Federauto e AsConAuto: il service leva strategica per la crescita

(Adnkronos) - Il service post-vendita rappresenta oggi una delle leve strategiche per la solidità economica delle concessionarie italiane e per la competitività dell’intero sistema distributivo automotive. È quanto emerge dall’analisi presentata da Federauto, Federazione Italiana Concessionari Auto, e AsConAuto, Associazione Consorzi Concessionari Autoveicoli, che sottolineano come il post-vendita non sia un’attività accessoria ma una vera infrastruttura industriale capace di sostenere redditività, occupazione e qualità del servizio offerto agli automobilisti. In Italia la rete ufficiale delle concessionarie conta circa 2.700 punti di assistenza e rappresenta un presidio fondamentale per la manutenzione e la sicurezza del parco circolante. Il comparto del service genera circa 5,2 miliardi di euro di fatturato, pari a circa il 12% del giro d’affari complessivo delle concessionarie, e contribuisce mediamente tra il 20% e il 22% dei profitti del settore.  Circa la metà degli addetti di una concessionaria opera nell’area post-vendita, tra tecnici specializzati, ricevitori, magazzinieri e personale dedicato alla carrozzeria e ai pneumatici. Professionalità che diventano sempre più centrali in un contesto in cui i veicoli sono caratterizzati da tecnologie avanzate, dall’elettrificazione ai sistemi ADAS di assistenza alla guida. Le concessionarie stanno quindi investendo in formazione tecnica, digitalizzazione dei processi, ampliamento delle strutture e sviluppo di servizi complementari. «Il service è oggi uno dei pilastri su cui si fonda la solidità delle nostre concessionarie», ha dichiarato Massimo Artusi, presidente Federauto. «In un contesto in cui i veicoli diventano sempre più complessi e tecnologicamente avanzati, la rete ufficiale delle case costruttrici svolge un ruolo insostituibile nel garantire sicurezza, qualità e affidabilità».
 
Roberto Scarabel, Presidente di AsConAuto
ha aggiunto: «Il post-vendita rappresenta oggi una delle leve più importanti per la sostenibilità economica delle concessionarie italiane. Il confronto con l’Europa dimostra che esiste ancora un significativo potenziale di crescita per il nostro Paese. Colmare questo divario significa rafforzare la competitività dell’intero sistema distributivo italiano. Per questo è fondamentale continuare a investire in professionalizzazione, digitalizzazione e innovazione dei processi. La rete ufficiale deve essere messa nelle condizioni di valorizzare appieno il proprio ruolo di presidio di qualità, sicurezza e competenza tecnica, soprattutto in una fase di transizione verso veicoli sempre più complessi e tecnologici».
 
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Mercedes-Benz presenta la nuova VLE elettrica

(Adnkronos) -  
Mercedes-Benz inaugura una nuova fase della propria strategia di elettrificazione con la nuova VLE completamente elettrica, il primo modello basato sulla nuova Van Architecture modulare progettata per ridefinire il concetto di grande limousine con la versatilità di un MPV.  La Mercedes VLE unisce infatti comfort e dinamica di guida tipiche di una berlina di lusso con la flessibilità e l’ampiezza di spazio di un veicolo multiuso. La VLE introduce una nuova architettura tecnologica e una piattaforma elettrica avanzata con tecnologia a 800 volt, capace di garantire prestazioni elevate e ricariche ultrarapide. Grazie alla batteria da 115 kWh, l’autonomia supera i 700 chilometri WLTP, mentre in appena 15 minuti è possibile recuperare fino a 355 km di autonomia.  Il primo modello della gamma sarà la VLE 300 electric, con potenza di 203 kW, seguita dalla VLE 400 4MATIC electric, una versione ad alte prestazioni da 305 kW capace di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 6,5 secondi. L’abitacolo può essere configurato da cinque fino a otto posti, con sedili modulari che possono essere spostati o rimossi per creare fino a 4.078 litri di spazio di carico. Tra le soluzioni più innovative figura il sistema Remote Variable Rear Space, che consente di riposizionare elettricamente i sedili posteriori tramite una semplice app. L’esperienza a bordo è caratterizzata da una forte componente digitale grazie al nuovo Mercedes-Benz Operating System (MB.OS), basato su intelligenza artificiale, che gestisce infotainment, sistemi di assistenza alla guida e funzioni del veicolo. Il cockpit può essere equipaggiato con l’MBUX Superscreen a tre display, mentre i passeggeri posteriori possono usufruire della MBUX Rear Space Experience, con schermo panoramico retrattile da 31,3 pollici con risoluzione 8K perfetto per intrattenimento, gaming o videoconferenze. 
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Perché Pokémon Pokopia è il fenomeno del momento

