Mercedes-AMG GLE 53 e GLE 53 HYBRID: più potenza e tecnologia
(Adnkronos) - La famiglia Mercedes-AMG GLE 53 si aggiorna con una serie di interventi che puntano a migliorare prestazioni, dinamica di guida ed efficienza. Le nuove Mercedes-AMG GLE 53 4MATIC+ e Mercedes-AMG GLE 53 HYBRID 4MATIC+ sono già ordinabili sul mercato. Al centro delle evoluzioni delle nuove nuove Mercedes-AMG GLE 53 4MATIC+ e Mercedes-AMG GLE 53 HYBRID 4MATIC+ c’è il motore sei cilindri in linea da 3,0 litri, sottoposto a un importante lavoro di affinamento. Nuova testata, condotti ottimizzati, albero a camme aggiornato, sistema di alimentazione rivisto e intercooler migliorato consentono una risposta più immediata e una maggiore rapidità nel raggiungere i regimi più elevati. Il risultato è una potenza di 449 CV e una coppia massima di 600 Nm. Nella versione con sistema mild hybrid a 48 volt, il propulsore beneficia del supporto dello starter-generator integrato di seconda generazione, capace di fornire temporaneamente 23 CV supplementari e 205 Nm di coppia. Le prestazioni sono di assoluto livello, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente a 250 km/h. Ancora più impressionanti i numeri della Mercedes-AMG GLE 53 HYBRID 4MATIC+, che abbina il sei cilindri termico a un motore elettrico da 184 CV alimentato da un sistema a 400 volt. La potenza complessiva raggiunge 585 CV, mentre la coppia massima sale a 750 Nm. Questa configurazione permette al SUV sportivo di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 4,5 secondi, migliorando ulteriormente il risultato della generazione precedente. La velocità massima resta fissata a 250 km/h, mentre in modalità completamente elettrica è possibile raggiungere i 140 km/h. Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’autonomia a zero emissioni locali. Secondo il ciclo WLTP, la versione SUV può percorrere tra 88 e 91 chilometri in modalità elettrica, mentre la Coupé arriva a un valore compreso tra 90 e 93 chilometri. Dati che consentono di affrontare gran parte degli spostamenti quotidiani senza utilizzare il motore termico.
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Drivalia Be Free Biz: il noleggio flessibile per imprese e professionisti
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Drivalia amplia la propria offerta dedicata al mondo business con il lancio di Be Free Biz, una soluzione di noleggio a lungo termine studiata per rispondere alle esigenze di piccole e medie imprese e liberi professionisti. In un contesto economico in cui flessibilità e rapidità rappresentano elementi sempre più strategici, la nuova proposta punta a semplificare l’accesso alla mobilità aziendale attraverso formule personalizzabili e veicoli immediatamente disponibili. Uno degli aspetti più interessanti del nuovo servizio è la disponibilità immediata di oltre 5.000 vetture presenti negli stock Drivalia. Le aziende possono scegliere tra auto nuove, km 0 e usate garantite, evitando le lunghe attese spesso associate all’acquisto o al noleggio tradizionale di un veicolo. La formula è stata progettata per offrire maggiore libertà rispetto ai classici contratti di lungo termine. I clienti possono infatti optare per durate di 12, 24 oppure 36 mesi, adattando il servizio alle reali necessità operative della propria attività. Tra gli elementi distintivi della proposta figura anche l’attenzione all’economia circolare. La flotta comprende infatti vetture provenienti dal programma Second Life Leasing, che permette di reimmettere sul mercato auto aziendali recenti, immatricolate nel 2024 e nel 2025, mantenendo elevati standard qualitativi e contribuendo alla riduzione dei costi di mobilità. Per la formula annuale sono previste tre fasce tariffarie. Il primo livello, con un canone di 399 euro al mese IVA esclusa, include modelli compatti come Fiat Panda Cross e Peugeot 208. La seconda fascia, da 499 euro mensili, propone vetture come Opel Corsa, Citroen C3, Ford Puma e Opel Crossland.
Il canone comprende numerosi servizi, tra cui copertura RC Auto, furto e incendio, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale con traino, servizi di infomobilità e un pacchetto di 20.000 chilometri annui.
