Ue: passaggio di testimone tra Capitali europee della cultura, 2026 l'anno di Trencin e Oulu

(Adnkronos) - Passaggio di testimone tra le Capitali europee della cultura (ECoC-European Capital of Culture). Il 5 dicembre si è svolta la cerimonia che ha incoronato le due città che detengono il titolo per il 2026, Trenčín in Slovacchia e Oulu in Finlandia, ricevuto dalle uscenti Chemnitz in Germania e Nova Gorica/Gorizia, che è stata la prima Capitale europea transfrontaliera che ha unito all'insegna di 'GO!2025' Slovenia e Italia. Ed è proprio qui, nella simbolica piazza Transalpina, a cavallo tra i due Stati, in quella linea di confine che al tempo stesso separa e unisce, che si è svolta la cerimonia del passaggio di consegne, per la prima volta in chiave transfrontaliera, alla presenza delle autorità di cinque paesi e con performance di musica e luci.  Una celebrazione, dunque, all'insegna dell'unità europea, che ha messo insieme le Capitali uscenti e le entranti. A suggellare questo momento la scultura in vetro dell'artista lussemburghese Pascale Seil ('Made by Seil'), la cui struttura rappresenta il potere e l'infinito, il materiale dà trasparenza e luce e i colori esprimono la diversità e la coesione. La cerimonia del passaggio ha rappresentato lo spirito unico che contraddistingue il progetto della Capitale europea della cultura: la celebrazione della diversità, la creatività e il dialogo. Un anno, quello che si sta per chiudere, che ha segnato anche il 40° anniversario di questo programma lanciato nel 1985 e che è diventato una delle più emblematiche iniziative culturali dell'Ue, volto a promuovere la ricchezza delle culture europee e la cooperazione internazionale.  Attraverso centinaia di collaborazioni artistiche, progetti comunitari, partnership e iniziative condivise, questo riconoscimento porta nuova energia alle città e regioni coinvolte e rafforza i legami attraverso l'Europa. La cerimonia 2025-2026 ha riaffermato proprio il messaggio che la cultura resta uno degli strumenti più potenti di cooperazione europea. Così, anche Oulu 2026 e Trenčín 2026 si apprestano a cominciare l'anno del titolo di Capitali europee della cultura condividendo i valori e le aspirazioni che sono il cuore della missione ECoC: connettere persone, favorire la comprensione e costruire un comune futuro europeo.  Ad aprire ufficialmente l'anno della Capitale europea della cultura, per Trenčín 2026, sarà una celebrazione di tre giorni, in programma dal 13 al 15 febbraio. Il centro storico rinnovato diventerà un palcoscenico culturale aperto, in cui saranno accolte istituzioni, comunità locali, artisti e ospiti dalla Slovacchia e dal resto d'Europea. Il programma dell'opening prevede la rappresentazione di un simbolico 'risveglio della curiosità', accanto agli eventi della comunità supportati da centinaia di volontari. Le vie e le piazze saranno animate da parate festose, performance e ancora teatro, musica, poesia, dibattiti, che costituiranno un vibrante 'assaggio' del programma che si svilupperà durante tutto l'anno.  Patrik Žák, vicesindaco di Trenčín, ha dichiarato: "Ricevere il titolo ECoC ha rappresentato un momento storico per Trenčín. Non è solo un prestigioso riconoscimento, ma soprattutto una grande opportunità di trasformazione, per la nostra città, la nostra regione e la nostra gente. La cultura ha il potere di portare energia, visibilità e valore nel lungo termine. Siamo determinati a fare il massimo". Per Stanislav Krajči, Ceo di Trenčín 2026, "il titolo ECoC è un catalizzatore di cambiamento". "Vogliamo dimostrare - ha aggiunto - che anche una città più piccola può avere ambizioni culturali che vanno oltre i confini della Slovacchia e oltre il 2026. Stiamo già lavorando con artisti e partner da tutta Europa, al tempo stesso coinvolgendo la cittadinanza locale e costruendo comunità forti in modo che molte delle attività possano continuare dopo che il progetto sarà concluso. Un aspetto chiave della nostra visione è anche la democratizzazione dello spazio pubblico, e per questo stiamo trasformando strade e piazze in luoghi della vita di tutti i giorni". A Oulu, in Finlandia, la cerimonia di apertura della Capitale europea della cultura si terrà, sempre per tre giorni, dal 16 al 18 gennaio, quando il centro della città si trasformerà in palcoscenico per una serie di eventi per tutte le città e tutti i gusti. Un programma vario e ampio con molti presentatori ed esibizioni che offrirà un'idea di ciò che Oulu ha in serbo per questo anno speciale. Alcuni eventi saranno interattivi con il pubblico, altri disponibili anche in streaming sul canale YouTube di Oulu2026 e la maggior parte ad accesso libero.  "Oulu2026 è finalmente arrivata. La festa di apertura ha qualcosa di magnificamente unico e da vivere per ciascuno. Ora è venuto il momento di sentirsi orgogliosi e invitare i propri amici, parenti e conoscenti. Queste cerimonie di apertura avvengono una volta sola nella vita e stavolta sarà a Oulu", ha affermato Piia Rantala-Korhonen, Managing Director della Oulu Cultural Foundation, l'organizzazione che sovraintende alle attività di Oulu2026. Con circa 200 eventi sparsi in oltre 20 location nel centro della città, il festival inaugurale avrà davvero molto da offrire per tutti. Ci saranno eventi indoor e all'aperto, in centri commerciali, nella sede del Municipio, nelle piazze, nei caffè e negli spazi culturali. Si potrà scegliere fra concerti, dibattiti, hockey sul ghiaccio, acrobazie, mostre, techno-party e molto altro ancora. Si potrà saltellare da un evento all'altro, costruirsi il proprio itinerario, ma soprattutto essere rapiti dallo spirito della festa per la nuova Capitale europea della cultura.   
