Pollini tutto l'anno, ecco cosa cambia per chi è allergico e no
(Adnkronos) - Starnuti, naso che cola, congestione nasale, prurito e lacrimazione oculare. Spesso anche tosse. Sono le allergie ai pollini che si fanno sentire e non solo con la primavera alla porta. "Per decenni l'allergologia si è basata su una scansione temporale rigida: la primavera era il tempo dei pollini, l'autunno e l'inverno erano considerati periodi di relativo 'riposo'. Oggi, questa distinzione è tecnicamente e clinicamente superata. Il riscaldamento globale e l'aumento della CO2 atmosferica agiscono come catalizzatori fenologici: le piante anticipano le fioriture e prolungano la produzione pollinica, trasformando la pollinosi in una condizione di infiammazione minima persistente. In realtà e contrariamente alla percezione comune, non possiamo nemmeno dire che i mesi freddi offrano tregua". E' il quadro che tratteggia per l'Adnkronos Salute l'immunologo clinico Mauro Minelli, docente dell'università Lum. "L'autunno e l'inverno - spiega - sono infatti i periodi dell'anno in cui più forte si fa sentire l'allergia agli acari della polvere, favorita dalla maggiore permanenza in ambienti chiusi e riscaldati. A questo si aggiunge l'intensa aggressione virale tipica della stagione fredda, che nel paziente allergopatico trova un terreno già infiammato e vulnerabile, innescando riacutizzazioni asmatiche e respiratorie più severe rispetto alla popolazione generale. Siamo di fronte a un continuum di reattività che non conosce pause". Il 'brain fog allergico', segnala Minelli, "è uno dei dati più allarmanti emergenti dalla letteratura scientifica passata e recente. Riguarda il legame tra picchi pollinici e calo del rendimento scolastico, in particolare nei periodi che coincidono con le fasi più impegnative del ciclo secondario. Non si tratta solo di distrazione causata dai sintomi fisici - osserva l'immunologo - L'esposizione al polline in soggetti sensibilizzati innesca una cascata di mediatori dell'infiammazione che impatta direttamente sulle funzioni esecutive del sistema nervoso centrale: deficit nelle materie Stem: gli effetti sembrano essere statisticamente più marcati in discipline che richiedono alto carico logico-matematico, come fisica e chimica; stress immunologico: lo studente non è solo 'raffreddato', è sotto uno stress biologico che frammenta il sonno e riduce la plasticità sinaptica, compromettendo la capacità di problem solving; c'è diseguaglianza di opportunità se il picco pollinico coincide con prove scolastiche decisive, l'allergia diventa un fattore di iniquità sociale, penalizzando eventuali talenti per gli effetti di una barriera biologica non gestita". L'allergia come sentinella della cronicità. Per l'esperto "il vero nucleo della questione, tuttavia, va oltre il rendimento scolastico. L'allergia deve essere riconosciuta come il primo importante segnale di una disregolazione immunitaria complessa. Banalizzare lo starnuto significa ignorare il primo campanello d'allarme della 'marcia atopica' - avverte Minelli - Quella che inizia come una rinite può evolvere, se non intercettata e bloccata, in un percorso di degradazione della salute che include: rimodellamento tissutale: il passaggio dall'infiammazione delle alte vie all'asma bronchiale cronica; sensibilizzazione multipla: un sistema immunitario perennemente sollecitato tende a perdere la tolleranza verso altri allergeni, complicando il quadro clinico globale; disfunzione delle barriere: l'allergia è la manifestazione visibile di una barriera epiteliale compromessa, che apre la strada a patologie sistemiche e immunomediate ben più gravi nel corso della vita adulta". Serve un nuovo approccio clinico, rimarca l'immunologo. "Dobbiamo rivedere l'antica convinzione di curare l'allergia come un evento stagionale fastidioso e iniziare a trattarla come una sfida immunologica cronica. La gestione moderna richiede: monitoraggio costante delle variabili ambientali (pollini, acari, inquinanti); intervento precoce con immunoterapia allergene-specifica per interrompere la marcia critica; consapevolezza sociale dell'impatto cognitivo e sistemico dell'allergia. L'obiettivo dell'immunologo oggi - conclude lo specialista - non può più essere solo bloccare un fastidioso colanaso, ma proteggere l'integrità del sistema immunitario e, con essa, il potenziale futuro dei nostri pazienti".