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Nuova Opel Astra: elettrica, ibrida o diesel
(Adnkronos) - La nuova Opel Astra si presenta sul mercato con una proposta ancora più articolata, confermando una filosofia che punta a lasciare ai clienti la massima libertà di scelta. La compatta del marchio tedesco è disponibile in versione completamente elettrica, ibrida plug-in, ibrida e diesel, offrendo soluzioni differenti per chi cerca efficienza, praticità e costi di gestione contenuti. L’aggiornamento più significativo presente sulla nuova Opel Astra riguarda le varianti elettrificate, che beneficiano di miglioramenti tecnici capaci di incrementare autonomia e funzionalità nell’utilizzo quotidiano. L’obiettivo è rendere la mobilità a basse emissioni sempre più accessibile e adatta alle esigenze reali degli automobilisti. La protagonista dell’evoluzione è la Opel Astra Electric, equipaggiata con un motore da 156 CV alimentato da una batteria da 58 kWh. Grazie a una serie di ottimizzazioni, in particolare sul fronte aerodinamico, l’autonomia raggiunge ora i 454 chilometri nel ciclo WLTP, con un incremento di circa 35 chilometri rispetto alla versione precedente. Le prestazioni restano adeguate a un utilizzo versatile, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente a 170 km/h. La coppia immediatamente disponibile contribuisce a una guida brillante, soprattutto nel traffico urbano. Tra le novità più interessanti compare il sistema Vehicle to Load (V2L), che consente di alimentare dispositivi esterni sfruttando l’energia accumulata nella batteria. Una funzione particolarmente utile per e-bike, attrezzature da campeggio o apparecchi elettronici durante il tempo libero. La ricarica rapida in corrente continua fino a 100 kW permette inoltre di passare dal 20 all’80% della capacità della batteria in circa mezz’ora, mentre il caricatore trifase da 11 kW facilita la ricarica domestica. Per chi desidera una transizione graduale verso l’elettrico, Opel propone la nuova Astra Plug-in Hybrid, che abbina un motore benzina 1.6 a un’unità elettrica per una potenza complessiva di 196 CV. La batteria maggiorata consente di percorrere fino a 84 chilometri in modalità elettrica secondo il ciclo WLTP, con valori che in ambito urbano possono superare i 100 chilometri.
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Maserati GT2, il Tridente celebra 100 anni di storia
(Adnkronos) - Le protagoniste del weekend inaugurale del GT2 European Series powered by Pirelli 2026 non sono state soltanto le vetture in pista. A catturare l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori sono state soprattutto le nuove livree celebrative presentate da Maserati a Monza, un omaggio esclusivo a un secolo di storia sportiva e ai cento anni del celebre Tridente. Realizzate in collaborazione con il programma di personalizzazione Fuoriserie, queste speciali configurazioni estetiche reinterpretano in chiave moderna l’eredità della leggendaria Maserati 250F, una delle monoposto più iconiche della Formula 1. Fu proprio con la 250F che Juan Manuel Fangio conquistò due titoli mondiali, nel 1954 e nel 1957, contribuendo a trasformare la vettura in una vera leggenda del motorsport. Le nuove livree non rappresentano soltanto un esercizio di stile, ma raccontano il legame profondo tra passato e futuro. Disponibili sia sulla Maserati GT2 da competizione sia sulla super sportiva GT2 Stradale, esprimono concretamente la filosofia “from track to road”, secondo cui le competizioni diventano un laboratorio tecnologico per lo sviluppo delle vetture destinate alla strada. Il progetto assume un significato ancora più importante perché celebra due ricorrenze fondamentali nella storia del marchio. Il 2026 segna infatti il centenario del logo del Tridente e i cento anni dalla prima partecipazione di Maserati a una competizione automobilistica. Era il 1926 quando la Tipo 26, guidata da Alfieri Maserati, conquistò la propria categoria alla Targa Florio, diventando la prima vettura della Casa modenese a portare sul cofano il simbolo destinato a diventare uno dei più riconoscibili dell’automobilismo mondiale. A distanza di un secolo, la Maserati GT2 raccoglie quell’eredità e la proietta nel presente. Le nuove livree celebrative viste a Monza rappresentano quindi molto più di un semplice tributo estetico: sono il simbolo di una tradizione sportiva che continua a evolversi senza dimenticare le proprie radici.
