Volkswagen Atlas 2026 e Atlas Cross Sport: il massimo riconoscimento IIHS per la sicurezza

(Adnkronos) - La nuova generazione del Volkswagen Atlas 2026 e dell’Atlas Cross Sport 2026 ottiene il prestigioso TOP SAFETY PICK+, la valutazione più alta assegnata dall’Insurance Institute for Highway Safety. Per i due SUV di dimensioni medie è un risultato che consolida un percorso iniziato con il rinnovamento del 2024, confermando l’attenzione del marchio verso la protezione attiva e passiva. Secondo i criteri aggiornati dell’IIHS, solo i modelli capaci di ottenere il giudizio “good” nei test frontali, oltre che nella prova laterale aggiornata, possono ambire alla valutazione superiore. Fondamentale è anche la presenza di fari standard di qualità elevata e di un sistema di prevenzione degli incidenti con pedoni con valutazione almeno “acceptable”. In questo contesto, Volkswagen Atlas e Atlas Cross Sport si distinguono per i fari LED di serie considerati “good”, supportati da un sistema di illuminazione adattiva che orienta il fascio luminoso in curva migliorando la visibilità.  Uno dei punti cardine dell’offerta 2026 è la presenza della tecnologia IQ.DRIVE, proposta di serie su tutta la gamma. La piattaforma integra radar, videocamera frontale e sensori a ultrasuoni, combinando funzioni pensate per ridurre il rischio durante la guida quotidiana.  Il sistema lavora coordinando Front Assist, Forward Collision Warning, Automatic Emergency Braking, riconoscimento di pedoni e ciclisti, Lane Assist, ACC con Stop&Go, Emergency Assist e Travel Assist.  La dotazione include inoltre Exit Warning, High Beam Control e, a richiesta, soluzioni avanzate come Park Assist, Predictive ACC, Area View, Head-up Display e Dynamic Road Sign Display.
 
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Mercedes-Benz Vans Italia: mid-size e BEV trainano il 2025

(Adnkronos) - Nel 2025 Mercedes-Benz Vans Italia conferma un andamento positivo, sostenuto da un mercato dinamico e da una gamma sempre più orientata verso soluzioni elettrificate. A fine novembre le immatricolazioni raggiungono 10.768 unità, un risultato che permette di mantenere la rotta già tracciata lo scorso anno. Il segmento dei mid-size van registra una crescita significativa: +25% sui primi undici mesi del 2024, segno di un interesse crescente verso configurazioni versatili, adatte al lavoro quotidiano e alle flotte aziendali in continua evoluzione. Lo Sprinter, che nel 2025 ha celebrato i trent’anni dal debutto, rimane il pilastro della gamma, con 4.643 unità immatricolate entro novembre. La sua capacità di adattarsi alle esigenze dei professionisti ne conferma il ruolo di bestseller assoluto. In parallelo, la strategia a zero emissioni della Stella prosegue con un salto in avanti particolarmente evidente: i modelli Mercedes-Benz Vans full electric totalizzano 886 immatricolazioni (+148% vs 2024). Il contributo maggiore arriva dall’eSprinter, scelto da 494 clienti impegnati nel passaggio a una logistica più sostenibile.  La solidità del marchio emerge anche nel mercato dell’usato, che nel 2025 supera gli 800 passaggi di proprietà, un dato che conferma la percezione di affidabilità dei van Mercedes-Benz. Importante anche il fronte dei servizi: a ottobre sono stati serviti 58.000 telai, con un livello di soddisfazione pari a 4,6 su 5, valore che riflette la qualità della rete e l’attenzione alla continuità operativa delle attività commerciali. Il 2026 aprirà una fase nuova grazie alla piattaforma elettrica VAN.EA, progettata per i veicoli a zero emissioni di prossima generazione.  Su questa architettura nasceranno le future VLE e VLS, quest’ultima destinata ad ampliare l’offerta del marchio verso un segmento “luxury van” finora inesplorato. Una gamma che continuerà a evolvere anche nel comparto dei Large Van, già al centro dei prossimi sviluppi tecnici. 
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SEAT e CUPRA: un nuovo modello di economia circolare a Barcellona