(Adnkronos) - È curioso come Pokémon Pokopia sia uno dei pochi giochi Pokémon su console senza combattimenti tra mostri, e allo stesso tempo sia entrato immediatamente di diritto tra le migliori esperienze videoludiche nel franchise: in assoluto. Che cos'è Pokopia? Quello che a primo acchitto sembra un Animal Crossing coi Pokémon, è in realtà più figlio di quel filone di giochi "a mattoncini" come Minecraft e soprattutto Dragon Quest Builders, con il quale condivide il team di sviluppo. Il concetto è semplice: in aree di gioco molto vaste, tutto quello che si può raggiungere è distrittubile, raccoglibile, costruibile. Il limite è la fantasia, la pazienza e le risorse. Già solo a questo livello, Pokémon Pokopia è immenso: cinque aree principali, e una componente multiplayer che permette di visitare le città degli amici e anche collaborare insieme alla creazione di un luogo in comune. Il colpo di genio è inserire in questo contesto tre ingredienti che fanno la differenza: una trama lineare, un ecosistema complesso e numerosi riferimenti alla lore Pokémon. Il mondo di Pokopia è una distopia un cui gli umani sono scomparsi, e i Pokémon riappaiono in modo graduale grazie ai nostri sforzi nei panni di un Ditto nei panni di un essere umano. Nel corso dell'avventura principale si dipanano segreti, si scoprono dettagli e soprattutto ci sono diversi riferimenti ai giochi principali della serie, alcuni dei quali arrivano a svelare veri e propri segreti decennali che solo i più grandi appassionati della saga conoscono. Per chi temeva che Pokopia fosse uno spin-off senz'anima per capitalizzare su un franchise tentacolare, la rassicurazione è questa: Pokémon Pokopia è il gioco più Pokémon che possiate immaginare. I Pokémon compaiono quando si crea per loro un habitat preciso, naturalmente da costruire. A poco a poco, riusciremo a popolare le nostre città di Pokémon diversi tra loro, alcuni dei quali saranno fondamentali per proseguire in quanto ci forniranno abilità extra o potranno collaborare con noi a progetti e costruzioni. Quello che si crea è appunto un vero e proprio ecosistema di creature che interagiscono tra loro in modo autentico e costante, e che innesca in tutto e per tutto quello che un titolo di questa serie dovrebbe portare con sé: una voglia irrefrenabile di "acchiapparli tutti" che rende molto difficile smettere di giocare. C'è sempre qualcosa da fare tra soddisfare le richieste dei concittadini, costruire strutture e case, esplorare zone e costruire habitat. Pokémon Pokopia è un titolo incredibilmente complesso e con diversi strati di fruizione, adatto a diversi stili di gioco e potenzialmente infinito. In un colpo solo si è rivelato il gioco di Pokémon che tutti aspettavano e la migliore esclusiva di Switch 2 allo stato attuale. Qui si spiega la follia collettiva che ha seguito l'uscita, e che ha riacceso la community in modo provvidenziale per il trentesimo anniversario del franchise. Pokopia ha reso chiaro che il pubblico vuole tornare a stupirsi e interagire con i Pokémon in modi nuovi e autentici, e alza l'asticella anche per le prossime iterazioni a base di combattimenti. Perché va bene scontrasi nelle arene a suon di Codacciaio e Pistolacqua, ma a metterli a collaborare tra loro i Pokémon possono costruire interi mondi. 
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Fisco, Tributaristi su Isa: "Bene interventi su contrazione marginalità e redditività"