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Bugatti W16 Mistral Le Retour du Jeune Prince: la one-off
(Adnkronos) - La personalizzazione automobilistica può spingersi molto oltre la scelta di un colore o di un materiale pregiato. Lo dimostra la nuova Bugatti W16 Mistral “Le Retour du Jeune Prince”, un esemplare unico nato all’interno del programma Sur Mesure e sviluppato attorno alla storia personale del suo proprietario. Il risultato è un roadster che non si limita a essere una delle hypercar più esclusive al mondo, ma diventa una vera opera d’arte su quattro ruote. L’ispirazione arriva da “
Le Retour du Jeune Prince”
, opera letteraria scritta dal committente e concepita come ideale prosecuzione del celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry. Da qui prende forma un progetto che unisce design, emozione e simbolismo, trasformando la Bugatti W16 Mistral in un oggetto capace di raccontare una storia. L’esterno della vettura è caratterizzato da una speciale tonalità metallizzata con sfumature rame e bronzo, pensata per evocare la luce della luna e il fascino dei paesaggi terrestri osservati dall’alto. Le superfici della carrozzeria diventano una tela sulla quale gli artigiani Bugatti hanno applicato a mano una costellazione di stelle argentate, creando giochi di luce che mutano a seconda dell’illuminazione. Anche la celebre calandra a ferro di cavallo riceve un trattamento esclusivo, mentre dettagli dorati, pinze freno color rame e loghi personalizzati contribuiscono a rendere ancora più ricercato l’insieme. All’interno, il tema celeste prosegue attraverso pellami in due differenti tonalità, ricami raffiguranti la luna e motivi stellari distribuiti su pannelli porta, poggiatesta e console centrale. Tra gli elementi più raffinati spicca una piccola rosa in argento racchiusa all’interno della leva del cambio, realizzata partendo dalla scansione tridimensionale di un fiore vero. Con questa creazione, Bugatti dimostra come il programma Sur Mesure possa trasformare una hypercar già straordinaria in qualcosa di irripetibile, dove tecnica, artigianalità e narrazione personale convivono in perfetto equilibrio.
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Alfa Romeo 33 Stradale conquista la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro ADI
(Adnkronos) - La nuova Alfa Romeo 33 Stradale ottiene uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel panorama internazionale del design industriale. La giuria del XXIX Premio Compasso d’Oro ADI ha infatti assegnato alla supercar del Biscione la Menzione d’Onore nella categoria “Design per la mobilità”, durante la cerimonia ospitata all’ADI Design Museum di Milano il 22 maggio. Ispirata alla storica 33 Stradale del 1967 disegnata da Franco Scaglione, la nuova interpretazione firmata Alfa Romeo riprende le linee iconiche del modello originale proiettandole in una dimensione contemporanea. Le proporzioni scolpite, i volumi equilibrati e il trattamento delle superfici danno vita a una vettura che punta sulla cosiddetta “bellezza necessaria”, filosofia stilistica che unisce forma e funzione. Anche l’abitacolo segue lo stesso approccio progettuale. Gli interni della Alfa Romeo 33 Stradale adottano uno stile essenziale, con materiali selezionati per valorizzare il rapporto tra pilota e vettura. Ogni dettaglio è stato sviluppato con l’obiettivo di offrire un’esperienza di guida coinvolgente e autentica, senza elementi superflui. Prodotta in appena 33 esemplari, la nuova Alfa Romeo 33 Stradale rappresenta una delle espressioni più esclusive del marchio italiano. La realizzazione avviene attraverso un processo artigianale altamente specializzato, caratterizzato da standard qualitativi elevatissimi e da una cura maniacale per ogni particolare. Determinante anche il contributo della Carrozzeria Touring Superleggera, realtà storica che ha collaborato alla nascita di alcune delle Alfa Romeo più iconiche del passato e oggi impegnata nella produzione della nuova supercar. Per Alfa Romeo si tratta dell’ennesimo riconoscimento legato al design. Nel 2018 la Giulia conquistò il Compasso d’Oro, mentre nel 2004 la Brera venne premiata per il suo stile considerato tra i più affascinanti nel panorama automobilistico. Anche la Giulietta, nel 2014, ricevette una Menzione d’Onore, confermando il legame storico tra il marchio e il design italiano.
