Tomodachi Life: Una vita da sogno, demo gratuita disponibile da oggi - Il trailer
(Adnkronos) - In attesa del lancio ufficiale su Nintendo Switch, previsto per il 16 aprile, Nintendo ha reso disponibile una versione di prova gratuita denominata "Versione di benvenuto" di Tomodachi Life: Una vita da sogno. Questa anteprima consente agli utenti di testare le dinamiche gestionali dell'isola, creando fino a tre personaggi Mii e sperimentando le interazioni sociali e gli eventi bizzarri che caratterizzano l'esperienza. Un aspetto tecnico rilevante riguarda la possibilità di trasferire integralmente i progressi salvati nella demo all'interno della versione completa al momento del debutto. Il titolo offre un elevato grado di personalizzazione, che spazia dalla definizione dei tratti psicologici dei residenti alla progettazione architettonica e paesaggistica dell'isola. Gli utenti possono intervenire sui minimi dettagli delle abitazioni, espandere le aree di terra e riposizionare le attività commerciali per rendere l'ambiente più dinamico. Inoltre, è stata confermata la piena compatibilità hardware: sia la demo che il software definitivo saranno utilizzabili anche sulla nuova console Nintendo Switch 2, garantendo continuità operativa tra le diverse generazioni di dispositivi. Ma ecco il trailer del nuovo titolo Nintendo Sotto il profilo dei contenuti esclusivi, il completamento della demo sblocca un costume da criceto per i propri avatar, disponibile in colorazioni casuali. Per accedere al download tramite il Nintendo eShop, è necessario disporre di un account registrato e collegato alla console attiva. I preordini sono già aperti sui canali ufficiali, dove sono consultabili ulteriori dettagli sulle funzionalità di personalizzazione e sui requisiti di sistema. Per approfondimenti, è possibile visitare il sito ufficiale di Nintendo.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Cni su Giornate nazionali ingegneria economica, tramontato Pnrr diventa strategico il partenariato pubblico-privato
(Adnkronos) - “Queste giornate dell’Ingegneria economica sono la sintesi di un percorso di collaborazione con Ance, un’alleanza che vuole essere il motore per ottenere delle regole certe”. Così Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni, nell’intervento introduttivo dei lavori delle Giornate nazionali dell’ingegneria economica, organizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri e Ance, evento svoltosi ieri pomeriggio e stamattina presso la sede del Cni. “Una nuova legge urbanistica - ha aggiunto Perrini - il testo unico delle costruzioni, regole certe che evitino casi come quello di Milano e della Puglia. Invitiamo il Governo ad affrontare queste questioni. In questo senso, le preoccupazioni degli ingegneri coincidono con quelle delle imprese. A questo proposito ringrazio il sottosegretario Morelli, la cui partecipazione al nostro evento è molto importante perché per noi è fondamentale la collaborazione e il confronto col legislatore”. Ippolita Chiarolini, consigliera del Cni, ideatrice dell’evento insieme a Massimo Angelo Deldossi vicepresidente Ance, ha moderato i lavori e ha così commentato gli esiti dei due giorni di confronto: “Concluso il Pnrr, ritorna il valore strategico percepito per le opere pubbliche realizzate con il Partenariato Pubblico Privato. Nelle Giornate dell’ingegneria economica, Cni e Ance hanno sollecitato regole certe e tempi certi che possono essere monitorati con open cup, individuando i nodi critici ed intervenendo sui soggetti coinvolti responsabili, rendendo trasparenti i blocchi dell’iter e soprattutto risolvendoli. Qualità delle opere e competenze sono i driver per realizzarne la loro sostenibilità. L’impegno è rivolto anche nel dare emendamento al codice degli appalti per il diritto di prelazione, una priorità”. Nella prima giornata è intervenuto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. “Il Paese - ha detto - vive una fase di transizione determinata dalla chiusura del Pnrr. Venute meno queste risorse, come Governo abbiamo lavorato, tra le altre cose, sul Partenariato Pubblico-Privato per innovare questo modello. Abbiamo soprattutto mirato a superare quella impostazione quasi ideologica che si è registrata nel passato e che vedeva con diffidenza il rapporto col privato. In questo modo si sono limitate le opportunità di un sano rapporto tra pubblico e privato. Abbiamo, quindi, ripreso in mano questo strumento e delle norme a riguardo sono state aggiunte all’interno del codice degli appalti. E' importante sottolineare che affinché il Ppp possa essere efficace è necessario un approccio multidisciplinare per la scelta degli investimenti”. Sulla questione della prelazione Morelli si è espresso così: “Nel confronto con l’Europa sono emersi alcuni dubbi, come ad esempio quelli relativi alla prelazione, che ha visto la Commissione Europea prendere una posizione un po’ rigida. Ma abbiamo delle idee per superare questa ed altre difficoltà, tutti i dubbi che possono nascere. Per questo è necessario che il Governo nella sua interlocuzione in Europa abbia al suo fianco le professioni e le imprese, insomma il sistema Paese”. “Sulle regole certe richiamate dal presidente Perrini sul fronte dell’edilizia - ha aggiunto Morelli - stiamo lavorando alla legge sulla rigenerazione urbana e al testo unico. Non dimentichiamo il Piano Casa Italia attraverso il quale il Governo prevede di investire diversi miliardi di euro nei prossimi anni. Già oggi è previsto circa un miliardo. Infine, non va sottovalutata l’attuale crisi in Medio Oriente e le sue conseguenze, dopo che già la crisi Ucraina aveva fatto pesare i suoi effetti. Parliamo di problemi con le materie prime, la logistica, i costi dell’energia. Una situazione complessa che richiede delle decisioni importanti a livello europeo. Un momento che impone a tutti, anche professionisti e imprese, di ottimizzare le risorse già a disposizione e ridurre i rischi”. La prima sessione dei lavori è stata dedicata agli aspetti di concretezza e di sostenibilità del PPP. Claudia Maria Terzi (assessore alle Opere Pubbliche della Regione Lombardia) ha sottolineato come in Lombardia dal Pnrr solo per le ferrovie siano arrivate risorse per 3 miliardi di euro (nazionali) e 97 milioni di euro (regionali). Con la fine del Pnrr, l’attivazione del PPP diventa una necessità strategica. Secondo la