(Adnkronos) - L’Istituto nazionale tributaristi (Int), che ha partecipato ieri mattina con il proprio delegato, il vice presidente nazionale vicario Giorgio Del Ghingaro, alla riunione della Commissione ministeriale degli esperti per gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) , esprime apprezzamento per gli interventi introdotti nell’ambito degli Isa per il periodo d’imposta 2025, con particolare riferimento alle misure volte a considerare la contrazione della marginalità e della redditività delle attività economiche. “Si tratta – dichiara Giorgio Del Ghingaro – di un profilo che come categoria avevamo più volte segnalato nei confronti delle istituzioni competenti evidenziando la necessità che gli strumenti di analisi tengano adeguatamente conto delle dinamiche economiche che incidono sui margini delle attività”. Secondo Del Ghingaro, l’attenzione posta alla riduzione dei margini e della capacità reddituale delle imprese e dei professionisti rappresenta “un passo importante verso una maggiore aderenza degli Isa alla reale situazione economica dei contribuenti, soprattutto in un contesto caratterizzato da significative variazioni in aumento dei costi e una conseguente riduzione dei margini di redditività. L’intervento costituisce quindi un elemento positivo nel percorso di aggiornamento degli Isa e di progressivo miglioramento degli strumenti di analisi, affinché risultino sempre più coerenti con la reale capacità contributiva dei contribuenti”. 
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iOS 26.4, la beta 4 anticipa le novità su iPhone

(Adnkronos) - L’avvicinarsi della Worldwide Developers Conference 2026, dove è attesa la presentazione di iOS 27, spinge Apple a velocizzare i tempi per le attuali iterazioni software. Con il rilascio della quarta beta di iOS 26.4, il ciclo di test sembra ormai prossimo alla conclusione, anche in vista di un possibile iOS 26.5 che dovrebbe accogliere le nuove funzionalità di Siri. La strategia di Cupertino appare chiara: chiudere i cantieri aperti per concentrarsi sulla prossima generazione di sistemi operativi, evitando lungaggini superflue in questa fase intermedia della stagione tecnologica. Il fulcro dell’aggiornamento, per la maggior parte degli utenti, risiede nell'
introduzione di otto nuove emoji
. Nonostante il consorzio Unicode abbia ridotto il numero di nuovi simboli annuali, iOS 26.4 integra opzioni inclusive come la figura neutra per la danza classica e varianti di carnagione per i lottatori e i ballerini con orecchie da coniglio. Tra le novità spicca la "faccia distorta", destinata a diventare rapidamente virale per la sua efficacia comunicativa e il valore ironico. Questa aggiunta conferma la consuetudine della società nel rilasciare nuovi caratteri grafici durante il mese di marzo, consolidando uno standard di comunicazione ormai universale che resiste nonostante l'ascesa di sticker e strumenti di generazione artificiale come Genmoji. Le innovazioni non si limitano all'aspetto ludico, coinvolgendo in modo significativo il comparto multimediale. Apple Podcasts introduce il supporto ai video podcast tramite tecnologia HTTP Live Streaming, garantendo una qualità superiore e nuove opportunità di monetizzazione per i creator. Parallelamente, l’interfaccia di Apple Music viene rinnovata con una grafica inedita per album e playlist, arricchita dalla sezione dedicata ai concerti imminenti e dalla funzione Playlist Playground. Quest'ultima sfrutta un sistema simile all'integrazione di ChatGPT per generare suggerimenti basati sulle abitudini d'ascolto specifiche dell'utente, offrendo un livello di personalizzazione profondo basato sullo storico dei brani riprodotti. Sul fronte della gestione del dispositivo e della sicurezza, iOS 26.4 apporta correzioni mirate ma sostanziali. La funzione Hotspot Personale permette ora di monitorare il consumo di dati per ogni singolo dispositivo connesso, superando la precedente visualizzazione del totale complessivo. Viene inoltre potenziata la Protezione del dispositivo rubato, che ora può essere impostata per rimanere sempre attiva, garantendo un ritardo di sicurezza in caso di tentativi di disattivazione in luoghi non familiari. Queste rifiniture, insieme a piccoli ritocchi estetici alla gestione degli sfondi, preparano il terreno per il rilascio della versione definitiva, attesa nelle prossime settimane. 
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Sempre più automobilisti avvolgono gli specchietti con sacchetti di plastica, ecco il perché

