Trump svela la malattia di un deputato, oncologi: "Messaggio pericoloso da condannare"
(Adnkronos) - "Le parole di Donald Trump sulla malattia di un deputato 'in fase terminale' si commentano da sole. Si tratta di un comportamento spiacevole e squalificante, sia sul piano umano sia su quello della comunicazione". Così all'Adnkronos Salute Massimo Di Maio, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), dopo le dichiarazioni del presidente Usa sul repubblicano Neal Dunn, 73 anni, la cui condizione clinica - finora mai resa pubblica - è stata svelata dallo stesso Trump durante un incontro alla Casa Bianca, nel pieno della crisi in Medio Oriente. "E' un malato terminale, potrebbe morire entro giugno", è la frase del presidente che rimbalza sui media. "Avevo bisogno del suo voto", è il pensiero confessato da Trump pensando agli equilibri della maggioranza. "L'interessato non aveva reso nota la propria situazione clinica, la malattia e la prognosi, come è suo pieno diritto", sottolinea Di Maio che è professore ordinario di Oncologia medica all'università di Torino e direttore di Oncologia medica presso l'Aou Città della Salute e della Scienza. "La comunicazione di una malattia spetta esclusivamente al paziente", precisa lo specialista: parlare in "termini così cinici anche dell'aspettativa di vita di una persona con un cancro è sconcertante", osserva. Di Maio critica in particolare l'uso dell’espressione 'malato terminale', definendola "un pessimo e pericoloso messaggio", perché "rischia di far percepire la persona come se non fosse più utile alla società". "Se una persona non è più in grado di svolgere il proprio lavoro per settimane o mesi, deve essere lei stessa a spiegarne le ragioni - aggiunge - In questo caso non è mancato solo il garbo istituzionale, ma anche il rispetto e la buona educazione". Infine, "rendere pubblica la condizione di un paziente senza il suo consenso è un gesto di un cinismo inaccettabile, è stata violata la dignità della persona. E' qualcosa che va condannato con fermezza", conclude il presidente Aiom.
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Geopolitica e mercati emergenti, le nuove direttrici della cooperazione industriale
(Adnkronos) - Roma ha ospitato il seminario strategico volto a consolidare le relazioni economiche tra Italia e Arabia Saudita, in un momento di profonda trasformazione degli equilibri geopolitici globali. L'incontro, promosso da MS Desk Italy presso l'Ambasciata Saudita, ha delineato le prospettive di sviluppo per il 2026, evidenziando come la competizione internazionale per l'attrazione di capitali e competenze industriali stia spingendo verso modelli di collaborazione più strutturati. Al centro del dibattito, la necessità di offrire agli investitori una chiave di lettura concreta delle riforme economiche in atto nel Regno. L'accelerazione dei programmi di sviluppo sauditi sta generando nuove aree di intervento per il sistema imprenditoriale italiano, con particolare riferimento ai settori delle infrastrutture, dell’energia, della manifattura avanzata e della logistica. In questo scenario, le imprese italiane vengono identificate come partner prioritari grazie a "competenze ingegneristiche, capacità progettuale e qualità della filiera industriale". Il briefing ha messo in luce come la trasformazione economica del Regno stia aprendo spazi per joint venture ad alto valore tecnologico, mirate a stabilire nuovi ecosistemi produttivi in grado di servire l'intera regione come hub logistico. Il ruolo di MS Desk Italy, in sinergia con le istituzioni locali, è stato descritto come fondamentale per garantire un "supporto strategico e canali privilegiati per un accesso sicuro al mercato saudita". L’analisi dello scenario 2026 suggerisce che la cooperazione bilaterale stia evolvendo oltre l'interscambio commerciale tradizionale, puntando verso investimenti diretti e trasferimenti di know-how. Questo approccio integrato mira a rispondere alle sfide della sostenibilità e dell'innovazione, settori in cui la domanda di tecnologie d'avanguardia incontra l'offerta specialistica delle eccellenze italiane.