Terzi il coinvolgimento del privato porta una serie di vantaggi: trasferimento del rischio, efficienza e tempi più rapidi, manutenzione garantita e innovazione. In Lombardia col project financing sono state realizzate tre autostrade per 4,8 miliardi di euro. Walter Tortorella (Ifel) ha citato alcuni dati significativi del Cresme, confermati dalle elaborazioni del Centro studi Cni. Nel 2025, su 24707 bandi pubblicati pari a 74,18 miliardi di euro, ben 2147 sono quelli in Ppp, per un totale di 27,847. Si tratta del 37% del totale degli importi dei bandi con una crescita nel 2024-25 del 25,6%. Cecilia Hugony (Assimpredil ance) ha incentrato il suo intervento su un caso specifico di utilizzo del Ppp relativo al Piano Casa. La seconda sessione è stata dedicata alla gestione della variabile nella realizzazione delle opere. Andrea Baldanza (Corte dei Conti), tra le altre cose, a proposito della cosiddetta “paura della firma” da parte delle amministrazioni pubbliche, ha sottolineato che il pericolo non deriva dalla Corte dei Conti, dal momento che con la Legge 7 gennaio 2026, n. 1 è stata delimitata la colpa grave. Regina Genga (Ragioneria Generale dello Stato) ha segnalato la criticità nei tempi di realizzazione dei lavori pubblici citando dati significativi. Nel periodo 2012-21, a seconda delle fasce di importi, sono stati registrati tempi oscillanti dai 13 ai 42 mesi per il pre-affidamento e da 2 a 7 anni e 1 mese per la realizzazione delle opere. In paesi come Francia e Germania, invece, si registrano tempi che sono all’incirca un terzo di quelli italiani. Fabio Corvo (Gruppo di lavoro Ppp del Cni) ha ripreso il tema dei tempi lunghi, soffermandosi sui “colli di bottiglia amministrativi”. La terza sessione ha riguardato il rischio idrogeologico e come la sua conoscenza è indispensabile nella valorizzazione del patrimonio nazionale, anche per le valutazioni immobiliari e le esposizioni creditizie. Domenico Condelli (consigliere Cni) ha ricordato quanto lo Stato spende per far fronte agli effetti del dissesto idrogeologico: negli ultimi 25 anni 25.858 interventi per 20,4 miliardi di euro spesi. Il che chiama in causa la necessità di attuare opportune politiche di prevenzione, anche al fine di ottimizzare le risorse pubbliche disponibili. Senza dimenticare il tema sempre più attuale della copertura dei rischi catastrofali attraverso le opportune polizze assicurative. Alessandro Trigila e Carla Ladanza di Ispra si sono concentrati sulle frane e sugli effetti di questi particolari eventi con 5,7 milioni di residenti italiani a rischio. In particolare, hanno illustrato come mappe e indicatori siano utilizzati per la pianificazione degli interventi e hanno presentato la piattaforma Idrogeo che consente di verificare i livelli di rischio di ciascun territorio nazionale. Giampiero Bambagioni (vice chairman United for smart sustainable cities-ONU), infine, ha illustrato il passaggio dall’analisi del rischio ambientale e fisico alla reale finanziabilità dei progetti. I lavori sono proseguiti stamattina con una sessione dedicata a tecnologia, interoperabilità e concorrenza. Filippo Romano (Segretario Generale Anac) ha sottolineato che, nell’ambito del più grande processo di digitalizzazione, la tecnologia informatica è richiesta per tutte le fasi della procedura a partire dalla progettazione, il che rende necessaria l’interoperabilità dei sistemi ed, in particolare, l’interoperabilità con la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) gestita da Anac. Ottavio Ziino (Coordinatore dell’Ufficio Monitoraggio degli investimenti pubblici del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) si è soffermato sul Codice unico di progetto come chiave di accesso, coordinamento e intelligibilità della spesa pubblica per lo sviluppo. Giovanni Leone (ACI Informatica) ha sottolineato come l’eterogeneità dei tempi di realizzazione delle opere dipenda essenzialmente dall’efficienza amministrativa: il tempo è una variabile di capacità, non solo di complessità. In questo senso, il RUP ha un peso determinante. Daniela Pedrini (Gruppo di Lavoro PPP del Cni) ha declinato i concetti di tecnologie, interoperabilità, concorrenza e PPP nel settore delle infrastrutture ospedaliere. Giovanni Perillo (PM PPP Ippodromo di Agnano) ha illustrato il progetto di restyling e riqualificazione dell’area dell’ippodromo di Agnano, mostrando come il PPP possa garantire elevati standard qualitativi. Nella seconda e ultima sessione di stamane, dedicata alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, è intervenuta Irene Tinagli (presidente Hous Commissione speciale sulla crisi degli alloggi dell’UE) che ha illustrato cosa si sta facendo in sede europea per la gestione della crisi abitativa. E’ emersa una grande complessità, soprattutto in termini di cambiamento della struttura della domanda, cui corrisponde una difficoltà di offerta che chiama in causa la necessità del riutilizzo del patrimonio esistente inutilizzato, sia pubblico che privato. Il tema è avere unità abitative a prezzi inferiori a quelli di mercato da realizzarsi in PPP. In questa direzione l’Europa agisce attraverso due volani: l’erogazione dei fondi di coesione e la concessione di maggiori garanzie pubbliche per attrarre investitori. Ezio Micelli (Housing advisory board UE) è partito dalla constatazione che, considerando le specificità del nostro e degli altri paesi, l’aspetto comune in Europa è un’evoluzione demografica ed economica che ha determinato un cambiamento della domanda di alloggi che non siamo stati capaci di anticipare. La casa diventa un fattore di sopravvivenza del settore produttivo, dunque si rende necessaria un’azione anche utilizzando strumento come il PPP. Massimo Angelo Deldossi, vicepresidente Ance, a fine giornata ha tracciato un bilancio dei lavori. “Oggi abbiamo a disposizione una grande quantità di dati, ma la qualità delle nostre decisioni non dipende dalla quantità ma dalla capacità di scegliere i dati che servono. La tecnologia oggi non basta più, serve una integrazione tra ingegneria, economia, gestione dei dati e competenze manageriali. Occorre un cambio culturale che coinvolga imprese, professionisti, istituti finanziari. Solo così potremo dare un futuro al settore delle costruzioni, migliorando la produttività per rispondere alle emergenze sociali trasformandole così da costo a investimento”.