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Robot Phone, Honor presenta il futuro della robotica negli smartphone
(Adnkronos) - Dopo Magic 8 e Magic V6, Honor ha presentato a Barcellona un altro smartphone fuori dagli schemi. Thomas Bai, esperto di prodotto Honor, illustra il nuovo Robot Phone, un dispositivo che supera il classico design rettangolare integrando un braccio robotico nella scocca. Sfruttando il micromotore più piccolo al mondo, il telefono è in grado di interagire fisicamente con l'ambiente e percepire lo spazio circostante. È l'inizio dell'era dello "shooting agentico", con riprese automatiche e intelligenti in totale autonomia.
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Turismo, FH55 Hotels tra le 1.000 aziende europee a più alta crescita secondo il Financial Times
(Adnkronos) - Il Gruppo FH55 Hotels, realtà storica dell’hotellerie italiana con 70 anni di esperienza e quattro strutture tra Firenze, Fiesole e Roma, è stato inserito tra le 1.000 aziende europee con la più alta crescita di fatturato dal 2021 al 2024 nella classifica FT1000: Fastest-Growing Companies in Europe, pubblicata dal Financial Times in collaborazione con Statista. Questo prestigioso riconoscimento celebra le imprese che, nei mercati più dinamici d’Europa, hanno dimostrato performance di crescita straordinarie e sostenibili nel tempo. La classifica completa sarà pubblicata il 26 marzo sul Financial Times e sul sito FT.com, rappresentando uno dei riconoscimenti più ambiti e autorevoli a livello europeo per le aziende in rapida crescita. Per FH55 Hotels, essere inseriti tra le 1.000 aziende a più alta crescita non è solo un traguardo, ma un sigillo di eccellenza che conferma la solidità del modello di business, la capacità di innovare con lungimiranza e l’eccellenza operativa perseguita dal Gruppo. Ancora più significativo è il posizionamento ottenuto: tra le sole 27 aziende europee classificate nel settore hospitality, FH55 Hotels si colloca al 16° posto, entrando di fatto nella parte alta della graduatoria continentale; inoltre, tra le 136 aziende italiane presenti nella FT1000, il Gruppo conquista la 35ma posizione. Un risultato di assoluto rilievo che certifica non solo la crescita sostenuta dell’azienda, ma anche la sua capacità di affermarsi ai vertici del panorama europeo della crescita imprenditoriale. Questo prestigioso posizionamento sottolinea come FH55 Hotels non sia semplicemente un protagonista dell’ospitalità italiana, ma un riferimento di crescita, affidabilità e innovazione a livello europeo, riconosciuto da una delle testate economiche più autorevoli del mondo. Negli ultimi anni, il Gruppo FH55 Hotels ha perseguito con determinazione un ambizioso piano di crescita strutturata, fondato su investimenti mirati, ottimizzazione dei processi operativi e digitalizzazione all’avanguardia, con l’obiettivo di trasformare ogni soggiorno in un’esperienza indimenticabile. Particolare attenzione è stata rivolta al potenziamento dell’esperienza dell’ospite, attraverso servizi personalizzati, innovazioni tecnologiche e ambienti sempre più accoglienti e sostenibili. Nel 2025, FH55 Hotels ha registrato una crescita complessiva significativa, rafforzando il suo ruolo di protagonista nel segmento premium dell’ospitalità italiana e consolidando una reputazione di eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Grazie a una strategia lungimirante e alla professionalità del suo team, il Gruppo continua a ridefinire gli standard dell’ospitalità, combinando tradizione, innovazione e una visione chiara di crescita sostenibile. "Essere inseriti nella classifica FT1000 è un risultato che ci riempie di orgoglio", afferma Claudio Catani, vicepresident Operations di FH55 Hotels, alla guida del gruppo da quasi tre anni. "Rappresenta la conferma - prosegue - che la nostra visione strategica, il lavoro instancabile del team e gli investimenti costanti in qualità, tecnologia e sostenibilità stanno davvero creando valore reale. Questo riconoscimento è un segnale chiaro per clienti, partner e investitori: FH55 Hotels è un’azienda che cresce con responsabilità, innovazione e uno sguardo deciso verso il futuro. Continueremo a superare i confini dell’ospitalità per offrire esperienze sempre più uniche e memorabili". Questo prestigioso posizionamento nella classifica del Financial Times si aggiunge ad altri riconoscimenti e risultati ottenuti dal Gruppo. Tra questi, il recente inserimento nella prestigiosa rivista Capital nella lista dei 250 'Creatori di Valore' in Italia nel 2025, un’ulteriore attestazione della solidità finanziaria, della visione strategica e della capacità del Gruppo di generare crescita sostenibile nel lungo periodo. Traguardi che confermano FH55 Hotels come una realtà imprenditoriale capace di distinguersi nel panorama nazionale e internazionale dell’ospitalità per la sua combinazione di tradizione italiana, performance economica e orientamento all’eccellenza.