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Il futuro del lavoro tra Intelligenza Artificiale e centralità delle persone
(Adnkronos) - L'inaugurazione del nuovo HP Experience Center a Cernusco sul Naviglio, avvenuta nel novembre 2025, segna un momento di profonda trasformazione per la filiale italiana, coincidendo strategicamente con il decennale di HP Inc. e i primi cinque anni di leadership di Giampiero Savorelli. Proprio in occasione di questo importante traguardo, il vice presidente e amministratore delegato di HP Italy ha gentilmente risposto alle domande della redazione di Adnkronos Tech&Games, delineando il futuro di uno spazio che non nasce come un semplice showroom espositivo, ma come la sintesi fisica di una visione che mette l'esperienza umana al di sopra del mero prodotto. Attraverso la simulazione di scenari reali, dalla dimensione domestica dello smart working all'ufficio ibrido fino alla mobilità "on the go", il centro permette di toccare con mano come l'ecosistema integrato di PC, soluzioni Poly e stampa possa fluidificare i processi lavorativi. In un'epoca in cui l'Intelligenza Artificiale si appresta a diventare l'infrastruttura silenziosa del 2026, l'obiettivo dichiarato da Savorelli è quello di abbattere l'attrito digitale, liberando tempo e potenziale creativo per i professionisti attraverso una tecnologia che sia, prima di tutto, sicura, sostenibile e profondamente vicina alle persone.
Gli ultimi mesi del 2025 hanno segnato il decennale di HP Inc. e i suoi primi 5 anni alla guida dell'azienda in Italia: che bilancio trae da questo doppio anniversario?
Il 2025 ha rappresentato un anniversario particolarmente significativo sia per HP Inc. sia per il mio percorso in azienda. I dieci anni dalla nascita di HP Inc., dopo la separazione da Hewlett-Packard Enterprise, hanno segnato l’avvio di una fase nuova, con una chiara focalizzazione strategica e una forte accelerazione sull’innovazione nei dispositivi, nei servizi e nelle soluzioni per il mondo del lavoro.
Nei miei cinque anni alla guida di HP Italy ho visto questa visione prendere forma anche a livello locale, in un contesto di mercato complesso e in continua evoluzione. Il nostro impegno si è concentrato sull’ espandere la presenza di HP in Italia, costruendo relazioni sempre più solide con clienti e partner e accompagnandoli nei cambiamenti profondi che hanno interessato modelli organizzativi, modalità di lavoro e aspettative delle persone.
Questo percorso ci ha permesso di affermarci come interlocutore di riferimento per la trasformazione tecnologica e culturale delle imprese, in linea con la nostra visione di “Future of Work”, mettendo al centro l’esperienza dei dipendenti, l’innovazione responsabile e la capacità di tradurre la tecnologia in valore concreto per professionisti ed imprese.
Un doppio anniversario che non è solo un traguardo numerico, ma la conferma che una visione chiara, unita all’innovazione costante e alla centralità delle persone, può generare valore reale e duraturo.
Giampiero Savorelli, VP e AD di HP Italy
In che modo l’HP Experience Center inaugurato a novembre rappresenta la sintesi fisica della vostra visione di innovazione?
L’HP Experience Center di Cernusco sul Naviglio è la rappresentazione concreta di ciò che intendiamo come “Futuro del Lavoro”, uno spazio che non si limita a mostrare la tecnologia, ma la rende esperienziale e tangibile. Non è uno “showroom” tradizionale: è uno ambiente completamente ripensato per far vivere come le soluzioni HP si inseriscono nei flussi di lavoro reali, mettendo al centro l’esperienza d’uso e non il prodotto in sé.
Abbiamo voluto riprogettare questo spazio, in linea con altri centri simili HP, perché oggi è fondamentale permettere ai clienti di toccare con mano come la tecnologia abiliti le nuove modalità di lavoro. All’interno del centro ci sono ambienti che replicano i diversi contesti quotidiani: la casa di chi lavora in smart working - includendo anche la dimensione consumer e gaming - l’ufficio ibrido, la mobilità “on the go”, le sale riunioni per la collaboration, fino alle aree dedicate al printing e al large format.
In questo modo clienti e partner possono osservare e sperimentare come PC, stampanti, soluzioni di collaboration HP Poly e software si comportano all’interno di un workflow concreto. L’Experience Center rende tangibile il passaggio da una logica di prodotto a una di ecosistema integrato, mostrando come l’Intelligenza Artificiale, quando è progettata by design nei dispositivi e nelle soluzioni, diventi un abilitatore naturale di produttività, collaborazione e semplicità operativa, agendo nei processi quotidiani: dalle postazioni di lavoro alle sale meeting, dalla gestione documentale alla stampa, fino alle applicazioni di grande formato.
È un luogo pensato anche per l’apprendimento, la formazione e la co-creazione, con dimostrazioni live, workshop e momenti di confronto. L’HP Experience Center è uno strumento di connessione tra HP, clienti e partner, ed è il risultato di un investimento significativo che conferma l’attenzione al mercato italiano. In questo senso, diventa il punto di convergenza tra tecnologia, cultura del lavoro e relazione con il territorio, in linea con gli altri centri HP in Europa e con l’obiettivo di accompagnare in modo concreto la trasformazione digitale delle imprese italiane.