---lavoro/professionistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Pokémon Champions, l’erede di Stadium sul trono competitivo mondiale
(Adnkronos) - Il panorama videoludico dei mostri tascabili si appresta a vivere una trasformazione strutturale con il debutto di Pokémon Champions, previsto per l'8 aprile su Nintendo Switch e successivamente su dispositivi mobili. Il progetto, nato dalla collaborazione tra The Pokémon Company e storici designer di Game Freak come Shigeki Morimoto, non si limita a proporre una nuova arena di lotta, ma punta a diventare il pilastro centrale del circuito competitivo Play! Pokémon per gli anni a venire. Come confermato dal Game Producer Masaaki Hoshino, l'obiettivo primario è quello di espandere l'accessibilità delle lotte strategiche, superando le barriere che storicamente hanno allontanato i giocatori più occasionali. "Moltissime persone giocano ai titoli Pokémon e ne apprezzano i combattimenti, ma forse non sono mai entrate nel mondo del PvP contro altri giocatori; con questo prodotto la nostra speranza è di rendere tutto più accessibile affinché chiunque possa tuffarsi e divertirsi", ha dichiarato Hoshino, sottolineando come il sistema a turni tradizionale rimarrà comunque il cuore pulsante dell'esperienza. L'ispirazione per Pokémon Champions affonda le radici nella nostalgia e nell'esperienza tecnica maturata con i capitoli precedenti. Hoshino ha rivelato di aver utilizzato la serie Pokémon Stadium come riferimento costante durante lo sviluppo, cercando di traslare quel tipo di esperienza domestica sui sistemi moderni. "Ho amato moltissimo la serie Stadium quando ero un giocatore, agli inizi, e quell'esperienza personale è stata sicuramente un punto di riferimento per la creazione di questo gioco", ha spiegato il produttore. Al contempo, il titolo eredita la filosofia di Pokkén Tournament nel bilanciare un soffitto di abilità elevato con un'interfaccia accogliente. Per facilitare l'ingresso dei nuovi utenti, il team ha lavorato drasticamente sulla riduzione dei tempi di preparazione e allenamento dei Pokémon, elementi che in passato venivano percepiti come un ostacolo insormontabile per chi desiderava competere ad alti livelli. Uno degli aspetti più attesi riguarda il roster e le dinamiche di gioco che vedranno la convivenza di diverse meccaniche storiche. Pokémon Champions segna infatti il ritorno delle Megaevoluzioni, con protagonisti creature come MegaMeganium, MegaEmboar e MegaFeraligatr, dotati di abilità inedite quali Megasolar e Pelledrago. Hoshino ha chiarito che, pur non potendo includere immediatamente tutti i mille e più Pokémon esistenti, il piano prevede una rotazione periodica basata su regolamenti specifici per mantenere l'ambiente bilanciato e dinamico. "L'idea è quella di avere una selezione limitata ma mutevole nel tempo", ha precisato, aggiungendo che il team sta sperimentando l'interazione tra Megaevoluzioni, Mosse Z e Dynamax all'interno di un unico ambiente competitivo attraverso uno strumento chiamato "Z-Ring". Il software sarà pienamente integrato con Pokémon HOME, permettendo ai giocatori di trasferire i propri compagni d'avventura dai titoli della serie principale e da Pokémon GO. Questa sinergia è fondamentale per attrarre la vasta base di utenti mobile, offrendo loro un percorso guidato per apprendere le basi delle lotte tradizionali. Sul fronte tecnico, il lancio sarà accompagnato da un Pacchetto introduttivo per velocizzare la progressione iniziale e da un aggiornamento gratuito dedicato a Nintendo Switch 2, che garantirà una veste grafica ottimizzata fin dal primo giorno. Il calendario agonistico è già definito: i primi test sul campo avverranno ai Campionati Regionali di Indianapolis a fine maggio, per poi culminare nei Campionati Mondiali di agosto, sancendo l'inizio di un'era in cui Pokémon Champions sarà l'unico software ufficiale per le competizioni internazionali.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Aviaria, cos'è il virus H9N2: come si trasmette e i rischi per l'uomo
(Adnkronos) - Individuato in Lombardia il primo caso umano di influenza aviaria H9N2 d'Europa. Ma quali sono i rischi reali per la popolazione? A fare il punto è l'Istituto superiore di sanità (Iss) in un focus online in cui ha aggiornato le risposte alle Faq, le domande più frequenti sul tema. Con il termine influenza aviaria, evidenziano gli esperti della Rete One Health per il monitoraggio di questa malattia infettiva "si definisce un'infezione virale che si verifica principalmente negli uccelli. In particolare, gli uccelli selvatici, soprattutto acquatici, sono il veicolo principale di diffusione di questi virus, che poi possono essere trasmessi, ad esempio, agli animali da allevamento, provocando danni economici ingenti, e, sporadicamente, all’uomo. I virus aviari hanno una grande capacità di mutare e, recentemente, alcuni di questi ceppi virali sono stati trasmessi anche ai mammiferi, tra cui bovini e animali da compagnia, in particolare gatti". Quanto ai rischi per l'uomo, l'Iss precisa che "la maggior parte dei virus aviari è relativamente innocua" per gli esseri umani. "Tuttavia qualche ceppo virale può presentare mutazioni che aumentano il potenziale di infettare altre specie, compreso l'uomo. I casi umani possono essere asintomatici o con sintomi lievi. Al momento non c'è nessuna conferma della possibilità di una trasmissione da uomo a uomo dei virus aviari. Secondo