Lo smartphone non arriva a sera? Gli errori quotidiani che logorano la batteria

(Adnkronos) - La longevità della batteria di uno smartphone non dipende esclusivamente dalla sua capacità nominale espressa in milliampere-ora, ma è influenzata in modo determinante dal comportamento dell'utente e dalle sollecitazioni termiche a cui il componente viene sottoposto. Le moderne unità agli ioni di litio sono soggette a un naturale degrado chimico, tuttavia alcune pratiche diffuse accelerano sensibilmente questo processo. Uno degli errori più comuni riguarda il mantenimento della carica agli estremi, ovvero lo stress causato dal raggiungimento sistematico dello zero o del cento per cento. La letteratura tecnica suggerisce che il range operativo ideale per minimizzare l'usura si collochi tra il venti e l'ottanta per cento, evitando che le celle rimangano in uno stato di alta tensione per periodi prolungati. Oltre alle dinamiche di ricarica, il calore rappresenta il principale nemico dei circuiti integrati. L'utilizzo di caricabatterie ultra-rapidi o l'impiego del dispositivo durante sessioni di gioco intenso mentre è collegato alla rete elettrica genera temperature elevate che alterano la stabilità chimica interna. Allo stesso modo, l'esposizione diretta ai raggi solari o l'uso di cover eccessivamente isolanti può impedire la corretta dissipazione termica. Ridurre l'incidenza di questi fattori ambientali è fondamentale per prevenire il rigonfiamento delle celle e la perdita prematura di capacità energetica nel lungo periodo. Sul fronte software, l'ottimizzazione dell'autonomia passa attraverso una gestione razionale dei processi in background. Spesso la scarsa durata della carica è riconducibile ad applicazioni che continuano a interrogare i sensori di posizione o a sincronizzare dati in modo ridondante. Disattivare l'aggiornamento automatico delle app non essenziali e limitare l'uso della luminosità massima in ambienti chiusi permette di ridurre drasticamente il carico di lavoro del processore. Anche la connettività gioca un ruolo chiave; in aree con scarsa copertura, la ricerca continua del segnale cellulare comporta un dispendio energetico superiore rispetto all'utilizzo di una rete Wi-Fi stabile. Una configurazione oculata del sistema operativo rimane dunque lo strumento più efficace per garantire che il dispositivo arrivi a fine giornata senza compromessi prestazionali. 
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Dedem, le cabine fototessera? Diventano punti di servizio al cittadino

(Adnkronos) - Innovazione, crescita e presenza internazionale. Sono le direttrici su cui sta lavorando per il futuro Dedem, azienda made in Italy storicamente legata al business delle cabine fototessera che punta a far diventare sempre più evolute, trasformandole in veri e propri punti di servizio per il cittadino. Ma per l'azienda di Ariccia, in provincia di Roma, che ha installato oltre sessanta anni fa la prima cabina fototessera in Italia, l'anno che si chiude è stato segnato dalla quotazione in Borsa.  "La quotazione -racconta ad Adnkronos/Labitalia Alberto Rizzi, amministratore delegato del Gruppo- è stata soprattutto l’inizio di una nuova fase, non un punto di arrivo. Ci ha dato maggiore visibilità e ci ha permesso di rafforzare il dialogo con il mercato e con le banche. Chiudiamo l’anno con un risultato molto concreto: abbiamo messo ordine nella struttura finanziaria, semplificandola e rendendola più solida, con scadenze più lunghe e un costo del debito migliore. Questo ci consente di guardare avanti con più serenità e con una capacità di investimento decisamente maggiore", sottolinea il dirigente dell'azienda che ha anche circa 2.100 macchine fototessera all’estero, tra Spagna e Repubblica Ceca.  