L’Intelligenza Artificiale è oggi un’infrastruttura strategica: come sta cambiando il paradigma della competizione tra imprese?
Molti analisti ritengono che l’Intelligenza Artificiale stia passando da tecnologia emergente a vera infrastruttura del lavoro e che il 2026 sarà l’anno di questo passaggio. Oggi la competizione tra imprese non si basa più soltanto sull’adozione dell’Artificial Intelligence, ma su dove e come questa viene integrata nei processi quotidiani. In HP questo cambiamento si riflette direttamente nel modo in cui progettiamo prodotti e soluzioni: l’AI non è un’estensione, ma una componente strutturale dell’esperienza di lavoro.
Per questo stiamo portando l’AI direttamente ai dispositivi endpoint – PC, workstation, stampanti e sale riunioni – attraverso soluzioni AI-native, basate su elaborazione on-device e NPU dedicate. Questo approccio consente di ottenere benefici concreti in termini di velocità, continuità operativa e protezione dei dati, riducendo la dipendenza dal cloud e rendendo l’AI più affidabile e vicina alle persone.
Un altro esempio è l’utilizzo dell’AI nelle piattaforme di gestione e di sicurezza, come HP Workforce Experience Platform (WXP), che permette di osservare, prevenire e risolvere eventuali problemi prima che impattino sul lavoro quotidiano. Qui l’AI non è visibile, ma agisce come infrastruttura silenziosa che riduce l’attrito digitale, alleggerisce il carico dei team IT e migliora la digital experience dei dipendenti.
Quando l’AI è integrata by design nei dispositivi e nei servizi, smette di essere un elemento sperimentale e diventa un fattore strutturale di produttività e resilienza. È su questa capacità di trasformare l’AI in un’infrastruttura concreta e affidabile che oggi incide in modo determinante sulla competitività delle imprese.
In che modo l’approccio HP all'AI permette di liberare il potenziale creativo e il tempo dei professionisti?
L’approccio HP all’AI è orientato a semplificare il lavoro quotidiano, riducendo l’attrito digitale e automatizzando attività ripetitive che sottraggono tempo ed energia alle persone. Quando l’Intelligenza Artificiale è integrata nativamente nei dispositivi e nelle piattaforme software, diventa un supporto naturale che rende più fluidi i processi operativi, creativi e collaborativi, migliorando l’esperienza complessiva di lavoro.
Un esempio concreto è rappresentato dalle soluzioni di collaboration HP Poly, completamente integrate nell’ecosistema HP. Qui l’AI interviene in modo automatico per migliorare la qualità di audio e video, riconoscere chi parla, adattare l’inquadratura e ridurre il rumore di fondo, eliminando molte delle frustrazioni tipiche delle riunioni ibride. Questo permette alle persone di concentrarsi sul contenuto e sulla relazione, senza doversi occupare degli aspetti tecnici.
Lo stesso approccio si ritrova nella gestione dei documenti e nel printing, dove l’AI semplifica attività come la scansione, la formattazione e la condivisione, trasformando processi spesso frammentati in flussi più lineari ed efficienti. In questo modo l’AI libera tempo da dedicare ad attività a maggior valore, come la creatività, l’analisi e il processo decisionale.
I dati del nostro HP Work Relationship Index 2025 (WRI) confermano che chi utilizza l’AI quotidianamente dichiara una relazione più equilibrata con il lavoro, a dimostrazione che un’AI ben progettata non solo aumenta la produttività, ma contribuisce anche a migliorare la qualità del lavoro e la soddisfazione professionale.
Sicurezza e ambienti di lavoro ibridi moderni: quali sono le sfide prioritarie per proteggere i dati in un contesto di lavoro sempre più frammentato?
La diffusione del lavoro ibrido ha ampliato in modo significativo la superficie di attacco, rendendo PC, stampanti e dispositivi di collaboration punti critici per la sicurezza aziendale. Oggi i dati si muovono continuamente tra ambienti diversi - ufficio, casa e mobilità - e questo richiede un approccio alla sicurezza che sia integrato e coerente. La sfida principale è proteggere informazioni e dispositivi senza complicare l’esperienza delle persone e senza introdurre attrito nei flussi di lavoro.
In HP adottiamo un approccio secure by design, in cui la protezione è progettata fin dall’origine. Le nostre soluzioni di HP Wolf Security combinano isolamento hardware, analisi comportamentale e machine learning per intercettare anche minacce sofisticate, comprese quelle potenziate dall’Intelligenza Artificiale. Tecnologie come HP Sure Click, che isola contenuti potenzialmente pericolosi in micro-ambienti protetti, e HP Sure Sense, che utilizza modelli di AI per riconoscere comportamenti malevoli anche mai visti prima, consentono di proteggere gli endpoint in modo proattivo e continuo. A questo si affiancano soluzioni come HP Sure View, che protegge le informazioni sensibili direttamente sullo schermo, riducendo il rischio di visual hacking negli ambienti condivisi e in mobilità. È un esempio concreto di come la sicurezza possa essere integrata by design senza interferire con l’esperienza di lavoro.