l'Ecdc, ad oggi il rischio infezione per la popolazione generale è basso e può diventare moderato solo per i lavoratori o altro personale esposto in un allevamento in cui siano presenti casi confermati". Ma è sicuro mangiare carne o prodotti derivati da animali infetti? "La principale via attraverso cui è possibile contrarre l'infezione da virus aviari dagli animali è l'inalazione di particelle solide o liquide contaminate dal virus dovuta, ad esempio, all'esposizione ad animali o a prodotti infetti - chiarisce l'Iss - Secondo l'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare, ndr) non c'è nessuna evidenza che l'influenza aviaria possa essere trasmessa all'uomo mediante consumo di carne contaminata. Inoltre, il rischio di entrare in contatto con prodotti contenenti il virus è minimizzato dalle misure di sicurezza previste dalle normative che, ad esempio, impongono l'abbattimento e lo smaltimento sicuro dei capi degli allevamenti in cui vengono trovati animali positivi. Maneggiando in maniera sicura il cibo, cucinandolo e mantenendo una buona igiene durante la preparazione si possono prevenire eventuali rischi di infezione dovuti alla manipolazione di cibo eventualmente contaminato".
Negli Usa, recentemente, sono stati ritirati dei lotti di latte crudo risultato contaminato da virus aviario H5N1. In Italia, al momento, non sono stati trovati bovini infetti da virus aviari. "In ogni caso - prosegue l'Iss - sono stati già effettuati dei test da parte del Centro di referenza nazionale su oltre 3mila capi bovini in aree in cui erano stati identificati casi nel pollame e negli uccelli selvatici che hanno dato esito negativo". Una delle preoccupazioni che spesso la popolazione si pone è poi se ci siano pericoli per gli animali domestici, gatti o cani. Al riguardo l'Iss precisa che "non si può escludere un rischio di possibile infezione, se pur considerato basso, per gatti o cani, se per esempio vivono a contatto con uccelli infetti. È importante evitare, per quanto possibile, il contatto con uccelli selvatici, in vita o deceduti, soprattutto in aree in cui è stata riscontrata la presenza di virus aviari ed evitare di alimentarli con carne cruda o altri prodotti (es. visceri) provenienti da allevamenti non controllati durante i periodi di circolazione virale". In Italia esiste una rete articolata per la sorveglianza dei virus dell'influenza aviaria. Questa attività di controllo negli animali "è affidata ai servizi veterinari. Il ministero della Salute - spiega l'Iss - progetta, coordina e monitora le attività previste dal Piano nazionale di sorveglianza per l'influenza aviaria, con il supporto scientifico e tecnico del Centro di referenza nazionale per l'influenza aviaria ospitato presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izsve). I servizi veterinari delle Regioni/Province autonome svolgono le attività del Piano attraverso le Asl/Ulss, responsabili dell'attuazione dei protocolli di campionamento nei volatili domestici e selvatici, e gli Istituti zooprofilattici responsabili dell'esecuzione dei test diagnostici. La sorveglianza nel pollame e nell’avifauna si basa su un sistema di sorveglianza attivo, con controlli sugli animali in vita, abbinato ad un sistema di individuazione precoce della malattia tramite una sorveglianza passiva su animali con sintomi sospetti o deceduti secondo le disposizioni, criteri e linee guida di Regolamenti della Commissione Ue". La sorveglianza della circolazione dei virus dell’influenza nell’uomo "è coordinata dall'Iss e viene effettuata attraverso la rete RespiVirNet che si basa su medici e pediatri sentinella e che monitora l'andamento delle sindromi simil influenzali (Ili) causate da influenza e da altri virus respiratori sul territorio italiano. Questa rete, prima dedicata esclusivamente all'influenza, è in grado ora di monitorare gran parte dei virus respiratori e fornisce settimanalmente i dati epidemiologici e virologici. La rete attualmente è costituita da 28 laboratori nelle diverse Regioni/Province autonome e dall’Istituto di scienze biomediche della difesa (Isbd)-ministero della Difesa. Oggi, questa rete è in grado di rilevare anche eventuali possibili casi di infezione da virus aviari nella comunità", assicurano gli esperti nel focus. Nell'ultimo anno, nell'ambito di un progetto finanziato dal ministero della Salute (Ccm), esperti dei due sistemi di sorveglianza collaborano per assicurare il rapido scambio di informazioni, per rafforzare il monitoraggio della circolazione dei virus dell'influenza aviaria e della sua possibile trasmissione all’uomo, in un'ottica One Health. La rete coinvolge diverse istituzioni tra cui Iss, IzsVe, Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, Università di Parma, Università di Bari, Università delle Marche, Istituto di Scienze Biomediche della Difesa-Sezione di Patogeni Inusuali. E in Europa la Commissione Ue monitora la situazione dell'influenza aviaria insieme all'European Centre of Disease Prevention and Control (Ecdc), alla European Food Safety Authority (Efsa) e all’European Reference Laboratory (Eurl) for Avian Influenza. "Ci sono regole europee sulle misure da attuare in caso di focolai in animali da allevamento, così come misure di prevenzione e preparedness contro il rischio di casi umani", conclude l'Iss. "La legislazione Ue garantisce anche la sorveglianza, la risposta tempestiva e il coordinamento Ue in caso di riscontro di casi umani".