Struttura finanziaria che si è ulteriormente rafforzata con un nuovo finanziamento con un pool di banche. "L’operazione -spiega Rizzi- nasce dall’esigenza di fare pulizia e creare spazio per crescere. Abbiamo unificato e rifinanziato linee accese negli anni scorsi e, allo stesso tempo, ci siamo dotati di risorse dedicate allo sviluppo. Una parte sarà destinata a investimenti tecnologici, digitali e industriali, oltre a operazioni di crescita per acquisizioni, in Italia e all’estero. Oggi Dedem conta oltre 650 persone, con una forte componente tecnica, e la crescita che stiamo programmando porterà anche nuove opportunità occupazionali, soprattutto nei settori più innovativi del gruppo", sottolinea.  Cambiamenti e innovazioni, ma si parte sempre dal primo business. "Le cabine fototessera -sottolinea- restano il nostro punto di partenza e, ancora oggi, uno dei nostri principali punti di forza. In oltre sessant’anni hanno attraversato tutte le grandi trasformazioni tecnologiche, dall’analogico al digitale, fino alle soluzioni più evolute per l’identità e i servizi al cittadino. Oggi non sono più solo un servizio essenziale, ma un prodotto riconosciuto anche a livello internazionale. La recente selezione della nostra cabina Icona da parte di Canon Europe come modello di riferimento per i photo booth nell’area Emea è un segnale importante di questo percorso: un riconoscimento che valorizza il nostro design, la nostra ingegneria e una visione industriale profondamente made in Italy". "Parallelamente, il gruppo -continua Rizzi- si è evoluto ampliando il proprio raggio d’azione: dal leisure e dall’intrattenimento per famiglie fino ai servizi tecnologici più innovativi, con un’attenzione particolare all’Ict e alla stampa 3D. Siamo cresciuti mantenendo sempre il controllo diretto di progettazione, software e gestione: è questo approccio industriale integrato che ci ha permesso di innovare continuamente, senza mai perdere la nostra identità".  E le prossime sfide puntano a essere ancora più impegnative. "Le direttrici -spiega Rizzi- sono chiare: innovazione, crescita e presenza internazionale. Per esempio, stiamo lavorando per rendere le nostre cabine sempre più evolute, trasformandole in veri e propri punti di servizio per il cittadino. Continueremo a investire nel leisure, che sta crescendo molto, soprattutto nei centri commerciali, e a valutare acquisizioni mirate di operatori specializzati o con tecnologie interessanti. L’obiettivo è crescere in modo selettivo e coerente con quello che siamo", sottolinea. Non manca l'attenzione all'intelligenza artificiale. "L’intelligenza artificiale -conclude Rizzi- è già parte del nostro lavoro quotidiano. La utilizziamo per rendere i servizi più sicuri, soprattutto quando si parla di immagini biometriche e identità digitale. Stiamo collaborando con il mondo universitario su progetti di ricerca avanzata e allo stesso tempo stiamo integrando l’Ia nei nostri software per migliorare efficienza e affidabilità delle macchine. È un’evoluzione naturale per un’azienda che da sempre lavora tra tecnologia e servizio al cittadino".  
