Clima e foreste europee: incendi, tempeste e infestazioni in aumento

(Adnkronos) - Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science, cui ha partecipato anche l’Italia con l’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom), che ha fornito la valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici. Lo studio - spiega il Cnr in una nota - ha integrato osservazioni satellitari raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986-2020) con simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti distribuiti in tutta Europa. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest’approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell’evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici. I risultati indicano, tra le principali minacce alle foreste europee, l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi (come il bostrico), evidenziando che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati.  “Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee - in particolare nell’Europa centrale e meridionale - hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l’assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima”, afferma Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia che ha partecipato allo studio, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale dell’Istituto. 
Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare.  Le differenze regionali risultano marcate. L’Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L’Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità.  Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi. “I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”, conclude Collalti. Daniela Dalmonech, ricercatrice presso lo stesso laboratorio e coautrice del lavoro, aggiunge: “I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”. Tuttavia, lo studio sottolinea anche come tali fattori di rischio possano offrire anche opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi possono, infatti, favorire l’insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche. “Nel complesso la ricerca evidenzia come il cambiamento climatico sia destinato a modificare profondamente i regimi di disturbo delle foreste europee nel corso del XXI secolo. Anticipare tali cambiamenti attraverso modellistica integrata, monitoraggio continuo e gestione adattativa sarà cruciale per salvaguardare le funzioni ecologiche e socio-economiche delle foreste in un contesto di rapido riscaldamento globale”, conclude Collalti. 
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Cellulare in carica di notte, come non danneggiarlo

(Adnkronos) - L'abitudine di collegare lo smartphone alla rete elettrica prima di coricarsi coinvolge oltre l'ottanta per cento degli utenti globali, consolidandosi come una routine dettata dalla comodità piuttosto che dall'efficienza tecnica. Sebbene l'industria abbia implementato sofisticati sistemi di sicurezza per scongiurare sovraccarichi o incendi, la ricarica notturna agisce come un acceleratore silenzioso del degrado chimico. Il problema fondamentale risiede nella degradazione della capacità della cella, un fenomeno paragonabile a un elastico mantenuto in massima tensione per ore che, inevitabilmente, perde la sua elasticità naturale. L'illusione della carica completa nasconde infatti un paradosso elettrochimico: il mantenimento del cento per cento rappresenta la condizione di massima instabilità per una cella agli ioni di litio, sottoponendo i componenti interni a una tensione costante che ne accelera l'invecchiamento. Le batterie moderne operano in una condizione di equilibrio ottimale quando la carica oscilla all'interno del cosiddetto "sweet spot" compreso tra il venti e l'ottanta per cento. Quando un dispositivo raggiunge la soglia massima e rimane collegato, entra in uno stato di alta tensione alimentato dalle ricariche di mantenimento. In questo scenario, lo smartphone consuma minime quantità di energia per gestire notifiche e processi in background, spingendo il caricabatterie a intervenire continuamente per riportare il livello al massimo. Questo ciclo incessante genera calore, il principale catalizzatore della degradazione chimica, riducendo progressivamente l'autonomia complessiva.  