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DS N°7, il debutto a Monaco anticipa l’arrivo del SUV elettrico
(Adnkronos) - La nuova DS N°7 ha fatto il suo debutto pubblico sulle strade del Principato di Monaco in occasione dell’E-Prix disputato lo scorso fine settimana. Il SUV compatto premium del marchio francese ha affrontato il celebre tracciato cittadino con una speciale livrea nero e oro ispirata alla monoposto DS E-Tense FE25 impegnata nel Mondiale ABB FIA Formula E. L’esibizione dinamica è arrivata dopo la presentazione alla stampa internazionale presso gli studi di design di Parigi e ha rappresentato una delle tappe principali nel percorso di rinnovamento del brand. La nuova DS N°7 sarà ordinabile entro la fine di giugno, mentre l’arrivo nei DS Store è previsto per ottobre 2026. Tra le curve e i muretti che hanno reso Monaco uno dei circuiti più iconici del motorsport, il nuovo SUV ha mostrato un design sviluppato per coniugare efficienza aerodinamica, presenza scenica e ottimizzazione degli spazi interni. Le linee scolpite della carrozzeria si abbinano a un abitacolo raffinato e luminoso, caratterizzato da materiali ricercati e da un’impostazione orientata al comfort. Prodotta nello stabilimento italiano di Melfi, la nuova DS N°7 introduce le tecnologie più evolute del marchio francese. Tra queste figurano DS DRIVE ASSIST 2.0, DS NIGHT VISION, DS PIXELVISION, head-up display esteso e sistemi di connettività di ultima generazione, pensati per elevare la qualità dell’esperienza di guida. La piattaforma multi-energia consente di scegliere tra motorizzazioni elettriche e ibride. La versione 100% elettrica è disponibile con batterie da 73 o 98 kWh e offre fino a 740 km di autonomia nel ciclo WLTP. Le configurazioni prevedono uno o due motori elettrici, con una potenza boost che raggiunge i 375 CV nella variante AWD Long Range. Accanto all’elettrico trova spazio anche la versione HYBRID 145, che abbina un motore benzina tre cilindri a un’unità elettrica integrata nel cambio doppia frizione. Una soluzione progettata per garantire elevata efficienza e una significativa riduzione delle emissioni. Il debutto della nuova DS N°7 a Monaco ha inoltre rafforzato il legame tra il programma sportivo di DS Automobiles e i modelli di serie. Le tecnologie sviluppate nel campionato Formula E vengono infatti trasferite progressivamente alla gamma stradale, soprattutto nella gestione dell’energia e nell’ottimizzazione dell’efficienza.
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Nuova Kia XCeed, il crossover si evolve tra comfort e tecnologia
(Adnkronos) - La nuova Kia XCeed si rinnova con l’obiettivo di consolidare la presenza del marchio coreano nel competitivo segmento C europeo. Il crossover urbano evolve seguendo la filosofia stilistica “Opposites United”, introducendo un design più moderno, una connettività avanzata e un pacchetto tecnologico sviluppato per migliorare comfort e sicurezza nella guida quotidiana. Prodotta nello stabilimento Kia di Zilina, in Slovacchia, la nuova Kia XCeed mantiene la propria identità di crossover compatto pensato per chi cerca versatilità, praticità e uno stile distintivo. Le linee esterne sono state completamente aggiornate, con un nuovo cofano, paraurti ridisegnati, gruppi ottici rivisti e nuovi cerchi in lega da 18 pollici che accentuano la presenza su strada. La nuova Kia XCeed adotta un sistema a doppio schermo composto da quadro strumenti digitale e display centrale da 12,3 pollici. La configurazione migliora la leggibilità delle informazioni e rende più intuitivo l’accesso alle funzioni principali del veicolo. Debuttano inoltre servizi connessi evoluti tramite Kia Connect e Digital Key 2.0, che consente di utilizzare lo smartphone compatibile come chiave digitale. Presente anche la ricarica wireless per dispositivi mobili. Sul fronte della sicurezza, il crossover amplia la dotazione ADAS con sistemi come Highway Driving Assist, Blind-Spot Collision-Avoidance Assist e Rear Cross-traffic Collision-Avoidance Assist. A questi si aggiungono telecamera interna per il monitoraggio dell’attenzione del conducente e sistema Forward Collision-Avoidance Assist 1.5. Kia ha lavorato anche sul comfort di marcia, introducendo aggiornamenti alle sospensioni posteriori e miglioramenti NVH per ridurre rumori e vibrazioni. Le modalità di guida Normal e Sport sono state inoltre ricalibrate per offrire una risposta più differenziata. La gamma motori della nuova Kia XCeed comprende unità benzina e mild hybrid. Il propulsore 1.0 T-GDI da 115 CV può essere abbinato al cambio manuale o al doppia frizione 7DCT, mentre sul mercato italiano sarà disponibile anche il 1.6 T-GDI da 150 CV con trasmissione automatica DCT a sette rapporti.