---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Nasce OB Italia Salute, il fondo socio-sanitario con un potenziale di 1 milione di cittadini

(Adnkronos) - Nel panorama del welfare integrativo italiano, prende forma OB Italia SALUTE, il nuovo fondo nazionale di assistenza socio-sanitaria. L'iniziativa, promossa da un ampio consorzio di associazioni tra cui AIFOS, Assoesercenti, Confimpreseitalia, ITALPMI, UCI, UNCI, Valitalia PMI, Federforma e Fesica Confsal, si pone l'obiettivo di rafforzare le tutele per lavoratori, famiglie e cittadini. Il modello adottato dal Fondo è di natura bilaterale, e rappresenta un'innovazione nel campo della risposta ai bisogni di salute, strutturandosi come un sistA guidare il Fondo sarà Guido D’Amico, Presidente di Confimpreseitalia, affiancato dal Vice Presidente Sandro Vestita e dal Segretario Amministrativo Alfredo Mancini. D’Amico sottolinea l'importanza di strumenti capaci di offrire supporti concreti: “OB Italia salute si propone come un nuovo presidio di protezione e welfare modere prevenzione, ascolto, sostegno psicologico e possibilità di accedere a servizi efficaci e tempestivi. Il nostro obiettivo è offrire tutele aggiuntive che alleggeriscano i costi per le famiglie e riducano i tempi di attesa, garantendo prestazioni specialistiche di qualità.”ema che affianca il Seno, la salute non è solo cura, ma anchrvizio Sanitario Nazionale (SSN), ampliandone servizi e capacità di risposta. L’innovazione di OB Italia SALUTE risiede nell’approccio al welfare moderno, che supera la semplice logica di rimborso. Il Fondo punta a una gestione strutturata e flessibile degli interventi, integrando servizi di prevenzione mirata e supporto personalizzato, essenziali per migliorare la qualità della vita della popolazione e rispondere ai bisogni emergenti.  Il ventaglio di prestazioni è ampio e trasversale alle diverse fasi della vita. Tra i servizi previsti figurano sostegni economici in caso di ricoveri, percorsi di prevenzione mirati (come i check-up periodici), e l'essenziale assistenza psicologica e odontoiatrica. L'idea è costruire un sistema che accompagni le persone, facilitando l’accesso ai servizi essenziali e favorendo una maggiore cultura della prevenzione. OB Italia SALUTE si presenta come un "tassello importante nel panorama del welfare italiano". Il Fondo è destinato ai dipendenti delle aziende aderenti e alle aziende stesse, ma sarà accessibile anche ai cittadini che vorranno associarsi privatamente. Si stima che, già da subito, circa un milione di persone saranno potenziali destinatari dei servizi e delle prestazioni offerte, grazie alla vasta platea di lavoratori e famiglie coinvolti dai promotori. Con l'attivazione della pagina ufficiale dedicata, il Fondo inizia il suo percorso come strumento di protezione per chi cerca soluzioni concrete, semplici e immediate per migliorare il proprio benessere e accedere a un sistema di assistenza moderno, attento ai reali bisogni. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Agroalimentare, da Origin Italia e organizzazioni europee Memorandum con priorità per il settore delle Ig

(Adnkronos) - Si è svolto, a Siena, il VII Forum europeo della Qualità Alimentare, organizzato dalla Fondazione Qualivita in collaborazione con OriGIn, OriGIn Europa, Origin Italia, OriGIn France, Origen España e Qualifica-OriGIn Portugal, al quale sono intervenuti il commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, e i ministri dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per l’Italia, Annie Genevard, per la Francia, e Luis Planas Puchades, per la Spagna. Nel corso dell’evento, il commissario Hansen ha annunciato l’avvio, a partire dal 2027, di uno specifico Action Plan europeo per i prodotti agroalimentari e vitivinicoli Dop e Igp e le bevande spiritose Ig, definito come uno degli strumenti strategici per rafforzare i diversi territori dell’Europa rurale. Il nuovo piano prevederà una serie di misure e linee di investimento dedicate al sistema delle Indicazioni Geografiche, con l’obiettivo di espandere il valore economico e culturale delle Ig e dare piena attuazione al Regolamento (Ue) 2024/1143, di cui è stato relatore parlamentare Paolo De Castro. Un settore, quello delle Indicazioni Geografiche europee, che oggi comprende 3.485 prodotti, per un valore complessivo stimato di circa 80 miliardi di euro, e che contribuisce per il 16% all’export totale del comparto agroalimentare comunitario.  Per supportare le nuove politiche di settore, in occasione del Forum, le principali organizzazioni europee del comparto hanno presentato il Libro Verde 'Il futuro delle Indicazioni Geografiche', che individua otto priorità strategiche per lo sviluppo del sistema dei prodotti di qualità nei prossimi anni. I contenuti del documento - sostenuti dai tre ministri dell’Agricoltura intervenuti al Forum - sono stati illustrati pubblicamente e consegnati al commissario europeo insieme al Memorandum of Siena, il documento ufficiale che sintetizza le richieste e indica le priorità del settore.  Nel corso della presentazione, Massimo Vittori, direttore di oriGIn, ha sottolineato come il Libro Verde rappresenti "uno strumento fondamentale per affrontare le complessità globali emergenti, in un contesto di crisi del multilateralismo che costituisce la base stessa del sistema internazionale delle Ig". A evidenziare il valore strategico del documento è stato anche Mauro Rosati, direttore di Qualivita, che ha rimarcato che “il libro è un contributo al Piano di azione europeo che non vuole essere soltanto un sostegno al settore agroalimentare dei prodotti Dop e Igp, ma anche una visione di una nuova Europa policentrica, fondata sui territori”, collocando così il Libro Verde al centro di un processo di sviluppo indispensabile per il futuro delle Indicazioni Geografiche. La partecipazione congiunta delle istituzioni europee, dei governi nazionali e delle principali organizzazioni internazionali dei Consorzi di tutela, conferma il ruolo centrale delle Indicazioni Geografiche come leva di sviluppo economico, coesione territoriale e tutela del patrimonio culturale agroalimentare europeo. “Il Forum organizzato a Siena per celebrare i 25 anni della Fondazione Qualivita - ha dichiarato Christophe Hansen, commissario europeo per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale - ha rappresentato un’importante occasione per lanciare l’Action Plan per le Indicazioni Geografiche. Le IG sono un pilastro dell’eccellenza europea e dobbiamo rafforzarne valore e riconoscibilità. L’Action Plan Ig 2027 punta a sostenere le esportazioni, migliorare la promozione e accrescere la conoscenza delle certificazioni tra i consumatori. Il piano prevede campagne dedicate, una premiazione per le Ig e una collaborazione più forte con venditori e Gdo per aumentare la visibilità del logo e della denominazione dei prodotti certificati. Guardiamo inoltre ai mercati internazionali, con accordi di protezione e una tutela legislativa più efficace, insieme a nuovi investimenti in ricerca e sviluppo. Tutto questo perché siamo convinti che la strategia più efficace sia lavorare insieme ai produttori, veri protagonisti e motore delle nostre Ig europee”. “Difendere le Indicazioni Geografiche - ha affermato Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste - non è protezionismo, è futuro. Per i nostri produttori, per le filiere, per la sovranità alimentare europea. Dobbiamo dialogare, spiegare e coinvolgere il resto del mondo per far riconoscere il valore delle produzioni legate ai nostri territori e alla nostra identità. È una sfida che l’Europa ha già dimostrato di poter vincere e che deve affrontare con ancora maggiore consapevolezza. Le Ig sono un patrimonio unico e l’Italia è un punto di riferimento in Europa. Andiamo avanti con orgoglio, a tutela dell’identità e del valore del made in Italy”. “Le Indicazioni Geografiche - ha evidenziato Annie Genevard, ministro dell’Agricoltura francese - sono un tesoro prezioso ma fragile, che sostiene i nostri territori, tutela i saperi e crea valore per gli agricoltori. Di fronte alle usurpazioni, alle sfide sanitarie, al cambiamento climatico e alla proliferazione delle etichette, dobbiamo agire con determinazione. Occorre rafforzare la protezione delle Ig, sostenere maggiormente i Consorzi di produttori, investire in formazione e ricerca e promuovere i nostri prodotti in Europa e nel