La gestione termica assume contorni critici se associata alle abitudini domestiche, come la ricarica su superfici morbide, cuscini o divani. Questi materiali impediscono la naturale dissipazione del calore, trasformando un'operazione di routine in un rischio per la sicurezza e la longevità dell'accumulatore. Studi di settore indicano che una parte rilevante della popolazione giovanile dorme con il dispositivo a contatto con il letto, una pratica che accelera l'invecchiamento del cellulare e aumenta il pericolo di incendio, specialmente in presenza di accessori di scarsa qualità. In questo senso, la strategia difensiva deve includere l'uso esclusivo di caricatori originali o certificati che espongano la marcatura CE, requisito fondamentale per la sicurezza nell'Unione Europea, unitamente ai riferimenti alle norme EN 62368-1 ed EMC per la compatibilità elettromagnetica. L’efficacia di un buon hardware deve essere supportata da un corretto uso quotidiano. Le funzioni di ricarica ottimizzata presenti su iOS e Android giocano un ruolo fondamentale: questi sistemi apprendono i ritmi circadiani dell'utente per posticipare il raggiungimento del cento per cento, mantenendo il telefono in una zona di minor stress chimico, solitamente tra l’ottanta e il novanta per cento, fino a poco prima della sveglia. Sebbene la ricarica rapida non sia intrinsecamente dannosa, la pratica di scollegare il dispositivo una volta raggiunta la soglia massima rimane un consiglio valido, specialmente per i prodotti con qualche anno di vita che tendono a scaldarsi maggiormente. Parallelamente, la salute del sistema operativo e dei processi in background beneficia enormemente di uno spegnimento completo periodico del cellulare, una pratica spesso dimenticata che aiuta a resettare i cicli termici dei componenti. Sul fronte dell'hardware, meglio puntare su alimentatori con tecnologia al nitruro di gallio, nota come GaN. Questi caricatori risultano più compatti e capaci di dissipare il calore in modo superiore rispetto ai modelli tradizionali al silicio, rendendoli ideali per chi viaggia. La potenza consigliata oscilla tra i 18W e i 30W per garantire la ricarica rapida standard, arrivando fino ai 65W per i modelli di fascia alta, mentre è opportuno diffidare di caricatori obsoleti da 5W o di sistemi ultra-rapidi oltre i 140W, a meno che il dispositivo non ne espliciti il supporto. Parallelamente, le funzioni software di ricarica ottimizzata su iOS e Android aiutano a posticipare il raggiungimento della soglia massima, ma restano soluzioni parziali. Per un controllo assoluto, l'adozione di limitatori hardware esterni come permette di interrompere fisicamente il flusso elettrico a una soglia personalizzata, eliminando alla radice lo stress chimico delle ore notturne. 
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Ritirate da negozi europei cuffie con sostanze tossiche

(Adnkronos) - Alcuni dei principali rivenditori europei hanno iniziato a rimuovere dagli scaffali diversi modelli di cuffie in seguito alla pubblicazione di uno studio finanziato dall’Unione Europea. La ricerca, che ha preso in esame 81 prodotti di marchi leader del settore come Apple, Samsung, Bose e JBL, ha riscontrato la presenza di sostanze chimiche in grado di alterare il sistema endocrino. Sebbene grandi catene come Mediamarkt (Germania) e Coolblue (Olanda) non abbiano confermato ufficialmente l’elenco dei dispositivi rimossi, diverse testate locali riportano che la decisione di sospendere le vendite ha riguardato i modelli che hanno ottenuto i punteggi peggiori nei test di laboratorio. L’indagine, condotta dall’organizzazione no-profit Arnika all'interno del progetto ToxFree LIFE for All, ha identificato tracce di bisfenoli, ftalati e ritardanti di fiamma in ogni singolo campione analizzato. Queste sostanze sono associate a rischi per la salute riproduttiva e problemi neurocomportamentali, sollevando preoccupazioni sull'effetto cumulativo dell'esposizione quotidiana. Sebbene le concentrazioni rilevate siano basse, l'allarme degli esperti si concentra sul cosiddetto "effetto cocktail" derivante dall'uso costante di dispositivi elettronici, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili come adolescenti e donne in gravidanza. I risultati mostrano una marcata disparità non solo tra i diversi marchi, ma anche tra prodotti della stessa azienda. Mentre le Apple AirPods Pro 2 e le JBL Tune 720BT hanno ottenuto il massimo punteggio di sicurezza, altri modelli come le Razer Kraken V3 e le HyperX Cloud sono stati classificati come altamente critici. Le cuffie da gaming, spesso indossate per molte ore consecutive, hanno registrato i risultati peggiori: il 60% dei campioni analizzati in questa categoria ha ricevuto una valutazione negativa a causa dei materiali utilizzati nei componenti, anche quelli non a diretto contatto con la pelle. In risposta ai risultati, i produttori coinvolti hanno difeso la sicurezza dei propri dispositivi, dichiarando la piena conformità alle normative europee vigenti. Aziende come Bose e Sennheiser hanno messo in discussione la metodologia dello studio, sottolineando che i ricercatori hanno applicato limiti volontari molto più severi rispetto a quelli imposti dalla legge. Gli autori del rapporto, tuttavia, sostengono che l'obiettivo non sia creare allarmismo immediato, ma spingere verso una revisione sistemica della legislazione sui prodotti di consumo, eliminando gradualmente le sostanze chimiche che possono avere effetti generazionali a lungo termine. 