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SEAT e CUPRA hanno avviato un progetto strategico che punta a rivoluzionare il recupero dei componenti automobilistici: il nuovo Circular Economy Hub di Zona Franca, realizzato riconvertendo l’ex Officina 7 in un centro dedicato allo smontaggio e alla rigenerazione dei veicoli. L’investimento complessivo è di 4,85 milioni di euro, sostenuto da un finanziamento pubblico di 1,32 milioni, e rappresenta un passo concreto nella riduzione dell’uso di materie prime e delle emissioni legate ai processi produttivi. Il nuovo polo nasce per dare una seconda vita a materiali e parti recuperate dai modelli SEAT e CUPRA prima della produzione di serie, rendendo possibile il loro riutilizzo in nuovi veicoli o la rigenerazione per il mercato ricambi tramite partner qualificati. L’obiettivo è creare un sistema che riduca i costi, ridimensioni gli sprechi e generi benefici ambientali nel breve e nel lungo periodo.  La strategia di sostenibilità delle due aziende si articola su più livelli. Nei prodotti, la scelta ricade sempre più su materiali riciclati e rinnovabili, come il filato SEAQUAL e la microfibra Dinamica, realizzata con una percentuale elevata di poliestere riciclato. Nelle fabbriche, l’impegno riguarda il contenimento degli scarti: SEAT e CUPRA puntano a ridurre del 60% i rifiuti rispetto ai livelli 2010 entro il 2025, per poi avvicinarsi allo zero waste nel 2050. Sul fronte della decarbonizzazione, le emissioni di CO2 sono già state tagliate del 75% dal 2010 e i piani prevedono la neutralità carbonica negli impianti entro il 2040, con un azzeramento totale previsto per il 2050. Il nuovo Hub rappresenta inoltre un tassello della collaborazione con il Comune di Barcellona, con la volontà di rendere la città un polo europeo dell’innovazione industriale e della mobilità sostenibile.  Il progetto rientra nei programmi di sostegno all’economia circolare finanziati dal Piano di Recupero e dai fondi europei. 
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Renault Group presenta una nuova generazione di oli motore

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Renault Group rafforza il proprio impegno verso un’industria più sostenibile introducendo una nuova linea di lubrificanti sviluppati con Castrol e formulati con oli base rigenerati. Si tratta di prodotti pensati per garantire protezione, efficienza e piena conformità alle specifiche tecniche del costruttore, mantenendo al tempo stesso un’impronta di carbonio inferiore rispetto agli oli tradizionali. Il primo lubrificante disponibile è l’olio conforme alla specifica RN17 5W-30, oggi già nelle concessionarie europee. Questa formulazione copre oltre il 50% dei veicoli Renault Group circolanti in Europa, diventando il punto di partenza di una gamma che, entro il 2026, includerà anche i prodotti dedicati alle specifiche RN720 e AN2022. In questo modo il costruttore diventerà l’unico player del settore a proporre un’offerta completa di oli premium basati su tecnologie rigenerate.  Per ottenere basi rigenerate di qualità elevata, gli oli esausti vengono sottoposti a un processo di raffinazione avanzato capace di restituire caratteristiche paragonabili a quelle delle basi vergini. Grazie all’esperienza tecnica di Castrol, i nuovi prodotti rispettano i requisiti di Renault Group e garantiscono stabilità, protezione del motore e continuità della garanzia. Il vantaggio ambientale è rilevante: la riduzione della carbon footprint varia tra il 13% e il 24% a seconda della formulazione, contribuendo a una gestione più responsabile delle risorse e a un minor ricorso a petrolio grezzo. L’impiego di basi rigenerate consente inoltre di incrementare il tasso di riciclo degli oli esausti e di diminuire la quantità di rifiuti prodotti dal settore. Per Renault Group l’introduzione di questa gamma rappresenta una tappa strategica, dimostrando che prestazioni, affidabilità e sostenibilità possono coesistere senza rinunce.  Anche per Castrol questa collaborazione segna un ulteriore passo nella direzione di lubrificanti ad alta efficienza pensati per un mercato sempre più sensibile al tema dell’impatto ambientale. 
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Citroen Berlingo e carburante HVO: una nuova direzione per il diesel moderno

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Citroen inserisce Berlingo al centro dell’HVO Aurora Trial, un progetto europeo avviato da Stellantis insieme a SP3H per mostrare come i carburanti rinnovabili possano ridurre in modo concreto le emissioni “well-to-wheel”. Il veicolo ha fatto tappa nello stabilimento di Vigo, portando l’attenzione sull’HVO, combustibile ottenuto dal recupero di oli alimentari esausti e grassi animali. Questo carburante rappresenta una soluzione immediata per aziende e privati che desiderano tagliare la propria impronta di CO2 continuando a utilizzare modelli diesel già in circolazione. Tutti i veicoli Stellantis che impiegano motori diesel sono infatti compatibili con HVO secondo lo standard EN15940.
 
