Ecosostenibilità: Prometeon introduce la dichiarazione che misura la riduzione di CO2 degli pneumatici
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Prometeon Tyre Group presenta un nuovo strumento dedicato alle flotte di trasporto capace di quantificare in modo concreto la riduzione delle emissioni legate all’utilizzo di pneumatici ad alta efficienza energetica. Si tratta di una dichiarazione tecnica che permette di misurare con precisione il risparmio di CO₂ equivalente generato dall’impiego di pneumatici con bassa resistenza al rotolamento, offrendo alle aziende di trasporto un supporto concreto nelle strategie di sostenibilità. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di fornire dati verificabili sulle prestazioni ambientali dei veicoli pesanti. Attraverso questo documento le flotte possono dimostrare in modo oggettivo il proprio contributo alla riduzione dell’impatto climatico, valorizzando le proprie scelte tecnologiche anche nei processi di rendicontazione ESG e nelle gare di appalto dove i criteri ambientali stanno assumendo un peso sempre più rilevante. Il sistema di calcolo utilizzato si basa su VECTO, il software sviluppato dalla Commissione Europea per simulare consumi di carburante ed emissioni dei veicoli industriali. Il modello analizza i parametri tecnici del mezzo e consente di stimare con precisione il contributo dei pneumatici nella riduzione delle emissioni complessive. La nuova dichiarazione ambientale è collegata all’utilizzo degli pneumatici Prometeon Serie 02, progettati per migliorare l’efficienza energetica dei mezzi pesanti grazie a una ridotta rolling resistance. Questa caratteristica consente di diminuire il consumo di carburante e, di conseguenza, le emissioni di anidride carbonica prodotte durante l’attività di trasporto. Il primo esempio concreto arriva dal settore del trasporto merci con l’esperienza della Rodella Trasporti, che ha adottato i pneumatici Prometeon R02 Pro Trailer con classe di resistenza al rotolamento B al posto di prodotti di classe C. Considerando una percorrenza annua di circa 100.000 chilometri per semirimorchio, il risultato stimato indica una riduzione superiore alle 7 tonnellate di CO2 all’anno sull’intera flotta. Un valore significativo se si considera che corrisponde alla capacità di assorbimento annuale di oltre 300 alberi adulti.
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Leapmotor B10: aggiornamento OTA con One Pedal Driving
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Leapmotor introduce un nuovo aggiornamento software OTA dedicato alla B10, arricchendo il modello con una serie di miglioramenti che interessano guida, connettività e sistemi di bordo. L’intervento digitale amplia le funzioni disponibili e perfeziona diversi aspetti dell’esperienza quotidiana, rendendo il SUV elettrico ancora più intuitivo e tecnologico. Il rilascio arriva a pochi mesi dall’arrivo sul mercato della Leapmotor B10, segno della strategia del marchio di sviluppare un ecosistema software capace di evolversi nel tempo. L’aggiornamento viene distribuito direttamente al veicolo tramite connessione dati, senza necessità di interventi in officina, permettendo ai proprietari di ricevere nuove funzionalità e ottimizzazioni in modo immediato. Tra le principali novità introdotte dall’aggiornamento compare la funzione One Pedal Driving, una modalità di guida che consente di gestire accelerazione e decelerazione quasi esclusivamente tramite il pedale dell’acceleratore. Grazie alla nuova logica di recupero energetico, il sistema rende la marcia più progressiva e migliora l’efficienza complessiva durante la guida urbana. La componente digitale evolve anche sul fronte della connettività. Il sistema ora supporta Apple CarPlay e Android Auto, utilizzabili sia tramite collegamento cablato sia in modalità wireless. Gli utenti possono quindi accedere con maggiore semplicità alle applicazioni dello smartphone direttamente dal sistema di infotainment. L’aggiornamento introduce inoltre diverse modifiche all’interfaccia del sistema di bordo, con l’obiettivo di rendere l’utilizzo delle funzioni più immediato. I comandi al volante possono essere personalizzati con nuove impostazioni multifunzione che includono scorciatoie dedicate alle tecnologie ADAS e alle modalità di guida. Anche il sistema di infotainment è stato ottimizzato. La navigazione ora può essere visualizzata attraverso una nuova configurazione a schermo diviso, collocata sul lato sinistro del display centrale, facilitando la consultazione simultanea di più informazioni. Un’altra novità riguarda la funzione Quick Start, progettata per ridurre i tempi di avvio del sistema grazie a un processo di precaricamento che rende l’interfaccia operativa più rapidamente all’accensione del veicolo.