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Mappato il microbioma di Ötzi l'uomo dei ghiacci. La scoperta: super lieviti resistenti al freddo, primo test il pane
(Adnkronos) - Da quando fu ritrovato nel settembre del 1991 fra i ghiacci della Val Senales, in Alto Adige, a 3.210 metri di altitudine, Oetzi, la celebre 'mummia del Similaun', non ha mai smesso di svelare i suoi segreti e la sua storia, ricostruita attraverso gli studi di scienziati di tutto il mondo. L'ultimo lavoro si concentra sugli ospiti invisibili che lo hanno accompagnato quando era in vita - il microbioma di 'Iceman' - e anche dopo la sua morte, con una scoperta che sorprendentemente potrebbe avere dei risvolti interessanti anche per i tempi moderni. Ad aprire una finestra sulla flora batterica che abitava nei meandri dell'intestino dell'uomo venuto dal ghiaccio è uno studio pubblicato sulla rivista 'Microbiome', frutto di un'indagine approfondita condotta da ricercatori di Eurac Research, che ha previsto l'analisi sia del ghiaccio presente sulla superficie sia dell'acqua di fusione all'interno della mummia, e la raccolta di numerosi campioni prelevati con tamponi. Il risultato è una mappa dettagliata del microbioma di Ötzi - ottenuta grazie al materiale genetico (ricavato da campioni di tessuto interno) di batteri appartenuti alla sua flora intestinale originaria - e un più ampio e preciso quadro dei microrganismi già presenti quando era in vita e di quelli che lo hanno colonizzato solo dopo la sua morte, sia durante il periodo trascorso nel ghiacciaio sia durante gli oltre 30 anni di conservazione. Una scoperta che gli scienziati definiscono "sorprendente" è la presenza di specie di lievito adattate al freddo, probabilmente originarie dell'ambiente glaciale, che sono persistite sul corpo di Ötzi fino ad oggi. Questi 'super lieviti' tolleranti al gelo potrebbero anche avere un potenziale per applicazioni industriali. Oltre dunque all'importanza per la conservazione della mummia, i risultati aprono anche nuove prospettive di ricerca: questi microrganismi adattati al freddo potrebbero, ad esempio, essere utilizzati in processi industriali a basso consumo energetico, come la fermentazione a bassa temperatura. Un primo test è già stato realizzato: con i lieviti di Ötzi gli scienziati hanno ottenuto un impasto e sfornato il pane. Quanto al microbioma di Ötzi, offre "una rara opportunità" di sbirciare nel passato microbico dell'umanità, uno sguardo sulla flora batterica dell'Eta del Rame. I dati relativi al tessuto intestinale e al contenuto dello stomaco dell'uomo dei ghiacci erano disponibili da studi precedenti. Un campione di terreno proveniente dal sito del ritrovamento, raccolto e congelato durante il recupero di Ötzi nel 1991, è stato anch'esso analizzato per tracciare le influenze ambientali. I ricercatori hanno inoltre identificato materiale genetico del microbioma intestinale originario nel tratto intestinale e nel contenuto dello stomaco. Questo microbioma, descritto per la prima volta in uno studio del 2019 condotto con Eurac Research, assomiglia molto ai pochi esempi noti di flora intestinale delle prime popolazioni umane: batteri di questo tipo si trovano raramente nell'intestino degli esseri umani moderni che vivono in società industrializzate, chiariscono gli autori. I lieviti appena scoperti, spiegano i ricercatori, sono stati isolati da campioni di pelle, dall'acqua di fusione all'interno della mummia e da campioni del contenuto dello stomaco. Queste specie altamente specializzate si sono adattate alle basse temperature. Le analisi genetiche hanno rivelato una parentela con ceppi provenienti da regioni estremamente fredde come l'Antartide. Ciò suggerisce che i lieviti abbiano origine dall'ambiente glaciale e che possano essere stati associati alla mummia per migliaia di anni. I ricercatori hanno trovato Dna sia fortemente degradato (antico) che ben conservato (moderno). Questo indica che questi microrganismi non sono semplici reliquie del passato, ma continuano a esistere nelle attuali condizioni di conservazione a -6 gradi Celsius e con elevata umidità, forse in uno stato di quiescenza. "Vediamo una continuità - spiega Frank Maixner, direttore dell'Istituto per lo studio delle mummie all'Eurac Research - Questi lieviti hanno accompagnato Ötzi nel suo lungo viaggio attraverso i millenni". Secondo l'esperto, ciò