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Honor innova al MWC con robot, pieghevoli e intelligenza artificiale
(Adnkronos) - Dopo un inizio anno all'insegna dell'innovazione e dell'IA con il lancio della linea Magic 8, Honor arriva all'expo della telefonia mobile di Barcellona non solo con un pieghevole che stupisce per la batteria e la resistenza, ma anche con due robot. Uno è nascosto all'interno del modulo fotocamera di uno smartphone, l'altro assomiglia molto più a noi. Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Italia e Svizzera di Honor, spiega la visione del colosso cinese in materia di intelligenza artificiale e robotica, e come le due vadano di pari passo.
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Il GAMM di Roma celebra quarant'anni di musica videoludica
(Adnkronos) - Il progetto speciale ripercorre l'evoluzione sonora del medium, dalle limitazioni tecniche dei chip anni '80 alle moderne esecuzioni orchestrali, celebrando i capolavori del 1986, attraverso l'iniziativa "40 anni di musica videoludica (1986–2026)", ospitata dal GAMM (Museo del Videogioco). Il progetto nasce per celebrare il quarantennale di tre titoli che hanno segnato in modo indelebile l'immaginario collettivo: The Legend of Zelda, Metroid e Castlevania. Queste opere non hanno solo definito nuovi canoni di gioco, ma hanno elevato la musica a 8 bit da semplice segnale acustico a vera e propria identità artistica ricercata, influenzando generazioni di musicisti e dando vita alla scena globale "chiptune". Il percorso espositivo e performativo si propone di analizzare come i vincoli tecnici del passato si siano trasformati in un linguaggio universale, capace di evolversi fino a raggiungere la complessità delle grandi orchestre. Il programma dell'evento si articola in due giornate dedicate alla divulgazione e alla performance dal vivo. Il 7 marzo l'attenzione sarà rivolta alla narrazione storica e all'analisi dei temi classici, culminando nel concerto serale della Player 2 Orchestra. Si tratta della prima formazione sinfonica italiana dedicata esclusivamente alle colonne sonore del mondo digitale, capace di rileggere i brani iconici attraverso arrangiamenti orchestrali moderni che restituiscono solennità alle melodie nate sui chip sonori del 1986. Questa fase del progetto mira a mostrare come il sound design videoludico abbia superato i confini del medium per diventare una forma d'arte autonoma e celebrata.
La giornata dell'8 marzo esplorerà invece l'anima più sperimentale e "underground" della produzione musicale. Attraverso workshop dedicati all'uso del Game Boy come strumento creativo, il pubblico potrà scoprire la filosofia DIY della musica elettronica prodotta con hardware retro. Protagonista della serata sarà Fabio Bortolotti, in arte Kenobit, la cui esibizione dal vivo su console portatile rappresenterà un momento di confronto su temi quali la libertà musicale e la pedagogia digitale. Kenobit descrive questa esperienza come un modo per raccontare «il futuro del passato», sottolineando come l'hardware limitato possa ancora offrire spazi di espressione ribelle e innovativa. L'intera iniziativa trasforma così il GAMM in un incubatore culturale, capace di coinvolgere scuole, famiglie e appassionati in un viaggio che parte dai circuiti del passato per proiettarsi verso le nuove frontiere della composizione digitale.
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Anelli (Ordini medici) scrive a Fnopi: "Rispetto e stima per infermieri"
(Adnkronos) - Una lettera di chiarimento dal presidente della Federazione degli Ordini medici (Fnomceo), Filippo Anelli, alla presidente della Federazione degli Ordini degli infermieri (Fnopi) Barbara Mangiacavalli, per ribadire "la stima e il rispetto" per la professione infermieristica. Ad alzare la tensione era stata un'intervista rilasciata alla 'Stampa', in cui Anelli commentava la catena di errori che sembra emergere dalle indagini sulla vicenda del piccolo Domenico, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato, morto il 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli. Il presidente Fnomceo in un passaggio tornava, fra le altre cose, sulla "tendenza sempre più diffusa del passaggio di competenze dai medici agli infermieri che rischia di far abbassare la qualità dell'assistenza". Parole che avevano suscitato diverse reazioni. In serata le parole di chiarimento: "Mi sembra doveroso esprimerti il mio rammarico sincero - ha motivato Anelli, come riporta una nota Fnomceo - laddove il contenuto possa aver indotto a rilevare intenti denigratori o comunque lesivi della dignità e professionalità della Fnopi e della comunità che tu rappresenti". "La lunga storia di collaborazione tra le nostre Professioni - ha continuato Anelli - e il rapporto personale che da anni ha caratterizzato le nostre rispettive attività istituzionali, mi auguro possano comprovare che non ho mai cambiato l’idea per la quale fondamentale risulta assicurare quell’equilibrio che vede le nostre competenze sinergicamente attive, in tutti i contesti di esercizio professionale e istituzionale, a tutela della salute dei cittadini".