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Toyota: vendite in aumento e leadership tra i marchi esteri
(Adnkronos) - Il mese di febbraio si chiude con segnali positivi per il mercato automobilistico italiano, che registra un incremento complessivo del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In questo scenario Toyota consolida la propria posizione di riferimento tra i marchi esteri, confermando la solidità della propria strategia commerciale e tecnologica. Nel corso del mese Toyota ha immatricolato 11.183 vetture, mantenendo volumi sostanzialmente in linea con quelli dello scorso anno ma rafforzando la propria presenza sul mercato. La quota complessiva raggiunge infatti il 7,1%, mentre nel canale dei clienti privati la presenza del brand cresce ulteriormente fino al 9,4%, con un miglioramento di 1,2 punti percentuali rispetto a febbraio 2025. Il canale Private, che oggi rappresenta circa il 70% del mix di vendita Toyota, continua dunque a dimostrarsi centrale per il marchio. Proprio questo segmento ha mostrato una ripresa significativa nel mese di febbraio, con una crescita del 9,3%, contribuendo alla dinamica positiva dell’intero mercato. Parallelamente prosegue la crescita delle motorizzazioni full hybrid, tecnologia sulla quale Toyota mantiene una posizione dominante. Nel mese di febbraio questa tipologia di alimentazione ha rappresentato il 15,1% delle immatricolazioni totali, con un incremento di circa tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. All’interno del mercato full hybrid Toyota rafforza ulteriormente la propria leadership, raggiungendo una quota del 42,2% e confermando tre modelli ai vertici delle vendite. Sul podio si posizionano infatti Yaris, Yaris Cross e la nuova Aygo X Hybrid, che rappresentano i riferimenti del marchio in questo segmento. La Aygo X Hybrid, proposta oggi esclusivamente con tecnologia full hybrid, si sta rivelando uno dei modelli più dinamici della gamma. Nei primi mesi dell’anno è risultata la Toyota più venduta, entrando anche nella top five assoluta del mercato italiano e conquistando la terza posizione nel canale privati. Il modello consolida inoltre la propria presenza nel segmento delle citycar, dove da inizio anno occupa stabilmente la terza posizione con una quota del 16,3%, superiore di oltre sei punti percentuali rispetto allo scorso anno. Un risultato che riflette il rinnovato interesse del mercato per le piccole vetture urbane, segmento che a febbraio ha raggiunto il 21,4% del totale.
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Apple lancia AirPods Max 2 con chip H2 e funzioni IA
(Adnkronos) - Apple ha ufficializzato il debutto delle AirPods Max 2, un aggiornamento che punta tutto sull'evoluzione tecnologica interna piuttosto che sul rinnovamento estetico. L'elemento centrale della nuova iterazione è il chip H2, componente già presente nei modelli Pro e AirPods 4, che permette di elevare le prestazioni della cancellazione attiva del rumore, ora dichiarata fino a 1,5 volte più efficace rispetto alla versione precedente. Il miglioramento coinvolge anche la modalità Trasparenza, ottimizzata attraverso nuovi algoritmi di elaborazione del segnale digitale che rendono l'ascolto ambientale più naturale e fedele. Il passaggio all'architettura H2 sblocca una serie di funzionalità che erano finora precluse a causa dei limiti del vecchio chip H1. Tra le novità principali figurano l'Audio Adattivo, la funzione di isolamento della voce e la traduzione in tempo reale tramite IA. L'esperienza d'uso si arricchisce inoltre con il supporto alle interazioni con Siri tramite gesti della testa e una qualità di registrazione audio definita di livello professionale. Sebbene queste tecnologie siano già note agli utenti dei modelli in-ear più recenti, il loro approdo sulle over-ear completa l'allineamento dell'intera gamma audio di fascia alta. Sul fronte costruttivo e commerciale, le AirPods Max 2 mantengono la continuità con il passato, riproponendo le medesime finiture cromatiche e il supporto all'audio lossless a 24 bit e 48 kHz tramite connessione cablata USB-C. Nonostante le osservazioni relative all'assenza di un tasto di spegnimento fisico o di un meccanismo di chiusura più compatto, la struttura rimane fedele al design originale in metallo e tessuto. Il prezzo di lancio è fissato a 579 euro, con l'apertura degli ordini prevista per mercoledì 25 marzo e le prime consegne programmate per l'inizio di aprile.