mondo, soprattutto tra le giovani generazioni”. “Le Indicazioni Geografiche e le Denominazioni di Origine - ha detto Luis Planas Puchades, ministro dell’Agricoltura spagnolo - sono fondamentali per il futuro dei nostri sistemi agroalimentari e delle aree rurali. Solamente in Spagna generano 8,4 miliardi di euro l’anno, coinvolgono oltre 330.000 agricoltori e allevatori e quasi 8.000 imprese agroalimentari. Dobbiamo continuare a rafforzarle, sviluppando nuovi strumenti che ne garantiscano la tutela, mantenendo qualità e differenziazione e assicurando un pieno riconoscimento sui mercati europei e internazionali”. Soddisfazione è stata espressa dalle organizzazioni dei Consorzi di tutela. Per Riccardo Deserti, presidente di oriGIn, "l’annuncio dell’Action Plan sulle Indicazioni Geografiche è un’ottima notizia per tutte le Ig mondiali". "La Commissione europea - ha proseguito - dimostra in questo modo grande coerenza e lungimiranza per sviluppare le potenzialità definite con il recente Regolamento Ue 2024/1143. Questo passo costituisce un punto di riferimento ed un esempio concreto per tutte le aree del mondo con potenziali di crescita della Dop economy ancora inespressi". Charles Deparis, presidente oriGIn Eu, ha ricordato che "le Indicazioni Geografiche sono una delle vere storie di successo dell’Europa, ma il loro potenziale è ancora sottoutilizzato". "Accogliamo con grande favore il progetto della Commissione europea per un piano d’azione sulle Ig a livello dell’Ue, uno strumento urgente per rafforzarne la riconoscibilità, ampliare la famiglia delle Ig e sostenere meglio i produttori. È anche il momento di intensificare la promozione, affinché i consumatori comprendano chiaramente che le Ig significano qualità, origine autentica e comunità rurali forti. Con un piano europeo ambizioso, possiamo aprire nuove opportunità e dare alle Ig il ruolo che meritano nel futuro dell’Europa". ha aggiunto. "Consideriamo un segnale estremamente positivo il fatto che il commissario Hansen abbia accolto molte delle istanze provenienti dal settore produttivo, raccolte nel Memorandum di Siena, per definire il nuovo Action Plan europeo sulle Indicazioni Geografiche. È ora necessario intervenire sul fronte dei mercati internazionali, dai dazi alla tutela legale delle Ig, e rafforzare il sostegno ai Consorzi di tutela nei loro sforzi di internazionalizzazione e nelle sfide legate alla sostenibilità", ha fatto notare Cesare Baldrighi, presidente Origin Italia. "Le Indicazioni Geografiche - ha spiegato Cesare Mazzetti, presidente Fondazione Qualivita - costituiscono un asset tecnico essenziale per competitività, tracciabilità e resilienza delle aree rurali europee. L’Action Plan 2027 annunciato dal commissario Hansen al Forum Qualivita rafforzerà l’attuazione del Reg. Ue 2024/1143 attraverso strumenti avanzati per tutela, governance, ricerca e sviluppo del Turismo Dop. I Consorzi di tutela consolidano il loro ruolo centrale nel presidio del sistema Ig e nell’adozione di modelli innovativi orientati a qualità e sostenibilità". Teresa Pais Coelho, direttore esecutivo Qualifica-OriGIn Portugal, ha osservato: "Le Indicazioni Geografiche sono molto più che una tutela del passato: sono strumenti di intelligenza territoriale per un futuro sostenibile che è importante salvaguardare e diffondere. Accogliamo con grande entusiasmo il Piano d’Azione europeo per le Indicazioni Geografiche, fondamentale per l’evoluzione di un modello di sviluppo equo, sostenibile e identitario, garanzia di autenticità, tradizione e qualità". "Origen España desidera riconoscere, in occasione del 25° anniversario della Fondazione Qualivita, l’importante lavoro di sostegno, promozione e documentazione che la Fondazione svolge da 25 anni. La pubblicazione del Libro Verde sulle Ig, realizzata in occasione del vertice di Siena del 5 e 6 dicembre, rappresenta un traguardo significativo per le Ig europee e mondiali. In un contesto globale in cui le preoccupazioni legate ai conflitti bellici, alle guerre tariffarie e ad altre questioni hanno spostato l’attenzione dei responsabili e dei decisori politici del nostro settore, il Forum di Siena assume un’importanza fondamentale, ricordando che il settore agroalimentare, e in particolare le Ig, costituisce un comparto strategico per l’economia e la società europee", ha affermato Federico Moncunill, segretario generale Origen España. Dominque Chambon, delegato oriGIn France, ha concluso: "Le Indicazioni Geografiche sono il risultato di una politica agricola territoriale efficace; dobbiamo esserne orgogliosi e preservarle affinché continuino a funzionare. Il regolamento europeo 2024/1143 è una prima pietra dell’edificio che rafforza il sistema delle Ig. Oggi salutiamo l’annuncio di un ambizioso piano d’azione europeo e attendiamo con entusiasmo la sua attuazione. Questo sistema virtuoso merita di essere sostenuto e valorizzato dall’Europa".  
---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Food, 15 anni di Berberè: arriva il 5° locale a Londra e la nuova pizza 'Concia d’Inverno'

(Adnkronos) - Ha appena compiuto 15 anni Berberè, riconosciuta come la 'settima miglior pizzeria artigianale al mondo' da 50 Top Pizza. Fondata a Bologna nel 2010 dai fratelli calabresi Matteo e Salvatore Aloe, oggi conta 21 locali in Italia, in città come Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino e Verona, e ben 5 locali a Londra. Proprio con una nuova apertura nella capitale inglese, a Westfield Stratford City, si appresta a chiudere questo 2025. E a inaugurare l'inverno è una nuova specialità, la Pizza Concia d’Inverno, disponibile in tutte le pizzerie Berberè, ideata dal team dei fratelli Aloe insieme ai fondatori della post-trattoria romana Mazzo. La collaborazione tra Berberè e Mazzo nasce a San Lorenzo, quartiere romano dove i fratelli Aloe hanno inaugurato lo scorso maggio una nuova pizzeria. Proprio qui lavorano Francesca Barreca e Marco Baccanelli, anima e corpo di Mazzo, avanguardisti di un nuovo modo di concepire la trattoria, luogo dove il gusto si mescola con arte, musica e design. Questo approccio, caro anche a Berberè, ha dato luogo ad un sodalizio creativo dal quale è nata la Pizza Concia d’Inverno, espressione di romanità, ma anche di italianità nel mondo. “Siamo una pizzeria di quartiere e ci piace creare relazioni con chi ci abita e lavora accanto. Mazzo è a pochi passi da noi ed è stupendo poter avere un posto del cuore così vicino. Francesca e Marco hanno creato un luogo speciale, dove non solo si mangia benissimo, ma è un piacere fermarsi, ogni volta che se ne ha l’occasione. Se volessimo descriverlo con un’immagine sinestetica, da Mazzo il cibo, la musica, il servizio hanno il colore del calore: quello dei fornelli accesi e degli abbracci sinceri", racconta Matteo Aloe, founder di Berberè. La sinergia tra Mazzo e Berberè prende forma in questa pizza speciale, la 'concia d’inverno': si tratta di una base bianca di fiordilatte con guanciale in cottura, arricchita da una concia di cavolo romanesco e pecorino maremmano semi-stagionato. Come tutte le pizze Berberè, è preparata con impasto da lievito madre vivo, farine biologiche di tipo 1 e e ispirata alle ricette della cultura gastronomica. Nella guarnitura a farla da padrone è la concia di cavolo romanesco.  Come dicono Francesca e Marco, “per noi è legata ai ricordi d’infanzia, è una ricetta del cuore e della romanità, che ci permette di evidenziare la componente vegetale, da sempre fondamentale nella nostra cucina: un piatto povero che diventa comfort food per eccellenza, mangiato da solo con il pane o, come nel nostro caso, sulla pizza insieme al guanciale". Preparata con aceto di mele e menta, così come si faceva nelle case romane, si combina perfettamente con il resto degli ingredienti, per un gusto della pizza deciso e adatto alla stagione invernale. Come spiega Matteo Aloe, co-founder di Berberè, “l’acetico della concia sposa perfettamente il grasso dei formaggi e la sapidità del guanciale, creando un equilibrio molto piacevole". Quanto alla nuova apertura di Londra, segna il quinto locale del brand nella città, aggiungendosi alla più recente pizzeria, Marylebone, inaugurata ad agosto, e a Clapham, Kentish Town e Tottenham Court Road. Il nuovo locale, che può ospitare fino a 88 coperti e dispone di una terrazza con 16 posti a sedere, si unirà a Wahaca e Tanjia nel progetto 'The Street' del centro commerciale.  