Monster Hunter Stories 3, lo spin-off diventa grande

(Adnkronos) - Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection segna un punto di svolta per la serie di Capcom, distanziandosi dai toni più leggeri dei predecessori per abbracciare una narrazione complessa e dai tratti drammatici. La vicenda si articola attorno al conflitto tra i regni di Vermeil e Azuria, entrambi minacciati dall'avanzata della cristallizzazione, un fenomeno che mette a rischio l'equilibrio naturale. Il prologo definisce immediatamente la posta in gioco attraverso la fuga della regina di Azuria, rea di aver sottratto alla morte un Rathalos nato da un uovo gemellare, evento considerato di cattivo auspicio. Gli eventi riprendono anni dopo seguendo l'erede della sovrana, ora capitano dei Ranger, impegnato a proteggere i mostri in via d'estinzione e a gestire il peso politico di un'eredità difficile mentre l'ombra della guerra si fa sempre più concreta. L’approccio narrativo di questo nuovo episodio si rivela sorprendentemente cinematografico, superando in termini di ritmo e intensità anche alcuni capitoli della serie principale. La divisione in capitoli permette di esplorare diverse ambientazioni con un incedere che alterna vittorie e sconfitte, focalizzandosi su temi come il sacrificio e la responsabilità. La maturità del racconto è supportata da una caratterizzazione dei personaggi profonda, resa efficace da un doppiaggio curato sia in lingua inglese che giapponese. Rispetto al passato, il gioco non utilizza più i mostri come semplice pretesto per il gameplay, ma li integra in un tessuto emotivo che spinge il giocatore a interessarsi sinceramente alle sorti dei protagonisti e dei loro compagni Monstie. Sul fronte del sistema di combattimento, Twisted Reflection mantiene la struttura a "carta-forbice-sasso" basata su attacchi Potenza, Tecnica e Velocità, ma introduce variabili che aumentano il tasso strategico. L'elemento di maggiore novità è rappresentato dai mostri ferali, creature corrotte dai cristalli che richiedono una precisa coordinazione per distruggerne le appendici e annullarne le abilità caotiche. A questo si aggiunge la Wyvern Soul Gauge, una barra posizionata sotto i punti vita dei nemici che, una volta svuotata, permette di scatenare il Synchro Rush, un attacco combinato di squadra spettacolare e risolutivo. Nonostante qualche incertezza nella leggibilità dei pattern di attacco di alcuni nemici, la risposta dei comandi e la rapidità nel cambio delle armi, tra cui debutta la Spada Lunga, rendono gli scontri dinamici. L’esplorazione beneficia del sistema di Habitat Restoration, una meccanica che consente di liberare i mostri nati dalle uova per ripopolare gli ecosistemi e aumentare il rango dell'area, sbloccando così varianti a doppio elemento più potenti. Sebbene il volo dei Monstie risulti meno libero rispetto al passato, somigliando più a una planata controllata, l’interazione con il terreno rimane fluida grazie alle abilità specifiche di ogni creatura. Visivamente, il titolo sfoggia una direzione artistica pulita e animazioni fluide, garantendo prestazioni eccellenti anche su Switch 2, prive di bug rilevanti. Monster Hunter Stories 3 riesce dunque a elevare gli standard della serie, offrendo un'esperienza bilanciata che convince sia per la profondità dei contenuti sia per la solidità della messa in scena. 