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Cibi e pensieri che nutrono il cervello, un libro firmato dalla coppia Liotta (giornalista) e Matteoli (neuroscienziata)
(Adnkronos) - I dialoghi tra mente, cervello, corpo e microbiota. Un punto di vista nuovo, che parte dagli studi recenti di neuroscienze e approda a discipline nascenti come la psichiatria nutrizionale e il neurometabolismo. E' il lavoro delle autrici Eliana Liotta e Michela Matteoli che firmano 'La mente radiosa. I cibi e i pensieri che nutrono il cervello e rischiarano la vita' (Sonzogno), in libreria dal 17 marzo. Dall'opera è tratta una lectio scenica delle autrici, che si terrà al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano lunedì 4 maggio alle 20.30. Liotta, giornalista e saggista, e Matteoli, neuroscienziata che dirige il programma di Neuroscienze dell'ospedale universitario milanese Humanitas, propongono una visione in linea con le scoperte recenti: una mente incarnata nel cervello e in dialogo continuo con il corpo e con il microbiota intestinale. Proprio questa dimensione materiale merita interesse, a partire dall'alimentazione. Dall'analisi dei dati scientifici emerge che, in media, italiane e italiani sono carenti di sostanze essenziali per il sistema nervoso, come gli omega-3 e le vitamine B e D. "Rischiamo di avere cervelli malnutriti in una società opulenta, e non stupisce che la conseguenza siano stati ansiosi, senso di fatica, disturbi del sonno o difficoltà di concentrazione. Ma le nostre menti straordinarie hanno fame anche di sentimenti, spiritualità, pace. Sono creatrici di mondi che palpitano nella musica, nell'arte, nei teatri, nei film", riflettono le autrici. E tutti questi pensieri, esperienze, emozioni ci modificano, fisicamente. "Il nostro cervello muta mentre viviamo", scrivono Liotta e Matteoli che suggeriscono: "Prendiamoci cura della nostra mente, diamole quello di cui ha bisogno: stimoli, relazioni, sfide, bellezza. Alleniamola con amore. E lei ci ripagherà, radiosa, per molti anni a venire".
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Iran, Pelazzi (Argenta Soa): "Pnrr rischia rallentamenti nei cantieri italiani"
(Adnkronos) - “La guerra nel Golfo Persico sta producendo un effetto immediato sui cantieri italiani. Dopo due settimane di conflitto, molte imprese stanno già registrando aumenti significativi dei costi operativi e delle materie prime. Se questo scenario dovesse protrarsi, il rischio è che una parte rilevante dei lavori del Pnrr entri in una fase di forte rallentamento”. Lo dichiara all'Adnkronos/Labitalia Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche, commentando i risultati della survey condotta su 330 imprese con attestazione Soa, impegnate nella realizzazione dei cantieri Pnrr. “Il 21% delle imprese intervistate - spiega - dichiara che i margini economici sulle opere Pnrr potrebbero essere gravemente compromessi dai nuovi rincari dei materiali e dell’energia. E' un segnale molto serio, perché significa che una parte delle aziende rischia di trovarsi a realizzare lavori con margini praticamente azzerati. Il 18% delle imprese intervistate teme di dover sospendere i lavori entro l’estate se non verrà introdotto rapidamente un nuovo meccanismo di compensazione automatica dei prezzi. E' un dato che segnala quanto la tensione finanziaria nei cantieri sia già molto elevata”. “La preoccupazione - sottolinea - più citata dalle imprese — indicata dal 30% del campione — riguarda i vincoli contrattuali