Gli interni sono stati curati in collaborazione con Atelier Ochre. Il locale si ispira a laboratori e spazi industriali riconvertiti. La facciata ad arco di 7,5 metri, che richiama la Galleria Vittorio Emanuele di Milano, dà il tono al locale e si riflette in un pergolato aperto, mentre all'interno l'attenzione si sposta naturalmente dal forno per la pizza al bar, celebrando l'arte e l'energia della preparazione della pizza. I motivi e le texture evocano i classici ambienti italiani e si ritrovano nei pavimenti in marmo rosso a forma di girandola, nelle piastrelle della cucina e nella griglia del soffitto in legno. Una palette di bianchi sbiaditi dal sole, verdi pistacchio e rossi polverosi è esaltata da dettagli in acciaio inossidabile e illuminazione di recupero, che conferiscono un aspetto vissuto ma raffinato al locale. Berberè è diventata rapidamente rinomata nella capitale per il suo caratteristico impasto con lievito madre vivo, con una fermentazione di 24 ore, e per l’uso di ingredienti stagionali. Il loro impasto è il risultato di molti anni di ricerca e viene preparato quotidianamente con farina biologica di tipo 1. La pizza viene lasciata lievitare per 24 ore in un ambiente a temperatura controllata per assicurare la stessa esperienza gustativa in ogni pizzeria, garantendo una pizza morbida all’interno e croccante all’esterno.  Uno dei piatti più apprezzati del menù è la Montanarina, una pallina di pasta fritta molto leggera e croccante. Il menù delle pizze, invece, comprende una selezione dei tanto amati e riconoscibili classici e una serie di creazioni uniche firmate Berberè, come la popolare 4 formaggi con funghi e tartufo (gorgonzola, mozzarella fiordilatte di Napoli, parmigiano reggiano stagionato 24 mesi, provola, funghi misti e olio al tartufo); la diavola piccante (salame piccante, ‘nduja, pomodoro biologico e mozzarella fiordilatte); e l’ultima aggiunta al menù, Peppe’s (carne di agnello macinata, pomodoro biologico, aglio, cipolla rossa, pecorino sardo, olio piccante e menta).  Berberè è molto orgoglioso di sostenere sia i produttori locali londinesi che i fornitori italiani selezionati con cura. Continua a collaborare con: Passione Vino, su una selezione di vini naturali italiani, con Kofee di Marco Arrigo, fondatore del Bar Termini, incorporandolo magistralmente nel loro tiramisù fatto in casa, e con la signature brew di Walthamstow. Matteo e Salvatore Aloe, fondatori di Berberè commentano: “Siamo entusiasti di collaborare con un brand così stimato a livello globale come parte della nostra strategia di espansione continua. Negli ultimi dodici mesi abbiamo più che raddoppiato il nostro portafoglio di pizzerie a Londra e non vediamo l’ora di portare la nostra pizza artigianale in un polo culturale come Stratford, accogliendo da Berberè sia una nuova clientela che residenti locali". Chris Betts, General Manager di Westfield Stratford City, dichiara: “L’arrivo di Berberè a The Street rafforza la reputazione di Westfield Stratford City come destinazione per una cucina autentica, informale e di alta qualità. Il loro focus sulla pizza artigianale e un design curato offre un’esperienza distintiva e non vediamo l’ora che i visitatori possano godere di ciò che hanno da offrire".   
---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Natale, al Villa Agrippina Gran Meliá di Roma si accende la fiaba con Fao Schwarz

(Adnkronos) - Quest’anno Villa Agrippina celebra la magia del Natale con un’esclusiva collaborazione con Fao Schwarz, leggendario brand di giocattoli newyorkese sinonimo di meraviglia e fantasia. Fino al 7 gennaio, l’urban resort di Gran Meliá a Roma, si trasforma in un luogo incantato che celebra la magia del Natale ispirandosi alla fiaba senza tempo 'Lo Schiaccianoci'. Sin dal loro arrivo, ospiti interni ed esterni vengono avvolti da un’atmosfera luminosa e festosa: lungo il viale d’ingresso, raffinate installazioni e decorazioni scintillanti guidano verso la lobby, dove un maestoso albero di Natale e un corner ispirato all’universo giocoso di Fao Schwarz invitano grandi e piccini a immortalare il proprio momento di festa, creando un ricordo speciale del Natale a Villa Agrippina. I ristoranti Gala e Follie, impreziositi da decorazioni floreali giocose e da un’installazione Fao Schwarz, diventano il palcoscenico di momenti conviviali da condividere con le persone amate attorno a tavole imbandite, dove protagonisti sono i menu della Vigilia e di Capodanno, ispirati alla tradizione romana e italiana e reinterpretati dall’Executive chef Alfonso D’Auria e dal suo team.  Nata dalla visione condivisa che vede la creazione di esperienze uniche e momenti di gioia per i clienti come caratteristica imprescindibile del proprio Dna, la collaborazione natalizia fra Villa Agrippina e Fao Schwarz non si limita al solo aspetto decorativo. I brunch domenicali delle domeniche di dicembre all’Amaro Lobby Bar Lounge saranno animati dalla presenza del Toy Soldier, l’iconico personaggio Fao Schwarz, che coinvolgerà i piccoli ospiti in una serie di laboratori creativi pensati per vivere la magia del Natale.  Oggi, 7 dicembre, si inaugura la stagione con il 'Laboratorio delle letterine per Babbo Natale', in cui i bambini possono scrivere e decorare le loro letterine, che saranno poi affidate al Toy Soldier per la consegna ufficiale al Polo Nord. Il 14 dicembre è la volta del 'Laboratorio degli adesivi Fao e baby dance', dove la creatività prenderà forma con adesivi colorati e musica coinvolgente per un pomeriggio all’insegna dell’allegria. Il 21 dicembre i piccoli ospiti potranno realizzare decorazioni natalizie personalizzate e partecipare al trucca bimbi, trasformandosi nei loro personaggi delle feste preferiti. A rendere ancora più speciale l’attesa della notte più magica dell’anno, il Toy Soldier tornerà il 24 dicembre per guidare il 'Barattolo dei desideri', un’attività fatta di giochi, fiabe e sogni, in cui i bambini racchiuderanno i propri desideri natalizi in un barattolo simbolico, vivendo un momento di pura emozione nella cornice della Vigilia. “Siamo entusiasti di questa collaborazione con Fao Schwarz - commenta Andrea Fiorentini, General Manager di Villa Agrippina - che ci permette di aggiungere un ulteriore tocco di magia all’esperienza di soggiorno degli ospiti che sceglieranno di trascorrere con noi le festività, anche solo per un pranzo o una cena. In oltre dieci anni dall’arrivo di Gran Meliá in Italia con la nostra apertura, siamo riusciti a conquistare i viaggiatori internazionali e gli abitanti della Capitale grazie a un servizio rispettoso e di qualità ma sempre affabile, che accoglie con il calore di un amico di famiglia facendo sentire gli ospiti immediatamente come a casa e invogliandoli quindi a tornare per creare ricordi sempre nuovi insieme al nostro team. Siamo certi che il mondo fiabesco di Fao Schwarz a Villa Agrippina conquisterà gli ospiti di tutte le età, regalando momenti di gioia e celebrando la bellezza autentica del Natale”.  “Portare la magia di Fao Schwarz fuori dai confini dei nostri negozi - dichiara Fabio Brugnoli, direttore commerciale di Toys Center, Fao Schwarz e Bimbostore - rappresenta sempre un momento speciale per noi. La collaborazione con Villa Agrippina ci permette di condividere con il pubblico romano l’essenza del nostro brand: la meraviglia, la creatività e la gioia di riscoprire il bambino che c’è in ognuno di noi. Abbiamo voluto ricreare, insieme al team di Gran Meliá, un’atmosfera che unisse l’eleganza dell’hospitality italiana all’atmosfera incantata del Natale firmato Fao Schwarz, con tutti i suoi elementi e protagonisti più iconici, come il Toy Soldier, i giocattoli esclusivi e le decorazioni più rappresentative, e siamo lieti di portare questa tradizione in un contesto esclusivo come Villa Agrippina”. In occasione delle festività, Villa Agrippina Gran Meliá rinnova, inoltre, il proprio sostegno alla Fondazione Bambino Gesù tramite l’acquisto di prodotti che saranno utilizzati per il gifting natalizio ai collaboratori e agli ospiti del resort. Nello stesso spirito di celebrazione e condivisione, la struttura sarà co-sponsor del tradizionale Concerto di Natale del Vaticano, prodotto da Prime Time Promotions e trasmesso in prima serata su Canale 5. Un’iniziativa che conferma la vocazione dell’hotel a promuovere la cultura, la solidarietà e la bellezza come valori autentici del periodo natalizio.  