Fomato: Nintendo Switch 2 (versione testata), PS5, Xbox Series X|S, PC Editore: Capcom Sviluppatore: Capcom Voto: 9 
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Metalcoat, progettisti imprese e general contractor per rispondere a nuove esigenze delle costruzioni

(Adnkronos) - "La nascita della divisione Building è una risposta naturale all’evoluzione del mercato delle costruzioni, che oggi richiede soluzioni sempre più integrate, performanti e certificate. Non è più sufficiente fornire un semilavorato: progettisti e general contractor cercano partner industriali in grado di garantire qualità, tracciabilità, supporto tecnico e continuità produttiva". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Matteo Trombetta Cappellani, amministratore delegato di Metalcoat spa. "Negli ultimi anni - spiega - abbiamo registrato una crescente domanda di materiali leggeri, durevoli e sostenibili, in particolare in ambito facciate, involucri edilizi e strutture in alluminio ad alte prestazioni. La Divisione Building nasce proprio per presidiare in modo strutturato questo segmento, con competenze dedicate, sviluppo prodotto mirato e un dialogo diretto con il mondo della progettazione. La principale sfida non è solo industriale, ma riguarda l’evoluzione dell’approccio al mercato. Innovare significa anche accompagnare il mercato verso soluzioni nuove, come Alumique, che rappresenta un’evoluzione rispetto a sistemi più tradizionali – come i pannelli compositi – sia in termini strutturali sia di sostenibilità. Perché un’innovazione si affermi, non basta svilupparla industrialmente: è necessario che progettisti, imprese e committenti siano pronti a valutarne il valore nel lungo periodo. La divisione Building nasce anche con questo obiettivo: creare consapevolezza tecnica e contribuire a un cambio di paradigma nel modo di concepire l’involucro edilizio". "L’acquisizione e lo sviluppo dello stabilimento di Ascoli Piceno - racconta - hanno rappresentato per Metalcoat un passaggio strategico decisivo: ci hanno permesso di evolvere da realtà commerciale a realtà produttiva, con un presidio industriale diretto. Questo ha cambiato profondamente il nostro posizionamento sul mercato e il nostro rapporto con il territorio. Fin dal nostro arrivo abbiamo trovato un contesto accogliente e proattivo, sia nelle persone sia nelle istituzioni locali. Abbiamo riscontrato disponibilità al dialogo, collaborazione e una forte cultura del lavoro manifatturiero, elementi che hanno facilitato l’avvio e il consolidamento dell’attività produttiva. Dal punto di vista occupazionale, l’impatto è stato concreto. Abbiamo generato nuovi posti di lavoro qualificati e contribuito a rafforzare una filiera industriale in un’area con una solida tradizione manifatturiera". "Nei primi mesi del 2026 - sottolinea Matteo Trombetta Cappellani - sono previste ulteriori dieci assunzioni, necessarie per coprire stabilmente il terzo turno di produzione e accompagnare la crescita dei volumi. Le assunzioni avvengono in modo scaglionato, così da garantire a ogni nuova risorsa un percorso di formazione adeguato e un affiancamento strutturato, fondamentale per mantenere elevati standard qualitativi. Parallelamente alla crescita occupazionale, stiamo investendo anche nell’ampliamento infrastrutturale del sito produttivo, con la realizzazione di un nuovo deposito dedicato allo stoccaggio delle vernici. Si tratta di un intervento che migliorerà l’organizzazione dei flussi interni, la gestione delle materie prime e gli standard di sicurezza, accompagnando in modo strutturale l’espansione produttiva".  "Per me - avverte - il legame con questo territorio si è ulteriormente rafforzato con la recente elezione nel Consiglio di Confindustria Ascoli Piceno. Si tratta di un incarico che ho accolto con grande senso di responsabilità e che conferma la volontà di contribuire in modo attivo alla crescita del sistema industriale locale. Credo fortemente nel valore del confronto tra imprese e nella collaborazione come leva per affrontare le sfide di questa fase economica. L’obiettivo è rafforzare il dialogo tra realtà produttive, sostenere lo sviluppo manifatturiero e costruire un ponte tra la mia esperienza imprenditoriale maturata a livello internazionale e questa importante realtà marchigiana. Accanto all’impegno nel sistema associativo, riteniamo importante sostenere anche iniziative culturali e sociali del territorio, perché un’impresa non contribuisce alla crescita solo attraverso l’occupazione, ma anche partecipando alla vita della comunità in cui opera. Sono segnali concreti di un legame che vogliamo costruire nel tempo". "La sfida principale - avverte - resta attrarre e formare personale con competenze tecniche adeguate a un’industria che oggi richiede specializzazione e precisione. Non sempre queste figure sono immediatamente disponibili sul mercato locale, ed è per questo che abbiamo scelto di investire direttamente nella formazione e nella crescita interna. L’obiettivo non è solo creare occupazione, ma costruire un presidio industriale solido, capace di generare valore economico e competenze che restino sul territorio nel lungo periodo". "Con prodotti come Alumique - osserva - il rapporto tra industria e progettazione diventa necessariamente più collaborativo. Non si tratta di proporre un materiale standard, ma di offrire una soluzione tecnica che deve integrarsi con requisiti strutturali, estetici, normativi e di sostenibilità. Questo comporta per le aziende manifatturiere una responsabilità maggiore: garantire dati tecnici affidabili, supporto in fase di progettazione, trasparenza sulle prestazioni e sulla provenienza del materiale. In altre parole, diventare partner tecnologici e non semplici fornitori. Stiamo investendo in questa direzione, strutturando un dialogo più diretto con studi di progettazione e operatori del settore, convinti che l’innovazione nasca dall’incontro tra competenze industriali e visione progettuale".  