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Truffe delle feste: le trappole che stanno svuotando i conti

(Adnkronos) - Il periodo compreso tra il 31 dicembre e l’Epifania rappresenta storicamente un momento di massima vulnerabilità informatica. L’aumento delle transazioni online per i viaggi last-minute e l’acquisto delle calze della Befana offre ai cybercriminali un terreno fertile per campagne di frode sempre più sofisticate. Secondo gli esperti di sicurezza, il fattore psicologico dell'urgenza e l'alto volume di notifiche digitali sono le leve principali utilizzate per aggirare le difese degli utenti. Il Capodanno è il picco stagionale per le frodi immobiliari. Il meccanismo prevede la pubblicazione di annunci di case vacanza o baite in località rinomate a prezzi estremamente competitivi. I truffatori utilizzano foto sottratte a siti legittimi e richiedono pagamenti rapidi tramite bonifici o ricariche di carte prepagate, spesso comunicando al di fuori delle piattaforme di prenotazione ufficiali. Una volta incassato l'anticipo, l'annuncio scompare e l'host risulta irraggiungibile. Con l’arrivo dei regali dell’Epifania, si intensifica la truffa del falso corriere. Molti utenti ricevono SMS (smishing) o email che segnalano un presunto blocco della spedizione per "mancato pagamento degli oneri doganali" o "indirizzo incompleto". Il link contenuto nel messaggio rimanda a una pagina clone che richiede i dati della carta di credito per sbloccare la consegna. Come evidenziato dai rapporti sulla sicurezza, "questi attacchi sfruttano la distrazione del periodo festivo per indurre l'utente a inserire le proprie credenziali in portali malevoli che imitano perfettamente quelli delle aziende di logistica". Una variante recente riguarda la diffusione di messaggi su piattaforme come WhatsApp o Telegram che promettono bonus statali, rimborsi fiscali o buoni regalo Amazon per l'inizio dell'anno nuovo. Questi messaggi spesso includono link a sondaggi che, una volta completati, richiedono il pagamento di una piccola somma per la "spedizione del premio" o, peggio, l'installazione di file che contengono malware per il furto di dati bancari. Sfruttando il clima di riunione familiare, i truffatori contattano persone anziane o utenti distratti fingendosi figli o nipoti che hanno perso il telefono o che si trovano in un'emergenza (un finto incidente o il portafoglio rubato durante i festeggiamenti). La richiesta è sempre la stessa: un trasferimento urgente di denaro su un nuovo conto o tramite servizi di instant transfer. Le ultime ore prima del 6 gennaio vedono il proliferare di siti e-commerce temporanei che vendono dolci, giocattoli o elettronica a prezzi stracciati. Questi siti vengono spesso pubblicizzati tramite annunci sponsorizzati sui social media. "La verifica dell'affidabilità di un sito non può prescindere dal controllo della partita IVA e della presenza di metodi di pagamento tracciati e protetti", sottolineano i consulenti di cybersecurity. L'uso di carte di credito con sistemi di chargeback è l'unica vera difesa contro i siti che non spediscono mai la merce.  Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini   
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CNR: approvato il bilancio di previsione 2026 con utile di 3,5 milioni

(Adnkronos) - Il Consiglio di Amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha approvato il Bilancio unico di previsione per l’esercizio 2026. Il documento segna un punto di svolta gestionale per il principale ente pubblico di ricerca italiano, chiudendo il processo di riforma contabile avviato con il decreto legislativo n. 218 del 2016. A differenza del precedente esercizio, le stime per il 2026 indicano un utile di amministrazione pari a 3,5 milioni di euro, su un valore complessivo di oltre 885 milioni di euro. Il valore totale della manovra finanziaria per il 2026 è di 885.723.580 euro. Di questi, circa 672 milioni derivano dal contributo ordinario dello Stato (FOE), mentre la restante parte è generata da ricavi derivanti da contratti e dalla partecipazione a bandi di ricerca competitivi nazionali ed europei. L’adozione del sistema di contabilità economico-patrimoniale riflette una gestione orientata al rigore e alla trasparenza. Secondo il Presidente del Cnr, Andrea Lenzi, l'utile previsto "conferma l'efficacia delle azioni intraprese dalla nuova governance e rappresenta un importante indicatore della piena sostenibilità dei costi rispetto alle entrate del maggiore Ente di ricerca italiano. Questo primo risultato è il frutto di una nuova gestione rigorosa, trasparente e orientata al miglioramento continuo". L’approvazione del bilancio giunge in una fase di consolidamento dei risultati scientifici. Nel triennio 2022-2024, il Cnr ha ottenuto il finanziamento di 30 progetti dell'European Research Council (ERC) in veste di Principal Investigator, coprendo diverse categorie di sovvenzioni (Starting, Consolidator, Advanced, Synergy e Proof of Concept). Per il biennio 2025-2026 sono già stati sottomessi ulteriori 68 progetti. L'impatto della ricerca prodotta dall'Ente è confermato dalle classifiche internazionali: 
Clarivate (Highly Cited Researchers): Nel 2025, sette figure (quattro ricercatori interni e tre associati) figurano nel top 1% globale per numero di citazioni nel proprio campo. 
