Cybersecurity in sanità, esperti a confronto su sfida tecnologica ed etica

(Adnkronos) - "L'innovazione tecnologica applicata alla sanità rappresenta un'importante sfida non solo tecnologica, ma anche etica". Lo ha detto Andrea Violetti, presidente di Confassociazioni Digital, nel presentare la conferenza nazionale 'Ai & Cybersecurity in sanità: orizzonti strategici e impatti verticali', in programma giovedì 19 marzo a Roma, dalle 15.30 alle 18 nella Sala Koch di Palazzo Madama. L'iniziativa - promossa da Confassociazioni Digital in collaborazione con Società italiana intelligenza artificiale in medicina (Siiam) e Confassociazioni con il supporto del senatore Francesco Zaffini, presidente X Commissione del Senato - si propone come un momento di confronto tra istituzioni, imprese ed esperti del settore della sanità digitale, con l'obiettivo di analizzare le tecnologie emergenti capaci di rendere i servizi sanitari più efficienti, accessibili, inclusivi e centrati sul paziente.  "In un contesto di risorse economiche scarse, una domanda di salute elevata e un forte invecchiamento della popolazione - spiega Violetti - abbiamo il dovere di verificare se e quanto le nuove tecnologie digitali possano contribuire a rendere il servizio sanitario più efficiente e realmente centrato sul paziente. Da qui la volontà, attraverso questa conferenza, di promuovere una maggiore consapevolezza istituzionale e imprenditoriale sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale e della sicurezza digitale in ambito medico, il rafforzamento del dialogo tra attori pubblici e privati, la valorizzazione di case study e buone pratiche nazionali e internazionali, il sostegno alla collaborazione interdisciplinare per la definizione di politiche innovative ed efficaci". Per fare questo "abbiamo articolato questo pomeriggio di approfondimento lungo 2 direttrici tematiche - chiarisce il presidente di Confassociazioni Digital - La prima, dedicata agli orizzonti strategici, tesa ad analizzare le implicazioni etiche, regolatorie ed economiche della digitalizzazione avanzata nel settore sanitario. La seconda, dedicata agli impatti verticali, che punta ad approfondire gli effetti concreti dell'intelligenza artificiale e della cybersecurity nei settori sanitario, medico e farmaceutico". La nuova Ia generativa rappresenta "una straordinaria opportunità per rendere il sistema sanitario più moderno, efficiente e vicino ai cittadini - sottolinea Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni - Tuttavia, per coglierne appieno il potenziale è necessario rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità scientifica, definendo regole chiare, investimenti mirati e una visione strategica condivisa. L'intelligenza artificiale e la sicurezza dei dati rappresentano pilastri fondamentali della sanità del futuro e richiedono un approccio sistemico, capace di coniugare innovazione tecnologica, responsabilità etica e tutela dei cittadini".  L'iniziativa - riferisce una nota - si inserisce nel più ampio percorso di promozione dell'innovazione anche di un ecosistema sanitario digitale più sicuro, sostenibile e orientato al futuro portato avanti da Confassociazioni, realtà che riunisce oggi oltre 801 organizzazioni con più di 1 milione e 300mila iscritti, tra cui oltre 213mila imprese, confermandosi come uno dei principali punti di riferimento nazionali per lo sviluppo professionale, manageriale e tecnologico. 