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Mappate 250 Buone Pratiche, motore della transizione circolare
(Adnkronos) -
Sono 253 le Buone Pratiche di economia circolare registrate nel database della Piattaforma italiana per l’economia circolare Icesp, di cui 245 realizzate sul territorio nazionale e 8 implementate fuori dall'Italia. È quanto emerge dal Rapporto presentato oggi a Roma all’ottava Conferenza annuale Icesp. La Piattaforma Icesp, che lavora in stretta connessione con la Piattaforma della Commissione Europea Ecesp (European Circular Economy Stakeholder Platform), rappresenta la più strutturata ed estesa comunità di attori italiani dell’economia circolare, che vede il contributo di oltre 400 esperti provenienti da più di 200 organizzazioni di istituzioni pubbliche locali e nazionali, imprese e associazioni di categoria, mondo della ricerca, società civile. "Le buone pratiche sono lo strumento per tradurre gli indirizzi strategici in azioni concrete, replicabili e per diffondere i modelli circolari - spiega all'Adnkronos Grazia Barberio, coordinatrice Icesp Italia e ricercatrice Enea Dipartimento Sostenibilità - Vengono dapprima raccolte, poi sistematizzate e valutate da un Comitato di revisione di Buone Pratiche e una volta superati gli elementi caratteristici di qualità, che includono la replicabilità, l'innovazione, l'efficacia dei risultati raggiunti, il contributo educativo e comportamentale, i benefici ambientali, economici e sociali conseguiti, vengono pubblicate sul sito Icesp. Tra l'altro questo numero a breve crescerà perché ne abbiamo più di 40 che sono in fase di valutazione. Quello che poi facciamo successivamente è una mappatura che ci serve ad inquadrare quali sono i settori industriali che trainano di più, quali sono le aree geografiche che sono più attive e anche quali fasi del ciclo di vita sono più rappresentate". Il Rapporto Icesp offre, dunque, una fotografia aggiornata delle buone pratiche che stanno contribuendo alla transizione verso l’economia circolare in Italia. Riguardano soprattutto i settori dell’agroalimentare, del tessile e dell’edilizia, con una prevalenza di interventi nelle fasi della produzione (66 buone pratiche mappate) e della gestione dei rifiuti (60), dove le strategie circolari possono generare i maggiori benefici in termini di efficienza delle risorse e riduzione degli impatti ambientali. Seguono la fornitura di materie prime seconde (55), l’innovazione (45) e il consumo (27). I soggetti promotori delle buone pratiche sono principalmente le imprese, seguite da enti pubblici e associazioni, mentre a livello territoriale, risultano particolarmente attive le regioni Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna.
Nel report Icesp un’attenzione specifica è dedicata al ruolo delle biotecnologie circolari, con l’analisi di 74 buone pratiche, pari a circa il 30% del totale, che utilizzano soluzioni biotecnologiche per la valorizzazione delle biomasse, il recupero di risorse e lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti bio-based. Le pratiche biotecnologiche sono promosse principalmente da imprese private, soprattutto nei settori agroalimentare, della bioeconomia e della gestione dei rifiuti, spesso in collaborazione con enti pubblici e centri di ricerca. Dal punto di vista geografico, risultano concentrate prevalentemente in Lombardia, Piemonte e Lazio. "La bioeconomia - spiega Barberio - ha sempre più un ruolo centrale, trainante e abilitante per la transizione circolare del sistema Paese". Il trend osservato nel tempo è quello di una crescita sia nel numero che nella qualità delle esperienze analizzate. "C'è un incremento di stakeholder convolti e questa è la cosa fondamentale perché se cresce la rete aumenta anche la possibilità che gli stakeholder possano inviarci le loro buone pratiche: nel 2018 eravamo 18 ad oggi siamo 200 e abbiamo toccato dei picchi anche di 300 organizzazioni - osserva Barberio - Poi c'è la crescita delle buone pratiche: noi ne abbiamo raccolte nel tempo 250 partendo da pochi casi; nel 2020 ci siamo dotati di questo Comitato di revisione Buone Pratiche che è stato fondamentale per dare quel bollino di 'qualità' perché le buone pratiche sono importanti sia come numero ma anche come qualità di rappresentanza dell'economia circolare". Per valorizzare e promuovere la diffusione delle Buone Pratiche Icesp, favorendone la replicabilità, è stato istituito quest’anno il 'Premio Buone Pratiche Icesp'. “Per questa prima edizione abbiamo ricevuto da aziende e pubbliche amministrazioni 51 candidature, tutte caratterizzate da un elevato livello di qualità, innovazione e potenziale di replicabilità - sottolinea, in una nota, Claudia Brunori, direttrice del Dipartimento Sostenibilità di Enea e vicepresidente Icesp - Si tratta di un segnale importante che testimonia la vitalità e la diffusione delle esperienze di economia circolare nel sistema produttivo e nei territori italiani”. Per la categoria ‘uso efficiente delle risorse e riduzione degli impatti’ è stata premiata l’azienda pratese Corertex per la capacità di recuperare fino al 96% dei materiali tessili, con una media di oltre 100mila tonnellate annue. Nella categoria ‘ecodesign e innovazione di prodotto e servizio’ si è affermata l’azienda milanese Movopack con un sistema di imballaggi riutilizzabili fino a venti volte, progettati per i brand dell’e-commerce, del retail e del B2B. Nella sezione ‘educazione, formazione e cambiamento culturale’ ha vinto la Regione Emilia-Romagna, con un percorso formativo strutturato e accessibile che rafforza la capacità di enti pubblici e operatori economici di applicare i Criteri Ambientali Minimi, promuovendo pratiche di acquisto sostenibile. Per la categoria ‘comunicazione della circolarità e trasparenza’ è stata premiata l’azienda marchigiana Matrec con un software che consente di misurare e monitorare la circolarità di materiali, prodotti e servizi. In tema di ‘innovazione sociale, inclusione e impatto sulla comunità’ il riconoscimento è andato alla rete Let’s Do It! Italy, che in provincia di Napoli ha sviluppato un modello territoriale innovativo capace di integrare educazione ambientale, cittadinanza attiva ed economia circolare, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e al miglioramento degli spazi pubblici. Infine, per la categoria ‘rigenerazione territoriale, natura e sistemi locali’ è stata premiata l’azienda pugliese Tondo per la piattaforma che ha messo in rete numerose realtà attive nell’economia circolare della provincia di Taranto e accelerato nove startup e progetti innovativi.