e temporali del Pnrr: in molti casi i lavori non possono essere sospesi senza rischiare la perdita dei finanziamenti europei, anche quando i costi stanno diventando insostenibili. Dalla nostra rilevazione emerge un quadro molto chiaro: le imprese si trovano strette in una tenaglia tra contratti firmati con prezzari ormai superati e un nuovo shock inflazionistico che sta colpendo energia, trasporti e materiali da costruzione. Alcune voci di costo stanno già aumentando rapidamente: secondo alcune rilevazioni Ance il bitume ha registrato rincari intorno al +50%, i carburanti per i cantieri circa +20%, mentre tubazioni e materiali plastici sono saliti di circa +30%”. “Con i costi che salgono e i pagamenti della pubblica amministrazione che spesso arrivano dopo molti mesi - avverte Pelazzi - fabbisogno di capitale circolante aumenta rapidamente. In queste condizioni, alcune aziende rischiano di non riuscire a sostenere economicamente i cantieri. Il problema è che molti appalti Pnrr sono stati aggiudicati negli anni scorsi con prezzi completamente diversi da quelli attuali. Le imprese stanno eseguendo lavori con margini che si stanno rapidamente assottigliando o, in alcuni casi, diventando negativi.” “E' vero - dice - che la normativa sugli appalti pubblici prevede meccanismi di revisione dei prezzi introdotti con il Decreto Aiuti e rafforzati dalla Legge di Bilancio 2026. Tuttavia, in molti casi gli adeguamenti riconosciuti coprono solo una parte degli aumenti e, per alcune opere, esiste un limite massimo intorno al 35%. Se i costi dei materiali salgono oltre queste soglie – come sta già accadendo su alcune lavorazioni – il rischio economico torna completamente sulle imprese”. “Le aziende con attestazione Soa - ricorda - sono il motore operativo dei lavori pubblici italiani: costruiscono strade, ferrovie, infrastrutture energetiche e opere strategiche finanziate dal Pnrr. Se queste imprese entrano in difficoltà finanziaria, l’impatto si trasmette immediatamente a tutta la filiera delle costruzioni”. Per il presidente di Argenta Soa il punto decisivo è la durata del conflitto: “Due settimane fa molti osservatori pensavano a una crisi breve. Oggi lo scenario sta cambiando. Se la guerra dovesse protrarsi per mesi, il nuovo shock inflazionistico rischia di trasformarsi in un problema strutturale per i cantieri italiani. Il paradosso è che i fondi ci sono, i progetti ci sono e i cantieri sono aperti. Ma se i costi continuano a salire e i contratti restano fermi ai prezzi del passato, le imprese saranno costrette a lavorare in perdita. E nessun sistema industriale può reggere a lungo una situazione del genere”. Secondo Pelazzi il rischio non riguarda soltanto la redditività delle aziende, ma la tenuta complessiva del cronoprogramma del Pnrr: "Il sistema dei lavori pubblici è entrato nella fase più delicata del Piano. Le risorse PNRR devono essere utilizzate entro il 31 agosto 2026 e proprio in questi mesi si concentra la fase esecutiva di migliaia di cantieri. Se i costi continuano a crescere e le imprese si trovano senza margini finanziari, il rischio concreto è che una parte dei lavori rallenti o venga sospesa”. “La partita del Pnrr - dice - si gioca nei prossimi mesi. Senza interventi rapidi sui meccanismi di revisione prezzi e sulla liquidità delle imprese, il rischio è che proprio nel momento decisivo del Piano si creino le condizioni per rallentamenti diffusi nei cantieri e difficoltà di chiudere alcuni lavori entro i tempi previsti”.