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Attento a cosa pubblichi: l'IA ruba la tua vita dalle foto in soli 30 minuti

(Adnkronos) - L'evoluzione delle tecnologie generative sta trasformando radicalmente le metodologie del cybercrimine, riducendo drasticamente i tempi necessari per confezionare attacchi informatici su misura. Secondo l'analisi dettagliata contenuta nel rapporto From Holiday Snap to Custom Scam in 30 Minutes. How AI Turns Public Photos Into Targeted Attacks, un malintenzionato è oggi in grado di trasformare una manciata di scatti pubblicati su Instagram in una campagna di phishing personalizzata in appena trenta minuti. Il processo analizzato dai ricercatori di TrendAI, divisione di Trend Micro, dimostra come l'automazione della profilazione permetta di colpire una platea di obiettivi potenzialmente illimitata, superando la vecchia logica che vedeva nel mirino solo figure ad alto profilo. Attraverso l'impiego di strumenti di analisi delle immagini liberamente accessibili, il flusso di lavoro documentato prevede la raccolta di circa trenta foto pubbliche da cui vengono estratti segnali contestuali cruciali come interessi personali, luoghi frequentati, affiliazioni professionali ed eventi significativi della vita privata.  Questi dati vengono poi arricchiti con tecniche di open source intelligence per identificare i temi di maggiore impatto psicologico sulla vittima, arrivando alla generazione automatica di e-mail e siti web civetta estremamente convincenti. In uno scenario esemplificativo, il sistema ha dedotto dallo storico fotografico di un utente il superamento di una grave patologia, individuando in questo evento personale la leva emotiva più efficace per il targeting, senza la necessità di violare archivi privati ma basandosi esclusivamente su informazioni già condivise. Come sottolineato da Marco Fanuli, Technical Director di TrendAI Italia: "il phishing mirato esiste da anni, ma grazie all’intelligenza artificiale assistiamo a grandi cambiamenti nella velocità e nella portata di questa attività", aggiungendo inoltre che "i cybercriminali possono ora automatizzare le attività di profilazione e questo permette di risparmiare molto tempo e di targettizzare un numero incredibilmente maggiore di obiettivi, non solo quelli ad alto valore".  Il rischio si estende inevitabilmente anche al perimetro aziendale, dove le impronte digitali lasciate da dirigenti e dipendenti diventano esche per colpire il business attraverso contesti personali ricostruiti con precisione algoritmica, rendendo la profilazione basata su intelligenza artificiale uno strumento sempre più rapido ed economico per le organizzazioni criminali. 
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Iran, Camera commercio Italo-Germanica: "Ora scelte strategiche, puntare su transizione energetica"

(Adnkronos) - Il conflitto in Medio Oriente sta impattando pesantemente sulle forniture energetiche delle imprese europee, in particolare su quelle italiane e tedesche. E per fronteggiare la crisi servono inziative strutturali, per accelerare la transizione energetica. E' la posizione della Camera di commercio Italo-Germanica (Ahk Italien), come spiega in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia Luca Conti, presidente steering comittee energia della Camera e ceo di EON Italia.
 
Come sta impattando la guerra in Medio Oriente sul fronte energetico e i rapporti industriali italo-tedeschi? Dobbiamo preoccuparti più dell'aumento del costo dell'energia o del blocco dello Stretto di Hormuz?
 "Il conflitto in Iran sta avendo effetti pesanti sui costi e sulle forniture energetiche.Prima della guerra il petrolio costava circa 70 dollari al barile, ora siamo a oltre 100. Il gas in Europa è aumentato del 50% in due giorni. La situazione è preoccupante e danneggia la nostra competitività industriale, anche perché l’industria europea, e soprattutto Italia e Germania, hanno già affrontato lo shock dell’invasione dell’Ucraina, diversificando le forniture con tutte le difficoltà del caso. Ma questo contesto fornisce anche la possibilità di rivedere scelte strategiche, agendo sul lungo termine con misure strutturali e non solo interventi a breve termine". 
In che senso? Cosa servirebbe sul lungo termine?
 "In questi momenti vediamo quanto rischiosa sia la dipendenza da gas e petrolio, che non è solo industriale ma anche, più profondamente, geopolitica. In questa prospettiva, investire nella transizione energetica non vuol dire solo ridurre il nostro impatto ambientale, ma anche rendere più resilienti i nostri sistemi produttivi, e più economiche le nostre produzioni, con evidenti effetti sulla competitività di cui tanto parliamo in Europa. Ridurre la dipendenza da fornitori critici non è solo una scelta ambientale, ma una strategia economica e di sicurezza. Da tempo come AHK Italien presentiamo la transizione come leva di competitività, e non freno ad essa: ed è proprio nei momenti di crisi che questo si dimostra chiaramente". 
Cosa ci dicono i dati?