Questo approccio permette di affrontare la sicurezza senza scaricare complessità sugli utenti finali e senza interrompere l’operatività quotidiana. La protezione diventa così parte integrante dell’esperienza di lavoro, supportando ambienti ibridi più sicuri, resilienti e affidabili. L’obiettivo è garantire continuità operativa e fiducia nella tecnologia, ovunque le persone si trovino a lavorare.
Qual è il peso della sostenibilità nei vostri processi di ricerca e sviluppo per i prodotti di nuova generazione?
La sostenibilità è un elemento strutturale dei nostri processi di ricerca e sviluppo e viene considerata fin dalle prime fasi di progettazione dei prodotti. Nei dispositivi di nuova generazione lavoriamo per bilanciare performance avanzate e responsabilità energetica, attraverso consumi ottimizzati, tecnologie di raffreddamento intelligente e un utilizzo sempre più esteso di materiali riciclati.
Questo approccio si traduce in scelte progettuali concrete: dall’impiego di materiali riciclati in diverse linee di prodotto, come nel caso delle stampanti consumer, fino alla progettazione di sistemi capaci di offrire elevate prestazioni riducendo sprechi ed emissioni durante l’utilizzo quotidiano. In questo ambito, HP ha avviato iniziative di closed-loop recycling che permettono di trasformare componenti provenienti da apparecchiature IT dismesse - come laptop, monitor e tastiere - in nuove materie prime per i dispositivi di nuova generazione. Il processo prevede diverse fasi di recupero e trattamento dei materiali per garantirne tracciabilità e qualità, includendo non solo plastiche riciclate ma anche il recupero di metalli presenti nelle schede elettroniche.
Anche nella stampa di grande formato la sostenibilità è parte integrante dell’innovazione, ad esempio attraverso l’utilizzo di inchiostri a base acqua e certificazioni ambientali che attestano la riduzione dell’impatto negli ambienti di lavoro. Allo stesso tempo, affrontiamo la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, con l’obiettivo di rendere l’innovazione non solo più potente, ma anche più responsabile.
Un esempio recente: per aiutare i clienti a comprendere davvero la ‘storia’ del proprio PC, abbiamo sviluppato HP Digital Passport, riconosciuto come CES 2026 Innovation Award Honoree. Si tratta di un punto di accesso unico (tramite qr code presente sul PC) che accompagna l’utente lungo l’intero ciclo di vita del dispositivo, dall’avvio iniziale alla scoperta delle funzionalità distintive del prodotto, fino ad una maggiore trasparenza sul profilo di sostenibilità del PC, inclusi i materiali e le scelte progettuali, oltre alle opzioni di supporto che evolvono nel tempo insieme alle esigenze del cliente.
Per HP, innovazione e sostenibilità procedono nella stessa direzione: la tecnologia deve essere più efficiente, più intelligente e progettata per generare valore nel tempo per le persone, le imprese e l’ambiente.
Pensando ai recenti annunci HP al CES 2026, quali sono le direttrici tecnologiche su cui HP sta investendo per anticipare i bisogni del mercato?
Al CES 2026 HP ha mostrato le principali direttrici su cui sta investendo per dare un’anticipazione dell’evoluzione del mondo del lavoro. Al centro c’è lo sviluppo di soluzioni AI-native, progettate per portare l’intelligenza artificiale direttamente nei dispositivi e nei contesti in cui le persone lavorano ogni giorno, rendendola parte integrante dell’esperienza e non un livello aggiuntivo di complessità.
Una prima direttrice riguarda l’evoluzione dei PC e delle workstation, sia in termini di prestazioni sia di form factor. Al CES abbiamo presentato dispositivi dotati di NPU sempre più potenti, in grado di eseguire carichi di lavoro AI in locale, ma anche soluzioni che ripensano il concetto stesso di personal computer. Un esempio è HP EliteBoard G1a, il primo AI PC completamente integrato in una tastiera, progettato per adattarsi a spazi di lavoro flessibili e mobili, senza rinunciare a prestazioni e sicurezza.