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Iran, Zampini (Camera commercio) lancia l'allarme: "Business fermo, referenti irraggiungibili e instabilità su intera area Mo"
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
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Iran, Pellegrino (Aidit): "Clienti agenzie viaggi assistiti, in attesa corridoi aerei per rimpatrio"
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
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Turismo: TH 'conquista' il villaggio Free Beach di Costa Rei
(Adnkronos) - TH Resorts compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e rafforza in modo significativo la propria presenza in Sardegna con la firma di un accordo di gestione di lungo periodo per il TH Free Beach Costa Rei, storico villaggio da oltre 400 camere tra i più rilevanti dell’isola. L’intesa, siglata con ITI Marina Hotels della famiglia Loi, segna una nuova fase di sviluppo per una delle destinazioni simbolo del turismo sardo. L’operazione rappresenta un passaggio di rilievo nel piano industriale del Gruppo TH e consolida una partnership ormai storica con la famiglia Loi. Il Free Beach Costa Rei, grazie alle sue dimensioni, alla posizione privilegiata e alla forza del brand TH, si conferma un asset strategico nel segmento mare e un motore di attrattività per il mercato nazionale e internazionale. “Questo accordo di lungo periodo completa una collaborazione costruita negli anni su fiducia reciproca e visione comune sullo sviluppo del turismo in Sardegna” dichiara Piero Loi di ITI Marina Hotels. La gestione del villaggio si inserisce in un più ampio disegno di crescita di TH Resorts, orientato al rafforzamento delle destinazioni iconiche e alla costruzione di relazioni solide e durature con i partner locali. Con oltre 400 camere, il Free Beach rappresenta una struttura di grande rilevanza dimensionale e organizzativa, capace di generare ricadute economiche significative anche in termini di occupazione, indotto e valorizzazione della filiera turistica regionale. “La partnership con ITI Marina Hotels della famiglia Loi è accolta con grande soddisfazione da soci e manager di TH Resorts che individuano nella crescita e nello sviluppo i pilastri della propria strategia industriale” queste le parole espresse dal presidente Graziano Debellini, dall'amministratore delegato Alberto Peroglio e dal vicedirettore generale Salvatore Piazza. In vista della stagione 2026, il villaggio sarà al centro di un’evoluzione dell’offerta che rafforza il posizionamento del prodotto TH: nuovo format di ristorazione con buffet esclusivo organizzato in angoli tematici, formula all inclusive ancora più ricca con cocktail e bevande alla spina inclusi per tutto l’orario di apertura dei bar, due campi da paddle, ampia spiaggia sul mare di Costa Rei, animazione e servizi family firmati TH Club. L’accessibilità è garantita dai collegamenti aerei da oltre 20 aeroporti italiani, prenotabili nelle migliori agenzie di viaggio.
