio è coniugare quoziente intellettivo ed emotivo, trasformando la ricerca avanzata in esperienze reali capaci di rispondere con empatia alle necessità dell’utente, semplificando la complessità tecnologica attraverso l’hardware intelligente. L’innovazione più radicale della kermesse è rappresentata dall’Honor Robot Phone, un dispositivo che inaugura una nuova categoria merceologica unendo la telefonia alla robotica mobile. Il terminale non si limita a elaborare dati, ma è dotato di percezione spaziale e capacità motorie grazie a un sistema gimbal 4DoF ultracompatto e a micromotori ad alte prestazioni, sviluppati applicando le competenze maturate nel settore dei pieghevoli. Questa architettura consente allo smartphone di muoversi fisicamente, offrendo videochiamate con inquadratura a 360 gradi che seguono l’interlocutore e interagendo attraverso un linguaggio del corpo emotivo, fatto di cenni del capo e movimenti ritmici, superando i limiti della tecnologia statica per favorire un’interazione più naturale e intuitiva. Dal punto di vista tecnico, il Robot Phone integra un sensore fotografico da 200 megapixel assistito da un sistema di stabilizzazione a tre assi che garantisce fluidità anche in scenari dinamici. Funzionalità come l’AI SpinShot e l’AI Object Tracking permettono rotazioni cinematografiche automatiche a 90 e 180 gradi, rendendo possibile la realizzazione di contenuti professionali con l’uso di una sola mano. La sfida ingegneristica ha richiesto un ripensamento totale della componentistica interna, utilizzando materiali ad alta resistenza per contenere pesi e ingombri in dimensioni microscopiche, garantendo al contempo l’affidabilità necessaria per un dispositivo destinato al movimento costante. Parallelamente alla ricerca sulla robotica, HONOR ha presentato il Magic V6, nuovo punto di riferimento nel mercato dei pieghevoli per ingegneria e autonomia. Con un profilo chiuso di soli 8,75 millimetri e certificazioni IP68 e IP69, il dispositivo introduce la quinta generazione di batterie al silicio-carbonio sviluppate in collaborazione con ATL. Grazie a un contenuto di silicio del 25%, il terminale ospita un’unità da 6.660 mAh, ridefinendo gli standard di densità energetica del settore. L’azienda ha inoltre mostrato in anteprima la futura Blade Battery, che con un contenuto di silicio del 32% promette di portare i dispositivi pieghevoli nell’era delle batterie da 7.000 mAh senza comprometterne la sottigliezza. L’esperienza d’uso del Magic V6 è supportata da due schermi LTPO 2.0 con frequenza di aggiornamento adattiva da 1 a 120Hz e picchi di luminosità che raggiungono i 6.000 nit sul pannello esterno. L’attenzione al comfort visivo è garantita da tecnologie di regolazione della luminosità a 4320Hz e dal sistema AI Defocus, mentre la resistenza è affidata a un vetro flessibile ultrasottile che riduce la profondità delle pieghe del 44%. Equipaggiato con la piattaforma Snapdragon 8 Elite Gen 5 e un sistema di raffreddamento a camera di vapore, il dispositivo è progettato per gestire multitasking evoluto e carichi di lavoro intensi, mantenendo una piena interoperabilità con l’ecosistema Apple per favorire la produttività cross-platform. L’offerta si espande ulteriormente con il tablet MagicPad 4 e il laptop MagicBook Pro 14. Il primo, caratterizzato da uno spessore di 4,8 millimetri e un display OLED 3K a 165Hz, integra il nuovo Linux Lab nelle opzioni sviluppatore per l’esecuzione dell’assistente AI OpenClaw. Il MagicBook Pro 14 punta invece sull’efficienza dei processori Intel Core Ultra Series 3 e su un pannello OLED da 14,6 pollici.  Il Magic V6 arriverà nei mercati selezionati nella seconda metà del 2026, mentre il MagicPad 4 sarà disponibile già dal 2 marzo con un prezzo di partenza fissato a 599,90 euro per la versione da 256 GB durante la fase di lancio. Le configurazioni complete di tastiera e pennino saranno proposte a partire da 649,90 euro, confermando la volontà di Honor di posizionare le proprie soluzioni AI in una fascia di mercato competitiva ma di alto profilo tecnologico. In occasione dell'evento di lancio, Honor ha anche presentato il suo primo robot umanoide, segnalando una più ampia strategia volta a sfruttare la propria esperienza nella tecnologia mobile per creare robot di livello consumer. I robot di Honor si concentreranno su tre scenari principali: assistenza allo shopping, ispezioni sul posto di lavoro e, in particolare, compagnia di supporto. A differenza delle aziende di robotica tradizionali, Honor promette una profonda comprensione degli utenti sviluppata attraverso i suoi smartphone e dispositivi connessi.  