Un secondo filone riguarda l’integrazione dell’AI lungo l’intero ecosistema HP, dalla collaboration alla stampa. Al CES abbiamo mostrato come l’AI entri anche nei dispositivi di printing, con funzionalità smart integrate direttamente sulle stampanti per semplificare la gestione dei documenti e migliorare la produttività nei flussi di lavoro quotidiani.
Infine, un’area di investimento fondamentale è rappresentata dalle piattaforme software e di gestione, come HP Workforce Experience Platform (WXP), che utilizza l’AI per rendere gli ambienti IT più proattivi e resilienti. Al CES abbiamo evidenziato nuove funzionalità in grado di intervenire anche a livello firmware, consentendo ai team IT di risolvere criticità in modo più rapido e riducendo l’impatto operativo sui dipendenti.
Queste direttrici hanno un obiettivo comune: offrire tecnologie capaci di adattarsi a qualsiasi spazio di lavoro e di rispondere in modo concreto ai bisogni di produttività, sicurezza e realizzazione professionale, in linea con la visione HP sul Future of Work.
In un mercato globale complesso, quanto conta il fattore “fiducia" nel rapporto tra il leader e la sua squadra?
La fiducia è un elemento centrale, soprattutto in un contesto di cambiamento continuo come quello attuale. I dati del HP Work Relationship Index 2025 (WRI)) mostrano chiaramente che la qualità della relazione con il lavoro non dipende solo dagli strumenti utilizzati, ma in larga parte dalle scelte organizzative e culturali delle aziende e dal modo in cui queste vengono guidate.
In questo scenario, il ruolo del leader è creare le condizioni affinché la tecnologia sia un fattore abilitante e non uno strumento di controllo. Le persone devono potersi fidare del fatto che le soluzioni messe a loro disposizione servano a semplificare il lavoro, ridurre la complessità e migliorare l’esperienza quotidiana.
La fiducia si costruisce quindi attraverso coerenza, trasparenza e responsabilità: offrendo una visione chiara, strumenti adeguati e un ambiente di lavoro in cui autonomia e benessere siano considerati elementi fondamentali della performance. Quando le persone percepiscono che l’azienda investe davvero nella loro esperienza, la fiducia diventa un acceleratore di coinvolgimento, collaborazione e capacità di affrontare il cambiamento.
Qual è l'obiettivo principale per HP Inc. nel prossimo decennio per continuare a essere protagonista della trasformazione digitale?
L’obiettivo di HP nei prossimi anni è rendere l’Intelligenza Artificiale una risorsa concreta, accessibile, sicura e sostenibile, integrata in modo naturale nei luoghi e nei dispositivi che le persone utilizzano ogni giorno per lavorare. L’AI non deve essere percepita come una tecnologia distante o complessa, ma come un’infrastruttura affidabile che supporta le attività quotidiane e migliora l’esperienza di lavoro.
In questa direzione, vogliamo continuare a costruire un ecosistema integrato che unisca dispositivi, software e servizi, in cui l’AI sia progettata by design per favorire produttività, collaborazione, sicurezza e semplicità d’uso. L’obiettivo non è introdurre nuove tecnologie fine a sé stesse, ma accompagnare persone e aziende in un percorso di evoluzione sostenibile, capace di adattarsi a modelli di lavoro sempre più ibridi e distribuiti.
Per HP, essere protagonisti della trasformazione digitale significa creare valore nel tempo: migliorare l’esperienza lavorativa delle persone, supportare la crescita delle imprese e generare un impatto positivo sull’ambiente e sulla società. È questa visione di lungo periodo, centrata sulle persone e sull’innovazione responsabile, che guiderà le nostre scelte nel prossimo decennio.