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Fisco, Cataldi (Giovani commercialisti): "Vero nodo è equità, serve intervento organico"

(Adnkronos) - “Il problema principale non è la tardività delle iscrizioni a ruolo. Anzi, l’agenda della riscossione, allo stato attuale, consente iscrizioni anche piuttosto tempestive. Sul tema della rottamazione, l’impatto è relativo: parliamo infatti di cartelle già affidate per la riscossione entro il 31 dicembre 2023, quindi di una situazione già definita e cristallizzata al momento dell’entrata in vigore della norma. Se vogliamo rendere il fisco più efficiente, dobbiamo dirlo chiaramente: rapido, in larga parte, lo è già. Il vero nodo è invece l’equità. E su questo serve un intervento organico: un riordino complessivo tra imposte dirette e indirette, perché oggi ci muoviamo in una vera e propria giungla normativa che rende difficile persino determinare con precisione il carico fiscale effettivo di ciascun contribuente". Così, con Adnkronos/Labitalia, Francesco Cataldi, presidente Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, sul tema della rottamazione delle cartelle e dell'equità fiscale.  "Quanto alla sostenibilità, la nostra proposta -continua Cataldi- è chiara: bisogna intervenire già nella fase della riscossione, riducendo la rigidità delle scadenze. Occorre favorire soluzioni più flessibili, consentendo accordi personalizzati tra contribuente e agente della riscossione, soprattutto nei casi in cui il debito sia stato dichiarato ma non sia temporaneamente sostenibile. Andare oltre gli schemi standard di rateazione è fondamentale: prevedendo, ad esempio, anche la possibilità di sospendere i pagamenti in presenza di situazioni eccezionali e documentate. Solo così possiamo parlare davvero di un fisco non solo efficiente, ma anche equo e sostenibile", conclude.  Il rapporto tra commercialisti e amministrazione finanziaria sarà al centro del Congresso nazionale dell’Unione, la cui 63esima edizione è in programma a Napoli il 26 e 27 marzo. Alla Mostra d’Oltremare arriveranno circa mille professionisti da tutte le regioni d’Italia, con i vertici ordinistici, dell’Agenzia delle Entrate e delle istituzioni nazionali. 
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Cancro al seno, svolta per cure su misura dall'identikit del tumore resistente ai farmaci

(Adnkronos) - "Tappa storica" nella lotta al cancro al seno, grazie a uno studio internazionale pubblicato su 'Nature' al quale hanno partecipato tre giovani ricercatori dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano fondato da Umberto Veronesi.   Antonio Marra, Emanuela Ferraro e Luca Boscolo Bielo iniseme agli altri autori dello studdio hanno individuato il profilo molecolare che causa la resistenza ai farmaci in questi tumori: un 'identikit' che permette di prevedere quale paziente svilupperà farmacoresistenza e quale no, e quindi di scegliere per ognuna la terapia giusta, potenzialmente in grado di ritardare lo sviluppo dei meccanismi di resistenza. Le cause della resistenza ai farmaci dei tumori mammari, che progressivamente fa perdere efficacia alle terapie, finora sono state scarsamente analizzate dal punto di vista genetico, spiegano dall'Ieo. E' noto che all'evoluzione del tumore contribuiscono mutazioni germinali (che avvengono nelle cellule riproduttive e sono ereditarie) e mutazioni somatiche (che avvengono in qualsiasi cellula dell'organismo e non sono ereditarie), ma non si era ancora definito come questi due tipi di alterazioni geniche influiscono sullo sviluppo della farmacoresistenza. Attraverso un'analisi clinico‑genomica integrata su oltre 5.800 pazienti, lo studio ha esplorato come le varianti patogenetiche germinali possano influenzare in modo determinante l'evoluzione e la resistenza ai farmaci del carcinoma della mammella. I ricercatori hanno così scoperto che alcune mutazioni genetiche ereditarie, ad esempio del gene Brca2, condizionano il modo in cui il tumore evolve e diventa resistente alle terapie. "Abbiamo dimostrato che i tumori mammari con mutazione germinale di Brca2 hanno una forte predisposizione alla perdita del gene Rb1, che rende instabile il Dna. Si produce così un meccanismo 'a doppio colpo': una fragilità genetica già presente, a causa della mutazione ereditaria, e l'instabilità del Dna favoriscono lo sviluppo della resistenza durante la terapia. Infatti contro questi tumori risultano meno efficaci i trattamenti standard, quali ad esempio la combinazione di terapia endocrina ed inibitori di Cdk4/6", riferiece Ferraro.  "Per contro - aggiunge Marra - abbiamo osservato che nei modelli sperimentali e nei dati clinici i Parp inibitori sembrano funzionare meglio dei Cdk4/6 inibitori nelle pazienti con Brca2, aprendo nuove prospettive molto interessanti per l'utilizzo di questi farmaci in prima linea. Infatti è già stato avviato uno studio sulla scorta di questi risultati. I Parp inibitori sono utilizzati da alcuni anni con ottimi risultati contro il tumore al seno Her2-negativo e Brca1/2 mutato, sia metastatico che iniziale. Tuttavia questi ottimi farmaci sono stati utilizzati solo in seconda linea, cioè quando il primo farmaco ha smesso di essere efficace. I nostri nuovi dati indicano invece che dare priorità ai Parp inibitori nelle pazienti portatrici di mutazione Brca2 può intercettare le traiettorie di perdita del gene Rb1, e ritardare così la resistenza ai farmaci. Al di là di questo risultato specifico, che può avere un immediato impatto clinico - conclude lo scienziato - in una visione più generale abbiamo stabilito un modello per prevedere le traiettorie della resistenza ai farmaci sulla base della configurazione del genoma del paziente, dimostrando una volta di più l'importanza fondamentale di conoscere il profilo genetico prima del trattamento, per scegliere la migliore terapia possibile per ogni persona". 