 "Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41,1% della domanda elettrica nazionale, su un fabbisogno totale di 311,3 TWh. La produzione fotovoltaica ha raggiunto il record storico di 44,3 TWh, con un +25,1% rispetto al 2024, superando per la prima volta l'idroelettrico come prima fonte rinnovabile in Italia. Solare ed eolico insieme hanno prodotto il 21,1% del fabbisogno nazionale, cioè oltre un quinto. Per giunta, nel 2025 sono stati installati 7.191 MW di nuova capacità rinnovabile, trainati dal fotovoltaico con 6.437 MW, con una media di circa 600 MW al mese. A fine 2025 l'Italia conta quasi 18.000 MWh di capacità di accumulo installata, con una crescita del 46,6% rispetto all'anno precedente. Esistono quindi segnali importanti, che ci dimostrano come le rinnovabili siano un asset centrale anche per l’industria: ma sulle rinnovabili scontiamo anche un grande import di tecnologia su cui bisogna lavorare per evitare nuove dipendenze, perché la transizione va fatta anche industrialmente". 
In questo contesto, cosa devono fare il governo italiano e tedesco e anche l'Ue?
 "Dal nostro punto di vista, sul piano nazionale più che misure straordinarie o sconti temporanei sulle bollette, ossia la medicina per abbassare la febbre, andrebbero elaborate misure di ampio respiro che permettano la riduzione e decarbonizzazione dei consumi, diminuendo in maniera strutturale i costi energetici per famiglie e imprese, ossia la cura strutturale del problema. Negli ultimi mesi, con l’iperammortamento, è stato fatto un passo importante, che però va reso subito operativo. Come Camera di Commercio Italo-Germanica, inoltre, da tempo sottolineiamo la necessità di 'Energy Release 2.0', che estenderebbe anche alle aziende non energivore la regola per cui lo Stato fornisce energia a prezzo scontato dietro la costruzione di nuovi impianti rinnovabili. Capiamo ad esempio l’attenzione al gas data nel DL bollette, ma non possiamo non rilevare che ciò rischia di scoraggiare una serie di investimenti sulle rinnovabili di cui abbiamo bisogno. Anche perché sempre più nostre imprese legano la loro programmazione agli obiettivi ambientali e a Transizione 5.0. In generale, dunque, serve accelerare un cambio di paradigma: più facilità nell’accesso agli incentivi (e nella stabilità degli stessi, perché i costi iniziali sono un tema dirimente quando si parla di rinnovabili), coordinare il DL bollette e la legge di bilancio 2026 (ad esempio nelle parti riferite all’efficienza energetica e ai sistemi di accumulo), mettere a terra programmi mirati di formazione e upskilling per i lavoratori. Sul piano europeo, serve rafforzare la cooperazione industriale tra Italia e Germania, dove esistono già filiere integrate e catene del valore consolidate soprattutto in ambito manifatturiero, quindi nei settori più energivori. Questo è il momento per accelerare su risposte europee comuni, politiche industriali concordate e un mercato unico dell’energia. Non si può agire solo nei momenti di crisi, ma anzi bisogna intervenire strutturalmente perché, nelle crisi, si abbiano già gli strumenti per affrontarle: in questa prospettiva, la transizione energetica è una leva di competitività e resilienza dei sistemi produttivi europei. (di Fabio Paluccio) 
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FareTurismo, 1.200 colloqui per figure professionali ricercate in Italia da 34 aziende del settore

(Adnkronos) - FareTurismo, l’unico appuntamento nazionale dedicato alla formazione, al lavoro, alle politiche turistiche, ideato e organizzato dalla Leader srl e giunto alla 25ª edizione - 13 a Roma, 1 a Milano con il patrocinio di Expo, 11 a Salerno - avrà luogo presso l’Università Europea di Roma da martedì 17 a giovedì 19 marzo 2026 con questi numeri: 23 incontri con 160 relatori; 24 espositori; 1.200 colloqui di selezione per figure professionali ricercate in Italia da 34 aziende turistiche; 3 giorni di conferenze e seminari di aggiornamento professionale; 3 giorni di colloqui psico-attitudinali con l’Università Europea di Roma; 40 tra istituti professionali dei servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, tecnici del turismo e commerciali con indirizzo turistico con oltre 1.500 studenti e 150 docenti provenienti da 11 regioni italiane (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Umbria).  