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Mozzarella di bufala e jabugo dop, a Barcellona il gemellaggio europeo del gusto
(Adnkronos) - Alla fiera internazionale 'Alimentaria' di Barcellona, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’industria agroalimentare in programma dal 23 al 26 marzo, andrà in scena il gemellaggio gastronomico tra la mozzarella di bufala campana Dop e il prosciutto jabugo Dop, uno dei salumi più pregiati della tradizione spagnola, proveniente dalla Sierra de Huelva Aracena y Picos de Aroche, in Huelva, Andalusia e ottenuto da suini iberici allevati allo stato brado. L’incontro tra due eccellenze certificate, promosso dai rispettivi Consorzi di Tutela, rappresenta molto più di una semplice degustazione: è un dialogo tra territori, tradizioni produttive e culture gastronomiche che condividono una forte identità e un riconoscimento europeo. L’alleanza ha infatti l’obiettivo di migliorare il concetto di qualità certificata per un pubblico internazionale, creare un’esperienza esclusiva che celebri il legame tra i due Paesi e rafforzare la cultura dei prodotti a denominazione di origine come elementi-chiave dell’economia agricola europea. Due gli eventi congiunti in programma ad 'Alimentaria', dove il Consorzio di tutela mozzarella di bufala campana Dop torna nell’ambito della collettiva organizzata dalla Regione Campania, posizionata al Padiglione 2 – Stand C61 e D61. 'Tapas o aperitivo, il gemellaggio perfetto: mozzarella di bufala campana Dop e Jamon Jabugo Dop' è il titolo scelto per l’iniziativa. Il primo incontro si terrà martedì 24 marzo alle ore 12.30 nell’area Talk della Regione Campania. Si replica il 25 marzo alle ore 12.30 nello stand della Dop Jabugo, con buyer e produttori. Saranno proposti abbinamenti inediti tra il sapore lattico della Bufala Campana e la complessità aromatica del prosciutto iberico. Inoltre, lunedì 23 marzo alle ore 12, la mozzarella Dop sarà protagonista di un altro percorso di degustazione in purezza, alla scoperta del suo territorio di origine, e poi, in serata, nel cuore di Barcellona, sarà regina dell’evento fuori salone promosso dalla Regione. “Il gemellaggio rappresenta un esempio concreto di diplomazia gastronomica europea: un modo per promuovere le eccellenze attraverso la collaborazione, piuttosto che la competizione. In un mercato globale sempre più attento all’autenticità e alla qualità certificata, l’unione tra mozzarella di bufala campana e prosciutto Jabugo dimostra che le denominazioni d’origine non sono solo marchi di tutela, ma veri ambasciatori culturali dei territori da cui provengono”, dichiara il presidente del Consorzio di tutela mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo. “L’iniziativa ha un carattere di particolare unicità per diversi motivi. Innanzitutto, il dialogo tra filiere diverse. Non si tratta di un incontro tra prodotti simili, ma tra due categorie molto differenti – un formaggio fresco e un salume stagionato – che tuttavia condividono una forte identità territoriale. In secondo luogo, la dimensione internazionale, perché il gemellaggio mette in relazione due Consorzi di tutela di Paesi diversi, rafforzando la cooperazione tra sistemi di qualità europei e creando nuove opportunità di promozione congiunta. Infine, la valorizzazione culturale del cibo, visto che l’evento racconta storie di paesaggi, tradizioni contadine, allevamenti e tecniche di lavorazione tramandate da generazioni”, sottolinea il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.
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Triumph Daytona 660 MY26: più sportiva, più precisa
(Adnkronos) - La nuova Triumph Daytona 660 MY26 segna un passo avanti deciso nel segmento delle sportive di media cilindrata, grazie a un pacchetto di aggiornamenti mirati che ne esaltano carattere, dinamica e piacere di guida. Il progetto evolve senza tradire l’identità del modello, mantenendo un equilibrio tra sportività e fruibilità quotidiana.c Tra gli interventi più rilevanti spicca l’introduzione della forcella Showa regolabile, affiancata dal Triumph Shift Assist ora incluso di serie e da una nuova dotazione di pneumatici Metzeler M9 RR, più performanti in termini di grip e precisione. A questi si aggiungono dettagli raffinati come il pedale freno in alluminio anodizzato e tre nuove livree che accentuano il carattere dinamico della moto. Il cuore della Triumph Daytona 660 resta il tre cilindri da 660 cc, capace di erogare 95 CV a 11.250 giri/min e 69 Nm a 8.250 giri/min. La spinta è sempre disponibile e ben distribuita lungo l’arco di utilizzo, con una risposta lineare favorita dal sistema ride-by-wire. Il risultato è una moto intuitiva ma capace di regalare sensazioni decise, anche nella guida più sportiva. Il cambio a sei rapporti beneficia della presenza del quickshifter bidirezionale, mentre la frizione assistita e antisaltellamento contribuisce a una guida più fluida e meno affaticante. L’elettronica prevede tre modalità di guida, Sport, Road e Rain, che modulano risposta del motore e controllo di trazione in base alle condizioni. L’aggiornamento più significativo riguarda la ciclistica. La nuova forcella Showa Big Piston da 41 mm, completamente regolabile in compressione ed estensione, permette una taratura più precisa in base allo stile di guida. Al posteriore, l’ammortizzatore regolabile nel precarico completa un assetto pensato per aumentare feeling e stabilità. La frenata è affidata a pinze radiali a quattro pistoncini con dischi anteriori da 310 mm, supportate da ABS Continental per garantire sicurezza e modulabilità. I nuovi pneumatici Metzeler M9 RR Supersport migliorano ulteriormente l’aderenza, mentre i cerchi in alluminio da 17 pollici contribuiscono a una maggiore agilità nei cambi di direzione. Anche l’ergonomia è stata rivista per offrire un miglior compromesso tra comfort e controllo. La posizione di guida resta sportiva ma meno affaticante, con un’altezza sella di 810 mm e la possibilità di optare per una versione ribassata. La Triumph Daytona 660 MY26 sarà disponibile da aprile 2026, con un prezzo di partenza fissato a 9.995 euro.