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Bimbo Napoli, Fnopi: "No battaglie ideologiche su dolore famiglia e competenze infermieri"

(Adnkronos) - La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) "prende le distanze da qualsiasi comunicazione che generi solo ulteriore disagio in pazienti e cittadini rispetto alla triste vicenda del piccolo Domenico. Rilanciare dichiarazioni, al momento non adeguatamente smentite, come quelle rese dal presidente della Federazione nazionale dei medici, Filippo Anelli - si legge in una nota - che mettono in correlazione la grave e conclamata catena di errori nelle procedure di espianto e trapianto con l'accresciuto passaggio di competenze e responsabilità alle professioni infermieristiche, significa utilizzare un evento tragico e doloroso per portare avanti battaglie ideologiche di categoria sull'atto medico che nulla hanno a che fare con quanto avvenuto tra Bolzano e Napoli". Per la Fnopi, "che si riserva di tutelare in sede civile, penale e disciplinare l'immagine e le competenze degli infermieri italiani rispetto alle gravi affermazioni riportate dall'edizione di sabato 28 febbraio de 'La Stampa ', siamo in un momento in cui è invece fondamentale ricucire il clima di fiducia rispetto all'intera rete dei trapianti, rivendicando i quotidiani successi e l'alta professionalità interdisciplinare che contraddistingue in Italia questo fondamentale settore del Servizio sanitario nazionale. Il silenzio e il rispetto per le indagini in corso che hanno finora caratterizzato la comunicazione pubblica della Federazione Infermieri - conclude la nota - vogliono essere una risposta anche ad atteggiamenti così scriteriati e pericolosi per la salute pubblica. Di qui l'invito della Fnopi ad abbassare i toni, rispettare il dolore delle famiglie coinvolte, rendere merito a tutti i professionisti sanitari che hanno assistito il piccolo Domenico fino all'ultimo giorno di vita". 
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Sanremo, parola d'ordine esserci. Lo psicologo: "In agguato rischio Fomo"

(Adnkronos) - "Negli ultimi mesi abbiamo osservato l'attenzione mediatica catalizzata dalle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 per poi spostarsi repentinamente verso il Festival di Sanremo. Due eventi culturali e sociali molto diversi, ma entrambi esposti a un fenomeno psicologico che viene definito Fear of Missing Out (Fomo), ovvero la paura di perdersi qualcosa di socialmente rilevante e gratificante". A segnalarlo è lo psicologo Pietro Bussotti, del direttivo dell'Osservatorio Benessere psicologico e salute (Benèpsys). Parola d'ordine: esserci. Con tanto di prove social. "L'esperienza quotidiana di partecipare agli eventi, oppure di vederne raccontate le immagini e i commenti su piattaforme digitali, ci offre uno spunto per analizzare come la competizione odierna non sia più solo una questione di performance reale, ma spesso anche di visibilità mediatica e social engagement", evidenzia all'Adnkronos Salute.  Il Festival di Sanremo, osserva l'esperto, "produce un fenomeno curioso: l'esperienza dell'evento non è vissuta unicamente da chi accede fisicamente all'Ariston, ma da decine di migliaia di persone che si trasferiscono a Sanremo solo per esserci. Tuttavia, la dimensione principale dell'esperienza non si esaurisce nel tempo e nello spazio dell'evento, ma nella rappresentazione digitale di tale esperienza: le foto, i video, le storie, i commenti. Per molti, partecipare a Sanremo significa partecipare alla narrazione digitale. Il desiderio di essere presenti, ripresi e condivisi online rispecchia una dinamica sociale più ampia: la visibilità digitale diventa essa stessa un obiettivo".  La letteratura scientifica, illustra Bussotti, "definisce la Fomo come 'un'apprensione pervasiva che altri possano vivere esperienze gratificanti dalle quali si è assenti' e la collega a bisogni psicologici fondamentali come autonomia, competenza e relazione sociale (Przybylski et al., 2013). Studi successivi hanno raccolto e sintetizzato una grande mole di ricerca empirica sull'argomento, evidenziando una varietà di relazioni tra Fomo, uso dei social media e aspetti psicologici (attenzione, comparazione sociale, motivazioni di connessione sociale). Numerose indagini internazionali concordano sul fatto che la Fomo si associa a un maggiore utilizzo dei social media: in adolescenti, ad esempio, la Fomo è risultata un forte predittore sia della frequenza d'uso delle piattaforme sia di comportamenti come il phubbing, ovvero dare priorità ai device rispetto alle interazioni faccia a faccia. Analogamente, anche ricerche condotte in popolazioni adulte mostrano come la Fomo sia correlata a un uso intensivo dei social network e possa contribuire a dinamiche di uso problematico che influenzano la produttività lavorativa e la qualità della vita quotidiana".  