Il programma nasce dal progetto interno
Start-Up di Stellantis, piattaforma che valorizza idee innovative proposte dai dipendenti. Grazie alla collaborazione con SP3H, realta francese specializzata in sistemi intelligenti di analisi dei carburanti, il progetto utilizza sensori dedicati che monitorano in tempo reale l’uso dell’HVO e le emissioni correlate. La combinazione tra raccolta dati e applicazione su modelli esistenti dimostra che e possibile ridurre l’impatto ambientale senza modificare infrastrutture o flotta.  Il tour europeo procede con nuove tappe e nuove analisi per diffondere la conoscenza dei carburanti derivati dall’economia circolare. Berlingo, protagonista del progetto, conferma la propria versatilità grazie a un abitacolo adatto ai viaggi della famiglia e a esigenze quotidiane diverse. La sua presenza nell’Aurora Trial evidenzia il ruolo del modello come anello di congiunzione tra sostenibilità e utilizzo reale. Parallelamente, Citroen amplia l’offerta con l’apertura degli ordini della variante diesel da 100 CV, disponibile da 23.900 euro con permuta o rottamazione. Gli allestimenti
Berlingo Plus e Berlingo Max riprendono contenuti della versione elettrica, mantenendo coerenza di gamma e offrendo una proposta moderna per il segmento C-VAN.
 
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Pikmin in arrivo su Switch 2 con una Deluxe inaspettata

(Adnkronos) - Il database del Pan European Game Information ha recentemente registrato una nuova classificazione per Pikmin 3 Deluxe, indicando esplicitamente la compatibilità con Nintendo Switch 2. Sebbene la casa di Kyoto non abbia ancora ufficializzato i piani per il debutto della serie sulla sua nuova piattaforma hardware, l'apparizione del titolo nei registri dell'ente europeo rappresenta spesso un segnale inequivocabile di un annuncio imminente. La manovra suggerisce che Nintendo stia preparando il terreno per trasportare i suoi franchise più amati sul nuovo sistema, possibilmente attraverso edizioni migliorate o aggiornamenti mirati a sfruttare la maggiore potenza di calcolo disponibile. Pikmin 3 è nato come uno dei titoli di punta per Wii U prima di approdare su Switch il 30 ottobre 2020 in una versione arricchita. Il passaggio sulla console ibrida aveva introdotto nuovi contenuti narrativi incentrati su Olimar e Louie, oltre a diverse ottimizzazioni per la modalità cooperativa e impostazioni di difficoltà pensate per rendere l'esperienza più accessibile ai neofiti. Nonostante il successo del capitolo, Nintendo è rimasta finora cauta riguardo ai miglioramenti specifici per la nuova generazione, mantenendo l'attenzione dei fan alta ma priva di conferme tecniche precise. La notizia giunge in un momento di particolare fermento per il brand, considerando che Pikmin 4 ha ricevuto proprio di recente un corposo aggiornamento gratuito. Quest'ultimo ha introdotto nuovi elementi estetici derivati da Pikmin Bloom e funzionalità aggiuntive come la telecamera di gioco e nuove opzioni di personalizzazione della difficoltà. Tuttavia, l'assenza di potenziamenti tecnici specifici per Switch 2 nell'ultimo capitolo della serie rende la mossa su Pikmin 3 Deluxe ancora più interessante, lasciando ipotizzare che Nintendo possa optare per una strategia di rilancio individuale dei singoli episodi piuttosto che per un aggiornamento massivo dell'intero catalogo. 
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Stardew Valley approda su Switch 2 con controlli mouse