L’attenzione al ciclo di vita dei materiali è ormai un tema strutturale nel settore delle costruzioni: "Non riguarda più - fa notare - soltanto l’efficienza energetica dell’edificio, ma anche l’origine dei materiali, la loro durabilità, la possibilità di riciclo e l’impatto complessivo lungo tutto l’arco di utilizzo. Esistono ancora differenze tra mercati: in alcuni contesti europei questi requisiti sono già centrali nei capitolati e nei processi di certificazione, mentre in altri la sensibilità è in crescita ma non ancora uniforme. Anche tra i clienti si riscontrano approcci differenti, spesso legati alla dimensione del progetto e al livello di internazionalizzazione. Il cambiamento, quindi, non è solo tecnico ma anche di paradigma di mercato: significa passare da una valutazione basata sul costo iniziale a una visione che considera l’intero ciclo di vita del materiale. È un percorso già avviato e destinato a consolidarsi nei prossimi anni, anche grazie alla crescente sensibilità di tutti gli attori della filiera, sostenuta dai criteri Esg e dalle normative europee". "L’espansione produttiva e l’introduzione di nuovi materiali - aggiunge - richiedono competenze sempre più tecniche. Lavorare su soluzioni innovative significa gestire processi che richiedono precisione, controllo qualità e conoscenza approfondita del materiale. Per questo abbiamo impostato un percorso che unisce formazione tecnica continua e stabilità occupazionale, perché riteniamo che la qualità del prodotto sia direttamente legata alla qualità e alla continuità delle persone che lo realizzano. Un aspetto centrale è la costruzione di una cultura industriale condivisa: il passaggio da realtà commerciale a realtà produttiva ha richiesto un’evoluzione organizzativa significativa, con una maggiore strutturazione dei processi e delle responsabilità. Anche gli investimenti infrastrutturali, come il nuovo deposito per lo stoccaggio delle vernici, vanno in questa direzione: rendere più efficiente e sicura la gestione dei materiali a supporto della crescita produttiva. In questa fase di crescita stiamo rafforzando anche la struttura manageriale, con l’inserimento di una figura dedicata alla pianificazione e programmazione della produzione, che avrà il compito di ottimizzare i flussi produttivi, coordinare la capacità delle linee e supportare l’organizzazione dei turni in modo efficiente e sostenibile". 
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Nvidia presenta la tecnologia DLSS 5, l'IA migliorerà i videogiochi

(Adnkronos) - In occasione della GTC, NVIDIA ha alzato il sipario su DLSS 5, definendolo il progresso più significativo per la grafica computerizzata dal debutto del ray tracing in tempo reale avvenuto nel 2018. Se le versioni precedenti della tecnologia Deep Learning Super Sampling si erano concentrate principalmente sull'ottimizzazione delle performance e sulla generazione di frame, questa nuova iterazione punta a colmare definitivamente il divario tra rendering digitale e realtà attraverso un modello di neural rendering avanzato. L'obiettivo dichiarato è quello di portare sui monitor domestici un livello di fotorealismo finora riservato esclusivamente agli effetti visivi delle grandi produzioni hollywoodiane. L'evoluzione della tecnologia ha percorso tappe estremamente rapide, passando dal semplice upscaling della risoluzione alla generazione quasi totale dei pixel visualizzati, traguardo recentemente toccato con la versione 4.5 presentata all'ultimo CES. Con DLSS 5, il processo si sposta sull'arricchimento qualitativo intrinseco della scena. Utilizzando come input i vettori di colore e movimento di ogni fotogramma, l'intelligenza artificiale interviene per ricostruire illuminazione e materiali fotorealistici ancorati ai contenuti 3D originali. Il sistema è progettato per operare in tempo reale fino alla risoluzione 4K, garantendo la coerenza visiva necessaria per un gameplay fluido e interattivo. L'accoglienza dell'industria riflette l'importanza strategica di questo salto generazionale, con il CEO Jensen Huang che ha paragonato l'impatto di questa innovazione a quello avuto da GPT nel campo del linguaggio naturale. Il supporto al lancio, previsto per il prossimo autunno, coinvolgerà i principali attori del mercato globale, tra cui colossi come Ubisoft, Capcom, Bethesda e Warner Bros. Games. La capacità di fondere il rendering artigianale con la potenza della IA generativa permetterà agli sviluppatori di mantenere il pieno controllo creativo, delegando alla macchina la complessità della resa fisica dei materiali e della luce. L'impatto concreto di DLSS 5 sarà visibile in una vasta gamma di titoli di prossima uscita o già presenti sul mercato attraverso aggiornamenti dedicati. Grandi produzioni come Assassin’s Creed Shadows, Starfield e Resident Evil Requiem integreranno la tecnologia per potenziare il coinvolgimento emotivo e l'atmosfera delle ambientazioni. Per le software house coinvolte, come sottolineato dai vertici di Bethesda e Vantage Studios, si tratta di uno strumento fondamentale per costruire mondi virtuali che risultino finalmente credibili e indistinguibili dal vero, segnando una nuova era per l'intrattenimento digitale a venticinque anni dall'invenzione dello shader programmabile. 