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Fiere, Mecspe si conferma hub per manifatturiero e innovazione, oltre 2.000 aziende e 60.000 visitatori

(Adnkronos) - Si chiude con 60.581 visitatori e più di 2.000 aziende la 24ª edizione di Mecspe, la fiera internazionale di riferimento per l’industria manifatturiera, organizzata da Senaf e tenutasi a BolognaFiere. Per tre giorni i padiglioni della manifestazione hanno riunito imprese, tecnologie e competenze provenienti da tutta la filiera industriale, trasformandosi in uno spazio vivo e partecipato, dove incontri, relazioni e confronto diretto hanno dato forma a nuove opportunità di business e collaborazione per il settore. Con i suoi 13 saloni tematici e 18 iniziative speciali, Mecspe ha offerto ancora una volta una panoramica completa delle principali filiere produttive, riunendo in un unico spazio imprese, fornitori di tecnologie, centri di ricerca e professionisti dell’industria. La manifestazione si conferma così una piattaforma di incontro e confronto per il settore, capace di favorire il dialogo tra aziende e la nascita di nuove collaborazioni lungo tutta la filiera manifatturiera. Tra gli stand e lungo le corsie si è respirata con chiarezza l’energia di un comparto che continua a investire, confrontarsi e progettare il futuro: una community fatta di imprenditorialità, visione e competenze, che in fiera trova il contesto naturale per rafforzare relazioni professionali, costruire sinergie e sviluppare nuovi progetti. In questo contesto, i dati dell’Osservatorio Mecspe, realizzato in collaborazione con Nomisma, restituiscono la fotografia di un comparto che continua a dimostrare solidità: quasi 8 imprese su 10 hanno chiuso il 2025 con un fatturato in crescita o in linea rispetto al 2024, segnale di un settore che guarda al 2026 con rinnovata fiducia, continuando a puntare su innovazione, competenze ed efficienza produttiva per rafforzare la propria competitività. L’edizione 2026 ha inoltre confermato la crescente dimensione internazionale della manifestazione. La presenza di 340 aziende in esposizione provenienti da più di 20 Paesi e la partecipazione di buyer e operatori da diversi mercati esteri testimoniano il ruolo sempre più rilevante di Mecspe nel panorama industriale europeo. Una dimensione che ha contribuito ad ampliare ulteriormente le occasioni di confronto e di business, rendendo la manifestazione un punto di contatto concreto tra imprese, tecnologie e mercati. La fiera si rafforza così come punto di incontro internazionale per il manifatturiero e come piattaforma capace di favorire il dialogo tra imprese, tecnologie e mercati a livello globale.  Accanto all’innovazione tecnologica e al networking tra imprese, la formazione rappresenta uno dei pilastri centrali di mecspe. In un contesto in cui la difficoltà di reperire risorse qualificate e competenze adeguate rappresenta una sfida trasversale per tutto il settore manifatturiero, la manifestazione ha sviluppato negli anni diverse iniziative e spazi dedicati, coinvolgendo scuole, enti di formazione, istituzioni e imprese con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra industria e nuovi talenti. Anche su questo fronte, la fiera si è confermata non solo luogo espositivo, ma ecosistema di crescita, orientamento e scambio tra generazioni, esperienze e professionalità diverse. In questa direzione si è inserito il progetto Mecspe Young & Career, l’area pensata per valorizzare il talento e favorire l’incontro tra aziende e nuove generazioni di professionisti dell’industria 