Altri studi, tra cui ricerche condotte in Italia, segnala Bussotti, "indicano che la Fomo può essere associata a una maggiore sensibilità allo stress emotivo dovuta a percezioni di trascuratezza o reazioni negative online, con un impatto significativo sul benessere psicologico". I social sono una chiave per comprendere il fenomeno. "Le metriche (like, visualizzazioni, eccetera) si trasformano in indicatori di successo personale, spesso percepiti come altrettanto importanti quanto la performance reale, se non addirittura di più. In questo senso, la competizione sui social non è inferiore alla competizione ufficiale di una gara sportiva o di un concorso artistico: è parallela, continua e misurabile, e agisce costantemente sulla percezione di validità personale rappresentando così un rischio".  La Fomo, osserva lo psicologo, "non riguarda solo il timore di mancare qualcosa di gratificante, ma coinvolge anche il desiderio di sentirsi parte di una comunità sociale e simbolica. La continua comparazione sociale, tipica delle piattaforme digitali, aumenta la vigilanza sulle attività altrui e può incrementare ansia, stress e uso compulsivo delle tecnologie. Basta camminare per le strade di Sanremo in questi giorni per rendersi conto di come le persone siano presenti fisicamente, ma mentalmente proiettate in una compulsiva condivisione digitale, tutti con mani, occhi e mente sul proprio smartphone".  Questo, puntualizza Bussotti, "non significa demonizzare i social media, che offrono opportunità di connessione, espressione e amicizie digitali, ma invita a interrogarsi su come essi possano produrre una dicotomia valutativa: da una parte la qualità dell'esperienza vissuta, dall'altra la sua percezione sociale in termini di engagement digitale. Nell'era digitale, la competizione non finisce quando l'evento si conclude: prosegue nelle piattaforme social, dove esserci equivale spesso a essere visibili/esistenti. La Fomo - conclude - come evidenziato dalla letteratura, non è soltanto una curiosità psicologica ma un fenomeno strutturale delle dinamiche social-mediatiche contemporanee, con evidenti e pericolose implicazioni per il benessere psicologico, l'autostima e il senso di appartenenza". 
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Bianca Balti a Sanremo 2026, Iannelli (Favo): "Dà coraggio. La vita cambia forma ma può tornare a brillare"

(Adnkronos) -
Bianca Balti, sul palco di Sanremo 2026, "con la sua autenticità luminosa, non solo comunica gioia di vivere: lei è gioia di vivere. La sua testimonianza dà coraggio a chi sta ancora attraversando la tempesta e ricorda a tutti che la vita, anche quando cambia forma, può tornare a brillare". Sono le parole di Elisabetta Iannelli, segretario generale della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo). La testimonianza della super modella italiana e la sua stessa presenza al Festival - un ritorno per lei che già l'anno scorso aveva illuminato la scena della kermesse - toccano il cuore di Iannelli, che ha sperimentato sulla sua pelle la malattia (per l'avvocata in prima linea con la Favo la diagnosi era stata un tumore metastatico al seno).  "Il percorso che dalla diagnosi ci conduce, attraverso i momenti più duri della malattia e delle terapie, verso la guarigione richiede una forza interiore che spesso scopriamo solo vivendo - evidenzia all'Adnkronos Salute - Richiede l'amore di chi ci accompagna tenendoci per mano, la capacità di elaborare il lutto per la salute perduta, il coraggio di guardare al futuro con speranza per non lasciarci vincere dalla paura. Affidarsi alla forza della vita significa accettare che, dopo un tumore, non siamo più le stesse persone: siamo nuove, diverse, rinate. E questa rinascita è possibile solo quando ci sentiamo sostenuti e accolti tra le braccia di chi ci vuole davvero bene". Balti lo ha raccontato più volte, condividendo in modo diretto e sincero la sua esperienza quotidiana, anche con diversi post sui suoi profili social. Come quando in un video su Instagram ha mostrato la 'timeline' dei suoi capelli dopo le cure. "Mi ricordano ogni giorno che il mio corpo è sopravvissuto", aveva scritto a fine gennaio. E anche in quell'occasione Iannelli l'aveva ringraziata "per aver condiviso" il suo vissuto "che è lo stesso di milioni di persone che come noi hanno avuto il cancro. Viva i capelli, viva la vita", era stato il commento. "Anche i miei capelli sono ricresciuti - racconta Iannelli - ricci, ribelli e indomabili dopo, anzi durante il primo giro di chemio. Sono spuntati prima ancora che i sei cicli terminassero. Ma giusto in tempo per arrivare al mio matrimonio con una zazzeretta di capelli corti, ma deliziosi. E poi, dopo qualche anno, di nuovo la caduta, totale, nel momento più drammatico della mia vita. Avevo fatto crescere i capelli lunghi, lunghissimi come mai li avevo avuti e di colpo l'ennesimo schiaffo del tumore. Ma di nuovo la vita ha prevalso e i capelli sono ricresciuti, ma stavolta lisci, liscissimi e più sottili, docili e lucenti. E anch'io ero cambiata dentro". 