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Pokémon Go, i giocatori hanno addestrato l'IA con 30 miliardi di foto

(Adnkronos) - Nel 2016 il debutto di Pokémon GO ha trasformato lo spazio pubblico in un terreno di gioco digitale, ma a distanza di un decennio quell'esperimento di realtà aumentata rivela una finalità industriale ben più profonda. In seguito alla cessione di Niantic a Scopely, il nuovo spin-off Niantic Spatial ha ereditato un patrimonio di dati visivi senza precedenti, accumulato attraverso le fotocamere di milioni di smartphone impegnati a inquadrare monumenti e strade cittadine. Questa transizione societaria, che vede coinvolti i capitali sauditi del Public Investment Fund attraverso Savvy Games Group, segna il passaggio definitivo dal semplice intrattenimento videoludico alla fornitura di infrastrutture critiche per l'intelligenza artificiale e la navigazione autonoma. Il cuore tecnologico di questa operazione è rappresentato dal Large Geospatial Model (LGM), un sistema alimentato da oltre trenta miliardi di immagini georeferenziate raccolte in dieci anni di attività globale. Grazie a questo archivio, Niantic Spatial è oggi in grado di offrire una precisione di posizionamento nell'ordine di pochi centimetri, superando i limiti strutturali del segnale GPS all'interno dei contesti urbani densi. Il Visual Positioning System permette infatti alle macchine di interpretare l'ambiente circostante con una fedeltà mai raggiunta prima, creando un tessuto connettivo che consente ai software di comprendere non solo la posizione geografica, ma anche l'orientamento esatto e il contesto visivo di ogni singolo elemento architettonico presente nel campo visivo. L'applicazione pratica di questa tecnologia trova oggi sbocco nella logistica dell'ultimo miglio attraverso la collaborazione con Coco Robotics, startup specializzata in automi per le consegne a domicilio. I robot di Coco, spesso ostacolati dall'instabilità dei segnali radio che rimbalzano sugli edifici, utilizzano ora la mappatura di Niantic per navigare i marciapiedi con una sicurezza inedita. Come evidenziato dai vertici dell'azienda, la sfida tecnica necessaria per far muovere un Pikachu in un parco si è rivelata identica a quella richiesta per la guida autonoma di un corriere meccanico. Ciò che era nato come un meccanismo di gioco si è evoluto in uno strumento commerciale venduto a terzi, sollevando interrogativi sulla reale consapevolezza dei milioni di giocatori che, gratuitamente, hanno mappato il pianeta per conto terzi. 