5.0. Al suo interno, l’Innovation Tour for Skills, promosso da ART-ER – Attrattività Ricerca Territorio, ha offerto ai giovani partecipanti l’opportunità di entrare in contatto diretto con le imprese espositrici dell’Emilia-Romagna attraverso visite guidate tra gli stand alla scoperta di tecnologie e processi produttivi. Spazio anche alla Piazza della Formazione 5.0, realizzata in collaborazione con la Fondazione Its A. Cuccovillo, che ha coinvolto studenti e aziende del settore educational in attività dimostrative e di orientamento. Tra le iniziative più apprezzate anche l’Unità Dimostrativa “Dalla plastica alla forma”, che ha visto gli studenti del Cnos-Fap accompagnare i visitatori lungo l’intero processo produttivo di un righello, dalla progettazione al prodotto finito, offrendo un esempio concreto di come la collaborazione tra scuola e impresa sia fondamentale per lo sviluppo delle competenze tecniche richieste dal mercato. “Mecspe si conferma ogni anno come il luogo in cui la manifattura italiana misura la propria capacità di evolvere e guardare avanti – ha dichiarato Ivo Alfonso Nardella, presidente di Senaf e del Gruppo Tecniche Nuove – In un contesto internazionale complesso, ciò che emerge con forza è l’imprenditorialità resiliente delle nostre imprese: aziende che continuano a investire in tecnologia, competenze e innovazione non solo per rispondere alle sfide del presente, ma per costruire nuove opportunità di crescita. Mecspe rappresenta proprio questo: una piattaforma di incontro e di visione dove l’industria può confrontarsi, fare rete e trasformare il cambiamento in sviluppo concreto per il manifatturiero.” L’appuntamento è ora con la 25ª edizione di Mecspe, in programma dal 3 al 5 marzo 2027 a BolognaFiere, pronta a consolidare ulteriormente il proprio ruolo come piattaforma strategica per l’industria manifatturiera, favorendo l’incontro tra imprese, tecnologie e competenze e accompagnando il settore nelle sfide del futuro. 
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Al via campagna 'Scatti di rinite: le smorfie che non fanno ridere' per raccontare la malattia

(Adnkronos) - La primavera è in arrivo, ma non per tutti è una buona notizia: per chi soffre di rinite allergica può essere una stagione particolarmente difficile a causa dell'aumento della concentrazione di pollini nell'aria e il riacutizzarsi dei sintomi. 'Scatti di rinite: le smorfie che non fanno ridere' è una campagna di informazione e sensibilizzazione e una mostra fotografica ospitata a Milano, alla Cascina Cuccagna fino al 20 marzo (www.scattidirinite.it). Il progetto, promosso da Aaiito-Associazione allergologi immunologi italiani territoriali e ospedalieri, vede la collaborazione dell'associazione pazienti Respiriamo Insieme Aps e il contributo non condizionante di Firma.  La campagna mira a mettere in luce una condizione comune, ma poco conosciuta, e offre uno sguardo intimo e reale sulla vita dei pazienti, rappresentando i volti delle persone affette e le 'smorfie' provocate dalla patologia. Attraverso l'obiettivo sensibile del fotografo Giorgio Galimberti, la mostra cattura non solo i sintomi visibili - come il naso che cola, gli occhi arrossati e le smorfie di disagio - ma anche l'impatto emotivo, spesso sottovalutato, che questa condizione ha sulla vita di chi ne soffre. "Ogni scatto - spiegano i promottori dell'iniziativa - racchiude frammenti di vita e storie di pazienti reali, mostrando che dietro un semplice starnuto c'è molto di più. In Italia la rinite allergica interessa circa il 25% della