Menzioni speciali sono state assegnate all’azienda Rinnovative per il riciclo di un materiale derivato del legno molto diffuso; al Mercatino del riuso, uno spazio dedicato a dare nuova vita agli oggetti, riducendo sprechi ed emissioni; ai centri del riuso della Regione Emilia-Romagna, una rete che trasforma il riuso in un valore concreto per l’ambiente e le comunità; alla diagnostica molecolare avanzata e integrata per la prevenzione sanitaria e ambientale sviluppata dallo spin-off Aida dell’Università di Catania. Infine, la menzione speciale in ‘Comunicazione della circolarità e trasparenza’, con premio conferito da EconomiaCircolare.com, è stata assegnata alla buona pratica ‘Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti’, coordinata in Italia dall’Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale (Aica). “Enea svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo della piattaforma Icesp, l’hub nazionale della Piattaforma Europea per l’Economia Circolare, con una presenza attiva in tutti i suoi ambiti tematici e nei principali tavoli istituzionali nazionali ed europei su economia circolare, ecodesign e materie prime critiche, nonché in forum e iniziative strategiche a supporto delle politiche di sostenibilità", commenta la presidente di Enea Francesca Mariotti. “Le buone pratiche sono fondamentali per capire come i principi dell’economia circolare possano tradursi in soluzioni concrete nei diversi settori produttivi e nei territori, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali, a un uso più efficiente delle risorse e allo sviluppo di modelli economici più sostenibili", dichiara il presidente del Cetma e della Piattaforma Icesp Roberto Morabito.
---sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Salute: Cardio hub, al via laboratorio permanente per malattie cardio-cerebrovascolari
(Adnkronos) - Prende il via oggi, presso la sede di Daiichi Sankyo Italia a Roma, Cardio Hub, il nuovo laboratorio di idee, progetti e innovazione dedicato alle persone che convivono con malattie cardio-cerebrovascolari. Un percorso strutturato di confronto e co-progettazione che riunisce alcune tra le principali Associazioni di pazienti in ambito cardiovascolare e non solo – Alice Italia Odv, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale; Amici obesi onlus; Conacuore Odv, Coordinamento nazionale associazioni del cuore; Diabete Italia rete associativa Odv; Fand, Associazione italiana diabetici Odv; Feder-Aipa, Federazione delle associazioni italiane pazienti anticoagulati; Fiao, Federazione italiana associazioni obesità e La Mattina dopo Aps, La cura dell’obesità – e che valorizza il contributo di professionisti della salute e associazioni pazienti con l’obiettivo di far dialogare prospettive diverse e trasformarle in soluzioni condivise. “La collaborazione con le associazioni di pazienti rappresenta un valore strategico e culturale – afferma Fabio Romeo, Senior Medical and Value & Access Director Sbd di Daiichi Sankyo Italia – Solo attraverso una partnership autentica e continuativa è possibile co-costruire soluzioni che abbiano un impatto reale sulla qualità di vita delle persone con patologie cardiovascolari. Cardio Hub vuole essere un luogo di lavoro concreto, dove competenze diverse – cliniche, economiche, associative – si integrano per individuare risposte condivise e sostenibili nel tempo”. Il percorso - informa la farmaceutica in un una nota - si articolerà in una serie di incontri in presenza durante l’anno, per poi proseguire nel tempo come partnership strutturata. Cardio Hub prende avvio dai risultati di un’ampia attività di social media listening condotta nell’arco di 12 mesi, che ha analizzato ricerche online, conversazioni social e gruppi Facebook dedicati alle principali patologie cardio-cerebrovascolari e ai fattori di rischio. L’analisi ha evidenziato innanzitutto un bisogno informativo estremamente elevato: le persone cercano risposte su sintomi, valori da monitorare, cause, diagnosi, trattamenti e prospettive di vita. Tra tutti i temi, il colesterolo si conferma il principale driver di interesse: rappresenta oltre il 70% delle ricerche in ambito cardiovascolare, con volumi indicativi di circa 2,5 milioni di ricerche mensili, seguito da infarto, ictus e fibrillazione atriale. In parallelo, si osserva una specifica attenzione per la salute cardiovascolare femminile, con query dedicate a sintomi e valori nelle donne, segnale di una sensibilità crescente e del bisogno di informazione mirata. Sul fronte social - riferisce la nota - nel corso del 2025 sono state analizzate oltre 34mila conversazioni, con una forte concentrazione su Facebook (quasi una conversazione su due), che si conferma il principale spazio di confronto tra pazienti e caregiver. Le discussioni si focalizzano soprattutto su sintomi, esami diagnostici e fattori di rischio, ma rivelano anche aspetti più complessi: a una forte attenzione verso i segnali da non sottovalutare e i controlli da effettuare, si affianca un rapporto talvolta controverso con le terapie e con la necessità di modificare gli stili di vita. Un dettaglio particolarmente rilevante riguarda la percezione della cronicità. Infarto e ictus spesso vengono vissuti come eventi isolati, ‘superati’ dopo la fase acuta, più che come segnali di un rischio da gestire nel tempo. Questo quadro si collega a un altro tema emerso con chiarezza: la fragilità dell’aderenza terapeutica. Dalle conversazioni nei gruppi e nei post social emergono riferimenti a dimenticanze, sospensioni volontarie o rifiuti dei farmaci e un ricorso diffuso al “fai da te” (integratori e diete suggerite online), talvolta in alternativa o in competizione con le indicazioni mediche. Accanto alla dimensione clinica, il social listening mette in luce anche l’impatto emotivo: ansia, paura di recidive, senso di fragilità, isolamento sociale e difficoltà nelle relazioni sono temi ricorrenti, e i gruppi online diventano spesso spazi di conforto e