FareTurismo in questo momento storico per il turismo italiano rappresenta una preziosa opportunità per i giovani che progettano il proprio futuro professionale in questo straordinario mondo e per gli addetti ai lavori che desiderano aggiornarsi e confrontarsi secondo il seguente programma: presentazione dell’offerta formativa (corsi ITS, corsi di laurea, master) e delle figure professionali (con i direttori d’albergo di Ehma, le associazioni di Fiapor Solidus Turismo, i manager di Blastness); colloqui di orientamento universitario (a cura degli psicologi di Ueorienta) e al lavoro; incontri domanda-offerta lavoro attraverso colloqui di selezione con i responsabili delle risorse umane delle aziende turistiche; conferenze e seminari di aggiornamento a cura di enti, organizzazioni di categoria e associazioni professionali; incontri dei dirigenti scolastici degli alberghieri, dei presidenti dei corsi di laurea e direttori dei master in turismo, dei presidenti degli Its academy; nel salone espositivo oltre alla presentazione dell’offerta formativa accademica e non accademica da parte delle università, istituzioni, enti, organizzazioni nazionali di categoria, associazioni professionali, agenzie di recruiting forniranno informazioni sulle opportunità occupazionali e sui percorsi da intraprendere per formarsi e lavorare nel turismo.  Sono dunque 1.200 i colloqui di selezione per profili ricercati con opportunità di assunzione o stage da parte delle 34 aziende (catene alberghiere, hotel, terme, agenzie per il lavoro, enti e società di consulenza e di servizi), che effettueranno mercoledì 18 marzo dalle ore 10 alle 18 (prenotabili dal sito fareturismo.it): per accoglienza/front desk capo ricevimento, vice capo ricevimento, receptionist, guest relation manager, guest experience maker, guest relation agent, portiere d’albergo; per bar barista, bartender, barman/barlady, commis di bar; per le camere governante, housekeeping attendant, cameriere ai piani; per la cucina chef, sous chef, aiuto cuoco, capo partita, commis di cucina, pasticciere, lavapiatti, pizzaiolo. E ancora: aree amministrazione/contabilità, booking, comunicazione, customer care, eventi, food&beverage, revenue management, sales&marketing; estaurant supervisor, f&b manager, maitre, chef d’etage, cameriere di sala, chef de rang, demi chef de rang, commis di sala, commis de rang, hostess bar/ristorante; geometra, facchino, manutentore, assistente bagnanti, addetto alle pulizie e rifacimento cabine; spa receptionist, spa therapist; addetto/a booking tour operator; s booking, commis di cucina, commis di sala/bar, event coordinator, front office, f&b waiter, guest relations/leisure&group agent, manutenzione, revenue management, sales, sustainability, ufficio amministrazione del personale, ufficio economato. Le figure sono ricercate in tutta Italia: Bologna, Como, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Parma, Perugia, Ravenna, Rimini, Roma, Trento, Trieste, Venezia, Verona. E ancora: Capalbio (GR), Cavaion Veronese (VR), Orvieto (TR), Penango (AT), Ponte di Legno (BS), Olbia (SS), Sorrento (NA), Taormina (CT) e altre località in Abruzzo, Calabria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e a bordo delle navi. Le 34 aziende turistiche che effettueranno i colloqui: AG Group, Altarocca Wine Resort, Anantara Hotels & Resorts, Blastness, Bluserena Hotels & Resorts, Bulgari Hotel Roma, BZAR hotels, Cardo Hotel Autograph Collection, EBTL Ente Bilaterale Turismo del Lazio, Futura Vacanze, Gi Horeca, Grimaldi Lines, Hilton, Hilton Rome Airport/Hilton Rome Eur La Lama/Hilton Garden Inn Rome Airport, Hotel Nord Nuova Roma, Hyatt Regency Rome Central, LDC Hotels, Le Meridien Visconti, Minor Hotels, Omnia Hotels, Palazzo Ripetta, Planetaria Hotels, Rocco Forte Hotels, Roman Hotels (Hotel Capannelle Appia Antica e Hotel Roma Aurelia Antica), Rosewood Rome, Sheraton Parco De’ Medici Rome Hotel, Six Senses Rome, Starhotels, Swadeshi Hotels, Terme di Saturnia, The Hospitality Experience, Thompson Rome, Umana, VOIhotels/VRetreats. "Alla base - spiega Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere - del mismatch tra domanda e offerta di lavoro nel settore turistico, che tra il 2025 e il 2029 assorbirà il 18% del fabbisogno complessivo di lavoratori, c’è il minor numero di iscritti agli istituti alberghieri e professionali e la qualità dell'orientamento. E' necessario far capire ai ragazzi e alle loro famiglie che lavorare nel turismo è una scelta professionale con prospettive concrete e con percorsi di carriera definiti. Per questo sarebbe utile un sistema che colleghi i dati del mercato del lavoro - quelli di Excelsior a livello territoriale - con la programmazione delle classi e la formazione dei docenti. E poi occorre che le aziende tengano conto delle esigenze dei giovani nel formulare le loro proposte sia in termini retributivi che organizzativi". Dai dati dell’Indagine Excelsior, il turismo si conferma uno dei principali motori del mercato del lavoro in Italia: nel 2025 le imprese del comparto hanno programmato circa 1,2 milioni di entrate, su livelli in linea con il 2024 e storicamente elevati. Infatti, tra il 2022 e il 2025 le entrate programmate nel turismo hanno fatto registrare un incremento complessivo di poco inferiore al 19% (passando da 986mila a 1,17 milioni di unità); in particolare la crescita è stata più intensa tra 2022 e 2023 (+160mila unità) in corrispondenza di una fase espansiva della domanda e negli anni successivi si è stabilizzata. I servizi di alloggio e ristorazione e i servizi turistici nel 2025 rappresentano il 20,2% del totale entrate programmate dalle imprese italiane e, all’interno del solo settore dei servizi, concentrano quasi tre entrate su dieci. La domanda di lavoro è concentrata quasi interamente in alloggio e ristorazione, con la ristorazione che assorbe circa 826mila entrate programmate (poco più del 70% del totale del comparto) mentre l’alloggio ne conta oltre 327mila (circa il 28%). Le agenzie di viaggio e servizi di prenotazione presidiano funzioni più specialistiche di progettazione dell’offerta e gestione dei flussi, incidendo in misura più contenuta sulla domanda (quasi 16mila entrate). Le micro e piccole imprese rappresentano il canale privilegiato di accesso al lavoro: le microimprese (1-9 dipendenti) hanno programmato complessivamente circa 543mila entrate, pari al 46,4% di tutte le entrate del comparto e le piccole imprese (10-49 dipendenti) il 35,6%. Dal punto di vista territoriale, tutte le macroaree partecipano a questo quadro di elevata domanda, con il Sud e Isole che esprime il maggior volume di entrate (il 31%) e un insieme di regioni e province - montane, balneari e città d’arte - in cui il turismo costituisce un perno strutturale dei fabbisogni occupazionali. Il turismo conferma il proprio ruolo di canale privilegiato per giovani e donne: gli under 29 rappresentano una quota del 35% delle entrate del comparto, nettamente superiore alla media dei settori (27%) e la partecipazione femminile si colloca su livelli più alti rispetto al resto dell’economia (23,2% vs. 16,8%). Dal punto di vista professionale, il cuore della domanda di lavoro resta costituito dalle professioni qualificate nei servizi e nel commercio - camerieri, cuochi, baristi, addetti all’accoglienza - affiancate da una componente significativa di profili non qualificati impegnati in mansioni di supporto operativo. La difficoltà di reperimento rimane un tratto strutturale del quadro occupazionale: circa un’entrata su due nel turismo (50,2%, pari a oltre 587mila entrate) è considerata difficile da coprire, con valori superiori alla media dei settori (47%) e punte più elevate nella ristorazione, nel turismo montano e nelle aree a forte vocazione culturale e paesaggistica. Guardando alle motivazioni dichiarate dalle imprese, emerge in primo luogo la scarsità di candidature (segnalata nel 33% dei casi), mentre l’inadeguatezza dei profili incide per circa il 12%.  Di fronte alle difficoltà di reperimento, le imprese turistiche mettono in campo una serie di strategie, in larga parte in linea con quanto avviene nel resto dell’economia. La risposta più frequente consiste nell’assumere una figura con competenze affini e investire successivamente in formazione (nel 48% delle entrate di difficile reperimento), cui segue la leva retributiva (utilizzata nel 25% dei casi). Infine, in ottica di medio periodo, dalle previsioni del Sistema Informativo Excelsior per il 2025-2029 la filiera Commercio e turismo risulta la prima filiera italiana per domanda di lavoratori, stimata tra 574mila e 702mila unità nei prossimi cinque anni, pari al 18% di tutto il fabbisogno occupazionale del Paese. In quest’ottica risulta ancora più critica la tensione tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. Infatti si prevedono ampi mismatch tra fabbisogni occupazionali e offerta formativa, in particolare nei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) ogni anno potrebbero mancare tra 56mila e 76mila giovani, soprattutto nell’indirizzo Ristorazione dove il rapporto fabbisogno/offerta è stimato 1,4. 