---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


IA e rete professionale: le nuove leve strategiche per la competitività delle PMI italiane

(Adnkronos) - Le PMI italiane stanno entrando in una fase decisiva, dove l’Intelligenza Artificiale si conferma il motore che sta trasformando lavoro, ambizioni e modelli di crescita in un contesto in cui la fiducia è diventata un vantaggio competitivo determinante. È quanto rivela il nuovo Work Change Report di LinkedIn, che analizza i segnali emergenti da oltre 18 milioni di piccole e medie imprese presenti sulla piattaforma a livello globale.  Dall’indagine emerge un dato chiave che sottolinea l'accelerazione dell'imprenditorialità: a livello globale, il numero di membri che ha aggiunto la parola "founder" al proprio profilo è cresciuto del 60% da luglio 2024 a luglio 2025, raddoppiando rispetto al 2022 nei dieci mercati analizzati, e in Italia questo trend trova terreno fertile, con quasi 4 dipendenti su 10 (39% delle piccole imprese) che affermano che l’ascesa dell’AI li ha spinti a prendere in considerazione percorsi imprenditoriali prima inesplorati.  L’IA oggi è già realtà per l’85% delle piccole imprese nei mercati globali e la vera sfida non è più "se" adottarla, ma quanto velocemente farlo, tanto che l’IA viene definita il grande equalizzatore capace di permettere ai brand più piccoli di competere con player più grandi e attivi su fette di mercato prima considerate inaccessibili, un'opportunità confermata dal 70% dei responsabili marketing delle PMI italiane.    Non è un caso che in Italia, il 56% dei lavoratori nelle piccole imprese ritiene che l’IA migliorerà la propria vita lavorativa quotidiana, con il 22% dei dipendenti italiani che dichiara di utilizzarla autonomamente per attività avanzate (strategia complessa, analisi dati, AI Agents), e il 31% per attività quotidiane come scrittura email, sintesi o ricerca. L’accelerazione non riguarda solo l’aspetto quantitativo dell'adozione tecnologica, ma anche le competenze, con le skill IA per dipendente nelle aziende con 11-50 dipendenti che sono cresciute del 54% anno su anno, contro il 39% delle grandi aziende (1001+ dipendenti), una crescita sostenuta dal 44% dei dipendenti nelle piccole imprese che sta imparando grazie alla formazione aziendale; tuttavia, il 36% dei professionisti nelle piccole imprese italiane non sa quali competenze, oltre all’IA, saranno determinanti per la crescita della propria carriera.    
In questo scenario, Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia, commenta: “L’IA oggi è una tecnologia che sta accrescendo tanto il potenziale delle persone, quanto le possibilità di successo delle piccole e medie imprese, ma il vero elemento ‘rivoluzionario’ non è l’accesso in sé alla tecnologia o a ciò che essa produce: serve la capacità di usarla, di interpretarne la potenza e di farlo con discernimento; per le piccole imprese l’IA non è più una scelta opzionale ma una corsa aperta: a fare la differenza non è solo l’adozione ma la velocità, la maturità e, specialmente, le competenze con cui si sale a bordo.” Con l’aumento esponenziale dei contenuti generati dall’IA (dall’AI slop arrivando ai contenuti costruiti "frettolosamente" e privi di autenticità), distinguersi diventa essenziale, tanto che il 77% dei marketer delle piccole imprese italiane concorda che, proprio a causa dell’IA, è ancora più importante guidare con voci umane reali, con la fiducia che emerge come il nuovo driver della reputazione. Il 64% dei marketer italiani afferma che oggi le persone non accettano più le informazioni "per buone", ma le verificano attraverso le proprie reti professionali e sociali, con le tre voci che più alimentano fiducia nei brand delle piccole imprese italiane risultano essere i clienti e partner 56%, gli esperti e leader del settore 45% e i creator e influencer 44%. Infine, le relazioni professionali sono la nuova valuta competitiva, con la propria rete di connessioni che conta sempre di più, rappresentando un motore tangibile di crescita: dalla generazione di lead alle decisioni di assunzione, fino al supporto nei momenti critici. In Italia, le fonti più rilevanti per i professionisti delle piccole imprese, quando si tratta di consigli per orientarsi verso nuove scelte strategiche, sono le reti professionali 40% e gli amici e famiglia 37%, superando i motori di ricerca 27% e i leader di settore 26%; tuttavia, da un punto di vista di rete, i contatti possibili sembrano essere meno per chi lavora in realtà più piccole, con i professionisti italiani collocati in imprese con meno di 50 dipendenti che registrano un tasso di crescita del proprio network dell’8% anno su anno, contro il 10% di chi lavora in una grande azienda.  