(Adnkronos) - La nuova iterazione hardware di Nintendo accoglie ufficialmente uno dei fenomeni indipendenti più rilevanti dell'ultimo decennio. Stardew Valley è ora disponibile sul Nintendo eShop al prezzo di 13,99 euro, garantendo al contempo un passaggio indolore per chi già possedeva il titolo sulla prima Switch. Grazie a un Upgrade Pack gratuito, la transizione generazionale non comporta costi aggiuntivi per l'utente, confermando la politica di supporto a lungo termine che ha caratterizzato il progetto di Eric Barone sin dal suo esordio originale su PC nel 2016. La struttura narrativa e gestionale rimane fedele ai pilastri che hanno decretato il successo del titolo, mettendo il giocatore nei panni di un nipote incaricato di riqualificare la vecchia fattoria del nonno. In un contesto segnato dall'espansionismo della multinazionale Joja Corporation, l'obiettivo primario risiede nella restaurazione del centro sociale e nella rivitalizzazione della comunità rurale. L'esperienza si sviluppa attraverso un ciclo di gestione delle risorse e coltivazione dei campi che, nel corso degli anni, ha saputo espandersi su ogni piattaforma disponibile, dai sistemi desktop alle console domestiche, fino ai dispositivi mobile. L'edizione dedicata a Nintendo Switch 2 introduce tuttavia miglioramenti tecnici e funzionali mirati a ottimizzare l'interazione e la cooperazione. Il sistema di controllo è stato rivisto per rendere più fluido il posizionamento degli arredi e la gestione dell'inventario utilizzando i controlli mouse, mentre il comparto multigiocatore subisce un'espansione significativa. Oltre al supporto per lo split-screen locale fino a quattro utenti, la modalità online accoglie ora sessioni fino a otto partecipanti. Di particolare rilievo è l'introduzione della funzione Game Share, che permette di ospitare fino a tre amici in una partita condivisa con una singola copia del software. 
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Dazi, Moretti Polegato (Villa Sandi): "Prosecco inimitabile, no cali significativi export"