(Adnkronos) - Avvolgere gli specchietti dell’auto con dei sacchetti di plastica è una pratica eseguita non solo nelle grandi città vicino al mare ma legata anche alle zone montane o rurali. Gli automobilisti coprono gli specchietti retrovisori delle auto con semplici sacchetti di plastica quando il veicolo viene parcheggiato e lo fanno per una giusta causa. La ragione principale è sorprendentemente semplice, evitare che gli uccelli si posino sugli specchietti laterali. Gli specchietti rappresentano infatti uno dei punti preferiti da molti volatili per appoggiarsi. La forma sporgente e stabile li rende un posto perfetto per le loro pause giornaliere. Anche la stagionalità pero’ puo’ aumentare il bisogno di proteggere la vettura, infatti durante il periodo della riproduzione il comportamento aggressivo degli uccelli si manifesta con maggiore frequenza. Questo porta ad un aumento della quantità di escrementi che se non rimossi rapidamente, possono causare importanti danni alla vernice difficili da riparare oltre a graffi, colpi di becco e sporcizia concentrata in quella zona.   Un altro trucco per evitare di avere la vettura bersagliata dagli escementi acidi degli uccelli è anche quello di saper scegliere il colore corretto. Alcune ricerche indicano, ad esempio, che le vetture rosse e scure risultano tra le più bersagliate, mentre colori come verde o argento registrano incidenze molto più basse. 
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Il declino cognitivo parte dall'intestino, da uno studio nuove strade per combatterlo