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Furti d’auto, allarme SUV: oltre 2.000 veicoli recuperati nel 2025
(Adnkronos) - Nel 2025 sono stati recuperati in Italia 2.070 veicoli rubati grazie alle tecnologie LoJack, per un valore complessivo superiore a 74 milioni di euro. Oltre la metà dei ritrovamenti riguarda la categoria dei SUV.
I dati emergono dall’analisi annuale di LoJack Italia, società del gruppo CalAmp attiva nelle soluzioni telematiche per l’automotive e nel recupero dei mezzi rubati, che evidenzia anche un tasso di recupero dell’80%, circa il doppio rispetto alla media nazionale.
Toyota, Kia, BMW e Ford sono stati i brand più ricercati, localizzati e ritrovati. Si conferma la regola aurea per cui meno tempo intercorre tra il furto e la denuncia, maggiori sono le possibilità di rinvenire il mezzo rubato. Dieci ore è, infatti, in media il tempo trascorso nel 2025 tra la segnalazione del furto e l’effettivo ritrovamento da parte del team LoJack Dal punto di vista geografico, il fenomeno si concentra in poche aree del Paese. Lazio, Campania, Puglia e Lombardia rappresentano oltre il 90% dei recuperi, con 1.872 casi su 2.070 totali. In testa il Lazio con 548 veicoli ritrovati, seguito da Campania (522), Puglia (493) e Lombardia (309). “La tecnologia LoJack si è evoluta in una piattaforma ibrida che integra più soluzioni (VHF, GPS e GSM) per offrire prestazioni di alto livello nel monitoraggio delle flotte e nel recupero dei veicoli rubati. Con funzioni avanzate come la rilevazione dei jammer e la MESH networking, garantiamo operatività anche in caso di interferenze e forniamo alle Forze dell’Ordine informazioni cruciali nella lotta contro la criminalità organizzata. Grazie ai dati diagnostici, alle interfacce di recupero e alla nuova soluzione basata sui dati delle auto connesse e al supporto della nostra centrale 24/7, assicuriamo una protezione completa e un supporto costante agli operatori e alle istituzioni.” ha affermato Massimo Ghenzer, Presidente LoJack Italia.
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Mobilità elettrica urbana: LIUX BIG debutta in Europa
(Adnkronos) - Debutterà in Europa nel corso del semestre LIUX BIG, il primo modello della startup spagnola LIUX, progettato per ridefinire gli standard della mobilità urbana elettrica in termini di efficienza, sostenibilità e costi operativi. Il modello si distingue per un’autonomia che raggiunge i 215 km con batteria da 15 kWh e supera i 270 km nella versione da 20 kWh. A questo si affianca un consumo energetico particolarmente contenuto pari a soli 7 kWh/100 km.
Prodotto in Spagna, a Guadalajara, LIUX BIG si inserisce anche nel tema della sovranità tecnologica europea, contribuendo allo sviluppo di una filiera industriale locale per la mobilità sostenibile. Il modello ha appena completato con successo i test di omologazione ed è ora nella fase finale di certificazione in vista del lancio nei primi mercati europei, tra cui Italia, Spagna e Francia, previsto entro questo semestre. Il prezzo di lancio è previsto al di sotto dei 18.000 euro, esclusi eventuali incentivi.
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Alphabet Italia ottiene la Gold Medal EcoVadis
(Adnkronos) -
Alphabet Italia, società di noleggio a lungo termine del BMW Group, conquista la Gold Medal di EcoVadis con un punteggio di 85/100, posizionandosi nel top 5% delle aziende valutate a livello globale negli ultimi dodici mesi. Secondo quanto comunicato dalla società, Alphabet Italia ha consolidato politiche, procedure e sistemi di controllo in tutte le aree, evidenziando una crescita omogenea sia sul piano organizzativo sia culturale, dalla gestione dell’impatto ambientale alla qualificazione sostenibile dei fornitori. «Il conseguimento della Gold Medal EcoVadis con un punteggio di 85/100 è per noi motivo di grande orgoglio», ha dichiarato Marco Girelli, Presidente e Amministratore Delegato di Alphabet Italia. «Questo riconoscimento premia un percorso costruito nel tempo e conferma la solidità della nostra strategia ESG. Desidero ringraziare tutte le colleghe e tutti i colleghi che, grazie a un eccellente lavoro di squadra, hanno reso possibile questo successo. È la dimostrazione che la sostenibilità non è un obiettivo isolato, ma un impegno condiviso che guida ogni nostra scelta».