condivisione.Queste informazioni costituiscono il punto di partenza del lavoro di Cardio Hub, che intende trasformare l’ascolto in progettualità concreta attraverso un percorso strutturato basato sulla metodologia del design thinking, articolato nelle fasi di empatia, definizione dei bisogni, ideazione, progettazione, test e finalizzazione delle soluzioni. Il laboratorio rappresenta anche un luogo di scambio di conoscenze e consolidamento di una partnership di lungo periodo, oltre che uno spazio operativo per collaborare su concreti bisogni dei pazienti e di chi sta al loro fianco nell’area cardio-cerebrovascolare. “Le malattie cardiovascolari non sono solo una questione clinica, ma incidono profondamente sulla qualità di vita delle persone, sulle loro relazioni e sul benessere psicologico – sottolinea Joanne Jervis, Managing Director & Head of Specialty Business Division, Daiichi Sankyo Italia – Per questo crediamo in un approccio olistico alla cura, che metta al centro l’ascolto autentico dei bisogni dei pazienti. Cardio Hub nasce proprio con questa finalità: creare uno spazio strutturato di dialogo, in cui l’esperienza vissuta dalle persone diventi la base su cui costruire soluzioni concrete, sostenibili e realmente utili”.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Scienze infermieristiche, via libera a tre nuove lauree magistrali specialistiche
(Adnkronos) - Registrati i decreti ministeriali che istituiscono tre nuove lauree magistrali in Scienze infermieristiche su competenze specialistiche in Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, e Cure intensive e nell’Emergenza. Un risultato - infoma una nota della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) - frutto dell’impegno pluriennale condotto a stretto contatto con i ministri Orazio Schillaci e Anna Maria Bernini che il 21 febbraio scorso, in occasione del Consiglio nazionale Fnopi, avevano anticipato l’avvenuta firma dei decreti ai presidenti dei 102 Opi provenienti da tutta Italia. Si avvia così l’iter attuativo per garantire agli studenti la possibilità di accedere ai percorsi già dal prossimo anno accademico. "L’attivazione delle lauree magistrali a indirizzo clinico – commentano dalla Fnopi - costituisce un passaggio cruciale per rispondere alle nuove esigenze di salute della popolazione e per l’evoluzione della professione infermieristica. Un traguardo che non segna un punto di arrivo, ma un nuovo inizio per gli infermieri. Potranno finalmente ambire a nuovi sviluppi di carriera e ottenere il giusto riconoscimento, anche dal punto di vista economico, per competenze cliniche fondamentali per la tenuta del Sistema salute". Si completa un percorso - conclude la nota - caratterizzato dal proficuo dialogo con ministero della Salute e ministero dell’Università e della Ricerca, Regioni, e con tutte le Direzioni generali coinvolte, a partire da quella delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale, diretta da Mariella Mainolfi, e quella degli Ordinamenti della formazione superiore e del diritto allo studio del Mur, diretta da Gianluca Cerracchio.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Malattia renale ultrarara, a Padova bimbo trapiantato a sei anni dopo terapia salvavita
(Adnkronos) - Il primo paziente con una malattia ultra rara seguito con successo dai professionisti della Uoc Nefrologia Pediatrica dell’Azienda ospedaliera Padova, diretta dal prof. Enrico Vidal, è un bambino che ha ricevuto una diagnosi precoce a soli quattro mesi: ossalosi sistemica, una patologia rarissima che colpisce circa un bambino ogni 100.000. La malattia provoca una produzione eccessiva di ossalato, una sostanza chimica che danneggia i reni e, accumulandosi nell’organismo, può compromettere anche altri organi. "Il piccolo paziente - spiega Vidal - è stato subito sottoposto a dialisi peritoneale. Quando ha raggiunto 11 kg di peso, ha ricevuto un farmaco sperimentale autorizzato per uso compassionevole, che ha permesso di salvare il fegato. Al raggiungimento dei 14 kg, è stato possibile iniziare l’emodialisi cronica, cinque giorni alla settimana per quattro ore al giorno. Superati i 18 kg, il bambino è stato inserito nella lista d’attesa per il trapianto di rene. A sei mesi dal trapianto, il bimbo sta bene e continua a crescere" seguendo regolarmente le cure specialistiche. Il trapianto di rene "rappresenta il punto di arrivo per i bambini con malattie renali croniche, ma senza una dialisi pediatrica avanzata - fa notare Vidal - molti pazienti non arriverebbero in condizioni adeguate all'intervento. La dialisi non è un ponte, ma una terapia salvavita che stabilizza il bimbo critico, consente crescita e sviluppo, rende possibile l'accesso al trapianto nelle condizioni migliori. Servono però centri altamente specializzati, come la Nefrologia Pediatrica di Padova, che hanno tecnologie dedicate, volumi adeguati e sinergia con reti nazionali ed europee". Nel 2025 la Uoc Nefrologia Pediatrica "ha registrato 350 ricoveri, erogato 10mila prestazioni per esterni e 1500 per interni, ha fatto 630 terapie renali extracorporee, ha assicurato 2290 dialisi peritoneali - rimarca Vidal -. Nell'ospedale pediatrico del Veneto Salus Pueri ci sono sette postazioni e una stanza di isolamento, è attivo un sistema di teledialisi, è presente il 'controllo intelligente' per monitoraggio dei parametri critici, è assicurata l'automazione per la riduzione del rischio microbiologico e degli errori operativi". Nel Nord Est la Uoc Nefrologia Pediatrica dell'Azienda "è tuttora l’unica dedicata esclusivamente alla cura del bambino con malattia renale acuta e cronica e alla dialisi pediatrica. Va ricordato, inoltre, che Padova è uno dei sei centri italiani di trapianto di rene pediatrico con accreditamento per il trapianto da donatore non vivente e vivente. L'Azienda è, infine, ospedale di riferimento europeo per le malattie renali rare e per il trapianto di rene nell’ambito delle Ern ERKNet e TransplantChild" conclude.