popolazione: una reazione infiammatoria provocata da sostanze comuni come pollini, acari, epiteli o muffe che impatta pesantemente sulla qualità di vita, ma non sempre riconosciuta in tempo e gestita in modo strutturato", come emerge dai risultati di una survey condotta da Aaiito nel 2025. "Dalla nostra survey condotta sui medici di medicina generale - afferma il presidenete dell'associazione, Francesco Murzilli - emergono ancora ritardi diagnostici e un'applicazione disomogenea delle linee guida. Risulta prioritario rafforzare la formazione per garantire il riconoscimento precoce della patologia e una più stretta sinergia tra medico di medicina generale e specialista. Progetti di questo tipo, che uniscono l'arte visiva all'informazione scientifica, sono essenziali per arrivare al grande pubblico e far comprendere la reale portata di questa patologia". Secondo i dati Aria (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma), la prevalenza della rinite allergica è cresciuta del 10% tra i giovani (18-30 anni) e del 15% tra i bambini (0-14 anni) negli ultimi 5 anni. L'incremento di inquinanti atmosferici è stato associato a un aumento dei sintomi, così come i cambiamenti climatici che prolungano la stagione pollinica. "La patologia può avere un impatto significativo anche sulla qualità della vita, sulla produttività e sul benessere generale delle persone - sottolinea Riccardo Asero, specialista in Allergologia e Immunologia clinica e già presidente Aaiito - Basti pensare che, secondo gli ultimi dati Aria, in Europa i costi diretti della patologia vanno da circa 160 a 550 euro all'anno per paziente, mentre i costi indiretti, per i non trattati, possono superare i 2.400 euro. Un impatto che non è solo economico, ma anche sociale, umano: proprio per questo speriamo che, attraverso questa campagna, sia possibile contribuire a promuovere una maggiore comprensione della patologia e favorire un accesso più ampio alle cure adeguate". La mostra enfatizza come la rinite allergica sia una compagna scomoda che condiziona ogni momento della giornata. "Ogni starnuto, ogni notte insonne, racconta una storia di vulnerabilità e tenacia - dice Simona Barbaglia, presidente di Respiriamo Insieme Aps - Il nostro impegno quotidiano è affiancare i pazienti affinché non si sentano soli, promuovendo azioni sinergiche con gli specialisti che puntino al miglioramento della loro qualità di vita. Con questa campagna, vogliamo rompere il silenzio e mostrare come dietro ogni 'smorfia' ci sia una persona, con la sua qualità di vita compromessa". La fotografia diventa quindi uno strumento potente per raccontare storie e connettersi con lo spettatore in modo profondo. "Questo progetto ha avuto un impatto su di me perché ogni scatto non è solo una fotografia: è una storia, una sfida, un sorriso o una smorfia che racconta molto di più di quanto le parole possano dire", racconta Giorgio Galimberti, autore degli scatti. "Ho cercato di catturare non solo i sintomi visibili della rinite allergica, ma soprattutto l'anima, la forza e la vulnerabilità di chi ne soffre, ogni giorno. I protagonisti hanno una storia unica - rimarca - ma tutti condividono il desiderio comune di vivere senza limiti". Oltre alla mostra fotografica, fruibile gratuitamente, la campagna include il sito www.scattidirinte.it, una pianificazione radiofonica su Radio Capital e attività sull'App iLMeteo - previste entrambe per marzo e settembre 2026 - e il coinvolgimento dei medici di edicina generale, con la diffusione di materiale informativo nei loro studi. 