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Obesità infantile, intervento precoce 'riprogramma' metabolismo
(Adnkronos) - Contro sovrappeso e obesità non solo dieta e movimento, ma azioni mirate su cervello, abitudini e funzioni cognitive per riportare in equilibrio i meccanismi che regolano fame, sazietà e consumo energetico. È la nuova strategia indicata dal progetto Resilient dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Intervenire tra i 6 e gli 11 anni – nella fase di massima plasticità cerebrale – consente di “rimettere in carreggiata” le vie neurali del metabolismo e correggere la disfunzione metabolica in modo duraturo, in alcuni casi potenzialmente definitivo. Uno studio su 120 bambini dimostra che un percorso multidisciplinare di 5 mesi migliora peso, metabolismo, sonno e capacità cognitive, aprendo nuove prospettive nella lotta a una condizione che in Italia riguarda quasi un bambino su tre. Il progetto di ricerca Resilient coordinato dal Bambino Gesù è stato finanziato dall’Unione europea con fondi Pnrr (Pnrr-Mad-2022-12376459) e realizzato in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa e con l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno. Lo studio ha coinvolto un team multidisciplinare composto da endocrinologi, nutrizionisti, psicologi, neuropsicologi, chinesiologi, infermieri, biologi e biostatistici. In Italia l’eccesso di peso in età pediatrica continua a rappresentare una delle principali emergenze di salute pubblica. Secondo i dati più recenti del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute dell’Istituto superiore di sanità, il 29,7% dei bambini presenta un eccesso ponderale: il 19% è in sovrappeso, il 10,7% obeso e il 2,1% con obesità grave. Percentuali che, pur in lieve diminuzione negli ultimi anni, restano tra le più alte in Europa. All’ospedale pediatrico Bambino Gesù, in particolare, si registrano ogni anno circa 1.700 accessi ambulatoriali e 1.000 Day hospital dedicati a bambini e adolescenti con eccesso di peso e obesità, inclusi circa 200 casi di forme secondarie o genetiche. All’interno dell’Unità di Endocrinologia e Diabetologia guidata dal prof. Stefano Cianfarani, è attivo un apposito servizio di Educazione Alimentare (referente dott. Danilo Fintini) dedicato alla gestione clinica dei pazienti con problemi ponderali e al coinvolgimento delle famiglie nel percorso di cura. Tutti i bambini inclusi nello studio coordinato dalla dott.ssa Melania Manco dell’unità di ricerca di Medicina predittiva e preventiva e dalla dott.ssa Deny Menghini responsabile di Psicologia del Bambino Gesù, presentavano obesità o sovrappeso, condizioni che in età pediatrica non riguardano solo il peso corporeo ma si associano frequentemente a disturbi del sonno, difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale, riduzione della qualità di vita e fragilità cognitive, come alterazioni della memoria e dell’autoregolazione. Già in età precoce, inoltre, possono emergere alterazioni della composizione e della forza muscolare, con il rischio di obesità sarcopenica, caratterizzata dalla coesistenza di eccesso di massa grassa e riduzione della massa o funzionalità muscolare. "L’obesità infantile - sottolinea Menghini - è una condizione multidimensionale che coinvolge metabolismo, emozioni e funzioni cognitive. I nostri dati mostrano che potenziare memoria e autoregolazione aiuta i bambini a mantenere le nuove abitudini e migliora il loro funzionamento quotidiano". Il progetto ha coinvolto bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni (con una prevalenza femminile del 58%) perché in questa fase della vita il cervello – organo che controlla appetito, sazietà, spesa energetica e numerosi processi chiave del metabolismo intermedio – è ancora estremamente plastico. Questo significa che, attraverso un intervento mirato sugli stili di vita e sulle funzioni cognitive, è possibile reindirizzare le vie neurali che regolano il metabolismo, correggendo in modo duraturo la condizione dismetabolica. "Intervenire tra i 6 e gli 11 anni significa agire in una fase di grande plasticità cerebrale, quando è ancora possibile ripristinare i meccanismi centrali che regolano appetito e spesa energetica - afferma Manco -. Non basta prescrivere una dieta: serve un intervento multidisciplinare, precoce e radicato nella famiglia; occorre agire in una finestra temporale in cui la biologia consente di ripristinare il fisiologico controllo del metabolismo". L’approccio terapeutico del progetto Resilient, della durata complessiva di 5 mesi - riporta una nota - ha integrato educazione alimentare, attività fisica strutturata, promozione di corretti stili di vita e coinvolgimento attivo dei genitori. Nelle prime 8 settimane i bambini hanno partecipato a due o tre incontri settimanali online con nutrizionista, psicologo e chinesiologo (professionista dell’attività fisica), seguiti da una fase di consolidamento meno intensiva. Un gruppo di bambini ha partecipato anche a un training cognitivo computerizzato, con esercizi adattivi per potenziare attenzione e memoria. Proprio questo elemento ha mostrato un beneficio aggiuntivo, in particolare sul sonno e sulle capacità di autoregolazione. Il risultato di questo percorso, per l’intera popolazione pediatrica inclusa nel progetto - conclude la nota - è stato un miglioramento generalizzato di tutte le variabili considerate nello studio: composizione corporea, peso, forza muscolare, metabolismo, controllo della fame, qualità del sonno, aspetti comportamentali e abilità cognitive. Le ricadute cliniche del progetto sono immediate: i risultati dello studio Resilient dimostrano l’efficacia di percorsi pediatrici completi e personalizzati che integrano nutrizione, movimento, mente e partecipazione attiva della famiglia per incidere in modo duraturo su una condizione complessa come l’obesità. L’utilizzo di strumenti digitali e sessioni da remoto, inoltre, rende il modello più accessibile e potenzialmente replicabile su larga scala.
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