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Foto e contatti a rischio: l’errore fatale che un utente su tre commette ogni giorno
(Adnkronos) - La gestione della sicurezza digitale rappresenta una sfida crescente per la fascia di popolazione senior. Secondo recenti rilevazioni, un utente over 70 su tre dichiara difficoltà oggettive nel gestire password, codici d'accesso e dati sensibili memorizzati sui dispositivi mobili. Se ad oggi, infatti, lo smartphone custodisce una parte significativa della vita privata, dai ricordi fotografici ai documenti personali, la prevenzione della perdita dei dati diventa una priorità non solo tecnologica, ma anche sociale. In occasione della giornata mondiale dedicata al backup, l'analisi del settore evidenzia cinque pilastri fondamentali per garantire l'integrità delle informazioni. Il primo passo consiste nell'esecuzione di backup regolari, utilizzando servizi cloud o supporti fisici esterni come hard disk, per consentire il recupero dei file in caso di guasto o smarrimento. L'attivazione delle funzioni di salvataggio automatico per foto e contatti è caldamente raccomandata per ridurre il rischio di errori umani o dimenticanze. Sul fronte della protezione degli accessi, l'adozione di sistemi biometrici (impronta digitale) o PIN complessi risulta essenziale per impedire intrusioni non autorizzate. Parallelamente, il costante aggiornamento del sistema operativo garantisce l'installazione delle patch di sicurezza necessarie a contrastare le vulnerabilità informatiche. Infine, la prevenzione del phishing rimane una difesa cruciale: evitare l'apertura di link sospetti via SMS o social è la regola principale per salvaguardare l'identità digitale. "Proteggere i propri dati oggi significa proteggere una parte importante della propria vita quotidiana: foto, contatti, ricordi, documenti personali", ha dichiarato Mauro Invernizzi, amministratore delegato di emporia Italia. L'obiettivo delle attuali tecnologie semplificate è rendere queste operazioni accessibili, trasformando la protezione dei dati in una serie di piccoli gesti quotidiani.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Nasa, 20 miliardi di dollari per una base sulla Luna
(Adnkronos) - Il cambio di vertice alla NASA porta con sé una revisione radicale dei piani per l'esplorazione del satellite. Jared Isaacman, l’imprenditore miliardario scelto dalla Casa Bianca per guidare l’agenzia, ha annunciato lo stanziamento di circa 20 miliardi di dollari destinati alla costruzione di una base lunare fissa. Questa decisione comporta l'immediata sospensione del progetto Gateway nella sua forma attuale: la stazione orbitante che avrebbe dovuto fungere da ponte per gli sbocchi sulla superficie viene messa da parte a favore di infrastrutture dirette sul suolo. Il nuovo corso punta a convertire le tecnologie già sviluppate per accelerare i tempi della permanenza sul satellite, spostando il focus dai sistemi di volo orbitale alla logistica di superficie necessaria per una presenza duratura. La tabella di marcia delineata da Isaacman prevede uno sviluppo in tre fasi distinte, articolato attraverso decine di missioni nel corso dei prossimi sette anni. Inizialmente, gli sforzi si concentreranno sulla creazione di reti di comunicazione e navigazione, supportate dall'invio di lander robotici per la mappatura e lo spostamento dei carichi. Successivamente, la fase operativa vedrà il ritorno sistematico degli astronauti sulla superficie, fino al consolidamento di un insediamento umano di lunga durata. Nonostante le criticità ambientali note, dalle radiazioni cosmiche alle escursioni termiche estreme fino all'assenza di gravità che altera la fisiologia umana, l'investimento mira a creare un avamposto capace di sostenere la vita e le attività di ricerca nel lungo periodo. L’urgenza impressa da Isaacman non risponde solo a necessità scientifiche, ma si inserisce in un quadro di competizione geopolitica con la Cina. Pechino ha già fissato al 2030 il termine per portare i propri uomini sulla Luna, una scadenza che ha spinto Washington a rimodulare le priorità per non perdere il primato tecnologico. Secondo l’amministratore, il successo in questa sfida si misurerà sulla capacità di reagire in tempi brevi, superando i ritardi che hanno recentemente interessato il programma Artemis, il cui allunaggio è stato posticipato al 2028. La retorica dell’eccezionalismo americano torna così al centro della strategia spaziale, con la Luna vista come il primo avamposto necessario per la successiva proiezione verso l'ignoto. Oltre al dossier lunare, la NASA guarda già verso Marte con il lancio della Space Reactor-1 Freedom. Si tratta del primo veicolo spaziale interplanetario a propulsione nucleare, progettato per raggiungere il pianeta rosso entro la fine del 2028. Una volta arrivato a destinazione, il vettore rilascerà una flotta di droni elicottero evoluti, basati sul design del predecessore Ingenuity che ha operato su Marte nel 2021. L’integrazione della tecnologia nucleare rappresenta il salto qualitativo necessario per ridurre i tempi di percorrenza e garantire l’energia sufficiente a operazioni complesse lontano dalla Terra, segnando l’inizio di una nuova era dell’esplorazione interplanetaria.
---tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)