(Adnkronos) - E' capitato a tutti di sentir brontolare la pancia alla vista di un piatto di lasagne o anche solo sentendone il profumo che aleggia in casa. Ma sebbene sia comune l'esperienza di 'mangiare' con gli occhi e con il naso prima ancora che il cibo incontri il palato, molto meno si sa di quella 'superstrada' dell'informazione, nota come nervo vago, che invia segnali nella direzione opposta: dall'intestino direttamente al cervello. Questi segnali non si limitano a rivelare cosa abbiamo mangiato e quando ci sentiamo sazi. Un nuovo studio sui topi condotto da ricercatori della Stanford Medicine e dell'Arc Institute di Palo Alto, in California, ha identificato un legame cruciale tra i 'batteri buoni' che vivono nell'intestino e il declino cognitivo che spesso si verifica con l'invecchiamento. Spesso, ma non sempre. E infatti, sebbene siamo portati a ritenere una verità universale il fatto che con l'età si diventi smemorati, in realtà alcune persone mantengono una lucidità incredibile anche a 100 anni, mentre altre davvero sperimentano una perdita di memoria a partire dalla mezza età. E' un fenomeno che "colpisce le persone in modo diverso e a diverse età", spiega Christoph Thaiss (Stanford e Arc Institute), uno degli autori senior dello studio pubblicato su 'Nature' in cui si suggerisce che l'intestino possa giocare un ruolo.  "Ciò che abbiamo scoperto - evidenzia Thaiss - è che la tempistica del declino della memoria non è programmata; è modulata attivamente dall'organismo e il tratto gastrointestinale è un regolatore fondamentale di questo processo".  Nel dettaglio, l'idea è che il tratto gastrointestinale che invecchia produce molecole specifiche che attenuano l'attività di un importante percorso neuronale intestino-cervello, portando a un declino cognitivo correlato all'età. Lo studio sui topi ha dimostrato che la composizione della popolazione batterica naturale che vive nell'intestino, nota come microbioma intestinale, cambia con l'età, favorendo alcune specie di batteri rispetto ad altre. Questi cambiamenti vengono registrati dalle cellule immunitarie del tratto gastrointestinale, che innescano una risposta infiammatoria che ostacola la capacità del nervo vago di inviare segnali all'ippocampo, la parte del cervello responsabile della formazione della memoria e dell'orientamento spaziale. Stimolare l'attività del nervo vago negli animali più anziani ha trasformato topi anziani e smemorati in roditori capaci di ricordare oggetti nuovi e di uscire dai labirinti con la stessa agilità dei più giovani. "Il grado di reversibilità del declino cognitivo legato all'età negli animali, semplicemente alterando la comunicazione intestino-cervello, è stato sorprendente", evidenzia Thaiss. "Tendiamo a pensare al declino della memoria come a un processo intrinseco al cervello. Ma questo studio indica che possiamo migliorare la formazione della memoria e l'attività cerebrale modificando la composizione del tratto gastrointestinale, una sorta di telecomando per il cervello".  Il lavoro, aggiunge l'altro autore senior, Maayan Levy (Arc Institute), "sottolinea che i processi cerebrali possono essere modulati attraverso interventi periferici. Dato che il tratto gastrointestinale è facilmente accessibile per via orale, modulare l'abbondanza di metaboliti del microbioma intestinale è una strategia molto interessante per controllare le funzioni cerebrali". Da tempo il microbioma, la comunità di batteri annidati nell'intestino, è sotto i riflettori e sta vivendo periodo di popolarità. Questo perché ci si rende sempre più conto che la sua funzione è fondamentale non solo per il modo in cui digeriamo il cibo, ma anche per la salute generale. Non a caso, si parla sempre più di frequente di un 'secondo cervello' che ha sede nella nostra pancia. Le evidenze scientifiche al riguardo continuano a crescere. Poco più di un decennio fa, un gruppo di studiosi aveva anche dimostrato che modificare il microbioma intestinale dei roditori influenza i comportamenti sociali e cognitivi degli animali. Thaiss e Levy si sono chiesti se un processo simile potesse essere responsabile della perdita di memoria e dei problemi cognitivi spesso associati all'invecchiamento. Oggi, ragiona Thaiss, non sappiamo molto "su come il cervello percepisce ciò che accade all'interno del corpo", la cosiddetta interocezione.  Lo studio dimostra che l'invecchiamento influisce anche su questo, sui segnali 'interni' come quelli che viaggiano dall'intestino al cervello attraverso il nervo vago, non solo sulla cosiddetta esterocezione (cioè i segnali provenienti dall'esterno del corpo, trasmessi principalmente dai 5 sensi). Per testare la teoria secondo cui il microbioma intestinale gioca un ruolo nei 'momenti di vecchiaia' che molti sperimentano, i ricercatori hanno ospitato topi giovani (di 2 mesi) insieme a topi anziani (di 18 mesi). La convivenza ha esposto i topi giovani ai microbiomi intestinali dei topi anziani e viceversa. Dopo un mese, i ricercatori hanno esaminato la composizione dei microbiomi di entrambi i gruppi e hanno scoperto che si somigliavano di più. Quando hanno confrontato le capacità dei topi di riconoscere un oggetto nuovo o di trovare l'uscita da un labirinto, i topi giovani con microbiomi 'vecchi' hanno ottenuto risultati significativamente peggiori rispetto ai coetanei. Anche ulteriori test hanno avuto esito simile. Dal confronto fra topi giovani e anziani allevati in ambiente privo di germi fin dalla nascita (senza batteri intestinali), è emerso anche un altro aspetto ritenuto interessante: i topi anziani privi di germi non hanno subito perdite di memoria e cognizione con l'invecchiamento, ottenendo risultati pari a quelli degli animali di 2 mesi. Cosa c'entrano i batteri intestinali? Approfondendo la ricerca, gli autori hanno identificato specifici cambiamenti che si verificano nella composizione del microbioma intestinale dei topi con l'avanzare dell'età. In particolare, aumenta l'abbondanza relativa di un batterio chiamato Parabacteroides goldsteinii ed è direttamente associata al declino cognitivo negli animali. Gli autori hanno infatti dimostrato che la colonizzazione dell'intestino di topi giovani con questa specie batterica inibiva le loro prestazioni nei compiti di riconoscimento degli oggetti e di fuga dal labirinto, e che questo deficit era correlato a una riduzione dell'attività nell'ippocampo. Quando invece i topi anziani sono stati trattati con una molecola che attiva il nervo vago, le prestazioni cognitive degli animali erano indistinguibili da quelle degli animali giovani. Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che la crescente prevalenza del batterio Parabacteroides goldsteinii era correlata a una quantità crescente di metaboliti chiamati acidi grassi a catena media, e che questi metaboliti inducono un gruppo di cellule immunitarie nell'intestino chiamate cellule mieloidi a innescare una risposta infiammatoria. Questa infiammazione inibisce l'attività del nervo vago, l'attività dell'ippocampo e la capacità di formare ricordi duraturi. In sostanza, riepiloga Thaiss, "abbiamo identificato un percorso in tre fasi verso il declino cognitivo che inizia con l'invecchiamento gastrointestinale e i conseguenti cambiamenti microbici e metabolici che si verificano. Le cellule mieloidi del tratto gastrointestinale percepiscono questi cambiamenti e la loro risposta infiammatoria compromette la connessione tra intestino e cervello attraverso il nervo vago. Questo è un fattore diretto del declino della memoria. E se ripristiniamo l'attività del nervo vago, possiamo ripristinare la funzione mnemonica di un animale anziano" portandola al livello di quella di un animale giovane. I ricercatori stanno ora studiando se quanto osservato nei topi esista anche negli esseri umani e se contribuisca anche al declino cognitivo legato all'età. "La nostra speranza è che alla fine queste scoperte possano essere trasposte in ambito clinico per combattere il declino cognitivo legato all'età nelle persone", conclude Thaiss.  
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Rapporto Clusit 2026, l'Italia nel mirino dellagli attivisti hanno raggiunto una quota del 39%, spinti da tensioni geopolitich criminalità informatica