Stanford University-Elsevier (Top 2% Scientists): La classifica 2024 include 520 ricercatori e ricercatrici del Cnr, distinguendosi per l'autorevolezza scientifica sia sull'intera carriera sia sull'impatto dell'ultimo anno solare. L’esercizio futuro si prospetta come un periodo di consolidamento strategico. La programmazione punta a coniugare l'innovazione scientifica con l'efficienza amministrativa, ponendo particolare enfasi sulla semplificazione dei processi. "Il 2026 sarà per il Cnr un anno di consolidamento e rilancio della propria azione strategica", ha aggiunto Andrea Lenzi. "La pianificazione si fonda su una visione sistemica che programma di coniugare produzione di conoscenza innovativa, qualità dell'azione amministrativa, trasparenza e semplificazione dei processi ed efficienza della gestione, senza mai dimenticare una forte attenzione alla valorizzazione del personale". 
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Neutrini ad alta energia: l'INAF identifica nei buchi neri le possibili sorgenti

(Adnkronos) - Una ricerca condotta dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha fornito prove significative che collegano queste particelle elusive ai blazar a spettro piatto (Flat-Spectrum Radio Quasar o FSRQ), una specifica classe di buchi neri supermassicci. I risultati, apparsi sulla rivista Astronomy & Astrophysics, offrono un livello di significatività statistica superiore rispetto alle ipotesi precedenti, pur mantenendo una necessaria cautela scientifica. I neutrini sono definiti "messaggeri cosmici incomparabili" per la loro natura fisica: privi di carica elettrica, non vengono deviati dai campi magnetici che permeano l'Universo. Questa caratteristica permette loro di viaggiare in linea retta dalle sorgenti più remote fino alla Terra, portando con sé informazioni dirette sui fenomeni più violenti del cosmo. Tuttavia, la loro identificazione è estremamente complessa. "I neutrini sono messaggeri cosmici incomparabili", spiegano Alberto Moretti e Alessandro Caccianiga, ricercatori dell'INAF e autori dello studio, "ma ci sono considerevoli incertezze sulla misura della loro direzione di provenienza. I risultati della nostra ricerca, anche se molto promettenti, non scrivono la parola fine al dibattito. Oltre alla direzione di arrivo, le incertezze maggiori sono dovute anche agli effetti di selezione e al numero limitato di eventi analizzati". 
I blazar sono nuclei galattici attivi (AGN) caratterizzati da un buco nero supermassiccio centrale che emette potenti getti di plasma e radiazione a velocità prossime a quella della luce. Quando uno di questi getti è puntato quasi perfettamente verso la Terra, l'oggetto viene classificato come blazar. Nello specifico, i blazar FSRQ presentano uno spettro elettromagnetico con linee di emissione ampie e intense. L'ambiente all'interno dei loro getti, dove elettroni e protoni interagiscono con un denso campo di fotoni, è considerato il luogo ideale per la generazione di neutrini con energie superiori a quelle raggiungibili in qualsiasi acceleratore terrestre.  Per giungere a queste conclusioni, il team ha analizzato il catalogo IceCat-1, derivato dall'esperimento IceCube. Situato presso la base Amundsen-Scott al Polo Sud, IceCube è un osservatorio composto da oltre 5.000 sensori ottici immersi in un chilometro cubo di ghiaccio antartico. 
Il sistema rileva la radiazione Cherenkov prodotta quando un neutrino interagisce con il ghiaccio. I ricercatori hanno selezionato 30 eventi ad alta energia con una localizzazione spaziale particolarmente precisa, confrontandoli con i dati della Sloan Digital Sky Survey (SDSS). L'incrocio dei dati ha rivelato una correlazione marcata tra la posizione dei neutrini rilevati e la distribuzione dei blazar FSRQ nel cielo. Nonostante l'elevata significatività dei risultati, la ricerca rimane aperta. La conferma definitiva dipenderà dall'accumulo di nuovi dati e dalla capacità di ridurre le incertezze strumentali. Come osservano Moretti e Caccianiga, "La raccolta continua di dati da parte dell'esperimento IceCube apre la prospettiva di una futura conferma decisiva del legame tra i neutrini ad altissima energia e la popolazione dei blazar FSRQ". 