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Farmaceutica, vola l'occupazione. E sempre più giovani scelgono la Pharma Academy

(Adnkronos) - L'occupazione nel comparto farmaceutico italiano vola e spinge anche i giovani a optare sempre di più, dopo il diploma, per un futuro nel mondo del Pharma. Il settore farmaceutico ogni anno investe 4 miliardi in ricerca e produzione, dando occupazione a 72,2 mila addetti nel 2025 (+2% rispetto al 2024), che salgono a oltre 300 mila considerando l'indotto. Particolarmente significativo è l'incremento degli under 35, cresciuti del 25%, a fronte del +6% degli over 35: un dato che evidenzia un positivo effetto di ricambio generazionale, con entrambe le componenti dell'occupazione in crescita. Servono però 'skills', ovvero competenze, perché l'innovazione cresce dove la formazione è di alto livello. "Il settore farmaceutico - afferma Marcello Cattani, presidente di Farmindustria all'Adnkronos Salute - è tra i principali protagonisti della trasformazione digitale e dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. In questo contesto, il lavoro e le competenze diventano le leve strategiche per affrontare le nuove sfide delle 'Life Sciences'. La politica della formazione è parte integrante delle politiche industriali e sanitarie. Per questo, è fondamentale adottare un approccio multidisciplinare e investire costantemente nello sviluppo di nuove professionalità da mettere a disposizione delle nostre imprese". Oggi il costo annuo dello 'skills mismatch' - il divario esistente tra le competenze richieste dalle imprese e quelle di cui sono in possesso i lavoratori - è di 1,76 mld per il 'Life Sciences' in Italia: il 62% delle imprese ha difficoltà nel reperire competenze tecniche; il 28% quelle manageriali; il 21% quelle manuali; il 17% quelle trasversali; il 14% quelle digitali. A formare le competenze giuste ci pensa la Fondazione Its-Ntv di Roma: "Nel 2019 sottoscriviamo un accordo con Farmindustria per l'avvio del Campus Its Pharma Academy, un polo di formazione per il 'Life Sciences' in Italia - ricorda Giorgio Maracchioni, presidente Fondazione Its Pharma Academy - Oggi abbiamo accordi con oltre 25 aziende del settore, abbiamo un tasso di crescita degli studenti del 35% l'anno. Pur aumentando gli iscritti l'occupazione, a fine del percorso rimane del 100%. Quest'anno usciranno dall'Academy sessanta ragazzi e l'86% ha già una proposta lavorativa. E' una bella soddisfazione e stiamo incrementando anche i rapporti internazionale con Canada, Kuwait, Francia, e abbiamo diversi accordi operativi con l'Egitto". Il Campus Its Pharma Academy, a Roma, è un contesto residenziale che offre agli studenti, in un unico luogo, aule didattiche, laboratori, start-up, alloggi e servizi ricreativi. Lo scorso anno sono stati inaugurati 8 nuovi laboratori utilizzando i fondi Pnrr. Tra i tanti ragazzi che hanno scelto, dopo il diploma, il percorso del Campus Its Pharma Academy, ci sono alcuni che hanno fatto carriera. "Una ragazza, diplomata 2 anni fa, dopo una stage e un'esperienza all'estero oggi ha una posizione global in una multinazionale - prosegue Maracchioni - E' un settore che permette una crescita rilevante e ha tante posizioni diversificate". Come arrivano all'Academy i ragazzi? "Molti con il passaparola, tanti perché hanno avuto l'esperienza dei fratelli - risponde il presidente Maracchioni - ci sono poi ragazzi che hanno abbandonato l'università e che prendono un titolo da noi e noi li traghettiamo in ottica di re-skilling. Per entrare c'è un test d'ingresso. Se dovessi dire dove dobbiamo lavorare di più indicherei la collaborazione con il sistema universitario, dovrebbero capire che noi formiamo profili diversi". Il Campus Its Pharma Academy rappresenta un modello di formazione, perché unisce sapere teorico e applicazione pratica, creando un ponte diretto tra il mondo della formazione e quello delle imprese. "Il nostro