(Adnkronos) - Il 2025 ha segnato un nuovo record storico per l'instabilità digitale, con 5.265 attacchi cyber gravi registrati a livello mondiale, segnando un incremento del 49% rispetto all'anno precedente. In questo scenario, l'Italia emerge come un bersaglio particolarmente attraente per il crimine informatico, ospitando il 9,6% degli incidenti globali.  I dati, presentati nel Rapporto Clusit 2026, indicano per la Penisola 507 incidenti critici, con un aumento del 42% rispetto al 2024. Come sottolineato dai ricercatori dell'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, questo perimetro evidenzia un cambiamento radicale caratterizzato da un'impennata degli incidenti del 157% negli ultimi cinque anni. L'Intelligenza Artificiale si è confermata un elemento di trasformazione profonda, agendo da moltiplicatore di rischio sia nella creazione di software malevoli che nella raffinazione delle tecniche di esplorazione delle vulnerabilità. Secondo Anna Vaccarelli, presidente di Clusit: "l'Intelligenza Artificiale ridefinisce la cybersicurezza: i sistemi agentici autonomi potenziano la difesa, ma introducono nuove sfide, quali vulnerabilità manipolabili".    A livello globale, il Cybercrime finalizzato all'estorsione di denaro rimane la motivazione prevalente, coprendo quasi 9 incidenti su 10. Tuttavia, in Italia si osserva una dinamica specifica: se i cybercriminali rappresentano il 61% degli aggressori, gli attivisti hanno raggiunto una quota del 39%, spinti da tensioni geopolitiche internazionali.I settori colpiti mostrano vulnerabilità differenziate.   

 
Nel contesto italiano, il comparto Governativo, Militare e delle Forze dell’Ordine è stato il più bersagliato, subendo oltre il 28% degli incidenti totali con un incremento del 290% in valore assoluto. Segue il settore manifatturiero, dove il 16% degli eventi mondiali ha riguardato realtà italiane. Al contrario, la Sanità italiana ha registrato una riduzione dell'incidenza degli attacchi, attestandosi all'1,8% del campione.  
Sofia Scozzari, del Comitato Direttivo Clusit, ha osservato: "Per i cyber criminali è ancora possibile ottenere risultati cospicui colpendo la tecnologia di base, quella comunemente a disposizione nelle aziende, oppure impiegando tecniche di attacco standard".   Sul fronte delle tecniche, il Malware resta lo strumento più diffuso a livello globale, causando un incidente su quattro. In Italia, però, si è assistito a una crescita esponenziale degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), passati dal 21% al 38,5% dei casi nel 2025. Luca Bechelli ha spiegato: "l’Italia risulta particolarmente esposta ai fenomeni di cyber-attivismo: pur con finalità spesso solo dimostrative e impatti sostanziali limitati, questi attacchi colpiscono nel segno, attirando enorme attenzione mediatica". Parallelamente, le analisi SOC di Fastweb + Vodafone evidenziano una crescente sofisticazione delle campagne di phishing e un aumento degli attacchi "zero-day", che colpiscono vulnerabilità non ancora note ai produttori di software. 
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PayPal Italia: Vanina Acqualagna alla guida della strategia nazionale

(Adnkronos) - Il panorama dei pagamenti digitali in Italia vede un importante avvicendamento al vertice con la nomina di Vanina Acqualagna a Senior Director e General Manager di PayPal Italia. La nuova direzione ha il compito di guidare la strategia aziendale per "accelerarne la crescita e rafforzarne il posizionamento come partner di fiducia per consumatori, merchant e istituzioni locali in un'economia sempre più digitale". Acqualagna, all'interno di PayPal dal 2015, ha maturato un'esperienza trasversale gestendo prima lo sviluppo del segmento consumer e successivamente le relazioni con le grandi imprese (large enterprise).   Il profilo professionale della nuova responsabile vanta oltre 20 anni di attività nei settori del marketing, del CRM e del business development, spaziando dai servizi finanziari al gaming fino alla moda. Questa conoscenza multisettoriale permette una visione integrata dei canali online e offline, fondamentale per rispondere alle esigenze in continua evoluzione delle imprese italiane. Nel suo nuovo incarico, Acqualagna è chiamata a rafforzare il ruolo di PayPal non solo nel settore privato, ma anche in quello pubblico, promuovendo iniziative di eGovernment e innovazione digitale nel Paese. La visione strategica proposta mette al centro i principi di "inclusione, innovazione e digital empowerment", considerandoli motori essenziali per la trasformazione digitale dell'agenda nazionale. Oltre alla competenza tecnica, il modello di leadership adottato si fonda su un approccio orientato allo sviluppo del capitale umano e all'ascolto attivo, elementi certificati dal suo percorso nel counselling e nel coaching.  
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Trapianti: 'Insieme per la donazione', a Roma convegno su ruolo professioni sanitarie