dimostra che la mummia "non è una reliquia statica, ma un sistema biologico dinamico". Lo studio svela anche che le precedenti misure di conservazione potrebbero aver inavvertitamente favorito alcuni microrganismi: 3 dei 4 lieviti identificati possiedono la capacità genetica di degradare il fenolo, un ingrediente attivo utilizzato dopo il recupero di Ötzi per eliminare la crescita fungina dalla superficie della mummia, che i lieviti potrebbero aver utilizzato come fonte di nutrimento. "Il microbioma di una mummia è unico - evidenzia il microbiologo e autore principale dello studio Mohamed S. Sarhan - perché abbiamo a che fare con microbi che hanno più di 5.000 anni e, allo stesso tempo, con microbi moderni che sono stati introdotti dopo la scoperta". Le condizioni di conservazione della mummia del Similaun "sono oggi molto stabili", assicura Elisabeth Vallazza, direttrice del Museo Archeologico dell'Alto Adige a Bolzano, la 'casa' di Ötzi oggi. "Un attento monitoraggio microbiologico garantisce che la mummia non subisca danni. Tuttavia, sono certamente necessarie ulteriori ricerche e interventi di conservazione completi per preservarla per molte altre generazioni". E infatti, aggiunge l'esperto di conservazione e coautore Marco Samadelli, "le condizioni in cui si conservano le mummie glaciali non sono ancora del tutto comprese. Questo studio" è un passo avanti che "amplia le nostre conoscenze in questo ambito".
Pane, e presto anche birra
Ma che ne sarà adesso dei lieviti di Oetzi? Prima sfida: il pane. L'esperimento è stato già realizzato ("impasto ottimo") e a parlarne in un focus online sul sito di Eurac Research è il microbiologo Mohamed Sarhan. Trovare questi microrganismi resistenti al freddo nei campioni prelevati da Iceman ha "sorpreso molto" gli esperti. "Ötzi è conservato a -6 °C: in queste condizioni non ci si aspetterebbe che i microrganismi possano sopravvivere a lungo termine - dice Sarhan - Questi lieviti sono estremamente interessanti, perché si sono adattati a temperature molto basse. Per coltivarli abbiamo dovuto incubarli in frigorifero (+4 °C), dove solitamente conserviamo i campioni per impedire la crescita di microrganismi. A tale scopo abbiamo acquistato appositamente un incubatore refrigerato con una temperatura di utilizzo compresa tra -20 °C e +60 °C". Dai primi esperimenti condotti, "anche se non ancora sistematici", sono stati ottenuti "buoni risultati - racconta - Abbiamo provato a preparare un lievito madre. All'inizio il lievito non si era ancora adattato all'ambiente della farina, quindi non è successo nulla. Abbiamo continuato a coltivarlo per un periodo più lungo, rinfrescandolo circa ogni 2 settimane, in modo che il lievito potesse adattarsi lentamente. Alla fine, abbiamo ottenuto un impasto del tutto normale, che è lievitato entro 24 ore, quindi in pratica come con un lievito comune. Abbiamo ottenuto un impasto davvero ottimo". E dall'impasto si è passati al test del pane, sfornato con un risultato "decisamente migliorabile", sorride Sarhan, che ammette: "Non avevo mai fatto il pane prima d'ora, e si è visto. Ma, come detto, si trattava dei nostri primissimi esperimenti. Vogliamo proseguire su questa strada, coinvolgendo anche team di ricerca specializzati nel settore alimentare. Il pane è al momento una delle applicazioni più ovvie a cui stiamo pensando; un'altra possibile applicazione potrebbe essere la birra". A questo proposito, aggiunge, "abbiamo già avuto uno scambio di opinioni con esperti di Weihenstephan", antico birrificio. "Queste sono le prime idee e siamo certamente aperti ad altri suggerimenti". La ricerca dunque proseguirà. "Vogliamo caratterizzare questi lieviti in modo più dettagliato dal punto di vista funzionale e studiarne sistematicamente le proprietà - conclude Sarhan - Allo stesso tempo, stiamo valutando come poterli utilizzare nella pratica e vorremmo sperimentare diverse possibilità di applicazione. I lieviti attivi a temperature molto basse possono offrire vantaggi in diversi settori, ad esempio nella produzione del pane. Se la fermentazione è possibile a temperatura ambiente o addirittura a temperature da frigorifero, si risparmia energia poiché non è necessario alcun riscaldamento aggiuntivo. Inoltre, i lieviti potrebbero essere attivi anche durante il trasporto, contribuendo alla fermentazione già durante il tragitto verso il produttore".