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AI, Bernini: "Centro europeo strumento di sovranità, Italia protagonista con il Tecnopolo di Bologna"

(Adnkronos) - "Un Centro europeo per l'intelligenza artificiale può diventare uno strumento concreto di sovranità scientifica e industriale": lo ha affermato la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, intervenendo all'Accademia Nazionale dei Lincei nel corso di un dibattito dedicato al ruolo dell'Europa nella sfida globale sull'AI. Bernini ha sottolineato come l'Italia punti su "grandi centri di calcolo" e sul "capitale umano" per rafforzare la propria posizione, evidenziando l'impegno del Governo nella costruzione di una rete di collaborazione europea: "Abbiamo scritto ai nostri colleghi perché questo Centro non resti solo una grande idea, ma diventi una realtà concreta". Sul fronte degli investimenti, la ministra ha ricordato gli "11 miliardi destinati alle infrastrutture di ricerca" e il ruolo strategico del Tecnopolo di Bologna, "secondo al mondo per capacità di elaborazione algoritmica e quarto per potenza di calcolo". Una base su cui costruire sviluppo e competitività: "Continueremo a investire per mettere questa capacità a disposizione di ricercatori, università, pubbliche amministrazioni e imprese", ha concluso. Per approfondimenti: https://it.worldtechconference.ai/
 
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Internet quantistico, Samantha Davis: "Più sicurezza e nuove opportunità dalla rete del futuro"

(Adnkronos) - "L'entanglement sta passando da semplice esperimento di fisica a risorsa concreta, che possiamo controllare e distribuire su larga scala": così Samantha Davis, ricercatrice del Caltech, intervenendo al CERN sui progressi verso l'internet quantistico. Una trasformazione che collega teoria e applicazioni, aprendo scenari che vanno dalla crittografia avanzata al calcolo distribuito. "Queste tecnologie permetteranno comunicazioni più sicure e nuove capacità di sensing e computazione", spiega Davis, sottolineando come siano già in corso implementazioni reali, dalle reti urbane ai sistemi di quantum key distribution per la protezione di dati sensibili. Non mancano però le criticità. "La sfida principale è portare queste tecnologie fuori dal laboratorio e renderle scalabili e utilizzabili nel mondo reale", evidenzia la ricercatrice. Parallelamente, l'evoluzione dei computer quantistici potrebbe mettere a rischio gli attuali sistemi di sicurezza: "Con algoritmi come quello di Shor sarà possibile decifrare gli attuali standard", avverte. Da qui la necessità di accelerare sul fronte della sicurezza quantistica: "L'obiettivo è sviluppare sistemi di cifratura basati sulle leggi della meccanica quantistica, teoricamente impossibili da violare", conclude Davis. Per approfondimenti https://it.worldtechconference.ai/
 
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Iziwork, oltre 2.000 corsisti nei percorsi 2025

(Adnkronos) - La formazione si conferma uno degli strumenti chiave per entrare o consolidare la propria posizione nel mercato del lavoro. In un contesto in cui le imprese chiedono sempre più competenze specialistiche, l’aggiornamento professionale diventa un fattore determinante per la crescita delle persone e dell’economia. Secondo l’analisi dell’Osservatorio di Iziwork spa, nel 2025 sono stati organizzati oltre 400 corsi di formazione, svolti sia in presenza sia online. Ai percorsi hanno partecipato più di 2.000 corsisti, per un totale complessivo di oltre 15.000 ore di formazione erogate. I corsi hanno coperto diversi ambiti professionali: dalla formazione per operai specializzati alle attività di segreteria e back office, fino ai comparti del turismo e della grande distribuzione organizzata. Per il 2026 l’azienda prevede un ulteriore aumento delle attività formative, in linea con la fase di crescita e di ampliamento dell’organizzazione. L’obiettivo è incrementare sia il numero dei corsi sia il totale delle ore di formazione e dei partecipanti. L’analisi dell’Osservatorio ha inoltre esaminato il profilo dei partecipanti. Le donne rappresentano il 68% dei corsisti: tra queste, il 70% è diplomato, il 20% laureato e il 10% possiede il diploma di scuola media.  Gli uomini sono il 32% dei partecipanti: il 66% è diplomato, il 21% laureato e il 13% possiede il diploma di scuola media. Il livello di istruzione tra uomini e donne appare sostanzialmente simile. Resta però significativo il dato sulla partecipazione maschile: solo un corsista su tre è uomo, nonostante i percorsi formativi analizzati siano completamente gratuiti. “I dati confermano che, ad oggi, la formazione rappresenta uno degli strumenti principali per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, ma anche per consentire a chi è già occupato di accrescere le proprie competenze attraverso percorsi di upskilling e reskilling progettati ad hoc.” Dichiara Elisabetta D’Anna training manager di Iziwork: “Nell'ultimo anno, in modo particolare, abbiamo gestito numerosi percorsi di questo tipo in sinergia con le nostre aziende clienti, permettendo a molti lavoratori e lavoratrici di accrescere e sviluppare le proprie competenze e, di conseguenza alle imprese, di avvalersi di collaboratori sempre più compenti.” 