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Tumori, da Cipomo premi a informazione, volontariato e oncologia di prossimità
(Adnkronos) - Creare ponti tra oncologia, società civile, informazione e organizzazione dei servizi sanitari. Perché la lotta ai tumori non passa solo da terapie e protocolli, ma anche da chi rende più comprensibili i temi della salute, da chi sostiene concretamente i pazienti e da chi sviluppa modelli innovativi di assistenza. Con questo spirito il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo), in chiusura del 30esimo Congresso nazionale che si è svolto a Roma, ha consegnato i tre premi che riconoscono ogni anno l'impegno di professionisti, associazioni e istituzioni che contribuiscono concretamente a migliorare il percorso di cura delle persone con tumore: il premio giornalistico 'Gianni Bonadonna' a Laura Berti (Rai Medicina 33); il premio 'Human Touch' all’Associazione Irene Onlus e il premio 'Elisabetta Fabbrini', realizzato in collaborazione con Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere) e Fnopi (Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche), conferito ex aequo all'Asst Valle Olona e all'azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. "Questi premi rappresentano uno dei momenti più significativi del nostro congresso. Valorizzare chi contribuisce a rendere più comprensibili i temi della salute, chi sostiene concretamente le persone malate e chi sviluppa modelli innovativi di assistenza significa rafforzare un'idea di oncologia sempre più attenta alla qualità della vita e alla continuità delle cure", afferma Carlo Garufi, presidente del congresso Cipomo. "In oncologia la qualità delle cure dipende sempre più dalla capacità di lavorare insieme - sottolinea Paolo Tralongo, presidente Cipomo - Informazione corretta, associazionismo e innovazione organizzativa sono tre elementi fondamentali per migliorare il percorso delle persone con tumore. Con questi premi vogliamo riconoscere esperienze che dimostrano come sia possibile costruire un sistema più vicino ai pazienti, capace di integrare competenze diverse e di trasformare buone pratiche locali in modelli utili per tutto il servizio sanitario". La buona divulgazione scientifica, che rende accessibili e comprensibili al grande pubblico argomenti complessi di medicina e salute, è il tema del premio giornalistico 'Gianni Bonadonna' dedicato al grande oncologo italiano fondatore dell'oncologia medica moderna, assegnato a Laura Berti, giornalista e conduttrice di 'Medicina 33', storica trasmissione Rai dedicata alla salute, si legge in una nota del Cipomo. Un progetto di sostegno ai pazienti e alle famiglie di persone con neoplasie cerebrali dell'adulto e del bambino è stato al centro del premio 'Human Touch' conferito all'Associazione Irene Onlus, ritirato dal presidente Patrizio Fausti. L'oncologia di prossimità e la personalizzazione del percorso oncologico sul territorio sono il focus del premio 'Elisabetta Fabbrini', in collaborazione con Fiaso e Fnopi. Riconoscimento quest'anno assegnato ex aequo all'azienda socio sanitaria territoriale Valle Olona e all'Ao Ordine Mauriziano di Torino. Della prima è stato premiato il progetto per l'attenzione alla gestione territoriale delle persone con tumore in fase cronica, promuovendo un modello organizzativo orientato alla continuità assistenziale e all'integrazione multidisciplinare delle competenze; della seconda il progetto di un modello organizzativo strutturato che valorizza il case management come strumento concreto di integrazione tra diverse aree cliniche, favorendo la personalizzazione dei percorsi di cura.