(Adnkronos) - Dietro ogni trapianto c'è una storia di vita che continua, ma anche un sistema complesso fatto di competenze, tecnologie e protocolli rigorosi che rendono possibile il percorso della donazione. E' il tema al centro dell'evento 'Insieme per la donazione: una sinergia tra professioni sanitarie, istituzioni e cittadini', in programma il 10 aprile a Roma nella Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio. "La donazione di organi rappresenta una delle espressioni più alte di solidarietà e responsabilità civile. Dietro questo gesto ci sono competenze altamente specialistiche e un lavoro di squadra che coinvolge numerose professioni sanitarie tecniche. Far conoscere ai cittadini questo impegno quotidiano significa rafforzare la fiducia nel sistema sanitario e promuovere una cultura della donazione sempre più consapevole", afferma Andrea Lenza, presidente dell'Ordine Tsrm e Pstrp di Roma e provincia. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di accendere i riflettori su un aspetto spesso poco conosciuto: il contributo delle professioni sanitarie tecniche nelle diverse fasi che portano dalla diagnosi di morte encefalica al trapianto e al monitoraggio dei pazienti. Il convegno - spiega una nota - metterà al centro il lavoro dei professionisti che intervengono nel processo della donazione, garantendo sicurezza e qualità nel rispetto delle procedure. Tra questi i tecnici di neurofisiopatologia, impegnati nell'accertamento della morte encefalica; i tecnici sanitari di laboratorio biomedico, che svolgono indagini fondamentali nelle fasi pre e post trapianto; i tecnici sanitari di radiologia medica, coinvolti nelle procedure diagnostiche e di monitoraggio; e i tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, figure centrali nelle procedure legate all'espianto e al trapianto. Professionisti che operano all'interno di un sistema altamente regolamentato, basato su evidenze scientifiche, normative e protocolli condivisi. Uno degli obiettivi dell'incontro sarà evidenziare anche la complessità organizzativa che accompagna il percorso della donazione. Il corretto funzionamento del sistema richiede infatti procedure precise, coordinamento tra strutture e una pronta disponibilità del personale tecnico. In questo contesto diventa fondamentale sviluppare protocolli e procedure condivisi a livello regionale, capaci di garantire rapidità di intervento, qualità delle prestazioni e continuità operativa nei momenti più delicati del processo. Grande attenzione sarà dedicata anche al tema dell'informazione. Conoscere nel dettaglio come funzionano le procedure di accertamento, espianto e trapianto è infatti uno degli strumenti più efficaci per rafforzare la fiducia dei cittadini. Una comunicazione chiara e trasparente permette di superare dubbi e timori e favorire scelte consapevoli, contribuendo a diffondere la cultura della donazione come gesto di solidarietà e responsabilità collettiva.  La giornata sarà articolata in sessioni scientifiche dedicate alle diverse fasi del percorso di donazione e trapianto, affiancate da momenti di confronto tra professionisti sanitari, istituzioni e associazioni impegnate nella promozione della cultura del dono. "L'obiettivo è far conoscere il lavoro delle professioni sanitarie tecniche coinvolte nel percorso della donazione e del trapianto, un contributo fondamentale, ma spesso poco visibile - sottolinea Claudia Parisi, presidente della Commissione d'Albo dei tecnici di neurofisiopatologia dell'Ordine Tsrm e Pstrp di Roma e provincia e responsabile scientifico dell'iniziativa - Parliamo di attività altamente specialistiche che si svolgono seguendo protocolli estremamente rigorosi. Raccontarle significa anche rafforzare la fiducia dei cittadini e promuovere una cultura della donazione attraverso scelte sempre più consapevoli". 
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