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Pokémon Caos Nascente, la nuova espansione dedicata alle Megaevoluzioni

(Adnkronos) - The Pokémon Company International ha ufficializzato l'arrivo di Megaevoluzione - Caos Nascente, il nuovo capitolo del Gioco di Carte Collezionabili previsto per il 22 maggio 2026. La narrazione si sposta nel cuore di Luminopoli, dove l'oscurità notturna fa da sfondo all'ascesa di Mega Floette-ex. Per contrastare questa minaccia, i giocatori potranno schierare figure iconiche come Mega Greninja-ex, affiancato dalle varianti megaevolute di Pyroar e Dragalge, consolidando un roster che punta sulla potenza tattica delle forme evolute. L'aspetto collezionistico si arricchisce di carte ultrarare caratterizzate da illustrazioni peculiari, nelle quali le sagome delle forme originali affiancano le versioni Megaevoluzione. L'espansione comprende complessivamente cinque Pokémon-ex Megaevoluzione e altrettanti Pokémon-ex standard, integrando undici rare illustrazione e diciotto varianti ultrarare tra creature e carte Allenatore. A completare l'offerta si aggiungono sei carte Aiuto in versione rara illustrazione speciale, destinate a diventare i pezzi più ambiti dai professionisti del settore. La distribuzione coinvolgerà i canali fisici attraverso buste di espansione e set Allenatore Fuoriclasse, ma il debutto sarà anticipato dalla componente digitale. Dal 21 maggio 2026, l'applicazione GCC Pokémon Live consentirà infatti l'accesso ai contenuti su piattaforme mobili e desktop, offrendo bonus specifici per l'accesso anticipato. Per chi predilige il confronto dal vivo, i tornei prerelease del programma Play! Pokémon apriranno le porte già dal 9 maggio presso i rivenditori indipendenti aderenti all'iniziativa. 
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Salute, 85% italiani ha assunto integratori nell'ultimo anno, 'promossi' dal 78%

(Adnkronos) - Gli integratori sono entrati a far parte della routine di una quota sempre più ampia della popolazione. "Più di 8 italiani su 10 (85%) li hanno utilizzati nell'ultimo anno e 1 su 3 li assume regolarmente tutti i mesi, mentre una parte (17%) lo fa per esigenze specifiche e solo il 15% non li ha mai usati. In ogni caso, si tratta di un'esperienza d'uso che viene considerata pienamente positiva: quasi 8 su 10 (78%) ritengono che gli integratori abbiano migliorato il proprio benessere". Sono alcuni tra i punti chiave dell'indagine 'Italiani e integratori alimentari', realizzata da AstraRicerche per conto di Integratori & Salute, l'associazione più rappresentativa del comparto degli integratori alimentari in Italia e parte di Unione Italiana Food, aderente a Confindustria. Lo studio ha fotografato percezioni, conoscenze, modalità e frequenza di consumo degli italiani rispetto a questi prodotti. Tra le tipologie di integratori più diffuse, "in testa quelli per le difese immunitarie (39%) e per l'energia fisica (37%), seguiti dagli integratori per bisogni più specifici, come aiuto per le ossa, supporto alla dieta, bellezza, intestino. Anche quelli per sonno, stress o umore (18%) e concentrazione (16%) raccolgono una buona fetta di mercato, confermando che il benessere mentale è importante quanto quello fisico". "Come emerge dalla ricerca, gli italiani mostrano una crescente fiducia verso gli integratori alimentari - afferma Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute - Non si tratta di un acquisto impulsivo, ma di un utilizzo fatto con frequenza e metodo, basato sulla percezione di un reale giovamento per il benessere fisiologico e il miglioramento della qualità della vita. Il mercato degli integratori in Italia ha