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Artemis II: dal Kennedy Space Center aggiornamento rollout e lancio Aprile 2026

(Adnkronos) - Le operazioni presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida hanno subito una ricalibrazione temporale per garantire l'integrità dei sistemi di volo della missione Artemis II. I team tecnici hanno fissato a venerdì 20 marzo la nuova data per il rollout del vettore dal Vehicle Assembly Building (VAB) verso la rampa di lancio 39B. Nonostante lo slittamento di ventiquattro ore rispetto alla pianificazione precedente, resta confermata la possibilità di un primo tentativo di lancio per mercoledì 1 aprile, all'apertura della finestra prevista. Il rinvio è stato determinato dalla necessità di intervenire su un componente specifico del sistema di sicurezza. Durante le attività di chiusura dei preparativi, gli ingegneri hanno identificato un cablaggio elettrico del flight termination system sullo stadio principale che richiedeva la sostituzione. Il problema è stato risolto e i tecnici stanno procedendo con il completamento delle verifiche pre-rollout. Il trasferimento verso la rampa, un tragitto che richiede fino a 12 ore a bordo del crawler-transporter, sarà monitorato tramite una diretta streaming ufficiale. Oltre alla risoluzione delle criticità tecniche, i responsabili della missione seguono con attenzione l'evoluzione delle condizioni meteorologiche previste per i prossimi giorni, fattore determinante per il rispetto del cronoprogramma. Artemis II rappresenta una tappa fondamentale nel programma di esplorazione lunare, e il mantenimento del rollout per il 20 marzo preserva l'opportunità di sfruttare l'inizio della finestra di lancio di aprile.  Crediti immagine di cover NASA/Joel Kowsky 
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Sport e innovazione, le quattro direttrici dell'impegno sociale nel settore IT

(Adnkronos) - Il connubio tra infrastrutture digitali e performance atletica ha trovato una sintesi durante l'ultimo big match di Lega Basket tra Virtus Bologna e Olimpia Milano. L'evento, denominato Olidata Day, ha trasformato la Virtus Arena in una piattaforma di sensibilizzazione sociale e celebrazione del merito professionale. In coincidenza con la Giornata Internazionale contro i Disturbi Alimentari, l'impianto sportivo è stato illuminato simbolicamente di lilla, segnando un punto di incontro tra il mondo del system integration e le tematiche di rilevanza civile. Al centro della manifestazione è stato presentato un manifesto valoriale basato su quattro pilastri strategici: Visione, Valore, Volontà e Vittoria. Questi principi, che guidano l’operato di Olidata nel settore IT, sono stati declinati attraverso la premiazione di quattro personalità d'eccellenza, con il supporto dell’associazione FANEP (Famiglie Neurologia Pediatrica) del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Come dichiarato da Cristiano Rufini, Presidente di Olidata: "Nel basket, come nella vita e nel lavoro, da soli si può essere bravi, ma è solo insieme agli altri che si costruisce qualcosa di grande". L'intervento ha sottolineato come l'innovazione tecnologica e i risultati aziendali siano il prodotto di una visione collettiva e di un "gioco di squadra" analogo a quello sportivo. 
I riconoscimenti assegnati hanno tracciato un parallelo tra percorsi umani e innovazione. Il premio "Visione" è andato all'attrice Claudia Gerini per la sua capacità di evoluzione artistica, mentre la "Volontà" è stata rappresentata dal campione olimpico Jury Chechi, simbolo di resilienza applicabile tanto allo sport quanto alle sfide tecnologiche. Ambra Angiolini ha ricevuto il premio "Valore" per la solidità del suo percorso professionale e, infine, Marco Belinelli è stato insignito del premio "Vittoria", quale icona della pallacanestro internazionale e della capacità di eccellere in contesti competitivi globali come l'NBA. 
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Schillaci, Gemmato, Campitiello, Mattei all’evento ‘Sanitari per il Sì’

(Adnkronos) - Un bel pezzo di peso del ministero della Salute in platea a Roma all’evento promosso dal Comitato Sanitari per il Sì. Ultimo ad arrivare è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ma prima di lui era arrivato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. In prima fila anche Marco Mattei, Capo di Gabinetto del ministero della Salute; Maria Rosaria Campitiello, direttore Prevenzione del ministero della Salute. "Questo è un referendum indirizzato alla società civile e il mondo della sanità ne fa parte. La giurisprudenza entra nella nostra attività quotidiana, quindi i medici e i professionisti vorrebbero una giustizia più vicina ai sanitari. Questa di oggi è l'occasione per parlarne. Io come mia natura e formazione sono riformista. C'è stata una distorsione su come viene percepita la nostra professione dai cittadini: avere fuori dagli ospedali i cartelli sulla malasanità e sulla possibilità di chiamare gli avvocati se qualcosa è andato storto. Il 'sì' non risolve la medicina difensiva, ma apre alla discussione; con un 'no' rimane tutto com'è. Oggi molte specialità non le vuole fare più nessuno proprio per colpa del fatto che il medico paga in prima persona. Credo sia giusto muoversi verso una riforma". Così all'Adnkronos Salute Annamaria Colao, professoressa di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all'università Federico II di Napoli, portavoce dei Comitato 'Sanitari per il sì', che raggruppa 250 professionisti a sostegno del sì nella campagna referendaria sulla riforma della giustizia.  Presenti al tavolo dei relatori, oltre alla professoressa Colao, l'avvocato Pierpaolo Dell'Anno, ordinario di Procedura penale del'universita Tor Vergata di Roma; Giuseppe Bianco, sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Roma.  