Con questo risultato, Alphabet Italia rafforza il proprio posizionamento nel settore della mobilità aziendale sostenibile
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Peugeot introduce il motore Turbo 100 per 208 e 2008
(Adnkronos) -
Peugeot amplia la propria offerta di motorizzazioni benzina con il nuovo motore Turbo 100, un’unità progettata per migliorare piacere di guida, efficienza e affidabilità. Il nuovo propulsore debutta sulla Peugeot 208 a partire da marzo 2026 e sarà successivamente disponibile anche sulla Peugeot 2008, prevista sul mercato da maggio dello stesso anno. Il nuovo Turbo 100 Peugeot rappresenta la terza generazione di questo motore benzina compatto e introduce un importante aggiornamento tecnico. Circa il 70% dei componenti è stato completamente riprogettato, coinvolgendo elementi fondamentali come il turbocompressore, il sistema di iniezione, il blocco motore, i pistoni e il sistema di distribuzione. Il progetto nasce con l’obiettivo di mantenere il piacere di guida tipico dei modelli del marchio francese, offrendo al tempo stesso un miglior equilibrio tra prestazioni, consumi ed efficienza meccanica. Il risultato è un propulsore più moderno e tecnologicamente evoluto, pensato per soddisfare le esigenze della mobilità contemporanea. Il motore Turbo 100 è un tre cilindri da 1.199 cm3 capace di sviluppare 101 cavalli di potenza a 5.500 giri/minuto e una coppia massima di 205 Nm disponibile già a partire da 1.750 giri/minuto. Questi valori garantiscono una risposta pronta e progressiva, particolarmente utile nella guida urbana e nelle accelerazioni. Una delle principali innovazioni riguarda il turbocompressore a geometria variabile, soluzione che consente di ottimizzare la risposta del motore ai bassi regimi. Questo sistema migliora la rapidità di accelerazione e facilita le riprese, rendendo la guida più fluida nelle situazioni quotidiane. L’efficienza del nuovo propulsore è supportata anche da un sistema di iniezione diretta ad alta pressione da 350 bar, progettato per migliorare la combustione e contribuire alla riduzione dei consumi. A questo si aggiungono nuove teste dei pistoni e un funzionamento basato sul ciclo Miller, che permette di aumentare il rendimento termico del motore.
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Audi rinnova la gamma V6: potenza ed efficienza per Q5, A5 e A6
(Adnkronos) -
Audi amplia e aggiorna la propria famiglia di motori V6, portando su Audi Q5, Audi A5 e Audi A6 una nuova generazione di propulsori progettati per coniugare prestazioni elevate, efficienza energetica e sistemi di elettrificazione avanzata. La configurazione a sei cilindri a V continua a rappresentare una delle architetture più equilibrate nel panorama automobilistico, capace di offrire una combinazione ideale tra compattezza, potenza e fluidità di funzionamento. Il V6 Audi mantiene infatti numerosi vantaggi tecnici rispetto ad altre configurazioni motoristiche. La famiglia di propulsori copre un ampio spettro di potenze, con valori che spaziano da 299 a 639 cavalli, offrendo configurazioni adatte sia alle versioni più orientate al comfort sia ai modelli ad alte prestazioni. Tra le principali novità della gamma spicca il V6 3.0 TFSI, un motore benzina sovralimentato da 367 CV dotato di sistema mild hybrid a 48 Volt. Il cuore del sistema è il powertrain generator che supporta il motore termico nelle fasi di accelerazione e recupera energia durante le decelerazioni, contribuendo a migliorare efficienza e fluidità di marcia. Accanto alla versione benzina trova spazio il nuovo V6 3.0 TDI da 299 CV, una delle evoluzioni più avanzate della tecnologia Diesel. Il motore combina turbocompressore tradizionale e compressore elettrico, supportati dal sistema mild hybrid. Al vertice della gamma troviamo il V6 2.9 TFSI biturbo con tecnologia plug-in hybrid, destinato alla nuova Audi RS 5. Il motore termico lavora insieme a un’unità elettrica integrata nella trasmissione automatica, generando una potenza complessiva di 639 CV e una coppia massima di 825 Nm.
Questa configurazione consente alla sportiva della casa dei quattro anelli di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi, un valore che testimonia come l’elettrificazione possa amplificare le prestazioni senza snaturare il carattere meccanico dei motori Audi.
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