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Ipotiroidismo, a piazza del Popolo fa tappa la prevenzione contro il sommerso

(Adnkronos) - Far emergere ciò che resta nascosto è la sfida centrale nella lotta all'ipotiroidismo. Portarlo in uno dei luoghi più simbolici della Capitale, piazza del Popolo, significa trasformare una patologia silenziosa in un tema pubblico, visibile e condiviso. La terza tappa della Campagna di prevenzione Tsh - Focus ipotiroidismo ha centrato questo obiettivo, rafforzando l'impegno comune nel rendere la prevenzione accessibile e intercettare il vasto sommerso di cittadini che convivono con sintomi spesso sottovalutati o non riconosciuti. Come confermato anche dall'ampia partecipazione dei cittadini che si sono presentati al gazebo allestito a piazza del Popolo e che, in caso di valori alterati, hanno potuto usufruire della consulenza medica gratuita presso l'Unità mobile Salute e inclusione. L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Consulcesi e che si svolge con il patrocinio della Regione Lazio, in collaborazione con Fimmg Roma e con il contributo non condizionante di Merck - ricorda una nota - sta confermando l'importanza di strategie condivise per prevenire malattie tiroidee spesso silenziose e sotto-diagnosticate. Dopo la prima tappa al centro commerciale Roma Est e la seconda al Consiglio regionale del Lazio, la campagna ha consolidato un percorso itinerante che porta la prevenzione vicino alle persone, nei luoghi della vita quotidiana, combinando screening gratuiti e momenti di informazione e consulenza medica. L'iniziativa rappresenta un modello concreto di collaborazione tra istituzioni, medici di base e partner privati, con l'obiettivo di: far emergere il sommerso attraverso campagne informative e strumenti digitali; promuovere il dialogo tra cittadini e professionisti della salute; sviluppare percorsi integrati di diagnosi precoce, accessibili e diffusi sul territorio. Oltre agli screening gratuiti - sottolineano i promotori - le attività di sensibilizzazione si rivelano fondamentali per aumentare la consapevolezza dei cittadini e incoraggiare comportamenti di prevenzione costanti. L'informazione chiara e il contatto diretto con i medici sono strumenti chiave per ridurre il rischio di complicanze e migliorare la qualità della vita. La scelta di portare la campagna in uno spazio aperto, frequentato e simbolicamente connesso alla vita quotidiana della città, rende la prevenzione tangibile e visibile, trasformando il tema della salute tiroidea da fenomeno silenzioso a questione pubblica condivisa. L'ipotiroidismo e la tiroidite di Hashimoto rappresentano una quota crescente delle patologie croniche nel Lazio, si legge nella nota. La loro natura silenziosa rende essenziale un'azione capillare di informazione e screening: intercettare i segnali iniziali significa ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari, metaboliche e cognitive. Con questa iniziativa Fondazione Consulcesi, Regione Lazio, Fimmg Roma e Merck confermano l'impegno a consolidare attività continuative sul territorio e offrire strumenti digitali di educazione alla salute per i cittadini, creando un ecosistema integrato di informazione, ascolto e supporto. Solo un approccio condiviso tra istituzioni, medici e cittadini può garantire diagnosi tempestive e una prevenzione realmente efficace. "Portare alla luce il sommerso significa proteggere concretamente la salute dei cittadini - dichiara Simone Colombati, presidente della Fondazione Consulcesi - Questa campagna dimostra quanto sia importante combinare screening, informazione e dialogo medico-cittadino per fare prevenzione in modo efficace. Portare la prevenzione in piazza significa rendere visibile un problema spesso ignorato e costruire una cultura della salute condivisa". 
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)


'Discovery Knee Masterclass': la chirurgia del ginocchio protagonista a Roma

(Adnkronos) - La chirurgia del ginocchio sta attraversando una fase di profonda trasformazione grazie all'integrazione di medicina rigenerativa, strumenti di pianificazione, navigazione e robotica e protesi personalizzate. A queste tematiche sarà dedicato il congresso scientifico internazionale 'Discovery Knee Masterclass', promosso dall'Idi Irccs di Roma insieme al chirurgo ortopedico Francesco Franceschi, in programma il 12 dicembre presso la Link Campus University di Roma. L'evento riunisce esperti italiani e internazionali per discutere le innovazioni destinate a trasformare la pratica clinica nei prossimi anni.  La giornata si aprirà con i saluti delle autorità e degli organizzatori, seguiti da un'introduzione sulle più recenti metodiche di medicina rigenerativa, tra cui gli innesti di cellule mesenchimali e mononucleate per migliorare la longevità articolare, e i futuri innesti osteo-cartillaginei per posticipare o evitare quando possibile l'intervento protesico. La parte centrale del congresso sarà dedicata a sostituzione articolare, primo impianto e revisione, seguendo nuovi approcci biomeccanici che rispettano l'anatomia del paziente e offrono benefici significativi in termini di stabilità e recupero funzionale. Nella mattinata verranno poi svolte due sessioni di chirurgia in diretta, durante le quali verranno eseguiti un intervento di protesi primaria e un intervento di revisione, coadiuvati da Sébastien Lustig. Le sedute operatorie saranno svolte presso le sale operatorie dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata-Idi Irccs e trasmesse in diretta sui canali dell'università, nel segno della piena e forte collaborazione tra le due strutture. Sarà così possibile osservare l'applicazione pratica delle tecniche e delle tecnologie oggetto dell'evento.  Nel pomeriggio il dibattito si focalizzerà sul ruolo attuale e futuro della robotica, dei sistemi di navigazione intraoperatoria e delle soluzioni tailor-made che stanno ridefinendo la personalizzazione della chirurgia ortopedica. Seguirà un approfondimento sui protocolli riabilitativi 'fast track', sempre più importanti per ridurre i tempi di ospedalizzazione. La giornata si concluderà con una tavola rotonda che riunirà i principali esperti del settore per discutere prospettive future, criticità e opportunità nel campo della chirurgia del ginocchio. Annarita Panebianco, direttore sanitario dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata, a proposito delle biotecnologie e delle nuove tecniche chirurgiche porta punti di riflessione "sui positivi risultati che tali innovazioni producono sui modelli di erogazione dei servizi sanitari".  Panebianco spiega infatti che "queste trasformazioni, attraverso l'introduzione di nuove tecnologie emergenti, hanno un significativo impatto direttamente sulla gestione e sulla organizzazione dei servizi perché, quando sono messe direttamente al servizio dell'assistenza sanitaria, da una lato riducono in maniera significativa tempi di ospedalizzazione e dall'altro portano anche ad un progressivo miglioramento delle stesse performance sanitarie". 
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Sostenibilità, Maggi (Tetra Pak): "Entro dicembre in Italia contenitore alimenti con più alto contenuto carta, 1° al mondo"

(Adnkronos) - "Da un punto di vista di packaging material entro la fine del mese di dicembre, e questa è una novità che ho molto piacere di condividere, introdurremo il primo contenitore al mondo con un più alto contenuto di carta rispetto a quelli che sono già in commercio ed è un risultato molto molto importante perché in questo caso noi abbiamo aumentato a circa il 90% il contenuto di carta, quindi di materiale rinnovabile nel contenitore, riducendo conseguentemente l'ammontare di materiale non rinnovabile dello stesso. E lo abbiamo fatto sostituendo quel sottile strato di alluminio con un altro strato protettivo, però a base carta. Innovazione che verrà introdotta a breve in Italia sotto forma di validazione tecnologica e poi successivamente nel resto del mondo". E' quanto annuncia, in un'ampia intervista ad Adnkronos/Labitalia, Paolo Maggi, presidente e managing director Tetra Pak South Europe, azienda leader nella produzione di sistemi integrati per il trattamento e il confezionamento di alimenti e cibi, con i 'contenitori' che accompagnano da 60 anni la crescita dell'agroalimentare made in Italy.  
Presidente Maggi, come nasce la vostra presenza in Italia?