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Infortuni, Di Bella (Anmil): "Anche nel 2025 nessuna tregua per i nostri operai"

(Adnkronos) - "Se il 2024 verrà ricordato come l’anno delle 'stragi sul lavoro' - Calenzano, Brandizzo, Esselunga di Firenze, Suviana, Casteldaccia, Toyota di Bologna - il 2025 non accenna a concedere tregua ai nostri operai". Lo dice, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, il presidente nazionale Anmil Antonio Di Bella. "Lunedì 15 dicembre - spiega - un parlamentare presente alla discussione sul decreto Sicurezza alla Camera dei deputati ha letto i nomi dei morti sul lavoro del 2025: 896 vittime accertate. E' importante mettere l’accento sull’aggettivo 'accertate' perché, come non smetteremo mai di ricordare, si tratta di una strage che quotidianamente nasconde ulteriori morti, alle quali non viene concesso neanche quello scampolo di dignità che risiede nella parola pubblica. Parliamo delle vittime del lavoro irregolare che, nel nostro Paese, spazia dalla normalizzata mancanza di contratto sino ad arrivare a comprendere i cosiddetti 'schiavi del terzo millennio', sottomessi alle sempre più varie forme di caporalato che muoiono ogni giorno nel silenzio e, spesso, finanche nell’occultamento dei loro corpi". "Tengo fortemente a sottolineare - chiarisce - la 'specificità operaia' che contraddistingue le lunghe liste dei nomi che suscitano lo sdegno delle opposizioni nelle aule parlamentari perché, ad esclusione degli incidenti in itinere, chi perde la vita lo fa nei cantieri, nei capannoni e nei magazzini di fabbriche e aziende, nei campi agricoli, nei tratti autostradali del Paese e nelle strade dei centri abitati, volendo con quest’ultima specifica intendere come 'operai' anche le centinaia di migliaia di lavoratori su piattaforma digitale operanti in Italia". "Muoiono, in soldoni, coloro per i quali - ammette - è difficile pronunciare i famosi 'no che salvano la vita': coloro che accettano silenziosamente la mancanza di sicurezza per non rischiare di perdere il rinnovo del contratto o la certezza di un pagamento irregolare a fine mese o prestazione; tutti quei lavoratori costretti per tutta o gran parte della propria carriera al precariato e che hanno normalizzato nelle loro vite la sottomissione a regole grigie e patti di scorrettezza che continuano a non essere debellati dal nostro sistema lavorativo". "Il crollo della Torre dei Conti a Roma - fa notare il presidente nazionale Anmil Antonio Di Bella - durante i suoi lavori di restauro, che ha causato la morte dell’operaio 66enne Octav Stroici, rappresenta uno tra i più drammatici simboli di quest’anno che si appresta alla conclusione. Un incidente sul lavoro caratterizzato da una sovraesposizione mediatica in ragione della cornice dell’avvenimento, a due passi dal Colosseo. Per la nostra Associazione la morte di Stroici, così come la morte a Torino dell’operaio 69enne Yosif Gamal, precipitato dal cestello di una gru mentre affiggeva cartelloni pubblicitari, rappresentano la sempre più drammatica e diffusa presenza di lavoratori anziani nel mondo operaio". "Un nostro approfondimento disponibile sul sito www.anmil.it - ricorda - evidenziava a settembre come l’incremento dell’occupazione non derivi, in realtà, dall’immissione nel mercato di nuova forza lavoro, ma dipenda principalmente dal permanere in occupazione dei lavoratori più anziani, in ragione delle riforme