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Pokémon Champions, uscita mobile e cross-play
(Adnkronos) - The Pokémon Company International, attraverso una nota ufficiale, ha annunciato per il prossimo 17 giugno 2026 la data di uscita di Pokémon Champions per i sistemi operativi iOS e Android. Il titolo, concepito per strutturare un sistema di gioco basato su sfide strategiche, apre contestualmente la fase di pre-registrazione sulle piattaforme di distribuzione digitali App Store di Apple e Google Play Store. Il modello di business adottato per Pokémon Champions si inquadra nella categoria dei titoli con funzioni di base accessibili senza costi di acquisto, prevedendo opzioni di microtransazioni facoltative all'interno dell'applicazione per sbloccare contenuti aggiuntivi. La caratteristica strutturale più rilevante del progetto risiede nell'implementazione del supporto multipiattaforma nativo, che consente l'interoperabilità e la continuità delle sessioni di gioco tra i dispositivi mobili e la console Nintendo Switch. L'accesso e la sincronizzazione dei progressi di gioco e dei dati utente avvengono in modo centralizzato tramite l'utilizzo del medesimo account Nintendo, richiedendo una connessione a Internet costante per la convalida delle sessioni. Parallelamente, la versione dedicata a Nintendo Switch, già presente sul canale di vendita digitale Nintendo eShop, ha ricevuto un aggiornamento tecnico gratuito volto a garantirne la compatibilità con la nuova console Nintendo Switch 2. In concomitanza con il lancio sui mercati mobile, gli sviluppatori hanno programmato una campagna promozionale a tempo limitato, attiva dal 17 giugno fino al 2 settembre 2026. Durante questo intervallo temporale, gli utenti che effettueranno l'accesso al gioco riceveranno direttamente nella casella di posta elettronica interna il personaggio Raichu, unitamente a due oggetti specifici denominati Raichuite X e Raichuite Y. Questi elementi consentono l'attivazione della meccanica della megaevoluzione durante le partite, trasformando il personaggio in due varianti distinte con parametri di gioco differenziati. La distribuzione di tali oggetti digitali sarà estesa sia agli utenti della versione mobile sia a quelli della versione per console, sebbene i produttori abbiano precisato che le medesime risorse speciali potrebbero essere introdotte successivamente all'interno del negozio virtuale del gioco o tramite canali di distribuzione alternativi. Sotto il profilo delle meccaniche competitive, l'aggiornamento introduce modifiche specifiche alle variabili e alle statistiche di gioco associate alle due nuove forme evolutive. La variante MegaRaichu X, appartenente alla categoria dei Pokémon di tipo Elettro, acquisisce l'abilità Elettrogenesi, la quale altera lo scenario di gioco attivando lo stato Campo elettrico per una durata fissa di cinque turni consecutivi a partire dal momento dell'ingresso in campo. Questo stato ambientale determina un incremento del 30% della potenza dei colpi di tipo Elettro sferrati dai personaggi posizionati sul terreno di gioco, conferendo loro al contempo un'immunità totale rispetto allo stato alterato Sonno. Di contro, la variante MegaRaichu Y viene equipaggiata con l'abilità Nullodifesa, una modifica strutturale che setta al 100% l'indice di precisione sia per le mosse offensive eseguite dal personaggio stesso sia per quelle dirette contro di esso da parte degli avversari.
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