impegno, come associazione di categoria, è quello di collaborare attivamente con istituzioni educative come questa per sviluppare percorsi formativi sempre più mirati e innovativi. In particolare: tecnici di laboratorio, operatori di camere sterili, esperti di supply chain, del controllo qualità chimico/microbiologico, del quality assurance, del data integrity. Ma prossimamente saremo una Academy anche per altri profili specialistici (regolatorio, compliance, monitor delle sperimentazioni cliniche), avendo già una autorizzazione a formare profili con titoli di studio equiparati alle lauree", sottolinea Cattani. Tra le altre peculiarità che caratterizzano lo studio all'interno dell'Academy è che il 90% dei docenti sono manager aziendali. Teoria, pratica laboratoriale e stage obbligatorio in azienda prima della conclusione del percorso formativo sono i tre elementi essenziali del piano dell'offerta formativa del Campus Pharma Academy. "Il modello innovativo di partnership pubblico-privata che abbiamo costruito - ricorda Cattani - è anche frutto della collaborazione e del grande supporto offertoci dalle istituzioni. In ambito accademico, il ministero dell'Università e della Ricerca (Mur) è stato in prima linea in questo processo, e il 4 luglio 2024 ha siglato, insieme alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) e a Farmindustria, un Protocollo d'intesa per favorire la formazione di professionalità altamente qualificate e specializzate, in particolare nelle discipline Stem". "L'obiettivo è trattenere e valorizzare i talenti presenti nelle università e nelle imprese italiane; attrarre nuove competenze dall'estero e sostenere iniziative di formazione e sviluppo di competenze, anche nell'ambito del nuovo Piano Mattei per rafforzare la cooperazione con l'Africa. Questo accordo prevede inoltre progetti congiunti tra imprese e istituzioni su ricerca applicata e innovazione nelle Scienze della vita", conclude il presidente di Farmindustria.  
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Giornata mondiale malattie rare. Gli occhi di Andrea, l'ultimo regalo

(Adnkronos) -
Andrea Mariani aveva 21 anni e gli occhi azzurri come il mare, grigi in certe sfumature, di un colore intenso che non si può descrivere. Negli ultimi tempi talvolta i suoi pensieri restavano sospesi e le parole galleggiavano nell'aria senza finire articolate in una frase completa. La rarissima malattia di Lafora, da cui era affetto, è crudele. Crisi dopo crisi scombina i movimenti, indebolisce, deteriora le capacità cognitive. In quei silenzi carichi di significato, a parlare erano proprio i suoi occhi. Occhi che adesso restituiranno la vista a un'altra persona. Perché Andrea non c'è più, è morto in una gelida mattina di fine gennaio, lasciando un vuoto immenso nelle vite dei suoi genitori che oltre ad averlo amato con ogni molecola del loro essere, si sono battuti per fargli avere una chance di terapia, che ancora oggi non c'è. E, anche nella fine della sua vita, il loro ragazzo è riuscito a sorprenderli: "Andrea aveva espresso il consenso alla donazione degli organi. Nel dolore di quei momenti non ci avevamo ripensato e quando i medici ce l'hanno detto ci ha commosso la bellezza del gesto", raccontano Stefano e Daniela. Un gesto semplice - comune a molti senz'altro - ma che racconta tanto di Andrea, della sua sensibilità e generosità. Quindi, il 22 gennaio all'ospedale di Desio sono state espiantate le cornee, gli altri organi non potevano essere utilizzati.  La storia di Andrea testimonia l'importanza sociale della donazione di organi e tessuti, mostra come il sì detto da uno possa cambiare la vita di tanti, regalare speranze, aprire porte. Per lui queste porte del destino si sono spesso chiuse. Le malattie rare sono il più delle volte 'orfane' di soluzioni e attenzioni. La diagnosi di Lafora Andrea l'ha avuta nel 2020, aveva 16 anni. Dalla prima crisi epilettica che ha acceso il campanello d'allarme ci sono voluti quasi 2 anni, tappe in diversi ospedali e tanti approfondimenti per arrivare a dare un nome alla malattia. Una malattia causata da un'alterazione genetica che fa sì che si accumulino zuccheri in particolare a livello cerebrale, in assenza delle proteine che dovrebbero sintetizzarli, coinvolte nel metabolismo del glicogeno.  