 
"Tetra Pak è un'azienda internazionale, globale, che si occupa di trasformazione e confezionamento di cibi, nata 74 anni fa, infatti il prossimo anno festeggeremo i nostri 75 anni. Nello specifico in Italia siamo presenti da sessant'anni, abbiamo festeggiato quest’anno il sessantesimo. Siamo la prima azienda Tetra Pak fuori dalla Svezia. Siamo presenti con cinque sedi: Monza, Sezzadio, Ambivere, Modena e Rubiera, dove abbiamo la sede principale che è composta dalla fabbrica dove si produce il packaging material, quindi i contenitori, e dall'ufficio vendite dove ci sono tutte le altre aree funzionali a supporto di quella commerciale. In Italia forniamo una clientela ampia, che ormai collabora con noi da più di quarant'anni. Alcuni dei marchi più riconosciuti ambito latte e in ambito succhi di frutta hanno letteralmente iniziato la loro produzione con noi e rappresentiamo ormai un riferimento abbastanza importante in quella che è la filiera agroalimentare italiana di cui ci sentiamo parte", sottolinea.  "Tetra Pak è un'azienda che oggi dà lavoro a circa 24.000 dipendenti a livello mondiale, una fatturazione di circa 13 miliardi di euro l'anno. Nello specifico la South Europe, che è l’area della quale mi occupo, si estende 5 Paesi: l'Italia, la Grecia, Cipro, Israele e Malta", sottolinea. Maggi ricorda che Tetra Pak è "nata sulla base di un'idea molto innovativa che ha portato poi all'introduzione sul mercato di questa tecnologia rivoluzionaria, ai tempi, che consente il confezionamento, in un ambiente asettico totalmente sterile, dei cibi. E con il tempo si è estesa livello geografico coprendo oggi circa 160 Paesi e confezionando annualmente circa 180 miliardi di contenitori". Ma Maggi sottolinea che oggi l'azienda fa molto di più. "Pur essendo riconosciuta a livello globale per i nostri contenitori in cartone, la Tetra Pak fa molto di più. Ci occupiamo anche della trasformazione del processo dei cibi, inizialmente liquidi, ora anche solidi. Siamo un'azienda che fornisce delle soluzioni integrate", sottolinea. "Siamo in grado oggi -spiega- di raccogliere il latte dai conferenti, trasformarlo, confezionarlo e distribuirlo presso i retailers, la grande distribuzione, e questo processo integrato possiamo farlo non soltanto per il latte, che è una delle categorie merceologiche per la quale siamo riconosciuti forse di più globalmente, ma anche con altre categorie che si sono sviluppate negli anni, quindi con i succhi di frutta, con il pomodoro piuttosto che con il vino e le bevande vegetali. E non ultimo abbiamo cominciato a confezionare anche cibi solidi come ad esempio la passata di pomodoro, i pomodori stessi, i vegetali, i legumi e così via", spiega. Che anno è stato per la vostra azienda il 2025? "Il 2025 sta ormai volgendo al termine e per noi in Tetra Pak è stato un anno abbastanza impegnativo. Abbiamo infatti dovuto far fronte a delle dinamiche, a dei trend non necessariamente positivi, anzi direi abbastanza negativi, primo fra tutti quello dei consumi. Ovviamente infatti nella nostra posizione lungo la filiera agroalimentare risentiamo molto di quelli che sono i trend al ribasso dei consumi, ad esempio del latte e soprattutto dei succhi di frutta che nel 2025 hanno subito un calo oserei dire drammatico, soprattutto nei mesi estivi".  "E' chiaro ci sono anche delle altre dinamiche che sono legate ad esempio alla capacità del consumatore di acquistare beni di prima necessità. Abbiamo notato infatti una diminuzione della frequenza ed anche della riduzione del volume e del valore del carrello della spesa. Queste sono tutte dinamiche ovviamente che vanno ad impattare sul business di aziende come la nostra". "E poi non ultimi anche dei cambi demografici abbastanza importanti in alcuni gruppi di consumatori che ovviamente consumano prodotti che per noi rappresentano un po' il core business, come ad esempio i succhi di frutta".  Quali le previsioni per il 2026?  "Per quanto riguarda il 2026, sfortunatamente dal punto di vista del mercato vediamo le stesse dinamiche ripetersi, quindi pensiamo che continuerà ad esserci un calo dei consumi in quelle che sono diciamo le categorie un pochino più in consolidamento e come ad esempio il latte, i succhi e i nettari. E ce ne sono alcune che sono un pochino in recupero. Ma ovviamente dovremo accelerare quelle che sono le nostre opportunità di sviluppo di nuovo business e dovremmo farlo in collaborazione con i nostri clienti, ma anche andando alla ricerca di nuovi prospetti e di nuove opportunità".  Quali le altre innovazioni che avete messo in campo nel 2025? "Abbiamo continuato a supportare i nostri clienti con quelli che sono le nostre priorità. Su tutti i cartoni per bevande Tetra Pak, sul nostro logo dichiariamo che proteggiamo la bontà, cioè tutto ciò che è buono. E non ci riferiamo solamente al contenuto, quindi al prodotto, ma ovviamente anche al consumatore che lo utilizza, così come l'ambiente circostante, perché investiamo tantissimo in sostenibilità. E quindi anche quest’anno abbiamo continuato a supportare i nostri clienti anche da un punto di vista di qualità, di riduzione dei costi operativi. Lo abbiamo fatto attraverso l'introduzione di soluzioni innovative, da un punto di vista di macchine confezionatrici e da un punto di vista di contenitori. Le macchine confezionatrici che abbiamo introdotto negli ultimi 12 mesi ci consentono di poter proporre ai nostri clienti delle soluzioni a più basso consumo energetico e con una maggiore semplicità di manutenzione, quindi hanno un impatto diretto su quelli che sono i costi operativi".  Come pensate di aggredire nuovi mercati? "Per noi il 2026 sarà l'anno del consolidamento e dell'innovazione che abbiamo introdotto nel 2025, non soltanto dal punto di vista del packaging, ma anche dal punto di vista del processing, quindi della trasformazione del prodotto. Molti dei nostri consumatori di bevande in cartone non sanno che, ad esempio, noi collaboriamo con i più grandi marchi italiani ma anche internazionali che operano su questo mercato, da un punto di vista dello sviluppo di soluzioni per processare i prodotti. Noi siamo in grado, ad esempio, di supportare i nostri clienti con delle soluzioni di spray dryer per polverizzare il latte ed estrarre le proteine, le proteine animali, in esso contenute. Questo è un trend in grande crescita proprio per la richiesta crescente di prodotti a base a base proteica e abbiamo collaborato nel 2025 con due grandi aziende nel settore. Il 2026 ci consentirà di continuare questo trend, però portandolo in aree che non erano mai state prese in considerazione precedentemente. Perché questa nostra tecnologia è sempre stata applicata a prodotti liquidi ma nel 2026 riusciremo ad introdurre attraverso la collaborazione con uno dei nostri clienti una soluzione che andrà a polverizzare, quindi estrarre con questa tecnologia, delle proteine, ad esempio, da pelle e cotenne di animali, bovini e suini. E' un'applicazione estremamente innovativa e unica nel settore, per la prima volta, appunto, messa in pratica in Italia dal nostro team di processo che consentirà al cliente di trasformare lo scarto, le pelli dei suini e dei bovini che sarebbero stati venduti ad un basso valore, in prodotti rilavorati di altissimo valore che possono essere reintrodotti nella catena produttiva dei clienti stessi, oppure venduti come appunto ingredienti per migliorare le performance di altri prodotti alimentari. Lo consideriamo un passo avanti innovativo e non soltanto da un punto di vista Tetra Pak, ma anche da un punto di vista dei nostri clienti, perché ovviamente andrà ad aprire delle opportunità nuove all'interno di un settore nel quale noi siamo appena entrati".  