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Irccs Pascale Napoli, 'mappa Gps' delle cellule rivoluziona l'immunoterapia
(Adnkronos) - Sembra un'opera astratta di Van Gogh con colori accesi che ricordano 'La notte stellata' del celebre artista. In realtà, quello che brilla sullo schermo dei microscopi a scansione del nuovo polo dell'Irccs Fondazione Pascale, inaugurato questa mattina a Mercogliano (in provincia di Avellino), è la mappa vitale di un tumore. Non è un'esercitazione estetica, ma la più avanzata frontiera della medicina di precisione: la biologia spaziale. Si tratta di una delle linee di ricerca di punta del primo laboratorio del Sud Italia interamente dedicato all'immunoncologia, realizzato con una donazione della Fondazione Irti, presieduta da Natalino Irti. Il centro punta allo studio dei meccanismi di resistenza alle cure e alla personalizzazione dei trattamenti per rendere l'immunoterapia, sempre più 'democratica' ed efficace per tutti i pazienti. "Qui convergono le linee di ricerca più promettenti: dall'analisi del microbioma alla profilazione genetica dei pazienti (gene signature), fino all'identificazione di nuovi biomarcatori molecolari - dichiara Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all'Università Federico II di Napoli e direttore dell'Unità di Oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie Innovative dell'Istituto Pascale di Napoli -. Ma la linea di ricerca più avanzata che stiamo esplorando è la biologia spaziale, una disciplina rivoluzionaria che permette di studiare il 'microambiente tumorale' con una precisione chirurgica. Mentre la genomica tradizionale analizza i tessuti come in un 'frullato' di cellule, la biologia spaziale permette di mantenere intatta l'architettura del tumore, preservandone il contesto topografico. Grazie a strumentazioni di ultima generazione siamo quindi in grado di mappare non solo la presenza delle cellule tumorali, ma la loro interazione geografica con il sistema immunitario". Non è dunque solo un laboratorio - spiegano dal Pascale - ma un ecosistema di innovazione. Una vera e propria 'silicon valley' dell'immunoncologia che vede impegnato l'intero team di Ascierto, come i ricercatori Gabriele Madonna, Domenico Mallardo, Caterina Costa e Mariaelena Capone. "Con questo laboratorio facciamo un ulteriore salto di qualità nella medicina di precisione - dichiara Alfredo Budillon, direttore scientifico -. Non ci limitiamo più a guardare le cellule tumorali in modo isolato, ma ne studiamo l'architettura spaziale. Questo ci può permettere di capire perché alcuni pazienti rispondono alle cure e altri no, nel solco di terapie sempre più personalizzate che riducono gli effetti collaterali e massimizzano l'efficacia del trattamento. È un traguardo importante che si integra in un contesto, quello del centro di Mercogliano, dove abbiamo centralizzato tutte le maggiori piattaforme tecnologiche dell'Istituto, e che rafforza ulteriormente il ruolo del Pascale come riferimento internazionale". La nascita del laboratorio è legata alla storia personale del giurista Nicola Irti che - informa una nota - a seguito di un grave lutto familiare ha scelto di trasformare il dolore in speranza attraverso la Fondazione Irti. Con una donazione complessiva di 400mila euro, la Fondazione ha permesso l'acquisto di macchinari che pongono la Campania al centro della mappa scientifica europea. "Abbiamo fortemente voluto che questo investimento restasse al Sud e trovasse casa nel talento dei ricercatori dell'Irccs Pascale - conclude Natalino Irti - Trasformare una sofferenza privata in una risorsa collettiva è il modo più nobile per onorare la memoria e il futuro. Sapere che queste tecnologie porteranno nuove opportunità di cura per i pazienti è, per la nostra Fondazione, il risultato più prezioso".
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Metastasi al cervello, radiochirurgia più efficace e meno invasiva all'ospedale Sant'Andrea di Roma