(Adnkronos) - "Il prosecco non è un vino replicabile al di fuori della sua zona d'origine, è un vino unico, e quindi siamo fiduciosi che questo trend positivo del nostro mondo continuerà anche il prossimo anno. I dazi Usa hanno toccato proprio il mercato che seguo come export manager, gli Stati Uniti. Ma, sulla base dei dati dell'export disponibili ad oggi, non si registrano cali significativi. Ricordiamo che il prosecco rappresenta il 30% di tutto l'export di vino italiano negli Stati Uniti, e anche con i dazi si ritrova in una fascia di prezzo accessibile per la maggioranza delle persone". Così, intervistata da Adnkronos/Labitalia, Diva Moretti Polegato, export manager di Villa Sandi per Regno Unito, Usa e Messico, e nuova generazione della storica famiglia di vignaioli veneti, traccia un bilancio del 2025 per la sua azienda e per il mondo del prosecco, e degli effetti dei dazi Usa e del contesto geo-politico incerto.  "Io credo che bisognerà attendere il primo semestre del prossimo anno - avverte - per vedere l'effettivo impatto di questi dazi. Al momento, il prosecco registra un trend positivo di crescita e questo lo abbiamo visto dai dati dei tre Consorzi, ma un quadro più chiaro, appunto, lo potremo vedere nel primo semestre del prossimo anno".  Villa Sandi è tra i leader del mercato, con il fatturato 2024 che ha toccato i 132 milioni, e con una produzione che per il 70% va in export e per il 30% in vendite nel nostro in Italia. E le 'bollicine', nonostante un anno complesso, resistono e puntano a crescere ancora. "In generale, è stato un anno di contrazione per il mercato vitivinicolo, ma il nostro mondo, quello del prosecco, ancora 'tiene' - ribadisce - perché unico e inimitabile. Nel corso di quest'anno, abbiamo visto un freno ai consumi con abitudini orientate a stili di vita più salutari, quindi con moderato contenuto alcolico, zero alcol. E infatti una fetta di mercato ricerca prodotti, soprattutto 'bollicine', senza alcol".  "E' una tendenza che noi avevamo intercettato già 3-4 anni fa e avevamo iniziato a produrre già allora una 'bollicina' zero alcol, con una produzione che cresce ogni anno a due cifre", sottolinea Diva Moretti Polegato. Una tendenza, spiega l'esponente dell'ultima generazione di vignaioli trevigiani, spinta dal "consumo di coloro che non vogliono rinunciare al piacere di un brindisi, senza però dover assumere alcol. E questo per diverse ragioni: soprattutto quelle legate alla salute". E comunque una delle caratteristiche principali del prosecco è il moderato contenuto alcolico e questo lo rende un vino contemporaneo che risponde perfettamente a queste abitudini di consumo che sono mutate, e che prediligono vini leggeri, adatti alla convivialità, a momenti chiamiamoli 'social'", osserva.  Villa Sandi continua a guardare al futuro esplorando nuovi mercati. "Noi siamo un'azienda -spiega Diva Moretti Polegato- che esporta in 135 Paesi e ci sono dei nuovi mercati in Est Europa e in Africa soprattutto, ma anche nell'America Centrale che abbiamo di recente acquisito, e che stiamo acquisendo, per diversificare, perché questo è uno dei 'modus operandi' del nostro mondo e della nostra azienda".  Ma non solo. Diversificare il business, per 'Villa Sandi', significa anche altro. "Un altro pilastro in cui crediamo molto -fa notare l'export manager- è quello dello sviluppare tutto quel ramo dell'accoglienza dell'enoturismo, del ricevere persone in azienda, che si sta dimostrando sempre più una grande opportunità e una grande risorsa, perché è un'esperienza capace di unire territorio, cultura, ospitalità, sostenibilità e vino. Ed è un settore che dal periodo della pandemia ha visto una crescita molto grande soprattutto nel nostro Paese ma anche a livello mondiale".  "Noi come azienda abbiamo creduto e investito nell'enoturismo fin dagli anni '90, e abbiamo aperto la nostra sede, che è una storica villa di scuola Palladiana, a tutti i visitatori e tutti i giorni dell'anno. E abbiamo anche investito sull'hospitality, con 'Locanda Sandi', dove abbiamo un ristorante e alcune camere. Questa per noi è soprattutto un'opportunità per valorizzare il brand e accogliere un cliente a 360 gradi, mostrando anche i vigneti e tutto ciò che c'è dietro una bottiglia di vino", ricorda ancora.  Secondo Moretti Polegato, inoltre, "il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell'Unesco può essere un'opportunità anche per il settore del vino, che è collegato ad esso". "Una ulteriore cornice istituzionale forte, anche un modo per potenziare il made in Italy e rafforzare il legame vino-cultura, collegato al turismo, con un importante risvolto mediatico per poter raggiungere più consumatori finali", aggiunge. "E poi - prosegue - c'è l'impegno sulla sostenibilità, importante per la mia generazione ma anche per la precedente, con l'obiettivo di accogliere i visitatori delle nostre aziende in un ambiente sano, in cui si lavora con il minor impatto ambientale possibile, seguendo pratiche sostenibili, a livello di vigna, di vinificazione e anche di impatto ambientale. Noi ad esempio abbiamo una centrale idroelettrica, abbiamo pannelli solari, puntiamo a diventare 100% sostenibili nella prossima decade".  Per Diva Moretti Polegato, "l'augurio per il 2026 è che la situazione geopolitica causata dai conflitti in corso e i dazi Usa, che frenano in modo combinato i consumi, possano in qualche modo attenuarsi". "L'augurio a tutti noi produttori è di aprire il 2026 con buone notizie su guerre e dazi Usa appunto", conclude.   
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Fallout Shelter: "Viva New Vegas"

(Adnkronos) - A un decennio dal debutto ufficiale e con un volume superiore ai 230 milioni di download globali, Fallout Shelter riceve il suo aggiornamento più significativo dal 2016. Bethesda Games Studio ha ufficializzato l'inizio di un nuovo ciclo di supporto attraverso l'introduzione delle Stagioni, un sistema che espande l'ecosistema di gioco con contenuti a tempo limitato e meccaniche di progressione inedite. La novità principale consiste nell'implementazione di Vault temporanei, strutturalmente indipendenti dal Vault principale del giocatore. Queste aree sono concepite per ospitare sfide uniche legate a un tema specifico che varierà periodicamente. La stagione di debutto, denominata "Viva New Vegas", trae ispirazione diretta dalle ambientazioni e dalle atmosfere della serie TV di Fallout prodotta da Amazon Prime. L'obiettivo per gli utenti sarà affrontare missioni mirate a rivitalizzare località iconiche del franchise come Novac e New Vegas, integrando così l'esperienza videoludica con l'espansione narrativa del brand avvenuta sul piccolo schermo.   In concomitanza con la stagione, è stato introdotto il Pass stagionale, un sistema di tracciamento delle ricompense che consente di sbloccare armi, oggetti e nuovi abitanti. Il sistema prevede due percorsi distinti: uno gratuito, accessibile a tutta la base utenti, e uno a pagamento (Premium). Tra le ricompense di maggior rilievo figurano tre personaggi tratti dalla serie TV e, per chi opta per l'aggiornamento Premium, la possibilità di sbloccare "quel Mister House come abitante leggendario". L'acquisto del pass Premium garantisce inoltre vantaggi retroattivi, animali domestici bonus, completi specifici e 25 distintivi per l'avanzamento istantaneo tra i gradi stagionali. L'aggiornamento è già disponibile per il download. I giocatori possono accedere ai contenuti di "Viva New Vegas" su dispositivi Android e iOS, oltre che sulla versione PC tramite Steam. Questo rilascio conferma la volontà del produttore di mantenere attivo uno dei titoli mobile di maggior successo dell'ultimo decennio, puntando sulla fidelizzazione attraverso eventi stagionali cadenzati. 
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Scie di condensazione: stiamo sottovalutando l’80% dell’impatto climatico dei voli