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Bmt Innovation: cala sipario su edizione record, 15mila visitatori a Mostra d'Oltremare

(Adnkronos) - Cala il sipario sulla 29.ma edizione della Bmt - Borsa Mediterranea del Turismo, che si chiude oggi a Napoli consolidando la leadership di evento fieristico di riferimento per il comparto turistico nel Centro-Sud Italia. Con un flusso di circa 15.000 visitatori registrato nei tre giorni di fiera, la manifestazione si attesta come appuntamento imprescindibile per l’incontro tra domanda e offerta professionale. "Il successo della 29.ma edizione della Bmt – afferma Angioletto De Negri, ideatore della Bmt e patron di Progecta – è la conferma che la nostra fiera è un cuore pulsante della politica turistica nazionale. Abbiamo registrato numeri straordinari, con circa 15.000 presenze e una crescita esponenziale dell'internazionalizzazione dell’evento, con la presenza di ben 17 Paesi strategici per i flussi turistici su scala globale. Abbiamo avvertito una vicinanza concreta e autorevole da parte delle Istituzioni, che desidero ringraziare sentitamente".  "La presenza del ministro Daniela Santanchè ha ribadito la centralità del comparto per l'economia del Paese e il ruolo guida che Napoli, la Campania e il Mezzogiorno devono ricoprire in questa importante sfida. Altrettanto fondamentale è stato il dialogo costante con il territorio: la presenza costante dell’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio, la visione strategica del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’impegno quotidiano dell’assessore al Turismo del Comune di Napoli Teresa Armato dimostrano che quando Napoli e la Campania fanno sistema, rappresentano un modello di accoglienza e business imbattibile. Abbiamo trasformato – conclude De Negri - 16.000 mq in un hub dove la domanda internazionale ha potuto incontrare l’eccellenza italiana. Con 487 espositori e una filiera dei trasporti e dei tour operator pienamente rappresentata, la BMT si conferma il termometro reale dello stato di salute del turismo: un settore che è un volano imprescindibile per l’economia italiana e che da Napoli guarda al futuro con rinnovata ambizione”. L’edizione 2026 ha occupato una superficie espositiva di 16.000 mq, trasformando i padiglioni della Mostra d'Oltremare nel cuore pulsante del business turistico. La fiera ha visto la partecipazione di: 487 espositori accreditati; 72 tra Regioni ed Enti locali, a testimonianza di una sinergia territoriale sempre più forte per la promozione del brand Italia; 17 Paesi esteri, con delegazioni provenienti da mercati strategici come Usa, Emirati Arabi, Qatar, Giappone, Brasile, Germania e Regno Unito; 35 organizzazioni e destinazioni internazionali che hanno scelto Napoli per presentare le proprie offerte al mercato italiano.    La grande novità di quest'anno è stata la Bmt Innovation Arena. In un mercato sempre più digitale, la fiera ha dedicato uno spazio esclusivo all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel settore turistico. Grazie alle partnership con Zucchetti, per il comparto ricettivo, e con Accenture, per gli operatori del travel, la Bmt ha offerto corsi di formazione gratuita per governare la rivoluzione dei dati e dei sistemi generativi che, sono andati quotidianamente sold out. La Bmt si conferma una vera e propria officina di scambi commerciali grazie alla partecipazione dei principali player della filiera, con 390 sellers e 72 tour Operator (tra Incoming e Outgoing) che hanno incontrato i buyer internazionali. Inoltre, anche il settore è stato rappresentato da 21 operatori, tra compagnie aeree e società di gestione aeroportuale, oltre a 15 compagnie di crociera e di navigazione - su tutte MSC, Costa e NCL - sottolineando l'importanza della connettività per lo sviluppo del turismo.   Con la chiusura di questa edizione, l’attenzione si sposta già verso il traguardo del prossimo anno: la trentesima edizione, che sarà Bmt Evolution. Un anniversario storico che promette di alzare ulteriormente l'asticella sui temi dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, senza però perdere di vista l’evoluzione di un comparto che, come quello turistico, vede nella Bmt un punto di riferimento identitario e commerciale.   