(Adnkronos) - Si chiama 'HyperArc' e rappresenta una delle innovazioni più significative per il trattamento delle metastasi cerebrali, specialmente quando sono multiple. Da qualche tempo è in uso presso l'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma, uno dei pochi centri in Italia a impiegare questa tecnologia che permette di somministrare dosi elevate di radiazioni in modo estremamente preciso, colpendo i tumori e risparmiando il tessuto sano circostante. "Quello che utilizziamo è un software avanzato integrato agli acceleratori lineari disponibili in reparto che automatizza la pianificazione e l'erogazione della radioterapia stereotassica. Nello specifico, la radioterapia stereotassica è una tecnica di radioterapia assolutamente non invasiva che usiamo per trattare volumi di piccole dimensioni. Il vantaggio principale sta nel fatto che si somministrano dosi alte di radioterapia (ablative) su un piccolo volume (diametro massimo 5-6 centimetri), capaci di uccidere tulle le cellule presenti dentro il bersaglio e non toccare minimamente i tessuti sani vicini". Così all'Adnkronos Salute Mattia Falchetto Osti, direttore del reparto di Radioterapia del Sant'Andrea. Ma quali sono le novità di HyperArc? "Prima di tutto, a differenza delle tecniche più tradizionali, grazie a questo software è possibile colpire più metastasi contemporaneamente, utilizzando quello che noi radioterapisti definiamo un unico punto di rotazione (isocentro) - illustra il direttore - E tutto questo con una precisione millimetrica e quindi abbassando il rischio di danneggiare aree critiche del cervello, preservando così le funzioni cognitive e la memoria. La seconda caratteristica è che i tempi del trattamento sono assolutamente ridotti e veloci. Parliamo di una seduta di 10-15 minuti che non richiede anestesia o ricovero e permette al paziente di tornare anche a lavoro o a casa. Infatti, la radioterapia stereotassica ha anche minori effetti collaterali, perché circoscrivendo l'irradiazione del tessuto sano si eliminano gli effetti come affaticamento, perdita di capelli e nausea". Esattamente come funziona? "Il macchinario ruota attorno al paziente compiendo archi complessi, permettendo al fascio di radiazioni di raggiungere il bersaglio, ovvero il tumore, da molteplici angolazioni, ottimizzando la conformazione della dose sul tumore", descrive lo specialista. Le risposte dei pazienti quali sono state finora? "Nel 97% dei casi sono positive, il che non vuol dire sempre la guarigione, ma che la malattia non è andata avanti o che la massa tumorale si è ridotta - precisa - Il trattamento, comunque, per le sue caratteristiche è ripetibile e ben tollerato. Chiaramente non è possibile usare la tecnica in tutti i casi. In genere i pazienti che si sottopongono alla radioterapia stereotassica sono in stadio avanzato, ma il controllo locale è elevatissimo e la prognosi dipende anche dalla evoluzione della malattia extracranica". Su quanti pazienti è stata sperimentata la tecnica? “Circa 70. Va anche detto che per usare software e macchinari così sofisticati occorrono competenza ed esperienza, e in questo ci è di aiuto, per esempio, la fisica sanitaria che è fondamentale nella scelta della corretta dose da somministrare al paziente", sottolinea Falchetto Osti. Un lavoro che avviene in sinergia con più reparti. "Il tumore - evidenzia - è diventato un nemico da combattere e per farlo la sinergia e la sintonia tra i reparti del nostro ospedale devono essere perfette. Siamo un'azienda ospedaliero-universitaria dove sperimentazione e ricerca sono il pane quotidiano di tutti noi. Il collaudo e l'utilizzo di nuovi modelli e terapie rappresentano lo strumento migliore per perfezionare le cure in ogni settore. Gli oncologi - rimarca l'esperto - hanno evidenziato che negli ultimi anni c'è stato un aumento della possibilità di sviluppare metastasi cerebrali e, considerata la difficoltà di intervenire in questa speciale parte del nostro corpo, oltre alla chirurgia la radioterapia, e in particolare questa nuova tecnologia, raffigurano una possibilità concreta per aumentare le aspettative di vita dei nostri pazienti. Opportunità che il Sant'Andrea è in grado di offrire".
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Dall'Aids a Ebola fino al Covid, 90 anni dell'Inmi Spallanzani di Roma
(Adnkronos) - L'Inmi Spallanzani di Roma compie 90. Negli anni l'istituto dedicatato alle malattie infettive ha affrontato tanti scenari, dalla lotta all'Hiv-Aids, passando per lo spauracchio del virus Ebola, fino a diventare il punto di riferimento della guerra alla pandemia Covid nel 2020. Questa mattina - alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, del presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma, e dell'assessore regionale ai Servizi sociali, Massimiliano Maselli - l'Irccs ha inaugurato 'Casa Spallanzani'. "Si tratta di una foresteria con una ricettività di 22 posti letto, suddivisi in ampie camere doppie, destinata ad ospitare a prezzi calmierati parenti e/o caregiver di pazienti ricoverati presso l'Inmi