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Nasce una possibile disputa legale sul nome della prima Ferrari elettrica

(Adnkronos) - Il nome della prima Ferrari 100% elettrica potrebbe finire al centro di una disputa legale internazionale. Secondo diverse ricostruzioni della stampa di settore, il marchio “Luce”, scelto dal Cavallino Rampante per il suo atteso modello a batteria, sarebbe stato oggetto di un deposito anche da parte di Mazda, aprendo la strada a un potenziale contenzioso sui diritti di utilizzo del nome in alcuni mercati. 
Ferrari avrebbe registrato il marchio “Luce” all’inizio del 2026 in vista del debutto della propria prima vettura elettrica, attesa entro l’anno e destinata a segnare una svolta storica per la casa di Maranello. L’azienda giapponese contesta quindi la scelta del nome, sostenendo che il termine “Luce” appartenga storicamente al proprio patrimonio industriale. Il riferimento è alla Mazda Luce, modello di punta della casa nipponica prodotto per circa trent’anni, dalla metà degli anni Sessanta fino agli anni Novanta. Proprio per questo, secondo il costruttore giapponese, l’utilizzo del termine potrebbe generare confusione o sovrapposizioni con un marchio già consolidato nella storia del brand. Il tema assume particolare rilevanza perché la Ferrari Luce rappresenta uno dei progetti più strategici per il futuro del marchio di Maranello. Si tratterà infatti della prima Ferrari completamente elettrica, sviluppata nell’ambito della nuova piattaforma dedicata ai modelli EV. Il debutto ufficiale del modello è atteso nel secondo semestre del 2026 e dovrebbe rappresentare un passaggio chiave nella trasformazione tecnologica del brand. 
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A batteri "spazzini" il compito di divorare la plastica negli oceani

(Adnkronos) - Uno studio condotto dai ricercatori del MIT e pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology ha identificato i meccanismi biologici attraverso i quali specifiche popolazioni di batteri marini collaborano per degradare le plastiche biodegradabili. La ricerca evidenzia come il processo di decomposizione non sia opera di un singolo organismo, ma il risultato di una sinergia complessa tra diverse specie microbiche che operano in fasi complementari. L'indagine ha preso in esame un copoliestere aromatico alifatico, materiale comunemente impiegato nel confezionamento alimentare e in agricoltura. Attraverso campioni prelevati a diverse profondità nel Mar Mediterraneo, il team ha isolato trenta specie batteriche capaci di proliferare sulla superficie del polimero. L'analisi ha rivelato che solo un particolare batterio, il Pseudomonas pachastrellae, possiede la capacità di scindere la plastica nei suoi tre componenti chimici fondamentali: acido tereftalico, acido sebacico e butanediolo. Tuttavia, lo studio dimostra che tale microrganismo non è in grado di consumare autonomamente tutti i sottoprodotti generati. "È davvero raro che un singolo batterio porti a termine l'intero processo di degradazione perché richiede un carico metabolico significativo per sostenere tutte le funzioni enzimatiche necessarie", ha spiegato Marc Foster, autore principale dello studio. I ricercatori hanno infatti dimostrato che la completa mineralizzazione della plastica avviene solo quando altre specie batteriche intervengono per consumare i singoli composti chimici derivanti dalla scissione iniziale. Riducendo la comunità a un gruppo selezionato di cinque specie con capacità metaboliche complementari, il team ha ottenuto lo stesso livello di degradazione osservato nella comunità originale più vasta. I risultati sottolineano come la velocità di degradazione dei materiali biodegradabili non sia un valore assoluto, ma dipenda strettamente dalla comunità microbica presente nell'ambiente di destinazione e dalla specifica chimica del polimero. "
Esiste molta ambiguità su quanto tempo questi materiali persistano effettivamente nell'ambiente
", ha affermato Foster, aggiungendo che "la biodegradazione della plastica dipende fortemente dalla comunità microbica in cui la plastica va a finire". Comprendere queste dinamiche è considerato un passaggio fondamentale per lo sviluppo di nuovi sistemi di riciclo microbico capaci di convertire i rifiuti in risorse utili e per prevedere con maggiore accuratezza il ciclo di vita dei materiali dispersi negli oceani. Immagine di cover realizzata con il supporto di Gemini 