pensionistiche che hanno innalzato l’età di pensionamento e nel tentativo di integrare importi di pensioni che non riescono a garantire, anche dopo decenni di lavoro, vite dignitose. Gli infortuni occorsi ad operai over 50 rappresentano una percentuale altissima che verrà resa disponibile con l’analisi degli Open data Inail di fine anno, ma che già oggi testimonia un sistema che complessivamente non gratifica in alcun modo il pilastro sul quale si regge la nostra Carta costituzionale". "Arrivando ad analizzare - sintetizza - questo drammatico andamento del fenomeno infortunistico riguardante i lavoratori in Italia nell’ottica delle rivendicazioni da mettere in atto, l’Anmil chiede da tempo l’istituzione di una procura nazionale del lavoro che sia in grado, come quelle antimafia e terrorismo, di portare avanti indagini preliminari tecniche e specializzate al fine di produrre processi celeri che possano rendere giustizia a queste morti ingiustificabili nonché fare scuola per una reale rivoluzione del sistema. Chiediamo un’omogeneizzazione dei controlli e un reale potenziamento dell’organico dedicato alla vigilanza dell’attuazione delle misure dedicate alla sicurezza nei luoghi di lavoro e non un continuo proliferare di norme delle quali il nostro ordinamento è ben provvisto".  "Chiediamo un investimento reale - continua - nella formazione al diritto del lavoro e alla sicurezza, che inizi sin dai cicli di istruzione obbligatoria per intensificarsi, con cadenza regolare e normata all’interno delle realtà lavorative, tenendo conto della specificità di ogni settore. Chiediamo che le retribuzioni siano adeguate agli standard del salario minimo proposto dalla direttiva dell’Unione Europea, date le evidenti carenze nei risultati della contrattazione collettiva nazionale, nella certezza per la quale costruire una reale tutela della salute e sicurezza dei nostri lavoratori significhi, in prima istanza, metterli nelle condizioni di non sottostare a condizioni rischiose e imposizioni di irregolarità di qualsivoglia natura soggiogati dal timore di perdere il sostentamento per loro e le loro famiglie". "A confermare la portata strutturale di questa emergenza - insiste il presidente Anmil - non sono soltanto i dati sui decessi, ma anche quelli sugli infortuni e sulle malattie professionali: nei primi dieci mesi dell’anno sono stati denunciati quasi 500.000 infortuni sul lavoro e oltre 80.000 malattie professionali, numeri che restituiscono l’immagine di un sistema che espone quotidianamente centinaia di migliaia di lavoratori a rischi inaccettabili". "Chiediamo - afferma - una reale tutela delle vittime del lavoro e dei loro superstiti, categoria che rappresentiamo sia nella nostra composizione associativa che nel nostro impegno primario di azione, che riporti lo Stato nella sua veste di garante dei diritti inalienabili dei cittadini. Vogliamo, come ci troviamo purtroppo ad auspicare ogni anno, che il 2026 non consegni l’ennesimo racconto fatto di occasioni perse, slogan di commiato, inasprimenti burocratici e palliativi di facciata, ma che si lavori finalmente alla realizzazione concreta di istanze che da decenni tornano ciclicamente sugli stessi tavoli istituzionali - come l’istituzione della Procura nazionale del lavoro - oggi riproposte a nuovi interlocutori, ai quali ribadiamo la nostra piena disponibilità a collaborare per farsi, finalmente, promotori di un cambiamento reale". 