e/o la vicina Ao San Camillo Forlanini, nonché discenti e docenti del Centro di formazione dello Spallanzani", si legge in una nota. Contestualmente, l'istituto ha presentato il logo 'Spallanzani 30-90' e le attività previste nel corso del 2026, anno di celebrazione del 90esimo anniversario della fondazione e del 30esimo anniversario del riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Come spiegato dalla direttrice generale, Cristina Matranga, "il nuovo logo, con il simbolo dell'infinito, richiama l'idea di un dialogo costante tra la cura dei pazienti, l'attività di ricerca e la trasmissione del sapere. Tre dimensioni che non sono separate, ma che si alimentano reciprocamente in un flusso continuo, da trent'anni. E' questo intreccio virtuoso che ha reso lo Spallanzani un punto di riferimento nazionale e internazionale nelle malattie infettive. Cambiano le sfide - dall'Aids al Covid, fino alle nuove esigenze di accoglienza e formazione - ma resta immutata la missione: prendersi cura, produrre conoscenza, condividerla. In un movimento continuo, come quel simbolo dell'infinito che oggi rappresenta non solo un logo, ma una visione". Tra i momenti principali di questo anno di celebrazioni: l'inaugurazione di una nuova sezione diagnostica senologica, l'apertura della seconda sala operatoria della Chirurgia del paziente infetto, la presentazione e attivazione del primo e unico Bsl4 d'Italia, l'inaugurazione del Padiglione Pontano - destinato alle malattie infettive dell'apparato respiratorio - che verrà riaperto dopo i lavori di ammodernamento, la Giornata mondiale dell'Aids e l'ormai nota e tanto attesa Settimana della scienza di settembre, elenca l'Inmi. Inaugurato nel 1936, nel corso dei decenni lo Spallanzani ha progressivamente adattato il proprio campo d'azione in risposta all’evoluzione epidemiologica delle principali malattie infettive: negli anni Trenta fu attivata una sezione dedicata alla cura e alla riabilitazione della poliomielite; nel 1957 l'ospedale svolse un ruolo importante nel contrasto alla pandemia influenzale denominata 'Asiatica'; nel 1970 fu la volta dell'epidemia di colera ed ebbe inizio l'impegno sistematico dell'istituto nella gestione dell'epatite virale, soprattutto in relazione ai problemi emergenti legati alla tossicodipendenza; a partire dagli anni Ottanta lo Spallanzani è divenuto uno dei maggiori centri europei per l'assistenza, la cura e la ricerca sulle infezioni da Hiv e sull'Aids, contribuendo in modo determinante allo sviluppo di nuovi percorsi clinici, diagnostici e terapeutici. In seguito, dalla riemergenza della tubercolosi, legata anche alla infezione da Hiv, lo Spallanzani ha assunto un ruolo sempre maggiore nella gestione di questa patologia fino a diventare polo di riferimento per la cura della tubercolosi, in particolare delle forme farmaco-resistenti. Nel dicembre 1996 il ministero della Sanità ha riconosciuto lo Spallanzani come Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Tra il 2001 e il 2003 il ministero della Salute ha ulteriormente designato l'istituto come polo nazionale di riferimento per il bioterrorismo, la gestione della Sars e delle febbri emorragiche, consolidandone il ruolo strategico nella risposta alle emergenze infettive, emerso con particolare rilevo durante la pandemia Covid-19. Attualmente lo Spallanzani è articolato in due dipartimenti, il Dipartimento clinico e di ricerca delle Malattie Infettive e il Dipartimento di Epidemiologia, Ricerca preclinica e Diagnostica avanzata. Presso l'istituto è presente l'unico laboratorio italiano di livello di biosicurezza 4 (Bsl4), le cui attività saranno ulteriormente potenziate nel corso dell'anno attraverso l'attivazione di una nuova infrastruttura dedicata, oltre a 3 laboratori Bsl3. Dispone inoltre di una biobanca, parte del network Bbmri-Eric, dove sono attualmente raccolti e conservati 1.255.000 campioni biologici. È inoltre in fase di realizzazione il nuovo Polo dei laboratori 'Rita Levi Montalcini', che integrerà i laboratori di Virologia e Microbiologia, recentemente identificati come unici laboratori di terzo livello della Regione Lazio. La nuova struttura integrerà le funzioni, attualmente svolte dai laboratori, di riferimento per la diagnostica specialistica ad alta complessità, la caratterizzazione avanzata dei patogeni, il coordinamento delle reti di sorveglianza e il supporto alla gestione delle emergenze infettive ed epidemiche a livello regionale e nazionale.
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