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Scuola Digitale e PNRR: le innovazioni Acer a Didacta 2026

(Adnkronos) - La trasformazione digitale della scuola italiana ha vissuto un momento di sintesi e confronto a Firenze, dove la recente edizione di Didacta Italia ha tracciato le linee guida per l'evoluzione degli ambienti di apprendimento. Al centro del dibattito si è posta la necessità di declinare i fondi del PNRR, che destina 17,59 miliardi di euro al progetto "Futura – La scuola per l’Italia di domani", in infrastrutture tecnologiche concrete, capaci di rispondere alle sfide della digitalizzazione e dell'inclusione entro il 2026.  Proprio su questo punto si è focalizzato l’intervento di Arianna Timeto, Marketing & Communication Manager Acer Italy, Greece and Malta, che ha dichiarato: "In questa fase di forte accelerazione digitale, spinta anche dalle opportunità del PNRR, le scuole hanno bisogno di ambienti didattici più flessibili, laboratoriali e tecnologicamente evoluti. Per questo nel nostro stand a Fiera Didacta 2026 abbiamo scelto di ricreare dei veri e propri laboratori: dall’intelligenza artificiale, alla grafica, dalle lingue e all’informatica, ogni spazio è stato pensato per permettere a dirigenti, docenti e studenti di sperimentare da vicino applicazioni concrete utili alla didattica quotidiana".  
L'integrazione dell'intelligenza artificiale emerge come il principale motore di cambiamento: secondo le stime di Eu Kids Online, l'adozione di strumenti basati su IA interessa già il 98% dei giovani tra i 15 e i 16 anni, principalmente come supporto allo studio e alla semplificazione delle ricerche. In merito a questa evoluzione, Timeto ha precisato che "l’intelligenza artificiale sta diventando un alleato strategico per il mondo della scuola. Con le nostre soluzioni, sia in ambiente sia Windows sia Chrome OS, l’AI può supportare efficacemente i docenti nella creazione di contenuti, pianificazione delle lezioni e analisi delle performance degli studenti". L'esperienza laboratoriale presentata presso la Fortezza da Basso ha permesso di osservare l'applicazione pratica di workstation e notebook di ultima generazione, inclusi i dispositivi ad alte prestazioni solitamente associati al settore videoludico. "Presenti anche device fissi e portatili delle serie Acer Nitro e Predator Gaming. Spesso si pensa che i dispositivi gaming siano in contrasto con l’ambiente scolastico, perché associati ad attività ludiche extra didattiche. Al contrario, il gaming può rappresentare uno strumento estremamente efficace per la didattica immersiva: basti pensare al Game Based Learning, un approccio che utilizza il videogioco come supporto all’apprendimento e allo sviluppo di competenze trasversali. Inoltre, i prodotti gaming, grazie alle loro performance elevate, sono ideali anche per attività complesse come grafica avanzata, sviluppo software, modellazione e rendering 3D", ha aggiunto Timeto.  
Sul fronte della mobilità e dell'accesso, l'attenzione si è spostata su soluzioni versatili per ogni fascia d'età: "Tra le varie soluzioni presenti allo stand Acer, si annoverano i nuovi tablet Acer Iconia A da 14 e 16 pollici, caratterizzati da un design in alluminio leggero e resistente, un unicum nella categoria, insieme ai tablet per la prima infanzia dotati di cover colorate antiurto e Google Kids Space per garantire un utilizzo sicuro. In un contesto in cui la connettività è diventata essenziale, portiamo anche router portatili 5G Wi-Fi 6, capaci di supportare fino a 20 utenti contemporaneamente". L'evoluzione tecnologica si sposa infine con una gestione virtuosa del ciclo di vita dei prodotti e con la sostenibilità degli investimenti, un aspetto cruciale per gli istituti che operano con fondi pubblici. "Tutti i nostri prodotti Acer per la scuola sono progettati per essere resistenti ma anche facilmente riparabili anche in autonomia, per ridurre i tempi, i costi ed evitare la sostituzione del dispositivo. Infine, con il nostro centro di assistenza Enfinitec, situato vicino a Milano, garantiamo supporto celere e tempi di intervento ridotti", conclude Arianna Timeto, Marketing & Communication Manager Acer Italy, Greece and Malta. 
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