Per voi la sostenibilità è centrale. Come continuare a migliorare da questo punto di vista? "Crediamo fermamente che la definizione di sostenibilità non possa essere limitata solo ed esclusivamente a quella ambientale, per la quale Tetra Pak è sempre stata precursore. La nostra azienda infatti ha praticamente pubblicato il primo rapporto di sostenibilità nel 1999, quando i rapporti di sostenibilità ancora non esistevano e lo ha fatto in totale indipendenza ed autonomia. E’ stato un atto assolutamente volontario e quindi per noi la sostenibilità ambientale è sicuramente molto molto importante, lo dimostra il fatto che continuiamo ad investire circa 100 milioni di euro l'anno globalmente per sviluppare le soluzioni di processo e di packaging. E arrivare a un 90% di contenuto di materiali rinnovabili è la nostra ambizione assoluta. Ma crediamo molto che la sostenibilità abbia anche degli altri, debba avere anche degli altri aspetti. L'aspetto ad esempio economico è importante nell'ideare, nel disegnare, nello sviluppare soluzioni di processo e di packaging e di confezionamento. Al momento noi ci poniamo l'obiettivo di introdurre delle soluzioni che vadano incontro a quelle che sono le esigenze sempre più chiare dei nostri clienti e della filiera agroalimentare. Un risparmio economico quindi, e poi deve essere sostenibile anche da un punto di vista ovviamente del consumatore che è l'utente finale. Quindi ogni anno, in aggiunta ai 100 milioni di euro che noi investiamo in sostenibilità, ne investiamo 40 per andare a migliorare quelle che sono le nostre capacità di raccolta, selezione e riciclo, ad esempio dei contenitori, perché vogliamo che i consumatori sappiano che un cartone Tetra Pak innanzitutto è riciclabile ed è riciclato nei Paesi in cui viene commercializzato. E soprattutto siano al corrente, siano consapevoli del fatto che una volta riciclato acquista una nuova vita. Noi andiamo a creare dei nuovi prodotti e base carta che possono essere dei fazzoletti, tovaglioli piuttosto che quaderni eccetera. Ed ultimamente abbiamo trovato una seconda vita anche per il 20% di materiale che proviene da risorse non rinnovabili, una combinazione di polimeri e alluminio che ora viene utilizzata per creare ad esempio delle nuove strutture come ad esempio mobili o recentemente è stato addirittura utilizzato per creare il cruscotto della grande Panda. Ci dà anche grande orgoglio il fatto che sia stato validato e convalidato dall'industria automobilistica come materiale di prima scelta per l'assemblaggio di automobili. E quindi ci piace pensare a questo concetto di sostenibilità a 360°". 
Secondo lei la sostenibilità, la tecnologia e il valore aggiunto possono essere la strada per le imprese del made in Italy per ovviare alle problematiche derivanti da guerre, da instabilità economica, come ad esempio i dazi?
 "Si, assolutamente, abbiamo avuto riprova di questo durante, ad esempio, la pandemia. In quel periodo i nostri clienti e la filiera agroalimentare in Italia hanno sfruttato quelle che sono le caratteristiche intrinseche della nostra tecnologia per raggiungere un livello più alto di resilienza, e a raggiungere ad esempio dei consumatori che non avevano accesso ai prodotti, proponendo uno stoccaggio ovviamente più duraturo, e facilitando quindi l’accesso al cibo".  "È un parallelo secondo me abbastanza calzante, perché è chiaro che è importante oggi per i nostri clienti sottolineare il valore della produzione del made in Italy. E un modo per farlo è quello di riuscire a raggiungere non soltanto i consumatori italiani, ma quelli europei e anche quelli al di fuori del confine europeo, nel modo più sicuro da un punto di vista di food safety e di qualità. Ma anche da un punto di vista economico e conseguentemente sostenibile, Per il 2026 continuiamo a vedere anche delle altre opportunità per la crescita di alcuni clienti molto forti da un punto di vista dell'export che noi supportiamo ad esempio con una soluzione di package sempre a base carta che si chiama Tetra Recart in fortissima crescita negli ultimi anni. È una delle soluzioni di cui andiamo più orgogliosi perché oltre ad essere estremamente innovativa da un punto di vista della del processo del confezionamento del cibo, è una soluzione molto sostenibile di cui l'industria in questo settore aveva assolutamente bisogno e i nostri clienti la stanno utilizzando non soltanto per far fronte a quelli che sono i consumi locali ma soprattutto per quelli che sono i consumi che avvengono al di fuori dei nostri, dei nostri confini. L'Italia, infatti, nei settori ad esempio del pomodoro e dei legumi e dei vegetali, esporta circa l’80% dei prodotti che vengono coltivati e quindi ci sentiamo ancora più partecipi, ancora più parte fondamentale di questa filiera agroalimentare che prima magari ci vedeva limitati soltanto ad alcune categorie e ad oggi si sta espandendo ulteriormente", conclude. (di Fabio Paluccio)    
---lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)


Spotify Wrapped Park a Milano: la musica del 2025 diventa esperienza immersiva

(Adnkronos) - Con l’uscita dell'iconica campagna Spotify Wrapped, che riepiloga le canzoni e i podcast più ascoltati dell'anno a livello globale e nazionalela piattaforma di streaming musicale porta per la prima volta l'esperienza a un nuovo livello fisico: il Wrapped Park. L'evento, descritto come un'esperienza immersiva, unica e gratuita, è aperto al pubblico a Milano, in Via Tortona 32, il 5 e 6 dicembre, dalle 16:30 alle 23:00.  L'iniziativa si configura come un omaggio agli amanti della musica e mira a rafforzare ulteriormente il legame tra fan e artisti, celebrando un anno di ascolti e scoperte tramite Spotify. Un Parco a Tema per le Hit NazionaliIl Wrapped Park è stato concepito per trasformare l'energia delle hit del 2025 in installazioni interattive e giochi, senza palchi né performance live. Gli artisti che hanno segnato l'anno sono celebrati con giostre e attrazioni che introducono i visitatori all’interno del loro immaginario, tra luci, suoni e installazioni sorprendenti.     "Spotify Wrapped Park trasforma i dati di ascolto in un’esperienza concreta e immersiva: un luogo dove celebrare la musica del 2025 con installazioni, giochi a tema e omaggi agli artisti più ascoltati. Quando si integrano esperienze digitali ed eventi dal vivo, motore delle connessioni reali, si può creare un valore unico per le persone." Federica Tremolada General Manager Europe di Spotify. I partecipanti potranno trovare: il Carosello delle Baddie dedicato ad ANNA, il Bowling di Sfera Ebbasta & Shiva, il Ring di Olly, i Tarocchi di Lucio Corsi, la Cabina Telefonica di Gaia, il Toro Meccanico di Lazza, la Pesca dei Pinguini Tattici Nucleari, Il tiro al bersaglio di Alfa e il photo booth tema fuorilegge di Rose Villain. Il percorso è completato da easter egg e photo opportunity distribuite lungo le aree, oltre a spazi dedicati a snack e bevande, trasformando la musica in un’esperienza immersiva da condividere. 
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)