Dopo la diagnosi, la famiglia è approdata all'ospedale Bellaria di Bologna che diventa per loro il riferimento. E' un centro ultra specializzato nella patologia al quale arrivano la quasi totalità dei pazienti. Il ragazzo è entrato nello studio della storia naturale della malattia. All'orizzonte c'era la terapia sperimentale della Ionis Pharmaceuticals, il cui percorso arranca e dopo la pandemia di Covid subirà uno stop pensante. "Andrea - raccontava il papà - ha sopportato tutto, anche esami difficili e invasivi, come la rachicentesi, in onore di quello che poteva essere lo sviluppo di questo farmaco, ma ci hanno lasciato così". Era nel trial anche di un altro possibile farmaco (Val-1221), ma "pure quello studio è finito nel nulla" per ragioni a quanto pare "economiche". Di nuovo tagliato fuori. In questi anni ci sono state anche delle ripartenze nei percorsi di studio, ma in questo campo la ricerca è complicata, quasi mai prioritaria, viene spinta avanti dalla buona volontà dei singoli, dagli sforzi di associazioni (come ad esempio l'Associazione malattie rare Mauro Baschirotto che sta raccogliendo fondi per studi in questo campo), e si procede a rilento.  Andrea nel 2024 è riuscito a diplomarsi all'istituto agrario, "poi è diventato più evidente il declino cognitivo". E' stato difficile, ricordano i genitori, perché "lui si rendeva conto di quello che gli stava succedendo". Fa male non poter più giocare a tennis, a scacchi, tirare di boxe, tutto ciò che Andrea amava fare. La musica, invece no, non l'ha mai lasciato. Fino all'ultimo ha potuto godere di questa sua passione. Nell'ultimo periodo gli era stata prospettato un tentativo di terapia con Myozime*, una terapia enzimatica sostitutiva targata Sanofi già in uso per un'altra patologia, la malattia di Pompe. Dopo un primo parere negativo e l'appello dei genitori alla Regione Lombardia - che ha risposto umanamente all'Sos lanciato dalla famiglia - questa possibilità si sblocca. La speranza era di guadagnare tempo, rallentare le lancette della malattia, nella consapevolezza che era l'unica opzione possibile per il ragazzo, dopo che anche l'ultima speranza di entrare in un trial in cantiere a Dallas per la terapia sperimentale americana della Ionis, 'agognata' dai pazienti Lafora di tutto il mondo, per lui era tramontata. Da allora sono stati mesi di speranza, in cui i genitori hanno notato anche piccoli miglioramenti, fino a una brusca sterzata del destino, complice una polmonite che ha debilitato il suo organismo già provato dalla malattia. Stefano e Daniela, insieme al fratello Davide, hanno dato l'ultimo saluto ad Andrea lunedì 26 gennaio, insieme alle tantissime persone che gli hanno voluto bene.  E' passato un mese da allora. E oggi si celebra la Giornata mondiale dedicata alle malattie rare, in occasione della quale la famiglia di Andrea, oltre a ricordare quanto sia cruciale sostenere la ricerca per questi pazienti, vuole sottolineare "l'importanza per le famiglie ed il paziente di avere un punto di riferimento sicuro e fisso per le emergenze. Purtroppo le malattie rare sono poco conosciute e si rischia di girare per ospedali e non avere certezza di intervento in emergenza". A questo proposito, il pensiero di Stefano e Daniela va anche agli operatori sanitari che sono stati vicini al loro ragazzo nei momenti più duri. "Vorremmo ringraziare la Terapia intensiva dell'ospedale di Desio che, nonostante le complessità della malattia rara di Andrea, l'hanno cullato e curato nel migliore dei modi". 
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