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Cuore nuovo a Natale, doppio trapianto al Bambino Gesù per due cadiopatici di 6 e 8 anni

(Adnkronos) - Due bambini, di 6 e 8 anni, hanno ricevuto il regalo più importante e atteso: un cuore nuovo. "Marco e Andrea (nomi di fantasia) sono stati infatti trapiantati di cuore il 18 e il 20 dicembre all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e hanno potuto così trascorrere il Natale con le rispettive famiglie. "Ma qui da me Babbo Natale non ci viene?" ha chiesto poco dopo il risveglio Marco, 6 anni, affetto da una cardiomiopatia restrittiva e in attesa di un cuore dal mese di ottobre. Andrea, di 8 anni, ha invece una cardiopatia congenita complessa già sottoposta ad intervento correttivo ed era in attesa di trapianto da un anno e mezzo". Lo sottolinea la nota dell'ospedale Bambino Gesù.  "La condizione clinica di Andrea era particolarmente complessa. A causa della sua patologia e dei precedenti interventi aveva infatti sviluppato una sensibilizzazione continua del sistema immunitario che rendeva impossibile il trapianto - ricostruisce l'ospedale - Per 'disattivare' temporaneamente questa iperimmunità, è stato utilizzato per la prima volta in campo pediatrico un nuovo farmaco che agisce sulle cellule della memoria immunitaria abbassando il numero di anticorpi e consentendo così il trapianto di cuore. Sia Marco che Andrea sono stati risvegliati la vigilia di Natale e hanno potuto così passare il giorno di Natale con i loro genitori". I trapianti sono stati realizzati rispettivamente da due differenti équipe cardiochirurgiche guidate dal dottor Lorenzo Galletti e dal dottor Adriano Carotti. I due bambini, seguiti presso il nostro ospedale dalla dottoressa Rachele Adorisio, sono entrambi ricoverati presso l’unità di Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica guidata dal dottor Luca Di Chiara. 
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Meta acquisisce Manus: Zuckerberg punta tutto sull’automazione totale

(Adnkronos) - Il panorama dell'intelligenza artificiale registra un nuovo e significativo consolidamento con l'ingresso del team di Manus all'interno di Meta. L'operazione è finalizzata a integrare un agente autonomo di portata generale nell'ecosistema guidato da Mark Zuckerberg, con l'obiettivo dichiarato di estendere capacità avanzate di automazione a una base utenti globale. Manus si è distinta nel settore per aver sviluppato un'architettura capace di eseguire in autonomia attività ad alto valore aggiunto, che spaziano dalle ricerche di mercato alla scrittura di codice informatico, fino alla gestione di analisi dati particolarmente articolate. Nonostante l'ingresso nella galassia Meta, il servizio originale di Manus non verrà interrotto; la piattaforma continuerà a essere operativa e commercializzata in modo indipendente, garantendo continuità operativa ai milioni di utenti e imprese che già ne usufruiscono. I dati registrati finora confermano la solidità del progetto: dal debutto del primo agente generalista avvenuto all'inizio di quest'anno, il sistema ha già gestito oltre 147 trilioni di token e ha generato più di 80 milioni di computer virtuali. Questi volumi testimoniano una capacità infrastrutturale che Meta intende ora scalare ulteriormente, puntando a una diffusione capillare attraverso i propri prodotti consumer e business. L'acquisizione non riguarda esclusivamente la tecnologia, ma punta con decisione sul talento del team di Manus, che collaborerà direttamente allo sviluppo dei futuri agenti generalisti integrati in Meta AI. La strategia si inserisce in una visione più ampia che mira a superare i limiti dei chatbot convenzionali, trasformandoli in strumenti proattivi in grado di semplificare la vita quotidiana e professionale su larga scala. Attraverso questa sinergia, il gruppo di Menlo Park intende consolidare la propria posizione di leadership nella corsa ai sistemi autonomi, sbloccando nuove opportunità di crescita economica per le imprese e ottimizzando i processi di produttività digitale a livello globale. 