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Mercedes-Benz, aperti gli ordini della nuova GLB hybrid

(Adnkronos) - Sono aperti da oggi gli ordini per la nuova Mercedes-Benz GLB hybrid, la versione elettrificata del SUV compatto della Stella che si affianca alla variante 100% elettrica della gamma. Il prezzo d’ingresso parte da 49.516 euro per la GLB 180 ADVANCED da 136 CV, dotata di sistema mild hybrid a 48 Volt. La nuova GLB hybrid è proposta con trazione anteriore o integrale 4MATIC e in tre livelli di potenza – 136, 163 e 190 CV, tutti affiancati da un motore elettrico a 48 Volt capace di garantire un overboost di circa 30 CV.  Sul fronte tecnico, la GLB 180 si distingue per un consumo medio inferiore ai 6 litri per 100 chilometri, valore che la colloca tra i modelli più efficienti della gamma SUV Mercedes-Benz. Il nuovo motore benzina turbo quattro cilindri da 1,5 litri utilizza un processo di combustione basato sul ciclo Miller, soluzione che consente di ridurre i consumi soprattutto nelle condizioni di carico parziale tipiche della guida urbana. La nuova GLB hybrid è disponibile in quattro linee di allestimento: ADVANCED, ADVANCED PLUS, PREMIUM e PREMIUM PLUS.
 
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DENZA Z9GT porta in Europa la ricarica ultra-rapida FLASH Charging

(Adnkronos) - La mobilità elettrica compie un ulteriore passo avanti con l’arrivo in Europa della DENZA Z9GT introducendo la nuova tecnologia FLASH Charging, pensata per ridurre drasticamente i tempi di ricarica dei veicoli elettrici. Grazie a una potenza di ricarica fino a 1.500 kW, il sistema consente infatti di portare la batteria dal 10% al 70% in soli cinque minuti, mentre una ricarica dal 10% al 97% richiede appena nove minuti. Anche in condizioni climatiche estreme, fino a –30°C, il sistema è in grado di passare dal 20% al 97% in circa 12 minuti. La nuova tecnologia BYD sfrutta due elementi chiave: le nuove stazioni di ricarica BYD ad altissima potenza e la seconda generazione della Blade Battery, che mantiene la chimica litio-ferro-fosfato (LFP) migliorando il trasporto degli ioni per aumentare densità energetica, velocità di ricarica e durata nel tempo. “L’introduzione della DENZA Z9GT in Europa segna una tappa molto importante per il nostro marchio”, ha dichiarato Stella Li, Executive Vice President di BYD. “La possibilità di aggiungere centinaia di chilometri di autonomia in pochi minuti, anche a temperature estremamente basse, riflette perfettamente la nostra visione di una mobilità premium basata su tecnologia avanzata, prestazioni ed eleganza”.
 
BYD ha già installato migliaia di stazioni FLASH Charging in Cina e ha annunciato un piano di espansione globale che prevede una prima diffusione anche in Europa già nel mese di Aprile. 
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Yamaha rinnova il Tricity 300

(Adnkronos) -
Yamaha presenta il nuovo Tricity 300 Model Year 2026, evoluzione dello scooter a tre ruote pensato per la mobilità urbana. Il modello introduce un importante aggiornamento tecnico e stilistico che rafforza il posizionamento del Tricity. Elemento distintivo del veicolo resta il sistema Leaning Multi Wheel (LMW), il telaio brevettato Yamaha che consente allo scooter di inclinarsi in curva mantenendo due ruote anteriori. Tra le novità principali del Tricity 300 MY 2026 spicca l’introduzione dell’airbag, una prima assoluta per uno scooter Yamaha. Il sistema è progettato per attivarsi in caso di collisione frontale, contribuendo ad assorbire parte dell’energia dell’impatto e ridurre la proiezione in avanti del pilota. Il nuovo modello beneficia anche di un restyling completo della carrozzeria, con linee più affilate e dinamiche che accentuano il carattere sportivo del mezzo mentre la nuova firma luminosa con luci di posizione e fanale posteriore a LED contribuisce a definire ulteriormente un look più moderno e tecnologico.  Debutta una nuova strumentazione digitale composta da un display TFT a colori da 4,2 pollici affiancato da un display LCD da 2,8 pollici mentre il sistema consente anche la connessione con lo smartphone tramite l’app Yamaha MyRide e introduce anche la navigazione Garmin StreetCross.
 Il nuovo Tricity 300 é mosso da un motore Blue Core monocilindrico da 292 cc, raffreddato a liquido e abbinato a trasmissione automatica CVT, ora omologato Euro5+.
 
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