(Adnkronos) - Il settore dell’aviazione sta affrontando una sfida climatica più complessa di quanto inizialmente ipotizzato. Oltre alle emissioni di $CO_2$, una componente fondamentale del riscaldamento globale è rappresentata dalle scie di condensazione (contrails). Secondo diversi studi, queste potrebbero essere responsabili di circa la metà dell'impatto climatico totale del trasporto aereo. Tuttavia, monitorarle correttamente è più difficile del previsto: una nuova ricerca del MIT rivela infatti che gli attuali sistemi satellitari ignorano la stragrande maggioranza di questi fenomeni. Ad oggi, la comunità scientifica e le compagnie aeree si affidano ai satelliti geostazionari (GEO), posizionati a 36.000 km di quota, per identificare le aree a rischio. Questi strumenti sono fondamentali perché garantiscono una copertura continua e immagini ogni cinque minuti. Ma la loro distanza ne limita drasticamente la risoluzione. Confrontando i dati GEO con quelli dei satelliti a orbita bassa (LEO), gli ingegneri del MIT hanno scoperto che i sistemi geostazionari mancano circa l’80% delle scie visibili a risoluzioni superiori. I sensori GEO riescono a intercettare solo le scie più grandi e persistenti, mentre trascurano i filamenti più sottili e "giovani" che si formano immediatamente dietro i motori. La formazione delle scie di condensazione avviene nel momento in cui i residui della combustione degli aerei fungono da nuclei di aggregazione su cui il vapore acqueo ghiaccia, innescando un fenomeno fisico dall'impatto climatico ambivalente. Se durante il giorno queste scie possono svolgere una funzione di scudo, riflettendo la radiazione solare e favorendo il raffreddamento, esse agiscono simultaneamente come una barriera che assorbe il calore emesso dalla superficie terrestre. Tale equilibrio muta drasticamente durante le ore notturne, quando, in assenza di luce solare da riflettere, prevale esclusivamente il cosiddetto effetto coperta che intrappola il calore all'interno dell'atmosfera, contribuendo in modo netto al riscaldamento globale.  “Vogliamo assicurarci che questo messaggio passi: i rilevatori geostazionari sono estremamente potenti per l'estensione spaziale e la frequenza delle immagini”, spiega Marlene Euchenhofer, prima autrice dello studio apparso su Geophysical Research Letters. “Tuttavia, fare affidamento solo su uno strumento è probabilmente una visione troppo incompleta per informare la scienza e le compagnie aeree riguardo all'evitamento delle scie”. Per risolvere il problema, il MIT suggerisce un approccio integrato che combini i dati GEO, LEO e i rilevamenti da terra. Una rete di telecamere terrestri potrebbe, in condizioni ideali, avvistare le scie in tempo reale non appena l'aereo le genera, incrociando poi i dati con l'altitudine di volo.“Con più ‘occhi’ sul cielo, potremmo iniziare a vedere come appare la vita di una scia”, aggiunge Prakash Prashanth, ricercatore presso il Dipartimento di Aeronautica e Astronautica del MIT. “Solo allora si potrà comprendere quali sono le sue proprietà radiative nell'intero ciclo vitale e quando una scia diventa climaticamente importante”.  Crediti immagine di cover: cortesia dei ricercatori 
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