dimostrato una resilienza straordinaria, evolvendo da settore di nicchia a pilastro fondamentale del mantenimento del benessere. Gli italiani hanno compreso che l'integrazione, se inserita in uno stile di vita corretto e supportata dal parere di medici e farmacisti, è un investimento sulla longevità attiva. Il nostro impegno come associazione è da un lato continuare a investire in ricerca scientifica e innovazione nelle formulazioni per garantire prodotti sempre più efficaci e specifici; dall'altro, promuovere una corretta cultura di prodotto per abbattere i luoghi comuni che ancora ci sono".  La farmacia è principale luogo di acquisto per 6 italiani su 10. "Senso di sicurezza e professionalità: la farmacia è il luogo di elezione per l'acquisto di integratori alimentari per il 61% dei nostri connazionali - emerge dalla ricerca - L'online segue a distanza, con il 33%, segno che la consulenza umana conta ancora molto. Gli acquisti sul web superano comunque quelli effettuati presso la Gdo, che si piazzano al terzo gradino del podio con il 21,5%. Il consiglio su quali integratori assumere arriva per 2 utilizzatori su 3 (65%) da medici e farmacisti, che rappresentano le figure professionali più influenti sull'acquisto. Solo 1 italiano su 3 (34%) è solito seguire il 'fai da te', una pratica sconsigliata e che può comportare dei rischi per il consumatore". Per approfondire la conoscenza di questi prodotti, risulta ancora dall'indagine, "i nostri connazionali seguono in primis i professionisti della salute come medici (41%) e farmacisti (40%). Ma anche i canali digitali stanno acquistando un ruolo importante, in particolare per la Gen Z e i Millennials. Tra questi spiccano la ricerca attiva su Google (22%) e i siti web dei produttori (12,5%); marginali risultano invece i social network (8%) e gli influencers (5%). "Se la farmacia è un punto di riferimento per il consumatore è perché il cittadino riconosce nel professionista della salute un importante filtro di attendibilità - prosegue Scarpa - Occorre continuare a investire nella formazione, in quanto la qualità del prodotto deve sempre camminare di pari passo con la qualità del consiglio. Il farmacista deve conoscere la biochimica dell'integratore, essere in grado di spiegare il concetto di biodisponibilità e suggerire il momento migliore della giornata per l'assunzione di un integratore: solo così si combatte la disinformazione, anche del web".  Spesso, quando si parla di integratori alimentari, ci si imbatte in luoghi comuni, fake news o informazioni incomplete. Le più ricorrenti - secondo il report - sono che "curano" le malattie, si prestano tranquillamente a un uso "fai da te" o "sono come i farmaci". E poi ancora: sono solo "palliativi"; non servono a nulla o di contro sono "elisir miracolosi di lunga vita". Dalla survey di AstraRicerche emerge insomma un quadro "a tinte chiaroscure sulla conoscenza che gli italiani hanno degli integratori e del loro ruolo. Partiamo dalle buone notizie: i nostri connazionali - si legge - legano l'utilizzo degli integratori al mantenimento del benessere generale. Gli intervistati sono d'accordo con il fatto che questi prodotti servono a sostenere la salute generale (42%), aumentare l'energia (34%) e aiutare il sistema immunitario (33%). Tuttavia, su altre questioni c'è ancora molto da fare per diffondere una corretta informazione. Ad esempio, solo 4 italiani su 10 (40%) sanno - correttamente - che nessun integratore richiede una prescrizione. Mentre poco più della metà (51%), crede - erroneamente - che sia necessaria la ricetta di un medico almeno per alcuni di essi".  
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