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OpenAI cerca un esperto per evitare che l'IA distrugga il mondo

(Adnkronos) - Sam Altman ha annunciato ufficialmente la ricerca di un Head of Preparedness, una posizione di vertice destinata a chi dovrà immaginare e prevenire gli scenari peggiori legati all'intelligenza artificiale. La mossa arriva in un momento di accelerazione dei modelli, che secondo il fondatore di OpenAI pone sfide concrete non solo in termini di sicurezza informatica, ma anche per quanto riguarda l'equilibrio psicologico degli utenti. Il compito principale del nuovo dirigente sarà quello di monitorare le capacità emergenti dei sistemi per costruire un protocollo di difesa rigoroso e operativamente scalabile contro potenziali danni gravi alla società. La descrizione dell'incarico si concentra sulla gestione dei pericoli derivanti dai cosiddetti modelli di frontiera, con un'attenzione specifica alla prevenzione di minacce di natura cibernetica e biologica. Tra le responsabilità figurano l'attuazione di un quadro di preparazione strategico e la definizione di limiti invalicabili per i sistemi in grado di migliorare autonomamente. Altman non ha nascosto la complessità dell'impegno, definendolo esplicitamente un lavoro ad alto stress, necessario per garantire che i futuri aggiornamenti tecnologici rimangano confinati entro perimetri di sicurezza prestabiliti prima del loro rilascio pubblico. L'iniziativa giunge tuttavia in un clima di crescente preoccupazione per i casi di psicosi digitale e per l'influenza negativa esercitata dai chatbot su soggetti vulnerabili. Diversi episodi di cronaca hanno evidenziato come le macchine possano alimentare deliri, teorie del complotto e disturbi del comportamento alimentare, arrivando in alcuni casi a essere coinvolte in tragiche vicende di suicidio adolescenziale. Sebbene l'istituzione di una figura dedicata alla prevenzione rappresenti un passo formale rilevante, la gravità delle problematiche già emerse suggerisce che la riflessione sui rischi strutturali possa essere arrivata in ritardo rispetto alla diffusione di massa della tecnologia. 
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La Chirurgia della mano del Gemelli ottiene la certificazione europea

(Adnkronos) - La Uoc di Ortopedia e Chirurgia della mano di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, diretta da Lorenzo Rocchi, è stata riconosciuta dalla Federazione delle società europee di chirurgia della mano (Fessh) quale centro accreditato Fessh per i traumi e i reimpianti della mano. Si tratta di una prestigiosa certificazione europea rilasciata solo a centri di riferimento in grado di offrire cure di eccellenza nei traumi della mano, spiegano dal Gemelli. La Uoc di Chirurgia della mano dell'ospedale, una delle più grandi d'Italia, entra così nel ristretto novero dei centri italiani in possesso di questo prestigioso 'diploma' Ebhs (European Board of Hand Surgery).  "Per i pazienti, affidarsi ad un'équipe chirurgica in possesso del diploma Ebhs rappresenta una garanzia ulteriore di qualità e sicurezza - afferma Rocchi, anche associato di Malattie dell'apparato locomotore all'università Cattolica del Sacro Cuore - Significa essere seguiti da professionisti con una esperienza certificata nel trattamento di lesioni complesse che coinvolgono ossa, tendini, nervi e vasi sanguigni della mano, spesso in situazioni di emergenza che richiedono interventi immediati e di alta specializzazione. Anche per la struttura sanitaria in cui opera questo gruppo di professionisti - prosegue lo specialista - il conseguimento di questo diploma ha un valore strategico. I centri che possono contare su chirurghi certificati a livello europeo entrano a far parte di una rete di eccellenza, riconosciuta e monitorata secondo standard condivisi. Questo rafforza il prestigio dell'ospedale, ne conferma l'affidabilità e testimonia un impegno costante verso la qualità delle cure offerte". Il diploma Ebhs - evidenzia una nota del Gemelli - non è solo di un riconoscimento formale, ma un modello di lavoro orientato al miglioramento continuo; ha durata è quinquennale e viene conseguito superando un rigido percorso di accreditamento. Le strutture inserite nella rete europea della traumatologia della mano sono infatti chiamate a valutare costantemente i risultati dei trattamenti, a investire nella ricerca scientifica e nella formazione delle nuove generazioni di specialisti. Tutto questo si traduce in un beneficio diretto per i pazienti e per il territorio, che può contare su un punto di riferimento qualificato anche nei casi più complessi. "In un ambito delicato come quello dei traumi della mano, il diploma Ebhs diventa quindi una garanzia di competenza, affidabilità e visione internazionale - conclude Rocchi -.Un traguardo importante per i professionisti che lo conseguono e un valore aggiunto fondamentale per la struttura nella quale operano, nel solco di un'assistenza sanitaria allineata ai più alti standard europei". 
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